Acquacoltura a Grado e Marano: contributi a tutela dell’ambiente

di Gi Elle

Quello dell’acquacoltura nella laguna di Grado e Marano è un settore importante dell’economia agricola del Friuli Venezia Giulia e presto potrà beneficiare di un fondo di 300 mila euro che promuove la sostenibilità ambientale: le domande delle imprese interessate dovranno pervenire alla Regione Fvg entro l’1 luglio prossimo. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle risorse agroalimentari e forestali Stefano Zannier, ha infatti approvato il bando Feamp, misura 2.54 “Prestazioni di servizi ambientali da parte dell’acquacoltura”, dotato appunto di quasi 300 mila euro, che si prefigge di compensare le perdite di reddito delle piccole e medie imprese dell’acquacoltura operanti nel settore dell’allevamento ittico estensivo nelle valli da pesca comprese nel sito Natura 2000 di Grado e Marano Lagunare.

“Il bando – precisa Zannier, come si legge in una nota Arc – è stato definito dalla Regione secondo le indicazioni comunitarie e dell’Autorità di gestione nazionale; purtroppo tali indicazioni non hanno tenuto conto delle osservazioni e dei suggerimenti che la Regione aveva a suo tempo fornito al Ministero competente e che non sono state recepite: pertanto ci dovremo attendere una scarsa partecipazione delle aziende a questa opportunità, perché saranno poche le imprese lagunari a poter rispettare le condizioni di ammissibilità. Ci attendevamo che sulla base delle nostre indicazioni il bando avrebbe potuto concorrere a dare effettivo ristoro a una delle realtà dell’economia lagunare che svolgono un ruolo importante per la salvaguardia e la valorizzazione dell’ecosistema delle zone umide. Qualora si verificasse la scarsa riuscita della misura, ciò sarebbe la riprova che le nostre richieste non erano campate in aria”.

Il bando riguarda l’articolo 54 del regolamento Ce 508 del 2014 Feamp 2014-2020 che prevede, infatti, la compensazione del reddito per le imprese che utilizzano metodi di acquacoltura compatibili con le esigenze ambientali e con la salvaguardia dell’ecosistema nel sito Natura 2000 della laguna. Si tratta di imprese che operano in presenza di ambienti naturali autoctoni e sono tenute alla gestione dei livelli idrici per la tutela della fauna nidificante. In queste valli da pesca, le aziende che operano nell’acquacoltura sono infatti obbligate a evitare la gestione della vegetazione nei periodi di nidificazione, e si debbono attenere alla regolamentazione specifica delle attività di caccia. Il calcolo della compensazione del mancato reddito, prevede un massimale del 30 per cento del fatturato 2019 di ciascuna impresa, parametrato, caso per caso, rispetto agli elementi ambientali presenti e confermati dal Servizio biodiversità. I parametri ambientali incidono direttamente sull’entità della compensazione, sono legati alla presenza e nidificazione delle specie di avifauna prestabilite e sono già calcolati nella predisposizione del bando per le diverse aree e valli da pesca della laguna. Come detto, le domande delle imprese interessate dovranno pervenire alla Regione entro l’1 luglio 2020.

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In copertina e qui sopra immagini della laguna e del porto di Grado.

Malga Montasio riaccoglie i suoi ospiti affezionati

Da ieri, primo giugno, ha riaperto i battenti Malga Montasio, tornando ad accogliere turisti e visitatori nell’agriturismo e nello spaccio che l’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia ha ripensato in funzione dell’emergenza Covid-19. Adeguando spazi interni ed esterni (i tavoli andranno riservati previa prenotazione telefonica come previsto dalla normativa), ingressi e uscite. In particolare, appena fuori dall’agriturismo sono stati montati 6 gazebo allestiti ognuno con un tavolo e sedie per ospitare singole famiglie che potranno così godersi in sicurezza l’offerta gastronomica della malga e il suo panorama mozzafiato. L’associazione ha pensato anche a una soluzione per tutti coloro che ai tavoli preferiscono le coperte stese sul prato: pranzo al sacco, con una porzione di gnocchi, una di frico e una fetta di torta. «Abbiamo lavorato intensamente nelle ultime settimane – spiegano il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni, e il direttore Andrea Lugo – per far sì che il primo giugno fosse tutto pronto ad accogliere i visitatori che quest’anno, se le premesse si confermeranno, dovrebbero essere ancor più numerosi. In queste settimane di emergenza abbiamo visto le persone attendere con ansia la possibilità di tornare a passeggiare, a correre, in generale di riappropriarsi degli spazi all’aperto e in questo senso malga Montasio offre un’esperienza insuperabile».
A 1.500 metri d’altezza, la malga si estende su 1.064 ettari dedicati per la metà al pascolo, ospita una latteria, un punto vendita di prodotti caseari e un ristoro agrituristico gestiti come detto dall’Associazione allevatori Fvg che è impegnata nella gestione e promozione della malga, simbolo del più importante formaggio della nostra regione cui dà il nome, la Dop Montasio, dal lontano 1960. Un impegno crescente per gli allevatori che nel tempo hanno strutturato la malga prima con il ristoro poi con le camere, regolarmente sold out, prenotate addirittura da una stagione all’altra. «Tutto questo – proseguono Livoni e Lugo – è stato possibile grazie alla fruttuosa collaborazione con l’associazione tenutari e con l’amministrazione di Chiusaforte cui va il nostro ringraziamento». Un Comune, quello della Val Raccolana, dove l’Aafvg l’anno scorso ha raddoppiato il suo impregno facendosi carico della gestione del rifugio Divisione Julia a Sella Nevea che a sua volta ha riaperto i battenti sempre nella giornata di ieri. «A Sella abbiamo a disposizione una grande struttura che ci consente di gestire al meglio, con tutti gli spazi necessari, l’afflusso delle persone. Sarà una stagione in salita a causa dell’epidemia – concludono Livoni e Lugo -, ma siamo pronti ad affrontarla con il solito entusiasmo e con tutte le accortezze necessarie, convinti che nonostante il momento difficile sia a Sella che in Malga possiamo regalare alle persone un momento di svago con i prodotti dei nostri allevatori e con un panorama che è tra i più belli del Friuli».

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In copertina, bovine al pascolo sui prati del Montasio; qui sopra, uno dei gazebi allestiti in malga.

“Cantine Aperte Insieme” ha fatto centro. E ora arrivederci nei Vigneti

di Giuseppe Longo

Non ci sono dubbi. “Cantine Aperte” piace anche con la… mascherina. Infatti, questa singolare edizione della “due giorni” organizzata per ieri e per sabato dal Movimento turismo del vino anche in Friuli Venezia Giulia ha registrato un successo superiore a qualsiasi ottimistica previsione. L’incertezza e la prudenza avevano, infatti, regnato sovrane fino alla vigilia del tradizionale appuntamento fra vigne e cantine di fine maggio a causa del particolare clima che ancora pesa a causa di Coronavirus e della necessità di osservare le regole comportamentali imposte dalla legge al fine di scongiurare il ritorno del morbo che, in questa primavera indimenticabile, ha dato un colpo durissimo anche all’agricoltura e al settore della vite e del vino in particolare. Invece, come rilevavamo anche ieri riguardo ovviamente alla prima giornata, tutto è filato via liscio – non c’entrano ovviamente gli incontri “virtuali” -, grazie alla responsabilità con cui si sono presentati nelle aziende, a piccoli gruppi (e anche su prenotazione), gli enoturisti friulgiuliani che, confortati dal bel tempo, non hanno voluto lasciarsi perdere questo primo incontro con i grandi vini Fvg. Un successo che sprona sin d’ora a guardare avanti, tanto che già durante l’estate – contrassegnata ogni anno nei primi giorni di agosto da “Calici di Stelle” – ci sarà il già annunciato esordio di “Vigneti Aperti”.

Elda Felluga, leader di Mtv.

“È l’enoappassionato di qualità quello che ha scelto Cantine Aperte Insieme, curioso e pronto a conoscere il nostro territorio e la nostra cultura vitivinicola anche attraverso le pagine social delle aziende aderenti”, commenta molto contenta per l’esito favorevole la presidente del Movimento Fvg, Elda Felluga. “Siamo felici e soddisfatti – sottolinea – del risultato ottenuto: buone le presenze reali nelle cantine, le Cene con il Vignaiolo sono state molto richieste anche quest’anno dimostrando la forza di questo format, massima espressione dell’abbinamento cibo-vino. Si avvertiva la gioia di essere nuovamente insieme a condividere momenti conviviali in sicurezza e in rilassatezza. Non è mancato il momento di unione generale attraverso il brindisi virtuale del Movimento turismo del vino nazionale che ha visto coinvolte le aziende dal Nord al Sud (#CantineAperteInsieme). Un ringraziamento speciale alle nostre cantine che si sono attivate con grande professionalità ed entusiasmo per rendere sicuro e piacevole questo weekend che ha dato il via agli eventi dell’enoturismo in regione e che ci auguriamo potranno a breve ospitare i tanti ‘wine lovers’ fuori porta che amano i nostri eccellenti vini e il nostro meraviglioso territorio. Un grazie di cuore anche allo staff del Movimento turismo del vino Fvg che si è prodigato incessantemente per la riuscita della ‘due giorni’. Un importante gioco di squadra che ha dato i suoi frutti. Infine, desidero ringraziare la Regione Friuli Venezia Giulia assieme a PromoTurismoFvg e a Civibank per il fondamentale supporto e sostegno dato alla manifestazione anche in questa particolare situazione”.

Nei vigneti dei Magredi e di Tarlao.

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Un ottimo segnale, dunque, anche in vista delle prossime iniziative del Movimento Turismo del Vino Fvg come appunto “Vigneti Aperti” – prevista per il periodo estivo – evento durante il quale saranno privilegiati incontri e momenti conviviali, sempre nel segno della sicurezza, nelle bellissime vigne della nostra regione: una nuova occasione per tutti gli italiani di conoscere e apprezzare le nostre poliedriche eccellenze enogastronomiche. Ma anche per gli stranieri, soprattutto austriaci, che logicamente in questa occasione sono mancati a causa della persistente chiusura dei confini che tutti sperano siano quanto prima rimossa al fine di rimettere in moto il turismo, irrinunciabile espressione dell’economia al di qua e al di là delle Alpi.

E assaggi distanziati da Monviert.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.infog

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In copertina, cin cin beneaugurante all’azienda Due Torri.

 

“Cantine Aperte Insieme” e in… mascherina. Con responsabilità

di Giuseppe Longo

“Cantine Aperte Insieme, ma in… mascherina. Indubbiamente ci mancava questa singolare immagine della tradizionale due giorni enologica di fine maggio. Non che ne sentissimo il bisogno, ma pur anche questa “novità” va annotata, perché di sicuro passerà alla “storia” del Movimento turismo del vino. Infatti, in ossequio alle norme per il contenimento di questi residui di Coronavirus – che ci si augura siano proprio tali! -, disciplinatissimi wine lovers si sono avvicinati ieri, all’esordio di “Cantine Aperte Insieme” – questo appunto il nome dato quest’anno all’insolita edizione -, con bianche protezioni per naso e bocca sulle quali campeggiava la scritta “Ripartiamo dall’enoturismo”. Un buon auspicio misto, perché no, a un evidente spirito di “sacrificio”. E a sera era palpabile la soddisfazione di Elda Felluga, presidente della delegazione Fvg del Movimento dedicato agli amanti del buon vino, all’insegna dello storico motto “Vieni e vedi cosa bevi!”. “E’ andato tutto molto bene in questa prima giornata – ci ha detto -, tutti hanno dimostrato grande attenzione e responsabilità, per cui confidiamo che sulla stessa lunghezza d’onda si ponga anche la seconda. Sono molto soddisfatta, anche per il successo che hanno avuto ovunque le Cene con il vignaiolo”.
Gli enoturisti, tutti di casa nostra quest’anno visto che i confini regionali e con Austria e Slovenia sono ancora chiusi, hanno dunque accolto senza alcuna difficoltà l’appello alla responsabilità del Movimento turismo del vino a frequentare le cantine Fvg senza creare assembramenti, rispettando il cosiddetto “distanziamento sociale” e indossando appunto la mascherina, da abbassare, è ovvio, soltanto al momento della degustazione. Emblematiche le foto scattate nelle aziende Dario Coos di Ramandolo e Vigne del Malina di Orzano.

Enoturisti a Vigne del Malina.

Elda Felluga

Via dunque, dalla tarda mattinata, alla seconda puntata di “Cantine Aperte Insieme” che si annuncia con una domenica di tempo buono, stando all’Osmer che prevede qualche rovescio temporalesco su pianura e costa soltanto nel pomeriggio. La seconda puntata, dunque, di questa nuova formula, pensata nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie per soddisfare diverse sensibilità. Per cui anche oggi ci saranno aziende che apriranno le loro porte per le visite in cantina e nei vigneti, altre invece rimarranno in contatto con gli enoappassionati tramite dirette su Facebook e Instagram. “Cantine Aperte – aveva infatti detto Elda Felluga alla vigilia della manifestazione – si presenta in una nuova veste, sicuramente più social, dedicata ai nostri appassionati lontani che non potendo vivere questa esperienza da vicino potranno comunque condividere momenti dedicati al vino e alle zone di eccellenza ad esso collegate. Per gli amici locali comunque la possibilità di poter vivere il nostro territorio attraverso il racconto ‘ravvicinato’ dei vignaioli nelle aziende agricole disponibili. Sempre seguendo con attenzione le regole di restrizione di questa delicata fase. Visti i numeri limitati, consiglio la prenotazione, uno strumento valido che da anni il Movimento Turismo del Vino promuove per un servizio di qualità. Quest’anno abbiamo privilegiato la campagna, i nostri bellissimi vigneti, gli spazi aperti, e vorremmo continuare a farlo in estate, attraverso l’edizione speciale di Vigneti Aperti”.

Dicevamo delle Cene con il vignaiolo. Sono state il degno coronamento della prima giornata e oggi si replicherà con il pranzo. Non molte, per la verità, le cantine che hanno aderito a questi appuntamenti enogastronomici, visto il particolare momento che stiamo vivendo. Ma la proposta è stata e sarà anche oggi di qualità, non solo per l’accompagnamento dei piatti con etichette di prim’ordine, ma anche perché la fantasia dei cuochi s’intreccia con la più genuina tradizione friulana. Queste, dunque, le aziende partecipanti alla bella iniziativa: Cantina Puntin di Aquileia, Colle Villano di Faedis, Ferrin Paolo di Camino al Tagliamento, Le Due Torri di Corno di Rosazzo, Castello di Rubbia di San Michele del Carso, Livio Felluga alla Locanda Orologio di Brazzano e Tenuta Di Blasig di Ronchi dei Legionari. Buon appetito, dunque, anche oggi e cin cin, con mascherine abbassate, per questa originale edizione di “Cantine Aperte Insieme”. L’elenco di tutte le aziende aderenti è sul sito ufficiale www.cantineaperte.info.

Due piatti della Locanda Orologio.

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Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina, mascherine nella cantina Dario Coos a Ramandolo.

I vini Doc Aquileia provano a ripartire. Ecco cosa chiede Franco Clementin

di Carlo Morandini

Le terre di Aquileia sono un elemento cardine della Riviera Friulana. È dalla città romana che è partita la colonizzazione del territorio costiero, e non solo, con le lavorazioni agricole più qualificate. Qui si produceva il vino per la Capitale e diverse zone dell’Impero. Tanto che il sedime della Via Annia, la strada quasi bimillenaria che andava da Aquileia verso Roma, fu consolidato già dai Romani con i cocci delle anfore vinarie non più utilizzate. Negli ultimi decenni, forte dell’antica storia e tradizione, l’Aquileiese è cresciuto a livello agroalimentare ed enogastronomico, e si è sviluppata anche l’ospitalità agrituristica. Ho seguito e condotto per anni iniziative come “A tavola con gli antichi romani” che, rileggendo gli scritti di Apicio, il primo cronista gastronomico, e le sue ricette, coniugava la storia con la cultura del territorio, assieme all’offerta enogastronomica dell’area.
Il riconoscimento di Aquileia tra le città patrimonio dell’umanità, grazie all’Unesco, ha fatto compiere all’intera realtà un salto in avanti a livello mediatico, facendola conoscere a un pubblico sempre più vasto. E stimolando pure la qualità. Un percorso, a pochi chilometri da Grado, che viticoltori e ristoratori del luogo hanno saputo valorizzare. Come Franco Clementin, che ora assieme al figlio Antonio, ha sviluppato la sua azienda vitivinicola, Fattoria Clementin, nata dai terreni paterni a Terzo di Aquileia, con l’acquisto di una cantina e dei suoi terreni vitati, a vista della Basilica poponiana, alle porte dell’abitato provenendo dall’Isola del Sole.
Clementin è presidente della Doc Friuli Aquileia e da sempre sostiene l’idea promossa dall’Associazione culturale La Riviera Friulana. Perché il suo motto è “l’unione fa la forza”. Ha sostenuto da sempre che la proposta di un gruppo è in grado di valorizzare un’area. E che le azioni singole, anche se vincenti nella fase iniziale, nel caso cambino le regole del gioco rischiano di disperdersi nel messaggio globale. Come accade ora, a causa della pandemia che ha congelato i mercati di collocazione abituale dei vini del Vigneto Friuli. E anche di quello della Riviera.

Clementin parla dei vini Aquileia.

– Presidente Clementin, com’è la situazione?

“E’ a dir poco surreale. Ci troviamo comunque a lavorare i campi, a coltivare le viti, a completare tutti i passaggi per mettere in sicurezza le produzioni per la prossima stagione, mentre il mercato è tutto fermo. E il frutto del nostro lavoro, della vendemmia 2019, è ancora tutto in cantina: è come se la storia lunghissima di Aquileia si fosse momentaneamente fermata. L’auspicio è che tutto questo duri poco. Che si riesca a trovare un sistema per ripartire, pur mantenendo la salute al primo posto. Il nostro Consorzio di tutela Doc Friuli Aquileia, che esprime la voce di un’area ad alta vocazione, per il turismo culturale, ma anche per gli amanti della cultura del territorio, rappresentata anche dall’intera filiera rurale, orticola, ortofrutticola, agroalimentare, e quindi non solo vitivinicola, auspica che ci sia data una ‘chance’ per una ripresa effettiva, con le condizioni per ripartire in sicurezza. Per noi come per i nostri ospiti ed estimatori. Nel frattempo, bisogna comunque riconoscere che l’agricoltura è riuscita a ritagliarsi lo spazio necessario per non rimanere paralizzata. Perché, mentre la lavorazione delle campagne non si poteva fermare, ci sono stati concessi gli spostamenti anche per i recapiti dei prodotti a domicilio. Quindi, i contatti online, sui social, la presenza sulla porta di casa per le consegne hanno rappresentato un modo per aiutarci a mantenere l’identità del territorio attraverso il contatto con i nostri amici, e hanno rappresentato per noi un vantaggio psicologico, uno stimolo ad andare avanti e a guardare con un po’ di maggior fiducia al futuro”.

– Ecco, e il futuro?

“E’ difficile, speriamo che ci venga fornito un aiuto per trascorrere questi mesi, per valicare la crisi. Il futuro è molto incerto, e occorre che tutti assieme recuperiamo la forza di rimetterci in gioco e di scendere in campo, che ci ha permesso di crescere fino a pochi mesi fa. Certo, ci vorrà del tempo per ripristinare le nostre realtà riportandole ai livelli di competitività che avevamo raggiunto. C’è da considerare che se qualche azienda di grosse dimensioni trova ancora sbocco per le sue produzioni nella grande distribuzione, che per ora è l’unico settore autorizzato alla vendita diretta, la struttura portante del Vigneto Friuli Venezia Giulia sono le piccole e medie imprese, quelle che portano lustro con il loro approccio con il lavoro, e riescono a creare un benessere qualitativo tra i visitatori topico della realtà regionale, che è il prolungamento dell’ambiente familiare. E per loro non è la stessa cosa. Anche i futuri scenari possibili, con la necessità del distanziamento sociale, e soluzioni pratiche realmente difficili da affrontare, non sono rassicuranti. Non solo, ma mancano soltanto tre mesi alla vendemmia. Mi auguro, come auguro a tutti i nostri colleghi, che per quel periodo si riescano e svuotare le cantine dai prodotti dell’annata precedente. Ma temo che questo auspicio rimarrà tale. E che l’uva della vendemmia 2020 avrà una difficilissima collocazione, sia fisicamente, come per quanto attiene il ritorno economico delle produzioni. Anche il valore delle uve temo scenderà ai minimi storici. Mi auguro di essere smentito dai fatti, ma i dubbi e le incertezze sul prossimo futuro sembrano essere sempre più fondati”.

Degustazioni con vista Basilica.

– Esiste un antidoto?

“Occorre innanzitutto una valutazione realistica della situazione. Le autorità competenti ci debbono continuare ad aggiornare sulla situazione con dati certi e inconfutabili e con la massima trasparenza. Senza nascondere nulla. Per consentirci non dico di programmare, ma di provare a progettare un futuro. Il contadino, l’uomo che lavora la terra, è una figura che per la sua cultura verso il territorio non molla mai, non lascia nulla di intentato. Poi, è il momento di condividere il percorso della ripartenza, che deve vedere unito tutto il mondo rurale e agroalimentare. Gettando al vento individualismo e campanilismi. Occorre ritornare alla condivisione di un percorso, alla cooperazione, al rafforzamento delle rappresentanze che però debbono essere unite lungo un cammino comune”.

Si tratta di concetti, e di un progetto di recupero, crescita, sviluppo, che hanno sempre contraddistinto le scelte di Franco Clementin, nella consapevolezza che occorre costruire migliorando il passato, come aveva fatto suo padre rispetto al lavoro del nonno, come ha fatto lui stesso rispetto alle basi gettate dal genitore. Come farà suo figlio Antonio, sviluppando Brojli, la realtà che Franco ha saputo creare ad Aquileia. Un concetto, quello della trasmissione familiare d’azienda, che la Regione Fvg ha acquisito sostenendo la continuità familiare nelle aziende agricole, e l’imprenditorialità giovanile.
“A fronte di tutto questo – prosegue Franco Clementin – è bene che anche le piccole aziende si attrezzino verso un percorso condiviso perché, se finora sussistevano le condizioni per poter procedere a valorizzare singolarmente le proprie qualità e vocazioni, questa crisi ha cambiato le regole del gioco, e la concorrenza è diversa e articolata”.
Servono reti d’impresa, come evidenzia il leader di Friuli Aquileia, e la comunicazione in rete per presentare una realtà coesa, integrata, che ha una valenza perché rappresenta un territorio, come il concetto di Riviera Friulana: forse, non si tratta dell’arma vincente, ma può facilitare il recupero di un mercato che finora è rimasto congelato alla Gdo e alle consegne a domicilio. “Tutte le aziende che prima commercializzavano i vini all’estero – ricorda Clementin – ora puntano al mercato italiano. Ognuna con le proprie potenzialità e i propri canali, qualcuno più costoso, altri meno, secondo le proprie logiche aziendali… Ma, anche in questo caso, a farne le spese sarà il valore di mercato”.

– Come vive Aquileia questo momento drammatico?

“Il fatto di non vedere un’auto straniera ci crea una tristezza infinita. Il loro arrivo scandiva la primavera, l’arrivo della Pasqua, della Pentecoste, segnava l’inizio di una nuova stagione di contatti, ripristinava la possibilità di trasmettere le carature del nostro territorio. Segnava il ritorno, anno dopo anno, di quel turismo di qualità che caratterizza la Riviera Friulana, da Grado a Lignano lungo tutto il retroterra del litorale adriatico. Qui da noi, arrivava ancora il turista che vuole conoscere, assaggiare, degustare, mangiare, assaporare, soggiornare nelle nostre realtà. Una ricchezza, una possibilità di arricchimento anche interiore e di esperienze anche per tutti noi, e che quest’anno ci mancherà. Ma che speriamo si possa ripristinare presto”.

I grappolini appena formati.

– Le prospettive nell’immediato?

“Stanno nel turismo locale, costituito da chi ha l’appartamento al mare o nel retroterra, la barca, e che si muove ma vuole riassaggiare i nostri prodotti. Ma speriamo di poter riavere al più presto anche i degustatori stranieri, non solo dall’Austria e dalla Germania, ma anche dalla Slovenia, dall’Ungheria. Più difficile che in tempi brevi o ragionevoli ritornino gli olandesi, i danesi, gli svedesi, i norvegesi, proprio per i problemi legati agli spostamenti che saranno sicuramente limitati. Fino allo scorso anno, già a metà primavera, avevamo i campeggi pieni di questi turisti che scendevano perché non aspettavano altro che vedere il sole e visitare il nostro territorio. E conoscere, assaggiare, acquistare i nostri prodotti”.
Ritornare ad avere i turisti locali e italiani, per il presidente della Doc Friuli Aquileia potrebbe rappresentare una nuova sfida orientata a migliorare ancora la qualità dell’accoglienza. E a ritarare l’offerta dell’intero sistema e della filiera della Riviera Friulana. Nel quale, prosegue Franco Clementin, “le nostre città d’arte ci danno una mano a creare attrattività. Anche verso le bellezze del territorio: il fascino di camminare sulle dighe e gli argini della laguna, poter visitare i piccoli abitati di queste terre”.

– La ricetta per riconquistare questo turismo “lento”?

“È sempre la stessa, e fa parte del nostro Dna: l’accoglienza con un sorriso, la stretta di mano se un giorno si potrà tornare a dare o un altro segno di amicizia equivalente, un calice di vino e un brindisi con il calore dell’ospitalità friulana. Poi, se vorranno portarsi a casa i nostri vini o soffermarsi a dormire nelle nostre realtà, sarà tanto di guadagnato per il futuro, perché vorrà dire che li abbiamo conquistati, o abbiamo riconquistato la loro fiducia”.

– E in attesa di ripartire?

“In vari settori sono già iniziate online diverse forme di coordinamento, per esempio a Grado, per lo scambio di suggerimenti e proposte, per non farci trovare impreparati. Ma, principalmente, attendiamo indicazioni e sostegno da parte delle autorità. Forse, realtà come la nostra e tante altre della zona, che hanno attrezzato spazi di degustazione all’aperto, potranno essere favorite perché potranno garantire più facilmente il rispetto delle prescrizioni. Ma occorrerà che ci dicano quante persone si potranno raggruppare, per le degustazioni, o gli eventi come quelli che abbiamo organizzato con la Riviera Friulana: 2, 10, 20, 40 persone? Finché non ci daranno risposta a queste legittime domande, ogni programma, ogni tipo di previsione organizzativa sarebbe azzardato. Potremmo assicurare per la fine della primavera un’alternativa all’accoglienza nella ristorazione, con forme più genuine e semplici, ma in grado di rappresentare una fase di passaggio concreta verso un ritorno alla normalità possibile, compatibilmente con la prudenza”.
(5 – continua)

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In copertina e qui sopra due tipici scorci dell’Agro aquileiese.

LA RICETTA DI COSETTI – “Frìco cun cartufulès”

di Gi Elle

Oggi per la consueta “Ricetta del sabato” vi proponiamo una ricetta tipica e molto amata del Friuli, ma alla maniera di Gianni Cosetti: il frico con le patate, o meglio con le “cartufùles”, come le chiamano in Carnia (ma anche in altre parti della nostra regione), con una chiara derivazione dal tedesco Kartoffeln. Anche questa proposta l’abbiamo tratta dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che l’indimenticato chef pubblicò nel 2000, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Ecco dunque la ricetta:

“Frìco cun cartufulès”
frico con le patate

Cosa serve
(50 minuti)

300 g di formaggio Montasio di 3 mesi
4 patate grosse
1 cipolla
150 g di pancetta affumicata
sale e pepe qb

Come fare

Rosolate in una casseruola la pancetta tagliata a dadini con la cipolla affettata sottile.
Aggiungete le patate a pezzetti, il sale, il pepe ed un mestolo d’acqua; coprite e cuocete per 30 minuti.
A cottura ultimata incorporate lentamente il formaggio tagliato a fettine e formate un impasto; passatelo quindi in un tegame antiaderente di 20 cm di diametro cercando di eliminare il grasso.
Rosolate bene il frico da ambo le parti fino a formare una crosticina dorata.
Tagliate in 4 e servite.

Cosa bere

Pinot nero

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In copertina, ecco il frico secondo la ricetta di Gianni Cosetti.

“Cantine Aperte Insieme” al via: due giorni con i vignaioli

Pronti via, si parte. Scocca infatti anche nel Vigneto Fvg l’ora di questa edizione tutta speciale di Cantine Aperte, perché intonata con l’emergenza da Coronavirus che stiamo ancora vivendo e che, come tutti sappiamo, richiede responsabilità e attenzione nei nostri comportamenti. Tuttavia, si annuncia memorabile la 28a edizione dell’evento più amato dagli appassionati del vino che dà appuntamento proprio oggi e domani. Come è noto, quest’anno la due giorni, classica manifestazione dell’ultimo fine settimana di maggio, si chiama “Cantine Aperte Insieme” e propone una formula poliedrica che vedrà coinvolti produttori e i wine lovers di tutta Italia, nell’ambito della quale anche il Friuli Venezia Giulia ha colto l’invito dell’associazione nazionale del Movimento turismo del vino per un mega-brindisi dal Nord al Sud coinvolgendo le tante cantine associate.
La formula di quest’edizione è stata pensata per soddisfare diverse sensibilità: ci sono aziende vitivinicole che aprono le loro porte per le visite in cantina e nei vigneti, altre invece rimangono in contatto con gli enoappassionati tramite dirette su Facebook e Instagram. Inoltre, non mancano nella serata di oggi le Cene con il Vignaiolo, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro con i vignaioli. Ricordiamo che quest’anno è ancora più importante consultare il sito www.cantineaperte.info per conoscere i produttori aderenti e le modalità dalle stesse previste per #CantineAperteInsieme; ricordiamo, altresì, che è fondamentale rispettare tutte le indicazioni delle aziende per poter vivere serenamente questo weekend all’aria aperta.
Cantine Aperte è da sempre una gustosa occasione per conoscere le peculiarità enogastronomiche e territoriali della nostra regione. E tale impegno viene annualmente condiviso e supportato da PromoTurismo Fvg e Civibank, enti che collaborano con il Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia, l’associazione che, guidata da molti anni da Elda Felluga, organizza l’invitante evento enologico, seguito poi durante l’anno da altre proposte amate dagli enoturisti. I quali per essere sempre informati sulle news della manifestazione possono seguire oggi e domani gli aggiornamenti pubblicati, in tempo reale, sulla pagina Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

Per altre informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine

Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina e all’interno vigne a aziende in Friuli Venezia Giulia.

Vino e arte, affascinante viaggio che parte da Leonardo

Quando il vino incontra l’arte: questo l’affascinante tema che fa da filo conduttore a un video della Fondazione Italiana Sommelier nel quale si propone un ricco approfondimento in videoconferenza con Massimo Billetto, Luciano Mallozzi, Paolo Luciani e Daniela Scrobogna.  Di che cosa si tratta? Ce lo spiega con poche parole Michele Biscardi, leader della delegazione Fvg del sodalizio enologico: “Due gli appuntamenti settimanali con la Fondazione Italiana Sommelier, per conoscere le realtà enologiche e non solo, della nostra bella Italia. Questo, in particolare, è uno dei più belli e interessanti tra quelli sino ad ora tenuti. Una colta disquisizione sulla pittura e l’interconnessione tra arte pittorica e vino, partendo da Leonardo da Vinci fino ai giorni nostri”. Molto interessante, infatti, la parte dedicata al genio toscano – che era esperto anche di viticoltura ed enologia -, del quale nel 2019 ricorrevano i 500 anni della morte.
Ecco, pertanto, il video:

https://www.facebook.com/FondazioneItalianaSommelier/videos/262228181561654/

Fondazione Italiana Sommelier – Friuli Venezia Giulia
Villa Toppo Florio di Buttrio
tel. 388 0448193
e-mail info@fondazionesommelier.it

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In copertina, Leonardo da Vinci nel suo celebre autoritratto.
 

Con l’enoturismo un weekend alla scoperta del Vigneto Fvg

“Se pur provato dalla pandemia, il Friuli Venezia Giulia deve ripartire e saprà farlo rialzandosi come ha già dimostrato in passato”. Lo ha detto, alla vigilia di “Cantine Aperte Insieme”, l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, incontrando, nella sede della Regione a Udine, la presidente del Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, Elda Felluga, con il coordinatore della manifestazione, Massimo Del Mestre. “La nostra regione è un luogo sicuro dove poter trascorre le vacanze – ha sottolineato Bini –, non solo per come ha saputo gestire la fase acuta della pandemia, ma per la sua conformazione geografica e per gli investimenti fatti, penso ad esempio a quelli sul turismo lento. Il territorio permette di offrire una varietà di panorami ed esperienze da vivere in totale sicurezza con un ampio ventaglio di tipologie per venire incontro a tutte le esigenze. È un evento storico che ha dato al nostro territorio molte soddisfazioni e sono certo che proseguirà a darne anche nell’edizione del 2020. L’enoturismo diventa un importante mezzo per far conoscere ancora di più la nostra viticoltura aprendo a scenari dove la campagna, le colline e gli spazi all’aperto offrono nuove opportunità per vivere il turismo”.

L’assessore Bini con Elda Felluga.

Si preannuncia, dunque, memorabile la 28a edizione dell’evento più amato dagli appassionati del vino che quest’anno si chiamerà appunto “Cantine Aperte Insieme” con appuntamenti sabato 30 e domenica 31 maggio: una formula poliedrica che vedrà coinvolti produttori e i wine lovers di tutta Italia. E anche il Friuli Venezia Giulia, come già annunciato, ha colto l’invito dell’associazione nazionale per un brindisi dal Nord al Sud coinvolgendo le tante cantine associate.
La formula di quest’edizione è stata pensata per soddisfare diverse sensibilità: ci saranno aziende vitivinicole che apriranno le loro porte per le visite in cantina e nei vigneti, altre invece rimarranno in contatto con gli enoappassionati tramite dirette su Facebook e Instagram. Inoltre, non mancheranno nella serata di sabato le “Cene con il Vignaiolo”, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro coi vigneron.
La presidente Elda Felluga così racconta l’edizione di quest’anno. “Cantine Aperte quest’anno si presenta in una nuova veste, sicuramente più social, dedicata ai nostri appassionati lontani che non potendo vivere questa esperienza da vicino potranno comunque condividere momenti dedicati al vino e alle zone di eccellenza ad esso collegate. Una possibilità per far conoscere le nostre realtà e magari appena sarà possibile programmare dei bei weekend nella nostra regione partendo proprio dalle nostre cantine. Per gli amici locali comunque la possibilità di poter vivere il nostro territorio attraverso il racconto “ravvicinato” dei vignaioli nelle aziende agricole disponibili. Sempre seguendo con attenzione le regole di restrizione di questa delicata fase. Visto i numeri limitati, consiglio la prenotazione, uno strumento valido che da anni il Movimento Turismo del Vino promuove per un servizio di qualità. Quest’anno abbiamo privilegiato la campagna, i nostri bellissimi vigneti, gli spazi aperti, e vorremmo continuare a farlo in estate, attraverso l’edizione speciale di ‘Vigneti Aperti’. In autunno, dopo la vendemmia, altre novità che si chiuderanno con Cantine Aperte a San Martino. Desidero ricordare l’ormai tradizionale A Cena con il vignaiolo “Anche questo un significativo gioco di squadra…importante per ripartire insieme. Ultimo messaggio, in questo periodo approfittiamo per riscoprire la nostra terra e quando potremo le nostre bellissime regioni, valorizziamo al massimo il nostro “made in Italy”… dobbiamo ripartire da qui… dalla nostra bella Italia!”.

Quest’anno sarà ancora più importante consultare il sito www.cantineaperte.info per conoscere le aziende aderenti e le modalità da loro previste per #CantineAperteInsieme; Mtv Fvg ricorda che è fondamentale rispettare tutte le indicazioni che troverete nelle aziende per poter vivere serenamente questo weekend all’aria aperta.
Cantine Aperte è da sempre una gustosa occasione per conoscere le peculiarità enogastronomiche e territoriali della nostra regione; un simile impegno viene annualmente condiviso e supportato da PromoTurismo Fvg, l’ente regionale di promozione turistica, e Civibank, un istituto da sempre vicino al territorio.
“Cantine Aperte è una consolidata iniziativa enoturistica che quest’anno si svolge in un periodo particolarmente difficile ma che contribuirà senza dubbio a rilanciare il clima di fiducia e di serena convivenza ridimensionato dall’emergenza Covid 19. Civibank è lieta di far parte del Team promotore anche in questa 28^ edizione sperando in tal modo di fornire un ulteriore impulso alla ripresa economica generale del Friuli Venezia Giulia. Già nelle settimane scorse abbiamo messo in campo una serie di misure finanziarie a favore di tutte le categorie economiche, la più importante delle quali riguarda un primo plafond di 20 milioni di euro volto a fornire liquidità ai comparti produttivi messi a dura prova dal lookdown. È nel dna della nostra banca, autonoma e territoriale, intervenire nei momenti di difficoltà che investono le comunità in cui opera ormai da 133 anni. Lo abbiamo fatto anche in questa eccezionale circostanza di emergenza sanitaria sia a livello creditizio che a livello socio-assistenziale.”, dichiara la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Tutti gli amici che vogliono essere sempre informati sulle news della manifestazione possono seguire gli aggiornamenti pubblicati, in tempo reale, sulla pagina Facebook MtvFvg Instagram mtv_friulivg.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

 www.cantineaperte.info 

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In copertina e all’interno belle immagini dal Vigneto Fvg.

Agricoltura, in Fvg fondi già disponbili per le misure anti-Coronavirus

Fondi disponibili già da subito per il comparto primario sia con finanziamenti a tasso 0 sia con anticipo del valore di magazzino e consolidi, il tutto facilitato da istruttorie brevi e semplificate. Il Friuli Venezia Giulia è già operativo per dare sostegno agli imprenditori che operano nel settore primario come ha affermato l’assessore regionale alle risorse Agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo in II Commissione consiliare per illustrare le misure anti-Coronavirus proposte dalla Regione per il comparto.
L’esponente dell’esecutivo Fedriga – informa una nota Arc – ha evidenziato come la Regione, grazie alla potestà legislativa in questo comparto e al massiccio lavoro compiuto dagli uffici, sia riuscita ad ottenere a livello europeo una serie di agevolazioni che permetteranno al Friuli Venezia Giulia di intervenire, fin d’ora, nei confronti delle aziende agricole, superando una difficoltà burocratica che invece altre Regioni stanno ancora scontando a livello nazionale.
Come si ricorderà, a metà marzo la Commissione europea aveva adottato una serie di misure di aiuto straordinarie che il Friuli Venezia Giulia ha modellato attraverso alcuni atti di giunta. “L’obiettivo del programma straordinario degli interventi anti Covid 19 – ha spiegato Zannier – è quello di sostenere la liquidità corrente del sistema produttivo agricolo e agroalimentare nella situazione di difficoltà economica e finanziaria conseguente all’emergenza epidemiologica”.
Attraverso la dotazione del Fondo di rotazione regionale, il cui regime l’Unione Europea ha ritenuto essere in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo degli aiuti di Stato, la Regione Fvg ha già potuto mettere in atto una serie di interventi a favore delle imprese che operano nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca. “Con i fondi a nostra disposizione – ha illustrato Zannier alla II Commissione – possiamo ad esempio già finanziare la conduzione aziendale uscendo dai parametri fissati dal regime ‘de minimis’ oppure aprire linee di contrattazione con istituti di credito per le moratorie, spostando le scadenze di pagamenti su mutui già assunti con il fondo di rotazione. Ed ancora possiamo iniettare liquidità nel sistema, attraverso prestiti a tasso zero, senza tener conto del tetto massimo previsto nell’arco di tre anni dalle normative europee vigenti“.

L’assessore regionale Zannier.

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In copertina, la viticoltura collinare in Friuli Venezia Giulia.