Pinot grigio, anche una masterclass con degustazione prima del Forum di Verona

(g.l.) Fari puntati sul Pinot grigio delle Venezie – prodotto nei vigneti di Friuli, Veneto e Trentino – stamane a Verona dove, come annunciato anche ieri, si è aperto il secondo Forum internazionale dedicato a a questo vino, vero fenomeno produttivo del Triveneto. L’evento, che si tiene al Teatro Ristori, prevede due sessioni di approfondimento su valori della Doc delle Venezie, dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei Paesi di riferimento.

Il convegno è moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino. Dopo l’intervento introduttivo del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione sta analizzando i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’Origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
L’importante incontro di oggi è stato preceduto ieri pomeriggio da una partecipatissima masterclass proprio sul Pinot grigio abbinata anche a una degustazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, che oggi si soffermerà sul rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine. Tra i numerosi tecnici intervenuti alla masterclass anche l’enologo Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, già presidente di Assoenologi Fvg, che ha sottolineato l’importanza di questo vitigno nell’economia del Nordest e in particolare nella realtà produttiva sanvitese nella quale attualmente sta operando.
«La masterclass – ci ha spiegato Rizzi – si è concentrata su alcuni campioni di Pinot grigio di annate diverse e di diversa tipologia produttiva. All’inizio è stata focalizzata la zona di origine del Pinot grigio mondiale per poi ribadire che il 50% della produzione del pianeta è ottenuta in Italia e l’85% nel Nordest, pari a 250 milioni di bottiglie. Si tratta della maggiore Doc italiana con circa 27 mila ettari di vigneti.  Innanzitutto, si è fatta una panoramica attraverso interessanti immagini di carte geologiche che evidenziano le diverse strutture dei terreni vitati. Quindi, un focus sul sistema produttivo del vino. Dalla tradizionale vinificazione in bianco (che è quella maggiormente usata) fino alla leggera macerazione sulle bucce, per la vinificazione ramata».


E l’enologo Rizzi prosegue: «La masterclass non aveva nessuna conduzione fissa. Infatti, dopo la presentazione del presidente Armani, si sono susseguiti gli interventi di alcuni buyer internazionali, di Masterwine, presidenti di Consorzio (per il Fvg Stefano Trinco che ha posto l’accento sull’importanza che questa varietà riveste in regione, vista la quantità di ettari vitati). Interessante, poi, l’intervento di Daniele Cernilli, direttore di Doctor Wine, grande conoscitore del territorio, che ha sottolineato come la qualità dei vini degustati determini la linea guida oggi ricercata dal consumatore. I vini degustati, di tutte le zone della Doc, hanno offerto un percorso interessante perché ci ha presentato l’intera gamma produttiva che oggi l’enologo dispone. Sicuramente, a prescindere dalle moderne tecniche, l’importante è mantenere una sua riconoscibilità degustativa e  migliorare costantemente la qualità in campagna e in cantina».
«I vini – conclude Rizzi – sono stati assaggiati in forma anonima, annata compresa: il primo, un vino semplice rivolto ad un’ampia fascia di consumatori; il secondo uno più corposo; il terzo un  Pinot grigio veneto; il quarto un Pinot grigio trentino; il quinto un Pinot grigio friulano. Con questi tre si è potuto notare le differenze dettate dalle diverse zone climatiche. Ma altre degustazioni hanno riguardato vini con diverse modalità di macerazione leggera e altri per constatare la loro durata nel tempo. Molto interessante un Pinot grigio del 2016».

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In copertina, intervento del dottor Daniele Cernilli durante la degustazione di ieri pomeriggio a Verona.

Città del vino Fvg, bandiera consegnata anche a Codroipo: aiuterà a valorizzare la produzione di questa zona viticola

Anche a Codroipo la bandiera delle Città del Vino. Il capoluogo del Medio Friuli, noto per la sua ricca vocazione vitivinicola, è entrato infatti ufficialmente nell’Associazione nazionale che a livello territoriale ha la sua diramazione nel Coordinamento regionale. In Friuli Venezia Giulia Codroipo è la 37ma Città aderente. La consegna ufficiale della bandiera e della spilla da parte del coordinatore regionale, Tiziano Venturini, al sindaco Guido Nardini è avvenuta nel contesto del convegno “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio”, durante la tradizionale Fiera di San Simone. «Entriamo a far parte – ha affermato il primo cittadino – di un gruppo importante, insieme ad altri Comuni del Medio Friuli, nel quale potremmo lavorare per dare risalto alla viticoltura del nostro territorio».
A seguire in questi mesi il procedimento di adesione l’assessore alle Attività economiche Giorgio Turcati assieme al consigliere comunale Giuseppe Damiani. Alla cerimonia era intervenuto anche il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, oltre al decano dei viticoltori codroipesi (e di quelli regionali) Pietro Pittaro, ai membri del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, sindaci e amministratori, consiglieri regionali e varie autorità. Al convegno sono intervenuti anche i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Sandro Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova.

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In copertina, Tiziano Venturini appunta la spilla al sindaco Guido Nardini; qui sopra, due foto ricordo della consegna della bandiera delle Città del vino alla quale sono intervenuti anche Mario Anzil, per la Regione Fvg, e Pietro Pittaro, enologo decano dei viticoltori codroipesi e dell’intero Friuli Venezia Giulia.

Pinot grigio delle Venezie, domani le prospettive al Forum di Verona dopo l’analisi a San Vito al Tagliamento

Dopo la prima edizione del 2019, domani mattina si alza nuovamente il sipario sulla Denominazione d’origine delle Venezie, questa volta a Verona. In arrivo, infatti, il secondo Forum internazionale dedicato al Pinot grigio italiano più consumato al mondo, prodotto nelle tre regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino.
Come già annunciato, l’evento, che si terrà al Teatro Ristori a partire dalle 10, prevede due sessioni di approfondimento su valori della Doc delle Venezie, dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei paesi di riferimento.
Il convegno sarà moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino, e prevede due sessioni di approfondimento su dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei Paesi di riferimento. Dopo i saluti delle autorità e del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione analizzerà i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’Origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.

Albino Armani nelle Grave del Friuli.


Ad aprire i lavori sarà Luca Rigotti – consigliere del Consorzio delle Venezie e presidente del Gruppo Mezzacorona, coordinatore Settore vitivinicolo di Alleanza delle Cooperative e presidente del Gruppo di Lavoro Vino del Copa Cogeca – con un intervento sulla sostenibilità, vista come indirizzo strategico virtuoso per il futuro dell’enologia, e sulle nuove dinamiche innescate nel settore da questa scelta di fondo. Herbert Dorfmann, europarlamentare Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, offrirà invece una panoramica sul tema del no alcol e sull’utilizzo delle avvertenze sanitarie in etichetta, facendo chiarezza sulle normative e prospettive del settore vitivinicolo a livello europeo, mentre Sandro Sartor – consigliere del Consorzio delle Venezie, presidente e amministratore delegato di Ruffino e presidente di Wine in Moderation – esaminerà le opportunità di mercato dei vini low and no alcol in relazione al cambiamento degli stili di vita e di una sempre maggiore ricerca di prodotti considerati salutari, oltre che di qualità, da parte del consumatore.
Ad illustrare poi i valori della Doc delle Venezie saranno chiamati Francesco Liantonio – presidente di Triveneta Certificazioni, ente incaricato di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie e dunque di garantirne e tutelarne la qualità e la peculiarità – e Riccardo Velasco, direttore di Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, che racconterà il Pinot grigio come preziosa eredità da tutelare nel Nordest, attraverso un excursus sulle origini della varietà coltivata nell’areale e un esame dei tratti intrinseci e distintivi che collegano indissolubilmente questo prodotto al suo territorio, primo tra tutti la tipologia ramata.
La seconda parte del convegno sarà dedicata a mercati, consumi e prospettive del Pinot grigio delle Venezie DOC e alle strategie di valorizzazione e posizionamento nei mercati di riferimento e in Italia. Lulie Halstead, Founder di Wine Intelligence, Non-executive Director IWSR and Trustee e WSET, discuterà le opportunità e le sfide che il mercato vinicolo statunitense presenta per il Pinot grigio alla luce dei nuovi trend di consumo, mentre Kristi Paris, Head of Global Partnership in Vivino, racconterà le tendenze e la percezione del Pinot Grigio secondo la wine community più influente al mondo.
Entrando nel vivo delle strategie di valorizzazione, interverranno David Gluzman, CEO di Wine Folly, la piattaforma digitale leader non solo tra gli operatori del vino ma anche tra i consumatori, per le tecniche di promozione delle Denominazioni negli Stati Uniti, Felicity Carter, Co founder di Business of Drinks, per il posizionamento e l’innalzamento del percepito del Pinot Grigio nei mercati di riferimento, in particolare Nord e Centro Europa, e, a chiudere, Daniele Cernilli, Direttore Responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, per il rapporto del Pinot Grigio DOC delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine.

Il convegno di San Vito al Tagliamento.

Il Forum di Verona segue il convegno che, come è noto, si era tenuto nel giugno scorso a San Vito al Tagliamento, in Friuli, sul tema Venezie Doc: maturi per crescere. Origine, stili e mercati del Pinot grigio, ultimo di due appuntamenti tecnici e di mercato, alla presenza di oltre cinquanta ospiti tra soci, enologi, studenti e stampa. Organizzato dal Consorzio Tutela Vini delle Venezie Doc, questo ciclo di incontri è parte di un percorso di intensificazione delle attività di sviluppo a livello nazionale rivolto in prima battuta ai produttori della Denominazione, che, dopo i seminari di San Michele all’Adige (Trento), si chiuderà appunto in Veneto.
A moderare l’appuntamento tecnico Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. L‘incontro si è aperto con l’introduzione del Presidente del Consorzio delle Venezie, Albino Armani, che ha sottolineato l’importanza di definire un percorso di qualificazione distintiva della Denominazione Delle Venezie, che sia legato al territorio di appartenenza e a un’identità collettiva che unisce Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto. “Ora più che mai è necessario coinvolgere più da vicino le istituzioni e i produttori che contribuiscono alla costante crescita della Doc delle Venezie, evidenziandone il legame con il territorio – di cui il Friuli Venezia Giulia è parte fondamentale – e raggiungendo un obiettivo comune: la valorizzazione del patrimonio culturale comune, il rafforzamento dell’unità territoriale, la consapevolezza di condividere un Denominazione d’Origine leader nei mercati mondiali”.
Mauro Pizzuto, dei Vivai Cooperativi Rauscedo, ha quindi aperto con un approfondito excursus sul Pinot grigio, ‘origini e virtù della varietà coltivata nell’area delle Venezie’: “Il Pinot grigio inizia ad apparire in documenti ufficiali del Friuli (Tenimento Orto Agricolo di Udine) già dalla seconda metà del XIX secolo e poi in Veneto nel 1902, precisamente nel catalogo del vivaio governativo di Conegliano istituito l’anno precedente – con l’arrivo della Fillossera nella regione -, periodo in cui molte varietà francesi, appunto, acquisivano impulso nel territorio. Il Pinot Gris arriva in Italia essenzialmente grazie alla nobiltà che lo voleva nei propri vigneti sia per la qualità del prodotto che per l’origine francese (vini della Côte d’Or). Non era molto apprezzato però dai viticoltori per l’inferiore produttività, l’elevata alcolicità e l’inferiore acidità dei vini rispetto agli autoctoni, caratteristiche che portarono a sperimentare nuove vie enologiche fino al debutto del primo Pinot grigio vinificato in bianco – ad opera di Gaetano Marzotto – e alla successiva conquista del mercato statunitense”. Oggi il Pinot grigio proveniente dall’area delle Venezie rappresenta la quasi totalità della produzione nazionale (87%); mentre del totale prodotto nelle tre regioni, il 30% proviene dal Friuli Venezia Giulia – rendendola quindi la seconda maggiore produttrice nazionale della varietà – il 59% dal Veneto e l’11% dal Trentino Alto Adige.

In bianco e ramato.


Interessanti valutazioni delle attitudini agronomiche di diversi cloni di Pinot grigio nell’areale sono state presentate da Nicola Belfiore, ricercatore Crea Ve, attraverso lo studio comparativo condotto nel triennio 2019-2021 su 17 cloni di Pinot grigio presenti in un vigneto-collezione situato nel territorio pianeggiante della Doc delle Venezie in località Cimadolmo (Treviso). “Si tratta di una varietà internazionale diffusa in tutto il mondo e una delle più importanti in Italia dove, soprattutto nelle regioni settentrionali, si coltiva poco meno della metà della superficie totale mondiale. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare le attitudini agronomiche, la suscettibilità delle uve alla botrite e ai marciumi del grappolo, la resistenza meccanica della buccia, la fertilità delle gemme e la vigoria. Le caratteristiche enologiche e sensoriali dei vini sono state studiate nel 2020 e nel 2021 durante le micro-vinificazioni, rispettivamente in bianco e con macerazione delle bucce. Sono emerse interessanti differenze che riguardano l’aspetto qualitativo, produttivo e sanitario delle uve con alcuni cloni che si sono distinti per l’accumulo zuccherino, per la produzione, per la resistenza alla botrite e per il quadro enologico mentre altri sembrerebbero non adattarsi bene in questo areale di coltivazione”. L’obiettivo di questo studio è fornire alla viticoltura del territorio indicazioni agronomiche, sanitarie ed enologiche che aiutino a scegliere il genotipo che meglio valorizzi ed esalti, sinergicamente, il binomio clone/ambiente.
Si è quindi passati ad un’analisi sugli andamenti delle certificazioni dei vini delle Venezie Doc a cura di Denis Giorgiutti, direttore di Triveneta Certificazioni, Organismo di controllo che gestisce annualmente volumi di quasi 2 milioni di ettolitri imbottigliati di Doc delle Venezie e oltre 200 milioni di contrassegni di Stato apposti su ogni singola bottiglia, con una base produttiva di circa 15 mila ha (di 27 mila a Pinot grigio potenziali del Triveneto) – 6.141 viticoltori, 574 vinificatori, 363 imbottigliatori, di cui una trentina esteri che devono e accettano di apporre il contrassegno sulle loro bottiglie. “Questi sono i numeri di un Servizio oggi a Garanzia del Consumatore e della qualità dei Vini del nostro Territorio” dice Giorgiutti e chiude, “Triveneta Certificazioni nasce nel 2016 dall’esperienza degli Organismi di Controllo del Triveneto con l’incarico di gestire la tracciabilità e il controllo dei vini Doc delle Venezie: un lavoro di grande importanza per la tutela della denominazione più estesa d’Italia che abbraccia il territorio di 12 Province del nordest italiano, a forte vocazione vitivinicola”.

Pinot grigio nel Cividalese.


A seguire, Denis Pantini, responsabile Business Unit Agrifood and Wine di Nomisma, ha illustrato i trend dei consumi e le prospettive per il Pinot grigio. “Nell’ultimo decennio, l’export di vini italiani imbottigliati – oltre agli spumanti – ha visto crescere quello di vini bianchi fermi di oltre il 10% in termini di bottiglie, rispetto ad un leggero arretramento dei vini rossi. Tra i principali mercati di destinazione figurano gli Stati Uniti, dove il Pinot grigio Delle Venezie rappresenta uno dei vini bianchi italiani più consumati, tanto che nel canale off-trade americano, una bottiglia su cinque di Pinot grigio venduta nel 2022 era collegata alla denominazione”. Negli Stati Uniti il Pinot grigio è il quarto varietale più venduto e la quota di mercato del delle Venezie rispetto alla tipologia è pari al circa il 20% sul 40 per cento totale di Pinot grigio italiano venduto. Numeri importanti che confermano la denominazione come pilastro della produzione e dell’export nazionale.
E dopo il focus sugli Stati Uniti, Luca Rossetto, professore associato dell’Università di Padova, ha preso in esame le dinamiche del mercato internazionale esplorando i cambiamenti in atto a livello globale nei segmenti fermi e spumanti, le tendenze, le opportunità e le minacce nei mercati dei paesi importatori, sia tradizionali sia emergenti. La Francia e l’Italia sono i due principali produttori, formando il 37% della produzione mondiale, nonché le prime nazioni esportatrici di vino al mondo detenendo il 33% dell’export mondiale in volume. A trainare l’export del Belpaese oggi è il segmento degli spumanti, seguito dai bianchi. I primi partner commerciali dei bianchi veneti restano Stati Uniti, Germania, Grand Bretagna, Belgio e Canada che negli ultimi cinque anni hanno visto crescite percentuali fino a tre cifre dove il Pinot grigio (55-60% dei vini bianchi certificati) è il principale driver di crescita. Questi sono inseriti nei cosiddetti mercati ‘affidabili’, diversamente da quelli attualmente ‘instabili’ come la Cina e da quelli ‘difficili o speciali’ come Singapore o la Tailandia, legati ai flussi turistici e che soffrono la concorrenza dei vini francesi, australiani o americani.
A chiudere il convegno, un approfondimento sullo scenario Fmcg e sulle opportunità di crescita per il Pinot grigio delle Venezie attraverso un intervento di Daniela Granata, di GfK Italia, che racconta come “in Italia quasi 8 famiglie su 10 acquistano vino, con una media nazionale di oltre 35 litri annui: si tratta di 20,2 milioni di famiglie. Di queste 1,3 milioni acquistano Pinot grigio (mediamente 2,3 litri/anno). Il Pinot grigio delle Venezie Doc rappresenta una grande percentuale del Pinot Grigio totale, con ulteriori potenzialità di sviluppo”.

Per maggiori informazioni
www.dellevenezie.it

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In copertina, i tipici grappoli del Pinot grigio varietà che ha dato vita a un vero e proprio fenomeno produttivo e commerciale per il Triveneto.

Trieste, oggi al via i Cenacoli del caffè: con Marino Petracco parte il viaggio tra gli elementi Aria, Terra, Fuoco e Acqua

(f.s.) Al via, da oggi, il nuovo ciclo degli apprezzati incontri dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste e giunti al bel traguardo della settima edizione, frutto evidente del tenace e costante impegno del sodalizio guidato da Gianni Pistrini. E particolarmente interessante e attrattivo appare infatti il nutrito programma degli appuntamenti di quest’anno sociale 2023-2024 che si aprirà questo pomeriggio, alle 17.30, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con l’intervento di un vero e proprio “specialista” del ramo, l’ingegnere chimico Marino Petracco, per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè, che svilupperà, con la sapienza e sagacia che gli sono proprie, l’intrigante tema “Sento odore di caffè. Non solo naso… La chiave per apprezzare la nera bevanda? Un viaggio tra i cinque sensi!”. Una serie di questioni e di approfondimenti, come si può immaginare, dedicati ai veri appassionati e ai cultori più raffinati del “prezioso chicco”.

Ma non meno significativi saranno gli altri incontri di una rassegna, unica nel suo genere, che stavolta sprigiona un fascino tutto suo già dal titolo generale del ciclo: “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”. “Abbiamo puntato ad analizzare quale correlazione esiste tra il caffè e i quattro elementi della natura identificati dall’antica filosofia greca – spiegano il presidente Amdc, Gianni Pistrini, la coordinatrice del ciclo Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria, nonché appassionata cultrice del mondo del caffè) e gli organizzatori di questa edizione, Giulio Rebetz e Piero Ambroset -. Venendo avvolti dagli aromi che si sprigionano attraverso il “veicolo” dell’Aria pensiamo al lungo percorso che il caffè ha compiuto per arrivare fino in tazza. Ma scopriremo anche come dalla semente germogliata nella Terra lontana dell’Etiopia, del Vietnam, del Brasile e di altri Paesi tropicali, grazie all’Acqua della pioggia, da semplice pianta il caffè diventa una derrata agricola di largo consumo. Per azione delle fiamme del Fuoco usato per la tostatura dei chicchi, essa poi si converte in un prezioso prodotto alimentare che, per sollecitare e solleticare i sensi degli appassionati consumatori, avrà bisogno ancora dell’Acqua bollente per trasformarsi in profumata bevanda. Alla fine, dalla tazzina di porcellana – un altro tipo di Terra – i multiformi aromi necessiteranno di volatilizzarsi nell’Aria per raggiungere il sensibile olfatto dei degustatori! Per così, grazie a un’industrializzazione controllata e ponderata, salvaguardare la più nota tradizione italiana: “Il rito del caffè”.

Ed è dunque in tale “esplorazione” che si cimenteranno, nei successivi appuntamenti, ogni primo giovedì del mese, sempre alle ore 17.30 e sempre al “Savoia Palace”, sulle Rive di Trieste: Matteo Carzedda (7 dicembre, su “Caffè, farfalle e comunità”), Roberto Nocera (4 gennaio, su “Dominare l’energia del fuoco per servire la magnifica bevanda”), Massimiliano Fabian (1 febbraio, su “Caffè decaffeinato: il piacere del gusto”), Anna Gregorio Michelazzi (7 marzo, su “Lo Spazio, fra ricerca e business”), Antonella Caroli Palladini (4 aprile, su “Porto vecchio: viaggio di ritorno ai Magazzini del Caffè”) e Alberto Pallavicini (2 maggio, su “Genetica e Caffè: dalla pianta al consumatore”). L’ingresso a tutti gli incontri sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

Tornando al relatore di apertura di oggi, 2 novembre, va ancora sottolineato come l’ingegner Marino Petracco, accanto al suo ruolo ultratrentennale di ricercatore alla Illycaffè, abbia accumulato una vasta esperienza di tutti gli “anelli” della catena su cui si basa la forza del caffè espresso, ovvero la qualità. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici su agricoltura, fisica e chimica del caffè inteso sia come pianta che come bevanda. Si è interessato anche all’influsso della bevanda sull’organismo umano, è stato presidente del comitato globale ISO per le normative sul caffè, ha presieduto in due riprese il comitato scientifico dell’industria europea per gli studi sugli effetti fisiologici del caffè (Isic) ed è tra gli autori dell’unico libro dedicato alla chimica del caffè espresso, contribuendo inoltre, con un suo capitolo sui metodi di preparazione delle varie bevande tradizionali, all’aggiornamento della più completa collana di volumi scientifici sul caffè, nonché alla Ullmann’s Encyclopedia of Industrial Chemistry. Appassionato comunicatore e divulgatore, Petracco segue le orme del suo maestro dottor Ernesto Illy svolgendo, in sei lingue, un’intensa attività di conferenziere internazionale, a maggior lode e gloria del caffè.

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In copertina, l’ingegner Marino Petracco; all’interno, il presidente Gianni Pistrini, le bacche di caffè sulla pianta, i chicchi ancora verdi e poi tostati; infine, la tanto amata tazzina dell’espresso al bar.

Danni maltempo estivo, prorogate per altri dieci giorni le domande ristori

«Per permettere alle imprese, comprese quelle agricole, di fare domanda per ottenere un ristoro rispetto ai danni subiti a seguito degli eventi meteo avversi di luglio e agosto 2023, abbiamo prorogato, d’intesa con le categorie, i termini per la presentazione delle istanze che avrebbero dovuto giungere entro la giornata di oggi, 31 ottobre 2023, e che potranno invece essere presentate entro il 10 novembre prossimo». Lo ha reso noto, ieri, l’assessore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, per cui ci saranno altri dieci giorni utili per produrre le domande da inviare alla Regione Fvg.
«Resta fisso, invece, il termine di presentazione delle domande di ristoro da parte dei cittadini privati, che scadeva oggi alle ore 16, termine che era già stato prorogato, in accordo con i primi cittadini dei Comuni più colpiti dalla calamità di luglio e agosto 2023, per dar modo al cittadino, ai Municipi, alle imprese chiamate a stendere perizie e preventivi, di svolgere le attività con un margine migliore di tempo», ha ricordato ancora Riccardi.
L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha ricordato, infine, che «per agevolare le comunità colpite è stato attivato un numero verde dedicato da parte della Protezione civile con volontari che costantemente hanno fornito indicazioni al cittadino dalla sala operativa regionale. Il servizio, che è stato estremamente utile, cessa nella giornata di oggi».

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In copertina, la copertura di una stalla distrutta dal maltempo di quest’estate.

Saporibus ha fatto centro portando alla scoperta di enogastronomia, arte, storia e tradizioni del Friuli orientale

Bilancio positivo per la prima edizione del progetto Saporibus nel Friuli Orientale che tra estate e autunno ha permesso a diversi escursionisti di ammirare le bellezze e i sapori tipici di questo territorio, comodamente trasportati da pullman e con guida turistica, in quattro tappe all’insegna di gusto e cultura. L’iniziativa è stata ideata dal Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža con l’adesione della Pro Loco Buri, Pro Loco Alta Val Malina Attimis, Pro Loco Cividale del Friuli, Pro Loco Manzano e Pro Loco del Comune di Nimis. Sono state quattro le tappe di Saporibus per questa estate 2023, con la possibilità di prendere parte ad importanti sagre, fiere e mercatini, con sosta enogastronomica per pranzo e la possibilità di visitare monumenti storico-artistici, oltre che aziende vitivinicole, acetaie e distillerie tra le più rinomate della zona. Il tutto con partenza e ritorno a Udine in piazza I Maggio.

«Positiva questa nuova iniziativa di valorizzazione turistica del nostro territorio – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – che, per essere al suo esordio, ci ha dato soddisfazione per il gradimento espresso da tutti i partecipanti. Un progetto che merita di farsi conoscere di più dal pubblico, perché permette di unire turismo enogastronomico e conoscenza delle tradizioni, sagre paesane e bellezze storico-artistiche del Friuli Orientale. Il tutto in maniera sostenibile, perché ci si sposta con il pullman e ciò permette anche alle persone, soprattutto quelle più anziane, di poter godere in tutta tranquillità di una piacevole gita domenicale, senza preoccupazione di spostamenti, parcheggi e traffico. Ringraziamo di cuore Giovanna, accompagnatrice perfetta e sapiente e tutte le Pro Loco, le associazioni locali, le aziende che abbiamo visitato e le persone che sotto ogni forma hanno contribuito alla riuscita di questo bel progetto, al quale puntiamo a dare continuità anche nel 2024, con la speranza di aggiungere sempre nuove tappe con la collaborazione di Pro Loco e volontari».


Da luglio a ottobre, ci sono state quattro uscite. Prima tappa il 2 luglio ad Attimis, alla Sagra delle Fragole e dei Lamponi con visita all’azienda agricola Martinuzzi con degustazione di miele e spiegazione di come viene prodotto lo zafferano e alla tenuta Valdomini. Poi è stata la volta di Manzano il 3 settembre per il tradizionale programma del “Settembre manzanese”. Gli escursionisti hanno potuto visitare anche la splendida Abbazia di Rosazzo e fare una sosta all’azienda Schianchi con degustazione di confetture e spezie. Sempre a settembre (il 10), Saporibus ha fatto tappa all’Antighe Sagre des Campanelis di Nimis, con visita alla Chiesa di Santi Gervaso e Protasio e sosta all’azienda agricola Il Roncat (degustazione di due vini) e alla Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli (degustazione di tre grappe con dolci tipici). Poi domenica 22 ottobre è stata recuperata la gita a Cividale con visita e degustazione della gubana della Nonna ad Azzida, passeggiata tra le bancarelle del mercatino di antiquariato Il Baule del diavolo, pranzo Al Campanile, oltre che visita al tempietto longobardo e museo del Duomo.

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In copertina e all’interno immagini della visita di Saporibus a Cividale.

E dalle acque del Golfo di Trieste riemerge Audace, il Prosecco Doc maturato a 20 metri di profondità

Per la seconda volta riemerge Audace, il Prosecco Doc Trieste affinato sott’acqua, nato dall’incontro di Serena Wines 1881 con l’azienda triestina Parovel vigneti oliveti 1898. Sono state, infatti, appena estratte le 6 mila bottiglie millesimo 2022 che cinque mesi prima, dalle colline del Carso, erano state inabissate a 20 metri di profondità nel Golfo di Trieste per maturare “underwater”. Qui – in una piccola area di 67 metri quadrati, in concessione demaniale, sul fondo dello specchio acqueo in Punto Franco Nuovo – una vera e propria cantina subacquea ha ospitato questo Prosecco in edizione limitata per un affinamento di cui sono stati spettatori esclusivamente la fauna marina e qualche esperto sub chiamato a verificare l’integrità delle bottiglie.
Audace è un progetto fortemente legato al territorio, che nasce dall’idea di far riposare il Prosecco Doc Trieste nel suo Golfo, sfruttando l’esperienza di due grandi realtà vinicole locali e proiettando le enormi potenzialità di questo prodotto in un settore inedito.
Dopo una fermentazione di tre mesi con metodo Charmat in Friuli, il Prosecco Doc Trieste Underwater Wine invecchia godendo delle condizioni estremamente favorevoli delle acque marine profonde. Qui, innanzitutto, la temperatura ideale per l’affinamento è costante e viene raggiunta naturalmente, senza la necessità di impianti per il condizionamento e il mantenimento. In secondo luogo, le acque più profonde sono caratterizzate dalla quasi totale assenza di luce, condizione perfetta per la conservazione del vino. L’acqua del mare, inoltre, esercita sulle bottiglie una pressione forte e costante dall’esterno verso l’interno: questo riduce al minimo la quantità di aria e ossigeno che interagisce con il vino, preservandolo e favorendo l’espressione delle sue caratteristiche organolettiche una volta riportato in superficie. Senza contare che il movimento leggero e ondulatorio in profondità contribuisce a cullare le bottiglie favorendone la singolare evoluzione. Il risultato è uno spumante dall’incredibile unicità gustativa e caratteriale, un Prosecco prezioso, destinato ai veri estimatori.
Commenta Luca Serena, quinta generazione oggi alla guida di Serena Wines 1881: “Il progetto Audace, oltre a dimostrare quanto crediamo in questa innovativa benché antica modalità di affinamento, nasce prima di tutto dal legame mio e della mia famiglia con Trieste e il Friuli. Da sempre, nutro una grande passione per la città di Trieste, di cui mi affascina non solo la storia di seconda capitale dell’impero asburgico ma anche quel brio, quell’atmosfera frizzante che si respira a bordo mare. Proprio qui, presso il celebre molo Audace, io e la figlia di Zoran Parovel – a cui mio padre Giorgio era legato da una profonda amicizia – abbiamo pensato di rendere omaggio ai nostri genitori unendo le forze per dare vita al primo Prosecco Doc Trieste Underwater Wine”.
A fianco di Serena Wines 1881 e Parovel vigneti oliveti 1898, ha collaborato alla realizzazione di Audace l’agenzia grafica Francescon e Collodi di Conegliano, che detiene la proprietà del marchio e ha dato forma alla creatività di questa incredibile storia sottomarina.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.serenawines.it

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In copertina, ecco una delle 6 mila bottiglie riemerse dalle acque del Golfo di Trieste.

“Agriflumen” decolla a Fiume Veneto per poter valorizzare i prodotti di quartiere

«Iniziative “local” come quella inaugurata oggi hanno il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore dei prodotti di quartiere, affinché possano trovare sempre maggiore interesse da parte del consumatore». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando a Fiume Veneto alla cerimonia di inaugurazione della prima edizione della fiera agroalimentare “Agriflumen”. Promossa dall’Amministrazione comunale con il sostegno dell’associazione Sviluppo e territorio, Coldiretti, Confcommercio e Camera di Commercio, l’iniziativa ha lo scopo di promuovere la cultura agroalimentare del territorio, attuando sinergia tra i vari attori coinvolti per valorizzare la filiera corta territoriale e la cultura della terra e della civiltà contadina.
Alla presenza del sindaco Jessica Canton e del direttore di Coldiretti Pordenone Antonio Bertolla, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha voluto mettere in risalto il valore della fiera agroalimentare quale momento per la promozione dei prodotti della filiera locale. «In un panorama in cui l’aspetto “globale”‘ prende sempre il sopravvento, iniziative come queste hanno il compito di valorizzare invece le filiere locali che hanno bisogno del sostegno della comunità per garantire ai produttori un reddito per continuare a stare sul mercato. Per avere a disposizione prodotti di qualità – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – bisogna essere disposti a pagare qualcosa in più allo scopo di mantenere in vita il ciclo produttivo; se invece l’attenzione del consumatore viene dedicata solo al costo, allora si rischia di mettere in ginocchio l’intera filiera».
«Se questo concetto viene portato avanti a livello locale laddove nascono alcuni prodotti della tradizione – ha concluso Zannier – allora non si fa altro che sensibilizzare la comunità sul valore e la qualità di ciò che trova sul mercato. Per questo motivo la Regione sta accanto e supporta iniziative come quelle inaugurate oggi a Fiume Veneto, nell’ottica di dare il proprio significativo contributo a sostegno dell’intero comparto agroalimentare made in Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, un momento della cerimonia inaugurale presente l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier.

Enoturismo, ecco i primi trent’anni del Movimento Fvg. E ora una nuova crescita anche con l’occhio rivolto a Go!2025

di Giuseppe Longo

MANZANO – Cin cin! E tanti auguri, con i calici alzati, per altri 30 anni. Poi si vedrà… Che magnifica festa per il Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia, in un altrettanto magnifico pomeriggio di sole, ieri a Poggiobello, sopra Oleis di Manzano, nell’incantevole cornice di Torre Rosazza, cento ettari tondi tondi di cui un’ottantina a vigna specializzata dei Colli orientali del Friuli: un compendio che regala splendidi vini e che, nell’ambito del brand Le Tenute del Leone Alato, premia la lungimiranza degli amministratori di Assicurazioni Generali di mezzo secolo fa, quando decisero di investire anche in questa vitivinicoltura prestigiosa, già allora contrassegnata dall’indovinatissimo slogan “Un Vigneto chiamato Friuli” che stava rapidamente crescendo, facendosi conoscere, di anno in anno, in tutto il mondo, specialmente con i suoi inimitabili bianchi.


Proprio tra questi “ronchi” che, finita la vendemmia, stanno perdendo le foglie lasciando entrare i potatori, Elda Felluga, instancabile leader di Mtv Fvg, assieme al direttore Massimo Del Mestre, ha aperto l’incontro celebrativo, fatto di conferenza stampa, concerto e ovviamente brindisi con i grandi vini di Torre Rosazza. Il tutto coronato dagli auguri del presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, che ha messo l’accento sul valore dell’enoturismo, fatto da gente che «accoglie l’ospite con il sorriso». «Vino – ha osservato – significa cultura, turismo, identità, socialità e tanto altro ancora. Il Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia rappresenta una realtà eccezionale che lavora con grande passione per il nostro Fvg. Grazie alla presidente Elda Felluga che con il suo lavoro promuove il nostro territorio a 360 gradi!». In precedenza era stato letto, invece, un messaggio beneaugurante del governatore Massimiliano Fedriga, il quale si è detto orgoglioso di quanto l’associazione stia facendo per la promozione del settore vitivinicolo e con esso dell’immagine del Friuli Venezia Giulia nel suo complesso. Tra gli ospiti anche la senatrice Francesca Tubetti che, pure, si è complimentata per l’importante traguardo.

Un traguardo che doverosamente ha rivolto uno sguardo al passato, fatto di tre decenni di continue affermazioni e soddisfazioni, ma soprattutto al futuro, cominciando da quello più prossimo con Cantine Aperte a San Martino e poi a Natale, con i vini Fvg protagonisti per tutto il mese di dicembre, per continuare quindi in primavera con Vigneti Aperti e quindi con la grande festa enoturistica di Cantine Aperte a fine maggio che quest’anno ha festeggiato i 30 anni, proprio come il Movimento. E poi in agosto l’imperdibile appuntamento con Calici di Stelle a Grado tra le suggestioni del Lungomare nelle luci del tramonto. Ma anche con uno sguardo proiettato a Go!2025 con una evoluzione di Spirito di Vino, il concorso delle esilaranti vignette che si ripete da 24 anni: nasce, infatti, il progetto transfrontaliero (Eno)Satira che «svilupperà il primo itinerario mondiale della satira nelle cantine e in location istituzionali e terminerà nel 2025 con il primo “Festival dell'(Eno)Satira”», nell’ambito del Gect Go per Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura.

«Siamo felici ed emozionati per aver raggiunto questo importante traguardo – ha sottolineato Elda Felluga – e soprattutto orgogliosi che questa bella squadra di viticoltori con passione, professionalità ededizione abbia creduto nel Movimento Turismo del Vino come importante strumento per la valorizzazione dei territori e abbia fatto comprendere che il vino è cultura e cura del territorio. Un compleanno è anche un momento di riflessione, di ricordi e di bilanci, di nuovi progetti e di nuove sfide e soprattutto di ringraziamenti per i successi ottenuti. Il mio grazie per il costante impegno alle Cantine associate, ai consiglieri, al direttore Massimo Del Mestre e alla referente turismo e formazione Chiara Tuppy, ai validi collaboratori e a tutti i presidenti del Movimento regionale che mi hanno preceduta e hanno dato il loro contributo per la crescita dell’Associazione: Patrizia Felluga, Maria Angela Schiopetto e la cara Antonella Moretti Pistoni. Un ringraziamento al team di Torre Rosazza che ci ha ospitato. Un sentito grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia, a PromoTurismo Fvg che ha sempre creduto nel nostro operato e al sostegno di Gruppo Sparkasse – CiviBank». Giancarlo Ballotta, responsabile enoturismo delle Tenute Leone, ha quindi evidenziato: «Festeggiare oggi, presso Torre Rosazza, il 30mo compleanno del Movimento Turismo Fvg con la premiazione delle tre aziende vincitrici per noi significa aprire le porte ad una vittoria comune perché l’enoturismo è la vittoria non solo di singole aziende ma di un intero territorio. Siamo felici di ospitarvi e di condividere con voi questa bella giornata».
La cerimonia ha, infatti, offerto anche l’occasione per la consegna di tre attestati di eccellenza: a Villa Russiz (nelle mani del sindaco di Capriva, Daniele Sergon), alle Cantine d’Attimis Maniago e all’azienda Paolo Ferrin, con motivazioni legate a cultura del vino, tradizione e ospitalità. «Le tre Cantine selezionate – ha osservato la presidente Felluga – racchiudono lo spirito della nostra Associazione e il loro riconoscimento va a gratificare tutte le Cantine in una festosa condivisione». Al termine, dopo una visita alla cantina e alla villa, è seguito il concerto “Parole e musica per un domani -in vigna” animato dall’Associazione culturale coro Le Colone con i musicisti Giovanni Di Lena, Sebastiano Zorza e Giuseppe Tirelli, e le belle voci di Emanuela Mattiussi e Martina Gorasso. Spettacolo coronato, appunto, con una degustazione dei prestigiosi vini prodotti da Genagricola con il marchio Doc Friuli Colli orientali. E un brindisi ai prossimi 30 anni del Movimento turismo del vino Fvg. Tanti auguri!

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In copertina, il brindisi ai 30 anni di Mtv Fvg; all’interno, il saluto di Elda Felluga (foto Claudio Fabbro), del presidente Mauro Bordin e del rappresentante di Torre Rosazza; la consegna dei premi;  uno scorcio dei vigneti e la visita alla cantina.

Cenacoli del Caffè, a novembre si riparte. Barbara Hutter ospite al Museo di Trieste

(f.s.) Alla vigilia dell’avvio di una serie di nuove importanti iniziative organizzate dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste (a cominciare dalla imminente settima edizione dei “Cenacoli del Caffè” che si aprirà giovedì 2 novembre all’hotel Savoia Excelsior, per proseguire con un’inedita esposizione a tema che si realizzerà in una pubblica sede cittadina), è giunta a Trieste la giornalista austriaca Barbara Hutter, “specialista” del settore “viaggi-turismo” del quotidiano “Salzburger Nachrichten”, interessata ai temi caffeicoli e alle vicende culturali della città giuliana.
La giornalista d’Oltralpe (al centro nella foto) ha visitato la sede del “Magazin de Cafè” di via Aldo Manuzio (nel rione di San Vito-Campi Elisi) dove è stata accolta dal presidente Amdc, Gianni Pistrini, affiancato da dirigenti e simpatizzanti dell’associazione. L’ospite austriaca, vivamente attratta dai singolari reperti e curiosità ospitati nel “Magazin”, ha espresso la sua piena convinzione sulla grande capacità attrattiva che un vero e proprio e adeguatamente strutturato Museo del Caffè collocato a Trieste non mancherebbe di esercitare verso i turisti e gli appassionati di cultura e di storia austriaci e, più ampiamente, dell’intera area centro-europea.
Tornando all’incontro del 2 novembre, alle 17.30, l’ingegner Marino Petracco tratterà il tema “Sento odore di caffè. Non solo naso… la chiave per apprezzare la nera bevanda”.

Associazione Museo del Caffè
Ufficio stampa: Fulvio Sabo
(tel. cell. 340.4952793)

(per ulteriori informazioni: Gianni Pistrini tel. cell. 368.435343)

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In copertina, la giornalista austriaca Barbara Hutter con il presidente Gianni Pistrini; all’interno, un momento della visita al Museo del Caffè di Trieste.