Tra i vigneti di Ramandolo e Torlano. Ancora castagne a Valle di Soffumbergo

Scoprire, insieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia: prosegue il progetto turistico I Sentieri della ProLoco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento domenica 16 ottobre escursione “Tra i vigneti di Torlano e Ramandolo” sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco di Torlano per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio nel Comune di Nimis. Passeggiare tra i vigneti ad inizio autunno è un tripudio di colori, le sfumature di luce quando il sole si fa più tenue nel periodo post-vendemmia. I partecipanti saranno portati alla scoperta di Torlano e Ramandolo, delle loro vigne, delle placide acque e dei panorami unici della zona. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida: Michele Germano
Difficoltà: Facile (7 km per 200 m di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in su.
Durata: 3h30′
Ritrovo: ore 8:30 a Torlano di Nimis presso la chiesa (https://goo.gl/maps/nkSnG2D4SQZyyyxV8); partenza ore 9.
Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati).
Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA al cellulare 347.4329733 e al cell 333.4564933 o torrenatisone@virgilio.it entro le 18 di domani.

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Dopo il primo positivo fine settimana, la Pro Loco di Valle di Soffumbergo, in Comune di Faedis, è pronta ad accogliere i visitatori al secondo weekend della sua “Festa delle castagne e del miele di castagno”, uno degli appuntamenti tradizionali dell’autunno in Friuli Venezia Giulia giunto alla 41ma edizione.
Ecco il programma. Un calendario fitto di eventi anche per il secondo week-end. Domani, 15 ottobre, alle ore 12, l’apertura dei chioschi enogastronomici (anche al coperto) e alle 14.30 la passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne. In caso di maltempo le attività nel bosco saranno annullate. Dalle 16.30 fino a sera Musica e allegria con il “Trio Matajur”. Domenica 16 i chioschi apriranno già alle 8.30 per accogliere i partecipanti all’escursione “Immersione nella foresta” che partirà alle 9. La camminata della durata di due ore e mezza, è adatta a tutti. Si potrà vivere un’esperienza immersiva sensoriale tra i suoni e i profumi del bosco accompagnati dal Paolo Pischiutti, medico, e da Gianpaolo Bragagnini, naturalista, per ritrovare l’antica connessione con la Natura e ottenere notevoli benefici psicofisici. Pre-iscrizione obbligatoria via mail o telefono entro il giorno prima ( info@prolocovalledisoffumbergo.it), costo 10 euro per gli adulti, gratis per minori di 14 anni. Dalle 13 ha inizio anche il pomeriggio di divertimento con i pony del Fabietto Fans Club. A seguire, dalle 14 fino a sera, musica e allegria con “René e la sua orchestra”. Alle 16, il laboratorio di pasticceria per bambini con “Mamma Laura” (partecipazione gratuita).
La Festa vede il patrocinio del Comune di Faedis e la collaborazione del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale Pro Loco e del Consorzio Pro Loco Torre Natisone. Gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli, di quello di Ecofesta e del marchio regionale Io sono Friuli Venezia Giulia – PromoturismoFVG. Sostegno da parte di Bcc Credifriuli e collaborazione della Julia Marmi con l’accesso al suo bosco per la raccolta delle castagne.

Festa a Valle di Soffumbergo.

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In copertina e all’interno vigneti con i colori autunnali a Ramandolo e a Torlano.

AGRIFLASH.FVG – E non solo

Il Ramandolo Docg a Torlano – Pasquetta, giornata conclusiva oggi per la sagra di Torlano, peraltro quella che maggiormente appartiene alla storia. Torlano, infatti, mantiene in vita una tradizione ormai secolare, in quanto la festa del Lunedì di Pasqua, quella della semplice merenda sui prati che tornano a rinverdirsi riempiendosi di fiori, nacque negli anni Venti del secolo scorso. Oltre a tante buone cose proposte dai chioschi, è annunciata la degustazione del dolce Ramandolo, il primo vino che nel Friuli Venezia Giulia è stato tutelato dalla denominazione di origine controllata e garantita, il massimo riconoscimento a difesa della qualità assegnato a una piccola area, “cru” per dirla con i francesi, situata ai piedi del monte Bernadia a cavallo dei territori di Nimis e Tarcento. Il marchio Docg nel 2021 ha compiuto vent’anni.

Marano, Picnic nella Riserva – Il Comune di Marano Lagunare ha organizzato un originale Picnic in Riserva, per oggi giorno di Pasquetta. Il programma è semplice, ma attraente e inizia alle 10.30 con la visita guidata della Riserva naturale Valle Canal Novo. Per il picnic, che seguirà alle 11, gli organizzatori hanno pensato a tutto, predisponendo due piacevoli menù tipici delle scampagnate pasquali: il primo con frittata e salsiccia di porro, asparagi al vapore e uova sode, sarde in saor, focaccia ripiena di San Daniele; il secondo (vegetariano) con frittata di erbe di campo, asparagi al vapore e uova sode, focaccia con Montasio e carciofi, torta salata con ricotta e pomodori secchi. Ci sarà pure la degustazione dei vini Ghenda, piccola realtà vitivinicola a conduzione familiare, confinante con l’Oasi naturalistica, che produce una serie di “Vini di Laguna profumati come la brezza che li avvolge… sapidi come l’acqua che li circonda”. Non mancherà, nel pomeriggio, l’incontro culturale con l’associazione Archeotipi.

Riecco i vini e spumanti di Casarsa – Tra pochi giorni al via a Casarsa della Delizia la 74ma edizione della Sagra del Vino, in programma dal 22 aprile al 2 maggio. Sarà l’edizione della ripartenza dopo l’emergenza sanitaria con un programma che avrà per protagonista, ovviamente, il vino eccellenza del territorio, ma non solo. Si partirà venerdì prossimo, alle 18, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich con l’inaugurazione ufficiale e la premiazione dell’ottava edizione di “Filari di Bolle”, Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, alla quale hanno partecipato oltre 80 vini. Come da tradizione, organizzazione della Sagra del Vino a opera della Pro Loco Casarsa della Delizia APS, Città di Casarsa della Delizia e La Delizia Viticoltori Friulani.

Venerdì il via ad Asparagus – Dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, in altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco, il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.

Rotazioni e crisi ucraina – Il Ministero delle Politiche agricole, a seguito della richiesta presentata da Coldiretti, ha emanato una circolare relativa ai criteri nazionali in materia di rotazioni colturali a seguito della crisi ucraina. La richiesta nasce dall’esigenza di favorire la semina delle colture per le quali la guerra ha causato una carenza che rischia di trasformarsi, nei prossimi mesi, in una emergenza nazionale. L’obiettivo è quindi quello di sostenere la produzione nazionale biologica, nel rispetto delle regole europee specifiche per lo specifico settore. L’allarme per la scarsa disponibilità di mangime biologico è stato lanciato da Coldiretti Bio, associazione delle imprese biologiche e biodinamiche, che ha registrato un aumento generalizzato dei prezzi pari mediamente al 20-30% fino a picchi di oltre il 50%. Le materie prime proteiche da agricoltura biologica scarseggiano con conseguente riduzione del loro impiego nelle percentuali della quota di composizione della razione alimentare giornaliera, con rischio di abbassamento della qualità del prodotto. Pertanto, il Ministero ha accolto la richiesta presentata e ha stabilito che per la sola corrente campagna agraria sono da considerarsi conformi quelle rotazioni colturali che prevedono la semina di mais e girasole senza che siano rispettati i due cicli di colture principali di specie differenti, fatto salvo il pieno rispetto della normativa europea in materia di agricoltura biologica. Per quanto riguarda gli organismi di controllo, sono tenuti alla valutazione della conformità alla normativa europea della rotazione colturale adottata dall’azienda agricola biologica alla luce del piano di gestione agronomica e della fertilità adottato dalle aziende agricole biologiche.

Impennata dei prezzi alimentari – Con la guerra ed i rincari energetici in Ucraina le quotazioni delle materie prime alimentari a livello mondiale balzano del 12,6% in un solo mese facendo registrare l’incremento più elevato mai registrato prima da quanto sono iniziate le rilevazioni nel 1990. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti nell’evidenziare che nel mese di guerra a marzo si è impennato al valore di 159,3 punti l’indice dei prezzi Fao che comprende un paniere di cinque prodotti agricoli di base. A tirare la volata sono i prezzi internazionali di oli vegetali, cereali e carne che hanno fatto registrare il massimo di sempre ma in forte aumento sono anche zucchero e lattiero caseari. Nel dettaglio a marzo gli oli vegetali aumentano del 23,2%, i cereali del 17,1%, lo zucchero del 6,7%, la carne del 4,8% e i lattiero-caseari del 2,6% rispetto al mese di febbraio, sotto la spinta dei pesanti rincari dei costi di produzione favoriti dai prezzi dell’energia. Una situazione che nei Paesi più ricchi provoca inflazione, mancanza di alcuni prodotti e aumenta l’area dell’indigenza alimentare ma anche gravi carestie nei Paesi meno sviluppati come negli anni delle drammatiche rivolte del pane che hanno coinvolto molti Paesi a partire dal nord Africa come Tunisia, Algeria ed Egitto che peraltro è il maggior importatore mondiale di grano e dipende soprattutto da Russia e Ucraina. Ma in difficoltà anche Paesi come il Congo che importa da Mosca il 55% del suo grano e da Kiev un altro 15%.

Cresce l’export di prosciutti e speck – Crescono le esportazioni di prosciutti crudi, speck (+17,6%) e cotti (+23,9%), mentre crollano le vendite all’estero di carcasse e mezzene (-52%). In calo le spedizioni di cosce fresche e congelate (-19,2%). Nel 2021 rispetto al 2020 il totale delle cosce esportate ha segnato un incremento del 15,1%. Sono i dati che emergono dall’Osservatorio dell’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) relativo agli scambi commerciali delle cosce suine in Italia nel 2021. Per quanto riguarda le importazioni l’aumento del totale delle cosce è del 18,5%, +20,3% per le cosce fresche e congelate e -11,4% per le carcasse e mezzene. Secondo il report la produzione nazionale si è attestata su 20,4 milioni di pezzi e, tenendo conto dell’ex-import, il numero delle cosce utilizzate nel nostro Paese è stimato in circa 70,6 milioni di pezzi, in aumento del 13,6% sul 2020.

Le proposte naturalistiche di Cornino – La Riserva naturale regionale del lago di Cornino è pronta a riaccogliere il pubblico, cui offrirà – dopo i due anni penalizzati dalle restrizioni conseguenti all’emergenza sanitaria – il programma più ricco di sempre, sia per numero di iniziative che per varietà della proposta, studiata per intercettare e soddisfare i gusti e le aspettative di una platea ampia e diversificata: tra le novità 2022 anche una sala dedicata al fiume Tagliamento. Il “cartellone” 2022, che si aprirà a inizio maggio per protrarsi fino a dicembre, è stato presentato ufficialmente, nel palazzo della Regione Fvg a Udine.  La Riserva conta l’unica colonia di grifoni sull’intera catena delle Alpi. Primo appuntamento domenica 8 maggio, giornata dedicata al “Pianeta acqua, tra storia e geologia”: un evento – nel solco della tradizione delle iniziative in Riserva – che permetterà di approfondire il tema delle risorse idriche del territorio, appunto dal maestoso Tagliamento al cristallino lago di Cornino. Conferenze, dibattiti ed escursioni guidate da esperti geologi consentiranno al pubblico di comprendere genesi e “assetto” di uno splendido comprensorio, sempre più proiettato verso lo sviluppo eco-turistico ma anche costretto ad affrontare le problematiche legate allo sghiaiamento.

 

A Torlano una nuova vita per il “Friuli” che ora riparte nel ricordo di Turo

di Giuseppe Longo

Natale nel Comune di Nimis con un nuovo locale, anzi con un graditissimo ritorno, seppur con un’altra, innovativa impostazione. A Torlano ha infatti appena riaperto – e la cosa merita d’essere adeguatamente sottolineata in un momento delicato come l’attuale, con una pandemia che dopo quasi due anni ancora non si vuole arrendere – la storica e rinomata Trattoria “Al Friuli”, da tempo tristemente chiusa facendo sentire la sua mancanza fra i buongustai e i tanti clienti affezionati. Arturo Petrossi – per tutti Turo – è mancato infatti poco più di quattro anni fa, ottantaseienne, dopo aver gestito il “tempio” della carne alla griglia e della selvaggina per oltre mezzo secolo.

Stefano Bertoni

Arturo Petrossi

Ora al timone del locale ai piedi della Bernadia c’è il giovane Stefano Bertoni che, forte della grande esperienza maturata con il padre Livio nel conosciutissimo ristorante “Lis Campanelis” alle porte di Nimis, ha rilevato la trattoria dello zio, dandogli una nuova veste, un “taglio” giovane in sintonia con la sua età, con una proposta “rivoluzionaria” che probabilmente anche Arturo, uomo di grandi vedute e aperto alle novità, avrebbe approvato. Ha, insomma, creato una paninoteca, abbinata a una cucina legata alla tradizione friulana – che propone ovviamente l’immancabile “frico” – da accompagnare con birre e vini di qualità, questi provenienti tutti dai vigneti di Torlano o comunque del territorio di Nimis che eccelle per il Ramandolo Docg e per alcuni grandi rossi come il Refosco. Una curiosità: è subito molto piaciuta l’idea di chiamare ogni proposta gastronomica con i nomi delle località più note, declinati in lingua friulana: a parte “Nimis” e “Tamar” che hanno la stessa grafia, gli hamburger sono “Val Montane” e “Torlan”; i fishburger “Cornap”, “Tor” e “Crosis”; le schiacciate “Clotz”, “Mondiprat”, “Chialminis” (ma sarebbe meglio “Cjalminis”), “Bernadie” e “Ramandul”. E si potrebbe continuare, ma Stefano assicura che in ogni caso si tratta di “panins di lusso in chel di Torlan”.
La riapertura del locale è avvenuta in una folta cornice di amici e vecchi estimatori del “Friuli”, presenti una commossa Anita, la vedova di Turo che per decenni è stata l'”anima” della cucina dalla quale uscivano piatti deliziosi – come non ricordare i famosi “tris” di primi, con quelle pappardelle al sugo di capriolo o di cinghiale… -, il sindaco Gloria Bressani e l’assessore Serena Vizzutti, che nella civica amministrazione rappresenta proprio la comunità di Torlano. La benedizione l’ha impartita monsignor Rizieri De Tina, accompagnandola con parole beneauguranti per questa nuova importante avventura nel settore della ristorazione che, da sempre, nel Comune di Nimis è molto rinomata e frequentata. E un grande merito spetta proprio a Turo: a Stefano Bertoni ora il compito di portare avanti il buon nome della trattoria “Friuli”. Cosa che sicuramente saprà fare, proprio nel ricordo dell’indimenticabile zio.

La benedizione di monsignor De Tina.

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In copertina, ecco uno dei gustosi panini preparati alla rinata Trattoria “Al Friuli” di Torlano.

 

Dal vino all’acqua, a Nimis continua Cana al contrario per aiutare l’Africa assetata

Giù il sipario con pieno successo, e un arrivederci al prossimo anno, per il vino della solidarietà a Nimis. Un migliaio e passa di ospiti, ben distribuiti tra la serata di sabato e l’intera giornata di domenica, hanno infatti apprezzato l’ottima organizzazione della tradizionale “Festa dell’imbottigliamento” ambientata, come è ormai tradizione, negli ampi spazi esterni della cantina “I Comelli”, all’uscita del paese prima del bivio per Ramandolo e Torlano. Per la quindicesima volta si è realizzato il “miracolo di Cana” al contrario, con il vino che si trasforma in acqua, quella che scaturisce dai pozzi realizzati in Africa (Kenya e Sud Sudan, in particolare) dal missionario friulano fratel Dario Laurencig, originario delle Valli del Natisone, destinatario dei fondi raccolti.

Fratel Dario e la “sua” acqua…

… per l’Africa bruciata dal sole.

Nel 2020 “Diamo un taglio alla sete Fvg” (la Onlus che in base alla riforma del terzo settore oggi è una Odv, Organizzazione di volontariato) aveva ugualmente imbottigliato e distribuito il “Vino della Solidarietà”, ma a causa della pandemia aveva dovuto rinunciare alla festa in presenza. Festa che è invece tornata quest’anno, adottando tutte le necessarie misure di distanziamento e prevenzione. Per far funzionare il tutto nel migliore dei modi, hanno prestato la loro opera, assicurando la buona riuscita della manifestazione, ben duecento volontari: addetti ai parcheggi, alla reception, alle cucine, ai banchi di distribuzione e… alla colonna sonora che ha visto impegnati sul palco, in una gioiosa maratona, i gruppi Officine ritmiche, Power flower, Splumats, i gruppi Sand of Gospel & Saint Lucy, Yerba project, Parsound, Galaxy, Coletto Free Mask Syndicate e la cantante Sabrina Grimaz.

Musica sotto il tendone.

Musica per i più grandi, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento per i più piccoli; per tutti, una ricca proposta gastronomica, che per la terza volta – dopo le edizioni 2018 e 2019 – è stata impreziosita il sabato sera dai piatti delle “Cucine del Mondo”, realizzati da volontari e amici di etnie diverse. Quest’anno erano rappresentati l’Afghanistan (kabuli palaw), l’Argentina (empanadas e alfajores), il Marocco (couscous), il Messico (fagioli alla messicana), il Perù (papas rellenas), il Portogallo (pastes de bacalau), il Pakistan (sambusa), lo Sri Lanka (vegetable rolls) e la Spagna (sangria). Per l’Italia, un “tris” di carboidrati (pizza, piadina e gnocco fritto) e il tiramisù. Nella giornata di domenica, protagonista è stato l’ormai celebre spiedone con costa e porchetta; tradizione rispettata anche con la presenza dei salumi Wolf Sauris, delle frittelle di mele (a cura della Pro Loco di Sutrio), del gelato di Giancarlo Timballo, dei frutti di bosco caldi degli amici di Avasinis.
Soddisfatto per la partecipazione e per lo svolgimento senza intoppi della due giorni il presidente di “Diamo un taglio alla sete”, Matteo Gerussi: «Nonostante la pandemia, nel 2020 abbiamo comunque fatto arrivare a fratel Dario il nostro sostegno. Nel 2021, raggiungeremo un traguardo che non ci sembra vero: sommando le donazioni di questi primi 15 anni, supereremo i 500 mila euro. Tradotti nella valuta del secolo scorso, un miliardo di lire; per la sete dell’Africa, almeno 50 pozzi. A noi sembrano molti, ma i quasi 500 che ha realizzato fratel Dario dal 1973 ad oggi sono uno stimolo a continuare e a fare se possibile ancora di più». E d’ora in poi chi volesse contribuire al progetto di solidarietà può trovare tutte le indicazioni sul sito Internet www.diamountaglioallasete.org o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete. Un bilancio, dunque, più che positivo e incoraggiante, per cui il cammino sulla strada della solidarietà fatta di vino che si trasforma in… acqua continua. Arrivederci, allora, con “Diamo un taglio alla sete” al 2022!

Ospiti ai tavoli e collaboratori.

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In copertina, un marchio di ceralacca sulle bottiglie della solidarietà.

Il vento e la grandine devastano i vigneti del “Ramandolo”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Il meteo di ieri mattina non ipotizzava un maltempo di particolare violenza, sebbene  l’Osmer Fvg citasse la possibilità di “qualche isolato temporale più forte”, tanto che il simbolo con la saetta era posto proprio nel Tarcentino, nell’area a nord di Udine.  Previsioni dunque azzeccate e che, ancora una volta, confermano la veridicità dell’antico detto secondo cui un’avversità atmosferica, anche molto potente, è probabile nel giorno dei Santi Pietro e Paolo (altra data tenuta ogni anno sotto controllo è quella dei Santi Ermacora e Fortunato, il 12 luglio). I detti non nascono a caso: se i nostri vecchi avevano imparato a temere “el burlaz di San Pieri”, evidentemente avevano le loro ragioni. E ieri le condizioni c’erano tutte affinché si scatenasse la furia degli elementi, con grandine di grosse dimensioni e forte vento, soprattutto per la cappa di afa che ci opprimeva fin dal mattino. Per fortuna non si è trattato di un evento simile al fortunale abbattutosi il 10 agosto di tre anni fa, ma i danni sono stati comunque notevoli.


Tra le zone prese di mira, quella di Nimis, in particolare tra Ramandolo e Torlano ai piedi della Bernadia, è stata una fra le più pesantemente colpite. Per esempio, un vigneto “sorpreso” con le reti arrotolate  per agevolare la potatura verde è stato letteralmente distrutto. E la vitivinicoltura di pregio, a cominciare da quella dello stesso “Ramandolo Docg” – il celebre Verduzzo dolce che solo qui può fregiarsi del nome della località che lo produce con fatica (in un libro di una ventina di anni fa avevo fatto cenno a una “viticoltura eroica” in quella che può essere definita “la vigna giardino”) -, ha subìto un danno molto grave, soprattutto in quei vigneti che non sono stati protetti da quelle originali reti “a grembiule” ideate oltre quarant’anni fa, proprio qui a Nimis – e poi imitate anche altrove -, quando ormai ci si rendeva conto dell’inefficacia della difesa con i razzi antigrandine, che spesso non centravano le nubi cariche di tempesta, annullando così l’effetto di questa prevenzione che, peraltro (ne sono buon testimone), richiedeva anche molti sacrifici agli addetti nelle postazioni dislocate sul territorio. Ieri, una volta passato il maltempo, non si coglievano ancora in tutta la loro gravità gli effetti della grandine sui grappoli ormai in rapido accrescimento, ma è bastato il sole di stamane a denunciare la devastazione subita dai vigneti, soprattutto nelle zone di Torlano e di Ramandolo, appunto sulle pendici della montagna vegliata dalla storica Chiesetta ricoperte di ronchi bellissimi in cui si produce non solo il celebre bianco ma anche un generoso Refosco, di Faedis e del Peduncolo rosso (come mostra la foto di copertina) .


Produzione quindi notevolmente decurtata – perché la grandine è passata addirittura oltre le reti -, con un grave arresto della vegetazione che dovrà essere prontamente soccorsa con trattamenti anticrittogamici al fine di favorire una veloce cicatrizzazione delle ferite provocate sui tralci appunto dalla temutissima meteora, caduta con veemenza, e per preservarli da attacchi fungini. Quindi spese ulteriori che si sommano alle perdite per il mancato raccolto e ai danni causati alle aziende agricole, anche in questo angolo dei Colli orientali del Friuli, dall’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha pesantemente influito sulla commercializzazione del prodotto della vendemmia precedente.

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In copertina e all’interno i danni del maltempo di ieri sui vigneti di Ramandolo con la grandine passata anche oltre le reti.