“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Giornata mondiale dell’acqua: tutela per Tagliamento, Isonzo e mare Adriatico

«L’acqua è vita, l’acqua è un tesoro del nostro territorio e la Regione è in prima linea per la sua difesa e tutela. L’amministrazione regionale ha avviato numerose iniziative, dalla tutela dei corsi d’acqua come il Tagliamento e l’Isonzo, ai progetti europeo Marless e regionale aMare Fvg, fino alla legge regionale 21/2020 che disciplina l’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni a uso idroelettrico». Lo ha detto ieri, come informa Arc, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, durante l’evento online organizzato dall’Ogs per celebrare la Giornata mondiale dell’acqua, nel corso del quale ha spiegato che «il Tagliamento, riserva Mab Unesco, rappresenta il manifesto della mia visione dell’ambiente: in un’ottica conservativa, educativa e di sviluppo sostenibile non verranno posti ulteriori vincoli, ma sarà favorita l’interazione tra uomo e natura, senza che questa relazione si esaurisca nello sfruttamento del territorio».


In merito all’Isonzo, l’esponente della Giunta Fedriga ha evidenziato che «il tema della sensibilità ambientale e del rispetto delle risorse idriche si fa più complicato: l’ambiente e la natura non conoscono confini amministrativi e spesso la condivisione di un bene primario come l’acqua necessità di politiche ambientali convergenti. La Regione sostiene quindi l’idea degli Stati generali dell’ambiente, rallentati a causa della pandemia, ma l’obiettivo è quello di compiere entro l’anno un primo passo con la “Conferenza dell’Ambiente dell’Alto Adriatico” che coinvolga Slovenia e Croazia, oltre a Veneto ed Emilia-Romagna al fine di delineare politiche ambientali comuni a tutela dell’Adriatico e, per quanto riguarda Friuli Venezia Giulia e Slovenia, dell’Isonzo».
Scoccimarro ha, poi, rimarcato che la tutela dell’Adriatico è al centro del progetto europeo Marless che mira alla salvaguardia dell’ambiente marino e la salute dell’uomo partendo dal monitoraggio dei rifiuti dispersi in mare. «Le plastiche sono rifiuti purtroppo sempre presenti in grande quantità sulle nostre spiagge e fondali marini – ha detto -. Partendo da Trieste, il progetto pilota “aMare Fvg” porterà in tutti i Comuni le iniziative di raccolta e trattamento dei rifiuti rinvenuti in mare o nei tratti di litorale da parte dei pescatori durante le attività di pesca e dai diportisti in navigazione; ma anche nell’ambito di iniziative di pulizia dei fondali e degli specchi d’acqua o nel corso di specifiche attività di pulizia dei tratti di litorale ad opera di associazioni di volontariato».
Concludendo, l’assessore ha spiegato che «la tutela dell’acqua sfruttata come fonte di energia rinnovabile è al centro della legge regionale 21/2020, che è stata approvata all’unanimità lo scorso anno in Consiglio regionale e segna il punto di partenza di un progetto ambizioso: la nascita della società elettrica regionale “Fvg Energia”, la quale tutelerà ambiente, salute e lavoro».

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In copertina e all’interno le acque del Friuli Venezia Giulia dal mare Adriatico ai fiumi Isonzo e Tagliamento.

Natura 2000, sul Tagliamento fuoco “controllato” contro le specie invasive

Nell’area golenale del fiume Tagliamento in località “Grave dei Mizzeri”, a Pinzano, verranno avviate durante questo mese delle manutenzioni della vegetazione ricorrendo a prove di “fuoco prescritto”, vale a dire di incendio controllato. Obiettivo dell’attività, che si svolgerà in circa mezza giornata di lavoro, è quello di contenere e possibilmente eliminare la radicazione di “Amorpha fruticosa”, una pianta alloctona e invasiva, che ha occupato la nicchia ecologica dell’habitat incluso nella zona speciale di conservazione (Zsc). L’attività sarà svolta dal Corpo forestale regionale e dai volontari del distretto di Protezione civile e antincendio boschivo della Val d’Arzino, con la regia del servizio Biodiveristà della Regione Fvg tramite la stazione forestale di Pinzano al Tagliamento.
Per l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, si tratta di “un’importante iniziativa che si inserisce in una valutazione prettamente tecnico-scientifica con la finalità di salvaguardare gli ecosistemi inseriti nella rete Natura 2000. L’innovativa modalità è supportata, comunque, da importanti esperienze pregresse e sarà gestita con la consueta e competente attività del Corpo forestale Regionale e dal Servizio biodiversità della Regione”.
L’area d’intervento per l’esecuzione di questa prima prova – come informa una nota Arc – è stata individuata in una superficie di due ettari di golena, all’interno dei quali sono state ricavate due “aree di saggio”, che verranno risparmiate dalle fiamme, per confrontare e monitorare l’effetto del fuoco sull’evoluzione della vegetazione. L’attività di “fuoco prescritto” – come viene chiamata tecnicamente – si basa su un’attenta conoscenza del territorio e su una precisa progettazione della combustione, praticata nell’ambiente naturale in modo innovativo, ma utilizzando il fattore fuoco per la gestione e la conservazione di alcuni habitat prioritari che necessitano di interventi. Secondo la relazione del Servizio biodiversità regionale, in questo modo, la Regione Fvg, dopo aver approvato il Piano di gestione della Zsc che consente l’uso del fuoco per scopi gestionali, potrà verificare l’applicazione di un fuoco controllato in alternativa ai trattamenti meccanizzati, considerati molto impattanti.
Negli anni passati, interventi di manutenzione simili sono stati realizzati ampiamente nella Zona speciale di conservazione Greto Tagliamento, che fa parte della rete regionale di Natura 2000, con il progetto Life Magredi Grasslands durato sette anni, con il taglio o la trinciatura della vegetazione invasiva effettuata a più riprese negli anni con grosse macchine forestali, per ripristinare superfici a prato magredile.

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In copertina e qui sopra il fiume Tagliamento a Pinzano.

Dal “pane del bosco” al Tagliamento. Ma anche enoturismo e Vìtovska

di Gi Elle

Che belle proposte (virtuali, però) per questo fine settimana! Il Friuli Venezia Giulia è, infatti, tra i protagonisti di “Cibo a regola d’arte”, il food festival del Corriere della Sera che quest’anno, anche in forma digitale, prevede dibattiti, performance e discussioni con chef, scrittori, produttori ed esperti del mondo dell’enogastronomia. Il tema dell’edizione 2020 è “Tempo di scegliere” e ruota attorno alla responsabilità collegata proprio al mondo del cibo. In questo senso, il Fvg si inserisce nel palinsesto delle conferenze con due racconti di storie del territorio che parlano di sostenibilità, produzioni enogastronomiche locali e turismo.

Lo chef  Stefano Basello.

Il primo appuntamento, dal titolo “Il tesoro degli alberi: farine e mulini da scoprire”, è in programma oggi 7 novembre, alle 16, e vedrà Stefano Basello, chef del ristorante Il Fogolar dell’hotel Là di Moret, a Udine, il regista Swan Bergman, Edoardo Marini, proprietario e direttore dell’Hotel Là di Moret, e Massimiliano Plett, gastronomo esperto di grani antichi, dialogare tra di loro su tecniche innovative di panificazione legate al territorio del Friuli Venezia Giulia. Proprio grazie allo chef Basello, con la ricetta del “pane del bosco” ideato dopo la devastazione della tempesta Vaia nei boschi della Carnia, il Friuli Venezia Giulia lo scorso febbraio, a Milano, aveva vinto il premio “sostenibilità” alla prima edizione dei “Food&Wine Italia Awards 2020”, organizzati dalla testata “Food&Wine Italia” per celebrare il talento, la creatività e la responsabilità sociale nell’enogastronomia italiana.
Durante il secondo incontro “Viaggio (etico) lungo il Tagliamento”, previsto per domani 8 novembre alle 9.30, lo scrittore Angelo Floramo e Claudio Salvalaggio, guida naturalistica e turistica, si percorrerà il corso del fiume per raccontare storie, produzioni e biodiversità del Friuli Venezia Giulia.

Il Tagliamento a Venzone.

Per PromoTurismoFvg la partecipazione a “Cibo a regola d’arte” si inserisce nella strategia di promozione dell’enogastronomia regionale e della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, la “Route63” del gusto che, a oggi, conta ben 400 aderenti tra produttori, vignaioli, aziende e artigiani, verso un pubblico qualificato di esperti e appassionati. Promuovere e “vendere” il territorio scegliendo i prodotti locali come ambasciatori: questa la linea che da diversi mesi ha deciso di adottare l’ente per far conoscere questa affascinante regione nel resto d’Italia e in giro per il mondo. Attraverso i sapori, che generano ricordi, si sostengono degustazioni a distanza, e-commerce e piattaforme per la vendita delle specialità enogastronomiche, in grado di mantenere sempre vivo e autentico il legame con il territorio.

Sempre domani è in programma invece la Giornata Mondiale dell’Enoturismo 2020 promossa da Recevin in collaborazione con le Associazioni nazionali delle Città del Vino europee, organizzazione che nel Vigneto Fvg ne conta ben 25 dopo i recenti ingressi dei Comuni di Moraro e Povoletto. In questo contesto, da segnalare l’iniziativa (dalle 10), che il Comune di Duino Aurisina ha dedicato al tema “Vìtovska, un vino un territorio“. Al pregiato bianco del Carso triestino – poco conosciuto, ma di grande finezza e qualità al pari della più famosa Malvasia – sarà riservato un interessante approfondimento che sarà diffuso in diretta su YouTube con la partecipazione di vitivinicoltori, pubblici amministratori e rappresentanti delle organizzazioni produttive.

Un bel grappolo di Vìtovska.

Entrambi gli interventi si potranno seguire in diretta sul sito https://cucina.corriere.it/ciboaregoladarte/milano/

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In copertina, il “pane del bosco” ideato da Stefano Basello dopo la tempesta Vaia in Carnia.

Non piove da mesi, primavera di siccità: Collio già irrigato

di Gi Elle

Ormai sono più di cinque mesi che in Friuli Venezia Giulia non piove. Infatti, dopo le devastanti precipitazioni autunnali che saranno ricordate a lungo, di pioggia ne è caduta molto poca, tanto che adesso, a primavera inoltrata, siamo in una fase di preoccupante emergenza idrica. E a risentire della siccità sono ovviamente le attività agricole. Sul Collio i vigneti sono già stati irrigati una volta; il Consorzio di bonifica Pianura Friulana ha acconsentito già una ventina di giorni fa a ricorrere all’irrigazione anticipata, dal momento che la richiesta d’acqua è simile a quella rilevata a giugno. Nel comprensorio del Cellina-Meduna la richiesta d’irrigazione è funzionale soprattutto a sostenere l’avvio della piantumazione delle barbatelle: nei prossimi venti giorni saranno in piantumazione 700 ettari di terreno.

Il problema siccità è stato al centro del periodico confronto per l’analisi delle criticità e delle proposte a supporto del settore primario tra l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, e le associazioni di categoria. I dati relativi alle precipitazioni, con 120 giorni secchi dal novembre scorso, all’attuale stato delle falde e delle portate dei fiumi Isonzo e Tagliamento, nonché allo stato di invasamento dei bacini, tracciano una situazione di criticità particolarmente pesante. “Abbiamo segnalato al ministero delle Politiche agricole la situazione – ha reso noto Zannier, come informa una nota Arc – chiedendo la valutazione della deroga al decreto legislativo 102/2004, la norma statale che prevede i danni da siccità come assicurabili, con contributo per i costi sostenuti dalle aziende, e che quindi non rientrano nei casi straordinari per i quali si possono prevedere indennizzi”.
La riunione, cui hanno partecipato oltre alle categorie agricole – Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Kmeka zveza, Coopagri, Legacoop, Confcooperative – anche i Consorzi di bonifica della Pianura Friulana, Pianura isontina e Cellina Meduna, segue quello avvenuto alla presenza dell’assessore all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, a cui erano presenti i gestori delle derivazioni idroelettriche, l’Autorità di bacino del distretto delle Alpi orientali, l’Arpa, l’Osmer. Nell’incontro è stato ribadito come, ad oggi, siano applicabili solamente uno stretto monitoraggio delle portate e la razionalizzazione dell’uso delle acque superficiali, cercando nel contempo di risolvere alcune problematiche sugli invasi del Cellina per massimizzare la possibilità di utilizzo.
Mentre i gestori delle derivazioni a fini idroelettrici hanno dichiarato di avere rilasciato in diversi casi quantitativi maggiori di acqua in alveo rispetto agli obblighi convenzionali, i Consorzi hanno reso noto di aver attivato finora tutte le possibilità di utilizzo dell’irrigazione per le attuali coltivazioni, con la evidente necessità però di razionalizzare gli utilizzi sulla base della disponibilità idrica. Nell’incontro, è stato concordato che l’uso della risorsa idrica in questo periodo andrà attentamente monitorato per non intaccare le scorte necessarie quando le coltivazioni a maggior richiesta di acqua entreranno in produzione. “Purtroppo – ha sintetizzato Zannier – non risulta possibile aumentare ad oggi le utilizzazioni, in quanto il dato ineludibile è quello che la risorsa idrica non soddisfa le richieste a causa delle condizioni particolarmente anomale rispetto al periodo. C’è la necessità di valutare interventi strutturali, che consentano al sistema irriguo ed agronomico di potersi strutturare sul lungo periodo per affrontare le mutate condizioni climatiche. Al termine dell’incontro – ha concluso l’assessore – tutti hanno concordato che la gestione della situazione critica non può che continuare con le attenzioni ed il rigore attuale in quanto, solo con eventi piovosi potranno essere ripristinate le portate e le disponibilità”. “Dobbiamo attivare – ha aggiunto l’assessore – tutte le strategie possibili con il coinvolgimento plenario di enti e gestori competenti per affrontare l’emergenza dettata dalla siccità. Le prospettive e le necessità nella gestione delle risorse idriche sono chiare. I dati che ci giungono dai nostri tecnici regionali e dall’Arpa mostrano l’urgenza di ripensare i modelli di gestione”.

Gli assessori Zannier e Scoccimarro.

Ma dicevamo anche dell’incontro Zannier-Scoccimarro. A quel tavolo sono stati chiamati a partecipare Consorzio di bonifica Pianura Friulana, Consorzio di bonifica Pianura Isontina e Consorzio di bonifica Cellina Meduna, i gestori dei principali impianti idroelettrici (A2A, Edison e Cellina Energy), il direttore e i tecnici di Arpa Fvg, delle direzioni regionali competenti e l’Autorità di distretto delle Alpi Orientali. La situazione risulta critica poiché, dopo le abbondanti precipitazioni di novembre e dicembre che avevano rimpinguato falde e corsi d’acqua, dal 22 dicembre ci sono stati 70 giorni di siccità, interrotti i primi di marzo da cinque giorni di precipitazioni, seguiti da ulteriori 50 secchi.
Se le falde sono abbastanza in linea con la media del periodo, ci si attende però un abbassamento dei livelli delle stesse in estate, soprattutto se proseguirà l’attuale assenza di pioggia. Per quanto riguarda gli invasi, quello del Lumiei sul Tagliamento ha un livello di riempimento del 44 per cento, quelli del Meduna (Ca’ Selva, Ca’ Zul e Ponte Racli) sono al 50 per cento. I problemi maggiori si registrano sul Cellina, dove gli invasi di Barcis e Ravedis sono al 28 per cento, a causa anche dei lavori in corso per la realizzazione del nuovo ponte. La portata del Tagliamento è molto al di sotto della media per il periodo e attualmente si attesta a 30metri cubi al secondo. “La situazione è insostenibile e, per quanto attiene al bacino dell’Isonzo, richiede un maggior coinvolgimento strategico anche delle autorità slovene”, hanno evidenziato gli assessori Scoccimarro e Zannier.

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In copertina, irrigazione nei vigneti Doc Collio del Cormonese.

(Fotoarchivio Claudio Fabbro)

La Delizia, bollicine superstar: 2 milioni le bottiglie di Naonis

di Gi Elle

Le feste di Natale e di Capodanno sono le più gettonate per i brindisi a suon di bollicine. E alla Cantina di Casarsa alzeranno i calici – soci produttori, tecnici e amministratori – per sottolineare il grande successo ottenuto dagli spumanti prodotti tra i sassi in riva al Tagliamento. C’è infatti molta soddisfazione ai Viticoltori Friulani La Delizia, tra le prime nove realtà d’Italia per la produzione di spumanti, per un positivo 2019: la linea di bollicine Naonis ha tagliato il traguardo dei 2 milioni di bottiglie vendute nel settore Horeca (hotel, restaurant e cafè) nazionale (+12% rispetto lo scorso anno) e ha iniziato a farsi apprezzare sempre più in Germania, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Un successo, quello degli spumanti, che traina anche i vini fermi, prodotto storico della cooperativa: in totale, contando tutte le linee dei vini La Delizia, sono 24 milioni le bottiglie prodotte quest’anno, di cui 14 milioni appunto di spumanti.


“Si è confermata – spiega il presidente Flavio Bellomo – una nostra previsione, ovvero che la qualità degli spumanti avrebbe riportato interesse sull’intero brand La Delizia, genuinamente radicato nel territorio friulano ma che ha allo stesso tempo un respiro internazionale. Ecco quindi che il successo di Naonis, linea nata appena cinque anni fa e che debuttò con 150 mila bottiglie vendute, s’inserisce all’interno di una crescita globale dell’azienda. Un successo che condividiamo con tutti i nostri 400 soci, le maestranze che producono il nostro vino qui in cantina e la rete vendita. Per noi è motivo di soddisfazione sapere che molte persone, nelle prossime feste, brinderanno al Natale e al nuovo anno con i nostri vini”.
Ora si guarda al futuro. “Continueranno gli investimenti per innovare sempre più la nostra filiera produttiva – ha aggiunto Bellomo -, inoltre abbiamo già le conferme dei clienti consolidati per il 2020 mentre nuovi mercati, come quello tedesco, stanno guardando con favore a Naonis. Regno Unito e Usa sono gli altri due Stati in cui puntiamo a crescere: stiamo a vedere cosa succederà con la Brexit, mentre per i dazi americani i nostri vini ne sono esclusi. In ogni caso, quando un prodotto piace, il pubblico lo richiede e di questo i legislatori ne tengono conto: siamo fiduciosi”.
Proseguirà infine il progetto delle edizioni limitate. “Per la cuvée Jadér – ha concluso il presidente – la Summer Edition è andata molto bene la scorsa estate, con 60 mila bottiglie vendute, un dato che puntiamo a replicare con la Winter Edition in vendita in questo inverno. Un punto di orgoglio per un’azienda che tiene alle proprie radici friulane, ma che sa anche guardare avanti con prodotti innnovativi premiati dal mercato che ne apprezza il gusto moderno”.

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo; all’interno, due fasi produttive degli spumanti: vendemmia e vinificazione.

LA RICETTA – Petto d’anatra, uva nera e patate al rosmarino

di Gi Elle

Oggi, per la consueta Ricetta del sabato, vi portiamo a Spilimbergo, bellissima cittadina medioevale in riva al Tagliamento, ed esattamente al ristorante La Torre che è inserito nel Castello contraddistinto dalla stupenda facciata dipinta anche dall’ancora giovane mano del Pordenone. Anche questo locale, come è noto, fa parte del circuito di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che durante l’estate dà vita alle ormai famose cene-spettacolo. Vi proponiamo un piatto adatto per questo periodo che lo chef Marco Talamini ha preparato abbinando le gustose carni dell’anatra con un frutto di stagione: l’uva. Ecco, dunque, la ricetta, con dosi come sempre per quattro persone.

“Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”

Ingredienti:
800 g petto d’anatra
200 g uva da tavola nera
500 g patate
10 g rosmarino
1 dl grappa Moscato
30 g zucchero
200 ml vino da cucina rosso

Procedimento:
Operazioni preliminari: lavare l’uva e tagliare gli acini a metà, togliendo i semi, quindi metterla a bagno in un bicchiere di vino rosso. Preparare bene i petti e incidere la pelle a griglia, cospargendola di sale fino. Lessare le patate, pelarle e schiacciarle con la forchetta o con la frusta, aggiungendo olio profumato al rosmarino e sale.
Cottura: in padella dalla parte delle pelle a fuoco basso per circa 5 minuti. La pelle deve diventare ben croccante. Girare e rosolare per un minuto, mettere a riposare su una griglia. Nella padella aggiungere una spolverata di zucchero di canna e caramellare, sfumare con la grappa e aggiungere l’uva e il vino rosso, ridurre e montare con burro freddo, aggiustare di sale e tirare la salsa.
Finitura: scaldare la schiacciata di patate e formarla a cerchio.
Servizio: lavorare le patate a cilindro e sistemarle sul piatto, scaloppare l’anatra e nappare con qualche goccia di salsa e gli acini d’uva. Servire la salsa in un pentolino a parte.

Vino:
Un giovane Merlot Doc Friuli Grave.

Ristorante La Torre
nel Castello di Spilimbergo
piazza Castello, 8
33097 Spilimbergo
Tel: +39042750555 Fax: +39042750555
info@ristorantelatorre.net
Gestione: Marco Talamini e Massimo Botter
Chef: Marco Talamini
Apertura: dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 22 tranne la domenica sera e tutto il lunedì

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In copertina, il piatto con il “Petto d’anatra all’uva con schiacciatina di patate al rosmarino”.

Barbatelle “mondiali” volàno per un nuovo successo di Rauscedo

di Gi Elle

Un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale: sono dati che hanno fatto da sfondo alla recentissima edizione della rassegna “Le Radici del Vino” tenutasi con successo a Rauscedo. Ma sono anche quelli faranno da volàno a una serie di iniziative di valorizzazione del territorio che si estende tra le Grave sulla riva  destra del Tagliamento.
Quelli presentati dal Comune di San giorgio della Richinvelda sono interessanti progetti che permettono di valorizzare il territorio facendo conoscere un gioiello che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia”, ha detto infatti il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga,  il quale ha definito in le diverse iniziative che l’amministrazione sangiorgina intende mettere in atto per promuovere e valorizzare una delle eccellenze che caratterizza questo territorio, ossia la produzione delle barbatelle.

Il governatore Fedriga.

Alla presenza del sindaco Michele Leon, sono stati illustrati a Fedriga – come informa una nota Arc – alcuni progetti a finalità turistica ma anche rivolti al recupero urbanistico del territorio. Al termine dell’incontro, il presidente della Regione ha espresso interessamento verso le varie iniziative “poiché permettono di valorizzare il territorio dal punto di vista turistico, facendo inoltre conoscere una peculiarità che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia nel mondo. Non va dimenticato – ha aggiunto Fedriga – che Rauscedo produce un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale. In questa zona, quindi, è racchiuso un grandissimo potenziale che va valorizzato e sostenuto anche attraverso progetti come quelli proposti dal Comune ai quali la Regione riserverà particolare attenzione“.

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In copertina, la produzione di barbatelle di cui Rauscedo è leader a livello mondiale.

In riva al Tagliamento tra gli antichi vitigni salvati da Emilio Bulfon

di Gi Elle

“DegustaMente”, l’originale iniziativa di Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia, domenica prossima, 6 ottobre, dà appuntamento a Valeriano di Pinzano, in riva al Tagliamento, nella “patria” dei vecchi, preziosi vitigni autoctoni friulani, salvati e rilanciati dalla passione e dalla lungimiranza di Emilio Bulfon, un vitivinicoltore davvero fuori dal comune e che merita d’essere conosciuto.

Emilio Bulfon in cantina.

Ma come si svilupperà la invitante proposta? Una volta raggiunto il vigneto prescelto, si inizia con l’esperienza di “risveglio sensoriale mindfulness” alla ricerca dell’ideale bilanciamento delle nostre energie, ricevendo calma e serenità dalla natura in cui siamo immersi. “Liberiamo la mente dallo stress – spiegano gli organizzatori – per concentrarci sul presente: chiudere gli occhi, respirare lentamente, ascoltare il silenzio e risvegliare i nostri sensi. Dopo un momento tutto per noi, possiamo gradualmente immergerci in un viaggio alla scoperta dei sapori del territorio, guidati in una degustazione più consapevole che coinvolge e stimola le nostre abilità percettive”. Per cui, ad occhi chiusi, “ci prepariamo ad assaggiare una selezione di vini della cantina abbinati a delle proposte gastronomiche a base di prodotti locali: un’analisi olfattiva e palatale, per imparare a riconoscere le qualità organolettiche del vino e l’arte di abbinare correttamente il cibo”.
Questo, dunque, il programma della giornata. Alle 15, accoglienza, consegna “Kit di benvenuto” e presentazione dell’evento; alle 15.30 esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la psicoterapeuta Manuela Pontoni; alle 16.30 rivoluzionaria esperienza di degustazione enogastronomica a cura di Giovanni Munisso; alle 17.30 visita guidata in cantina.

Come dicevamo, l’azienda vitivinicola Emilio Bulfon è nota in regione per avere riscoperto, recuperato e valorizzato antiche varietà autoctone di vitigni del territorio del Friuli occidentale: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin. Vini tutti declinati rigorosamente in friulano (i cui nomi altrimenti sarebbero intraducibili) e che hanno ottenuto grande successo anche quest’anno. Da ricordare, infatti, la brillante affermazione a fine  luglio, nella splendida cornice della Villa di Toppo Florio a Buttrio,  alla famosa Fiera regionale dei vini, dove sono state proclamate le Corone 2019 della guida Vinibuoni d’Italia, edita dal Touring Club Italiano e curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone. “Siamo orgogliosi – dice Emilio Bulfon – di annunciare il doppio riconoscimento ottenuto dal nostro Forgiarìn 2016, in gara fra i 725 vini finalisti inviati da tutta Italia. Il nostro autoctono rosso ha vinto la Golden Star e si è aggiudicato la Corona nella categoria “Oggi le corone le decido io”, votato da un pubblico molto attento e preparato, composto da sommelier, giornalisti, produttori e winelovers”.

Ucelut e Piculit neri.

Il cuore della filosofia dell’azienda è rappresentato, appunto – come si può attingere dal sito ufficiale della famosa cantina di Valeriano -, dalla riscoperta e dal recupero di antichi vitigni friulani coltivati per secoli sulle colline del Friuli Occidentale. Antichi vitigni che fino a una trentina d’anni fa sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall’incuria degli uomini, ma che la passione di Emilio Bulfon, con l’aiuto di Noemi e dei figli Lorenzo ed Alberta, ha fatto rinascere a nuova vita e con cura, ha individuato, selezionato e reimpiantato, con la collaborazione degli esperti ampelografi dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano.

Sciaglin e Forgiarin.

Il cuore del lavoro di Emilio Bulfon, scopritore di queste varietà autoctone, è rappresentato dalla volontà di perseverare nella valorizzazione e nella tutela di questi vitigni, accanto ai capisaldi dell’attività vitivinicola: la cura costante dei vigneti, il miglioramento e l’affinamento della qualità dei vini ottenuti e l’accoglienza in cantina. Nel 1987, la Provincia di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto, gli ha conferito la Medaglia d’Oro e, dopo aver avviato in una delle sue aziende agricole, l’impianto sperimentale di 24 vitigni autoctoni friulani, ha promosso con il contributo del Comitato iniziative agricole della Fiera di Pordenone e dell’Istituto di Enologia di Conegliano, il libro di carattere storico e scientifico “Dalle colline spilimberghesi nuove viti e nuovi vini”, a cura di Emilio Bulfon, Ruggero Forti e Gianni Zuliani (1987, p. 83), dove per la prima volta sono state pubblicate le schede ampelografiche delle varietà recuperate: Ucelut, Piculit neri, Sciaglin e Forgiarin.

Una ricerca che è continuata in seguito con il recupero di altre cultivar, un tempo presenti nell’area pordenonese e in via d’estinzione, selezionate e coltivate ormai da decenni nei vigneti dell’azienda a Valeriano per concessione dell’Ispettorato provinciale dell’Agricoltura di Pordenone e con l’autorizzazione della Regione Fvg. Tutte queste varietà di vite sono state iscritte nel “Catalogo nazionale delle varietà di uva”. Nel 2010 Emilio Bulfon in occasione della 43ª edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino europeo che si svolge ogni anno a Verona, è stato insignito della prestigiosa onorificenza di “Benemerito della vitivinicoltura italiana”, Gran Medaglia di Cangrande.

I vigneti sono in riva al Tagliamento.

Il prezzo dell’esperienza è di 40,00 €, ma chi si iscrive al Wine Club ha subito uno sconto di 10,00 €!
La quota di partecipazione comprende:
Kit degustazione con la tracolla e calice
Esperienza “risveglio sensoriale mindfulness” con la Psicoterapeuta Dott.ssa Pontoni Manuela
Degustazione guidata di 3 vini abbinati a 3 proposte gastronomiche
Visita guidata in cantina
Info e prenotazioni: info@vinoesapori.it / tel. +39 0432 611401 / +39 380 4725486
(prenotazione obbligatoria – posti limitati)
Il progetto è realizzato da Vino e Sapori FVG con la collaborazione del Movimento Turismo del Vino FVG.

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In copertina, uno dei curatissimi vigneti di Emilio Bulfon a Valeriano.

(Foto dal sito ufficiale dell’Azienda)

“Calici di Stelle” a Latisana, Torreano e alla Richinvelda

di Gi Elle

Ormai la notte di San Lorenzo, famosa per le sue stelle cadenti, è vicinissima. Tanto vicina che si intensificano anche le manifestazioni di “Calici di Stelle 2019”, le quali proprio in questo fine settimana vivranno una vera e propria esplosione, premessa al gran finale di Aquileia. Tantissimi, dunque, gli appuntamenti dedicati a enoturisti e winelovers, unendo la degustazione dei migliori vini a quella dei prodotti gastronomici del territorio, oltre a momenti musicali e culturali. Ecco, pertanto, le proposte di oggi.

8 agosto Latisana, ore 19.30, parco Gaspari: lungo la splendida passeggiata che costeggia la riva del fiume Tagliamento, si aspetterà la sera degustando i vini della zona Doc Friuli Latisana abbinati ai sapori dei ristoranti del territorio.

In riva al Tagliamento a Latisana.

8 agosto Torreano di Cividale, ore 19.30, parco dello Scalpellino: i vini del territorio grandi protagonisti nella serata, abbinati ai sapori tipici. Piano bar Mirko Guerra e Tango argentino. In caso di maltempo evento confermato nel centro civico comunale Sorelle Perini.

8 agosto San Giorgio della Richinvelda, ore 19.30, Biblioteca del Vino: degustazioni dei vini della Doc Friuli Grave e di quelli del progetto Il Vino Ritorna alle sue Radici, nati da barbatelle di Rauscedo in Italia e nel Mondo. Inaugurazione mostra Pordenone Pedala alle 20 e alle 20.45 concerto con i Night and Swing Quartet intervallati da incursioni letterarie su vino, stelle e ciclismo con Alessandro Venier e Stefania Carlotta Del Bianco.

La Biblioteca del Vino.

E ora, in ordine cronologico, ecco dove e quando si svolgeranno le altre serate: 9 agosto Buttrio, Duino Aurisina; 9 e 10 agosto Grado; 10 agosto Trivignano Udinese, Bertiolo, Gradisca d’Isonzo, Sequals; 11 e 12 agosto Aquileia.

Novità di quest’anno, com’è noto, il coinvolgimento attivo dei partecipanti, che possono prendere parte a due interessanti contest.

Innanzitutto anche il Friuli Venezia Giulia aderisce al premio dell’Associazione nazionale Città del Vino dedicato alla fotografia di territorio, che valorizza la relazione fra la festa e l’ambiente circostante e intitolato “La Stella di Federica: miglior foto di Calici di Stelle 2019”, il quale sarà assegnato ai migliori tre enoturisti che invieranno foto dell’evento. Gli scatti si possono inviare agli indirizzi e-mail iolepiscolla@cittadelvino.com e calicidistellefvg@gmail.com. Il tutto senza dimenticare che, liberamente, tutti possono condividere sui social network le proprie foto degli eventi a cui partecipano utilizzando l’hashtag #calicidistellefvg.

C’è poi il Concorso regionale Braccialetti di Calici di Stelle “Più ne raccogli e ti premierò”. Possono partecipare tutte le persone maggiorenni che avranno acquistato o acquisteranno un ingresso (braccialetto, novità di quest’anno con consumazioni illimitate al costo di 15 euro) nelle nove località capofila di questo format innovativo: Corno di Rosazzo, Capriva, Prepotto con Dolegna del Collio, Premariacco, Torreano di Cividale, San Giorgio della Richinvelda, Buttrio e Duino Aurisina. Ogni località ha un braccialetto di colore diverso: i migliori tra quelli che ne collezioneranno di più riceveranno soggiorni per due persone in una delle località turistiche del Friuli Venezia Giulia messi a disposizione da PromoTurismoFvg e che saranno consegnati nella grande festa conclusiva di Calici di Stelle in programma ad Aquileia il 30 agosto. Regolamento sulla pagina Facebook @cittavinofvg

La grande manifestazione di mezza estate è organizzata dall’Associazione nazionale Città del Vino e del Movimento Turismo del Vino in contemporanea con il resto d’Italia. L’edizione regionale di Calici di Stelle vede la preziosa collaborazione di PromoTurismoFVG e della Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia. Come per l’edizione nazionale c’è inoltre il patrocinio dell’Agenzia nazionale Turismo Italia. In ogni realtà fondamentale la sinergia tra Comuni, Pro Loco, cantine, produttori e associazioni locali.

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In copertina, “Calici di Stelle” a Torreano nel parco dello Scalpellino.