La Cantina di Ramuscello e San Vito conferma un buon bilancio. Trevisan: dal 2000 il trend dei conferimenti è sempre superiore ai 100 mila quintali di uva

L’annata 2024 ha confermato la crescita, in positivo, della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito. Il bilancio (chiuso a luglio) approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci riunitasi nella sala parrocchiale di Ramuscello, infatti, segna un utile di 21 mila euro (+23%) per un fatturato di oltre 13 milioni.
«Prosegue il trend positivo della cooperativa che, da ormai cinque anni, anche con andamenti difficili dal punto di vista meteorologico e produttivo, vede un conferimento delle uve sempre al di sopra dei 100 mila quintali per ogni singola vendemmia – dice il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan -. Ciò è di grande aiuto per una gestione economica equilibrata, sempre in grado di remunerare adeguatamente il lavoro dei 171 soci in vigna e di sostenere i numerosi investimenti che abbiamo fatto in questi anni». Più precisamente, dagli 881 ettari di vigneto gestiti, sono stati raccolti e conferiti oltre 122 mila quintali di uva.
«L’impegno di Ramuscello verso la qualità del vino – aggiunge il direttore, Rodolfo Rizzi – resta sempre alto. Così, anche per questa annata, sono state confermate le certificazioni di “vino vegano”, del “vino a residuo minimo”, la Sqnpi, la “cantina biologica” e la Iso 9001-2015. A queste, nell’anno in corso, si è aggiunto il nostro ingresso nel progetto regionale di “Io sono Friuli Venezia Giulia”».
La Cantina è anche molto attiva nel campo della ricerca e dell’innovazione attraverso la collaborazione con l’Università di Udine (per il monitoraggio, nei vigneti, della Flavescenza dorata e della presenza degli insetti utili, ad esempio) e attraverso l’implementazione progettuale pluriennale della “viticoltura di precisione”. In questo ambito rientra anche il progetto “Vino Terre” (giunto alla seconda edizione) che prevede, per la prima volta in Italia, l’affinamento di 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso in una fossa, profonda alcuni metri, a contatto con le acque di risorgiva del Tagliamento. Le bottiglie così caratterizzate, sono state impreziosite dalle etichette elaborate dai ragazzi del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons e, parte del ricavato delle vendite, è stato devoluto alla Comunità di Sant’Egidio sostenendo i Corridoi Umanitari finalizzati a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
Fondata nel 1959, la Cantina di Ramuscello è la seconda realtà enologica cooperativa più importante della regione, commercializza come sfuso il 97% del vino prodotto (Prosecco, Pinot grigio e Ribolla gialla, le varietà maggiorente coltivate e più remunerate) e occupa una dozzina di persone.

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In copertina, il presidente Gianluca Trevisan durante l’assemblea dei soci della Cantina.

Notti del vino, ricca settimana con cinque appuntamenti in Fvg: Dolegna, Cormons, Sequals, Codroipo. E infine Cervignano

(g.l.) Seconda settimana con Le Notti del vino in Friuli Venezia Giulia, dopo la brillante serata inaugurale di Nimis e l’altrettanto riuscitissimo convivio sui colli di Gramogliano a Corno di Rosazzo. E, a tale riguardo, va detto che il coordinamento delle Città del vino Fvg, guidato da Tiziano Venturini, ha messo in calendario ben cinque appuntamenti con invitanti proposte per i “wine lovers”. Si comincerà, infatti, a Dolegna del Collio per proseguire nella vicinissima Cormons, superare il Tagliamento e salire a Sequals, quindi, oltrepassata di nuovo l'”aghe”, ridiscendere a Codroipo e chiudere in bellezza a Strassoldo di Cervignano. Ma andiamo con ordine.

DOLEGNA – Il Comune di Dolegna del Collio dà l’appuntamento per domani, 2 luglio, al ristorante Al Cjant dal Rusignûl di Mernico. Dalle 19.30 al via con la serata denominata Dolegna tra vino e poesia. “Il vino – spiegano dal Municipio – da sempre, riesce ad essere “la poesia della terra” ed è proprio attraverso questa retorica che il Comune di Dolegna del Collio può diventare il perfetto luogo dove poesia e vino si incontrano. Una degustazione speciale condotta da Matteo Bellotto farà emergere il lato poetico del vino: dieci Sauvignon prodotti dalle aziende del nostro Comune verranno abbinati a poesie di tanti grandi autori regionali, nazionali, internazionali”. In degustazione i vini delle aziende Crastin, Fantinel, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, La Rajade, Livon, Norina Pez, Pascolo, Venica & Venica, Zorutti. Alla fine della degustazione verrà servito un primo piatto. Costo della serata: 35 euro. Prenotazioni al numero: 339.2883124.

CORMONS – Il Comune di Cormons dà invece appuntamento a venerdì 4 luglio nel Giardino interno di Palazzo Locatelli, negli spazi dell’Enoteca di Cormòns, rinnovata e ristrutturata e ora Centro di Promozione e Valorizzazione del Collio e del Territorio, dalle 19 alle 23. “Il vino – sottolineano dal Municipio – è un ponte fra amicizie e sinergie che collegano territori e persone: la serata de Le Notti del Vino sarà proprio un inno ai legami che il vino crea”. Saranno presenti quattro enoteche di territorio, con i loro vini più rappresentativi: dal Friuli la Vinoteka Steverjanski Grici Colli di San Floriano e ovviamente l’Enoteca di Cormons, dalla Slovenia la Vinoteka Brda e per l’occasione interverranno dal Piemonte gli amici dell’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato. Non mancherà il contrappunto musicale a cura di Eduardo Contizanetti, argentino, chitarrista talentuoso ed eclettico che colorerà con il suo sound la serata. E poi il food a cura di artigiani del gusto del territorio (per esempio Fattoria Gortani, Leila Tomadin, Il Cortile, Friultrota ed altri). In più anche attimi di poesia al femminile con alcune voci “fuori dal coro” a sorpresa. Ticket disponibili in Enoteca di Cormòns. Prevendite 35 euro fino al 2 luglio, a seguire 45. Informazioni: info@enotecadicormons.com 0481.630371 – 333 4830209.

SEQUALS – Appuntamento venerdì 4 luglio a Solimbergo nel Centro Cumignan. Alle 19:30 apertura della manifestazione, con anche la presentazione del libro “Vini proibiti, Clinton, Fragolino, Bacò e altri vitigni ribelli” con assaggio finale per il pubblico. In degustazione inoltre la selezione di 10 Pinot grigi con la guida di Stefano Cosma. Alle 20 apriranno i banchi di degustazione vini e prodotti del territorio. Accompagnamento musicale a partire dalle 20.30. I ristoranti partecipanti sono Corte Morea Lestans e Fogolar da Mander, Lato Food Lab di Chef Larise e Tondat. Le cantine sono invece Armani nel vino dal 1607, Bervini, Fernanda Cappello, Bucovaz, Fantinel, Ronco Margherita. Produttori locali partecipanti Latteria Magrin con il suo formaggio salato, Panificio da Katia Lestans, I Macoritti, I fiori di Mary e Roncadin. Contatto per prenotazione 3455825238. Prezzo 25 € Adulti 10 € Bambini.

CODROIPO – Il Comune di Codroipo ha scelto una location d’eccezione per la sua tappa de Le Notti del Vino, per cui appuntamento sabato 5 Luglio a San Martino di Codroipo nel Museo Civico delle Carrozze d’Epoca – Barchessa di Villa Kechler. Programma dalle 19 alle 23. Alle ore 19.30 presentazione del libro “Non è sempre bacalà”, storia intima di un industriale italiano, tra ricette, mare e battute di caccia. Dialogherà con Umberto Marzotto l’autrice Ciccinella Kechler. Queste le cantine partecipanti alla serata: Azienda agricola Vignis “di Driut” di Driutti Fabio Codroipo, Azienda Bonessi di Ipplis, Cantina di Bertiolo, Collavini di Corno di Rosazzo, Colmello di Grotta di Farra d’Isonzo, Eredi Vigneti Pietro Pittaro di Codroipo, Ferrin Paolo e Forchir di Camino al Tagliamento, Grossutti Daniele e Federico di Bertiolo, Zani Elvio di Faedis. Biglietto 15 euro: comprende 4 degustazioni di vini e 4 assaggi con prodotti tipici del territorio. Dalle ore 20.30 alle ore 23 accompagnamento musicale jazz e swing con Marko Čepak (chitarra) & Alessandro Turchet (contrabbasso). In caso di maltempo, l’evento avrà luogo all’interno. Info 0432.824500.

CERVIGNANO – Le Notti del Vino, l’evento enoico dell’estate con le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, arriva nel Comune di Cervignano del Friuli. Appuntamento sabato 5 luglio in via dei Castelli nel borgo storico di Strassoldo. Programma in collaborazione con la Pro Loco “Amici di Strassoldo” Aps. Alle ore 20 apertura degustazioni; saranno presenti le seguenti cantine: Agrivinum snc Azienda Agricola Fornasir Giuseppe e Roberto Azienda agricola Obiz Azienda agricola Ritter de Záhony Azienda agricola Rossato Adriano, Azienda agricola Ballaminut Luca, Tenuta Ca Bolani, Società agricola semplice Villa Vitas, Azienda agricola vitivinicola Vini Puntin. La manifestazione terminerà alle ore 23.30. Durante la serata saranno effettuate visite guidate gratuite al borgo medioevale da guida autorizzata. Biglietto di ingresso: 20 euro, Cauzione calice: 10 euro.

Le Notti del Vino sono organizzate fino al 12 settembre con 36 date dalle aderenti al Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino e godono del patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Io sono Friuli Venezia Giulia, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – Comitato del Friuli Venezia Giulia, Unidoc FVG ed ERT FVG. Sponsor Banca 360 Fvg.

“Vino Terre”, a San Vito al Tagliamento sabato la presentazione delle 555 bottiglie di Refosco della Cantina di Ramuscello maturate per un anno nel sottosuolo

Il “Vino Terre”, dell’omonimo progetto della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, ha ora la sua bottiglia ed etichetta. Dopo avere riposato al buio e maturato in silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullato dall’acqua di falda del Tagliamento; degustato da una Commissione di esperti, adesso si presenta in pubblico con un evento organizzato per sabato 14 dicembre, a San Vito al Tagliamento (nel prestigioso Teatro Arrigoni), a partire dalle ore 10. Le 555 bottiglie del Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, unico al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, saranno dunque le protagoniste dell’evento al quale faranno da corollario una serie di interventi.
Dopo i saluti istituzionali, ci sarà una interessante tavola rotonda dal titolo: “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fondatore di Slow Food, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di Sole Verde.
Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dagli insegnati, presenteranno i loro 16 lavori grafici che, diventati etichette, faranno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che le ha protette per 12 mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla blockchain.
Saranno presenti pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza, poiché la Cantina ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
La colonna sonora della mattinata sarà affidata al gruppo musicale del Liceo “Galvani”, diretto dal professore Vanni Benatelli. La presentazione del progetto “Vino Terre” gode del patrocinio dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento e dell’Associazione Città del Vino.

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In copertina, le bottiglie di Refosco appena estratte dalla fossa dove si sono affinate per un anno.

Torre Natisone, ora con il Saporibus delle Pro Loco fra i mosaicisti di Spilimbergo

Avvio con successo per la prima tappa di “Saporibus nel Friuli Venezia Giulia” ad Aquileia e Strassoldo. Ora il pullman, che fa il giro tra le bellezze e i sapori tipici del Friuli Venezia Giulia, è pronto a ripartire domenica 19 maggio alla volta di Spilimbergo, la Città del Mosaico. Una giornata sulle rive del Tagliamento, con visita alla Scuola Mosaicisti del Friuli, al Duomo di Santa Maria Maggiore, al Castello, al Borgo orientale e Palazzo di Sopra. Pausa pranzo in una delle tipiche trattorie del centro per poi concludere la giornata con la visita del giardino all’italiana di Palazzo di Sopra (apertura straordinaria).
«La prima uscita ad Aquileia e Strassoldo è andata benissimo – ha detto Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone-Tor Nadisôn-Ter Nediža Unpli Aps – e siamo pronti a replicare con l’uscita a Spilimbergo: per il 19 maggio ci sono ancora dei posti disponibili. Si tratta di un’occasione speciale perché avremo la possibilità di scoprire la Scuola Mosaicisti del Friuli che è una realtà di alto artigianato artistico, unica nel mondo e poi potremo ammirare le numerose opere eseguite durante i cent’anni di storia della scuola da cui provengono i mosaicisti che decorano monumenti celebri nel mondo. Inoltre, aderendo alla 13ma edizione di Giardini Aperti in Friuli Venezia Giulia, avremo l’occasione di visitare gli splendidi giardini all’italiana di Palazzo di Sopra, aperti in via speciale per l’occasione. Ringraziamo di cuore per l’ospitalità la città di Spilimbergo, la Scuola Mosaicisti del Friuli, la Pro Loco e l’associazione Amici in Giardino». Il programma prevede la partenza alle ore 9 da piazza Primo Maggio a Udine Infopoint, rientro alle ore 18 e tappa intermedia a Fagagna. Le iscrizioni sono aperte fino al 13 maggio.

ISCRIZIONI – Il costo promozionale è di 45 euro oppure 40 euro per gli associati Cna. La quota è comprensiva di trasporto, accompagnatore, visite, guida e pranzo. La partenza del bus è dall’Infopoint di Udine in piazza 1° Maggio e rientro sempre in città.
Per informazioni e prenotazioni, contattare il Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps al 349.8686675 (signora Giovanna).
Per acquisto biglietti: Cna di Udine – Cna Fvg via Verona 28 a Udine (orario dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).

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In copertina e all’interno due immagini della storica Scuola Mosaicisti del Friuli.

Oggi addio a Emilio Bulfon, a Valeriano ha ridato vita a tanti vecchi vitigni friulani salvandoli da sicura estinzione

di Giuseppe Longo

Valeriano si raccoglierà questo pomeriggio, assieme a tanti altri estimatori dei paesi vicini e del Friuli, per dare l’ultimo saluto a Emilio Bulfon, spentosi a 86 anni, grande viticoltore che ha onorato il paese in riva al Tagliamento, nel Comune di Pinzano, ma anche l’intero Vigneto Fvg per essere stato un appassionato e competente protagonista nella salvaguardia e nel rilancio dei vecchi vitigni autoctoni, come Ucelut, Piculit neri, Forgiarin, Sciaglin (diventato anche un brut millesimato), Cjanorie, Cividin, solo per citare quelli più conosciuti e significativi. Un impegno che era stato riconosciuto, ancora parecchi anni fa, a livello nazionale, tanto che a Bulfon era stato attribuita la prestigiosa Medaglia di Cangrande che il Vinitaly di Verona assegna ogni anno a un benemerito, di ogni regione, della vitivinicoltura italiana.

Emilio Bulfon con i suoi “gioielli”…

La sua cantina-modello ha infatti saputo distinguersi operando in questo angolo del Friuli occidentale – le colline spilimberghesi – dove fin dagli anni Sessanta l’appassionato vignaiolo si è messo al lavoro per salvare da sicura estinzione vitigni preziosi, ma che erano sconosciuti all’Albo nazionale delle varietà e nello stesso Friuli. Un po’ come era avvenuto a Prepotto con il recupero, il rilancio e la valorizzazione dello Schioppettino che oggi è il vanto di quella comunità di confine. E questi suoi vini, non rientrando in nessuna Doc o Docg della nostra regione, hanno beneficiato del marchio Igp, cioè l’Indicazione geografica protetta.
“Piccolo è bello” può essere, dunque, sintetizzato il motto che ha contraddistinto il lungo lavoro di Emilio Bulfon, il quale aveva intuito l’importanza di salvare quanto tramandato nel patrimonio genetico della viticoltura regionale, proponendo sul mercato vini di grande qualità e interesse, che si distanziano dalle solite varietà che comunque hanno fatto grande e rinomata la viticoltura friulana, ma che, pur essendo di nicchia, esprimono il carattere di questa terra speciale che ha saputo porsi all’attenzione del mondo grazie a viticoltori intraprendenti e capaci, come Piero Pittaro e Marco Felluga che ci hanno lasciato nelle scorse settimane. Sotto un’altra angolatura, Bulfon ha contribuito con loro a scrivere, o meglio a riscrivere, la storia del Vigneto Fvg che ora gli deve riconoscenza per quanto ha saputo fare in sessant’anni di impegno, con tenacia, sacrificio e lungimiranza. I suoi vini, presentati con la bellissima etichetta che ripropone un prezioso affresco esistente proprio a Valeriano nella chiesetta di Santa Maria dei Battuti, continueranno a ricordarlo e a indicarlo come esempio. Mi piace immaginarlo seduto al tavolo di quell’Ultima cena brindare proprio con un delicato e gioioso Piculit neri!

… e la sua curatissima cantina di Valeriano.

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In copertina, Emilio Bulfon durante una degustazione dei suoi preziosi vini.

Anche Codroipo (cuore delle Grave del Friuli) nelle Città del vino Fvg: sabato un convegno e la “bandiera” al Comune

Le Città del vino continuano a crescere con ritmo sostenuto in Friuli Venezia Giulia. Sono infatti salite a quota 37 con l’importante arrivo del Comune di Codroipo, il cui territorio ha una ricca vocazione vitivinicola nel cuore delle Grave del Friuli. La civica amministrazione della cittadina in riva al Tagliamento ha deciso di aderire all’Associazione nazionale che a livello territoriale ha la sua diramazione nel Coordinamento regionale, per cui la consegna ufficiale della bandiera al sindaco Guido Nardini avverrà sabato 28 ottobre nel contesto del convegno “Sistema agroalimentare – Una risorsa per lo sviluppo del territorio” che si terrà, alle 18, nella sala consiliare durante la Fiera di San Simone. A seguire in questi mesi il procedimento di adesione l’assessore alle Attività economiche Giorgio Turcati, assieme al consigliere comunale Giuseppe Damiani.

Tiziano Venturini


“L’adesione di Codroipo – commenta il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini – rappresenta un importante passaggio nella storia della nostra Associazione: si tratta del Comune più popoloso della provincia di Udine. A questo punto in regione più di un cittadino su dieci risiede nel territorio di una Città del Vino. Siamo come una grande famiglia, in cui gli amministratori collaborano nell’organizzare eventi di grande richiamo per appassionati di vino e non solo, in stretta collaborazione con le cantine: anche Codroipo porterà il suo prezioso contributo”.
Al convegno interverranno i professori dell’Università di Udine Francesco Marangon e Alberto Sillani, Eleonora Serpelloni di PromoTurismoFvg e Giovanni Litt di Sinloc Padova. “Lo sviluppo locale – spiegano dall’amministrazione comunale – non è solo il processo di crescita di un soggetto o di un settore produttivo singolo, ma un processo complesso basato sulla valorizzazione sostenibile delle risorse materiali e immateriali presenti in un territorio vasto”.
Ricordiamo che l’Associazione nazionale Città del Vino, istituita a Siena il 21 marzo 1987, è una rete di Comuni a vocazione vitivinicola e di enti territoriali, depositari di almeno una Dop o Igp; opera per la loro valorizzazione e rappresenta un ideale itinerario tra paesi e città che custodiscono tradizioni, storia e cultura del vino. Collabora a progetti di sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla tutela del paesaggio e dell’assetto del territorio, e alla valorizzazione delle produzioni enologiche e dei vitigni autoctoni. Interloquisce con le istituzioni regionali e nazionali per favorire atti e norme a sostegno del vino italiano e dell’enoturismo.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono quindi ora 37: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, i terreni ghiaiosi-ciottolosi delle Grave del Friuli nel Codroipese.

Riviera Friulana grata al Club per l’Unesco di Udine. In febbraio ripartono gli incontri dell’Arga Fvg

di Ida Donati

È già ripartita l’attività culturale e formativa dell’Associazione culturale La Riviera friulana che a supporto dell’Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con il concorso dell’Unagam, l’Unione nazionale delle Arga, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra ha messo in calendario due eventi di approfondimento sulle tematiche attinenti la valorizzazione del territorio rivierasco, delle sue potenzialità, peculiarità e attrattive.

Gian Paolo Girelli


Il 16 febbraio, a partire dalle ore 18, alla Galleria d’arte La Cantina di Giovanni Toniatti Giacometti si parlerà di Cibo e arte: i prodotti patrimonio dell’Unesco e “italian sounding”. Si tratta della rivisitazione del programma originario di un evento che era stato rinviato per motivi tecnici dalla fine del 2022 e che si sviluppa principalmente attorno a una ricerca di Adriana Ronco Villotta, sul rapporto tra l’arte e il cibo come rappresentazione di un bisogno primario dell’uomo, spesso eletto a elemento simbolico, anche di carattere filosofico o religioso. Un tema che trova l’essenza nelle determinazioni dell’Unesco, che come spiegherà la “chair girl” del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, ha definito con le sue scelte prodotti agroalimentari ed enogastronomici che rappresentano le forme di cultura locali. E che nel contempo svolgono un ruolo salutistico in quelle abitudini alimentari considerate come Dieta mediterranea, della quale sono riconosciuti i meriti. Ma il valore dei prodotti locali, componente importante dell’economia del territorio e, anche nel Friuli Venezia Giulia, biglietto da visita delle eccellenze presenti nell’area, è anche legato alle denominazioni assegnate dalla storia e dalle tradizioni della civiltà contadina, divenute nel tempo marchi tutelati a livello locale, ma spesso utilizzati, sia pure in modo distorto ma con effetto ingannevole per i consumatori, in altre parti del mondo per far ritenere si tratti di prodotti italiani. È l’effetto dell’Italian sounding, del quale parlerà il segretario generale dell’Unaga, il giornalista Gian Paolo Girelli.
Infine, sulla valorizzazione dei marchi e delle denominazioni territoriali e sui cambiamenti migliorativi che è possibile introdurre nel tempo in aree spesso non considerate per la loro reale valenza perché definite marginali da una comunicazione superficiale e non approfondita o non attenta alle reali peculiarità dei territori si soffermerà Carlo Morandini, giornalista, presidente di Arga Fvg dell’Associazione culturale La Riviera friulana. Sarà questo, assieme a quello programmato per il 24 febbraio a Pieris, all’azienda agricola I Feudi di Romans della famiglia Lorenzon, il primo evento in programma nel Friuli Venezia Giulia riconosciuto con crediti formativi dall’Ordine dei giornalisti per il triennio 2023-2025.

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Il primo adesivo che distingue gli aderenti all’Associazione culturale La Riviera Friulana per il 2023 è stato consegnato al Club per l’Unesco di Udine, il sodalizio profondamente impegnato a valorizzare la cultura del territorio che sostiene l’idea rivierasca fin dalla sua nascita, avvenuta diciassette anni fa. Il simbolo dell’appartenenza annuale al progetto, che raffigura un’antica mappa del Friuli patriarcale, è stato consegnato dal presidente Carlo Morandini alla “chair girl” Renata Capria D’Aronco. Si tratta di una figura emblematica del volontariato culturale friulano, portavoce a livello internazionale dell’organizzazione nata negli anni ’40 per tutelare e valorizzare le ricchezze rappresentate da eccellenze del patrimonio immateriale che sono disseminate sul globo.
La professoressa D’Aronco, assieme al Club per l’Unesco di Udine, è da sempre accanto a La Riviera Friulana nell’organizzazione e rafforzamento di eventi e iniziative destinate a voce e visibilità alle peculiarità dell’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, tra il Litorale e la linea delle Risorgive friulane, soprattutto nel lavoro di raccordo e messa in rete delle ricchezze locali di valenza territoriale. Non solo, ma la collaborazione è da sempre attiva anche nelle iniziative e campagne di sensibilizzazione su problemi, pericoli, dubbi, ma anche sulle opportunità derivanti o insite nelle decisioni prese altrove, che sempre più spesso rischiano di incidere, positivamente e non, sulla nostra quotidianità a livello culturale, sociale, di costume, nella qualità della vita e a volte anche sulla salute. È il caso dell’alimentazione, rispetto alla quale il Club per l’Unesco di Udine si spende prioritariamente a sostegno della Dieta mediterranea, modello nutrizionale scientificamente riconosciuto come salutistico e antitetico ai tentativi di introdurre nei cibi elementi estranei alla nostra tradizione e alle nostre abitudini alimentari. Elementi, che principalmente coincidono con la salute e la qualità della vita.
Il Club per l’Unesco di Udine, ha ricordato nell’occasione il presidente Morandini, vanta un risultato di rilievo internazionale. È infatti stato promotore dei cinque siti Patrimonio dell’Umanità che fanno del Friuli Venezia Giulia, la regione alla quale è stato riconosciuto il maggior numero di siti Unesco: Aquileia, Cividale, Palmanova, Palù del Livenza e Dolomiti friulane.

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In copertina, Carlo Morandini consegna l’adesivo a Renata Capria D’Aronco.

Con il Prosecco Rosè delle grave del Meduna si brinderà alla moda fiorentina

Dai vigneti delle alte grave pordenonesi, “disegnate” dal Meduna e  dal Tagliamento, al palcoscenico della grande moda a Firenze. Albino Armani, azienda vitivinicola a conduzione familiare con oltre quattrocento anni di storia, sarà infatti presente all’imminente edizione di Pitti Immagine Uomo, alla Fortezza da Basso, in collaborazione con Bikkembergs, celebre maison fondata nel 1986 dall’omonimo designer che trova ispirazione nell’unione tra la creatività della moda e la funzionalità dello sport.Durante la seconda giornata della manifestazione, domani 11 gennaio, lo stand di Bikkembergs – uno spazio espositivo di circa 290 metri quadrati allestito nella Sala della Volta – ospiterà un evento esclusivo per la presentazione delle nuove collezioni Autunno/Inverno 2023 del brand. Qui giornalisti, clienti e visitatori avranno modo di degustare il Prosecco Rosè Millesimato 2021 firmato Albino Armani.
Perlage fine, complessità aromatica, grande freschezza, eleganza e persistenza caratterizzano questo Prosecco Rosé extra dry – fermentato naturalmente con oltre 60 giorni di sosta sui lieviti – che unisce in maniera perfetta lo slancio fruttato della Glera alla struttura decisa conferita dal 10 per cento di Pinot nero. Le uve, certificate Sqnpi, sono prodotte tra Sequals e Lestans, in provincia di Pordenone, nell’altipiano “disegnato” appunto dai fiumi Meduna e Tagliamento: protette dall’antico sguardo delle Alpi Carniche, crescono in un clima pedemontano, dove troviamo condizioni quasi estreme per la viticoltura – con forti venti e sbalzi termici -, ideali per la coltivazione di vitigni da base spumante.
Una collaborazione tra due eccellenze produttive che, seppur appartenenti a settori merceologici molto diversi, fanno da sempre della ricerca e della cura dei dettagli la propria forza.

www.albinoarmani.com

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In copertina, uno scorcio dei vigneti Armani del Prosecco Rosè nelle grave pordenonesi.

 

Tagliamento il “re dei fiumi alpini” un patrimonio naturalistico da difendere

(g.l.) Tagliamento, l’unico grande fiume alpino che continua a scorrere nel suo “letto” naturale, attraversando con regime torrentizio le valli della Carnia, l’Alto Friuli, le campagne dello Spilimberghese e del Codroipese, fino ad arrivare, placido, a Latisana – che però non ha dimenticato la terribile alluvione degli anni Sessanta – e quindi sfociare nel mare Adriatico. Un immenso e ineguagliabile patrimonio naturalistico che deve essere salvaguardato con tutte le energie. È  quanto si prefigge anche il Comitato pro Tagliamento in Unesco che proprio per oggi, alle 17, ha organizzato una manifestazioen dal titolo “Salvin la meravee dal Tiliment nasût libar pai nestris nevôts”. L’incontro si terrà nella sede dell’Accademia Città di Udine, in via Anton Lazzaro Moro 18, nel capoluogo friulano. Con il presidente del Comitato Cristian Fior, interverranno il suo vice Lucio Tonelli, il consulente Giovanni Sergio Pascoli, il segretario Giorgio Vello e il portavoce Luca Campanotto. Collabora alla importante iniziativa il Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.
Il Tagliamento, come è noto, è il più importante fiume dell’intero Friuli Venezia Giulia con una lunghezza di 170 chilometri ed un bacino di quasi 3 mila chilometri quadrati.  È  considerato – come dicevamo all’inizio – l’unico fiume dell’intero arco montano, ed uno dei pochi in Europa, a conservare quasi ovunque l’originaria morfologia, tanto da essere definito per il suo ecosistema il “re dei fiumi alpini”. Il fiume nasce nei pressi del Passo della Mauria, nel Comune di Lorenzago, in provincia di Belluno. Inizialmente scorre nel Cadore, per poi scendere per la Carnia. Quindi attraversato tutto il Friuli sfocia nel mare tra Lignano Sabbiadoro e la veneta Bibione.

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In copertina, il fiume Tagliamento che lasciato l’Alto Friuli scende nella pianura friulana fino a sfociare nel mare Adriatico.

Riecco “Prowein”: Pinot grigio Venezie con il Sauvignon e le rarità delle Grave

Il Consorzio delle Venezie – la Doc che unisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – torna finalmente in scena al “Prowein”, la Fiera Internazionale di settore in programma a Düsseldorf da oggi a martedì. Come nelle ultime edizioni, la denominazione di origine triveneta sarà presente nello spazio di Unione Consorzi Vini Veneti, dove ha allestito uno strategico punto di incontro in cui il pubblico tedesco di buyer, sommelier e media potrà scoprire i Pinot grigio 2021 delle aziende associate presenti in fierate, ottenere informazioni sulla posizione e approfondire il confronto nei loro stand.
Per il suo richiamo internazionale la fiera di Düsseldorf resta uno dei palcoscenici più importanti per il Pinot grigio delle Venezie, vista la sua quasi totale vocazione all’export che oggi sfiora il 96%. E proprio la Germania, superata solo dal Nord America (44%) e dal Regno Unito (27%), assorbendo il 10% dell’export totale, si posiziona al terzo posto del podio in termini di importazioni di Pinot grigio Doc delle Venezie. Da sottolineare l’importanza del canale distributivo della Gdo, così come la vendita online, che, in questi ultimi anni soprattutto, hanno supportato i grandi numeri attuali della DOC e la disponibilità del prodotto sul mercato.
Rappresentante degli oltre 27mila ettari di Pinot grigio del Nordest, la Doc delle Venezie, la più estesa Denominazione a livello nazionale, nel 2021 ha imbottigliato +5,11% di Pinot grigio per un totale di circa 245milioni di bottiglie da 0,75 litri, seconda in Italia per volumi. Un bilancio positivo degli ultimi anni ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri, che credono negli alti standard qualitativi della Doc e contribuiscono al suo successo in termini sia di imbottigliato sia di valore. E con un totale di più di 67 mila ettolitri messi in bottiglia nel 2021, la Germania è in testa nella classifica di imbottigliatori esteri di Pinot grigio delle Venezie.
Una crescita che sarà certamente coadiuvata dalla nuova campagna di comunicazione volta a migliorare la reputation del brand a livello internazionale e ad aumentarne la riconoscibilità di prodotto e di qualità da parte del consumatore globale. “Al Vinitaly abbiamo finalmente presentato la nostra nuova immagine che ci seguirà in tutte le attività del Consorzio” dice Nazareno Vicenzi, Area tecnica e Coordinamento delle attività consortili. “Uno strumento chiave – aggiunge – che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal Territorio con focus il Pinot grigio e che proprio in questo Territorio trova la sua naturale collocazione. Prowein sarà l’occasione perfetta, accompagnati da questi valori, per poterci nuovamente sedere con un pubblico di interlocutori esteri preparati, interessati ad approfondire tutte le caratteristiche tecniche, i valori ed il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per valorizzare una delle varietà più interessanti del panorama internazionale”.

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Albino Armani – Viticoltori dal 1607 non può certo mancare all’appuntamento tedesco, il più significativo in termini di operazioni commerciali, consolidamento di partnership internazionali e creazione di nuovi network. Al padiglione 16 Stand E71, Albino Armani – che è anche presidente del Consorzio delle Venezie – darà nuovamente il benvenuto a un pubblico di operatori, media e wine lover, a cui proporrà in assaggio le nuove annate (e non solo) dei suoi vini tutti certificati Sqnpi e prodotti nelle sue cinque tenute dislocate tra la Valdadige e la Vallagarina, la Valpolicella Classica, la Marca Trevigiana e la Grave Friulana.
La tenuta di Sequals (Alta Grave Friulana), in particolare, sarà protagonista di un assaggio completamente nuovo per il mercato tedesco. Qui crescono le uve del nuovo Sauvignon Superiore “Tenuta di Sequals” Doc Friuli Grave 2020, sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici. Siamo nell’altopiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi – con i “claps” in prima linea, i tipici sassi bianchi in lingua friulana – ghiaiosi e calcarei. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto a tratti aspro, che concede rese naturalmente contenute ma dalla qualità molto elevata. Qui prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.
Il Sauvignon Superiore 2020 – sorso di struttura e complessità – è il meraviglioso risultato di una sperimentazione iniziata qualche anno fa, che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. In degustazione per il pubblico tedesco anche il nuovo progetto di valorizzazione delle uve indigene dell’Alta Grave Friulana, “Terre di Plovia”, appena presentato a Vinitaly 2022: un bianco e un rosso, entrambi composti da varietà internazionali – Chardonnay e Merlot – affiancate sensibilmente da due varietà locali tanto sconosciute quanto promettenti. Si tratta dello Sciaglin e del Piculit neri, rispettivamente attori del bianco “Flum” 2020 e del rosso “Piligrin” 2019.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio grande bianco protagonista da oggi al Prowein in Germania.