Filo dei Sapori al gran finale di Tolmezzo. Nelle Valli del Natisone farine e formaggi

(g.l.) Sapori grandi protagonisti anche oggi e domani a Tolmezzo e nelle Valli del Natisone. Vediamo, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

TOLMEZZO – Prosegue nel capoluogo della Carnia fino a domani, quando ci sarà il gran finale, il tradizionale appuntamento autunnale con Il Filo dei Sapori, una delle manifestazioni simbolo della montagna e della sua cultura agroalimentare. Oltre alla varietà di stand con prelibatezze del territorio, nell’ambito degli incontri formativi verrà dato spazio al tema vitivinicolo con due appuntamenti dedicati alla viticoltura di montagna. Domani, infatti, alle 14.30, convegno su “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”. Alle 17, invece, incontro sul tema “Nel clima che cambia la viticoltura sale in montagna? Da rischio ad opportunità: le esperienze Plodar Percbain, Solaris e Insra”.

VALLI DEL NATISONE – Farine e formaggi, con gli abbinamenti della tradizione, di scena oggi e domani alla Fiera Mercato di Sapori nelle Valli a San Pietro al Natisone (domani, 30 ottobre anche castagnata libera con fresca Ribolla). Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni.

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In copertina, formaggi delle Valli del Natisone (azienda agricola Manig di San Pietro) e all’interno un’immagine della rassegna tolmezzina Il filo dei sapori.

Mele e miele, le Valli del Natisone invitano a conoscere i loro prodotti

(g.l.) Un vero peccato che si sia guastato il tempo perché nelle Valli del Natisone c’è il terzo fine settimana all’insegna dei prodotti tipici, in occasione della tradizionale Fiera di San Pietro. Dopo i prodotti della tradizione dolciaria, come gubane e strucchi, e le castagne, parlando di storia, tradizioni e utilizzo del prodotto, oggi e domani, 22 e 23 ottobre, sarà la volta di Mele e miele, dall’impollinazione alla frutta (un occhio di riguardo avrà la mela Zeuka, antica varietà tipica proprio delle Valli del Natisone), per concludere nei giorni 29 e 30 con Farine e formaggi e gli abbinamenti della tradizione. Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni.
Le castagne saranno invece ancora protagoniste a Valle di Soffumbergo dove c’è il terzo e ultimo weekend con la rinomata sagra organizzata dalla Pro Loco della piccola frazione del Comune di Faedis. La Festa delle castagne e del miele di castagno vede il patrocinio del Comune di Faedis e la collaborazione del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale Pro Loco e del Consorzio Pro Loco Torre Natisone. Gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli, di quello di Ecofesta e del marchio regionale Io sono Friuli Venezia Giulia – PromoturismoFVG. Sostegno da parte di Bcc Credifriuli e collaborazione della Julia Marmi con l’accesso al suo bosco per la raccolta delle castagne.

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In copertina, la mela Zeuka un’antica varietà caratteristica delle Valli.

 

Castagne di scena in riva al Natisone e ancora a Valle di Soffumbergo

(g.l.) Secondo fine settimana all’insegna dei prodotti tipici delle Valli del Natisone, in occasione della tradizionale Fiera mercato di San Pietro. Dopo i prodotti della tradizione dolciaria, come gubane e strucchi, oggi e domani sarà protagonista la Castagna nelle Valli, parlando di storia, tradizioni e utilizzo del prodotto. Poi il 22 e 23 ottobre sarà la volta di Mele e miele, dall’impollinazione alla frutta, per concludere nei giorni 29 e 30 ottobre con Farine e formaggi e gli abbinamenti della tradizione. Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni.
Castagne protagoniste, poi, anche a Valle di Soffumbergo dove c’è il secondo weekend con la rinomata sagra organizzata dalla Pro Loco della piccola frazione del Comune di Faedis. Oggi fino a sera, dopo le proposte della mattinata, musica e allegria con il “Trio Matajur”. Domani i chioschi apriranno già alle 8.30 per accogliere i partecipanti all’escursione “Immersione nella foresta” che partirà alle 9. La camminata, della durata di due ore e mezza, è adatta a tutti. Si potrà vivere un’esperienza sensoriale tra i suoni e i profumi del bosco accompagnati da Paolo Pischiutti, medico, e da Gianpaolo Bragagnini, naturalista, per ritrovare l’antica connessione con la Natura e ottenere notevoli benefici psicofisici. Dalle 13 ha inizio anche il pomeriggio di divertimento con i pony del Fabietto Fans Club. A seguire, dalle 14 fino a sera, musica e allegria con “René e la sua orchestra”. Alle 16, il laboratorio di pasticceria per bambini con “Mamma Laura” (partecipazione gratuita).
La Festa vede il patrocinio del Comune di Faedis e la collaborazione del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale Pro Loco e del Consorzio Pro Loco Torre Natisone. Gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli, di quello di Ecofesta e del marchio regionale Io sono Friuli Venezia Giulia – PromoturismoFVG. Sostegno da parte di Bcc Credifriuli e collaborazione della Julia Marmi con l’accesso al suo bosco per la raccolta delle castagne.

Torta di castagne e miele di Valle.

“Diamo un taglio alla sete”, bella festa a Nimis nel ricordo di Mario e Pierluigi

di Giuseppe Longo

NIMIS – Doveva essere la suggestiva “bressana” – dove tutto cominciò nel 2006 – a ospitare la serata per festeggiare, dopo un mese esatto, il successo straordinario dell’ultima edizione di “Diamo un taglio alla sete”, la originalissima iniziativa di solidarietà che da oltre quindici anni si rinnova a Nimis per aiutare Fratel Dario Laurencig a trovare l’acqua nell’Africa assetata. Invece, l’incertezza del tempo ha fatto optare per il porticato della sottostante Cantina I Comelli, ma con il medesimo risultato.

Gli interventi di Fratel Dario…

… e di Saverio Scalera.

Una serata, infatti, perfettamente riuscita – sotto l’attenta regìa di Paolo Comelli, che è anche anima e motore dell’intera iniziativa – che ha commosso lo stesso religioso comboniano rientrato, dopo cinque anni, nelle sue Valli del Natisone per un periodo di riposo e che non ha voluto mancare a questo importante momento di festa che, oltre a sottolineare quanto la generosità friulana ha saputo fare, sempre in crescendo, ha voluto rendere omaggio a due grandi “amici”: don Pierluigi Di Piazza, apostolo dell’accoglienza al Centro Balducci di Zugliano, e Mario Cairoli, tolmezzino ma con moglie di Nimis (paese cui era molto affezionato e nel quale contava tanti amici), una delle “colonne” dell’annuale festa dell’imbottigliamento, attraverso la quale si trasforma il vino in… acqua, una sorta di “miracolo di Cana” al contrario.

Don Pierluigi Di Piazza

Mario Cairoli

Entrambi, purtroppo, ci hanno lasciato in questi mesi, ma il loro ricordo sarà sempre vivo e riconoscente in chi li ha conosciuti. E proprio a loro è stata dedicata la serata, oltreché ai tanti collaboratori, amici, volontari e sponsor che hanno sempre creduto in questo progetto solidale verso l’Africa bruciata dal sole – niente a che fare con quello di queste nostre pur torride settimane – e che ha un disperato bisogno di acqua. Perché nonostante il gran caldo, laggiù l’acqua c’è: basta saperla trovare, come sa fare da tanti anni proprio Fratel Dario che, con le sue innegabili doti di rabdomante, la scova nelle viscere della terra, grazie proprio agli aiuti, finora generosissimi (in quindici anni oltre 500 mila euro, che l’hanno aiutato a scavare ben 400 pozzi!), che gli arrivano dal suo Friuli.

I protagonisi del concerto-spettacolo…

Per cui Fratel Dario ha voluto rinnovare il suo grazie durante una pausa del bellissimo concerto-spettacolo animato da Nicola Milan, con coro giovanile e musicisti (tutti molto applauditi), fatto di amicizia e tanta solidarietà, visto che il significativo titolo era “Restiamo umani”, nel ricordo appunto di Pierluigi e Mario. Un breve ma sentito ritratto del “prete degli ultimi” è stato tracciato da Saverio Scalera, intervenuto in rappresentanza proprio del Centro Balducci. E ora la storia continua, pensando già all’edizione 2023 di “Diamo un taglio alla sete”. Il successo  è fin d’ora assicurato!

… e il pubblico che li ha applauditi.

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In copertina, Paolo Comelli regista dell’iniziativa benefica mentre presenta Fratel Dario Laurencig.

 

Avviato in Fvg l’iter di una legge regionale per tutelare i castagneti

È positivo l’esito delle audizioni sulla Proposta di legge numero 131 “Norme per favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti”, presentata dai consiglieri regionali Mara Piccin e Giuseppe Nicoli e nata dal confronto con l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nonché con la direzione centrale competente. Zannier ha infatti preso parte alla prima seduta della II Commissione consiliare durante la quale si è tenuta l’audizione dei portatori di interesse rispetto al testo di legge proposto.

Stefano Zannier

«Quanti sono intervenuti hanno dato un riscontro positivo al testo proposto – ha riferito Zannier a margine della seduta – offrendo alcuni spunti utili e confermando non solo la necessità di una legiferazione in materia, ma soprattutto la condivisione degli obiettivi normativi. I castagneti sono infatti una risorsa importante sia ai fini della coltivazione castanicola sia per il materiale ligneo che se ne ricava». Zannier ha inoltre spiegato che il testo sarà sottoposto ad alcune modifiche – in parte già illustrate nel corso della seduta della Commissione – il cui esame proseguirà in una prossima seduta.
Il castagno è presente sia nella zona collinare orientale che occidentale del territorio regionale e la sua coltura è considerata di particolare rilevanza nelle Valli del Natisone. In regione ne sono state identificate 16 varietà locali, di cui 9 segnalate al ministero per l’iscrizione nel registro della biodiversità.
La proposta di legge, che si compone di otto articoli, prevede l’incentivazione dei boschi di castagno da frutta, con l’aumento delle superfici coltivate anche con il ricorso a nuove tecniche di coltivazione, l’attribuzione di contributi e il supporto di attività di ricerca e formazione, anche in collaborazione con le Università regionali. Tra gli attori principali della norma un ruolo centrale è dato all’Ersa chiamata a predisporre il piano regionale di coltura e a coordinare un tavolo di lavoro.

Nella citata audizione sono stati chiamati Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa), Comunità di montagna Natisone e Torre, Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, Confederazione italiana agricoltori (Cia), Federazione regionale coltivatori diretti, Confagricoltura Friuli Venezia Giulia, Kmecka zveza – Associazione regionale agricoltori, Aiab Fvg (Associazione italiana agricoltura biologica) – Aprobio Fvg (Associazione produttori biologici e biodinamici), Parco agroalimentare Fvg – Agrifood & bioeconomy cluster agency, Coordinamento regionale proprietà collettiva Friuli Venezia Giulia, Comunanza agraria “Agrarna skupnost” delle Srenje vicinie provincia Trieste, Nostragricoltura, Copagri Fvg – Confederazione produttori agricoli regionale Fvg, Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, Circolo agrario Fvg, Associazione fondiaria della Valle dell’Erbezzo – Asfo Erbezzo, Associazione sapori nelle valli, Università degli studi di Trieste e di Udine.

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In copertina e qui sopra la produzione delle castagne che sarà tutelata.

 

L’addio di Cividale a Berto Blasutig: sfornava la gubana più grande del mondo

di Giuseppe Longo

Era diventato famoso ben oltre i confini della sua Cividale, perché a Capodanno sfornava la “gubana più grande del mondo”. E la città longobarda ne serberà un bellissimo e grato ricordo. A 79 anni, è infatti calata la sera anche sulla laboriosa giornata di Berto Blasutig, titolare dello storico Forno Cattarossi, a due passi del mitico Ponte del Diavolo, che conduceva con la sua inseparabile Pia.
Resteranno, dunque, nella storia di Cividale quelle gubane da Guinness dei primati che la sera del primo giorno dell’anno venivano adagiate sul mega-tagliere approntato sotto il loggiato comunale, per essere ammirate e degustate da una vera e propria folla durante la serata divenuta ormai tradizionale, organizzata dallo storico Caffè San Marco – chiuso da oltre un anno mezzo, in attesa di ristrutturazione e restauro – e dagli allora gestori Andrea e Marco Cecchini. Locale che si era fatto promotore anche dell’affermato “Gubana Day – Premio Bepi Tosolini” che, a febbraio, dava vita a un’appassionante “disfida” con dolci tipici di altre regioni e pure provenienti dall’estero. Un simpaticissimo evento che aveva l’obiettivo di rilanciare e valorizzare il pregiato prodotto di Cividale e delle Valli del Natisone.
E nell’ultima occasione – nel Capodanno 2020, perché dopo ci sono stati lo scoppio della pandemia e pure la chiusura del San Marco – il bravissimo Berto e i suoi collaboratori si erano addirittura superati, proponendo al pubblico di golosi la gubana più grande di sempre: ben 103 chili! Letteralmente “spazzolata” nello spazio di pochi minuti. Agli esordi dell’iniziativa festaiola, il pasticcere cividalese era partito da “appena” 34 chili e poi, di record in record – praticamente ogni Capodanno veniva “bruciato” il primato precedente -, era arrivato all’ultimo, formidabile peso. Nel 2019, invece, l’immenso dolce aveva superato di due chili il quintale, stracciando i 98 dell’edizione precedente.
La sera del 1° gennaio 2020 si era rinnovata, dunque, per l’ultima volta questa ormai consolidata e graditissima proposta della gubana extra-large. E aveva offerto anche l’occasione per annunciare quale sarebbe stato l’avversario dell’ormai imminente “tenzone” che si sarebbe rinnovata per il dodicesimo anno consecutivo: la Pastiera napoletana. Le precedenti contese, sempre un successo, erano avvenute con la Putizza goriziana (2009), il Presniz triestino (2010), il Kartner Reindling (2011), l’Oreshaza istriana (2012), lo Strudel sappadino (2013), il Tiramisù carnico (2014), la Sacher Torte viennese (2015), il Panforte di Siena (2016), il Frustingo di Ascoli (2017), la Pinsa di Vittorio Veneto (2018) e il Pane di San Siro di Pavia (2019).
E ora purtroppo, complici Coronavirus e appunto la prolungata chiusura del San Marco – anche se si parla di ormai imminenti lavori -, è calato il sipario sulla “gubana più grande del mondo” e sul “Gubana Day”.  Sarebbe bello che i futuri gestori del locale vegliato da Giulio Cesare riprendessero queste affermate iniziative, diventate tradizione e preziose opportunità per contribuire a valorizzare l’inimitabile dolce di Cividale e delle Valli del Natisone. Anche nel ricordo di Berto Blasutig.

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In copertina, Berto Blasutig con la moglie Pia al taglio della gubana gigante del 2019 e qui sopra all’ultima festa, quella del Capodanno 2020.

(Photolife di Gianni Strizzolo)

 

Autunno in mostra, tra patate di Ribis e prodotti tipici delle Valli del Natisone

(g.l.) Autunno, ormai, a tutti gli effetti. Così, mentre la vendemmia in Friuli si sta avvicinando alle ultime battute – a eccezione dell’area più a nord dei Colli orientali, come la zona di Nimis e del Ramandolo Docg -, in varie località si fa festa ai prodotti della campagna. A Ribis nel Rojale, per esempio, in coincidenza con la ricorrenza religiosa della Madonna del Rosario, nella cornice di Casa Lucis si vivrà il secondo weekend con la Mostra regionale della patata, giunta alla sua 41ma edizione (ottima, come sempre, la cucina della sagra, apprezzatissima per i suoi gnocchi, di patate ovviamente),  mentre a San Pietro al Natisone prende il via la fiera mercato che si protrarrà per tutto il mese di ottobre, valorizzando i prodotti tipici del territorio valligiano.

La gubana delle Valli …

La bella manifestazione è intitolata “Sapori nelle Valli” e comincerà proprio in questo primo fine settimana, dedicando le giornate di oggi e domani, dalle 10 alle 20, alla Tradizione dolciaria, vale a dire alle gubane e agli strucchi, i prodotti classici di quest’area del Friuli a ridosso del confine con la Slovenia. Il 9 e il 10 ottobre spazio, invece, alla Castagna delle Valli del Natisone, mentre il 16 e 17 titolo della puntata sarà Dall’impollinazione alla frutta. Infine, il fine settimana del 23 e 24 ottobre sarà dedicato a Farine, formaggi e salumi.

… e la grappa.

Un mese, dunque, importante per le Valli del Natisone. A proposito di gubane e strucchi, ricordiamo che è stato appena presentato il libro “Dolce la mia Valle” edito dall’Unione Emigranti Sloveni del Friuli Venezia Giulia/Slovenci po Svetu, nel quale si focalizza l’attenzione proprio su una tradizione gastronomica antica che ha, appunto, nella gubana la sua espressione più alta. Un dolce di grande qualità e valore che merita d’essere ulteriormente fatto conoscere. E in questo weekend gubane e strucchi avranno ottime opportunità di accompagnamento anche con i prodotti della Distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli essendo nata già nel lontano 1886. Tra i suoi distillati primeggia la Grappa di Ramandolo che con questi dolci delle Valli realizza un’intesa perfetta. Provare per credere!

Patate in mostra.

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In copertina, ecco uno scorcio della valle di San Pietro al Natisone.

Dal vino all’acqua, a Nimis continua Cana al contrario per aiutare l’Africa assetata

Giù il sipario con pieno successo, e un arrivederci al prossimo anno, per il vino della solidarietà a Nimis. Un migliaio e passa di ospiti, ben distribuiti tra la serata di sabato e l’intera giornata di domenica, hanno infatti apprezzato l’ottima organizzazione della tradizionale “Festa dell’imbottigliamento” ambientata, come è ormai tradizione, negli ampi spazi esterni della cantina “I Comelli”, all’uscita del paese prima del bivio per Ramandolo e Torlano. Per la quindicesima volta si è realizzato il “miracolo di Cana” al contrario, con il vino che si trasforma in acqua, quella che scaturisce dai pozzi realizzati in Africa (Kenya e Sud Sudan, in particolare) dal missionario friulano fratel Dario Laurencig, originario delle Valli del Natisone, destinatario dei fondi raccolti.

Fratel Dario e la “sua” acqua…

… per l’Africa bruciata dal sole.

Nel 2020 “Diamo un taglio alla sete Fvg” (la Onlus che in base alla riforma del terzo settore oggi è una Odv, Organizzazione di volontariato) aveva ugualmente imbottigliato e distribuito il “Vino della Solidarietà”, ma a causa della pandemia aveva dovuto rinunciare alla festa in presenza. Festa che è invece tornata quest’anno, adottando tutte le necessarie misure di distanziamento e prevenzione. Per far funzionare il tutto nel migliore dei modi, hanno prestato la loro opera, assicurando la buona riuscita della manifestazione, ben duecento volontari: addetti ai parcheggi, alla reception, alle cucine, ai banchi di distribuzione e… alla colonna sonora che ha visto impegnati sul palco, in una gioiosa maratona, i gruppi Officine ritmiche, Power flower, Splumats, i gruppi Sand of Gospel & Saint Lucy, Yerba project, Parsound, Galaxy, Coletto Free Mask Syndicate e la cantante Sabrina Grimaz.

Musica sotto il tendone.

Musica per i più grandi, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento per i più piccoli; per tutti, una ricca proposta gastronomica, che per la terza volta – dopo le edizioni 2018 e 2019 – è stata impreziosita il sabato sera dai piatti delle “Cucine del Mondo”, realizzati da volontari e amici di etnie diverse. Quest’anno erano rappresentati l’Afghanistan (kabuli palaw), l’Argentina (empanadas e alfajores), il Marocco (couscous), il Messico (fagioli alla messicana), il Perù (papas rellenas), il Portogallo (pastes de bacalau), il Pakistan (sambusa), lo Sri Lanka (vegetable rolls) e la Spagna (sangria). Per l’Italia, un “tris” di carboidrati (pizza, piadina e gnocco fritto) e il tiramisù. Nella giornata di domenica, protagonista è stato l’ormai celebre spiedone con costa e porchetta; tradizione rispettata anche con la presenza dei salumi Wolf Sauris, delle frittelle di mele (a cura della Pro Loco di Sutrio), del gelato di Giancarlo Timballo, dei frutti di bosco caldi degli amici di Avasinis.
Soddisfatto per la partecipazione e per lo svolgimento senza intoppi della due giorni il presidente di “Diamo un taglio alla sete”, Matteo Gerussi: «Nonostante la pandemia, nel 2020 abbiamo comunque fatto arrivare a fratel Dario il nostro sostegno. Nel 2021, raggiungeremo un traguardo che non ci sembra vero: sommando le donazioni di questi primi 15 anni, supereremo i 500 mila euro. Tradotti nella valuta del secolo scorso, un miliardo di lire; per la sete dell’Africa, almeno 50 pozzi. A noi sembrano molti, ma i quasi 500 che ha realizzato fratel Dario dal 1973 ad oggi sono uno stimolo a continuare e a fare se possibile ancora di più». E d’ora in poi chi volesse contribuire al progetto di solidarietà può trovare tutte le indicazioni sul sito Internet www.diamountaglioallasete.org o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete. Un bilancio, dunque, più che positivo e incoraggiante, per cui il cammino sulla strada della solidarietà fatta di vino che si trasforma in… acqua continua. Arrivederci, allora, con “Diamo un taglio alla sete” al 2022!

Ospiti ai tavoli e collaboratori.

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In copertina, un marchio di ceralacca sulle bottiglie della solidarietà.

«Collio e Brda meritano il titolo Unesco». Oggi Sirk e Gravner protagonisti a Topolò

«Il Brda-Collio ha tutti gli elementi per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Citando Draghi, anche io sento il dovere di dichiarare “whatever it takes”, la Regione ed io personalmente faremo qualunque cosa sia necessaria». È quanto ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a chiusura della seduta dell’ufficio di presidenza della V commissione consiliare che, come informa Arc, si è riunito a Capriva del Friuli per le audizioni in merito alla candidatura Unesco del Brda-Collio. «Il lavoro scientifico ha avuto delle difficoltà tecniche iniziali, ma ora ha preso la rotta giusta, dimostrando che questo territorio merita il riconoscimento. Adesso abbiamo un dossier di candidatura di assoluto livello. Il Friuli Venezia Giulia è pronto, assieme al partner sloveno, a proseguire verso la candidatura alla tentative list. Ora è il momento della diplomazia ed entro il mese di ottobre avremo chiarezza sulla situazione. Ci auguriamo che il percorso possa essere completato così com’è iniziato con la partnership Slovenia Friuli Venezia Giulia, ma, qualora vi fossero problemi, noi proseguiremo comunque verso la tentative list».

La riunione di Capriva.

Presieduta dal consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio e convinto promotore dell’iniziativa per il riconoscimento alla zona collinare a cavallo del confine italo-sloveno il titolo di Patrimonio dell’Umanità, la seduta della Commissione è stata l’occasione per illustrare lo stato della ricerca svolta dal Comitato tecnico ristretto composto da Francesco Marangon, Lucia Pillon, Stefano Cosma e Federico Pizzin. In questa fase, il lavoro è finalizzato all’ingresso nella tentative list del Centro del patrimonio mondiale Unesco, nella sezione dei beni culturali transfrontalieri. La tentative list italiana contiene attualmente 43 candidature (alcune di vecchia data altre recenti), ma questa, ulteriore, è una delle poche transfrontaliere. La denominazione della candidatura si compone delle tre diciture in sloveno, italiano e friulano Brda/Collio/Cuei che identificano il territorio collinare appunto tra Italia e Slovenia.
I criteri, tra quelli definiti dall’Unesco, a cui la candidatura afferisce, sono relativi alla straordinarietà di un insieme tecnologico e di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana e l’eccezionalità di interazione tra l’uomo e l’ambiente. Il lavoro si sta concentrando su elementi quali l’ubicazione geografica e il clima specifico, le particolarità geologiche, le caratteristiche ed eccezionalità tecnologiche, la lavorazione agricola e la resilienza. In questo approccio scientifico assume valenza particolare il terrazzamento del Collio che qui ha la tipica denominazione di “ronco”. Questo paesaggio rurale trova denominazioni specifiche in tre Catasti settecenteschi, quello teresiano, quello dell’Ufficio tavolare e il Catasto giuseppino. Ma l’opera più sistematica ed uniforme va ricondotta al Catasto dei secoli XIX e XX avviato da Napoleone nel 1807 e proseguito con l’operato dell’imperatore Francesco I d’Austria, le cui mappe sono custodite all’Archivio di Stato di Gorizia.

Intanto, due famosi vignaioli del Collio saranno protagonisti oggi a Topolò, il piccolo paese delle Valli del Natisone, in Comune di Grimacco, postosi in evidenza in questi anni per le sue iniziative culturali. Tutto è pronto, infatti, per l’evento “zero” di Ikarus annunciato per il pomeriggio odierno: un piccolo assaggio del Festival che prenderà il via ufficiale a settembre. Dalle 17, infatti, saranno sulla scena di Stazione Topolò due “genius loci” del territorio collinare goriziano, Joško Sirk, il patron della Subida di Cormons, e Joško Gravner, il vignaiolo controcorrente di Oslavia famoso nel mondo per i suoi vini nati secondo natura.

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In copertina e qui sopra immagini del Collio italiano e di quello sloveno.

Nelle Valli del Natisone alla scoperta dei tanti e gustosi fiori commestibili

Continua il percorso di Flor De Vida alla scoperta delle piante mangerecce a spasso tra antiche vigne, colli e prati. Dopo l’appuntamento di Faedis, Cristina Barbiani e Gabriele Pingitore il 12 giugno dalle 9.30 (prenotazioni entro giovedì prossimo) all’Apicoltura Cedarmas (Mezzana di San Pietro al Natisone) insegneranno quali sono i fiori commestibili e come utilizzarli in cucina. Un percorso sensoriale che farà conoscere ai partecipanti anche l’affascinante mondo delle api, insetti indispensabili e che più che mai, oggi, dobbiamo proteggere. Come sottolineavamo anche ieri segnalando una bella iniziativa di Campoformido.

FIORI E PIANTE – Forse non tutti sanno, infatti, che i fiori non sono solamente belli e profumati, ma possono essere anche molto gustosi. Meno famosi dello “sclopit” (silene) o degli “urticions” (luppolo), numerosi sono i fiori e le infiorescenze che la natura ci offre per poterne godere con naso, occhi e anche con la bocca. Con le giuste conoscenze alcuni fiori come rose, viole, iperico, verbena, sambuco e borragine possono diventare ingredienti principali di piatti prelibati o di tisane ed infusi dai mille impieghi.

PROGRAMMA – Flor de Vida asdc propone, pertanto, un’uscita nelle verdi Valli del Natisone per imparare a conoscere le piante mangerecce e i fiori che possono essere utilizzati nella nostra alimentazione come ingredienti per piatti o come integratore.

L’AZIENDA – Marco Cedarmas, apicoltore friulano, accoglierà gli ospiti nella sua bella azienda situata nel Comune di San Pietro al Natisone. I quali, immersi nel rilassante verde delle Valli, potranno passare alcune ore tra castagni, tigli, prati e pascoli, imparando a riconoscere piante e fiori spontanei che possono essere utilizzati nella nostra cucina.

ORARI E RITROVO – Ritrovo alle ore 9.30 all’apicoltura Cedarmas, frazione Mezzana 8 a San Pietro al Natisone. L’escursione avrà termine attorno alle 12.30. Tornati in azienda potranno essere degustati alcuni stuzzichini a base delle piante e miele dell’apicoltura Cedarmas.

INFORMAZIONI – L’evento si terrà esclusivamente con meteo favorevole, e con il totale rispetto della normativa prevista dall’emergenza sanitaria in atto. Tutti i partecipanti al loro arrivo dovranno consegnare l’autocertificazione Covid. Il numero minimo previsto è di 8 partecipanti e massimo 15. In caso di maltempo l’uscita verrà rimandata a domenica 13 giugno.
L’evento si terrà completamente all’aperto ed è accessibile a persone di tutte le età. L’escursione non prevede né dislivelli nè percorsi accidentati, ma si consiglia comunque di venire vestiti comodi, con pantaloni lunghi e scarpe da trekking. Meglio portare dell’acqua da bere e un quaderno per prendere appunti.

Per maggiori informazioni https://bit.ly/FdVFiori;chiamare 333.7992738 o 320.4180864 (dopo le 18 o con sms su WhatsApp) o scrivere a associazione.flor.de.vida@gmail.com.
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In copertina, i fiori di sambuco sono fra i tanti commestibili; all’interno, il mondo delle api.