Udine apre Friuli Doc ringraziando i benemeriti dell’emergenza sanitaria

Oggi, alle 17.30, in piazza Libertà, a Udine, con la cerimonia dell’inaugurazione, prenderà avvio ufficialmente la 26ª edizione di Friuli Doc, rassegna delle eccellenze enogastronomiche e non solo della nostra regione. Una manifestazione che avverrà all’insegna della qualità, della convivialità, ma anche della sicurezza, nel rispetto di tutte le norme previste per la prevenzione sanitaria, con un occhio ben attento al passato e un altro al futuro caratterizzato dalla ripartenza da vivere “con la testa sulle spalle”. E alla grande serietà dei friulani dimostrata nella gestione della pandemia nella vita di tutti i giorni, durante le difficili settimane del confinamento, sono dedicati i premi che l’Amministrazione comunale ha deciso di assegnare, in questa occasione, agli operatori sanitari e a quelli della Protezione Civile, per il gran lavoro svolto a tutela della comunità regionale.
I riconoscimenti, in rappresentanza delle varie categorie di operatori, “per l’elevata professionalità, competenza, umanità, senso del dovere e spirito di servizio dimostrati in occasione dell’emergenza Covid-19”, saranno assegnati a: Luca Lattuada, direttore medico del Presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Udine, in rappresentanza dei medici; Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche della provincia di Udine, in rappresentanza degli infermieri; Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, in rappresentanza dei tecnici di laboratorio; Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’Ospedale di Udine, in rappresentanza degli operatori socio-sanitari, e Amedeo Aristei, direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.


Inoltre, verrà consegnato il sigillo della Città di Udine all’illustre concittadino Silvio Brusaferro, “per la competenza, professionalità, senso del dovere, con i quali durante l’emergenza sanitaria, si è particolarmente distinto a livello locale, nazionale e internazionale, in qualità di presidente dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Oltre al sindaco Pietro Fontanini, agli assessori comunali Maurizio Franz e Giovanni Barillari, saranno presenti il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini.
Il momento inaugurale, inoltre, rappresenterà anche l’occasione per diffondere l’invito ai cittadini che non vorranno mancare all’appuntamento con le eccellenze di Friuli Doc, di scaricare gratuitamente (dagli store ufficiali di Apple e Google), la app Eilo per agevolare il flusso degli ingressi nei luoghi della festa che sarà contingentato in base alla capienza delle piazze e delle vie di svolgimento della manifestazione.
Al taglio del nastro farà seguito un vivace concerto proposto dagli studenti dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, nato da un’idea del maestro e capo del Dipartimento jazz, Glauco Venier.

—^—

In copertina e all’interno vini (foto Petrussi), formaggi e prosciutti sono i prodotti leader di Friuli Doc.

Pinot grigio superstar nelle Venezie. Rizzi: “Prevedo grandi vini”

Pinot grigio superstar nelle Tre Venezie, vale a dire Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto, con meno quantità in vigna (un calo tra il 15 e il 20%), ottima qualità diffusa delle uve su tutto l‘areale, listini in crescita (+20%) assieme agli imbottigliamenti (che nel periodo gennaio-agosto segnano +6,35% sul 2019). Nell’anno del Covid-19, la quarta stagione produttiva del Pinot grigio delle Venezie Doc si chiude, infatti, con un bilancio a dir poco positivo, ancor più significativo considerato il contesto di difficoltà segnato dalla più grande emergenza sanitaria ed economica dell’ultimo secolo. Terminata ormai in quasi tutte le aree rivendicate del Veneto, la vendemmia proseguirà ancora per qualche giorno in Friuli Venezia Giulia e in Trentino. La campagna produttiva 2020, a una prima analisi, si presenta sicuramente meno abbondante, ma, da un punto di vista qualitativo e sanitario dell’uva, in linea – se non superiore – rispetto al 2019.

Rodolfo Rizzi, Assoenologi Fvg.

Negli impianti del Friuli Venezia Giulia, che in alcune aree ha registrato un andamento stagionale un po’ più altalenante, troviamo una maturazione del Pinot grigio abbastanza uniforme. “È caduta la giusta quantità di pioggia e il sole non è mai stato eccessivo”, commenta Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina di Ramuscello e San Vito, nonché presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia. “Anche nella nostra regione – spiega – il buon andamento climatico ha permesso di portare a una perfetta maturazione del Pinot grigio, facendo registrare sia una buona sanità del grappolo sia un aumento della qualità rispetto al 2019. Ottimo anche il rapporto zuccheri/acidi, con un’uva non eccessivamente zuccherina, rispetto ad altri anni, ma con un corredo acido notevolmente interessante. I primi vini usciti dalla fermentazione sono molto corrispondenti, varietali e ricchi in freschezza e di questo siamo pienamente soddisfatti. Rispetto ai volumi, a parte alcuni giorni di piogge intense, fortunatamente non siamo stati colpiti da grosse calamità che abbiano potuto compromettere l’aspetto quantitativo dell’uva; c’è una lievissima flessione rispetto all’anno scorso a causa della siccità primaverile che ha colpito alcune zone della regione, ma certamente non quella temuta a inizio stagione”.

Nonostante il forte maltempo che ha interessato il Veneto nelle scorse settimane, anche se marginale nelle aree di produzione della Doc delle Venezie, l’uva presenta mediamente una sanità ottima – cosa assolutamente non scontata per una varietà delicata come il Pinot grigio – con parametri chimici equilibrati, buona acidità e senza eccessi di gradazione. Ci sono tutti i presupposti per trovare nel calice vini ottimi, dal grande potenziale già evidente dopo le prime fermentazioni di inizio settembre. E il merito va soprattutto ai viticoltori del Nordest, che dimostrano, anno dopo anno, grande competenza e soprattutto consapevolezza nella gestione di quest’uva particolarmente sensibile alle muffe e alle condizioni di umidità, e che necessita quindi di cure speciali.
“In Veneto la vendemmia del Pinot grigio si è conclusa la scorsa settimana – riferisce Alberto Marchisio, direttore generale di Cantine Vitevis e presidente Assoenologi Veneto Occidentale -, abbiamo avuto una stagione abbastanza buona sotto l’aspetto delle piogge e delle temperature, che ci ha consegnato in cantina una quantità d’uva certamente un po’ ridotta rispetto all’anno scorso – parliamo di un 5% al di sotto del disciplinare, ovvero sotto i 130 quintali di uva per ettaro nel rispetto delle misure di gestione di giugno 2020, per un totale di circa -15% sulla campagna 2019 –, ma in compenso di alta qualità, molto bilanciata e con una buona freschezza”.

Albino Armani, Doc Venezie.

Una notevole diminuzione dell’offerta, quindi, che di conseguenza ha contribuito a far salire il prezzo dell’uva. “Stiamo assistendo in questi giorni a un sostanzioso aumento dei prezzi sulle uve che raggiunge mediamente un +20% rispetto allo scorso anno. Un miglioramento dovuto in parte alla mancanza di produzione, ma soprattutto legato alle misure straordinarie deliberate a giugno – ridefinizione delle rese e stoccaggio amministrativo – a dimostrazione del fatto che la gestione del potenziale di produzione fatta dal Consorzio delle Venezie Doc inizi a dare importanti risultati”, commenta il presidente del Consorzio delle Venezie Doc, Albino Armani, che continua: “Un’annata certamente in controtendenza per quanto riguarda i prezzi del Pinot grigio. Di fronte a una sostanziale stabilità a livello nazionale, la nostra Doc registra invece una crescita importante non solo di prezzi, ma anche di imbottigliamenti: nel periodo gennaio-agosto 2020 abbiamo imbottigliato una media di 151.490 ettolitri/mese pari a una crescita media mensile del +3% sul 2019”.

Particolarmente soddisfatta la filiera trentina, impegnata ancora per qualche giorno nei vigneti di Pinot grigio. “Lo stato sanitario dell’uva è ottimo”, riferisce Goffredo Pasolli, enologo dell’azienda vinicola Gaierhof di Roverè della Luna e presidente di Assoenologi Trentino, il quale aggiunge: “Nonostante le piogge importanti delle scorse settimane, siamo riusciti ad intervenire con una gestione oculata del calendario di raccolta, andando ad anticipare eventuali zone a rischio, come la parte sud del Trentino. Adesso invece siamo nel vivo della vendemmia più a nord, che si protrarrà fino a circa metà settembre. Siamo molto soddisfatti del profilo qualitativo del Pinot grigio, un po’ meno della quantità perché, come da previsioni estive, manca effettivamente un po’ di produzione, tra il 15 e il 20% circa, nonostante le piogge degli ultimi giorni abbiano aiutato a gonfiare un pochino il grappolo”.

Infine, secondo Andrea Paladin, voce di Coldiretti Veneto in seno al Cda del Consorzio delle Venezie Doc, si tratta di una buona annata: “Sul piano della quantità, non ci sono grandi rese, è evidente, ma la qualità è molto buona e il mercato inizia a rispondere in maniera positiva. È ancora presto per dirlo, ma credo ci siano buoni presupposti. È una fase molto delicata per la compravendita, in cui chi vende ha delle aspettative importanti dovute alla diminuzione dell’offerta, mentre la maggior parte degli acquirenti è legata a contratti soprattutto con la grande distribuzione. Ma in virtù di questa campagna produttiva, non abbondante ma sicuramente di alta qualità, abbiamo prospettive favorevoli sul mercato, nonostante continui ad essere un momento economico difficile e soprattutto incerto a livello mondiale”.

—^—

In copertina e qui sopra bella produzione di Pinot grigio sui Colli orientali del Friuli.

“Alpenfood”, in tavola i sapori della Foresta millenaria di Tarvisio

Dal carpaccio di cervo con germogli di pino in salamoia, e l’uovo cotto a bassa temperatura con goulasch di verdure, alla tagliata di bavarese affumicata all’abete e alla crostata alle nocciole con marmellata di ribes dell’orto, passando per i paccheri al ragù di capriolo e all’ossocollo di maialino cotto a bassa temperatura con porcini: ecco alcune stuzzicanti proposte di “2.3.4. – 100% Alpenfood”, la nuova iniziativa ideata e lanciata da qualche giorno dal Comune di Tarvisio in collaborazione con il Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, nell’ambito de “Il Tuo Spazio è Qui”, l’importante campagna di comunicazione lanciata alcuni mesi fa che ha rilanciato il territorio a fronte della crisi Covid-19 e ha ridisegnato il profilo turistico del comprensorio.

Gli ingredienti tipici della montagna e della Foresta millenaria di Tarvisio sono, dunque, al centro della nuova attività che coinvolge i ristoranti del territorio con la proposta di una serie di menù degustazione speciali (disponibili fino al prossimo 30 settembre) con piatti che raccontano storie legate alla quotidianità delle famiglie del Tarvisiano, da sempre uno dei motori portanti della località posta al confine tra Italia, Austria e Slovenia. “È stata predisposta questa nuova iniziativa – spiega il sindaco Renzo Zanette – che intende rafforzare da un lato la visibilità della Foresta di Tarvisio e di proporre, dall’altro, un nuovo modo di presentare i prodotti enogastronomici e i menù della ristorazione”.
L’iniziativa gastronomica è strutturata su dei menù che si caratterizzano per l’utilizzo di materie prime e/o prodotti che abbiano un richiamo e un collegamento con il territorio alpino e con la Foresta di Tarvisio: le proposte prevedono la possibilità di assaggiare in degustazione due, tre o quattro piatti, dando una risposta sia a chi, dopo avere fatto visita al territorio, preferisce assaggiare solo un paio di proposte, sia a chi invece approfitta di una visita nella Foresta e intende poi approfondire la proposta enogastronomica del territorio. “L’amministrazione comunale – aggiunge l’assessore comunale alla Cultura e agli Eventi, Antonio Petterin – intende promuovere un progetto di promozione del comparto enogastronomico valorizzando le specificità di Tarvisio quale territorio alpino, ma anche di contaminazione: la nostra gastronomia si caratterizza per temi articolati che spaziano dal pesce alla tradizione alpina in un mix coerente e che caratterizza il territorio quale unico in campo nazionale”.

Questa nuova attività mirata impreziosisce dunque la campagna di comunicazione che sta raccontando, anche attraverso video e foto, il valore e il significato dello spazio all’interno della Foresta di Tarvisio, quello spazio e quel silenzio della natura che oggi sono un valore e un patrimonio straordinario (video ufficiale https://bit.ly/2YD8NwS). “Tarvisio, nel cuore delle Alpi Giulie, vizia l’ospite come meta d’eccellenza – conclude l’assessore comunale al Turismo, Barbara Lagger – per bellezze ambientali, specchi d’acqua, paesaggi incontaminati ed esperienze culinarie nel segno della tradizione. I ristoranti aderenti all’iniziativa hanno un legame molto forte con il territorio, i piatti raccontano storie legate alla quotidianità delle famiglie del Tarvisiano, per fare conoscere al turista ancora di più la vita di ogni giorno della nostra valle”.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: Consorzio Tarvisiano – www.tarvisiano.org – consorzio@tarvisiano.org – tel. +39 0428 2392.

—^—

In copertina, la Foresta millenaria di Tarvisio al centro della invitante proposta gastronomica in Valcanale.

(Photo Nicola Brollo)

 

Udine crede nella ripresa e non rinuncia a Friuli Doc: quattro piazze tematiche

Friuli Doc non si ferma e, alla sua 26ª edizione (a Udine da giovedì 10 a domenica 13 settembre), punta sulla qualità. Complice il Coronavirus, ma anche figlio di un progetto preciso dell’amministrazione comunale che mette al centro gli ospiti e la loro sicurezza rispetto all’inseguimento continuo di un nuovo record di presenze. Naturalmente, Friuli Doc rimane soprattutto la festa del gusto e dello stare insieme, ma con la “testa sulle spalle”. Un Friuli Doc con le sue tante eccellenze da incontrare in quattro piazze della città: piazza Duomo (Sapori di Carnia), piazza Venerio (Mestieri Artigiani), piazza XX Settembre (Gusto goriziano), Largo Ospedale Vecchio (Tarvisiano, sapori di confine) e in via Aquileia (Pro Loco, esercizi e laboratori artigianali del borgo) alle quali si potrà accedere previo controllo della temperatura. Sarà inoltre possibile e assai utile utilizzare una specifica app: Eilo (scaricabile dagli store ufficiali di Apple e Google), che consentirà l’ingresso alle rispettive aree in maniera semplice e sicura, garantendo la tracciabilità e, contestualmente, la privacy di ognuno. Nei luoghi della festa saranno aperti i vari stand organizzati in maniera tale da poter effettuare esclusivamente il servizio al tavolo. Una scelta di prudenza, certo, ma anche di eleganza del consumo, parte integrante della nuova formula che si intende dare alla manifestazione, considerata irrinunciabile dall’amministrazione comunale anche per non far mancare ai friulani quello che viene comunemente considerato come l’evento enogastronomico più importante della regione. Tante le partecipazioni e collaborazioni di rilievo di questa edizione: Regione Fvg, PromoTurismoFvg, Università di Udine, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Società Filologica Friulana (organizzatrice di un concerto nella corte di Palazzo Mantica), Coldiretti (con uno spazio degustazione allestito presso Palazzo Florio), Associazione Pro Loco Fvg, Comitato Friulano Difesa Osterie (22 i locali partecipanti), Campeggio Club Udine (con un punto informativo presso il parcheggio di via Chiusaforte) e Gruppo Folcloristico “Stelutis” di Udine (che proporrà un divertente gioco dell’oca rivisitato).

Qui e sotto si presenta Friuli Doc.

«Anche quest’anno Udine avrà Friuli Doc – ha affermato il sindaco Pietro Fontanini -. Si tratta di una vera e propria vittoria per la città che ha saputo reagire alla pandemia in maniera esemplare, grazie al senso di responsabilità degli udinesi e allo spirito di sacrificio dei medici e dei volontari della Protezione civile, diventando già in aprile una delle prime città italiane pronte per il ritorno alla normalità. Per questo motivo – ha proseguito Fontanini – abbiamo ritenuto che organizzare davvero anche quest’anno la manifestazione non fosse utopia, ma una possibilità concreta. Non abbiamo mai smesso di crederci e oggi, nonostante tutte le difficoltà e le critiche di chi non voleva crederci, siamo a presentare ufficialmente il raggiungimento di questo traguardo».
«Con la decisione, che rivendico con orgoglio, di organizzare anche quest’anno Friuli Doc – ha aggiunto l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – abbiamo voluto dare un segnale forte della volontà della città di ripartire e dire grazie agli udinesi per il senso di responsabilità con cui hanno affrontato questi difficili mesi di pandemia. Ovviamente si tratterà di un’edizione straordinaria – simbolicamente abbracciata da Udine sotto le Stelle – di questa manifestazione che da venticinque anni segna l’ingresso nella stagione autunnale all’insegna della degustazione delle eccellenze enogastronomiche friulane. Ma sarà anche un Friuli Doc capace di rappresentare un nuovo inizio, un punto di svolta, un’occasione per ridefinire il paradigma stesso dell’evento puntando sempre più sulla qualità dei prodotti offerti e meno sui grandissimi numeri degli anni scorsi, a partire dall’obbligo di servizio e consumo al tavolo. Non posso poi non ringraziare la Regione Fvg, PromoTurismoFvg, le Associazioni di categoria, l’Università di Udine, il Conservatorio, il Comitato Friulano Difesa Osterie, i borghi storici e tutti coloro che ci hanno creduto. Non mi rimane che augurare agli udinesi un buon Friuli Doc invitando tutti a rispettare le regole».

«Un evento fortemente voluto anche dalla Regione, per trasmettere alla comunità e non solo un segnale della ripresa dal confinamento avvenuta non senza difficoltà, ma che a Udine come nel resto del Friuli Venezia Giulia, sta dando risultati positivi anche al di sopra delle aspettative. Friuli Doc – è stato il pensiero dell’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini – è una delle tappe che l’amministrazione comunale di Udine ha voluto e saputo affrontare con efficacia, per rianimare la città e farne scoprire potenzialità e peculiarità a lungo sopite. Una città che il Comune ha contribuito a rendere nuovamente attrattiva e che è visitata da numerosi turisti, per ora per gran parte italiani come nel resto della regione. Friuli Doc si prospetta con un’edizione diversa, ma assolutamente importante, che valorizzerà ancor di più le eccellenze del Friuli Venezia Giulia dal punto di vista enogastronomico, paesaggistico e culturale».
Come da tradizione, è stata confermata la proposta degli incontri culturali e divulgativi che avranno il loro punto di svolgimento principale sotto la Loggia del Lionello (sempre rispettando scrupolosamente le norme di prevenzione e di distanziamento sociale, con posti disponibili sino al raggiungimento della capienza massima di 45 posti). Quattro momenti di approfondimento sulle tematiche del cibo e del vino saranno proposti dall’Università di Udine, affiancati dagli incontri organizzati da PromoTurismoFvg, da AgriFoodFvg e da Coldiretti.

L’inaugurazione è prevista per giovedì, alle 17.30, in piazza Libertà. In occasione del taglio del nastro, le autorità consegneranno cinque riconoscimenti ai rappresentanti delle categorie sanitarie (medici, infermieri, Oss, tecnici di laboratorio) e della Protezione civile, simbolo della resistenza all’emergenza pandemica, dello spirito di servizio alle comunità locali e della gestione della sicurezza sociale, indispensabili presìdi di riferimento e operatività nelle lunghe settimane del confinamento. Al termine, un vivace concerto proposto dai ragazzi dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.

Sotto la Loggia del Lionello.

Friuli Doc 2020, è resa possibile grazie al sostegno della Regione FVG, in collaborazione con PromoTurismoFVG, AgrifoodFVG, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato Udine, Confcommercio Udine, Confesercenti della provincia di Udine, CNA, Coldiretti FVG, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Società Filologica Friulana, Università degli Studi di Udine. Grazie inoltre a: Comitato Friulano Difesa Osterie, Campeggio Club Udine, Elio-MdSystems-Eps, Goccia di Carnia, Innovactors, Mondialpol, Nico e ai media partner Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Radio Gioconda, Vivaradio.

—^—

In copertina, nel weekend Friuli Doc torna a Udine e brinda alla ripresa.

 

Quella piccola distilleria di Giacomo Ceschia oggi è un’eccellenza del Friuli

di Giuseppe Longo

NIMIS – La bella giornata che si poteva apprezzare stamattina sul prato delle Pianelle – un vero peccato che, complice Coronavirus, non ci sia la “Sagre des Campanelis” che conta più di cinque secoli – mi ha riportato alla memoria una grande cerimonia che proprio qui, davanti al Santuario della Madonna, in questi giorni al centro di un Ottavario singolare, si tenne esattamente 53 anni fa, la prima domenica di settembre, in un pomeriggio caldo e pieno di luce. Il cardinale Ildebrando Antoniutti, indimenticato figlio di Nimis, celebrava il solenne rito della Incoronazione della Vergine e del Bambino. E tra la folla c’era anche un ospite speciale: Giacomo Ceschia, il più anziano del paese, spentosi nella primavera successiva alla soglia dei 105 anni. Che, proprio per la sua veneranda età, fu molto festeggiato, a cominciare dagli alti prelati fra i quali c’era anche l’arcivescovo di Udine, Giuseppe Zaffonato. Sindaco di Nimis era il farmacista Mario Pelizzo.


Veramente bello ed emozionante ricordare questo avvenimento, uno dei più significativi della storia del paese, che rivivo con nitidezza, come fosse oggi, meglio ancora se aiutato dalle preziose fotografie di Bruno Fabretti. E di quella storia di Nimis faceva parte a pieno diritto – come lo farà sempre – proprio Giacomo Ceschia, l’ideatore della celebre Grappa di Ramandolo e della sua mitica fiaschetta impagliata, prodotta in quella distilleria in riva al Cornappo che per primo aveva costruito in Friuli, appunto per non disperdere quel patrimonio di bontà che c’era nelle preziose vinacce di Verduzzo. Dalle quali era stato appena spremuto quel nettare candidato a dare un vino eccezionale e che da due decenni è protetto dalla Docg, la prima ad essere ottenuta nella nostra meravigliosa regione, terra di grandi vini. Un primato che si coniuga perfettamente con quello della distilleria Ceschia, appunto la più antica del Friuli perché fondata nel lontano 1886.
Un Giacomo Ceschia ancora giovanissimo – nacque nel 1863, al tramonto dei pochi decenni dell’Impero asburgico – aveva infatti ben presto intuito le potenzialità racchiuse in quelle bionde vinacce, che fra alcune settimane torneranno ad essere conferite in via Ugo Foscolo dai vignaioli del paese. E per distillarle girava di casa in casa – parlare di aziende, a quel tempo, sarebbe improprio! – con il suo piccolo e rudimentale alambicco, da lui stesso costruito e posto su un carretto. Ma di lì a poco il genio imprenditoriale lo avrebbe indotto a gettare le basi di una distilleria: allora, Nimis da appena vent’anni si era unita all’Italia. Su quel piccolo, iniziale opificio, s’innestò poi una progressiva crescita, non solo come strutture ma anche come produzione di qualità, che ricevette particolare impulso da Guido Barchiesi – fu anche sindaco di Nimis – che aveva sposato Maria Ceschia, figlia di Giacomo, e la cui azione si andò intensificando man mano avanzava l’età di “Min di Cescjs”. Quindi, l’inserimento dei figli che ne hanno continuato l’attività nel ricordo del grande nonno. Ma nell’azienda si è registrato un eccezionale salto di qualità in seguito al suo ingresso nel Gruppo Molinari, la storica azienda di Civitavecchia nota in tutto il mondo per la Sambuca e che, tra i suoi prodotti, da quasi una decina d’anni vanta proprio i distillati di Nimis.


Quella piccola e modesta distilleria fondata da Giacomo Ceschia oggi è soltanto un ricordo, ma neanche tanto sbiadito perché da quell’intuito di 134 anni fa si è arrivati al moderno stabilimento che fa piacere visitare, già dal curatissimo show room che accoglie gli ospiti, prima di passare nei vari reparti produttivi, degli alambicchi e delle colonne di raffreddamento in rame, delle barriques di invecchiamento in legni pregiati fino al reparto di imbottigliamento. Dal quale non esce solo la già citata Grappa di Ramandolo anche nella formula stravecchia, ma anche la ottima Nemas, lanciata proprio in occasione del centenario della distilleria e dedicata all’antico nome (probabilmente di origine celtica) del paese, oltre a numerosi distillati di frutta. Una produzione d’eccellenza che coniuga tradizione e saperi antichi con le più moderne concezioni, rendendo onore a Giacomo Ceschia che proprio questi giorni della sentita tradizione settembrina sul prato delle Pianelle mi hanno suggerito di ricordare. Perché anche lui ha contribuito, e molto, a valorizzare il nome della sua amata Nimis.

—^—

In copertina, Giacomo Ceschia con il cardinale Ildebrando Antoniutti a Madonna delle Pianelle; all’interno, un’altra bella foto di quella grande festa del 1967, il distillatore con l’inseparabile toscano e  nella vecchia azienda in riva al torrente Cornappo.

(Le immagini sono tratte dal volume “Nimis un calvario nei secoli” del cavalier Bruno Fabretti)

LA RICETTA – Risotto con la Pituccia (o Pitina) di Maniago

di Gi Elle

Tra oggi e domani, Maniago vive un intenso weekend dedicato a due prodotti trainanti dell’economia del suo territorio: i Coltelli e la Pitina. E proprio al tipico salume di queste valli pordenonesi oggi dedichiamo la consueta rubrica quindicinale “La ricetta del sabato” per proporvi un bel piatto, di facile preparazione, elaborato dalla macelleria Polesel che si trova proprio nel centro storico della città dei coltellinai, in via Umberto I, quasi in piazza Italia, quella della caratteristica fontana. In realtà, la ricetta è fatta con la Pituccia. Infatti, la Pitina viene declinata in nomi diversi, all’interno della stessa zona di produzione, a seconda della composizione del suo impasto. Ecco, dunque, il gustoso primo piatto:

“Risotto con Pituccia”

Ingredienti:
mezza cipolla
aglio
burro
Pituccia
mezzo bicchiere di vino bianco

Preparazione:
Rosolate mezza cipolla, precedentemente sminuzzata, in un tegame con aglio e burro.
Aggiungete la Pituccia tagliata a dadini e annaffiate questo soffritto con mezzo bicchiere di vino bianco delle Grave del Friuli. Quando il vino è evaporato versate il riso e del brodo di carne caldo. Quando il riso è quasi cotto spegnete il fuoco ed aggiungete a quest’ultimo delle noci di burro. Servitelo caldo.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) delle Grave o se preferite un leggero Merlot della stessa Doc.

***

Ma torniamo alla festa in corso a Maniago. E’ stata organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli. Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il riconoscimento intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche), nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019), è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali e ambientali. Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che sta per cominciare proprio in questi minuti e che avrà come punto centrale la lectio magistralis sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.

—^—

In copertina, la Pitina tipico prodotto della montagna pordenonese.

“Festa del Refosco” a Scodovacca protagoniste le Doc della Riviera

di Gi Elle

Il Refosco è certamente uno dei rossi più prestigiosi del Vigneto Fvg, ma anche della zona rivierasca dove è tutelato dalle tre denominazioni di origine controllata  istituite nella zona di produzione: vale a dire Aquileia e Latisana, le prime a essere riconosciute, ancora 45 anni fa, seguite più tardi da Annia, che riprende il nome della famosa via consolare. E questo vino sarà domani il grande protagonista di una ormai affermata manifestazione che si propone annualmente nella prestigiosa cornice di Villa Chiozza, a Scodovacca, quindi all’interno della sua zona di elezione, l’Agro aquileiese, dove questa varietà autoctona ebbe un illustre progenitore nel Pucinum, vino famoso già al tempo dei Romani. Inoltre, proprio qui è ancora produttivo il vigneto di Refosco probabilmente più longevo di tutta la nostra regione.
Il Comune di Cervignano, infatti, in collaborazione, tra gli altri, con il Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Aquileia, ha organizzato la sesta edizione della “Festa del Refosco” che si terrà appunto domani, 5 settembre, nel parco della storica residenza che ospitò anche Luigi Pasteur. Durante la serata, ai banchi di degustazione delle aziende espositrici, si potranno assaggiare non solo i numerosi Refosco dal peduncolo rosso ma anche i vini bianchi della Riviera Friulana. Questo, dunque, il programma messo a punto per questa singolare edizione che avviene ai tempi del Coronavirus, quindi con tutte le precauzioni di sicurezza consigliate: alle 18 apertura della manifestazione e dei banchi di degustazioni delle aziende espositrici; alle 18.30, Matteo Bellotto presenterà il suo libro “Storie di vino e di Fvg”: un viaggio nella terra tra persone e vino; al termine, alle 21, concerto dell’ArTime Quartet: due violini, una viola e un violoncello accompagneranno le degustazioni con un insolito repertorio “moderno”.

Ecco, infine, le aziende espositrici: BALLAMINUT – Terzo di Aquileia, CA’ BOLANI – Cervignano, ISOLA AUGUSTA – Palazzolo dello Stella, MODEANO – Palazzolo dello Stella, OBIZ – Cervignano, PUNTIN – Aquileia, TERRE DI PALAZZATTO – Fiumicello Villa Vicentina, BACCICHETTO VITTORINO, PAOLO & ALESSANDRO – Precenicco, VALPANERA – Fiumicello Villa Vicentina, VINI BROJLI – Aquileia. Le quali offriranno una selezione di quanto di meglio offra, appunto in fatto di vini, la Riviera Friulana che, come si diceva, si esprime attraverso quelli tutelati dalle Doc Friuli Aquileia, Friuli Latisana e Friuli Annia.

L’evento è gratuito ma su prenotazione alla e-mail: info@prolococervignanofvg.it – sms: 338.7852090
Entrata da via Fredda con parcheggio interno.

—^—

In copertina e qui sopra bellissimi grappoli di Refosco dal peduncolo rosso nella zona di Aquileia.

Ricordo di Pilippe Daverio amico del Friuli che fu ospite per “Cibo2020”

«Prima della prima guerra mondiale, eravamo il Paese più bello del mondo, ma anche uno dei più poveri. Ora non saremo il più bello, ma fortunatamente nemmeno il più povero. Siamo diventati un Paese “carogna”, che odia i giovani e la creatività, ma siamo anche un Paese “buono” perché siamo attenti al gusto e alla qualità del cibo e della vita». Sono le parole con cui il mitico Philippe Daverio diede inizio a un’entusiasmante conferenza, organizzata dalla Camera di Commercio friulana, nel 2011, alla Fiera di Udine nell’ambito di “Cibo2020”, percorso del progetto camerale Friuli Future Forum «con cui – ricorda il presidente Giovanni Da Pozzo – volevamo immaginare assieme a ospiti ed esperti gli scenari di sviluppo del nostro agroalimentare.

Daverio come sempre trascinò il pubblico, attentissimo e affettuoso, nel suo viaggio di parole, tra futuro, arte, politica, cultura e ovviamente cibo, fil rouge del nostro incontro e tema particolarmente caro all’eclettico giornalista, scrittore, impareggiabile storico dell’arte, raffinato pensatore e insuperabile divulgatore. Daverio è stato anche un grande amico della nostra terra, che ha visitato spesso, lasciandoci ogni volta un ricordo in più, un prezioso regalo in termini di conoscenza», aggiunge Da Pozzo. «Quando venne da noi, nel 2011, con il nostro progetto sul cibo guardavamo proprio a quest’anno, il 2020, senza poter nemmeno lontanamente prevedere la sua complessità e “imprevedibilità”. E ora – conclude Da Pozzo – vorremmo saperla interpretare e raccontare con la sua sempre straordinaria, originalissima voce».

Daverio fu intervistato per l’occasione da Walter Filiputti. Il dialogo è su youtube, tra i video del profilo di Friuli Future Forum.

—^—

In copertina, Philippe Daverio con il presidente Giovanni Da Pozzo e all’interno altre due immagini di quell’incontro del 2011.

(Foto Anteprima – Simone Ferraro)

Coltelli e Pitina protagonisti a Maniago: anche un convegno

Coltelli e Pitina in scena durante un weekend tutto dedicato a due espressioni trainanti dell’economia del Maniaghese. I due prodotti saranno infatti protagonisti a Maniago, sabato 5 e domenica 6 settembre, in una manifestazione organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli.
Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il premio intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche) nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019) è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali, ambientali.
Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati sabato pomeriggio, alle 16.30, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che avrà come punto centrale la “lectio magistralis” sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.
Densa, poi, di iniziative la giornata di domenica, che inizierà alle 9.30 con l’apertura, nello spazio verde attiguo al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, del Mercatino con i prodotti del Territorio: Pitina, coltelli e molto altro verranno proposti dagli oltre 50 espositori aderenti. Il programma della giornata prevede inoltre una passeggiata in Val Piccola, laboratori per grandi e bambini, visite guidate al Museo e (con trasferimento in minibus a cura dell’organizzazione) a una coltelleria artigianale e a un laboratorio di produzione della Pitina Igp. La colonna sonora del Mercatino sarà a cura della Filarmonica di Maniago.
E’ stata invece annullato – e rinviato a data da destinarsi – il “percorso enogastronomico” con i ristoratori del Premio Trivelli che avrebbe dovuto aver luogo lunedì sera nei saloni di Palazzo d’Attimis Maniago. Un rinvio legato all’incertezza sull’evoluzione, negli ultimi giorni, a livello nazionale, dei dati Covid: “Di questi tempi – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Produttori PItina Igp, Filippo Bier – la prudenza e il buon senso devono avere la precedenza”.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Maniago, della Camera di Commercio di Pordenone – Udine, di Promoturismo Fvg e del Consorzio Coltellinai di Maniago. Il programma completo delle iniziative è disponibile su www.ecomuseolisaganis.it sezione eventi oppure sulla pagina Facebook Pitina Igp.
Per la partecipazione al convegno di sabato, alle visite guidate e ai laboratori di domenica è obbligatoria la prenotazione, che può essere fatta direttamente dal sito dell’Ecomuseo.

 

Debutta “La Nuova Cucina”, il coraggio di sperimentare di Fvg Via dei Sapori

di Gi Elle

Un rinnovato patto con il territorio e il coraggio di sperimentare, pur avendo memoria del passato. Ecco lo spirito che anima “La Nuova Cucina” che debutta giovedì. E, allora, volete sentire che sapore ha il futuro? Un assaggio lo potrete avere proprio dal 3 settembre, e fino al 29 ottobre ,partecipando alle cene-laboratorio organizzate nei 20 ristoranti del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che – per lasciare un segno concreto dei suoi primi 20 anni di attività – ha elaborato un ambizioso e visionario progetto,”La Nuova Cucina”, appunto. Un progetto che durerà un anno, di cui le cene sono solo un punto di partenza, e che i ristoratori dell’attivissimo gruppo guidato da Walter Filiputti – divenuto famoso per i dinner show, a cominciare da quelli sul Lungomare di Grado – vogliono condividere con l’intera ristorazione regionale.

Come avevamo anticipato a suo tempo, riferendo in dettaglio della presentazione avvenuta a Udine, nella cornice del rinnovato “Vitello d’Oro”, le 20 cene-laboratorio saranno firmate da due chef del consorzio e da uno dei 20 giovani chef, nuovi “amici” in cui il gruppo crede, che sono stati invitati a collaborare al progetto. Ognuno presenterà un piatto inedito cui ha lavorato confrontandosi coi colleghi. Le cene avranno un prezzo unico e accessibile, un investimento del gruppo Fvg Via Sapori per far vivere l’alta cucina, in una nuova dimensione. L’innovazione coinvolgerà non solo la maniera di pensare il cibo, ma anche il come proporlo, in totale libertà creativa, con location inedite e modi insoliti e anticonvenzionali di gustarlo. I prodotti alla base delle creazioni degli chef saranno quelli dei 21 artigiani del gusto e i vini abbinati saranno delle 22 cantine che fanno parte del Consorzio, un gruppo coeso e creativo che- con i ristoranti- rappresenta al meglio l’eccellenza e l’unicità dell’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia. La sperimentazione sarà per tutta la filiera, e anche il pubblico sarà coinvolto. Ogni ristoratore, ogni chef, ogni vignaiolo e artigiano del gusto presenterà la sua novità.

“La Nuova Cucina è un ritorno all’alfabeto della cucina stessa, un modo per stringere un patto nuovo con il territorio di cui facciamo parte – spiega Walter Filiputti -. Infatti, si ripartirà dagli ingredienti del Friuli Venezia Giulia e non dalle ricette tradizionali. Si deve avere il coraggio di sperimentare in campi nuovi, dare vita a nuove suggestioni, ritrovando un equilibrio diverso con la natura e con l’ambiente, anche per un rinnovato modello di turismo sostenibile. Ripartire da 0 non significa buttare tutto il lavoro che fino a oggi è stato fatto, ma riorganizzare il sapere secondo nuove strutture. È importante avere memoria del nostro passato, ma non rimanerne ancorati. Il bisogno di liberarsi da schemi preconcetti per poter stupire e stupirci è un motore eccezionale”.

 

Il calendario

SETTEMBRE

3

Ilija – Golf club (Tarvisio)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Paradiso, Darsena

La Subida (Cormons)
che ospita gli chef dei ristoranti: Costantini, Al Torinese

10

Sale e Pepe (Stregna)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Ponte, Barcaneta

Ai Fiori (Trieste)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Taverna, 1883 Restaurant & Rooms

17

All’Androna (Grado)
che ospita gli chef dei ristoranti: Mondschein, Da Valeria

La Torre (Spilimbergo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Da Nando, Antica Ghiacceretta

Da Toni (Varmo)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, La Pigna

24

Vitello d’Oro (Udine)
che ospita gli chef dei ristoranti: Devetak, Altro Gusto

Al Gallo (Pordenone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Carnia, La Tavernetta del Castello

Al Grop (Tavagnacco)
che ospita gli chef dei ristoranti: Campiello, Sal de Mar

OTTOBRE

1

Lokanda Devetak (Savogna d’Isonzo)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, Da Alvise

La Taverna (Colloredo di Monte Albano)
che ospita gli chef dei ristoranti: Sale e Pepe, AB Osteria Contemporanea

8

Al Ponte (Gradisca d’Isonzo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Vitello d’Oro, Il Piron dal Re

Mondschein (Sappada)
che ospita gli chef dei ristoranti: All’Androna, La Buteghe di Pierute

15

Da Nando (Mortegliano)
che ospita gli chef dei ristoranti: Ilija -Golf club, Pura Follia

Carnia (Venzone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Grop, Alla Luna

22

Campiello (San Giovanni al Natisone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Gallo, Hostaria La Tavernetta

La Torre (Spilimbergo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Ai Fiori, San Michele

29

Costantini (Collalto di Tarcento)
che ospita gli chef dei ristoranti: Da Toni, Tre Merli

Al Paradiso (Paradiso di Pocenia)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Subida, Enoteca di Buttrio

TUTTI I PROTAGONISTI

 

I ristoranti:

Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Paradiso, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di San Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna, Vitello d’Oro di Udine.

I vignaioli e i distillatori eccellenti:

Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Gli artigiani del gusto:

Il Consorzio Montasio, l’Aceto di Sirk; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; la Bonteca di Cordenons; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine.

I giovani chef:

Al progetto La Nuova Cucina partecipano 20 nuovi Amici, 20 giovani chef di altrettanti ristoranti regionali: 1883 Restaurant & Rooms a Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea a Lavariano di Mortegliano, Al Torinese a Palmanova, Alla Luna a Gorizia, Altro Gusto a Tarvisio, Antica Ghiacceretta a Trieste, Barcaneta a Marano Lagunare, Da Alvise a Sutrio, Da Valeria a Opicina, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta a Udine, Il Piron Dal Re a Codroipo, La Buteghe Di Pierute a Illegio di Tolmezzo, La Pigna a Lignano Sabbiadoro, La Tavernetta del Castello a Capriva del Friuli, Pura Follia a Paluzza, Sal De Mar a Muggia, San Michele a Fagagna, Tre Merli a Trieste.

I Partner tecnici:

Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile; Bliz Concessionaria Peugeot, Publicad centro stampa.


Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone – Udine, Confcommercio Udine e il patrocinio dei Comuni di Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine.

La prenotazione delle Cene-laboratorio è obbligatoria e va fatta direttamente ai ristoranti.
Tutte le informazioni su www.fvg-lanuovacucina.it
Il consorzio FRIULI VENEZIA GIULIA VIA DEI SAPORI
www.friuliviadeisapori.it

—^—

In copertina e all’interno alcuni dei piatti ideati da “La Nuova Cucina” di Fvg Via dei Sapori.