Friulfruct e Friulikiwi uniscono le forze: nasce “Frutta Friuli” colosso cooperativo

Due grandi realtà uniscono le loro forze dando vita alla più grande cooperativa di frutticoltori del Friuli Venezia Giulia: le assemblee dei soci della cooperativa Friulfruct di Spilimbergo e Friulkiwi di Rauscedo, in Comune di San Giorgio della Richinvelda, hanno infatti deliberato la fusione che dal 1° agosto porterà alla nascita della nuova cooperativa Frutta Friuli. Mele e kiwi (più una parte di ciliegie) saranno i prodotti principali della nuova cooperativa che eredita dalle fondatrici una spiccata predisposizione per l’esportazione e un processo di rinnovamento dei frutteti in corso negli ultimi anni, proponendo le nuove varietà che i consumatori richiedono, nonché l’ampliamento delle sedi di stoccaggio. Questi i numeri della nuova realtà, che avrà sede principale a Spilimbergo e spazi produttivi tra la cittadina dei mosaici e la stessa Rauscedo, capitale del vivaismo viticolo: 150 soci, 14 milioni di fatturato e 170 mila quintali di raccolto nel 2021, 600 ettari di frutteti e una ricaduta occupazionale sul territorio di una 70ina di addetti.

Kiwi e mele di alta qualità.

«La fusione – ha spiegato Livio Salvador, presidente di Friulfruct – fa seguito a un ragionamento iniziato già l’anno scorso sui presupposti di una collaborazione. Un ragionamento portato avanti con maturità e con la consapevolezza che le nuove sfide dei mercati hanno bisogno di aziende con dimensioni operative capaci di razionalizzare i costi e offrire maggiori prodotti. Abbiamo così superato logiche di campanile e deciso la fusione, che avviene, questo è il fatto importante da sottolineare, tra due realtà in grande salute e con ottime prospettive, le quali avrebbero anche potuto continuare sulle proprie gambe ma che così facendo allargano il loro raggio di azione futura e la capacità di programmare e investire».
«Una scelta – ha aggiunto Juri Ganzini, presidente di Friulkiwi – nata per il bene del territorio e dei nostri soci, ai quali potremmo dare così più servizi. In questo modo potremo realizzare delle economie di scala davvero interessanti per la nostra nuova cooperativa, anche gestendo i dipendenti tra le due sedi in base ai picchi di lavoro dettati dalla stagionalità. Un elemento fondamentale, anche per dare prospettive professionali e invogliare gli addetti migliori, a fronte di un mercato del lavoro che invece non offre molta manodopera specializzata. Il tutto in un quadro internazionale in cui, da diversi mesi e ancora di più in questi ultimi giorni, le sfide non mancano: è proprio il caso di dire che l’unione fa la forza».  I due presidenti hanno anche ringraziato chi è stato accanto alle due cooperative in questo fondamentale passo, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con l’assessore regionale alle politiche agricole, Stefano Zannier, e da Confcooperative Pordenone, di cui entrambe le realtà fondatrici fanno parte, con le sue consulenze.

«A livello commerciale ci presenteremo con un unico brand Frutta Friuli – spiega Armando Paoli, direttore di Friulfruct, che con il collega di Friulkiwi, Antonio Pittana, sta predisponendo la struttura operativa post fusione – declinato in base alla tipologia di frutta. Mele e kiwi sono due prodotti che vengono venduti attraverso gli stessi canali di mercato e quindi ci rafforzeremo sia nella grande distribuzione italiana che all’Estero. Grazie al rinnovamento dei frutteti e alla capacità di conservazione aumentata puntiamo nei prossimi anni ad arrivare a 300 mila quintali di frutta raccolta. Non operavamo nell’area russa, ma alcune tensioni, oltre all’aumento dei costi energetici e dei prodotti per l’agricoltura, potrebbero arrivare da competitor che dalla Russia ora vorranno vendere gli stessi prodotti nella nostra area di riferimento, che spazia dall’Europa occidentale ai Paesi Arabi fino al Nord e Sud America. Per questo una cooperativa unica e ancora più forte darà migliori risposte».

Le sedi di Friulfruct e Friulkiwi.

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In copertina, Ganzini, Salvador e Paoli protagonisti dell’operazione frutta in Fvg.

 

 

Vino e cultura, ora riparte il “viaggio” della carta geografica di Livio Felluga

(g.l.) Ancora piuttosto fredde queste prime giornate di marzo, ma la primavera bussa alle porte anche in Friuli Venezia Giulia. E con la bella stagione riparte il viaggio della “carta geografica” di Livio Felluga, l’indimenticabile vignaiolo che tutti dobbiamo ricordare con riconoscenza perché proprio a lui si deve una determinante azione di rilancio della vitivinicoltura collinare. Riprenderà, infatti, l’11 marzo, alle 18, nella storica Abbazia di Rosazzo circondata da splendidi ronchi, la sesta edizione della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga, figlia del “patriarca” del Vigneto Fvg e presidente del Movimento turismo del vino Fvg.

Alberto Garlini e il suo libro.

(Foto Leonardo Cendamo)

L’incontro d’apertura ospiterà lo scrittore noto anche per essere una delle tre anime di Pordenonelegge, Alberto Garlini, autore del romanzo “Il sole senza ombra” (Mondadori). Seguiranno fino a maggio gli incontri primaverili della rassegna nata nel 2016 in occasione del 60° anniversario della celebre etichetta che riproduce proprio l’inconfondibile “carta geografica”, geniale intuizione, per la presentazione dei suoi inimitabili vini, del grande viticoltore scomparso ultracentenario poco più di cinque anni fa. Il viaggio è sempre il filo conduttore della rassegna, dove scrittori e giornalisti, esploratori e intellettuali, con i propri libri, racconteranno esperienze di viaggio tra passato e presente, vissute in prima persona o attraverso i protagonisti dei loro racconti.
Il 18 marzo sarà quindi in calendario la presentazione di “Maledetta Sarajevo” (Neri Pozza) firmato a quattro mani dai giornalisti Francesco Battistini, inviato del Corriere della Sera, e dal friulano Marzio Mian, già direttore di Io Donna, esperto di reportage internazionali. Il 1° aprile sarà poi protagonista la scrittrice triestina Federica Marzi con il romanzo d’esordio “La mia casa altrove” (Bottega Errante Edizioni).
Il 29 aprile Veit Heinichen, uno degli scrittori europei di noir di maggior successo, presenterà il suo ultimo romanzo “Lontani parenti” (Edizioni E/O), in uscita ai primi di aprile. Lo storico Roberto Chiarini il 5 maggio parlerà, invece, del suo ultimo libro intitolato “Storia dell’antipolitica dall’Unità ad oggi” (Rubettino editore).
La rassegna proseguirà poi anche nei mesi successivi, seguendo il noto calendario estivo ed autunnale. Gli incontri, che si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19 con l’obbligo di esibizione del Super Green Pass, inizieranno tutti alle 18. Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano.

L’Abbazia tra i vigneti.

 

Informazioni sui siti:www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it

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In copertina, una bellissima immagine di Livio Felluga tra i suoi amati vigneti.

(Foto tratta dal sito aziendale: risale al 2006 quando il “patriarca” aveva già 92 anni. Questa immagine e quella di Rosazzo sono opera di Luigi  Vitale)

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Quanta burocrazia in Europa! – «Tutti ci aspettavamo una nuova politica agricola europea che fosse più semplice e sburocratizzata. E invece ora ci troviamo di fronte a un sistema più complesso che rischia di mettere in difficoltà le realtà locali». Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo – come già riferito ieri – a Palmanova all’assemblea regionale della Confederazione italiana agricoltori. Alla presenza del nuovo presidente dell’associazione degli agricoltori Franco Clementin, l’esponete dell’esecutivo regionale ha focalizzato l’intervento sul nuovo sistema che di fatto sta creano non poche difficoltà all’intero comparto. «Ci troviamo – ha detto Zannier – di fronte a un cambio di paradigma che però non ha semplificato la situazione. In passato potevamo contare su un primo pilastro nazionale e poi un programma di sviluppo rurale regionalizzato che teneva in considerazione le esigenze espresse a livello locale. Adesso, invece, siamo alle prese con un piano strategico nazionale di cui non si comprendono ancora le definizioni complessive e sul quale le Regioni si sono trovate a discutere su temi mai affrontati in passato. In questo clima di grande incertezza e confusione sarà difficile che le 21 Regioni riescano a trovare un piano unico di condivisione. Rispetto al passato – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – avevamo chiara evidenza di come fosse strutturato un programma di sviluppo rurale, quali erano le matrici che lo generavano e come venivano declinate sul territorio, sapendo quelle che erano le capacità di intervento all’interno di una regolamentazione comunitaria. Oggi, invece, si apre uno scenario completamente diverso caratterizzato da un confronto tra regioni per trovare gli accordi economici, uscendo dal criterio storico che vedeva distribuito il 50 per cento delle risorse a sei regioni e la parte rimanente a tutte le altre. Sarà questo un percorso difficile ma sul quale in qualche modo si troverà la quadra. Diverso sarà invece il ragionamento quando si dovranno mettere a fattor comune le esigenze di regioni profondamente diverse tra di loro. Per superare questa difficoltà – ha concluso Zannier – sarà necessario definire all’interno del piano strategico nazionale delle linee sufficientemente ampie che lascino così poi lo spazio per una sua declinazione a livello territoriale».

I giovani e l’enogastronomia – «Valorizzare il sistema della ristorazione, attraverso percorsi virtuosi di formazione e di trasmissione della conoscenza ai giovani studenti, significa valorizzare il prodotto primario, quindi il prodotto agricolo, che con l’enogastronomia è un tutt’uno, specialmente per il Friuli Venezia Giulia. La filiera complessiva, difatti, parte dal campo e arriva sul piatto del consumatore. Oggi più che mai abbiamo la necessità di aumentare il livello di conoscenza e della capacità di valorizzare il prodotto tipico e di qualità: in questo modo sarà garantita una maggiore remunerazione dello stesso prodotto a livello primario». Sono le parole dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’evento “Fare Formazione. Cibo per la mente delle future generazioni del settore enogastronomico” all’Isis Bonaldo Stringher di Udine, cui ha preso parte anche il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione ambasciatori del gusto in collaborazione con Ministero e Rete nazionale istituti alberghieri (Renaia). «Per valorizzare il prodotto primario serve un approccio sia tecnico che culturale da trasmettere agli studenti attraverso percorsi di formazione di eccellenza come quelli che vengono promossi in istituti come lo Stringher. L’iter virtuoso presentato all’Isis di Udine illumina la mente dei giovani allievi, così capaci di guardare al prodotto primario come grande valore, da trasmettere attraverso passione e conoscenza. Una volta adulti, saranno loro a spiegarli e a raccontarli ai loro clienti: facendolo in modo consapevole, valorizzeranno un’intera filiera». Una considerazione anche sui giovani impegnati nel settore primario dell’agricoltura nella montagna del Fvg. «Ritenendo che ci fossero delle aree con maggiore necessità di intervento, per l’agricoltura dei giovani la Regione ha varato una specifica legge (Giovani agricoltori in montagna) che ha avuto rilievo a livello nazionale: siamo riusciti infatti a sostenere gli imprenditori agricoli giovani in montagna con formule contributive assolutamente fuori scala, con copertura dall’80 al 100% – ha detto Zannier -. Abbiamo lasciato ai giovani la libertà di scelta per le iniziative che volessero intraprendere e la possibilità di farlo in modo semplicissimo. In un’area dove tutti ritenevano che non ci fosse interesse abbiamo visto 150 nuove imprese che hanno aderito. Ciò dimostra che nella realtà ci sono ragazzi e ragazze che vogliono investire sul loro futuro anche in agricoltura; bisogna dotarli di strumenti validi, che li mettano nella condizione di essere artefici delle proprie scelte; l’Amministrazione regionale dà loro sostegno».

Aspettando la Fiera di Trento – In attesa di riaprire le porte della Fiera di Trento per accogliere gli oltre cento produttori dell’arco alpino che saranno i protagonisti della Mostra mercato sabato 26 e domenica 27 marzo, l’associazione Centrifuga presenta il Forum Vinifera, una serie di appuntamenti aperti al pubblico nati per avvicinare chiunque voglia conoscere o approfondire tematiche legate al mondo del vino e al territorio montano. In calendario undici incontri, di cui sei precedenti la Mostra mercato, che animeranno l’intero mese. Dopo l’appuntamento di sabato scorso dedicato alla birra, giovedì prossimo, alle ore 20, alla Bookique di Trento si parlerà invece di vino con Le diverse facce della Valpolicella. Revalpo, un’associazione di otto vignaioli locali artigianali, accompagnerà in una degustazione che metterà in evidenza le molteplici sfaccettature della Valpolicella, un territorio piccolo ma molto eterogeneo. L’indomani, venerdì, alle 18, a Palazzo Candelpergher di Nogaredo sarà la volta di Viti parallele. Un percorso lessicografico ed enostorico in Trentino Radici: il Dizionario dialettale lagarino, un archivio della memoria. Tralci: le parole del vino, un ponte tra passato e presente. Grappoli: l’enologia trentina tra fine Ottocento e inizio Novecento. Una chiacchierata accompagnata da stuzzichini e vini della Vallagarina introdotta da Marco Felceri e che vedrà gli interventi di Danilo Bettini, autore del Dizionario dialettale lagarino, e di Gabriele Galli, ricercatore di storia del vino trentino. Sabato, poi, alle ore 14, alla Cantina El Zeremia di Revò Revò against the machine dove l’esperto Nereo Pederzolli condurrà alla scoperta dei vini autoctoni della Val di Non. Dopo una breve passeggiata in vigna, un racconto accompagnato da buoni calici di vino – tra cui quello del recuperato vitigno storico “Maor” – e prodotti tipici a km 0. Due invece gli appuntamenti in programma al Leno Klandestino Ind. di Rovereto. Martedì 15 marzo, alle ore 19, Tre per Tre. 3 territori, 3 vini, 3 storie. Una serata in compagnia di tre vignaioli artigianali provenienti da tre territori diversi – veneto, trentino e altoatesino – che racconteranno le loro storie e quelle dei loro vini, intimamente legate al loro territorio, proponendo in assaggio i vini che più li rappresentano. Venerdì 18, alle ore 18, l’appuntamento con Nel nome del padre, della vite e del vino, presentazione del libro di Flavio Demattè, a cura del giornalista Walter Nicoletti: una storia di un territorio e della sua gente, fra tradizioni, ricordi e curiosità; un libro da «degustare», assaporandone i diversi aromi: racconto, testimonianza, ma anche strumento pratico per meglio comprendere l’affascinante mondo dei vigneti. Le prenotazioni sono disponibili qui: https://www.eventbrite.com/cc/forum-vinifera-2022-eventi-117939. Durante la Mostra Mercato, invece, gli appuntamenti saranno sabato 26, alle ore 11, Piwi Doc: i vini resistenti nelle denominazioni di origine, un dibattito sull’evoluzione normativa che prevede l’utilizzo dei vitigni resistenti all’interno delle denominazioni di origine e sulle opportunità che ne derivano moderata dal giornalista Maurizio Gily, mentre alle ore 14.30 la degustazione condotta da Matteo Gallello Oltralpe: suggestioni biodinamiche da oltreconfine dedicata ai produttori dell’associazione francese Vignerons de Nature. Domenica, invece, alle ore 11, ci sarà il laboratorio di analisi gusto-olfattiva Bee The Future – mieli, erbe, pane, e alle ore 14, Tra 0 e 1, presentazione ufficiale del numero 0 della rivista Verticale, il nuovo interessante magazine dedicato alle verticali del vino, in compagnia di Jacopo Cossater, Matteo Gallello e Nelson Pari seguito da una degustazione. Tutte le info, il programma completo e l’elenco dei produttori italiani ed esteri presenti alla Mostra Mercato su www.viniferaforum.it

Un brindisi dedicato a tutti i papà – C’è chi condivide il momento con i propri cari, chi invece corre in pasticceria per gustare una golosa zeppola di San Giuseppe. Il 19 marzo è l’occasione perfetta per brindare a tutti i papà e perché non farlo con un calice di vino? Per la festa del papà, Studio Cru racconta la storia di 7 padri fondatori che hanno saputo racchiudere in un vino, in una cantina, in un’azienda vitivinicola l’anima di un territorio e i ricordi di famiglia. Si tratta di: Castello di Cigognola, Cuvée dell’Angelo Blanc de Noirs; Giannitessari, Dosaggio Zero Lessini Durello Riserva Doc; Cantina Tramin, Troy Chardonnay Riserva 2018; Monte del Frà, Colombara Veronese Igt – Garganega 2017; Roeno, Roeno – Il Vino del Fondatore; Cecchetto, Raboso del Piave Doc; Monte Zovo, Amarone della Valpolicella Docg.

Quel Satèn 2017 in Franciacorta – Spesso dalle difficoltà nascono rarità eccellenti: è questo il caso del Satèn 2017 di Mosnel, Franciacorta, che ha raggiunto un’ottima qualità in un’annata che verrà ricordata per la gelata straordinaria di aprile, che ha quasi dimezzato la quantità di uve vendemmiate nella denominazione. Nella nottata tra il 18 e il 19 aprile, infatti, le temperature minime hanno toccato un picco negativo di -2/-3 °C: gelate tardive di questa entità, nella terza decade di aprile, si verificano meno di una volta ogni quarant’anni. L’azienda di Camignone (Brescia), guidata dai fratelli Lucia e Giulio Barzanò, ha scelto di non produrre i millesimati 2017 Ebb, Parosé e Riserva, ma di puntare tutto sul Satèn, tipologia esclusiva della denominazione Franciacorta, per esprimere a pieno lo Stile Mosnel, inconfondibile fatto di lunghi affinamenti in cantina. Prodotto a partire dal 1996, il Satèn è tra i vini che meglio interpreta, per complessità e ricchezza, il terroir aziendale. Da solo uve Chardonnay e con un basso dosaggio zuccherino, asciutto ed elegante, il Brut Satèn presenta un perlage finissimo e suadente che avvolge il palato con la classica sensazione setosa di questa tipologia. Parte della cuvée fermenta e affina in barrique e dopo il tiraggio prosegue sui lieviti almeno 30 mesi. Il calice è intensamente dorato, al naso ricorda dapprima il mandarino e lo zenzero candito, ma compare subito una personalità maestosa, con aromi di caramello al burro e noci macadamia. Il sorso, pieno e complesso, ha note minerali e di frutta estiva. Cremoso e avvolgente, continua a mutare nel calice con sentori di pasticceria secca e lievi canditure, pur con una luminosa freschezza che seduce il palato. Un vino complesso, da degustare con attenzione, ideale se abbinato a tavola con primi piatti delicati, sorprendente con i risotti di verdure primaverili come gli asparagi. Il Satèn 2017 di Mosnel è disponibile in enoteche e ristoranti a partire da 30 euro.

 

Cia Fvg, Clementin nuovo presidente. “Ora basta con l’agrovoltaico a terra”

Franco Clementin è il nuovo presidente Fvg di Cia – Agricoltori italiani. Lo ha eletto, all’unanimità, l’assemblea dei delegati del sindacato agricolo friulano riunitosi a Palmanova. Clementin, 63 anni, è un imprenditore vitivinicolo di Aquileia e, in quanto tale, per un mandato ha anche ricoperto la carica di presidente del Consorzio di tutela dei vini della Doc Friuli Aquileia.
Il suo intervento programmatico ha evidenziato la necessità che la nuova agricoltura del Friuli Venezia Giulia accolga e affronti le sfide della digitalizzazione, dell’innovazione e della modernizzazione in senso lato. Le produzioni di qualità dovranno essere al centro delle politiche di valorizzazione e della lotta ai cambiamenti climatici, integrandosi con il turismo e le reti territoriali connesse con l’artigianato, la ristorazione, l’ospitalità e la ricerca. Intervenendo sulle tematiche più attuali, Clementin ha sottolineato la contrarietà di Cia Fvg all’agrovoltaico a terra che produce un non più tollerabile consumo di suolo. «In questo senso – ha spiegato -, la transizione energetica deve indirizzarsi prioritariamente verso l’utilizzo a fini energetici delle coperture, anche industriali, e delle aree dismesse».
«Questa assemblea – ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – crea i presupposti per vedere lavorare il mondo agricolo in maniera unita nella soluzione dei problemi. Uno dei principali è legato alla costante richiesta di sburocratizzazione del settore della quale siamo consapevoli, ma ci troviamo di fronte un’Europa che, sul tema, manda segnali contrastanti».
Secondo il presidente nazionale di Cia – Agricoltori Italiani, Dino Scanavino: «La nostra indipendenza organizzativa ci rende autorevoli nel confronto delle istituzioni, così pure le nostre idee e visioni programmatiche. La sfida della transizione ecologica va trasformata in valore, dagli agricoltori, modificando i propri comportamenti produttivi in sintonia con le richieste dei consumatori, e facendoseli pagare».

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In copertina, il neo presidente Franco Clementin; qui sopra, l’intervento dell’assessore Zannier all’assemblea di Cia Fvg a Palmanova.

 

A Pordenone il ritorno di “Ortogiardino” con le orchidee regine del salone in fiore

(g.l.) Sipario alzato da oggi su “Ortogiardino” alla Fiera di Pordenone. Tutto pronto, infatti, per la 41ma edizione del Salone della floricoltura, orticoltura, vivaismo in programma fino al 13 marzo. Un grande ritorno dopo due edizioni bloccate dalla pandemia che ha colpito duramente il calendario fieristico nel capoluogo della Destra Tagliamento. Dalle premesse, sarà una grande edizione: alle porte della primavera, 20 mila metri quadrati di aree coperte si trasformano infatti durante i nove giorni di apertura in una spettacolare festa della natura dove rigogliosi allestimenti a giardino si alternano a circa 300 stand commerciali curati da vivai, floricoltori, rivenditori di bulbi e sementi, concimi, attrezzature per il giardinaggio, mobili per esterni, pronti a soddisfare il desiderio di shopping verde dei visitatori.
“Ortogiardino” – sottolinea la Fiera di Pordenone – è anche un appuntamento segnato nei calendari di tanti operatori professionali: architetti paesaggisti, vivaisti, agronomi e progettisti del verde pubblico che trovano tra le proposte del Festival dei Giardini spunti innovativi e stimoli per la propria attività. L’evento mette a confronto le migliori idee nella progettazione di giardini su un tema che varia ad ogni edizione: il tema del Festival dei Giardini 2022, è “Da Viaggio a Realtà’”, un invito a riprodurre nei giardini in mostra ricordi e suggestioni vissuti durante un viaggio che ha particolarmente colpito la sensibilità del progettista.
Il successo di “Ortogiardino” è legato anche al ricco programma di eventi collaterali. Il Salone dei Sapori con tante specialità enogastronomiche tipiche da tutta Italia; il Mercato a Km 0 di Campagna Amica, a cura di Coldiretti, con aziende agricole di eccellenza della provincia di Pordenone; l’Emporio Verde, un’originale mostra di arredi e decori per giardini e terrazzi realizzati da artigiani e piccole aziende; ma la regina incontrastata di Ortogiardino sarà anche quest’anno l’orchidea, protagonista della storica mostra mercato. Allestimenti spettacolari, incontri culturali ed enogastronomici faranno da cornice all’esposizione di oltre 150 diverse specie. E allora cominci la Festa della Primavera!

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In copertina, le sempre affascinanti orchidee grandi protagoniste a Ortogiardino; qui sopra, un settore della rassegna alla Fiera di Pordenone.

 

Tagliamento un fiume europeo, oggi al via a Lignano un mese di manifestazioni

di Silvio Bini

Comincia oggi a Lignano Sabbiadoro il mese con “Tagliamento un fiume europeo“, che prevede una serie di incontri legati ad un tema ambientale che è nel cuore e nei pensieri dei cittadini rivieraschi, con tutti i problemi e tutte le meraviglie che il fiume offre. Il primo incontro del programma, organizzato dalla Riserva Naturale Foce del Tagliamento e dalla Città di Lignano Sabbiadoro, si terrà infatti alle ore 18.30 al Centro civico “Sandro Pertini”, con l’inaugurazione di una mostra fotografica, alla realizzazione della quale ha collaborato il Foto Cine Club.
Venerdì 11 marzo, alle ore 20.30, verrà presentato invece il libro di Anne Manuerum, “La Silva lupanica“, ovvero l’antica foresta planiziale che copriva l’entroterra lagunare. Venerdì 18, alle 20.30, una serata ad inviti, favorirà la discussione sul fiume Tagliamento, tra le varie associazioni e comitati che si occupano di ambiente, coordinato da Elisa Cozzarini. Infine martedì 22, alle ore 20.30, si parlerà, in un incontro pubblico, del “Tagliamento e i suoi abitanti, l’evoluzione del rapporto tra persone e fiume”, a cura di Anna e Chiara Scaini e Angelo Floramo, con la partecipazione di Elena Swirner. La mattina ci saranno dei laboratori dedicati ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo Carducci di Lignano nel progetto “Tutor del fiume”. Al programma hanno collaborato il Wwf e i Lions. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Riserva naturale Foce del Tagliamento, focedeltagliamento@gmail.com, o cellulare 333.3947179. L’accesso è consentito secondo la normativa vigente in materia di contenimento Covid.

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In copertina, ecco la foce del Tagliamento tra Lignano Riviera e Bibione.

Nasce Vinophila, il primo “metaverso” dedicato a vino e bevande alcoliche

Il settore vitivinicolo italiano è impegnato in un percorso di conquista della giusta corrispondenza tra valore intrinseco e riconoscimento economico. Da qui nasce l’idea di un dialogo con protagonisti di rilievo della moda e del design, già capaci di colmare il gap che vedeva l’inventiva e l’eccellenza italiane non debitamente riconosciute dal prezzo di mercato.
L’iniziativa si concreterà giovedì 17 marzo in occasione dell’inaugurazione di Vinophila, il primo “metaverso” dedicato al vino e alle bevande alcoliche, che coniuga un’expo virtuale in realtà immersiva 3D e un progetto editoriale con notizie e aggiornamenti sulle ultime tendenze del mercato, il tutto liberamente accessibile tramite un’unica piattaforma online. L’incontro sarà moderato da Beppe Giuliano, direttore responsabile di The Italian Wine Journal, e vedrà la partecipazione di Gilda Bojardi, direttrice della rivista Interni; Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino; Gaetano Marzotto, presidente del Gruppo vinicolo Santa Margherita e past president di Pitti Immagine; Lorenzo Biscontin, ideatore e fondatore di Vinophila. I partecipanti condivideranno storie e strategie di successo adottate dai rispettivi settori sui mercati internazionali, offrendo spunti utili a valorizzare e affermare la qualità della filiera vitivinicola italiana.
La propensione a valicare i confini di settore e indagare altri ambiti di eccellenza riflette lo spirito di Vinophila, che si propone come uno strumento innovatore per il settore wine&spirits, rivelando una vocazione multidisciplinare: da un lato offre un punto d’incontro tra stakeholder, dall’altro uno spazio di libero confronto, in cui professionisti, produttori, clienti e consumatori apprendono, discutono e implementano piani di sviluppo e crescita, capaci di dare al mondo enoico l’importanza e il valore che merita. Tutto ciò senza porsi come alternativa alle attività in presenza, bensì come strumento complementare capace di ampliarne la portata: l’obiettivo di Vinophila, infatti, è di realizzare quell’integrazione tra fisico e digitale che costituisce la nuova realtà in cui tutti stiamo già vivendo.

Lorenzo Biscontin

Vinophila è il primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche, realizzato dalla start-up Labhornet Srl. Si tratta di un’expo coinvolgente e innovativa, dal respiro internazionale che, attraverso una realtà immersiva e rappresentazioni 3D, si propone di eliminare la distanza tra virtuale e reale in modo intuitivo, divertente, sicuro e sostenibile. Visitabile tutto l’anno, 24 ore su 24, l’esposizione digitale è accessibile gratuitamente da ogni tipo di dispositivo tramite il portale online, che accoglie anche un progetto editoriale nutrito e aggiornato, con notizie su aziende, mercati, prodotti e le più interessanti tendenze relative al vino e alle bevande alcoliche.

Appuntamento con la tavola rotonda di Vinophila, dal titolo “Dialogo tra eccellenze italiane: vino, moda e design”, giovedì 17 marzo dalle 16.30 alle 18.
Link Zoom: zoom.us/j/8544417573?pwd=Z0FSL2taYzJ5MVN2a3FDVkJJeGJDdz09

 

Nuove regole per il pescaturismo Fvg. Milocco: “Accolte le nostre istanze”

«Siamo soddisfatti dell’iniziativa legislativa assunta dal Consiglio regionale sulla “Disciplina del pescaturismo, ittiturismo e delle attività connesse alla pesca professionale e all’acquacoltura” – dice Riccardo Milocco, vicepresidente e coordinatore settore pesca di FedAgriPesca Fvg –. È la buona conclusione di un lavoro concertato che accoglie le principali istanze, su questo tema, espresse dal comparto regionale della pesca. La revisione normativa era necessaria per permettere alle aziende di investire in sicurezza, riconoscendo le diversità strutturali fra azienda agricola/imprenditore agricolo e azienda di pesca/imprenditore ittico. Per tutta una serie di motivi pratici risulta abbastanza chiaro che i criteri per il riconoscimento di ittiturismo/pescaturismo non possono essere gli stessi o similari a quelli dell’agriturismo. A questo punto, prende forma la speranza che, di fronte a un preciso corpo legislativo di regolamentazione, questa attività possa avere uno sviluppo e offrire nuove opportunità economiche agli operatori della pesca del Friuli Venezia Giulia. Una notizia molto attesa, dunque – conclude Milocco – tanto più ben accolta poiché inserita nell’Anno internazionale della pesca artigianale e acquacoltura, promosso dall’Onu, per il 2022».

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In copertina, pescatori a Grado in una foto di Alessandro Castiglioni.

Grano, mais e soia: quotazioni in salita spinte dalle tensioni internazionali

In un clima di preoccupanti tensioni internazionali, acuite dalla grave crisi ucraina, prosegue la corsa verso l’alto dei futures relativi alle principali materie prime agricole. Nelle ultime ore si è registrato un aumento che sfiora il 10 per cento per il grano, mentre per mais e soia l’incremento è, rispettivamente, del 5 e del 4 per cento.

Philip Thurn Valsassina


«Sull’andamento delle quotazioni – sottolinea Confagricoltura nazionale in una sua nota che è stata immediatamente fatta propria dalla delegazione regionale del Friuli Venezia Giulia presieduta da Philip Thurn Valsassina – incide prima di tutto il blocco dell’attività nei porti dell’Ucraina. I mercati riflettono l’assoluta incertezza sui tempi e sulle modalità per la ripresa delle esportazioni di prodotti agricoli. Sale, inoltre, la tensione nei Paesi che sono i principali destinatari dei cereali prodotti in Ucraina e nella Federazione Russa. È il caso dell’Egitto e della Tunisia, dove le scorte disponibili sono in grado di coprire il fabbisogno interno fino a giugno. Inoltre, sono state riviste al ribasso le previsioni relative ai raccolti di cereali in Argentina e Brasile a causa di una stagione particolarmente secca. Alla cerimonia di apertura del Salone Internazionale dell’Agricoltura, in corso a Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un piano di resilienza per l’agricoltura in ambito europeo e nazionale, per arginare l’impatto della crisi in atto. A nostro avviso, il piano dovrebbe puntare in due direzioni: sostenere i redditi degli agricoltori tagliati dalla crescita dei costi di produzione e salvaguardare il potenziale produttivo del sistema agroalimentare europeo. La riduzione della produzione avrebbe effetti particolarmente negativi sull’inflazione».
Confagricoltura Fvg rileva inoltre che, per quanto riguarda i cereali, stando agli ultimi dati della Commissione, la produzione negli Stati membri della Ue si è attestata a 291 milioni di tonnellate nella campagna di commercializzazione 2021-2022, con un aumento del 4 per cento sulla media quinquennale. Grazie a questi livelli di produzione, le esportazioni di grano verso i Paesi terzi hanno superato in valore i 7 miliardi di euro nel 2020.

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In copertina, un essiccatoio di mais in uso nel Friuli Venezia Giulia.

AGRIFLASH.FVG – E non solo

Le foreste Fvg a Dubai – “In Friuli Venezia Giulia il legno e le foreste rappresentano elementi fondamentali del paesaggio. Si tratta di una risorsa rinnovabile e sostenibile di circa 330 mila ettari che si trova sia nell’arco alpino che in quello pedemontano. Ogni anno aumenta infatti di un milione di metri cubi”. Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenendo online alla Giornata dedicata al Friuli Venezia Giulia durante l’Expo organizzato a Dubai. “Questa risorsa che ci garantisce acqua e aria pulita può entrare nei cicli produttivi dei nostri artigiani e delle nostre aziende, garantendo ogni anno l’immagazzinamento – ha spiegato Zannier – di circa un milione di metri cubi di CO2 derivanti solamente dall’accrescimento del nostro patrimonio boschivo che occupa il 40 per cento del territorio regionale”. “Attraverso una gestione sostenibile di questo patrimonio forestale, che rispetta i protocolli previsti dal Programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale (Pefc), siamo in grado – ha rimarcato l’assessore – di garantire una serie di azioni che continueranno ad avere effetti positivi nel tempo”. “Già oggi abbiamo la possibilità di avere sul nostro territorio del legname di grande qualità come quelli che vengono definiti abeti di risonanza con i quali – ha specificato Zannier – vengono costruiti gli strumenti musicali apprezzati in tutto il mondo”. “Più che parlare di risonanza, è bene provare direttamente cosa significhi tutto questo. Proprio per fare sentire la magia dei nostri boschi grazie alla trasformazione dell’abete rosso – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – abbiamo realizzato un “woofer” per ascoltare, con un semplice telefono cellulare, il suono del Friuli Venezia Giulia”. “Una magia che adesso è possibile ascoltare in modo virtuale nella speranza – ha concluso – che a breve in molti possano provare queste sensazioni di persona visitando il nostro territorio e le nostre magnifiche foreste”.

Campoformido e il Parco del Cormôr – “Iniziative come quella di oggi si inseriscono in un mosaico più ampio in cui l’Amministrazione regionale è coinvolta con il proprio servizio Biodiversità nella tutela di riserve, oasi naturalistiche, parchi comunali e intercomunali. Si tratta di un sistema ben strutturato che ha il suo fondamento nella legge regionale 42/1996, recentemente aggiornata a 25 anni dalla sua prima stesura, e che è fondamentale per la conservazione del patrimonio naturalistico”. Sono le parole con cui l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha rivolto il plauso della Regione Fvg alla presentazione del progetto di valorizzazione del Parco del Cormôr di Campoformido, che si è svolta nella sede della Regione a Udine, alla presenza, tra gli altri, dei sindaci di Campoformido Erika Furlani e Udine Pietro Fontanini. “I parchi cittadini hanno il proprio valore aggiunto nella prossimità alle zone urbane, dove garantiscono una fruibilità elevata del patrimonio naturalistico – ha detto Zannier -. Da qui la necessità di fare informazione, divulgazione e realizzare esperienze organizzate che consentono, attraverso la conoscenza, la possibilità di conservare al meglio le aree verdi, con particolare riguardo alla tutela dei prati stabili e delle colonie di api nelle loro varie specie”. Il progetto si articola in un pieghevole, redatto dalle guide Laura Fagioli e Pierino Picco, con le fotografie di Marzio Moretti, che presenta in modo agile e immediato il Parco comunale, una vasta area tra il sottopassaggio della ferrovia, Villa Primavera, Parco Riviera e il letto del torrente Cormôr, fino al guado di Basaldella. Di notevole interesse naturalistico per la conoscenza dell’ambiente boschivo e della flora spontanea della nostra regione, ha un’estensione di 82 ettari, tra cui altre aree pubbliche e private ritenute indispensabili al mantenimento dell’equilibrio ecologico e delle caratteristiche ambientali. La divulgazione si avvale inoltre di una serie di video realizzati dal regista Massimo Garlatti-Costa per la promozione a livello locale dei prati stabili e a livello globale della tutela dell’ape nelle sue varie specie (sono oltre 800 quelle presenti in regione). Il piano di valorizzazione, infatti, intercetta anche la vocazione di Campoformido come “Comune amico delle api” e il progetto di FederSanità Anci regionale “Fvg in Movimento-10mila passi di salute”. Vi hanno lavorato, coordinati dal vice sindaco di Campoformido Christian Romanini ideatore delle iniziative, i professori Francesco Nazzi, Pietro Zandigiacomo, Desiderato Annoscia dell’ateneo di Udine e Paola Visentini, direttrice del Museo Friulano di Storia Naturale che sono partner del progetto. “È importante – ha sottolineato Zannier – che in questo contesto si inserisca anche la creazione di un centro visite naturalistico in via di allestimento nell’antico Mulino di Basaldella sulle sponde del Cormôr e della Roggia di Udine, uno dei rari esempi di restauro conservativo perfettamente funzionante con il sistema molitorio originale”. Il depliant sarà distribuito alle scuole del territorio, nelle attività commerciali del comune, presso l’Università di Udine, tramite FederSanità Anci FVG, e infine grazie all’accordo con Comune di Udine e Regione anche negli infopoint della zona.

L’esempio di Acqua Dolomia – “Per la Regione è un motivo di orgoglio la presenza nella montagna pordenonese di una realtà come Acqua Dolomia: un’azienda esemplare perché ha dimostrato anche in questo periodo non facile la capacità di perseguire la qualità con obiettivi di marketing accurati e mirati, tenendo fede a un percorso di investimenti destinato ad assicurare un’ulteriore espansione dell’attività e a garantire solidità anche dal punto di vista occupazionale. Un elemento, quest’ultimo, che risulta essenziale per l’economia dell’area montana specialmente in questo periodo”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali e alla montagna, Stefano Zannier, intervenuto a Pordenone, nella sede di Unindustria, alla conferenza annuale di presentazione dell’attività e del bilancio di Acqua Dolomia, l’azienda che produce acque minerali e ha sede nella Val Cimoliana, nelle Dolomiti friulane. Ed è proprio nel luogo scelto dai fondatori per realizzarvi la sede dello stabilimento nel quale vengono imbottigliate le acque captate nel cuore della valle, ha spiegato l’amministratore delegato, Gilberto Zaina, che sta la ricetta della qualità e del successo del prodotto: l’acqua utilizzata viene infatti filtrata per quarant’anni dalle rocce alcaline di origine fossile delle Dolomiti friulane e risulta così essere particolarmente alcalina e ricca di ossigeno. La ricetta di sviluppo industriale di Dolomia, ha aggiunto Zannier intervenuto assieme al presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti, rappresenta un vanto per l’intero Friuli Venezia Giulia. Dolomia è infatti tra le prime aziende ad avere aderito al marchio ‘Io sono Friuli Venezia Giulia’. “Potrà così esportare – ha detto ancora l’assessore – l’immagine di una regione in grado di risollevarsi e ripartire anche dalla pandemia”. “Dolomia – ha concluso Zannier – è dunque il simbolo di una scelta imprenditoriale vincente; il suo impegno potrà stimolare altri imprenditori a credere e a investire nella montagna friulana, per rafforzare il tessuto economico produttivo locale e dare prospettive al territorio e alla sua gente”.

Vola il fatturato di Labrenta – Azienda di Breganze specializzata in soluzioni di chiusura per il settore wine&spirits, Labrenta ha concluso il 2021 con un fatturato complessivo di 20 milioni di euro, doppiando il risultato dell’anno precedente. La crescita aziendale è legata all’exploit dell’azienda vicentina nei mercati americani ed europei, in particolar modo di Messico, Regno Unito, Centro Europa e lo straordinario +128% di vendite registrato negli Stati Uniti. Tali risultati sono stati possibili grazie a importanti azioni programmatiche, tra cui l’arricchimento dell’organico con cinquanta nuove assunzioni divise tra Italia, Brasile e Messico. Entrambe le sedi americane, inoltre, evidenziano una crescita a tripla cifra percentuale rispetto al 2020. Le richieste del mercato riguardano soprattutto i prodotti a basso impatto ambientale, prime tra tutte le chiusure a base di legno certificato FSC® e di Sughera®, materiale rivoluzionario brevettato da Labrenta composto da granina di sughero naturale e polimeri plastici. “Nonostante la perdita di fatturato che ha contraddistinto il primo periodo di pandemia, abbiamo scommesso in sostenibilità, ricerca&sviluppo e impianti all’avanguardia perché la nostra forza risiede in una visione imprenditoriale lungimirante – afferma Gianni Tagliapietra, ad di Labrenta – Per questo abbiamo investito nella partnership con Mixcycling, start-up innovativa con expertise nella realizzazione di materiali rispettosi dell’ambiente, e in progetti come il nuovo reparto legno-torneria della sede di Breganze, inaugurato nel 2020. Il tutto per offrire ai nostri clienti soluzioni di qualità in modo tempestivo”. Gli sforzi sostenuti dall’azienda sono stati ripagati: a fronte di una previsione di crescita del 50%, il fatturato finale è andato ben oltre le aspettative. A suggellare l’andamento positivo anche alcuni riconoscimenti autorevoli, l’ultimo de Il Sole 24 Ore che ha inserito Labrenta nella classifica delle 200 imprese italiane leader nell’export. L’eccellente 2021 prepara la strada a un 2022 con ottime prospettive, messe nero su bianco grazie a un piano biennale 2022-2024 di sviluppo, ampliamento e strutturazione dei reparti produttivi. Il progetto implica la managerializzazione del gruppo, con l’ingresso di Stefano Romoli – nuovo direttore vendite con forte esperienza nel settore packaging –, il deposito di tre brevetti entro il primo quadrimestre e l’assunzione di 30 profili specializzati.

Bardolino tra le Note in Rosa – In primavera tornano i concerti di 100 Note in Rosa, la rassegna musicale che coinvolge ristoranti e winebar di Verona, della provincia e del lago di Garda, portando nei plateatici il Chiaretto di Bardolino e la musica live di numerosi musicisti emergenti. Nel frattempo, a sancire l’impegno del vino rosa gardesano a favore della musica giovane, è uscito il videoclip della band Le Cose Importanti, girato tra Verona, le spiagge del Garda veronese e i vigneti del Chiaretto. “Il vino è la musica della terra, la musica è il vino dell’anima e dunque per noi che facciamo vino è naturale essere accanto a chi fa musica. E poi il Chiaretto di Bardolino, con la sua freschezza giovanile, è il perfetto complemento della buona musica in una serata piacevole trascorsa in città o sulla spiaggia”, dice Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino. Tutto pronto, dunque, per la terza edizione della rassegna di 100 Note in Rosa, che nel 2021 ha visto il cartellone arricchirsi continuamente di nuove date, protratte ben oltre la fine dell’estate. Per la lunga serie di questi aperitivi musicali, anche quest’anno il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, ideatore dell’iniziativa, rinnova la partnership con il formaggio Monte Veronese Dop. “Siamo felici – dice Alfonso Albi, presidente del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese Dop – che i nostri formaggi siano di nuovo tra i protagonisti di 100 Note in Rosa, assieme alla buona musica e al Chiaretto di Bardolino, con il quale si abbinano perfettamente, nei luoghi di ritrovo della città e della provincia di Verona, oltre che del lago di Garda. Durante le serate della rassegna si creerà quell’atmosfera di convivialità e festa che non vediamo l’ora di rivivere”. Sempre all’insegna del motto che “squadra che vince non si cambia”, la direzione artistica e la promozione di 100 Note in Rosa sono nuovamente affidate a Doc Servizi e a Studioventisette, che sono anche le realtà che hanno prodotto e lanciato il video musicale del brano Come Si Fa della band Le Cose Importanti, patrocinato dal Consorzio del Chiaretto di Bardolino e presentato lo scorso anno a Verona in Love, nel cui ambito fu vincitore del Premio Arte d’Amore 2021, iniziativa alla quale il Consorzio bardolinese ha rinnovato il supporto anche per il 2022. Il videoclip, ambientato fra il capoluogo scaligero e la sponda orientale del Garda, tra i filari dei vigneti e con riprese subacquee, evidenzia poeticamente il legame del territorio veronese con la terra e l’acqua.