Colli orientali del Friuli, 50 anni di storia sulla strada della qualità

di Giuseppe Longo

Oggi è il 20 luglio. Ed esattamente in questa stessa giornata di 50 anni fa veniva approvato, con decreto del presidente della Repubblica – capo dello Stato era Giuseppe Saragat – il disciplinare della Doc Colli orientali del Friuli (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 30 settembre successivo), la seconda denominazione di origine controllata istituita nella nostra regione dopo quella del Collio Goriziano, che fu apripista nel mettere a frutto le disposizioni della famosa legge istitutiva, la 930 del 1963. Cinquant’anni di storia, dunque, per i vini tutelati dal Consorzio contraddistinto dal marchio con lo Spadone di Marquardo e che sovrintende un ampio territorio che va dal lembo più settentrionale di Nimis e Tarcento – dove è stata ritagliata pochi anni dopo la zona del Ramandolo, evoluta nella prima Docg del Friuli Venezia Giulia -, per continuare verso Attimis, Faedis e Povoletto, con le bellissime colline di Savorgnano del Torre e Ravosa. Quindi, Torreano, Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, a due passi dal confine con la Slovenia, Corno di Rosazzo, Buttrio, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco, con Ipplis e Rocca Bernarda. Piccole porzioni vitate sono comprese anche nei Comuni di Magnano in Riviera, Moimacco, Reana del Rojale e Tricesimo. La sede consortile, fin dall’inizio ubicata nella città ducale, da qualche anno è stata trasferita nella storica cornice di villa Nachini Cabassi a Corno, paese i cui vigneti s’incrociano con quelli del Collio nel limitrofo Comune di Cormons. Il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo – oggi presieduto da Paolo Valle – riunisce circa 200 soci, la maggioranza dei quali vende i vini imbottigliati. I vigneti (2 mila ettari iscritti all’albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino Doc, dei quali almeno il 30 per cento viene commercializzato all’estero. Un’esportazione destinata prevalentemente all’Europa, ma che non esclude Paesi lontani, tra i quali soprattutto Stati Uniti d’America e Giappone.

Paolo Valle

Oltre a quella del Ramandolo, negli anni hanno visto la luce anche le Docg Picolit e Rosazzo, oltre ad alcune prestigiose sottozone – “cru” per dirla con i francesi – che vanno sotto i nomi di Cialla (Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Bianco e Rosso), Refosco di Faedis, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto. La denominazione “Friuli” Colli Orientali – è questa attualmente la qualificazione corretta dopo l’ultima modifica del disciplinare di produzione – con la specificazione di una delle seguenti indicazioni varietali – Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Friulano (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verduzzo friulano, per quanto riguarda i vini bianchi; Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet sauvignon e/o Carmenere), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco (da Refosco nostrano), Schioppettino e Tazzelenghe, fra rossi – è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni ed aventi una composizione ampelografica monovarietale minima dell’85% in ambito aziendale. Sono ammesse anche le specificazioni “Friuli” Colli Orientali “Rosso”, “Bianco” e “Dolce”, mentre la menzione “Riserva” è ammessa qualora i vini siano stati invecchiati almeno due anni a decorrere dai primo novembre dell’annata di produzione delle uve.

La zona Doc nella storica cartina.

Il territorio – recita ancora il disciplinare – si estrinseca in una variegata alternanza di colline e pianure che si sviluppano ininterrottamente lungo le direttrici nord-ovest e sud-est, creando delle ampie superfici che possono godere di un’esposizione ottimale per la coltivazione della vite, la quale beneficia di microclimi che rendono queste zone molto vocate. I terreni dei Colli Orientali appartengono al così detto “Flysch di Cormòns” che è costituito da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Questo insieme è chiamato in friulano “ponca” ed è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici (soprattutto pioggia, ghiaccio e sole) e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi, i quali in seguito si decalcificano e mutano in giallastro l’originario colore grigioazzurognolo o grigio-plumbeo, fino a dissolversi in terreno argilloso. Queste marne sono solitamente ricche di calcare (ne contengono dal 40 al 60%) e di potassio, leggermente meno di fosforo. I vigneti si collocano tra i 100 ed i 400 metri sul livello del mare, che si trova a una quarantina di chilometri: la maggior parte dei terreni vitati si trova su colline terrazzate, mentre alcuni occupano delle porzioni pianeggianti o con un leggera pendenza.

Questo, dunque, un rapido ritratto dei Colli orientali del Friuli come li conosciamo oggi, dopo un’evoluzione durata appunto mezzo secolo da quel Dpr che li istituì. Cinquant’anni che hanno segnato una crescita qualitativa notevolissima, grazie a produttori appassionati e capaci, assecondati da tecnici preparati e guidati da presidenti consortili lungimiranti – dai primissimi Pietro Rubini e Luigi Rodaro, per arrivare ai più recenti Adriano Gigante, Michele Pavan e, appunto, Paolo Valle – che hanno saputo trasformare questa zona Doc in una delle aree più prestigiose del Vigneto Fvg, producendo vini che hanno conquistato il mondo. Un impegno che sicuramente non mancherà nei prossimi 50 anni, perché i Colli orientali sono attesi da altri importanti traguardi. Sempre sotto l’insegna dello storico Spadone di Marquardo che vide il suo debutto a Cividale in occasione delle tradizionali feste epifaniche di 44 anni fa, dunque pochi mesi prima di quel terremoto che devastò mezzo Friuli e che segnò una svolta per la vita in questa meravigliosa terra friulana. Anche per la sua viticoltura di qualità.

La sede e il marchio.

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In copertina, maturazione dei grappoli al via sui Colli orientali: foto scattata ieri nel Cividalese.

San Michele al Tagliamento “friulana”, un polo che lancia il turismo lento

di Ida Donati

SAN MICHELE – Turismo lento? E’ quello fatto di bellezze ambientali e paesaggistiche, strutture ricreative e per la ospitalità, offerta enogastronomica di qualità. Quello che, cioè, si promuove a San Michele al Tagliamento che, pur essendo un Comune veneto, aderisce alla Riviera Friulana. San Michele è il capoluogo della civica amministrazione cui fa capo anche Bibione, la più grande realtà balneare della Serenissima. Come Latisana, fino alla fine degli anni ’50, era il Comune che comprendeva anche Lignano Sabbiadoro già lanciata verso il “boom” economico. A San Michele, nella sua frazione di San Filippo e in altre località si parla friulano. Così come a Portogruaro, ma in particolare a Concordia Sagittaria, già sede patriarcale. E pure oggi del Vescovado cui fa riferimento Pordenone assieme alla Destra Tagliamento. E quindi? Non è per tediarvi con una ridondante disquisizione etnico-linguistica, né per sostenere la causa di una friulanità che comunque è sentita anche a San Michele al Tagliamento, visto che, seppur perdendo di poco, buona parte degli abitanti aveva richiesto tramite referendum l’annessione al Friuli Venezia Giulia. Com’è accaduto con Sappada, dove si parla una lingua ladin-germanica che non è certo diffusa in tutto il Friuli storico. Ma per esporre come la pensano gli operatori di una delle realtà di pregio che animano il territorio retrostante la città balneare.

Casa Gioconda, il B&B della famiglia Toniatti Giacometti, ha rinnovato anche quest’anno l’adesione all’associazione culturale La Riviera Friulana. Per promuovere un’attività qualificata che è sinergica a quella svolta in località Bevazzana che, pochi ricordano, è il toponimo di due distinte frazioni, dei Comuni di San Michele al Tagliamento (Casa Gioconda) e di Latisana (Casa Allegra), separate dal fiume Tagliamento. In questo caso, unite da un’attività che si svolgeva già nell’antichità tra terre, sabbie e paludi. Che è quella dei cavalli. All’epoca, da tiro. Oggi da trotto e da dressage.

In diverse occasioni, Casa Gioconda ha ospitato incontri, anche del sodalizio rivierasco, volti a valorizzare la cultura del territorio. Ospitando artisti, musicisti, scrittori, giornalisti, artigiani del gusto e dell’arte dei mestieri. Come, di recente, l’annuale sfilata con la stilista Axia e il musicista Gianni Sax, che ha voluto segnare la ripartenza dell’attività e degli incontri culturali dopo il lockdown. Un’occasione per parlare anche della sinergia tra le grandi spiagge, ribadita dall’assessore al Turismo del Comune di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, pochi giorni dopo l’accordo per la promozione unica dell’Alto Adriatico sui media tedeschi siglato dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. E tra le realtà del retroterra complementari a esse, evidenziata dalla presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria d’Aronco. E dal presidente della Riviera Friulana, Carlo Morandini.
L’evento, avvenuto proprio nella cornice di Casa Gioconda, ha permesso di degustare i vini dell’Azienda Toniatti Giacometti, assieme ai fratelli Giovanni, Livia e Roberto. Il B&B è stato realizzato di recente ristrutturando un fabbricato rurale. Dispone di tutti i servizi di pregio, compresa una bella piscina, rivolti a ospiti, soprattutto stranieri, che ne fanno la base privilegiata per le escursioni a cavallo, in bicicletta, a piedi, lungo le terre e i percorsi rivieraschi. Ma anche le vie d’acqua visto che Casa Gioconda si trova a poca distanza dal fiume Tagliamento e dalla Litoranea Veneta. La possibilità di degustare i prodotti del territorio rappresenta un’altra delle possibilità che ne fanno un ritrovo richiesto dai turisti più attenti. Quelli che appunto amano un turismo lento, “slow” come si preferisce dire oggi.

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In copertina e qui sopra ecco due belle immagini di Casa Gioconda.

“DegustaMente” fa tappa a Valeriano. Quarto weekend con “Vigneti Aperti”

Per il pomeriggio di domani 19 luglio – l’appuntamento è dalle 16 -, Vino e Sapori Fvg, in collaborazione con Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, ha organizzato, presso la cantina Bulfon a Valeriano di Pinzano al Tagliamento, la seconda tappa del 2020 con “DegustaMente – Risveglio sensoriale in vigna”, l’evento perfetto per alleggerire la mente e ripartire con più carica. Una giornata di benessere psicofisico in compagnia di due esperti che guideranno gli ospiti in un viaggio alla scoperta dei nostri sensi, preparando il corpo a degustare con più consapevolezza il vino e i prodotti del territorio.
L’incontro è aperto a tutti e coloro che vorranno iscriversi a Wine for You, il wine club dedicato agli appassionati dell’enogastronomia regionale e che avranno diritto a uno sconto di 10 euro. Inoltre, un ringraziamento speciale sarà dedicato al personale medico, infermieristico e sanitario che avrà diritto a posti riservati per partecipare a “DegustaMente”. L’ultimo appuntamento è invece previsto per domenica 26 luglio, nell’azienda Pizzulin Denis, a Prepotto.

Ma nelle giornate di oggi e domani – come facevamo cenno già ieri – ci sarà anche il quarto appuntamento con “Vigneti Aperti”, il nuovo evento del Movimento Turismo del Vino Fvg per vivere imperdibili occasioni d’incontro ed emozionanti esperienze, sempre nel segno della sicurezza, circondati da bellissimi vigneti – e non solo – per trascorrere piacevoli momenti all’aria aperta nel segno dell’enogastronomia di qualità. Questo fine settimana le cantine coinvolte nella nuova iniziativa in provincia di Pordenone saranno la citata Bulfon (DegustaMente) e I Magredi (oggi tour in bicicletta fra i vigneti, domani picnic nel vigneto, degustazioni nel vigneto circolare in entrambe le giornate).
In provincia di Udine, invece, l’invito proviene da Barone Ritter de Zàhony (visite e degustazioni sia oggi che domani), Cantina Puntin (vic-nic oggi e domani, degustazione tra i filari soltanto oggi ed esperienza “Zhineng Qigong tra le vigne” solo domani), Dario Coos (degustazioni solo nella giornata odierna), de Claricini (degustazione all’aperto e degustazione romantica solo domani), Elio Vini (degustazioni e Piatto della Cantina sia oggi che domani, degustazione di rosato solo oggi, microlezione sulle barrique e degustazioni soltanto domani), Ferrin Paolo (visite e degustazioni in entrambe le giornate), Le Due Torri (visite e degustazioni sia oggi che domani), Scubla Roberto (visite e degustazioni), Spolert Winery (visite, degustazioni, tour dei vigneti e aperitivo con il vignaiolo sia oggi che domani), Tarlao (visite, degustazioni e picnic in vigna sia oggi che domani), Valpanera (aperitivo in vigna soltanto oggi), Vigne del Malina (visite e degustazioni solo nella giornata odierna).
Infine, in provincia di Gorizia, Ca’ Ronesca (punto vendita e degustazioni solo oggi), Borgo Conventi (aperitivo in cantina solo oggi, passeggiata crepuscolare tra i vigneti solo domani), Pascolo (visite e degustazioni sia oggi che domani) e Tenuta di Blasig (visite e degustazioni in entrambe le giornate).

Per maggiori informazioni su “DegustaMente” visitare il sito www.vinoesapori.it o la pagina Facebook VinoeSaporiFVG. È importante, inoltre, consultare il sito www.cantineaperte.info per conoscere orari, modalità, come effettuare le prenotazioni e tutti i dettagli. Tutti gli enoturisti che vogliono essere sempre informati sulle news della manifestazione possono seguire gli aggiornamenti pubblicati, in tempo reale, sulla pagina Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina, i vigneti di Valeriano e all’interno due immagini della nuova manifestazione all’aria aperta.

 

E ora “Parole e Musica” fa tappa a Spessa, cuore dei Colli orientali del Friuli

di Gi Elle

Mentre in Friuli Venezia Giulia si annuncia, a cura del Movimento turismo del Vino, il quarto weekend con la nuova proposta di Vigneti Aperti (ne riferiremo in dettaglio domani), oggi sarà l’azienda vitivinicola Paolo Rodaro, a Spessa – nel cuore della prestigiosa zona Doc dei Colli orientali -, a ospitare la seconda rappresentazione di “Parole e Musica – Lungo la Strada del vino e dei sapori del Friuli Venezia Giulia”. L’intrattenimento, che aveva debuttato con successo venerdì scorso a Faedis, vede protagonisti l’attore Dino Persello (pure ideatore e regista della simpatica iniziativa, che coniuga cultura friulana ed enogastronomia di qualità delle nostre terre) e il fisarmonicista Pasqualino Petris. L’appuntamento è fissato per questa sera, alle 19, appunto nella sede della rinomata cantina, nella frazione di Cividale, in via Cormons 60 (per prenotarsi: info@rodaropaolo.it).

Dino Persello

Pasqualino Petris


La terza rappresentazione – che dovrà avvenire rispettando i criteri di sicurezza richiesti dall’emergenza sanitaria – si terrà, invece, sabato 25 luglio, stessa ora, a Corno di Rosazzo all’azienda agricola Vignaioli Specogna (per prenotarsi info@specogna.it), mentre la quarta sarà venerdì 7 agosto, sempre alle 19, all’azienda agricola Ronc dai Luchis Tal rocul dai Luchis, nuovamente a Faedis (per prenotarsi deluxfe@yahoo.it). Gli spettacoli si terranno all’aperto (al coperto in caso di maltempo). Al termine, brindisi offerti dalle cantine ospitanti. L’ingresso è libero ma, come detto, per motivi organizzativi è necessario la prenotazione direttamente alle singole aziende agricole. “Il turista dei giorni nostri e del futuro prossimo – aveva spiegato Dino Persello in occasione della presentazione dell’iniziativa alla Pro Loco Valle di Soffumbergo, che ha promosso l’evento sotto la guida di Gianfranco Specia – è oltremodo sensibile a quello che succede intorno a lui, al territorio dove si trova, alla storia delle “genti” che lo accolgono. Queste saranno le tematiche che nel lavoro teatral-musicale saranno condivise assieme agli spettatori, nelle affascinanti cornici delle nostre vigne e cantine”.
Appuntamento, dunque, questa sera a Spessa, uno dei paesi più famosi dei Colli orientali del Friuli, la zona Doc istituita esattamente mezzo secolo fa e che ebbe, tra i suoi presidenti, anche Luigi Rodaro, il padre di Paolo. Un anniversario importante sulla strada dell’affermazione delle grandi etichette tutelate dal Consorzio e che, proprio per questo, è opportuno ricordare e festeggiare. Anche con “Parole e Musica”, applaudendo Dino Persello e Pasqualino Petris e brindando con i prestigiosi vini di Paolo Rodaro.

L’evento è organizzato dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo con la collaborazione del Comune di Faedis, Consorzio Pro Loco Torre-Natisone, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, l’Unpli nazionale e Promoturismo Fvg.
Per informazioni info@prolocovalledisoffumbergo.it

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In copertina, Paolo Rodaro che qui sopra è, molto giovane, con il padre Luigi e lo zio Edo.

Viticoltura ed enologia a Pordenone: “Rive 2021” slitta a novembre

Si sposta a fine 2021 la terza edizione di Rive, la Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia organizzata da Pordenone Fiere in partnership con FederUnacoma, Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura. Originariamente prevista dal 26 al 28 gennaio prossimi, la manifestazione è stata posticipata al 3, 4 e 5 novembre a causa dell’emergenza sanitaria che ha rimesso in discussione il calendario fieristico di Pordenone Fiere e quello degli eventi internazionali di settore. Filo conduttore della terza edizione di Rive sarà la sostenibilità, tema attualissimo e cruciale tanto per i consumatori che per i produttori attorno al quale si stanno sviluppando strategie innovative non solo di coltivazione della vite, ma anche di creazione di valore.
“Nel decidere la nuova collocazione di Rive 2021 abbiamo cercato di evitare sovrapposizioni sia con i grandi eventi internazionali del settore enologia e viticoltura che con le manifestazioni regionali per permettere alle aziende espositrici di partecipare a tutte le iniziative – il commento di Renato Pujatti, presidente di Pordenone Fiere –, d’altra parte abbiamo anche scelto un periodo ottimale per gli addetti ai lavori che non sia troppo carico di attività in azienda e in linea con l’occupazione del nostro quartiere fieristico”. Dopo l’edizione 2021, Rive tornerà a svolgersi come da programmazione biennale originale, nel mese di gennaio degli anni dispari.
Fortemente radicata sul territorio, ma con una dichiarata vocazione internazionale, Rive può contare sulla collaborazione di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Assoenologi, Consorzio Doc Fvg ed Ersa Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale. Completano la squadra di Rive 2021 Unacma, Unione Nazionale dei Commercianti di Macchine Agricole, e il partner organizzativo della manifestazione FederUnacoma, Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura. Un’alleanza tra Pordenone Fiere e i principali attori del settore viticoltura ed enologia che si pone un obiettivo ambizioso: quello di rendere Pordenone, attraverso Rive, piattaforma di eccellenza in questi settori strategici per l’economia italiana.

www.exporive.com

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In copertina, vigneti nella zona Doc Aquileia; qui sopra, degustazione di alcuni campioni di Pinot grigio.

 

Dolomia investe 7 milioni e punta sul vetro. Fedriga: uniti per l’agroalimentare

“L’Amministrazione regionale punta a una partnership con le attività produttive dell’agroalimentare per una promozione reciproca del territorio. Solo se facciamo squadra, infatti, possiamo competere con le regioni più grandi della nostra”, ha detto a Cimolais il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso della visita allo stabilimento della Dolomia in occasione dell’apertura di una nuova linea produttiva. Era presente anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Fedriga ha ricordato come in pochi anni l’azienda sia riuscita a conquistare importanti fette di mercato “puntando su quello che è tipicamente Made in Italy: la qualità”. “Dobbiamo essere in grado – ha concluso il presidente della Regione Fvg – di fare squadra e farci una promozione reciproca, è importante cioè che i cittadini percepiscano che prendere un prodotto fatto in Friuli Venezia Giulia è un valore aggiunto e che quel prodotto quando va in giro per il mondo fa conoscere il Friuli, il suo territorio e le sue ricchezze”.

La visita del presidente Fedriga.

Sono 7 i milioni di euro di investimento impiegati per la nuova linea Dolomia Emotion, pensata per completare la gamma di prodotti e guardare al mercato “green” del vetro a rendere (Var). E tutto questo si è tradotto, dando pure un importante contributo alla difesa dell’occupazione, nella nuova linea di produzione realizzata in Sorgente Valcimoliana srl, l’azienda di Cimolais che imbottiglia appunto con il marchio Dolomia, unica acqua al mondo che sgorga all’interno di un sito dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Disponibile nei formati 0.70 L e 1 L e nelle versioni naturale e frizzante, Emotion è una linea pensata per soddisfare le esigenze del mondo Ho.re.ca, della ristorazione e dell’ospitalità, ma che presto entrerà nella quotidianità anche del consumo privato, in famiglia o in ufficio. In particolare, la distribuzione “porta a porta” del formato da 1 litro verrà infatti gestita attraverso il contatto con i principali grossisti, attivi capillarmente nel territorio, mentre una particolare modalità operativa è in fase di definizione per l’agevolazione delle consegne nelle aree limitrofe.
“Per il momento le nostre bottiglie in vetro a rendere sono distribuite principalmente in Area Nielsen 2, coprendo il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna ma, grazie all’attivazione di nuove piattaforme di distribuzione in Italia, stiamo raggiungendo anche Roma, Milano e Firenze – ha spiegato Gilberto Zaina, amministratore delegato di Acqua Dolomia -. Non è stato facile investire così tante risorse in una fase congiunturale delicata che impone di navigare a vista. Ma il completamento del progetto Dolomia2020 era alle porte ed il logo delle Dolomiti Friulane da sempre ci sostiene nel rassicurare la clientela sulla totale qualità. La certezza di disporre di un’acqua tra le più pure e equilibrate ci ha quindi convinti: è dal 2008 che portiamo il Made in Friuli sulle tavole dei cinque continenti e i primi segnali di ripresa dopo l’emergenza Coronavirus ci confortano”.

Alla importante cerimonia erano inoltre presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali: Marco Dreosto, europarlamentare, Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, Alessandro Da Re, presidente del Comitato di Gestione del Frie, il consigliere regionale Emanuele Zanon, il sindaco di Cimolais, Davide Protti, con i colleghi di Barcis, Claudio Traina, e di Erto, Antonio Carrara, oltre a Gianandrea Grava, in rappresentanza del Comune di Claut e quale presidente del Parco Naturale Dolomiti Friulane all’interno del quale sgorga appunto l’acqua Dolomia.

Autorità e stabilimento Dolomia.

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In copertina, le purissime acque del torrente Cimoliana nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

(Foto Arc Montenero)

Festa della trebbiatura a Palazzolo: orzo e malto sono sinonimo di qualità

“Una festa che esprime le potenzialità di un sistema di filiera che i produttori di orzo e malto hanno saputo creare nella pianura friulana, dalle colline moreniche alla riviera, per dare un significato nuovo alla cerealicoltura, non più esclusivamente massiva, ma orientata anche alle lavorazioni di qualità che possono essere destinate a realtà di trasformazione presenti sul territorio regionale”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo, nella campagna di Palazzolo dello Stella, all’annuale “Festa della trebbiatura dell’orzo da birra”, svoltasi in concomitanza con la raccolta delle ultime spighe del cereale.

“E’ stato un momento di valorizzazione – ha detto Zannier, come si legge in una nota Arc – di un percorso improntato su un modello di filiera completa auspicato e sostenuto dalla Regione, volto a consentire di riversare i benefici delle attività rurali, di qualsivoglia settore, sul territorio, favorendo strutture di trasformazione locali. Strutture – ha aggiunto – che come in questo caso esistono nell’area rivierasca, a San Giorgio di Nogaro, ma che potrebbero essere create anche a vantaggio di altri comparti dell’agricoltura e dell’agroalimentare”.
Unire obiettivi e sforzi del mondo rurale e di quello agroalimentare ed enogastronomico, che in questo periodo a causa degli effetti della pandemia stanno soffrendo economicamente più di altri, come ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga significa aiutare le aziende e le imprese, favorire nuovi investimenti, nonché rivitalizzare il teritorio sul quale le ricadute sarebbero evidenti. Ciò avviene anche per l’economia delle aziende coinvolte nel progetto dell’Associazione produttori di orzo e malto (Asprom), lanciata e presieduta da Alido Gigante, che – a seguito del cammino intrapreso – stanno rivivendo una nuova fase di ripresa.

“Un altro risultato importante – ha aggiunto L’assessore regionale – è quello che gli agricoltori, attraverso la produzione dell’orzo e del malto locali, riescono a spuntare una remunerazione migliore rispetto alle medie del mercato, potendo contare sulla qualità del prodotto”. Nel contempo – ha concluso il titolare dell’Agricoltura Fvgr -, “questa filiera consente ai consumatori di vedere certificata la materia prima con la quale, in questo caso, viene realizzata la birra, e di degustare un prodotto che proviene dal territorio: un valore aggiunto che ancor più in questo periodo ha un significato importante a vantaggio della economia locale, ma anche per chi sceglie di consumare prodotti del posto”.
Asprom – ha spiegato infine Gigante, dopo l’intervento del sindaco, Franco D’Altilia, presenti i consiglieri regionali Alberto Budai e Mauro Bordin – è una rete contratto nata nel 2013, che raggruppa produttori (180 aziende agricole con 920 ettari coltivati), trasformatori, commercializzatori di cereali da malto, destinati a realizzare birra, caffè, farine, e altri prodotti agroalimentari.

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In copertina, spighe di orzo e all’interno la Festa della trebbiatura con l’assessore regionale Zannier. (Foto Arc Morandini)

Pietro D’Andrea torna alla guida dei Vivai Cooperativi Rauscedo

Dopo sette anni, Pietro D’Andrea torna alla guida dei Vivai Cooperativi Rauscedo. La sua elezione è avvenuta in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione, e quindi della presidenza, della importante realtà produttiva del Comune di San Giorgio della Richinvelda – associata a Confcooperative Pordenone – che coltiva e commercializza il 20% della produzione europea di barbatelle. La cooperativa è formata da oltre 200 soci e ha un fatturato consolidato di 82 milioni di euro. Grazie alla ricerca scientifica condotta assieme all’Università di Udine e all’Iga (Istituto di genomica applicata), si sta confermando leader anche nelle barbatelle di ultima generazione, ovvero quelle “resistenti” che sono più green ed ecologicamente sostenibili.

Pietro D’Andrea

L’assemblea dei soci ha infatti rinnovato l’organo amministrativo che guiderà la società nei prossimi tre anni. Nel consiglio, composto da 11 soci, sono stati riconfermati 5 amministratori uscenti mentre 6 sono di nuova nomina, con diversi giovani esponenti, positivo esempio di rinnovamento della compagine amministrativa. Sono risultati eletti Alessandro Leon, Antonio Cesaratto, Pietro D’Andrea, Claudio Moretti, Enrico D’Andrea, Daniele D’Andrea, Stefano Volpe, Marco Cocitto, Giorgio Giacomello, Mario Lovisa e Maurizio Marchi. Nel corso della prima seduta del nuovo consiglio sono stati nominati, alla carica di presidente appunto Pietro D’Andrea e come vicepresidenti Claudio Moretti e Alessandro Leon. L’assetto direzionale rimane inalterato con Eugenio Sartori, in qualità di direttore generale, e Mauro Bertolin, direttore amministrativo.

Per Pietro D’Andrea, si tratta dunque di un ritorno alla presidenza, dopo essere stato alla guida della cooperativa dal 2008 al 2013. “Puntiamo – ha dichiarato nel suo primo intervento – a consolidare la nostra posizione di leader mondiali del settore vivaistico, affrontando le nuove sfide che lo scenario internazionale, causa l’emergenza Coronavirus, ci sta ponendo. Proseguiremo nell’innovazione e nella ricerca, senza dimenticare le nostre radici e la comunità da cui proveniamo. Sapremo affrontare questi impegni grazie al lavoro collegiale che auspico da parte del consiglio, il quale sarà da me coinvolto nelle decisioni”.
“Per ognuna delle nostre cooperative – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – il rinnovo del consiglio è un momento in cui si coniuga la continuità delle buone pratiche mutualistiche con la visione innovativa del futuro: per questo auguro al presidente D’Andrea e al consiglio buon lavoro. Recentemente abbiamo potuto essere ospiti dei Vivai per la nostra assemblea provinciale, apprezzandone ancora una volta la grande organizzazione e forza”.

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In copertina e qui sopra due immagini dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

Quando il vino è amore e poesia, parola di Rosinella Celeste

di Giuseppe Longo

Picolit e Terrano sono vini eccezionali, espressi da una viticoltura avara, su colline e altipiani che hanno ispirato scrittori e poeti, da Ippolito Nievo a Fulvio Tomizza. Sì, perché il vino è anche poesia. Eccome! Ne sa qualcosa Rosinella Celeste Lucas che ha provveduto alla ristampa di “Vino, amore e poesia”, meritando l’Acino d’oro per il Vino della Pace. Una poesia che attinge proprio all’essenza del Vigneto Fvg, in particolare – per fermare l’attenzione sui due grandi vini appena citati – a quello delle terre meravigliose, ma aspre e difficili, come lo sono quelle dei Colli orientali del Friuli, da Nimis a Savorgnano e Cividale, e del Carso, da Sagrado a Sgonico e Prosecco. Un bel libro, scritto appunto con amore e trasporto per una espressione della nostra economia, fatta di etichette affermatesi in tutto il mondo. Economia che è la somma di lavoro, ingegno, intraprendenza, ma anche di cultura. Perché attorno a un grappolo d’uva, ma soprattutto attorno a un buon bicchiere di vino c’è anche cultura, tanta. E appunto poesia. Quella che ha ispirato la nostra autrice, innamorata dei vini friulgiuliani, tanto da scrivere una serie di liriche che hanno dato vita proprio a “Vino, amore e poesia” (Edizioni della Laguna), tradotto anche in friulano e sloveno, visto che la nostra viticoltura ha un intimo rapporto con la nazione confinante, attravero la Brda, continuazione del Collio, e il Kras, la prosecuzione delle terre rosse carsoline.

Rosinella Celeste Lucas


Ma perché il vino? «E’ stato un modo – spiega la stessa autrice – per assomigliargli di più. Una duplice tematica: amore e vino, movenze e colori, sapori ed affetti si fondono in una sorta di “uvaggio sentimentale”. Così la realtà di un vino e la memoria di un Amore si sovrappongono in una sorta di “uvaggio simbolico”, pretesto lirico, dunque per amare i vini autoctoni con tutti i sensi e i sobbalzi del cuore pronti a captarne le suggestioni. Vino che è anche dura conquista,come duro a volte l’Amore, ma per il quale vale la pena d’esistere. Vino che si umanizza nel riflesso della gente che lo lavora e suda tra le spalliere dei vigneti… specie in Carso (Terrano)».
Il libro, illustrato dall’inconfondibile tratto di Arrigo Poz, ha la prefazione di Piero Fortuna – entrambi, purtroppo, ci hanno lasciato – e la postfazione di Paolo Maurensig. E’ stato premiato a Cormons, Città del vino, ma soprattutto del “Vino della Pace” che si è fatto conoscere in tutto il pianeta, valorizzando nel contempo anche il nome del nostro Vigneto, al quale ha voluto rendere omaggio anche Rosinella Celeste, che l’indimenticabile Fulvio Tomizza accostò “alla schiera dei nostri Slataper, Stuparich e Saba…”. “Figlio del sole” ottenuto “lassù tra Savorgnano e il Torre”, scrive la poetessa di Fiumicello a proposito del Picolit, frutto di “acini d’oro” donati da un “vigneto scabro come un amore taciuto”. Mentre i “contadini del Carso”, dai “visi scorzati dalla Bora” producono l’inimitabile Terrano “nei vigneti dove si spacca la pietra dura”. Un “vino aspro e sanguigno” che in una parola soltanto significa “Umanità”. Ma Picolit e Terrano sono soltanto due esempi di cosa sanno produrre i nostri bravi vignaioli, ai quali ha reso giustamente merito anche il libro “Vino, amore e poesia”. «Una poesia – scrive Licio Damiani – che delinea paesaggi densi e odorosi, nitidi e terragni, paesaggi che incisi espressionisticamente, accennano a una mitologia interiore e che si modulano come un vero e proprio racconto, articolando una vera storia d’amore».

Assieme a Fulvio Tomizza.

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In copertina, il libro di Rosinella Celeste illustrato da Arrigo Poz.

Non solo i “Vigneti Aperti”: oggi debutta anche il Risveglio sensoriale

La veloce perturbazione di ieri è passata cedendo nuovamente il passo al bel tempo. Per cui è assicurata una giornata di sole per questa terza domenica con Vigneti Aperti”, la nuova iniziativa del Movimento turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia che, proprio a partire da oggi, s’incrocia con il primo appuntamento di “DegustaMente – Risveglio sensoriale in vigna”. Ma andiamo con ordine, scoprendo le proposte di questi piacevoli momenti all’aria aperta nel segno dell’enogastronomia di qualità.

Bello degustare anche in vigna.

Vigneti Aperti – Oggi 12 luglio ci sarà dunque il terzo appuntamento che coinvolgerà in provincia di Pordenone I Magredi (picnic nel vigneto, degustazioni nel vigneto circolare). In provincia di Udine Azienda del Poggio (picnic, visite e degustazioni ed esperienza DegustaMente), Barone Ritter de Zàhony (visite, degustazioni ed esperienza “Degustazione sotto le stelle in giardino”), Cantina Puntin (vic-nic, esperienza “Prendiamoci cura della biodiversità e altre storie…”), Ferrin Paolo (visite e degustazioni), Le Due Torri (visite e degustazioni), Spolert Winery (visite, degustazioni e aperitivo con il vignaiolo), Tarlao (visite, degustazioni e picnic in vigna), Vini Brojli (degustazioni). In provincia di Gorizia, Pascolo (visite e degustazioni). È importante consultare il sito www.cantineaperte.info per conoscere orari, modalità, come effettuare le prenotazioni e tutti i dettagli.

“DegustaMente” – Oggi, dalle 16, all’Azienda del Poggio, a Villalta di Fagagna, ci sarà il primo appuntamento del 2020 con “DegustaMente – Risveglio sensoriale in vigna”, l’evento perfetto per alleggerire la mente e ripartire con più carica. In occasione dei tre incontri previsti nell’ambito di “Vigneti Aperti”, Vino e Sapori Fvg, in collaborazione con Movimento Turismo del Vino Fvg e Asugi – Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, dedica un pensiero speciale a coloro che in questi mesi hanno vissuto una situazione molto difficile: il personale medico e i dirigenti avranno dei posti riservati per partecipare alle tre date dell’evento “DegustaMente”, un’occasione per rigenerare corpo e mente dopo un periodo difficile che ci auguriamo di lasciarci alle spalle. L’intento è quello di ringraziarli proponendo una giornata di benessere psicofisico in compagnia di due esperti che guideranno i presenti in un viaggio alla scoperta dei nostri sensi, preparando il corpo a degustare con più consapevolezza il vino e i prodotti del territorio. Gli altri appuntamenti previsti sono domenica 19 luglio da Bulfon a Valeriano di Pinzano al Tagliamento e domenica 26 luglio da Pizzulin Denis a Prepotto. Per maggiori informazioni su DegustaMente visitare il sito www.vinoesapori.it

Dal Movimento turismo del Vino un particolare ringraziamento è andato a Promoturismo Fvg, l’ente regionale di promozione turistica, e a Civibank, un istituto da sempre vicino al territorio, per il fondamentale supporto e sostegno agli eventi organizzati e che da sempre sono un’importante occasione per conoscere le peculiarità enogastronomiche e territoriali della nostra regione. Tutti gli enoturisti che vogliono essere sempre informati sulle news della manifestazione possono seguire gli aggiornamenti pubblicati, in tempo reale, sulla pagina Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina e qui sopra due immagini della scorsa edizione di “DegustaMente”.