Confagricoltura Fvg apre alle Comunità energetiche rinnovabili: martedì un webinar per approfondire per le tematiche ambientali ed economiche

Da sempre impegnata nella crescita e nello sviluppo delle aziende agricole, Confagricoltura Fvg punta sull’innovazione per rafforzare la sostenibilità ambientale ed economica del settore primario. In quest’ottica nasce ConfagriCER, un progetto che si aggiunge alle 30 già attive in regione, che utilizza le opportunità offerte dalla normativa sulle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e che si configura come una cooperativa aperta alle imprese agricole associate. Se ne parlerà nel webinar organizzato da Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl, in collaborazione con l’Ordine degli Agronomi e Forestali Fvg e con il Collegio dei Periti Agrari Fvg, nell’ambito dell’assistenza specialistica Sissar, martedì 14 ottobre, alle ore 16. Sono previsti gli interventi di Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura Fvg; Roberta Papili, responsabile Clima Energia di Confagricoltura, e l’esperto Marco Pezzaglia.
ConfagriCER ha l’obiettivo di promuovere la condivisione di energia tra le aziende agricole, incentivando l’autoconsumo diffuso e favorendo la sostenibilità economica e ambientale. Le imprese aderenti potranno condividere l’energia rinnovabile generata da nuovi impianti per il consumo locale, con possibilità di venderla. La cooperativa si pone, quindi, come uno strumento per ottimizzare le risorse e ridurre i costi energetici aziendali, contribuendo attivamente alla transizione ecologica del settore. Gli interessati possono partecipare inviando una mail a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it o telefonando allo 0432.507013.

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In copertina, pannelli energetici in un’azienda agricola friulana.

Confagricoltura Fvg è preoccupata per l’accordo Ue-Mercosur: molto penalizzate zootecnia e cerealicoltura

Confagricoltura ha appreso con disappunto la notizia dell’accordo Ue-Mercosur (che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) al quale si è sempre opposta fermamente per i rischi che comporta per gran parte del settore primario e per i consumatori italiani.
«L’intesa non garantisce equità e reciprocità nei rapporti, né protezione per il nostro modello agricolo – è il pensiero di Confagricoltura Fvg –. Comprendiamo la necessità di approfondire le relazioni commerciali internazionali, ma questo non deve avvenire a discapito degli agricoltori europei e delle nostre produzioni».
«Le preoccupazioni principali riguardano l’impatto derivante da una maggiore apertura alle importazioni di prodotti agroalimentari dal Mercosur, in particolare carni bovine, pollame, riso, mais e zucchero – spiega il presidente regionale di Confagricoltura, Philip Thurn Valsassina -. Pur presentando potenziali vantaggi per alcuni settori industriali, l’intesa è altamente penalizzante per le produzioni europee e italiane in termini di concorrenza e sicurezza alimentare. Inoltre, permangono forti dubbi sulla garanzia degli stessi standard di sicurezza alimentare a tutela dei consumatori e stesse regole del lavoro, di sostenibilità e di competitività, a tutela di lavoratori e imprese».
Per questo, Confagricoltura, in linea con il Copa-Cogeca, attende di valutare con attenzione i termini dell’accordo per capire se sarà stato inserito il tema della reciprocità che deve essere alla base dell’intesa.

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In copertina, la presidente Ursula von der Leyen con i rappresentanti del Mercosur.

Quaderni di Agricoltura, protagonisti i giovani nel nuovo libro di Filiputti

Il settore primario e l’impresa agricola friulane viste attraverso la lente del futuro, della sostenibilità e dei giovani. Nuove sfide, opportunità e decisioni sono al centro del terzo volume della collana “Quaderni di Agricoltura”, iniziativa promossa e supportata dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine nell’ambito dell’animazione economica, libro interattivo, poiché composto di una parte cartacea e approfondimenti web su quadernidiagricoltura.it, che va a scandagliare di anno in anno un punto di vista diverso sul settore che rappresenta tanto una delle tradizioni più classiche quanto uno sviluppo nell’innovazione tra i più originali e significativi.
“Quaderni di agricoltura”, realizzato da Tundra Studio ed edito da Vinibuoni Biblioteca, ospita numerose interviste da cui questo sguardo sul futuro emerge in modo lampante. Si parla di produzioni tradizionali e di nicchia, dal tartufo di Muzzana alla brovada, dallo zafferano al “craut garp” agli ulivi, fino alle vere e proprie novità, di prodotto – come per esempio la spirulina – e di processi di coltivazione e commercializzazione, come un’azienda pordenonese che produce insalatina e basilico risparmiando il 98% di acqua e suolo, senza utilizzo di pesticidi, o ancora come idee nuove per andare sul mercato, come le esperienze di rete di “Alc di Bon” o ancora il network tra produttori locali e operatori della ristorazione creato da Soplaya.
Come precisa Filiputti, i giovani agricoltori hanno capito bene i cambiamenti, non solo climatici, in atto, hanno assimilato fin da piccoli l’innovazione e pensato tecnologie che lavorano di pari passo con la tutela ambientale, mettendo in atto una vera e propria rivoluzione in termini di approccio all’impresa, di vocazione e mentalità imprenditoriale.
«Walter Filiputti, con il racconto che si dipana in queste pagine, è sempre bravissimo – ha commentato il presidente Giovanni Da Pozzo durante la presentazione del volume che ha visto la presenza anche dell’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini –: sa accompagnarci per mano, attraverso la sua voce originale e coinvolgente, in storie davvero interessanti. E Walter Filiputti è uno che nei giovani crede, che nei giovani e nel loro talento investe e l’ha sempre fatto, con sensibilità, entusiasmo e curiosità. Le storie che ci racconta sono storie di vita e di vitalità del nostro sistema economico. Scorrete queste pagine, guardate (e ascoltate) le belle interviste che, sul web, corredano questa edizione cartacea, e scoprirete delle vere meraviglie del nostro Friuli produttivo, esperienze che ci scorteranno in questa transizione necessaria verso un nuovo modo di fare impresa, un nuovo modo di vivere l’economia e lo sviluppo, ormai imprescindibilmente legato alla tutela dell’ambiente: da loro abbiamo da imparare e siamo felici siano realtà come queste ad anticiparci gli sviluppi dei prossimi anni sul nostro territorio».

Il libro si può trovare nelle librerie di Udine e del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, il nuovo volume che si aggiunge agli altri due della collana.

 

Piano di sviluppo rurale Fvg, a Udine via ai lavori programmatici del Tavolo verde

L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha aperto ieri a Udine il Tavolo verde per illustrare il cronoprogramma dei bandi a valere sul Piano di sviluppo rurale per il 2022. Molte le novità annunciate dall’esponente della Giunta Fedriga, tra cui una modifica ai bandi per il sostegno all’imprenditoria agricola giovanile in montagna, dove sarà eliminata la voce attrezzature e la materia forestale per evitare un utilizzo improprio del bando rispetto ad altri canali contributivi esistenti. Zannier – come informa Arc – ha poi annunciato ulteriori 2 milioni di euro sulla legge regionale per l’acquisto di attrezzature e una norma a sostegno di nuovi impianti arborei per estendere la frutticoltura.
Entrando nel dettaglio della programmazione Psr, il titolare del settore primario ha dato conto di tavoli di lavoro costanti tra la Direzione centrale della Regione Fvg e il Ministero di via XX Settembre sia sulla programmazione 14-20 (che è stata estesa di due anni, fino al 2022, a causa della pandemia) sia sulla nuova programmazione che afferisce al quadriennio 23-27. Per il biennio 21-22 al Friuli Venezia Giulia sono stati destinati 92 milioni di euro di fondi ordinari, integrati con 14 milioni di euro da fondi legati alla ripresa dalla pandemia (fondi Euri). Il piano è stato approvato dall’Unione Europea a settembre, includendo il nuovo intervento sul miglioramento dell’uso e della gestione delle risorse idriche da parte delle aziende agricole (valore 2,5 milioni di euro, in scadenza il 7 febbraio).
Il prossimo avviso in pubblicazione è il bando annuale per l’insediamento di giovani agricoltori (sarà aperto dal 1° gennaio al 30 giugno) ed avrà una dotazione di 3,4 milioni di euro. Il bando per interventi agro-climatico-ambientali aprirà a marzo 2022 e scadrà il 15 maggio 2022 con una dotazione di 12,6 milioni; il bando agricoltura biologica avrà le stesse tempistiche e una dotazione di 7,4 milioni. L’avviso “Indennità Natura2000” (apertura a marzo 2022 e scadenza 15 maggio 2022) avrà una dotazione di 800 mila euro, mentre il bando di indennità a favore degli agricoltori della zona montana, con le stesse scadenze temporali, avrà 7,5 milioni di euro di dotazione.
Il bando per investimenti nella trasformazione, commercializzazione e sviluppo di prodotti agricoli avrà invece una dotazione di 4,3 milioni di euro, sarà pubblicato a maggio e avrà scadenza a fine settembre. Il sostegno a investimenti nella creazione di energie rinnovabili potrà contare su 600 mila euro di finanziamenti e sarà aperto tra luglio e settembre 2022. Saranno riattivati il fondo di rotazione Feasr con 6,55 milioni, il bando imboschimento e creazione aree boscate a pioppicoltura con 2,235 milioni di euro, l’aiuto all’avviamento di imprese extra agricole nelle zone rurali per poco più di un milione di euro. Infine, il bando per investimenti in macchinari e attrezzature sostenibili avrà una dotazione di 3,7 milioni, sarà aperto a dicembre e scadrà a marzo 2023. Le tempistiche sono provvisorie e saranno coordinate con i termini dei bandi previsti all’interno del Pnrr. A questi bandi a valere sul Psr si aggiungono i bandi del Gal, ovvero le strategie di sviluppo locale, per le aree interne e montane.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

Anche in Fvg è al via il Censimento, settima “fotografia” dell’agricoltura

Anche in Friuli Venezia Giulia è al via il settimo Censimento generale dell’agricoltura che servirà a capire come sta cambiando il settore primario anche in considerazione dell’emergenza Covid e al suo impatto sull’economia italiana, raccogliendo i dati indispensabili alle future politiche di sviluppo di un comparto strategico per gli approvvigionamenti alle famiglie, per l’export e per la sovranità alimentare del Paese. Ad annunciarlo è “Il Punto Coldiretti” con riferimento proprio alla rilevazione decennale sulle imprese agricole, le quali per la prima volta potranno rivolgersi ai Centri di assistenza agricola per la compilazione dei questionari Istat in formato esclusivamente digitale.
Tale assistenza è un ulteriore esempio di attività di affiancamento delle imprese che la legge assegna ai Caa in un’ottica di semplificazione dei rapporti con la Pubblica amministrazione e di supporto per gli adempimenti burocratici. Grazie ad una profonda conoscenza della realtà agricola, i Caa Coldiretti potranno contribuire, svolgendo le interviste che costruiscono il Censimento, a realizzare una fedele “fotografia” – e sarà, appunto, la settima – del patrimonio agroalimentare del Paese. I dati richiesti serviranno per conoscere le caratteristiche generali delle aziende agricole italiane, l’utilizzo dei terreni, la consistenza degli allevamenti, la forza lavoro utilizzata ed eventuali attività connesse. La rilevazione è prevista dalle norme europee.
Il Censimento dovrà concludersi entro il 30 giugno prossimo ma, tenuto conto delle restrizioni dovute alla pandemia, tempi e modalità delle rilevazioni dovranno essere previamente concordati dagli imprenditori con gli operatori dei Caa. Per tutte le informazioni ci si può rivolgere alle sedi dei Caa Coldiretti del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, produzione di susine in Friuli: immagine che ci fa già pensare alla prossima estate.

Quasi 5 milioni di euro dalla Regione Fvg a sostegno delle produzioni agricole

Salgono a quasi 5 milioni di euro i fondi destinati dalla Regione Fvg a favore del settore primario, relativamente agli investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli. Su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, l’esecutivo regionale ha infatti deciso di incrementare – come riferisce una nota Arc – di oltre un milione e 732 mila euro la dotazione finanziaria del bando del Piano di sviluppo rurale (Psr). “Il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – risente dell’assenza delle strutture di trasformazione dei prodotti, che per la gran parte avviene in altre realtà, dove tali impianti sono presenti da tempo. Questa lacuna – aggiunge – ha finora trasferito gli introiti derivanti dall’ultima fase della filiera agricola in altre regioni, privando inoltre gli operatori agricoli dei relativi ulteriori ricavi”.
Accanto a ciò, insiste Zannier, “occorre considerare che nel paniere dei prodotti realizzati sulla nostra terra ve ne sono alcuni caratterizzati da un elevato potenziale di penetrazione nei mercati, su quello nazionale come in quelli esteri, ma che finora non sono stati valorizzati. Pertanto – conclude l’assessore -, la Regione intende favorire lo sviluppo dei prodotti agricoli secondo le aspettative dei consumatori e le possibilità di crescita, ma anche la loro commercializzazione”.
La somma reperita dalla Amministrazione regionale per poter finanziare il maggior numero di progetti presentati sul bando “Tipologia di interventi 4.2.1 – investimenti per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo di prodotti agricoli”, è stata ricavata da economie sui bandi attinenti altre tipologie di intervento del Psr rispetto alle quali era stato presentato un numero di domande inferiore rispetto alla dotazione finanziaria disponibile. Come detto, il bando con la nuova assegnazione di fondi è ora dotato complessivamente di quasi 5 milioni di euro.

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In copertina, l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

 

Agricoltura e ripresa del Covid: l’assessore Zannier convoca le categorie

“Un confronto immediato e sistematico con le categorie del mondo agricolo era la scelta di metodo più corretta ed efficace per affrontare le gravi incertezze prospettate dalla recrudescenza Covid e dai suoi inevitabili contraccolpi sul bilancio regionale”. E’ il concetto con il quale l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha convocato una videoconferenza con le associazioni di categoria e con il Cluster agroalimentare del Friuli Venezia Giulia per avviare un percorso di consultazione in vista della stesura della prossima legge regionale di stabilità per quanto concerne il settore primario. “Siamo di fronte a uno scenario finanziario reso incerto dalla pandemia, per effetto della quale – ha spiegato Zannier – dobbiamo osservare la linea di preservare le poste obbligatorie e i servizi essenziali di settore”.
Ricordando che in assestamento di bilancio regionale il settore agricolo ha ottenuto risorse fresche pari a 6 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione, l’assessore ha stimato, come si legge in una nota Arc, uno scostamento previsionale di partenza sul 2021 decisamente consistente. “E’ bene prepararsi al quadro peggiore – ha aggiunto l’assessore rivolto alle categorie – per costruire le previsioni sul profilo più realistico e beneficiare al meglio poi di tutte le eventuali risorse e situazioni migliorative, evitando premesse sbagliate in fase di avvio”. Zannier ha anche evidenziato “la totale incertezza delle prospettive del Programma di sviluppo rurale in chiusura nel 2020, di cui non si conosce né l’entità della proroga (uno o due anni) né il percorso di scrittura per la nuova programmazione, che – ha aggiunto l’assessore – vorrei delineare con le categorie prima possibile”.
Nel corso della videoconferenza l’assessore ha condiviso con i soggetti del mondo agricolo il principio guida di semplificare il più possibile i procedimenti finalizzati all’ottenimento delle risorse pubbliche, puntando su poche misure ma molto incisive. Tra gli altri spunti, i ristori nazionali per i danni della cimice asiatica, per i quali il Friuli Venezia Giulia, come ha riferito l’assessore, ha ottenuto dallo Stato il massimo riparto possibile, pari a 3,6 milioni di euro suddivisi su tre annualità. L’assessore, le categorie e il Cluster agricoltura hanno convenuto di proseguire il confronto con cadenza quindicinale.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

 

Consorzio agrario Fvg: Ermacora tira le somme (+5 milioni) e lascia

di Gi Elle

«In nove anni di mandato abbiamo messo a segno diverse operazioni strategiche. Ora è il momento di lasciare spazio ad altri»: Dario Ermacora non ha dubbi, fa un bilancio, di grandi soddisfazioni, del suo lungo impegno alla guida del Consorzio agrario Fvg e tira le conclusioni, ritenendo che si giunta l’ora di cedere il testimone ad altri, a nuove energie che siano in grado di portare una ventata di novità all’interno della importante struttura del settore primario in Friuli Venezia Giulia. Così, quella convocata per venerdì 26 giugno sarà la sua ultima assemblea in veste di presidente. «Dopo tre mandati consecutivi ritengo sia giunto il momento di lasciar spazio ad altri», dichiara infatti il viticoltore di Ipplis, nel cuore dei Colli orientali del Friuli – che per lungo tempo è stato anche alla guida della Coldiretti regionale -, ricordando che in quasi 10 anni di leadership «il Consorzio ha aumentato di ben 5 milioni il suo patrimonio, passando da 17 a 22 milioni, grazie a una gestione economicamente forte e a scelte strategiche che ci hanno portato ad andare oltre l’attività storica, tradizionale del consorzio, vale a dire quella legata ai mezzi tecnici, per dare valore alle produzioni». Dal latte al vino, passando per il pane e la quarta gamma.

«Siamo inoltre riusciti a “sfondare” il confine regionale conferendo in un’unica società i nostri servizi direzionali e quelli del Consorzio di Treviso-Belluno. Anche questa è stata un’operazione strategica – ricorda il presidente in vista dell’importante riunione della compagine sociale -: ci ha consentito di aumentare la capacità negoziale, di gestire insomma gli acquisti con una maggiore massa, ma anche di mettere a fattor comune i manager delle due strutture, aumentando così le competenze e le professionalità a servizio dei circa 2.200 soci».
I delegati delle due entità territoriali saranno chiamati venerdì mattina ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione e ad approvare il bilancio 2019 che chiude a 120 milioni di fatturato, 10 in meno rispetto all’anno precedente, per effetto di un calo prezzi generalizzato e della “cessione” del ramo vitivinicolo legato alla Cantina Vini San Giorgio, realtà messa in sicurezza dall’azienda di Basiliano che l’aveva rilevata nel 2011. Un’azione simile l’importante coop, che per dipendenti e volume d’affari è la più grande azienda agricola della regione, l’ha svolta anche nel settore lattiero-caseario con la fusione nel 2013 di Aprolaca, ex commerciale del latte, e nel 2014 con l’incorporazione della latteria di Venzone. «Abbiamo cercato di valorizzare il latte dei soci con un progetto di filiera e un marchio, Blanc, ceduto nel 2017 a Latte Carso spa di cui il Consorzio è diventato socio al 24% e che oggi trasforma il latte dei nostri 70 conferitori».

C’è però un’altra funzione di rilievo che il Consorzio agrario svolge per il fatto stesso di esistere: «Per la capillarità della sua presenza, l’azienda – che conta su ben 240 dipendenti e 38 sedi – svolge un formidabile ruolo di calmierante dei prezzi. Contribuisce insomma a tenerli mediamente più bassi. Tengo a ricordare che si tratta di una cooperativa – conclude il presidente – , che ha necessità di patrimonio per potersi garantire gli affidamenti bancari, ma che non punta al mero profitto, ma alla soddisfazione dei propri soci e a dare risposte al territorio. In attesa di farlo in assemblea venerdì, ringrazio tutti i dipendenti, in particolare il direttore Elsa Bigai, per il grande lavoro svolto in questi anni non facili e auguro al futuro presidente i migliori auguri di buon lavoro».

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In copertina, Dario Ermacora nella sua cantina di Ipplis, Colli orientali.

Coronavirus, al via il programma anticrisi per l’agricoltura

“Garantire con la massima rapidità al sistema produttivo agricolo e agroalimentare regionale misure di sostegno e di aiuto erogate, vista la grave crisi che sta colpendo il comparto, con condizioni e limiti più favorevoli rispetto a quelli ordinariamente previsti dalle normative nazionali e comunitarie”. Lo ha dichiarato – come informa Arc – l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, spiegando i contenuti del programma di interventi straordinari “Anticrisi Covid-19” approvato dalla Giunta regionale, “studiato – ha aggiunto – per sostenere le prime esigenze di liquidità e supportare con tempestività le difficoltà economiche e finanziarie nelle quali si trovano le imprese del settore“.

La Regione darà subito avvio al programma anticrisi: “Opereremo – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – in via immediata sugli attuali importi disponibili nel Fondo. In questa prima fase, in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea legata al Quadro temporaneo comunitario, i finanziamenti saranno concessi con le condizioni vigenti legate al regime ‘de minimis’. Una volta ottenuta l’autorizzazione, saranno erogati nel rispetto delle condizioni e dei limiti del Quadro temporaneo comunitario”. Nell’ottica di garantire sostegno immediato al comparto, la delibera definisce condizioni e modalità di concessione degli aiuti di Stato e individua le tipologie e criteri di finanziamento agevolato legati al Fondo di rotazione in agricoltura.
Gli aiuti di Stato previsti dal programma interessano tutte le imprese dei settori agricolo, forestale e della pesca e acquacoltura del Friuli Venezia Giulia e sono erogati sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili, agevolazioni fiscali e di pagamento, garanzie, prestiti e partecipazioni. Sono previste concessioni fino a 800 mila euro per le imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, fino a 100 mila per le aziende della produzione primaria e fino a 120 mila euro per le realtà che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

I finanziamenti agevolati legati al Fondo di rotazione regionale prevedono quote da un minimo di 10 mila euro fino a un massimo di 500 mila per le imprese che producono prodotti agricoli o svolgono l’attività di acquacoltura. Per le aziende che trasformano e commercializzano prodotti agricoli o svolgono l’attività di utilizzazione boschiva e di erogazione di servizi di sistemazione e manutenzione idraulico-forestale, l’ammontare minimo dei finanziamenti agevolati è pari a 10 mila euro e quello massimo è di 800 mila, raggiungendo il tetto di un milione per le cooperative e i consorzi. Ulteriori agevolazioni sono previste per anticipare il valore commerciale dei prodotti agricoli con finanziamenti fino a 300 mila euro, per le imprese con fatturato inferiore a un milione di euro, fino a 500 mila euro, per le imprese con fatturato compreso tra un milione e 2,5 milioni di euro e fino a 800 mila, per le imprese con fatturato superiore a 2,5 milioni di euro. Il programma contempla inoltre forme di finanziamento per l’anticipazione delle spese di conduzione aziendale: in questo caso l’importo massimo è pari al 25% del fatturato annuo riferito all’ultimo esercizio contabile.

“Il settore primario deve mantenere la compattezza sin qui dimostrata per poter supportare la Regione anche in questa fase critica, nella quale stiamo valutando tutte le opportunità di intervento che sono concesse. Ma stiamo ancora attendendo, da parte dello Stato, certezze sulla quantificazione e sulle tipologie di aiuto che esso metterà a disposizione del mondo rurale. Alle quali non mancheremo di affiancare la nostra azione concreta”, ha sottolineato l’assessore Zannier ai rappresentanti dell’agricoltura, convocati da Udine in videoconferenza, per proseguire l’analisi e il confronto già avviato sulle problematiche da affrontare prioritariamente, nonché sulle aspettative e sulle proposte del comparto, in questi difficili momenti contraddistinti dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Anche da questo incontro, commenta Zannier, “è emerso che serve una effettiva presa di coscienza della situazione in atto, ma anche degli effetti che essa produrrà nel tempo. Le problematiche affiorate anche oggi – aggiunge – amplificano già la portata delle criticità da affrontare: per superarle, occorrerà ricorrere a scelte e decisioni prioritarie che la Regione non mancherà di adottare con la massima tempestività, non appena si saranno palesati in modo chiaro la strategia del Governo, gli ambiti e gli strumenti attraverso i quali lo Stato vorrà intervenire”.

Nel corso della videoconferenza, l’assessore si è più volte richiamato al costante raccordo con il Ministero competente per ribadire che, nonostante l’emergenza, la Direzione regionale ha continuato senza alcuna interruzione a espletare le procedure avviate, con l’obiettivo di consentire agli agricoltori di accedere in modo più facile e immediato alle provvidenze e nel contempo per cercare di quantificare anticipatamente, almeno in parte, le priorità. Un impegno, quello dimostrato dall’Amministrazione regionale, che gli esponenti del settore rurale hanno manifestato di apprezzare e che è stato svolto con professionalità e competenza a tutti i livelli, e spesso anche al di là delle aspettative degli stessi agricoltori.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agricole Stefano Zannier.

Confagricoltura sollecita sostegni anti-virus: l’Europa prenda esempio dagli Usa

di Gi Elle

Devastanti gli effetti del Coronavirus sul settore primario, tanto che Confagricoltura sollecita all’Unione Europea un piano straordinario per il comparto, strategico nel quadro economico generale, anche perché negli Usa sono stati già stanziati cospicui finanziamenti di sostegno da parte dell’Amministrazione Trump. Ammonta, infatti, a 15,5 miliardi di dollari la somma che gli agricoltori statunitensi riceveranno nelle prossime settimane sotto forma di aiuti straordinari al reddito per limitare l’impatto dell’emergenza sanitaria. Le modalità dell’intervento saranno formalizzate dal dipartimento di Stato all’Agricoltura (Usda) nel corso della settimana. È già stato, comunque, annunciato che sarà destinato soprattutto ai produttori di latte, carni bovine, mais e al settore ortofrutticolo.

Massimiliano Giansanti


«In aggiunta al sostegno straordinario dei redditi agricoli – si sottolinea in una nota di Confagricoltura, rilanciata dall’organizzazione imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia – è stato deciso anche lo stanziamento supplementare di circa 15 miliardi per l’acquisto di prodotti agroalimentari, da destinare agli aiuti alimentari. Di fronte all’emergenza sanitaria – aggiunge il presidente nazionale Massimiliano Giansanti – sono stati mobilitati negli Usa circa 50 miliardi di dollari per supportare il settore agricolo. Un ulteriore intervento a sostegno dei redditi è previsto nel prossimo mese di luglio, per un ammontare di circa 10 miliardi. A oggi, invece, nessuna risorsa aggiuntiva è stata individuata a favore dell’agricoltura dell’Unione europea, anche se diversi settori produttivi sono già in crisi. Da Bruxelles – puntualizza l’Organizzazione professionale che in Fvg è guidata da Philip Thurn Valsassina – finora è arrivata la flessibilità per la presentazione e la gestione degli aiuti diretti della Pac e l’annuncio di un provvedimento che consentirà di riassegnare i fondi non ancora impegnati nell’ambito dei programmi per lo sviluppo rurale. In pratica – rileva ancora Confagricoltura –, l’emergenza Coronavirus dovrebbe essere affrontata solo con la riprogrammazione di risorse già assegnate agli agricoltori. A costo zero per il bilancio dell’Unione».
«Insomma, dall’altra parte dell’Oceano – conclude Confagricoltura – sono state varate misure incisive per la continuità produttiva delle imprese. Dalla Ue, almeno per il momento, sono arrivate solo misure superficiali, accompagnate da autorevoli riconoscimenti per il lavoro svolto dagli agricoltori. Come negli Stati Uniti, è necessario il varo di un programma straordinario della Ue a sostegno dei redditi e per la gestione dei mercati. Come indicato dal Fondo monetario internazionale, la crisi sarà profonda e di non breve durata a livello europeo e nel mondo. A differenza degli anni passati, non potremo fare affidamento sull’aumento delle esportazioni per compensare la stagnazione della domanda interna».

Philip Thurn Valsassina

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In copertina, uno scorcio della campagna nella pianura friulana.