Anche il Consorzio Uni.Doc Fvg nella gestione del megastand che la Regione allestirà in aprile al Vinitaly 2024

«La presenza della Regione Friuli Venezia Giulia alla prossima edizione di Vinitaly si arricchisce della partecipazione alla gestione del Consorzio Uni.Doc. In questo modo, i rappresentanti delle categorie vitivinicole, con il contributo e il supporto amministrativo di Regione ed Ersa, saranno protagonisti della gestione dello spazio espositivo con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente le imprese». È quanto ha spiegato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ieri a Udine ha illustrato i contenuti di due bandi con cui la Regione Fvg sostiene la partecipazione delle aziende vitivinicole alla più importante fiera di settore italiana, Vinitaly appunto, in programma a Verona dal 14 al 17 aprile del prossimo anno.


«Il 2024 sarà un anno transitorio di sperimentazione di questa collaborazione – ha specificato l’esponente dell’Esecutivo Fedriga – con cui vogliamo affiancare Ersa nella gestione dello stand di Vinitaly, che sarà anche completamente rinnovato. Il bando per accedere ai fondi, circa 1,6 milioni di euro messi a disposizione dalla Giunta regionale, è stato anticipato a dicembre per consentire agli interessati di organizzarsi per tempo per quello che è l’appuntamento più importante per il mondo del vino». Altra novità del 2024 sarà la presenza, al padiglione 6, di una enoteca regionale che presenterà sia le aziende della Collettiva regionale sia quelle esterne ad essa, con una panoramica completa sulle produzioni Fvg.
Il bando, i cui termini si aprono mercoledì 13 dicembre, è dedicato alle imprese agricole da ammettere, in qualità di co-espositori di Ersa, alla Collettiva regionale della Regione Friuli Venezia Giulia e di quelle, tra di esse, da ammettere alle degustazioni assistite e alle sezioni di degustazioni masterclass. La Collettiva regionale della Regione Friuli Venezia Giulia è composta da un numero massimo di novanta imprese agricole co-espositrici di Ersa.
Nel secondo bando, invece, sono stati definiti i criteri e le modalità per la selezione delle aziende che aderiranno alla manifestazione con una propria postazione, sempre all’interno del padiglione che ospita la collettiva regionale, di quelle da ammettere alle degustazioni assistite e alle sezioni di degustazioni masterclass. Sono stati, inoltre, precisati i criteri e le modalità per la concessione, alle aziende selezionate, di un contributo diretto ad abbattere i costi per l’iscrizione e la partecipazione alla manifestazione e alle diverse iniziative. Per le finalità di questo bando sono stati destinati 195mila euro.
Alle imprese agricole della Collettiva regionale verrà riconosciuto un contributo in regime de minimis, diretto ad abbattere fino al 100% il costo di iscrizione alla fiera e di partecipazione allo stand allestito da Uni.Doc Fvg e ai servizi accessori ad esso connessi, per un ammontare compreso tra un minimo di 6.000 euro e un massimo di 13.388,90.

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In copertina, vini in esposizione nel megastand della Regione Fvg in una passata edizione della rassegna.

Quanti riconoscimenti per i vini Doc Collio di Alessio Komjanc!

Nella cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, è avvenuta la presentazione della guida Berebene 2024 edita da Gambero Rosso con la premiazione dei migliori vini per rapporto qualità/prezzo. Totalmente rinnovata, quest’anno la Guida è stata pensata come una carta dei vini ideale che include le migliori etichette a prezzi accessibili. Infatti, i vini sono stati selezionati tra le fasce più basse di prezzo per ciascuna categoria, ma restando sempre ad alti livelli in termini di bontà e piacevolezza. Hanno ricevuto il premio regionale per rapporto qualità/prezzo 21 vini. Per il Friuli Venezia Giulia, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio di Komjanc Alessio, Giasbana di San Floriano, che si è aggiudicato 93/100 punti. Un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento – sottolinea Roberto Komjanc – e accogliamo con grande soddisfazione le congratulazioni che sono arrivate dai curatori della Guida Lorenzo Ruggeri e William Pregentelli. Il nostro Pinot bianco è uno dei vini che ci dà maggiore soddisfazione, per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo infatti anche i Due Bicchieri Rossi nella guida Vini d’Italia 2024 del Gambero Rosso, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, nonché considerato vino top da Winesurf di Carlo Macchi. I nostri prodotti rappresentano l’espressione della cura e dell’impegno che quotidianamente dedichiamo alle vigne”.
A conferma della bontà e qualità dei vini dell’azienda Komjanc, che da poco ha completamente rinnovato le etichette delle sue bottiglie e il packaging, la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della guida Vinibuoni d’Italia 2024, dell’Award Oro di Wine Hunter, quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf.
Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle dalla guida Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla 2022 e Malvasia 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella guida Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali prodotti dall’azienda, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e il Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre il territorio del Collio.

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In copertina, un momento della premiazione del produttore del Collio Alessio Komjanc.

R-Evolution Green, oggi a Pordenone obiettivo sulla montagna da rigenerare

A Pordenone tutto nel segno dell’impegno per la salvaguardia e la valorizzazione delle Terre Alte e delle persone che le abitano, il “Progetto Montagna” – ideato dal Teatro Verdi in condivisione con Cai-sezione di Pordenone e Club Alpino Italiano – propone il secondo appuntamento del nuovo percorso “R-Evolution Green”, un inedito ciclo di incontri pubblici di approfondimento scientifico- divulgativo sui temi legati alla montagna, la sostenibilità ambientale, lo spopolamento delle aree montane e la vita in quota.

Silvio Barbero

Giovann Teneggi

Oggi, il Teatro Verdi di Pordenone ospita alle 18.30, in sala Palcoscenico (ingresso da via Roma), l’incontro “Rigenerare la montagna, rigenerare il paese”. La montagna è un laboratorio straordinario per costruire percorsi del vivere e del co-abitare economico, è un luogo da cui può partire la rigenerazione del modello economico nato dalla rivoluzione industriale. Bisogna però stare attenti alle trappole delle parole insidiose che non fanno bene alla montagna. Attesi ospiti dell’incontro moderato dal giornalista Luca Calzolari, coordinatore del progetto, sono Silvio Barbero, vicepresidente all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, già vicepresidente nazionale Slow Food Italia, e Giovanni Teneggi, community designer e promotore di cooperative di comunità in Confcooperative. Assieme ci condurranno in un viaggio lungo la montagna che cerca e sperimenta pratiche d’innovazione, anche attraverso la ricerca di un linguaggio esatto, e può essere modello per il Paese. Tutti gli incontri godono di un’introduzione musicale di Nicola Milan alla fisarmonica – Orchestra da Camera di Pordenone – con letture sceniche di Antonio Pauletta.
Il progetto del Teatro Verdi R-Evolution si avvale della collaborazione del Cai, di Uncem e Fondazione Dolomiti Unesco, con il sostegno di Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone-Udine e il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti Fvg.

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In copertina, uno scorcio della montagna in Val Tramontina nel Pordenonese.

Spirito di vino, quando vincono arte e ironia. E ora il debutto di (Eno)Satira a Vipacco nello spirito di Go!2025

A Gorizia, vincono l’arte e l’ironia con Spirito di Vino: i talenti di artisti provenienti da tutto il mondo illuminano la 24ma edizione. Ieri mattina, al Comune di Gorizia, è stata presentata Spirito di Vino 2023 con l’annuncio di eventi eccezionali che promettono di unire arte satirica, cultura enologica e intrattenimento di qualità. All’incontro presente Fabrizio Oreti, assessore alla cultura ed eventi culturali assieme alla presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga – intervenuta con il direttore Massimo Del Mestre -, che ha presieduto l’evento, annunciando la conclusione della 2ma edizione di Spirito di Vino, il concorso internazionale di vignette satiriche sul mondo del vino. Le premiazioni si terranno il 15 dicembre, alle 17, a Palazzo Krainer a Gorizia.


“Spirito di Vino è un progetto vincente, perfettamente in linea con Go! 2025. Per la Capitale europea della Cultura vogliamo che il territorio sia protagonista, quindi questa iniziativa diventa quanto mai strategica. Il Movimento Turismo del Vino Fvg sarà un partner fondamentale, per la sua capacità di promuovere il territorio attraverso il vino”, ha rimarcato l’assessore Oreti.
Dopo che la giuria, composta da nomi di rilievo del mondo artistico e culturale – Alfio Krancic, Giorgio Forattini, Emilio Giannelli, Valerio Marini – assieme a illustri nomi del giornalismo, della comunicazione e della grafica: Gianluigi Colin, art and cover editor di “La Lettura” del Corriere della Sera, Franz Botré, direttore della rivista Spirito di Vino, Carlo Cambi, giornalista enogastronomico, Silvestro Serra, direttore del Touring Club italiano, Paolo Marchi, giornalista di Identità Golose, Aldo Colonetti, filosofo, Fede & Tinto, conduttori di Decanter su RaiRadio2, Francesco Salvi, attore, e da Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, ha proclamato le opere vincitrici a Milano, il pubblico potrà ammirarle in una mostra originale e unica, che sarà visitabile fino al 15 gennaio. Sarà l’occasione per vedere come temi di attualità, eventi e avvenimenti storici, sono stati interpretati attraverso la lente sagace e ironica della satira.


La conferenza stampa ha anche offerto una panoramica sul futuro del Movimento Turismo del Vino Fvg, con l’annuncio di un evento inedito e originale: (Eno)Satira. Questo progetto, approvato al Gect Go! 2025 per Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della Cultura, darà vita al primo festival mondiale della satira. Sarà un affascinante percorso che unirà cantine e luoghi simbolici dell’area transfrontaliera, distribuiti tra Italia e Slovenia. Questi spazi ospiteranno le vignette raccolte in 24 edizioni del concorso Spirito di Vino, creando un’esperienza coinvolgente per i visitatori che potranno esplorare le diverse prospettive di artisti e satirici.
L’avventura della satira inizierà con un grande evento nel cortile del Palazzo Lantieri a Vipacco, in Slovenia, attraverserà l’area rurale transfrontaliera e culminerà con il primo “Festival della Satira” in Piazza Lantieri, antistante Piazza Sant’Antonio a Gorizia. Un’occasione straordinaria che unirà la cultura dell’arte e del vino in una cornice storica d’eccezione, coinvolgendo anche i viticoltori locali. Il Movimento Turismo del Vino Fvg si prepara a regalare al pubblico una straordinaria combinazione di satira, arte e cultura enologica, consolidando la sua posizione come promotore di eventi unici e indimenticabili.

Per maggiori informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – 348.0503700
info@spiritodivino.cloud – info@mtvfriulivg.it
www.spiritodivino.cloud – www.mtvfriulivg.it

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In copertina, l’incontro in Comune a Gorizia con l’assessore Oreti presenti Elda Felluga e Massimo Del Mestre.

Confcooperative Fvg, coltivare il mare con la pesca sostenibile: gli scopi del progetto oggi in un convegno a Marano

Con il completamento della posa di 64 strutture artificiali sommerse, al largo di Lignano Sabbiadoro, si è conclusa la parte più impegnativa del progetto “Upi – Unità Produttiva Ittica” realizzato da Confcooperative Fvg su un’idea del consorzio Cogepa, con un sostegno europeo pari a 570mila euro, erogato dalla Regione Fvg tramite il fondo Feamp 2014-2020. Scopi e risultati attesi saranno illustrati dai protagonisti, oggi 5 dicembre, a Marano Lagunare (in Pescaria Vecia), a partire dalle ore 16.30.
Dopo l’introduzione del presidente regionale di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, il progetto sarà descritto da Giovanni Dean, di Confcooperative FedAgriPesca Fvg. Ai partner del progetto è stato affidato il compito degli approfondimenti durante una breve tavola rotonda alla quale parteciperanno: Riccardo Milocco, presidente del Consorzio di pescatori Cogepa, che avrà il compito di gestire le Upi; il progettista Guido Beltrami; Pietro Gentiloni del Cirspe e Claudio Franci di Bio-Res. Walter De Walderstein, responsabile scientifico del Consorzio Cogiumar, porterà una panoramica di altre strutture simile presenti in Friuli Venezia Giulia. Gli interventi conclusivi sono stati affidati all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, e al coordinatore del Settore pesca e acquacoltura di FedAgriPesca Fvg, Achille Ghenda.

Per sostenere il settore regionale della pesca e aumentare la biodiversità marina, a 9 e a 14 metri di profondità, rispettivamente a circa 2 e 3 km al largo di Lignano Sabbiadoro, sono stati immersi gli “scogli” artificiali realizzando due aree circolari che avranno lo scopo di offrire riparo e vita per pesci, molluschi e crostacei. La porzione di mare afferente al progetto, costantemente monitorato, investe una superficie di circa 800 ettari. Si tratta di un modello innovativo di gestione delle risorse marine e della pesca, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Non si deve dimenticare, infatti, lo stato di crisi del comparto regionale, sia a causa della riduzione del pescato che delle flotte dedicate. Una crisi che colpisce soprattutto la pesca artigianale in conseguenza della mancanza di risorse ittiche, della riduzione dei “nutrienti”, dei cambiamenti ambientali e dell’invasione di specie “aliene”.
«Favorire il ripopolamento delle nostre acque significa dare prospettive concrete alla diversificazione delle attività legate alla gestione della risorsa mare che, in futuro, saranno sempre più importanti come il pescaturismo e l’ittiturismo – sottolinea Milocco -. Per rispondere alle sfide che la pesca ha davanti e per favorire il rinnovamento generazionale rendendo la professione più attrattiva per i giovani, i pescatori hanno l’esigenza di integrare la tradizionale attività di pesca con nuove fonti di reddito. Progetti come questo, insomma, possono davvero far fare quel passo nel futuro a tutto il comparto, dando continuità alla filiera della pesca nella nostra Regione, nei prossimi anni».
Le piramidi sono “protette” dalla pesca a strascico da apposite strutture posizionate sui fondali. Come detto, l’intervento ha lo scopo di aumentare le superfici sottomarine solide con degli scogli “artificiali” ottenendo un effetto protettivo per il pesce di taglia piccola e di aggregazione per la fauna ittica in generale, aumentando così anche la presenza della specie ittiche pregiate: spigole, orate, ombrine, sogliole, triglie di scoglio, come già verificato dai risultati dei primi monitoraggi, a 90 giorni dalla posa.
In futuro, ci si aspetta di vedere aumentare la presenza e la biodiversità ittica con la presenza di altre specie come saraghi, corvine, scorfani e anche qualche astice, tipiche dei fondali rocciosi e con apprezzabile valore commerciale. Nell’area di mare considerata, l’attività di pesca artigianale verrà condotta direttamente dai pescatori (“coltivatori del mare”), grazie a un regolamento di gestione redatto dal Cogepa, verificando costantemente quantità e qualità dei prelievi. Durante l’incontro maranese, il progetto verrà presentato anche tramite la proiezione di un filmato illustrativo realizzato dalla cooperativa Varianti di Udine.

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In copertina, pesca tradizionale a Marano Lagunare e all’interno la posa di tecno reef a Lignano.

(Foto Cooperativa Varianti)

Gradisca, dopo la superverticale dedicata al Friulano, oggi finalissima per il Noè protagonisti Schioppettino e Tazzelenghe

(g.l.) Finalmente una buona, anche se fredda, giornata per gli ultimi appuntamenti con il Gran Premio Noè, a Gradisca d’Isonzo. Nell’ambito della manifestazione, che è uno degli avvenimenti di punta della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, venerdì sera ha riscontrato un vero e proprio successo di partecipazione, oltre ad aver suscitato un notevole interesse, la terza tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino Fvg, organizzate assieme alle Pro Loco Buri di Buttrio, di Manzano e Mitreo di Duino Aurisina.

Le bottiglie di Friulano in degustazione.


Bilancio più che positivo, dunque, per questa superverticale dedicata al Friulano – da uve di Tocai – nella Città del Vino isontina, nella storica cornice dell’Enoteca Serenissima. Una serata sapientemente condotta dal wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto con le etichette delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Ricordiamo che questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano invece costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa, nel programma messo a punto dall’associazione guidata da Tiziano Venturini, è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo è la “chiave di lettura” delle serate e viene scandito da una grande clessidra.

Schioppettino

Tazzelenghe

E veniamo al gran finale della rassegna, dopo la importante giornata di ieri che ha visto anche la consegna di numerosi e importanti riconoscimenti. Stamane, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo pregiato vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli che a Prepotto e a Cialla esprimere tutte le sue potenzialità. Nel pomeriggio, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe, abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, un momento della Verticale di Friulano guidata da Matteo Bellotto.

Cuore caseario pordenonese questa sera protagonista al Coop Corner con FildiLat delle Latterie di Palse e Marsure

Dicembre ricco di appuntamenti per le aderenti a Confcooperative Pordenone con due progetti nel centro cittadino: l’ultimo mese del Coop Corner e la novità della casetta natalizia in piazza XX settembre con un progetto di regali solidali che coinvolge le cooperative sociali.
Partendo dal Coop Corner il bilancio è molto positivo: in corso Vittorio Emanuele II – nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica – a partire da luglio si sono avvicendate una ventina di cooperative le quali hanno dato vita a una settantina di eventi in cui si sono aperte e raccontate al territorio. “Uno spazio – commenta Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – messo a disposizione da Concentro all’interno del progetto della Camera di commercio Pordenone Udine Le Associazioni di Categoria raccontano le imprese. Ringraziamo per questa opportunità offertaci. Opportunità che le cooperative partecipanti hanno saputo cogliere al volo, interpretandone il senso di una vera e propria vetrina in centro città per raccontare quanto di giusto e buono realizzano con le proprie attività”.


Dicembre vedrà i seguenti appuntamenti. Oggi, dalle 18.30 alle 19.30, FildiLat delle Latterie di Palse e Marsure presenta “Cuore caseario pordenonese”, idee regalo con formaggi espressione dell’arte casearia locale. Lunedì 4, 11 e 18 dicembre “Presentiamoci – Le cooperative incontrano…”. Il 4 dicembre alle 16.30 L’accesso al credito delle imprese cooperative con Finreco – Finanziaria Regionale della cooperazione. Lunedì 11 dicembre alle 16.30 La ricerca e selezione del personale con Cooperjob – Agenzia per il lavoro. Lunedì 18 dicembre alle ore 16.30 il welfare integrativo con Cooperazione Salute.
Mercoledì 8 dicembre dalle 10 alle 12.30 mostra dei presepi realizzati dagli utenti del Laboratorio socio-educativo della Cooperativa Sociale Il Giglio (mostra che rimarrà allestita nel Corner per tutto il mese). Il 15, 16 e 17 dicembre Sinergy360 presenta i suoi servizi di progettazione di interni e ristrutturazioni chiavi in mano. Mercoledì 27 dicembre dalle 10 alle 12.30 sportello del Consorzio Leonardo.
C’è poi il progetto Regali di valore, con un vero e proprio catalogo di regali solidali che le persone possono fare sostenendo a Natale, in questo modo, le cooperative sociali locali. Il catalogo si può trovare proprio al Coop Corner e nel progetto sono coinvolte le cooperative Futura, Il Granello, Il Piccolo Principe, Nuovi Vicini, Polinote, Gioco Magico e Baobab. Quattro di queste realtà (Futura, Nuovi Vicini, Il Piccolo Principe e Il Granello), come detto, hanno inoltre dato vita a una novità: La Casetta di Natale. Per la prima volta Confcooperative è infatti presente a Pordenone in piazza XX settembre con una casetta natalizia che sarà aperta da oggi al 24 dicembre. La Casetta dei regali di valore proporrà oggettistica, addobbi natalizi confetture, composte, panettoni, tutti rigorosamente realizzati a mano dagli utenti e soci delle cooperative sociali.
“Un modo – conclude Piccoli – per ricordare a tutti che un Natale diverso, guidato dal cuore, sia possibile sostenendo le realtà che si prendono cura delle persone fragili e svantaggiate, le quali realizzano prodotti di qualità che potranno arricchire i doni di tutti”.

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In copertina, alcune dei gustosi prodotti caseari presentati con il marchio FildiLat.

Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe i “magnifici tre” del vecchio Friuli protagonisti da oggi al Gran Premio Noè

(g.l.) Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, i “magnifici tre” della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente sono stati salvati dall’oblio, saranno i protagonisti della nuova edizione del Gran Premio Noè che comincia proprio oggi, primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo, con punto focale la storica Enoteca Serenissima che riapre soltanto per la importante occasione: la prestigiosa rassegna nata quasi sessanta anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia.


Il Gran Premio Noè 2023 – organizzato dal Comune isontino con il supporto della Regione Fvg – si terrà infatti nei giorni 1, 2 e 3 dicembre e quest’anno sarà dedicato appunto alle tre varietà autoctone a bacca rossa citate che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. Una buona occasione, dunque, per capire ancora una volta quanto sia stata provvidenziale l’iniziativa per salvaguardare questo prezioso patrimonio ampelografico della nostra terra che consente di ottenere tre vini prestigiosi, seppur di nicchia, che qualificano ulteriormente la vitivinicoltura regionale.
Questa sera, alle 19.30, nell’enoteca si terrà l’annunciata degustazione verticale di Friulano – da uve di Tocai – del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i Friulani giovani e d’annata delle aziende gradiscane Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali, guidate da Tiziano Venturini, attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa (questa è la terza, dopo Corno di Rosazzo e Buttrio) è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.
Domani, invece, la giornata sarà dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia appunto, e il suo popolo.


Ultima giornata domenica. Alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino – l’orgoglio di Prepotto e di Cialla -, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, ma alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio del singolare autoctono.
L’Enoteca Serenissima, nello storico Palazzo dei Provveditori Veneti, sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – oggi fino alle 14 e dalle 17 alle 21.30, domani dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca. Un bel programma, insomma: c’è soltanto da sperare nella clemenza del tempo perché, secondo Osmer Fvg, ci sarà un miglioramento appena nella giornata di domenica.

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In copertina, grappoli di Tazzelenghe; all’interno, di Schioppettino e di Pignolo.

Oggi la “carta geografica” di Livio Felluga conclude il viaggio 2023 confermando quanto sia gradita l’intesa vino-cultura

(g.l.) Ultima tappa dell’anno (poi si ricomincerà in primavera) per gli incontri letterari all’insegna della storica “carta geografica” che Livio Felluga, indimenticato patriarca del Vigneto Friuli scomparso sette anni fa, ideò per etichettare i suoi vini. Una formula ormai più che collaudata, ripetendosi con successo da anni, di “intrecciare” i prodotti della vite con la cultura, creando un’intesa perfetta. In un “palcoscenico” eccezionale come quello offerto dalla millenaria Abbazia di Rosazzo.

Livio Felluga

Oggi si conclude, dunque, il 2023 della fortunata rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti. L’appuntamento è come sempre alle ore 18 nella vetusta sede rosacense e vedrà come protagonista lo scrittore, giornalista e critico cinematografico, Gian Paolo Polesini, con il suo ultimo libro “Polle. Il figlio unico”, edito da L’orto della cultura. Si tratta di una simpatica autobiografia in cui, ripercorrendo la storia di una dinastia ormai perduta, il marchese Polesini racconta la nobiltà di un casato “azzerato” dalla Storia. Gian Paolo, ultimo discendente di una famiglia che, dalla metà del Quattrocento al 4 agosto del 1944 – ben tredici anni prima della sua nascita – ha vissuto nella ricchezza, soprattutto nel Settecento, età favorevole all’ascesa sociale dei cinque fratelli Polesini. Un racconto divertente, mai retorico e rispettoso di quella gloria accumulata dalla stirpe di sette secoli, capace di intrecciare anche la Storia, quella drammatica degli istriani esodati. Un viaggio negli anni, dal Settecento quando i Polesini furono insigniti del titolo di marchesi dal doge Paolo Ranieri (1788), agli anni Quaranta quando il padre Benedetto si ritrovò in Russia quale tenente interprete fra gli ufficiali italiani e quelli tedeschi, agli anni Sessanta della villeggiatura gradese, fino al 2023 per un finale aperto guarda caso nuovamente “istriano”.
Ricordiamo che la rassegna è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum e il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Si avvisa che un tratto della Strada Provinciale 109 – Via Abate Geroldo proveniente da Dolegnano, è CHIUSA per lavori in corso. Per raggiungere l’Abbazia di Rosazzo, si consiglia di intraprendere Via del Sole proveniente da Case di Manzano o la Strada Provinciale 109 – Via Abate Colonna proveniente da Oleis.


Tutte le informazioni sul sito
www.abbaziadirosazzo.it
e sulle pagine social

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In copertina, una vecchia etichetta con la riconoscibilissima “carta geografica”.

Ecco il ruolo della “viticoltura biologica” quando nel terreno l’acqua è scarsa ma anche quando piove tanto e ce n’è troppa

Come già annunciato, stamane a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, c’è un incontro tecnico dedicato alla viticoltura biologica, aperto a viticoltori e tecnici, con lo scopo di analizzare assieme l’andamento della stagione e fare tesoro di quanto appreso in un’annata difficile come quella appena conclusa.
«Nonostante le tante voci sulle estreme difficoltà in cui la viticoltura bio verserebbe causa andamento meteo particolarmente sfidante, i dati veri – si legge in un comunicato dell’Aiab Fvg – dicono qualcosa di ben diverso: sia nella gestione della peronospora, quest’anno particolarmente aggressiva a causa delle frequenti piogge, che nei casi di recrudescenza della flavescenza, il biologico si è difeso molto bene! Ciò, dove la viticoltura ha una chiara vocazionalità… ma il biologico è proprio il metodo in grado di esaltarne valenze e qualità… e dove i viticoltori sono preparati, soprattutto nella gestione agronomica del vigneto. Se lo scorso anno – prosegue Aiab – c’è stata evidente dimostrazione di come una razionale gestione “biologica” del suolo possa fare la differenza quando l’acqua è scarsa, quest’anno abbiamo palesi dimostrazioni di come la stessa gestione lungimirante del suolo faccia la differenza quando l’acqua è troppa, quando i patogeni sono favoriti dal clima e non si possa solo fare affidamento sulle molecole di fitofarmaci».
«La viticoltura biologica di successo – aggiunge la nota – considera l’intero sistema e ragiona sul lungo periodo: temi come la già citata gestione del suolo o la presenza di elevata biodiversità all’interno e attorno al vigneto sono parte integrante della strategia per la difesa e non possono essere considerate in modo disgiunto. Proprio di fronte alle difficoltà o a situazioni nuove, la viticoltura biologica usa e produce molta conoscenza, consapevole della rapida evoluzione del contesto legata al clima e alla necessità di essere preparati per l’imprevedibile».
Pertanto, a chiusura di un’altra “annata difficile”, oggi a Corno di Rosazzo saranno condivise osservazioni, esperienze ed evidenze scientifiche di chi fa viticoltura biologica con competenza e visione di sistema, producendo “nuova conoscenza”, l’input di cui il biologico è davvero “intensivo”. Un’approfondita analisi della stagione prenderà spunto, come già riferito ieri, dall’introduzione di Enzo Mescalchin, ricercatore ben noto anche in regione e già coordinatore dell’Unità Agricoltura Biologica presso la Fondazione Mach. Ad ampliare la sfera delle esperienze contribuirà Stephane Becquet, responsabile viticoltura biologica di Itab. A seguire le esperienze di Davide Mosetti, Federico Tacoli e Antonio Noacco ed interventi programmati, assieme a quelli di tutti i viticoltori presenti, di Francesco Degano e Gianluca Gori.

L’evento è organizzato da Edilador srl con il supporto scientifico di AIAB FVG e grazie al sostegno economico di ERSA FVG. La partecipazione è libera e gratuita.