Il Carso goriziano, triestino e sloveno laboratorio europeo di biodiversità: le comunità come tutelano gli ecosistemi?

La tutela della biodiversità e la risposta ai cambiamenti climatici rappresentano oggi una delle principali sfide strategiche per l’Europa. In questo scenario il Carso, territorio fragile e straordinariamente ricco dal punto di vista ambientale che si distende tra Trieste, Gorizia e le aree confinarie della Slovenia, diventa un laboratorio transfrontaliero di sperimentazione e buone pratiche grazie al progetto Kras4Us cofinanziato dal Programma Interreg VI-A Italia–Slovenia 2021–2027.

Aleš Pernarčič


Azioni pilota, monitoraggi scientifici, nuovi modelli di gestione sostenibile: la mission del progetto è costruire strumenti concreti per la tutela del Carso transfrontaliero, coinvolgendo attivamente comunità locali, agricoltori e operatori del territorio. A guidare questo percorso una partnership composta da Gal Carso – Las Kras con Università del Litorale, BirdLife Slovenia e l’Autorità governativa slovena. Tra le attività aperte al pubblico spiccano le Serate biologiche, incontri di divulgazione scientifica con esperti del settore. Il prossimo appuntamento è in programma mercoledì 4 marzo alle 19.00 con il talk online del direttore di Gal Carso – Las Kras, Aleš Pernarčič (link Zoom: https://bioloski-veceri.famnit.upr.si/sl/program/), che approfondirà il ruolo attivo della popolazione locale nel mantenere alto il livello di biodiversità del Carso triestino e goriziano.
Tra i territori più ricchi e complessi dell’area italo-slovena, il Carso custodisce 23 habitat di interesse comunitario (di cui 5 prioritari), 6 specie vegetali di interesse comunitario – comprese specie endemiche – e 27 specie animali, esclusi gli uccelli. Un vero “mosaico” dove ambienti diversi si alternano e si integrano, dando vita a un sistema tanto prezioso quanto vulnerabile. «Proteggere e implementare la biodiversità del Carso rappresenta una sfida che riguarda tutti e può essere vinta solo con il pieno coinvolgimento di enti pubblici, soggetti privati, agricoltori e comunità locali, con il supporto di ricercatori ed esperti», sottolinea Aleš Pernarčič. «La gestione sostenibile del territorio non è solo una priorità ambientale, ma una responsabilità condivisa che richiede modelli partecipati e visione a lungo termine».
Preservare questa ricchezza significa tutelare l’identità stessa del territorio e costruire un equilibrio possibile tra natura, comunità ed economia, principi fondanti del progetto Kras4Us. Nel corso dell’incontro Pernarčič approfondirà temi centrali come la protezione dei siti degradati, la tutela degli habitat seminaturali — in particolare le aree agricole — e la creazione e il mantenimento dei corridoi ecologici, strumenti essenziali per garantire continuità ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici. Kras4Us proseguirà con ulteriori incontri con esperti — il prossimo il 18 marzo — e con attività esperienziali aperte al pubblico durante la primavera, in fattorie e agriristori del Carso triestino e goriziano. Tutte le informazioni sono disponibili sui canali social di Gal Carso / Las Kras, Trieste Green e sul sito ita-slo.eu

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In copertina, panoramica su un tipico ambiente del Carso triestino.

Dopo Duino Aurisina, la “capitale” italiana del vino torna a Nordest con Conegliano Valdobbiadene prestigiosa terra del Prosecco Superiore Docg. Ma il suo titolo sarà condiviso con la lucana Vulture e il famoso Aglianico

di Giuseppe Longo

La Città italiana del vino torna a Nordest. Dopo la felicissima esperienza del 2022, quando il prestigioso titolo era stato meritato da Duino Aurisina, cittadina del Carso Triestino, quale portabandiera del Vigneto Fvg, quest’anno a rivestire il ruolo “nazionale” sarà Conegliano Valdobbiadene, fulcro della produzione del Prosecco Docg, che però dovrà condividere l’onore con la lucana Vulture. Dai Castelli Romani, con capofila il Comune di Marino, l’investitura ora riguarda dunque il Veneto – ma in un certo senso anche il Friuli Venezia Giulia, visto che è stata la carsica Prosecco a consentire ormai parecchi anni fa di estendere la denominazione geografica su tutto il territorio friulveneto interessato alla produzione di queste bollicine dallo straordinario successo mondiale – e la Basilicata, nell’Italia meridionale. Il riconoscimento è nato nel 2021 e prevede la realizzazione di un programma di attività enoturistiche, culturali, ambientali, socio-economiche, relativo al mondo del vino nelle sue molteplici declinazioni. L’obiettivo è valorizzare i pregi e le peculiarità della cultura della vite e del vino del territorio e l’impatto che questa ha sulla società, l’economia, la gastronomia, il paesaggio e il patrimonio materiale e immateriale.


Il passaggio formale di consegne del titolo di Città italiana del vino per il prossimo biennio è appena avvenuto a Roma, a palazzo Giustiniani sede del Senato della Repubblica. La candidatura del Vulture è stata presentata da una coalizione di 14 Comuni, legati dall’Aglianico del Vulture, vino tra i più importanti del Sud Italia: sono Rionero in Vulture, Melfi, Ginestra, Barile, Ripacandida (capofila), Rapolla, Genzano di Lucania, Atella, Acerenza, Palazzo San Gervasio, Lavello, Forenza, Venosa, Maschito. Anche nel caso di Conegliano Valdobbiadene il lavoro è stato di un gruppo di 14 Comuni: Cison di Valmarino, Conegliano (capofila), Farra di Soligo, Follina, Fregona, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Valdobbiadene, Vidor, Vittorio Veneto. Il prodotto che mette assieme i territori dei 14 Comuni in provincia di Treviso è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.
Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino – e leader, fresco di nomina, anche della organizzazione internazionale -, ha sottolineato: «Un sincero grazie ai Castelli Romani per avere interpretato in modo straordinario questo riconoscimento che non è altro che la “capitale italiana del vino”. Da oggi il titolo passa al Vulture e a Conegliano Valdobbiadene, serve ad organizzare in modo coordinato e integrato eventi di promozione e valorizzazione: di fatto, costringe in modo virtuoso a lavorare insieme. I territori che ricevono il riconoscimento si completano. Questo passaggio di consegne arriva in una fase molto importante, visto che è iniziata da pochi giorni la mia presidenza, e quindi dell’Italia, di Recevin, la rete europea delle città del vino».

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Benvenuto al Cile!

(g.l.) Accanto agli oltre cinquecento Comuni italiani (di cui una quarantina sono quelli del Vigneto Fvg), ce ne sono anche alcuni stranieri, come gli istriani Buje e Koper. E ora si è aggiunto quello cileno di Quillón, nella regione di Ñuble, che è il sesto, fuori dai confini nazionali, ad aderire all’Associazione Nazionale Città del Vino. L’accordo è stato definito durante un viaggio istituzionale nel lunghissimo Paese sudamericano del presidente Angelo Radica. «Crediamo molto nelle prospettive internazionali, non solo per quanto riguarda la nostra associazione, ma anche in generale per tutta la filiera. La fase incerta caratterizzata dall’imposizione di dazi sul mercato statunitense impone l’impegno a cercare alternative in aree promettenti, come il Cile», ha affermato il presidente Cdv. L’adesione di Quillón a Città del Vino è stata preceduta, per quanto riguarda l’estero, da altre cinque municipalità in Corea del Sud, Brasile, Croazia e Slovenia. «Abbiamo gettato le basi per nuove importanti, collaborazioni», ha sottolineato Radica, aggiungendo. «In questa regione ci sono numerose piccole aziende di qualità». Un tratto distintivo della viticoltura di Quillón è infatti la presenza di un gran numero di piccoli produttori, con proprietà comprese tra 0,5 e 6 ettari, per un totale di oltre 800 vignaioli.

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A nome del Governo, ha quindi parlato Patrizio Giacomo La Pietra, sottosegretario all’Agricoltura, dal quale sono arrivati «complimenti all’iniziativa. È importante l’ascolto, è tramite questo che la politica deve prendere decisioni. Siamo stati tra i primi a contrastare l’ideologia che voleva etichettare il vino come dannoso alla salute. Non dobbiamo avere paura ad aprire a nuovi mercati, il nostro è un Paese esportatore: rappresentiamo la qualità nel mondo, ma dobbiamo fare sì che le regole siano rispettate da tutti». Per il senatore Marco Silvestroni «le aree coinvolte in questo passaggio di consegne sono eccellenze assolute. Il confronto può inoltre arricchire ulteriormente». Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, ha sottolineato invece il pregio della «innovazione, anche in agricoltura. Il nostro vino ha il valore aggiunto di raccontare i territori, e il modo migliore per farlo è la sinergia», come nel caso del riconoscimento della Città italiana del vino. Ha parlato anche il senatore Giorgio Salvitti: «Gli obiettivi dello straordinario impegno di Città del Vino sono quelli del Ministero dell’Agricoltura, lavoriamo di fatto insieme, come una squadra. In questi anni – ha sottolineato – il governo ha deciso di investire nel settore primario somme importanti, e i risultati e i riscontri ci stanno dando ragione. Un titolo come la città italiana del vino aiuta a distribuire il turismo su tutta la Penisola».


Infine, Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene, ha affermato: «Abbiamo l’obbligo e la fortuna di valorizzare quello che la nostra storia ci ha regalato, il riconoscimento di Città Italiana del Vino va in questo senso. È una grande opportunità di crescita». Mentre Claudia Brugioni, assessore di Conegliano, Comune capofila della candidatura, ha aggiunto: «Ci collochiamo in un asse straordinario, che raccoglie tutto il bello che il Veneto può regalare. Ci saranno molte ricorrenze che ci permetteranno di onorare al meglio questo riconoscimento. Abbiamo, per esaltare questo progetto, cercato di unire molti partner. Il nostro dossier ha voluto i giovani al centro, perché riteniamo che sia nostra responsabilità trasferire a loro tradizioni e sguardo al futuro».
Pronti al via, dunque. Per quanto riguarda Conegliano Valdobbiadene, lo start avverrà nei tre giorni che vanno dal 27 febbraio al primo marzo prossimi con una serie di iniziative in alcuni dei centri vitivinicoli più rappresentativi della Marca Trevigiana. Si comincerà a Pieve di Soligo con un convegno (27 febbraio, ore 18, auditorium Moccia) sul tema “Il successo e il futuro del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore”. Sarà questo incontro a inaugurare la nuova Città italiana del vino del Nordest dopo, appunto, Duino Aurisina di quattro anni fa. Che era stata preceduta dalla piemontese Barolo e seguita dalla siciliana Menfi, mentre nel 2024 il titolo (con connotazione europea) era tornato nel Nordovest con Alto Piemonte e Gran Monferrato, per approdare l’anno scorso sui Castelli Romani. E, come abbiamo visto, da quest’anno la Città italiana del vino raddoppia, onorando una comunità del Nord e una del Sud. D’altra parte, il Belpaese è così esteso in lunghezza…

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In copertina e all’interno tre splendide immagini dei vigneti del Prosecco nella zona di Valdobbiadene, oltre al passaggio di consegne tra i Castelli Romani e le due nuove Città italiane del vino.

L’ultima uscita per Sapori del Carso: domenica si va al Parco del mito in Slovenia alla scoperta delle antiche storie tra suggestivi boschi di faggi e castagni

In chiusura delle escursioni per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 9 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 un’uscita nel “Mitski park – Parco del mito” di Rodik, in Slovenia. A poca distanza del confine di Pesek, vicino ad Hrpelje Kozina, una camminata tra boschi di faggi e castagni, in un suggestivo parco storico-archeologico. Il Mitski park – Parco del mito di Rodik presenta storie e leggende delle genti slave e protoslave che abitavano in queste terre, attraverso dei percorsi tematici nei boschi e delle sculture moderne inserite nel contesto naturale. Un percorso originale e stimolante, alla scoperta della mitologia e delle antiche storie di queste terre.


Una camminata di impegno moderato, lungo sentieri e sterrati. Percorso di 6,5 chilometri su un dislivello di 230 metri. Sono consigliate scarpe da escursione o con suole antiscivolo. Ritrovo alle ore 9.10, nel parcheggio vicino all’agriturismo di Pesek-Pese (a San Dorligo della Valle-Dolina); segue spostamento in auto fino a Rodik. Quote di partecipazione: adulti 12 euro; 6 i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it
Dopo l’uscita possibilità di pasti e spuntini di “Sapori del Carso” con i ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10%. Programma in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje). “Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dei prodotti e dell’enogastronomia locali, è realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia.

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In copertina, una “scultura” naturale nei boschi di Rodik; all’interno, opere d’arte nel Parco del mito.

Sapori del Carso, ecco quattro domeniche autunnali tra natura ed enogastronomia: si parte il 19 ottobre dal monte Cocusso in Slovenia

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, la cooperativa Curiosi di natura propone le domeniche mattina, dal 19 ottobre al 9 novembre, delle escursioni autunnali negli ambienti dei prodotti del Carso. L’iniziativa, intitolata “Piacevolmente Carso – Natura e gastronomia”, è realizzata in collaborazione con l’Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje, con la possibilità di pasti tipici dei “Sapori del Carso” con uno buono sconto del 10%. Nelle uscite, di medio impegno e per tutte le età, con le guide di Curiosi di natura si visiteranno quattro diverse zone del Carso, tra Trieste e la Slovenia: il Monte Cocusso a Basovizza, il Monte Cocco a Duino Aurisina, il Monte Orsario a Monrupino, e in Slovenia – a Hrpelje-Kozina (Erpelle-Cosina) – il Mitski Park – Parco del mito di Rodik.

S’inizia domenica 19 ottobre, dalle 9.30 alle 16, con un’escursione di medio impegno dal confine di Basovizza alla cima del monte Cocusso, in Slovenia. Un percorso nuovo, dai tratti affascinanti, su sentieri tra i boschi. Sosta per il pranzo, al sacco o in rifugio, e per godere del panorama sul Carso e l’Istria. Percorso di 5 km, su 250 metri di dislivello, con solo il tratto finale più impegnativo. Utili i bastoncini da escursione. Ritrovo alle 9.10 nel parcheggio nella parte italiana dell’ex valico confinario per Lipica. Quote di partecipazione: adulti 16 euro; 10 i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni. Le uscite domenicali successive saranno dalle 9.30 alle 13, con quote di partecipazione di 12 euro per gli adulti, 6 i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni.
Domenica 26 si andrà da Ceroglie al Monte Cocco: una camminata tra i boschi e la landa carsica, con scorci sul mare. Dal monte, tra rupi carsiche, grotte e resti di trincee, ampia vista sul Carso e le Alpi Giulie. Percorso di 7 km, su un dislivello di 200 metri. Ritrovo alle 9.10 al parcheggio del Campo sportivo di Visogliano, a Duino Aurisina.
Domenica 2 novembre la meta sarà, invece, il Monte Orsario: da Col, ai piedi della rocca di Monrupino, alla cima dell’Orsario, tra panorami sulla Slovenia e pittoreschi fenomeni carsici. Percorso di 6 km, con 150 metri di dislivello. Ritrovo alle ore 9.10 al cimitero di Col (bus 42 da Trieste).
Infine, domenica 9 novembre “Al Mitski Park – Parco del mito di Rodik”, in Slovenia: a poca distanza dal confine di Hrpelje-Kozina, una camminata di impegno moderato, tra boschi di faggi e castagni, in un suggestivo parco tematico archeologico. Percorso di 6,5 km, su un dislivello 230 m. Ritrovo alle ore 9.10, al valico confinario di Pese-Pesek.
Per le uscite sono consigliate scarpe da trekking. È richiesta la prenotazione. Informazioni e prenotazioni: www.curiosidinatura.it, curiosidinatura@gmail.com e al cell. 340.5569374 “Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dei prodotti e dell’enogastronomia locali, è realizzata dall’Sdgz-Ures (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia. Programma sul sito www.saporidelcarso.net

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In copertina e all’interno, immagini di escursioni sui monti Cocco e Cocusso.

Anche le Città del vino (con Radica) in Vaticano al Giubileo dei Governanti. E oggi quella di Nimis dà il via alle Notti

(g.l.) Anche le Città del vino sono state rappresentate al Giubileo di Governanti, le cui celebrazioni sono avvenute in Vaticano. In loro nome, nella Basilica di San Pietro, c’era infatti il presidente nazionale Angelo Radica, sindaco di Tollo, famoso centro vitivinicolo in Abruzzo. Per cui, idealmente, anche le Città del Friuli Venezia Giulia erano presenti all’importante cerimonia presieduta da Papa Leone XIV. E, quindi, anche quella storica di Nimis che oggi darà il via al programma estivo delle Notti del vino, fatto di 36 appuntamenti disseminati in tutta la regione, con due “uscite” anche in Slovenia, a Capodistria, e in Croazia, a Buje d’Istria.
Come ricordavamo ieri, sarà, dunque, il Comune di Nimis a inaugurare l’evento enoico dell’estate con le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, alla sua seconda edizione regionale e prima a livello nazionale. Appuntamento, pertanto, nel parco della Cantina I Comelli – che l’anno scorso aveva ospitato con grande successo la serata conclusiva – dove, alle 20, inizierà la serata che, dopo la cerimonia d’apertura presieduta dal coordinatore Fvg Tiziano Venturini e dal sindaco di Nimis Fabrizio Mattiuzza, sarà accompagnata da musica internazionale per chitarra acustica e voce a cura del gruppo Livin’Motion.
Alla prima festa dell’enoturismo regionale saranno presenti ben 17 produttori di Ramandolo Docg, il vino più pregiato e rappresentativo del territorio nei Comuni di Nimis e Tarcento. E, allora, ricordiamoli: Ad Coos, Ca’ Felice, Dario Coos srl, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Ronco dei Frassini, Micossi, Nimissutti, Roncaia, Valleombrosa, Anna Berra, Bressani Giuseppe, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo, Cosettini, Ronc deVal e Borgo Romanzo. Inoltre, saranno presenti tre ristoranti, nove artigiani del gusto con proposte di prodotti tipici friulani e la distilleria Giacomo Ceschia, che è la più antica del Friuli essendo stata fondata nel 1886. Il costo della serata è di 35 euro. Gradita la prenotazione al numero 338.2161921.
Le Notti del Vino, come è noto, sono organizzate fino al 12 settembre con 36 date dai Comuni aderenti al Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino e godono del patrocinio del Consiglio regionale Fvg. In collaborazione con Io sono Friuli Venezia Giulia, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – Comitato del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg ed Ert Fvg. Sponsor Banca 360 Fvg.

La Notte del vino 2024 a Nimis.

LE DATE – Nimis oggi, 23 giugno, con la serata inaugurale degli eventi; Corno di Rosazzo 28 giugno; Dolegna del Collio 2 luglio; Cormons 4 luglio; Sequals 4 luglio; Cervignano del Friuli 5 luglio; Codroipo 5 luglio; Muggia/Milje e Koper/Capodistria 11 luglio; Casarsa Della Delizia 16 luglio; Manzano 17 luglio; Monrupino/Repentabor 24 luglio; Sesto al Reghena 24 luglio; Povoletto 25 luglio; Premariacco 25 luglio; Aquileia 25-26 luglio; Palazzolo dello Stella 26 luglio; Ronchi dei Legionari 26 luglio; Torreano 29 luglio; San Giorgio della Richinvelda 1 agosto; Pocenia 2 agosto; Prepotto e Dolegna del Collio 3 agosto; Latisana 5 agosto; Gradisca d’Isonzo 6 agosto; Latisana 7 agosto; San Giovanni al Natisone 7 agosto; San Vito al Tagliamento 8 agosto; Camino al Tagliamento 8 agosto; Duino Aurisina/Devin Nabrežina 8 agosto; Buje/Buie d’Istria 9 agosto; Bertiolo 10 agosto; Sgonico/Zgonik 20 agosto; Buttrio 21 agosto; San Dorligo Della Valle Dolina 23 agosto; San Quirino 30 agosto; Chiopris Viscone 12 settembre.

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In copertina, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica nella Basilica di San Pietro a Roma.

Riecco Cantine Aperte anche in Fvg tra sapori e tradizioni che s’incroceranno con l’EnoSatira senza confini di Go!2025

Come ad ogni edizione, sono attesi in migliaia da tutta la regione, ma anche da Veneto, Lombardia, dal resto d’Italia, così come da Austria e Slovenia. Tantissimi appassionati che, in un solo weekend, hanno deciso di esplorare le variopinte sfaccettature dell’universo del vino. Degustazioni, storie, culture e tradizioni secolari, ma anche luoghi incantevoli e paesaggi mozzafiato da visitare così come passioni da ascoltare e riscoprire.
Torna, domani e domenica, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Parliamo di Cantine Aperte, l’evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino che anche in Friuli Venezia Giulia aprirà le porte, per la 32maa volta, di un’ottantina di cantine aderenti, consentendo ad appassionati e curiosi un’immersione sensoriale a 360 gradi attorno al mondo del vino.


«Oltre trent’anni fa, la prima edizione di Cantine Aperte – racconta la presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga – non si parlava ancora di enoturismo e il Movimento è stato il primo a creare un evento di questo genere e importanza, invitando le persone nelle cantine, diventate nel tempo non solo luoghi produttivi, ma centri di cultura e ospitalità. Un ringraziamento speciale, dunque, va alle cantine associate e ai vignaioli che hanno creduto, e continuano a credere, in questa filosofia e che hanno ancora una volta deciso di accogliere in modo caloroso gli enoappassionati per raccontare i propri vini, la loro storia e le loro esperienze. Quest’anno, inoltre – prosegue Felluga – Cantine Aperte si sposa anche con il percorso transfrontaliero di EnoSatira, un itinerario curioso e originale, tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, per celebrare i 25 anni del concorso internazionale Spirito di Vino nell’anno di Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura. Il mio sentito ringraziamento – conclude – va infine allo staff del Movimento Turismo del Vino Fvg che ha contribuito a questa manifestazione, alla Regione Friuli Venezia Giulia che da 25 anni crede in questo progetto, e a tutti gli altri sponsor istituzionali e tecnici».

Elda Felluga

Le proposte – In tutte le cantine del Friuli Venezia Giulia che apriranno le loro porte per Cantine Aperte dalle 10 alle 18, il visitatore avrà solo l’imbarazzo della scelta su quale esperienza vivere. Dal “Piatto Cantine Aperte” alla musica, dalle verticali di vino alle degustazioni classiche, dallo yoga in vigna alle degustazioni d’olio, dai laboratori di orchidee agli assaggi di vini d’annata o di edizioni limitate che verranno proposte appositamente in questa occasione. Non mancherà ovviamente uno degli appuntamenti più apprezzati, quello con “A Tavola con il Vignaiolo”, 15 occasioni, tra cene (24 maggio) e pranzi (25 maggio) su prenotazione, in cui vini eccellenti del territorio, raccontati dagli stessi vignaioli, saranno abbinati a prelibati menù in un’atmosfera conviviale e unica. Per chi deciderà di godersi appieno il weekend, inoltre, ci sarà anche la possibilità di pernottare nelle cantine del Buon Dormire e risvegliarsi immersi tra vigneti e colline. Per chi sceglierà il binomio vino e arte, potrà anche decidere di ripercorrere il filo conduttore che lega le cantine di “Enosatira”. Un viaggio in cui la satira delle vignette realizzate da disegnatori di tutto il mondo ed esposte in una quindicina di “Stanze del Vino” tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia diventa il collante per un itinerario alla scoperta dei sapori e del territorio, con ironia e curiosità.

Il kit – Immancabile l’elemento distintivo di Cantine Aperte, ovvero il kit composto da tracolla, calice, mappa e wine pass, che si potrà acquistare direttamente nelle cantine. Grazie al kit sarà possibile degustare il calice di benvenuto in tutte le 77 realtà aderenti. Ma non solo, perché parte dell’offerta sarà devoluta ad associazioni benefiche del territorio che saranno presenti nella maggior parte delle cantine proprio per vendere i kit e raccontare, al contempo, il proprio impegno.

La mappa – Per costruire il proprio percorso, il Movimento Turismo del Vino ha predisposto anche un’apposita mappa in cui trovare non solo l’elenco di tutte le cantine aderenti nelle quattro province della regione, ognuna con un QR code che rimanda alle iniziative organizzate nella due giorni, ma anche una cartina con cui potersi costruire un proprio personale itinerario del gusto. Ben 51 le cantine aperte nella provincia di Udine, 17 in quella di Gorizia, 8 a Pordenone e 1 a Trieste. Per vivere al meglio l’esperienza, la prenotazione è vivamente consigliata. Tutti i dettagli e le informazioni necessarie sono reperibili al sito www.cantineaperte.info

Cantine Aperte in Fvg 2025 è stato reso possibile grazie al contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg, Civibank – Gruppo Sparkasse, Palmanova Village, Acqua Dolomia, Qb Magazine, Radio Punto Zero e BlueDigit.

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In copertina e all’interno tre immagini d’archivio di Cantine Aperte Fvg.

Grande successo a Gorizia per Eno(Satira) il primo festival dell’umorismo legato al vino. Ma ora il viaggio dell’ironia continuerà

«Dentro ogni bicchiere c’è la storia di ognuno di noi, della nostra terra e delle nostre tradizioni e in questo viaggio la satira può rappresentare un potente collante alla scoperta di sapori, paesaggi e storie come tessere di un variopinto mosaico». Con queste parole, Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia, ha aperto a palazzo Lantieri, a Gorizia, il primo Festival mondiale dell’Eno(Satira), un evento unico nel suo genere, che l’associazione ha deciso di portare sul palcoscenico urbano per far incontrare vino e ironia, raccontando la cultura enologica in modo accessibile, emozionante e coinvolgente, valorizzando il patrimonio vitivinicolo e culturale dell’area transfrontaliera e puntando su un linguaggio trasversale e potente come quello della satira.

Il convegno – La giornata è iniziata al mattino a palazzo Lantieri con il convegno “Enoturismo con Spirito: La terra, il vino, la satira”, che ha visto la partecipazione di esperti, giornalisti e rappresentanti del Movimento Turismo del Vino. Allo stesso tavolo, moderati da Elda Felluga e dopo i saluti dell’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Oreti, e della coordinatrice di Capitale europea della Cultura Go!2025, Patrizia Artico, erano seduti il giornalista e scrittore Carlo Cambi, il direttore della rivista del Touring, Silvestro Serra, e la presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, Violante Gardini Cinelli Colombini, che ha ricordato come il Friuli Venezia Giulia sia «la regione con il maggior numero di soci in Italia e che fa del vino un mercato solido». Assieme a loro anche il presidente della giuria del concorso “Spirito di Vino” Alfio Krancic e il giurato Valerio Marini, i quali hanno ricordato i “25 anni insieme al concorso Spirito di Vino e l’importanza della satira nel raccontare realtà anche scomode”, oltre al giovane vignettista Mattia De Luca.
Al centro degli interventi l’importanza dell’enoturismo e la capacità di percorrere strade insolite per avvicinare i turisti al territorio a partire proprio dalle esperienze nelle aziende vitivinicole. E in questo senso, la “satira – ha raccontato Cambi – restituisce al vino quella ludica sensazione del rapporto con il reale. Il motivo del successo del turismo del vino – ha proseguito – risiede nel fatto che i luoghi non esistono in sé, ma in base a come li percepiamo e le testimonianze del luogo vanno lubrificate con la condivisione di valori e dell’apprezzamento della fatica”. E proprio i turisti, anche in queste terre, non si limitano più solo ad assaggiare, ma vogliono soggiornare, parlare, conoscere. Da qui, come ha ricordato Silvestro Serra, l’importanza di «rendere i vignaioli veri e propri ambassador del territorio, trasformando le cantine in centri di accoglienza turistica».

La giornata – Al termine del convegno il via, in piazza Sant’Antonio, alla masterclass “Il gusto in 4 calici live art & wine experience”, una degustazione guidata, moderata dal giornalista Stefano Cosma, alla scoperta di quattro vini selezionati e abbinamento, assieme ai racconti dei vignaioli, i vignettisti hanno realizzato illustrazioni dal vivo, creando un connubio unico tra arte e vino. Sempre nella stessa piazza, fino a sera, invece, le “Degustazioni a doppio sorso”, un modo per entrare nel vivo del Festival con 18 produttori di vino provenienti da Friuli Venezia Giulia, dall’intero Stivale e dalla Slovenia e durante le quali gli artisti hanno personalizzato calici e bottiglie con illustrazioni dal vivo. E, ancora, prima del grande brindisi finale in piazza, il Bus dell’Eno(Satira), un insolito e affascinante itinerario, tra Italia e Slovenia, alla scoperta di cantine iconiche e le Stanze di Spirito di Vino che ha unito da 25 anni a questa parte la satira al vino.

E ora? Il viaggio di Eno(Satira) non si chiude qui. All’interno del più ampio progetto transfrontaliero finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Fondo per piccoli progetti Go! 2025 del Programma Interreg VI-A ItaliaSlovenia 2021-2027, gestito dal Gect Go, la manifestazione proseguirà infatti continuando a portare arte, vino e ironia anche in diverse altre cantine del territorio e in altri luoghi simbolo della regione e della Slovenia.

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In copertina e all’interno immagini del convegno e della masterclass con il coordinamento di Elda Felluga presidente del Movimento turismo del vino Fvg.

“Vinibuoni d’Italia” arriva a Nova Gorica: questa sera premi e degustazioni nelle storiche cantine della Castagnevizza

Per la prima volta “Vinibuoni d’Italia”, la Guida del Touring Club Italiano dedicata ai vini da vitigni autoctoni italiani, arriva a Gorizia, anzi a Nova Gorica. Per oggi è annunciata, infatti, la presentazione dell’edizione 2025, in programma alle 17 nella sala al piano terra del Convento Francescano della Castagnevizza. Durante l’evento, che avviene nell’ambito del ricco cartellone della Capitale Europea della Cultura 2025, è prevista anche la consegna dei diplomi Ecofriendly e dei diplomi Top 300, nonché delle Corone, il massimo riconoscimento assegnato dalla Guida, ai produttori che non hanno potuto partecipare alle due presentazioni nazionali. Per l’occasione saranno presenti Mario Busso, curatore nazionale, Ada Regina Freire e Cristina Burcheri, coordinatrici del Friuli Venezia Giulia, e Stefano Cosma, coordinatore dell’Istria croata e della Slovenia.

A seguire, alle 18, si potranno degustare i vini premiati, nelle cantine seicentesche del Convento, restaurate con il progetto “Vina prijateljstva & miru”, finanziato con i fondi SPF Interreg Italia-Slovenija: l’iniziativa di promozione e valorizzazione dei vini di un territorio transfrontaliero unico, organizzata dall’Associazione dei Cavalieri dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa, della quale fanno parte le aziende produttrici dei vini Cru provenienti dai vigneti sloveni del Brda e della Vipavska Dolina (la valle del Vipacco), che erano stati classificati “in riguardo alla loro bontà” nel lontano 1787, assieme a quelli italiani prodotti nelle zone Collio, Aquileia e Colli orientali, già appartenenti alla vasta Contea di Gorizia e Gradisca.

Una location suggestiva dove scoprire vini speciali, abbinati ad altrettanti prodotti d’eccellenza, ai salumi Levoni e Grana Padano Dop. La Guida “Vinibuoni d’Italia”, edita dal Touring Club, è unica nel panorama italiano e internazionale perché è la sola dedicata ai vini da vitigni autoctoni, cioè a quei vini prodotti (in purezza o in blend) da vitigni che sono presenti nella Penisola da oltre 300 anni. Si basa su un processo di selezione eccezionale per impegno e per trasparenza, infatti, collaborano oltre 100 degustatori riuniti in 23 commissioni di lavoro che operano nella loro regione di competenza. Dal 2010 la Guida ha una sezione dedicata ai vini autoctoni anche dell’Istria croata e da cinque anni pure quelli del vicino Brda sloveno.

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In copertina, festa con degustazioni e premiazioni nelle storiche cantine in una manifestazione di qualche mese fa.

Enoturismo, la satira nella storia delle cantine di Friuli Venezia Giulia e Slovenia: primo appuntamento a Buttrio

Che il Friuli Venezia Giulia sia una terra di grandi vini è ormai risaputo, così come sono sempre più gli enoturisti che decidono di visitare la nostra regione scoprendo storie, paesaggi, sapori e culture che rendono questo territorio unico. Ne sa qualcosa il Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia che da oltre 30 anni è punto di riferimento del turismo vitivinicolo regionale anche grazie al concorso Spirito di Vino, la cui 25ma edizione si è appena conclusa con la bella cerimonia di Gorizia.


Cantina d’Attimis Maniago – Sulla scia di questa lunga storia di successi, Mtv Fvg ora è pronto a “varcare” i confini regionali proprio nell’anno in cui Nova Gorica e Gorizia sono state scelte come prima Capitale europea transfrontaliera della Cultura. Da qui la partenza di un nuovo viaggio, chiamato (Eno)Satira, che da domani, 21 febbraio, nella Cantina Conte d’Attimis Maniago, a Buttrio, si dipanerà lungo una quindicina di storiche aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia e della Slovenia. Fil rouge di questo percorso, dopo le quattro anteprime dello scorso anno, sarà proprio la satira. In ogni cantina, infatti, verrà inaugurata la “Stanza Spirito di Vino”, una speciale galleria con esposte le vignette finaliste del concorso dal 2000 al 2025.
La presidente – «L’idea – spiega la presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, Elda Felluga – è di creare un itinerario enoturistico che abbini cultura, storia e grandi vini di questa regione e della vicina Slovenia. La satira, dunque, diventa il collante per un viaggio alla scoperta dei sapori e del territorio, con ironia e curiosità».


L’itinerario – Il percorso transfrontaliero di (Eno)Satira toccherà una quindicina di cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino Fvg. Dopo le anteprime dello scorso anno, con l’inaugurazione a palazzo Lantieri a Vipava, in Slovenia, e poi a I Magredi di Domanins (Pordenone), Ferrin di Camino al Tagliamento (Udine) e Tenuta Borgo Conventi di Farra d’Isonzo (Gorizia), la prossima tappa è appunto per domani nella Cantina d’Attimis Maniago a Buttrio. Qui, alle 17.30, sarà inaugurata la sala esposizione di Spirito di Vino e ci sarà una visita guidata con degustazione offerta a tutti. Da Buttrio ci si sposterà poi il 5 marzo da Galliussi a Cividale (Udine), il 12 marzo da Villa Russiz di Capriva (Gorizia), il 13 marzo da Vina Kodre a Vipava (Slovenia), il 19 marzo da The Doktor a Nova Gorica (Slovenia), il 26 marzo da Subida di Monte di Cormons (Gorizia), il 28 marzo da Burja Estate a Podnanos (Slovenia), il 2 aprile da Humar a Valerisce (Gorizia), l’11 aprile da Venica & Venica di Dolegna del Collio (Gorizia) e il 12 aprile da Livio Felluga a Rosazzo di Manzano (Udine).
Il gran finale – Questo articolato percorso culminerà il 26 e 27 aprile in piazza Sant’Antonio a Gorizia per il primo Festival transfrontaliero (Eno)Satira. Una due giorni ricca di appuntamenti, curiosità, grandi ospiti, maestri vignettisti e anteprime il cui programma verrà svelato a breve.

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In copertina e all’interno la presidente Elda Felluga durante le anteprime 2024.

E ora anche Capodistria nella “famiglia” delle Città del vino italiane: Radica e Venturini annunciano grandi progetti

(g.l.) Dopo la Croazia – con Buje d’Istria, Grisignana e Verteneglio – anche la Slovenia entra nella grande “famiglia” dell’Associazione nazionale Città del Vino grazie all’azione promozionale svolta dalla foltissima rappresentanza dei Friuli Venezia Giulia che conta ben 39 Comuni ad alta vocazione vitivinicola e sei Pro Loco. Con un’adesione “storica”, Capodistria/Koper è, infatti, il primo Comune della vicina Repubblica ad associarsi alla rete di Comuni e di enti territoriali dello Stivale italiano.
Nella splendida cittadina sulle rive del mare Adriatico, il presidente nazionale delle Città del Vino, Angelo Radica, e il vice nonché coordinatore delle Città Fvg, Tiziano Venturini, sono stati accolti dal sindaco Aleš Bržan in Municipio. Presente anche la vice Mateja Hrvatin Kozlovič che ha seguito in prima persona il procedimento di adesione, nonché amministratori sia sloveni che italiani, a partire dai rappresentanti del coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Preziosa anche la collaborazione del console generale d’Italia a Capodistria, Giovanni Coviello. Dopo la firma del documento di adesione, al primo cittadino di Capodistria sono state consegnate la bandiera e la spilla delle Città del Vino. A seguire un gradito momento conviviale a base di prodotti tipici nel centro storico già addobbato con le luci natalizie.

La consegna della bandiera Cdv a Koper.


«Accogliamo con grande piacere – ha commentato il presidente Radica – Capodistria nella nostra Associazione, pronti a collaborare in tanti e interessanti progetti con al centro, come sempre, coltura e cultura del vino. Questa adesione rientra nel quadro del grande lavoro fatto dal nostro Coordinamento del Friuli Venezia Giulia in questi anni, a partire da Duino Aurisina/Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022 fino al Concorso enologico internazionale Città del Vino ospitato quest’anno a Gorizia nel quadro delle tappe di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica-Gorizia Capitale europea delle cultura. Si sta sviluppando un dialogo transfrontaliero estremamente proficuo e che coinvolgerà sempre più Italia, attraverso proprio il Friuli Venezia Giulia, Slovenia con Capodistria e anche la Croazia, visto che pure i Comuni di Buje d’Istria, Grisignana e Verteneglio sono nostri associati».
«Grazie al sindaco e al Comune di Capodistria/Koper per la straordinaria accoglienza – ha aggiunto il vicepresidente Venturini -: abbiamo percepito da parte loro un grande entusiasmo. Questa adesione ci consegna buone prospettive per future collaborazioni e per ampliare ulteriormente il numero di Comuni aderenti alle Città del Vino, anche oltreconfine. Sicuramente coinvolgeremo i nostri amici della Slovenia nei prossimi progetti che porteremo avanti in Friuli Venezia Giulia nel corso del 2025». Insomma, una grande “famiglia” che cresce anche nei Paesi confinanti, o quasi, con interessantissime prospettive di collaborazione a vantaggio delle prestigiose produzioni vitivinicole di queste realtà contermini.

Il  bellissimo palazzo municipale.

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In copertina, particolare di una storica cantina a Capodistria. (Foto da Visit Koper)