Cividale, riecco la “gubana gigante” e il successo è grande! E ora l’auspicio che possa tornare anche il concorso-sfida

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – E adesso, come si è soliti dire, fatto trenta, si potrebbe fare anche trentuno. Reintrodotta a Capodanno la sempre invitante e superfrequentata festa della “gubana gigante”, a Cividale sarebbe bello, infatti – è l’auspicio di molti -, potesse ritornare anche il concorso che per tanti anni, prima del Covid, aveva visto grande protagonista proprio il dolce tipico delle Valli del Natisone che, di anno in anno, si era sfidato con prodotti tradizionali della pasticceria italiani e stranieri, dettando legge per la sua indubbia e riconosciuta qualità. Come quella che è stata apprezzata dalle centinaia di persone che ieri sera hanno partecipato sotto la loggia municipale, di fronte al Duomo, all’ormai più che collaudato rito degli auguri, appunto con una fetta di gubana e con un buon bicchiere di spumante.

Grande successo dunque – come già anticipato sui social appena conclusa la festa – per la reintroduzione della ormai tradizionale manifestazione del primo gennaio. Non meno di cinque-seicento persone si sono, infatti, presentate al calar della sera davanti alla storica sede del Municipio per questa festa che punta a valorizzare il famoso dolce locale. Il tempo clemente ha favorito un grande afflusso ad un evento che mancava da tre anni, il primo senza il protagonista dei record Berto Blasuttig, del vicino Forno Cattarossi, che aveva animato il Capodanno ducale per ben 15 anni: alla sua memoria è andato un grato ricordo e alla moglie Pia l’onore del taglio della prima fetta. Al suo posto, per consentire proprio la ripresa della manifestazione, si è cimentato il gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone, che come è noto davanti al civico palazzo ha recentemente aperto un elegante negozio-pasticceria, a cui si è affiancata l’azienda vinicola Scarbolo di Spessa con le sue bollicine. Per la cronaca, la gubana 2024 pesava mezzo quintale e l’apprezzamento del pubblico è stato generale, così come quello delle varie autorità – in primis l’assessore comunale Angela Zappulla, in rappresentanza del sindaco Daniela Bernardi, e l’arciprete Livio Carlino – intervenute alla manifestazione, lodandone la ripresa. Quindi, nessun primato da Guinness da inseguire, bensì la volontà – e che il pubblico accorso numerosissimo ha dimostrato di apprezzare – di riproporre e quindi tenere in vita questa bellissima consuetudine.


L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alle attività culturali guidato proprio dalla Zappulla, ha patrocinato l’iniziativa dietro specifica richiesta del Circolo culturale Corno presieduto da Sergio Paroni che, assieme ai precedenti gestori del Caffé San Marco, Andrea e Marco Cecchini, ne fu il promotore originario. La fase logistica del grande brindisi é stata assunta, invece, dal nuovo gestore dello storico locale cittadino che riaprirà a breve dopo un’ampia ristrutturazione interna e che proprio nel 2024 compirà 230 anni di vita. E visto che finalmente si riapriranno le porte del San Marco, oltre all’annuale cin cin beneaugurante di Capodanno, si potrebbe pensare anche alla reintroduzione dell’ormai famoso “Gubana Day” con il concorso-sfida tra il dolce di Cividale e delle Valli con gli altri prodotti tipici che per tanti anni aveva acceso i riflettori sulla città longobarda. Il circolo culturale Corno che si è fatto, lodevolmente, promotore del mega-brindisi di ieri sera potrebbe quindi prendere in considerazione anche questa opportunità assieme ai nuovi responsabili del locale. Il concorso-sfida era diventato, infatti, un importante momento promozionale della inimitabile gubana sfornata in riva al Natisone, quindi anche con un non trascurabile riscontro economico.

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In copertina, alla signora Pia l’onore di tagliare la prima fetta della “gubana gigante” nel ricordo del marito Berto;  all’interno, alcune immagini della bellissima festa di ieri sera a Cividale.

Molto pesante il conto del maltempo estivo in Fvg. Fedriga: dalla Regione una pronta risposta alle emergenze

«Il Friuli Venezia Giulia è la regione che, a seguito della drammatica ondata di maltempo della scorsa estate, ha investito maggiori risorse per dare una risposta celere ed efficace alla situazione emergenziale. Ancora una volta abbiamo dimostrato di saper reagire con tempestività nel momento del bisogno, con 150 milioni di euro prontamente stanziati. Una risposta importante, resa possibile da una struttura organizzativa altamente efficiente e da una fattiva collaborazione con le Amministrazioni locali». È quanto ha comunicato il governatore Massimiliano Fedriga nella conferenza stampa, tenutasi ieri nel Palazzo della Regione Fvg a Trieste, inerente alle misure adottate dall’Amministrazione regionale stessa per il ristoro dei danni causati dagli eventi meteorologici avversi occorsi tra il 13 luglio e il 6 agosto scorsi. Presenti anche l’assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che coordina la cabina di regia istituita per la gestione dell’emergenza, e gli assessori Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio) e Stefano Zannier (Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna), le cui Direzioni di competenza, assieme a quella delle Attività produttive guidata dall’assessore Sergio Emidio Bini, supportano la gestione delle istruttorie per la concessione dei ristori da destinarsi a edifici, veicoli privati, imprese agricole e non agricole.

Riccardi, Fedriga, Amirante e Zannier.


Come è emerso nel corso dell’incontro, il procedimento contributivo approvato dalla Giunta Fedriga, che prevede in alcuni casi anche l’anticipazione fino al 50 per cento dell’importo concedibile, è semplificato dalla possibilità di presentare le richieste di ristoro tramite autocertificazione. «Una scelta – ha osservato il governatore – che snellisce in maniera significativa le procedure e che deve essere accompagnata da un forte senso di responsabilità pubblica. Saranno attivati in tal senso gli opportuni controlli, che verranno ulteriormente potenziati nel caso in cui vengano rilevate delle irregolarità. Contiamo su provvedimenti semplificatori anche a livello nazionale: non si possono aspettare le emergenze per velocizzare le procedure, ma al contrario è fondamentale risultare efficienti anche nell’ordinarietà».
Secondo il governatore, «è necessario essere consapevoli che in futuro le calamità atmosferiche saranno sempre più frequenti e, per questo, vogliamo incentivare comportamenti a tutela dei beni del territorio. La visione che stiamo cercando di tradurre in realtà è quella di costruire un percorso che preveda interventi strutturali e preventivi, come dimostrano ad esempio le misure attuate in questi anni per il contrasto del dissesto idrogeologico, che hanno permesso di mitigare la portata dell’emergenza meteorologica».
L’assessore Riccardi, dopo aver ringraziato tutti gli operatori che si sono impegnati nel fronteggiare la situazione emergenziale, ha illustrato nel dettaglio le azioni messe in campo dalla Regione a seguito del maltempo. «Accanto agli interventi di somma urgenza (50 in 23 Comuni per un importo complessivo di 4.243.000 euro), è stato attivato l’apposito portale online tramite il quale – ha riferito Riccardi – tra metà settembre e metà novembre sono state raccolte 29.364 domande di contributo, che sommate tra loro raggiungono un valore di 665,1 milioni di euro. Per i veicoli sono state finanziate il 68 percento delle istanze presentate per un valore di 5.225.000 euro, per gli edifici il 91 percento per 96.408.000 euro, per le imprese non agricole il 99 percento per 25.000.000 euro, per le imprese agricole 98 percento per 16.500.000 euro».
Per quanto riguarda il cronoprogramma per l’erogazione dei contributi, «entro il primo trimestre 2024 – verrà emessa la comunicazione di concessione del ristoro, in modo progressivo e in base all’istruttoria e alle istanze di regolarizzazione – ha reso noto Riccardi – . Per gli edifici per cui sarà previsto un ristoro superiore a 5mila euro, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2024 sarà possibile richiedere l’anticipazione fino al 50 percento dell’importo concesso. Le liquidazioni partiranno dal mese di marzo 2024 e saranno erogate entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta».
L’assessore Amirante ha precisato che i criteri adottati per l’ammissibilità delle domande hanno tenuto conto delle riparazioni ritenute necessarie per la circolazione dei veicoli (cristalli, fanali, specchietti, fino al 50 percento del danno) e per l’abitabilità degli edifici (coperture e serramenti, fino al 45 percento del danno). Per i veicoli non più riparabili il valore del ristoro sommando le spese rottamazione e sottraendo l’utile di vendita. «Il range dei danni indennizzabili – ha aggiunto l’assessore – va dai 50 ai 1.500 euro per le auto riparabili, dai 50 ai 3.000 euro per quelle non riparabili e dai 50 ai 30.000 euro per gli immobili. In tutti i casi la rendicontazione delle istanze sarà possibile per tutto il 2024».
L’assessore Zannier ha specificato che il canale contributivo regionale dedicato al comparto agricolo i danni inferti a strutture, impianti e prodotti a magazzino, mentre le produzioni agricole «sono definite per legge assicurabili e non indennizzabili. Per poter derogare a questo principio – ha spiegato Zannier – è necessario un atto legislativo nazionale non ancora perfezionato e l’attivazione di un fondo di solidarietà nazionale per le produzioni».
L’assessore Sergio Emidio Bini in un messaggio ha infine riferito che, per il comparto imprenditoriale, sono ammesse a ristoro tutte le tipologie di danno (esclusa la ricollocazione), per un importo del 20 percento fino a un massimo di 100.000 euro. L’esponente dell’Esecutivo ha inoltre sottolineato la costante vicinanza dimostrata dalla Regione in questi mesi al tessuto produttivo colpito dal maltempo, a partire dalle agevolazioni per l’accesso al credito adottate già a ridosso degli eventi atmosferici.

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In copertina, enormi chicchi di grandine, mai visti in Fvg, hanno devastato metà regione.

Abete rosso in sofferenza per il bostrico: ecco le misure urgenti adottate in Fvg

«Lo stato di sofferenza dei boschi di abete rosso della nostra regione, causato dalla proliferazione del bostrico, così come ci viene costantemente segnalato da parte dei proprietari boschivi, amministratori pubblici, imprese boschive e singoli cittadini, ha richiesto l’urgente attivazione di misure di contrasto, e supporto, miranti a compensare la perdita di valore economico delle piante colpite. Per questo abbiamo disposto una riedizione nell’erogazione degli indennizzi». Lo ha spiegato l’assessore alle Risorse forestali, Stefano Zannier, che ha portato all’attenzione della Giunta Fedriga una delibera che definisce criteri e modalità per la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura, per contrastare la diffusione del bostrico (“Ips typographus”) ai sensi dell’articolo 1 bis 1 della Legge regionale 22/2002. La delibera è stata approvata dall’Esecutivo.

L’assessore Stefano Zannier.


«Tra gli obiettivi dell’importante provvedimento ci sono il contenimento della diffusione dell’agente patogeno, il ripristino della funzionalità degli ecosistemi forestali, la riduzione del rischio di innesco e della propagazione degli incendi boschivi per il permanere nelle foreste di materiale secco e, infine, quello di favorire il recupero e l’immissione sul mercato del legname attaccato dal bostrico», è entrato nel dettaglio, a margine, Zannier, precisando che si tratta di una riedizione della linea contributiva già utilizzata, con nuovi fondi e nuove condizioni per la loro assegnazione.
I beneficiari degli indennizzi sono i proprietari forestali pubblici e privati, o i loro delegati, quindi anche comproprietari, affittuari, locatari, concessionari, comodatari e le imprese forestali. Gli indennizzi sono concessi in conto capitale in misura forfettaria, in base ai metri cubi netti utilizzati di piante di abete rosso secche o deperite, a seconda del metodo di esbosco utilizzato (da 10 a 30 euro a metro cubo), in modo da ridurre i costi di utilizzazione e garantire così un margine di valore residuo al legname attaccato, incentivandone l’utilizzazione.
«Per poter dare in tempi rapidi una risposta a quest’emergenza – ha rimarcato, ancora a margine, Zannier -, a seguito della modifica della Legge regionale 13 dell’agosto 2002, numero 22 “Istituzione del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura”, con l’introduzione di un articolo dedicato all’emergenza bostrico, in attuazione del Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, con questa delibera si definiscono i criteri e le modalità per la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura per contrastare la diffusione del bostrico».

Sono ammissibili a indennizzo gli interventi di utilizzazione che rispettano alcuni requisiti minimi: sono realizzati in lotti in cui il bostrico ha già attaccato, o sta attaccando, almeno il 60% delle piante da destinare all’utilizzazione: le piante devono essere abeti rossi secchi o deperiti, ovvero con chioma ancora verde ma sottoposti all’attacco dell’agente patogeno in corso – riscontrabile da “sintomi” caratteristici come caduta anomala d’aghi, presenza di fori sul fusto, accumulo di rosura alla base – e verificabile con specchiature della corteccia a titolo di sondaggio. La quota rimanente può essere costituita da piante anche in buone condizioni il cui prelievo è funzionale alle operazioni di utilizzazione o con chiome a stretto contatto con quelle attaccate dal bostrico.

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In copertina, un bosco di abete rosso devastato dal bostrico; all’interno, il pericoloso insetto e i danni che produce.

Tutti d’accordo su Ettore Prandini che resta leader nazionale della Coldiretti

Ettore Prandini, 51 anni, lombardo con tre figli, è stato confermato presidente nazionale di Coldiretti. Ad eleggerlo all’unanimità, a Roma, l’Assemblea dei delegati giunti da tutte le regioni, in rappresentanza di oltre 1,5 milioni di soci, riunita a Palazzo Rospigliosi, sede della principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. Nominata anche la nuova Giunta confederale composta dai tre vicepresidenti Nicola Bertinelli, David Granieri e Gennarino Masiello oltre che da Franco Aceto, Gianluca Barbacovi, Cristina Brizzolari, Dominga Cotarella e Francesco Ferreri.
Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Ha guidato la Coldiretti Brescia e la Coldiretti Lombardia. Ricopre anche le cariche di presidente nazionale di Uecoop, della Fondazione Campagna Amica e dell’Osservatorio sulla criminalità nell’Agricoltura e sul sistema agroalimentare.
Prandini è al timone di una Organizzazione in crescita che, con il segretario generale Vincenzo Gesmundo, ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte quasi ventimila punti tra fattorie, mercati, agriturismi, botteghe, ristoranti e orti urbani, la più grande rete a km zero a livello europeo. Una forza sociale che ha cultura di governo senza per questo essere legata ad alcun partito politico.
La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 845 Uffici di Zona e 3729 sezioni comunali. In pratica, è presente in quasi un Comune su due lungo tutto il Paese. Con il nuovo ruolo di sindacato imprenditoriale di filiera e l’ingresso come aziende associate di big del settore agroalimentare e la promozione di un sistema capillare di servizi con Consorzi Agrari d’Italia (Cai) e Bonifiche Ferraresi (Bf), Coldiretti ha promosso inoltre Filiera Italia, che per la prima volta vede l’agricoltura e l’industria alimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy.

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In copertina, Ettore Prandini confermato presidente nazionale Coldiretti.

Cantina Produttori Ramuscello e San Vito a gonfie vele con +17% di fatturato: Gianluca Trevisan confermato presidente

Chiusura di triennio in positivo per la Cantina produttori di Ramuscello e San Vito. Infatti, il bilancio, al 31 luglio 2023, registra un fatturato di oltre 13,2 milioni di euro (con un incremento del 17% sull’anno precedente) e un utile superiore a 41mila euro. I soci, riuniti in assemblea a Ligugnana di San Vito al Tagliamento, l’hanno approvato all’unanimità apprezzando così il lavoro del consiglio di amministrazione.

I soci in assemblea a Ligugnana.


«È stato un triennio in crescendo – spiega il riconfermato presidente della Cantina cooperativa, Gianluca Trevisan – che ha visto un aumento dei soci conferenti (158, operativi in 18 diversi Comuni del Fvg, con una decina dal vicino Veneto), di ettari vitati (861), di uva conferita (130mila quintali) e di investimenti (oltre 4 milioni di euro). Il Cda uscente, che ringrazio per l’impegno e la dedizione dimostrata in questo triennio, ha lavorato senza sosta per migliorare i vigneti dei soci, la loro conduzione agronomica, la qualità delle uve e dei vini che vengono commercializzati, principalmente, con i migliori brand nazionali. Il lavoro che attenderà il nuovo consiglio sarà improntato principalmente sulla continuità per finalizzare al meglio, sia gli investimenti programmati (potenziamento del reparto pigiatura e stoccaggio, piantumazione del bosco didattico, vetrificazione vasche e pavimentazione cantina), che nel consolidare il rapporto di fiducia della base sociale che, per noi, è di fondamentale importanza».

Il presidente Gianluca Trevisan.

Il direttore Rodolfo Rizzi.

«Territorio e sostenibilità sono i binari sui quali viaggia spedita la nostra azienda – aggiunge il direttore Rodolfo Rizzi -, come testimoniato anche dalle certificazioni ottenute dalla Cantina (biologica, vino vegano, SQNPI, ISO 9001) che ci offrono pure ulteriori opportunità di crescita commerciale. Il nuovo depuratore, inaugurato nel luglio scorso, è oramai diventato un fiore all’occhiello della cooperativa, in grado di ripulire tutte le acque di lavorazione garantendo, così, un risparmio idrico e una maggiore attenzione all’ambiente. Per questo motivo, parte dell’acqua depurata verrà poi utilizzata, primi in regione, per il lavaggio in tutta sicurezza degli atomizzatori dei nostri soci. Inoltre, attraverso questo nuovo depuratore, stiamo lanciando un messaggio positivo ai ragazzi che verranno a farci visita e potranno così apprezzare anche il murale del maestro Francesco Tullio Altan. Non dimentichiamo, infine, che abbiamo quadruplicato la potenza del nostro impianto fotovoltaico che oggi produce 245 kWh e ci permette, durante la vendemmia, un’alta autonomia energetica».
Durante l’assemblea si è anche proceduto nella nomina del nuovo consiglio di amministrazione che resterà in carica per il prossimo triennio. Sono risultati eletti: Gianluca Trevisan (presidente), Antonio Battel, Maurizio Benvenuto, Laura Bertolin, Simone Fabris, Francesco Marcuzzi, Simone Peloi, Cesare Trevisan, Gino Trevisan e Fabio Valentinis.

Il famoso murale di Altan.

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In copertina, un’immagine della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.

“Spirito di Vino” tra buonumore e cultura: tutti i premiati a Gorizia in attesa del debutto di (Eno)Satira

(g.l.) «Mi complimento con gli organizzatori di “Spirito di Vino”, iniziativa che ha il pregio non solo di coniugare enogastronomia, cultura e satira, ma anche di promuovere l’immagine di Gorizia al di fuori del contesto locale, elemento quest’ultimo fondamentale in vista di Go!2025. La Regione sostiene con convinzione questi eventi che sono un importante veicolo di attrattività per il territorio». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, è intervenuto a Gorizia alla premiazione dei 30 finalisti di “Spirito di Vino”, il concorso organizzato dal Movimento Turismo del Vino Fvg per dare la possibilità di raccontare il mondo del vino in modo originale con la rappresentazione di vignette satiriche. La rassegna è giunta alla 24ma edizione e conta già un patrimonio di oltre 9mila vignette provenienti da tutto il mondo. «Gorizia – ha osservato Bini – si sta preparando con solerzia all’appuntamento di Capitale europea della Cultura e questo impegno è certificato dai numeri che vedono già una crescita notevole di presenze straniere nel capoluogo isontino: + 22 per cento nel 2023 rispetto allo scorso anno. Go!2025 è una sfida per tutta la regione che non è fine a sé stessa, in quanto offre l’opportunità di costruire una solida base per uno sviluppo continuativo anche negli anni successivi al 2025. È importante che quanto di virtuoso avviene a livello locale venga divulgato a una platea sempre più vasta».

La cerimonia di premiazione è avvenuta nel suggestivo Palazzo Krainer di via Rastello, dove il noto vignettista Valerio Marini e la presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga (membri della giuria), assieme a Fabrizio Oreti, assessore alla cultura e agli eventi culturali di Gorizia, all’assessore Maurizio Negro, al vicesindaco di Nova Gorica Anton Herej e allo stesso Bini, hanno proclamato i vincitori di “Spirito di Vino”, il concorso internazionale, indetto annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia che, come detto, celebra le più graffianti e originali vignette satiriche sul mondo del vino.
Vincitori dell’edizione 2023, premiati con una selezione delle migliori etichette delle cantine associate, sono stati per la sezione under 35 l’italiano Diego Russo (primo classificato) con “L’uomo Vinumiano”, un secondo posto sempre italiano grazie a Mattia De Luca con “Decanter Odette – Il Lago dei Vini” e dall’Iran Mojtaba Heidarpanah (terza classificata) con “Another round!”; da quest’anno è stato indetto un riconoscimento speciale “Premio Cover” a due opere che rappresentavano a livello grafico e di impatto visivo una vera e propria copertina, per la categoria Under il riconoscimento va a Giovanna Merlin, Brasile, con “Intelligenza Naturale”.
Per la sezione over 35 la giuria ha scelto: Alexandrescu Aurel Stefan (primo classificato), dalla Romania con “Heart Cure”; l’italiano Sergio Azzini (secondo classificato) con “Percorso di Vite” e dall’Italia Samanta Bartolucci (terza classificata) con “Nebbiolo”; premio cover a Rainer Demattio (Germania) con “The bright side of the wine”. Il premio per i vincitori consiste in una selezione di pregiati vini, scelti tra le 94 cantine associate al Movimento Turismo del Vino Fvg.
«Degustare l’arte con ironia attraverso Spirito di Vino – ha affermato Elda Felluga, presente il direttore di Mtv, Massimo Del Mestre – è un modo originale di coniugare creatività, satira e cultura enologica. L’iniziativa non è solo un concorso di vignette o una semplice mostra. Spirito di Vino è un modo di comunicare il vino, il nostro Territorio e le Persone che hanno creduto e credono in questa terra di eccellenze vitivinicole. Spirito di Vino ha l’obiettivo di raccontare il variegato mondo del vino, attraverso l’espressione di artisti provenienti da tutto il mondo e riesce ad essere uno strumento di confronto, di unione e di riflessione sui temi di attualità, costume e avvenimenti storici, sempre trattati con leggerezza e ironia. Grazie alla giuria, alle istituzioni e a tutte quelle realtà che dal 2000 hanno contribuito a far crescere questa iniziativa».

Ricordiamo che le vignette in gara sono state valutate da una giuria d’eccezione capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini e composta da nomi illustri della satira, del giornalismo e della grafica: Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Franz Botré ed Enzo Rizzo (direttore e vicedirettore della rivista Spirito DiVino), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Paolo Marchi (giornalista, Identità Golose), Aldo Colonetti (filosofo), Fede & Tinto (conduttori Decanter – RadioRai2, Francesco Salvi (attore), Silvestro Serra (direttore Touring Club) e dalla stessa Elda Felluga (presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg).
Fino al 15 gennaio si potrà visitare a Palazzo Krainer la mostra della 24ma edizione di “Spirito di Vino”: le vignette e le illustrazioni satiriche esposte sapranno sicuramente regalarvi sorrisi e inediti spunti di riflessione su temi di attualità, e non solo, rivisti con una graffiante ottica satirica. Non saranno presenti solo quelle dei selezionati ma l’occasione vi farà ammirare anche le vignette dei maestri Valerio Marini, Alfio Krancic ed Emilio Giannelli. La mostra sarà visitabile tutti i mercoledì, giovedì e venerdì dalle 17 alle 20, i sabati dalle 16 alle 20 e le domeniche dalle 10 alle 18 fino al 14 gennaio. Le vignette verranno inserite nell’atteso Calendario “Spirito di Vino”, diventato negli anni un oggetto da collezione, utilizzato anche come inconsueto mezzo per veicolare ai giovani il fondamentale messaggio del bere consapevole.


La premiazione ha anche offerto una panoramica sul futuro del Movimento Turismo del Vino Fvg con l’annuncio di un evento inedito e originale: (Eno)Satira. Questo progetto, approvato al Gect Go!2025 per Gorizia e Nova Gorica Capitale europea della Cultura, darà vita al primo festival mondiale della satira. Sarà un affascinante percorso che unirà cantine e luoghi simbolici dell’area transfrontaliera, distribuiti tra Italia e Slovenia. Questi spazi ospiteranno le vignette raccolte in 24 edizioni del concorso “Spirito di Vino”, creando un’esperienza coinvolgente per i visitatori che  potranno esplorare le diverse prospettive di artisti e satirici. L’avventura della satira inizierà con un grande evento nel cortile del Palazzo Lantieri a Vipacco, in Slovenia, attraverserà l’area rurale transfrontaliera e culminerà con il primo “Festival dell’(Eno)Satira” a Gorizia a Palazzo Lantieri in piazza Sant’Antonio. Un’occasione straordinaria che unirà la cultura dell’arte e del vino in una cornice storica d’eccezione, coinvolgendo anche i viticoltori locali. Il Movimento Turismo del Vino Fvg si prepara a regalare al pubblico una straordinaria combinazione di satira, arte e cultura enologica, consolidando la sua posizione come promotore di eventi unici e indimenticabili. Per quest’occasione direttamente da Roma sono arrivati anche i saluti di Nicola Prudenti, conosciuto come Tinto del programma Decanter di Rai Radio 2 che non potendo essere presente a Gorizia, e non volendo rinunciare a un appuntamento così importante, ha voluto salutare il pubblico con un messaggio.

Il Movimento turismo del vino Fvg ringrazia gli sponsor e i partner tecnici del concorso: PromoTurimoFVG, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, CiviBank – Gruppo Sparkasse, ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino della sezione di Gorizia, Juliagraf, Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Latte Carso, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – Cell. 348.0503700
info@spiritodivino.cloud – info@mtvfriulivg.it
www.spiritodivino.cloud – www.mtvfriulivg.it

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In copertina, l’Uomo Vinumiano del primo classificato Under 35; all’interno, le altre vignette vincitrici e immagini della premiazione avvenuta a palazzo Krainer.

Basta sprechi, con il pane invenduto ora nasce una birra artigianale Made in Fvg

Nasce PanBirretta, la birra artigianale Made in Fvg, prodotta con il pane fresco di recupero conferito da panifici, gastronomie, ristoranti e hotel del territorio. Il progetto è stato presentato a Udine alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e del direttore di Agrifood, Pierpaolo Rovere. Si tratta di un progetto che mette in rete il Birrificio Forum Iulii, i produttori di pane, gli operatori della ristorazione e la grande distribuzione in un circolo virtuoso per ridurre lo spreco alimentare, sostenuto dalla Regione Fvg attraverso Agrifood e il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. PanBirretta nasce da un’idea del Birrificio Forum Iulii che dal 2014 produce birra artigianale nello stabilimento di Cividale che da sempre fonda la propria attività sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle materie prime.


“Ogni giorno si parla di economia circolare, di riciclo e di riuso – ha commentato l’assessore Zannier -, ma spesso manca una reale sostenibilità economica di questi processi. PanBirretta invece è economia a 360 gradi: economia dei conferitori che non buttano via il prodotto, economia del produttore e anche del soggetto che distribuisce la birra attraverso la propria rete. Tutto ciò avviene senza la necessità di sostenerlo: c’è quindi sostenibilità sociale, ambientale ed economica”.
PanBirretta, infatti, applica i principi dell’economia circolare con l’obiettivo di dare nuova vita al prodotto invenduto, recuperando il pane fresco non utilizzato che altrimenti diventerebbe rifiuto e che va a sostituire circa il 25% del malto presente nella birra. Lo stabilimento del birrificio, ricavato da una vecchia falegnameria, autoproduce energia elettrica grazie ai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura, mentre l’energia termica deriva dall’impianto a biomassa che sfrutta gli scarti della lavorazione del legno.
Il malto proviene da terreni di proprietà coltivati a orzo, mentre il luppolo da produttori prevalentemente locali: i malti esausti, al termine del processo di ammostamento, vengono conferiti ad aziende agricole e utilizzati come mangime per gli animali, mentre i luppoli sono trasformati in fertilizzante per la coltivazione del suolo. Si tratta quindi di un processo di produzione ad emissioni zero, in cui anche gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati per altri usi, come è stato spiegato anche dai mastri birrai Angelo Tsimbirlis e Sebastiano Corato.
“L’anima del progetto sta proprio nell’idea di trasformare lo scarto alimentare in ricchezza e in catena di valore per il territorio e per i produttori. – spiega il responsabile di progetto, Umberto Marangoni –. Ci è voluto un anno di lavoro, di sperimentazione e di prove per arrivare alla ricetta perfetta per sostituire parte dei malti con il pane. Abbiamo sviluppato una tecnologia di cui è stata depositata richiesta di brevetto: si chiama Breadwashing e, con una quantità limitata di acqua, assicura il lavaggio naturale del pane per eliminarne il contenuto di sale e renderlo materia prima della nostra birra, sostituendo il malto d’orzo fino ad un massimo del 30%”.


Il residuo della lavorazione (le trebbie, ovvero la componente solida che viene eliminata dopo l’ammostamento) non viene più dato agli allevatori come mangime per il bestiame, ma viene essiccato e lavorato con la farina per realizzare prodotti di panificazione dolce e salata: è il pane che diventa birra per poi ritornare pane.
Anche il packaging ha seguito il percorso della sostenibilità: il confezionamento di Pan Birretta è in lattina di alluminio che consente sia il recupero dell’85% della materia prima riciclabile sia il risparmio su emissioni e costi di trasporto grazie a peso e volume di imballaggio inferiori rispetto alle bottiglie di vetro. Le lattine di PanBirretta riportano il marchio “Io sono FVG”, nato per dare valore alle aziende e ai prodotti agroalimentari del territorio, e sono a scaffale da oggi nei supermercati Interspar del Friuli Venezia Giulia.
“Despar e PanBirretta hanno molti punti in comune – ha sottolineato Fabrizio Cicero Santalena, direttore regionale Fvg Despar – a partire dalla sostenibilità che è un valore fondamentale per noi: i punti vendita lavorano contro lo spreco, donando i prodotti non più vendibili ma utilizzabili. Questo progetto unisce sostenibilità, autosufficienza energetica, riuso e, non da ultimo, qualità del prodotto finale. Crediamo moltissimo in ciò che fa il territorio e siamo orgogliosi di sostenere PanBirretta nella distribuzione: partiamo con gli Interspar per poi allargarci agli altri punti vendita del gruppo”.
PanBirretta sarà acquistabile anche nei punti vendita dei conferitori, panifici, gastronomie, ristoranti, trattorie e hotel che cederanno il pane invenduto al birrificio. “Crediamo sia un ulteriore valore aggiunto coinvolgere nella distribuzione chi ci dà la materia prima, un modo per suggellare la catena virtuosa del progetto. Panificatori e ristoratori potranno vendere e far assaggiare ai propri clienti la birra che nasce anche grazie al loro pane”. In Italia, circa l’8% del pane prodotto rimane invenduto e solo il 3% di quest’ultimo viene trasformato o riutilizzato. Questo significa che ogni anno il pane produce circa 300.000 tonnellate di rifiuti con i conseguenti costi economici e ambientali. PanBirretta è una birra chiara ad alta fermentazione (golden ale stile inglese) con una leggera luppolatura, dal corpo pulito e fresco e con note sapide e fragranti conferite dal pane di recupero che sostituisce parte dei malti.

Elenco conferitori coinvolti ad oggi in Fvg, la cui rete si allargherà nei prossimi mesi – Panificio Francovicchio (Udine), Pizzeria Alla Lampara (Udine), Ristorante Laite (Sappada), Fratelli Panza (Udine), Enoteca Da Michele (Udine), Trattoria Da Nando (Mortegliano), Hotel Ristorante Là di Moret (Udine), Fred (Udine), Macoritto Valentino (Tiezzo), Panificio Pasticceria Paoluzzi (Udine), Panificio pasticceria Cavallo Enzo (Udine), Da Luciano gastronomia (Udine), Trattoria Da Rochet (Reana del Rojale), Forno Rurale (Remanzacco), Osteria Pieri Mortadele (Udine).

Il birrificio Forum Iulii – Birrificio Forum Iulii nasce a Cividale da un progetto che si è concretizzato nel corso dell’anno 2018 con il completamento della ristrutturazione della sede di una storica falegnameria la cui costruzione risale al 1965. L’edificio è stato completamente ristrutturato dando vita a un laboratorio con un impianto di cottura da 10 hl, impianti di fermentazione, confezionamento e un’area di conservazione e stoccaggio. Ospita inoltre una Tap Room dove poter degustare tutte le birre di nostra produzione abbinate a proposte gastronomiche. La nostra filosofia di produzione è stata fin dal principio ispirata ai principi di sostenibilità̀ ambientale. Il fabbisogno energetico è coperto integralmente da fonti di energia rinnovabile che ci garantiscono l’indipendenza energetica.

Obiettivi del progetto su base annua
Pane: recupero di 400.000 fette di pane
Emissioni: risparmio di 12.000 Kg di CO2 (anidride carbonica)
Risparmio di suolo: 40.000 mq coltivati in meno
Acqua: 50.000 litri risparmiati
Malto: 7.000 Kg sostituiti dal pane di recupero
Confezioni: 80.000 Kg riciclabili

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In copertina e all’interno la presentazione della birra artigianale in Regione a Udine.

Capodanno cividalese, torna dopo due anni la gubana gigante: il brindisi sarà dedicato al ricordo di Berto Blasuttig

Che bello! Cividale riavrà a Capodanno la sua gubana gigante. La sera del 1° gennaio 2024, nella città longobarda, verrà riproposta infatti, dopo un paio d’anni di assenza a causa dell’emergenza pandemica, una simpatica e partecipata manifestazione volta a valorizzare il tipico dolce locale, ovvero il brindisi per il nuovo anno con la gubana da Guinness.
Sospeso, appunto per il Covid, nel ’21 e ’22, dopo ben quindici anni di tradizione, l’evento verrà riproposto sotto la loggia municipale di Largo Boiani seppur con alcune varianti rispetto alle precedenti edizioni caratterizzate dai record della progressione del peso della specialità dolciaria da Guinnes (da 34 a 103 kg in tre lustri). Ciò é principalmente dovuto alla scomparsa del titolare del Forno Cattarossi, Berto Blasuttig, vero protagonista della gustosa manifestazione. Al suo posto si cimenterà nella performance pasticcera, pur senza inseguire record di pesatura, il gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che proprio davanti al palazzo municipale ha recentemente aperto un elegante negozio-pasticceria. La degustazione gratuita della gubana gigante la sera del 1° gennaio sarà accompagnata dal brindisi con lo spumante dell’azienda vinicola Scarbolo di Spessa di Cividale.
L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato alle attività culturali guidato da Angela Zappulla, ha patrocinato l’iniziativa dietro specifica richiesta del Circolo culturale Corno presieduto da Sergio Paroni che, assieme ai precedenti gestori del Caffé San Marco, Andrea e Marco Cecchini, fu il promotore originario. La fase logistica del grande brindisi é stata assunta dal nuovo gestore del Caffé San Marco, storico locale cittadino che riaprirà a breve dopo un’ampia ristrutturazione e che proprio nel 2014 compirà 230 anni di vita. Il San Marco, infatti, é il diretto erede dell’esclusivo circolo aristocratico cividalese sorto nel 1794 nel palazzo quattrocentesco attuale sede del Municipio. Il ludico evento del Capodanno ducale avrà inizio intorno alle 18.30 con il manifesto intento di rilanciare una felice tradizione di grande richiamo turistico.

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In copertina, il taglio della gubana gigante di qualche anno fa presente il compianto Berto Blasuttig che l’aveva prodotta.

Coldiretti, assemblea oggi a Roma per eleggere il nuovo presidente nazionale

Stamane al Centro congressi Rospigliosi, a Roma, si riunisce l’Assemblea nazionale della Coldiretti con le rappresentanze degli agricoltori da tutte le province e regioni d’Italia e dei movimenti dei giovani, delle donne e dei pensionati che eleggeranno il nuovo presidente e la giunta esecutiva per i prossimi cinque anni, in rappresentanza di 1,5 milioni di iscritti della maggiore Organizzazione di settore a livello europeo. L’appuntamento “Nutriamo il futuro” avrà al centro dei lavori l’innovazione in agricoltura tra conflitti e crisi climatiche, ma anche il tema del credito, le misure a favore dei più fragili e i contenuti della manovra all’esame del Parlamento e le scadenze del Pnrr. Assieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo ci sarà anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.
Focus sulle scelte di acquisto delle famiglie alla vigilia delle feste dalle quali dipende il futuro di centinaia di migliaia di aziende italiane ma anche la difesa del lavoro, del territorio e del patrimonio di biodiversità, con il rapporto Coldiretti/Ixe’ “Il Natale sulle tavole degli italiani”. Saranno illustrati la spesa prevista, le tavolate, i consumi dei prodotti simbolo, le sfide storiche tra le diverse specialità ma anche i nuovi trend 2023, con la sfilata dei dolci tipici locali durante la quale saranno svelati i segreti delle ricette conservate da generazioni nelle campagne.

Peste suina e indennizzi:
domande dal 15 gennaio

Si possono presentare dal 15 gennaio e fino al 15 febbraio prossimi le domande per gli aiuti riconosciuti alle aziende suinicole italiane che hanno subìto danni indiretti per le misure adottate al fine del contenimento dei focolai di peste suina africana. Si tratta degli interventi relativi al periodo dal 1° luglio 2022 al 31 luglio 2023. Le risorse stanziate per l’anno in corso sono pari a 19.644.443,25 euro, di cui il 60% destinato alle piccole e medie imprese e alle micro che operano nella produzione agricola e il restante 40% al settore della macellazione e della trasformazione. L’aiuto verrà pagato in un’unica soluzione dal 3 giugno. Il 14 dicembre sono state pubblicare le istruzioni Agea con le modalità operative su richiesta ed erogazione del sostegno. Gli indennizzi sono riconosciuti alle imprese che svolgono produzione agricola primaria e alle Pmi e microimprese del settore della trasformazione e macellazione, nei limiti del de minimis. Sono compresi anche gli gli stabilimenti autorizzati a esportare nel 2022 nei Paesi terzi, ma che non hanno potuto effettuare le spedizioni per i bandi sanitari delle autorità estere, notificati dal ministero della Salute italiano.
Per ottenere l’indennizzo previsto per le aziende agricole il richiedente deve risultare detentore/operatore o proprietario di un allevamento di scrofe da riproduzione a ciclo aperto, a ciclo chiuso e da ingrasso (comprensivi di allevamenti da svezzamento e magronaggio), in uno dei comuni assoggettati a restrizioni sanitarie indicati nelle disposizioni del ministero della Salute e/o nelle ordinanze del Commissario governativo alla Peste Suina Africana. L’allevamento doveva risultare attivo nel periodo tra il 1° luglio 2022 e il 31 luglio 2023. Le categorie merceologiche per le quali è concesso l’aiuto sono: verri; scrofe; scrofette; suini da ingrasso e suinetti. Il sostegno può coprire fino al 100% il danno totale subìto, calcolato, per ciascuna fattispecie, sulla base degli importi unitari. Per quanto riguarda le aziende che operano nella macellazione e trasformazione le categorie merceologiche ammesse sono verri; scrofe; scrofette; suini da ingrasso; suinetti; prosciutti; prodotti di salumeria; e tagli di carne suina.

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In copertina, il presidente nazionale uscente di Coldiretti Ettore Prandini.

Michelin, L’Espresso e Gambero Rosso: un tris d’assi per Gloria Clama e il ristorante che a Raveo “canta” la Carnia

Un percorso che non accenna a fermarsi, quello di chef Gloria Clama e del suo ristorante “Indiniò” di Raveo, che conclude l’anno aggiudicandosi tre tra i più importanti riconoscimenti nel mondo della cucina italiana: l’inserimento nella Guida Michelin, in quella del Gambero Rosso e nelle Guide dell’Espresso. Per il terzo anno consecutivo, infatti, “Indiniò” rientra all’interno della prestigiosa Guida Michelin, alla quale si aggiungono altri due importanti traguardi: Le Guide dell’Espresso 2024 premiano l’eccellenza della Clama assegnandole “1 cappello” e la Guida Ristoranti d’Italia 2024 di Gambero Rosso la inserisce tra le eccellenze del Bel Paese premiandola con “1 forchetta”.


Tutto questo, merito della grande tenacia di Gloria Clama, già emersa davanti alle telecamere di Masterchef, che ora spicca ancor di più nella cucina del suo “Indiniò”. Ed è proprio lì, nel locale di Raveo immerso nella natura, che ogni giorno nascono piatti che rappresentano un vero e proprio tributo alla Carnia e ai suoi boschi: carni affumicate, granita all’abete rosso, lichene al latte e miele, acqua al fieno, sono solo alcuni esempi di una filosofia di cucina che mira all’equilibrio tra sapori perduti e avanguardia.
Un amore per il territorio che quest’anno ha permesso alla chef l’ingresso nell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, fondata al fine di promuovere l’Italia nel mondo attraverso la cultura della cucina di qualità e la tutela del patrimonio enogastronomico e agroalimentare. «Cucinare con ingredienti, anche apparentemente, insoliti – commenta Gloria Clama – è un rendere omaggio ogni giorno al posto dove sono cresciuta. Ma, al contempo, non è una sfida facile, perché richiede ricerca, attenzione, cura e pensiero innovativo. Quando sul piatto riesco a sentire i profumi e i sapori del bosco, capisco che l’anima della mia cucina è tutta racchiusa lì. Ecco perché ricevere riconoscimenti, come questi, fa senza dubbio molto piacere».
Ma, da buona carnica, chef Clama non intende adagiarsi: «Questo è solo l’inizio per il nostro “Indiniò”, il desiderio è far conoscere sempre di più le eccellenze della mia terra, permettere a chi viene a mangiare da noi di riscoprire ricordi culinari in una veste inedita».

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In copertina, chef Gloria Clama; all’interno, un piatto e il suo ristorante a Raveo.