“Vino Terre” atto secondo, le bottiglie della Cantina di Ramuscello e San Vito vestite dai ragazzi-artisti di Cordenons protagoniste a Sesto al Reghena. Con un omaggio al grande Gherardo Freschi

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – E ora via spediti con “Vino Terre” verso la terza edizione! La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, durante una bellissima festa ospitata nell’auditorium del centro culturale Burovich di Sesto al Reghena, ha infatti presentato al pubblico le bottiglie del secondo anno di questo progetto unico nel suo genere. E l’ha fatto rievocando la figura di un grande friulano, l’agronomo Gherardo Freschi, a 220 anni dalla nascita con la presentazione di un bel libro di Stefano Cosma e Cristina Burcheri.

Il progetto – Dopo aver riposato al buio e in… silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullate dall’acqua di falda del Tagliamento; degustate da una Commissione di esperti, le 555 bottiglie, con la loro artistica etichetta, sono state svelate proprio con questo evento molto partecipato svoltosi accanto alla meravigliosa Abbazia. Le bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2023, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato dal presidente della Cooperativa vitivinicola Gianluca Trevisan e dal suo direttore Rodolfo Rizzi sono state, dunque, le protagoniste dell’appuntamento al quale hanno fatto da corollario una ricca serie di interventi coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro.

La presentazione – I lavori si sono aperti con la lettura del messaggio di saluto inviato dal governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, il quale ha sottolineato il valore storico e attuale di Gherardo Freschi e il ruolo strategico del settore vitivinicolo per il Friuli Venezia Giulia, ringraziando Enti e partecipanti, e riconoscendo nel progetto “Vino Terre” un significativo esempio di collaborazione e sviluppo del territorio. Dopo i saluti del sindaco di Sesto al Reghena, Zaida Franceschetti; dell’assessore del Comune di San Vito al Tagliamento, Michela Bortolussi, e del presidente Trevisan, è stato il momento del docente, giornalista e scrittore, Walter Tomada, che ha offerto un’ampia e apprezzata riflessione sul contesto storico e culturale in cui visse l’agronomo Freschi, evidenziandone la modernità del pensiero e il ruolo di intellettuale capace di leggere e interpretare le trasformazioni del suo tempo. I giornalisti Stefano Cosma e Cristina Burcheri, poi, hanno presentato il loro libro: “Gherardo Freschi. Un friulano dell’Ottocento tra scienza, visione europea e azione concreta”; un approfondito lavoro di ricerca dedicato al grande e illuminato personaggio vissuto a Ramuscello (1805-1893) che ha dato un significativo contributo allo sviluppo della viticoltura e dell’agricoltura della sua epoca, nel territorio di residenza ma anche in tutto il Friuli.

I ragazzi artisti – Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dal dirigente scolastico, Enrico Quattrin, e dagli insegnanti Moira Piemonte e Sara Marzari, hanno presentato i loro 11 lavori grafici che, diventati etichette, fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora le tracce della terra che le ha protette per dodici mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”.
Maria Luisa Fichera ha portato i saluti e l’apprezzamento della Comunità di Sant’Egidio poiché, come è noto, la Cantina ha deciso di devolvere, pure per questa edizione, parte del ricavato della vendita del libro su Gherardo Freschi e delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità benemerita, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. In conclusione, gli apprezzamenti per la realizzazione del progetto e il coinvolgimento così importante e strutturato dei giovani liceali, sono stati rivolti al gruppo dirigente della cooperativa e ai soci dal consigliere regionale Lucia Buna, anche a nome della Giunta del Friuli Venezia Giulia.

Le Città del vino – Anche il Comune di Sesto al Reghena da qualche anno è entrato a far parte dell’ormai grande famiglia delle Città del vino Fvg. Ha pertanto portato un saluto il coordinatore regionale Tiziano Venturini che si è complimentato per l’originale progetto della Cooperativa ramuscellese che qualifica la vitivinicoltura di questa importante area del Vigneto Fvg.

L’emozionante colonna sonora della mattinata è stata affidata al fisarmonicista Paolo Forte. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento, di Cordovado, di Confcooperative Pordenone e dell’Associazione Città del Vino. Al termine, con un graditissimo rinfresco nel cortile “inondato” da un sole quasi primaverile, e accompagnato dagli splendidi vini della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, si è conclusa la giornata-evento, dando appuntamento alla prossima edizione. Che sarà, come detto, la terza di un progetto unico nel suo genere e che ha fatto molto parlare di sé e della Cooperativa che l’ha promosso. Per cui arrivederci al 2026!

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In copertina e qui sopra, alcune delle bellissime etichette realizzate dagli studenti del Galvani di Cordenons; all’interno, immagini della cerimonia: con il dirigente scolastico e gli insegnanti, il presidente Gianluca Trevisan e il direttore Rodolfo Rizzi; l’auditorium gremito, gli autori Stefano Cosma e Cristina Burcheri, il coordinatore Fvg Città del vino Tiziano Venturini e il docente Walter Tomada.

(Al servizio fotografico ha collaborato anche Claudio Fabbro)

La Cantina di Ramuscello e San Vito presenta Vino Terre 2025 ripercorrendo la storia di Gherardo Freschi con il libro di Stefano Cosma e Cristina Burcheri

(g.l.) “Gherardo Freschi. Un friulano dell’Ottocento, tra scienza, visione europea e azione concreta”: questo il titolo del libro di Stefano Cosma e Cristina Burcheri, che sarà presentato domani, 13 dicembre, alle ore 10, nell’auditorium centro culturale Burovich a Sesto al Reghena – Città del vino del Friuli Venezia Giulia – nell’ambito del progetto Vino Terre 2025 della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Con i due autori interverrà anche il collega giornalista Walter Tomada, che ha scritto la prefazione del libro. Quindi, sarà proprio il presidente della storica cooperativa vitivinicola Gianluca Trevisan a dare il via alla presentazione del progetto Vino Terre 2025, realizzato con la regia del direttore Rodolfo Rizzi. Con lui ci saranno i ragazzi dell’Istituto artistico Galvani di Cordenons (autori delle 11 etichette) e la Comunità di Sant’Egidio di Roma (Corridoi Umanitari), destinataria di un importante aiuto economico. I lavori saranno moderati dal giornalista Adriano Del Fabro, mentre alcuni momenti musicali saranno proposti dalla fisarmonica del maestro Paolo Forte.

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In copertina, Gherardo Freschi in uno storico ritratto; qui sopra, nel libro di Stefano Cosma e Cristina Burcheri.

Collio vino da uve autoctone, quando il territorio vale più delle varietà. Cresce il progetto per valorizzare lo storico uvaggio simbolo della prima Doc friulana

di Giuseppe Longo

GORIZIA – Il Collio ha celebrato da poco i sessant’anni dalla sua nascita, come prima denominazione di origine controllata del Friuli Venezia Giulia. E di strada in questo lungo periodo, cominciato quasi l’indomani della pubblicazione della legge 930 del 1963 istitutiva delle Doc nel Vigneto Italia, ne ha fatto davvero tanta attraverso il Consorzio di tutela che ancora ricorda con riconoscenza la lunga e illuminata presidenza del conte Douglas Attems e che da pochi mesi è affidato alla giovane guida di Luca Raccaro. Ma, tra i tanti vitigni storicamente autoctoni e internazionali, peraltro perfettamente adattati al nostro habitat tanto da diventarne parte integrante, i vignaioli isontini hanno sempre avuto un punto fermo: l’uvaggio Collio. Che ora si vuole rilanciare e valorizzare, sapendo quanto sia importante il nome del territorio più di quello delle varietà. Il “terroir”, per dirla alla francese, fatto non solo dalla fisicità del luogo vocato alla coltivazione della vite, ma anche di tutti quei fattori ambientali, climatici e umani che fanno di una specifica area davvero un “unicum” che, proprio nel caso del vino, è in grado di donare prodotti inimitabili.


E con questi intendimenti si è dato vita a un singolare progetto dal titolo eloquente: “Collio vino da uve autoctone”. Nel quale i vitigni base utilizzati sono quelli di sempre, vale a dire Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla, fra i quali il primo – “offeso” dalla perdita del nome dopo il nostro grave insuccesso nella vertenza con l’Ungheria – ha la parte preponderante. E quale migliore location di Casa Krainer, in via Rastello a Gorizia, per presentare i nuovi arrivati nel gruppo? «Un progetto recente – spiega Stefano Cosma che, con la consueta bravura, ne ha coordinato la presentazione -, ma che affonda le sue radici nello storico uvaggio del Collio, come l’ex Ferramenta Krainer, aperta agli inizi del ‘900 in un edificio preesistente riprogettato in stile Liberty. Così l’etichetta dei primi del ‘900 del “Coglianer-Görzer weisswein”, il vino bianco del Collio amato da sempre dai consumatori austriaci». Un’etichetta storica proiettata durante la presentazione in quella bellissima strada del centro storico nella Città europea della cultura – con la contermine Nova Gorica – che si cerca in tutti i modi di rilanciare. «All’epoca – riprende l’esperto – era un vero e proprio uvaggio, perché nei vigneti c’erano varietà miste, in cui prevaleva la Ribolla gialla che venivano raccolte assieme e concorrevano a produrre un bianco tipico. Già nel 1888, alla prima Fiera dei Vini che si tenne a Trieste con espositori da tutta l’Austria-Ungheria, la Società agraria di Gorizia portò in assaggio un “Vino Bianco Collio 1887”, uno dei principali e dei più apprezzati prodotti vitivinicoli del “Giardino del Goriziano”».

«Dopo la Grande Guerra – ha aggiunto Stefano Cosma, appassionato conoscitore anche della storia del Collio, ma pure di tutto il Vigneto Fvg -, con la ricostruzione della viticoltura, fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Perciò Ribolla, Malvasia e Tocai sono state le varietà previste nel disciplinare della Doc Collio approvato nel 1968. Le percentuali sono state cambiate ad inizio Anni ’90, mantenendo le tre varietà; un’ulteriore modifica consente tutt’ora di utilizzare a piacimento altre varietà a bacca bianca».
Ma veniamo al progetto attuale. «Quattro produttori iniziali, poi diventati sette, hanno così deciso – continua la spiegazione del dottor Cosma – di proporre il “Collio Doc Vino da uve autoctone”: con l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, l’etichetta uguale per tutti, uscendo con il vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, con la presenza delle sole varietà Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e (Tocai) Friulano con prevalenza di quest’ultimo, la possibilità di affinamento in legno ed altre regole di autodisciplina. All’evento qui in Casa Krainer sono già in 11: Kristian Keber, Fabjan Muzic, Andrea Drius di Terre del Faet, Alessandro Dal Zovo della Cantina Produttori Cormons, Fabijan Korsic, Maurizio Buzzinelli, La Rajade, Marcuzzi, Vigne della Cerva, Ronco Blanchis e Manià. Un progetto nato dal basso, tra produttori che credono nella forza di un’identità territoriale autentica». «Abbiamo fatto un passo indietro come azienda per farne uno in avanti come gruppo», dicono gli stessi produttori. E Cosma riprende: «Il progetto del Collio da uve autoctone, che non serve chiamare “Collio bianco”, perché Collio è già sinonimo di miglior bianco d’Italia, dimostra che eleganza, complessità e capacità evolutiva possono convivere in un calice». «Un vino corale, dove il territorio viene prima del brand, l’identità prima del marketing», è la conclusione emersa durante l’incontro in Casa Krainer, attraverso gli interventi dei produttori e di alcuni ospiti, tra i quali Gianni Ottogalli e un giovane enologo trevigiano che su questo progetto ha basato addirittura la propria tesi di laurea. Veramente bravi i produttori di “Collio vino da uve autoctone” tanto che meritano i migliori auguri. Anche perché la qualità che tutti abbiamo potuto accertare – bottiglie del 2023 ma anche del 2022 – dopo le parole, pur necessarie, è davvero alta, oltre che valorizzata dai finger food di Chiara Canzoneri. Ma nel contempo pur suscettibile di ulteriori miglioramenti. Cosa che in oltre sessant’anni il Collio ha sempre dimostrato di saper fare con grande professionalità. E che continuerà a fare!

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In copertina e all’interno immagini della illustrazione del progetto: alcune delle bottiglie presentate, il gruppo di vignaioli con Stefano Cosma (primo a sinistra), interventi di produttori e Gianni Ottogalli, la degustazione a Casa Krainer.

Le Notti del vino tornano a Sequals: stasera a Solimbergo protagonisti il Pinot grigio e un libro dedicato ai “vini proibiti” come Bacò, Clinton e Fragolino

(g.l.) Un “tuffo” nel passato della vitivinicoltura friulana oggi, 4 luglio, a Sequals. Tornano, infatti, dopo il fortunato esordio dello scorso anno, anche nel Comune di Sequals “Le Notti del Vino”, l’evento enoico dell’estate con le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Si tratta del primo appuntamento in Friuli occidentale del programma 2025 della manifestazione che, ideata nel 2024 nella nostra regione, da quest’anno è stata elevata livello nazionale.

Bacò

Clinton

Appuntamento, pertanto, questa sera a Solimbergo nel Centro Cumignan. Alle 19.30 apertura della manifestazione, con la presentazione del libro “Vini proibiti, Clinton, Fragolino, Bacò e altri vitigni ribelli”, di Michele Borgo e Angelo Costacurta, con assaggio finale per il pubblico dei vini ottenuti dai cosiddetti “ibridi produttori diretti”. In degustazione, inoltre, la selezione di 10 Pinot grigi con la guida di Stefano Cosma. Alle 20 apriranno i banchi di degustazione con vini e prodotti del territorio. Accompagnamento musicale a partire dalle 20.30. I ristoranti partecipanti sono Corte Morea Lestans e Fogolar da Mander, Lato Food Lab di Chef Larise e Tondat. Le cantine sono, invece, Armani nel vino dal 1607, Bervini, Fernanda Cappello, Bucovaz, Fantinel, Ronco Margherita. Produttori locali partecipanti: Latteria Magrin con il suo formaggio salato, Panificio da Katia Lestans, I Macoritti, I fiori di Mary e Roncadin. Contatto per prenotazione 345.5825238. Prezzo 25 euro adulti, 10 bambini.
Ma torniamo ai vini “proibiti”. «Parlare dei vitigni / vini proibiti o ribelli – si legge in una breve nota degli autori del libro pubblicato da Kellermann – significa ritornare indietro di circa 170 anni per capire il perché della loro storia, nata per le necessità emerse nei principali Paesi viticoli dell’Europa. Si trattava infatti di porre rimedio a una serie di situazioni fitosanitarie succedutesi, una dopo l’altra, per cause pressoché accidentali. Un tuffo nel passato che ci obbliga a rileggere indagini e studi biologici ed epidemiologici su tre avversità parassitarie della vite per cercare di capire la situazione sorta in Europa a partire dalla metà dell’Ottocento con l’arrivo dell’oidio, della fillossera e della peronospora. Tre avversità che, da quel momento, hanno cambiato, la millenaria storia vitivinicola mondiale. Il titolo dato a questo volume attrae il lettore verso la scoperta del mistero che si nasconde dietro il termine “proibito”…».

Pinot grigio (bianco e ramato)

Le Notti del Vino sono organizzate fino al 12 settembre con 36 date dalle aderenti al Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino e godono del patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Io sono Friuli Venezia Giulia, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – Comitato del Friuli Venezia Giulia, Unidoc FVG ed ERT FVG. Sponsor Banca 360 FVG.

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In copertina, grappoli di Fragolino varietà nota anche come Uva Fragola o Isabella.

A Casarsa oggi anche un “assaggio” di Collio con il libro di Stefano Cosma e Marco Tortato protagoniste le Città del vino Fvg. E domani Marcia tra i vigneti

Casarsa della Delizia si prepara a vivere un intenso ponte del 1° maggio con i festeggiamenti in occasione della 77ª Sagra del Vino (in calendario fino a lunedì 5). Da oggi al 2 maggio, la cittadina friulana si animerà con un programma coinvolgente, che spazierà dalle competizioni sportive alle note musicali, dall’intrattenimento pensato per i più giovani alla celebrazione delle eccellenze enogastronomiche. Il cuore pulsante della manifestazione saranno gli appuntamenti dedicati al vino. Tra i più attesi, la 53ª Marcia del Vino “Terre e Città del Vino” con la Libertas Casarsa, in programma per domani 1° maggio, che offrirà l’opportunità di esplorare il paesaggio circostante e immergersi nella cultura locale attraverso una passeggiata all’insegna del benessere, aperta a tutti. Inoltre, l’annuale “Incontro Città del Vino del Friuli Venezia Giulia”, in programma per oggi 30 aprile, che vedrà la presentazione di un volume dedicato alla storia del Collio. Invece, domani l’incontro con l’autore e la presentazione del libro di Pier Paolo Sabbatini “Casarsa, la cantina, la sagra. Tra ricordi, pubblicità e folclore”, un omaggio alla storia e alle tradizioni locali legate al vino (di cui riferiamo in dettaglio nell’articolo precedente). Gli esperti e gli amatori potranno inoltre partecipare al “Training: Vini Doc Collio 60° Anniversario”, una degustazione guidata prevista per giovedì 1 maggio. Venerdì 2 maggio, un’esclusiva degustazione intitolata “Una Tavola in Fiore” offrirà un inedito percorso sensoriale alla scoperta dei sapori Coop e dei vini del territorio di Emilio Bulfon, Cantina 837, Roberto Baldovin, Albafiorita e Cantina Trezero. Immancabile l’appuntamento con E da non dimenticare il buon cibo. I chioschi gestiti dalle associazioni locali sono i seguenti: Amateca Amatori; Vecchie Glorie (che tornano in piazza); Polisportiva Basket; Il Disegno; Sas Casarsa; Libertas Casarsa. In più La Rossa Pezzata e Miaidea food truck.

OGGI – Un assaggio di festa tra sport, musica e incontri con un programma denso di appuntamenti che animerà la giornata, offrendo intrattenimento per tutti. Si inizierà alle ore 15 al Centro polisportivo comunale, piazzale Bernini, con il 4° Memorial Luigi Rizzello – Ottavi di Finale. Questo torneo nazionale FITP di tennis di 4ª Categoria maschile e femminile è organizzato dall’Associazione Dilettantistica Tennis Casarsa San Giovanni. Alle 18 l’attenzione si sposterà al Zeb Cafè, via Risorgimento 14, dove si terrà lo “Spring Party” con DJ Baxo e Fedro. Sempre alle ore 18 ,a Palazzo Burovich de Zmajevich, si terrà l’Incontro “Città del Vino del Friuli Venezia Giulia”. Casarsa e la Sagra del Vino ospiteranno l’annuale incontro delle Città del vino delle quali fa parte anche il Comune di Casarsa assieme alla Pro Loco. Durante l’evento, nella terra delle Grave del Friuli, sarà presentato il volume “Collio, 60 anni di storia fra vino e territorio”, edito in occasione del 60° anniversario del Consorzio, opera dello scrittore Stefano Cosma (componente anche della Giuria del concorso spumantistico “Filari di Bolle”) e del fotografo Marco Tortato. Alle 19 apertura del Luna Park e dei chioschi enogastronomici. Contemporaneamente, alle 19 in piazza Italia 10, si terrà il “SuperEvento! Remember Sigillo Imperiale”. La serata proseguirà alle 21 nell’area condivisa VirrElia, Chiosco Polisportiva Basket Casarsa e Chiosco Asd Vecchie Glorie Calcio Casarsa, “Life – Tributo ai Pooh”. A concludere la giornata, alle 21.30 al bar Agli Amici l’evento “Stasera si suona”, musica dal vivo con gli Overtime Rock Band con birra Ceca Krusovice.

DOMANI – Primo maggio con Marcia del Vino, artigianato e degustazioni. La giornata di domani si aprirà nel segno della tradizione con la 53ª Marcia del Vino Terre e Città del Vino, un’occasione per esplorare il territorio attraverso una passeggiata conviviale. Partenza e iscrizioni dalle 8.30 alle 10 da Piazza Cavour. Questo evento ludico motorio a passo libero, aperto a tutti, si snoderà su due percorsi segnalati di 7 e 13 chilometri attraverso il paesaggio circostante. L’evento è organizzato da Libertas Casarsa, Comitato Territoriale Marciatori di Pordenone, Pro Casarsa, Città di Casarsa con il sostegno di Groupama Assicurazioni, Banca 360 Fvg e in collaborazione con Avis Comunale di Casarsa e San Giovanni e Gruppo Ana di Casarsa-San Giovanni. Alle ore 9 apertura straordinaria della Biblioteca Civica Nico Naldini fino alle 12. Contemporaneamente, alle 9.30 al Campo sintetico, in via del Fante 2, si terrà il 1° Memorial Giancarlo Brait. Alle 10 in via Guido Pasolini, via Risorgimento, via Valvasone e via Menotti, si potrà visitare il “Mercatino Arti, Sapori, Mestieri e Creatività”. Nello stesso orario, nel Giardino di Palazzo Burovich de Zmajevich, si svolgerà “Artigianato e Antichi Mestieri”, una mostra dedicata alla scoperta di mestieri unici e antichi attraverso le opere e la passione di diversi artigiani. Inoltre, alle 10 aprirà anche lo “Spazio per Bambini 4m3 Aps” in via G. Pasolini 22, con partecipazione gratuita. Alle 11 apertura del Luna Park e dei chioschi Enogastronomici. Sempre alle 11, presso l’Amateca, Isola Centrale di via XXIV Maggio, si terrà il “Training: Vini Doc Collio 60° Anniversario”, una degustazione guidata a cura di Ais Fvg. I posti sono limitati, con prenotazione obbligatoria al numero 338 7874972 e una quota di partecipazione di € 10.
Nel pomeriggio, alle 15 al Centro polisportivo comunale, piazzale Bernini, proseguirà il 4° Memorial Luigi Rizzello – Ottavi di Finale, il torneo nazionale Fitp di tennis di 4ª Categoria maschile e femminile organizzato dall’Associazione Dilettantistica Tennis Casarsa San Giovanni. A concludere la giornata, alle 15.30 in Piazza Cavour, ci sarà lo spettacolo “Giulivo Baloon Show”. Alle ore 16 proseguono con spettacoli con “Presque Papillon”, uno spettacolo itinerante che, come recita la descrizione, “racconta la vita quotidiana di una ‘quasi farfalla’”. Sempre alle 16, al Palarosa, si terrà una “Partita Dimostrativa di Baskin” a cura di Polisportiva Basket Casarsa in collaborazione con K-Ros Over Project. L’iniziativa, che coinvolge attivamente Laluna Impresa Sociale e Progetto Giovani Casarsa, mira a diffondere i valori dell’etica inclusiva attraverso lo sport. Ancora alle 16, l’Isola centrale di via XXIV Maggio si animerà con “Flames”, un divertimento a 360° con la musica e l’energia dei giovani Flames. Alle 16.30, Piazza Cavour farà da sfondo a “Scen-Sen-So – Deliri di Clown”. Alle 17, l’attenzione si sposterà al Bar Agli Amici con L’Aperitivo e Fantasia di Crostini – Cantina Bortolin Angelo di Valdobbiadene. Alle 17.30, Piazza Cavour ospiterà nuovamente il “Giulivo Baloon Show”. Contemporaneamente, alle 17.30, riaprirà lo “Spazio per Bambini 4m3 Aps” in via G. Pasolini 22. Alle 18, a Palazzo Burovich de Zmajevich, via Risorgimento 2, si terrà l’incontro con l’autore e la presentazione del libro di Pier Paolo Sabbatini “Casarsa, la cantina, la sagra. Tra ricordi, pubblicità e folclore”. Sempre alle 18, ma al Punto d’Ombra, “Oh Mio Dio!”, con la musica più bella selezionata da Gianfranco Amodio. Contemporaneamente, allo Zeb Cafè, l’atmosfera si scalderà con “90/2000”, un evento musicale con DJ Federico Elle e GG Vox. Infine, alle 18.30, Piazza Cavour tornerà ad animarsi con “Scen-Sen-So – Deliri di Clown”.

VENERDI’ – Il maggio tra spettacoli, musica e focus sull’eccellenza enogastronomica. La giornata di venerdì si preannuncia ricca di appuntamenti che spaziano dallo sport allo spettacolo circense, dalla musica all’enogastronomia. I festeggiamenti partono alle ore 17, al Centro polisportivo comunale, piazzale Bernini, dove si terranno i Quarti di Finale del 4° Memorial Luigi Rizzello, il torneo nazionale Fitp di tennis di 4ª Categoria maschile e femminile organizzato dall’Associazione Dilettantistica Tennis Casarsa San Giovanni. Alle ore 18, apertura del Luna Park e dei chioschi enogastronomici. Sempre alle 18, allo Zeb Cafè, l’atmosfera si animerà con il “Campari Party” con DJ Koss e Bacardi. Alle 19 al Punto d’Ombra, “E Mettiamoci un Po’ di Sale a Questa Festa!”, con la musica di Matteo Sai DJ. Alle 19.30 al Chiosco Il Disegno, Centro Ricreativo Parrocchiale, si terrà la “Serata dello Spiedo”. Sarà possibile gustare uno spiedo di carne della macelleria Bortolussi di Castions in collaborazione con “Il Mulino” di Zoppola. Alle 20, l’attenzione si sposterà al ristorante Al Posta, per “Una Tavola in Fiore: L’Eccellenza dei Prodotti Fior Fiore Coop Incontra i Vini Dimenticati e i Vini del Futuro Raccontati da Matteo Bellotto”. Questa degustazione esclusiva è curata dallo chef del ristorante Al Posta e organizzata da Coop Casarsa insieme alla Pro Casarsa della Delizia Aps. I prodotti Fior Fiore Coop incontreranno i vini autoctoni friulani, selezionati e raccontati dal filosofo ed esperto di vino Matteo Bellotto. Presenti i “vini resistiti” Emilio Bulfon e i “vini resistenti” di Cantina 837, Roberto Baldovin, Albafiorita e Cantina Trezero. L’evento promette un viaggio sensoriale alla scoperta di abbinamenti sorprendenti, in un’atmosfera conviviale e ricca di cultura enogastronomica. I posti sono limitati con prenotazione obbligatoria al numero 338.7874972 e una quota di partecipazione di 25 euro. A concludere la serata, alle 22, al Bar Agli Amici “Veni, Vidi, Brindi”.

La Sagra del Vino è organizzata da Pro Casarsa della Delizia e Città di Casarsa della Delizia insieme con Cantina di Conegliano, Vittorio Veneto e Casarsa Sac. Gli organizzatori ringraziano Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell!Unione nazionale Pro loco d’Italia, Banca 360 Fvg, Coop Casarsa, Associazione nazionale Città del Vino – Coordinamento FVG, PromoTurismoFvg, Strada Vino e Sapori FVG, Ambiente Servizi, Servizio civile universale, Arcometa, Eco Fvg Eventi, Filari di Bolle.

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In copertina, il dottor Stefano Cosma esperto di enogastronomia e autore del libro dedicato al Collio; all’interno, i volontari del chiosco Libertas e due immagini della Sagra nei suoi primi giorni.

(Foto Devis Solerti)

A Nimis sui colli delle Pianelle riparte con Paolo Ciani una storica ristorazione. Il sindaco: “È un segnale importante di vitalità e fiducia nel nostro territorio”

di Giuseppe Longo

«Questa apertura rappresenta un segnale importante di vitalità e di fiducia nel nostro territorio. Auguro che questa nuova avventura sia costellata di soddisfazioni e successi». Lo ha sottolineato, a Nimis, il sindaco Fabrizio Mattiuzza durante l’inaugurazione di “Arches Bistrò”, il bel locale appena aperto da Paolo Ciani, già gestore dell'”Antica Osteria di San Gervasio” – e prima ancora con un passato nella politica regionale -, sui colli delle Pianelle, riattivando un importante punto di ristorazione fermo da tempo e che, come molti ricorderanno, era stato creato tanti anni fa da Dario Piccini, dandogli quell’impronta originale dal sapore “messicano” che voleva rappresentare una novità per il paese.


«A nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale – ha concluso il primo cittadino in una delle sue prime uscite dopo le recenti elezioni comunali – desidero ringraziare Paolo e Maurizio per aver scelto di investire nel nostro paese con l’apertura di questa nuova attività che promette non solo nuove esperienze culinarie, ma anche un ulteriore impulso al nostro tessuto sociale ed economico».
Bella la descrizione che ha dato del locale e della sua zona l’esperto di enogastronomia Stefano Cosma, amico di Ciani da lunga data: «Ho raggiunto il “Bistrò Arches” passando per Faedis e Attimis, in un percorso già di per sè suggestivo, con verdi colline e dietro le montagne. Una strada da cui si vedono castelli o loro rovine – Soffumbergo, Partistagno, Zucco, Cucagna -, ma anche l’austero monastero delle Clarisse. Strade immerse nel verde, con curve, salite e discese, che s’insinuano in un mondo da favola medievale. Già i nomi delle località ricordano le famiglie e le comunità che siedevano nel Parlamento del Friuli! Zone di collina dove nascono vini antichi: Refosco di Faedis, Verduzzo di Ramandolo, Tazzelenghe… ».

Fabrizio Mattiuzza

Stefano Cosma

«Per raggiungere il “Bistrò” – ha aggiunto il dottor Cosma, che è anche il direttore responsabile di “Fuocolento”, mensile specializzato nella promozione della buona tavola in Friuli Venezia Giulia – bisogna salire per una strada ripida, che porta ad un ampio parcheggio e già da lì si ammira un bel panorama. Entrando nel locale, contraddistinto da archi che rimandano ad un’architettura spagnoleggiante, con le pareti bianche, luminoso, si trovano quattro sale: una all’ingresso, con tavoli in legno massiccio, quella intorno al banco (sala dei “Senatori”) con tavolini da 4, provvisti di comodo gancio per le borsette delle signore, e altre due ampie, adatte a feste, a cene di gruppo, a serate spensierate. Una bella terrazza si presta, invece, a cene estive e a balli con musica dal vivo o con dj. Un’altra terrazza, più piccola e nascosta, diventerà quella degli innamorati… Una grande griglia interna, con camino, è perfetta per cuocervi le carni, ma anche per scaldare l’ambiente nelle stagioni fredde. I piatti proposti sono sia a base vegetale, come l’insalata fredda con riso venere, e il gazpacho, ma anche salsicce e costate alla griglia, da accompagnare a birre austriache e a vini friulani. Un locale dall’atmosfera allegra e dalla vista meravigliosa e rilassante, verso le colline circostanti e la valle sottostante, che – per ora – sarà aperto solo a cena venerdì, sabato e domenica».
Le parole dell’esperto bastano, dunque, a qualificare questa nuova attività che per Nimis assume un grosso significato economico e sociale. Anche perché si associa alla ormai prossima riattivazione della citata “Antica Osteria di San Gervasio”, che sorge alle spalle della storica Pieve. Se ne occuperà “La Valanghe”, il vicino e conosciutissimo ristorante, per restituirla al suo ruolo di tipico ritrovo friulano. Una doppia attività, dunque, che riparte a Nimis e che integra quella già importante nel settore agroalimentare fondata e portata avanti, con successo, da anni da Paolo Ciani a Villa Santina. E di questi tempi non è poco.

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In copertina, Paolo Ciani titolare di “Arches Bistrò”; all’interno, con i collaboratori.

“Vinibuoni d’Italia” arriva a Nova Gorica: questa sera premi e degustazioni nelle storiche cantine della Castagnevizza

Per la prima volta “Vinibuoni d’Italia”, la Guida del Touring Club Italiano dedicata ai vini da vitigni autoctoni italiani, arriva a Gorizia, anzi a Nova Gorica. Per oggi è annunciata, infatti, la presentazione dell’edizione 2025, in programma alle 17 nella sala al piano terra del Convento Francescano della Castagnevizza. Durante l’evento, che avviene nell’ambito del ricco cartellone della Capitale Europea della Cultura 2025, è prevista anche la consegna dei diplomi Ecofriendly e dei diplomi Top 300, nonché delle Corone, il massimo riconoscimento assegnato dalla Guida, ai produttori che non hanno potuto partecipare alle due presentazioni nazionali. Per l’occasione saranno presenti Mario Busso, curatore nazionale, Ada Regina Freire e Cristina Burcheri, coordinatrici del Friuli Venezia Giulia, e Stefano Cosma, coordinatore dell’Istria croata e della Slovenia.

A seguire, alle 18, si potranno degustare i vini premiati, nelle cantine seicentesche del Convento, restaurate con il progetto “Vina prijateljstva & miru”, finanziato con i fondi SPF Interreg Italia-Slovenija: l’iniziativa di promozione e valorizzazione dei vini di un territorio transfrontaliero unico, organizzata dall’Associazione dei Cavalieri dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa, della quale fanno parte le aziende produttrici dei vini Cru provenienti dai vigneti sloveni del Brda e della Vipavska Dolina (la valle del Vipacco), che erano stati classificati “in riguardo alla loro bontà” nel lontano 1787, assieme a quelli italiani prodotti nelle zone Collio, Aquileia e Colli orientali, già appartenenti alla vasta Contea di Gorizia e Gradisca.

Una location suggestiva dove scoprire vini speciali, abbinati ad altrettanti prodotti d’eccellenza, ai salumi Levoni e Grana Padano Dop. La Guida “Vinibuoni d’Italia”, edita dal Touring Club, è unica nel panorama italiano e internazionale perché è la sola dedicata ai vini da vitigni autoctoni, cioè a quei vini prodotti (in purezza o in blend) da vitigni che sono presenti nella Penisola da oltre 300 anni. Si basa su un processo di selezione eccezionale per impegno e per trasparenza, infatti, collaborano oltre 100 degustatori riuniti in 23 commissioni di lavoro che operano nella loro regione di competenza. Dal 2010 la Guida ha una sezione dedicata ai vini autoctoni anche dell’Istria croata e da cinque anni pure quelli del vicino Brda sloveno.

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In copertina, festa con degustazioni e premiazioni nelle storiche cantine in una manifestazione di qualche mese fa.

Le Città del vino Fvg fanno rinascere una parte del bosco carsico devastato dagli incendi nel 2022 grazie all’asta benefica bandita al Concorso enologico di Gorizia

Lo scorso anno, dal 31 maggio al 2 giugno, Gorizia aveva ospitato, come si ricorderà, i lavori della giuria del 22° Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e 5° Grappa Award. Un importante evento nella sede dell’Unione Ginnastica Goriziana che si era concluso con l’asta benefica di vini internazionali: bandita da Stefano Cosma, aveva permesso di raccogliere oltre mille euro per la ripiantumazione di aree transfrontaliere del Carso tra Italia e Slovenia distrutte dagli incendi del 2022.
Ora quel sogno diventa realtà. Lunedì 24 marzo in località Medeazza – Medjevas, sul confine tra Italia e Slovenia e tra i Comuni di Duino Aurisina – Devin Nabrežina e Komen, alle ore 11 ci sarà la messa a dimora di una cinquantina di piante arboree tipiche del bosco carsico, in un terreno messo a disposizione dalla Comunella Medeazza – Jus Medjevas (nel Carso le Comunelle sono antichi soggetti che regolano le terre collettive patrimonio dell’intera comunità locale). All’evento interverranno i sindaci dei due Comuni, i rappresentanti del Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino, guidato dal vicepresidente nazionale Tiziano Venturini, autorità regionali e locali.
L’evento goriziano del Concorso era stato organizzato da Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento del Friuli Venezia Giulia assieme a PromoTurismoFvg e Gect Go – Go!2025 Nova Gorica Gorizia Capitale europea della cultura. Il tutto in collaborazione con Unidoc Fvg, Assoenologi, Ais Fvg, Consorzio Tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli Fvg e con il sostegno di Banca 360 Fvg.

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In copertina, una drammatica immagine dell’estate 2022: il Carso era in fiamme.

Un “Gran Premio Noè” di successo a Gradisca d’Isonzo. E ora arrivederci al 2025 per il ricordo dei sessant’anni

Riuscitissima l’edizione, appena conclusa, del “Gran Premio Noè”, grazie anche alle buone condizioni del tempo che hanno favorito la partecipazione numerosa del pubblico. Domenica è, infatti, calato il sipario sulla prestigiosa rassegna, organizzata dal Comune di Gradisca d’Isonzo, che ha visto tre intense giornate dedicate a degustazioni di vini passiti e dolci del Friuli Venezia Giulia, dell’Alto Adige e dell’Istria croata, in abbinamento con prodotti gastronomici locali – in collaborazione con la Pro Loco -, nella suggestiva cornice dell’Enoteca “La Serenissima”, nello storico palazzo dei Provveditori Veneti.
Ospite d’eccezione è stato indubbiamente Helmuth Köcher, personalità di spicco nel mondo dell’enogastronomia, presidente e fondatore del Merano WineFestival, che ha ricevuto la Statuetta del Noè dal sindaco Alessandro Pagotto, inaugurando questa edizione con una degustazione dei vini dolci friulani premiati con il The Wine Hunter Award 2024, presenti i loro produttori: La Roncaia, Jacuss, Scubla Roberto, Conte d’Attimis-Maniago, Ermacora, Tenute Tomasella, Lis Neris, Butussi Valentino, Dario Coos, Rocca Bernarda e Le Due Torri.

Il sindaco premia Helmuth Köcher.

Durante la cerimonia di premiazione di sabato poi, nel Nuovo Teatro Comunale, alla presenza dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dello stesso sindaco Pagotto, dell’assessore comunale alla Cultura, Marco Zanolla, e della collega delegata al Commercio, Paola Coccolo, sono state consegnate altre tre Statuette: all’azienda Emilio Bulfon di Valeriano di Pinzano al Tagliamento (Pordenone) per l’impegno nella salvaguardia e valorizzazione di antiche e rare varietà autoctone di vitigni del territorio del Friuli, tra cui l’Ucelut, il Piculit neri e il Moscato rosa; al Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo che al suo interno riconosce le Docg Ramandolo e Picolit, per il suo lavoro a beneficio della qualità dei vini regionali, garantendo e promuovendo il cuore del Friuli; ed infine, alla famiglia Conti Pace Perusini che continua tuttora a produrre il Picolit, quale eccellenza tra i vini dolci friulani, a seguito del lavoro iniziato da Giacomo Perusini, nonno dell’attuale proprietaria Teresa Perusini, che si impegnò nella selezione e tutela di alcune varietà autoctone, in particolare appunto il celeberrimo vitigno, e ne scrisse nel 1906 sul bollettino dell’Associazione Agraria Friulana.
Poi ancora, sono state conferite quattro targhe alle aziende della regione che si sono maggiormente impegnate nel mondo vitivinicolo o nel suo indotto promuovendo le antiche varietà autoctone per la produzione dei vini dolci: all’azienda agricola Aquila del Torre di Savorgnano – Povoletto (Udine) per aver creato il progetto “Oasi Picolit” dando valore al territorio attraverso il vino per eccellenza della tradizione friulana il già ricordato Picolit; all’azienda agricola Giovanni Dri Il Roncat di Nimis (Udine) per gli ottimi risultati raggiunti nelle Guide con il Ramandolo Uve decembrine 2018; all’azienda agricola Lenardon di Muggia (Trieste) per la valorizzazione del territorio attraverso il vino “Elysium” ottenuto con le uve del raro Moscato rosa; ed infine all’azienda agricola Ronco del Gelso di Cormons (Gorizia) per il suo vino “Aur” ottenuto da uve passite di Traminer. Grande successo in Enoteca per le degustazioni guidate da Stefano Cosma e Liliana Savioli dedicate a “Picolit e formaggi”, “Moscati e pasticceria, “Ramandolo e biscotti Esse di Raveo”, nonché per la presentazione del libro “Boschèra, dai vini selvatici al nobile Torchiato del Cansiglio” (Kellermann) con l’autore Enzo Michelet, e del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, entrambe seguite da una degustazione dedicata.
Insomma, tre giorni di successo, con la regia dello stesso Stefano Cosma. E ora l’arrivederci è al 2025 quando il Gran Premio Noè ricorderà i suoi 60 anni di vita. La prestigiosa rassegna dei vini del Vigneto Fvg venne, infatti, istituita nel lontano 1965.

Le premiazioni presente l’assessore Zannier.

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In copertina, la degustazioni dei vini dolci che erano stati premiati a Merano.

Scende il sipario sul Gran Premio Noè: un premio a Giovanni Dri storico produttore del Ramandolo e ai Colli orientali del Friuli unica area con Docg

di Giuseppe Longo

GRADISCA – Il Ramandolo Docg sarà oggi il grande protagonista della terza e ultima giornata del Gran Premio Noè 2024, a Gradisca d’Isonzo, che ieri ha ospitato l’attesa cerimonia di premiazione, alla quale è intervenuto, nella splendida cornice del Teatro Comunale, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. Come è noto, l’edizione di quest’anno è dedicata ai vini passiti e dolci, tra cui Picolit, appunto Ramandolo, Verduzzo, Traminer, Moscato e molti altri, prodotti in Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Slovenia e Istria croata. «Una premiazione che guarda all’eccellenza dei nostri prodotti e, in particolare, di alcune tipologie di vini che sono importanti per comprendere come la capacità produttiva del Friuli Venezia Giulia riesca ad avere un forte impatto sul mercato anche nel settore dei vini dolci e passiti», ha detto al riguardo l’esponente della Giunta Fedriga. «Si tratta – ha aggiunto – di vini che raggiungono livelli di qualità altissimi e un altrettanto elevato numero di estimatori dentro e fuori i confini regionali e nazionali. È giusto valorizzare anche queste tipologie per avere una panoramica completa delle produzioni vitivinicole del nostro territorio». Con l’assessore regionale sul palco anche il sindaco Alessandro Pagotto, orgoglioso che la bellissima cittadina, fortezza della Serenissima, possa esprimere una così qualificata manifestazione affidata alla competente regia di Stefano Cosma.


Ma torniamo alle proposte conclusive di oggi. Alle 11.30, nella cornice dell’Enoteca regionale “La Serenissima” – un autentico gioiello, nello storico palazzo dei Provveditori Veneti, che è ancora in attesa di essere adeguatamente rilanciato e valorizzato -, sarà proprio il dottor Cosma a guidare una originale e quanto mai interessante degustazione di Ramandolo Docg abbinato ai rinomati Esse di Raveo. Biscotti che, in questa occasione, sostituiscono quelli classici – i tradizionali “uessuz” – che a Nimis venivano prodotti dalla famiglia di Luigi Grassi, all’ombra dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Ma il loro forno, purtroppo, è ormai chiuso da anni e anche per i famosi biscotti da bagnare in un calice di biondo Ramandolo è calato il sipario. E a proposito di questo grande vino dolce-non dolce, per la sua rilevante consistenza tannica, che nell’ormai lontano 2001 è stato il primo in Friuli Venezia Giulia a beneficiare proprio della Docg, la denominazione di origine controllata e garantita, fra i vignaioli premiati ieri a Gradisca c’era anche Giovanni Dri (Il Roncat), storico produttore di Nimis, autentico pioniere nella valorizzazione di questo inimitabile vino protetto, appunto, da ventitré anni dal massimo riconoscimento di qualità. Nell’occasione, un riconoscimento è andato anche a Paolo Valle, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo, l’unica area che nella nostra regione esprime Docg, per cui accanto al Ramandolo ci sono Picolit e Rosazzo.

Il produttore Giovanni Dri

Paolo Valli (Friuli Colli orientali)

Nel pomeriggio, alle 16, il programma conclusivo proseguirà con la presentazione del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, e degustazione di gubane e vini dolci. Ricordiamo, infine, che la manifestazione sarà aperta oggi dalle 11 alle 20. E con questo appuntamento scenderà, dunque, il sipario sulla storica rassegna gradiscana che riveste un importante significato per la promozione dell’intero Vigneto Fvg. Ricordiamo al riguardo che la manifestazione, beneficiante del sostegno della Regione Fvg, è nata nel 1965 con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole regionali, nonché per premiare viticoltori della regione e personaggi di respiro internazionale. Arrivederci, allora, alla prossima edizione, quando il Gran Premio Noè festeggerà i suoi 60 anni!

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In copertina e all’interno la cerimonia di premiazione presenti l’assessore regionale Stefano Zannier, il sindaco Alessandro Pagotto e il regista della rassegna gradiscana Stefano Cosma.