Cividale dà il benvenuto al 2026 con la “gubana più grande del mondo” e la Ribolla di Spessa. Ma molti gradirebbero anche il ritorno del concorso-sfida

di Giuseppe Longo

“Fiato alle trombe!”, avrebbe detto l’indimenticabile Mike. Ma oggi, più prosaicamente, possiamo dire: “Mano ai coltelli!”, per tagliare la “gubana più grande del mondo” con cui Cividale dà il benvenuto al nuovo anno. Come già annunciato, compie infatti 18 anni, e quindi è “maggiorenne”, il Capodanno della città longobarda con protagonista il dolce tradizionale di Cividale e delle Valli del Natisone in formato “extra large”. Domani, primo gennaio 2026, alle cinque del pomeriggio, quando già cala la sera, sotto la loggia municipale che si apre anche sul Caffé San Marco, organizzatore dell’originale evento assieme al Circolo culturale Corno, farà dunque bella mostra di sè il magnifico dolce preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che proprio di fronte allo storico locale, in largo Boiani, ha aperto da qualche anno un’elegante e gettonata pasticceria.


Il dolce sarà poi tagliato a porzioni e offerto in degustazione a tutti coloro che vorranno unirsi alla festa. Il brindisi beneagurante sarà garantito, invece, dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda vitivinicola Scarbolo di Spessa. L’evento – riferiscono con orgoglio e riconoscenza gli organizzatori – avrà per la prima volta il patrocinio ufficiale del Comune di Cividale del Friuli, segno del rilievo turistico raggiunto da questa iniziativa sospesa soltanto nei due anni della pandemia.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 53 chili e furono oltre 500 le persone accorse ad ammirarla e assaggiarla. Va ricordato che il compianto Berto Blasutig, titolare del vicino Forno Cattarossi, era stato l’artefice dei primi 15 anni dell’iniziativa, macinando innarrestabili pesate record che “lievitavano” di anno in anno. Dopo la sua scomparsa, il testimone è passato al rinomato gubanificio valligiano che ha consentito di mantenere vivo questo bellissimo evento volto a valorizzare il dolce tipico di quest’area del Friuli orientale. Fondamentale il supporto del Caffè San Marco e dell’azienda vitivinicola Scarbolo, accanto al coordinamento del Circolo culturale della vicina Corno di Rosazzo, guidato da Sergio Paroni, per il recupero di questa tradizione divenuta, appunto, “maggiorenne”. E che fino all’anno in cui è scoppiato il Covid – era il 2020, come tutti ricorderanno – faceva il paio con il concorso internazionale che vedeva la gubana friulana gareggiare con altri dolci italiani o delle nazioni contermini in appassionanti sfide, nelle quali i produttori valligiani erano sempre i grandi protagonisti. Un concorso che era divenuto felicemente una tradizione e che purtroppo la pandemia ha interrotto. Ma che sarebbe più che opportuno poterlo recuperare e rilanciare, anche per la valenza promozionale che l’iniziativa aveva assunto a beneficio appunto della gubana di Cividale e delle Valli del Natisone. Molti – anche chi scrive – lo ricordano con nostalgia e sarebbero più che felici se venisse reintrodotto. I promotori della “gubana più grande del mondo” potrebbero farci un pensierino…

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In copertina, la “gubana gigante 2026” pronta per essere infornata alla Dorbolò di San Pietro al Natisone; all’interno, le bollicine di Ribolla gialla dell’azienda vitivinicola Scarbolo di Spessa.

Valli del Natisone, Sapori in Villa e storie della Grande Guerra sul monte Matajur dopo l’esperienza del turismo inclusivo

Neanche il tempo di chiudere agosto con un servizio dedicato alle sue attività accessibili alle persone con disabilità da parte della Rai nazionale, che per la Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone è già tempo di pensare agli eventi di settembre, con due tappe dedicate al gusto del territorio e alle memorie della Grande guerra. «Da anni – spiega il presidente della Pro Loco, Antonio De Toni – stiamo proponendo attività di turismo inclusivo esperienziale nelle nostre valli. Proprio una di queste, con al centro un trekking dedicato alle persone ipovedenti, ha trovato l’attenzione del programma radiofonico “Aperto a tutti” della Rai nazionale, che ci ha intervistato insieme al parco dei rapaci di Cividale del Friuli aperto a persone con fragilità. É stata davvero una bella occasione per poter raccontare il nostro trekking sensoriale di 6 giorni in cui abbiamo accolto, insieme con l’agenzia Flumen viaggi e l’associazione Terapia forestale Valli del Natisone, persone con disabilità visive da Roma, Milano, Novara, Castelfranco Veneto e Portogruaro». Ma come detto ora è il tempo di pensare a settembre. Tanti gli eventi in programma, a partire da due nel primo weekend del mese: iscrizioni aperte.

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Alle sorgenti del Cornappo

Come già annunciato, domenica 31 agosto ripartono le escursioni di “Sentieri Pro Loco Fvg 2025”, il progetto che unisce l’escursionismo alla valorizzazione del territorio e delle comunità locali. La prima tappa di questa nuova fase porterà gli escursionisti alla scoperta delle Sorgenti del Cornappo e delle sue incantevoli cascate: il torrente nasce sul Gran Monte nel Comune di Taipana e attraversato il territorio di Torlano e di Nimis si getta nel Torre in località La Motta. L’evento, organizzato dalla Pro Loco Val Cornappo, è l’occasione perfetta per immergersi nella natura e godersi una giornata di relax e avventura. Il punto di ritrovo è alle ore 8.30 in piazza Listuzzi a Cornappo di Taipana (piazza della Chiesa), con partenza prevista per le 9. Il percorso, di circa 5 km, si snoda lungo un sentiero medio-facile, con un dislivello di soli 200 metri. Il costo per partecipare all’escursione è di 15 euro per gli adulti. È previsto un prezzo ridotto di 10 euro per i ragazzi dai 12 ai 18 anni (se accompagnati), mentre la partecipazione è gratuita per i bambini sotto i 12 anni. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata entro le ore 18 di domani 30 agosto, contattando il numero 333.4564933.

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Venerdì 5 settembre “Sapori in Villa” si terrà a Villa de Claricini Dornpacher, una delle dimore storiche più affascinanti del Friuli Venezia Giulia (si trova a Bottenicco di Moimacco). Alle 18.30 inizierà la serata organizzata dall’Associazione Sapori nelle Valli e dal Distretto Corte Natisonis, in collaborazione con la Pro Loco, piena di sorprese con degustazioni di prodotti locali. Oltre ai tanti produttori del territorio ci sarà anche il centro di formazione Civiform di Cividale che farà la presentazione del Biscotto del Distretto. Ingresso: 35 euro con prenotazione; 40 all’entrata. Posti limitati; la prenotazione è consigliata. L’ingresso comprende la degustazione completa senza limiti di assaggio. Organizzano Sapori nelle Valli, Distretto turistico commerciale Corte Natisonis, Civiform, Fondazione de Claricini Dornpacher. Info e preiscrizioni: +39 339 8403196 – +39 349 3241168 Email segreteria@nediskedoline.it

Domenica 7 settembre invece, all’interno del programma della Festa della Montagna, si terrà l’escursione storica “Sul percorso d’attacco di Rommel del 26 ottobre 1917”, durante la battaglia di Caporetto nella Grande Guerra sul monte Matajur. Ritrovo alle 9.30 al Rifugio Pelizzo sul monte Matajur-Montemaggiore (Comune di Savogna). Costo 10 euro a persona. Itinerario: Rifugio Pelizzo – Fonte Scrilla – Dorsale est del Matajur – Cima Matajur – rientro. Ci sarà la dettagliata ricostruzione sul campo di battaglia degli avvenimenti accaduti sul massiccio del Matajur fra il 24 e il 26 ottobre 1917, avvalendosi in particolare delle fonti memorialistiche e storiche militari tedesche (memoriale di Erwin Rommel e diaristica dei reggimenti della 12^ Divisione “Slesiana”) e italiane (diari reggimentali e relazioni degli ufficiali della Brigata Salerno); visita alle vestigia della strada militare e delle postazioni campali esistenti in loco; descrizione del panoramico scenario delle Prealpi Giulie e delle Valli del Natisone.
Difficoltà: Escursionistica. Allenamento richiesto: moderato/medio (400 metri di dislivello, 8 km circa). Guide: Antonio De Toni, guida ambientale escursionistica – esperto di storia locale e Marco Pascoli, esperto specializzato sui siti della Prima Guerra Mondiale e guida ambientale escursionistica. Equipaggiamento necessario: abbigliamento e calzature da trekking, acqua. Sono graditi gli amici a quattro zampe purché educati alla convivenza. Escursione realizzata con il sostegno della Comunità di montagna del Natisone e Torre. Organizza Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone Aps – Telefono +39 0432.798211 – e-mail segreteria@nediskedoline.it

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In copertina, un magnifico scorcio di villa de Claricini a Bottenicco; all’interno, trekking sensoriale per ipovedenti nelle Valli del Natisone e il massiccio del monte Matajur.

Anche dal Veneto per scoprire i segreti degli strucchi lessi delle Valli del Natisone: successo per la tappa di Faedis

Una serata a imparare a cucinare gli štrukiji kuhani, gli strucchi lessi, piatto tradizionale delle Valli del Natisone “imparentato” con la gubana: questa la bella esperienza che hanno potuto vivere i partecipanti (provenienti da varie parti del Friuli Venezia Giulia e, pure, del Veneto) a “Fiori e riti d’estate in Benečija”, prima tappa di un nuovo progetto che unisce la scoperta turistica alla possibilità concreta di imparare a realizzare le antiche ricette di questa storica zona di confine. Il progetto si svilupperà in varie tappe seguendo il ritmo delle stagioni e dei sapori a esse collegati. Prossimo appuntamento in autunno, definizione in corso.


Il primo appuntamento, dedicato all’estate e ai suoi piatti tipici, si è tenuto nell’agriturismo Non Solo Cicciole in borgo Gradischiutta a Faedis. I partecipanti (che hanno pernottato nel locale) hanno anche potuto conoscere i riti legati alla celebrazione della Rožinca (l’Assunzione di Maria), nonché degustare biscotti e formaggi tipici e scoprire i fiori del territorio.
Con la dottoressa Erika Balus, profonda conoscitrice delle piante locali e cultrice della tradizione della Benečija, nella tappa di Faedis si è andati a conoscere il significato della celebrazione della Rožinca, le tradizioni e le piante ad essa collegate. Assieme a Caterina Dugaro, dell’agriturismo La Casa delle Rondini, e con il supporto di Valeria Domenis, de La Gubana della Nonna, sono stati come detto preparati gli štrukiji kuhani secondo la ricetta di famiglia: un dolce che caratterizza tutte le feste che scandiscono l’anno e testimonia l’ospitalità tipica della Benečija. La serata si è conclusa con Bruna Flaibani e la sua degustazione al contrario, in cui i vini dell’azienda agricola familiare hanno incontrato i biscotti de La Gubana della Nonna ed i formaggi dell’azienda agricola Manig.

Informazioni sulle prossime tappe: telefono 339.8403196 – 349.3241168 – email segreteria@nediskedoline.it. Organizzazione a cura di Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone Aps, Donne della Benečija, Distretto turistico commerciale Corte Natisonis.

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In copertina e all’interno alcune immagini del laboratorio dedicato agli strucchi lessi a borgo Gradischiutta di Faedis.

Come si cucinano gli “strucchi”? Nelle Valli del Natisone un progetto dedicato a richiami turistici e antiche ricette

Al via nelle Valli del Natisone un nuovo progetto che unisce la scoperta turistica di questa zona fra le più belle del Friuli Venezia Giulia alla possibilità concreta di imparare a realizzare le antiche ricette di questa storica zona di confine.

CINQUE TAPPE – Un progetto che si svilupperà in 5 tappe seguendo il ritmo delle stagioni e dei sapori a esse collegati. Primo appuntamento, dedicato all’estate e ai suoi piatti tipici, mercoledì 20 agosto nell’agriturismo Non Solo Cicciole in borgo Gradischiutta a Faedis. Dalle 18 alle 21 è in programma la serata “Fiori e riti d’estate in Benečija”: con questo nome viene indicata storicamente l’area delle Valli del Natisone, di lingua slava ma per secoli alleata della Repubblica di Venezia, da cui appunto deriva il termine.

LA TRADIZIONE – I partecipanti potranno imparare a cucinare gli štrukiji kuhani: si tratta degli “strucchi” lessi, piatto tradizionale delle valli “imparentato” con la gubana. Non solo: si potranno conoscere i riti legati alla celebrazione della Rožinca (l’Assunzione di Maria) nonché degustare biscotti e formaggi tipici e conoscere i fiori del territorio. Iscrizioni aperte al costo di 35 euro a persona: telefono 339.8403196 – 349.3241168 – e-mail segreteria@nediskedoline.it. Organizzazione a cura di Pro Loco Nediške Doline – Valli del Natisone Aps, Donne della Benečija, Distretto turistico commerciale Corte Natisonis. Gli appuntamenti successivi del progetto saranno a settembre e ottobre, quindi febbraio e marzo.

IL 20 AGOSTO – Nelle Valli del Natisone l’anno è scandito da appuntamenti tradizionali, legati all’avvicendarsi delle stagioni e al ciclo agricolo. Spesso sono legati a riti propiziatori, in cui fiori e piante hanno un ruolo importante, anche in virtù delle loro specifiche proprietà. Con la dottoressa Erika Balus, profonda conoscitrice delle piante locali e cultrice della tradizione della Benečija, si andrà a conoscere il significato della celebrazione della Rožinca, le tradizioni e le piante ad essa collegate. Assieme a Caterina Dugaro dell’agriturismo La Casa delle Rondini saranno preparati gli štrukiji kuhani secondo la ricetta di famiglia: un dolce che caratterizza tutte le feste che scandiscono l’anno e testimonia l’ospitalità tipica della Benečija. La serata si concluderà con Bruna Flaibani e la sua degustazione al contrario, in cui i vini dell’ azienda agricola familiare incontrano i biscotti de La Gubana della Nonna ed i formaggi dell’azienda agricola Manig. Un viaggio nel gusto in cui Bruna accompagnerà a riconoscere e apprezzare l’armonia che si crea dall’incontro del vino con il cibo.

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In copertina, gli “strucchi” delle Valli del Natisone: sono parenti stretti della più famosa gubana.

Nimis, tutto pronto per la grande festa della solidarietà: vini che si trasformano in… acqua per aiutare l’Africa assetata

(g.l.) Tutto pronto a Nimis per la grande festa della solidarietà che trasforma il vino in… acqua, per dissetare l’Africa. E i vini si chiamano: “Vitae Rosso” dedicato al Kenya dove opera da 50 anni Fratel Dario Laurencig, religioso originario delle Valli del Natisone con doti di rabdomante; “Vitae Bianco” intitolato all’Uganda dove si trova attualmente Suor Laura Gemignani, che da oltre quarant’anni dedica la sua vita alle opere benefiche in Etiopia, Sudan, Sud Sudan. Il tutto avverrà pertanto domani e domenica, quando nel parco della Cantina I Comelli – all’uscita del paese prima di salire a Ramandolo e Torlano -, tornerà a essere protagonista “Diamo un Taglio alla Sete Fvg”, l’organizzazione di volontariato impegnata a sostenere i due missionari comboniani e le loro attività, in particolare – ma non solo – la realizzazione di pozzi di acqua potabile. Un’iniziativa benefica d grande successo che si ripete ininterrottamente dal 2007.

L’occasione per assaggiare e portare a casa questi vini speciali sarà, appunto, la Festa della solidarietà nel weekend a Nimis. Da qualche anno, la giornata del sabato da anteprima della festa si è trasformata in evento con una sua originale fisionomia: con il titolo Cucine dal Mondo verranno proposti oltre 20 assaggi “multietnici”. La festa vedrà impegnato oltre un centinaio di volontari di Diamo un Taglio alla Sete e di numerose associazioni che da anni contribuiscono al successo dell’iniziativa. Altrettanti – forse di più – i musicisti impegnati ad assicurare una colonna sonora eccezionale nelle due giornate. Domani (dalle ore 18 in poi) saliranno sul palco I Maz e Sabina, UT Gandhi, Dallanima, Blues Metropolitano. Domenica, a partire dalle 11, si esibiranno i gruppi Sand of Gospel, Note Nove, Cartoni Ardenti, Back In Blues, The Rookies Trio, La Bande Dal Cjaruç, Alessandro Lepore & Band, Borderline. Per i più piccoli ci sarà, come di consueto, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento), che sarà presente con i suoi mezzi e volontari.
Il “vino della solidarietà” nasce dalla generosità di una ventina di aziende vitivinicole – friulane ma con presenze anche da Veneto, Piemonte, Toscana) – che donano il loro prodotto: vino di qualità, che prima di entrare a far parte del “blend” bianco o rosso deve superare l’assaggio di un panel di enologi, quasi tutti ex allievi dell’Istituto Agrario “Paolino di Aquileia” di Cividale, grazie ai quali è partita e cresciuta l’iniziativa solidale. Alla generosità dei vignaioli si affianca quella dei produttori di tutto ciò che necessita per l’imbottigliamento: bottiglie, tappi, capsule, etichette, imballaggi. La tecnologia necessaria per assicurare un prodotto di qualità è stata fornita anche quest’anno dal Laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari; il personale del centro è stato affiancato dai volontari di Diamo un taglio alla sete. Risultato finale: quasi 4 mila 500 bottiglie e 350 magnum di vino bianco e rosso destinato a trasformarsi in acqua per la sete dell’Africa, appunto attraverso quel “miracolo di Cana… al contrario” che in meno di vent’anni ha permesso di inviare a Fratel Dario (e negli ultimi anni anche a Suor Laura) quasi 600 mila euro. E non è poco!

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.diamountaglioallasete.it o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete.

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In copertina, le bottiglie di “Diamo un taglio alla sete”; all’interno, l’acqua sgorgata per la gioia dei bambini africani, Suor Laura Gemignani e Fratel Dario Laurencig impegnati in quelle terre difficili.

Diamo un taglio alla sete, torna a Nimis la grande festa solidale per aiutare l’Africa con i vini che “diventano” acqua potabile. Si partirà sabato con il mondo dei sapori

“Vitae Rosso” dedicato al Kenya dove opera da 50 anni fratel Dario Laurencig, missionario comboniano originario delle Valli del Natisone con doti di rabdomante; “Vitae Bianco” intitolato all’Uganda dove si trova attualmente suor Laura Gemignani, che da oltre quarant’anni dedica la sua vita alla missione in Africa, operando in Etiopia, Sudan e Sud Sudan. Anche quest’anno, continuando una serie ininterrotta iniziata nel 2007, è andato a buon fine l’imbottigliamento dei vini di “Diamo un Taglio alla Sete Fvg”, l’organizzazione di volontariato impegnata a sostenere i due missionari comboniani e le loro attività, in particolare – ma non solo – per la realizzazione di pozzi di acqua potabile.


Il “vino della solidarietà” nasce dalla generosità di una ventina di aziende vitivinicole – friulane ma con presenze anche da Veneto, Piemonte e Toscana – che donano il loro prodotto: vino di qualità che, prima di entrare a far parte del “blend” bianco o rosso, deve superare l’assaggio di un panel di enologi, quasi tutti ex allievi dell’Istituto Agrario “Paolino di Aquileia” di Cividale del Friuli, grazie ai quali è partita e cresciuta l’iniziativa solidale.
Alla generosità dei vignaioli si affianca quella dei produttori di tutto ciò che necessita per l’imbottigliamento: bottiglie, tappi, capsule, etichette, imballaggi. La tecnologia necessaria per assicurare un prodotto di qualità è stata fornita anche quest’anno dal Laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari; il personale del Centro è stato affiancato dai volontari di Diamo un taglio alla sete. Risultato finale: quasi 4 mila 500 bottiglie e 350 magnum di vino bianco e rosso destinato a trasformarsi in acqua per la sete dell’Africa, attraverso quel “miracolo di Cana… al contrario” che in meno di vent’anni ha permesso di inviare a fratel Dario (e negli ultimi anni anche a suor Laura) quasi 600 mila euro.

L’occasione per assaggiare e portare a casa questi vini speciali sarà la Festa della solidarietà in programma a Nimis nella cantina I Comelli (dove nei giorni scorsi è stato ultimato l’imbottigliamento) sabato 14 e domenica 15 giugno. Da qualche anno, la giornata del sabato da anteprima della festa si è trasformata in evento con una sua originale fisionomia: con il titolo Cucine dal Mondo verranno proposti oltre 20 assaggi “multietnici”.
Nel cartellone del menu compaiono – in rigoroso ordine alfabetico – Argentina, Bosnia, Croazia, Marocco, Messico, Pakistan, Peru, Portogallo, Santo Domingo, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti: un “giro del mondo dei sapori” reso possibile dalla collaborazione di tanti amici provenienti da Paesi lontani, residenti nella nostra regione. L’Italia sarà presente con la Sardegna (il classico Porceddu), l’Emilia (Gnocco fritto) ed i gelati del maestro gelatiere udinese Giancarlo Timballo. Più nostrana ma altrettanto invitante l’offerta gastronomica per la giornata di domenica: ci saranno il cotto con cren, la porcina triestina, l’impiccato pugliese (niente paura, è formaggio fuso), gli affettati di Sauris, la porchetta, le carni alla griglia, la Ocikana delle Valli del Torre e i Cjalcune resiani, il risotto agli asparagi (novità dell’anno una bella collaborazione con la Pro Loco di Tavagnacco), le immancabili pizza e pasta al ragù (o sugo vegetariano) e… molto altro.
La festa vedrà impegnato oltre un centinaio di volontari di Diamo un Taglio alla Sete e di numerose associazioni che da anni contribuiscono al successo dell’iniziativa. Altrettanti – forse di più – i musicisti impegnati ad assicurare una colonna sonora eccezionale nelle due giornate. Sabato (dalle ore 18 in poi) saliranno sul palco I Maz e Sabina, UT Gandhi, Dallanima, Blues Metropolitano. Domenica poi, a partire dalle 11, si esibiranno i gruppi Sand of Gospel, Note Nove, Cartoni Ardenti, Back In Blues, The Rookies Trio, La Bande Dal Cjaruç, Alessandro Lepore & Band, Borderline. Per i più piccoli ci sarà, come di consueto, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento), che sarà presente con i suoi mezzi e volontari.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.diamountaglioallasete.it o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete.

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In copertina e all’interno fratel Dario Laurencig durante la escavazione di pozzi in Africa per la ricerca dell’acqua potabile: progetto al quale si è ultimamente affiancata anche suor Laura Gemignani.

Acqua della Carnia e bontà del Friuli (dal Natisone al Torre e a San Daniele) ora sono protagoniste al Festival di Sanremo

Goccia di Carnia è volata a Sanremo per la settimana del Festival, portando un po’ delle montagne del Friuli Venezia Giulia sulla riviera ligure. L’acqua simbolo della Carnia è al Grand Hotel & des Anglais, albergo storico con al suo interno la più grande spa della città, dove va in scena il Festival dei Sogni, evento che per tutta la settimana coinvolge cantanti, artisti, vip, giornalisti e tutti i protagonisti sanremesi.
Il Festival dei Sogni, ideato dallo spa manager dell’hotel Stefano Serra, si arricchisce quest’anno dello spazio inedito della Infinity Room, uno spazio esclusivo di 100 mq che, con un allestimento creato ad hoc, farà incontrare musica, cultura, benessere, enogastronomia, arte, design, futuro e sostenibilità.
Una stanza riservata, accogliente e rilassante dove gli artisti e tutti i protagonisti del festival potranno riposare, bere o mangiare in un ambiente rilassato e un po’ più defilato dai riflettori. E proprio qui Goccia di Carnia è l’acqua ufficiale di questo “festival nel festival”, assieme ad altre eccellenze del Friuli Venezia Giulia sotto il marchio Io sono Fvg, come i prodotti del Distretto Turistico Commerciale di Cividale, Valli del Natisone e del Torre, della Bottega del Friuli, i salumi e formaggi di Pezzetta, la trota di San Daniele, il prosciutto di Levi, i vini di Specogna e di Isola Augusta.
La Infinity Room è un’idea di Alessandro Pomarè, conduttore televisivo e radiofonico e speaker ufficiale di Udinese Calcio, e di Lapo Pretelli e Lorenzo Gagliano. Il programma prevede degustazioni, una rassegna letteraria a cura dello storico e saggista Alessandro Iovino e una musicale con piccoli concerti per dare spazio a giovani artisti emergenti. L’Infinity Room si configura anche come punto d’incontro d’elezione per media, influencer e protagonisti della settimana sanremese. Madrina del Festival dei sogni è Anna Falchi, attrice e modella che ha calcato il palco dell’Ariston al fianco di Pippo Baudo in occasione della 45ma edizione del Festival.

Per il programma completo del Festival dei Sogni: https://infinityroom.it/

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In copertina, la splendida vallata di Forni Avoltri dove sgorga la Goccia di Carnia.

Un nuovo grande successo al Capodano cividalese con la gubana gigante e le bollicine di Ribolla. E ora perché non pensare anche all’opportunità di reintrodurre il famoso concorso-disfida?

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Un vecchio adagio recita: “Fatto 30, si può fare anche 31!”. Nel 2024 la bellissima festa cividalese di Capodanno con la gubana gigante era perfettamente riuscita, al suo ritorno dopo la interruzione pluriennale dovuta alla triste parentesi pandemica. E mercoledì ancora una volta il successo di pubblico è stato garantito dalla dolce attrazione. Per cui appare logico auspicare, come più di qualcuno l’ha fatto anche in questa felice circostanza, la reintroduzione dell’originale concorso-disfida della gubana con altri dolci famosi, italiani e stranieri. Nel quale molto spesso il tipico prodotto valligiano aveva la meglio in quelle combattute gare (giuria tecnica e popolare) che venivano organizzate con la regia di Andrea Cecchini, allora gestore dello storico locale che finalmente è stato riaperto dopo i lunghi lavori di restauro, e di Sergio Paroni, nella sua qualità di pr della locale Civibank.

Ma veniamo alle note di cronaca. Il gubanificio Dorboló, di San Pietro – che gestisce pure un bel negozio nei palazzi dirimpettai di largo Boiani -, ci ha messo tutto l’impegno del proprio staff per sfornare una versione extralarge del dolce delle Valli del Natisone, davvero squisito e del peso di ben 54 chilogrammi. Sotto la loggia del palazzo municipale dove si affaccia anche il Caffé San Marco, promotore dell’evento, la super-gubana ha quindi fatto bella mostra di sé per le centinaia di persone accorse ad ammirarla e a degustarla. A completare la magnifica festa, peraltro favorita da un tempo splendido, è intervenuta l’azienda vinicola Scarbolo della vicinissima Spessa che ha offerto le bollicine di Ribolla gialla, che oggi, come è noto, sono sempre più richieste.
Daniela Bernardi, sindaco della città longobarda, presente con gli assessori Brinis e Zappulla, nonché con il consigliere Boccolini – ma c’era anche l’onorevole Roberto Novelli -, ha espresso l’augurio della civica amministrazione per un proficuo 2025 cui è seguito l’auspicio di rinnovata speranza da parte dell’arciprete del Duomo, monsignor Livio Carlino. Poi tutti in ordinata fila a degustare la tanto attesa fettina e a brindare all’anno appena cominciato. E così calato il sipario anche su questa nuova edizione del Capodanno cividalese con gubana gigante e Ribolla gialla, con l’arrivederci al primo gennaio 2026. Ma, nel frattempo, gli organizzatori avranno la possibilità di riflettere anche sull’opportunità di reintrodurre, magari fin dal prossimo anno – il mese di svolgimento era febbraio – quella che era diventata la famosa disfida di Cividale e che tanto significato aveva anche dal punto di vista promozionale, per la valorizzazione del tipico prodotto. Perché è bella e importante la festa del “Prin da l’an” con la gubana da Guinness, ma il concorso era davvero il top. Una iniziativa inventata una ventina d’anni prima come una sorta di gioco, ma che poi si era trasformata in una preziosa e attesa manifestazione – sponsor negli ultimi tempi era stata la famosa grappa di Bepi Tosolini, ma sempre, come detto, c’era stato anche il determinante appoggio di Civibank – che, secondo me, merita di essere recuperata e riproposta, magari se ritenuta necessaria con qualche innovazione. La palla, ovviamente, ora passa nel campo di gioco del Caffè San Marco che ha appunto avuto l’iniziativa di reintrodurre la festa di Capodanno, peraltro con grande successo fino dal 2024, magari con il sostegno convinto del Comune di Cividale. Insomma, dicevo all’inizio, “Fatto 30, si può fare anche 31”. Tanti auguri!

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In copertina, il brindisi con le autorità cividalesi; all’interno, il taglio della prima fetta della gubana gigante e sotto la sua distribuzione al folto pubblico.

Cividale, a Capodanno ritorna il brindisi con maxi-gubana e bollicine di Ribolla

Il Capodanno a Cividale vedrà nuovamente protagonista la gubana gigante. La sera del 1° gennaio 2025, alle 18.30, sotto la loggia municipale sulla quale si apre anche il “Caffé San Marco”, che organizza l’evento, farà bella mostra di sè il dolce tipico locale in versione extralarge preparato dal gubanificio Dorboló di San Pietro al Natisone che, proprio di fronte allo storico locale da poco restaurato, ha aperto da qualche anno un’elegante pasticceria. La maxi-gubana sarà poi tagliata a fette e offerta in degustazione agli avventori che si presenteranno nell’allegra circostanza. Il brindisi beneagurante sarà garantito dalle bollicine di Ribolla gialla offerte dall’azienda Scarbolo di Spessa.
Lo scorso Capodanno la gubana pesava 50 chili e furono 600 le persone accorse ad ammirarla e degustarla. Si tratta della 17ma edizione di questo appuntamento del “Prin da l’an” cividalese che si è interrotto per tre anni causa pandemia e dipartita del protagonista di ben 15 edizioni, Berto Blasuttig, titolare del vicino Forno Cattarossi. La ripresa è stata possibile grazie all’impegno di chi ha fortemente voluto mantenere vivo questo evento volto a valorizzare il dolce tipico di Cividale e delle Valli del Natisone e alle aziende che dall’anno scorso si sono unite per rilanciarlo con il patrocinio della civica amministrazione. È apprezzabile, a tale riguardo, che vari rappresentanti delle istituzioni locali siano sempre presenti a questa iniziativa, confermando così la sua validità promozionale e di animazione sociale.

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima festa con la maxi-gubana lo scorso Capodanno a Cividale del Friuli.

Villa de Claricini un Vinitaly in miniatura: etichette provenienti da tutto il mondo

Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco, ha ospitato una stimolante e ricca degustazione di vini friulani, italiani ed internazionali a cura dell’enoteca Tabogan di Cividale. Un “Vinitaly in miniatura” che ha attirato centinaia di wine lovers nella splendida cornice del giardino all’italiana della dimora seicentesca nel corso di una serata limpida e tiepida.
Gli avventori si sono potuti così sbizzarrire tra una grande varietà di vini: dal Collio alla Nuova Zelanda, dal Cile all’Alto Adige, dallo Champagne all’Australia, dal Piemonte alla Sicilia. Un vero e proprio giro del mondo enologico in cui il Friuli Venezia Giulia ha comunque avuto il posto d’onore con 33 aziende presenti più le 6 del consorzio del Pinot bianco del Collio.
A suggellare il successo della serata hanno contribuito le specialità gastronomiche delle Valli del Natisone, proposte dai ristoranti aderenti alla rete “Invito a pranzo nelle Valli”, oltre ad altre sei aziende che presentavano i prodotti tipici locali, dai formaggi alla gubana. La formula è stata premiata dal numeroso pubblico intervenuto, ospitato ordinatamente in un arco di sei ore, dalle 18 alle 24.

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In copertina, il giardino di Villa de Claricini che ha ospitato la degustazione.