“Notti del vino”, conto alla rovescia per la serata inaugurale a Nimis: ieri il punto del sindaco Fabrizio Mattiuzza con il coordinatore delle Cdv Tiziano Venturini

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ormai gira a pieno regime la macchina organizzativa delle “Notti del vino”, il tour enogastronomico estivo giunto alla seconda edizione e che prenderà il via ufficialmente a Nimis il 23 giugno prossimo durante la serata che verrà proposta nel parco della Cantina I Comelli, ai piedi del monte Bernadia, le cui pendici sono ricoperte dai pregiati vigneti che producono il Ramandolo Docg. E il punto sull’allestimento della manifestazione inaugurale è stato fatto ieri pomeriggio in Municipio durante un incontro che il sindaco Fabrizio Mattiuzza ha avuto con il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini – accompagnato da chi scrive nella sua qualità di “ambasciatore” dell’associazione vitivinicola -, presente il vicesindaco Gloria Bressani. La serata di Nimis e quelle successive – che punteggeranno tutto il Friuli Venezia Giulia vocato alla vite e al vino – saranno presentate lunedì prossimo a Trieste, nella sede del Consiglio regionale, durante un incontro con gli amministratori dei Comuni interessati e con la stampa Fvg.
Il Comune pedemontano, il più a nord assieme a Tarcento nell’ambito della Doc Friuli Colli orientali, è dunque “immerso” nel conto alla rovescia della grande serata di apertura dell’originale circuito estivo che, visto l’ottimo esito della prima edizione ideata e organizzata tutta in Fvg, quest’anno è stato allargato all’intero territorio nazionale. Una perfetta riuscita alla quale aveva contribuito anche Nimis con la serata di chiusura, a fine agosto, organizzata dall’allora commissario straordinario Giuseppe Mareschi e ospitata sempre nel parco dei Comelli. E proprio per la disponibilità della storica azienda ad accogliere ancora l’evento ha avuto parole di riconoscenza il primo cittadino, dicendosi certo – se, ovviamente, il bel tempo sarà alleato – di una nuova affermazione dell’iniziativa alla quale ha assicurato al Comune la propria collaborazione la Pro Nimis guidata da Mario Srebotuyak. Una quindicina le cantine che hanno aderito, dimostrando grande interesse per la manifestazione, come peraltro era emerso nelle scorse settimane durante un incontro con aziende e associazioni indetto nella sede municipale.
Quindi, archiviata anche la seconda edizione delle “Notti del vino”, potranno essere messe in cantiere anche altre iniziative di concerto con le Cdv, nelle quali Nimis è una presenza storica figuradovi ormai da decenni. Venturini – apprezzando il lavoro organizzativo svolto dalla nuova amministrazione civica e in primis dal sindaco Mattiuzza che si occupa direttamente anche delle Attività produttive – e quindi della stessa vitivinicoltura, settore leader nel comparto agricolo locale -, ha fatto quindi cenno alle Grandi verticali del vino che hanno avuto un grande successo pure nella seconda edizione che si è snodata in questi primi mesi dell’anno con numerosi appuntamenti che hanno visto degustazioni sempre molto partecipate e piene d’interesse. Per cui è intenzione, fin d’ora, di far partecipare alla terza edizione anche Nimis con il suo vino leader, il già ricordato Ramandolo Docg, creando una sorta di “gemellaggio” con un vino avente caratteristiche simili, ma non necessariamente, prodotto in un’altra regione. Ma per questo c’è ancora tempo: per ora è meglio concentrarsi proprio sulla ormai imminente “Notte del vino” affinché Nimis, che ha l’onore di aprire la manifestazione in Friuli Venezia Giulia, possa ottimamente figurare, come era avvenuto nel 2024 quando aveva avuto il privilegio di chiuderla.

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In copertina, il coordinatore regionale delle Città del vino durante l’incontro in Municipio con il sindaco Fabrizio Mattiuzza.

Borgo Clotz invita al suo Primo maggio con il Ramandolo Docg prodotto sui colli di Nimis e Tarcento

(g.l.) Borgo Clotz ha fatto 13! Tante sono, infatti, le edizioni della bellissima manifestazione dedicata al Ramandolo Docg – ma anche agli altri pregiati vini della zona di Nimis e Tarcento, sui Colli orientali del Friuli – e che prende vita, come è ormai tradizione, nella giornata del 1° maggio.
La camminata alla scoperta delle storiche frasche avverrà, dalle 10 alle 18, e sul percorso buongustai e amanti di un ottimo bicchiere avranno la possibilità di fare interessanti degustazioni accompagnate da golosi abbinamenti enogastromici, intrattenimenti musicali e animazioni. Gli organizzatori avvertono che la manifestazione si terrà anche in caso di maltempo, ma questa eventualità – stando alle ultime previsioni Osmer Fvg – pare sia proprio scongiurata, per cui ci sono tutte le premesse per una giornata davvero memorabile. Protagonista assoluto il famoso Ramandolo Docg!

E dopo “Oro di Ramandolo” la preziosa Docg di Nimis e Tarcento sarà protagonista anche al Gran Premio Noè

di Giuseppe Longo

NIMIS – E dopo “Oro di Ramandolo” la preziosa Docg sarà protagonista anche al Gran Premio Noè di Gradisca d’Isonzo. Nella cittadina della provincia di Gorizia fervono, infatti, i preparativi della prestigiosa manifestazione annuale che si terrà nel prossimo fine settimana e che avrà quale punto di riferimento l’Enoteca regionale “La Serenissima” e che quest’anno sarà dedicata, in modo particolare, ai vini dolci e passiti, come appunto il Ramandolo prodotto nei vigneti che si estendono nel “cru” a cavallo tra i territori comunali di Nimis e Tarcento. Assieme al Picolit, al Verduzzo, al Traminer, al Moscato e ad altri vini.

Una nuova occasione, dunque, per degustare nella storica Città del vino Fvg il nobile vino prodotto ai piedi del monte Bernadia, dopo il recentissimo successo ottenuto a metà novembre proprio con “Oro di Ramandolo”, un appuntamento ormai irrinunciabile visto il gradimento che lo stesso suscita in una larga fascia di “wine lovers”. La manifestazione aveva infatti registrato il “sold out”, cioè il tutto esaurito, già diverse settimane prima dell’evento che, quest’anno, ha beneficiato di una giornata eccezionale, un sabato da vera “estate di San Martino”. Venti le aziende partecipanti assieme a ristoratori e produttori di eccellenze agroalimentari di Nimis e Tarcento, ma non solo, che hanno fatto la gioia dei buongustai.
Ricordiamo, allora, i nomi delle aziende presenti: oltre a I Comelli che come sempre, con la loro moderna cantina di via Valle, hanno fatto da punto di riferimento e di snodo dell’intera giornata degustativa – proprio da qui partivano, infatti, i pulmini che portavano il pubblico nelle altre diciannove tappe -, sono stati protagonisti i vini di AD Coos, Borgo Romanzo, Bressani Giuseppe, Ca’ Felice, Comelli Andrea, Cooperativa agricola Ramandolo, Cossettini Lorenzo, Dario Coos, Filippon di Comelli Lorenzo, La Roncaia, Micossi di Revelant Alessandro, Nimissutti, Ronco dei Frassini, Ronc de Val, Tenuta Valleombrosa, Tami, Vigneti Pittaro, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio.
E ora l’appuntamento è già fissato a “Oro di Ramandolo” 2025. Ma prima il dolce-passito Docg potrà essere degustato anche in altre occasioni a cominciare proprio dal Gran Premio Noè dei prossimi giorni – 6, 7 e 8 dicembre – a Gradisca d’Isonzo, il cui momento più atteso, con la cerimonia di premiazione dei produttori, si terrà sabato nel Nuovo Teatro Comunale della città-fortezza della Serenissima.

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In copertina e all’interno ecco alcune belle immagini di “Oro di Ramandolo” 2024.

A Nimis ecco la “Notte del Ramandolo” ma poi i vini saranno protagonisti anche all’antica sagra e al Castello di Cergneu

(g.l.) Ha tutti i numeri per essere una grande serata, la degna conclusione del ricchissimo tour offerto dal nuovo format estivo delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Conto alla rovescia, infatti, a Nimis per l’ultima Notte del vino che si terrà questa sera, a partire dalle 19.30, nel parco della Cantina I Comelli (all’uscita del paese verso Torlano), nel cuore della zona del Ramandolo Docg, il prezioso vino prodotto sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline circostanti, a cavallo dei territori comunali di Nimis e Tarcento, che per primo nella nostra regione – era l’ormai lontano 2001 – ha beneficiato della denominazione di origine controllata e garantita. Per cui, al pari di quanto era avvenuto poco più di due settimane fa a Prepotto con lo Schioppettino, questa potrebbe essere tranquillamente denominata “La Notte del Ramandolo”.
La manifestazione che già da qualche giorno ha registrato il sold out, vale a dire il tutto esaurito, proporrà il Ramandolo Docg – assieme ad altri prestigiosi vini della zona, a cominciare dal Refosco, storico leader dei rossi – prodotto da quattordici aziende: AD Coos, Cafelice, Dario Coos, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Micossi, Gori Agricola, Nimissutti, La Roncaia, Ronco dei Frassini, Tenuta Valleombrosa, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo e Cossettini. I vini faranno da abbinamento alle pietanze che verranno proposte durante una cena a buffet in piedi a cura degli agriturismi I Comelli e Borgo Cloz e dell’Osteria di Ramandolo. Ci saranno, inoltre, Testa e Molinaro con il prosciutto crudo di San Daniele e l’azienda agricola Zore di Taipana con i suoi tipici formaggi di capra. Prevista musica live.
Una finale, quindi, sicuramente coi fiocchi per le Notti del vino proposte durante tutto il mese di agosto da una trentina di Città, fra le quali appartiene da decenni anche Nimis. Un degno coronamento, insomma, allo sforzo organizzativo espresso dall’appassionato, tenace e competente team guidato da Tiziano Venturini. Notti che si sono avvicendate in tutte le zone Doc del Friuli Venezia Giulia e che poche sere fa hanno visto anche una esaltante puntata oltreconfine, nella croata Buie d’Istria.
Sceso quindi il sipario sulla odierna serata, ci saranno anche altre importanti occasioni per degustare i vini di Nimis. E lo si potrà fare nella curata enoteca che ogni anno viene allestita in occasione della plurisecolare “Sagre des Campanelis” che prenderà il via sabato 31 agosto sul prato delle Pianelle, dove continuerà fino a domenica 8 settembre quando il paese pedemontano festeggerà nel locale Santuario la Natività della Madonna. E per lunedì 2 settembre, quando per i generosi volontari della sagra si godranno un meritato riposo, a Cergneu si annuncia una bellissima iniziativa. “Cultura, tradizione e divertimento al Castello di Cergneu” è infatti il titolo della manifestazione indetta dal Comune di Nimis e dall’Associazione culturale Cernedum e che dalle 17 proporrà rievocazioni storiche medioevali e di antichi mestieri friulani, teatro, musica, racconti, falconieri, lavoratori e giochi per i più piccoli e, naturalmente, una invitante offerta enogastronomica. Ma per queste manifestazioni c’è ancora tempo, per cui ne parleremo più in dettaglio nei prossimi giorni.

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In copertina, alcune pregiate bottiglie in occasione di “Oro di Ramandolo 2023”.

“Cantine Aperte” da ricordare anche a Nimis con protagonista il Ramandolo. Docg adatta all’invecchiamento come dimostrato da una prestigiosa verticale

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Cantine Aperte 2024” in una meravigliosa e tanto auspicata domenica di sole che fa il paio con l’altrettanto bella giornata di ieri. Successo assicurato e da ricordare, dunque, per questa nuova edizione, la 31ma, della festa dei wine lovers che, alla fine, sicuramente saranno risultati molto numerosi anche a Nimis, storica Città del vino Fvg. Due sono, infatti, le aziende che, tra le 78 complessive, partecipano alla manifestazione del Movimento turismo del vino Fvg presieduto da Elda Felluga: Dario Coos e Giovanni Dri. Entrambe di Ramandolo e famose, da sempre, per la produzione del celebre vino, “dolce-non dolce”, contraddistinto dal nome della sua località e che è stato il primo in Friuli Venezia Giulia, nell’ormai lontano 2001, a beneficiare della Docg, il più prestigioso “ombrello” a difesa della qualità. Nelle due cantine, gli enoappassionati – oggi come ieri – hanno avuto la possibilità di degustare e conoscere meglio questo meraviglioso prodotto, vanto di un piccolo-grande “cru” ritagliato tra le colline di Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.


Un vino per il quale si commetterebbe un grave errore a definirlo – come si è, però, fatto sempre! – semplicemente come “vino da dessert”. Niente di più sbagliato secondo l’enologo Gabriele Tami, per il quale è un vino adatto a vari e riusciti abbinamenti anche con il salato – si pensi soltanto ai formaggi piccantini ed erborinati, tra i quali ce n’è uno molto buono e originale, prodotto facendolo maturare proprio nelle vinacce del Verduzzo dalle quali si è spremuto il Ramandolo Docg -, oltre che adatto a prolungati invecchiamenti. Ero a conoscenza di questa prerogativa, anche per modesta esperienza personale, che questo vino si prestasse a durare nel tempo, addirittura migliorando le proprie caratteristiche. Ma una conferma molto importante e significativa l’ho avuta partecipando a una riuscitissima verticale alla Roncaja, organizzata dalla famiglia Fantinel che da parecchi anni ormai porta avanti con successo questa bella realtà impiantata a Cergneu Inferiore sotto i ruderi del Castello medioevale. Tami, peraltro originario di Nimis, ha infatti messo insieme, con la collaborazione di Fvg Taste Track, una degustazione comparata che ha richiamato una trentina di esperti, i quali – accolti da Marco Fantinel, che ha sottolineato l’impegno aziendale nella produzione di questo inimitabile vino, e da Laura Vescul, brand manager della Cantina – hanno fatto conoscenza con i campioni in rappresentanza di quattro annate che a ritroso andavano dal 2018, al 2017, al 2015 e al 2010, per continuare poi con una – mantenuta segreta fino all’ultimo – ben più vetusta, risalente appunto agli albori del Ramandolo Docg, quando la direzione tecnica dell’azienda era affidata a Tibor Gal, il famoso enologo ungherese che ebbi modo di conoscere e apprezzare in una degustazione di Tokaji delle sue terre organizzata molti anni fa a Roma, dagli stessi Fantinel,  per dimostrare che il nostro tanto ingiustamente combattuto Tocai friulano non aveva proprio nulla in comune con quello magiaro (liquoroso!), a cominciare dalla grafia. Ma anche questa azione, purtroppo, non servì a nulla per salvare il nome del nostro prodotto, tanto che tutti sappiamo come è poi andata a finire…

Ma torniamo al nostro Ramandolo Docg e alle cinque annate presentate dalla Roncaja, illustrate, con dovizia di particolari molto interessanti e coinvolgenti, dallo stesso Gabriele Tami e da Raffaella Nardini, docente dell’Ais Fvg. Vini sgorgati dalla fermentazione di un mosto ottenuto pigiando uve sottoposte a un appassimento naturale, e quindi abbastanza concentrato, nel quale la presenza di zuccheri, polifenoli e soprattutto tannini è significativa. Ed è proprio quest’ultima componente che consente di definire questo vino “dolce non dolce”, come osservavo inizialmente, adatto quindi a varie formule di abbinamento, ma anche per essere bevuto da solo conversando con gli amici o leggendo un libro: insomma, un vino anche da “meditazione”. L’enologo, che peraltro è originario di Nimis, ha spiegato la sua dedizione a questo vino – «l’ho conosciuto già da bambino, quando lo produceva la mia famiglia» – e quindi le tecniche usate dai Fantinel, trasformando uve perfettamente mature, raccolte nei “ronchi” seguiti dall’azienda. Ha fatto cenno anche al fenomeno della “botritizzazione”, come dire all’attacco in certe annate dei grappoli da parte della “muffa nobile”, un po’ come avviene con i famosi vini del Reno e alsaziani, indicando altresì le caratteristiche che consentono al Ramandolo Docg di durare nel tempo, diventando addirittura longevo. Come ha appunto dimostrato la degustazione dei cinque vini, i quali, man mano che saliva la loro età, aumentavano l’intensità del colore ma senza alterare negativamente bouquet, aromi e profumi, rappresentati da un vero e proprio ventaglio di sfumature, sapientemente illustrate dalla dottoressa Nardini. Ed è proprio quanto sosteneva Tibor Gal all’epoca in cui, oltre vent’anni fa, curava le prime esperienze della cantina di Cergneu producendo anche quel Ramandolo tenuto segreto e che ha sorpreso, per la sua straordinaria vitalità, l’intero parterre di degustatori.
Veramente una bella iniziativa di cui va dato merito alla famiglia Fantinel, perché ha consentito di gettare nuova luce su questo piccolo-grande vino, che merita di essere ulteriormente conosciuto e valorizzato. E sono contento di averne riferito proprio oggi, in occasione di Cantine Aperte, quando altri prestigiosi Ramandoli, quelli appunto di Dario Coos e Giovanni Dri, sono stati protagonisti delle degustazioni nelle due uniche aziende che hanno partecipato, come ogni anno, alla fortunata manifestazione del Movimento turismo del vino. E, allora, in alto i calici con il Ramandolo Docg. Anche invecchiato!

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In copertina e all’interno immagini della interessantissima verticale di cinque storiche annate di Ramandolo Docg alla Roncaja presente Marco Fantinel con l’enologo Gabriele Tami e la esperta sommelier Raffaella Nardini.

A Nimis domani ritorna la “Vignalonga”: in marcia nei ronchi del Ramandolo Docg

(g.l.) Finalmente è tornato il sole e il bel tempo nel weekend dovrebbe reggere, anche se domani pomeriggio si potrebbe anche vedere il ritorno della pioggia. Speriamo bene, per cui a Nimis si alza il sipario su “Libero Sport Emozione e Natura”. Un grande ritorno con una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne, organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale. Il maltempo, comunque, ha consigliato il rinvio al 7 settembre – nell’ambito della plurisecolare “Sagre des Campanelis” – della RandoBike Bernadia Trail Area prevista per la giornata odierna, mentre per domani mattina è confermata la “Vignalonga”, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera.

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In copertina, una passata edizione della Vignalonga e qui sopra la zona del Ramandolo Docg ai piedi del monte Bernadia.

Tarcento a palazzo Frangipane ricorda Otto D’Angelo l’inimitabile “cantore” di quel Friuli contadino che non c’è più

(g.l.) Omaggio di Tarcento a un grande, inimitabile “cantore” del Friuli di una volta, il pittore Otto D’Angelo, scomparso cinque anni fa. Nell’ambito di “Puints – Incuintris su lenghe, identitât e autonomie”, l’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e la civica amministrazione hanno infatti allestito, a palazzo Frangipane, una bellissima mostra dedicata all’indimenticabile artista che sarà inaugurata proprio oggi, vigilia dell’Immacolata, e che è intitolata “Otto D’Angelo pittore del Friuli contadino e illustratore pubblicitario”. La cerimonia si terrà alle 18 e prevede gli interventi del sindaco Mauro Steccati, dell’assessore alla Biblioteca di Tarcento Silvia Fina, del consigliere regionale Roberto Novelli, del presidente dell’Istitut Ladin Furlan Geremia Gomboso, del rappresentante di Banca 360 Fvg e di Gabriella Bucco, critica d’arte e grande esperta delle opere di Otto D’Angelo. La mostra potrà essere visitata dal 9 dicembre al 7 gennaio nei giorni di sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; resterà invece chiusa il 24 e il 31 dicembre. Alla bella iniziativa ha assicurato, tra gli altri, la propria collaborazione il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

In Friuli dalla mietitura…

… alla vendemmia.

Nella pittura di Otto D’Angelo si coglie immediatamente un eccezionale realismo che rievoca la sua terra d’origine e i suoi valori fondanti. Nei suoi quadri vivono il Friuli contadino dei mezzadri piegati dalla fatica nei campi, i giochi dei bambini, i lavori ormai desueti e una ricca galleria degli scorci più belli del Friuli, immortalati come se il tempo si fosse fermato. I paesaggi, la civiltà contadina, il fortissimo legame con i suoi paesi si specchiano nelle sue opere, diventando immagini della memoria colte nel multiplo variare di luce e tonalità cromatiche, preziosa testimonianza sulla gente e sul Friuli che non c’è più.
Otto D’Angelo, ottavo figlio di una povera famiglia contadina, nacque nel 1923 a Silvella, piccola frazione di San Vito di Fagagna. Subito dopo la seconda Guerra mondiale, conseguito il diploma di artista decoratore, emigrò in Francia. A Parigi diventò apprendista-disegnatore di una importante casa editrice, creando fumetti nei quali convivono dinamismo e figura. Mentre continuava a studiare pittura, produsse illustrazioni per vari romanzi e riviste femminili francesi, collaborando con un noto giornale sportivo e illustrando le partite di calcio della Nazionale e del Campionato di Serie A d’Oltralpe.
Alla fine degli anni Cinquanta rientrò nel suo Friuli, a Caporiacco, e aprì uno studio di pubblicità a Udine, senza però smettere di coltivare la pittura, in particolare ad acquerello, cui si dedicò ininterrottamente dalla fine degli anni Sessanta alla morte, avvenuta nel 2018, a 95 anni.

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In copertina, il pittore Otto D’Angelo nel suo studio dove ha lavorato fino alla morte.

A Nimis vendemmia di grande qualità. E a San Martino torna “Oro di Ramandolo”

di Giuseppe Longo

La lunga siccità estiva, ma che derivava da una grave carenza d’acqua che si protaeva dall’inizio dell’anno, aveva fatto preoccupare non poco i vignaioli del Friuli. E fra questi, ovviamente, anche quelli di Nimis, all’interno del cui territorio c’è il cru del Ramandolo (che per una parte sconfina anche in quello di Tarcento). Le piogge di fine estate hanno, però, fatto il “miracolo” e hanno riequilibrato, seppur non del tutto, i “bilanci idrici” dei vigneti, consentendo una regolare maturazione dell’uva. Il risultato? Una vendemmia eccezionale, di grande qualità, sicuramente tra le migliori che si ricordino.
E proprio nel clima di questa soddisfazione generale, a Nimis si sta completando in questi giorni la preparazione di quel grande evento promozionale che risponde al suggestivo nome di “Oro di Ramandolo”, richiamando appunto il vino marchiato Docg e il suo meraviglioso colore. La manifestazione si terrà il prossimo 12 novembre, nella ricorrenza di San Martino, secondo la quale, tradizionalmente, “ogni mosto è vino”. Anche se a Nimis non è proprio così, in quanto la vendemmia risulta leggermente posticipata rispetto ad altre aree vitivinicole dei Colli orientali del Friuli, oltre che per l’andamento meteorologico. Ma, come detto, la qualità dei vini che pian piano stanno maturando è davvero ottimale, sia per i bianchi – tra i quali eccelle proprio il Ramandolo – che per i rossi, dei quali il grande portabandiera è il Refosco (sia Nostrano o di Faedis sia del peduncolo rosso). Ricco e molto articolato il programma della manifestazione novembrina, ma ne riparleremo prossimamente.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo friulano (atti a dare il Ramandolo Docg) e qui sopra di Refosco dal peduncolo rosso:

Addio a Licio Damiani e a Gigi Valle autentiche “voci” dell’agricoltura Fvg

di Giuseppe Longo

Prima Gigi Valle, adesso Licio Damiani. In un paio di settimane l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha perso due “voci” importanti, che hanno segnato la storia rurale di queste contrade: la prima (95 anni) nel settore produttivo, nella fattispecie vitivinicolo; la seconda (87) nell’informazione, quella radiofonica legata alla seguitissima rubrica domenicale di “Vita nei campi”.
Da molti anni ormai in pensione, la sua voce non si diffondeva più nell’etere, ma chi seguiva, e segue, la popolare trasmissione della Rai, ricorda benissimo l’appassionata e competente conduzione che Damiani ha fatto per molti anni. «Era riuscito – ha scritto Carlo Morandini, appena riconfermato presidente di Arga Fvg, l’associazione della stampa agricola della nostra regione – a trasformare in poesia una trasmissione legata alla nostra attività, che è strutturata per gran parte da notizie di carattere tecnico, scientifico, divulgativo. Rendendo l’appuntamento imperdibile per centinaia di migliaia di ascoltatori e ascoltatrici, del Friuli Venezia Giulia e non solo». Gli ha fatto eco il collega Marco Buzziolo, neo vicepresidente per la provincia di Udine dello stesso sodalizio dei giornalisti agricoli, aggiungendo: «Mi piace ricordare gli editorialini con cui faceva iniziare la rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Trasformava così il tradizionale e seguitissimo appuntamento dedicato alla campagna e all’agricoltura, nei suoi molteplici aspetti tecnici e politici, in un momento di autentica poesia, gravido di reminiscenze classiche e di accenni letterari ed artistici in generale».


Per questa sua sincera e affettuosa vicinanza al mondo dell’agricoltura, Arga Fvg aveva attribuito a Licio Damiani il Premio Carati d’Autore – destinato a coloro che nei vari campi hanno inciso con la loro attività a favore del settore primario – e proprio in quella stessa occasione il medesimo riconoscimento era stato consegnato anche a Gigi Valle, enologo della prim’ora, uscito dalla gloriosa scuola di Conegliano, tolmezzino di nascita ma trapiantato a Buttrio dove ha fondato e fatto crescere un’azienda vitivinicola fra le più affermate del Vigneto Fvg, per la cui tutela si è sempre prodigato volendo anche la nascita del Consorzio dei Colli orientali del Friuli, oltre mezzo secolo fa. Damiani, inoltre, nel 2020 era stato insignito del Premio Isi Benini, sottolineando ancora una volta quanto preziosa sia stata la sua penna a favore della vite e del vino. E lo stesso anno era stato insignito a Tarcento del Premio Epifania che sottolinea il particolare legame con la friulanità.
Ho desiderato ricordare insieme questi due autentici ed esemplari personaggi della nostra terra – sebbene Damiani fosse originario della oggi croata Lussinpiccolo, isola adriatica che dovette lasciare giovanissimo – proprio per quello che hanno significato entrambi, nei rispettivi ruoli, nello sviluppo dell’agricoltura friulana, perché se è fondamentale e strategico quello dell’imprenditore, prezioso e irrinunciabile è quello del divulgatore, non solo per valorizzare quanto viene prodotto, ma anche per mettere a fuoco problemi e prospettive, luci e ombre, suscitando occasioni di riflessione e dibattito.
Nel cinquantesimo anniversario della morte di Tita Gori, era l’ormai lontano 1991, il Comune di Nimis aveva affidato proprio a Licio Damiani, che era anche un grande e riconosciuto esperto d’arte oltre che dotato di una vasta cultura generale, la realizzazione di un libro che ricordasse il “suo” pittore. Il giornalista-scrittore dette alle stampe un’opera bellissima che opportunamente intitolò “Tita Gori e i giardini del Paradiso”. E adesso mi piace immaginare lui a passeggiare in quei “giardini” assieme a Gigi Valle e a parlare ancora dell’agricoltura friulana e dei suoi meravigliosi prodotti, a cominciare proprio dai vini.

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In copertina, Licio Damiani; all’interno (secondo a destra accanto a Carlo Morandini) è con Gigi Valle (secondo a sinistra) alla consegna del Premio Carati d’Autore di Arga Fvg.

Alla scoperta del dolce Ramandolo Docg il Primo maggio nelle frasche di Clotz

(g.l.) Conto alla rovescia per l’apertura, tra poche ore, del sipario sul Primo maggio con il Ramandolo Docg che sarà grande protagonista sulle colline tra Nimis e Tarcento. Ritorna infatti, per l’undicesima volta – e dopo due anni di assenza, a causa dell’emergenza sanitaria -, la bellissima manifestazione “Borgo Clotz – Camminando alla scoperta delle storiche frasche nel cuore del Ramandolo”.

Il Ramandolo Docg come l’oro.

Nella borgata collinare, che si divide appunto fra i Comuni di Nimis e Tarcento, a partire dalle 10 di domani ci saranno infatti degustazioni, abbinamenti enogastronomici, laboratori artigianali, intrattenimenti musicali e animazioni, protagonista proprio il dolce Ramandolo, il primo vino del Friuli Venezia Giulia a essere premiato, già nel 2001, dalla denominazione di origine controllata e garantita, il marchio più prestigioso a tutela della qualità di un prodotto. Ma non solo, perché ci saranno anche altri grandi vini del territorio, a cominciare dal Refosco, sia nostrano (o di Faedis, la cui sottozona riguarda appunto anche Nimis, storica Città del vino Fvg) che dal Peduncolo rosso.
Il tour enogastronomico prenderà il via all’agriturismo Merlino di via Carducci, a Nimis, per proseguire all’agriturismo Da Basan e all’azienda agricola Micossi di Sedilis e all’Osteria con cucina Tinat. Quindi ancora a Sedilis tappa al Bar alla Vittoria – azienda agricola Domenico Treppo, frazione dove ci saranno anche gli appuntamenti a Sapori Divini di Casali Alex e all’Ostarie Ongjarut: in tutti i ritrovi saranno proposti invitanti abbinamenti con eccellenze gastronomiche del Friuli e della Carnia, ma anche lombarde come il gorgonzola presentato dall’omonima, famosissima cittadina in provincia di Milano.
L’organizzazione informa che dalle 10 alle 18 è previsto il servizio bus navetta Nimis-Tarcento, ma si consiglia anche di effettuare il percorso, peraltro molto suggestivo, a piedi trattandosi appena di 3,6 chilometri. La manifestazione beneficia del sostegno di Turismo Fvg e dei patrocini dei Comuni di Nimis e Tarcento. Info: Serena Fattori cellulare 346.1231126.

Ramandolo e sullo sfondo Clotz.

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In copertina, grappoli di Verduzzo friulano da cui si ottiene il Ramandolo, primo vino in Friuli Venezia Giulia a essere premiato con il prestigioso marchio della Docg.