Boschi sicuri, più tutela ma anche efficienza nel progetto di Legno Servizi

Aumentare la tutela degli operatori forestali e la loro efficienza nei cantieri. Sono questi gli obiettivi principali del progetto “Boschi Sicuri”, avviato con successo dalla cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo e al quale hanno già aderito oltre una decina di aziende. L’idea progettuale è nata a seguito di un’analisi puntuale delle necessità del settore boschivo regionale svolta con l’Associazione Imprese Boschive (Aibo Fvg) e le altre associazioni di categoria di riferimento del comparto, Confartigianato Udine e LegaCoop Fvg, per accompagnare le imprese forestali del Friuli Venezia Giulia verso nuovi modelli di sicurezza da implementare nelle proprie aziende e nei cantieri di lavoro.
«Il progetto, in pratica, prevede lo sviluppo di documenti e modulistica condivisi tra tutti i partecipanti, agevolando così anche l’aggiornamento normativo, il dialogo e il confronto sull’importante tematica della sicurezza – spiega Mirco Cigliani, vicepresidente di Legno Servizi e referente per “Boschi Sicuri” -. A tal fine la cooperativa, utilizzando proprio personale dedicato, seguirà passo dopo passo le imprese boschive aderenti al progetto affiancando al personale interno degli esperti in sicurezza nei cantieri forestali, i quali costituiranno un Comitato tecnico sulla sicurezza (Cts) che potrà valutare e validare i diversi documenti e procedimenti legati proprio alla sicurezza nei cantieri d’opera».
«Per noi – aggiunge Agostino Michelin, presidente di Aibo Fvg – questo progetto rappresenta una tappa intermedia di un percorso iniziato col Dlgs 81/2008. La crescita delle imprese boschive passa attraverso l’innovazione tecnologica delle utilizzazioni ma, soprattutto, attraverso la valorizzazione delle risorse umane in termini di formazione il cui fulcro è la tutela della salute e la prevenzione nei cantieri forestali. Serviva uno strumento semplice e snello per ridurre il carico burocratico che le aziende devono rispettare per lavorare in sicurezza. Il supporto collaborativo di tanti soggetti interni ed esterni alle utilizzazioni consente un approccio sistemico alla qualificazione degli operatori e delle imprese e aiuta la proprietà forestale, in quanto committente, a contrarre con partner affidabili».
«Le piccole imprese boschive, quali sono la gran parte di quelle che operano nel comparto regionale – sottolinea l’avvocato Alessandro Franco – hanno particolare necessità di un affiancamento, anche giuridico, per incrementare i loro standard di sicurezza concreta e rispettare compiutamente le normative. “Boschi Sicuri”, in questo senso, valorizza la multidisciplinarietà e il dialogo costruttivo tra i vari esperti tecnici e attori della prima e più critica fase della filiera di utilizzo del legno (abbattimento ed esbosco), strutture di controllo comprese; senza dimenticare la migliore gestione ambientale di un patrimonio collettivo».
“Boschi Sicuri”, dunque, rappresenta un nuovo progetto di sistema per il comparto bosco-legno, in grado di portare una crescita dell’intero settore con l’obiettivo di renderlo sempre più efficiente e competitivo, sia all’interno che all’esterno del territorio regionale.

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In copertina, una macchina forestale al lavoro nei boschi del Friuli Venezia Giulia.

Vino Fvg, un settore ormai a rischio a causa dei pesanti extracosti energetici

Extracosti da oltre 1,1 miliardi di euro a causa dell’incremento delle spese per l’energia e delle materie prime: è questo il conto salato che sta per abbattersi sulla filiera vitivinicola italiana. Una vera tempesta dei prezzi che intaccherà la redditività delle imprese e rischia di comprometterne anche la capacità competitiva sui mercati internazionali. È quanto emerge dallo studio Censis- Alleanza Cooperative Agroalimentari Vino, “La febbre dei costi” presentato a Roma.

Venanzio Francescutti


«Questo valore – commenta Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg – rappresenta un carico aggiuntivo sulla redditività delle imprese che, inevitabilmente, andrà a erodere i loro margini, compromettendone anche la loro capacità competitiva sui mercati internazionali».
Contribuiscono in modo sostanziale all’incremento dei costi di produzione le componenti dei prodotti energetici, che hanno fatto segnare tra febbraio 2021 e febbraio 2022 un +31,4 per cento medio annuo, con un incremento dei carburanti pari al 38,3 per cento, quello dell’energia elettrica del 16,7 per cento e quello dei lubrificanti addirittura del 70 per cento. Fra i fattori produttivi utilizzati nella coltivazione, fertilizzanti e concimi hanno visto crescere il livello del 32,3 per cento.
Fra gennaio 2021 e gennaio 2022 – e quindi al netto degli effetti dovuti allo scoppio della guerra in Ucraina – il prezzo alla produzione del vetro è cresciuto dell’8,5 per cento e quello del sughero del 9,4 per cento. Sono invece compresi fra il 23 e il 30 per cento gli aumenti relativi alla carta e agli imballaggi.
«Ciononostante, la tensione verso la massima qualità del vino all’interno della cooperazione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, non si arresta – sottolinea Francescutti -. Dopo il lancio sul mercato del primo vino vegano friulano (certificato Ceviq), da parte della Cantina Produttori di Ramuscello, infatti, è di questi giorni la notizia che, alla 13ma edizione del prestigioso Concorso mondiale del Sauvignon (tenutosi a Torres Vedras, in Portogallo), il Sauvignon 2020 della Cantina Rauscedo è stato giudicato il migliore della Penisola (tra i 31 italiani premiati) e il Sauvignon Casa 40 2020, della stessa Cantina, ha conquistato la medaglia d’oro mentre quello della Cantina Produttori Cormòns (della vendemmia 2021) si è aggiudicato la medaglia d’argento (tra le 1.120 etichette presentate, provenienti da 23 Paesi diversi). In precedenza, alla Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa, erano state assegnate due medaglie d’oro per la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis (al Berliner Wine Trophy) e per il Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry, al Concours Mondial de Bruxelles (tenutosi a Valladolid, in Spagna).


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In copertina e qui sopra due immagini riguardanti l’imbottigliamento dei vini.

 

Alle Palme i magici intrecci primaverili dopo due anni ritornano a Strassoldo

Da 24 anni a Strassoldo di Cervignano, uno dei Borghi più belli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, si trovano due volte all’anno artigiani, artisti, vivaisti e decoratori di nicchia provenienti da tutta l’Italia, per dare vita ad un magico intreccio tra storia, fantasia, creatività ed ambiente naturale. Dopo due anni di sospensione, ritornerà dall’8 al 10 aprile l’evento primaverile al Castello di Strassoldo di Sopra. Il weekend delle Palme, mentre nei giardini la natura si risveglia dal letargo invernale e si tinge di multicolori fioriture, il castello spalancherà eccezionalmente i cancelli al pubblico ed a espositori selezionatissimi saranno dislocati lungo un filo magico che si dipanerà attraverso il pianoterra del corpo principale del maniero, il parco con l’orangerie, la pileria del riso, il brolo e la cancelleria, tra suggestive decorazioni, che – super fotografate e diverse ad ogni edizione – costituiscono da sempre uno dei tratti distintivi e delle grandi attrattive della manifestazione.

“Magici Intrecci Primaverili” sarà anche l’occasione per visitare gli interni del Castello, con i salotti, la sala d’armi e l’antica cucina rilucente di antichi rami, dove esporranno piccoli antiquari e raffinati artigiani. Qui, e negli altri spazi interni ed esterni, i maestri artigiani proporranno décor e arredi per la casa e il giardino, creativi capi d’abbigliamento, cappelli, borse, lavori a telaio (tappeti, sciarpe, giacche, gilet), tradizionali scarpèz friulani riproposti in chiave ecosostenibile, vestiti per bambini, preziosi gioielli in oro e argento e creativi bijoux, oggetti in cartone e legno rivestiti di carte vintage, cesti, lampade e sculture in fil di ferro, candele, ceramiche, prodotti naturali per la cura di piante, persone, animali e molti altri raffinati oggetti difficili da trovare altrove, selezionati con cura dalla padrona di casa.
Ricca e inconsueta anche la sezione dedicata alle golosità con specialità alimentari di piccoli laboratori artigianali: cioccolate, torte glassate, biscotti e pasticcini, primizie dell’orto, prodotti biologici e senza glutine, tisane, aceto balsamico di Modena, condimenti a base peperoncino, vini, olio Evo. Nel brolo, abbracciato dallo scorrere lento delle acque di risorgiva, un tripudio di piante e fiori presentati da alcuni dei migliori vivaisti italiani che esporranno piante rare, antiche e particolari: collezioni di fuchsie, garofoli, rose, clematis, geraniacee, iris, arbusti e ciliegi da fiori, piante magiche…

Golosità e raffinati e veloci piatti si potranno gustare in un piccolo e curatissimo angolo ristoro all’ombra di piante secolari. In programma anche una serie di piacevoli iniziative collaterali, dalle Conversazioni en plein air su piante e fiori alla mostra di galline ornamenti. Saranno, inoltre, organizzate delle visite guidate per piccoli gruppi agli esterni dei due castelli (di Sopra e di Sotto) e alla chiesetta di Santa Maria in Vineis.
Favoriti dal microclima particolare delle zone delle risorgive e dal fatto che i proprietari dei castelli preservano la biodiversità del luogo, curano le aree verdi e non usano pesticidi, i giardini dei Castelli di Strassoldo sono ricchi di alberi, essenze, arbusti, piante e fiori e offrono un habitat ideale per una fauna variegata, che si nasconde timidamente quando è presente l’uomo. La lista di questi abitanti è lunga e comprende scoiattoli, ricci, ghiri, talpe, coccinelle, rane, lumache, formiche, topolini, lucertole, ramarri, api, vespe e, d’estate, lucciole, cavallette, libellule e pipistrelli, che volteggiano attorno ai lampioni a caccia di zanzare. Il fiume Taglio, che li circonda, ospita alghe e lenticchie di fiume, trote, temoli, cavedani, vaironi e, in alcune zone protette, anche gamberi d’acqua. Gli animali acquatici attirano diversi predatori e la vegetazione offre riparo a una grande varietà di uccelli, legati all’ecosistema fluviale, come cormorani, aironi, martin pescatori, germani reali, gallinelle d’acqua, falchi, passeri, gabbiani, tortore, rondini, cornacchie, merli, pettirossi, gazze, cinciallegre e storni. Nella campagna circostante e nel bosco del Castello di Strassoldo di Sotto ci sono anche caprioli, lepri, volpi, puzzole e faine che ogni tanto sconfinano, mettendo in pericolo le galline di casa, che vengono dunque protette con cura.

L’evento – che si terrà in tutta sicurezza nel rispetto delle normative anti-Covid – si svolgerà anche in caso di pioggia, dato che gran parte degli espositori saranno ospitati negli interni del Castello e quelli all’estero saranno protetti da grandi gazebo, come d’uso per queste iniziative di campagna.

Orari: Venerdì 8 aprile (ore 15 – 19)
Sabato 9 e domenica 10 aprile (ore 9-19)

Biglietti evento: Adulti: € 10. Bimbi 0-6 anni gratis. Ragazzi 6-12 anni: € 6.
Si consiglia di acquistare il biglietto dell’evento online, per evitare attese, cliccando sul seguente link (disponibile almeno 20 giorni prima dell’evento): https://www.vivaticket.com/it (Magici Intrecci Primaverili)

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it – FB e IG castelli di strassoldo e castellodistrassoldodisopra

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In copertina, il Castello di Sopra con il suo parco; all’interno, immagini della manifestazione primaverile e una veduta del complesso castellano di Strassoldo.

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

La cultura dei fiori da oggi a Monfalcone – Gentium Academia Florum Artis – Accademia delle arti dei fiori in collaborazione con l’Università della Terza età del Monfalconese ha organizzato “Lungo il Sentiero della Rosa”. La Cultura dei fiori dà infatti appuntamento per oggi nel Palazzetto Veneto di via Sant’Ambrogio, a Monfalcone, dove si terrà la prima delle quattro proposte. Questo pomeriggio, dunque, dalle 16.30 alle 18, nella sede Ute al piano terra, si tratterà il tema La storia del colore, lezione teorica-esperienziale. Lunedì prossimo, 11 aprile, dalle 15.30 alle 17, seguirà invece Il mistero dei fiori, lezione teorica- esperenziale; quindi da sabato 23 a lunedì 25 aprile, nel Duomo di Sant’Ambrogio, Arredo floreale dei luoghi sacri, mostra temporanea d’arte floreale. Infine, lunedì 25 aprile, alle 10.30, nella sala conferenze del secondo piano, incontro su Medioevo in fiore con la collaborazione dell’Accademia Jaufrè Rudel di studi medievali. A queste iniziative che beneficiano del contributo della Regione Friuli Venezia Giulia collabora, tra i vari enti e sodalizi sostenitori, anche il Club per l’Unesco di Udine.

Ucraina, lattiero-caseario in crisi Fvg«Il settore della zootecnia da latte è tra i più colpiti dall’incremento dei costi delle materie prime e dall’emergenza energetica in corso e la situazione sta subendo un ulteriore aggravio con la crisi derivante dal conflitto in atto in Ucraina. Perciò è indispensabile che tutti facciano la loro parte per salvare un comparto che altrimenti non potrà più riaprire: a tale fine convocherò a breve un tavolo regionale di confronto». È quanto rileva l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, ittiche e della Montagna, Stefano Zannier, in una lettera inviata a Federdistribuzione, Assolatte e Confindustria. «L’aumento dei costi dei fattori produttivi – sottolinea Zannier – implica, per la maggior parte degli allevamenti italiani di bovini da latte, un reale rischio di fallimento e si registrano già situazioni in cui gli allevatori si trovano costretti a ridurre progressivamente il numero di capi per sopperire agli eccessivi costi da affrontare. Risulta, pertanto, di vitale importanza che l’intera filiera agroalimentare prenda in considerazione le criticità in corso al fine di contrastare l’imminente rischio di un danno irreparabile per il comparto produttivo e per la filiera stessa che potrebbe trovarsi, a fronte della chiusura di molte realtà, nella condizione di non riuscire a garantire l’approvvigionamento del prodotto. Questo – rileva ancora l’esponente della Giunta Fedriga – considerando anche che il pagamento agli allevatori non dev’essere inferiore ai costi di produzione che l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) ha stimato, sulla base dati del 2021, essere pari a 46 centesimi/litro, con una imminente revisione al rialzo». Zannier ricorda che «un’importante realtà della trasformazione, tramite la propria organizzazione cooperativa, per rendere sostenibile la produzione, ha deciso di riconoscere ai soci allevatori un prezzo minimo di acquisto del latte di 48 centesimi/litro al quale aggiungere Iva e premio qualità: scelte di questo tipo, che si auspica possano essere emulate nel più breve tempo possibile anche da altri soggetti, servono appunto per fronteggiare i forti aumenti sostenuti dai produttori negli ultimi mesi e amplificati di recente dal conflitto russo-ucraino». Secondo l’assessore regionale, in questo contesto «l’adeguamento del prezzo del latte riconosciuto ai produttori da parte dei soggetti che si collocano subito dopo nella catena del valore del settore lattiero-caseario (primi acquirenti, grandi gruppi industriali e cooperativi, sistema della grande distribuzione), per un periodo adeguato a superare le tensioni sopra evidenziate, risulta essere concretamente una delle possibili soluzioni per supportare e garantire la sopravvivenza del sistema allevatoriale, a fronte – conclude Zannier – dell’importanza economica, sociale ed ambientale che l’intera rete zootecnica riveste nel territorio nazionale».

Agriest e l’attrazione enogastronomica – «Stiamo spingendo con forza affinché nella nostra regione il comparto enogastronomico, unito in maniera inscindibile con l’agricoltura, continui ad ampliarsi, per attrarre ancora più turisti e far crescere e conoscere le nostre aziende, con le loro eccellenze, non solo nel nostro Paese ma anche oltre confine». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, intervenuto all’incontro “Ricerca, cibo e farming, il futuro in tavola”, organizzato da Udine e Gorizia Fiere, nella sede della Fiera di Udine, a Martignacco, nell’ambito dell’evento “Road to Agriest 2023, incontro al futuro”. «I temi trattati nel ricco panel organizzato in vista d “Road to Agriest” sono quanto mai attuali e ringrazio per questo i promotori dell’evento e i partecipanti – ha detto Bini -. Quando parliamo di agricoltura parliamo anche di enogastronomia, e nella nostra regione il comparto rappresenta una fetta importante di prodotto interno lordo, strategicamente rilevante pure per l’elevato numero di persone occupate. Il momento, lo sappiamo tutti, è quanto mai difficile: stiamo attraversando la cosiddetta “tempesta perfetta” e stiamo pagando troppe “non scelte” fatte nei decenni passati sia per quanto riguarda il fabbisogno energetico sia per quello delle materie prime, compreso il settore alimentare – ha continuato l’assessore alle Attività produttive -. Stiamo assistendo a un aumento significativo anche del costo dei cereali, dei mangimi, con un incremento del prezzo che oscilla tra il 15 e il 20%. Sono aumenti insostenibili, non in grado di garantire margini operativi a chi opera nel settore. Siamo in una fase cruciale, insomma, complessa, delicata, che stavamo in realtà già vivendo prima di questo momento di speculazione, cui non giova la guerra in atto». «Abbiamo lanciato il brand “Io sono Friuli Venezia Giulia” che ha l’obiettivo di promuovere un’identità di luogo, in primis, e dei suoi prodotti e aziende. Lo stiamo spingendo molto, in questo particolare periodo, con una promozione mirata al mercato italiano: la mobilità internazionale, infatti, è ancora condizionata dalla pandemia e, più di recente, dal conflitto in Ucraina. Con questo marchio stiamo organizzando una serie di eventi capaci di caratterizzarci e soprattutto di caratterizzare le imprese del nostro territorio», ha aggiunto ancora Bini. «Abbiamo una storia importante, del resto, per la valorizzazione delle nostre eccellenze, come quella del vino – ha chiuso l’assessore regionale -. “La Strada del vino e dei sapori”, ad esempio, è cresciuta tantissimo in questi anni, facendo affluire un numero sempre crescente di imprese all’interno della propria organizzazione; una realtà che è riuscita a promuovere le nostre ricchezze, sia enologiche che gastronomiche, e ad attrarre nuovo turismo. Il Friuli Venezia Giulia, ne sono certo, è una regione che saprà cogliere tutte le migliori opportunità che si presenteranno da qui ai prossimi anni».

Sostegno all’aquacoltura in FvgLa Regione Friuli Venezia Giulia destinerà 1,454 milioni di euro per finanziare al 50 per cento gli investimenti produttivi destinati all’acquacoltura. Lo ha stabilito la giunta approvando un’apposita delibera su proposta dell’assessore alle Risorse ittiche, Stefano Zannier. Gli interventi dovranno essere destinati al rafforzamento della competitività e della redditività delle imprese, alla diversificazione delle specie allevate, all’ammodernamento e sicurezza degli impianti e alla riqualificazione dei processi produttivi. Le risorse potranno essere utilizzate inoltre per il miglioramento sia del benessere delle specie e le attrezzature per la protezione delle coltivazioni sia della qualità del prodotto, ma anche per il recupero di stagni e lagune ed infine per la diversificazione del reddito con altre attività complementari (investimenti per attività pedagogiche, di promozione del prodotto, per servizi ambientali). L’intensità dell’aiuto sarà pari al 50 per cento della spesa, con una soglia limite contributiva pari a 450 mila euro per singola domanda. Le richieste dovranno essere presentate esclusivamente via Pec sulla base dei modelli scaricabili dal sito internet della Regione entro il 9 maggio 2022. «Si tratta – spiega Zannier – di un bando sollecitato direttamente da diversi operatori del settore, la cui bozza è stata condivisa in via informale con i rappresentanti di categoria. Con questo intervento si prevede di proseguire l’innovazione delle imprese, stimolando gli investimenti in particolare per quanto riguarda l’ammodernamento degli impianti ittici al fine di mantenere e migliorare le condizioni del comparto in questo settore. In continuità con la modalità attivata con gli ultimi bandi – chiarisce ancora l’assessore regionale – per rendere più flessibile il percorso di approvazione, è stato previsto che i moduli per la presentazione della domanda di finanziamento e liquidazione previsti dal bando stesso, saranno pubblicati nel sito internet della Regione e verranno approvati con decreto del Direttore di Servizio. In tal modo eventuali interventi correttivi dei moduli, che dovessero rendersi necessari successivamente all’approvazione del bando, saranno più rapidi e tempestivi». «Attualmente le risorse nel piano finanziario del Feamp – aggiunge Zannier – non sono sufficienti ad emettere un bando per questa misura; pertanto, in attesa che venga accettata la recente richiesta di modifica del piano finanziario, si prevede di utilizzare le risorse previste dalla Legge regionale 24 del 2021. In questo modo le imprese potranno avviare gli investimenti già nel corso del 2022 conclude l’assessore – riducendo il rischio di non poter concludere i progetti entro il termine finale inderogabile previsto per settembre del 2023».

Vino, Ue semplifichi le vendite a distanza – La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti chiede che venga istituito nel 2022 un tavolo di lavoro a livello europeo affinché si crei uno sportello unico One-Shop Stop (Oss) in tutti gli Stati membri per l’assolvimento delle accise, anche per i produttori di vino. Attualmente, infatti, questa pratica vantaggiosa per le vendite online è consentita solo per certe categorie di prodotto, penalizzando il commercio dei beni soggetti ad accisa per cui non è prevista, tra cui appunto il vino. Fivi, su richiesta di Cevi – Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, ha pertanto scritto una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, chiedendo di promuovere l’istanza di semplificazione nelle vendite a distanza del vino davanti al Commissario della Dg Taxu Paolo Gentiloni, sottolineando le difficoltà attuali dei produttori. «Una semplificazione doverosa e inderogabile – afferma Lorenzo Cesconi, presidente di Fivi – in un momento in cui le relazioni e le vendite a distanza sono diventate la norma. Questi due anni di pandemia hanno modificato le nostre abitudini in tutti gli ambiti ed è necessario anche un adeguamento a livello normativo. È impensabile che, a causa delle differenze nelle procedure di vendita tra i diversi Stati membri, l’onere amministrativo e i costi a carico degli operatori siano elevatissimi e dissuadano i produttori a concludere le vendite. In questo modo vengono penalizzate soprattutto le realtà che si impegnano direttamente nel commercio dei propri prodotti. I Vignaioli Indipendenti si occupano infatti dell’intera filiera all’interno della propria azienda, partendo dalla coltivazione del vigneto, passando per la vinificazione, per arrivare alla vendita diretta della bottiglia». Quello che Cevi e Fivi stanno chiedendo a livello europeo è dunque la creazione dello sportello unico One-Shop Stop, già in vigore per alcune categorie di prodotti. Oltre ai vantaggi di una burocrazia più snella, la nuova normativa comporterebbe anche una riduzione al minimo delle frodi fiscali e maggiore trasparenza nella concorrenza tra i negozi online e quelli fisici. Tale regime rappresenterebbe inoltre un passo importante per rafforzare la libera commercializzazione delle merci e permetterebbe, sia ai produttori che ai consumatori europei, di trarre pieno vantaggio dalle opportunità del mercato interno.

Asolo Prosecco protagonista a VeronaNon solo nei padiglioni della fiera: per un’intera settimana, in occasione di Vinitaly, l’Asolo Prosecco si appresta a essere protagonista indiscusso in molti degli angoli più belli e più significativi della città di Giulietta e Romeo, come piazza dei Signori e la sua Loggia di Fra Giocondo, il Cortile Mercato Vecchio, le librerie cittadine, lo stesso municipio veronese. In tutto saranno 3 mila le bottiglie delle bollicine asolane che verranno stappate a Verona per Vinitaly e per il suo fuori salone Vinitaly and the City, ricchissimo di appuntamenti. «L’intera città di Verona – commenta Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio Asolo Prosecco – si tingerà d’oro, il colore dell’Asolo Prosecco. Le nostre bollicine saranno presenti in una decina di postazioni nel centro storico e in fiera, dove proporremo più di 100 etichette di 40 produttori». Si incomincia domani con il brindisi a base di Asolo Prosecco nel corso della conferenza stampa di presentazione di Vinitaly and the City, a palazzo Barbieri. Venerdì 8 aprile, alle 17, le magnum di Asolo Prosecco saranno di scena all’inaugurazione di Vinitaly and the City, alla Loggia di Fra Giocondo, a complemento della performance di danza Vin-Canto. Una storia d’arte a sorpresa. In contemporanea, aprirà l’area Asolo Prosecco, operativa a pieno ritmo fino a lunedì 11 su un intero lato del monumentale loggiato scaligero di Cortile Mercato Vecchio, adiacente a piazza delle Erbe e piazza dei Signori. Saranno 2.500 le bottiglie di Asolo Prosecco a disposizione dei quindicimila visitatori attesi. Un calice di bollicine asolane accompagnerà come official wine tutte le occasioni culturali della manifestazione, a cominciare dalle presentazioni di libri di grande successo in programma nella rassegna Parole Di-Vino, in collaborazione con laFeltrinelli. L’Asolo Prosecco sarà poi il vino dei brindisi che animeranno i concerti gratuiti organizzati da Vinitaly and the City sul palco del Cortile Mercato Vecchio, proprio di fronte all’area delle bollicine asolane: suoneranno artisti conosciutissimi, come Roy Paci, Morgan, Joe Bastianich e La Terza Classe. Numerosi gli eventi del Consorzio dell’Asolo Prosecco nei padiglioni fieristici di Vinitaly, dal 10 al 13 aprile.

Il Riesling renano del Monte Baldo – Sul versante veronese del Monte Baldo nasce un progetto enologico ambizioso, che porta dal 2003 la firma dell’azienda vitivinicola Roeno. Creare il Riesling renano della Terradeiforti, questa l’idea di Giuseppe Fugatti e Mirko Maccani, rispettivamente direttore di produzione ed enologo della cantina. Un vino frutto di studi approfonditi sul territorio, che si ispira al metodo tradizionale della Mosella. Una tecnica di vinificazione che strizza l’occhio al passato, guardando al presente e al futuro. Il processo prevede l’impiego di uva accuratamente selezionata e di mosto ossigenato: quest’ultimo permette di attenuare sin da subito le sostanze che in fase di invecchiamento subirebbero variazioni negative legate all’ossidazione, regalando vini più puliti e freschi. Da qui il Riesling segue il suo percorso naturale attraverso una fermentazione svolta a 18-21°C, temperatura abbastanza elevata rispetto alle tecniche di cantina utilizzate oggi. Tutto inizia a un’altitudine che varia dai 200 ai 600 metri slm, qui il Riesling renano apprezza la buona esposizione ai raggi solari e le escursioni termiche tra notte e giorno, caratteristiche geo-climatiche capaci di unire la sapidità, la freschezza e l’acidità del vitigno, con il calore, il volume e la struttura di un terroir unico come quello della Valdadige. Prima di procedere alla piantumazione delle barbatelle, Roeno ha preferito interpellare l’Istituto di Viticoltura ed Enologia Geisenheim e, valutando l’influenza “mediterranea” della zona considerata, l’azienda ha selezionato un terreno ghiaioso e argilloso, ideale per esprimere le tipiche peculiarità nordiche del Riesling. Una volta trovata l’area, Giuseppe Fugatti e Mirko Maccani hanno provveduto alla scelta dei cloni e dei portainnesti più adatti a una vendemmia tardiva, a un’altitudine medio-alta e a un impianto guyot ad arco singolo, con densità di oltre 5500 piante per ettaro. Anni di studio e di duro lavoro che nel 2009 si concretizzano in un Riesling renano di altissimo pregio: una prima annata che porta ottimi risultati dando vita al Riesling renano Preacipuus. La massima espressione di questo vitigno straordinario, tuttavia, arriva nel 2010 con il Riesling Renano Collezione di Famiglia. La scelta del nome descrive la passione e la dedizione dedicate da Roeno e dalla Famiglia Fugati al progetto: per la creazione di questo grande vino si selezionano solo le migliori partite in modo da celebrare tutte le potenzialità di un’uva complessa e affascinante. «Per garantire uve di primissima qualità al nostro Collezione di Famiglia – spiega Giuseppe Fugatti – dall’anno scorso abbiamo implementato in cantina una selezionatrice ottica, un macchinario che dopo la fase di diraspatura seleziona i singoli acini e ne valuta la forma, l’aspetto sano e il grado di maturazione. Questo permette la scelta di chicchi senza difetti, perfetti per la produzione di un vino di carattere». La qualità delle uve, la produzione di quantità ridotte e il prolungato affinamento – prima in grandi botti di legno per 18 mesi e poi in bottiglia per 36 mesi – impreziosiscono e danno importanza a un vino dall’indiscussa eccellenza. Riesling Renano Collezione di Famiglia si rivela un bianco da invecchiamento, con note minerali che ricordano pietra focaia, grafite e idrocarburi, per poi aprirsi a sentori di pompelmo, lime e frutta tropicale. Un vino dal gusto pieno, con accenti morbidi, esaltato da una fresca e ricca sapidità che rende gradevole ed equilibrato ogni sorso.

Il Pinot noir del Castello di Cigognola Il progetto enologico della famiglia Moratti, al Castello di Cigognola in Oltrepò Pavese, presenta Pinot Noir, annata 2020, prima espressione ferma e vinificata in rosso del vitigno, nata dalla collaborazione con l’enologo e consulente Federico Staderini. Il nuovo vino è un’interpretazione inedita ed esplorativa della varietà di origine francese che nel 45° parallelo ha trovato una terra d’elezione. «In quest’area vi sono tracce esigue ma ancora forti e visibili di una viticoltura del passato che lega l’antico Oltrepò al Piemonte – spiega Federico Staderini –. Un tempo in cui i filari venivano piantati seguendo le curve di livello dei pendii, non secondo una disposizione ortogonale rispetto ad essi. Tempo in cui si producevano vini “tranquilli”, senza bolle. Il Nebbiolo, la Barbera e il Pinot nero sono i testimoni di un sentiero pieno di rovi ma ancora percorribile per tenere viva una produzione più antica rispetto a quella del Metodo Classico». A caratterizzare Pinot noir è anche il tipo di approccio produttivo adottato, che contraddistingue Castello di Cigognola e Bentu Luna, il più recente progetto enologico avviato in Sardegna: si tratta di una visione umanistica, che regola il rapporto tra l’essere umano e la natura, interpretata secondo scienza, creatività e rispetto. Ne scaturisce una viticoltura che richiede grande manualità – quasi tutti i procedimenti, compresa la diraspatura, vengono eseguiti a mano –, attenzione al più piccolo dettaglio ed estrema cura nelle procedure svolte in vigna e in cantina. «Alla linea di spumanti Metodo Classico da uve Pinot nero, che restano il simbolo della maison Moratti, abbiamo scelto di affiancare una versione ferma che arricchisce il nostro alfabeto enologico – spiega l’Ad Gian Matteo Baldi –. Ci siamo rivolti a Federico Staderini, in virtù dell’esperienza maturata in oltre trent’anni di produzione di Pinot nero in Toscana, confermando il modus operandi di Castello di Cigognola, per cui giovani professionisti collaborano con consulenti esterni di caratura internazionale». Il Pinot Noir nasce da cinque ettari di vigneto esposti a nord-ovest, distribuiti su colline serrate con pendenze molto decise. Le viti fruttano meno di un chilo di uve per pianta, vendemmiate esclusivamente a mano. Si esegue senza l’ausilio di macchinari anche la schiccolatura, che preserva l’integrità dei chicchi. All’approssimarsi della svinatura la pigiatura per mezzo dei piedi consente di rompere progressivamente gli acini ancora interi. La fermentazione, affidata ai lieviti spontanei, si accompagna a diversi giorni di blanda follatura, per dare lentezza e gradualità al rifornimento dei lieviti. Le uve più mature, inoltre, fermentano a grappolo intero in presenza del raspo, così da conferire nerbo e postura al vino. Segue quindi la sosta in tonneaux da 500 litri e in tini di cemento da 10 litri, per un affinamento di circa 12 mesi. Il Pinot Noir di Castello di Cigognola, la cui veste grafica verrà svelata durante la 54ma edizione di Vinitaly, sarà disponibile in tiratura limitata a partire dalla primavera 2022, nei migliori ristoranti ed enoteche e nel punto vendita aziendale.

 

Matteo Lovo viticolore a Ramandolo eletto nuovo leader di Assoenologi Fvg

di Giuseppe Longo

E ora in Assoenologi Fvg largo ai giovani. Ha infatti 36 anni e da otto è amministratore di una fra le più rinomate aziende del Ramandolo Docg, a Nimis. È il rivignanese Matteo Lovo, nuovo presidente della Sezione Friuli Venezia Giulia dei tecnici della vite e del vino che l’altro pomeriggio si sono riuniti alla Cabert di Bertiolo per la loro assemblea elettiva, primo grande adempimento dopo il riuscitissimo Congresso nazionale sul quale si sono appena spente le luci alla Fiera Verona, che si appresta a riaccenderle fra pochi giorni sul Vinitaly.

Il nuovo consiglio direttivo Fvg.

Matteo Lovo, diplomato enotecnico all’Istituto agrario di Cividale e laureato in tecnologie alimentari all’Università di Udine, nell’ultimo triennio era vicepresidente oltre che responsabile delle degustazioni ufficiali. Succede a Rodolfo Rizzi che ha guidato con lungimiranza Assoenologi Fvg negli ultimi quindici anni: la presidenza più longeva nella storia della sezione nostrana, fondata nel lontano 1974 in concomitanza con il primo Congresso nazionale organizzato in Friuli.
Giovanissima anche Chiara Peresani, che subentra nel ruolo di consigliere nazionale a Daniele Calzavara. Questo, comunque, l’organigramma del Comitato di Sezione 2022-2024: collaboreranno con Matteo Lovo i vicepresidenti Egon Vazzoler (che sarà anche segretario) e Robert Fiegl, la citata Chiara Peresani che ha lasciato il posto in Assoenologi Giovani ad Antonio Di Lenardo, e i consiglieri Roberto Marcolini, Luca Belluzzo, Enrico De Candido, Sergio Schinella, Andrea Braida, Michele Bonelli, Ivan Molaro e Gino Vendrame.

Rizzi con Cotarella a Verona.


Ampia e articolata la relazione che Rodolfo Rizzi ha presentato, prima delle operazioni di voto, a coronamento della sua lunga gestione, che si è conclusa proprio con il recente Congresso di Verona. «Oggi, l’Assoenologi del Friuli-Venezia Giulia – ha detto, tra l’altro – ha raggiunto un alto livello di credibilità, sia in regione che in sede nazionale. Questo è frutto del lavoro fatto, soprattutto in questi ultimi 15 anni, da un gruppo affiatato e competente. La nostra organizzazione di categoria, che in regione conta oltre 260 tra enologi e enotecnici, impegnati professionalmente nei diversi settori del comparto vitivinicolo, sta sempre più assumendo il ruolo che le spetta grazie a professionalità e competenza. I numerosi corsi di aggiornamento, che abbiamo organizzato in questi anni, ci hanno permesso di affrontare al meglio la crescita qualitativa della nostra enologia».
«Un ringraziamento particolare – ha aggiunto il leader uscente – lo voglio estendere al presidente nazionale Riccardo Cotarella, un amico che ha visto, nella mia gestione, coadiuvato dal consigliere nazionale Daniele Calzavara, una Sezione propositiva e aperta ai vari cambiamenti che stavano interessando la nostra professione. Questo ambìto riconoscimento ci ha permesso di organizzare, nel 2018, un memorabile Congresso a Trieste che resterà impresso nella storia di Assoenologi, sia per la fantastica organizzazione che per la straordinaria degustazione all’interno della Stazione Marittima (Jermann e Livio Felluga). Il successo che ci siamo meritati, in questi anni, è stato anche grazie alla rappresentatività territoriale in seno al Comitato di Assoenologi. Colleghi molto eterogenei, provenienti da diverse realtà produttive, ci hanno dato la possibilità di avere quella credibilità utile per un dialogo a tutto tondo con le diverse istituzioni. Un particolare ringraziamento – ha concluso Rizzi – lo voglio estendere a tutte le “aziende sponsor” di Assoenologi che cercano, nel nostro Comitato, quei punti di forza e di certezza al fine di concretizzare al meglio la loro collaborazione. Oggi, dunque, lascio con gioia una Sezione molto attiva, ad un gruppo di colleghi motivati, e sono convinto che sapranno fare molto meglio di quanto abbia fatto io grazie alle competenze che hanno appreso in questi anni. Buon lavoro al nuovo Comitato di Sezione e Viva Assoenologi».

Due immagini dei lavori.

Ma torniamo al nuovo presidente regionale. Nato a Udine il 9 novembre 1985, sposato, una bimba di diciotto mesi, ha ottenuto, come si diceva, il diploma di enotecnico a Cividale, seguito dalla laurea in tecnologie alimentari a Udine. Nonostante la giovane età, ha ben venti vendemmie alle spalle e le esperienze più significative sono state: «Tre anni a Ramandolo – racconta – come cantiniere presso Dario Coos srl, durante gli studi universitari, al fianco di Andrea Pittana, noto agronomo friulano; tre anni come cantiniere in Jermann, al fianco di Angelo Jermann nella cantina di Ruttars; all’azienda Pighin di Risano al fianco dell’allora direttore di produzione Paolo Valdesolo, dove per quattro anni sono stato responsabile dell’imbottigliamento. Attualmente, e da otto anni, sono amministratore ed enologo della citata Dario Coos srl di Ramandolo. Da sempre iscritto in Assoenologi, da dodici anni faccio parte del direttivo Fvg. Gli ultimi nove anni ho ricoperto la carica di responsabile delle degustazioni, e l’ultimo triennio anche quella di vicepresidente. Inoltre, sono anche rappresentante della zona Ramandolo in seno al direttivo del Consorzio dei Colli orientali del Friuli e Ramandolo».
Una squadra tutta nuova, molto giovane, competente e ben motivata, dunque, per una nuova stagione del Vigneto Fvg, chiamato a un rinnovato slancio per imporsi in un momento fra i più delicati, alla fine della lunga emergenza sanitaria e fra i timori che un conflitto, purtroppo, non lontano da qui possa non concludersi in tempi brevi. Speriamo bene, nel frattempo tanti auguri Assoenologi Fvg!

Infine brindisi con Rizzi e Calzavara.

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In copertina, Matteo Lovo, 36 anni, nuovo presidente di Assoenologi Fvg.

(Foto assemblea di Claudio Fabbro)

 

Lo Schioppettino di Prepotto a Verona: orgoglio del sindaco per i suoi produttori

(g.l.) È stato lo Schioppettino di Prepotto, grande autoctono friulano (varietà Ribolla nera), a rappresentare il Vigneto Fvg nella degustazione, con 15 “perle” arrivate dai territori più vocati d’Italia, che ha concluso il 75° Congresso nazionale Assoenologi alla Fiera di Verona. L’ha presentato, come è noto, l’azienda Ronc Soreli che in riva al torrente Judrio alleva il pregiato vitigno: un vino di ben undici anni, trattandosi dello Schioppettino Riserva 2011.
Entusiasta di questo successo paesano Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto, per la quale «questo è un riconoscimento al grande lavoro svolto da tutti i vignaioli riuniti nell’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto. Mi congratulo ovviamente con l’azienda Ronc Soreli per il prestigioso riconoscimento, ma anche con tutti i suoi colleghi impegnati nella valorizzazione dei loro meravigliosi vini. Auguro loro un brillante periodo di rinascita, dopo i due anni di pandemia che hanno causato non pochi problemi a ognuno di noi, traendo la forza per ripartire con ottimi risultati anche da questa qualificata scelta».
«Sono grata – conclude Mariaclara Forti – a Rodolfo Rizzi per aver individuato nel vino autoctono di Prepotto quello emergente e meritevole di una visibilità in ambito nazionale». Ed è stato proprio Rizzi, presidente fino all’altro ieri di Assoenologi Fvg, a illustrare le caratteristiche di questo prezioso Schioppettino alla folta platea di esperti degustatori durante una seduta presentata dal giornalista Gigi Brozzoni.
Insomma, un riconoscimento importante a un grande vino della nostra regione, in particolare dei Colli orientali del Friuli che in questi terreni bagnati dal Judrio ha trovato il suo ambiente d’elezione. Uno stimolo, come ha detto il sindaco, per ripartire con energia puntando a nuovi successi. Prepotto ne ha già ottenuti parecchi, ma altri sicuramente arriveranno.

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In copertina, Rodolfo Rizzi mentre presenta a Verona il Ronc Soreli 2011; all’interno, il sindaco Mariaclara Forti festeggiata dalle Donne del vino sul Ponte dello Schioppettino e la prestigiosa etichetta nella scheda Assoenologi.

A Gorizia domani riapre Giardino Viatori un’area botanica di rara bellezza

Con l’arrivo della primavera, riapre la stagione delle visite al pubblico del Giardino Viatori. Quest’anno la splendida area botanica di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia sarà visitabile ogni sabato, domenica e festivi a partire da domani 3 aprile, sempre su prenotazione e nell’ambito di specifiche visite guidate organizzate ogni mezz’ora dalla cooperativa Monte San Pantaleone, dal mattino alle 10 fino alle 17, orario di partenza dell’ultimo tour. Le visite proposte interesseranno sia il Giardino sia la “casa Viatori”, che con il riallestimento dello scorso anno è diventata il nuovo “CariGO Green Point”, dal nome del progetto pluriennale ad alta sostenibilità e innovazione tecnologica per la valorizzazione e la promozione del territorio isontino CariGO Green, realizzato dalla Fondazione con il contributo di Intesa Sanpaolo.

Giardino Viatori è custode di un patrimonio botanico di rara bellezza e preziosità: si compone di centinaia di rododendri e azalee, collezioni di lillà, ortensie, spiree, viburni, osmanti, peonie, rose rampicanti, ciliegi e meli da fiore, magnolie a fioritura primaverile, oltre a piante erbacee perenni e bulbose che completano le aiuole, formando macchie dai colori vivaci e contrastanti. E ancora cuscini fioriti di phlox e iberis, e poi iris, peonie, hemerocallis, hosta, salvie, papaveri, agapanthus, astri, gladioli, gigli, dalie e ciclamini. Il percorso esterno è arricchito da una serie di esperienze interattive attivabili inquadrando con lo smartphone i qrcode presenti lungo l’itinerario, che consentono di accedere ad approfondimenti sulle piante e il loro significato.


Quest’anno, le esperienze sono state implementate con 5 nuove narrazioni: all’attivazione di ogni contenuto, che avverrà in prossimità della specie arborea, si aprirà un video realizzato ad hoc e la specifica scheda botanica. La Casa Viatori, “CariGO Green Point”, è il luogo di approfondimento dell’intera area botanica così come di tutto il progetto della Fondazione. Un luogo dal forte impatto multimediale dove vengono svelati, attraverso diverse proposte esperienziali, la storia del Giardino, le varietà botaniche che ospita e tutti gli interventi di “CariGO Green” realizzati tra il Collio e la Valle dell’Isonzo: un nuovo modo di vivere il paesaggio mediante connessioni lente e in chiave sostenibile, con un approccio immersivo, emozionale e interattivo. Per la sua posizione, il Giardino Viatori si configura, infatti, come un’enorme “terrazza” verde affacciata sull’Isonzo e sul vicino Collio, territori che grazie ai progetti “Collio XR” e “Isonzo XR”, e per mezzo delle omonime app mobile, possono essere esplorati attraverso un viaggio narrativo basato sull’ascolto audio immersivo e lo storytelling georeferenziato che ciascuno può vivere dal proprio smartphone. Attraverso mappe interattive, estensione digitale del paesaggio, contenuti in realtà virtuale e realtà aumentata, si apre al visitatore un’avventura davvero unica nel cuore della natura, della storia e delle leggende legate a questi territori.

Il Giardino è tuttora al centro del prosieguo di un’approfondita opera di valorizzazione e ristrutturazione. Gli interventi sono mirati ad ampliare la collezione botanica e a migliorare la fruibilità di questo luogo di rara bellezza. Un’altra novità sarà la presenza di un video proiettato all’interno della Casa Viatori che illustrerà il master plan dei lavori edilizi e botanici che si stanno realizzando al Giardino.

Per informazioni e prenotazioni: montesanpantaleone@gmail.com
Infoline: 388.1214369
Su richiesta si organizzano visite infrasettimanali per gruppi di almeno 15 persone
Info stampa: ufficiostampa@volpesain.com

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In copertina e all’interno alcune splendide immagini delle fioriture al Giardino Viatori di Gorizia colte dall’obiettivo di Luigi Vitale.

Alla scoperta dei boschi di Muzzana, ciò che resta della foresta planiziale

di Silvio Bini

Saranno diecimila passi di salute per chi, domani 3 aprile, a Muzzana del Turgnano, vorrà partecipare a “Percorsi Lupanica”, un “viaggio” attraverso i boschi planiziali, che un tempo ricoprivano l’intera pianura friulana, compresa tra i fiumi Livenza ed Isonzo. La camminata amatoriale non competitiva, organizzata dalla Pro Loco Muzzana Aps rientra nel progetto regionale “Fvg in movimento” ed è patrocinata dal Comune di Muzzana del Turgnano e da Federsanità Anci Fvg. E’ una occasione quindi di unire la visita ad una grande bellezza della Riviera friulana ad una sana attività fisica, scegliendo peraltro su due percorsi: uno di cinque chilometri che si percorreranno in un’ora circa e uno di 9, percorribili in circa due ore. Il ritrovo e le iscrizioni saranno dalle ore 9.30, mentre la partenza avverrà alle 10. Info Nicola 328.8136995, dopo le 18.

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In copertina e qui sopra due immagini, in inverno e in estate, del bosco di Muzzana.

Assoenologi Fvg al rinnovo di Bertiolo: Rizzi oggi presenta un bilancio di 15 anni

(g.l.) Primo aprile, mancano ormai dieci giorni a quell’appuntamento strategico che è il Vinitaly, il cui ritorno, tanto atteso, avverrà in grande stile alla Fiera di Verona che, come è noto, ha appena ospitato il 75° Congresso nazionale di Assoenologi. E ora, proprio nell’imminenza dell’importante rassegna che li vedrà protagonisti – perché sono proprio loro, assieme a produttori sempre più preparati, gli artefici della qualità dei nostri vini -, gli enologi ritagliano un po’ di tempo, tra gli impegni di cantina, anche per gli adempimenti statutari. Così, questo pomeriggio, con inizio alle 17, alla Cabert di Bertiolo – località del Medio Friuli nella quale si concluderà, in questo fine settimana, la famosa Festa del vino, ritornata finalmente ai suoi antichi splendori -, si riunirà l’assemblea della sezione Fvg. All’ordine del giorno la prolusione del presidente uscente, Rodolfo Rizzi, che guida la delegazione regionale da quindici anni; la relazione del presidente nazionale Assoenologi, Riccardo Cotarella, o di un suo delegato, e l’elezione del Comitato di Sezione. Poi, alle 18, seguirà l’assemblea separata con la nomina, tra l’altro, dei componenti il consiglio di amministrazione triennio 2022/2024.
Un insieme di adempimenti formali, preludio all’assemblea generale dei soci Assoenologi, già convocata per martedì 12 aprile – proprio durante il Vinitaly – alla Fiera di Verona. In quell’occasione, si provvederà alla nomina dei componenti il consiglio di amministrazione nazionale per il prossimo triennio.
Assume, dunque, particolare importanza l’incontro odierno a Bertiolo, nel corso del quale Rodolfo Rizzi farà un bilancio dell’ultimo mandato, ma con un occhio rivolto anche al lungo periodo che lo ha visto alla guida della rappresentanza regionale di Assoenologi. «In questi 15 anni – aveva ricordato durante un recente incontro dei tecnici della vite e del vino a Strassoldo – il rinnovamento del Comitato di Sezione Aei-Fvg è avvenuto nel segno della continuità, con un’accelerazione il cui merito va anche riconosciuto all’impegno di giovani di riconosciuta creatività ed entusiasmo, oltre a professionalità ed aggiornamento informatico. Diversi sono gli enologi ed enotecnici attivi in seno ad Organizzazioni di categoria, Associazioni ed Enti vari, con reciproco apprezzamento come è stato confermato anche a Sesto al Reghena il 22 gennaio scorso all’Assemblea delle “Città del Vino“ del Friuli Venezia Giulia. Ciliegina sulla torta è stato il successo del Congresso nazionale Aeei a Trieste (luglio 2018) che, come ha confermato il presidente nazionale Riccardo Cotarella al Congresso 2019 di Matera, grazie anche all’impegno dei giovani del Comitato, ha contribuito non poco all’immagine del “Vigneto Friuli”». E una ulteriore conferma è venuta anche dal Congresso che, come detto, si è appena concluso a Verona. Matera e Trieste sono state infatti le sedi di due mitici eventi congressuali, prima che pure sul settore vitivinicolo si abbattesse il ciclone pandemico. Che ora, per fortuna, pare si stia finalmente ritirando, visto che ieri si è conclusa l’emergenza sanitaria e che da oggi si ammorbidiscono anche le prescrizioni anti-contagio. Un cambio di rotta che farà sicuramente bene anche al Vigneto Fvg, sperando però che si spengano quanto prima i lampi di guerra che arrivano anche qui dalla non lontana Ucraina.

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In copertina, Rodolfo Rizzi con il presidente nazionale Riccardo Cotarella al recente Congresso Assoenologi di Verona.

Vini, formaggi e prosciutto del Carso protagonisti al Castello di Duino

Terrano, Vitovska e Malvasia, i tre vini portabandiera del Carso, assieme ai tipici formaggi e al prosciutto crudo dell’Altopiano sferzato dalla bora, saranno i grandi protagonisti domani e domenica di “Primavera al Castello”, a Duino, un maniero meraviglia tra natura e storia, arroccato su uno sperone di roccia carsica a picco sul mare, con una splendida vista sul Golfo di Trieste, che ha ispirato poeti e artisti. Proprio questo luogo magnifico, che ha recentemente fatto da cornice alla ufficializzazione di “Duino Aurisina Città italiana del vino”, accoglierà l’evento che dà il via alla stagione turistica: un vero peccato che, dopo tante splendide giornate, il bel tempo non sia proprio alleato, anche se domenica dovrebbe migliorare come anticipa Osmer Fvg.

“Primavera al Castello”, dunque. L’iniziativa, giunta alla XIII edizione di quella che è stata una felice intuizione per vivere la bellezza di un luogo che non ha uguali, è promossa dal Gruppo culturale e sportivo Ajser 2000 in sinergia con molte associazioni del territorio, che si sono unite per realizzare un’offerta turistica di prestigio. I diversi appuntamenti – ha anticipato, durante la presentazione dell’evento, l’organizzatrice Lucia Lalovich Toscano – sono rivolti a un pubblico variegato: oltre all’ex tempore che è diventata il centro di tutte le iniziative che fanno da cornice alla manifestazione, i visitatori e i turisti, potranno trovare, negli angoli più suggestivi, diversi incontri d’arte, mostre a cielo aperto, poesia, appunto offerta enogastronomica, laboratori e letture per bambini. Raggiante anche il presidente del sodalizio Andrea Spadaro, per il fatto di «poter riproporre una delle nostre principali manifestazioni».
La splendida location del Castello di Duino ospiterà in contemporanea la manifestazione “Bollicine Vini e Formaggi”, promossa dall’Associazione Triestebay. La manifestazione, alla sua prima edizione, ideato dalla vulcanica Linda Simeone assieme a Roberto Filipaz e Gianfranco Burni, è tra gli eventi protagonisti di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022, che come detto ha visto proprio al Castello di Duino la sua presentazione ufficiale.


Dopo Bertiolo, con la tradizionale Festa del Vino che si conclude proprio in questo weekend, quello di domani e domenica è dunque il primo degli eventi che si terranno sul territorio comunale di Duino Aurisina. «Nel Progetto generale di Città Italiana del Vino – ha commentato il vicesindaco ed assessore al Turismo, Massimo Romita – abbiamo voluto inserire eventi nuovi ed accattivanti come “Bollicine, Vini e Formaggi” accanto a tradizionali appuntamenti come “Teranum” che si terrà a Portopiccolo il 23 aprile e “Mare Vitovska in Morje” in programma a luglio sempre al Castello di Duino». «“Primavera al Castello” rappresenta il principale evento turistico e culturale della primavera a Duino Aurisina. Un plauso aall’Ajser 2000 e alle Associazioni che, con la loro importante attività, hanno voluto proporre iniziative per tutte le età», ha aggiunto il sindaco Daniela Pallotta, presente anche la consigliere delegata Annalisa D’Errico.

Protagonisti della manifestazione castellana saranno l’Unione Regionale Economica Slovena Ures-Sdgz con la promozione dei Sapori del Carso, le Aziende agricole Kmetja Franc Fabec di Malchina con il Crudo Carsolino, Pernarcich di Visogliano con il formaggio del Carso, Bruno Leghissa di Ceroglie con prodotti a base di miele e lavanda, Bajta di Sgonico, Fior Rosso di Aquilinia, il Caseificio di Pasquo, Eppinger dolci con l’acqua di mare di Aurisina, i dolcetti di cioccolato con la santoreggia, lo stand dei vini del Carso promosso in collaborazione con il Lions Club, ma non mancheranno i vini austriaci e croati promossi attraverso l’Ambasciata. Media partner dell’evento la rivista enogastronomica q.b.quantobasta.

L’evento è promosso dal Gruppo Culturale e Sportivo Ajser 2000 con il patrocinio del Comune di Duino Aurisina Assessorati al turismo e alla cultura con la collaborazione del Castello di Duino, con la partecipazione e collaborazione di Trieste Bay Le Vie delle Foto Bocciofila Duinese Lions Club Duino Aurisina Unitre Duino Aurisina Teatro Armonia Ass. Amici del Caffè Ass. Genitori Rilke Proloco Mitreo Lambretta Club Gruppo Ermada VF Nati per Leggere Ass. PerCarso Gruppo Speleologico Flondar.

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In copertina, un vecchio vigneto tra le pietraie del Carso e all’interno alcune belle immagini del Castello di Duino, oltre a quella della presentazione mentre parla l’assessore Romita.