Le stagioni e le uve: i Colli orientali “fotografano” il 2019

“L’assistenza tecnica della quale dispongono oggi gli agricoltori aiuta gli operatori vitivinicoli a ottenere sempre il meglio dalle produzioni, spesso anche scongiurando pericoli per il raccolto, e le difficoltà conseguenti a stagioni meno fortunate o meno regolari delle altre”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenendo a Buttrio, alla presentazione della relazione tecnica “Le stagioni e le uve 2019 – Friuli Colli orientali e Ramandolo”, svoltasi a Villa di Toppo Florio.

L’evento – come informa una nota Arc – ha rappresentato un’occasione di confronto, approfondimento e analisi su una visione comune sulle politiche agrarie, dalla quale è emerso che dagli anni del rilancio della viticoltura il Friuli Venezia Giulia dispone di tecnici preparati e qualificati, ai quali la Regione è sempre stata vicina. Si tratta di esperti in grado di assecondare le variazioni climatiche per far arrivare ai mercati e ai degustatori prodotti di pregio, di qualità e di nicchia. Una tradizione che parte dai pionieri della vitivinicoltura, i quali hanno lasciato in eredità al Vigneto Fvg una strada tracciata, che può ulteriormente essere ottimizzata, ma vincente come dimostrano i risultati e i consensi che i vini regionali continuano a raccogliere nel mondo. Zannier ha rimarcato che “la serata di Buttrio è stata occasione per trasmettere ai produttori il messaggio delle nuove frontiere valicate dalla ricerca e da tecnici che, stagione dopo stagione, sono in grado di migliorare la coltivazione delle viti, requisito fondamentale per ottenere vini di grande caratura”.

Scorcio delle colline di Rosazzo.

Il territorio del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo – organismo di tutela presieduto da Paolo Valle – si estende su una superficie vitata di 1.774 ettari, la produzione di vino annua supera i 77.700 ettolitri, ricavati per il 65 per cento da uve a bacca bianca e per il 35 per cento a bacca rossa. Quella del Ramandolo, come è noto, è la prima Docg – denominazione di origine controllata e garantita – istituita nella nostra regione, alla quale poi si sono sono aggiunte le Docg Picolit e Rosazzo, dunque tutte all’interno della stessa area vitivinicola. Sono state inoltre riconosciute alcune prestigiose sottozone: Cialla, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo, Schioppettino di Prepotto e Refosco di Faedis.

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In copertina, grappoli di Verduzzo che danno il Ramandolo, prima Docg del Friuli Venezia Giulia.

Saltano Clima-vigna e Ribolla. Resta Know Wine e Vinitaly slitta a giugno

di Gi Elle

Erano state appena confermate le date del Vinitaly 2020 che ieri, causa ovvia il Coronavirus, è arrivato improvvisamente il contrordine, con un posticipo di due mesi. Nel Vigneto Fvg invece – che peraltro ripone da sempre un altissimo interesse nel Salone enologico veronese -, dopo il rinvio al 22 marzo della degustazione già in calendario per domenica scorsa al Castello Canussio di Cividale, l’emergenza sanitaria ha fatto altre due “vittime” illustri per questi giorni, ancora nel settore vitivinicolo, a Buttrio e a Rosazzo. Mentre a Manzano è stata confermata l’iniziativa organizzata da Slow Food Friuli.

BUTTRIO – Il talk show in programma domani a Buttrio è stato depennato e rinviato a data da destinarsi. Come già annunciato, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia aveva organizzato, a Villa di Toppo Florio, la tavola rotonda “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”, in collaborazione con l’assessorato comunale all’Agricoltura. E questo perché le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il 2020 sarà l’anno consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni: Donne, Vino e Ambiente è infatti il leitmotiv scelto non solo per la Festa delle Donne del Vino, che si tiene fino al 14 marzo in tutt’Italia, ma è il filo conduttore dell’operatività di quest’anno.

ROSAZZOCancellato per ora anche il convegno “Ribolla gialla di Rosazzo tra qualità, territorio e futuro” in programma per sabato mattina nell’abbazia rosacense, per iniziativa del Comune di Manzano. Ce l’ha anticipato l’assessore Daniele Macorig, al quale sarebbe spettato il compito di coordinare i lavori che vedevano in scaletta diversi qualificati relatori, i cui interventi dovevano essere coronati dalle parole dell’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier. Il convegno non sarà annullato bensì rinviato, pure questo, a data da destinarsi. L’argomento, infatti, è molto interessante per cui merita d’essere approfondito quando l’emergenza si sarà finalmente esaurita.

MANZANO – Confermato, invece, Know Wine sabato prossimo a Manzano: un assaggio speciale, alla scoperta di vini diversi dalle “solite etichette” e di assoluta eccellenza. È di Slow Food Friuli l’idea di proporre Know Wine, l’annunciata iniziativa che si terrà, dalle 17 alle 21, al ristorante Elliot: le prenotazioni sono aperte. Know Wine va a braccetto – non solo nelle assonanze del nome – con Slow Wine, l’originale selezione vinicola, racchiusa nella nota Guida che Slow Food propone ogni anno a esperti, appassionati e curiosi. Di fatto, si sposa con Elliot Wine Culture «il nuovo pensiero di Elliot Restaurant – spiegano i titolari – che si propone di valorizzare il territorio vitivinicolo di Fvg e Slovenia, un modo per presentare e presentarsi, raccontando le storie dei propri vini e quelle dei loro produttori». Infatti, nella serata a Manzano, ci saranno i rappresentanti di 25 produttori Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. «I vini di queste aziende negli ultimi anni ci hanno piacevolmente sorpreso, spesso oltre le aspettative», affermano i curatori Elisa de Nardo, Savio del Bianco e Richard Baudains. Per accogliere al meglio i partecipanti, Slow food consiglia di prenotare la propria presenza (e la tasca porta-calice) scrivendo a eventi.slowfriuli@gmail.com, indirizzo a cui è possibile chiedere ulteriori informazioni sulla serata e sui costi.

VERONA“In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”. Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi ieri. “Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale, come informa un comunicato –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del Made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”. La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.

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In copertina, uno scorcio del megastand Fvg al Vinitaly 2019.

A “Oro di Ramandolo” anche grandi vini da Faedis, Savorgnano e Prepotto

di Gi Elle

Ci saranno anche tre “special guest” – cioè ospiti speciali – nella grande giornata di “Oro di Ramandolo” in programma dopodomani, a Nimis. Faranno festa con il celebre Docg ottenuto sulle colline marnose ai piedi del monte Bernadia i vini bianchi di Savorgnano del Torre, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. A questi ultimi, due grandi rossi autoctoni che non temono confronti, sono state riservate specifiche sottozone, le quali nel tempo potrebbero preludere a due nuove denominazioni di origine controllata e garantita, che si aggiungerebbero, quindi a Ramandolo, ma anche a Picolit e a Rosazzo.
Un’ottima compagnia, quindi, per regalare agli enoappassionati che sceglieranno questa invitante meta nell’ambito della prima giornata di “Cantine Aperte a San Martino”, l’ormai affermata manifestazione autunnale organizzata dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. Ma anche per fare festa con i produttori di Nimis che da alcuni anni organizzano la bella manifestazione, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank. Si tratta, come già annunciato, di un evento enogastronomico “itinerante” che, appunto sabato per tutta la giornata, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, più di altrettanti vignaioli e numerosi artigiani del gusto” che proporranno delle specialità con cui accompagnare le degustazioni.

Ecco il Refosco di Faedis…

… e lo Schioppettino di Prepotto.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede anche sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco, appunto di Faedis (noto anche come Refoscone) o dal Peduncolo rosso.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da alcuni pulmini messi a disposizione dall’organizzazione. Per cui le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”, prima del bivio per Ramandolo-Torlano) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo, in quanto tutte le degustazioni infatti, considerata anche la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati ai due famosi rossi “ospiti”: appunto, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto (detto anche Ribolla nera). Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.
Un programma più che invitante, dunque, per cui non resta che sperare in un miglioramento delle condizioni del tempo, che in questi giorni si è sbizzarrito con una vera e propria pioggia “a catinelle”. Come detto, se dovesse piovere, niente paura: tutto si terrà, opportunamente organizzato, al coperto. Ma ovviamente i  diciotto produttori del Ramandolo Docg impegnati nella manifestazione nutrono la fiducia che tutto andrà per il meglio.

Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa. Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 338 4656394.

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In copertina, grappoli di Verduzzo giallo fatti appassire per ottenere il prezioso Ramandolo Docg.

Al “Vigne Museum” di Rosazzo stasera pianoforte sotto le stelle

di Gi Elle

I bellissimi brani per pianoforte solo di Claude Debussy, ma non solo, sotto le stelle e tra le viti di Rosazzo, oggi 12 luglio. Va in scena, infatti, “Il contemporaneo al Vigne Musem” che presenta la pianista lussemburghese Cathy Krier, la quale proporrà appunto musiche di Debussy, oltre che di Schuler, Rigaki e Ligeti. L’appuntamento è alle 21 tra le ultime luci del tramonto che su queste colline, vegliate dalla storica abbazia benedettina, regalano immagini di rara suggestione e bellezza.
Prosegue, infatti, la proposta culturale ideata da Vigne Museum Associazione Culturale per la stagione estiva 2019. E domani sera il Vigne Museumstruttura artistico-architettonica di Yona Friedman, realizzata con Jean-Baptiste Decavèle nel 2014 per i 100 anni di Livio Felluga — sarà appunto animato dalla performance musicale della pianista lussemburghese Cathy Krier dal titolo “Crossing Borders”.

 La pianista Cathy Krier.

L’appuntamento musicale si inserisce nella serie dedicata a Il Contemporaneo al Vigne Museum e si integra con gli appuntamenti iniziati con la manifestazione L’Età del Rimedio durante la quale dibattiti, mostre, installazioni temporanee si sono susseguite per due lunghi weekend fino a culminare con l’incontro pubblico Paesaggi futuri al Vigne Museum – Rivoluzione Pianeta.
Quest’anno lo spazio dedicato alla musica vede come protagonista proprio Cathy Krier che “incanta con intelligenza”. Dopo aver iniziato a suonare il pianoforte in tenera età al Conservatorio di Lussemburgo, ha intrapreso una carriera internazionale, esibendosi principalmente in Europa, Stati Uniti e Cina. Per il Vigne Musuem Cathy Krier eseguirà musiche di Denis Schuler, Claude Debussy, Evangelia Rigaki e György Ligeti.

Il concerto, realizzato in collaborazione con SimulArte, regalerà al pubblico un’esperienza sotto le stelle in cui il Vigne Museum, circondato da vigneti e sito sulla sommità di una collinetta a Rosazzo, diventa una piccola isola sonora, un teatro in cui artista, musica, pubblico e paesaggio sono i protagonisti che condividono lo spazio e l’interpretazione di importanti compositori del Novecento e contemporanei.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Info info@vignemuseum.it http://cathykrier.com

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In copertina, il suggestivo “Vigne Museum”  sulle colline di Rosazzo.

Ribolla? Ottima a Corno, ma anche a “Easy Fish”

di Gi Elle

Ultima giornata oggi a Corno di Rosazzo con la prima edizione di “Ribolla & Ribolla“, manifestazione con cui si vuole porre l’accento e ulteriormente valorizzare uno fra i più rinomati vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia e in particolare dei Colli orientali, prestigiosa zona Doc di cui fa parte anche la cittadina a due passi da Cividale. L’appuntamento è nuovamente a villa Nachini Cabassi, bellissimo edificio storico sempre più punto di riferimento per il Vigneto Fvg. Dove alle 18.30 (ma inizialmente era fissato alle 11) ci sarà anche l’annunciato talk show intitolato “Ribolla & Ribolla”, che metterà viticoltori, giornalisti e sommelier a confronto. Modererà il dibattito il dottor Claudio Fabbro. A mezzogiorno, invece, “La Ribolla gialla a tavola”, uno show cooking a cura dell’Associazione cuochi di Udine. Oltre alla possibilità di degustare le “migliori 40 Ribolle”, si potrà visitare anche la mostra “788 anni di storia (1231-20199 La Ribolla gialla: il vino più moderno perché il più antico – Vini e vitigni che hanno sfidato i secoli”.

Grappoli di Ribolla gialla.

Un’occasione importante, dunque, per discutere del futuro di questo prezioso vitigno che, come dicevamo ieri, ha uno storico riferimento nelle antiche vigne abbaziali della vicina Rosazzo. Ma anche per degustare il suo vino a tavola, dove è ottimo sia come fermo – o “tranquillo” – sia come spumante, una forma quest’ultima che si sta sempre più affermando, soprattutto fra un pubblico giovane, e che si pone come una interessante alternativa al dilagante Prosecco. In entrambi i casi, si tratta di un vino fresco, invitante, ideale abbinamento per piatti leggeri soprattutto a base di pesce, crostacei o frutti di mare, come quelli che si possono degustare anche oggi a Lignano Sabbiadoro dove c’è la bella manifestazione “Easy Fish”, il Festival del pesce dell’Alto Adriatico.

A mezzogiorno, nella piazza della Terrazza a Mare, ci sarà una nuova puntata della Festa della Paella Adriatica con David Povedilla e di Cocktail Exhibition a cura di Palagurmè. Nel pomeriggio alle 18, ancora di scena i cocktail, mentre dalle 19 Gala Dinner Easy Fish nel corso del quale si potranno gustare cinque piatti realizzati da: “Dalle Malghe al Mare” con Veronica De Filippis; Alessandro Businaro, chef del ristorante “Da Boschet”, a Gorgo di Latisana, e Gloria Clama, finalista seconda classificata nell’edizione 2019 di Masterchef Italia; Giancarlo Perbellini, chef 2 stelle Michelin del ristorante “Casa Perbellini” di Verona; Bobo Cerea, chef 3 stelle Michelin del ristorante “Da Vittorio” di Brusaporto (Bergamo).  Ospiti d’eccezione Federico Quaranta, conduttore radiofonico e televisivo specializzato nella presentazione e moderazione di eventi legati al mondo del food, wine e turismo.
Piatti che, indubbiamente, si completano e si valorizzano se accompagnati con i grandi vini bianchi del Vigneto Fvg. E la Ribolla gialla, anche oggi “regina” a Corno di Rosazzo, è proprio uno di questi.

Un bel risotto con gamberi e Ribolla.

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In copertina, calici di Ribolla spumantizzata: vino che piace molto.

“Vigne Museum” a Rosazzo indaga sui paesaggi futuri

di Gi Elle

Secondo e ultimo fine settimana, nella splendida location di Rosazzo (ma con una puntata anche a Soleschiano), tra i vigneti di Ribolla e Pignolo su cui domina la plurisecolare abbazia benedettina, per il progetto The Architecture of Intelligence, la nuova iniziativa culturale di Giuseppe Stampone, curata e prodotta da Rave per il “Vigne Museum” nell’ambito del programma “L’Età del Rimedio” che propone incontri, dibattiti e mostre a cura di Isabella e Tiziana Pers (fondatrici di Rave East Village Artist Residency), e da Elda Felluga e Giovanna Felluga, rispettivamente presidente di “Vigne Museum” e direttore artistico della stessa Associazione culturale.

Elda Felluga

Giuseppe Stampone

Allestito all’interno della struttura artistico-architettonica permanente realizzata da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavele nel 2014 e situata in mezzo ai vigneti dei Colli orientali del Friuli, proprio nell’ambito del prestigioso “cru” di Rosazzo, che si trova in Comune di Manzano, il nuovo progetto inedito di Stampone, visitabile fino a domenica 16 giugno, si compone di una serie di disegni in aperto dialogo con la struttura di Friedman e presentati assieme alle immagini realizzate dal celebre fotografo Dom Mimì.
“L’Età del Rimedio” proporrà interessanti iniziative anche domani, sabato, a partire dalla 11 con l’incontro Paesaggi futuri al “Vigne Museum” – Rivoluzione Pianeta con Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore della Reggia di Versailles), Marisa Sestito (vicepresidente Giant Trees Foundation e anglista), il già ricordato Giuseppe Stampone e Daniele Puppi (artisti), e Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore) attorno ai cambiamenti che il nostro ecosistema sta subendo in questa epoca storica dovuto all’intervento dell’uomo e a una naturale evoluzione geologica oltre che culturale. Modererà l’incontro Patrizia Catalano, giornalista e curatrice.

Protagonisti dell’iniziativa culturale.

Ricordavamo la scorsa settimana che in Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri di distanza, convivono due importanti realtà artistiche, “Vigne Museum”, Associazione culturale, e “Rave”, East Village Artist Residency. Entrambe, unite da una visione simile e complementare, attraverso l’arte contemporanea e la cultura indagano le emergenze del nostro tempo, dalla situazione ambientale al rapporto tra le specie, immaginando il biocentrismo come attitudine culturale, sociale ed economica.
“Rave” è un progetto che apre il dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica ed antispecista. A “Rave” gli incontri tra animali, umani e non umani, tra le sensibilità individuali e i dialoghi interdisciplinari, tra il processo di ricerca degli artisti e gli sguardi dell’assolutamente altro, danno vita a una pluralità di visioni inedite e sperimentali.
Il “Vigne Museum” è invece una struttura artistico-architettonica, un museo ideale dedicato alla vite e al paesaggio collocato tra i vigneti storici di Rosazzo, nel cuore dei Colli orientali del Friuli, realizzata nel 2014 da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle per i 100 anni di Livio Felluga, patriarca della viticoltura friulana. Da quest’anno il “Vigne Museum” è diretto dall’omonima associazione culturale, che attraverso varie azioni incentra il proprio programma sull’interdisciplinarietà tra arte, architettura e scienza.

“Rave” e “Vigne Museum” collaborano per la prima volta nella realizzazione, appunto, del programma “L’Età del Rimedio”, contenitore d’incontri, dibattiti e mostre. La rassegna terminerà in modo conviviale e festoso, domenica, alle 11.30, con la food designer Annagiola Gaglianò che realizzerà nel borgo di Soleschiano, un Vegan show cooking, omaggio a “Rave” e alla sua forte identità legata alla questione animale.

Un’immagine di “Vigne Museum”.

La manifestazione gode del patrocinio della Fondazione No Man’s Land di cui Yona Friedman è presidente onorario. Il Vigne Museum e le sue attività sono supportati dall’Azienda Livio Felluga in qualità di main sponsor. Rave è realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con All/Università degli Studi di Udine, L’Officina, Trieste Contemporanea, Gallinae in Fabula, Musiz Foundation mentre Vulcano è Main Partner. Molte le realtà attive sul territorio che hanno aderito come sponsor tecnici aiutando a consolidare il rapporto con il tessuto economico ed istituzionale locale ad un coinvolgimento attivo della popolazione: Biolab Vegetarian & Vegan Organic Food, Agriturismo Vegetariano Al Rôl ai Conti di Maniago da Anna e B&B e Birra Agricola Lippo.

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In copertina, alcuni partecipanti alla manifestazione sui colli di Rosazzo.

 

Vigne Museum e Rave, il clima che cambia invitando alla riflessione

di Gi Elle

Già, il clima cambia, eccome! Ne prendiamo atto ogni giorno, a spese dell’ambiente e purtroppo nostre. Una situazione, quindi, delicata e che invita alla riflessione. Come? Intanto, parlandone anche con l’aiuto della cultura. Quella che si dispiegherà da oggi al 16 giugno tra Rosazzo e Soleschiano, note località manzanesi – la prima per l’antica abbazia benedettina circondata da vigneti, in cui si è scritta la storia della vite e del vino in Friuli; la seconda per aver dato i natali a Caterina Percoto, grande letterata nell’amata lingua della nostra terra -, sedi di due espressioni culturali di primo livello, ancora poco o nulla conosciute, che ci invitano appunto a ripensare sul nostro essere e divenire.

In Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri di distanza, convivono infatti due importanti realtà artistiche, “Vigne Museum”, Associazione culturale, e “Rave”, East Village Artist Residency.  Entrambe, unite da una visione simile e complementare, attraverso l’arte contemporanea e la cultura indagano proprio le emergenze del nostro tempo, dalla situazione ambientale al rapporto tra le specie, immaginando il biocentrismo come attitudine culturale, sociale ed economica.

“Rave” è un progetto che apre il dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica ed antispecista. A “Rave” gli incontri tra animali, umani e non umani, tra le sensibilità individuali e i dialoghi interdisciplinari, tra il processo di ricerca degli artisti e gli sguardi dell’assolutamente altro, danno vita a una pluralità di visioni inedite e sperimentali.

Il “Vigne Museum” è invece una struttura artistico-architettonica, un museo ideale dedicato alla vite e al paesaggio collocato tra i vigneti storici di Rosazzo, nel cuore dei Colli orientali del Friuli, realizzata nel 2014 da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle per i 100 anni di Livio Felluga, patriarca della viticoltura friulana. Da quest’anno il Vigne Museum è diretto dall’omonima associazione culturale, che attraverso varie azioni incentra il proprio programma sull’interdisciplinarietà tra arte, architettura e scienza.

Particolare dell’opera di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle.

“Rave” e “Vigne Museum” collaborano per la prima volta alla realizzazione di “L’Età del Rimedio”, programma d’incontri, dibattiti e mostre, a cura di Isabella e Tiziana Pers (fondatrici di “Rave”), Elda Felluga (presidente di “Vigne Museum” Associazione culturale) e Giovanna Felluga (direttore artistico della stessa). Da oggi al 16 giugno, nelle rispettive sedi del Borgo di Soleschiano e di Rosazzo, si alterneranno esponenti del mondo dell’arte, della scienza e della filosofia per raccontare, in base alle proprie ricerche ed esperienze, come i rispettivi settori di competenza stiano modificandosi conseguentemente all’evoluzione del nostro pianeta. Il tema centrale sarà, appunto, il cambiamento climatico.
Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Leonardo Caffo (filosofo), Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore della Reggia di Versailles) e Giuseppe Stampone (artista) sono solo alcuni dei nomi che parteciperanno a questa kermesse per riflettere sul nostro ruolo in quanto parte integrante della natura, sui paesaggi futuri e sulla possibilità di coesistenza con altre forme di vita, qualsiasi sia il loro modo di esperire il mondo.

Oggi, alle 16.30, la manifestazione inizierà all’interno del “Vigne Museum” con l’inaugurazione di Architecture of intelligence, progetto “Rave” di Giuseppe Stampone con la partecipazione di Dom Mimi, diventando così il luogo simbolico di collegamento dell’intera iniziativa.
L’incontro con l’architettura di Yona Friedman ha ispirato un progetto inedito di Giuseppe Stampone, visitabile fino a domenica 16 giugno, composto da una serie di disegni in aperto dialogo con la struttura di Friedman e presentati assieme alla fotografie di Dom Mimi per dar vita ad una vera e propria mappa emozionale.
The Architecture of Intelligence fa parte di un progetto più esteso ed articolato che Giuseppe Stampone sta realizzando all’interno della residenza “Rave”.

Ancora al “Vigne Museum”.

Il programma continuerà all’insegna dell’arte contemporanea. Dalle 17 alle 20 sarà aperta al pubblico la mostra diffusa Animâi Libars, una retrospettiva che presenta alcune delle opere realizzate dal 2011 dagli artisti in residenza, fra cui: Regina José Galindo, Igor Grubić, Ivan Moudov, Adrian Paci, Diego Perrone e Nada Prlja. Le opere video saranno allestite nella sede di “Rave”, nel Borgo Vegetariano di Soleschiano di Manzano, location dal fascino rurale della campagna friulana, dove vivono alcuni degli animali che sono stati salvati dal macello e da meccanismi consumistici grazie alle azioni di Tiziana Pers attraverso la sua pratica artistica Art History.
La tavola rotonda dal titolo Immaginari oltre la specie, a cura di “Rave” East Villa Artists Residency, sarà il primo momento divulgativo e d’incontro con il pubblico da parte dei tanti ospiti della manifestazione. Alle 18, sempre a “Rave”, Isabella Pers (artista e co-fondatrice “Rave”) introdurrà: Leonardo Caffo (filosofo), Daniele Capra (critico d’arte e curatore), Gino Colla (collezionista, fondatore OnArt), Mirta d’Argenzio (storica dell’arte), Federica La Paglia (critica d’arte e curatrice), Marinella Paderni (critica d’arte e curatrice),Giuseppe Stampone (artista), Domenico Stinellis (fotografo), Antonello Tolve (teorico e critico d’arte), Marianna Tonelli (studentessa, FridaysForFuture).

Il fine settimana successivo, a partire da sabato 15, alle 11, i riflettori si sposteranno nuovamente sul “Vigne Museum” con l’incontro pubblico, a cura dell’omonima Associazione culturale, parte del ciclo Paesaggi Futuri al Vigne Museum, dal titolo Rivoluzione Pianeta, ospitato in Abbazia di Rosazzo a pochi passi dalla struttura di Yona Friedman realizzata con Jean Baptiste Decavèle. Moderati da Patrizia Catalano (giornalista e curatrice) interverranno Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore del Giardino di Versailles), Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore), Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Daniele Puppi (artista), Marisa Sestito (vicepresidente Giant Trees Foundation, anglista) e Giuseppe Stampone (artista).
La rassegna terminerà in modo conviviale e festoso, domenica 16 giugno alle 11.30, con la food designer Annagiola Gaglianò che realizzerà nel Borgo di Soleschiano, un Vegan Show Cooking, omaggio a “Rave” e alla sua forte identità legata alla questione animale.

Incontri di riflessione a “Rave”.

La manifestazione gode del patrocinio della Fondazione No Man’s Land di cui Yona Friedman è presidente onorario. Il Vigne Museum e le sue attività sono supportati dall’Azienda Livio Felluga in qualità di main sponsor. Rave è realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con All/Università degli Studi di Udine, L’Officina, Trieste Contemporanea, Gallinae in Fabula, Musiz Foundation mentre Vulcano è Main Partner. Molte le realtà attive sul territorio che hanno aderito come sponsor tecnici aiutando a consolidare il rapporto con il tessuto economico ed istituzionale locale ad un coinvolgimento attivo della popolazione: Biolab Vegetarian & Vegan Organic Food, Agriturismo Vegetariano Al Rôl ai Conti di Maniago da Anna e B&B e Birra Agricola Lippo.

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In copertina, il “Vigne Museum” realizzato sui colli di Rosazzo.

Friuli Colli orientali e Ramandolo: Paolo Valle il nuovo presidente

di Giuseppe Longo

Cambio della guardia al Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli Orientali e Ramandolo. Paolo Valle è infatti il nuovo presidente che subentra a Michele Pavan. “Lavorerò per migliorare la qualità dei nostri vini, la sostenibilità e la redditività delle aziende” con ” la voglia di aprirsi e collaborare con gli altri Consorzi di tutela della regione, per ottenere, insieme, sempre nuovi risultati che devono portare, certamente, ad aumentare la qualità dei nostri vini”: questo il suo “manifesto” a favore della prestigiosa zona che va dall’area più settentrionale con Nimis e Tarcento fino a Cividale, Corno di Rosazzo (dove ha sede l’organismo associativo) e Buttrio, dove come appena visto si scaldano i motori per la 87ma edizione della Fiera regionale dei vini.
Una nomina, quella di Valle, che avviene proprio nel bel mezzo di importanti manifestazioni enologiche hanno quali protagonisti d’eccellenza proprio i vini dei Colli orientali, a cominciare dalla grande festa con lo Schioppettino di Prepotto al via domani in riva al Judrio e alla imminente mostra-degustazione di Villa de Claricini, a Bottenicco, che si incrocerà la prossima settimana proprio con la Fiera di Buttrio. Appena sceso invece il sipario sulla cividalese Borderwine e su Cantine Aperte 2019 che pure in questa zona Doc-Docg ha registrato domenica scorsa un pienone, grazie a una “finestra” di bel tempo. Che ora pare sia finalmente ritornato, con la speranza che duri a lungo consentendo ai vigneti di recuperare il consistente ritardo vegetativo accumulato in queste settimane a causa di tanta pioggia e basse temperature.

Vigneti nel Cividalese…

Paolo Valle, dell’azienda Valle di Buttrio, è dunque il nuovo leader del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli Orientali e Ramandolo. A coadiuvarlo, nelle sua attività di gestione della importante compagine associativa la cui origine risale a quasi mezzo secolo fa, per i prossimi tre anni, saranno i vicepresidenti Demis Ermacora, di Ipplis, e Maurizio Zaccomer, di Nimis. Valle, che appunto succede a Michele Pavan, ha 54 anni e gestisce l’azienda vitivinicola di famiglia che ha appunto sede alle porte di Buttrio, con una storia importante alle spalle iniziata nel 1954 dal conosciutissimo papà Gigi, con 42 ettari dedicati alla coltivazione della vite.

«Lo spirito con cui mi appresto ad affrontare questo nuovo ruolo – spiega Valle – è quello della continuità, innanzitutto, con l’impegno svolto dal presidente e dal consiglio precedenti, con un occhio attento a mantenere ben saldo l’equilibrio di bilancio del Consorzio. Di sicuro, fin da subito, c’è la voglia di aprirsi e collaborare con gli altri Consorzi di tutela della regione, per ottenere, insieme, sempre nuovi risultati che devono portare, certamente, ad aumentare la qualità dei nostri vini, la sostenibilità, ma anche la redditività per le aziende che li producono, in particolare quelle collinari, più “difficili”».
Il nuovo consiglio di amministrazione, per buona parte rinnovato, ha dato ampio spazio ai giovani vignaioli del territorio con l’elezione di Filippo Butussi, Federico De Luca, Alessio Dorigo, Filippo Felluga, Matteo Lovo, Claudio Novello, Michele Pace Perusini, Michele Pavan, Federico Stroppolatini e Alessio Zorzettig.

Ricordiamo che la superficie rivendicata a Doc Friuli Colli Orientali e Ramandolo è pari a 1.774 ettari. Il vitigno più coltivato è il Tocai friulano (16,7 per cento), con una forte crescita della Ribolla gialla (+4 sull’anno precedente). La produzione di vino Doc supera i 77.700 ettolitri: 65 per cento da uve a bacca bianca, 35 a bacca rossa. Vini di grande prestigio, perché proprio in quest’area si trovano tutte le Docg – il marchio più ambito – del Vigneto Fvg, a cominciare da  quella del Ramandolo, la prima in regione ad avere ottenuto il riconoscimento, cui si sono aggiunte quelle del Picolit e di Rosazzo assieme alle famosissime sottozone – o “cru” per dirla con i francesi – di Cialla e del citato Schioppettino di Prepotto. Vini che sono una “bandiera” da difendere e da valorizzare. Tanti auguri, presidente Valle!

… e nella zona di Ramandolo.

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In copertina, Paolo Valle, 54 anni, nuovo leader dei Colli orientali.