Su Agenda Friulana 2024 anche un’ampia “finestra” dedicata al Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

«”Oro di Ramandolo”. Non poteva essere definito in modo migliore il grande vino bianco, “dolce-non dolce”, tannico, passito, aromatico con una sinfonia di profumi che lo rende unico. E giallo, appunto, come l’oro antico. “Oro di Ramandolo” è il nome che un gruppo di produttori lungimiranti ha voluto dare a una manifestazione che celebrasse questo nettare, orgoglio e vanto dei viticoltori di Nimis che hanno voluto difenderlo tenacemente, ottenendo con fatica, ma alla fine con immensa soddisfazione, la prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Come dire che proprio in questi vigneti coltivati non senza sacrifici – c’è chi l’ha definita “viticoltura eroica”! – sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline più prossime si ottiene un vino che ha avuto il privilegio di essere contrassegnato con il marchio di qualità più prestigioso, cioè la denominazione di origine controllata e garantita».

Prima scheda sul Ramandolo Docg.

Così comincia la prima delle sei schede (che si sviluppano su ben dodici pagine) che ho dedicato al Ramandolo Docg su Agenda Friulana 2024 che Chiandetti Editore ha appena presentato nella sede della Regione Fvg a Udine, dove la sala più grande ricorda l’avvocato Antonio Comelli, illustre figlio di Nimis, assessore regionale all’agricoltura, prima. e presidente della ricostruzione, poi, oltreché uno dei protagonisti della tutela di questo prezioso e inimitabile vino. Un esordio che prende lo spunto dalla manifestazione che, nei giorni della ricorrenza di San Martino, ha richiamato un pubblico foltissimo di enoappassionati, anche dall’estero.
«Un riconoscimento ottenuto – si legge ancora in questa prima scheda dell’ampia “finestra” dedicata dalla storica (nata l’anno del terremoto) pubblicazione annuale della casa editrice di Reana – nell’ormai lontano 2001, dopo un iter legislativo molto complesso, che nel suo ventennale si desiderava festeggiare adeguatamente. Ma l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid o Coronavirus che dir si voglia – i nomi con cui sarà tristemente ricordato il tremendo morbo che ha sconvolto per tre anni le vite di noi tutti – ha impedito ogni iniziativa. Come pure non è stato possibile celebrare il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli – nel cui lembo più settentrionale si trova proprio il “cru” del Ramandolo vegliato dalla storica chiesetta-simbolo di San Giovanni Battista -, la seconda Doc nata nella nostra regione, era il 1970, dopo quella del Collio che aveva fatto da coraggioso apripista all’indomani dell’approvazione della legge istitutiva – la famosa 930 del 1963 – delle denominazioni di origine italiane. Ma al di là dei festeggiamenti mancati – e che, comunque, possono essere recuperati nel venticinquesimo della Docg, quindi fra due anni -, il dato che conta è quello di poter fruire di uno straordinario strumento di tutela che mette al riparo da frodi o sleali concorrenze, riconoscendo altresì i meriti di questi produttori che, pur rimanendo fedeli alla tradizione, hanno saputo soprattutto in questi due decenni crescere e innovarsi, dando vita a un vino fra i più prestigiosi del Vigneto Fvg e che proprio la definizione “Oro di Ramandolo” fotografa nel migliore dei modi. Veramente bravi quanti hanno avuto questa geniale intuizione!».
L’insieme della trattazione va sotto il titolo generale “Il primato del Ramandolo Docg” perché fa appunto riferimento al primo vino della nostra regione contrassegnato dal marchio della Docg, il più importante riconoscimento per il prodotto della vite, a Nimis storica Città del vino Fvg: più tardi sarebbero arrivati il Picolit e i colli di Rosazzo. Quindi ecco le sei schede contrassegnate ognuna da un sottotitolo: “Come l’oro antico”, “Tutto cominciò 40 anni fa”, “La battaglia legale”, “La piramide della qualità”, “La vigna-giardino”, “Un vino che piace a tutti”. E allora buona lettura: Agenda Friulana 2024 si trova in tutte le librerie ed edicole.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo dal quale si ottiene il Ramandolo Docg.

A Gorizia un mappamondo di sapori con il ritorno di “Gusti di Frontiera” che ormai guarda alla Capitale della cultura

(g.l.) Appena sceso il sipario su Friuli Doc, a Udine, ecco che il Friuli Venezia Giulia si appresta a ospitare un altro, collaudato evento enogastronomico, questa volta in chiave internazionale. Prossimo all’avvio a Gorizia della sua 18ma edizione, Gusti di Frontiera ha infatti svelato le carte del suo mappamondo di gusti e sapori per l’edizione 2023, in programma da giovedì 21 a domenica 24 settembre. L’ormai collaudatissima kermesse enogastronomica è stata presentata ieri alla presenza del sindaco del capoluogo isontino Rodolfo Ziberna, dell’assessore comunale ai Grandi Eventi Arianna Bellan e dell’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini.

Parla il sindaco Rodolfo Ziberna.

Leader nel food – Quella che è unanimemente considerata la più imponente e partecipata manifestazione dedicata al food del Triveneto, appuntamento ormai imprescindibile nel panorama nazionale, diventa quest’anno più che mai epicentro gastronomico d’Europa in vista dell’atteso appuntamento Go!2025, Nova Gorica e Gorizia Capitale della Cultura 2025, quando l’attenzione internazionale sarà tutta puntata su un territorio unico per storia, geografia, paesaggio e cultura. Non solo piatti e prodotti da tutto il mondo quindi – con 341 stand in rappresentanza di oltre 30 Paesi dei cinque continenti distribuiti tra strade e piazze -, ma un posto d’onore riservato alle eccellenze locali «che già nella passata edizione di sono rivelate uno strumento formidabile di promozione del territorio», hanno rilevato Ziberna e Bellan. Tra i grandi protagonisti di questa edizione alcuni tra i principali presidi Slow Food che troveranno casa nel nuovo “Parco del Gusto”, all’interno nell’area istituzionale ospitata nel Parco municipale. Un ruolo di primo piano sarà giocato anche dai prodotti con marchio Io sono Fvg, attestazione della sostenibilità delle imprese regionali e la genuinità dei prodotti agroalimentari. «Come avevamo anticipato al termine di Gusti di Frontiera 2022 – ha sottolineato il primo cittadino – intendiamo valorizzare al massimo la presenza di stand che propongono le eccellenze locali e regionali in vista del 2025, quando saremo Capitale europea della cultura assieme a Nova Gorica. Il grande successo che queste proposte hanno riscosso durante la passata edizione ci conferma che questa è la strada giusta». Dello stesso avviso anche l’assessore Bellan nel sottolineare l’attenzione per le peculiarità del territorio, «particolarmente rilevanti proprio nell’ottica del 2025, quando Gorizia diventerà una vetrina internazionale, oltre che un osservatorio privilegiato sui fermenti culturali di un’importante porzione d’Europa».

Rilevanti ricadute – Manifestazioni di questa portata producono ricadute molto rilevanti sul territorio – ha sottolineato l’assessore regionale Bini – che moltiplicano il capitale che si investe per realizzarle. La Regione Fvg non dà solo sostegno economico alle grandi manifestazioni delle quattro province, ma lega concretamente la sua immagine a questi Grandi Eventi: con Friuli Doc, Pordenonelegge e Barcolana, Gusti di Frontiera si distingue per la capacità di portare il nome della nostra regione nel mondo: un respiro internazionale ancora più importante adesso che si avvicina il traguardo di Go2025». “Una manifestazione ormai collaudata – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga -, cresciuta esponenzialmente nel corso degli anni e che presenta un ricco palinsesto di proposte culinarie e culturali. Qui a Gorizia c’è la possibilità di promuovere la cultura della nostra regione e al contempo far conoscere a una larga platea di visitatori la cucina e le tradizioni di tutto il mondo. Gusti di Frontiera è uno degli appuntamenti più attesi di un settembre che si conferma ricco di grandi eventi per il Friuli Venezia Giulia”.

L’assessore regionale Sergio Bini.

Tutte le “chicche” – Si rinnovano tutte le “chicche” e le presenze più apprezzate dal pubblico in questi anni: oltre a quelle già citate, si segnalano il Borgo 3P-Pane pasta pizza in Corso Verdi, le succulente pietanze dell’Austria, sempre tra via Petrarca e piazza Cesare Battisti, così come l’Europa centrale in via Roma, accanto a Slovenia e Balcani, che saranno distribuiti anche in via De Gasperi e in parte di piazza Municipio. L’Africa sarà ancora una volta in corso Verdi, dall’intersezione con via Boccaccio a quella con via Santa Chiara. Stessa location dello scorso anno anche per il fortunato Borgo Mare, all’ex mercato all’ingrosso, in condivisione con il Borgo Latino e Americano, che sarà dislocato anche in via Cadorna e piazza Donatori di sangue. Piazza Vittoria, a differenza delle scorse edizioni, sarà la casa dello street food e dell’Oriente, invece il Nord Europa sarà posizionato in piazza Sant’Antonio. Completano il quadro l’Italia, tra corso Italia, via Diaz, via Garibaldi, via Mazzini e corso Verdi dall’intersezione con via Boccaccio a quelle con via Dante e via Oberdan, e il Mercato di Gusti, in via Rismondo. Le Pro Loco e le associazioni saranno come di consueto ospitate da via Crispi.

Specialità dal mondo – I Paesi e le specialità rappresentati, più in dettaglio, saranno per il Borgo Africa Madagascar, Senegal, Marocco ed Egitto, dove primeggiano pietanze gettonatissime come il platano fritto, squisite birre artigianali – speziate al cardamomo, cannella, chiodi di garofano – il kebab, l’hummus, il riz saute, i samosa e il sorbetto al cocco. Nello stesso Borgo figura anche la presenza dell’Australia con le carni di canguro, bisonte e cammello. Per l’Europa Centrale troveremo stand di Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Olanda e Belgio, tutti con cibi e pietanze amatissime (le patate fritte belghe, le mini crepes olandesi, le birre artigianali della Polonia), anche se il re indiscusso di questo Borgo rimarrà probabilmente il kurtos, il celebre cannolo ungherese che si aggiudica il posto più alto sul podio dei dolci di Gusti di Frontiera. Nel Borgo Latino e Americano si troveranno Argentina, Messico, Spagna, Equador, Perù, Portogallo, Venezuela e Stati Uniti: spazio qui alle degustazioni di carne alla griglia, ma anche burritos, tacos, chili con carne, jalapeno, guacamole, empanadas, paella valenciana, feijoada e sangria. Passeggiando nel Borgo Nord Europa si andrà in Regno Unito, Scandinavia, Irlanda, Scozia e Danimarca, tra fish and chips, piatti affumicati, birre e gin artigianali. L’Oriente ospiterà Israele, India e Medio Oriente con l’immancabile cucina thai – tra riso, pollo e spezie – tipici dolci del Medioriente, the e tisane. I Balcani comprenderanno Slovenia, Grecia, Serbia, Romania e Bosnia con le immancabili plijeskavice, i ćevapčići, la porchetta, i calamari e lo stinco. Sempre richiestissime le specialità del Borgo Austria, con le sue wienerschnitzel e la sua grandissima varietà di salsicce, tutto innaffiato da fiumi di birra. Impossibile elencare tutte le specialità dall’Italia: ampio e variegato il Borgo che rappresenta le ricchezze dello stivale, con piatti e prodotti che percorrono tutta la penisola. Atteso anche quest’anno il Borgo Mare con i suoi immancabili fritti di pesce.

Parco dei Gusti – Un discorso a parte per il nuovo Parco dei Gusti che ospiterà un ricco cartellone di incontri e show cooking a cura di Slow Food, presente con numerosi dei suoi Presìdi del territorio. Nel Parco saranno presenti l’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), il Gect, i Comuni di Nova Gorica, San Peter e Vertojba, lo Ial, il Movimento Turismo del Vino: il programma degli incontri e degli show cooking, a cura di Lucio Vittor, così come il cartellone dei concerti che troveranno spazio nel Parco del Municipio (a cura del maestro Magnarin) sarà diffuso in dettaglio nei prossimi giorni.

Luoghi culturali – Numerose le aperture gratuite di luoghi culturali e delle mostre in occasione della manifestazione, a partire dall’ingresso gratuito in Castello, del Museo del confine Lasciapassare/Prepustnica, al Valico del Rafut, i Musei Erpac di Borgo Castello con i suoi “itinerari nel gusto e nella storia”. Ancora, visite guidate gratuite alla sezione di Casa Formentini che ospita la cucina tradizionale goriziana e la ricostruzione di alcune antiche botteghe goriziane, come quella del fabbro. La Sala espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia in via Carducci aprirà il suo Smart Space. Apertura anche per Palazzo Coronini nelle cui scuderie è allestita la mostra: “Francesco Caucig Goriziano. L’uomo, l’artista, il testimone di un’epoca”.
Promoturismo proporrà una serie di visite guidate gratuite: venerdì 22 settembre (alle 17.30) “Tramonto dal Castello di Gorizia”, una passeggiata alla scoperta di Gorizia, del suo centro storico e dell’antico Borgo. Sabato 23 settembre alle 15.00, “Gorizia e il Novecento, la frontiera scomparsa”, passeggiata da un confine all’altro per scoprire la travagliata storia della città del ‘900.

Per info e prenotazioni: Telefono 0481.535764 oppure info.gorizia@promoturismo,fvg.it

Udine in festa per Friuli Doc vetrina dell’enogastronomia. Giannola Nonino: tutti orgogliosi di questa nostra terra

(g.l.) «La forza di una grande manifestazione come Friuli Doc è la continuità, elemento fondamentale per rendere l’evento un punto di riferimento negli anni e continuare a ingrandirlo. Friuli Doc rappresenta un veicolo di promozione importantissimo della nostra regione verso tutti coloro che vengono anche da altri territori a scoprire le nostre eccellenze. È importante che tutti gli attori remino nella stessa direzione per far conoscere il Friuli Venezia Giulia nel mondo: se tanti piccoli prodotti portano dietro a sé un territorio riconosciuto, aumentano il valore verso il consumatore». Lo ha affermato ieri sera, a Udine – come informa Arc -, il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, sul palco di Friuli Doc, in occasione dell’inaugurazione della rassegna enogastronomica in programma fino a domenica 10 settembre.
La 29ma edizione si è aperta in piazza Libertà con il taglio del nastro a cui hanno preso parte, assieme alle autorità, la madrina della manifestazione Giannola Nonino, imprenditrice e artefice del successo internazionale della grappa omonima e del famoso Premio Nonino, e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Presente in rappresentanza della Giunta regionale anche l’assessore alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale ha ringraziato il Comune di Udine, le associazioni di categoria, le Pro loco e tutti i volontari che si sono prodigati nell’organizzazione. «La Regione – ha proseguito l’esponente dell’Esecutivo – sarà parte attiva di Friuli Doc con lo stand di 700 mq di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” allestito in piazza Primo Maggio, in cui accanto alla promozione del territorio, attraverso video e materiale informativo, saranno proposte le bevande Made in Friuli Venezia Giulia. Una presenza fortemente voluta dall’Amministrazione regionale per promuovere le ricchezze della regione, enogastronomia in primis».
Nell’area di Giardin Grande trovano spazio un banco riservato alla mescita dei vini locali e uno dedicato ai cocktail, ai liquori e alle birre, con un grande schermo e un palco centrale dedicati alla musica dei diversi dj-set che si alterneranno anche nell’arco degli altri tre giorni. Il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” sarà presente anche in piazza Matteotti (San Giacomo), con i prodotti gastronomici e artigianali del territorio in vendita nel “mercato delle eccellenze”.
«Dedico questa mia presenza a Friuli Doc a mio papà, che mi ha insegnato ad amare la mia terra e i suoi prodotti e ad esserne sempre orgogliosa», ha esordito Giannola Nonino. Sul palco – si legge in una nota Ansa Fvg -, assieme alla “signora della grappa”, anche il sindaco Alberto Felice De Toni con il vice Alessandro Venanzi. Il primo cittadino ha sottolineato che la manifestazione, organizzata dal Comune di Udine, «è l’espressione di una tradizione fatta di innovazioni andate a buon fine e unisce alcuni degli asset più importanti per la regione e per il Paese, enogastronomia, cultura, e turismo di qualità». «L’edizione 2023 è nel segno della continuità per la quale ringrazio l’amministrazione comunale di Udine», ha evidenziato Fedriga.
«Noi friulani siamo bravissimi e abbiamo una terra e prodotti straordinari – ha detto ancora Giannola Nonino, parlando alla folta platea con diverse autorità civili e militari e rappresentanti delle categorie economiche -, dobbiamo solo imparare a farci conoscere di più nel mondo». Il presidente Bordin, a margine, ha evidenziato che «quello di Friuli Doc è un viaggio che inizia dalla città di Udine fino a raccontare, attraverso un piatto, un calice di vino o un pezzo di artigianato, le tante anime che compongono il Fvg». Dopo la cerimonia inaugurale, accompagnata dalle note della Fanfara della Brigata Alpina Julia, il governatore Fedriga, che indossava una maglietta con il claim “Io sono Fvg”, ha visitato con le autorità cittadine e regionali lo stand di Promoturismo Fvg in piazza Primo Maggio, incentrato sullo stesso claim, dove ha partecipato a un brindisi augurale.
Complessivamente, Friuli Doc 2023 coinvolge 37 associazioni e Pro Loco, e si sviluppa in 11 piazze cittadine con un totale di 110 stand e comprende circa 70 eventi tra spettacoli e appuntamenti per tutti. Sarà possibile assaporare complessivamente oltre 150 specialità della tradizione regionale – dagli gnocchi di Godia ai cjarsons carnici, dal cervo del Tarvisiano al prosciutto di San Daniele, dal frico di Carpacco al pesce di Trieste – senza dimenticare i menu ad hoc proposti dalle 16 osterie e dai 6 ristoranti del circuito Friuli Doc.

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In copertina, la madrina Giannola Nonino con il governatore Fedriga e l’assessore regionale Bini alla cerimonia inaugurale.

Produttori di Ramuscello e San Vito verso una vendemmia settembrina con produzione che sarà leggermente ridotta

«Quella del 2023 sarà sicuramente una vendemmia all’insegna della prudenza e della consapevolezza», anticipa il direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Rodolfo Rizzi. La cooperativa, una delle più importanti del Friuli Venezia Giulia, nell’annata 2021/2022 ha fatturato quasi 13 milioni di euro (con previsioni di crescita) e superato i 128 mila quintali di uve raccolte dagli 810 ettari dei 159 vignaioli associati che fanno riferimento alla struttura da ben 21 Comuni di tre diverse province: Pordenone, Udine e Treviso.


«Meteorologicamente parlando, l’annata è stata completamente diversa rispetto a quella siccitosa del 2022 – prosegue Rizzi con un’analisi che si incrocia con quella presentata ieri pomeriggio da Assoenologi Fvg all’annuale incontro prevendemmiale tenutosi ai Vivai cooperativi di Rauscedo -. Le piogge di luglio e le grandinate hanno messo in difficoltà le viti dal punto di vista sanitario e produttivo. Fitopatie (peronospora) ed eccesso idrico hanno colpito soprattutto le varietà a grappolo compatto (Pinot grigio, Pinot nero, Sauvignon) ingrossando eccessivamente gli acini e provocando, in alcuni casi, la rottura della buccia. Il gran caldo della seconda metà di agosto ha, in parte, provveduto a una chirurgia riparativa. Minori problemi li registriamo sulle varietà a grappolo spargolo: Glera (per Prosecco), Malvasia, Refosco dal peduncolo rosso. Di converso, c’è stata una significativa riduzione delle necessità irrigue che si sono limitate a pochi interventi di soccorso».
«Da tutto ciò, in previsione, ci possiamo attendere una leggera riduzione della produzione dei soci, rispetto all’annata media, che potremmo compensare con nuovi ingressi di conferitori – aggiunge il presidente Gianluca Trevisan -. Fin qui, gli agronomi hanno dato una grande mano ai nostri soci per gestire comunque, nel migliore dei modi, un’annata viticola problematica, senza rinunciare alla sostenibilità. Nel 2020 ha preso avvio l’esperienza della Sqnpi, a esempio che, a oggi, coinvolge 66 soci e 630 ettari di vigna. In ogni caso, con la Cantina già operativa per le eventuali prime consegne, lunedì 28 agosto riuniremo i soci per fare il punto dell’annata e della vendemmia». Per cui, come appare evidente, la raccolta sarà soprattutto settembrina.
«Ora la palla passa agli enologi – conclude Rizzi – che dovranno gestire i momenti della raccolta e della prima trasformazione con la massima attenzione e adottando le più corrette e opportune scelte tecniche (e la Cantina è assolutamente attrezzata in tal senso anche grazie ai recenti investimenti in moderne attrezzature) assistiti, come speriamo, da un meteo clemente. Per la qualità dei vini saranno determinanti proprio questi fattori».

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio; all’interno, il direttore Rodolfo Rizzi con il presidente Gianluca Trevisan e Riccardo Cotarella, leader nazionale Assoenologi, insigniti nobili del Ducato dei vini friulani.

A Udine nasce l’Osteria di Marcjatvieri accolta nel Comitato friulano di difesa

Il Comitato difesa osterie friulane ora conta un nuovo membro. Durante un breve incontro, è stato infatti ufficializzato l’ingresso dell’“Ambarabà”, locale nel cuore del centro storico di Udine, in via Mercatovecchio 15, ribattezzato per l’occasione “Osteria di Marcjatvieri”.
A dare il benvenuto al nuovo socio, Andrea Sabbadini, c’erano il presidente del Comitato, Enzo Mancini; il vicepresidente di Confesercenti Udine, Roberto Simonetti; e il vicesindaco del Comune di Udine, Alessandro Venanzi, che ha rimarcato come le osterie siano da sempre un luogo di incontro, di confronto e anche di partecipazione alla politica.
Con l’ingresso della nuova osteria, il Comitato viaggia verso il suo 40° compleanno, nel 2024, con orgoglio e rinnovato entusiasmo. «Con piacere abbiamo accolto tra le file del Comitato l’Ambarabà, ora ribattezzata l’Osteria di Marcjatvieri, un locale nel cuore della città a due passi dal nostro Castello, da piazza San Giacomo e dalla Loggia del Lionello, dove si respira aria di friulanità, tradizioni e uso della “marilenghe”, ben gestita da Andrea Sabbadini, oste di antica esperienza. Ben arrivata, auguri e buon lavoro», ha commentato Mancini.
«Ho vissuto il clima dell’osteria fin da bambino – ha ricordato Sabbadini – e nel mio lavoro ho sempre cercato di mantenerlo vivo e rinnovarlo. L’osteria per me sarà sempre un fogolâr, e aria di famiglia».
«Collaboriamo con il Comitato da ormai quattro anni, e per noi è un piacere contribuire a mantenere vive le tradizioni locali – ha sottolineato infine Simonetti -. L’Ambarabà è un locale che esce dall’immagine classica dell’osteria, è più moderno, e questo mi porta a pensare che l’osteria è anche un luogo dello spirito, un modo di incontrarsi e relazionarsi con gli altri che non si può ingabbiare in uno schema».

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In copertina, ecco un momento della cerimonia con il Comitato difesa osterie.

A Villa Manin due weekend con “Sapori Pro Loco” da vent’anni la grande festa del Fvg

(g.l.) «Sapori Pro Loco è la festa di tutto il Friuli Venezia Giulia capace, attraverso la forza delle Pro Loco, di unire l’enogastronomia alle iniziative culturali, sportive, sociali e di solidarietà. Per questo la Regione l’ha voluta tra i grandi eventi annuali a cui non farà mancare il suo sostegno». Così l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha definito la grande manifestazione di primavera “Sapori Pro Loco – Tipicità Gusto Tradizioni”, presentata ieri a Udine, nella sede della Regione Fvg, a pochi giorni dalla sua inaugurazione che si terrà il 20 maggio sotto le volte della Barchessa di Ponente di Villa Manin, a Passariano di Codroipo.

Da sinistra, Bordin, Pezzarini e Bini.


«Sapori Pro Loco taglia il traguardo dei 20 anni con l’edizione della definitiva ripresa, dopo il periodo della pandemia e delle restrizioni. In questi anni le Pro Loco regionali hanno retto l’urto e sono state un presidio indispensabile per la socialità dei nostri paesi, dando prova ancora una volta dell’importanza del volontariato, che è valore fondante del Friuli Venezia Giulia. Anche quest’anno sono più di 400 i volontari già impegnati nei preparativi e a loro va il grazie dell’Amministrazione regionale, perché questa dedizione non va mai data per scontata», ha sottolineato l’assessore.
«Un’occasione che sono certo saprà attrarre tanti turisti, anche da fuori regione, richiamati da quel clima familiare e di convivialità che è tipico delle nostre Pro Loco, molte delle quali sono storiche», ha detto ancora Bini, aggiungendo la soddisfazione «per il crescente interesse da parte dei giovani a far rifiorire queste realtà addirittura cercando di farne nascere di nuove». Per l’esponente della Giunta Fedriga, «la manifestazione, che si svolge in un contesto scenografico di prim’ordine, aprirà un’estate di grandissimi eventi con cui il Friuli Venezia Giulia si colloca nel panorama nazionale e che farà da trampolino all’atteso crescente numero di presenze che vede la nostra tra le migliori regioni per ripresa dell’attività turistica».
“Sapori Pro Loco – Tipicità Gusto Tradizioni” ventesima edizione è, dunque, pronta per il taglio del nastro nella magnifica cornice di Villa Manin, dove l’appuntamento tra le esedre del complesso dogale è fissato nei giorni 20-21 e il 26-27-28 maggio. In queste date 25 Pro Loco del territorio regionale con, appunto, 400 volontari proporranno settanta piatti all’interno di un ricco programma di eventi collaterali per un totale di una sessantina di appuntamenti. Novità di quest’anno l’anticipo dell’inaugurazione ufficiale con le autorità al sabato anziché la domenica, per cui appuntamento sabato prossimo, alle ore 18, nella Barchessa di Ponente. A precedere il momento inaugurale, alle 16.30, la firma della convenzione tra Unione Nazionale Pro Loco d’Italia e l’Associazione Nazionale Città del Vino, da parte dei rispettivi presidenti nazionali Antonino La Spina e Angelo Radica. Presenti diversi rappresentanti dell’Unpli di altri Comitati regionali: una folta delegazione del Trentino con la presidente Monica Viola, una rappresentanza del Piemonte con il vicepresidente Stefano Raso, una delegazione dalla Liguria con Graziella Guatelli e una dalla Sardegna con il presidente Raffaele Sestu; inoltre, una dell’Emilia Romagna con il presidente Massimiliano Falerni e un’altra ancora del Veneto con Rino Furlan.

Tutto gli intervenuti all’incontro.

«Il fatto che per la firma sia stata scelta “Sapori Pro Loco” – ha commentato il presidente del Comitato regionale Unpli del Friuli Venezia Giulia, Valter Pezzarini – testimonia ancora una volta di più quanto sia importante nel panorama non solo regionale, ma anche nazionale, la nostra manifestazione. Si conferma anche la fattiva collaborazione fra le Pro Loco della nostra regione e le Città del Vino. Già da ora ringrazio tutti i volontari che donando il proprio tempo, con passione, renderanno realtà, per la ventesima volta, l’evento che di fatto apre la stagione delle grandi sagre estive in Friuli Venezia Giulia. Arriviamo da una primavera ricca di soddisfazioni con gli appuntamenti organizzati dalle nostre Pro Loco associate, segno di come abbiamo lasciato alle spalle i momenti difficili dell’emergenza sanitaria. I primi dati sulle presenze nei nostri eventi in questo primo squarcio di primavera sono molto positivi ed in crescita sia rispetto allo scorso anno che agli ultimi dati ante-pandemia. Grazie alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e a tutte le altre istituzioni e partner che ci sostengono in questa grande festa popolare con proposte per tutte le età».
Dopo l’assessore Bini, anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, ha espresso vicinanza alle Pro Loco e lode al loro operato a favore di comunità e territori: «”Sapori Pro Loco” – ha detto – non è solo una festa, ma un momento educativo, di crescita e di socialità, che dimostra di saper abbracciare i settori più diversi, dall’enogastronomia, naturalmente, alla cultura fino allo sport. Ci troviamo davanti a un concentrato di identità e passione realizzato grazie all’impegno di centinaia di volontari e di tutte le persone competenti e professionali che ruotano attorno a questa manifestazione. Le sinergie messe in campo per costruire questo evento sono davvero tante ed è un piacere vedere una rete cosi strutturata di collaborazioni e di parti coinvolte».
Sono intervenuti pure Giacomo Trevisan, vicesindaco del Comune di Codroipo, che tra le diverse forme di collaborazione sarà parte anche di alcune proposte di eventi culturali, Luca Occhialini, presidente BancaTer realtà al fianco del mondo delle Pro Loco, Ketty Faion presidente dell’associazione Save Art che a Sapori Pro Loco organizzerà la premiazioni del torneo di calcio femminile under 19 “Diamo un calcio alla violenza”, e Claudio Filipuzzi, presidente di Agrifood Fvg che certifica i prodotti regionali utilizzati nei piatti della manifestazione. Presente, come detto, anche Tiziano Venturini, assessore del Comune di Buttrio e coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg.

L’intervento del presidente Pezzarini.

ORGANIZZATORI E PARTNER – Sapori Pro Loco è organizzata da UNPLI FVG APS – Comitato Regionale Pro Loco e gode del patrocinio di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Città di Codroipo, Camera di Commercio Pordenone Udine. In collaborazione con Fondazione Friuli, PromoTurismoFVG, Erpac FVG, Società Filologica Friulana, Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli.
Main sponsor BancaTER, Dolomia. Sponsor partner MA.IN.CART. Partner tecnici Friuli Antincendi, Metanodotti srl, Carrservice.
Media partner Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Il Paîs, Radio Onde Furlane, Imagazine. Con la partecipazione degli Operatori Volontari del Servizio Civile Universale. La manifestazione ha il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia per l’uso di prodotti locali e quello di Ecofesta per l’attenzione ambientale.

Calendario completo su www.saporiproloco.it
(1 – continua)

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In copertina, “Sapori Pro Loco”  tornerà  da sabato a Villa Manin di Passariano.

(Foto Petrussi)

 

“Botanic Experience” fa tappa a Udine tra piante, fiori e fascino della moda

Farà tappa anche a Udine, domani 5 maggio, la “Botanic Experience” il ciclo di incontri dove moda e natura si uniscono nelle più eleganti boutique d’Italia alla scoperta della bellezza del mondo verde. La “Botanic Experience”, nata dalla collaborazione tra il brand Marina Rinaldi e l’Associazione Florovivaisti Italiani, promossa da Cia-Agricoltori Italiani, ha già fatto tappa a Roma, Trieste, Genova, Bari e Lecco, in un percorso con nove appuntamenti, con l’obiettivo di raccontare l’universo di piante e fiori in modo totalmente nuovo e senza filtri, direttamente nei negozi del famoso marchio d’abbigliamento femminile.
«Chiacchiere con esperti, consigli glamour e verde in vetrina – afferma il presidente dei Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto, spiegando il concept degli appuntamenti -. L’invito è a lasciarsi trasportare, con occhi nuovi, all’interno di un settore che da sempre è simbolo di bellezza, grazia, stile e colore, esattamente come un abito da indossare. Un modo diverso per conoscere le tante meraviglie racchiuse nel verde, attraverso un racconto esperienziale, accompagnati da chi le piante le produce e le cura ogni giorno, dal seme all’albero, dal giardino alla composizione floreale perfetta, nel segno della sostenibilità».
«Marina Rinaldi, brand del gruppo Max Mara che da oltre 40 anni celebra la bellezza femminile size-inclusive, si unisce all’associazione Florovivaisti Italiani per promuovere la cultura e la bellezza del verde – aggiunge Sheila De Pietri, amministratore delegato di Marina Rinaldi – e lo fa attraverso un ciclo di incontri edutainment a tema botanico in una selezione di nostre boutique».
Domani 5 maggio, nella boutique di Udine (via Cavour 11), l’incontro sarà dedicato a: “L’istinto dei fiori”, per scegliere insieme ai floral designer i fiori più indicati in casa, per un evento o come idea regalo, accostarli nel modo giusto e avere l’effetto charmant desiderato. A seguire, gli incontri conclusivi del tour floreale, a Torino, Verona e Arezzo. Tante le tappe in giro per il Belpaese, dunque, per una bella serie di “stories vegetali”, allo scopo di far scoprire produzioni, competenze e curiosità legate alle tante anime del florovivaismo Made in Italy.

“Fuoriborder”, viaggio nel vino naturale con la degustazione a Udine di etichette slovene

Un appuntamento tutto dedicato agli amanti del vino naturale e del buon cibo, quello di “Fuoriborder”, che anticipa il Salone Transfrontaliero del Vino naturale Borderwine previsto per giugno. Giovedì 20 aprile, dalle 19.30, alla Vineria La Botte di via Manin, a Udine, si potranno infatti degustare le eccellenze di due cantine della Slovenia: Klabjan (Slovenska Istria) e Nando (Goriska Brda). Il tutto accompagnato da prelibatezze a cura della Vineria.
“Il nostro Salone Borderwine – commentano i fondatori Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti – non vuole fermarsi all’appuntamento estivo, ma proseguire con diversi eventi caratterizzati dall’amore verso il vino naturale. Per questo Fuoriborder abbiamo scelto due aziende agricole della vicina Slovenia, anche a testimonianza di un altro nostro carattere distintivo: Borderwine è un viaggio enogastronomico che celebra il carattere transfrontaliero come portatore di valore e identità, proprio come è la nostra cultura regionale. Proprio per questo, il tema dell’edizione 2023 sarà Borderless, “senza confini”.
Ecco, pertanto, i vini in degustazione: Malvasia 2020 etichetta bianca Klabjan, Refosco 2019 etichetta bianca Klabjan, Jakot 2021 etichetta blu Nando, Ribolla 2021 etichetta blu Nando. In più, ogni vignaiolo porterà un vino a sorpresa. La degustazione sarà a posti limitati e solo su prenotazione.

Per maggiori informazioni e per prenotare: telefono 388.7952563 o labottevineria@gmail.com.
In collaborazione con Vineria La Botte e Vini Vinci.

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In copertina, “Borderwine” si terrà in giugno. (Foto Alberto Blasetti)

Il vino e la normativa su Dop e Igp: aziende nel mirino per sospetta frode

“Una trentina tra cantine, aziende agricole, abitazioni e ditte di trasporto, situate nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso sono state sottoposte a perquisizione da parte dei funzionari dell’ispettorato Repressione Frodi di Udine e dai carabinieri del Nas di Udine, per una sospetta frode sul vino”. E’ quanto ha riferito l’Ansa Fvg nella tarda mattinata di ieri. “Gli accertamenti, disposti dalla Procura della Repubblica di Udine, sono volti – prosegue la nota dell’agenzia – ad acquisire elementi di prova relativi a possibili comportamenti fraudolenti, messi in atto da una cantina della provincia di Udine, circa la produzione e l’immissione in commercio di ingenti quantità di vini che, pur non costituendo un pericolo per la salute del consumatore, sono stati qualificati con più Dop ed Igp, in violazione delle norme dei disciplinari. L’ipotesi investigativa – conclude la nota Ansa – è che tali vini siano stati ottenuti parte con uve prodotte oltre i limiti massimi di resa e parte costituiti da vini di varietà, qualità e provenienza diversa da quella dichiarata”.

“Voglia di Bio”, Zannier ai produttori: l’offerta cresce se il mercato conosce

«Per rendere sostenibile qualsiasi attività, è opportuno che le imprese riescano a trovare la giusta collocazione del proprio prodotto nel mercato di riferimento. In questo senso, svolgere attività di sensibilizzazione per far capire quali sono i vantaggi derivanti dalla scelta di prodotti biologici contribuisce ad allargare questa fetta di mercato. Si crea così un percorso virtuoso, dal momento che dalla crescita della domanda scaturisce la necessità di aumentare di pari passo anche l’offerta». È la considerazione che l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha condiviso a Udine nel corso del convegno “Agricoltura biologica, dalle politiche europee alla concreta implementazione in Friuli Venezia Giulia”, appuntamento conclusivo del progetto di divulgazione “Voglia di Bio” che gode del sostegno dell’Ente regionale per lo sviluppo rurale. L’iniziativa si è articolata, in questi mesi, in una serie di incontri formativi dedicati alle aziende interessate ad adattare la propria attività ai canoni del biologico e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

L’intervento dell’assessore Zannier.

L’analisi di Zannier ha toccato l’aspetto della sostenibilità all’interno del sistema agricolo. «Una complessità di elementi – ha precisato l’assessore – che, in tutte le forme di agricoltura realizzate nel territorio regionale, nazionale ed europeo, deve trovare una forma di sostenibilità complessiva. È un bene che ci siano indirizzi d’intervento precisi a livello comunitario, ma in presenza di limitazioni troppo stringenti si corre il rischio di complicare i diversi percorsi attuativi».
L’esponente della Giunta Fedriga si è successivamente soffermato sui cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi decenni che hanno convolto il mondo dell’agricoltura. «Fino a trent’anni fa – ha osservato Zannier -, quando l’agricoltura era maggiormente diffusa tra le famiglie, la percezione su quali fossero le modalità più corrette di fare agricoltura era più alta. Ora invece assistiamo a una costante diminuzione della popolazione nelle aree rurali e a una trasformazione dell’attività in una direzione sempre più imprenditoriale. Fortunatamente, negli ultimi vent’anni, sono state emanate normative che hanno impedito pericolose derive di insostenibilità, specialmente ambientale: un modello che vede una propensione imprenditoriale alla sostenibilità sempre più trasversale tra le varie tipologie di conduzione agricola. È importante che questa mentalità si stia finalmente radicando».