Le 25 “Città del Vino” del Vigneto Fvg affidate ancora a Tiziano Venturini

(g.l.) Piena fiducia e generale apprezzamento per l’attività svolta: così Tiziano Venturini, già sindaco di Buttrio, è stato confermato all’unanimità quale coordinatore delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Una importante realtà che raggruppa i territori a maggior vocazione vitivinicola della nostra regione, ai quali si stanno per aggiungerne altri.
Nel corso della prima assemblea del 2021 tenutasi in modalità online, e nella quale è stato anche programmato il calendario degli appuntamenti del nuovo anno, Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo appunto di Buttrio – uno dei luoghi più blasonati dei Colli orientali del Friuli, famoso per la Fiera regionale dei vini, la più vecchia d’Italia -, è stato quindi rieletto coordinatore. Il quale ha poi proposto la riconferma, anch’essa approvata con voto unanime, quale vice, di Maurizio D’Osualdo vicesindaco di Corno di Rosazzo. Confermati nel coordinamento Ilaria Peloi, assessore alle attività produttive di Casarsa della Delizia, e Giorgio Cattarin, in rappresentanza di Cormòns. Non si è invece ricandidato il sindaco di Trivignano Udinese Roberto Fedele, al quale è andato il plauso per il lavoro svolto in seno al coordinamento in questi anni. Con l’occasione, è stato deciso l’allargamento del coordinamento stesso da 5 a 7 membri: sono stati eletti quindi anche Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, Lara Tosolini, consigliere delegato per la promozione agroalimentare e rapporti con le Città del Vino di Cividale del Friuli, e l’ambasciatore delle Città del Vino, Gianpiero Colecchia, in rappresentanza di Duino Aurisina.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.


Altra novità l’apertura di un collegamento operativo strutturale con il mondo delle Pro Loco, da tempo protagoniste assieme alle Città del Vino nell’organizzazione di eventi in Friuli Venezia Giulia, a partire dal rinomato “Calici di Stelle” in estate: per questo Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa (la quale, caso unico in Italia, è anch’essa membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) parteciperà ai lavori del coordinamento per i progetti che interessano le Pro Loco.
«Grazie all’assemblea di amministratori – ha commentato a nome di tutto il coordinamento, Tiziano Venturini – per la fiducia dataci: siamo pronti non solo a continuare ma anche ad ampliare il gran lavoro svolto in questi anni, allargando il coordinamento a nuovi membri, in rappresentanza così di tutti i territori vinicoli regionali, e al mondo delle Pro Loco ne è testimonianza. Neanche nel 2020 segnato dall’emergenza sanitaria ci siamo fermati, proponendo tra le altre cose nello scorso mese di agosto un’edizione di “Calici di Stelle” con numeri in linea con le edizioni pre-pandemia. Ci sono vari progetti, dall’Erasmus vinicolo per gli studenti europei alla vendemmia turistica, dalla sostenibilità ambientale ai nuovi regolamenti di polizia rurale con l’Università di Udine, che stiamo portando avanti e di cui daremo notizia nelle prossime settimane».
In apertura di assemblea è intervenuto il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, di Conegliano: essendo in scadenza, il suo è stato un saluto di fine mandato a una realtà regionale come quella del Friuli Venezia Giulia con le quali c’è stata una positiva e intensa collaborazione. «Grazie al coordinamento, agli ambasciatori e a tutte le Città del vino regionali per il percorso fatto assieme – ha affermato – e in particolare a Duino Aurisina per la sua candidatura a Città Italiana del Vino 2021, con un progetto giudicato tra i migliori tre e che pone ottime basi per successive candidature». Presenti, oltre a sindaci e consiglieri comunali, pure gli ambasciatori delle Città del Vino Loris Basso (presidente anche dell’Ente Friuli nel Mondo e leader del Ducato dei vini friulani), Piero Bertossi, Claudio Fabbro, Venanzio Francescutti, Claudio Colussi e Gianpiero Colecchia.
Le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. In più, come detto, anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale.

Un brindisi beneaugurante.

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In copertina, Tiziano Venturini confermato leader delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

 

Le Città del Vino in… Viaggio: si candida “Ramandolo” da 20 anni prima Docg Fvg

di Giuseppe Longo

Prepotto, con il suo prezioso Schioppettino, prima; Povoletto, con i suggestivi vigneti di Savorgnano del Torre (e non solo), poi. Un successo le puntate in diretta Fb sulla pagina di @cittàdelvino, che si sono sviluppate nel corso di due recentissimi venerdì e che hanno visto collegati attraverso la rete diversi operatori del settore che hanno offerto importanti riflessioni su realtà fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli.
Per ora “In Viaggio per le Città del Vino” non ha altre iniziative in programma nella nostra regione, ma se una potesse avere realizzazione entro questo 2020, che tutti speriamo sia quello definitivo per superare l’emergenza pandemica che tanti danni ha causato anche al comparto della vitivinicoltura, riteniamo che potrebbe ancora una volta avere come scenario lo splendido scenario di questi “ronchi” che hanno quale inconfondibile simbolo storico lo Spadone del Patriarca Marquardo. Una zona Doc che ha appena superato il mezzo secolo di vita e all’interno della quale, nel lembo più settentrionale, è nata esattamente vent’anni fa la prima Docg, denominazione di origine controllata e garantita – il massimo grado di tutela della qualità espressa da un territorio -, del Vigneto Fvg: “Ramandolo”. Il celeberrimo vino – dolce-non dolce, per l’elevata concentrazione tannica – prodotto sulle ripide pendici del monte Bernadia vegliate dalla cinquecentesca chiesetta di San Giovanni Battista e nei vigneti delle zone circostanti all’interno dei Comuni di Nimis e di Tarcento. Un “cru”, per dirla con i francesi, fra i più prestigiosi della nostra regione e che quindi meriterebbe d’essere “celebrato” dalla terza puntata di “In Viaggio per le Città del Vino”.
Nell’associazione nazionale, che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini, oltre ai ricordati Comuni di Prepotto, Povoletto e appunto Nimis, ci sono altre ventidue Città rinomate per il frutto della vite. E cioè Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Una bella e importante iniziativa, dunque, che sarebbe auspicabile – e in questo credo di interpretare il pensiero dei diretti interessati – potesse riguardare in tempi brevi ancora i Colli orientali del Friuli e proprio l'”eroica” viticoltura di Ramandolo. Sarebbe un magnifico modo per chiudere il “cerchio” almeno in questa fase iniziale dell’apprezzata iniziativa promozionale, perché, scorrendo i nomi appena citati, tutti i ventidue Comuni sono altamente meritevoli d’essere valorizzati. Ma se dev’esserci una motivazione – come appunto sono risultate azzeccate quelle di Prepotto, con la sottozona dello Schioppettino, e di Povoletto, con il suo Progetto di valorizzazione del settore – ebbene quella doppia di Ramandolo, appunto da vent’anni prima Docg del Friuli Venezia Giulia, appare più che meritevole.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini della zona del Ramandolo Docg a Nimis.

Città del Vino Fvg ed enoturismo: il 2021 si apre con il progetto Erasmus

Un progetto Erasmus dedicato alla reciproca conoscenza tra i vari territori vinicoli d’Europa, che l’associazione nazionale Città del Vino sta coordinando in Italia come capofila e che sta vedendo le prime adesioni anche da parte delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. “Wine_Me: Transnational Approach towards Food and Wine Tourism” è un’azione del progetto Erasmus + 2021-2027 dell’Unione europea che prevede, quando l’emergenza Coronavirus lo permetterà, di assegnare delle borse di studio che daranno ai giovani studenti italiani beneficiari l’opportunità di formarsi e ampliare le proprie competenze professionali all’estero per un periodo massimo di quattro mesi in zone vinicole europee. Le borse di studio copriranno i costi di viaggio, alloggio, vitto, assicurazione, volo andata e ritorno per ciascun partecipante, oltre alla ricerca dell’azienda idonea al profilo e alle caratteristiche di ognuno di loro. Allo stesso tempo prevede di ospitare in regione studenti stranieri provenienti da scuole e università agrarie, alberghiere e di indirizzo turistico del continente per conoscere le particolarità delle zone Doc del Friuli Venezia Giulia.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.

“Un progetto – ha commentato Tiziano Venturini (Buttrio), coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – che è anche un messaggio di speranza per un 2021 che confidiamo possa far riprendere la serie di scambi nazionali e internazionali attraverso la nostra associazione. Per farci trovare pronti stiamo chiedendo ai Comuni delle Città del Vino di aderire”. “Inoltre – ha aggiunto Maurizio D’Osualdo (Corno di Rosazzo), vicecoordinatore regionale – stiamo coinvolgendo gli istituti professionali agrari, alberghieri e turistici regionali affinché possano segnalare i propri studenti meritevoli dell’assegnazione delle borse di studio. Dalla reciproca conoscenza possono nascere nuove collaborazioni che apriranno strade future per l’intero comparto del nostro enoturismo: ecco perché a breve esporremo il progetto pure ai diversi Consorzi di tutela delle nostre zone Doc e alle associazioni di categoria”.
Ricordiamo, infine, che le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia all’associazione nazionale presieduta da Floriano Zambon (Conegliano) sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano.

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In copertina, vigneti friulani pronti per la potatura invernale.

 

Anche a Povoletto la bandiera delle Città del vino che ora sono 25 in Fvg

di Gi Elle

E ora le Città del vino del Friuli Venezia Giulia sono salite a 25 con la new entry di Povoletto, il cui ingresso è avvenuto a pieno diritto grazie a una vitivinicoltura specializzata condotta, con eccellenti risultati qualitativi, sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche nella vicina Ravosa, a Bellazoia e a Marsure. Le altre 24 città aderenti all’associazione nazionale sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Da ricordare, poi, che pure Moraro si è aggiunto nel prestigioso elenco durante il 2020. Mentre il Comune di Duino Aurisina ha presentato la propria candidatura a “Città Italiana del Vino 2021”.

La bandiera a Povoletto.

Il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini, ha infatti consegnato la bandiera associativa al Comune di Povoletto entrato a far parte del sodalizio che a livello nazionale conta oltre 450 municipi associati. “Una piacevole tradizione, quella della consegna della bandiera, che rappresenta l’entrata nella nostra grande famiglia delle nuove Città del Vino aderenti. In questi ultimi mesi il nostro gruppo – spiega Venturini – si è ulteriormente rafforzato con un coordinamento regionale unitario, promuovendo l’enoturismo in maniera sinergica e in dialogo continuo con l’Associazione nazionale Città del Vino. Dopo i giorni drammatici della fase 1 con il lockdown, durante l’estate la nostra personale risposta al Coronavirus è stata quella di aver organizzato, vedendo la partecipazione di 150 cantine, un’edizione 2020 della manifestazione Calici di stelle che è risultata una delle più riuscite della Penisola, con una bella affluenza di persone rispettose delle norme anti-contagio. Abbiamo poi concluso la nostra stagione estiva incontrandoci in assemblea, assieme al presidente nazionale Floriano Zambon, a settembre ospiti del Comune di Gradisca d’Isonzo”.
Parallelamente ognuno dei Comuni sta portando avanti specifici progetti sostenuti anche dalle altre aderenti. Per esempio, la civica amministrazione della stessa Povoletto ha da poco avviato il progetto multimediale “Racconti di Vino” in cui i produttori locali sono diventati protagonisti di videointerviste per raccontare il loro rapporto con il vino e il territorio in cui nasce (i video sono visibili sul canale Youtube di PromoturismoFvg e sulla pagina Facebook del Comune di Povoletto). Proprio l’avvio del progetto, alla presenza del sindaco Giuliano Castenetto, dell’assessore a Bilancio Patrimonio Comunicazione e Innovazione Lisa Rossi – promotrice della importante iniziativa -, il giornalista ed enologo Claudio Fabbro e il presidente di Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi ha visto la consegna della bandiera.

Tornando alla richiesta di Duino Aurisina di essere eletta a “Città Italiana del Vino 2021”, Venturini ha sottolineato che si tratta di “una candidatura che si estende con gli eventi anche ad altre realtà del territorio regionale e che abbiamo sostenuto all’unanimità nella riunione di Gradisca d’Isonzo. A giorni dovrebbe vedere proclamata la vincitrice, la quale sarà la “capitale” italiana delle Città del Vino. Nell’attesa guardiamo al futuro, vicini ai nostri produttori in questi giorni complicati per la recrudescenza del Coronavirus e progettando nei limiti del possibile i nuovi eventi e progetti, come quello con l’Università di Udine sulla sostenibilità di prossima presentazione”.

Tutti gli aggiornamenti sul nuovo sito web www.cittadelvinofvg.it e sulla pagina Facebook Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra le splendide colline del Comune di Povoletto.

 

Pietro D’Andrea torna alla guida dei Vivai Cooperativi Rauscedo

Dopo sette anni, Pietro D’Andrea torna alla guida dei Vivai Cooperativi Rauscedo. La sua elezione è avvenuta in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione, e quindi della presidenza, della importante realtà produttiva del Comune di San Giorgio della Richinvelda – associata a Confcooperative Pordenone – che coltiva e commercializza il 20% della produzione europea di barbatelle. La cooperativa è formata da oltre 200 soci e ha un fatturato consolidato di 82 milioni di euro. Grazie alla ricerca scientifica condotta assieme all’Università di Udine e all’Iga (Istituto di genomica applicata), si sta confermando leader anche nelle barbatelle di ultima generazione, ovvero quelle “resistenti” che sono più green ed ecologicamente sostenibili.

Pietro D’Andrea

L’assemblea dei soci ha infatti rinnovato l’organo amministrativo che guiderà la società nei prossimi tre anni. Nel consiglio, composto da 11 soci, sono stati riconfermati 5 amministratori uscenti mentre 6 sono di nuova nomina, con diversi giovani esponenti, positivo esempio di rinnovamento della compagine amministrativa. Sono risultati eletti Alessandro Leon, Antonio Cesaratto, Pietro D’Andrea, Claudio Moretti, Enrico D’Andrea, Daniele D’Andrea, Stefano Volpe, Marco Cocitto, Giorgio Giacomello, Mario Lovisa e Maurizio Marchi. Nel corso della prima seduta del nuovo consiglio sono stati nominati, alla carica di presidente appunto Pietro D’Andrea e come vicepresidenti Claudio Moretti e Alessandro Leon. L’assetto direzionale rimane inalterato con Eugenio Sartori, in qualità di direttore generale, e Mauro Bertolin, direttore amministrativo.

Per Pietro D’Andrea, si tratta dunque di un ritorno alla presidenza, dopo essere stato alla guida della cooperativa dal 2008 al 2013. “Puntiamo – ha dichiarato nel suo primo intervento – a consolidare la nostra posizione di leader mondiali del settore vivaistico, affrontando le nuove sfide che lo scenario internazionale, causa l’emergenza Coronavirus, ci sta ponendo. Proseguiremo nell’innovazione e nella ricerca, senza dimenticare le nostre radici e la comunità da cui proveniamo. Sapremo affrontare questi impegni grazie al lavoro collegiale che auspico da parte del consiglio, il quale sarà da me coinvolto nelle decisioni”.
“Per ognuna delle nostre cooperative – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – il rinnovo del consiglio è un momento in cui si coniuga la continuità delle buone pratiche mutualistiche con la visione innovativa del futuro: per questo auguro al presidente D’Andrea e al consiglio buon lavoro. Recentemente abbiamo potuto essere ospiti dei Vivai per la nostra assemblea provinciale, apprezzandone ancora una volta la grande organizzazione e forza”.

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In copertina e qui sopra due immagini dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

Confcooperative Pordenone a Rauscedo capitale delle “viti bambine”

di Gi Elle

Se Rauscedo oggi è leader mondiale per la produzione di barbatelle, merito è soprattutto della cooperazione che ha saputo mettere insieme le varie energie del paese in riva al Tagliamento, con uno spirito di intesa e solidarietà che ha mirato prioritariamente alla crescita della comunità rispetto a quella dell’individuo, all’insegna del detto, sempre valido, che “l’unione fa la forza”. La cooperazione, quindi, come chiave del successo nella produzione delle “viti bambine”, ma non solo, tanto che San Giorgio della Richinvelda vanta il titolo, non da poco, di “Comune delle Cooperative”. Dove organizzare, allora, se non nel paese dei vivaisti viticoli l’assemblea generale di Confcooperative Pordenone, principale associazione di rappresentanza delle cooperative nella Destra Tagliamento, la prima a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown tra quelle dei più importanti enti economici: programmata inizialmente per fine febbraio e poi posticipata a causa dell’emergenza Coronavirus, si terrà rispettando le misure di sicurezza sanitaria proprio oggi, 1 luglio, alle 15, nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, concluderà il mandato quadriennale e ne aprirà uno nuovo, visto che sono previste anche le elezioni per il rinnovo del presidente e del consiglio.

Luigi Piccoli

I lavori avranno al centro la relazione del presidente uscente Luigi Piccoli, sul cui possibile secondo mandato si è registrata in questi giorni l’adesione delle cooperative, riunitesi nelle assemblee di settore, tra cui anche quelle agricoltura e pesca. Conoscenza, intersettorialità donne e giovani, solidarietà e mutualità, competenza e coesione: ecco le direttrici sviluppate negli ultimi quattro anni e che saranno alla base per l’azione futura post Covid-19 . In questo quadriennio il mondo di Confcooperative Pordenone (che è uno tra i più attivi a livello cooperativo regionale) ha dimostrato una decisa propensione anticiclica: in tempi di crisi economica e occupazionale, ha aumentato i fatturati del +34% e quasi raddoppiato gli addetti. Numeri che ora andranno confrontati con la situazione determinata nel 2020 dal Covid-19, con cooperative che hanno dovuto affrontare importanti cali di fatturato (come quelle del settore cultura e spettacolo) e altre che sono state chiamate in prima linea a rispondere alle esigenze della popolazione costretta nelle proprie abitazioni (come la filiera agricola e quella del consumo). Nell’occasione, Piccoli ringrazierà per il lavoro svolto assieme il consiglio uscente con i vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello. Inoltre, sarà ricordato Riccardo Fioretti, revisore dei conti dell’ente nonché storico direttore, recentemente scomparso.

Una manifestazione a Rauscedo.

Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Friuli Venezia Giulia: basta infatti pensare che con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle cooperative associate a Confcooperative a livello regionale. Una serie di realtà che dà occupazione anche in anni di crisi economica, tanto da aumentare gli occupati (tra soci lavoratori e dipendenti) dalle 4.550 unità del 2013 alle oltre 8 mila attuali. Tra i positivi esempi di questa capacità di generare occupazione, quello del Servizio civile attraverso il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre un centinaio di giovani nelle cooperative che si occupano di disabili, con una ventina di loro che poi sono anche stati assunti. Per quanto riguarda i fatturati in totale in questi ultimi anni si è assistito a una variazione per le cooperative del +34%, sviluppo che è stato riversato sulla società e sulle comunità.
Per quanto riguarda il settore primario, fa parte della “grande famiglia” della cooperazione in Destra Tagliamento anche Fedagripesca. Sono 43, infatti, le società del settore agricolo e della pesca aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 5 mila 541 soci e un capitale sociale di oltre 17 milioni di euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 2.700 persone. Il loro fatturato è di oltre 391 milioni di euro. Per il sostegno delle attività economiche sono due le banche di credito cooperativo aderenti a Confcooperative Pordenone (Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca), per un totale (al 31 dicembre 2018) di oltre 20 mila soci e 350 dipendenti. Ammontano invece a 4,5 milioni di euro la raccolta e gli impieghi delle due banche operative sul territorio.

Pietro D’Andrea fondatore dei Vcr.

L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ovvero Confcooperative Pordenone, nacque il 15 settembre 1951. La data non è un errore: nacque addirittura prima della Provincia pordenonese, che sorgerà solamente nel 1968. Ciò fu reso possibile dal fatto che questo territorio già da fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, prima nel credito con le casse rurali e poi in ambito agricolo e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Sfogliando i libri di storia emergono altri passaggi epocali. La prima cooperativa, una latteria, sorse a Maniago nel 1882, zona dove poi sorsero realtà legate ai coltellinai. E poi il credito cooperativo, anche grazie a figure carismatiche come Leone Wollemborg e monsignor Giuseppe Lozer. Infine, ancora prima della nascita dell’Unione provinciale, da segnalare come nel 1949, anno di costituzione dell’Associazione Cooperative Friulane a Udine, la cooperazione pordenonese aveva già un suo ufficio distaccato, retto da Orlando Fioretti.

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In copertina e qui sopra un impianto a Rauscedo in cui si fanno crescere le barbatelle, le “viti bambine”.

 

“Le Radici del Vino” da record: 30 per cento in più

Un’edizione da ricordare, quella 2019, per “Le Radici del Vino”, grande vetrina della filiera vitivinicola e fiera della viticoltura d’eccellenza che si è appena conclusa a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (membro delle Città del Vino e primo Comune delle Cooperative). La manifestazione ha fatto registrare nel weekend dall’11 al 13 ottobre l’affluenza di 22 mila persone, ovvero il 30% in più rispetto l’edizione dello scorso anno. Successo quindi per i 36 eventi in programma, adatti a tutti i gusti ed età, resi possibili dalla passione dei 450 volontari coinvolti dal Comune insieme con l’associazione Le Radici del Vino. Oltre ai numeri record, lascito della kermesse sono anche le idee e gli spunti per affrontare il futuro, come quelle uscite dal convegno realizzato insieme a Confcooperative Pordenone sulle sfide dell’alimentazione da qui a fine secolo, di cui riferiamo anche nell’articolo sottostante.
“Siamo davvero soddisfatti – ha affermato il sindaco, Michele Leon – per l’alta affluenza, la più alta mai registrata in sei edizioni. Segno di come Le Radici del Vino, oltre ad aver consolidato il proprio pubblico friulano, sa attrarne anche di nuovo, come ho potuto constatare con gli espositori della Fiera Viticoltura d’eccellenza, i quali mi hanno riferito di una grande presenza di persone dal Veneto, regione alla quale quest’anno abbiamo allargato la nostra attività promozionale. Praticamente tutti gli eventi organizzati hanno riempito gli spazi disponibili, a partire dai convegni tecnici per i viticoltori, con le sale sempre piene”.

La giornata conclusiva ha visto toccare l’apice. “Solo al mattino – ha aggiunto il primo cittadino – per la marcia abbiamo avuto 550 runner e camminatori, quasi cento in più dello scorso anno, che si sono poi fermati a pranzo unendosi al resto dei visitatori tanto che fino alle 14 c’è stato il tutto esaurito. Ma la nostra organizzazione ha risposto bene all’affluenza, ricevendo anche i complimenti di tante persone. Per questo, in vista del prossimo anno, valuteremo possibili ampliamenti dell’area ristorazione e dei parcheggi, per gestire ancora meglio questa magnifica affluenza la quale dimostra come Le Radici del Vino sia entrata nel cuore delle persone”.

“Alimentare il futuro”, convegno del sabato nella sede dei Vivai cooperativi Rauscedo, ha lasciato diversi spunti per agricoltura e viticoltura locale che si dovranno confrontare con sfide sempre più globali. “Il gruppo di relatori – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – ha evidenziato molto bene lo scenario che ci attende e ancora una volta abbiamo capito come la cooperazione, a partire da Rauscedo che è una comunità dall’elevato Dna cooperativistico, può essere una delle soluzioni per avere più cibo sano, rispettoso dell’ambiente e che basti a una popolazione umana la quale a fine secolo, secondo le stime, raggiungerà quota 11 miliardi di persone. Siamo lieti di essere stati anche quest’anno tra i partner de Le Radici del Vino, manifestazione in continua crescita, non solo nei numeri ma anche a livello qualitativo“.

La foltissima schiera di volontari.

Le Radici del Vino è stato organizzato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dall’associazione omonima “Le Radici del Vino” con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Friulovest Banca. Partner preziosi la Banca stessa, Confcooperative Pordenone e Onav Pordenone. Hanno sostenuto il progetto VivaiCooperativi Rauscedo, Cantina Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, Vitis Rauscedo, Dea barbatelle, Crai Rauscedo, Marchi Volpe, Gruppo Bisaro, Sina, I Magredi, Vini San Giorgio, Juliagraf, Ambiente e Servizi, Ondulkart, Vivaistica D’Andrea, Assoenologi Fvg, Pordenone Fiere.

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In copertina, l’ormai affermato logo della rassegna “Le Radici del Vino”.

 

 

 

 

Zannier a Rauscedo: agricoltura compatta per un nuovo sviluppo

Alimentare il futuro è l’obiettivo e l’auspicio del mondo agricolo, ma per raggiungerlo occorre creare le condizioni affinché le attività rurali continuino a essere sostenibili: la Regione è pienamente disponibile ad accompagnarle anche individuando gli interventi di sostegno che possono essere complementari alle previsioni della Politica agricola comunitaria, per assicurare la ripresa e la crescita a tutti gli ambiti del settore primario.
Questi i contenuti del convegno svoltosi nell’ambito della rassegna “Le radici del vino” a San Giorgio della Richinvelda – e di cui abbiamo già riferito anche l’altro giorno -, organizzato da Vivai cooperativi Rauscedo, con il supporto della Regione Fvg e di Confcooperative Pordenone a cui è intervenuto l’assessore alle Risorse Agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna Stefano Zannier.
Come evidenziato da Eugenio Pomarici, ordinario dell’Università di Padova, se l’alimentazione è un problema che interessa il futuro dell’umanità, a causa dell’incremento demografico che seppur con un trend più contenuto si manifesterà principalmente nelle regioni africane, nel contempo la sostenibilità e la tenuta delle aziende rurali, presidio del territorio, sarà perseguibile solamente se esse sapranno essere concorrenziali sui mercati. Potranno esserlo – hanno aggiunto Michele Morgante e Raffaele Testolin, dell’Università di Udine, Tiziana Sarnari, analista di mercato dell’Ismea, e Cristina Micheloni, presidente dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica – se sapranno perseguire la qualità, che si sposa con la sostenibilità, seguendo il cammino della viticoltura.
Per mantenere la strada avviata, ma anche per consentire ad altri ambiti del settore primario di raggiungere la qualità, la Regione – ha indicato Zannier – intende predisporre strumenti specifici ma mira anche, seppure le direttive attuative della nuova Pac non siano ancora state definite, a fare in modo che il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia possa attingere alle risorse della Unione Europea. La Regione si propone, infatti, di provvedere a integrare le previsioni comunitarie rispettando strategie e parametri della Ue, per dare risposta a tutte le potenzialità di crescita dell’agricoltura regionale.
Per questo obiettivo e per rendere efficaci le strategie che la Regione saprà individuare, occorre – ha concluso Zannier – che lo stesso mondo rurale regionale si sappia presentare in modo compatto, condividendo univocamente le scelte da adottare, senza incertezze, indecisioni, con obiettivi chiari, al fine di rendere più efficace la politica di sviluppo della Regione per il settore primario.

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Zannier alla rassegna di Rauscedo.

Tutto pronto a Rauscedo per “Le Radici del Vino”. Ma quante proposte!

Tutto pronto, a Rauscedo, per “Le Radici del Vino 2019”, grande vetrina della filiera vitivinicola e fiera della viticoltura d’eccellenza che nella frazione di San Giorgio della Richinvelda (membro delle Città del Vino e primo Comune delle Cooperative) dall’11 al 13 ottobre proporrà un ricco programma, quest’anno ancora più a misura di famiglia con tanti momenti per bimbi, eventi culturali, una piazza dei sapori, la mostra artigiana, approfondimenti per addetti ai lavori, intrattenimento, sport e degustazioni rivolti a tutti. Ma con un occhio particolare rivolto, ovviamente, alla vite e al vino, essendo questa la “culla mondiale” delle barbatelle, delle “viti bambine”, candidate a produrre uve che daranno vini di qualità non solo nel Vigneto Fvg ma in tutto il pianeta.
“Rauscedo – ha affermato, infatti, il sindaco Michele Leon – è la capitale mondiale del vivaismo della vite, visto che qui cresce il 40% globale delle barbatelle: nei giorni de Le Radici del Vino lo sarà ancora di più, assieme al nostro territorio comunale dove è presente tutta la filiera della vite, dalla barbatella alla bottiglia”.

I saluti del sindaco Leon e del presidente Piccoli, di Confcooperative Pordenone.

Cornice della presentazione ufficiale  della manifestazione Villa d’Andrea, a Rauscedo, dove c’è stata anche la prima del nuovo video promozionale del territorio sangiorgino e della filiera delle barbatelle. Sono intervenuti, oltre al sindaco Leon, il presidente dell’associazione Le Radici del Vino, Domenico Gottardo, che ha ricordato come l’evento sia reso possibile dalla passione di 450 volontari, il vicesindaco Luca Leon che ha illustrato il ricco programma, il vicepresidente di Friulovest Banca Sergio Covre, che ha ricordato la storica vicinanza dell’Istituto di credito alla kermesse e a tutto il territorio sangiorgino, nonché il parlamentare europeo Marco Dreosto che ne ha elogiato la grande organizzazione.
“Come ogni anno – ha aggiunto Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone, riferendosi al convegno di sabato – siamo lieti di collaborare a questo momento di approfondimento in una delle zone a più alta concentrazione cooperativistica del Friuli occidentale. Sarà anche un’utile occasione per fare il punto sulla situazione del comparto dopo la vendemmia e analizzare le prossime sfide”.

Da sinistra, Covre, Dreosto e Piccoli.

I NUMERI – Dando uno sguardo ai numeri della manifestazione Le Radici del Vino, saranno ben 36 gli eventi in programma, comprese le degustazioni guidate dell’Onav ai migliori vini Fvg e d’Italia, più una Piazza dei sapori con prodotti tipici gastronomici, mostre e spazi espositivi oltre all’area bimbi nella quale i più piccoli potranno divertirsi con i laboratori dedicati all’uva. Nell’Arena del gusto ben 32 specialità tipiche, mentre l’enoteca offrirà 150 vini dalle principali regioni vitivinicole d’Italia e del mondo, con uno speciale focus sulla Ribolla gialla. La Fiera Agricola Viticoltura d’Eccellenza potrà contare su oltre 50 espositori con tante novità per gli agricoltori in aiuto al loro lavoro tra le vigne.

AGRICOLTURA GREEN – “Alimentare il futuro. Le sfide dell’agricoltura tra alimentazione, ambiente, mercato e globalizzazione”: questo il titolo del momento clou della rassegna, ovvero l’incontro di sabato 12 ottobre, alle 10.30, nella sala convegni dei Vivai Cooperativi Rauscedo. Si confronteranno, moderati dal giornalista Lorenzo Tosi (coautore di Terre e vita), illustri esperti: Raffaele Testolin, professore ordinario del Dipartimento di Scienze agroAlimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine; Eugenio Pomarici, professore ordinario del Dipartimento Tesaf Cirve dell’Università di Padova; Michele Morgante, direttore scientifico dell’Istituto di genomica applicata di Udine; Tiziana Sarnari, analista di mercato dell’Istituto di Servizi per il Mercato agricolo alimentare Ismea, e Cristina Micheloni, presidente dell’Associazione Italiana per l’agricoltura biologica (Aiab).

FIERA AGRICOLA – Le Radici del Vino 2019 inizierà ufficialmente alle 16 di venerdì 11 ottobre (alle 17 il taglio del nastro alla presenza delle istituzioni), alzando il sipario sulla sesta edizione della Fiera agricola Viticoltura d’Eccellenza, che si terrà con la presenza record di 50 espositori i quali presenteranno le più recenti novità nel campo dei macchinari e prodotti agricoli, dalle irroratrici alle vendemmiatrici, dai trattori alle barbatelle solo per citarne alcuni, senza dimenticare le ultime frontiere teconologiche come l’utilizzo dei droni per monitorare i vigneti. La Fiera Agricola Viticoltura d’Eccellenza, che per la prima volta si allungherà verso piazza delle Cooperative, è aperta con i seguenti orari: venerdì 11 dalle 16 alle 21, sabato 12 e domenica 13 dalle 9 alle 21.

VINO ALLE RADICI – Bottiglie da tutto il mondo per il progetto “Il vino torna alle sue radici”. Infatti, nell’enoteca della manifestazione, il pubblico potrà degustare circa 150 tra tutte le tipologie di vino, dai bianchi ai rossi passando per gli spumanti fino ai vini dolci e quelli ottenuti da vendemmia tardiva. Le etichette provengono dalle varie regioni Italiane e da una decina di Paesi esteri (per la prima volta anche da fuori Europa grazie a etichette provenienti da Cile, Argentina, Sudafrica e Nuova Zelanda): sono tutti ottenuti da vigneti realizzati con uve nate da barbatelle partite dai principali vivaisti di Rauscedo (Vivai Cooperativi di Rauscedo, Vitis Rauscedo, Dea Barbatelle).

Ecco la Ribolla gialla spumante.

RIBOLLA ED ENOTECA – La Ribolla Spumante è un prodotto di assoluto valore e Le Radici del Vino già da cinque anni si propongono di valorizzare le migliori produzioni della nostra regione con un concorso “Festival della Ribolla gialla”. Numerose cantine anno aderito all’iniziativa anche quest’anno e i vini in concorso saranno esposti per l’assaggio negli spazi dedicati.

LABORATORI – I Laboratori del Gusto sono le straordinarie degustazioni guidate proposte da Le Radici del Vino assieme all’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) nella sala del sodalizio, sempre a Rauscedo. Tre laboratori, distribuiti nelle diverse giornate, per approcciare al vino sotto lo sguardo di un esperto. Tramite una selezione di assaggi è possibile immergersi in uno dei molteplici capitoli della enorme biblioteca del vino che quest’anno racchiude oltre 150 etichette diverse. Il primo laboratorio si terrà venerdì, alle 20.30, e ha come tema “Blanc de Noirs” con l’enologo Stefano Trinco. Domenica, alle 15, degustazione sul tema “L’altoatesino Gewürztraminer” e sarà guidato da Simona Migliore, vicepresidente Onav Fvg. Infine, sempre domenica, alle 17.45, degustazione “Il signor Sangiovese” a cura dell’enologo Giovanni Sordi. Ogni degustazione prevede un costo di 30 euro a partecipante (per i soci 25) ed è necessaria la prenotazione in quanto i posti sono limitati (info: 3394178660).

ARENA DEL GUSTO – Le Radici del Vino sarà anche l’occasione per gustare i piatti della tradizione friulana. Venerdì alla sera, sabato e domenica sia a pranzo che a cena sarà possibile degustare, nei diversi spazi allestiti, ben 32 diverse prelibatezze inserite nel menù (tre proposte per gli antipasti, nove per i primi, dieci per i secondi e tanti dolci). Solo per citare alcune specialità gastronomiche: “marinda dal contadin”, gnocchi di zucca, crespelle ai funghi porcini freschi, prosciutto in crosta con ciuffo di patate, “lacais” (lumache) in umido e poi frittelle di mele, semifreddo ai frutti di bosco, strudel, torta sbriciolata con crema di ricotta al limone e molto altro ancora. Le pietanze sono servite su piatti e posate riutilizzabili per valorizzare le pietanze e ridurre la produzione di rifiuti.

La mostra dei trattori.

SAPORI E ARTIGIANI – Immergersi nei sapori della tradizione con un tour tra i produttori è una delle esperienze più significative de “Le Radici del Vino”. Il pomeriggio di sabato e l’intera giornata di domenica sarà possibile degustare, nei diversi spazi allestiti, salumi, formaggi, farine, confetture, miele, dolci e altre produzioni locali. E poi il grande protagonista della festa: il vino. La Piazza dei Sapori, domenica, intreccerà proprie vie con la Mostra Artigiana: intarsiatori, pittori, scultori e hobbisti presenteranno a propria arte tra gli spazi dedicati per un momento pensato per la famiglia.

GRAPPE E FORMAGGI – Novità di questa edizione è il laboratorio della Premiata Distilleria Pagura. L’appuntamento è per sabato, alle 21.30 (in sala degustazioni), quando la storica azienda presenterà l’abbinamento grappa e formaggio. Il sommelier Isis Brunoni  guiderà le persone ad accogliere le diverse sfumature di 4 grappe distinte e a confrontarle con il sapore di altrettanti formaggi friulani selezionati per un piacevole abbinamento. La degustazione prevede un costo di 15 euro e si potranno assaggiare: Grappa Schioppettino di Prepotto 2018 con formaggio ubriaco, Grappa Aromatica di Traminer con formaggio stagionato su letto di paglia, Grappa Segno Riserva con “formadi frant” al pepe nero, Grappa Segno Gran Riserva 10 anni con formaggio stagionato in foglie di tabacco.

INCONTRI TECNICI – Quest’anno ancora più momenti tecnici organizzati nello spazio incontri. Si parte sabato, alle 9, con “I Vitigni naturalmente resistenti e marketing in un mercato in evoluzione” a cura di Friulovest Banca. Alle 14 incontro tecnico con Luca Truant di Agabuna srl “Agabuna: irrigazione di precisione per la viticoltura”, mentre alle 15.30 si tratterà il tema “Uso sostenibile dei prodotti fotosanitari” a cura di Ersa, Agenzia regionale per lo sviluppo agricolo con gli interventi di Pietro Candon e Sandro Bressan. Alle 17.30, “Agricoltura di precisione nel vivaio, macchine e tecnologie”, a cura di Arvatec srl, con gli interventi di Savio Landonio. Domenica, alle 10.30, nello spazio incontri (sala verde) il Circolo Agrario Cooperativo proporrà il convegno il “Successo della difesa fitosanitaria in funzione della qualità della distribuzione degli agrofarmaci”, con i contributi di Agostino Cecchinato e Stefano Facchina. Sempre alle 10.30, ma nello spazio incontri (sala rosa) il convegno “Il sistema, la storia e le prospettive irrigue del territorio” con moderatore Umberto Massaro.

ORGANIZZATORI. Le Radici del Vino è organizzato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dall’associazione omonima “Le Radici del Vino” con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Friulovest Banca. Partner preziosi la Banca stessa, Confcooperative Pordenone e Onav Pordenone. Sostengono il progetto VivaiCooperativi Rauscedo, Cantina Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, Vitis Rauscedo, Dea barbatelle, Crai Rauscedo, Marchi Volpe, Gruppo Bisaro, Sina, I Magredi, Vini San Giorgio, Juliagraf, Ambiente e Servizi, Ondulkart, Vivaistica D’Andrea, Assoenologi Fvg, Pordenone Fiere.

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In copertina, barbatelle, le “viti bambine”, di cui Rauscedo è leader mondiale nella loro produzione.

“Le Radici del Vino” a Rauscedo: etichette da tutto il mondo

Sempre più vicine “Le Radici del Vino”, la grande manifestazione autunnale di Rauscedo che celebra l’intera filiera vitivinicola presente in questa frazione di San Giorgio della Richinvelda, dalle barbatelle fino alla bottiglia. Giunta alla sua sesta edizione, la rassegna si terrà dall’11 al 13 ottobre.
Nell’attesa di conoscere il programma ufficiale, che sarà presentato sabato 5 ottobre, stanno arrivando alla sede dell’associazione “Le Radici del Vino” bottiglie da tutto il mondo per il progetto “Il vino torna alle sue radici”. Infatti, nell’enoteca della manifestazione, il pubblico potrà degustare circa 150 tra tutte le tipologie di vino, dai bianchi ai rossi passando per gli spumanti fino ai vini dolci e quelli ottenuti da vendemmia tardiva. Le etichette provengono dalle varie regioni Italiane e da una decina di Paesi esteri: i vini sono tutti ottenuti da vigneti realizzati con barbatelle partite dai principali vivaisti del luogo (Vivai Cooperativi di Rauscedo, Vitis Rauscedo, Dea Barbatelle).

L’enoteca delle “Radici del vino”.


“Per la prima volta – ha detto il sindaco Michele Leon – accoglieremo vini da fuori Europa, comprese Cile, Argentina, Sudafrica e Nuova Zelanda, oltre ai consueti “ospiti” da Francia, Spagna e altre realtà continentali dedite alla viticoltura, nonché dalla varie regioni italiane. Rauscedo è la capitale mondiale del vivaismo della vite, visto che qui cresce il 40% globale delle barbatelle: nei giorni de ‘Le Radici del Vino’ lo sarà ancora di più”.
Non solo: nella kermesse saranno assegnati i premi del Festival della Ribolla gialla. “Un progetto – ha concluso il primo cittadino di San Giorgio della Richinvelda – che punta a valorizzare, con una vetrina speciale, questo vitigno così importante per il Friuli Venezia Giulia e sempre più strategico, anche a livello commerciale, soprattutto nella sua versione spumantizzata“. Attese etichette da una trentina di cantine, tra le quali saranno proclamate le migliori.

Le Radici del Vino è organizzato dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dall’associazione omonima “Le Radici del Vino” con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Friulovest Banca. Partner preziosi la Banca stessa, Confcooperative Pordenone e Onav Pordenone. Sostengono il progetto VivaiCooperativi Rauscedo, Cantina Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, Vitis Rauscedo, Cooperativa di Consumo di Rauscedo, I Magredi e altri partner locali.

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In copertina e all’interno immagini della produzione di barbatelle ai Vivai Cooperativi Rauscedo.