Festa dell’Agricoltura domenica nelle Dimore storiche del Friuli

Seconda edizione per “Coltiviamo la Cultura: Festa dell’Agricoltura nelle Dimore storiche”, l’evento nazionale promosso dai gruppi giovani di Adsi (Associazione Dimore Storiche Italiane) e Confagricoltura Anga. Appuntamento domenica 12 novembre nelle Dimore Storiche che apriranno le loro porte per accogliere e celebrare le aziende agricole del territorio, creando un connubio straordinario tra cultura e agricoltura: la Festa diventa così un’occasione unica di connessione tra il ricco patrimonio storico e le eccellenze agricole locali.
In Friuli Venezia Giulia sono quattro le dimore, tutte in provincia di Udine, che partecipano alla manifestazione: Villa Pace a Tapogliano, Casa Foffani a Trivignano Udinese, Villa del Torso Paulone a Brazzacco e Villa Vitas a Strassoldo. I prodotti in esposizione saranno molti e per tutti i gusti come olio, vino, ortaggi, formaggi e latticini, pesce, funghi, cereali e farine.
Scopo della manifestazione è dunque quello di porre l’attenzione sullo stretto legame tra il mondo agricolo e quello delle dimore storiche, mostrando a cittadini e istituzioni l’importanza di questo connubio che è identificativo del nostro Paese. Esaltare il legame indissolubile tra cibo e territorio è quindi l’obiettivo della Festa dell’Agricoltura.

(Ph Gianpaolo Scognamiglio)

Villa Pace, via XXIV Maggio, 1, 33040 Tapogliano
Casa Foffani, piazza Giulia, 13, 33050 Clauiano
Villa del Torso Paulone, Str. del Bosco, 16, 33030 Brazzacco
Villa Vitas, Via San Marco, 5 loc, 33052 Strassoldo

In copertina, Casa Foffani a Clauiano; all’interno, Villa Pace di Tapogliano, Villa del Torso Paulone di Brazzacco e Villa Vitas di Strassoldo.

Tazzelenghe, il libro di Cosma e Costacurta (con degustazione) domani a Buttrio aspettando l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino

(g.l.) “Tazzelenghe – Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” è il titolo del libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta che verrà presentato domani, 10 novembre, alle 18 a Villa di Toppo-Florio a Buttrio (la sede dell’annuale, storica Fiera dei vini). In qualità di moderatore interverrà Enos Costantini e al termine della illustrazione del volume, alla quale saranno presenti anche gli autori, seguirà una degustazione a cura del Tazzelenghe team.


«Il Tazzelenghe (taglia-lingua, in friulano) è un vino – come si legge in una breve presentazione del libro che reca la introduzione di Ian D’Agata – che sa mettere alla prova i vignaioli come pochi altri. Appartenente alla famiglia del Refosco, si distingue però nettamente dai più pacati consanguinei. Dotato di fortissima personalità, per molti indomabile, richiede grande perizia enologica, una certa dose di pazienza, e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, e in particolare nell’area di Buttrio e Cividale. Attestato dal tardo Medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli, e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia».
La organizzazione della serata nella prestigiosa Città del vino Fvg si deve al Comune di Buttrio e al citato Tazzelenghe Team. Si tratta del primo appuntamento legato a una importante manifestazione in calendario per il 25 novembre prossimo, quando alle 10.15, nella stessa sede, sarà inaugurato il Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Cerimonia che sarà preceduta il 23 novembre da una nuova puntata delle Grandi Verticali delle Città del vino (dedicata al Merlot), che esordiranno proprio oggi, alle 19.30, a Villa Nachini Cabassi, nella vicina Corno di Rosazzo, dove ha anche sede il Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo (al quale aderiscono pure i vignaioli di Buttrio), con la degustazione del Pinot grigio. E sarà seguita da altri due incontri il 30 novembre e il 13 dicembre che prevedono, rispettivamente, una serata dedicata al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti della storia viticola regionale, recentemente scomparso, e un convegno per la presentazione del libro “La Ponca” di Yves Hérody, vale a dire il tipico terreno dei Colli orientali grazie al quale si possono ottenere i prestigiosi vini che si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo.
Ma di tutte queste iniziative torneremo a parlare in modo più approfondito nelle prossime settimane. Per ora fermiamoci all’interessantissimo libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta – due penne che sono una garanzia! – dedicato al Tazzelenghe, uno dei vitigni della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente si è potuto salvare. Con grande soddisfazione degli amanti del vino di qualità legato alla tradizione.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Tazzelenghe prezioso vitigno autoctono.

Ecco la trota delle Risorgive friulane raccontata con tante gustose ricette dal maestro di cucina Germano Pontoni

Guizzi di sapore e di salute al centro del nuovoo appuntamento di “Libri da vicino”, la rassegna organizzata da Fondazione Pordenonelegge.it interamente dedicata all’editoria del Friuli Venezia Giulia. Oggi, 9 novembre, alle 18 in Sala Ellero a Palazzo Badini, il maestro di cucina ed executive chef Germano Pontoni presenta il suo volume “La Trota delle Risorgive Friulane”, pubblicato da L’Orto della Cultura. Dialogherà con l’autore il sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis. L’incontro è aperto con ingresso libero, fino ad esaurimento posti.
“La Trota delle Risorgive Friulane” è una pubblicazione che incontra il favore di adulti e bambini, preziosa con 52 ricette – quante le settimane dell’anno – il cui ingrediente principale è la trota Iridea o Arcobaleno. Fiera e guizzante nelle acque del Friuli Venezia Giulia, nei torrenti, nel Tagliamento, nelle Risorgive, la trota non è un semplice pesce ma è cultura, lavoro, sport, acquacoltura, reddito, tradizione, cucina. Una eccellenza friulana da rivalutare: è sana, controllata, tracciata, fresca, indispensabile per una corretta alimentazione. La trota di acquacoltura si trasforma in preparati pronti all’utilizzo come richiesto dai consumatori esigenti e soprattutto dovrebbe essere sempre presente nel catering scolastico e sociale.
Tra importanti informazioni nutrizionali, racconti e aneddoti si sviluppano i capitoli principali dedicati ai maestri della cucina friulana, ai bambini – con alcune filastrocche per ogni ingrediente – e alle gustose e particolari ricette a base di trota.
Germano Pontoni, come detto, è maestro di cucina ed executive chef, onorario della Federazione Italiana Cuochi. Ha iniziato la sua carriera in prestigiosi ristoranti, con la giovane ambizione di salire a bordo delle grandi navi per girare il mondo. Autore e curatore di molte pubblicazioni dedicate alla cucina, alle eccellenze dei prodotti e personaggi del territorio, nel Friuli Venezia Giulia e in Sicilia con la collaborazione dei cuochi locali. Presidente dell’Associazione Culturale Progetto Quattro Stagioni, il cui scopo è la proposta di iniziative culturali nell’ambito gastronomico. Fondatore del “Centro di Documentazione dei Maestri della Cucina di terra e di mare del ‘900” al Museo Civico delle Carrozze d’epoca di San Martino di Codroipo.

Prenotazione iscrivendosi attraverso il sito pordenonelegge.it (cliccando alla voce mypnlegge). Info: telefono 0434.1573100 mail segreteria@pordenonelegge.it

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In copertina, il maestro di cucina Germano Pontoni che oggi presenta il suo libro.

Rive, tra viticoltura ed enologia fino domani in Fiera a Pordenone. Zannier: protagonista l’innovazione

«La quarta edizione di Rive è ormai un appuntamento consolidato, una sfida che può considerarsi vinta in un territorio in cui pochi pensavano si potesse realizzare una rassegna dedicata a viticoltura ed enologia. I fatti dimostrano, invece, che questa manifestazione fieristica è diventata un’eccellenza, un riconosciuto punto di riferimento internazionale per l’innovazione del settore e dell’intera filiera del vino». A sostenerlo l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha partecipato alla Fiera di Pordenone all’inaugurazione della quarta edizione di Rive, la Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia. La rassegna offre un panorama completo su tutti i prodotti, i servizi e le tecnologie per la produzione del vino: dalla coltivazione della vite fino alla commercializzazione delle bottiglie. Rive è l’unica rassegna fieristica italiana specializzata nell’intera filiera del vino con otto padiglioni e oltre trecento marchi presenti. La manifestazione si concluderà domani, 10 novembre.


«L’innovazione nel settore vitivinicolo è ormai indispensabile – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – per riuscire a vincere sfide sempre più impegnative. Sia sul fronte della sostenibilità economica, sociale e ambientale, sia rispetto alla produzione, in un contesto di repentino mutamento a causa delle fitopatologie e del cambiamento climatico, e al mercato che alla fine determina sempre la capacità di successo anche delle attività agricole».
«E’ chiaro che l’innovazione – ha precisato l’assessore – va sempre tarata sulle caratteristiche del territorio. Un sistema vitivinicolo come quello del Friuli Venezia Giulia non può, dunque, che beneficiare di un’occasione come Rive che mette a confronto diretto i produttori delle nuove tecnologie e dell’innovazione con gli operatori del settore che sono gli utilizzatori dell’innovazione. Questo scambio è fondamentale e determinante per capire quali modelli attuare a secondo delle tipologie produttive e del territorio nel quale si produce».
L’esponente della Giunta regionale ha poi introdotto, nell’ambito della rassegna, un importante convegno, organizzato da Ersa Fvg per approfondire alcuni aspetti legati alla nuova Pac in Friuli Venezia Giulia, in particolare sul Piano strategico e il completamento di sviluppo rurale, e sul nuovo Opr Fvg, l’Organismo pagatore regionale. Rispetto a quest’ultimo, Zannier ha assicurato: «L’avvio dell’Organismo pagatore regionale comporterà un cambio di operatività importante e ci consentirà di dare quelle risposte che l’intero comparto agricolo chiedeva da tempo»

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier alla cerimonia inaugurale.

Tramonti di Sopra, nel fine settimana ritorna la Festa della Pitina: proposte di tanti chef e Mercato della Terra

Torna la festa in onore della Pitina Igp, primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia, la polpetta di carne affumicata e speziata (ovina, caprina o originariamente di camoscio e capriolo), nata per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone storicamente povere. Appuntamento sabato 11 e domenica 12 novembre nel cuore della Val Tramontina, nel borgo di Tramonti di Sopra, in provincia di Pordenone, che si trasformerà nel Mercato della Terra (coperto), una mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche, a partire proprio dalla pitina e dagli altri presìdi Slow Food regionali e nazionali, fino ad oltre 50 produttori presenti che arrivano dal Fvg, dall’Italia e anche da oltre confine.

Chef all’opera – Nella grande cucina della festa (sempre coperta e riscaldata), i cuochi dell’Alleanza di Slow Food prepareranno le loro creazioni a base di pitina e non solo: si tratta di chef del territorio e alcuni che arrivano dalla Liguria e dalla Toscana. Simone Vesuviano e Matteo Rebora, infatti, porteranno la Panissa fritta con pitina e prescinseua dalla Trattoria dell’acciughetta di Genova, mentre Cristian Borchi metterà in tavola il panino con il lampredotto e la pitina della Locanda Antica porta di levante di Vicchio (Firenze). Made in Fvg, invece, saranno i piatti di Federico Mariutti, Davide Larise, Dario Martina, Anna Pascoli, Luca Lot e quelli proposti dalla latteria di Aviano, da Roncadin e Amorebio gelato. Nono solo: grazie alla collaborazione con il gruppo ristoratori Fipe-Confcommercio Pordenone, tredici locali “Amici della Festa della Pitina” proporranno fino al 19 novembre piatti dedicati proprio alla regina della festa: Ca’ Naonis, Al Grappolo, Osteria alle Nazioni, Oro Nero, La Torre nel castello de Spilimbergo, Pizzeria Antico Grano, Fable Table, Ristorantino “Alla Torre”, Osteria Turlonia, Osteria da Afro, Gelindo dei Magredi, Prosciutteria f.lli Martin, La vecia Osteria del moro. Non può mancare, poi, un buon bicchiere di vino per accompagnare i piatti: basterà scegliere tra le decine etichette dell’Enoteca della Festa.

 

Pitina Party – Sabato sera, dalle ore 19, appuntamento con il Pitina Party nell’area picnic di Tramonti di Sopra: dj set con frico della Latteria di Aviano, salsicce di agnello alla griglia, polenta con i Polentars, vino, birra. Durante i due giorni di festa, ci saranno degustazioni, incontri e presentazioni: sul sito www.festadellapitina.com è possibile consultare il programma completo delle due giornate e prenotarsi agli eventi.

La storia – Rilanciata nel 2017 dalla Condotta Slow Food del Pordenonese, la festa della pitina era nata nel 1970 su idea della Pro Loco tramontina che voleva salvaguardare il prodotto tipico e locale: dopo l’edizione 2020, tutta in versione live sui social, e dopo lo stop forzato a causa Covid, la festa ritorna con la sua formula originaria di mostra mercato per far conoscere la pitina, le produzioni locali e internazionali e anche il territorio della Val Tramontina, solcata dal Meduna e caratterizzata da bellissimi paesaggi e sentieri e dal lago di Redona da cui affiorano i suggestivi ruderi di una antico borgo.

La Pitina Igp – La pitina nasce nel 1800 nella zona di Frassaneit, una delle borgate del Comune di Tramonti di Sotto, dall’esigenza di non sprecare nulla e di conservare la carne di camoscio e capriolo: tagliata a coltello, la carne veniva impastata con sale, pepe nero, aglio ed erbe, lavorata a forma di polpetta, ricoperta di farina di polenta per chiudere i pori e messa sul caminetto ad affumicare in modo da preservarla più a lungo possibile. La pitina si mangia cruda tagliata a fette sottili dopo almeno 30 giorni di stagionatura, ma è ottima anche cucinata: può essere scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata nel burro e cipolla e aggiunta nel minestrone di patate, o ancora fatta al cao, cioè cotta nel latte di vacca appena munto.

Gli organizzatori – L’evento è organizzato dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food con Proloco di Tramonti di Sopra e Comune di Tramonti di Sopra e Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Ascom e Fipe di Pordenone, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis Aps e con il Patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale Dolomiti Friulane.

www.festadellapitina.com

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In copertina e all’interno immagini della Pitina Igp e una splendida veduta di Tramonti di Sopra.

Quantità, vendite e reddito: Co.Pro.Pa con il turbo per le sue patate. Il successo dei semilavorati di “quarta gamma”

Patate friulane con il turbo, con aumento della produzione e delle vendite del 25 per cento, ottima qualità, successo della “quarta gamma” e remunerazione che appaga. I soci di Co.Pro.Pa, la più grande cooperativa di produttori del Friuli Venezia Giulia (aderente a Confcooperative Pordenone), hanno approvato infatti all’unanimità il bilancio che vede le vendite appunto aumentate del 25%, raggiungendo i 2 milioni e mezzo di euro, per l’annata che va dal luglio 2022 al giugno 2023 (come da consuetudine per le cooperative agricole). Nell’assemblea tenutasi nella sede di Ovoledo di Zoppola, si è parlato anche delle positive risultanze della raccolta di quest’anno appena conclusa, con un aumento del 25% delle patate portate in magazzino. Soddisfazione anche per la liquidazione che i soci, attivi tra le province di Pordenone e Udine, ricevono al momento del conferimento, con cifre al chilogrammo che risultano tra le più interessanti del Nordest (40 centesimi di euro al kg per le patate gialle e 45 per la Kennebec).

«Numeri ancora più positivi – ha commentato il presidente di Co.Pro.Pa, Pier Vito Quattrin – se si pensa che la raccolta 2022 non era stata tra le migliori, vista la difficile estate siccitosa vissuta lo scorso anno. A fronte di un calo di quantità, però, abbiamo saputo rispondere alle esigenze del mercato, soprattutto con la “quarta gamma” (prodotti agricoli freschi semilavorati, ndr), aumentando il nostro fatturato. Come consiglio di amministrazione abbiamo riscontrato grande soddisfazione da parte dei soci, che hanno percepito il grande impegno della cooperativa per valorizzare al meglio il frutto del loro lavoro nei campi. Abbiamo ricevuto molte richieste sul mercato italiano per le nostre patate, delle quali viene riconosciuto il valore organolettico».
Co.Pro.Pa è stata fondata nel 1988 e conta 76 soci attivi in tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia. Con 100 ettari è la maggior realtà di produzione di patate regionale. I suoi tuberi sono apprezzati per le caratteristiche che assumono crescendo in terreni dal giusto apporto di minerali. Gli investimenti in macchinari all’avanguardia realizzati dalla cooperativa in questi anni hanno permesso di ampliare l’offerta di “quarta gamma” – ovvero patate lavate, sbucciate, tagliate e già insacchettate – molto richiesta dalla grande distribuzione e dal mondo della ristorazione. Grazie a questa lungimiranza, anche in un contesto di forte concorrenza da parte di produttori esteri, la qualità garantita delle patate friulane ha permesso di aumentare il fatturato da 1 milione 994 mila euro del 2021-2022 ai 2 milioni 553 mila euro del 2022-2023.

«E buone prospettive le abbiamo anche per la raccolta del nuovo anno appena conclusa – ha sottolineato Quattrin -: se lo scorso anno avevamo raccolto 28 mila quintali ora ne abbiamo raccolti 37 mila, aumentando oltre il 25% la resa oltre ad avere patate di qualità addirittura superiore allo scorso anno. Come cooperativa garantiamo ai nostri soci delle liquidazioni al chilogrammo che ripagano il lavoro delle loro aziende agricole e permettono anche di guardare al futuro».
All’assemblea, che ha visto presenti il revisore Federico Borean e il commercialista Mauro Piva, è intervenuto anche il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol che, portando il saluto del presidente Luigi Piccoli, ha evidenziato come «Co.Pro.Pa sia uno dei punti di forza della cooperazione del Friuli occidentale, territorio dalla spiccata vocazione agroalimentare che per numero di cooperative attive traina l’intero comparto regionale. La passione e l’attenzione per i valori mutualistici sono fondamentali nell’azione della cooperativa presieduta da Pier Vito Quattrin».

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In copertina e all’interno, le patate di Co.Pro.Pa pronte per la vendita, immagini dell’assemblea mentre parlano Quattrin e Bagnariol, tuberi appena raccolta e semilavorati in “quarta gamma”, infine la sede della cooperativa a Ovoledo.

“Sapori del Carso”, tra i colori d’autunno del Brestovec nel Vallone goriziano

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 12 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 un’escursione panoramica sul monte Brestovec, nel Vallone verso Gorizia, con la guida naturalistica Barbara Bassi. Uscita in sostituzione di quella intitolata “Dal Vipacco a San Michele del Carso”, annullata per ragioni tecniche.
Un’uscita naturalistica e panoramica tra i colori dell’autunno, fino alle trincee e gallerie della Grande Guerra che attraversano il monte, in cui si trova un suggestivo allestimento museale storico. Un facile percorso pianeggiante di 5 chilometri, ma si raccomandano scarpe con suola antiscivolo. E, fino a domenica 19, possibilità di pasti tipici con uno sconto del 10%, nei ristoranti di Sapori del Carso.
Ritrovo alle ore 9.10 davanti a Circolo culturale ricreativo “Danica” di San Michele del Carso. Costi: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Escursione successiva: domenica 19 “Da Lipica al Museo vivente del Carso”, verso Basovizza. Ritrovo alle 9.10 nel parcheggio dell’Hotel Maestoso di Lipica (a Sežana).

“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dell’enogastronomia locale, è realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia. Il programma sul sito www.saporidelcarso.net

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina, il Carso che si tinge con i magici colori dell’autunno; all’interno, le alture isontine e il monte Brestovec con la galleria del Cannoniere.

Nimis, addio ad Alessandro Comelli guida saggia di un’azienda vitivinicola esemplare nel “cru” del Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

C’erano una volta “I Comelli”, conosciutissima azienda vitivinicola e agrituristica di Nimis: tre figli esemplari con mamma e papà ancora quotidianamente presenti per dare loro un aiuto e un consiglio, sempre preziosi e graditi. Ma dall’altro giorno, purtroppo, non c’è più il “patriarca” di questa grande famiglia friulana. “I Comelli” di Paolo, Francesco ed Enrico ovviamente ci saranno ancora, perché hanno braccia forti e buone idee per andare avanti, ma non saranno più quelli di prima, quelli che beneficiavano della luce di quel “faro” che si chiamava Alessandro Comelli. Classe 1944, Sandro – così era chiamato da tutti – se ne è andato dopo un breve ricovero all’ospedale di Udine a causa di un peggioramento delle condizioni di salute, lasciando nello sconforto la moglie Livia, i figli, le sorelle, in particolare Germana che è stata anche sindaco di Nimis. E vastissima è l’eco di cordoglio che si è subito levata da tutta la regione all’annuncio della scomparsa che i figli hanno voluto condividere con tutti attraverso i social, comunicando la morte del loro amato padre. La comunità di Nimis, ma non solo, si raccoglierà questa sera, alle 20, nel Duomo di Santo Stefano per il tradizionale Rosario e domani, alle 15, nella stessa comparrocchiale per i funerali.

Sandro Comelli con la moglie i i tre figli.


Alessandro Comelli era ormai il “patriarca” della grande famiglia originaria di borgo Valle, impiantatasi prima dell’ultima guerra in Ariis a due passi dalla piazza di Nimis. Figlio di Paolo, “Paulin di Pauli”, custode e conduttore di un’azienda da sempre fra le più in vista del paese, e nipote del grande Antonio, indimenticabile presidente della ricostruzione post-sismica, si è sempre distinto per serietà, laboriosità, lungimiranza e intraprendenza, tanto che oggi “I Comelli” sono veramente il fiore all’occhiello del “cru” del Ramandolo Docg. E questo è stato possibile grazie al suo intuito e alla sua volontà di continuamente innovare e crescere, anche grazie a una famiglia unita ed appunto esemplare. Un’azienda prestigiosa che, dopo il terremoto e soprattutto da quando si sono potuti inserire attivamente i tre figli, si è sviluppata in ogni suo aspetto, dal rinnovo e ampliamento dei vigneti ai piedi del monte Bernadia alla realizzazione di un agriturismo di grande fama nella vecchia casa di famiglia, dopo il suo meraviglioso restauro, alla costruzione della nuova cantina “sot el ronc de Madalene”, al centro di tante brillanti e frequentatissime manifestazioni che hanno come motivo di richiamo i pregiati vini dei Colli orientali del Friuli, primo fra tutti il dolce Ramandolo.
Ma Alessandro Comelli, oltre che esemplare nella vita privata, è sempre stato attivo, generoso e puntuale anche in quella della comunità, offrendo la sua presenza in ogni settore che avesse bisogno di aiuto e consiglio. Oltre al suo passato politico-amministrativo nella vecchia Democrazia cristiana che un tempo esprimeva la guida del Comune, la vita sociale che l’ha maggiormente impegnato è stata quella fra gli alpini del Gruppo di Nimis, divenendo “motore” di tante iniziative, soprattutto dopo il sisma. L’ho incontrato in paese, per l’ultima volta, non molto tempo fa, come sempre sorridente con il suo tratto signorile e gioviale, pronto a uno scambio sincero e competente, saggio per dirla con una parola, di opinioni sul suo amato settore produttivo, quello vitivinicolo appunto, ma anche sulla sua altrettanto amata Nimis. Perché Sandro Comelli era tutto questo. Mandi Sandro!

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In copertina, Sandro Comelli era della classe 1944: domani i funerali a Nimis.

Corno di Rosazzo, Grandi Verticali giovedì al via con le Città del vino Fvg: Bellotto farà scoprire il Pinot grigio

Al via le Grandi Verticali delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione assieme alle Pro Loco di Buri Buttrio, Manzano e Mitreo di Duino Aurisina.

Matteo Bellotto


Primo appuntamento dedicato al Pinot grigio a Villa Nachini Cabassi, nella Città del Vino di Corno di Rosazzo, giovedì 9 novembre, alle 19.30. Conduce Matteo Bellotto (scrittore ed esperto conoscitore e divulgatore dei vini regionali) con le proposte delle cantine Butussi Valentino, Gigante Adriano, Specogna e Visintini. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Consorzio Montasio. Costo 35 euro, iscrizioni contattando la Pro Loco Manzano e-mail info@prolocomanzano.ud.it, telefono 391.3865981/347.0091764.
«Si parte col Pinot grigio – commenta Bellotto – e le sue evoluzioni dalle espressioni di Valentino Butussi, Specogna Vini, Gigante e Visintini, per sfidare il tempo e capirne il valore. Sarà un viaggio intenso e stupendo».
Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione.
Ogni tappa sarà dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare, ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.

In bianco o ramato.

Iscrizioni: Pro Loco Manzano
info@prolocomanzano.ud.it
tel. 391.3865981/347.009176

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In copertina, grappoli di Pinot grigio in un vigneto dei Colli orientali del Friuli.

Torna Rive a Pordenone, rassegna di viticoltura ed enologia: tanti i temi tra nuova Pac e futuro sostenibile

È tempo per le imprese di mettersi ancor più in gioco, di continuare il lavoro di squadra e ampliare un dialogo costruttivo con le istituzioni, consolidando ulteriormente le basi di un futuro agricolo e viticolo sempre più sostenibile. Alla Fiera di Pordenone, nell’ambito di Rive 2023, la Rassegna internazionale di viticoltura ed enologia giunta alla IV edizione, è in arrivo un nutrito programma di incontri con gli esperti e gli addetti ai lavori dall’8 al 10 novembre, nella Sala Friuli Venezia Giulia del Padiglione 5 – Ter, che rappresenta un’interessante opportunità per chi desidera approfondire argomenti cruciali in questi settori.


A dare il via alla serie di appuntamenti sarà il tema “La gestione della nuova Pac in Friuli Venezia Giulia” scelto per il focus dell’incontro che domani, dalle 11.30 alle 13.30, vedrà protagonisti gli organizzatori del programma: l’Autorità di Gestione regionale del PS Pac e del Psr, Programma di Sviluppo rurale del Fvg, ed Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale che ha accolto il neo costituito Organismo Pagatore Regionale. Un’analisi dettagliata e completa della nuova Politica Agricola Comune (Pac) e del Complemento di sviluppo rurale in Friuli Venezia Giulia, sarà presentata da Gabriele Iacolettig, nuovo Adg e direttore del servizio Sviluppo rurale della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, mentre Karen Miniutti tratterà le novità portate dall’Opr di cui è direttore. A seguire Sonia Venerus, referente per la nuova programmazione 2023-2027, illustrerà le opportunità e le sfide legate a due interventi di prossima approvazione, SRD01 e SRD02, entrambi incentivi relativi agli investimenti produttivi agricoli, il primo per la competitività delle aziende mentre il secondo per ambiente, clima e benessere animale.
Nel pomeriggio, dalle 14 alle 14.30, sarà il momento per sottolineare l’importante contributo dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, nell’ambito della sperimentazione e dell’assistenza tecnica in agricoltura, con Michele Fabro tecnico Ersa. Un’occasione per conoscere i progetti in corso e per approfondire l’impegno di questa istituzione nell’innovazione agricola. Seguirà alle 14.30 l’intervento “Verso la transizione energetica delle aziende vitivinicole” a cura di Samuele Giacometti di Ape Fvg, mentre alle 15.10 si tratterà il tema “Uso efficiente dell’acqua in viticoltura: tecnologie irrigue e DSS” con Fabrizio Totis dell’Associazione Consorzi di bonifica Fvg, e infine, alle 15.50 “L’importanza della biodiversità in vigneto” con Antonio Noacco di Unidoc.


Anche la giornata del 10 novembre, dalle ore 9,30, sarà dedicata alla discussione di una vasta gamma di temi cruciali per il mondo della viticoltura e dell’agricoltura: si va dalla “Flavescenza dorata della vite e quadro normativo” – incontro moderato da Giannantonio Armentano de L’informatore agrario –, fino alle recenti “Evoluzioni normative in materia di organismi da quarantena: nuove emergenze fitosanitarie” a cura di Iris Bernadinelli tecnico di Ersa (ore 12). A seguire con Roberto Michielis, della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, si parlerà anche di “Investimento 2.3 del Pnrr in Innovazione e meccanizzazione”: l’importanza degli investimenti nel settore agricolo e alimentare sarà al centro del dibattito dalle ore 13.
Tra gli altri focus della giornata, alle 14, “Eventi atmosferici estremi e cambiamento climatico” di Andrea Cicogna, di Arpa Fvg, per capire come i cambiamenti climatici influenzino gli eventi atmosferici estremi in Friuli Venezia Giulia, ma anche per indagare a seguire, le opportunità emergenti per la viticoltura nel campo della ricerca con l’obiettivo di rispondere proprio alle nuove esigenze colturali determinate dai cambiamenti climatici alle 14,45 con Riccardo Velasco del Crea – Venezia. E, ancora, un’analisi puntuale delle caratteristiche fenologiche, agronomiche ed enologiche delle varietà resistenti coltivate in regione delle 15,30 con Paolo Sivilotti dell’Università di Udine.
Per concludere, “AgriCS: Modellistica per il supporto alle decisioni in agricoltura” previsto alle 16,15 con Mariangela Sandra di Ersa, per sondare come la modellistica possa diventare un prezioso strumento di supporto per il settore agricolo, a cura di Agricoltura, Conoscenza, Sviluppo, progetto realizzato dall’Ersa e finanziato dalla sottomisura 1.2 del Psr Fvg 2014-2020, incentrato su attività di informazione e divulgazione finalizzate alla raccolta e alla disseminazione dei risultati della ricerca e della sperimentazione. La serie di incontri offre, dunque, un’opportunità unica per tutti gli operatori del settore agricolo e viticolo di Friuli Venezia Giulia per condividere conoscenze, esperienze e prospettive per affrontare le sfide del futuro in modo innovativo e sostenibile. Inoltre, al padiglione 5 ter Stand 24 sarà possibile chiedere documentazione e ulteriori informazioni riguardo ai temi trattati per tutta la durata della manifestazione.

Info e prenotazioni:
consultare il sito ufficiale
www.exporive.com

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In copertina e all’interno tre immagini della viticoltura di oggi in Friuli Venezia Giulia: Damijan Podversic, Tenuta Castelvecchio e Forchir Codroipo. (Foto Stefano Bergomas)