I boschi devastati da Vaia: dai cantieri in arrivo liquidità per l’economia Fvg

“L’operazione su Vaia con le risorse ottenute, i cantieri avviati e gli investimenti sui prossimi lavori rappresenta un volano economico per la piccola e media impresa, un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”. Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione Civile regionale, Riccardo Riccardi, nell’incontro in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, l’associazione nazionale delle costruzioni edili, Angela Martina assieme alla presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, con riferimento ai gravissimi danni arrecati al patrimonio forestale dalla tempesta che si era abbattuta alla fine di ottobre di tre anni fa. Riccardi ha informato, assieme al direttore generale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Amedeo Aristei, sui 198 lavori di quest’anno che vedono coinvolti 62 Comuni, 5 direzioni regionali centrali e 6 soggetti attuatori. L’iter prevede entro il 31 luglio la consegna del progetto da parte dei soggetti ausiliari per raccogliere le autorizzazioni e procedere all’approvazione. Una volta che i progetti sono approvati vengono inviati gli inviti alle imprese che hanno la specializzazione per lavori di messa in sicurezza previsti dal piano. Nell’ambito dei cantieri Vaia, il ricorso a imprese regionali è stato ampio: 658 lavori nel 2019 sui quali hanno ruotato 253 imprese per un totale di 166 milioni di euro, nel 2020 sono stati 221 i lavori effettuati e 131 le imprese della regione coinvolte. Per ogni impresa, è stato spiegato, non vi è stato alcun caso con doppio incarico assegnato ad un’azienda nello stesso Comune. Se ci sono stati più affidamenti sono stati comunque assegnati da responsabili unici del procedimento (Rup) diversi.

Nel corso della riunione – informa una nota Arc – è stato illustrato come, per utilizzare le risorse nazionali ed evitare che vadano sprecate, sia necessario che l’iter di aggiudicazione si concluda, con la stipula del contratto, entro settembre. Per l’attuazione degli interventi verrà quindi adottato lo stesso modello organizzativo utilizzato finora: la struttura commissariale delegherà al Comune l’incarico di responsabile unico del procedimento per avviare l’opera, ma si occuperà direttamente dei pagamenti e dei pareri sull’opera mediante la conferenza dei servizi. Nel sottolineare l’impegno dell’Amministrazione regionale a porre in essere tutti gli sforzi, nel rispetto delle regole vigenti, affinché i lavori possano aver ricadute sul sistema imprenditoriale e professionale del territorio, Riccardi ha affrontato anche il tema della semplificazione della burocrazia e la necessità di attivare percorsi formativi per sviluppare specifiche competenze legate alla gestione delle procedure.

“Grazie agli oltre 9,2 milioni di euro risparmiati con i ribassi di gara degli interventi inseriti nel piano degli interventi 2020 per il ristoro dei danni provocati della tempesta Vaia, puntiamo a realizzare ulteriori 52 interventi in 36 Comuni della montagna friulana”, ha detto ancora Riccardi, spiegando che “la Protezione civile regionale ha sottoposto al Dipartimento nazionale della Protezione civile l’elenco degli interventi individuati sulla base delle indicazioni giunte dai Comuni, ai quali è stato richiesto di segnalare i progetti immediatamente realizzabili. Riccardi ha quindi evidenziato che “è stato individuato almeno un progetto per ognuno dei Comuni che hanno presentato domanda, ai quali si aggiungono due interventi del Consorzio boschi carnici, con un valore medio di 300mila euro per intervento. Una volta confermato il via libera dal Dipartimento dell Protezione civile nazionale daremo quindi il via alle opere, consentendo un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”.
Nello specifico sono previsti interventi nei Comuni di Pordenone, Arta Terme, Castelnovo del Friuli, Cavazzo Carnico, Cercivento, Clauzetto, Comeglians, Enemonzo, Faedis, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Lauco, Lusevera, Malborghetto Valbruna, Ovaro, Paluzza, Paularo, Polcenigo, Prata di Pordenone, Ravascletto, Rigolato, San Pietro al Natisone, Sappada, Sauris, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Tarvisio, Tolmezzo, Torreano, Tramonti di Sopra, Villa Santina e Zuglio.

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In copertina, un bosco distrutto da Vaia; all’interno il vicegovernatore Riccardo Riccardi, in una foto Arc, con il direttore generale della Protezione civile, Amedeo Aristei, in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, Angela Martina, e la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli.

 

A Povoletto una viticoltura di pregio che merita d’essere sostenuta e valorizzata

(g.l.) Nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, denominazione di origine controllata che nel 2020 ha tagliato il traguardo di mezzo secolo di vita, un posto di assoluto rilievo, non solo per la qualità dei prodotti ma anche per la bellezza paesaggistica dei luoghi, è giustamente occupato da Povoletto, in particolare con le splendide colline di Savorgnano del Torre, ma anche con le sottostanti aree viticole di Ravosa, Marsure e Bellazoia. Quello del vino è, infatti, il fiore all’occhiello delle produzioni del vasto territorio comunale che dalle porte di Udine si estende fino a Nimis. Copre un’area di circa 200 ettari, con una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, tutte di riconosciuto pregio. Tanto che l’amministrazione civica guidata dal sindaco Giuliano Castenetto ha voluto premiare queste eccellenze supportando il settore con la richiesta di aderire al circuito delle Città del Vino. L’obiettivo dell’Associazione nazionale è quello di sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita e uno sviluppo sostenibile, nonché più opportunità di lavoro.

L’assessore comunale Lisa Rossi.

Le aziende vitivinicole di questo territorio sono state protagoniste in questi mesi di una serie di interessanti appuntamenti online, proposti nell’ambito dell’iniziativa tecnico-promozionale “2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Come si ricorderà, tutto aveva preso avvio nella seconda metà di ottobre, al termine delle operazioni di cantina che hanno consentito di ottenere vini di ottima qualità, con un convegno dal titolo “Vendemmia 2020, quale futuro”, coordinato da Claudio Fabbro, agronomo e giornalista, con radici familiari nella stessa Povoletto, e che ha visto la partecipazione anche di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, che ha fato il punto anche sugli orientamenti dei consumatori alla luce della difficile esperienza di Covid-19. Purtroppo, all’ultimo momento, l’incontro “in presenza”, come si usa dire con il neologismo coniato nell’emergenza pandemica, non è potuto avvenire, per cui si è dovuto fare ricorso alle risorse della rete. A tale riguardo, è disponibile un video (https://youtu.be/Db9rsafyZew) che merita d’essere rivisto anche perché offre preziosi spunti di riflessione sul futuro di queste prestigiose zone vitivinicole.

Ricordiamo che, dopo un censimento condotto grazie al supporto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, erano state contattate tutte le aziende del territorio caratterizzate da una produzione commercializzata con etichetta. Sono seguiti degli incontri durante i quali sono state realizzate appunto delle brevi videointerviste. Con questa riuscita iniziativa, l’amministrazione civica di Povoletto ha voluto infatti creare un format che desse visibilità alle realtà del territorio sottolineando il rapporto diretto tra microclima, terreno e tradizioni. Nelle interviste sono emerse le buone pratiche agronomiche, la propensione per un’attività responsabile e sostenibile. I video sono stati raccolti e pubblicati, il mercoledì e il venerdì, sulla pagina Youtube di PromoTurismoFvg e condivisi sulla pagina Facebook (@Comune di Povoletto): avevano aderito all’iniziativa le aziende Aquila del Torre, Clochiatti Giorgio, Falcon, Marchese Mangilli, Pinat Marco – Famiglia Paravano, Giambate, Marco Sara, Mont’Albano, Perini Giancarlo, Sara&Sara, Fattor Roberto e Fausto, Tenimenti Civa e Teresa Raiz. Il progetto è stato realizzato con riprese e montaggio di Renato Bonin, fotografie di Sonia Fattori, regia di Visual-Studio.it e con l’assistenza di Edoardo Rossi. E’ stato patrocinato da PromoTurismoFvg, Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Ducato dei Vini Friulani, nonché dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo.
Una viticoltura, insomma, quella di Povoletto e delle sue splendide colline che merita d’essere sostenuta e valorizzata. Ed è su questa strada che continuerà l’azione dell’amministrazione comunale, che sicuramente farà seguire altre ed interessanti iniziative come quella su cui ci siamo soffermati.

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In copertina, un suggestivo scorcio delle colline di Savorgnano del Torre.

 

LA RICETTA – Rosa (dell’Isonzo) e mimosa secondo Roberto Franzin

(g.l.) La Festa internazionale della donna è appena passata. E suo simbolo universalmente riconosciuto, come tutti sanno, è la mimosa. Ed è proprio a questo bellissimo fiore primaverile (interpretato però con le uova sode) che si ispira il piatto che vi presentiamo oggi per l’appuntamento quindicinale con “La ricetta del sabato”. L’ha ideato lo chef Roberto Franzin e l’abbiamo tratto dal libro “La Rosa dell’Isonzo” pubblicato nel 2019 dalla casa editrice “L’orto della cultura”. Come sempre, la ricetta è studiata come sempre per quattro persone. Eccola:

“Rosa e mimosa”

Ingredienti
300 g di Rosa dell’Isonzo
200 g di Radicchio Canarino
200 g di cuore di scarola
100 g di insalatine di campo
100 g di prezzemolo
80 g di rucola
20 g di acciughe sott’olio “Le Isolane”
20 g di capperi sott’aceto
8 uova
olio extravergine doliva
sale

Preparazione

Far rassodare le uova cuocendole per 8′ dal bollore. Mondare le insalate e tagliare a pezzetti quelle con le foglie più grandi. Preparare la salsa verde frullando il prezzemolo con 80 g di olio, le acciughe, i capperi, l’aceto e il sale, se serve. Otterrete una salsa piuttosto consistente e asciutta. Montare l’insalata a piacere alternando le foglie, creando un misto di colori, sbriciolare le uova e aggiungere la salsa verde. Servire.

Vino
Collio Bianco Riserva Giulio Locatelli. L’equilibrio che questo uvaggio crea fra le sue diverse uve si amalgama con delicatezza alla varietà gustativa che questo piatto (solo all’apparenza semplice) offre.

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In copertina, “Rosa e mimosa” il piatto dello chef Roberto Franzin.

Viticoltura colpita dai danni del Covid: deroghe per la “vendemmia verde”

(g.l.) Anche vite e vino, come è noto, devono sempre più fare i conti con i pesantissimi contraccolpi dell’emergenza sanitaria, che ora si aggraveranno ulteriormente con le nuove restrizioni in arrivo. Tanto che si sono decise alcune deroghe ai regolamenti Ue per la viticoltura, in particolare per i delegati 884 del 2020 e 1149 del 2016. La maggiore flessibilità – riferisce Il Punto Coldiretti – si è resa necessaria per sostenere il settore vitivinicolo particolarmente colpito appunto dal Covid-19, prima di tutto attraverso il blocco della ristorazione, e per il quale non si prevede un rapido ritorno alla normalità. Nel pacchetto delle modifiche apportate dal Regolamento delegato della Commissione Ue (374/2021) del 27 gennaio e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea del 3 marzo si parte dalla possibilità di praticare la “vendemmia verde” per due o più anni consecutivi sulla stessa particella.
Per quanto riguarda poi le operazioni dei beneficiari, la deroga introdotta – prosegue l’organizzazione guidata da Ettore Prandini – prevede che “in casi debitamente giustificati collegati alla pandemia di Covid-19 gli Stati membri possono consentire di attuare senza approvazione preventiva le modifiche introdotte entro il 15 ottobre 2021, a condizione che non pregiudichino l’ammissibilità di nessuna parte dell’operazione e i suoi obiettivi generali e purché non sia superato l’importo totale del sostegno approvato per l’operazione. Il beneficiario comunica la modifica all’autorità competente entro il termine fissato da ciascuno Stato membro». E ancora, viene consentita la presentazione di modifiche da introdurre entro il 15 ottobre 2021 che interessano l’obiettivo dell’intera operazione già approvata. Il beneficiario deve comunicare la modifica all’autorità competente entro il termine fissato da ciascuno Stato membro e per tale modifica è necessaria l’approvazione preventiva dell’autorità competente.
Capitolo pagamenti: per le richieste di pagamento presentate entro il 15 ottobre 2021 gli Stati membri calcolano il sostegno da versare sulla base della superficie determinata tramite i controlli in loco dopo l’attuazione, quando motivi collegati alla pandemia di Covid-19 impediscono di realizzare l’operazione sostenuta sulla superficie totale per la quale è stato chiesto il sostegno. Altre modifiche relative al regolamento 1149/2016 prevedono che il sostegno che va versato solo dopo l’esecuzione dell’intera operazione possa invece essere versato “per le singole azioni realizzate se i controlli dimostrano che non è stato possibile eseguire le azioni rimanenti a causa di forza maggiore o di circostanze eccezionali o se nonostante le azioni rimanenti non siano state eseguite l’obiettivo dell’operazione è stato comunque raggiunto”.
Coldiretti – riferisce infine Il Punto Coldiretti – accoglie con favore le modifiche intervenute che dovranno essere concretamente rese applicabili a livello nazionale per evitare penalizzazioni. In questo senso è assolutamente indispensabile che sia data la possibilità ai beneficiari delle misure di sostegno di modificare gli obiettivi delle operazioni oggetto di contributo al fine di non incorrere nelle penalizzazioni. Accanto a queste deroghe, l’organizzazione si aspetta inoltre che sia recepita la richiesta di prorogare la validità delle autorizzazioni agli impianti in scadenza nel 2021 a tutto il 2022 e che sia concessa a chi ne farà richiesta una proroga di un anno ai beneficiari degli interventi per ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la misura investimenti per completare le operazioni e rendicontare le spese sostenute.

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In copertina, grappoli in crescita: l’epoca della “vendemmia verde”.

 

Non solo Prosecco dai grappoli di Glera: ora c’è anche il “Gin of Veneto”

(g.l.) È  nato il primo e unico gin al mondo che ha come botanica principale l’uva Glera, la stessa che viene utilizzata per produrre le bollicine di Prosecco ottenute nella Doc interregionale tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, oltre che nella Docg avente quale suggestivo epicentro le colline di Conegliano e Valdobbiadene: un vino che ha letteralmente conquistato il pianeta. Il tutto ha avuto origine dall’idea di due ragazzi veneti e di un amico… astemio, i quali hanno dato vita a un gin artigianale che rivoluziona il mercato dei “white spirits” e che si posiziona all’interno della categoria Super-Premium per la sua qualità ed eleganza.

Il Gin of  Veneto


«Abbiamo deciso di chiamarlo “Giove – Gin of Veneto” perché vogliamo rendere onore – spiega Pierfilippo Tomei – al territorio veneto che, grazie alle colline patrimonio dell’Unesco, alla cultura, alle tradizioni ma soprattutto alla qualità dei propri prodotti come il Prosecco, merita di essere conosciuto in tutto il mondo. Poche botaniche ma essenziali compongono questo gin unico nel suo genere: ginepro, coriandolo e angelica sono arricchite dall’utilizzo di uva Glera e foglie dello stesso vitigno, direttamente raccolte a mano nella terra del Prosecco e trattate sapientemente da una distilleria indipendente italiana. “Giove – Gin of Veneto” esalta al massimo l’uva Glera che è un’uva molto pregiata, a bacca bianca, grappoli grandi e lunghi con acini giallo-dorati diventata famosa in tutto il mondo con il nome di Prosecco». Il prodotto è distillato artigianalmente con un alambicco discontinuo in rame utilizzando l’elegante metodo London Dry: ha 42 gradi. Questa produzione in small batch valorizza ogni singola botanica e rende unico ogni lotto.
Ma come si presenta questo gin così originale? «La sua anima – continua Tomei – è rappresentata dal suo gusto rotondo, amabile, con note fruttate e un retrogusto di un inconfondibile esplosione di sentori provenienti dal mondo del vino. Se chiudi gli occhi ti senti subito trasportato in un piccolo paesino veneto, all’interno di una cantina nel periodo della vendemmia e vieni invaso da un’esplosione di gusto che ricorda il vino in ogni sua forma. È  un ottimo London Dry Gin che soddisfa un’esigenza di mercato, andando a proporre un gin unico al mondo che, data la sua altissima qualità e grazie alla sua eleganza nel gusto, si presta ad essere bevuto in ogni momento, dall’aperitivo al dopo cena e, soprattutto, in ogni modo: on the rocks, gin&tonic, miscelato nei cocktails». E il prezzo? «Il prodotto è disponibile su giovegin.com a 42 euro».

Vigneti sui colli di Valdobbiadene.

CONTATTI:
info@giovegin.com

Pierfilippo Tomei – 348.8745420
Francesco Pavan – 340.4847823

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In copertina, ecco i grappoli di Glera, la varietà base del Prosecco.

L’Accademia del peperoncino si rinnova pensando al dramma dei ristoratori

(g.l.) I drammi che stanno vivendo i ristoratori a causa del Coronavirus e dei severi provvedimenti adottati per arginarne il contagio sono ben evidenti anche agli amici friulani del peperoncino che in questi giorni si sono riorganizzati, rinnovando il direttivo, tanto da mettere in cantiere un’importante iniziativa di solidarietà collegata a quella dell’associazione nazionale. L’editore Giovanni Aviani Fulvio, infatti, è il nuovo presidente dell’Accademia del peperoncino friulana, eletto all’unanimità dall’assemblea dei soci riunita in videoconferenza.

Giovanni Aviani Fulvio


Anche la delegazione friulana, in occasione dell’assemblea annuale, ha dovuto adottare le regole imposte dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni. La riunione, che oltre all’approvazione del bilancio 2020, aveva all’ordine del giorno il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2021-23, è avvenuta quindi in modalità online. Il segretario Giorgio Arpino, dopo aver adempiuto agli obblighi statutari – lettura e approvazione del conto consuntivo e della relazione sull’attività svolta nel triennio 2018-2020 -, ha presentato le candidature per il rinnovo del consiglio direttivo. La proposta è stata accolta all’unanimità e sono stati riconfermati tre consiglieri uscenti: lo stesso Arpino, che rimarrà segretario del sodalizio; Camillo Di Paolo, organizzazione eventi, e Gianfranco Beltrame. Sono entrati per la prima volta nel direttivo il cividalese Giovanni Aviani Fulvio (che ricoprirà, appunto, la carica di presidente) e in “quota rosa” Donatella Stratta, di Gorizia, la prima donna chiamata a far parte del gruppo al vertice nella storia ultraventennale del sodalizio friulano.
Ha quindi preso la parola il neo-eletto leader che, oltre a ringraziare per la fiducia dimostratagli, ha formulato alcune proposte per rilanciare l’attività della Delegazione, negli ultimi due anni sofferente per alcune difficoltà interne e per la pandemia. «Il primo impegno- ha detto – sarà quello di allargare il più possibile la base associativa, anche cercando nuove vie di contatto e di partecipazione». Verranno mantenuti (e, si auspica, rafforzati) i legami collaborativi del Peperoncino con il Comitato Friulano Difesa Osterie e con l’Associazione Calabresi in Friuli.

Enzo Monaco


Altri obiettivi a breve termine degli “amici piccanti” friulani sono, come si diceva, la promozione sul territorio di una iniziativa solidale avviata dalla sede nazionale, dal programmatico titolo “L’Accademia del Peperoncino vicina ai ristoratori”, e l’avvio della fase organizzativa del Peperoncino Day, la tradizionale iniziativa a supporto della Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Udine, che in 18 edizioni (dal 2018 al 2020) ha consentito di raccogliere oltre 82 mila euro. Il neo eletto consiglio si riunirà a breve per entrare nei dettagli della programmazione, con l’auspicio che con l’arrivo della bella stagione e con le vaccinazioni si vada, pur con tutte le precauzioni, verso il ritorno ad una normale vita di relazioni e si possano programmare – con il dovuto distanziamento – un paio di incontri conviviali piccanti.
Al presidente Aviani Fulvio ha fatto pervenire gli auguri di buon lavoro Enzo Monaco, presidente nazionale dell’Accademia italiana del peperoncino con sede a Diamante in Calabria: «La delegazione di Udine – ha scritto – è tra quelle storiche della nostra Associazione ed è stata sempre tra le più attive e vivaci. Io stesso ho partecipato, molti anni fa, ad eventi piccanti nel quartiere fieristico udinese. Mi auguro di poter tornare a Udine, magari nel 2022 quando il vostro Peperoncino Day (una iniziativa da noi apprezzata e sostenuta) celebrerà la sua ventesima edizione».

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In copertina, mazzi di peperoncini al mercato e qui sopra il piccantissimo Habanero rosso.

 

Negozi agroalimentari e famiglie in montagna: un aiuto dall’Identycard

(g.l.) Prodotti agroalimentari, cioè quelli necessari per il consumo quotidiano, ma non bevande e combustibili. Ecco di che cosa si occuperà l’Identycard, l’iniziativa di cui capofila è il Comune di Rigolato, dove sta partendo l’iniziativa, rivolta alla montagna friulana, oltre che a Treppo-Ligosullo. L’inedito progetto mette in campo un’azione mirata per permettere alle famiglie di questi territori di avere uno sconto immediato del 15 per cento sull’acquisto dei beni di prima necessità all’interno proprio Comune. Un aiuto, dunque, in questi momenti molto difficili, acuiti anche dall’emergenza sanitaria, alle popolazioni residenti, ma anche ai gestori delle attività commerciali che ogni giorno devono affrontare indubbi problemi per poter quadrare i conti.

L’incontro di ieri a Udine.


L’Indentycard è stata presentata ieri mattina nella sede della Camera di Commercio Pordenone-Udine, che sostiene l’importante progetto assieme ai Comuni interessati. Ospite del presidente Giovanni Da Pozzo è stato il sindaco di Rigolato, Fabio D’Andrea. L’iniziativa economica può rappresentare una sorta di progetto pilota da estendere anche ad altre aree, a partire da dove i negozi sono più in difficoltà. Questo, incentivando le famiglie a fare acquisti che valorizzino le attività all’interno del proprio Comune, iniziativa particolarmente importante in momenti complessi come l’attuale, in cui la pandemia, con tutte le misure di contenimento e chiusura, ha messo e sta mettendo in ginocchio imprese di moltissimi settori e tante famiglie che si trovano – spesso ormai da lunghi mesi – in crisi con il lavoro e comunque spesso impossibilitate a fare spostamenti.
Il test dell’iniziativa sarà dunque la montagna friulana, un’area in cui comunque la logistica è più complessa di per sé e che in questo momento sta soffrendo particolarmente, con la fondamentale economia del turismo e degli impianti totalmente azzerata dalle disposizioni anti-Covid. A Rigolato e a Treppo-Ligosullo il percorso è partito con un’informazione capillare, a tappeto tra famiglie e attività produttive, e con la distribuzione delle Indentycard e dei lettori agli esercenti, che saranno formati opportunamente per il corretto utilizzo della card. Il progetto, in questa prima fase, interesserà circa 600 famiglie sui territori interessati e coinvolgerà tutte le attività produttive. Secondo i dati rilevati dal Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, comprendendo entrambi i Comuni, le attività produttive sono poco meno di un centinaio, una quarantina delle quali in particolare dei comparti commercio, ospitalità e servizi.
Ricordiamo che la tessera può essere usata soltanto nei negozi convenzionati che attualmente sono: alimentari Alfarè, alimentari Brunasso, macelleria Bacchetta, panificio Riguladot. Può essere usata, nello stesso giorno, in più esercizi. Il sistema calcolerà automaticamente le cifre di spesa, assoggettandole ai limiti prefissati. Per l’anno 2021 l’iniziativa sarà sperimentale, mentre solo dal primo gennaio 2022 il sistema partirà a regime, con eventuali corretivi che verranno, del caso, tempestivamente comunicati. L’utilizzo della Identycard è, ovviamente, subordinato al finanziamento dell’iniziativa da parte dell’Amministrazione comunale in carica.

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In copertina alcuni prodotti alimentari e qui sopra quelli ammessi al beneficio e quelli vietati.

Coldiretti: le donne imprenditrici in agricoltura sono oltre 200 mila

Sono oltre 200 mila le donne imprenditrici in agricoltura con una presenza in tutti i settori, dall’allevamento al florovivaismo, dall’agriturismo alla coltivazione di frutta e verdura. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti su dati registro delle imprese in occasione della Festa delle donne dell’8 marzo.
«Il protagonismo femminile – informa Il Punto Coldiretti – ha rivoluzionato l’attività agricola come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le agritate, gli agriasili, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy, gli orti didattici, ma anche nell’agricoltura di precisione e a basso impatto ambientale, nel recupero delle piante e degli animali in estinzione fino nella presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica oltre che nell’agriturismo. Ma la forza delle donne è anche nella capacità di mobilitazione per iniziative di solidarietà come il progetto “Prima le mamme e i bambini” con il quale le imprenditrici agricole della Coldiretti stanno raccogliendo per la costruzione in Africa di un reparto di maternità e di una scuola per neo ostetriche a Rumbek, in Sud Sudan. Una rete femminile collegata a un simbolo: un cuscino a forma di cuore realizzato dalle agrisarte di Sant’Erasmo isola della laguna di Venezia, cucendo insieme due tessuti, uno Made in Italy l’altro Wax africano la cui imbottitura è in fibra naturale di mais e ortica. Una mobilitazione dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Svizzera, alla quale hanno già aderito personaggi della cultura come la senatrice a vita Liliana Segre, dello sport come la nuotatrice Francesca Dallapé e la sciatrice Marta Bassino e dello spettacolo come Natasha Stefanenko, Elisabetta Gregoraci, Luisa Rizzitelli, Stefania Petyx di Striscia la Notizia e la ballerina Samanta Togni».
«Nell’attività imprenditoriale agricola – prosegue il notiziario online della Coldiretti nazionale – le donne hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità. Importante anche la “quota giovane” con quasi 14mila aziende femminili in Italia guidate da ragazze under 35 pronte a salire sul trattore che hanno puntato sull’uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio, magari usando lo smartphone per controllare gli animali in stalla nelle pause di studio all’università oppure per gestire on line acquisti e prenotazioni in agriturismo». «Oggi l’agricoltura è donna grazie alle grandi opportunità offerte in diversi settori, dall’agriturismo alla vendita diretta”, afferma Floriana Fanizza, leader della imprenditrici agricole di Coldiretti, nel sottolineare che “riuscire a coniugare in forma responsabile attività produttiva e servizi alla persona, impresa privata e bene comune, sviluppo economico e solidarietà, lavoro e famiglia è l’obiettivo delle donne che ogni giorno si impegnano in Italia nelle attività agricole».

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In copertina, bella fioritura di mimose, il fiore simbolo della odierna Festa internazionale della donna.

 

Il Vigneto Fvg soffre, ma l’operazione Jermann-Antinori indica una luce

di Giuseppe Longo

Mentre l’appena avvenuta acquisizione, nel Collio, dell’azienda vitivinicola Jermann da parte della fiorentina Marchesi Antinori – notizia che ha fatto clamore in tutta Italia ma soprattutto, e ovviamente, nel Friuli Venezia Giulia – lancia un segnale di speranza nella ripresa dal pesantissimo colpo inferto dall’emergenza sanitaria, in quanto dimostra chiaramente come un colosso del settore creda nell’uscita, anche in tempi abbastanza rapidi, dall’insidioso tunnel pandemico, un vero e proprio grido di allarme, collegato proprio alla vicenda Covid, giunge dalla principale organizzazione agricola. Coldiretti denuncia infatti che oltre 6,9 miliardi di litri di vino – vale a dire 69 milioni di ettolitri – sono fermi nelle cantine italiane per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche, qui come all’estero, che ha fatto crollare i consumi fuori casa con gravi difficoltà per il settore vitivinicolo tricolore, in particolar modo quello legato ai vini a denominazioni di origine e a indicazione geografica, cioè a maggior valore aggiunto. Al 31 gennaio 2021 – rileva Il Punto Coldiretti – c’erano almeno 150 milioni di litri (1 milione e mezzo di ettolitri) in più rispetto allo scorso anno secondo l’ultimo aggiornamento reso disponibile dal Ministero delle Politiche agricole. E in questo quadro sconsolante c’è un’indubbia sofferenza anche da parte del Vigneto Fvg che guarda con ansia al ritorno alla normalità.

Ettore Prandini


«La diffusione dei contagi – sottolinea l’organizzazione guidata da Ettore Prandini – fa prevedere una aggravamento della situazione per il prolungamento delle misure di contenimento con un forte squilibrio di mercato che rischia di vanificare l’impegno di qualificazione dei produttori per aumentare il valore delle produzioni e il successo sui mercati internazionali dove per la prima volta dopo anni le vendite sono risultate in calo del 3%. Non bisogna perdere altro tempo è ed necessario intervenire con una distillazione di emergenza rivolta ai vini a Do e Ig». A tal fine, Coldiretti chiede al Governo di «intervenire con almeno 150 milioni di euro (valore medio 75 euro/ettolitro) attraverso aiuti nazionali vista la mancanza di disponibilità di risorse aggiuntive garantite per la situazione di emergenza da parte della Ue. Una misura che peraltro consentirebbe di produrre 25.000 litri alcol e gel disinfettanti 100% italiani che oggi vengono in larghissima parte approvvigionati sui mercati internazionali».
«La Francia peraltro – osserva infine Coldiretti – ha fino ad ora già messo a disposizione per interventi similari oltre 250 milioni di euro. In gioco c’è il futuro del primo settore dell’export agroalimentare Made in Italy che sviluppa un fatturato da 11 miliardi di euro e genera opportunità di lavoro per 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in campi, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse e di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle bioenergie, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dall’enoturismo alla cosmetica fino al mercato del benessere».
Dicevamo del “rumore” fatto dall’operazione Jermann-Antinori, la cui notizia data in anteprima da WineNews – il sito specializzato sempre molto al corrente di come vanno le cose sul pianeta della vite e del vino, tanto che venne premiato dal Congresso nazionale Assoenologi che si era tenuto nell’estate di tre anni fa a Trieste – è stata poi ripresa con grande risalto dalla stampa regionale, ma anche nazionale. Anche perché questa è almeno la quarta, per dire cioè di quelle di maggiore rilevanza, che avviene proprio sul Collio: Conti Attems, ormai da una ventina d’anni, nell’orbita della Marchese Frescobaldi, Conti Formentini in quella del Gruppo Italiano Vini, e in tempi più recenti, appena due anni fa, Borgo Conventi, acquisita dalla Moretti Polegato, che fa capo anche alla famosa Villa Sandi, fra le aziende trevigiane di punta del Prosecco. E ora l’azienda del famosissimo Vintage Tunina – cresciuta soprattutto con la guida di Angelo e negli ultimi decenni del figlio Silvio, attraverso l’allargamento da Farra d’Isonzo a Ruttars di Dolegna del Collio – che passa sotto il controllo del grande Gruppo di Firenze, leader a livello nazionale. Ovviamente, a prescindere dalle motivazioni che hanno spinto l’azienda friulana a mettersi sul mercato suscitando ancora una volta l’interesse della Toscana, questa vivacità di mercato, nonostante il difficile momento, evidenzia non solo la grande appetibilità dei vigneti del Collio, fra i più prestigiosi d’Italia soprattutto per i vini bianchi (vi ricordate i famosi Superwhites di Slow Food Fvg?), ma anche un importante segnale di ottimismo da parte delle realtà più importanti del Belpaese. E questo non può che far bene sperare non solo in una strategia che potrebbe prefigurare un rinnovato successo per la storica cantina, ma anche in una non lontana ripresa del settore in generale che, fatto di grandi eccellenze, ha un ruolo guida nel comparto agroalimentare italiano e del nostro Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra due immagini di WineNews riguardanti la splendida tenuta Jermann a Ruttars di Dolegna.

“Buttrio tra vigneti e cantine”, le prime 8 cantine nel progetto anti-Covid

Si chiama “Buttrio tra vigneti e cantine” il nuovo progetto della Pro Loco Buri Aps che in questo periodo segnato dall’emergenza Covid-19 ha voluto creare una vetrina multimediale delle realtà del territorio di Buttrio per farne conoscere i pregiati vini. Si tratta di videointerviste ai titolari delle cantine locali, che attraverso un format diretto e perfetto per essere condiviso anche sui social network, possono presentare così le proprie realtà e le proprie eccellenze. Dopo l’invito rivolto a tutte le aziende vitivinicole di Buttrio, sono state realizzate le prime 8 interviste alle altrettante realtà che hanno risposto positivamente alla proposta: ma il progetto ora rimane aperto alle altre cantine che vorranno partecipare nelle prossime settimane.
“In questo modo – ha spiegato il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – abbiamo voluto dare il nostro contributo al comparto locale del vino, che come altri settori economici sta soffrendo per la pandemia in corso. Da anni collaboriamo con le cantine per una promozione unitaria della vocazione enoturistica del nostro territorio e attraverso questo progetto video curato dal nostro Ufficio turistico abbiamo voluto ringraziare i produttori e dare loro una mano. Contiamo di pubblicare, a partire dal primo fine settimana di marzo, un video a settimana sui nostri canali social, coinvolgendo anche il mondo delle Pro loco regionali, attraverso il Comitato Unpli Fvg e quello delle Città del vino, per dare la maggiore diffusione possibile alle videointerviste”.
Attualmente, curate dall’Ufficio d’informazione e accoglienza turistica di Buttrio, sono state realizzate le videointerviste alle cantine: Flavio Pontoni, Lavaroni Marcello, Vini Tami, Petrucco di Lina e Paolo Petrucco, Vitivinicole Valle di Luigi Valle, Paolo Sioni, Buiatti Livio e Claudio di Buiatti Claudio,. Conte d’Attimis-Maniago. Saranno visibili sulle pagine Facebook Ufficio Turistico Buttrio e Pro Loco Buri – Buttrio.