Violenza, no dalle Donne del vino Fvg nel convegno di domani mattina a Sagrado

Importante giornata di riflessione, domani, per le Donne del vino del Friuli Venezia Giulia. Come già annunciato, “Vino e solidarietà. L’agricoltura per il sociale e l’inclusione che fa la differenza” è il tema che sarà approfondito nella Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne:  l’incontro si terrà, con inizio alle ore 10, nella sede della Tenuta Castelvecchio, sul Carso di Sagrado, con il patrocinio della Regione Fvg e la collaborazione di Università di Udine, Assoenologi Friuli Venezia Giulia e Associazione Animaimpresa. Il sociale è, infatti, un tema che è parte integrante dell’agricoltura, vissuto nei diversi aspetti dell’inclusione, della solidarietà, dell’apertura e del confronto culturale, del rispetto dell’altro come valore primario, per cui quest’anno le Donne del Vino hanno deciso di definire queste azioni e comunicarle, affinché siano incentivo a proseguire su questa strada e perché siano esempi e momento di confronto anche per altri settori.

Elena Roppa


Il convegno si aprirà con i saluti di Mirella Della Valle, a nome di Castelvecchio, con l’introduzione di Elena Roppa, delegata regionale delle Donne del Vino, e con i saluti dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier. La parola poi passerà a Ornella Venica, che con l’azienda vitivinicola Venica & Venica porta avanti dal 2019 il bilancio di sostenibilità, tra i primi in Italia nel settore del vino, in cui un ampio capitolo è dedicato alla sostenibilità sociale e ai progetti di inclusione sociale in agricoltura. Stefania Troiano, Professoressa associata di Economia agraria ed Estimo dell’Università di Udine, dedicherà il suo intervento alle relazioni tra economia, agricoltura e sostenibilità sociale. Michele Bonelli, enologo e membro del consiglio di Assoenologi FVG, porterà l’esperienza della loro realtà con i progetti dedicati al sociale. Annalisa Zorzettig, della cantina Zorzettig Vini, racconterà come il vino si coniughi ad iniziative di sostegno della ricerca scientifica, dell’arte e della cultura e dello sport. Arianna Arizzi, referente dell’Associazione Animaimpresa e CSR Manager di Maddalena SpA, illustrerà una case history di responsabilità sociale d’impresa collegata al prodotto vino. Beatrice Dapelo, la più giovane Donna del Vino del Friuli Venezia Giulia, porterà uno studio sui temi dell’affinity e cause related marketing in cui emerge come i più giovani siano consumatori sempre più attenti alle cause e al sociale. Per chiudere Simona Migliore, sommelier, e Laura Pedrazzoli, event manager, racconteranno nello specifico i progetti dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino dedicati al tema del sociale.
Ricordiamo che le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sono da anni coinvolte in prima persona in azioni e programmi specifici per l’empowerment femminile e giovanile e in progetti a sostegno delle categorie deboli. Progetto Future e progetto D-Vino sono due attività, a livello regionale e nazionale, dedicate ai giovani che desiderano lavorare nel mondo del vino e che, grazie ad interventi nelle scuole e possibilità di stage nelle aziende, possono avere un contatto diretto con le aziende vitivinicole e le professioniste associate. Grandissima è da sempre, per l’identità stessa dell’associazione Le Donne del Vino, l’attenzione e il sostegno a progetto di informazione ed azione per l’eliminazione della violenza sulle donne. Dalle aste di vini pregiati con il fine la raccolta di fondi al progetto Tappo Etico, che tramite la raccolta di tappi in sughero e loro riciclo grazie ad Amorim, favorisce il sostegno finanziario ad Onlus che si occupano di prevenzione della violenza di genere.

Per informazioni:
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale:
ledonnedelvino.com

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In copertina e qui sopra le Donne del vino Fvg che domani saranno protagoniste.

Quando una cantina è veicolo di cultura: questa sera invito a Nimis (con un libro) a scoprire tutte le bellezze di Lampedusa

(g.l.) Appena spenti i riflettori sulla nuova, riuscitissima edizione di “Oro di Ramandolo” – della quale ha fatto punto di snodo e di riferimento per la visita dei tanti ospiti nelle aziende dell’ormai famoso circuito enogastronomico -, la cantina I Comelli di Nimis (strada provinciale 38 del Cornappo, all’uscita del paese per chi è diretto a Ramandolo o a Torlano) apre le sue porte per un invitante evento culturale-letterario. Questa sera, alle 19.45, sarà infatti presentato il libro fotografico di Sonia Fattori e Marta Daneluzzi dal titolo “Uno scoglio chiamato Lampedusa” (San Marco Edizioni). Sono annunciati intermezzi musicali di Barbara Errico, voce, e Andrea Castiglione, chitarra. L’incontro – che beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco, e dell’Associazione culturale musicale Lipadusa – sarà concluso da un momento conviviale. Per ulteriori informazioni: info@soniafattori.it, telefono 347.5280011.


«Il progetto, che si articola in un libro e omonima mostra fotografica dedicati a Lampedusa, con le foto di Sonia Fattori e i testi di Marta Daneluzzi, concretizza – come si legge in un articolo di Agrigento Notizie – il desiderio di promuovere la bellezza dell’isola e ringraziare la sua gente per l’accoglienza e ospitalità che ha sempre riservato loro. Uno “scoglio” è il modo in cui i lampedusani chiamano affettuosamente la loro isola, il progetto è dedicato esclusivamente ai colori di Lampedusa, alla sua luce, alla sua vegetazione, al suo mare, alla sua bellezza e tralascia volutamente il tema degli sbarchi. Lampedusa, infatti, sale agli onori della cronaca quasi esclusivamente in relazione alla questione migratoria, sì da generare nell’immaginario di coloro che non vi sono mai stati un’associazione immediata con la stessa. Le autrici hanno avuto modo di rendersene conto in occasione delle proiezioni di un loro precedente lavoro, la multivisione “Dusa nel mare”, a seguito delle quali, oltre alle espressioni di stupore di fronte alla spettacolarità delle coste e del mare, hanno costantemente registrano una sorta di incredulità per la mancanza di corrispondenza tra l’idea di un’isola “invasa” dai migranti e quanto proposto dalle immagini».
«È nata così – prosegue l’articolo siciliano – l’idea di dare risalto a ciò che Lampedusa è, di evidenziarne l’essenza, il volto generalmente trascurato dalla cronaca e, di conseguenza, generalmente “sconosciuto”. Il libro, curato da Oblique Studio di Roberto Duse per la parte grafica e edito dalla San Marco Edizioni, realtà anch’esse del Friuli Venezia Giulia, è dedicato all’amico lampedusano, scomparso nel novembre del 2020, Bruno Brischetto, un uomo di rara generosità e purezza che, dopo aver girato più volte il mondo, era tornato a Lampedusa, perché un posto altrettanto bello non lo aveva trovato, e aveva trasformato la sua casa in un luogo di incontro e conoscenza tra amici del luogo e “forestieri”».
«Il libro, che, articolato in 5 capitoli, contiene una selezione delle foto, frutto di un lavoro piuttosto impegnativo, data la copiosità dell’archivio creato nel corso dei viaggi sull’isola fatti da Sonia Fattori nell’arco di 7 anni, rappresenta – si legge infine – una sorta di “dichiarazione d’amore” per Lampedusa, fornendo l’immagine dell’isola in tutte le stagioni, dei suoi angoli nascosti, dei luoghi simbolo e offrendo uno spunto di riflessione sulla relazione tra uomo e natura, ha ottenuto il patrocinio morale del Comune di Lampedusa e Linosa».

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In copertina, un’immagine della cantina I Comelli a Nimis durante la recentissima “Oro di Ramandolo”.

Tutto ok il primo bilancio di Fruttafriuli la cooperativa che un anno fa ha riunito a Spilimbergo Friulfruct e Friulkiwi

«Esempio intelligente l’operazione che ha portato alla nascita di Fruttafriuli, cooperativa che ha saputo mettere assieme realtà diverse avendo nel contempo la capacità di riuscire a strutturare le attività aziendali dei singoli soci in modo da essere resilienti agli eventi meteo degli ultimi mesi, attraverso investimenti con supporto dei fondi regionali», ha osservato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’assemblea dei soci della più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia – con sede centrale a Spilimbergo, nella zona industriale nord e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e Rauscedo – i quali hanno approvato all’unanimità il bilancio (chiuso come da prassi per le cooperative agricole al 31 luglio) nell’assemblea che si è tenuta al teatro Don Bosco della frazione di San Giorgio della Richinvelda. A illustrare il bilancio il presidente Livio Salvador, mentre il direttore Armando Paoli ha relazionato sugli aspetti agronomici e commerciali dell’annata di raccolta. In rappresentanza di Confcooperative Pordenone c’era il vicepresidente Pietro Tomaso Fabris.


Si tratta della seconda assemblea di questa realtà sorta nel 2022 dopo la fusione tra le cooperative Friulfruct e Friulkiwi, composta da 146 soci, che lavorano con passione e attenzione 650 ettari di frutteti, e un’ottantina di impiegati tra quelli a tempo indeterminato e stagionali. In crescita il fatturato, con una decisa vocazione per l’export: l’annata appena conclusa ha visto vendite per 15 milioni 810 mila euro, 3 milioni 900 mila in più rispetto allo scorso anno. Il tutto ricordando che l’estate 2022 non è stata facile per l’agricoltura in regione, visto che è stata caratterizzata da un lungo periodo di siccità e forte irraggiamento solare diretto. Nonostante le difficoltà meteo, la cooperativa ha dimostrato resilienza grazie anche ai nuovi frutteti messi a dimora negli scorsi anni e che stanno entrando sempre più in produzione, la raccolta di mele è stata di 173 mila quintali mentre quella di kiwi di 23 mila.
A regime anche le sedi produttive, che dopo i lavori – anche con finanziamenti regionali – di ampliamento ed efficientamento energetico (fondamentali in questi periodi di rincaro dei costi e inflazione dovuta anche alle tensioni internazionali), con nuove celle di stoccaggio, hanno ora una capacità di conservazione di 260 mila quintali tra le due sedi.

«Questa – ha spiegato il presidente Salvador – è stata la prima annata di operatività dopo l’avvenuta fusione tra Friulfruct e Friulkiwi, possiamo dire che il processo di integrazione tra le due entità è stato assolutamente positivo, non vi sono state criticità di alcun tipo dopo un breve periodo di rodaggio, mentre le economie di scala sono state subito evidenti. Proseguiremo nel nostro percorso incrementale, cercando di far crescere la base sociale, caldeggiando l’aumento delle superfici investite sia a melo che a kiwi, non trascurando i rinnovi varietali atti ad ottimizzare sia le rese ad ettaro sia il profilo qualitativo, quest’ultimo sempre più importante vista la fidelizzazione della clientela che continua ad accrescere la domanda».
«Possiamo dire – ha aggiunto il direttore Paoli – che un primo importante passo per la crescita frutticola friulana è stato fatto, ora si tratta di continuare con impegno e determinazione su una strada delineata, che con il contributo di tutti, ed il sostegno importante anche delle istituzioni e del sistema bancario, potrà portare a far crescere un comparto che qui in Friuli Venezia Giulia ha delle ottime potenzialità e potrà essere capace di riservare a tutti gli operatori delle buone soddisfazioni, senza dimenticare che di pari passo sta già crescendo il nostro gruppo di lavoro e tale crescita potrà continuare riuscendo ad impegnare nuovi addetti nei prossimi anni» .
Il direttore ha anche fornito una prima anticipazione sulla raccolta in corso, che dovrebbe registrare un ulteriore aumento di quantità per le mele, con una ancora maggiore qualità fornita dai nuovi meleti (si supereranno i 190 mila quintali) e un calo nel kiwi, specie che ha sofferto di più l’estate 2023 caratterizzata dalla grandine per la mancanza di coperture in alcuni frutteti, anche se la domanda sul mercato rimane viva.
Positive anche le remunerazioni per i soci in base al loro conferimento, con una liquidazione ad ettaro di terra coltivata pari a 25 mila euro: con un costo di produzione medio che si attesta sui 10 mila euro, si parla di una marginalità di circa 15 mila euro ad ettaro per i frutticoltori. «Risultati in generale buoni – ha affermato Paoli -, se visti in paragone con altre aree produttive o se rapportati a quelli di altre colture, tuttavia faremo sempre di tutto per migliorarli, naturalmente più si andrà ad elevare la qualità media, ed è quello che succede grazie agli imponenti rinnovi eseguiti, più si potrà puntare ad elevare la resa media complessiva».

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In copertina, mele e kiwi marchiati Fruttafriuli; all’interno, l’assemblea dei soci presente l’assessore regionale Stefano Zannier e il nuovo ampliamento nella sede di Spilimbergo.

Grandi Verticali, ultimi posti a Buttrio per la degustazione giovedì del Merlot

Mentre è cominciato il conto alla rovescia per l’inaugurazione a Buttrio del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia – appuntamento sabato, 25 novembre, alle 10.15, a villa di Toppo Florio -, prosegue il progetto delle Grandi Verticali delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione assieme alle Pro Loco di Buri Buttrio, Manzano e Mitreo di Duino Aurisina. A tale riguardo, ricordiamo che ci sono ancora pochi posti disponibili per l’appuntamento dedicato al Merlot, in programma nella stessa sede, giovedì 23 novembre, alle 19.30. Condurrà Matteo Bellotto proponendo i vini delle cantine Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco.

I grappoli del Merlot.


Il progetto, che nei giorni scorsi ha avuto un brillante avvio a Corno di Rosazzo, è realizzato dalle Città din collaborazione con il Consorzio Montasio. Costo 35 euro, iscrizioni contattando la Pro Loco Buri, scrivendo a proloco@buri.it o chiamando il numero 0432.673511. “Assaggeremo il tempo – commenta Bellotto – e l’evoluzione di questo grande vino internazionale, ma friulano che vive la nostra terra da tanto tempo. Buttrio è terra incredibile e capace di raccontare questa varietà con grande carattere”.
Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.

Villa Florio a Buttrio. (Bluefoto)

Città del Vino, alla Convention siciliana di Menfi la decima edizione di DuinoBook. Nuovo “ambasciatore” per il Vigneto Fvg

La decima edizione del Festival letterario di “DuinoBook” è sbarcata in Sicilia. In occasione della Convention d’Autunno delle Città del Vino, che si è conclusa proprio oggi e che ieri ha vissuto la sua giornata principale, una delegazione del Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” e dei partner del Progetto, guidata dal presidente Massimo Romita,  ha infatti partecipato alle manifestazioni di Menfi – Città italiana del vino 2023 che ha raccolto il testimone della nostra Duino Aurisina – per la presentazione di diverse attività ed iniziative collegate al Progetto stesso. C’erano anche Gianpietro Colecchia (“ambasciatore” delle Città del Vino), Donatella Pross (presidente di Circoscrizione Lions), Roberto Jakomin (assaggiatore Onarv) e Corrado Dussich (vicesindaco della Città di Buie in Istria, Croazia).

La delegazione Fvg a Menfi.


La partecipazione a Menfi è legata a diverse attività che vedono protagonista proprio le iniziative di DuinoBook, su tutte la presentazione dell’Antologia e la Premiazione dei cinque vincitori della III edizione del Concorso letterario “Racconti intorno al Vino” ideato dall’Associazione Nazionale Città del Vino e curato dai suoi “ambasciatori” per onorare la memoria dell’amico e collega Nino D’Antonio, docente universitario di letteratura, scrittore, saggista e giornalista scomparso nel 2021.
L’Antologia è stata presentata ieri appunto nella cittadina dell’Agrigentino – a due passi da quella valle del Belice in cui si scatenò il devastante terremoto di fine anni Sessanta – in cui i cinque scrittori hanno ricevuto il premio a loro destinato. Il Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” – nell’ambito del partenariato con l’Associazione Nazionale Città del Vino attraverso il Progetto “DuinoBook 2023 – Un Mare di Storie di Pietre, di Angeli e di Vini” (la rassegna letteraria “contenitore” di iniziative culturali che anima Duino Aurisina, Città del vino di confine nel cuore del Carso Triestino), con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia – ha messo a disposizione un premio in denaro di 400 euro per ciascun vincitore a sostegno dei costi di viaggio per permettere a ogni scrittore di raggiungere la Sicilia e poter essere presente alla premiazione.

Tiziano Venturini


I cinque vincitori del Concorso letterario sono: Andrea Brundu con “Arianna e Dioniso”, Roberto Cipresso in collaborazione con Sara Brunetti “La vite, il vino e il Nonno Marino”, Marcello di Martino con “Aria frizzante, il perlage della Maiella”, Francesco Fiori con “Sachentina-La cantina”, Pasquale Foschini con “Tutto cominciò con quella notte del’56”. I racconti presentati al concorso sono tutti molto avvincenti e appassionanti, il tema del vino è stato trattato su più livelli e questo ha creato diverse difficoltà ai giudici per arrivare ad un risultato finale. Sul vino è stato detto e scritto di tutto, ma questi racconti dimostrano che il tema non è ancora esaurito e che ci sono tante altre belle storie di persone, di tradizioni e di ricordi da raccontare. La casa editrice Jolly Roger curerà la stampa e la distribuzione nazionale del libro che nascerà dalla pubblicazione dei racconti selezionati e che sarà acquistabile sia online che nelle migliori librerie italiane.
«Sono molto soddisfatto di questa III edizione del concorso letterario “Racconti intorno al vino” e voglio ringraziare tutti gli autori che hanno inviato le opere per il loro impegno e per l’ottima qualità dei loro racconti. Faccio le mie congratulazioni agli autori selezionati», il commento del presidente di Città del Vino, Angelo Radica, che ha invitato i vincitori alla serata di gala organizzata nell’ambito della Convention d’Autunno delle Città del Vino. «Siamo particolarmente orgogliosi di questa nuova importante e fondamentale tappa del Festival – ha sottolineato il presidente Romita – che, dopo aver toccato diverse città europee, si conferma evento di caratura nazionale: dopo il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Lazio e ora tocca la Sicilia. Grazie al Partenariato dell’Associazione Nazionale Città del Vino, abbiamo voluto supportare il Concorso (il terzo di DuinoBook) con grande spirito di collaborazione e di valorizzazione dei territori e delle genti del vino».
La delegazione duinese ha fatto parte dell’ampio gruppo di delegati sindaci ed amministratori delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini, intervenuto anche in rappresentanza del Comune di Buttrio che è al lavoro in questi giorni per gli ultimi dettagli relativi all’inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia previsto per sabato prossimo, 25 novembre, alle 10.15, a villa di Toppo Florio, la sede della famosa Fiera regionale dei vini.

Giuseppe Longo


Infine, cinque nuovi “ambasciatori” di Città del Vino, di cui tre emeriti, sono stati insigniti ieri pomeriggio durante una cerimonia che ha concluso l’assemblea nazionale: fra loro il friulano Giuseppe Longo. Nato a Nimis, Città del Vino della provincia di Udine, il 25 novembre  1954, diplomatosi in Agraria a Cividale, Longo è giornalista dal 1982 ed ha svolto l’intera attività professionale nella sede centrale del Messaggero Veneto concludendola nel 2015 con la qualifica di caposervizio. Da anni, anche se pensionato, continua a impegnarsi nell’informazione attraverso apprezzati siti online, di cui uno denominato 2019-26.vigneto.friulivg.com si occupa pressoché giornalmente di agroalimentare, enogastronomia e territorio con particolare riferimento appunto al settore vitivinicolo: un ampio campo di interesse del quale Longo si è occupato per decenni attraverso due pagine specializzate anche nel quotidiano udinese. Proprio per questa sua dedizione, ha meritato la nomina già negli anni Ottanta a Nobile onorario del Ducato dei vini friulani, mentre nel 1991 è stato insignito della prestigiosa Medaglia di Cangrande, nell’ambito del Vinitaly di Verona, quale benemerito della vitivinicoltura italiana. Ma ha ricevuto anche altri importanti riconoscimenti come il Premio Carati d’Autore di Arga Fvg, l’associazione regionale della Stampa agricola, e il Falcetto d’oro della Coldiretti di Dolegna del Collio. Giuseppe Longo è stato anche pubblico amministratore al Comune di Nimis (assessore all’agricoltura e poi sindaco) e alla Comunità montana Valli del Torre (vicepresidente). Proprio in tale ruolo, si è molto impegnato negli anni Ottanta per la valorizzazione del Ramandolo (da uve di Verduzzo friulano), ottenendo dopo un complicato iter la sottozona o “cru”, nell’ambito della Doc Colli orientali del Friuli, più tardi promossa a Docg, la prima del Friuli Venezia Giulia. E per sottolineare questa “conquista”, ottenuta dall’iniziativa del Comune di Nimis e della Cooperativa agricola di Ramandolo, nel 1992 venne attribuito il  prestigioso “Risit d’Aur” delle Distillerie Nonino di Percoto.
Con Longo, è stato insignito nuovo “ambasciatore” Giuseppe Morghen, mentre “ambasciatori emeriti” sono Mario Arosio, Umberto Stupenengo e Gianluca Marchesani. «La nomina dei nuovi “ambasciatori” e “ambasciatori emeriti” – ha sottolineato il presidente Radica – è sempre un momento molto importante e significativo per l’associazione nazionale: sono personalità, amministratori, addetti ai lavori e del mondo della comunicazione, che a loro modo hanno dato un contributo concreto alla corretta conoscenza del vino italiano, dando lustro a questo settore e ai territori delle Città del Vino, dal punto di vista economico e sociale».

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 37: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini ieri alla cerimonia di Menfi in Sicilia.

Donne del vino Fvg in campo contro la violenza: sabato mattina un convegno alla Tenuta Castelvecchio di Sagrado

“Vino e solidarietà. L’agricoltura per il sociale e l’inclusione che fa la differenza” è il tema che le Donne del vino Fvg svilupperanno in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, tema sempre più di drammatica attualità anche alla luce dell’efferato delitto di Barcis appena commesso. L’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 25 novembre, alle ore 10, nella sede della Tenuta Castelvecchio, a Sagrado sul Carso Goriziano, con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione di Università di Udine, Assoenologi Friuli Venezia Giulia e Associazione Animaimpresa.

Le donne del vino Fvg.


Il sociale è un tema che è parte integrante dell’agricoltura, vissuto nei diversi aspetti dell’inclusione, della solidarietà, dell’apertura e del confronto culturale, del rispetto dell’altro come valore primario. Quest’anno le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia hanno deciso di definire queste azioni e comunicarle, affinché siano incentivo a proseguire su questa strada e perché siano esempi e momento di confronto anche per altri settori.
Il convegno si aprirà con i saluti di Mirella Della Valle, a nome della Tenuta Castelvecchio, con l’introduzione di Elena Roppa, delegata regionale delle Donne del Vino, e con i saluti dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna Stefano Zannier. La parola poi passerà a Ornella Venica, che con l’azienda vitivinicola Venica & Venica a Dolegna del Collio porta avanti dal 2019 il bilancio di sostenibilità, tra i primi in Italia nel settore del vino, in cui un ampio capitolo è dedicato alla sostenibilità sociale e ai progetti di inclusione in agricoltura. Stefania Troiano, professoressa associata di Economia agraria ed Estimo dell’Università di Udine, dedicherà invece il suo intervento alle relazioni tra economia, agricoltura e sostenibilità sociale, mentre Michele Bonelli, enologo e membro del consiglio di Assoenologi Fvg, porterà l’esperienza dei tecnici della vite e del vino con i progetti dedicati al sociale. Annalisa Zorzettig, della cantina Zorzettig Vini, racconterà poi come il vino si coniughi ad iniziative di sostegno della ricerca scientifica, dell’arte e della cultura e dello sport, mentre Arianna Arizzi, referente dell’Associazione Animaimpresa e Csr Manager di Maddalena SpA, illustrerà una case history di responsabilità sociale d’impresa collegata al prodotto vino.
Beatrice Dapelo, la più giovane Donna del Vino del Friuli Venezia Giulia, illustrerà quindi uno studio sui temi dell’affinity e cause related marketing in cui emerge come i più giovani siano consumatori sempre più attenti alle cause e al sociale. Per chiudere Simona Migliore, sommelier, e Laura Pedrazzoli, event manager, racconteranno nello specifico i progetti dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino dedicati al tema del sociale.
Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sono da anni coinvolte in prima persona in azioni e programmi specifici per l’empowerment femminile e giovanile e in progetti a sostegno delle categorie deboli. Progetto Future e progetto D-Vino sono due attività, a livello regionale e nazionale, dedicate ai giovani che desiderano lavorare nel mondo del vino e che, grazie ad interventi nelle scuole e possibilità di stage nelle aziende, possono avere un contatto diretto con le aziende vitivinicole e le professioniste associate. Grandissimi sono da sempre, per l’identità stessa dell’associazione Le Donne del Vino, l’attenzione e il sostegno al progetto di informazione ed azione per l’eliminazione della violenza femminile. Dalle aste di vini pregiati con il fine della raccolta di fondi al progetto Tappo Etico, che tramite la raccolta di tappi in sughero e loro riciclo grazie ad Amorim, favorisce il sostegno finanziario ad Onlus che si occupano di prevenzione della violenza di genere.

Per informazioni:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, Elena Roppa delegata regionale delle Donne del vino Fvg.

Bini a Nimis per “Oro di Ramandolo”: strumento di promozione del Tarcentino

«La grande partecipazione di pubblico registrata fin dalla mattinata di oggi testimonia non solo il successo di questa iniziativa, ma anche la qualità delle imprese vitivinicole coinvolte e dei loro prodotti. Una bella giornata di festa dedicata a una delle tre Docg del Friuli Venezia Giulia, il Ramandolo, che diventa così strumento di promozione del territorio di Nimis e del Tarcentino». È il commento dell’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, in visita ieri alla cantina “I Comelli” in occasione dell’evento “Oro di Ramandolo”, iniziativa promozionale organizzata dall’Associazione produttori di Ramandolo Docg, in collaborazione con la Pro Torlano, che beneficia anche del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.


«Questa festa itinerante – ha continuato l’esponente della Giunta Fedriga – ha il pregio di coinvolgere 17 cantine e oltre trenta imprese del settore agroalimentare provenienti da tutta la regione. La scelta di mettere a fattor comune tante eccellenze regionali, dalla Pitina alle specialità della Carnia, è sicuramente vincente e sposa perfettamente l’idea alla base del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, che ha come obiettivo quello di invitare tutti i cittadini e gli imprenditori del settore agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione della nostra regione a fare squadra e a essere protagonisti di un sistema che punta a migliorare la qualità dei prodotti e il valore della filiera».

Facendo visita agli stand allestiti per l’occasione assieme al sindaco di Nimis, Giorgio Bertolla, a Paolo Comelli, che ha fatto gli onori di casa, e al consigliere regionale Edy Morandini, l’assessore Bini ha ricordato come «l’enogastronomia sia uno dei principali canali di promozione del Friuli Venezia Giulia a livello nazionale e internazionale. Basti pensare che le produzioni agroalimentari e la tradizione culinaria si posizionano al primo posto tra i fattori di attrazione per i turisti stranieri, mentre il comparto enogastronomico vale da solo 1,4 miliardi di export e ha ancora ampi margini di crescita».
Bini ha quindi ricordato che la Docg del Ramandolo è stata creata nel 2001 a partire da una tipologia della Doc Colli orientali del Friuli. Attualmente la zona della Docg copre le aree comunali più vocate di Nimis, Città del vino, e Tarcento, e Ramandolo è il nome della piccola frazione di Nimis che ha dato il nome al “cru”  di questo pregiato vino. «In questo anfiteatro collinare naturale che circonda Nimis – ha sottolineato infine l’assessore regionale – la pendenza dei vigneti rende impossibile la vendemmia e la potatura meccanizzata delle viti; quindi, tutto il lavoro viene ancora fatto a mano. Un motivo in più per conoscere e valorizzare questa eccellenza locale e i suoi produttori».

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In copertina, la visita dell’assessore Sergio Emidio Bini, accolto da Paolo Comelli e dal sindaco Giorgio Bertolla, presente il consigliere regionale Edy Morandini; all’interno, immagini della riuscitissima manifestazione dedicata al Ramandolo Docg ieri a Nimis.

Allevatori Fvg contro la carne sintetica: bene ha fatto l’Italia a vietarla. Un sospiro di sollievo da un migliaio di aziende

Il no alla carne coltivata arriva forte e chiaro anche dal Friuli Venezia Giulia e a pronunciarlo è il presidente dell’Associazione regionale allevatori, Renzo Livoni, commentando il via libera definitivo della Camera al Ddl che vieta di produrre, consumare e mettere in commercio “cibi e mangimi generati a partire da colture cellulari”. Un provvedimento, quello firmato dai ministri Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci, a difesa del Made in Italy e della qualità che nei giorni scorsi, proprio mentre passava all’esame dell’Aula di Montecitorio, è stato all’origine di una lite tra il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, in piazza assieme a un gruppo di lavoratori per festeggiare l’approvazione della norma, e alcuni parlamentari di Più Europa, pro carne sintetica.

Gustose bistecche di carne bovina.


«Esprimiamo la nostra solidarietà a Prandini», afferma Livoni, a sua volta soddisfatto del via libera alla norma, che rappresenta un primo paletto allo sbarco sul mercato della carne realizzata in laboratorio, ma che dovrà fare i conti con la futura norma comunitaria, come ha evidenziato anche il Quirinale. «Intanto portiamo a casa questa prima vittoria – dichiara Livoni – contro un prodotto che è ancora a livello sperimentale, rispetto al quale non è stato nemmeno testato il principio di precauzione. Lo si sponsorizza perché salutare e a zero impatto ambientale dimenticando che questa carne, sintetica, non coltivata, vorrebbe sostituirsi ad agricoltura e zootecnia, economie circolari ante litteram».
A restarne impattata, in Fvg, se la futura norma europea dovesse essere in contrasto con quella nazionale e infine imporsi, sarebbe una filiera di un migliaio di aziende tra realtà zootecniche e di trasformazione che per il momento possono tirare un sospiro di sollievo. «Avremmo conseguenze economiche, ma anche sull’ambiente e non ultimo sulla conoscenza, la qualità, i sapori di quello che portiamo in tavola – aggiunge Livoni -. La carne sintetica è un prodotto di laboratorio, non possiamo vedere come viene realizzata e così perdiamo il contatto con ciò che mangiamo a differenza della zootecnia tradizionale, che porta nel latte i profumi di quello che le vacche mangiano, dell’erba, dei fiori, profumi che poi ritroviamo nella carne e nel latte. E’ una biodiversità che dobbiamo proteggere a tutti i costi».

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In copertina, il presidente dell’Associazione regionale allevatori Renzo Livoni.

Fildilat, le latterie di Marsure e Palse oggi protagoniste al Coop Corner Pordenone

Oggi, 18 novembre, con un focus sui prodotti per la colazione sarà protagonista al Coop Corner di Pordenone il progetto Fildilat che riunisce le latterie cooperative di Marsure e Palse. Appuntamento dalle 18 alle 19.30 con tante delizie al Coop Corner di Confcooperative Pordenone, in Corso Vittorio Emanuele II 56, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica. Uno spazio messo a disposizione da Concentro all’interno del progetto della Camera di commercio Pordenone Udine “Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese”.

San Martino ridona la sua “estate” a Dolegna che con Falcetto e Foglia d’oro festeggia le Città del vino Fvg e il grande altruismo di Dino Tuzzi

di Giuseppe Longo

DOLEGNA – Come vuole la tradizione, il Vescovo di Tours è stato di… parola. E, dopo una notte di pioggia, nella sua ricorrenza ci ha regalato una giornata bellissima, perfettamente in sintonia con quella che da tempo immemorabile viene definita “Estate di San Martino”. La cornice ideale per la celebrazione di una Giornata del Ringraziamento importante come quella di Dolegna del Collio che con il suo Falcetto d’oro ha voluto onorare le Città del vino del Friuli Venezia Giulia per la loro intensa attività a promozione del settore vitivinicolo, consegnando l’ambito riconoscimento al coordinatore regionale Tiziano Venturini. Ma ha sottolineato anche il valore del volontariato attribuendo la Foglia d’oro al concittadino Dino Tuzzi, sempre in prima linea in fatto di altruismo.

Il sindaco Comis premia Dino Tuzzi.

Il saluto di Martin Figelj.

L’intervento di Bernardis.

Quest’anno la festa ha avuto un’ambientazione tutta particolare, essendo stata accolta sulle colline di Lonzano, quelle dove nel 1792 vide la luce Pietro Zorutti, colui che sarebbe diventato il poeta vernacolare più famoso del Friuli. E la mattinata illuminata da un sole terso e addolcita dalla temperatura mite ha creato le premesse per il pieno successo della tradizionale manifestazione, che è cominciata sul colle più alto, nella chiesetta di San Giacomo, con la Messa celebrata dall’arciprete di Cormons, la cui Parrocchia ha in cura spirituale anche la piccola comunità di Dolegna. Al termine del rito – al quale ha partecipato anche il vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia, Armando Zorzin -, monsignor Stefano Goina è sceso nello spiazzo antistante Ca’ Ronesca per l’annuale benedizione dei trattori.
Conclusa la parte religiosa, tutti si sono trasferiti nella vicina azienda agricola Zorutti dove, dopo il brindisi beneaugurante con le sue bollicine, si sono riuniti nell’ampio salone della cantina dove erano già stati allestiti i tavoli per l’apprezzato convivio. Breve ma significativa, come sempre, la cerimonia coordinata in via del tutto eccezionale dal giornalista Nicolò Gambarotto, editore di Top, il quale ha sostituito l’agronomo Claudio Fabbro, per la prima volta assente a causa di un malessere stagionale. Ed è stato un vero peccato perché per lui la sezione Coldiretti, guidata da Marta Venica, che ha raccolto il testimone da Michele Buiatti, aveva preparato una sorpresa che sicuramente avrebbe gradito: una pergamena (e una magnum con un pregiato vino di Dolegna) recante una bella dedica per la sua sempre puntuale, competente e generosa dedizione agli agricoltori locali spesa da ben mezzo secolo, da quando, giovane laureato all’Università di Bologna, divideva i primi impegni lavorativi tra Consorzio Collio e Istituto Agrario di Cividale.

Foto ricordo con i premiati.

Le parole di benvenuto ai tanti ospiti – tra gli altri, anche il sindaco della vicina Prepotto, Mariaclara Forti, località “gemella” all’insegna del buon vino (Schioppettino e Ribolla gialla, in primis) – sono state espresse, anche in qualità di perfetto “padrone di casa”, dal primo cittadino Carlo Comis che, come la giovane leader Coldiretti, ha messo l’accento sulla difficile annata vissuta dall’agricoltura collinare, esattamente opposta a quella del 2022, quando la morsa della siccità non voleva allentarsi. Quest’anno, invece, è piovuto moltissimo a cominciare dalla primavera – tanto da rendere difficile anche il controllo delle crittogame sulla vite, come personospora e oidio – e pure durante l’estate, quando il maltempo è poi sfociato nella grandinata del 24 luglio, grave ma per fortuna non così come quella abbattutasi su mezzo Friuli, dove ha avuto effetti devastanti. Una situazione, quella degli effetti delle avversità atmosferiche, molto delicata, sulla quale ha messo l’accento anche il consigliere regionale Diego Bernardis – promotore della candidatura di Collio-Brda a patrimonio Unesco – che ha assicurato tutto il suo appoggio a Dolegna, Comune del quale è stato anche a lungo sindaco. Un saluto è stato portato anche dal presidente provinciale e regionale della Coldiretti, Martin Figelj – che pure si è soffermato sulle difficoltà dell’annata -, e dal direttore di Civibank (oggi Gruppo Sparkasse), Massimo Bertarelli, il quale ha confermato la vicinanza dell’Istituto creditizio a favore del mondo rurale oltre che della stessa manifestazione puntualmente organizzata ogni 11 novembre.

I premi riservati a Claudio Fabbro.

Quindi, l’attesa consegna dei Premi, rimasti fino a quel momento del tutto segreti. Come detto, il 27° Falcetto d’oro è stato consegnato da Marta Venica nelle mani di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino, accompagnato dal vice Maurizio D’Osualdo e dagli “ambasciatori” Giorgio Cattarin e Gianpietro Colecchia. «L’Associazione Città del Vino, istituita in Siena il 21 marzo 1987 ed alla quale Dolegna del Collio ha aderito fra le prime in regione, sempre in grande armonia, ha conosciuto in tempi recenti – si legge nella motivazione -, grazie all’impegno costante del Coordinamento regionale Friuli Vg, una particolare accelerazione, con attività ed iniziative di rilevante spessore, in collaborazione con Istituzioni, Amministrazioni, Pro Loco, Associazioni e Consorzi vari. Ciò ha consentito di superare un periodo difficile riportando nel “Vigneto Friuli” un crescente numero di enogastronomi ed addetti ai lavori nazionali, mitteleuropei ed internazionali i quali contribuiscono a consolidare un’immagine sia del territorio che dei singoli produttori». Orgoglioso e grato per l’inatteso riconoscimento, Venturini – che da ieri con una delegazione Fvg è a Menfi, in Sicilia, nella Città italiana del vino 2023 succeduta alla nostra Duino Aurisina, per l’assemblea nazionale di domani pomeriggio – ha fatto brevemente riferimento alle tante iniziative del sodalizio (in regione oggi conta ben ben 37 Città), ultima delle quali ha preso il via proprio in questi giorni con successo a Corno di Rosazzo: le Grandi Verticali delle Città del vino che ci accompagneranno fino al prossimo maggio. E prima dell’avvio di questa, ottimo riscontro aveva avuto la prima edizione della Vendemmia turistica e didattica, per la quale il Vigneto Fvg è stato apripista a livello nazionale.

La benedizione delle macchine agricole.

La 22ma Foglia d’oro istituita dal Comune collinare è stata poi consegnata dal sindaco Comis a Dino Tuzzi, da sempre alfiere del volontariato, tanto da aver fondato, all’indomani del terremoto, e presieduto per molti anni, la sezione dei donatori di sangue. Tuzzi è stato anche apprezzato consigliere e assessore comunale e continua ad assicurare la sua presenza preziosa in paese, anche collaborando costantemente nell’ambito delle attività parrocchiali.
Premiazioni salutate da calorosi applausi, mentre cominciava a essere servito il pranzo preparato dalla trattoria di Flavia Ambrosi – molto lodato il pollo farcito con uva e mele – accompagnato con i prestigiosi vini, bianchi e rossi, prodotti negli ordinatissimi vigneti che vanta il Collio di Dolegna. Anche questa, dunque, una Giornata del Ringraziamento da iscrivere nell’Albo d’oro del paese in riva al Judrio, sebbene abbia concluso un’annata tutta particolare per le citate difficoltà. E ora arrivederci al San Martino 2024. La piccola, grande Dolegna saprà essere ancora protagonista!

Alcuni dei commensali.

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In copertina, Marta Venica consegna a Tiziano Venturini per le Città del vino Fvg il Falcetto d’oro della Coldiretti di Dolegna presente il vice Maurizio D’Osualdo.