Su Agenda Friulana 2024 anche un’ampia “finestra” dedicata al Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

«”Oro di Ramandolo”. Non poteva essere definito in modo migliore il grande vino bianco, “dolce-non dolce”, tannico, passito, aromatico con una sinfonia di profumi che lo rende unico. E giallo, appunto, come l’oro antico. “Oro di Ramandolo” è il nome che un gruppo di produttori lungimiranti ha voluto dare a una manifestazione che celebrasse questo nettare, orgoglio e vanto dei viticoltori di Nimis che hanno voluto difenderlo tenacemente, ottenendo con fatica, ma alla fine con immensa soddisfazione, la prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Come dire che proprio in questi vigneti coltivati non senza sacrifici – c’è chi l’ha definita “viticoltura eroica”! – sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline più prossime si ottiene un vino che ha avuto il privilegio di essere contrassegnato con il marchio di qualità più prestigioso, cioè la denominazione di origine controllata e garantita».

Prima scheda sul Ramandolo Docg.

Così comincia la prima delle sei schede (che si sviluppano su ben dodici pagine) che ho dedicato al Ramandolo Docg su Agenda Friulana 2024 che Chiandetti Editore ha appena presentato nella sede della Regione Fvg a Udine, dove la sala più grande ricorda l’avvocato Antonio Comelli, illustre figlio di Nimis, assessore regionale all’agricoltura, prima. e presidente della ricostruzione, poi, oltreché uno dei protagonisti della tutela di questo prezioso e inimitabile vino. Un esordio che prende lo spunto dalla manifestazione che, nei giorni della ricorrenza di San Martino, ha richiamato un pubblico foltissimo di enoappassionati, anche dall’estero.
«Un riconoscimento ottenuto – si legge ancora in questa prima scheda dell’ampia “finestra” dedicata dalla storica (nata l’anno del terremoto) pubblicazione annuale della casa editrice di Reana – nell’ormai lontano 2001, dopo un iter legislativo molto complesso, che nel suo ventennale si desiderava festeggiare adeguatamente. Ma l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid o Coronavirus che dir si voglia – i nomi con cui sarà tristemente ricordato il tremendo morbo che ha sconvolto per tre anni le vite di noi tutti – ha impedito ogni iniziativa. Come pure non è stato possibile celebrare il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli – nel cui lembo più settentrionale si trova proprio il “cru” del Ramandolo vegliato dalla storica chiesetta-simbolo di San Giovanni Battista -, la seconda Doc nata nella nostra regione, era il 1970, dopo quella del Collio che aveva fatto da coraggioso apripista all’indomani dell’approvazione della legge istitutiva – la famosa 930 del 1963 – delle denominazioni di origine italiane. Ma al di là dei festeggiamenti mancati – e che, comunque, possono essere recuperati nel venticinquesimo della Docg, quindi fra due anni -, il dato che conta è quello di poter fruire di uno straordinario strumento di tutela che mette al riparo da frodi o sleali concorrenze, riconoscendo altresì i meriti di questi produttori che, pur rimanendo fedeli alla tradizione, hanno saputo soprattutto in questi due decenni crescere e innovarsi, dando vita a un vino fra i più prestigiosi del Vigneto Fvg e che proprio la definizione “Oro di Ramandolo” fotografa nel migliore dei modi. Veramente bravi quanti hanno avuto questa geniale intuizione!».
L’insieme della trattazione va sotto il titolo generale “Il primato del Ramandolo Docg” perché fa appunto riferimento al primo vino della nostra regione contrassegnato dal marchio della Docg, il più importante riconoscimento per il prodotto della vite, a Nimis storica Città del vino Fvg: più tardi sarebbero arrivati il Picolit e i colli di Rosazzo. Quindi ecco le sei schede contrassegnate ognuna da un sottotitolo: “Come l’oro antico”, “Tutto cominciò 40 anni fa”, “La battaglia legale”, “La piramide della qualità”, “La vigna-giardino”, “Un vino che piace a tutti”. E allora buona lettura: Agenda Friulana 2024 si trova in tutte le librerie ed edicole.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo dal quale si ottiene il Ramandolo Docg.

Nasce in Carnia il primo vino friulano senza residui chimici: il Ceviq certifica i “resistenti” di Baldovin a Forni di Sotto

Nasce sulle montagne della Carnia il primo vino friulano senza chimica. L’azienda vitivinicola di Roberto Baldovin, di Forni di Sotto, è infatti quella con la cantina situata alla quota più alta (865 metri slm) dell’intero Friuli Venezia Giulia. Ed è anche quella che, per prima in regione, per il proprio vino, ha ottenuto la certificazione “Residuo Zero”. Un traguardo volontario raggiunto dopo vari anni di sperimentazione legata alla coltivazione dei vitigni resistenti alle principali fitopatie, soprattutto a bacca bianca, e alla produzione biologica (certificata) delle uve. La nuova etichetta: PriMo, sarà in commercio a ridosso del prossimo Natale ed è stata presentata a Pradamano, nella sede del Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità), l’ente che ha certificato la completa assenza di residui di fitofarmaci di sintesi nel vino di Baldovin.

Baldovin riceve l’attestato da Zorzettig presenti Bertolami e Coradazzi.


«In seguito ai nostri prelievi e alle analisi chimiche multiresiduali per la ricerca di ben 600 molecole chimiche effettuata presso laboratori validati secondo le normative di legge – spiega Germano Zorzettig, presidente di Ceviq – il certificato dei risultati dice proprio: Zero Residui». «Per il Ceviq e per le aziende agroalimentari, la certificazione “Residuo Zero” è senz’altro da prendere in considerazione in relazione agli obiettivi di sostenibilità che ogni impresa deve raggiungere e, perché no, trasformare in nuove opportunità di mercato – sottolinea Michele Bertolami, direttore di Ceviq -. Infatti, sul tema, già da due anni abbiamo in corso una serie di sperimentazioni con una ventina di viticoltori regionali, in accordo e collaborazione con Unidoc Fvg».
La pionieristica avventura enoica di Baldovin è iniziata nel 2015, a Forni di Sotto, un territorio montano che, prima di lui, non aveva mai visto maturare i grappoli. La scelta di coltivazione, per ora, è caduta sulle varietà resistenti a bacca bianca e che, dunque, fin dall’impianto presentano meno necessità di trattamenti di difesa chimica. Ma sono già in studio e sperimentazione anche alcune varietà resistenti a bacca rossa. Un primo tassello di un mosaico che vuole raccogliere una rete di imprese (zootecniche comprese) attorno alla creazione di un Biodistretto comunale di circa 150 ettari, come illustrato dal sindaco di Forni di Sotto, Claudio Coradazzi.

Scorci della zona viticola fornese.

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In copertina, immagini di vigneti d’alta quota sotto la neve a Forni di Sotto..

“Disegnare l’acqua”, oggi debutta VinArte il progetto che coniuga terra e cultura nella cantina Lis Neris di San Lorenzo

Nuovo nato in casa Lis Neris, il progetto VinArte – realizzato con la collaborazione dell’associazione culturale QuiAltrove – coniuga la passione per la terra e la produzione agricola dell’antica famiglia di produttori vinicoli con quella per l’arte e la cultura. Il lavoro millenario dell’uomo in campo, osservatore attento e paziente, cesellatore fine e armonioso, ben si incontra nell’azienda di San Lorenzo Isontino con l’opera dell’artista che più di tutti è riuscito a dare forma e visibilità all’acqua, condizione fluida per eccellenza, Serse Roma. La sua mostra di opere “Disegnare l’acqua” – primo appuntamento della rassegna che inaugura anche la nuova ala che l’azienda ha interamente destinato al progetto – è stata presentata in una vernice stampa alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, con il padrone di casa, rappresentante di quarta generazione di Lis Neris, Alvaro Pecorari, l’operatrice culturale, già assessore provinciale alla cultura e già presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, e lo stesso artista.


La mostra – che sarà inaugurata ufficialmente stamane, alle 11, per restare visitabile sino al 20 di gennaio – riunisce opere di Serse (in tutto 16) che raccontano il mistero e la potenza di una risorsa preziosa e irrinunciabile come l’acqua, restituita su tela con una tecnica sorprendente, unica, attraverso l’utilizzo della grafite e del carboncino poi incollati su alluminio. Accanto al notissimo artista di origini trevigiane e triestino d’adozione – che ha esposto nei principali musei del mondo – anche due giovani emergenti formatisi all’Accademia di Venezia: Eric Gerini, con 6 opere, e Nicola Facchini con 6 oli su tela.
In particolare, “Disegnare l’acqua” propone uno spaccato significativo del lavoro di Serse Roma sull’inafferrabile forma dell’acqua catturata in un disegno. “Restituire l’immagine della cangianza e del mutamento è il compito che si è dato Serse, cioè portare al limite dell’ancora descrivibile e riconoscibile quello che per sua natura muta incessantemente (…)”, scrive di questo nucleo di opere Riccardo Caldura, direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Lo strumento utilizzato in questa questa ricerca è, appunto, il disegno, mezzo prescelto per dare compiutezza a ciò che appare in continua oscillazione e mutamento. La grafite distribuisce luci e ombre alternando forme geometriche ad altre liquide, naturali o artefatte: un connubio in grado di immortalare l’inesausto moto. Si apprezza quasi una similitudine con le antiche fotografie: una suggestione che accompagna chi guarda nel raggiungere quel che non può vedere. Dare visibilità alla condizione fluida per eccellenza, in costante mutamento, è stata da sempre una sfida per le arti. Se potessimo immaginare due estremi nella scala di rappresentazione dell’acqua, questi potrebbero essere la goccia e il mare, il dettaglio e lo sconfinato. La trasparenza dell’elemento, la sua cangianza e pervasività sono difficili da descrivere in una forma, quasi che lo stesso concetto di forma venga contraddetto dalla natura dell’acqua.


«In queste opere, e più in generale nei miei lavori, io mi rapporto con la natura non mi rapporto con i paesaggi», ha spiegato l’artista Serse Roma. «La natura è quella cosa nella quale l’uomo sente tutto il peso dello spaventamento: a me interessa proprio guardare questi aspetti della natura, ovvero la figura infinitesima che ha l’uomo nei confronti del ciclopico, del gigantesco». Osservando i lavori di Serse non sono più le parole a parlarci di quell’elemento minimo e vastissimo, ma le immagini nel loro silenzio, un silenzio che permette ad ognuno di noi di rivivere stati d’animo non meno fluidi e difficili da descrivere dei sorprendenti disegni che stiamo osservando. La sequenzialità dei riflessi sull’acqua è allo stesso tempo descrizione minuziosa del movimento, e limite del rappresentabile: solo l’accurato controllo del gesto evita che l’immagine diventi puramente astratta.
L’acqua è una risorsa fondamentale per la vita e l’agricoltura. Un elemento che incarna visceralmente il connubio tra l’arte e l’impegno in campo di un’azienda come Lis Neris. «Nel mondo rurale non c’è mai stato fermento come ora – spiega Alvaro Pecorari, quarta generazione dell’azienda -. L’agricoltura tutta rincorre nuovi modelli, sostenibili, salutistici, sociali. Le produzioni alimentari hanno un forte impatto sulla vita del pianeta. Da un lato il lavoro millenario dell’uomo, osservatore attento e paziente, cesellatore fine e armonioso. Dall’altro lo sfruttamento dei suoli, tecniche e tecnologie aggressive, sprechi alimentari. Virtuosismo e imperizia due facce della stessa medaglia. La nostra collocazione e il nostro ruolo sono la risultante di un comportamento in cui prevalgono profonde radici culturali, storiche e famigliari, che danno un senso al nostro lavoro e un significato al nostro futuro: fermiamoci a disegnare l’acqua».
Come detto, l’inaugurazione ufficiale della mostra è in programma oggi alle 11. La mostra sarà quindi visitabile fino al prossimo 20 gennaio dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; sabato dalle 9.30 alle 18 e festivi dalle 10 alle 13.

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In copertina, l’artista Serse Roma con  il titolare dell’azienda Alvaro Pecorari.

“Spirito di vino”, sarà grande festa oggi a Gorizia con il Calendario 2024 e la premiazione dei maestri dell’enosatira

(g.l.) Un invito a ridere con il… vino. Ovviamente, non proprio con il frutto della vite in sè, bensì con le vignette che lo stesso ha ispirato. Giunge a conclusione infatti, proprio oggi 15 dicembre, la 24ma edizione di “Spirito di vino”, il concorso di vignette satiriche sul mondo dell’enologia, organizzato da quasi un quarto di secolo dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. Nell’occasione, saranno premiati i trenta finalisti: l’appuntamento è alle 17 a palazzo Krainer, nella centralissima via Rastello, dove sarà allestita anche la mostra delle opere vincitrici e dei maestri, visitabile fino al 15 gennaio.

Elda Felluga


“Spirito di vino”, manifestazione di punta assieme a “Cantine Aperte” – a proposito, prosegue in questi giorni l’edizione natalizia – dell’associazione guidata da Elda Felluga, era stato protagonista nelle scorse settimane di un importante incontro avvenuto al Rigolo di Milano, ristorante storico in via Solferino, luogo d’incontro di giornalisti e intellettuali, dove i membri della giuria si sono riuniti per selezionare e decretare i vincitori appunto della 24ma edizione del concorso internazionale di vignette e illustrazioni satiriche. Il Rigolo è da lungo tempo luogo di riferimento del concorso friulano e ospita una mostra permanente delle opere di vignettisti che hanno partecipato negli anni a “Spirito di Vino”. Come è noto, l’obiettivo del concorso è comunicare il vino con il linguaggio graffiante e immediato della satira. Il suo punto di forza è l’ironia che si manifesta attraverso la capacità di espressione artistica di ogni vignettista che trasmette il suo pensiero sul vino ispirandosi ai temi di attualità storici e sociali.
La valutazione delle opere è stata affidata a una giuria d’eccezione capitanata dai maestri della satira: Alfio Krancic, presidente in carica, e dal presidente onorario Giorgio Forattini assieme a Emilio Giannelli e Valerio Marini, ai quali si uniscono giornalisti e intellettuali: Gianluigi Colin (art and cover editor “La Lettura” Corriere della Sera), Franz Botré (direttore Rivista Spirito DiVino), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Silvestro Serra (direttore del Touring Club Italiano), Paolo Marchi (giornalista Identità golose), Aldo Colonetti (filosofo), Fede & Tinto (conduttori Decanter – RaiRadio2), Francesco Salvi (attore) ed Elda Felluga, proprio nella sua qualità di presidente di MtvFvg.
«Anche quest’anno saremo in “prima linea” per portare a buon fine la rassegna satirica internazionale di “Spirito di Vino”», ha sottolineato Alfio Krancic. «Come è avvenuto negli anni precedenti i nostri artisti vi meraviglieranno con le loro opere pregevoli sia nella grafica che negli originali contenuti. Auguri alla manifestazione e in alto i calici!». Questo appuntamento milanese ha offerto anche l’occasione per parlare del progetto (Eno)Satira presentato dal Movimento Turismo del Vino Fvg, al bando Gect GO!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura 2025. E proprio al Rigolo, nella prima galleria di “Spirto di Vino”, prenderà il via questa nuova iniziativa che riunirà Gorizia e Nova Gorica in un itinerario satirico e che raggiungerà il suo apice nel 2025 in occasione del Festival Mondiale della (Eno)Satira.


«Non possiamo che essere soddisfatti e felici nel vedere che dal 2000 a oggi abbiamo avuto una risposta straordinaria di partecipazione da quasi tutto il mondo – ha evidenziato Elda Felluga -, oltre 9 mila sono le opere arrivate in Friuli Venezia Giulia. Il mio ringraziamento di cuore ai maestri della satira e all’eccezionale giuria che hanno contribuito alla crescita del nostro concorso. Ancora una volta il vino diventa l’ambasciatore che unisce terre e persone in un articolato viaggio di scoperta e curiosità. È bello osservare i vari punti di vista dei vignettisti che tracciano con le loro opere il variopinto caleidoscopio di linee e contenuti… senza confini».
Appuntamento dunque, proprio oggi Gorizia, con la proclamazione dei vincitori e con l’apertura della mostra della 24ma edizione che ospiterà le opere selezionate per la fase finale e quelle realizzate appositamente dai maestri vignettisti componenti della giuria. Un’occasione unica per apprezzare l’umorismo con cui gli autori hanno interpretato grandi temi di attualità, eventi mondiali e avvenimenti storici. In premio un’ambita selezione di etichette di vini friulani. Le vignette sono state inserite nell’atteso Calendario “Spirito di Vino”, diventato negli anni un must da collezione, utilizzato anche come inconsueto mezzo per veicolare ai giovani il fondamentale messaggio del bere consapevole, che sarà presentato nell’occasione.

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In copertina, ecco una delle vignette vincitrici del concorso nell’ultima edizione.

La Ribolla gialla e il Prosecco “bollicine” tra le 50 migliori del mondo orgoglio della Cantina Produttori di Cormons

Nuovi riconoscimenti per la Cantina Produttori Cormòns, che continua a distinguersi con i suoi prodotti d’eccellenza. La Cantina, il cui presidente Filippo Bregant è stato da poco riconfermato alla guida della cooperativa, fin dal 1968 realizza vini di alta qualità che sono espressione autentica del territorio, sempre premiati dalle maggiori Guide di settore.

Così, fra gli spumanti, la Ribolla Gialla Brut, fiore all’occhiello della produzione con oltre 500 mila bottiglie all’anno, e il Prosecco DOC Brut sono stati insigniti del Premio Silver e selezionati come due dei 50 Migliori Vini Spumanti del Mondo ai “50 Great Sparkling Wines of the World – Awards & Scores 2024” di Wine Pleasures, una delle principali autorità internazionali nell’ambito del vino. Il culmine di un rigoroso processo di degustazione alla cieca, che ha coinvolto un gruppo di assaggiatori esperti, vede premiati anche i vini mossi della Cantina di Cormòns per la loro bontà, evidenziandone in particolare l’eccezionale qualità e artigianalità.
«Siamo felici di essere stati selezionati nei “50 Great Sparkling Wines of the World – Awards & Scores 2024” fra numerose rinomate aziende di tutto il mondo – sottolinea il direttore generale Alessandro Dal Zovo –. Il premio alla nostra Ribolla Gialla Brut ci dà particolare soddisfazione, un vino che produciamo a salvaguardia dei vitigni locali e dei vini da varietà autoctone, distintivi e di pregio, i quali costituiscono un autentico valore aggiunto della nostra selezione». Vini che sono stati protagonisti sia nella Masterclass “Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia”, tenutasi alla Festa dell’uva a Cormòns a settembre, che al termine delle regate della Settimana Velica internazionale a Trieste, nonché recentemente nell’area “Spumanti per le feste” a Idea Natale, in Fiera a Udine.


Tutti i prodotti della Cantina sono in vendita nel negozio adiacente. In questo periodo, è possibile trovare due degli spumanti anche nei grandi formati: il Metodo classico Kremaun, in magnum da un litro e mezzo, e la Ribolla gialla Brut, in Jeroboam da 3 litri. Il punto vendita è aperto dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, e tutte le domeniche di dicembre con orario continuato dalle 9 alle 13, che si prolungherà fino alle 17.

Città del vino Fvg, e ora arrivano Ronchi e Cervignano. Anche questi Comuni entrano nel nuovo Registro “identitario”

Cresce sempre più la ormai grande “famiglia” delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Sono, infatti, saliti a ben 39 i Comuni vocati alla produzione vitivinicola con l’adesione di Ronchi dei Legionari e Cervignano, nei territori delle Doc Isonzo e Aquileia: nelle prossime settimane il Coordinamento regionale consegnerà alle due civiche amministrazioni la bandiera ufficiale dell’Associazione guidata in regione da Tiziano Venturini e a livello nazionale da Angelo Radica. Per cui anche le due new entry, come le altre 37 già appartenenti da più o meno lunga data, potranno entrare nel nuovo Registro nazionale delle associazioni delle “Città di identità”, approvato il 7 dicembre dal Parlamento all’interno della Legge del Made in Italy. Si definiscono “Città di identità” quelle realtà territoriali che si caratterizzano per le produzioni agricole di pregio, in cui operano organismi associativi a carattere comunale con lo specifico scopo di promuovere e valorizzare le identità colturali dei loro territori nei mercati nazionali ed internazionali.

Angelo Radica


«Un traguardo fondamentale quello del Registro – commenta il coordinatore Fvg, Tiziano Venturini – che dà al nostro movimento una riconoscibilità tutelata per legge e che può essere preziosa nei rapporti con le aziende vitivinicole, con i wine lover e le altre istituzioni che dialogano con le nostre Città del Vino. Anche in quest’anno 2023 che va a chiudersi abbiamo allargato il numero di aderenti con il numero record di 8 nuove adesioni, coprendo ancora di più le aree di produzione vinicola sul territorio regionale. Da qui ripartiamo per un 2024 che ci vedrà vivere numerosi appuntamenti nonché, altra novità di questi giorni, l’appuntamento del Concorso enologico internazionale Città del Vino che è stato assegnato a Gorizia in vista della Capitale europea della cultura Go!2025».
«Il valore delle associazioni delle città di identità è fondamentale e rappresenta una garanzia per i territori italiani caratterizzati da produzioni enologiche e agroalimentari di qualità. Un ringraziamento all’onorevole Bicchielli e a tutti i firmatari della legge – sottolinea Angelo Radica, presidente nazionale delle Città del Vino – che permetterà di dare un impulso positivo ed ancora più forza a tutti quei Comuni italiani, territori ed aziende, che puntano come elemento identitario, sociale ed economico, su una produzione agricola caratterizzante, su tutte il vino e l’olio. L’istituzione di un Registro nazionale delle associazioni di Città di identità, va nella direzione auspicata e per la quale abbiamo lavorato. Un risultato raggiunto grazie al lavoro importante e propositivo delle Città dell’Olio, nel quale Città del Vino ha subito creduto, con dedizione fin dalla stesura delle prime bozze portate avanti dall’onorevole Bicchielli. Ora – conclude Radica – serve realizzare il decreto attuativo che indichi con esattezza i parametri ed i requisiti necessari affinché una associazione di identità possa iscriversi nel registro».

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini.

Ecco il dolce “Biscotto Noax” uscito dai forni cividalesi di Civiform per essere abbinato ai vini Doc di Corno di Rosazzo

(g.l.) Ecco il “Biscotto Noax”! L’hanno appena sfornato i ragazzi del Civiform, meritando il riconoscimento istituito a Corno di Rosazzo per aver prodotto un dolce che potrà sicuramente essere abbinato a uno dei prestigiosi vini Doc dei Colli orientali del Friuli ottenuti nei vigneti di Corno di Rosazzo. Vince, infatti, la 10ma edizione del “Premio Noax”, dedicato quest’anno all’arte pasticcera, il famoso istituto professionale di viale Gemona a Cividale. Nella chiesetta di San Giacomo Apostolo della borgata cornese, è pertanto avvenuta l’annunciata cerimonia di premiazione del concorso che ha valenza nazionale grazie ad un apposito bando del Comune e che dedica alle varie espressioni artistiche un Premio che prende il nome proprio dall’amena località di Noax ai piedi dell’Abbazia di Rosazzo.


Dopo una selezione a cui ha proceduto una qualificata giuria, si è giunti alla individuazione del primo classificato, appunto nel dolce prodotto da Civiform: obiettivo del concorso 2023 era proprio quello di produrre un biscotto da dedicare a Noax. Grande curiosità ha suscitato nel territorio collinare, e non solo, questa singolare disfida a suon di ricette che ha visto la nascita di un pasticcino davvero particolare: un biscotto secco a forma di cornucopia, simbolo del Comune stesso, da gustare appunto con i pregiati vini cornesi. Tanto che c’è chi l’ha già definito “vinotto”.
Artefici del Premio Noax sono il Circolo culturale Corno guidato da Sergio Paroni e il Comune di Corno di Rosazzo con il fondamentale sostegno di Civibank e del locale Comitato Fiera Vini. Il direttore del Circolo, architetto Paolo Coretti, e l’assessore comunale Sonia Paolone hanno coordinato le varie fasi del concorso al cui vincitore è andato un premio in denaro offerto dalla banca cividalese oggi del Gruppo Sparkasse. Nel corso della cerimonia è stato pure presentato il catalogo di questa X edizione contenente tutte le ricette in concorso con le foto delle rispettive risultanze pasticcere, tra cui quattro segnalate con con una speciale menzione. E ora arrivederci alla undicesima edizione. Quale sarà il tema del prossimo concorso? Ve lo comunicheremo appena gli organizzatori avranno definito la loro scelta. Per ora accontentiamoci di assaporare questo delizioso e caratteristico “Biscotto Noax”.

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In copertina, ecco il “Biscotto Noax” a forma di cornucopia prodotto dal Civiform di Cividale; all’interro, foto ricordo coni premiati e immagini della cerimonia nella chiesetta di San Giacomo.

GO Makers! invita anche oggi a Gorizia con artigiani e produttori del Carso

GO Makers invita a Gorizia. Si apre oggi, infatti, la seconda e ultima intensa giornata di questa nuova iniziativa che riunisce artigiani e produttori del Carso goriziano e triestino a Palazzo Strassoldo in Piazza Sant’Antonio (Grand Hotel Entourage). Fino alle 19 con ingresso gratuito, si potranno scoprire i prodotti degli agricoltori, degli artigiani espositori e si potranno assaporare i cicchetti preparati da Chiara Canzoneri accompagnati da una selezione di vini scelti dalle diverse case vinicole dell’area transfrontaliera di Gorizia e del Carso. La rassegna è stata inaugurata ufficialmente nella mattinata di ieri, alla presenza del sindaco Rodolfo Ziberna, dell’assessore comunale alle Attività produttive e Grandi Eventi Luca Cagliari, del presidente della commissione cultura della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Diego Bernardis, del presidente di Confartigianato Gorizia Ariano Medeot, del presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e del presidente Gal Carso-Las Kras, David Pizziga.

Palazzo Strassoldo a Gorizia.

Oggi, in sala Caminetto, proseguiranno anche le degustazioni guidate per scoprire e assaporare i prodotti enogastronomici del territorio. Alle 11 “Viaggio oleario: alla scoperta del mondo degli extravergini locali”, con Robi Jakomin, membro del Gal Carso-Las Kras e collaboratore dell’Associazione dei Viticoltori del Carso, che condividerà la sua vasta esperienza sensoriale e conoscenza degli abbinamenti. Un laboratorio esclusivo per esplorare le caratteristiche e le peculiarità di una selezione di oli d’oliva extravergini del territorio, provenienti da Trieste e Gorizia. Un’esperienza che amplierà il vocabolario sensoriale e aprirà le porte a nuovi e deliziosi abbinamenti in cucina. Si imparerà a distinguere le sfumature dell’olio, a riconoscere la sua qualità e a sfruttarne al meglio le potenzialità in ogni piatto.
Alle 13, “Rosa tra le rose di Gorizia”: un laboratorio in cui la chef Chiara Canzoneri guiderà il pubblico in un viaggio attraverso la biodiversità culinaria, dove ogni assaggio è un racconto di sapori autentici e di qualità. Accompagnerà queste degustazioni raffinate una selezione curata di vini provenienti dall’azienda Lis Neris, famosa per la sua eccellenza e la sua tradizione vinicola.
Sempre nel pomeriggio, alle 15, la degustazione del Miele locale in abbinamento ad alcuni prodotti artigianali, accompagnati da Aleš Pernarcic, apicultore locale esperto, che condividerà segreti e conoscenze del mondo delle api e del miele. Si esplorerà il mondo affascinante delle api e si scoprirà il loro cruciale ruolo ecologico nella tutela della biodiversità. Si degusteranno quattro diverse varietà di miele provenienti da Carso, Collio, Isontino e Gorizia, compreso il pregiato e raro miele di Marasca, un presidio Slow Food. Si assaporerà la ricchezza dei colori, sapori e profumi unici di questi mieli e si scopriranno abbinamenti sorprendenti, come il miele con la ricotta fresca di Zidarich – rinomata azienda agricola nel cuore del Carso Triestino – e si assaggerà un distillato dal carattere legnoso e pepato, arricchito dai toni dolci e fruttati del miele. Ogni anno, questo prodotto del Carso offre nuove sfumature grazie alle peculiarità del miele utilizzato.
L’ultima degustazione in programma sarà “Le Malvasie. Viaggio sensoriale tra la diversità delle zone vitivinicole”. Alle 17, con Robi Jakomin si scoprirà come un singolo vitigno, la Malvasia appunto, possa esprimersi in modi sorprendentemente diversi influenzato dai territori unici di Collio, Carso, Valle del Vipacco, Istria e Brda. Questo laboratorio sarà un viaggio enologico che permetterà di esplorare e confrontare le diverse espressioni di questo vitigno, mettendo in luce differenze e somiglianze.
I laboratori gratuiti dedicati ai bambini, sabato 9 dicembre saranno stamane con Ilaria Tassini per un’esperienza di creatività e connessione con la magia delle festività. Si chiede ai bambini di portare una fotografia per creare insieme la lettera perfetta per Babbo Natale. E alle 15 il laboratorio con Lucia Tami: una gioiosa avventura artistica, dove i piccoli potranno dare sfogo alla loro creatività e realizzare il loro addobbo natalizio unico.

Tutte le informazioni sull’evento GO Makers e le prenotazioni (consigliate, visto. Il numero limitato di posti) per le degustazioni sensoriali e i laboratori esperienziali al sito trieste.green (https://trieste.green/tour/go-makers).
GO Makers! è frutto della collaborazione tra Confartigianato Gorizia e Gal Carso – Las Kras uniti per promuovere la capacità di fare di artigiani e agricoltori, custodi dei valori, delle tradizioni e delle radici del nostro territorio. Da segnalare il sostegno e la partecipazione di un ampio numero di enti e realtà locali: CATA-Artigianato FVG, IoSonoFriuliVeneziaGiulia, Comune di Gorizia, GO! 2025 Nova Gorica-Gorizia, UniDoc FVG, Let’s GO!, Slow Food-Condotta di Gorizia.

Tarcento a palazzo Frangipane ricorda Otto D’Angelo l’inimitabile “cantore” di quel Friuli contadino che non c’è più

(g.l.) Omaggio di Tarcento a un grande, inimitabile “cantore” del Friuli di una volta, il pittore Otto D’Angelo, scomparso cinque anni fa. Nell’ambito di “Puints – Incuintris su lenghe, identitât e autonomie”, l’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e la civica amministrazione hanno infatti allestito, a palazzo Frangipane, una bellissima mostra dedicata all’indimenticabile artista che sarà inaugurata proprio oggi, vigilia dell’Immacolata, e che è intitolata “Otto D’Angelo pittore del Friuli contadino e illustratore pubblicitario”. La cerimonia si terrà alle 18 e prevede gli interventi del sindaco Mauro Steccati, dell’assessore alla Biblioteca di Tarcento Silvia Fina, del consigliere regionale Roberto Novelli, del presidente dell’Istitut Ladin Furlan Geremia Gomboso, del rappresentante di Banca 360 Fvg e di Gabriella Bucco, critica d’arte e grande esperta delle opere di Otto D’Angelo. La mostra potrà essere visitata dal 9 dicembre al 7 gennaio nei giorni di sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; resterà invece chiusa il 24 e il 31 dicembre. Alla bella iniziativa ha assicurato, tra gli altri, la propria collaborazione il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

In Friuli dalla mietitura…

… alla vendemmia.

Nella pittura di Otto D’Angelo si coglie immediatamente un eccezionale realismo che rievoca la sua terra d’origine e i suoi valori fondanti. Nei suoi quadri vivono il Friuli contadino dei mezzadri piegati dalla fatica nei campi, i giochi dei bambini, i lavori ormai desueti e una ricca galleria degli scorci più belli del Friuli, immortalati come se il tempo si fosse fermato. I paesaggi, la civiltà contadina, il fortissimo legame con i suoi paesi si specchiano nelle sue opere, diventando immagini della memoria colte nel multiplo variare di luce e tonalità cromatiche, preziosa testimonianza sulla gente e sul Friuli che non c’è più.
Otto D’Angelo, ottavo figlio di una povera famiglia contadina, nacque nel 1923 a Silvella, piccola frazione di San Vito di Fagagna. Subito dopo la seconda Guerra mondiale, conseguito il diploma di artista decoratore, emigrò in Francia. A Parigi diventò apprendista-disegnatore di una importante casa editrice, creando fumetti nei quali convivono dinamismo e figura. Mentre continuava a studiare pittura, produsse illustrazioni per vari romanzi e riviste femminili francesi, collaborando con un noto giornale sportivo e illustrando le partite di calcio della Nazionale e del Campionato di Serie A d’Oltralpe.
Alla fine degli anni Cinquanta rientrò nel suo Friuli, a Caporiacco, e aprì uno studio di pubblicità a Udine, senza però smettere di coltivare la pittura, in particolare ad acquerello, cui si dedicò ininterrottamente dalla fine degli anni Sessanta alla morte, avvenuta nel 2018, a 95 anni.

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In copertina, il pittore Otto D’Angelo nel suo studio dove ha lavorato fino alla morte.

Corno di Rosazzo, nasce un biscotto da dedicare alla piccola Noax: sabato il vincitore del concorso di pasticceria

Nella frazione di Noax, a Corno di Rosazzo, sabato 9 dicembre alle ore 11, nella Chiesa San Giacomo Apostolo, avrà luogo la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Noax dedicato quest’anno all’arte pasticcera. È infatti caratteristica del concorso, che ha valenza nazionale grazie ad un apposito bando comunale, dedicare alle varie espressioni artistiche un premio che prende il nome dall’amena località di Noax ai piedi dell’Abbazia di Rosazzo. Dopo una selezione a cui ha proceduto una qualificata giuria si è giunti alla individuazione del primo classificato. Obiettivo del concorso 2023 era quello di produrre un biscotto da dedicare alla frazione di Noax. Grande curiosità ha suscitato nel Comune Collinare, e non solo, questa singolare disfida a suon di ricette che vedrà la nascita di un pasticcino davvero particolare.
Artefici del Premio Noax sono il Circolo culturale Corno guidato da Sergio Paroni e il Comune di Corno di Rosazzo con il fondamentale sostegno di Civibank e del locale Comitato Fiera Vini. Il direttore del Circolo, architetto Paolo Coretti, e l’assessore comunale Sonia Paolone hanno coordinato le fasi del concorso al cui vincitore, che sarà proclamato sabato, andrà un premio in denaro offerto da Civibank. Nel corso della cerimonia, sarà pure presentato il catalogo della X edizione contenente tutte  le ricette in concorso con le foto delle rispettive risultanze pasticcere.

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In copertina, la chiesetta di San Giacomo Apostolo nella piccola frazione di Noax.