Il “Gubana Day” compie 15 anni: parte la sfida alla pastiera napoletana

L’annuncio era stato dato, come è tradizione, la sera di Capodanno: sarà la pastiera napoletana a sfidare quest’anno la gubana di Cividale e delle Valli del Natisone. E ora è arrivato il momento, in barba al Coronavirus, di dar vita alla competizione – l’appuntamento è nel fine settimana – che si annuncia come una fra le più “agguerrite” del Gubana Day-Premio Bepi Tosolini, manifestazione di fine inverno che si rinnova da ben quindici edizioni al Caffè San Marco 1793, macinando successi di anno in anno. Gli organizzatori dell’affermato concorso, la cui fama ha superato anche i confini nazionali, per festeggiare l’importante tappa hanno infatti voluto scegliere uno sfidante di prim’ordine, come appunto il dolce tipico campano molto conosciuto non solo in Italia ma anche nel mondo. Ecco, pertanto, le “formazioni” in campo che porranno in degustazione 7 gubane e 7 pastiere.

Gubana: Panificio Del Fabbro, Panificio del Foro, Panificio Cattarossi e Civiform di Cividale, gubanifici Giuditta Teresa, Dorbolò e Dall’Ava delle Valli del Natisone.
Pastiera: pasticcerie Di Rosa Antonio di Torre del Greco, Gabbiano Salvatore di Pompei, Di Rosa Giuseppe di Torre Annunziata, Somma Michele di Santa Maria la Carità, Past Dolce e Caffè di Boscoreale, Gerardo Di Dato di Angri e Bar Alba di Scafati.

Andrea Cecchini, agronomo, gastronauta e titolare con il figlio Marco dello storico Caffè – che si apre sotto l’antico palazzo municipale, davanti al maestoso Duomo e alla statua bronzea di Giulio Cesare – è il promotore del singolare evento assieme alle Distillerie Bepi Tosolini di Marsure di Povoletto. E ha appunto voluto esorcizzare il clima di austerità e di quarantena che si vive in queste settimane, a causa dell’emergenza sanitaria, riproponendo un evento che in tre lustri è diventato un vero e proprio “cult”.
Della giuria tecnica fanno parte i giornalisti Rossano Cattivello, Stefano Cosma, Giuseppe Longo, Gianni Pistrini, Mariarosa Rigotti, Fabiana Romanutti e Mariella Trimboli, la cuoca-docente Nicol Pisa e, di diritto, la rappresentante dello sponsor, Lisa Tosolini. A presiederla sarà, per ovvie ragioni di cortesia e ospitalità, la giovane cuoca napoletana Azzurra Califano.
La giuria tecnica si riunirà dunque a porte chiuse giovedì 5 marzo, in serata,  per procedere alla degustazione appunto di 7 gubane e di altrettante pastiere per poi assegnare un giudizio di merito che concorrerà, unitamente a quello della giuria popolare (gli avventori dello storico Caffè San Marco), al verdetto finale del dolce favorito. Sabato 7 e domenica 8 marzo, infatti, la degustazione sarà offerta a quanti vorranno partecipare alla sicuramente appassionante disfida.

Una giuria tecnica di alcuni anni fa.

Un particolare divertente sottende a questa sfida tra il Cividalese e il territorio partenopeo. Da 15 anni, ogni 1 gennaio, a Cividale si sforna la gubana più grande del mondo che ha raggiunto lo scorso Capodanno il ragguardevole perso di 103 chili. A Napoli, invece,  emuli forse inconsapevoli dell’iniziativa friulana, hanno sfornato una pastiera da Guinness del diametro di 2 metri. Ciò non poteva passare inosservato nella città patriarcale che nella sua lunga storia di sfide ne ha combattute tante.
Come dicevamo all’inizio, nel Capodanno ducale è stato presentato il nuovo concorso “Gubana Day-Premio Bepi Tosolini” che dunque vedrà in campo appunto la famosa pastiera napoletana. Negli anni passati la sfida aveva riguardato la Putizza goriziana (2009), il Presniz triestino (2010), il Kartner Reindling (2011), tipico dolce carinziano, l’Oreshaza istriana (2012), lo Strudel sappadino (2013), il Tiramisù carnico (2014), la Sacher Torte viennese (2015), il Panforte di Siena (2016), il Frustingo di Ascoli (2017), la Pinsa di Vittorio Veneto (2018) e il Pane di San Siro di Pavia (2019). Come si può notare, il concorso dolciario ha superato ben tre volte i confini nazionali, ma non si era mai spinto così al Sud dello Stivale, fermandosi appunto alla Toscana e alle Marche.

La gubana…

La gubana si ricava da un sapiente mix di ingredienti. Ma ogni produttore ha la sua ricetta così da rendere variegato il gusto di questa specialità dolciaria che ha origini medioevali per quanto ancora misteriose. Le Valli del Natisone e la stessa Cividale sono sicuramente la sua culla. La gubana viene, infatti, citata per la prima volta nel 1409 quando compare inserita tra le 72 vivande servite al banchetto in onore di Papa Gregorio XII giunto a Cividale per presiedere un burrascoso Concilio.
La pastiera napoletana ha anch’essa umili origini che la leggenda vuole attribuire a marinai naufraghi che nel XVI secolo avrebbero fatto ricorso a quanto rimaneva in dispensa per il proprio nutrimento. Simile alla crostata, è una specialità particolarmente apprezzata nelle festività pasquali.

… e la pastiera.

Per informazioni:
Dottor Andrea Cecchini
3355279130

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In copertina, una gubana presentata al concorso di un anno fa a Cividale.

Spumanti, Casarsa al lavoro: adesioni entro il 4 aprile

Conto alla rovescia per la sesta edizione di “Filari di Bolle”, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Casarsa, Comune e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle Doc-Fvg.  La Selezione, uno dei punti focali della tradizionale Sagra del Vino, la cui 72ma edizione si terrà dal 23 aprile al 4 maggio, punta a decretare le migliori “bollicine” regionali con l’obiettivo di valorizzare la qualità e l’eleganza di prodotti che suscitano sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, dove la richiesta di spumanti Made in Fvg continua ad aumentare.

Conto alla rovescia perché manca, infatti, poco più di un mese all’avvio dei lavori: entro sabato 4 aprile alle 13 le aziende che vogliono partecipare possono aderire contattando la segreteria della Selezione (segreteria@procasarsa.org), mentre nei giorni successivi ci saranno le due tornate di degustazione rigorosamente anonima da parte delle Commissioni. Novità di quest’anno, infatti, la presenza di ben due Commissioni di qualità. Una, martedì 7 aprile, nella sala consiliare di Palazzo Burovich de Zamjevich, sede del Municipio di Casarsa, con membri indicati dalle Delegazioni regionali di Ais, Assoenologi e Onav individuerà i vini finalisti mentre l’altra, incrementata con la presenza di esperti e giornalisti del settore enologico, mercoledì 8 aprile decreterà i migliori vini nelle quattro categorie principali della Selezione Filari di Bolle: Metodo Charmat Prosecco Doc, Metodo Charmat Spumante Monovarietale, Metodo Charmat Cuvée e Metodo Classico, vini ai quali saranno consegnati premi offerti dai vari sponsor della manifestazione e consistenti in una attestato accompagnato da una fotografia artistica del grande maestro casarsese Elio Ciol. Inoltre, anche quest’anno, dopo il felice esordio della scorsa edizione, saranno consegnati dei riconoscimenti per il vino con la miglior etichetta e packaging; per il vino con il migliore rapporto qualità/prezzo; per l’azienda più longeva/che da più anni produce spumante; per l’azienda il cui titolare è under 30.

“Quest’anno – ha detto il presidente della Pro Casarsa della Delizia Antonio Tesolin, che assieme al sindaco Lavinia Clarotto e al presidente dell’Ais Fvg Renzo Zorzi sta curando la fase preparatoria della Selezione – sarà ancora di più un’edizione all’insegna della valorizzazione delle bollicine regionali, grazie alla competenza delle commissioni e all’inserimento all’interno della Sagra che ha poco ha ricevuto il marchio nazionale di qualità delle Pro Loco d’Italia. Con i suoi riconoscimenti la nostra Selezione prosegue nel riconoscere i giusti meriti sia alla tradizione che alle nuove tendenze del mondo del vino, sempre più attento non solo alla qualità del prodotto ma anche al messaggio che esso trasmette attraverso la bottiglia”.
I risultati saranno poi resi noti ufficialmente sabato 25 aprile, alle 17, nella stessa sala consiliare casarsese durante la cerimonia ufficiale d’inaugurazione della 72ma Sagra del Vino. Dal punto di vista promozionale pure quest’anno la Selezione potrà contare sulla preziosa collaborazione di PromoturismoFvg e della Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia.
I vini vincitori come tutti quelli selezionati saranno poi degustabili nell’enoteca Filari di Bolle durante la Sagra del Vino stessa nel giardino di palazzo Burovich de Zmajevich: questo speciale salone dei vini, curato dai sommelier dell’Ais Fvg assieme alla Pro Casarsa, proporrà quindi ai visitatori il meglio delle bollicine regionali, in un’ottica di promozione dell’enoturismo. A seguire, nel resto dell’anno, gli spumanti di Filari di Bolle impreziosiranno i vari eventi che si svolgeranno a Casarsa della Delizia e partiranno in tour in eventi promozionali sia in Friuli Venezia Giulia che fuori dai confini regionali, spesso nelle altre Città del Vino aderenti come Casarsa all’omonima associazione nazionale.

PROMOTORI E SPONSOR. Filari di Bolle è a cura di Pro Loco di Casarsa della Delizia, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia insieme al Consorzio delle DOC Friuli Venezia Giulia. Importante la collaborazione con PromoturismoFVG e la Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia. Collaborano alla riuscita della selezione l’ONAV (Organizzazione nazionale Assaggiatori di Vino), Assoenologi e l’Associazione nazionale Città del Vino. Prezioso anche il sostegno di Friulovest Banca, sempre attenta alle esigenze del territorio. Le ditte Amorim, Ds Smith, Juliagraf e Ceccarelli Group sono sponsor della manifestazione.

Vinitaly tiene, ma il virus fa slittare “Calici di Storia”

di Gi Elle

Il Vinitaly per ora tiene e si svolgerà, come da programma, dal 19 al 22 aprile alla Fiera di Verona, con la partecipazione di moltissimi produttori del Vigneto Fvg, nel megastand dell’Ersa o in forma individuale. A fare le spese del Coronavirus è stata invece la mostra-degustazione “Calici di Storia al Castello Canussio” che si doveva tenere proprio oggi a Cividale.
La bella iniziativa, in ossequio alle norme restrittive in vigore fino alla giornata odierna, è stata infatti rinviata a domenica 22 marzo, nella stessa sede, dove accoglierà gli enonauti dalle 17.30 alle 22. Ci saranno ben 100 vini in degustazione, presentati da trenta aziende vitivinicole, da accompagnare con una trentina di abbinamenti enogastronomici. Quindi, non tutto quello che, ovviamente, sarà presentato dal Friuli Venezia Giulia al sempre più vicino Vinitaly, ma certamente un “assaggio” appagante della nostra produzione di qualità. I biglietti si acquistano all’ingresso della mostra,  ma è consigliata la prenotazione. Info: Sandro 3335070403.
Intanto, nella settimana entrante, è annunciata nella vicina Manzano, una importante iniziativa di Slow Food Friuli. Sabato 7 marzo è in programma infatti “Know Wine”, iniziativa che si terrà dalle 17 alle 21 al ristorante Elliot. Ci saranno i rappresentanti di 25 aziende di Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. Le prenotazioni anche per questa mostra sono aperte. Scrivere a eventi.slowfriuli@gmail.com

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In copertina, i grandi vini bianchi Fvg: di questi tempi più che opportuno un brindisi beneaugurante.

LA RICETTA – “Us e lidric” a Ramandolo è il piatto della primavera

di Gi Elle

A Ramandolo, nella ricorrenza di San Bastian – la borgata di Nimis è già in festa ma, secondo tradizione, vive il momento più sentito della simpatica sagra la seconda domenica di marzo -, c’è un piatto da sempre protagonista e che sa tanto di primavera. E oggi per la consueta “Ricetta del sabato”  ve lo proponiamo: “us durs e lidric cul poc”, come dire uova sode e radicchio col gambo.
E’ superfluo dare dosi perché la ricetta è così elementare che ognuno si regola come meglio crede riguardo alle quantità, in base al numero di coloro che siederanno a tavola. Importante è, però, condire il radicchio con un buon olio extravergine di oliva, magari scelto fra quelli prodotti in Friuli Venezia Giulia e pure sulle pendici del monte Bernadia, come appunto a Ramandolo o nella vicina Sedilis, a Torlano e a Nimis. Un ottimo condimento, come appunto l’olio – evo, si usa dire oggi, tanto per semplificare -, è infatti fondamentale per gustare la fragranza e la sapidità, con leggero sentore amorognolo, del radicchio di campo.
E il vino? Ma naturalmente un fresco Friulano – l’ex Tocai – dei Colli orientali, ai quali anche il territorio comunale di Nimis appartiene. Il suo abbinamento con le uova sode e il radicchio è perfetto. Buon appetito!

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In copertina, “us e lidric” il tipico piatto di Ramandolo e della sua sagra marzolina.

 

“Ortogiardino” slitta a fine marzo alla Fiera di Pordenone

di Gi Elle

Anche “Ortogiardino“, la celebre rassegna primaverile della Fiera di Pordenone che si ripete ormai da ben 41 anni, ha subito i pesanti contraccolpi del Coronavirus, tanto che è stata posticipata di tre settimane, quando si presume che l’emergenza sanitaria abbia perso del tutto la sua aggressività. Il Salone della floricoltura, dell’orticoltura e del giardinaggio si terrà pertanto dal 28 marzo al 5 aprile nei padiglioni di viale Treviso. Per cui da anticipatrice della  stagione del risveglio vegetativo, in calendario sempre prima della sua data ufficiale, quest’anno l’Euroflora friulana muoverà i suoi primi passi quando la primavera sarà già cominciata da sette giorni. Ma che in questo 2020, come tutti possiamo vedere, parte effettivamente con un sensibile anticipo, vista la mitezza dell’inverno che ci ha accompagnato sin qui.
Nell’ambito della manifestazione espositiva è in programma anche la 9a edizione del Festival dei Giardini, l’evento più atteso all’interno della rassegna, essendo diventato il punto di riferimento dell’architettura del paesaggio in Italia come laboratorio di idee innovative e contemporanee.
Da nove anni Pordenone Fiere ha, infatti, avviato un processo di trasformazione di “Ortogiardino”: da manifestazione leader per gli appassionati di giardinaggio a salone di riferimento anche per operatori professionali e soprattutto architetti paesaggisti, vivaisti, agronomi e progettisti del verde pubblico. Artefice di questa mutazione è proprio il Festival dei Giardini, evento nell’evento, che grazie ad un format unico nel panorama fieristico italiano stimola il lavoro sinergico di architetti paesaggisti sul fronte progettuale e vivaisti in fase realizzativa.
L’evento, con la direzione artistica dell’architetto Giovanna Bellotto, mette a confronto le migliori idee riguardo alla progettazione di piccoli giardini su un tema che varia ad ogni edizione e che quest’anno sarà “Da: Viaggio A: Realtà”. L’espressione qualitativa nel realizzare il verde secondo il gusto e lo stile italiano; l’abilità tecnica e la conoscenza delle piante; la progettualità; la maturità e l’estro dei progettisti in relazione ai gusti e alle esigenze di relax e benessere degli appassionati del verde attrezzato sono pertanto le doti di progettisti e vivaisti che il Festival dei Giardini vuole mettere in luce e valorizzare. L’appuntamento è quindi alla Fiera di Pordenone dal 28 marzo al 5 aprile prossimi.

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In copertina, magnolie in fiore: indicano che in Friuli Venezia Giulia la primavera è già arrivata.

Il clima è “impazzito”: cosa cambia nel vigneto e in cantina?

di Gi Elle

Ormai dire che il clima è “soltanto” cambiato è un eufemismo. No, è stravolto, letteralmente “impazzito”. E ne ha dato una chiara dimostrazione ieri, Mercoledì delle Ceneri, quando – cose mai viste! -, ci sono stati ben due grossi temporali al mattino e poi al pomeriggio, dopo una parentesi soleggiata. E naturalmente con fenomeni estremi per questa stagione – non dimentichiamo che siamo ancora in inverno – con una violenta e abbondante grandinata e raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari, tanto da causare anche parecchi danni. Un clima “nuovo”, insomma, che ha i suoi effetti anche nella vitienologia, tanto che è stata opportunamente intitolata “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina” la tavola rotonda, in programma la prossima settimana a Buttrio. L’ha organizzata per il 5 marzo, alle 18, l’Associazione nazionale Le Donne del Vino, delegazione del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura del Comune collinare. Cornice dell’incontro villa di Toppo Florio, ogni anno fulcro della Festa del vino più antica d’Italia, qualificata vetrina del Vigneto Fvg.

Villa di Toppo Florio a Buttrio.

Il convegno, aperto a tutti gli interessati, sarà animato da esperti del settore, enologi e ricercatori che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura sul nostro territorio. Per l’occasione sarà ospite il relatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che illustrerà alcuni passaggi fondamentali della ricerca “Visione 2019/2028” sugli aspetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per gli ecosistemi naturali. Gli aumenti della temperatura registrati in tutto l’emisfero settentrionale influiscono, infatti, sull’agricoltura e sulle attività umane connesse ad essa. Per cui gli effetti dei cambiamenti climatici a livello di ecosistema e di economia locale necessitano di risposte urgenti da parte di tutti gli attori coinvolti.

Le Donne del Vino hanno pertanto fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il 2020 sarà l’anno consacrato a questo importantissimo argomento in tutte le sue manifestazioni: Donne, Vino e Ambiente è infatti il leitmotiv scelto non solo per la Festa delle Donne del Vino, che si tiene dal 1° al 14 marzo in tutta Italia, ma è il filo conduttore dell’operatività appunto di quest’anno. L’Associazione del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vicedelegata Liliana Savioli, ha quindi coinvolto un parterre di personalità del nostro territorio per discutere di questo argomento: l’assessore alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche Stefano Zannier, la vicepresidente delle Donne del Vino Antonella Cantarutti, il presidente Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi, gli enologi Gianni Menotti, Chiara Peresani, Alessandro Dal Zovo e l’agronomo Carlo Petrussi, mentre Elena Roppa racconterà esperienze e prassi delle Donne del Vino Fvg.

Al termine della tavola rotonda, ci sarà un momento conviviale offerto dal catering ErbaVoglio di Barbara Martina e dall’Albergo Belvedere di Silvia delle Case con il servizio delle sommelier e i vini delle Donne del Vino Fvg, accanto agli assaggi delle colombe dell’Antica Pasticceria Muzzi.

Vigneti sui colli di Rosazzo.

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In copertina, vini bianchi all’antica fiera regionale di Buttrio, allestita ogni anno a villa Florio.

Agricoltura verso il 2030: fino al 4 marzo consultazione online

Prosegue fino al 4 marzo la consultazione online sul portale www.svilupporurale2030fvg.it lanciata il 4 febbraio scorso in occasione dell’evento “L’Agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030” svoltosi nell’auditorium della Regione a Udine.
Per la prima volta, spiega l’Autorità di Gestione (AdG) del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 del Fvg, Karen Miniutti, le consultazioni online attraverso il portale dedicato sono pubbliche; consentiranno di valutare l’approccio e la percezione delle evoluzioni dell’agricoltura e del mondo rurale anche da parte di chi non appartiene al settore.
Il questionario on line – riferisce una nota Arc – si affianca ai tavoli tecnici di consultazione di questi giorni che vedono coinvolti i membri del Comitato di Sorveglianza del Psr. Le risultanze di tutte le consultazioni verranno poi analizzate per delineare i fabbisogni del territorio e le possibili linee di azione e tali dati saranno poi portati ai tavoli nazionali sui quali l’AdG è già impegnata da alcuni mesi.
La Regione, rende noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, Stefano Zannier, ritiene importante che gli imprenditori agricoli e forestali, le loro rappresentanze associative e tutti gli operatori dello sviluppo rurale, ma anche tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia abbiamo la possibilità, compilando il questionario online, di essere protagonisti del dibattito in corso attraverso un percorso partecipato che arriva per la prima volta a coinvolgere ogni singolo corregionale il quale abbia voglia di esprimere il suo parere su temi così delicati per il futuro.

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In copertina, l’assessore regionale all’Agricoltura Fvg Stefano Zannier.

Il Coronavirus stoppa in Chianti anche il Festival del Potatore

Anche il 2° Festival del Potatore della vite stoppato dal Coronavirus. La bella manifestazione in programma, come già annunciato, il 29 febbraio, nella zona del Chianti, è stata infatti sospesa e rinviata a data da definirsi. La decisione è stata presa in via precauzionale dagli organizzatori, i friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, in accordo con l’Azienda San Felice di Castelnuovo Berardenga (Siena), nella quale l’evento doveva svolgersi sabato prossimo, a seguito dell’emergenza sanitaria in corso. Simonit&Sirch hanno pertanto ritenuto necessario ed importante contribuire alle azioni che si stanno portando avanti a livello nazionale per la gestione dell’attuale emergenza sanitaria causata dal Covid-19.
Come si ricorderà, la prima edizione della festa del potatore era avvenuta l’anno scorso in Franciacorta, ottenendo un grande successo che sicuramente sarebbe stato una valida premessa per un’ottima riuscita anche della seconda. Ma questo sicuramente potrà avvenire nella data in cui la manifestazione verrà nuovamente calendarizzata.

Per ulteriori dettagli: www.festivaldelpotatore.it – info@festivaldelpotatore.it

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In copertina, Marco Simonit durante una lezione di potatura della vite.

 

Allevatori, incontri annullati per Coronavirus fino a domenica

Anche l’Associazione allevatori Fvg fa i conti con l’epidemia del Covid-19 annullando i vari incontri tecnici in programma per questi giorni. “In conformità con le disposizioni di legge, atte a contrastare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus, ci troviamo costretti ad annullare gli incontri e i corsi di formazione previsti per questa settimana sperando di poterli recuperare al più presto – fa sapere il direttore dell’Aafvg, Andrea Lugo, spiegando che l’annullamento degli eventi ha scopo precauzionale, per evitare l’eventuale diffusione del virus che invece non interessa, non almeno direttamente, l’attività degli allevamenti. “Il virus non interessa gli animali”, ha infatti precisato.
Sono, dunque, annullati il corso di formazione per operatori di inseminazione artificiale bovina previsto da oggi al 27 febbraio, quello per addetti alla mungitura in agenda per il 26 e l’incontro del 27 febbraio dedicato all’allevamento suino. Annullata anche la due giorni di festa “Rifugiamoci” organizzata al rifugio Divisione Julia a Sella Nevea per il fine settimana del 29 febbraio e 1 marzo.

Agricoltura e incentivi, oggi incontro al Consorzio Fvg

Nuovo appuntamento nel segno dell’agricoltura 4.0. Lo ha organizzato a Basiliano per oggi, 24 febbraio, alle 18.30, il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento, che sarà ospitato nella sede consortile in via Luigi Magrini 2 ed è organizzato in collaborazione con PiùSicura srl, si aprirà con il saluto di Mario Pezzutti, responsabile del settore meccanizzazione dell’azienda di Basiliano, per poi proseguire con la presentazione del bando Isi 2019 per l’acquisto di macchinari e attrezzature agricole e con il credito d’imposta sui beni strumentali, introdotto dall’ultima legge di Stabilità nazionale. A seguire, il pubblico potrà rivolgere domande o richieste di chiarimento ai relatori.

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In copertina, la locandina dell’incontro odierno a Basiliano.