A “Oro di Ramandolo” anche grandi vini da Faedis, Savorgnano e Prepotto

di Gi Elle

Ci saranno anche tre “special guest” – cioè ospiti speciali – nella grande giornata di “Oro di Ramandolo” in programma dopodomani, a Nimis. Faranno festa con il celebre Docg ottenuto sulle colline marnose ai piedi del monte Bernadia i vini bianchi di Savorgnano del Torre, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. A questi ultimi, due grandi rossi autoctoni che non temono confronti, sono state riservate specifiche sottozone, le quali nel tempo potrebbero preludere a due nuove denominazioni di origine controllata e garantita, che si aggiungerebbero, quindi a Ramandolo, ma anche a Picolit e a Rosazzo.
Un’ottima compagnia, quindi, per regalare agli enoappassionati che sceglieranno questa invitante meta nell’ambito della prima giornata di “Cantine Aperte a San Martino”, l’ormai affermata manifestazione autunnale organizzata dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. Ma anche per fare festa con i produttori di Nimis che da alcuni anni organizzano la bella manifestazione, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank. Si tratta, come già annunciato, di un evento enogastronomico “itinerante” che, appunto sabato per tutta la giornata, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, più di altrettanti vignaioli e numerosi artigiani del gusto” che proporranno delle specialità con cui accompagnare le degustazioni.

Ecco il Refosco di Faedis…

… e lo Schioppettino di Prepotto.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede anche sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco, appunto di Faedis (noto anche come Refoscone) o dal Peduncolo rosso.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da alcuni pulmini messi a disposizione dall’organizzazione. Per cui le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”, prima del bivio per Ramandolo-Torlano) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo, in quanto tutte le degustazioni infatti, considerata anche la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati ai due famosi rossi “ospiti”: appunto, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto (detto anche Ribolla nera). Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.
Un programma più che invitante, dunque, per cui non resta che sperare in un miglioramento delle condizioni del tempo, che in questi giorni si è sbizzarrito con una vera e propria pioggia “a catinelle”. Come detto, se dovesse piovere, niente paura: tutto si terrà, opportunamente organizzato, al coperto. Ma ovviamente i  diciotto produttori del Ramandolo Docg impegnati nella manifestazione nutrono la fiducia che tutto andrà per il meglio.

Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa. Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 338 4656394.

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In copertina, grappoli di Verduzzo giallo fatti appassire per ottenere il prezioso Ramandolo Docg.

Dolegna del Collio in festa per i Premi di San Martino

Quella di Dolegna del Collio è diventata la Festa del Ringraziamento più attesa del Friuli. L’evento, giunto alla 69a edizione, richiama infatti ogni anno, l’11 novembre in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la sezione locale della Coldiretti conferisce il  premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro” a personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Sostenuta da CiviBank, la manifestazione  comincerà lunedì prossimo, alle 11, nella Chiesa parrocchiale. Negli ultimi anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario per cui ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile, tant’è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo della nostra regione. Dopo la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Luigi Olivo, parroco di Aquileia e canonico della Cattedrale di Gorizia, e la successiva benedizione dei mezzi agricoli, il presidente della giuria, l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la cerimonia della consegna dei riconoscimenti.
Il “Falcetto d’oro” (23a edizione) viene assegnato a personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio.  Anche l’amministrazione comunale, come detto, ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” (18a edizione) assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e di CiviBank.
A favore del comparto primario, la banca cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2018-19 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate.  Sul fronte ordinario, si è messa a frutto la nuova convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

Edizione 2018: parla la presidente di Civibank, Michela Del Piero.

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In copertina, vigneti nella zona di Dolegna in riva al torrente Judrio.

 

La cipolla regina in 4 ristoranti Fvg del Buon Ricordo

La Cipolla rossa di Tropea e quella bionda di Cureggio e Fontaneto, quella bianca di Barletta e quella dorata di Parma, quella ramata di Milano, ma anche quella rossa di Bassano e di Cavasso Nuovo, in Friuli. Non c’è regione in Italia che non abbia la sua cipolla tipica, diversa per sapore, colore, forma da tutte le altre. Le varietà più conosciute sono una ventina, ma ad esse ne vanno aggiunte molte altre assolutamente locali, ineguagliabili anche se a volte con piccolissime produzioni.
E proprio la cipolla sarà la regina e la protagonista assoluta di golosi e inusuali menù che gli chef dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo proporranno per l’intero mese di novembre. I cuochi dell’associazione daranno così vita ad un’amichevole sfida per creare piatti che, dall’antipasto al dessert, possano declinare le molte virtù di questa verdura povera e diffusissima dal Nord al Sud dell’Italia, recuperando piatti della tradizione regionale o interpretandola in modo contemporaneo. Molto presente nella cucina del Belpaese, spesso però relegata a insaporire soffritti o a fare soltanto da comprimaria, la cipolla diventerà per una volta protagonista assoluta della tavola. In Friuli Venezia Giulia i piatti potranno essere degustati in questi quattro rinomati locali: Lokanda Devetak 1870, Trattoria Alla Luna, Trattoria Da Nando e Trattoria Da Toni.
Prosegue così il percorso iniziato l’anno scorso, quando la zucca era stata al centro di “Un prodotto, 100 chef, un Buon Ricordo”, la grande kermesse autunnale che l’Unione Ristoranti Buon Ricordo dedica ogni anno ad uno dei prodotti dell’agricoltura italiana in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo, tradizionale e attesissimo appuntamento che propone in novembre a livello internazionale sapori, valori e cultura dell’enogastronomia della penisola.
Ai commensali che degusteranno il “Menù della cipolla” sarà regalato, come tradizione del Buon Ricordo, un piatto dipinto a mano dagli artigiani delle Ceramiche Solimene di Vietri sul Mare, su cui campeggia una bella cipolla tratteggiata con lo stile giocoso e naif che caratterizza, fin dal loro nascere nel 1964, i Piatti del Buon Ricordo.

La cipolla rossa di Cavasso… 

 

Da 55 anni a difesa
delle nostre tradizioni

Cinquantacinque anni d’età, un centinaio di insegne, di cui una decina all’estero: dal 1964 l’Unione Ristoranti del Buon Ricordo salvaguarda e valorizza le tante tradizioni e culture gastronomiche del nostro Paese, accomunando sotto l’egida della cucina del territorio (a quei tempi scarsamente considerata) ristoranti e trattorie di campagna e di città, dal Nord al Sud. L’Urbr è stata la prima associazione fra ristoratori nata in Italia ed è ancora oggi la più diffusa e conosciuta. A caratterizzare ciascun ristorante, e a creare fra loro un trait d’union, è oggi come un tempo il piatto-simbolo dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale, che viene donato agli ospiti in memoria di una piacevole esperienza gastronomica da ricordare. Nel loro insieme, ristoranti e trattorie associati rappresentano, con la varietà straordinaria delle loro cucine, il ricchissimo mosaico della gastronomia italiana.

… e quella di Tropea.

I RISTORANTI ADERENTI

In Friuli Venezia Giulia:

Lokanda Devetak 1870 – San Michele del Carso
Trattoria Alla Luna – Gorizia
Trattoria Da Nando – Mortegliano
Trattoria Da Toni – Gradiscutta

E nella Penisola:

Al Cavallino Bianco – Polesine Zibello
Dante – Taberna De’ Gracchi – Roma

Due Cigni Ristorante – Montecosaro Scalo 
Hostaria di Bacco – Furore 
Hotel Sassella Ristorante Jim – Grosio
La Locanda dei Beccaria – Montù Beccaria 
La Montanella – Arquà Petrarca 
Le Cherche Midi – Parigi
Locanda Degli Artisti – Cappella de’ Picenardi 
Mori Venice – Parigi
Osteria di Fornio – Fidenza 
Osteria in Scandiano – Scandiano 
Osteria La Fefa – Finale Emilia 
Ristorante Antico Brolo – Padova
Ristorante Boccadoro – Noventa Padovana
Ristorante Da Delfina – Artimino 
Ristorante dell’Hotel Barbieri – Altomonte 
Ristorante Enoteca Del Duca – Volterra 
Ristorante Filippino – Lipari 
Ristorante Hotel Bassetto – Ferentino 
Ristorante Hotel Moderno – Erice 
Ristorante I 5 Campanili – Busto Arsizio 
Ristorante Il Pernambucco – Albenga 
Ristorante La Fornace – San Vittore Olona 
Ristorante La Piana da Gilberto – Carate Brianza 
Ristorante Le Querce – Cantù – Mirabello 
Ristorante Lo Stuzzichino – Sant’Agata sui due Golfi 
Ristorante Manuelina – Recco 
Ristorante Olona da Venanzio dal 1922 – Induno Olona 
Ristorante Prêt à Porter – Bagno di Romagna 
Ristorante Salice Blu – Bellagio 
Trattoria Guaiane – Noventa di Piave 

La bianca di Cureggio.

I ristoranti aderenti  verranno via via pubblicati sul sito del Buon Ricordo

InformazioniUnione Ristoranti del Buon Ricordo
Tel. 0521706514 – www.buonricordo.com – info@buonricordo.com

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In copertina, il tradizionale piatto dedicato quest’anno alla cipolla.

Sipario sul Congresso Assoenologi: il vino avrà una Cabina di regia

di Gi Elle

Da Trieste a Matera, e quindi a Genova. Sarà un’altra città di mare, dopo l’entusiasmante esperienza dell’anno scorso nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, a ospitare nel 2020 il Congresso nazionale Assoenologi  – 75ma edizione – che si è appena concluso in Basilicata e al quale ha partecipato anche una folta delegazione regionale guidata dal presidente Rodolfo Rizzi, mentre la sezione giovani era capitanata dalla coordinatrice Chiara Peresani. C’era inoltre il consigliere nazionale Daniele Calzavara.

Rodolfo Rizzi con Chiara Peresani.

Molto intensi i quattro giorni di lavori, ospitati dalla Capitale europea della Cultura, sotto la regia del presidente nazionale Riccardo Cotarella e del direttore generale Paolo Brogioni. Accanto agli importanti adempimenti istituzionali dell’Associazione dei tecnici della vite e del vino, l’interesse maggiore è stato calamitato dall’incontro – nell’ultima serata, a Venosa, cittadina a una novantina di chilometri da Matera – con il nuovo ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che peraltro giocava “in casa” essendo brindisina e quindi della vicina Puglia, terra produttrice di grandi vini. L’esponente del Governo Conte, durante il talk show coordinato ancora da Bruno Vespa – infatti lo storico conduttore di “Porta a Porta” era stato chiamato nel luglio 2018 a incalzare gli oratori anche al Teatro Verdi -, ha fatto anche un importante annuncio, anticipando l’istituzione presso lo stesso Ministero di via Venti Settembre una Cabina di regia permanente per il vino. Un servizio, la cui nascita è assicurata già entro l’anno, accolto subito con favore in quanto si rivelerà sicuramente utile per affrontare problemi e prospettive di un settore fondamentale dell’economia italiana, ma che si trova a fare i conti tuttora – e forse sempre più – con un mercato fatto di luci e di ombre, come rilevavamo anche nelle scorse settimane fermando l’attenzione sulla vendemmia ’19 nel Vigneto Fvg.

Con l’anticipazione di questa iniziativa strategica – che si collega a una cospicua assegnazione di fondi ministeriali nell’ambito dell’Ocm vino al fine di assicurare il sostegno a tredici progetti promozionali – è calato dunque il sipario sul 74° Congresso nazionale Assoenologi che lasciata la terra lucana nel 2020 tornerà al Nord, appunto nell’antica città della Lanterna che, forte del suo luminoso passato di Repubblica Marinara, saprà dare rinnovato slancio anche a questa importante categoria dei tecnici vitivinicoli che tanto merito hanno per aver fatto crescere la qualità della Cantina Italia, ma anche di quella del Friuli Venezia Giulia, dalla quale escono in larga parte vini bianchi eccezionali che hanno conquistato il mondo.

La rappresentanza degli enologi Fvg.

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In copertina, il presidente Assoenologi Fvg, Rizzi, con il ministro Teresa Bellanova e il presidente Cotarella.

(Foto tratte dalla pagina Fb di Rodolfo Rizzi che ringraziamo)

Tra colline e cantine dove a Nimis nasce l’Oro di Ramandolo

“Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, che si svolge per tradizione nel sabato più vicino alla Festa di San Martino (che ricorre l’11 novembre). Data in cui, come afferma un antico adagio, “ogni mosto è vino”.
Fa eccezione però il Ramandolo Docg, che si ricava dai grappoli di Verduzzo giallo asciugati dal sole o lasciati appassire sui graticci. La torchiatura avviene normalmente tra fine ottobre e metà novembre, ed è il momento di festeggiare la chiusura dell’annata. Con questo spirito i produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, da alcuni anni organizzano il loro evento “itinerante”: un tour enogastronomico che, sabato 9 novembre, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la mitica Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, altrettanti vignaioli e due dozzine di “artigiani del gusto”.

Qui e sotto immagini del 2018.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo (che al momento appaiono discrete): tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia e il Caffè Illy. Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa.

Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394.

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In copertina, il caratteristico grappolo di Verduzzo giallo che dà il prezioso Ramandolo Docg.

LA RICETTA – Tartara di filetto di Pezzata rossa friulana

di Gi Elle

Oggi, con la consueta “Ricetta del sabato”, vi portiamo al ristorante Costantini, a Collalto di Tarcento – il rinomato locale fa parte del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, presieduto da Walter Filiputti -, per farvi gustare un piatto che lo chef Marco Furlano ha elaborato con una famosa carne nostrana e che ben s’intona con la stagione autunnale. Eccola:

“Tartara di filetto di Pezzata rossa friulana”

Ingredienti:
600 g di filetto di Pezzata rossa friulana tritato, possibilmente battuto a coltello
4 tuorli d’uovo
mezzo limone
15 g di cetriolini tritati
10 g di cipolla tritata
15 g di capperi tritati
10 g di acciughe tritate
15 g di prezzemolo tritato
10 g di paprika dolce
15 g di senape
salsa Worcester a piacere
Tabasco a piacere
Cognac a piacere
pepe e sale q.b.
20 g di olio extravergine d’oliva di Sedilis

Preparazione:
Formare con la carne una polpetta piatta e macinarvi sopra il pepe lasciando riposare per cinque minuti. In una terrina di vetro o porcellana sciogliere il sale con il limone, aggiungere le uova, l’olio di oliva la senape e amalgamare. Incorporare nella salsa i rimanenti ingredienti esclusi il prezzemolo e il Cognac, amalgamare e aggiungere il filetto.
Con un cucchiaio e una forchetta mescolare fino a ottenere una massa omogenea e cremosa.
Creare delle polpettine di carne per ogni commensale, porle nel piatto, quindi cospargere di prezzemolo e aggiungere alcune gocce di Cognac. Servire con crostini di pane caldo e riccioli di burro.

Vino:
Un generoso Refosco di Faedis o del Peduncolo rosso della Doc Friuli Colli orientali.

COSTANTINI
via Pontebbana, 12
33017 COLLALTO DI TARCENTO
Tel. 0432792004/0432792372
info@albergocostantini.com
www.albergocostantini.com
Proprietari: Eligio e Pio Costantini
Chef: Marco Furlano

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In copertina, ecco la”Tartara di filetto di Pezzata rossa friulana”.

Festa per gli enoturisti: riecco “Cantine Aperte a San Martino”

di Gi Elle

Riecco “Cantine Aperte a San Martino”! E’ iniziato, infatti, il conto alla rovescia per la ormai tradizionale manifestazione autunnale che dà appuntamento sabato 9 e domenica 10 novembre prossimi. E i caldi colori autunnali che colorano i vigneti saranno la magica cornice delle  visite degli enoappassionati in campagna e delle degustazioni in 37 cantine del Friuli Venezia Giulia che apriranno le loro porte per un weekend tutto da gustare.
Due giorni ricchi di iniziative che invitano nelle cantine di tutto il territorio regionale per scoprire e apprezzare eccellenti vini e delizie gastronomiche.  Degustazioni guidate dai produttori, abbinamenti cibo-vino, Pranzi e Cene con il Vignaiolo e piatti speciali saranno i protagonisti del grande evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga, e che pure quest’anno, nel suo ricco programma, vedrà anche la bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo” nella zona di Nimis che vanta la prima Docg ottenuta in Friuli Venezia Giulia. Festa che sarà anticipata questa domenica da “Vinum in Fundo” ad Aquileia, manifestazione che coronerà il programma di “Calici di Stelle”, per la regia delle Città del Vino Fvg.

I colori dell’autunno a Rosazzo.

Nelle due giornate dell’evento le cantine apriranno le loro porte dalle 10 alle 18 per visite e degustazioni, libere o su prenotazione. Alcune aziende organizzano anche cene e pranzi “A Tavola con il Vignaiolo“, in cui l’enogastronomia viene declinata in menù caratteristici da degustare direttamente nelle cantine, negli agriturismi e nei ristoranti della regione. In molte cantine gli ospiti troveranno il “Piatto Cantine Aperte a San Martino”, ovvero interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le degustazioni. Inoltre, in tutte le cantine aderenti ci saranno gli sfiziosi panificati Il Maggese/Novalis in grado di coniugare gusto e salute.

Oltre alle interessanti proposte di degustazione vini in abbinamento a prodotti tipici del territorio e di stagione, nelle cantine potranno essere apprezzate anche altre interessanti esperienze artistiche come la pittura con la feccia del vino, incontri con artisti locali e mostre fotografiche, naturalistiche alla scoperta delle terre del Chiarò, storiche con visite ad Abbazie e bunker della Guerra Fredda, tradizionali come la torchiatura dell’uva passita con il torchio di legno. L’evento, infatti, non va inteso semplicemente come una festa del vino, bensì come un momento di confronto con le persone che si dedicano alla loro attività con professionalità e dedizione. Per questo motivo vi ricordiamo che i vignaioli sono pronti ad accogliere gli enoturisti offrendo loro da 1 a 3 degustazioni gratuite mentre le successive, a discrezione di ogni singola azienda, potranno essere a pagamento.

Porte aperte nelle cantine Fvg.

I menù “A Tavola con il Vignaiolo”, l’elenco dei “Piatti Cantine Aperte a San Martino”, le esperienze proposte e tante altre informazioni per vivere al meglio l’evento sono disponibili su www.cantineaperte.info

Per ulteriori informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – cell. 348 0503700
info@mtvfriulivg.it

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In copertina, in Friuli Venezia Giulia ritorna fra una settimana una amata festa per gli enoturisti.

Ad Aquileia “Vinum in Fundo” per aiutare gli Amici di Federico

Conto alla rovescia per “Vinum in Fundo” ad Aquileia. Dopo il successo di Calici di Stelle, la grande manifestazione agostana svoltasi in contemporanea con il resto d’Italia, le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia replicano infatti anche in autunno il fortunato format che permette ai visitatori, acquistando un braccialetto, di degustare quanti vini vogliono abbinandoli a specialità gastronomiche locali. L’occasione, come già annunciato nelle scorse settimane, è in programma domenica 3 novembre grazie, appunto, a “Vinum in Fundo”, evento inserito all’interno della manifestazione Gaudeamus (2-3 novembre) del Comune di Aquileia, anch’esso membro delle Città del Vino e la cui area archeologica è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Alla manifestazione, con i propri banchi allestiti con le bottiglie Doc e Docg unitamente alle specialità gastronomiche della propria zona, parteciperanno una decina di Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.
L’evento è collegato a una raccolta di fondi a favore dell’associazione “Amici di Federico di Villa Vicentina: sorta nel 2008 per finanziare le spese per le cure di un bambino del paese friulano, da allora opera per aiutare altre famiglie bisognose di sostegno, grazie a una rete di solidarietà sostenuta proprio grazie a fondi raccolti in eventi pubblici.

Piazza Capitolo ad Aquileia.


Così, domenica prossima, nella splendida piazza Capitolo, a due passi dalla Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, dalle 11.30 alle 20 si potranno degustarei vini e i sapori di una decina di Città del Vino della nostra regione. Il costo del braccialetto, che dà il diritto a degustazioni illimitate, è di 15 euro. In caso di maltempo ci si trasferirà al coperto. “Per noi – ha detto il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, nonché assessore del Comune di Buttrio, Tiziano Venturini – é l’occasione di festeggiare, assieme a winelover ed enoturisti, la fine dell’annata culminata con la recente vendemmia. Con un brindisi nell’emozionante scenario della piazza principale di Aquileia celebreremo un anno che è stato ricco di progetti per tutte le nostre aderenti”.
Non solo: nell’occasione si attendono le persone che hanno partecipato ad agosto a Calici di Stelle. Chi presenterà più braccialetti dei singoli eventi estivi, potrà partecipare all’assegnazione di un soggiorno in una meta turistica regionale in collaborazione con PromoturismoFvg.
“Siamo lieti – commenta il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino – di ospitare questo evento all’interno di Gaudeamus, perché in qualità di Città del Vino e centro d’eccellenza della cultura friulana facciamo la significativa, degna chiosa all’intera manifestazione. Ad agosto Calici di stelle, con due appuntamenti, è stato un successo in piazza Capitolo, sede che ben si sposa a questo genere di kermesse enogastronomiche”.

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In copertina, in braccialetti di Calici di Stelle: chi ne presenterà di più riceverà un bellissimo premio.

Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità: festa con i Premi Carpenè

Un anno importantissimo per le splendide colline di Conegliano e Valdobbiadene, famose per il Prosecco Docg: l’Unesco le ha infatti dichiarate solennemente Patrimonio mondiale dell’Umanità. Un motivo in più, dunque, per fare festa durante la premiazione degli studenti più virtuosi della Scuola Enologica e della Fondazione Its Academy, da parte della storica Carpenè Malvolti che ha consegnato loro, nella sede del Cirve – UniPd di Conegliano, le “Medaglie d’Oro Antonio Carpenè” e la Borsa di studio internazionale “Etilia Carpenè Larivera”, investendo così sul futuro delle nuove generazioni e creando un simbolico ponte tra passato e futuro del Territorio e dell’Impresa. Molte le Istituzioni presenti alla cerimonia – condotta da Camilla Nata, giornalista di Raiuno  – tra cui il sindaco di Conegliano Fabio Chies, la preside dell’Istituto Giovan Battista Cerletti Mariagrazia Morgan e la direttrice della Fondazione Its Academy Damiana Tervilli. A consegnare i riconoscimenti, la quinta generazione della Famiglia, Rosanna Carpenè, fortemente impegnata in prima persona nel consolidare lo storico rapporto di interazione tra Scuola ed Impresa.

Il busto di Antonio Carpenè alla Scuola Enologica di Conegliano.

“Essere ancora qui, dopo centodiciassette anni dalla prima Medaglia d’Oro intitolata al mio trisavolo Antonio Carpenè per celebrare l’eccellenza formativa – ha commentato Rosanna Carpenè – è la conferma di quanto il Fondatore dell’Impresa in primis, ma la Famiglia tutta, da sempre siano impegnati nello sviluppo del tessuto socio-economico del nostro territorio e parimenti nella promozione della formazione culturale delle nuove generazioni. Ogni anno con l’attribuzione di tale riconoscimento si celebra un’ulteriore tappa storica per la Scuola ed il Premio, nonché la figura di quell’uomo di scienza e cultura che ci ha ispirato nell’attività Imprenditoriale e che, con lo scopo di tramandare ai posteri le sue conoscenze alle generazioni future, ha fortemente voluto ed istituito la prima Scuola Enologica d’Italia nel 1876, assieme a Giovan Battista Cerletti. Esserci ogni anno a premiare l’eccellenza formativa, tema particolarmente caro a tutta la mia Famiglia, significa riconoscere alla formazione viticola-enologica il ruolo di motore imprescindibile per la valorizzazione delle risorse umane interagenti con il nostro Territorio”.

Gli studenti premiati sono coloro che hanno conseguito il titolo di studio con il massimo dei voti nell’anno scolastico del 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’Impresa della Carpenè Malvolti. Infatti, in virtù di una modifica intervenuta sui tempi del riconoscimento, per la Medaglia d’Oro Antonio Carpenè sono stati due i premi consegnati. Uno per l’anno scolastico 2017/2018, che è andato ad Alessia Giacomini, che ha frequentato il corso di Viticoltura ed Enologia conseguendo il diploma con la votazione di 100/100 con lode;  l’altro per l’anno scolastico 2018/2019 ha invece insignito Pietro Merotto, che ha frequentato il corso di Viticoltura ed Enologia ottenendo il diploma con la votazione di 100/100.
Contestualmente anche la Borsa di studio internazionale “Etilia Carpenè Larivera” ha avuto come riferimento temporale l’anno del 150° Anniversario dalla Fondazione dell’attività d’impresa ed entrambe hanno acquisito un significato doppiamente importante in quanto la loro consegna avviene nell’anno in cui, appunto, l’Unesco riconosce le colline di Conegliano e Valdobbiadene quale sito Patrimonio dell’Umanità. Riconoscimento destinato allo studente più virtuoso dell’Istituto Cerletti e della Fondazione Its Academy di Conegliano, che quest’anno risponde al nome di Gloria Feltrin, viene infatti data l’opportunità di essere proiettato in una prospettiva internazionale con un viaggio di studio all’estero, presso una Università ed un’Impresa, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche economico-finanziarie inerenti al settore agroalimentare ed alla sostenibilità ambientale, quali fattori critici di successo sui mercati internazionali.

Un Premio, dunque, che intende esortare le nuove generazioni a studiare e tramandare la cultura enologica del Territorio anche in ambito internazionale. E’ stato infatti sulle fondamenta scientifiche poste dal Fondatore dell’Impresa Antonio Carpenè, che si sono costruiti i presupposti alla base del predetto riconoscimento. Con la sua lungimirante intuizione e la visione prospettica di valorizzazione di un ambiente inizialmente spoglio di vigneti ma da sempre ricco di tradizione vitivinicola, prima di chiunque altro ha intravisto in una migliore gestione delle coltivazioni e nella condivisone di valori culturali imprescindibili, la chiave di volta per lo sviluppo di questo Territorio. L’azione innovatrice e pionieristica di Antonio Carpenè condusse alla fondazione della prima Scuola Enologica d’Italia proprio a Conegliano ed il legame sussistente ancora oggi tra Impresa ed istituzione scolastica non fa che consolidare il riferimento ai valori fondanti delle origini e sottolineare l’attenzione della Famiglia al futuro delle nuove generazioni.

Ecco gli studenti premiati.

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In copertina, le colline di Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità.

E presto a Cormons “Città del vino” arriverà anche l’arte

“L’app Collio XR – Extended Reality rappresenta un tassello utilissimo a promuovere in un luogo meraviglioso come il Collio quel turismo emozionale che i visitatori oggi ricercano e che richiede, accanto a località fisiche, brand e prodotti come il vino e nuovi servizi”. Lo ha affermato l’assessore al Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenendo al museo civico del Territorio di Cormons all’evento “Collio: laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile”, secondo focus del programma triennale della Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, Carigo Green 3, realizzato con il contributo di Intesa San Paolo.

L’assessore regionale Bini.


L’app, come è noto, si basa sull’ascolto di otto diversi racconti per sette percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio. I racconti vanno dal fantasy al reportage, dal biografico al thriller e sono di diversa durata applicata a percorsi di differente chilometraggio.
Nell’occasione, Bini ha ricordato l’impegno importante che la Regione e PromoTurismoFvg stanno dispiegando da un anno e mezzo per lo sviluppo turistico del Friuli Venezia Giulia e ha annunciato “l’inclusione di Cormons in un progetto di valorizzazione delle principali località turistiche regionali, curato insieme all’assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, che prevederà l’installazione stabile di opere di artisti di altissimo valore internazionale”, assicurando così una ulteriore crescita culturale di una fra le più famose Città del vino del Friuli Venezia Giulia.
All’evento, insieme alla presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin, sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Cormons, Roberto Felcaro, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin.
A parte l’utilizzo sul campo, l’app Collio XR può essere scaricata e visionata già a casa per avere un’anteprima delle otto esperienze proposte sul posto e selezionare il percorso fisico e narrativo desiderato. Il progetto di raccontare il Collio nell’orizzonte dei 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 era stato preceduto, sempre a cura della Fondazione Carigo, dal riallestimento in chiave multimediale del museo di Monte San Michele.

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In copertina e qui sopra immagini dell’app dedicata al Collio.