Buttrio (con il Pignolo) oggi ricorda Girolamo Dorigo grande innovatore della moderna vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Non si è ancora spenta l’eco della riuscitissima cerimonia per l’apertura ufficiale del Museo della cività del vino del Friuli Venezia Giulia, che a Buttrio si affaccia una nuova iniziativa (la terza) collegata alla importante realizzazione storico-culturale dedicata al mondo della vite. Oggi, infatti, si terrà il già annunciato incontro dedicato al Pignolo, uno dei vitigni autoctoni più pregiati e che fortunatamente, con lungimiranza, il Friuli ha saputo salvaguardare. Ma anche, e soprattutto, al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti assoluti della storia delle viticoltura regionale, grande pioniere e innovatore, anche per quanto riguarda la produzione spumantistica con metodo classico. L’appuntamento è alle 19, a villa di Toppo-Florio, la sede che la civica amministrazione – con la regia del sindaco Eliano Bassi e dell’assessore Tiziano Venturini – ha appunto scelto per ambientare il bellissimo Museo.
“L’importanza di essere Pignolo” hanno opportunamente intitolato l’incontro gli organizzatori, riferendosi ovviamente al nome del vino che sarà illustrato e degustato, ma anche al vitivinicoltore scomparso a 89 anni nella scorsa primavera, tante erano la precisione, la cura e la tenacia nel portare avanti il progetto aziendale nell’ambito del Vigneto Fvg, che oggi si trova a esserne continuatore il figlio Alessio, il quale interverrà all’incontro assieme a Giulio Colomba, giornalista, Stefano Trinco, enologo, e Claudio Fabbro, agronomo e storico della viticoltura regionale, autore di un efficace “ritratto” di Girolamo Dorigo, oltre che dello stesso Pignolo. Gli interventi saranno moderati da Matteo Bellotto, l’esperto che in queste settimane conduce le Grandi Verticali delle Città del vino Fvg che, dopo le degustazioni comparate di Corno di Rosazzo e Buttrio stessa, approderanno domani all’Enoteca Serenissima di Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata del Gran Premio Noè.
«Con Girolamo Dorigo – aveva scritto Renato Paglia, presidente dell’Ais Fvg, appena saputo della morte del grande viticoltore – il Friuli perde uno dei padri della moderna viticoltura. Anche grazie a lui l’enologia regionale è salita sui palcoscenici internazionali dei vini di qualità. Dorigo – arrivato al mondo del vino da un’altra professione – ha saputo interpretare al meglio il significato dell’allevamento della vite e della tutela del territorio. Dal cru di Montsclapade ha saputo estrarre vini di altissima qualità e perfezione organolettica valorizzando le colline a sud della denominazione Friuli Colli orientali come particolarmente vocate alle uve a bacca rossa. Assieme ad altri illuminati vignaioli ha messo intelligenza ed entusiasmo anche nella creazione del marchio Talento per i vini spumanti con metodo classico. Girolamo Dorigo resterà una figura indelebile dell’enologia non solo regionale». Poche ma efficaci parole quelle del leader dei sommelier, che ci donano la “fotografia” esatta di un uomo che, con intelligenza e caparbietà – pignolo, appunto – ha contribuito a rendere grande il Vigneto Fvg in Italia e nel mondo. E proprio per questo merita riconoscenza, per cui benissimo ha fatto Buttrio – paese che ha significato tanto nel suo impegno vitivinicolo – a organizzare, proprio nell’ambito della inaugurazione del Museo della civiltà del vino, il ricordo di questo indimenticabile vignaiolo. Facendolo, altresì, con un vino fra i più amati da Girolamo Dorigo, tanto da costituire un'”architrave” del suo progetto che rimarrà scritto a chiare lettere nella storia della viticoltura friulana.

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In copertina, Girolamo Dorigo orgoglioso di mostrare una magnum con il suo grande e inimitabile spumante metodo classico.

Viticoltura biologica, a Corno di Rosazzo domani mattina una riflessione tecnica al termine di un’annata difficile

(g.l.) “Viticoltura biologica. Che cosa si impara dalle annate difficili”: questo il tema, molto importante, che sarà sviluppato domani mattina, con inizio alle 9.30, nel salone dei Cavalirs a Villa Nachini Cabassi (dove ha sede anche il Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli orientali e Ramandolo), a Corno di Rosazzo. Nell’occasione, sarà presentato il progetto finanziato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia tramite l’Ersa, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, con partner scientifico l’Aiab, la sezione Fvg dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica.
Numerose e interessanti le relazioni che saranno presentate durante la mattinata, dopo il saluto introduttivo di Cristina Micheloni, agronomo e presidente Aiab Fvg. Aprirà la serie degli interventi Enzo Mescalchin, già coordinatore dell’Unità agricoltura biologica presso la Fondazione Mach (Elementi essenziali nella gestione della peronospora e della flavescenza dorata in viticoltura biologica); seguirà Stephane Becquet, responsabile del settore vino biologica di Itab (Institut techinique de l’Agriculture biologique) sul tema: Com’è andata la stagione 2023 per la viticoltura francese. Quindi Davide Mosetti, agronomo e tecnico esperto in viticoltura, presenterà Osservazioni e insegnamenti sulla gestione della peronospora in Friuli Venezia Giulia. Seguiranno Federico Tacoli, tecnico Aiab Fvg (Un’esperienza di contenimento della flavescenza dorata), e Antonio Noacco, tecnico Uni.Doc Fvg (L’aiuto che la biodiversità porta al vigneto biologico). Seguirà il dibattito, quindi le conclusioni dell’importante e sicuramente proficua mattinata di studio su un’annata che, a causa delle particolari condizioni meteorologiche (anche molto gravi), sarà ricordata fra le più difficili da gestire da parte di vignaioli e tecnici.

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In copertina, vigneti friulani in tenuta invernale; qui sopra, villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo.

 

Lo Schioppettino di Prepotto e Cialla questa sera in tv con Albana, Castelmonte e altre bellezze in riva al torrente Judrio

(g.l.) Lo Schioppettino di Prepotto, con le bellezze di questa piccola ma famosa Città del vino attraversata dal torrente Judrio, approda questa sera sul piccolo schermo. Su Tv12, alle 21.15, andrà infatti in onda uno special dedicato a questo lembo dei Colli orientali del Friuli – anzi, il più orientale, visto che è proprio confinante con il Collio di Dolegna e con la Slovenia -, rinomato per i suoi vini di grande qualità, prodotti da vignaioli competenti e appassionati, ma soprattutto per lo Schioppettino, sia di Prepotto come tale che della più a nord frazione di Cialla, sulle colline che introducono alla salita per Castelmonte, dove sorge uno dei Santuari mariani più ricchi di storia e frequentati del Triveneto. Orgogliosa di questa puntata è Mariaclara Forti, la quale non perde occasione per valorizzare quanto di bello offre la sua comunità, a cominciare proprio dai vini e dallo Schioppettino, diventato anche “pretesto” per un riuscito concorso letterario che ogni anno trova coronamento nel Castello di Albana. «Oltre alla ricca e sempre allettante offerta enogastronomica – sottolinea il sindaco – c’è molto altro da vedere in questa meravigliosa valle, per cui invito a guardare lo special tv». Un invito, insomma, a scoprirlo proprio grazie il programma che sarà trasmesso questa sera in televisione. Un piccolo, grande Comune che ha tante cose da dire e da mostrare al Friuli intero e all’Italia. Buona visione a tutti!

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In copertina, due bellissimi grappoli di Schioppettino (Ribolla nera) il vanto di Prepotto e Cialla.

Riapre la storica Enoteca Serenissima per ospitare il Gran Premio Noè targato 2023

Ritorna a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè, la prestigiosa rassegna nata quasi sessant’anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione 2023 – organizzata dal Comune con il supporto della Regione – si terrà nei giorni 1, 2 e 3 dicembre nella cornice della storica enoteca La Serenissima che riapre per l’occasione. L’edizione di quest’anno sarà dedicata alle tre varietà autoctone a bacca rossa regionali Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. La manifestazione vuole offrire l’opportunità di valutare il cambiamento che c’è stato in questi ultimi 45 anni, con l’affermazione seppur di nicchia di questi vitigni.

Cerimonia del Gran Premio Noè in Teatro.


In apertura del Noè, venerdì 1° dicembre, alle 19.30, nell’enoteca si terrà – come si spiega in dettaglio nell’articolo precedente – la degustazione verticale di Friulano del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i vini Friulano giovani e d’annata delle aziende Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Sabato 2 sarà la giornata dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia, e il suo popolo. La giornata di sabato si concluderà con l’appuntamento musicale delle 19 con “Jazz Trick” a cura di Complotto Adriatico, Walter Sguazzin e Francesco Ivone in un mix musicale con Ableton push e la tromba per un risultato dall’atmosfera lounge molto newyorkese.
Infine domenica, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 21.30, sabato dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, l’ingresso dell’Enoteca Serenissima nello storico palazzo dei Provveditori Veneti a Gradisca.

Le Grandi Verticali, ora Città del vino Fvg a Gradisca con protagonista il Friulano

Grandi Verticali ora a Gradisca d’Isonzo. Prosegue, infatti, il progetto delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione assieme alle Pro Loco di Buri Buttrio, Manzano e Mitreo di Duino Aurisina. Tocca al Friulano (da uve di Tocai) nel prossimo appuntamento (terzo del calendario), in programma, come anticipato ieri, nella Città del Vino isontina – nel contesto del Gran Premio Noè – all’Enoteca Serenissima, venerdì 1 dicembre, alle 19.30. Condurrà, come avvenuto nelle prime tappe di Corno di Rosazzo e di Buttrio, il wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto, guidando all’assaggio i vini delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il Consorzio Montasio. Costo 35 euro, iscrizioni contattando la Pro Loco Manzano, info@prolocomanzano.ud.it, telefono 391.3865981/347.0091764. Questa nuova iniziativa delle Città del Vino della nostra regione attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione.
L’associazione guidata da Tiziano Venturini ha dedicato ogni tappa a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.

Grappoli di Tocai friulano.

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In copertina, il dottor Matteo Bellotto che guiderà le degustazioni anche a Gradisca.

Applausi al Museo della civiltà del vino espressione del “sistema Buttrio” che valorizza il territorio con un click

di Giuseppe Longo

BUTTRIO – C’è il “sistema Fvg” che proprio oggi il governatore Massimiliano Fedriga presenta a Londra. E c’è il “sistema Buttrio” appena decollato e che ha fatto da filo conduttore anche alla inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Anche questa prestigiosa realizzazione rientra, infatti, in quel progetto “ideato per valorizzare le eccellenze del territorio comunale offrendo informazioni e punti di interesse di Buttrio a portata di un click”. Una bellissima cerimonia avvenuta a Villa di Toppo Florio – che, con il suo magnifico parco, fa parte del circuito promozionale – e nelle cui sale ha preso vita questa esposizione permanente di cimeli storici legati alla cultura della vite e del vino che in questo angolo rinomato dei Colli orientali del Friuli trovano collocazione ideale.

Geremia Nonini con Bassi e Venturini.


Un allestimento molto curato e di grande interesse, su progettazione di Enrico Franzolini e Francesco Messina (parte grafica), che propone al visitatore una selezione di ben 3.500 pezzi (vecchi attrezzi di campagna e di cantina, ma anche libri, documenti, manifesti) che riconducono alla donazione fatta al Comune collinare da Geremia Nonini. Il quale è stato applaudito dal folto pubblico e ringraziato ufficialmente, con la consegna di riconoscimenti, dal sindaco Eliano Bassi e dall’assessore alle attività produttive Tiziano Venturini, che è pure leader della sezione regionale delle 37 Città del vino, impegnata in questi giorni nelle Grandi verticali che, dopo il felice esordio a Corno di Rosazzo, hanno fatto da apprezzato “corollario” alla stessa apertura del Museo e che ora danno appuntamento alla prossima tappa, il primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo nell’ambito delle iniziative per il Gran Premio Noè.

L’intervento di Cristiano Degano.

Un settore del folto pubblico.

Il saluto di Marco Benini.

La Giunta di Bassi e Venturini ha, dunque, portato a termine un progetto che era nato ben venticinque anni fa e che attendeva quella sistemazione adeguata arrivata a compimento soltanto adesso. Con un risultato ragguardevole come hanno potuto accertare i visitatori accompagnati dalle documentate spiegazioni di Stefano Cosma, perfetto “cicerone” tra i meandri storici della vitivinicoltura friulana. Il quale, in precedenza, aveva coordinato la cerimonia di presentazione che, dopo il benvenuto del sindaco Bassi, ha visto tra gli altri interventi quelli del professor Mauro Pascolini, del consigliere regionale Roberto Novelli e del presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. Come già annunciato, l’aula polivalente del Museo è stata infatti dedicata alla memoria del giornalista Isi Benini – commosso il figlio Marco, che ha ringraziato di cuore per la sensibilità dimostrata da Buttrio nei confronti del padre -, da tutti ricordato come il “cantore” delle eccellenze della enogastronomia Made in Fvg. E nei vari interventi è stato sottolineato il valore della realizzazione espositiva che si inserisce a meraviglia nel ricordato “sistema Buttrio” e quindi nell’insieme di proposte che, attingendo alle bontà agroalimentari della nostra terra a cominciare proprio dai vini, offre un “volano” imprescindibile per la promozione del turismo nell’area collinare ma più in generale nell’intera regione. In quella che Ippolito Nievo giustamente definì “piccolo compendio dell’Universo” e che, proprio per queste caratteristiche – in poche decine di chilometri si va dalla montagna al mare, passando per colline meravigliose che regalano vini eccezionali – è sempre di più meta di importanti flussi turistici sia italiani che stranieri.

La benedizione dei locali.

Venturini con Floriano Zambon.

Al termine della cerimonia – che ha visto la partecipazione, fra i molti ospiti, anche dell’ex presidente nazionale delle Città del vino, il coneglianese Floriano Zambon, del leader della Doc Friuli Stefano Trinco, del consigliere regionale Massimo Moretuzzo, di Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani (che vide proprio Benini fra i suoi più convinti e appassionati fondatori) e del presidente delle Pro Loco Fvg Valter Pezzarini – è seguita la tradizionale cerimonia del taglio del nastro alla porta d’ingresso della importante raccolta museale, dopo la benedizione impartita dal parroco di Buttrio. Al termine, conclusa la visita ai locali, un sontuoso rinfresco accompagnato dai prestigiosi vini di Buttrio. Quelli che hanno contribuito a rendere famoso il Friuli nel mondo e che sono espressione della storia raccontata proprio dal Museo allestito a villa di Toppo Florio, dove storia, cultura e tradizione s’incrociano offrendo un quadro efficace e coinvolgente della viticoltura di ieri e di oggi, dalla barbatella al vino imbottigliato. I complimenti che si sono sentiti nell’occasione – e indirizzati prima di tutto al sindaco Bassi e all’assessore Venturini, ma anche al presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – sono ampiamente meritati.
E dopo la riuscita verticale dedicata al Merlot, di cui si è fatto cenno, ecco un altro importante appuntamento sempre quale “corollario” all’apertura del Museo: giovedì 30 novembre, alle 19, ci sarà infatti il penultimo appuntamento dal titolo “L’importanza di essere Pignolo”, una serata dedicata al pregiato rosso autoctono ma soprattutto al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei grandi protagonisti del rilancio della vitivinicoltura regionale, con relativa degustazione. Ma di questo avremo occasione di parlare, prossimamente, in modo più approfondito.

La visita guidata da Stefano Cosma.

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In copertina, il taglio del nastro all’ingresso del Museo del vino da parte del sindaco Eliano Bassi e del donatore Geremia Nonini.

(Foto anche di Claudio Fabbro)

“VitignoItalia”, il Consorzio Doc Friuli con Trinco ieri all’anteprima di Napoli

Anteprima, ieri, di “VitignoItalia” a Napoli. Anche il Consorzio Doc Friuli era presente per il secondo anno consecutivo a uno dei più importanti appuntamenti di settore a livello nazionale. Giunta alla sua diciottesima edizione, Anteprima VitignoItalia è la manifestazione che riunisce 500 tra le migliori etichette delle più note cantine e e dei più importanti consorzi vitivinicoli italiani, nella prestigiosa cornice dell’Hotel Excelsior di Napoli. Un’intera giornata dedicata a degustazioni e incontri con i produttori per conoscere le eccellenze enologiche italiane.

Il Consorzio Doc Friuli ha, dunque, partecipato anche quest’anno all’Anteprima di novembre con una selezione dei vini più rappresentativi del territorio, prodotti da dieci aziende: la Ribolla gialla spumante brut Metodo classico, il top della piramide produttiva, la cui prima citazione “ad uso Sciampagna” risale ad un’esposizione tenutasi a Gorizia nel 1853. Inoltre, gli autoctoni Friulano e il Refosco dal peduncolo rosso, per secoli considerato il vino rosso per antonomasia del Friuli. Infine, l’internazionale Sauvignon che ha trovato una terra d’elezione nella nostra regione. Una tappa fondamentale per promuovere le etichette Doc Friuli anche nel sud Italia.
«L’anno scorso abbiamo ottenuto ottimi riscontri – sottolinea il presidente Stefano Trinco -, Napoli è una città in fermento che, grazie al traino del turismo e del calcio, sta diventando una delle mete italiane da riscoprire anche dal punto di vista dell’enoturismo, che qui trova un fiorente sviluppo». Le degustazioni sono state riservate sia agli operatori di settore che al pubblico. Il Consorzio ha già programmato la partecipazione anche all’evento principale “VitignoItalia” che si terrà dal 2 al 4 giugno 2024.

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In copertina, una degustazione di Sauvignon; all’interno, il presidente Trinco con la cantautrice Malika Ayane e lo stand della Doc Friuli a VitignoItalia.

Stasera le latterie di Marsure e Palse concedono il bis in centro a Pordenone

Le latterie di Marsure e Palse a Pordenone concedono il bis! Oggi, 25 novembre, con un focus sui prodotti caseari ideali per i regali di Natale sarà infatti nuovamente protagonista al Coop Corner il progetto Fildilat che riunisce le cooperative delle due località della Destra Tagliamento. Appuntamento, pertanto, dalle 18 alle 19.30 con tante delizie al Coop Corner di Confcooperative Pordenone in Corso Vittorio Emanuele II, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica. Uno spazio messo a disposizione da Concentro all’interno del progetto della Camera di commercio Pordenone Udine “Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese”.

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In copertina, ecco lo stand delle latterie di Marsure e Palse al Coop corner di Pordenone.

Civiltà del vino, Buttrio inaugura il Museo rendendo omaggio a Isi Benini “cantore” inimitabile dell’enogastronomia friulana

di Giuseppe Longo

Quella di domani, 25 novembre, è una data che Buttrio dovrà inserire nell’Albo d’oro dei suoi ricordi. Città del vino di lungo corso e area fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli, vivrà infatti il suo momento senza dubbio più qualificante per quanto riguarda la storia e la cultura vitivinicola con l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia, allestito a Villa di Toppo-Florio che già di per sè è un “tempio” della vite e del vino, visto che proprio qui si tiene ogni anno, alla fine della primavera, la più antica Fiera enologica di casa nostra, se non addirittura, come pare, dell’Italia intera.
Ma c’è anche un altro particolare a rendere speciale questa giornata: l’intitolazione della sala polifunzionale del Museo stesso alla memoria di Isi Benini, il giornalista nato a Moggio Udinese nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, giustamente ricordato come il “cantore”, inimitabile, delle eccellenze enogastronomiche della nostra terra, che seppe promuovere con tenacia, competenza ed efficacia attraverso uno stile di informare coinvolgente e appassionato che si espresse in modo sublime soprattutto attraverso quella meravigliosa rivista in carta patinata chiamata “Il vino” che, ancora ragazzo, sfogliavo e leggevo con grande avidità. Il direttore Benini sapeva, infatti, “dosare” gli argomenti in modo che suscitassero nel lettore curiosità e interesse, voglia di imparare qualcosa di nuovo attorno all’affascinante mondo dell’enologia friulana che in quegli anni di boom economico cominciava a dare i suoi frutti migliori, grazie al rinnovo dei vigneti e all’applicazione di tecniche innovative in cantina, pur senza perdere di vista la tradizione e i vecchi insegnamenti. Ma anche grazie alla nascita delle denominazioni di origine, come appunto i Colli orientali istituiti, per secondi in regione dopo il Collio, nel 1970.
Una grande giornata, dunque, per rendere omaggio anche a questo indimenticabile giornalista, vulcanico ed estroverso, simpatico e di grande compagnia (il sangue romagnolo!), al quale si deve anche la creazione e il lancio del Ducato dei vini friulani – proprio da lui, alla fine degli anni Ottanta, ebbi il privilegio di ricevere il collare rosso di nobile onorario, con il classico sorso di Picolit – e delle iniziative allo stesso collegate, come il fortunatissimo tour di Asparagus. Per cui ha fatto proprio bene, anzi di più, Buttrio a ricordarsi di Isi Benini intitolandogli la sala principale di un Museo pubblico, perché voluto e creato, dopo anni di lavoro e di impegno, dal Comune collinare, che da domani soltanto questo paese potrà vantare. Possono, senza ombra di dubbio, farne motivo di orgoglio il sindaco Eliano Bassi e l’assessore alle attività produttive e turismo, Tiziano Venturini, che è anche leader delle 37 Città del vino del Friuli Venezia Giulia, a cominciare appunto da Buttrio. E con loro anche la Pro Buri di Emilio Bardus che ha assicurato la sua preziosa collaborazione.
La cerimonia di domani mattina comincerà alle 10.15, appunto a villa di Toppo-Florio, e questa sarà il momento focale di un insieme di iniziative e di proposte che hanno fatto e faranno da “corollario” all’apertura del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. L’ultima delle quali ha preso forma appena ieri sera con la seconda tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino che ha visto, con grande successo, la degustazione, guidata da Matteo Bellotto, dei Merlot di viticoltori famosi di Buttrio che rispondono ai nomi di Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco. Ma prima di questa serata era avvenuta la presentazione del bel libro che Stefano Cosma e Angelo Costacurta hanno dedicato al Tazzelenghe, grande rosso autoctono salvato dall’oblio. Prossimi appuntamenti giovedì 30 novembre e mercoledì 13 dicembre, riservati rispettivamente al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti del rilancio della vitivinicoltura friulana, e alla “ponca”, la preziosa terra che ci regala i meravigliosi vini dei Colli orientali. Ma di questi nuovi appuntamenti parleremo al momento opportuno. Per ora assaporiamo questo felicissimo momento per il Vigneto Fvg che vede inaugurare la “casa” della sua cultura. Della sua civiltà!

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In copertina, Isi Benini il giornalista scomparso nel 1990 che sarà ricordato domani a Buttrio all’inaugurazione del Museo della civiltà del vino.

Quando Buffalo Bill giunse anche a Udine e a Trieste: la rievocazione oggi al penultimo Colloquio Felluga a Rosazzo

Buffalo Bill grande protagonista oggi all’Abbazia di Rosazzo. Alle 18 è in programma, infatti, il penultimo appuntamento della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, rassegna curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti, con l’interpretazione scenica di e con Valerio Marchi, intitolata “Buffalo Bill. Storia e leggenda tra due continenti”. A rendere ancora più affascinante la narrazione teatrale, vedremo la partecipazione di Michela Marchi, voce narrante, e dei musicisti Alessio e Giuliano Velliscig.

Michela Marchi


Dietro lo pseudonimo di Buffalo Bill, c’è il colonnello americano William Frederick Cody: rider del Pony Express, scout di carovane e dell’esercito americano, guerrigliero, spia, diventa popolare soprattutto come sterminatore di bisonti per sfamare gli operai della ferrovia in costruzione dal Kansas al Pacifico. Eroe, inoltre, nella Guerra civile americana, esploratore di Custer nel 7° Cavalleria, Medaglia d’onore del Congresso, deputato del Nebraska, accumula una fama che oscilla tra verità storica e leggenda. Dopo aver impersonato se stesso in teatro per undici anni, dal 1883 assurge a protagonista del Wild West Show, il cui impatto sul grande pubblico, preparato da un uso sapiente e capillare degli strumenti mediatici del tempo, segnerà l’immagine di quell’Ovest americano che il cinema, i fumetti e la pubblicità consacreranno nella rappresentazione dell’epopea western.
Con il Wild West Show Buffalo Bill arriva in Europa tre volte; in Italia due, nel 1890 e nel 1906, e in questa seconda occasione anche a Udine e a Trieste, quando già s’intravedono sia il crepuscolo di un’epoca straordinaria, oramai ridotta a spettacolo, sia il graduale declino di una stella mediatica internazionale ante litteram, vittima del proprio personaggio. Eppure, l’entusiasmo delle folle non manca mai, e tuttora quest’uomo dalle tante sfaccettature è una delle figure più celebrate e controverse della storia americana (e di riflesso europea): una storia che possiamo ripercorrere per un lungo tratto, fra parole e musica, proprio attraverso questa icona del passato e, in una certa misura, anche del presente.
La rassegna è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum e il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Alessio e Giuliano Velliscig

Si avvisa che un tratto della Strada Provinciale 109 – Via Abate Geroldo proveniente da Dolegnano, è
CHIUSA per lavori in corso. Per raggiungere l’Abbazia di Rosazzo, si consiglia di intraprendere Via del
Sole proveniente da Case di Manzano o la Strada Provinciale 109 – Via Abate Colonna proveniente da Oleis
di Manzano.
Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.