A Tramonti di Sopra è conto alla rovescia per la Pitina e il Mercato della Terra

Conto alla rovescia a Tramonti di Sopra  per la festa in onore della Pitina Igp, primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia, la polpetta di carne affumicata e speziata (ovina, caprina o originariamente di camoscio e capriolo), nata per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone tradizionalmente povere. Come già annunciato, appuntamento sabato 12 e domenica 13 novembre nel capoluogo della Val Tramontina che si trasformerà nel Mercato della Terra (coperto), una mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche, a partire dalla pitina e dagli altri presìdi Slowfood regionali e nazionali, fino ad oltre 40 produttori presenti che arrivano dal resto dell’Italia e anche da oltre confine.

La Pitina Igp.


Nella grande cucina della festa (sempre coperta e riscaldata), dieci cuochi dell’Alleanza di Slowfood del territorio, d’Italia e d’Europa si riuniranno per esaltare la Pitina (e non solo) attraverso piatti inediti e accostamenti inusuali: Lena Flaten, cuoca dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi di Flammans Skafferi (Storlien – Svezia), Cristian Borchi, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi del Ristorante “Locanda Antica Porta di Levante” (Firenze, Toscana) , Bernd Ratjen, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi di Zur Erholung Uetersen (Amburgo, Germania), Franco Santoli, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi del Ristorante al Bassotto Hotel Santoli (Bologna, Emilia Romagna), Oskar Messner, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi di Pitzock, Essen & Trinken (Bolzano, Trentino Alto Adige), Stefano Basello, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi de Il Fogolar 1905 – Ristorante 1905 (Udine, Italia), Davide Larise, cuoco di Cucina Naturale – chef, consulente e formatore per ristoranti di cucina naturale, Federico Mariutti, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi dell’Osteria Turlonia (Pordenone, Italia), Riccardo Gasparini, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi del Rifugio Vallata (Pordenone, Italia) e infine Manuel Marchetti, cuoco della Trattoria3Corone (Pordenone, Italia).
Durante i due giorni di festa, ci saranno degustazioni, incontri, presentazioni e speciali laboratori dedicati ai bambini. Sul sito www.festadellapitina.com è possibile consultare il programma completo delle due giornate e prenotarsi agli eventi. L’evento è organizzato dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food con Proloco e Comune di Tramonti di Sopra e Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione FVG, Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Ascom e Fipe di Pordenone, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis e con il Patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale Dolomiti friulane.
Rilanciata nel 2017 dalla Condotta Slow Food del Pordenonese, la festa della pitina era nata nel 1970 su idea della Pro Loco che voleva salvaguardare il prodotto tipico e locale: dopo l’edizione 2020, tutta in versione live sui social, e dopo lo stop forzato a causa Covid, la festa ritorna con la sua formula originaria di mostra mercato per far conoscere la pitina, le produzioni locali e internazionali e anche il territorio della Val Tramontina, solcata dal Meduna e caratterizzata da bellissimi paesaggi e sentieri e dal lago di Redona da cui affiorano i suggestivi ruderi di una antico borgo.

www.festadellapitina.com

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In copertina, una bella immagine di Tramonti di Sopra che ospiterà la Festa della Pitina e il Mercato della Terra.

Festa del formaggio, anticipo a Gemona con una mostra sulle latterie turnarie

«L’antico mondo delle latterie turnarie, massima espressione dello spirito comunitario e solidaristico delle nostre Alpi e con esse della nostra montagna, testimonia di una realtà che non si è mai davvero completamente perduta perché affonda le radici non solo nelle tradizioni, ma nello spirito e nell’animo stesso di un popolo». È il commento che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha rilasciato a margine dell’inaugurazione della mostra fotografica “Lat cence confins – Il modello turnario nell’arco alpino”, aperta da ieri a Palazzo Elti di Gemona.
«Le fotografie compongono un progetto del gemonese Graziano Soravito che restituisce con la sua opera quel senso mutualustico che, seppure cambiato nelle forme esterne e nella modalità pratica quotidiana, è rimasto intatto anche tra i cittadini di Gemona, dei paesi pedemontani, delle valli del Collinare e nelle Comunità montane. Ne è un esempio l’antica latteria turnaria di Gemona che tuttora opera e testimonia l’opportunità economico-commerciale ancora viva in questo modello», ha evidenziato ancora Barbara Zilli aggiungendo il suo personale ringraziamento all’Ecomuseo delle Acque del Gemonese che ha promosso questa esposizione, realizzata anche con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
L’esposizione fotografica è un’anteprima tra gli eventi che animeranno la 21ma edizione della Festa del formaggio che si aprirà venerdì prossimo a Gemona.

A Trieste anche il Museo del Caffè tra il Commercio in vetrina al Porto Vecchio

Dopo la piena riuscita della cerimonia di gemellaggio fra l’associazione Museo del Caffè di Trieste e il grande Museu do Cafe di Santos (Brasile), avvenuta nella sede della Camera di Commercio della Venezia Giulia, alla vigilia della kermesse del Triestespresso Expo – con un’ampia partecipazione di pubblico, la presenza di rappresentanti diplomatici brasiliani di Roma e Milano e il significativo intervento del vicesindaco Serena Tonel che, assieme all’assessore Michele Lobianco, ha manifestato la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione municipale alle iniziative del sodalizio -, un ulteriore motivo di soddisfazione per i vertici dell’associazione triestina è rappresentato dalle parole pronunciate, l’indomani, dall’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi.

Il gemellaggio Trieste-Brasile.


L’amministratore comunale infatti, proprio di fronte alla vasta e qualificata platea presente all’inaugurazione dell’Expo caffeicolo in Porto Vecchio, ha espressamente dichiarato l’intendimento del Comune di collocare, nell’area “culturale” dell’antico scalo in fase di progressivo recupero e riuso, accanto ad altre sedi museali, anche il Museo Commerciale della Città, riservando in tale ambito pure uno spazio specifico “dedicato” al Museo del Caffè che così non avrebbe sede più adatta, visto il ruolo che il Porto ha avuto storicamente nella importazione e commercializzazione del chicco ancora verde, da tostare e quindi mettere in vendita.
«Si apre in tal modo la via – ha osservato in proposito il presidente dell’Amdc, Gianni Pistrini, con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato – per la realizzazione, finalmente, del principale fine sociale della nostra associazione, ovvero la costituzione “fisica” di un luogo di esposizione di preziosi reperti e testimonianze della grande storia emporiale della nostra città, particolarmente e da secoli legata al caffè. Un luogo che possa essere anche sede di incontri e di scambi culturali, ancorché capace per il fascino dei suoi contenuti di diventare anche un “grande attrattore” di turisti e studiosi da ogni luogo. Auspichiamo – hanno concluso Pistrini e Simonato – che il Triestespresso Expo 2022 che va a concludersi possa essere in tal senso anche un ottimo “viatico” per l’atteso Museo dedicato al prezioso chicco e alle sue mille storie e motivi di interesse».

Il presidente Gianni Pistrini.

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In copertina, il cartello stradale che sottolinea il grande ruolo che storicamente Trieste ha nel commercio del caffè.

La Delizia, le bollicine del Prosecco Doc sulle strade della Mytho Marathon

L’energia delle bollicine de La Delizia Viticoltori Friulani sulle strade della Mytho Marathon: l’edizione 2022 della maratona a staffetta (con frazioni di 10, 15, 7 e 10 chilometri), svoltasi a Sacile, ha visto partecipare quattro squadre della cantina casarsese, che ha così risposto all’invito del Consorzio Prosecco Doc (main sponsor dell’evento) alle proprie aderenti di essere presenti al via della manifestazione. “Un invito – ha detto il presidente de La Delizia, Flavio Bellomo – che abbiamo accolto con piacere, visto che la Mytho Marathon è una corsa che valorizza il territorio del Friuli Venezia Giulia e le sue eccellenze. Non è la prima volta che sosteniamo la partecipazione di nostre squadre a eventi podistici, tanto che in passato siamo stati presenti anche alla maratona di Roma. A Sacile abbiamo vissuto una bella giornata di sport e divertimento ovviamente con Prosecco Doc”.
Positivo anche il risultato sportivo. Il team 2 del Prosecco Doc La Delizia (composto da Lucia Infanti, Roberto Tomba, Elisa Rosa e Luca Venier) ha centrato il settimo posto assoluto con il tempo complessivo di 3h7’11”. Undicesima piazza per il team 1 (Pietro Zecchin, Ennio Zampieri, Paolo Trevisiol e Denis Dall’Agnese) in 3h21’35”. Team 4 al sedicesimo posto in 3h33’12” (Mauro Dalla Torre, Andrea Galante, Paola Zanellati e Marisa Corda). Ventunesima posizione, infine, per il team 3 (Stefano Orabona, Sandra Cimò, Luca Clarotto e Sonia Plazzotta) in 3h45’46”. Per tutti i concorrenti casarsesi al termine della gara una foto di rito (e relativo brindisi con il Prosecco Doc Naonis La Delizia) assieme a Luca Giavi direttore del Consorzio Prosecco Doc in piazza del Popolo, punto di partenza e arrivo della maratona nel centro di Sacile. Il percorso ha toccato anche la vicina Polcenigo dove si trova il sito storico palafitticolo del Palù, patrimonio mondiale dell’Umanità per l’Unesco.
Infatti, la Mytho Marathon è nata per unire i luoghi tutelati Unesco del Friuli Venezia Giulia. Nel 2021 si è corsa a Cividale e nel 2023 invece si svolgerà ad Aquileia. Il Consorzio Prosecco Doc ha deciso di supportare questa importante manifestazione sportiva, che si inserisce tra gli appuntamenti imperdibili del Friuli Venezia Giulia assieme a Barcolana e Giro d’Italia, proprio perché tocca il cuore del territorio del Prosecco Doc.

Ecco il team La Delizia.

 

La Regione Fvg finanzia 9 “mini-invasi” (18 milioni) contro la siccità nei vigneti

«Con l’assestamento di bilancio di luglio la Giunta regionale aveva destinato 18 milioni di euro per la realizzazione o il completamento di interventi per la raccolta e gestione delle acque, i cosiddetti “mini-invasi”. Oggi siamo in grado di approvare un piano di nove interventi che verrà realizzato dai Consorzi di bonifica e che ci consentirà di affrontare meglio periodi di lunga siccità come quelli sempre più frequenti degli ultimi anni». È quanto ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, rendendo noti i contenuti di una delibera dell’Esecutivo con cui è stato approvato il programma straordinario di interventi a tutela del fabbisogno idrico da realizzare a cura dei Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di invasi di raccolta o per il ripristino della funzionalità di quelli esistenti. Il programma vale 18 milioni di euro che saranno trasferiti direttamente ai Consorzi per il compimento delle opere. Ricordiamo che, nel luglio scorso, era stato inaugurato l’impianto micro-irriguo “apripista” di Prepotto per la raccolta delle acque meteoriche al servizio di oltre cento ettari di vigneto della importante area di Albana che, come è noto, eccelle per lo Schioppettino.

L’impianto realizzato a Prepotto.


«In base a criteri di priorità sul breve e medio termine la Giunta ha approvato un programma che consente di realizzare in ogni territorio di competenza di ciascun consorzio almeno tre interventi. In alcuni casi, come per il Consorzio Pianura Friulana, si tratta di completare opere in corso, in altri casi verrà invece ripresa la programmazione interrotta anni fa» ha detto Zannier, aggiungendo che «la Regione avrà così nuovi sistemi di accumulo idrico che servono soprattutto all’agricoltura di precisione e che ci tutelano dai ricorrenti eventi climatici avversi». Qualora si rendessero disponibili ulteriori risorse finanziarie destinate agli interventi in oggetto, ferma restando la proposta di programma, si procederà al finanziamento di ulteriori interventi in funzione delle priorità definite.
Le opere finanziate sono le seguenti: realizzazione di un impianto irriguo per la razionalizzazione delle risorse idriche e la valorizzazione delle colture di pregio nella zona dei Colli Orientali del Friuli nel comune di Manzano – 2° intervento (contributo di 2.744.000 euro); realizzazione di un impianto irriguo per la razionalizzazione delle risorse idriche e la valorizzazione delle colture di pregio nella zona dei Colli Orientali del Friuli in località Casali Gallo nel Comune di Corno di Rosazzo (contributo di 6.370.000 euro); efficientamento di opere irrigue nella zona collinare del Collio e dei Colli orientali (98mila euro); realizzazione di bacini irrigui collinari nella zona dei Colli orientali – 1° intervento (2.205.000 euro di contributo); realizzazione di bacini irrigui collinari nella zona del Collio – 1° intervento (contributo di 2.097.200 euro); interventi di sistemazione ed efficientamento del bacino di Maraldi (2 milioni di euro); riconversione ai fini irrigui della ex cava sita in località Saletto nel Comune di San Martino al Tagliamento (1,2 milioni di euro); riconversione ai fini irrigui della ex cava sita in località Carbona nel Comune di San Vito al Tagliamento (contributo 1,1 milioni di euro); realizzazione di un impianto irriguo per la razionalizzazione delle risorse idriche e la valorizzazione delle colture di pregio nella Pianura Friulana nel territorio udinese – 1° intervento (contributo di 185.800 euro per la progettazione).

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In copertina, la zona Doc Collio: anche quest’area sarà interessata dagli interventi.

Storie di mucche, latte e…, a Tolmezzo anche i bambini sono stati protagonisti

«Un articolato e divertente percorso esperienziale sulla filiera lattiero-casearia con decine di incontri e laboratori: quello che è stato organizzato qui nel giardino del museo Gortani è un progetto importante per portare le giovani generazioni a contatto con il mondo rurale. Per alcuni di loro è una vera scoperta: i bambini scoprono le diverse razze delle mucche locali, gli oggetti della vita pastorale di un tempo, i segreti della fienagione. Ma imparano, anche, a mungere una mucca e a lavorare il latte per ottenere alcuni dei prodotti tipici del territorio. E sono guidati, infine, nella degustazione del latte e dei formaggi». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della manifestazione “Il Filo dei Sapori”, rassegna enogastronomica alla scoperta delle ricchezze del territorio organizzata dalla Comunità di Montagna della Carnia che si è tenuta nei giorni scorsi a Tolmezzo.

«Si tratta di un progetto fondamentale – ha aggiunto Zannier – che ridà centralità all’agricoltura come protagonista di trasmissione di civiltà e cultura. L’agricoltura in Carnia è un settore chiave per lo sviluppo economico e territoriale ed è quindi fondamentale valorizzare chi si dedica alla terra e con essa alla trasmissione di saperi, tradizioni e cultura popolare».
“Porca Vacca – Storie di mucche, latte e…” è il titolo del progetto, fortemente voluto dalla presidente della Fondazione del Museo carnico, Aurelia Bubisutti. Il Museo Carnico delle Arti Popolari di Tolmezzo, che custodisce una delle più significative collezioni etnografiche d’Europa, si conferma così anche spazio aperto all’immaginazione e al divertimento, dove i bambini possono imparare, giocando e divertendosi.
Molto visitato anche lo stand Ersa all’interno del percorso cittadino con una esposizione di mele, pere e fagioli della zona. «Un’occasione per rivedere cultivar che forse alcuni hanno dimenticato o non conoscono, ma che valgono veramente la pena per qualità, gusto e proprietà», ha spiegato infine Zannier.

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In copertina e all’interno immagini della manifestazione tolmezzina presente l’assessore regionale Zannier che poi ha fatto visita anche allo stand Ersa.

Vino-sigarette? Dura reazione di Zanin che si schiera subito con Assoenologi

«Trama e scenografia sembrano quelle di un film di Dario Argento, invece siamo di fronte all’ennesimo tentativo di imporre la scure proibizionista e omologatrice a senso unico da parte di istituzioni sovranazionali, in questo caso da un’organizzazione che negli ultimi tempi, in particolare con la questione Covid, è stata spesso nel mirino della critica e non ha raccolto enormi consensi di popolo». Sferzante e diretto a tutela di un bene primario del Friuli Venezia Giulia, il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, si schiera immediatamente a fianco del presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, nell’alzare «un muro di buon senso, tradizione, lavoro, qualità, salute e benessere al cospetto di un attacco scomposto e generalista perpetrato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nei confronti del vino, incluso tra le bevande alcoliche da demonizzare senza se e senza ma con l’obiettivo di ridurne l’uso senza pensare, al contrario, a diffondere il concetto positivo di bere bene, giusto e consapevole».
Rifacendosi al documento emanato lo scorso settembre dall’Oms Regione Europa, Zanin considera «assurdo e qualunquista paragonare il vino alle sigarette nel divieto di promozione e nell’obbligo di inserire frasi e immagini ostili sulle etichette. Il vino è salute mentale, fisica ed economica – prosegue il presidente del Cr Fvg – se assunto nelle giuste proporzioni e con le dovute cautele, un mantra che vale per qualsiasi prodotto alimentare. Il proibizionismo o simil tale, invece, nella storia ha prodotto sempre e solo danni a ogni livello, non ultimo quello fiscale che garantisce la distribuzione di risorse sul territorio a vantaggio delle comunità».
Proprio a questo proposito, Zanin solleva ulteriori dubbi «su un’indicazione dell’Oms che i Paesi non produttori di vino e, in generale, poco noti per varietà e specificità enogastronomiche quali sono gli Stati del Nord Europa, avrebbero già felicemente recepito o vorrebbero farlo a breve. Non vorrei – suggerisce il presidente dell’Aula Fvg – che, con il paventato aumento di tasse e balzelli su beni che contraddistinguono la tavola e le abitudini degli italiani e di altri popoli del Sud Europa, si andasse nella direzione di un Monopolio di Stato, anzi di Unione europea, per un prodotto centrale nell’economia nazionale qual è il vino, magari arrivando successivamente ad aggredire ulteriormente altre eccellenze già penalizzate come olio, latte e chissà che altre».
«Una siffatta Europa – sottolinea infine Zanin – rischierebbe di apparire ai cittadini ancora meno madre e ancora più matrigna, costantemente a trazione nordica e poco propensa a comprendere i valori mediterranei. Il vino, che a tavola unisce e favorisce il dialogo, viene purtroppo utilizzato da elemento divisivo prima fra chi lo produce in diverse aree, vedi le questioni Tocai fra Italia e Ungheria e Prosecco fra Italia e Croazia, e poi in senso assoluto, con il nostro Paese clamorosamente sempre coinvolto negativamente. E quel che è peggio, in quest’ultimo caso, con gli esponenti italiani dell’Oms fragorosamente assertivi».

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In copertina, il presidente del Consiglio regionale Fvg Piero Mauro Zanin.

Caro-energia, Cantina di Cormòns presto “coperta” da un fotovoltaico

Una politica di sostenibilità a tutto campo, quella attuata dal Cda della Cantina Produttori Cormòns e illustrata ai soci. Domenica scorsa, infatti, si è riunita l’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio 2021/2022 e, davanti ai numerosi viticoltori associati, il presidente Filippo Bregant ha analizzato i risultati economici che, nonostante le enormi difficoltà riscontrate, segnano un ulteriore miglioramento della remunerazione delle uve ai conferitori della cooperativa, consentendo loro una concreta sostenibilità economica. Tutto ciò grazie alla solidità economico-finanziaria e di gestione raggiunta in pochi anni. Bregant ha poi messo l’accento sugli aumenti dei costi che si sono verificati durante l’esercizio, riferiti all’energia elettrica e ai materiali di produzione in genere (bottiglie principalmente). Il presidente ha pertanto comunicato che entro l’inizio del 2023 verrà installato, sui tetti della Cantina, un impianto fotovoltaico da 500 kw per ovviare, almeno in parte, agli aumenti di prezzo dell’energia elettrica: «Una scelta – ha spiegato – che percorre la strada dell’eco-sostenibilità».
Dal canto suo, il direttore generale Alessandro Dal Zovo ha illustrato l’andamento della vendemmia, da poco conclusasi, e quello commerciale: segnali molto positivi arrivano dalla rete vendita Italia e soprattutto dall’export. Il riposizionamento qualitativo dei vini della cooperativa e l’ottimo rapporto qualità/prezzo di essi, sono perfettamente in linea con le richieste dei consumatori nazionali e non solo: «Ci si aspetta un andamento commerciale buono fino a Natale, i mesi difficili saranno i primi del 2023, ma la cooperativa è solida, performante e strutturata per superare anche nuove difficoltà», ha sottolineato l’enologo.
Al termine dell’assemblea il presidente ed il direttore generale hanno consegnato i Premi “Acino d’oro” ai soci Eliana Zorzenon, per l’altissima qualità delle uve conferite durante l’ultima vendemmia, e a Cesare Blasig, per la lunga militanza nella cooperativa.

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In copertina e all’interno la premiazione dei soci produttori Eliana Zorzenon e Cesare Blasig da parte del direttore Alessandro Dal Zovo e del presidente Filippo Bregant.

 

Il Merano WineFestival al via con l’ombra dell’idea Oms attaccata da Assoenologi

(g.l.) Farà sicuramente da sfondo all’imminente Merano WineFestival l’intenzione dell’Organizzazione mondiale della sanità di equiparare il vino alle sigarette, in quanto ai possibili danni che potrebbero derivare alla nostra salute, con tutte le conseguenze che un pronunciamento del genere potrebbe trascinare con sè. Una eventualità subito bollata come «assoluta follia» dal presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella che sul mensile della categoria – in Friuli Venezia Giulia rappresentata dalla sezione guidata da Matteo Lovo – ha scritto un editoriale di fuoco per condannare questo progetto che «rischia di mettere davvero in ginocchio il mondo del vino e un pezzo determinante dell’economia italiana in maniera irreversibile».
Giunto alla sua 31ma edizione, il Merano WineFestival – punto di riferimento, dopo Vinitaly, anche per molti produttori del Vigneto Fvg – è l’occasione perfetta per conoscere prodotti di selezionata qualità, premiati con The WineHunter Award. L’elegante Kurhaus, nel cuore della città altoatesina, è la location perfetta per l’atmosfera unica del salone enologico che non è solo degustazione, ma anche un’occasione di incontro tra produttori e un pubblico esperto composto da importatori, giornalisti, influencer e wine&food lover. L’opportunità di scambiare opinioni, di conoscere le novità e le tendenze del mercato, di degustare i prodotti della selezione ufficiale e di incontrare altri appassionati durante un viaggio attraverso la storia del vino e del cibo, uno showcooking, una masterclass, un convegno e molto altro ancora.
Il Merano WineFestival si apre dopodomani, 4 novembre, con la prima session di WineItalia The WineHunter Official Selection e Food, Spirits&Berr – The WineHunter Official Selection, rispettivamente nelle storiche sale del Kurhaus e della splendida Gourmet Arena. Tra venerdì e sabato prossimi al Teatro Puccini il Summit “Respiro e Grido della Terra” dove si parlerà si sostenibilità per tutto il comparto viticolo ed enologico, seguito dalla serata inaugurale “Small Plates Gala”, sempre nell’affascinante location.
Le eleganti sale del Kurhaus accolglieranno The Official Selection – Wine Session 1 e Session 2, cuore dell’evento: in degustazione etichette italiane e internazionali selezionate dalle commissioni d’assaggio The WineHunter. Sul Parco del Kurhaus la WineHunter Area, un’area gestita da personale specializzato che raccoglie oltre 400 etichette. Da non dimenticare The Official Selection – Food, Spirits, Beer e Territorio&Consortium all’interno della GourmetArena: un percorso di degustazione, tra eccellenze culinarie, birrifici artigianali, distillerie e consorzi di tutela, attraverso i sapori dell’Italia e del mondo, per celebrarne l’alta qualità. E, soprattutto per quanto riguarda il vino, sarebbe veramente grave se passasse il pronunciamento Oms di cui si è detto nelle premesse.

“Triestespresso Expo”, Gianni Pistrini (Amdc) in fiera con l’arcivescovo Crepaldi

Anche il vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ha visitato la fiera del “Triestespresso Expo” conclusasi sabato scorso. Il presule, che era affiancato da don Alessandro Amodeo, è stato accompagnato in un ampio “giro” fra i numerosi stand fieristici dal presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste, Gianni Pistrini, potendo apprezzare la ricchezza della filiera produttiva, dal chicco alla tazzina, notizie e dati sui Paesi produttori, sulle aziende di torrefazione, i costruttori di impianti di cottura del caffè e di macchine per l’espresso, i produttori di tazzine, la confezione, spedizione e traffico del prezioso chicco e altri aspetti ancora di questo affascinante mondo “aromatico”.
L’arcivescovo Crepaldi e Pistrini si sono quindi soffermati in particolare allo stand del Brasile dove hanno incontrato il personale diplomatico e i funzionari che già mercoledì avevano partecipato in Camera di Commercio alla cerimonia di gemellaggio fra l’Amdc di Trieste e il Museu do Cafe di Santos; tra questi Jean Paul Coly capo dell’ufficio Agrobusiness presso l’Ambasciata del Brasile a Roma, Ana Paula Torres funzionario della stessa Ambasciata e il console onorario del Brasile a Trieste Judith Moura de Oliveira.

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Nella foto, il presidente Pistrini, Coly, monsignor Crepaldi, de Oliveira e Torres durante la visita a“Triestespresso Expo”.