Gorizia, ultime degustazioni (tecniche e pubbliche) al Concorso enologico internazionale. E poi la grande asta dei vini per il Carso devastato dagli incendi

Ultimo giorno oggi a Gorizia con i vini del Concorso enologico internazionale, con nuove degustazioni – da parte dei 60 commissari e del pubblico – e con la grande asta benefica del pomeriggio. Ieri infatti sono iniziati, nella storica sede della Unione Ginnastica Goriziana di via Giovanni Rismondo, gli assaggi aperti anche al pubblico del XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e del V Grappa Award, iniziative dell’Associazione nazionale Città del Vino che quest’anno sono diventate parte integrante del percorso di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura.


Quella del pubblico degustatore è infatti una novità assoluta nel quadro dell’importante Concorso che ha registrato una enorme partecipazione di vini e di giudici da tutto il mondo, grazie all’impegno del Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidato da Tiziano Venturini, che ha voluto offrire anche ai wine lover la possibilità di degustare vini e grappe internazionali provenienti da ben 11 Paesi. Quindi anche questo pomeriggio, dalle 17 alle 21, la sede dell’Ugg si aprirà al pubblico proponendo una vastissima scelta con ben 450 vini: ingresso 20 euro con calice, sacca e degustazioni libere illimitate.
In più oggi stesso, ultimo giorno del Concorso, si terrà anche l’annunciata asta benefica alle 18. Saranno battuti lotti di bottiglie di vini internazionali. Il ricavato sarà destinato a ripiantumare aree boschive del territorio carsico italiano e sloveno colpite dai gravissimi incendi del 2022. Battitore d’asta il noto giornalista enologico goriziano Stefano Cosma.
Ricordiamo, infine, che l’evento è organizzato da Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento Fvg (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco) assieme a PromoTurismoFvg e Gect Go – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc Fvg, Assoenologi, Ais Fvg, Consorzio Tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli Fvg e con il sostegno di Banca 360 Fvg.

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In copertina e all’interno la degustazione dei vini del Concorso da parte del pubblico.

Città del vino, ieri il via al lavoro dei 60 commissari. Domani a Gorizia asta benefica per far tornare verde il Carso

Hanno preso il via ieri, nella sede dell’Unione ginnastica goriziana, i lavori della giuria del XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e del V Grappa Award, iniziative dell’Associazione nazionale Città del Vino che quest’anno diventano parte integrante del percorso di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025.
Interventi di saluto da parte del presidente nazionale delle Città del Vino, Angelo Radica, assieme al coordinatore del Friuli Venezia Giulia Tiziano Venturini e al direttore Paolo Corbini, mentre la Regione Fvg è stata rappresentata dal consigliere Diego Bernardis.
Presenti 60 commissari provenienti metà da tutta Italia e l’altra metà dall’Estero. Suddivisi in 12 commissioni valuteranno 1.186 campioni di vino partecipanti e 111 campioni per il concorso riservato alle grappe fino a domani 2 giugno. La sala è stata allestita con gigantografie delle eccellenze turistiche del Friuli Venezia Giulia, territorio che i giurati conosceranno in questi giorni con visite guidate ogni pomeriggio dopo i lavori del mattino.
In più ogni giorno fino a domani la sede dell’Unione ginnastica goriziana si aprirà al pubblico dalle 17 alle 21 per la degustazione di vini internazionali. Domani, alle 18, sempre qui asta benefica di vini internazionali con battitore d’asta Stefano Cosma per raccogliere fondi per la ripiantumazione di alcune aree transfrontaliere del Carso tra Italia e Slovenia colpite dai devastanti incendi nel 2022.

L’evento è organizzato da Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento del Friuli Venezia Giulia (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco) insieme a PromoTurismoFVG e GECT GO – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc FVG, Assoenologi, Ais FVG, Consorzio Tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli FVG e con il sostegno di Banca 360 FVG.

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In copertina e qui sopra i lavori delle commissioni di assaggio; all’interno, il saluto del presidente nazionale Radica che ha accanto Bernardis, Venturini e Corbini.

Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” oggi dal Friuli a Vittorio Veneto con il libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta

Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, incontri dedicati all’arte e al vino promossi da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Oggi, alle ore 18.30, nella Galleria Civica “Vittorio Emanuele II” si terrà il secondo incontro “Friuli, terra madre” dedicato al Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, con la presentazione del volume pubblicato dalla casa editrice, all’interno della collana Grado Babo, assieme agli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, scrittore e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”.

Il pittore friulano Renzo Tubaro.

Oltre al racconto del Tazzelenghe, un vino rosso friulano dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuoverlo, si parlerà anche dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere, collegate anche alla storia di questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, citato per la prima volta nel 1823, che saranno illustrate dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria. Un vero e proprio percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann, la quale racconta storie di viti, di vini e di comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti dalle aziende del Tazzelenghe Team, proposti con abbinamenti dolci e salati. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

Cosma con Roberto Da Re Giustiniani.

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In copertina, un giovane ceppo di Tazzelenghe con i suoi grappoli.

 

Anteprima di Cantine Aperte fra i negozi del Palmanova Village, intesa che darà un nuovo impulso all’enoturismo in Fvg

di Giuseppe Longo

AIELLO DEL FRIULI – “Cantine Aperte” continua a crescere, tanto da stringere un “patto”, che sicuramente risulterà proficuo, nientemeno che con il Palmanova Village. Nel “tempio” dello shopping in mezzo alla verdissima campagna aiellese, la più grande festa dell’enoturismo d’Italia ma anche del nostro Friuli Venezia Giulia, ha vissuto un originale anteprima che ha abbinato la degustazione dei vini di una decina di aziende alla presentazione ufficiale dell’evento che invita i wine lovers nel prossimo weekend. Un evento enogastronomico d’eccellenza che costituisce una formidabile “vetrina” della nostra regione, rappresentata dal centinaio di vignaioli che aderiscono al Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. Muove, infatti, una complessa macchina economica, nella quale anche l’indotto ha una parte molto rilevante e significativa, tanto che Elda Felluga – che si avvicina alle nozze d’argento con la presidenza di Mtv Fvg – ha presentato con orgoglio una nuova iniziativa che permetterà, tramite le moderne tecnologie che attingono ai “dati” degli smartphone che ormai tutti abbiamo in tasca, il monitoraggio sia delle presenze che delle provenienze dei visitatori – sono sempre tanti anche gli stranieri – durante le due giornate di “Cantine Aperte 2024”. Una rilevazione dei “flussi” che sarà possibile grazie alla partnership – ecco un altro importante accordo! – tra Movimento il Turismo del Vino Fvg e l’Università di Udine, Laboratorio di Geotecnologie.

«Un sentito grazie a Palmanova Village – ha esordito Elda Felluga – per averci ospitato in questa colorata cornice che rappresenta la vivacità della sinergia creata. Un perfetto connubio tra queste due realtà che permette di valorizzare al meglio questo ricco territorio». A fare gli onori di casa, Linda Basile, center manager del centro commerciale alle porte della città stellata, la quale ha osservato che questo «anteprima rafforza ancora di più il legame con il territorio che da sempre contraddistingue Palmanova Village. Ci teniamo moltissimo a rappresentare per i nostri ospiti una destinazione turistica a tutti gli effetti, dove oltre allo shopping si possono vivere esperienze uniche ed esclusive trascorrendo ore liete nel nostro Villaggio». E ancora: «Con questa collaborazione, ci leghiamo ad uno degli eventi più amati ed iconici della nostra regione che celebra i prodotti di eccellenza delle aziende locali, ormai famosi in tutto il mondo».


I dettagli tecnico-pratici della imminente manifestazione enoturistica sono stati illustrati dal direttore di Mtv Fvg, Massimo Del Mestre, il quale ha messo l’accento sull’importanza via via acquisita da Cantine Aperte che, partita con la sola giornata domenicale, da anni ormai si espande sull’intero settimana anche per “spalmare” su un tempo maggiore le numerose iniziative, tra le quali l’amatissima Cena con il Vignaiolo. Al tavolo dei relatori anche Stefano Cosma, giornalista e scrittore che del Vigneto Fvg sa tantissime cose, soprattutto dal punto di vista storico-culturale.
Al termine della presentazione, ecco all’ingresso del Villaggio l’atteso anteprima che ha subito calamitato l’interesse di tantissimi clienti richiamati dai nuovi sconti dell’outlet. Una formula sicuramente valida, ma che potrà essere meglio apprezzata quando cresceranno ancora un po’ gli alberi in modo da ombreggiare meglio l’area. Protagoniste di questa inedita degustazione le aziende Petrucco, Ronc Soreli, Ca’ Tullio, Vigna Lenuzza, Roi Clar, Cascina Lavaroni, Barone Ritter de Zahony, Villa Vitas e Galliussi. I loro vini sono stati abbinati ai finger food preparati dal ristorante Il Melograno, partner di lunga data di Cantine Aperte. Da sottolineare anche un gesto benefico, presentato come “calice della solidarietà”. Chi acquisterà, infatti, il kit di degustazione spendendo dieci euro, sappia che una parte del ricavato sarà devoluta in beneficenza. Arrivederci dunque a sabato, primo giorno di Cantine Aperte 2024. Il conto alla rovescia è partito…

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In copertina e all’interno immagini della presentazione ufficiale di Cantine Aperte 2024 e della degustazione proposta quale anteprima dell’evento enoturistico.

“Sensi”, in attesa del friulano Tazzelenghe a Vittorio Veneto ci sono i vini sabaudi

Da domani, 17 maggio, nella Galleria civica “Vittorio Emanuele II” di Vittorio Veneto (Treviso) ritorna la rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, un ciclo di tre incontri dedicati all’arte e al vino promosso da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Si tratta di un percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann Editore, che racconta storie di viti, vini e comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Nella prestigiosa sede della Galleria, che nel centro cittadino ospita una raffinata raccolta di opere d’arte collezionate in lunghi anni di ricerche dal professor Giovanni Paludetti che poi ha voluto farne dono alla sua città, sarà possibile scoprire alcuni dipinti della Collezione Maria Fioretti Paludetti, illustrati dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria, collegati alle storie raccontate nei libri della Collana Grado Babo di Kellermann, presentati dai loro autori: Sergio Tazzer, Enzo Michelet, Stefano Cosma e Angelo Costacurta. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti da alcune Cantine, proposti con abbinamenti dolci e salati.
Il primo appuntamento della rassegna si terrà, dunque, domani alle 18.30: il Vermouth e il Donnas, vini dei territori sabaudi, saranno il giusto inizio di questo percorso per l’immediato collegamento con Vittorio Emanuele II, figura cui è fortemente legata sia la Collezione Paludetti sia la Galleria civica alla quale è dedicata e la stessa città che le ospita. Il secondo incontro, che si terrà venerdì 24 maggio, sempre alle 18.30, parlerà invece del Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, e con lui dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere.
Il ciclo di “Sensi” terminerà il 31 maggio, alle 18.30, con il Wildbacher, che sarà l’occasione per scoprire alcune curiosità dei gusti dei nobili traendo spunto da un ritratto attribuito a Philippe De Champaigne. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: telefono 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

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In copertina, i vigneti “eroici” del Donnas sui monti della Valle d’Aosta.

(Dal sito Andar per sassi)

Tazzelenghe, oggi a Casarsa il libro di Cosma e Costacurta con degustazione del vino che “taglia” la lingua

Nell’ambito della Sagra del Vino di Casarsa della Delizia, oggi 2 maggio si terrà la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano «taglia lingua» nato in terra longobarda”, pubblicato da Kellermann Editore all’interno della collana Grado Babo, nata per parlare di vini peculiari che hanno fatto la storia. Alle 19 al ristorante Al Posta, in via Valvasone a Casarsa, gli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, giornalista e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”, racconteranno le vicende di questo vino dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuovere questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, contribuendo alla sua salvaguardia e alla valorizzazione territoriale.


Il Tazzelenghe (taglia-lingua in friulano) è un vino particolare che, come suggerisce lo stesso nome, è tagliente ed estremamente tannico, che permette un grande invecchiamento, adatto a bersi anche nell’arco di 20-30 anni. Dotato di fortissima personalità, richiede grande capacità enologica e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, in particolare nell’area di Buttrio e Cividale, ma anche nella pianura friulana: nel 1877 era presente a Latisana e nel 1923 a Palazzolo dello Stella. Attestato dal tardo medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia. Un vino e un territorio in grado di appassionare proprio alla Sagra del vino alla sua 76ma edizione.
Dopo la presentazione del libro si terrà una degustazione, a cura del gruppo di produttori del “Tazzelenghe Team”. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria via WhatsApp al 338.7874972. Quota di partecipazione 15 euro.

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In copertina, i grappoli del Tazzelenghe antica varietà autoctona friulana.

Collio, quando la “Secessione viennese” ispira le etichette di grandi vini: l’esperienza dei Komjanc a San Floriano

di Giuseppe Longo

SAN FLORIANO – Ma cosa hanno in comune i vini del Collio con la Secessione viennese, quel movimento artistico-culturale di “rottura” che si formò in Austria e Germania tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo? Nulla, evidentemente. Eccettuate, però, le pregiate bottiglie della Komjanc Alessio, la rinomata azienda di Giasbana tutta viti e ulivi. E in una mattinata uggiosa, che non rendeva giustizia alla bellezza dei luoghi, questo è stato dimostrato e dettagliatamente illustrato. La cantina di San Floriano del Collio, Città del vino, che pure quest’anno è stata premiata da molte Guide di prestigio, si è dotata, infatti, di un nuovo progetto grafico che vede un rinnovo delle etichette e del packaging, per un’immagine distintiva, più attuale e moderna, ma sempre in sintonia con l’identità aziendale. Se ne è fatta carico l’agenzia Mumble Design di Cormons che ha ideato e realizzato la grafica proprio in stile Secessione, attraverso un processo creativo con le radici appunto nella Wiener Secession e lo sguardo al nuovo e al mondo che ci circonda. Come dire, un intreccio fra storia-tradizione e attualità, tanto da dare al progetto il suggestivo, e nel contempo evocativo, titolo di “Wein Secession”.

Ne ha spiegato il senso – fedeltà al passato e alla tradizione di queste terre di confine, ma con spirito di iniziativa e quindi di innovazione – il grafico dell’azienda cormonese, Davide Bevilacqua, che aveva accanto il famoso enologo Gianni Menotti – figlio dell’ultranovantenne Edino, “anima” per tantissimi anni della vicina Villa Russiz -, il quale si è soffermato sulla “filosofia” produttiva dei Komjanc che hanno organizzato l’incontro con la stampa di settore, numerosi ospiti ed estimatori. Stefano Cosma, coordinatore dell’incontro e collaudato esperto enogastronomico, oltre che amante della ricerca storica, si è soffermato invece su alcuni dati che illustrano come è nata ed evoluta questa bella realtà collinare.
L’azienda vanta, infatti, una lunga storia di famiglia, che attraversa con successo tre secoli. Partiamo da quando Francesco (Franc) Komjanc (1849-1928) acquista i primi terreni a San Floriano. Dai registi parrocchiali del 1878 risulta che la località era chiamata “Mocvir”. Qui, assieme alla moglie Elisabetta Jakin, Franc costruisce la prima casa, in cui nascono sette figli. Solo Giuseppe Floriano (Florjan) rimane, però, a condurre l’azienda agricola e i suoi figli crescono tra vigneti ed alberi da frutto. «Domenica 26 agosto 1888 – si legge nel Gospodarski list – l’Associazione dei viticoltori e dei frutticoltori del Collio organizzò una mostra di frutta e vino a San Floriano e una commissione venuta da Gorizia, per scegliere quali vini inviare alla Fiera della frutta di Vienna organizzata per celebrare il 40° anniversario dell’imperatore, selezionò un unico vino: quello di Florjan Komjanc, apprezzato “per le qualità di un vino buono e perfetto”». Questo avveniva a fine Ottocento. Ma nel 1913 i Komjanc risultano anche commercianti di frutta e verdura (Früchte und Gemüse); nel 1935, e poi nel 1942 hanno una sede anche in città, a Gorizia, ed esportano frutta ed ortaggi perfino in Slovacchia, Germania, Svizzera e Boemia. Poi, negli Anni Settanta, Alessio Komjanc crea la nuova azienda a Giasbana e nel 2000 un ulteriore slancio viene dato dall’entrata definitiva di tutti e quattro i suoi figli: Benjamin, Roberto, Patrik e Ivan. Quindi, nel 1973 arriva nella località collinare la Strada del vino e delle ciliegie, toccando anche la nuova azienda di Alessio che, nel frattempo, si era separato dal fratello. E arrivano i primi riconoscimenti di merito: su Panorama del 1975 ecco la citazione del Pinot bianco 1974 cru Križenca di San Floriano e del Pinot grigio 1974 cru Podvanevi di San Floriano del vignaiolo Giuseppe Komjanc (papà di Alessio), mentre su una rivista americana viene citato anche il Pinot grigio 1989. Infine, dicevamo degli uliveti che punteggiano queste colline: dal 2005, i Komjanc commercializzano anche il proprio olio d’oliva “Oče Aš” (Nonno Aleš).


Ma torniamo alle importanti citazioni che per l’azienda, da tempo, sono diventati una costante. Anche quest’anno, infatti, i vini Komjanc sono stati osannati da molte Guide. Berebene 2024, edita dal Gambero Rosso, ha premiato i migliori vini per il rapporto qualità/prezzo: hanno ricevuto il premio regionale 21 vini. Per il Vigneto Fvg, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio che si è aggiudicato 93/100 punti: un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato, che per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo anche i Due Bicchieri Rossi di Vini d’Italia 2024, sempre del Gambero, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, edita dall’Associazione Italiana Sommelier, e al riconoscimento di vino top da Winesurf di Carlo Macchi. Ma Vini d’Italia quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della Guida Vinibuoni d’Italia 2024 del Touring Club, dell’Award Oro di Wine Hunter e di quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf. Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle da Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla e Malvasia, annata 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella citata Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e lo Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre questo meraviglioso territorio collinare che, superato il confine con la Slovenia, diventa Brda. Un comprensorio vitivinicolo da anni candidato, con fondate e riconosciute motivazioni, al riconoscimento Unesco quale Patrimonio dell’Umanità.

La presentazione della nuova veste aziendale in stile “secessionistico” è stata coronata dall’assaggio di alcuni prestigiosi vini, bianchi e rossi, accompagnata da una “raffica” di squisitezze gastronomiche preparate da Cristian Nardulli, chef di origine pontebbana ma felicemente trapiantato da un paio d’anni proprio a San Floriano, località che appena vista l’ha fatto innamorare, tanto da dare vita alla Taverna sul Collio e alla già ben affermata attività di “home restaurant”: con spirito innovativo ma fedele alla tradizione, propone infatti una cucina che coccola quanti siedono alla sua tavola. Anche perché nei suoi piatti si esprimono appieno le esperienze maturate, in una ormai lunga e apprezzata attività professionale, a Lignano Sabbiadoro e in Austria, in prestigiosi locali di spicco, alla Taverna di Colloredo di Monte Albano dalla doppia Stella Michelin. E non sono mancati i riconoscimenti: dai Mondiali 2009 della ristorazione di Lucerna, in Svizzera, porta a casa la medaglia d’oro, e a Montecatini riceve la Stella d’Oro per meriti di servizio. Poi a Parigi ottiene la Stella Michelin, quindi approda al ristorante Paradiso di Pocenia e infine alla sua Taverna sul Collio. E ora il nome di Cristian Nardulli si è intrecciato con quello dell’azienda Komjanc, come dire grandi vini “sposati” a una tavola raffinata, ricercata dai gourmet. Tanti auguri a entrambi, altre soddisfazioni sicuramente non mancheranno!

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In copertina, i “Wein Secession” dell’azienda Komjanc; all’interno, alcune immagini dell’incontro a Giasbana: l’intervento di Gianni Menotti che ha accanto Stefano Cosma e Davide Bevilacqua, il pubblico, ancora un primo piano di etichette, lo chef Cristian Nardulli con i titolari e infine una bella foto ricordo.

Gradisca, dopo la superverticale dedicata al Friulano, oggi finalissima per il Noè protagonisti Schioppettino e Tazzelenghe

(g.l.) Finalmente una buona, anche se fredda, giornata per gli ultimi appuntamenti con il Gran Premio Noè, a Gradisca d’Isonzo. Nell’ambito della manifestazione, che è uno degli avvenimenti di punta della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, venerdì sera ha riscontrato un vero e proprio successo di partecipazione, oltre ad aver suscitato un notevole interesse, la terza tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino Fvg, organizzate assieme alle Pro Loco Buri di Buttrio, di Manzano e Mitreo di Duino Aurisina.

Le bottiglie di Friulano in degustazione.


Bilancio più che positivo, dunque, per questa superverticale dedicata al Friulano – da uve di Tocai – nella Città del Vino isontina, nella storica cornice dell’Enoteca Serenissima. Una serata sapientemente condotta dal wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto con le etichette delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Ricordiamo che questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano invece costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa, nel programma messo a punto dall’associazione guidata da Tiziano Venturini, è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo è la “chiave di lettura” delle serate e viene scandito da una grande clessidra.

Schioppettino

Tazzelenghe

E veniamo al gran finale della rassegna, dopo la importante giornata di ieri che ha visto anche la consegna di numerosi e importanti riconoscimenti. Stamane, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo pregiato vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli che a Prepotto e a Cialla esprimere tutte le sue potenzialità. Nel pomeriggio, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe, abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, un momento della Verticale di Friulano guidata da Matteo Bellotto.

Riapre la storica Enoteca Serenissima per ospitare il Gran Premio Noè targato 2023

Ritorna a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè, la prestigiosa rassegna nata quasi sessant’anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione 2023 – organizzata dal Comune con il supporto della Regione – si terrà nei giorni 1, 2 e 3 dicembre nella cornice della storica enoteca La Serenissima che riapre per l’occasione. L’edizione di quest’anno sarà dedicata alle tre varietà autoctone a bacca rossa regionali Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. La manifestazione vuole offrire l’opportunità di valutare il cambiamento che c’è stato in questi ultimi 45 anni, con l’affermazione seppur di nicchia di questi vitigni.

Cerimonia del Gran Premio Noè in Teatro.


In apertura del Noè, venerdì 1° dicembre, alle 19.30, nell’enoteca si terrà – come si spiega in dettaglio nell’articolo precedente – la degustazione verticale di Friulano del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i vini Friulano giovani e d’annata delle aziende Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Sabato 2 sarà la giornata dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia, e il suo popolo. La giornata di sabato si concluderà con l’appuntamento musicale delle 19 con “Jazz Trick” a cura di Complotto Adriatico, Walter Sguazzin e Francesco Ivone in un mix musicale con Ableton push e la tromba per un risultato dall’atmosfera lounge molto newyorkese.
Infine domenica, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 21.30, sabato dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, l’ingresso dell’Enoteca Serenissima nello storico palazzo dei Provveditori Veneti a Gradisca.

Applausi al Museo della civiltà del vino espressione del “sistema Buttrio” che valorizza il territorio con un click

di Giuseppe Longo

BUTTRIO – C’è il “sistema Fvg” che proprio oggi il governatore Massimiliano Fedriga presenta a Londra. E c’è il “sistema Buttrio” appena decollato e che ha fatto da filo conduttore anche alla inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Anche questa prestigiosa realizzazione rientra, infatti, in quel progetto “ideato per valorizzare le eccellenze del territorio comunale offrendo informazioni e punti di interesse di Buttrio a portata di un click”. Una bellissima cerimonia avvenuta a Villa di Toppo Florio – che, con il suo magnifico parco, fa parte del circuito promozionale – e nelle cui sale ha preso vita questa esposizione permanente di cimeli storici legati alla cultura della vite e del vino che in questo angolo rinomato dei Colli orientali del Friuli trovano collocazione ideale.

Geremia Nonini con Bassi e Venturini.


Un allestimento molto curato e di grande interesse, su progettazione di Enrico Franzolini e Francesco Messina (parte grafica), che propone al visitatore una selezione di ben 3.500 pezzi (vecchi attrezzi di campagna e di cantina, ma anche libri, documenti, manifesti) che riconducono alla donazione fatta al Comune collinare da Geremia Nonini. Il quale è stato applaudito dal folto pubblico e ringraziato ufficialmente, con la consegna di riconoscimenti, dal sindaco Eliano Bassi e dall’assessore alle attività produttive Tiziano Venturini, che è pure leader della sezione regionale delle 37 Città del vino, impegnata in questi giorni nelle Grandi verticali che, dopo il felice esordio a Corno di Rosazzo, hanno fatto da apprezzato “corollario” alla stessa apertura del Museo e che ora danno appuntamento alla prossima tappa, il primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo nell’ambito delle iniziative per il Gran Premio Noè.

L’intervento di Cristiano Degano.

Un settore del folto pubblico.

Il saluto di Marco Benini.

La Giunta di Bassi e Venturini ha, dunque, portato a termine un progetto che era nato ben venticinque anni fa e che attendeva quella sistemazione adeguata arrivata a compimento soltanto adesso. Con un risultato ragguardevole come hanno potuto accertare i visitatori accompagnati dalle documentate spiegazioni di Stefano Cosma, perfetto “cicerone” tra i meandri storici della vitivinicoltura friulana. Il quale, in precedenza, aveva coordinato la cerimonia di presentazione che, dopo il benvenuto del sindaco Bassi, ha visto tra gli altri interventi quelli del professor Mauro Pascolini, del consigliere regionale Roberto Novelli e del presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano. Come già annunciato, l’aula polivalente del Museo è stata infatti dedicata alla memoria del giornalista Isi Benini – commosso il figlio Marco, che ha ringraziato di cuore per la sensibilità dimostrata da Buttrio nei confronti del padre -, da tutti ricordato come il “cantore” delle eccellenze della enogastronomia Made in Fvg. E nei vari interventi è stato sottolineato il valore della realizzazione espositiva che si inserisce a meraviglia nel ricordato “sistema Buttrio” e quindi nell’insieme di proposte che, attingendo alle bontà agroalimentari della nostra terra a cominciare proprio dai vini, offre un “volano” imprescindibile per la promozione del turismo nell’area collinare ma più in generale nell’intera regione. In quella che Ippolito Nievo giustamente definì “piccolo compendio dell’Universo” e che, proprio per queste caratteristiche – in poche decine di chilometri si va dalla montagna al mare, passando per colline meravigliose che regalano vini eccezionali – è sempre di più meta di importanti flussi turistici sia italiani che stranieri.

La benedizione dei locali.

Venturini con Floriano Zambon.

Al termine della cerimonia – che ha visto la partecipazione, fra i molti ospiti, anche dell’ex presidente nazionale delle Città del vino, il coneglianese Floriano Zambon, del leader della Doc Friuli Stefano Trinco, del consigliere regionale Massimo Moretuzzo, di Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani (che vide proprio Benini fra i suoi più convinti e appassionati fondatori) e del presidente delle Pro Loco Fvg Valter Pezzarini – è seguita la tradizionale cerimonia del taglio del nastro alla porta d’ingresso della importante raccolta museale, dopo la benedizione impartita dal parroco di Buttrio. Al termine, conclusa la visita ai locali, un sontuoso rinfresco accompagnato dai prestigiosi vini di Buttrio. Quelli che hanno contribuito a rendere famoso il Friuli nel mondo e che sono espressione della storia raccontata proprio dal Museo allestito a villa di Toppo Florio, dove storia, cultura e tradizione s’incrociano offrendo un quadro efficace e coinvolgente della viticoltura di ieri e di oggi, dalla barbatella al vino imbottigliato. I complimenti che si sono sentiti nell’occasione – e indirizzati prima di tutto al sindaco Bassi e all’assessore Venturini, ma anche al presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – sono ampiamente meritati.
E dopo la riuscita verticale dedicata al Merlot, di cui si è fatto cenno, ecco un altro importante appuntamento sempre quale “corollario” all’apertura del Museo: giovedì 30 novembre, alle 19, ci sarà infatti il penultimo appuntamento dal titolo “L’importanza di essere Pignolo”, una serata dedicata al pregiato rosso autoctono ma soprattutto al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei grandi protagonisti del rilancio della vitivinicoltura regionale, con relativa degustazione. Ma di questo avremo occasione di parlare, prossimamente, in modo più approfondito.

La visita guidata da Stefano Cosma.

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In copertina, il taglio del nastro all’ingresso del Museo del vino da parte del sindaco Eliano Bassi e del donatore Geremia Nonini.

(Foto anche di Claudio Fabbro)