L’agricoltura Fvg tra cambiamenti climatici e transizione ecologica in un vertice regionale oggi a Udine

i“L’agricoltura regionale tra cambiamenti climatici e transizione ecologica” è il tema scelto da Confagricoltura Fvg per aprire un dialogo con l’Amministrazione regionale su temi cruciali per il presente e il futuro del mondo rurale. L’appuntamento avrà luogo nel Salone del Parlamento, al Castello di Udine, oggi 7 marzo a partire dalle ore 14.30.
Ai saluti del sindaco di Udine, onorevole Pietro Fontanini, faranno seguito gli interventi di Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg; Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura; Massimiliano Fedriga, presidente della Giunta regionale Friuli Venezia Giulia, e Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari Fvg.
Le imprese agricole faranno sentire la loro voce, sottolineando problemi e proposte, durante una breve Tavola rotonda che verrà chiusa con le considerazioni e i saluti dell’onorevole Vannia Gava, sottosegretaria all’Ambiente e alla Sicurezza energetica.

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In copertina, Massimiliano Giansanti presidente nazionale di Confagricoltura che questo pomeriggio sarà a Udine.

I problemi della siccità a Ortogiardino: massima attenzione al risparmio d’acqua

Oggi il settore dell’orticoltura, della frutticoltura e in genere delle colture specializzate ha il merito riconosciuto di svolgere un ruolo da apripista rispetto all’attuale problema della gestione sostenibile dell’acqua. E’ questo, infatti, il comparto in cui l’innovazione irrigua è più evoluta con impianti e tecnologie all’avanguardia e all’insegna del risparmio idrico, il vero grande tema dell’immediato futuro. E la Fiera di Pordenone, con manifestazioni come Ortogiardino ma anche AquaFarm da poco conclusa, rappresenta una platea davvero strategica anche per fare informazione e formazione sul tema della gestione idrica e sull’uso consapevole dell’acqua.
E’ questo il messaggio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari ha espresso ieri mattina all’inaugurazione di Ortogiardino, la 42ma edizione della rassegna dedicata al mondo del florovivaismo e dell’orticoltura organizzata nel quartiere fieristico di Pordenone. L’esposizione – che continua oggi e poi proseguirà fino al 12 marzo – si rivolge a vivaisti, floricoltori, produttori e rivenditori di attrezzature e prodotti per la cura del giardino e dell’orto, bulbi e sementi, attrezzature per giardini e parchi, arredamento da esterni e decorazioni.
Nel suo intervento l’esponente della Giunta regionale ha informato sulla situazione della siccità in Friuli Venezia Giulia. A fronte di un anno passato in cui si sono registrati i record di mancanza di piogge, oggi vige una situazione di grande deficit con gli invasi montani nei quali i livelli dell’acqua sono ai minimi storici e le falde in pianura in forte abbassamento. Senza che ci sia una previsione, almeno a breve, di un incremento di piovosità importante.
I piani di emergenza che la Regione Fvg aveva decretato già l’anno scorso, come ha sottolineato ancora l’assessore, non si sono mai fermati e continuano a essere operativi. Al fine di gestire l’emergenza con un’ottica di sistema, permane un continuo confronto anche con le società produttrici di energia che gestiscono gli impianti. In questo senso nel Pordenonese, come ha rimarcato l’esponente dell’Esecutivo regionale, la società Edison, che gestisce gli impianti dell’asta del Meduna in Val Tramontina, ha annunciato uno stop degli impianti per due, forse tre settimane. Una manovra che consentirà di “immagazzinare” circa 10 milioni di metri cubi nei bacini montani in modo da costituire una riserva importante. Ma è chiaro, è stato il monito lanciato, che in vista della prossima stagione estiva l’impegno da parte di tutti dovrà continuare. La Regione proseguirà, come è stato assicurato, nel mantenere aperto il dialogo all’interno del sistema virtuoso della “filiera dell’acqua” affinché si possa affrontare un periodo che si preannuncia non facile.
All’inaugurazione dell’esposizione ortofloricola i vertici della società Pordenone Fiere hanno ricordato l’importanza dell’evento che è riconosciuta anche oltre i confini nazionali. La manifestazione si sviluppa su oltre 20 mila metri quadrati di aree coperte e scoperte e ospita oltre duecento espositori. Nelle ultime edizioni i visitatori sono stati oltre 65 mila: da tutto il Nord Italia e dall’estero, in particolare da Carinzia, Slovenia e Croazia.

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In copertina, un moderno sistema irriguo in uso in Friuli Venezia Giulia.

Turismo, Collio superstar con vini e paesaggio. Festa per l’8 marzo al Castello di Spessa

Collio superstar con i suoi grandi vini e le bellezze storico-artistiche e paesaggistico-ambientali. Quest’area collinare in provincia di Gorizia ha infatti registrato presenze turistiche in forte crescita rispetto all’anno scorso: +36% (45.719 nel 2022 contro 33.565 nel 2021). Un aumento che si evidenzia anche confrontando i numeri con l’annata record del 2019: le presenze crescono dell’1% circa rispetto al pre-Covid (45.719 nel 2022 contro 45.344 nel 2019). I dati sono stati resi noti ieri dall’assessore regionale al Turismo in videocollegamento con Palazzo Locatelli a Cormons.

Il centro storico di Cormons.

Come è stato rilevato dall’assessore, si tratta di risultati frutto di un lavoro di squadra che ha visto la Regione Fvg impegnata a fondo e che segnano la conferma del Collio come brand fortissimo felicemente inserito nel claim “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Il percorso di sviluppo, come ha osservato l’esponente regionale, aveva avuto una tappa emblematica nell’inaugurazione dell’infopoint nel centro di Cormons e che oggi registra la presentazione del progetto di riqualificazione in chiave energetica e turistica della caserma Colobini in località Brazzano, sul quale la Regione ha investito 5,5 milioni di euro.
Alla presentazione hanno partecipato anche il sindaco di Cormons, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il ceo di Senec Italia Vito Zongoli.
L’assessore regionale, richiamando il grande interesse suscitato dal Friuli Venezia Giulia dalla Fiera del Turismo di Milano, ha evidenziato come i dati del Collio testimonino il deciso cambio di passo nella promozione del territorio. In particolare, sono tantissimi gli italiani che nell’ultimo anno hanno scoperto la zona del Collio, con un aumento di presenze che superano le 8mila unità. Il dato, come ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale, conferma quanto rilevato da autorevoli istituti di ricerca, come Demoskopika e The European House Ambrosetti, secondo cui 8 italiani su 10 vogliono visitare il Friuli Venezia Giulia. Il Collio, come si diceva, è un territorio ricchissimo dal punto di vista della storia, della natura e dell’enogastronomia e grazie al volano di Gorizia-Nova Gorica capitale europea della cultura 2025 (evento per il quale sono attese oltre un milione di persone) – questo il concetto espresso dall’assessore regionale – sarà sempre più una cartolina della nostra regione a livello internazionale.
La convenzione presentata a Cormons prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico con la creazione di una comunità energetica a favore del territorio e la realizzazione, attraverso un intervento di recupero e di riqualificazione, di una serie di strutture che sorgeranno all’interno dell’area dell’ex caserma Colobini. Sul versante turistico sono previste una struttura per la ricettività funzionale al turismo slow/ecosostenibile, un’area attrezzata per la sosta dei camper, van e caravan, munita di area di servizio e un’area dedicata con struttura per l’assistenza e il ricovero (bike box) di e-bike/biciclette a pedalata assistita. Il programma di riqualificazione prevede anche la creazione di un centro di aggregazione intergenerazionale, rivolto ai giovani e agli anziani, di laboratori dimostrativi focalizzati sui mestieri artigiani, tanto tradizionali quanto innovativi, e di spazi di coworking e per la promozione di prodotti e servizi del territorio.

Vini e relax al Castello di Spessa.

Intanto, sempre per restare nella zona Collio, segnaliamo una bella proposta che arriva da Capriva, una delle aree più rinomate del prestigioso comprensorio vitivinicolo. Festeggiare l’8 marzo con le amiche, regalandosi qualche ora di relax fra Spa e un insolito aperitivo: questa è infatti la proposta della Vinum Spa del Castello di Spessa Resort, che per la Festa della Donna prolungherà l’orario e resterà aperta, in via eccezionale, anche la sera fino alle 21.30.
L’AperiVinum – Festa della Donna edition prenderà il via alle 18.30, dando la possibilità di godersi il benessere con le amiche dopo l’orario lavorativo, fra bagno turco, saune, docce emozionali, percorso Kneipp, bagni nella piscina interna con idromassaggio. Come corollario, il relax sui comodi lettini della sala panoramica e l’aperitivo con vini della tenuta e deliziosi stuzzichini. Alle partecipanti sarà fornito lo Spa Kit e sarà offerto anche un omaggio. Dato che i posti sono limitati, il tutto va prenotato: lo si può fare comodamente online dal sito www.castellodispessa.it

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In copertina, una suggestiva immagine del Collio in tenuta invernale.

Le Donne del vino Fvg in Slovenia al Festival della Malvasia di Portorose

Le Donne del Vino Fvg inaugurano i programmi transfrontalieri con la Slovenia in occasione della rassegna della Malvasia a Portorose, in Istria. Domenica e lunedì prossimi, infatti, l’Associazione Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sarà presente con uno spazio istituzionale nella località turistica a due passi da Pirano, nell’ambito del Festival Internazionale “Malvasija, gusto raffinato del Mediterraneo”.
Si tratta della prima attività del 2023 delle Donne del Vino Fvg che si inserisce nei programmi dedicati a “Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025” che prenderanno corpo nei prossimi anni in attività di scambio ed eventi, anche in collaborazione con le consorelle slovene. Al Festival Malvasija, nello spazio istituzionale curato dalla delegata Elena Roppa, dalle vicedelegate Sabrina di Brazzà, Maria Teresa Gasparet e Rosa Prisciandaro, nonché da alcune associate, si potranno degustare nove Malvasie di diverse aree del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria: Malvasia 2021 Borgo San Daniele, Malvasia Dileo 2021 Castelvecchio, Prima Bora 2021 Zago. Myo Malvasia 2020 Annalisa Zorzettig, Malvasia 2018 e 2019 Colja Jozko, Poje Barde 2019 Parovel, Malvasia 2021 La Sclusa, Malvasia 2020 Borc da Vila.
Domenica, dunque, dalle 15 alle 21, e lunedì, dalle 15 alle 19, nelle sale dell’Hotel Slovenija di Portorose, sarà un’occasione importante per degustare alcune tra le migliori Malvasie di Italia, Slovenia e Croazia. Per la prima volta l’Associazione Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sarà presente, grazie all’invito della presidente dell’Associazione dei viticoltori dell’Istria slovena, Ingrid Mahnic, e alla collaborazione con la Donna del Vino Fvg, Liliana Savioli, che è presente tra gli esperti degustatori del Festival.

Info:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, un grappolo di Malvasia istriana in una foto dei Vivai di Rauscedo.

Tra i tanti fiori di Pordenone Fiere sboccerà anche Il giardino dei libri

Nel conto alla rovescia verso la primavera, a Pordenone sboccia quest’anno “Il giardino dei libri”, un nuovo percorso inserito nello storico appuntamento fieristico “Ortogiardino”, frutto della collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.it. Due incontri, in programma martedì 7 e sabato 11 marzo, che, spiega la curatrice di pordenonelegge, Valentina Gasparet, «restituiranno lo sguardo degli autori sull’ambiente e sul verde, con occhio vigile per il tempo in cui viviamo e un’attenzione speciale per il nostro quotidiano, testimoniando il valore e l’importanza di un orizzonte verde per tutti, il diritto a coltivare un rapporto armonioso con la natura e al tempo stesso il nostro dovere di preservarlo. Due incontri dedicati a libri importanti, per conoscere e ascoltare i loro autori, nel contesto di Ortogiardino 2023». Gli appuntamenti sono aperti liberamente al pubblico di Ortogiardino; è gradita la prenotazione nel sito www.ortogiardinopordenone.it

Franco Berrino ed Enrica Bortolazzi

Si parte martedì 7 marzo, alle ore 17, nella Sala incontri avancorpo al Padiglione 5 di Pordenone Fiere, con un focus su “La foresta di perle. Come ritrovare il nostro contatto con la Madre Terra”, il libro pubblicato da Solferino, intorno al quale gli autori, il notissimo epidemiologo Franco Berrino e la fotoreporter Enrica Bortolazzi, converseranno con la giornalista Martina Milia. Quali parole sussurrerebbero gli alberi, se fossimo ancora in grado di decifrare il loro linguaggio? Quale visione unisce l’aquila reale e l’abete bianco? Per rispondere a queste domande occorre un’immersione nei regni di natura, alla scoperta delle connessioni segrete che permettono al pianeta di intonare il suo canto armonioso, a cui spesso l’essere umano è diventato sordo. Un libro di poesia e di conoscenza, di bellezza e di denuncia, che rivela con chiarezza l’importanza di agire concretamente nella quotidianità a protezione della natura e che restituisce al lettore il suo più alto valore: quello di uomo custode del creato. Nel corso dell’incontro al dialogo si intreccerà anche la proiezione di alcune sequenze del docu-film ispirato al libro, realizzato per la regia di Albatros Film: un lavoro che si propone di restituire la voce alle foreste secolari delle quali, in qualità di esseri umani, siamo custodi e protettori. La perla, quindi, come emblema di coraggio e di resistenza, eletta a simbolo del regno vegetale, oggi minacciato e che abbiamo il dovere di difendere. Già direttore dell’Unità di Epidemiologia e del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Franco Berrino ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e coordinato i registri tumori europei per lo studio della sopravvivenza dei malati (Progetto Eurocare). Attualmente è responsabile del progetto MeMeMe, una sperimentazione clinica finanziata dallo European Research Council per prevenire l’incidenza delle malattie croniche associate all’età. Enrica Bortolazzi, giornalista e fotografa di reportage, è anche istruttrice di yoga, organizzatrice di eventi, conferenze e progetti editoriali. Con l’associazione «La Grande Via», fondata insieme a Franco Berrino, organizza viaggi ed eventi volti a divulgare la salute e il benessere dell’individuo.

Andrea Mati

“Il giardino dei libri” proseguirà sabato 11 marzo, nello Spazio Confartigianato Pordenone del Padiglione 5 di Pordenone Fiere, sempre alle ore 17.00: questa volta protagonista il green designer Andrea Mati, autore del saggio “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale” (Giunti), che presenterà in dialogo con Valentina Gasparet. Nato a Pistoia in una storica famiglia di vivaisti, architetto paesaggista, è uno dei titolari di Mati 1909, un gruppo di imprese che ruotano attorno alla progettazione, realizzazione e manutenzione di spazi verdi e alla divulgazione della cultura del verde. Il ciclo di vita, il fiorire e l’appassire, la capacità delle piante di rigenerarsi hanno indubbiamente un grande valore simbolico. Ma il prendersi cura di una pianta può avere anche un effetto terapeutico, può essere un toccasana per molti tipi di fragilità umana. Curando il verde, una persona in difficoltà cura sè stessa, perché recupera quella dose di attenzione, fiducia in sé e progettualità che ha perso e che le è indispensabile per rifiorire nella vita. Su questo principio rivoluzionario, “il verde che salva le persone fragili”, Andrea Mati ha costruito il suo lavoro e la sua missione. Attualmente progetta e coordina i lavori di molte opere a verde in Italia e in Europa e da quasi 40 anni segue le realizzazioni di tutte le opere a verde delle Comunità di San Patrignano a Rimini e della Comunità Incontro ad Amelia (Tr). Da queste esperienze nasce la passione di Andrea Mati per il verde terapeutico e per il recupero, attraverso il lavoro e il contatto con le piante, di persone con disagi psichici e sociali. È fondatore delle Cooperative Sociali “Giardineria Italiana” e “Puccini Conversini”. Ha progettato e realizzato giardini per la cura di patologie come Alzheimer, Autismo e sindrome di Down e recentemente ha sviluppato una serie di progetti innovativi dedicati alla riconnessione dell’uomo con la natura.

www.ortogiardinopordenone.it
www.pordenonelegge.it

Cenacoli del Caffè, domani a Trieste “tuffo” nella Venezia del Settecento

Secondo appuntamento domani, 2 marzo, all’Hotel Savoia Excelsior, con i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste presieduta da Gianni Pistrini. L’incontro, che avrà inizio come di consueto alle ore 17.30, vedrà stavolta come relatore il “triestino-veneziano” Alberto Craievich, direttore, ormai da tredici anni, di Ca’ Rezzonico, il prestigioso Museo del Settecento veneziano, nonché responsabile del Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia. Craievich, che è uno storico dell’arte, ha rivolto i suoi studi in particolare all’arte veneziana del Sei e Settecento e in quanto tale ha pubblicato importanti contributi su riviste specializzate di livello internazionale e ha curato, a Venezia, Treviso e Villa Manin, una serie di rilevanti mostre di grande successo su Canaletto, Tiepolo e altri artisti veneti.

Alberto Craievich


Al “Cenacolo” dell’Amdc Craievich interverrà intrattenendo su “Scene di conversazione veneziana nel ‘700”, un tema che ci condurrà in un mondo ormai lontano ma sempre fascinoso e intrigante, come è ancor oggi costantemente dimostrato dalla grande capacità di attrazione che ha Venezia, specialmente durante il Carnevale, con le sue stupende maschere e la sua atmosfera settecentesca. Della quale fa parte integrante e inscindibile appunto il caffè, con i suoi riti e le sue bellissime artistiche stoviglie d’epoca. Ed è di tutto questo che Craievich ci parlerà, dall’alto della sua speciale competenza.
Il ciclo dei “Cenacoli”, dedicato quest’anno a “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura” nell’intento di approfondire l’influsso che la “nera bevanda” ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri, è coordinato da Nicoletta Casagrande, appassionata cultrice del mondo del caffè, nonché responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano di Capodistria, centro multimediale per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane.
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, proseguirà ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio, con qualificati relatori protagonisti della vita culturale e artistica cittadina e non solo. Il successivo appuntamento sarà con il 6 aprile con Paolo Possamai, già direttore de “Il Piccolo”, su “Trieste – caffè… e non solo”.
L’ingresso a tutti gli incontri sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno venir seguiti anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, l’ingresso del famoso  Florian, a Venezia, il più antico Caffè della storia.

Trieste, dal caffè candidato Unesco ai grandi vini del Piemonte in passerella

(g.l.) Due importanti eventi, dedicati alle eccellenze agroalimentari, questo pomeriggio a Trieste: riguardano, in particolare, la valorizzazione del caffè, tramite la sua candidatura Unesco, e la degustazione dei grandi vini del Piemonte. Ma ecco qualcosa di più in dettaglio.

Alfiere dell’Espresso – “Dieta mediterranea: dal 2010 nella Lista del Patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco, ora il Caffè Espresso?”: questo il tema che la presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, svilupperà durante l’annunciato incontro che si terrà con inizio alle 15.30 a palazzo Gopcevic (in via Rossini). Le farà eco Gianni Pistrini, presidente dell’Associazione Museo del caffè, cui si deve l’odierna iniziativa, che parlerà di “Trieste testa di ponte e alfiere del Caffè Espresso in Italia”. Un nuovo incontro pubblico, dunque, a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco. L’incontro sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate. Organizzato, appunto, da Amdc di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questo “iter” di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande. Interverranno anche per la Amdc il vicepresidente Doriano Simonato, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, il quale è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia) e Federica Suban presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco con il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca, oltre al presidente del Consiglio regionale Fvg Piero Mauro Zanin. Per maggiori informazioni tel. 368.435343, www.amdctrieste.it

Barolo re dei vini – Il Consorzio di promozione “I Vini del Piemonte” on Tour incontra questo pomeriggio gli operatori professionali e i wine lovers del Friuli Venezia Giulia all’Antico Caffè San Marco. Il Piemonte, “la regione dell’eccellenza nel paese della bellezza”, con il suo incredibile patrimonio fatto di piccoli vignaioli che producono vino con grande passione e la sua ricchezza e particolarità di denominazioni, per la prima volta fa tappa a Trieste in un appuntamento esclusivo ed immancabile per tutti gli operatori professionali (distributori, Ho.Re.Ca., buyers) e gli appassionati. Dalle 15 alle 20.30, il pubblico professionale e degli amanti del vino potrà conoscere e degustare etichette provenienti da un territorio dove nascono i vini più pregiati d’Italia e tra i più importanti al mondo. Alle 15.30 e alle 19 due masterclass condotte da Stefano Cosma appunto sui vini piemontesi. Saranno ospiti dell’evento anche alcune cantine selezionate provenienti dalla Valle del Vipacco in Slovenia (Vidus), dall’Istria (Veralda e Kabola) e dal territorio di Trieste (Skerk e Lenardon). Il Barolo, soprannominato “re dei vini” o “vino dei re” è uno dei protagonisti della odierna manifestazione. La Strada del Barolo sarà presente con un banco a degustazione libera con quattro cantine: La Biòca, Aurelio Settimo, Sordo, Le Strette. L’evento segue un più ampio percorso nelle terre delle Langhe e del Piemonte che potrete scoprire in questo magnifico viaggio con la presenza di sedici cantine piemontesi con i loro banchi assaggio, per oltre 120 etichette in degustazione. Apertura workshop alle 15. Come detto, accompagneranno l’evento due masterclass: ore 15.30 – “I Vini del Piemonte: tra grandi classici e denominazioni uniche”, rivolta al settore professionale del vino; ore 19 “I vini del Piemonte: un viaggio nell’identità del territorio”, rivolta ai wine lovers. Le Masterclass sono solo su prenotazione. Per info-adesioni: info@pilotagreen.it, telefono 0422.423411; tutto il programma: www.pilotagreen.it

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In copertina, il Canal Grande uno dei simboli di Trieste città che oggi focalizza la sua attenzione sul caffè candidato Unesco e sui vini piemontesi.

 

Quando i vini diventano musica: cinque etichette dei Ronchi di Cialla interpretate da Pamela Chilvers

di Giuseppe Longo

Ha conosciuto i Ronchi di Cialla e i grandi vini di questo “cru” inimitabile e se ne è subito innamorata, tanto da creare addirittura dei brani musicali intonati a ogni etichetta della ormai storica azienda fondata oltre mezzo secolo fa da Paolo e Dina Rapuzzi. La famosa compositrice e pianista britannica Pamela Chilvers ha, infatti, trasferito sul pentagramma le emozioni provate assaggiando cinque perle di questo suggestivo angolo dei Colli orientali del Friuli, in Comune di Prepotto: Ciallabianco, Schioppettino di Cialla, Ciallarosso, Verduzzo di Cialla e Picolit di Cialla. Vini che già di per se stessi sono una sinfonia per il palato. E ora con le note confezionate su misura per ognuno lo sono anche per l’udito.


Il tutto fa parte di un progetto denominato “Five Pieces from Ronchi di Cialla” e messo a punto dalla musicista d’Oltremanica con l’enologo Ivan Rapuzzi – che con il fratello Pierpaolo gestisce la rinomata cantina fattasi conoscere in tutto il mondo, anche perché le sue bottiglie sono state battute nelle aste più prestigiose – appunto dopo aver visitato il vigneto di famiglia su queste colline baciate tutto il giorno dal sole. “Da un incontro di menti – racconta Ivan – è nata l’idea che la musica, l’udito, il gusto e il vino possano fondersi e creare un’esperienza sensoriale unica”. E una prova sarà data fra pochi giorni a Tolmezzo.
Pamela Chilvers sarà, infatti, in Friuli dal 6 al 10 marzo prossimi e martedì 7, alle cinque del pomeriggio, suonerà proprio sul pregiato Fazioli in dotazione al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” i cinque brani creati dopo aver degustato i vini in questione. Nel contempo, la musicista inglese spiegherà anche il processo di composizione di ogni “pezzo” offrendo al pubblico alcune copie della musica scritta proprio pensando a queste famose etichette. Il concerto, che sarà preceduto da una visita al bellissimo Museo di via della Vittoria dedicato appunto al senatore Gortani, grande e indimenticabile figlio della Carnia, sarà coronato da una degustazione di vini dei Ronchi di Cialla con prodotti del territorio proposta dal ristorante Gardel di Arta Terme.

I fratelli Rapuzzi con i genitori.


Insomma, una originale iniziativa che non mancherà di suscitare curiosità e interesse fra i cultori del frutto della vite e nel contempo amanti della bella musica. Sarebbe sicuramente molto piaciuta anche a Paolo Rapuzzi che con la moglie Dina Marangone aveva appunto fondato e fatto crescere questa piccola grande azienda, facendo conoscere i suoi vini fra gli estimatori di tutto il globo. Vini che derivano tutti da pregiate varietà autoctone, antiche come il Verduzzo, il Picolit e lo Schioppettino che hanno scritto la storia dell’enologia friulana. E quella dello Schioppettino, vino sempre più amato e ricercato da winelovers ed enoturisti – e che da una dozzina d’anni conta anche la ormai famosa sottozona Schioppettino di Prepotto -, può essere ancora scritta e raccontata proprio grazie alla caparbietà e al coraggio dei coniugi Rapuzzi, i quali hanno saputo salvare un vitigno che ormai stava scomparendo (tanto da meritare il primo “Risit d’Aur”, il prestigioso Premio della Distilleria Nonino), anche perché non riconosciuto dalle norme in vigore negli anni in cui decisero di cambiare mestiere e di dar vita ai Ronchi di Cialla. E probabilmente proprio su questo straordinario vino, avendone conosciuto la storia, Pamela Chilvers ha “ritagliato” l’abito musicale più adatto che ora potremo ascoltare nel ricordo di Paolo e della sua intraprendenza tra i filari e in cantina.

Schioppettino di Cialla

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In copertina, i cinque vini dei Ronchi di Cialla a ognuno dei quali Pamela Chilvers ha dedicato un appropriato brano musicale.

A Faedis le minestre di chef Pontoni applaudite dai buongustai nel “regno” del grande Refosco nostrano

(g.l.) Minestra e Refosco di Faedis? Un’intesa perfetta, anche se per certe preparazioni forse è preferibile un buon Tocai (pardon, Friulano…). L’ha dimostrato ieri la riuscitissima degustazione che è stata ospitata nella sede dell’azienda agricola Di Gaspero, proprio nella terra del grande “nostrano”, dove si è tenuto il primo incontro del nuovo anno del Club della minestra, intitolato “Spetant le viarte”, tradotto  Aspettando la primavera, la bella stagione che ormai bussa alle porte. Il menu è stato curato dal maestro di cucina, Germano Pontoni, che per l’occasione è stato nominato socio onorario del Club guidato dal giornalista Enzo Cattaruzzi, riconosciuto esperto di enogastronomia.

Due ottime minestre…

… e la tradizionale aringa.


Invitante la “sfilata” di piatti, tra i quali visto che ormai siamo in Quaresima ha fatto bella figura, come immagine ma anche come bontà, quello con l’aringa sciocca (cioè senza sale!) abbinata alla “rosa di Fiumicello”, croccante radicchio invernale. Ricordiamo, infatti, che nel periodo che precede la Pasqua e che segue quello del Carnevale appena concluso, le carni grasse non si possono mangiare a differenza del pollame (come pollo e tacchino) che le autorità religiose consentono siano presenti sulle tavole dei propri fedeli.
Un altro successo, dunque, vista anche la folta partecipazione di buongustai, per il Club della minestra tanto da entusiasmare il presidente Cattaruzzi, che è pure portavoce di Identità Friulana, il quale, nel consegnare i distintivi ai soci, ha annunciato che a fine aprile inizieranno i corsi di cucina che avranno come tema, ovviamente, la gustosa e sana minestra, sempre la benvenuta in ogni dieta che si rispetti. E, allora, buona minestra a tutti!

La preparazione dei piatti…

… e alcuni commensali.

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In copertina, il presidente Enzo Cattaruzzi con il maestro di cucina Germano Pontoni neo socio onorario del Club della minestra.

Il “rito” del caffè Patrimonio Unesco: Trieste in campo per la candidatura

(f.s.) Un nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco, avrà luogo martedì prossimo 28 febbraio, a Trieste, con inizio alle ore 15.30, alla Sala “Bazlen” di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4) e sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate.

Gianni Pistrini


L’incontro, organizzato in quest’occasione dall’associazione Museo del Caffè di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste!), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande.
Interverranno per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria d’Aronco, presidente del Club Unesco friulano, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz che è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato finora la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco, il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca e l’omologo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin.
La finalità dell’incontro, oltre a ribadire la nostra visione, triestina e italiana, secondo la quale il caffè non è solo una bevanda, pur pregiata, ma è prima di tutto un’arte, un modo di essere, un’occasione per stare assieme, un simbolo insomma dell’”italian way of life”, sarà quella di mantenere un’elevata attenzione sull’argomento e far formalizzare adeguatamente l’appoggio istituzionale pubblico alla candidatura del “Rito del Caffè Espresso Italiano” che, come detto, sarà innanzitutto valutata dalla Commissione nazionale, anche con la partecipazione dei Ministeri competenti, per poi, in caso positivo, venir presentata a Parigi per la scelta finale.
L’associazione Museo del Caffè – il cui prioritario fine sociale, lo ricordiamo, è la costituzione, in accordo con le Istituzioni cittadine, di un Museo degno di questo nome, dedicato alle testimonianze, oggetti, reperti e molteplici connessioni che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale – non poteva non essere in prima linea anche in questa azione coordinata con le più importanti realtà caffeicole, nell’intento di fare di Trieste, ancora una volta – e in questo caso nell’ambito della più ampia “candidatura nazionale” all’Unesco – un “centro” di primaria importanza per tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”.

Per maggiori informazioni tel. 368-435343, www.amdctrieste.it