“Al Lepre”, pezzo di storia udinese che ora ritorna nel Comitato osterie

(g.l.) Rispolverato un pezzo di storia della vecchia Udine. È quello della trattoria “Al Lepre” che, attraverso la sua nuova gestione, è tornata nel Comitato Difesa Osterie Friulane. Durante un breve incontro, è stato infatti ufficializzato l’ingresso di “Gustâ Al Lepre”, questa l’attuale denominazione del locale di via Poscolle che, dopo alcuni anni di chiusura, ha ritrovato nuova vita grazie ai fratelli Elena e Roberto Montina, e a Massimo Quintavalle, i quali hanno scelto di aderire nuovamente all’Associazione come aveva fatto per lungo tempo la famiglia Tavano che l’aveva aperto nel lontano 1908, quando da Sclaunicco era salito in città il nonno Sisto che, falegname, aveva deciso di diventare oste, dando vita a un locale che era tappa d’obbligo – assieme al dirimpettaio “Albergo Roma”, che da molti anni non c’è più – per gli amanti di un buon bicchiere di vino friulano unito magari a qualche piatto della nostra tradizione.

A dare il benvenuto ai nuovi soci c’erano il presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane, Enzo Mancini; il presidente di Confesercenti Udine, Marco Zoratti; e l’assessore assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz. Presente anche Renato Tavano – figlio del mitico Tito -, che ha gestito il locale fino alla chiusura avvenuta nei primi anni 2000 e che ha simbolicamente consegnato la targa del Comitato Difesa Osterie Friulane ai nuovi titolari.
«Sono molto orgoglioso che un’osteria storica e prestigiosa come “Al Lepre” abbia deciso di rientrare nel Comitato – ha fatto sapere Mancini -. È senz’altro uno degli obiettivi che mi ero posto quando sono diventato presidente. Ringrazio Elena, Roberto e Massimo per aver deciso di aderire nuovamente all’Associazione, sicuro che la nostra collaborazione sarà proficua. Dopo una lunga fase a intermittenza a causa della pandemia siamo ripartiti a pieno regime solamente con Friuli Doc. Ora l’auspicio è di continuare così e quindi di poter accogliere nuovi associati».
«È un vero piacere entrare a far parte el Comitato Difesa Osterie Friulane – hanno fatto sapere i titolari di “Gustâ Al Lepre -. Abbiamo già avuto modo di collaborare con l’Associazione da “esterni” e i risultati sono stati buoni. Ora, siamo certi che l’adesione al Comitato potrà portare a una collaborazione sempre più fruttuosa». «È una grande soddisfazione vedere che il Comitato Difesa Osterie Friulane, di cui siamo partner da alcuni anni, conta nuove adesioni – ha poi sottolineato Zoratti -. Faccio un plauso al lavoro del presidente Mancini, che è sempre in prima linea per gli associati. La nostra collaborazione è da subito stata positiva, come mostra il crescente interesse registrato verso le iniziative comuni come Friuli Doc in Osteria, Carnevale in Osteria e San Martino in Osteria, a cui stiamo lavorando in queste settimane».

«L’adesione dello storico locale “Gustâ Al Lepre” al Comitato Difesa Osterie Friulane dimostra non solo la grande capacità attrattiva che questa importante realtà associativa continua ad avere anche nei confronti delle nuove aperture, ma anche che la tradizione può e deve integrarsi con un’offerta che sia in grado di rivolgersi ai più giovani. Un grazie – ha affermato infine l’assessore Franz – va a Elena e Roberto Montina, e Massimo Quintavalle per avere voluto cogliere questa opportunità e agli amici Mancini e Zoratti per quello che stanno facendo a tutela dello straordinario patrimonio culturale rappresentato dalle osterie friulane».

L’interno del locale oggi.

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In copertina, Renato Tavano con Elena Montina e Massimo Quintavalle alla consegna della targa del Comitato osterie.

TreeArt, Collovini domani a Buttrio. E domenica i migliori oli dei Colli

Proseguono gli incontri pubblici di TreeArt, il progetto ideato dal Comune di Buttrio che propone appuntamenti settimanali per mettere in dialogo cultura, arte e sostenibilità, con l’albero protagonista. “Che la natura cominci dall’esperienza e termini nella ragione” titola l’appuntamento di domani 16 ottobre, alle 16 a Villa di Toppo Florio, con l’esperto d’arte Diego Antonio Collovini in dialogo con Donatella Nonino e Amerita Moretti di Opificio330, l’associazione che cura le iniziative artistico-culturali di TreeArt.

Diego Antonio Collovini


La natura può essere addomesticata e inglobata nel nostro vivere? Ciò è possibile perché nella natura riconosciamo l’idea di bellezza? L’arte da dove inizia? Queste alcune delle domande che guideranno l’incontro pubblico. Collovini (classe 1953, laureato in filosofia all’università di Padova), si interessa e scrive di arte, è autore di svariate monografie di artisti contemporanei, di testi di sociologia dell’arte e di estetica, oltre che organizzatore di mostre d’arte. Attualmente è docente di Storia dell’arte moderna all’Aba Gian Battista Tiepolo di Udine.
Domenica poi, alle 16, sempre a Villa Florio, TreeArt propone anche la degustazione guidata dei migliori oli dei Colli orientali del Friuli. L’esperto assaggiatore di Olea, Giovanni Degenhardt, introdurrà ad una degustazione guidata mediante la tecnica di assaggio “Olfatto e gusto”. Scopriremo che potenziale c’è in questi nostri sensi, che si possono educare e valorizzare come strumenti indispensabili e naturali nell’analisi sensoriale.
Infine, visitabile fino al 24 ottobre a Villa Florio anche la mostra personale dell’artista francese Christian Lapie con una selezione delle sue suggestive opere lignee, i dipinti e i lavori in bronzo (ogni sabato e domenica dalle 10.30 alla 20.00).

L’opera di Christian Lapie.

Tutto il programma su www.treeartfestival.it

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In copertina, un ramo d’ulivo in fiore sui Colli orientali: domenica a Buttrio la degustazione dei migliori oli.

 

“Friuli Doc” vetrina delle eccellenze Fvg all’insegna della sicurezza anti-Covid

(g.l.) Sipario alzato, da ieri sera, su “Friuli Doc”, 27ma edizione, a Udine, dove la vetrina delle eccellenze Fvg continuerà fino a domenica 12 settembre, quest’anno favorita da un tempo splendido, quasi estivo. Il tutto all’insegna della sicurezza anti-Covid.  E un ringraziamento ai cittadini della regione, ai lavoratori, agli imprenditori che davanti ad una pandemia hanno lasciato da parte la paura e hanno continuato a camminare è venuto dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il quale ha portato il saluto dell’Amministrazione regionale all’inaugurazione della rassegna che si è tenuta ieri pomeriggio in piazza Libertà a Udine, presenti anche il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore ai Grandi eventi Maurizio Franz. Il governatore ha rimarcato come il Friuli Venezia Giulia abbia dimostrato di essere una comunità forte con poche lacrime e poche lamentele, esempio in tutto il mondo. Anche l’Amministrazione regionale in questo momento di crisi ha scelto di investire, avere il coraggio di non fermarsi e costruire il futuro.

Fedriga, come gli altri amministratori presenti, ha poi richiamato – informa una nota Arc – i cittadini all’opportunità di vaccinarsi per tutelare se stessi, per la comunità, per salvaguardare gli ospedali. Con il dovere di raccontare la verità e di non alimentare la lotta tra posizioni antitetiche, il governatore ha ringraziato Udine per aver deciso di aprire la città e svolgere in sicurezza Friuli dimostrando che il Green pass è la garanzia per ridare libertà e non per limitarla. Anche l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha elogiato l’evento richiamando il buon andamento delle affluenze turistiche, in crescita in particolare durante la stagione estiva. Il 2021 è stato definito un anno eccezionale per il Friuli Venezia Giulia che ha registrato afflussi turistici record rispetto agli ultimi dieci anni, tra cui il ritorno massiccio degli austriaci che proprio Udine ha accolto in gran numero. Nel comparto turistico la Regione Fvg, nel 2021, ha investito in infrastrutture, recupero immobili ed eventi risorse per oltre 100 milioni di euro. Quanto a Udine, la città viene vissuta come vetrina internazionale importante per la cultura, la produzione enogastronomica, le tipicità. Concetti ripresi anche dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che a margine della manifestazione ha espresso apprezzamento per la sua formula che unisce storia, tradizione, cultura, enogastronomia ed ogni genere di eccellenze. Friuli Doc è la conferma di come gli investimenti della Giunta anche con la manovra di assestamento abbiano contribuito al percorso di crescita della città. Tra queste i testimonial al taglio del nastro, i campioni olimpici Jonathan Milan e Mara Navarria, che il governatore ha voluto ringraziare non solo per i risultati sportivi, ma anche per l’umiltà con cui vivono le loro vittorie.

Come detto, Friuli Doc si terrà in un crescendo di proposte e iniziative fino a domenica prossima: un’edizione all’insegna della sicurezza garantita dall’accesso alle aree solo per chi possiede il Green Pass, secondo la norma nazionale e un piano di prevenzione stabilito in coordinamento con Prefettura e Questura. Forte il richiamo di tutte le istituzioni all’adesione alla campagna vaccinale che trova nell’evento un alleato: in collaborazione con la Direzione centrale salute della Regione è stato infatti allestito un punto vaccinale in Sala Ajace sotto la loggia del Lionello. La manifestazione amplia la propria geografia: tornano protagoniste via Vittorio Veneto, piazza Matteotti e la splendida Corte Morpurgo. Tornano anche gli stand della Stiria sempre molto attesi e le Pro Loco, nuovamente attive dopo un anno e mezzo difficile per la sospensione di gran parte delle sagre paesane.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale di Friuli Doc a Udine.

Friuli Doc, a Udine oggi si alza il sipario. E 18 osterie saranno protagoniste

Sipario alzato da oggi, a Udine, sulla 27ª edizione di Friuli Doc, che sarà inaugurata ufficialmente alle 17.30 in piazza Libertà. E, nell’ambito dell’annuale manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia,  sarà la qualità la regina indiscussa della proposta che faranno le diciotto realtà cittadine aderenti a “Friuli Doc in Osteria”.

La presentazione dell’iniziativa.

UN RUOLO CENTRALE – Per quattro giornate, dal 9 al 12 settembre, il capoluogo friulano rinnoverà l’appuntamento con la buona cucina regionale, e fra le protagoniste indiscusse ci saranno proprio le osterie che «anno dopo anno, stanno recuperando centralità nella programmazione di Friuli Doc, un importante evento capace di unire al buon cibo anche la cultura», ha spiegato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine che ha organizzato “Friuli Doc in Osteria” di concerto con il Comitato Difesa Osterie Friulane, con il patrocinio del Comune di Udine, Ente Friuli nel Mondo, Promoturismo Fvg, Società Filologica friulana, Pro Loco Città di Udine, e in collaborazione con Arlef, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana.  «La kermesse – ha proseguito Zoratti durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa -, ormai quasi trent’anni fa, è nata proprio dall’iniziativa degli osti, è poi cresciuta e maturata, cambiando e diventando sempre più articolata, come la conosciamo oggi. Per un periodo le osterie sono state messe in secondo piano, ma con piacere negli ultimi anni stanno recuperando il ruolo che meritano. Così come assume sempre maggior significato e riscontra un crescente interesse anche tra i giovani la cucina evocativa». Da sempre, ieri come oggi, luogo di socialità, le osterie saranno presenti a Friuli Doc 27 con 18 menù diversi, capaci di soddisfare tutti i palati. Ciascuna proposta di cucina non mancherà d’essere poi accompagnata anche da un buon bicchiere di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 4 a 13 euro. «Il coinvolgimento di ben diciotto osterie è senz’altro un grande traguardo per questa iniziativa, che spero si consoliderà nei prossimi anni, perché il ruolo delle osterie all’interno del Friuli Doc e in Friuli è importantissimo. Ringrazio quindi gli organizzatori, Confesercenti e il Comitato Difesa Osterie Friulane, non solo per l’impegno profuso per realizzare l’iniziativa, ma anche per aver coinvolto così tanti partner. Prendiamoli a esempio, perché solo con il lavoro di squadra è possibile crescere, anno dopo anno», ha chiarito l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz, presente assieme a Eros Cisilino, presidente di Arlef, Christian Canciani e Gabrio Piemonte di Ente Friuli nel Mondo, Giorgia Alfarè, direttrice di Confesercenti Udine, Francesca Musto della fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Eva Seminara di Confartigianato Udine. Per l’occasione è stato anche realizzato un menù plurilingue: italiano, tedesco e friulano, grazie allo Sportel linguistic regjonâl pe lenghe furlane dell’Arlef: « Questa edizione di Friuli Doc – ha chiarito Cisilino – si connota dall’ampio uso della lingua friulana e, più in generale, dal plurilinguismo: scelte, queste, ampiamente apprezzate dai turisti locali e da quelli esteri, che vedono la nostra lingua madre come una fattore di conoscenza imprescindibile e una caratteristica distintiva di un territorio stupendo, unico e inimitabile come i suoi prodotti e la sua gente. Fa piacere anche constatare la costante crescita di interesse per la “marilenghe” delle categorie economiche e associative che riconoscono al friulano un valore commerciale aggiuntivo alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti».

LE OSTERIE ADERENTI – Ecco allora che Da Artico (via Poscolle 58), Pieri Mortadele (via Bartolini 8), Al Cappello (via Paolo Sarpi 5), Osteria Da Lucia (via Di Mezzo 118), Ex Provinciali (via Della Prefettura 3), Al Canarino (via Cussignacco 37), Al Fari Vecjo (via Grazzano 78), La Torate (piazza Del Pozzo 20), Al Fagiano (via Zanon 7), Cjanton Di Vin (via F. Tomadini 6), Al Pavone (via Muratti 62), Osteria E Staffa (via Poscolle 47), Al Pignolo (via Manin 6), Al Lepre – Gustâ (via Poscolle 29), Al Vecchio Stallo (via Viola 7), Osteria Alle Volte (via Mercerie 6), Cin Cin Bar (viale G. Bassi 60), Alla Ghiacciaia (via Zanon 13/A) sarà possibile assaggiare i piatti golosi della tradizione friulana come gli gnocchi ripieni di susine, affettati e formaggi, frico, musetto, gulasch, solo per citarne alcuni! «Osteria è storia – ha spiegato Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. Per questo, come associazione, assieme a tutti gli iscritti, investiamo ogni giorno sul turismo enogastronomico, per vivere, e far vivere a tutti i nostri ospiti, il cibo come cultura ed esperienza, per sviluppare, partendo proprio dalle nostre specialità, il patrimonio storico e artistico dei luoghi della nostra terra. Una particolare attenzione, poi è rivolta ai giovani. Come Comitato Difesa Osterie Friulane, stiamo lavorando sempre più per avvicinare le nuove generazioni e per far conoscere i principi fondamentali e le tradizioni di questo mestiere che per me è il più bello del mondo. I risultati ci sono, e con piacere vediamo sempre più ragazze e ragazzi non solo cominciare l’attività, ma anche sedersi ai nostri tavoli. Detto questo – ha concluso -, siamo entusiasti di essere sempre di più, e nuovamente, parte attiva di un evento come Friuli Doc che celebra il buon cibo del nostro amato Friuli».

Frico, piatto immancabile.

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In copertina, è l’ora dei brindisi a Friuli Doc che oggi comincia a Udine.

 

 

“Borderwine”, oggi a Udine ultimo giorno con il salone del vino naturale

Seconda e ultima giornata, oggi a Udine, con “Borderwine”, il Salone transfrontaliero del vino naturale ritornato per la quinta edizione dopo lo stop forzato del 2020 dovuto all’emergenza Covid. Come è noto, l’edizione della ripartenza ha segnato un importante cambio di location, in quanto si è spostata da Cividale al capoluogo friulano, dove anche oggi l’appuntamento è dalle 18 alle 23.30, nel giardino esterno del Cinema Visionario che ospita 30 vignaioli tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria e Slovenia, numerosi produttori locali e degustazioni, oltre ad aperitivi, musica ed incontri.
Tra gli eventi che hanno contrassegnato questa nuova edizione la masterclass dedicata alla Vitovska, antico vitigno autoctono a bacca bianca del Carso, e la performance live a fumetti del duo friulano Francesco Scalettaris e Gio Di Qual, autori del libro illustrato “Conoscere il vino. Manuale a fumetti per bere con gusto” che insegna attraverso i loro disegni come si produce, come si assaggia e come si abbina una buona etichetta a un piatto.
Ad accompagnare i vini rigorosamente naturali delle cantine ci saranno anche oggi le creazioni della storica Osteria Pieri Mortadele, di riva Bartolini a Udine, che per l’occasione diventa “Pierin Tarantolato”, in una speciale collaborazione con la Libreria Tarantola, assieme alla quale gestirà il cartellone del giardino del Visionario per tutta l’estate.
I criteri per poter partecipare come produttori a “Borderwine” – ricordano gli ideatori, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti – sono ferrei: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Per cui, produrre vino naturale per questa rassegna significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo. L’ingresso a “Borderwine” costa 20 euro, 35: i biglietti sono acquistabili in prevendita sul sito gustait.com

L’ultima edizione a Cividale.

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In copertina, grappoli di Vitovska dai quali si ottiene il grande bianco della Doc Carso, sopra Trieste.

“Diamo un taglio alla sete”, a Nimis da 15 anni il vino per trovare l’acqua in Africa

Grandi vini da trasformare in… acqua! È quanto avviene a Nimis da ben 15 anni, dove la solidarietà non conosce ostacoli. Ed è proprio questo il messaggio che verrà lanciato anche nel prossimo weekend dai volontari di “Diamo un taglio alla sete Fvg”, l’organizzazione di volontariato che, appunto da tre lustri, sostiene la benemerita attività di ricerca dell’acqua del missionario comboniano Dario Laurencig, originario delle Valli del Natisone, imbottigliando un “vino solidale” (anzi due, un bianco e un rosso) “a costo zero”: dalla materia prima a tutto ciò che serve per la confezione, manodopera compresa, tutto viene donato con generosità. Le bottiglie (e i magnum, sempre richiestissimi) vengono poi distribuiti a fronte di offerte destinate proprio a fratel Dario: nelle prime 14 edizioni sono stati raccolti complessivamente oltre 450 mila euro, grazie ai quali sono stati realizzati pozzi di acqua potabile e sviluppati progetti di solidarietà nel settore della sanità e dell’educazione scolastica, nella regione del Turkana (Kenya) ed in Sud Sudan.

Fratel Dario con l’acqua che sgorga.

Lo scorso anno, pur con le difficoltà conseguenti alla pandemia, l’imbottigliamento è stato fatto in modalità “protetta”, e la tradizionale festa è stata solamente virtuale. Festa che quest’anno invece ci sarà (nel rispetto di tutte le norme anti-Covid) sabato 24 e domenica 25 luglio: all’aperto, sul piazzale della cantina “I Comelli”, a Nimis, attrezzata con i tradizionali maxi-tendoni e allargata ai prati adiacenti, per consentire un maggior distanziamento.

I volontari non saranno impegnati nell’imbottigliamento del Vitae bianco e rosso, già effettuato (con la storica collaborazione del laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari) nelle giornate precedenti, e potranno pertanto concentrarsi sull’accoglienza e sull’ordinato svolgimento della festa, che si aprirà sabato prossimo alle 18. In coerenza con il claim “da 15 anni insieme con gioia, musica e solidarietà”, si alterneranno sul palco due gruppi musicali che si possono ormai definire habitués: le “Officine ritmiche” e i “Power flower”. L’assaggio dei vini (saranno in degustazione sia quelli imbottigliati nel 2020, sia quelli del 2021) saranno accompagnati dai piatti delle “Cucine del mondo”, un tour gastronomico che oltre ai “classici” italiani (come lo gnocco fritto ed il tiramisù) proporrà in degustazione assaggi multietnici che spazieranno dal Portogallo (con le Pastes de Bacalhau) allo Sri Lanka, dall’Argentina (con Empanadas e Alfajores) al Pakistan, dalla Spagna all’Afghanistan, al Messico e al Perù. Un “giro del mondo gastronomico” reso possibile dalla collaborazione con Diamo un taglio alla sete dell’Associazione Cinampa di Udine e di tanti amici provenienti da Paesi lontani, residenti ormai nella nostra regione.

L’imbottigliamento dei vini.

Domenica, invece, la festa riprenderà con l’apertura dei chioschi, a partire dalle 12. La proposta gastronomica avrà il suo pezzo forte nel tradizionale “spiedone”, con contorno di patate fritte. Per gli amanti dei carboidrati, pizza e piadina con farciture varie. Non mancheranno i prodotti degli sponsor tradizionali, ovvero i salumi della Wolf Sauris; il gelato di Fiordilatte (Giancarlo Timballo) di Udine; lamponi e mirtilli caldi della Pro Loco di Avasinis; le frittelle di mele della Pro Loco di Sutrio, oltre all’immancabile IllyCaffè.

Il programma musicale – che sarà intercalato dagli interventi parlati dei testimonial dell’Associazione – è quello di una vera e propria maratona: in scaletta gli ottoni degli Splumats, la voce di Sabrina Grimaz, i gruppi Sand of Gospel & Saint Lucy, Yerba project, Parsound, Galaxy, Coletto Free Mask Syndicate.
Per i più piccoli ci sarà, come di consueto un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento) che sarà presente con i suoi mezzi e volontari. Per garantire la tracciabilità è obbligatoria la registrazione, che è consigliabile, per evitare code, effettuare in anticipo sul sito eventbrite.it. Ulteriori informazioni sono disponibili in internet al sito www.diamountaglioallasete.it

Un po’ di refrigio per i bambini.

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In copertina, ecco il Vitae bianco e rosso della solidarietà per l’Africa.

A Udine nascerà l’“agro tech specialist”: accordo Malignani-Città del Vino Fvg

A Udine nasceranno i professionisti agricoli del domani. Sta, infatti, per decollare una proposta didattica specializzata che avrà particolare attenzione al mondo del vino, così importante in Friuli Venezia Giulia, sulla base di un accordo di collaborazione tra Mits – Malignani Istituto Tecnico Superiore e Associazione nazionale Città del Vino, attraverso il suo coordinamento Fvg, che ha lo scopo di promuovere il nuovo Istituto Tecnico Superiore Sistema Agroalimentare – Agro Tech Specialist con sede proprio nel capoluogo friulano. L’Istituto Tecnico Superiore è una scuola post-diploma, parallela ai corsi universitari, ad alta specializzazione finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro di figure professionali nelle aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo economico e la competitività delle imprese. Le Città del Vino diffonderanno a livello nazionale i programmi dell’Istituto.

Ester Iannis

Tiziano Venturini

«In un Paese che vive la condizione paradossale di un’alta disoccupazione giovanile, ma in cui un’azienda su tre non trova lavoratori qualificati – spiega Ester Iannis, direttore Malignani Udine -, il Mits è al servizio del mondo produttivo per intercettare il cambiamento delle competenze richieste, per costruire percorsi di formazione post-diploma di alta specializzazione coerenti e offrire ai giovani la possibilità di inserimento di qualità nel mondo del lavoro grazie al possesso di saperi tecnici avanzati, saperi digitali “nativi”, capacità di problem solving. Il corso Agro Tech Specialist è stato co-progettato con le aziende di un settore produttivo di eccellenza, che vive un presente sempre più 4.0: l’auspicio è che i giovani in possesso di diploma superiore sappiano cogliere questa nuovissima opportunità formativa che li porterà in soli due anni ad operare in un mondo che coniuga tecnologia, natura e sostenibilità. La condivisione di obiettivi e visione con Associazione nazionale Città del vino per il Mits è motivo di orgoglio e di fiducia».
«Siamo pronti a far conoscere a livello nazionale a tutti i nostri Comuni associati – aggiunge Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e assessore alla promozione turistica e Città del Vino del Comune di Buttrio -, in cui vivono e operano migliaia di famiglie attive in viticoltura, questa proposta didattica d’eccellenza del Mits Udine. Uno sguardo orientato al futuro del comparto, da cui discende una ricerca della qualità attraverso la quale, successivamente, possono beneficiarne anche gli enoturisti che sono il nostro pubblico di riferimento».

L’agro tech specialist che viene formato è un tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agro-alimentari e agro-industriali, e specializzato nelle tecnologie applicate agli impianti, alle macchine e alle attrezzature delle aziende agricole, in particolare vitivinicole, sempre più orientate al 4.0. Digitalizzazione, tecniche di acquisizione dei dati, intelligenza artificiale, utilizzo dei droni in agricoltura, sistemi Gis attraverso la cartografia digitale agricoltura di precisione: queste le materie d’insegnamento, nuove tecnologie e competenze sempre più richieste, per una gestione del vigneto agro-ecologica, sostenibile e di qualità.
Il corso dura 4 semestri per 2000 ore di attività formative e 750 ore di stage in azienda. I candidati devono essere in possesso del diploma di scuola secondaria superiore (Istituti tecnici, Licei, Istituti professionali). Le selezioni sono previste il 23 luglio e il 16 settembre 2021, previa presentazione di domanda di ammissione online in base alle indicazioni riportate alla sezione Bandi/ammissione studenti del sito www.itsmalignani.it. Gli allievi possono beneficiare delle agevolazioni Ardiss Fvg per l’assegnazione di alloggi, borse di studio e degli altri sostegni per il diritto allo studio gestiti da Ardis.
L’accordo di collaborazione prevede l’impegno tra Mits e Città del Vino nel progettare e implementare progetti formativi biennali di V livello EQF orientati all’innovazione tecnologica in ambito vitivinicolo e coerenti con i fabbisogni formativi del settore; a favorire il rapporto di collaborazione formativa tra il Mits e i propri associati o gli Amici di Città del vino; a far conoscere al territorio, a famiglie e giovani tramite i propri strumenti informativi le proposte formative del Mits coerenti con il settore vitivinicolo.

Tecnologie avanzate in agricoltura.

Per tutte le informazioni Fondazione Nuove Tecnologie per il made in Italy (Mits) – Viale Leonardo da Vinci 10, Udine Telefono 0432.481859 – segreteria@itsmalignani.it – www.itsmalignani.it (il percorso è soggetto ad approvazione da parte della Regione Friuli Venezia Giulia).

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In copertina e all’interno vigneti a Spessa e a Ipplis sui Colli orientali del Friuli nelle foto di Fabrice Gallina.

 

 

Cibo-benessere e peperoncino in due proposte sull’alimentazione

(g.l.) Due interessanti appuntamenti legati alla nostra alimentazione sono in programma nei prossimi giorni a Udine e a Tavagnacco, a cura del Caffè letterario udinese e dell’Accademia italiana del peperoncino, intonati ai cibi fautori di benessere e alla sempre più apprezzata, e salutare, “dieta mediterranea” nella quale proprio l’elemento piccante ha un ruolo decisivo, da grande protagonista. Ecco pertanto le due proposte in dettaglio.

UDINE – L’attivissimo sodalizio culturale diretto da Maria Sabina Marzotta – il “Caffè letterario udinese”, appunto -, ha organizzato per mercoledì 30 giugno, alle ore 17.30, alla Odòs Libreria Editrice, in vicolo della Banca 6, un incontro sul tema “Alimentazione e benessere, Cibi creatori di empatia”. Relazionerà la dottoressa Francesca Degano, erborista, mentre la conduzione della serata e il dibattito saranno a cura della stessa presidente Marzotta. La quale scrive: «Siamo lieti di invitarvi a partecipare all’incontro in presenza, dopo tanti mesi di isolamento forzato. Sarà una piacevole occasione per riprenderci i nostri spazi culturali». Per motivi organizzativi è consigliata la prenotazione al numero 347.5527712.

Maria Sabina Marzotta

TAVAGNACCO – Primo Aperitivo piccante, invece, giovedì 1 luglio al ristorante pizzeria Al Parco di Tavagnacco, in piazza di Prampero. Si tratta di un invitante brindisi in amicizia per festeggiare la ripartenza organizzato dalla Delegazione di Udine – Friuli Venezia Giulia dell’Accademia italiana del peperoncino, che ha sede a Diamante in Calabria. Ecco i motivi che hanno consigliato la stuzzicante iniziativa: il primo appuntamento accademico post-Covid e pure il primo nella nuova sede della delegazione friulana. E poi «perché – dicono gli organizzatori – siamo sicuri che ne seguiranno altri». La quota di partecipazione è di 10 euro a persona: prenotazione obbligatoria entro oggi, 28 giugno, all’indirizzo elettronico peperoncino.fvg@gmail.com oppure via telefono (o messaggio Whatsapp) al numero 335.6987484.

Due belle proposte, quindi, da prendere al volo, non solo per i loro contenuti, ma anche perché segnano, finalmente, una vera e propria ripartenza fisica delle iniziative che prevedono l’incontro di persone che, come è noto, da oggi all’aperto non hanno più l’obbligo della mascherina. Un primo e tanto auspicato segnale di ritorno alla normalità, condizione di vita di cui tutti abbiamo veramente grande bisogno.

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In copertina, un cesto di piccantissimi peperoncini, fondamentali nella “dieta mediterranea”.

Chef con tanta voglia di ripartire nel capitolo 2 della “Nuova cucina Fvg”

di Giuseppe Longo

UDINE – Ma che bravi! Sì, bisogna dirlo, perché quasi un anno e mezzo di pandemia e uno stop forzato delle attività, per gran parte dei mesi più acuti dell’emergenza sanitaria, con danni enormi, non sono riusciti a spegnere il loro entusiasmo. Spente invece le cucine, hanno approfittato per progettare la ripartenza, quella che è finalmente arrivata con la tanto sospirata “zona bianca”. Insomma, da bravi friulani, senza piangersi addosso, hanno fatto come era avvenuto dopo il terremoto di 45 anni fa: pensare fin da subito come rimettersi in moto. Ed eccoci, allora, al secondo capitolo di quell’affascinante libro cominciato a scrivere l’anno scorso, quando si pensava che il Coronavirus fosse già archiviato («andrà tutto bene», ricordate?) e che è stato intitolato “Friuli Venezia Giulia, la nuova cucina”. Gli scrittori sono gli chef di Fvg Via dei Sapori, il consorzio della buona tavola che in vent’anni di appassionato lavoro, sotto la guida di Walter Filiputti, si sono messi in evidenza e fatti apprezzare per una lunga serie di cene-spettacolo – mitiche quelle sul Lungomare di Grado e al Castello di Spessa! -, ma non solo. E ora ecco, appunto, la seconda puntata, fatta di dieci serate tra fine giugno e luglio, che sarà seguita da una terza (e conclusiva), ma probabilmente non subito dopo questa.

Walter Filiputti e Massimiliano Sabinot ieri al Vitello d’Oro.


Un nuovo capitolo, dunque, che si differenzia dal primo dispiegatosi nello scorso autunno – ma che poi negli ultimi appuntamenti ha dovuto purtroppo fare i conti con il riaffacciarsi dell’implacabile Covid-19 -, perché, pur contando sull’innovazione, punta sul recupero della tradizione attraverso una sua attenta “rilettura”: una volontà spiegata dalle radici disegnate sul logo in mezzo a quel cerchio che significa perfezione. Perché non bisogna mai disperdere il ricco patrimonio di conoscenze di cui la nostra terra è portatrice. L’ha spiegato bene lo stesso Filiputti nel corso della presentazione ufficiale dell’iniziativa, avvenuta ieri allo scoccare del mezzogiorno nel cortiletto del Vitello d’Oro, nel cuore di Udine: l’ora giusta per assaporare poi alcune sfiziosità di “nuovo conio” uscite dalle rinnovate cucine del locale guidato da Massimiliano Sabinot.

Prosegue, dunque, il lavoro di ricerca e sperimentazione di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori – ricordiamo che ai 22 “top restaurant” della regione si affiancano quasi cinquanta partner fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto – che pure in questa occasione coinvolgerà una ventina di locali emergenti della regione, quelli che erano già stati chiamati “Nuovi Amici” e nei quali il gruppo storico crede e fonda le speranze per un rilancio in grande stile della nostra ristorazione che, è bene ribadirlo, non teme confronti.
Così, dopo aver creato nel 2020 piatti d’avanguardia, anche quest’anno si torna alla cucina contemporanea, ma appunto per rileggere la tradizione. «Passiamo dal laboratorio all’atelier di alta moda – ha spiegato Filiputti -. L’intenzione del consorzio di coinvolgere il maggior numero di soggetti e attori possibili si è concretizzata con soddisfazione: la rete dei partecipanti conta ora 86 soggetti, di cui metà ristoratori, oltre alle istituzioni (Regione Fvg, PromoturismoFvg, Camera di Commercio di Pordenone-Udine), che ringraziamo per aver creduto e appoggiato il nostro progetto».
Come detto, la Nuova Cucina Capitolo 2 si articolerà in 10 serate, uniche e speciali, che si svolgeranno in altrettanti locali associati a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, con l’eccezione di Trieste, dove la serata sarà ambientata sul mare, ospitata da un ristoratore Amico. Le serate si terranno il martedì e il giovedì, dal 29 giugno al 29 luglio. Insomma, un mese esatto di alta gastronomia.


Protagonisti ogni volta saranno quattro chef (due del consorzio e due dei locali emergenti) che, confrontandosi e lavorando insieme, hanno creato un menu assolutamente inedito. Un menu importante di sei portate, che prenderà in via con uno speciale benvenuto della cucina creato a otto mani, a cui seguiranno uno o due antipasti, uno o due primi, il secondo e il dolce. Il tutto sarà arricchito da raffinate squisitezze dei partner del progetto: dalla selezione dei vini in abbinamento (saranno oltre cinquanta, cinque per ogni serata, oltre ai dolci), ai distillati che accompagneranno i dessert creati non solo dagli chef dei ristoratori, ma anche da maestri pasticcieri e cioccolatai della nostra regione. La prenotazione alle cene è obbligatoria e va fatta – hanno ricordato Filiputti e Sabinot – direttamente ai ristoranti. I menu e tutte le informazioni su www.fvg-lanuovacucina.it, dove si sono raccontati tutti gli attori di questa nuova esperienza che attinge a quanto di meglio offre il Made in Fvg.
Le ricette che verranno presentate nel corso delle serate sono tutte originali e pensate appositamente per questa nuova serie di eventi. E così gli ospiti potranno gustare la tradizione “riletta”, come si diceva, dai ristoratori del consorzio e dai loro Nuovi Amici. I piatti, però, non saranno una “sorpresa” come era avvenuto nella prima parte della manifestazione, bensì saranno presentati in anticipo, per cui ognuno saprà prima di prenotare cosa lo aspetterà a tavola. Diversi i percorsi intrapresi da ogni chef e assolutamente interessanti le soluzioni proposte. Alcuni sono partiti dai prodotti del Friuli Venezia Giulia, trasformando un ingrediente tradizionale in modo completamente diverso dal solito (molto promettente la originalissima “mela” pensata proprio da Massimiliano Sabinot). Altri hanno interpretato un piatto storico in uno più attuale, pur continuando a ricorrere agli stessi ingredienti. Altri ancora hanno utilizzato le tecniche moderne per esaltare, alleggerire, riammodernare le ricette tradizionali. «Fine comune – ha aggiunto il leader di Fvg Via dei Sapori – è stato sublimare la tradizione, esaltando i gusti attraverso una nuova visione dei piatti».
Vi par poco? Certamente no, saranno dieci appuntamenti tutti da ricordare. E le cene-spettacolo di cui facevamo cenno all’inizio? Troppo presto per riparlare di queste iniziative, tutte di grosso richiamo. «Per ora è rischioso pensare anche a questo: bisogna che la situazione si normalizzi», ha osservato Walter Filiputti. Come dargli torto. Per cui se ne riparlerà il prossimo anno, quando verosimilmente prenderà corpo anche il terzo capitolo del libro “Friuli Venezia Giulia, la nuova cucina”. Per ora godiamoci il presente, cioè il ritorno in scena di questi bravissimi chef per troppo a lungo rimasti fermi (o quasi, perché l’asporto o il delivery che dir si voglia non rappresenta di certo una soluzione accettabile in tempo di lockdown) e che hanno tanta voglia di ripartire e di tornarci a stupire.

Il calendario

29 giugno – Da Nando (Mortegliano)
assieme agli chef di: Ai Fiori, La Bonteca, Pura Follia

1 luglio – Lokanda Devetak (San Michele del Carso)
assieme agli chef di: Al Carnia, AB Osteria Contemporanea, Darsena

6 luglio – La Taverna (Colloredo di Montalbano)
assieme agli chef di: La Torre, Antica Ghiacceretta, Osteria Dvor

8 luglio – Al Grop (Tavagnacco)
assieme agli chef di: Tavernetta All’Androna, Caffetteria Torinese, Alla Casasola

13 luglio – Vitello d’Oro (Udine)
assieme agli chef di: Mondschein, Enoteca di Buttrio, Hostaria la Tavernetta

15 luglio – Ai Tre Merli (Trieste)
assieme agli chef di: Al Gallo, La Buteghe di Pierute, San Michele

20 luglio – Al Paradiso (Pocenia)
assieme agli chef di: Ristorante Ilija, La Pigna, La Luna

22 luglio – Costantini (Collalto di Tarcento)
assieme agli chef di: Al Ponte, 1883 Restaurant&Rooms, Il Piron dal Re

27 luglio – La Subida (Cormons)
assieme agli chef di: La Torre, Barcaneta, Da Alvise

29 luglio – Ristorante Ilija (Tarvisio)
assieme agli chef di: Da Toni, Sal de Mar, Valeria 1904

LA RETE DI
“FRIULI VENEZIA GIULIA, LA NUOVA CUCINA”
CAPITOLO 2

Ristoratori di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori (www.friuliviadeisapori.it)

Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ristorante Ilija di Tarvisio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Vitello d’Oro di Udine.

Nuovi Amici

Sono 21 i ristoranti emergenti che sono stati selezionati per partecipare al progetto. Rappresentativi delle aree regionali, contribuiscono con le proprie ricette e il coinvolgimento nella comunicazione del progetto a lanciare il messaggio della Nuova Cucina.

1883 Restaurant & Rooms di Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Caffetteria Torinese di Palmanova, Alla Casasola di Maniago, Alla Luna a Gorizia, Antica Ghiacceretta di Trieste, Barcaneta di Marano Lagunare, Bonteca di Cordenons, Da Alvise a Sutrio, Valeria 1904 di Trieste, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Dvor di S.Floriano del Collio, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta di Udine, Il Piron Dal Re di Codroipo, La Buteghe di Pierute di Illegio, La Pigna di Lignano Sabbiadoro, Pura Follia di Givigliana Rigolato, Sal De Mar di Muggia, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste.

Al percorso gastronomico dei 39 ristoranti si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

21 vignaioli e 1 distillatore

Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Princic, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich. Nonino Distillatori.

19 artigiani del gusto con produzioni di eccellenza

La pasta artigianale Macino di Roberto Franzin di Aquileia; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale e Valli del Natisone; i formaggi del Consorzio Montasio; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; i dolci e i cioccolati delle Pasticcerie Mosaico e Cocambo di Aquileia; i dolci e le torte della Pasticceria Maritani di Monfalcone e Staranzano; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’Aceto Sirk; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

6 partner tecnici

Bliz Concessionaria Peugeot di Tavagnacco, Globus di Pavia di Udine, Lis Lavanderia di San Vito al Tagliamento, Monaco Ristorazione di Udine, Publicad di Udine, Soplaya di Udine.

Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di Regione FVG, PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina, il logo con le radici simbolo della cucina ancorata alla tradizione ma aperta al nuovo.

A Povoletto una viticoltura di pregio che merita d’essere sostenuta e valorizzata

(g.l.) Nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, denominazione di origine controllata che nel 2020 ha tagliato il traguardo di mezzo secolo di vita, un posto di assoluto rilievo, non solo per la qualità dei prodotti ma anche per la bellezza paesaggistica dei luoghi, è giustamente occupato da Povoletto, in particolare con le splendide colline di Savorgnano del Torre, ma anche con le sottostanti aree viticole di Ravosa, Marsure e Bellazoia. Quello del vino è, infatti, il fiore all’occhiello delle produzioni del vasto territorio comunale che dalle porte di Udine si estende fino a Nimis. Copre un’area di circa 200 ettari, con una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, tutte di riconosciuto pregio. Tanto che l’amministrazione civica guidata dal sindaco Giuliano Castenetto ha voluto premiare queste eccellenze supportando il settore con la richiesta di aderire al circuito delle Città del Vino. L’obiettivo dell’Associazione nazionale è quello di sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita e uno sviluppo sostenibile, nonché più opportunità di lavoro.

L’assessore comunale Lisa Rossi.

Le aziende vitivinicole di questo territorio sono state protagoniste in questi mesi di una serie di interessanti appuntamenti online, proposti nell’ambito dell’iniziativa tecnico-promozionale “2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Come si ricorderà, tutto aveva preso avvio nella seconda metà di ottobre, al termine delle operazioni di cantina che hanno consentito di ottenere vini di ottima qualità, con un convegno dal titolo “Vendemmia 2020, quale futuro”, coordinato da Claudio Fabbro, agronomo e giornalista, con radici familiari nella stessa Povoletto, e che ha visto la partecipazione anche di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, che ha fato il punto anche sugli orientamenti dei consumatori alla luce della difficile esperienza di Covid-19. Purtroppo, all’ultimo momento, l’incontro “in presenza”, come si usa dire con il neologismo coniato nell’emergenza pandemica, non è potuto avvenire, per cui si è dovuto fare ricorso alle risorse della rete. A tale riguardo, è disponibile un video (https://youtu.be/Db9rsafyZew) che merita d’essere rivisto anche perché offre preziosi spunti di riflessione sul futuro di queste prestigiose zone vitivinicole.

Ricordiamo che, dopo un censimento condotto grazie al supporto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, erano state contattate tutte le aziende del territorio caratterizzate da una produzione commercializzata con etichetta. Sono seguiti degli incontri durante i quali sono state realizzate appunto delle brevi videointerviste. Con questa riuscita iniziativa, l’amministrazione civica di Povoletto ha voluto infatti creare un format che desse visibilità alle realtà del territorio sottolineando il rapporto diretto tra microclima, terreno e tradizioni. Nelle interviste sono emerse le buone pratiche agronomiche, la propensione per un’attività responsabile e sostenibile. I video sono stati raccolti e pubblicati, il mercoledì e il venerdì, sulla pagina Youtube di PromoTurismoFvg e condivisi sulla pagina Facebook (@Comune di Povoletto): avevano aderito all’iniziativa le aziende Aquila del Torre, Clochiatti Giorgio, Falcon, Marchese Mangilli, Pinat Marco – Famiglia Paravano, Giambate, Marco Sara, Mont’Albano, Perini Giancarlo, Sara&Sara, Fattor Roberto e Fausto, Tenimenti Civa e Teresa Raiz. Il progetto è stato realizzato con riprese e montaggio di Renato Bonin, fotografie di Sonia Fattori, regia di Visual-Studio.it e con l’assistenza di Edoardo Rossi. E’ stato patrocinato da PromoTurismoFvg, Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Ducato dei Vini Friulani, nonché dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo.
Una viticoltura, insomma, quella di Povoletto e delle sue splendide colline che merita d’essere sostenuta e valorizzata. Ed è su questa strada che continuerà l’azione dell’amministrazione comunale, che sicuramente farà seguire altre ed interessanti iniziative come quella su cui ci siamo soffermati.

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In copertina, un suggestivo scorcio delle colline di Savorgnano del Torre.