Parentesi di bel tempo e le Cantine Aperte d’autunno fanno centro

di Gi Elle

Giusta, giusta una parentesi di bel tempo – peraltro splendido – per consentire lo svolgimento di “Cantine Aperte a San Martino” e poi di nuovo pioggia. E quanta, purtroppo! Domenica scorsa, infatti, gli enoturisti hanno beneficiato di una giornata meravigliosa – da vera “estate” nel nome del Vescovo di Tours – per fare visita a qualcuna delle aziende partecipanti alla proposta autunnale del Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. E sabato molti avevano partecipato a Nimis anche alla riuscitissima nuova edizione di “Oro di Ramandolo”, facendo segnare agli organizzatori un “tutto esaurito” che resterà negli annali della manifestazione dedicata al primo vino della nostra regione a essere contrassegnato con la Docg, il più prestigioso marchio di qualità.
La stagione delle degustazioni autunnali si è quindi aperta nel migliore dei modi: enoturisti e appassionati hanno, infatti, approfittato di “Cantine Aperte a San Martino” per vivere esperienze molto appaganti nei luoghi di produzione, assaporare rinomati prodotti tipici locali esaltati dai raffinati vini in abbinamento, conoscere appassionati vignaioli con i loro racconti sul vino e sull’indissolubile legame con il territorio.

La manifestazione, organizzata annualmente dal Movimento Turismo del Vino Fvg, presieduto da Elda Felluga, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ha visto la partecipazione di 37 aziende vitivinicole che, tra sabato e domenica, hanno accolto gli enoturisti facendo loro conoscere le nuove annate, le selezioni e le eccellenze della loro produzione.

“Cantine Aperte a San Martino” è stata l’occasione anche per celebrare il sempre apprezzato connubio tra vino e cibo con diverse modalità. Con l’iniziativa “A Tavola con il Vignaiolo”, i numerosi appassionati hanno apprezzato gli originali menù gourmet pensati per l’occasione, mentre con il “Piatto Cantine Aperte a San Martino” hanno assaporato delle pietanze create ad hoc per l’evento accompagnate sempre da un calice di vino. Oltre alle visite guidate, sono state molto apprezzate anche le numerose esperienze organizzate nelle cantine – dedicate alla natura, all’arte, alla storia e alle tradizioni – che hanno registrato una partecipazione entusiastica anche da parte di molti giovani. Si tratta, in definitiva, di un evento che sta riscuotendo un crescente successo e sta diventando sempre di più un appuntamento autunnale di richiamo per il turismo da fuori regione, particolarmente dall’Austria, dal Veneto e dall’Emilia Romagna, attratti anche dai suggestivi scorci di questa stagione.

Gli organizzatori ringraziano per la collaborazione i partner e gli sponsor tecnici di Cantine Aperte a San Martino: CiviBank, Del Torre, Acqua Dolomia, Juliagraf, Il Maggese / Novalis, Latteria di Venzone e Latte Carso, AsterCoop Madimer, Q.B. Quanto Basta, Università degli Studi di Udine e Vino e Sapori Fvg.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel +39.0432.289540 – Cell. +39.348.0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina e all’interno immagini di “Cantine Aperte a San Martino”. Infine, vini e grappe a “Oro di Ramandolo” sabato a Nimis.

L’impegno per la vite e per San Martino: Dolegna premia Bernardis

di Giuseppe Longo

DOLEGNA – Debutto ufficiale ieri mattina, nella “Giornata del Ringraziamento”, senza dubbio il più significativo momento di festa a Dolegna del Collio, per il nuovo sindaco Carlo Comis che ha voluto, tra i suoi primi e più rilevanti atti pubblici, ricordarsi di quanto fatto da un suo predecessore per il rilancio della ricorrenza di San Martino. Così, è andata proprio a Diego Bernardis, oggi consigliere regionale ma a lungo primo cittadino del paese in riva al Judrio, famoso per i suoi vini (grandi protagonisti recentemente di Sapori in Cantina”, ma sabato e domenica anche di “Cantine Aperte a San Martino”), il Premio Foglia d’Oro”, proprio per ringraziarlo del suo impegno, che peraltro continua sotto la nuova veste, a favore della vite e del vino, nonché, appunto, per la valorizzazione della “Giornata del Ringraziamento”, che ha avuto il suo centro focale – come già anticipato ieri – nella consegna del Falcetto d’Oro” della ColdirettiGabriele Di Gaspero, ricercatore ma anche viticoltore della vicina Spessa, tra i più affiatati protagonisti nella creazione degli ormai noti vitigni resistenti che ha visto in prima linea Università di Udine, con l’Istituto di genomica applicata (dove opera appunto il dottor Di Gaspero), e Vivai cooperativi di Rauscedo, ottenendo varietà rivoluzionarie che consentono di produrre ottimi vini con meno trattamenti anticrittogamici nel rispetto dell’ambiente, quindi ecosostenibili come si usa dire oggi, e con un notevole risparmio di tempo e di denaro.

La consegna dei Premi a Di Gaspero e a Bernardis; al microfono Claudio Fabbro e Franco Iacop.

La giornata di festa, organizzata puntualmente l’11 novembre, ricorrenza di San Martino – una volta segnava in campagna la conclusione ufficiale dell’annata agraria -, è cominciata con la Messa concelebrata nella Chiesa di San Giuseppe dall’arciprete di Cormons, monsignor Paolo Nutarelli (responsabile appunto anche delle anime della piccola Dolegna), il quale al  termine ha benedetto in piazza trattori e autovetture. Quindi, sempre nel raccolto luogo sacro, come più volte era avvenuto in passato, la cerimonia di consegna dei Premi. Attento regista, come avviene da tanti anni, Claudio Fabbro, impareggiabile memoria storica non solo delle vicende vitivinicole di Dolegna, e del Collio in genere, ma di tutto il Vigneto Fvg. Ha fatto gli onori casa il presidente della Coldiretti locale Michele Buiatti – è infatti la sezione paesana a organizzare ogni anno la bella e sentita manifestazione che corona l’attività annuale nei campi – assieme alla presidente provinciale di Gorizia, Angela Bortoluzzi. Entrambi hanno fatto cenno a problemi e prospettive del settore primario, facendo altresì il punto sull’annata agricola che volge al termine.

Monsignor Nutarelli, Angela Bortoluzzi e Michela Del Piero. 

Quindi la parola per un breve saluto alla leader di Civibank, Michela Del Piero – intervenuta assieme al responsabile delle pubbliche relazioni, Sergio Paroni, e al presidente emerito Lorenzo Pelizzo -, la quale ha confermato l’impegno dell’istituto di credito cividalese non solo per l’annuale ricorrenza di San Martino, ma anche per tutte le necessità che riguardano l’agricoltura in generale. E al termine degli interventi è seguita, tra gli applausi di una Chiesa gremita, la consegna degli ambiti riconoscimenti appunto al ricercatore Gabriele Di Gaspero e all’ex sindaco Diego Bernardis, festeggiati anche dal consigliere regionale Franco Iacop, il quale in un breve saluto ha ricordato il ruolo dell’Ente a favore del settore primario. Degna conclusione di tutto un sontuoso convivio “Al Cjant da Rusignul” di Mernico, accompagnato dai prestigiosi vini della zona, tra i quali primeggiavano la Ribolla gialla, vanto di Dolegna, e lo Schioppettino di Prepotto, la comunità contermine rappresentata dal sindaco Mariaclara Forti. E tra i brindisi ci si è dati appuntamento al prossimo San Martino, per la 24ma edizione del Falcetto e la 19ma della Foglia. Arrivederci, dunque, nel 2020.

Infine, una bella foto ricordo con tutti i protagonisti della festa.

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In copertina, Diego Bernardis ringrazia commosso per la Foglia d’Oro, tra il sindaco Comis e il consigliere regionale Iacop.

(Foto Claudio Fabbro)

Viti resistenti in Fvg: il grazie di Dolegna a Gabriele Di Gaspero

di Giuseppe Longo

Ormai si sente sempre più parlare, e si legge, di genoma della vite e di viti resistenti, vale a dire quelle che consentono, proprio perché hanno una “marcia in più”, di ridurre drasticamente il numero  dei trattamenti anticrittogamici, a beneficio non solo dell’ambiente, ma anche delle tasche dei vignaioli. E le prime varietà, appunto resistenti, dopo anni di impegnativi e appassionati studi e ricerche, sono state create in Friuli Venezia Giulia grazie a un’intesa fra l’Università di Udine e i Vivai cooperativi di Rauscedo, leader a livello mondiale nella produzione di barbatelle. Le viti così ottenute sono state messe a dimora con profitto, tanto da consentire anche le prime produzioni di uva e quindi dei primi vini che hanno riscontrato gli apprezzamenti non solo di esperti e tecnici degustatori ma anche di semplici consumatori o comunque enoturisti, come coloro che ieri e sabato hanno partecipato, molto numerosi, a Cantine Aperte a San Martino.
Oggi, ricorrendo la festa dedicata al Vescovo di Tours, Dolegna del Collio celebra tradizionalmente la sua Giornata del Ringraziamento, che è diventata un evento “classico” nella nostra regione. Anche perché da tanti anni si assegnano due prestigiosi riconoscimenti, il Falcetto d’Oro e la Foglia d’Oro, istituiti rispettivamente dalla locale sezione Coldiretti e dal Comune collinare, con il sostegno di Civibank, istituto sempre sensibile alle esigenze del mondo agricolo. La consegna dei Premi avverrà al termine della Messa che sarà celebrata alle 11 nella Chiesa parrocchiale di San Giuseppe.

E proprio su questo sito – riservato alla vite e al vino – siamo felici di poter anticipare, già prima della cerimonia, chi sarà il destinatario del Falcetto d’Oro 2019, svelandone il nome che finora è stato rigorosamente tenuto segreto. Si tratta del dottor Gabriele Di Gaspero, cividalese di Spessa, che opera al Centro di genomica di Udine, i cui studi hanno dato un importante apporto per la creazione proprio dei vitigni speciali. Questa la motivazione della giuria: “Con   grande impegno, passione e professionalità, dopo la Laurea in Scienze Agrarie all’Università di Udine (1999), ha operato nel campo alla ricerca e sperimentazione nel settore della genetica e fisiologia della vite, sia presso la stessa che importanti Istituti, in Italia ed all’estero. Il suo lavoro (2004-2015) ha contribuito alla creazione di “viti resistenti” alle principali avversità crittogamiche  (registrate nel 2015) e – fiero delle proprie radici contadine – e al benessere sia dell’ambiente che degli agricoltori e dei consumatori. Dal 2017 è una delle colonne del benemerito Istituto di Genomica Applicata (Iga) , Centro di sequenziamento del Dna , presso il Parco Scientifico Tecnologico Luigi Danieli di Udine”.

Dolegna del Collio, che nella vite e nel vino ha la massima espressione della sua agricoltura, vuole dunque sottolineare con questo Premio le importanti conquiste scientifiche ottenute, proprio in Friuli Venezia Giulia, a favore della vitivinicoltura, strategica nel settore primario anche per l’immagine di eccellenza che gli attribuisce, essendo sinonimo di grande qualità, soprattutto con i vini bianchi – e vanto di Dolegna è la Ribolla gialla -, apprezzata in tutto il mondo. Conquiste che consentiranno di superare nuove frontiere proprio in campo qualitativo, ma anche, come dicevamo, a difesa dell’ambiente, un problema al quale nessuno – e quindi anche quanti vivono e operano in campagna – può più sottrarsi al fine di consegnare alle nuove generazioni un pianeta ospitale e produttivo.

In copertina, Gabriele Di Gaspero che qui è con Michele Buiatti (Coldiretti) e Sergio Paroni (Civibank).

(Foto di Claudio Fabbro)

San Martino, che giornata nelle Cantine Aperte! “Oro di Ramandolo” super

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma che bella giornata, viene spontaneo dire stamattina ricordando il titolo di un divertente film di Checco Zalone di alcuni anni fa. Proprio l’ideale per vivere appieno la seconda giornata di Cantine Aperte a San Martino”, in questo scampolo d’estate che purtroppo durerà poco, essendo prevista abbondante pioggia già da martedì. Giusto il tempo per celebrare un po’ ovunque, nella ricorrenza della festa del Vescovo di Tours, le tradizionali Giornate del Ringraziamento, tra le quali emerge quella classica di domani mattina a Dolegna del Collio con la consegna dei famosi Premi di Coldiretti e Comune.
E bella, appena smesso di piovere, è stata anche la giornata di ieri e soprattutto il pomeriggio, proprio per consentire un positivo avvio della festa autunnale dedicata all’enoturismo, all’interno della quale ha vissuto una edizione tutta da incorniciare la bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo” che aveva segnato il tutto esaurito – sold out si usa dire oggi, visto che siamo sempre più anglofoni – fin dalla serata di venerdì. Quindi, di successo in successo, anno dopo anno. Bene avevano fatto, anzi benissimo, gli organizzatori nel 2018 a reintrodurre la festa del Ramandolo Docg dopo una parentesi di oblìo. La giornata nelle cantine di Nimis è, infatti, così amata dagli enoappassionati che la premiano con presenze che aumentano a ogni edizione.

Le bottiglie di Ramandolo Docg.

Una festa curata in ogni dettaglio per offrire il meglio ai visitatori, sia in fatto di vini – ma anche di grappe, come la storica di Ramandolo” della distilleria Giacomo Ceschia, la più antica del Friuli, premiata nelle scorse settimane anche dalla famosa Guida Bibenda” della Fondazione italiana sommelier – che di eccellenze gastronomiche soprattutto del Friuli collinare e della Carnia, come formaggi e salumi ma anche dolci della tradizione. Il tutto coronato dal Caffè Illy e, mentre stava calando la sera, dalla festa finale, con tanto di Banda (di Fagagna), alla cantina I Comelli” di via Valle, punto logistico dell’intera manifestazione. E dove sono rientrati – accolti da beneauguranti Alberi di Natale fatti di grappoli appassiti di Verduzzo giallo, quelli che appunto danno l’Oro di Ramandolo – gli enoturisti che avevano partecipato ai vari tour organizzati in altre sei aziende del territorio: Andrea Comelli, Dario Coos, La Roncaia, Osteria di Ramandolo, country-house Ramandolo Club e ritrovo agrituristico Là di Cjapen. Diciotto i produttori protagonisti che ricordiamo, accanto a quelli già citati: Alessandro Coos, Anna Berra di Monai Ivan, Bressani Giuseppe, Claucigh Andrea, Cussigh Maria, Cussigh Pietro, Dri Giovanni – Il Roncat, Dri Mario, Filippon di Comelli Lorenzo, Micossi di Revelant Walter, Monai Gildo, Vigneti Pittaro, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio. Ai quali si sono aggiunti produttori, come in una sorta di “gemellaggio”, del Refosco di Faedis e dello Schioppettino di Prepotto, due prestigiose sottozone dei Colli orientali del Friuli che, quindi, hanno fatto festa con il Ramandolo, la cui denominazione di origine controllata e garantita (dimostrata con tanto di fascetta sul collo di ogni bottiglia) è la prima ad essere ottenuta nel Vigneto Fvg.

Tra grappe e formaggi. E non solo.

E mentre i vignaioli di Nimis – la fortunata manifestazione era stata organizzata dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank – tirano le somme della loro festa, in Friuli Venezia Giulia si vive, come dicevamo, la seconda e ultima giornata di Cantine Aperte a San Martino”, proposta ogni anno a metà autunno dal Movimento regionale turismo del vino. Come ricordavamo ieri su questo stesso sito che abbiamo dedicato alla vite e al vino della nostra regione, sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che anche oggi aprono le loro porte ai “wine lovers”. I quali potranno, dunque, approfittare proprio di questa bellissima giornata che ancora una volta ci regala la tradizionale “estate di San Martino”.

La Banda di Fagagna.

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In copertina, ecco il beneaugurante Albero di Natale fatto tutto con grappoli appassiti di Verduzzo giallo.

 

A “Melaverde” il Fvg con gli spumanti Pittaro e i piatti di Morassutti

di Silvio Bini

Domenica in Tv. La pianura friulana mostrerà oggi alcune sue peculiarità produttive, attraverso la trasmissione di Canale 5, “Melaverde”, e l’attesa è, in particolare, per la presenza sullo schermo, poco prima delle 12, della Cantina Vigneti Pittaro di Codroipo e della Trattoria Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Nella puntata si ripercorrerà la storia di Piero Pittaro, un giovane enologo figlio di contadini, che decise di sfruttare questa terra apparentemente inospitale per coltivare la vigna e mettere le basi, assieme ad altri pionieri, della grande produzione vitivinicola friulana. La sua voglia di fare non si fermò e presto riuscì a realizzare un grande sogno: produrre il suo champagne/spumante diventando uno dei primi produttori di bollicine metodo classico Made in Friuli.
Ma fin dai primi anni Pittaro iniziò una raccolta di oggetti legati al mondo del vino che in breve tempo divenne una collezione privata dal valore inestimabile, oggi un vero e proprio museo.

Il museo del vino di Piero Pittaro.


Il ristorante Da Toni è invece un accogliente locale tipico situato in Comune di Varmo, capace di offrire un’esperienza enogastronomica nel rispetto della tradizione friulana. Immerso nel verde della campagna e circondato dalla natura, la storica trattoria è una vera e propria istituzione della zona, grazie ai suoi 90 anni di storia ed esperienza in cucina. L’ambiente è rustico, autentico ed estremamente accogliente. Lo staff di Aldo Morassutti svelerà i segreti della cucina, che hanno reso famoso il ristorante, rinomato per le ricette genuine e semplici, cucinate come vuole la tradizione e rivisitate nel corso del tempo per accontentare anche i palati più esigenti. Formaggi e salumi freschissimi, carne scelta e selezionata, verdure dell’orto dello stesso locale, pesce di fiume, pasta fatta in casa, confetture artigianali. Nella trasmissione, interverrà anche Valentino Targato, presidente della Copagri Friuli Venezia Giulia, organizzazione di rappresentanza di coltivatori diretti, con sede a Codroipo.

Aldo Morassutti a Grado e la trattoria Da Toni a Gradiscutta.

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In copertina, l’enologo Piero Pittaro nel suo museo del vino a Codroipo.

LA RICETTA – La farina e le vinacce di Ribolla

Cantine Aperte a San Martino”. E allora, in coincidenza con la consueta Ricetta del sabato, vi proponiamo un piatto del ristorante La Subida, di Cormons, che fa parte del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, preparato nientemeno che con le… vinacce di Ribolla gialla. Eccolo:

“La farina e le vinacce di Ribolla”

Ingredienti:
200 gr di farina con vinacce di Ribolla essiccate di Oslavia Macino 
2 uova intere
4 zucchine piccole
un’albicocca
alcune foglie di basilico
60 g di burro
brodo q.b.
sale e pepe
una puntina di aglio

Preparazione:
Con la farina e le uova confezionare dei tagliolini.
Per il condimento, mettere la noce di burro in una padella da pasta con la puntina di aglio, quando spumeggia aggiungere la zucchina tagliata molto piccola senza l’interno (il bianco), salare e pepare, sfumare con il brodo.
Aggiungere le fettine di albicocca e versare i tagliolini cucinati al dente.
Portare a giusta densità il condimento risottando i tagliolini.
Al momento di impiattare, profumare la pasta con del basilico tagliato a julienne.

Presentazione:
Adagiare la pasta su di una fondina e finire con due/tre scaglie di Montasio Stravecchio.

Vino:
Ovviamente una fresca Ribolla gialla ferma del Collio. Ma va benissimo anche un Friulano (ex Tocai friulano) della stessa storica Doc.

LA SUBIDA
Via Subida 22
34071 – Cormòns
Tel. 0481.60531
info@lasubida.it
www.lasubida.it
Proprietari: Fam. Sirk
Chef: Alessandro Gavagna

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In copertina, ecco il piatto del ristorante La Subida in una foto di Dean Dubokovic.

Al via Cantine Aperte a San Martino. Ed è sold out per “Oro di Ramandolo”

di Gi Elle

La mattinata si è presentata incerta e con piogge residue, ma le indicazioni meteo dell’Osmer sono incoraggianti per il pomeriggio, quando si prevede un diffuso miglioramento, e soprattutto per domani. Per cui dovrebbero essere buone anche le premesse per questa nuova edizione di “Cantine Aperte a San Martino”, la manifestazione enogastronomica d’autunno che s’incrocia con “Oro di Ramandolo” in programma soltanto nella giornata odierna a Nimis – ma è già sold out, vale a dire tutto esaurito –, mentre l’intera festa del Movimento turismo del vino si terrà ovviamente anche domani. Ma ecco alcuni dettagli.

CANTINE APERTE – Riecco, dunque, Cantine Aperte a San Martino”. Sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che apriranno le loro porte per un weekend tutto da gustare. Due giorni ricchi di iniziative che invitano a scoprire e apprezzare eccellenti vini e delizie gastronomiche. Le porte della cantine Fvg sono già aperte da stamane e lo rimarranno fino alle 18 (così anche domani) per visite e degustazioni, libere o su prenotazione. Alcune aziende organizzano anche cene e pranzi “A Tavola con il Vignaiolo”, in cui l’enogastronomia viene declinata in menù caratteristici da degustare direttamente nelle cantine, negli agriturismi e nei ristoranti della regione. In molte aziende gli ospiti troveranno il “Piatto Cantine Aperte a San Martino”, ovvero interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le degustazioni. Inoltre, ovunque ci saranno gli sfiziosi panificati Il Maggese/Novalis ingrado di coniugare gusto e salute.
Oltre alle interessanti proposte di degustazione vini in abbinamento a prodotti tipici del territorio e di stagione, nelle cantine potranno essere apprezzate anche altre interessanti esperienze artistiche come la pittura con la feccia del vino, incontri con artisti locali e mostre fotografiche, naturalistiche alla scoperta delle terre del Chiarò, storiche con visite ad Abbazie e bunker della Guerra Fredda, tradizionali come la torchiatura dell’uva passita con il torchio di legno. I vignaioli sono pronti ad accogliere gli enoturisti offrendo loro da 1 a 3 degustazioni gratuite mentre le successive, a discrezione di ogni singola azienda, potranno essere a pagamento.

Autunno nei vigneti di Rosazzo.

ORO DI RAMANDOLO – “Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, in programma appunto proprio oggi. Organizzato dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, si tratta di un tour enogastronomico che, fino al tramonto (ma anche dopo) , si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, diciotto vignaioli e numerosi artigiani del gusto. Moltissime le adesioni finora registrate, tanto che uno dei produttori protagonisti, Lorenzo Comelli (Filippon), ha annunciato raggiante,  già nella tarda serata di ieri, il “sold out”, appunto tutto esaurito.
Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco. Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo: tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati. L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto, special guest della manifestazione. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.

Etichette di Ramandolo Docg.

I VIGNAIOLI PROTAGONISTI

Alessandro Coos
Anna Berra di Monai Ivan
Bressani Giuseppe
Comelli Andrea
Claucigh Andrea
Cussigh Maria
Cussigh Pietro
Dario Coos
Dri Giovanni – Il Roncat
Dri Mario
Filippon di Comelli Lorenzo
I Comelli
La Roncaia
Micossi di Revelant Walter
Monai Gildo
Vigneti Pittaro
Vizzutti Sandro e Marco
Zaccomer Maurizio

Info sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394. I menù “A Tavola con il Vignaiolo”, l’elenco dei “Piatti Cantine Aperte a San Martino”, le esperienze proposte e tante altre informazioni per vivere al meglio l’evento sono disponibili su www.cantineaperte.info

Per altre informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – cell. 348 0503700
info@mtvfriulivg.it

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In copertina, porte aperte nelle cantine Fvg per la tradizionale ricorrenza di San Martino.

Grande festa del vino nella Brda per San Martino

di Claudio Soranzo

Ed è festa di San Martino anche oltre confine, quel confine che non c’è più da diversi anni, ma che fa da spartiacque fra il Collio e la Brda. Un’unica zona, un territorio uguale, ma due parlate diverse. Motivo per cui il paese di San Martino diventa Smartno e racchiude il nucleo della grande festa del vino, che riunisce gli amanti e gli intenditori di prelibatezze autunnali e diventa un’eccellente opportunità per visitare la Brda, appunto il Collio sloveno. Così nel borgo medioevale di Smartno si assaggeranno degli ottimi vini – sempre ben abbinati – durante questo weekend, quindi tra oggi e domani.
Il Santo della Chiesa parrocchiale più grande della Brda ha dato il nome al paese e un torrione dell’epoca, in difesa della fortezza, funge da campanile dal lontano 1875, con il motivo dei tre Santi dell’imponente Chiesa barocca, che si pregia di tre meravigliosi altari di marmo, specialmente ricco quello principale. Il presbiterio e la Via Crucis sono opera del pittore Tone Kralj, con un imponente pulpito in marmo bianco, a destra della navata.

Il maestoso Castello di Dobrovo. 

Oggi la festa è appena iniziata stamane con le bancarelle con prodotti fatti in casa e street music, per seguire in una serie serrata di appuntamenti vari, dall’extempore internazionale in strada con l’Associazione pittori Dablo, l’esibizione di un paio di gruppi musicali, la custodia e animazione per bambini con concorso di pittura “Autunno a Brda”; esibizione di ballerini, un workshop creativo per bambini con face painting e alle 15 l’inaugurazione della Festa di San Martino con “battesimo del vino”. Poi un’esibizione vocale, spettacolo teatrale per bimbi ed esibizione degli alunni delle scuole di canto e musica. Dalle 18 all’1 tre gruppi musicali e un Dj.
La giornata di domani inizierà, invece, alle 8.30 con la Camminata di San Martino, organizzata dal Club alpino di Brda, con partenza e arrivo a Villa Vipolze. La seconda giornata di festa proseguirà poi con diversi appuntamenti, simili a quelli del giorno precedente, per concludersi verso le 18 con un’esibizione di ballo e una performance con il fuoco di Ana Žerjal. Al fine di rendere la visita a Smartno più facile possibile l’organizzazione ha messo a disposizione un servizio navetta, che funziona tutto il giorno tra la stazione ferroviaria di Nova Gorica e i singoli villaggi della Brda, Smartno compreso.

L’antico borgo dall’hotel San Martin.

Ricordiamo, infine, che nel villaggio di Smartno c’è pure un nuovo albergo familiare ed ecologicamente orientato, l’hotel San Martin, che mette a disposizione 13 camere moderne, due suite, una camera familiare e un appartamento. Il ristorante dalle pareti di vetro con 60 posti a sedere offre la possibilità di gustare i piaceri della tavola, usando tutti i sensi. Nelle sale conferenze attrezzate è possibile organizzare meeting aziendali, feste di compleanno e matrimoni. Ma non basta: si può usufruire della sauna finlandese alle erbe biologiche, della stanza del sale, del wi-fi gratuito, la possibilità di degustare e acquistare oli di oliva e vini e di essere coinvolti in una visita guidata del villaggio e della Brda.

La Ribolla (Rebula) è uno dei vini più famosi della zona vitivinicola.

I produttori di vino protagonisti:

Klet Brda – Dobrovo
Čarga 1767 – Pristavo
Ščurek – Plešivo
Moro Wines – Vipolže
Vino Simčič Karol & Igor & Marjan – Hum
Reja vina – Kozana
Vina Peršolja – Kozana
Vina Aleksander – Medana
Vina Sosolič – Zali Breg
Vinarstvo Marinič Na Bregu – Šmartno
Domačija Bizjak – Brestje
Vina Fikfak – Imenje
Vina Mavrič – Šlovrenc
Vinarstvo Šibau – Fojana
Belica – Medana
Kristalvin – Višnjevik
Vina Domenis – Šlovrenc
Atelier Kramar – Barbana
Domačija Radikon – Kozana
Edi Simčič – Vipolže
Emeran Reya – Kozana
Fana Estate – Vipolže
Kmetija Benedetič – Vipolže
Villa Eva Wine – Kozana
Vina Prinčič – Kozana
Vina Silveri – Neblo
Zanut – Neblo
Erzetič – Višnjevik
Hiša Štekar – Snežatno
Kmetija Šibav Danjela – Neblo
Valter Sirk – Višnjevik
Vinarstvo Sirk Aljoša – Višnjevik
Valentinčič Turizem – Podsabotin
Vina Bregar – Dolnje Cerovo
Zarova – Gonjače
Simčič Bjanski Grič- Biljana
Al di la La Champagnarie

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In copertina e qui sopra vigneti a Dobrovo (Casteldobra) sul Collio sloveno a due passi dal confine.

E’ emergenza cinghiali ormai quadruplicati: l’appello degli agricoltori

di Gi Elle

Ormai è emergenza cinghiali a livello nazionale, anche a giudicare dalla manifestazione di protesta tenutasi ieri mattina a Roma, dinanzi al palazzo di Montecitorio. E il problema è vissuto intensamente pure in Friuli Venezia Giulia, tanto che Confagricoltura è tornata a far sentire la propria voce nel giro di pochi giorni per ribadire quanto sia necessario, anzi indispensabile, intervenire con urgenza.
Una crescita fuori controllo dei cinghiali per oltre il 400 per cento in trent’anni: è questo il risultato della non gestione delle popolazioni faunistiche. La sovrappopolazione degli ungulati continua a essere un problema enorme per gli agricoltori, per la zootecnia (con l’avanzare della peste suina africana), per la fauna minore, per il territorio, per l’ambiente, per la sicurezza anche dei cittadini”. Lo sottolinea, appunto, Confagricoltura Fvg che sollecita interventi risolutivi. Tanti i titoli di giornali quando ci sono gli incidenti mortali, quando gli agricoltori protestano per i danni subiti, quando la biodiversità, la salute e la sicurezza sono in pericolo – osserva Confagricoltura –, poi, nessuna azione concreta. “Una cosa è certa: il problema esiste e va affrontato e risolto. Chi dovrebbe agire, oltre a essere inerte, si nasconde colpevolmente”, accusa l’Organizzazione degli imprenditori agricoli.

«Ciò che interessa agli agricoltori – spiega il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – è poter svolgere con normalità la propria attività economica. E il non intervenire su queste problematiche non fa altro che acuire il rischio di marginalizzazione delle imprese agricole e di abbandono dei territori. Per questo è necessario riconoscere che l’impostazione dell’attuale normativa non è più adatta e non consente di agire efficacemente; incentrata com’è – esclusivamente su una protezione della fauna selvatica – spesso non è più congeniale allo sviluppo del territorio, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale, della salute e della sicurezza stradale e, più in generale, dei cittadini. Perciò, va nella giusta direzione la Proposta di legge appena approvata dal Consiglio regionale».

Philip Thurn Valsassina

Confagricoltura, inoltre, esorta a uscire dalla sterile fase della contrapposizione tra mondo venatorio e mondo ambientalista, acquisendo tutti la consapevolezza che il problema della gestione della fauna va affrontato anche con misure che prevedano il riequilibrio delle presenze faunistiche sul territorio. L’Organizzazione degli agricoltori chiede il monitoraggio obbligatorio su scala regionale e nazionale delle popolazioni di ungulati e l’avvio di azioni straordinarie di prelievo, superando tutte quelle previsioni normative che limitano gli interventi. “Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che richiede la collaborazione di tutti gli attori, agricoltori, cacciatori, selettori, e se serve anche delle forze dell’ordine e dell’esercito per dare una risposta immediata. Occorre infine prevedere – conclude Confagricoltura – adeguati indennizzi per i danni diretti e indiretti che subiscono le aziende agricole e snellire le procedure per valutazione dei danni e del conseguente tempestivo ristoro”.

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In copertina, un cinghiale adulto: ormai è emergenza non solo in Fvg ma anche a livello nazionale.

L’oca, a tavola e nel gioco, invita a San Martino

di Gi Elle

L’oca, umile ma prezioso animale da cortile, in autunno diventa grande protagonista. Non che nelle altre stagioni sia trascurato, ma in quella dei raccolti l’oca è davvero regina. Le sue carni, tenere e saporite, il vino novello – ma anche un Refosco o Cabernet di qualche anno fanno un figurone – e magari una bella manciata di castagne arrostite fanno la gioia di qualsiasi buongustaio, seppure amante di una tavola semplice e intonata con la tradizione. E di questo ne è ben consapevole, oltreché personalmente convinto da sempre, il maestro di cucina Germano Pontoni che dell’oca ha fatto un suo imprescindibile punto di riferimento professionale. Dedicandole non solo tantissime ricette, ma anche diverse pubblicazioni di pregio come il bel libro di alcuni anni fa, del quale vi proponiamo la foto di copertina e nel quale sono riportati una trentina di gustosi piatti pensati ed elaborati proprio dal nostro chef di Pasian di Prato.
E ora, visto che siamo proprio in autunno, peraltro a San Martino (lunedì prossimo, 11 novembre), quando “ogni mosto è vino”, Germano Pontoni è regista appassionato assieme alla sorella Maura di una bellissima manifestazione che avrà sede per tre venerdì successivi al Museo delle carrozze d’epoca a San Martino di Codroipo, nelle campagne a sud di Villa Manin. Manifestazione che non sarà dedicata soltanto all’oca regina della tavola, ma anche alla sua espressione ludica, tanto che i tre venerdì vanno sotto l’invitante titolo “Il gioco dell’oca di ieri e di oggi”.
Si comincerà dunque domani, alle 19, con l’inaugurazione di una bella mostra. Quindi, dopo i saluti di Donatella Guarneri (curatriuce del Museo) e Renata Capria d’Aronco (Club Unesco di Udine), parleranno Mauro Capitani, Bruno Lena, Giovanni Cannavò e lo stesso Pontoni. Al termine degli interventi, ecco l’oca protagonista del palato. Giovanni Cannavò presenterà Il gattò con il ragù d’oca, seguito dall’orzo e fagioli con cicciole d’oca, cucinato da Germano Pontoni. Quindi castagne e vini – con la collaborazione della Pro Loco di Valle di Soffumbergo e dei produttori del Refosco di Faedis, mentre l’oca proviene dalla ditta Jolanda de Colò di Palmanova – con un arrivederci al venerdì successivo. Che annuncia qualcosa di sensazionale: il Gioco dell’oca più grande d’Europa. Ma ne riparleremo.

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In copertina, il bel libro che il maestro di cucina Germano Pontoni (qui sopra) ha dedicato all’oca.