No allo spreco alimentare! A Roma oggi sono al via le celebrazioni della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione

È questione di cuore, preservare il futuro del pianeta: un obiettivo trasversale alle generazioni. Ma è anche e soprattutto questione di metodo la prevenzione degli sprechi, la rigenerazione del cibo avanzato, la pianificazione degli acquisti e la fruizione stagionale – quindi qualitativa e salutare, non meramente quantitativa – degli alimenti alla base della nostra dieta. Il nostro rapporto col cibo si gioca nel quotidiano su un piano squisitamente organizzativo, questo ci insegna il Cross generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher International, che si presenterà a Roma oggi, 3 febbraio, in vista della 13ma Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – giovedì 5 febbraio – quest’anno focalizzata su “2030 Calling”, ovvero l’ultimo sprint utile per metterci in pari con gli Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per misurare e di cogliere concretamente i traguardi fissati nel 2015, al momento della sua adozione. Il Rapporto è un’iniziativa della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, che promuove e organizza la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il cui evento ufficiale è già in programma a Roma stamane, dalle 11 nello Spazio Esperienza Europa di piazza Venezia. I dati del Rapporto sono stati raccolti da Ipsos Doxa ed elaborati, per la cura del direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè, dal team dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, coordinato da Luca Falasconi, curatore del Rapporto Waste Watcher “Il caso Italia”.
Il divario generazionale, dimostra il Cross Generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher, si riflette nella capacità di tenere viva l’attenzione ogni giorno intorno alla prevenzione dello spreco alimentare. Se i Boomers (nati fra il 1946 e il 1964) rappresentano la generazione più strutturata e storicamente focalizzata sul tema (ben 96% dichiara un’elevata attenzione alla questione dello spreco di cibo), la Generazione Z (nati fra il 1997 e il 2012) è consapevole della questione e autocritica sulle proprie responsabilità, ma è meno organizzata e meno disposta a ritagliare il tempo necessario alla pianificazione, tende ad acquistare in eccesso “per sicurezza”, dimentica il cibo in frigo, rifiuta più spesso la rigenerazione degli avanzi. Millennials (nati fra il 1981 e il 1986) e Generazione X (nati fra il 1965 e il 1980) occupano una posizione intermedia: mostrano maggiore consapevolezza dei giovani e buone competenze organizzative, ma faticano a stabilizzare le pratiche nel tempo. Solo il 36% dei Gen Z pianifica la spesa con una lista, contro il 45% dei Millennials e Generazione X. Al contrario, i Boomers eccellono nella gestione: il 60% acquista rigorosamente stagionale, il 63% consuma prioritariamente ciò che sta per scadere e il 55% controlla se è ancora buono, prima di decidere se utilizzarlo o gettarlo, contro solo il 45% della Generazione Z (52% per Millenials e 51% per Generazione X).

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Il nuovo libro di Segrè

«Il cibo, e lo spreco che è la sua negazione – spiega l’agroeconomista e accademico Andrea Segrè, fondatore dell’impegno contro lo spreco alimentare in Italia e in Europa – sono il punto di partenza centrale per interrogarsi sui limiti del nostro modello di sviluppo e immaginare un’economia diversa, di cura ed equilibrio ecologico. Un sistema dove il valore del cibo si misura non solo nel prezzo, ma nel rispetto per le persone, la natura e il tempo». È questo il filo rosso del nuovo saggio che Andrea Segrè firma per Treccani Libri, in libreria da oggi, 3 febbraio: “Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro” (Collana Voci, 136 pagine euro 12), con la prefazione dello storico dell’alimentazione Massimo Montanari, guida del comitato scientifico che ha portato la cucina italiana a patrimonio Unesco, e la postfazione del poeta e scrittore Davide Rondoni, alla guida del Comitato per le iniziative degli 800 anni dalla morte di San Francesco (1226 – 2026). Nel saggio, infatti, la visione del Frate di Assisi legata al cibo come a un dono da condividere e non sprecare, si rifrange come una luce profetica, capace di illuminare il nostro percorso, ottocento anni dopo.

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«Ma alle soglie del 2030 – spiega il direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè – un patto fra le generazioni è prioritario, per sostenere le strategie concrete di gestione del cibo. Un cambio di paradigma pragmatico, che punta a salvare gli alimenti, prevenire gli sprechi e concretamente contribuire a un nuovo modello di sviluppo». Per questo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare estende il suo raggio d’azione al fine settimana successivo e promuove una “challenge” inedita, il primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio. Una sfida di alfabetizzazione operativa, 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente: l’azione collettiva #sprecozero che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi «Lo spreco alimentare si affronta con le micro-competenze quotidiane – sottolinea Luca Falasconi, curatore del Cross Generation Food Report – Dobbiamo trasformare la velocità digitale dei giovani in consapevolezza organizzativa. Il frigorifero è il luogo dove il cibo diventa invisibile prima di diventare rifiuto. Renderlo trasparente significa restituirgli valore». Operativamente, #frigotrasparente sarà non una “’ispezione”, ma una liberazione di sapori. Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. #Frigotrasparente diventa così una challenge articolata in 15 minuti: si parte con la Ricognizione (minuti 0-4), ovvero l’Appello del Frigo: non guardare solo cosa c’è dentro, ma guarda dove è finito. Apri il frigorifero e svuotalo parzialmente, spesso il cibo va a male perché diventa invisibile. Cerca di estrarre e attenzionare tutto ciò che è nascosto negli angoli bui del tuo frigo. Si prosegue con l’Azione e la Gerarchia del Sapore (minuti 5-9): perché non tutti i cibi sono uguali, alcuni hanno fretta e meritano la Prima Fila. Identifica i “codici rossi” con scadenza entro 48 ore, o poco più. Spostali fisicamente sul ripiano ad altezza occhi. Quello è il tuo “VIP lounge del sapore”. Terzo step, l’Arte del Raggruppamento (minuti 10-13), un modulo di organizzazione visiva. I Boomers insegnano: la stagionalità e l’ordine salvano la spesa, cerca di unire gli avanzi in contenitori trasparenti (se non li vedi, non li mangi). Dividi i cibi freschi da quelli a lunga conservazione.
E infine, quarto e ultimo passaggio: lo Scatto d’orgoglio (minuti 14-15). Ecco la tua testimonianza Wastebuster, rendi pubblico il tuo impegno perché la consapevolezza cresce, se condivisa. Scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride.

 

Vino Terre, la Cantina di Ramuscello porta a Roma il suo aiuto ai “corridoi umanitari” della Comunità di Sant’Egidio

Un gesto concreto di solidarietà è stato compiuto dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, che ha donato 5 mila euro alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere i “corridoi umanitari”. La somma è stata consegnata a Roma dal presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, e dal direttore Rodolfo Rizzi, alla presenza dell’amministratore delegato della Comunità, Stefano Carmenati, della responsabile degli stessi “corridoi umanitari” Cecilia Pani e di Rinaldo Piazzoni.


«Questo contributo – hanno spiegato Trevisan e Rizzi – proviene dal ricavato della vendita di 500 bottiglie del progetto Vino Terre. Un’iniziativa unica in Italia, che prevede l’affinamento per 12 mesi delle bottiglie dell’autoctono Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli direttamente nel terreno dello stesso vigneto di produzione. Successivamente, con la preziosa collaborazione degli insegnanti e degli studenti del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons, si è provveduto al confezionamento e alla vendita al pubblico, che ha riscosso un grande successo. Coinvolgere i soci della Cantina cooperativa e i consumatori in un gesto solidale finalizzato al rafforzamento dei “corridoi umanitari” ha dato un significato ancora più profondo a tutto il progetto, che proseguirà anche nei prossimi anni».
Carmenati e Pani hanno espresso profonda gratitudine alla Cantina, sottolineando l’importanza e i risultati concreti del lavoro della Comunità di Sant’Egidio. «In dieci anni di attività – ha ricordato Pani – oltre 10 mila persone sono arrivate in Italia in modo sicuro e legale, attraverso percorsi che garantiscono l’integrazione. Si tratta di rifugiati che, pur provenendo da situazioni umanamente difficili, in un paio d’anni si inseriscono perfettamente nella nostra società, portando nei territori nuove energie, competenze e vitalità. Ogni giorno riceviamo tra le 500 e le 1.000 richieste di intervento. L’apprezzamento per il progetto è tale che oggi viene replicato anche in altri Paesi europei. Stiamo inoltre lavorando per attivare nuovi corridoi di tipo lavorativo».
A rappresentare l’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena era presente anche il consigliere con delega al Turismo, Riccardo Pasqualis, che ha portato i saluti ufficiali del Comune-Città del vino e ha donato alla Comunità di Sant’Egidio una pregevole pubblicazione sull’antica Abbazia benedettina di Sesto.

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In copertina e all’interno la cerimonia di consegna alla Comunità di Sant’Egidio presenti Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi; qui sopra, alcune delle bottiglie di Refosco del progetto Vino Terre appena prelevate dal sottosuolo a Ramuscello.

Tornano “Le Notti del Vino”: ideate in Friuli Venezia Giulia ora debuttano in tutt’Italia. Dal 19 giugno Roma ospiterà l’anteprima nazionale degli eventi che il Vigneto Fvg inaugurerà il 23 a Nimis

(g.l.) “Le Notti del Vino” sono il frutto di una felice intuizione che le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia avevano avuto nel 2024. E il successo immediatamente riscontrato non solo ha consigliato di mettere subito i “ferri in acqua” per la seconda edizione – che sarà inaugurata il 23 giugno a Nimis, storica Città che l’anno scorso aveva avuto altrettanto onore nel chiudere il riuscitissimo circuito estivo -, ma anche di estendere la manifestazione a tutto il territorio nazionale. Tanto che ieri, all’indomani della Festa della Repubblica, il ciclo di eventi “tricolore” è stato presentato a Roma, nientemeno che a Montecitorio nella sede della Camera dei deputati, dove è il coordinatore Fvg Tiziano Venturini, che è anche vicepresidente nazionale, è sceso per illustrare proprio la brillante esperienza pioneristica compiuta nella sua regione, il Vigneto Fvg.
Sarà, pertanto, un’estate all’insegna dell’intrattenimento e della cultura con l’accompagnamento di vini di qualità, in tutta Italia, con “Le Notti del Vino” in programma dal 21 giugno al 22 settembre: grande anteprima nella Capitale, al Ponte della Musica Armando Trovajoli, in una tre giorni dal 19 al 21 giugno curata da Decanter Wine Academy. L’iniziativa dell’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola, accompagnerà gli enoturisti in visita nei borghi di tutta Italia. Incontri, degustazioni, convegni, spettacoli, musica, letture, mostre d’arte, passeggiate caratterizzeranno così i tre mesi più belli dell’anno con questo che sarà il più grande e diffuso festival dell’estate dedicato al vino e alle tante cantine grazie alle quali l’Italia eccelle nel mondo.

«Attraverso iniziative come questa – ha detto il presidente nazionale di Città del Vino, Angelo Radica – aiutiamo i territori a farsi conoscere. La nostra è un’associazione di Comuni e il nostro primo pensiero è la crescita del territorio. L’appuntamento eredita un’esperienza di 20 anni e si svolgerà nelle piazze, nei parchi, negli edifici storici, nei luoghi più caratteristici d’Italia: il taglio di ciascun evento sarà scelto dal Comune che lo organizzerà, con la costante del binomio tra vino e intrattenimento». Sarà anche l’occasione, nei molti appuntamenti, ha proseguito Radica, di contribuire a ristabilire «le informazioni corrette che riguardano il rapporto tra vino e salute. Inviteremo i Comuni organizzatori a chiamare a intervenire medici ed esperti per chiarire una volta per tutte che non è il consumo di vino a essere dannoso, bensì l’abuso. Un’opera di divulgazione fondamentale nel momento in cui si affaccia il rischio che le istituzioni europee approvino le misure sull’etichettatura: se dovessero passare così come sono state presentate metterebbero in pericolo la sorte di molte aziende e di molti lavoratori». Partner delle Notti del Vino è l’Unpli, l’associazione nazionale che riunisce le Pro Loco.
Anteprima dunque a Roma, dal 19 al 21 giugno, mentre la seconda tappa, sempre in anteprima rispetto al calendario nazionale, sarà a Torgiano (Perugia), il 20 e il 21 giugno, mentre in Friuli Venezia Giulia, come detto, il via avverrà il 23 a Nimis. Nella Capitale tra le arcate del superbo Ponte Armando Trovajoli saranno dislocate oltre 70 cantine con i loro assaggi di vino. I winelovers, calici alla mano, potranno passeggiare degustando i migliori vini regionali e nazionali, parlando direttamente con i produttori. In programma anche installazioni di street food, musica dal vivo, flash mob di tango e tre masterclass di approfondimento. Organizzerà Decanter Wine Academy, rappresentata ieri alla Camera da Serena Specchi: «Siamo onorati di aprire le Notti del Vino, con l’obiettivo di unire il pubblico del vino. Al Ponte della Musica Trovajoli saranno presenti moltissimi produttori, sono loro che possono raccontare la storia, la cultura, quello che ogni calice porta con sé».

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Buttrio e la Fiera dei vini

E Buttrio, Comune capofila delle Città del Vino Fvg, stamane presenterà ufficialmente la sua famosa Fiera dei vini che è una fra le più antiche d’Italia. L’appuntamento è alle 11 nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con il sindaco Eliano Bassi e il presidente della Pro Buri Federico Toffoletti, presente Tiziano Venturini, vicesindaco e titolare delle politiche agricole del Comune collinare, nonché vicepresidente nazionale Cdv.

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Tiziano Venturini, vicepresidente nazionale e coordinatore del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino, ha quindi ricordato l’intuizione dello scorso anno che aveva portato Le Notti del Vino a debuttare nella sua regione e poi, anche alla luce del grande successo, essere adottate a livello nazionale: «La strada è quella giusta, la conferma viene dall’andamento delle iscrizioni, molto positivo già adesso», ha detto l’esponente friulano. Per Alberto Bertucci, sindaco di Nemi (Comune che assieme ad altri dieci è insignito del titolo di Città italiana del vino 2025) e vicepresidente nazionale dell’associazione «Le Notti del Vino sono una nuova bandiera di uno degli ambasciatori più nobili della nostra nazione, il vino. È corretto il messaggio che porteremo avanti in questa iniziativa, del bere sano e bere moderato, è un modo per educare i nostri giovani. Il vino ha una storia e nobiltà diversa dalle altre bevande, va gustato e va raccontato».
Alla presentazione degli eventi estivi è intervenuto anche il deputato Claudio Mancini: «Roma darà risonanza all’iniziativa delle Notti del vino. Va messo in evidenza il rapporto con il turismo, perché consente di favorire il sistema economico nel suo complesso. È importante lavorare sulle nicchie del turismo, che spesso consentono di dare più valore aggiunto». E ora via al conto alla rovescia per la seconda edizione Fvg delle Notti, prima appunto a livello nazionale.

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In copertina, il coordinatore Fvg Tiziano Venturini con il presidente nazionale Angelo Radica; all’interno, altre due immagini dell’incontro a Montecitorio mentre parla l’esponente friulano.

Anche gli allevatori Fvg domani a Roma (con Livoni e Lugo) per celebrare il Giubileo venerando Sant’Antonio Abate

Il 2025 è l’anno del “Giubileo della Speranza”, indetto da Papa Francesco, che ha già richiamato a Roma migliaia di pellegrini in occasione della cerimonia di apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro e delle celebrazioni eucaristiche nelle altre Basiliche papali della capitale. Anche gli allevatori italiani e friulani si apprestano a partecipare a un evento dal forte significato religioso e storico, in un’epoca in cui il mondo è scosso da numerosi e forti conflitti e tensioni.


L’occasione sarà rappresentata dalla XVIII “Giornata dell’Allevatore” che l’Associazione Italiana Allevatori ha organizzato con la collaborazione delle associate territoriali (Fvg compreso che sarà presente con una ventina di allevatori guidati dal presidente, Renzo Livoni, e dal direttore, Andrea Lugo) nella mattinata di domani, 17 gennaio, per una delle ricorrenze più sentite dagli allevatori italiani che, tradizionalmente, celebrano in questa data Sant’Antonio Abate, patrono di uomini e animali. Una data che, per tutto il mondo rurale, rappresenta un momento di riflessione nel corso del quale i protagonisti del settore zootecnico ribadiscono l’imprescindibilità del proprio ruolo, economico e sociale e lanciano un messaggio chiaro e inequivocabile alle istituzioni e alla collettività: in chiave di sostenibilità, benessere degli animali, qualità del cibo e rispetto dell’ambiente, la nostra zootecnia rappresenta la soluzione, con un modello distintivo e improntato all’equilibrio tra le esigenze della produzione e la domanda di un sistema trasparente e garante della sicurezza alimentare, per tutti.
Il programma della mattinata (ore 9-14) prevede, già dalle prime ore di domani, in Piazza Pio XII, di fronte al celebre Colonnato del Bernini, l’allestimento della ormai tradizionale “Stalla sotto il cielo” curata da Aia e dalle associate territoriali, all’interno della quale si potrà ammirare una rappresentanza degli animali di interesse zootecnico presenti negli allevamenti italiani che costituiscono uno spaccato della “Fattoria Italia”.
A metà mattina (ore 11) si terrà la funzione liturgica all’interno della Basilica di San Pietro, presso l’Altare della Cattedra, presenziata dall’arciprete Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro. Al termine della Messa il cardinale Gambetti, assieme alle autorità civili e militari, visiterà la “Stalla sotto il cielo” ed impartirà la benedizione agli animali e agli allevatori con le loro famiglie radunati in Piazza Pio XII, dove potranno assistere anche all’arrivo della sfilata di cavalli e cavalieri che dalla rinnovata Piazza Pia percorreranno tutta Via della Conciliazione fino a raggiungere la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato che eseguirà una suggestiva carrellata di brani musicali della tradizione.

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In copertina, la tradizione raffigurazione di Sant’Antonio Abate; all’interno, Fattoria Italia a Roma nei pressi del Vaticano.

Città del Vino, grande successo per il Concorso enologico internazionale. E i giudizi espressi a Gorizia l’8 luglio saranno svelati in Campidoglio a Roma

(g.l.) «Una importante edizione del Concorso internazionale Città del Vino, giunto alla 22ma edizione, che si conferma per qualità dei territori enologici e delle produzioni e occasione strategica per attirare aziende vitivinicole da tutto il mondo». Il presidente nazionale di Città del Vino, Angelo Radica, traccia un bilancio molto positivo della grande manifestazione che si è appena conclusa, con notevole successo, a Gorizia, Città del Vino che con la contermine Nova Gorica si appresta a debuttare come Capitale europea della cultura 2025. «Siamo molto soddisfatti – gli fa eco Tiziano Venturini, coordinatore delle Città del Vino Fvg – per il successo di questo grande lavoro di squadra tra tutte le nostre Città del Vino regionali insieme ai partner di Gorizia e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, senza dimenticare la grande collaborazione con la Slovenia».


Con l’asta benefica di vini internazionali – la quale, bandita da Stefano Cosma, ha permesso di raccogliere oltre mille euro per la ripiantumazione di aree transfrontaliere del Carso tra Italia e Slovenia distrutte dagli incendi del 2022 – si è conclusa infatti la tre giorni isontina della giuria del 22° Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e 5° Grappa Award. I giurati, ospiti per le degustazioni nella storica sede dell’Unione Ginnastica Goriziana, hanno anche potuto conoscere le eccellenze del Friuli Venezia Giulia grazie a una serie di viste guidate sul territorio. Invece, i wine lover ogni giorno nella stessa sede hanno potuto degustare vini internazionali. Ora la fase successiva sarà a Roma dove in Campidoglio l’8 luglio saranno rivelati e premiati i vini e grappe vincitori e le Città del Vino a cui appartengono le cantine che hanno ottenuto il riconoscimento. Si sa già che quelli del Friuli Venezia Giulia hanno ricevuto diversi premi: 6 Gran Medaglie d’Oro e 21 Medaglie d’Oro, oltre a Medaglie d’Argento e altri riconoscimenti speciali.


«Siamo lieti di aver potuto contribuire al format di successo del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino con alcune innovazioni come le degustazioni aperte al pubblico e l’asta benefica le quali, speriamo, possano essere prese in considerazione anche per le edizioni future. Grazie anche al gran cuore di chi ha partecipato all’asta e a tutti coloro, a partire dai membri del Coordinamento regionale Città del Vino, che hanno reso possibile con il loro lavoro questa edizione goriziana», ha affermato Tiziano Venturini, leader Fvg delle Città del Vino. «Voglio sottolineare – ha aggiunto il presidente nazionale Radica – le ottime performance di nuovi Paesi partecipanti come Libano e Israele e le buone partecipazioni di Cile e Messico anch’essi alla loro prima partecipazione. Successi per i vini italiani, da Nord, Centro e Sud: nelle selezioni di Città del Vino il pregio di valutare i vini non solo dal punto di vista tecnico (per la loro qualità oggettiva), ma soprattutto per il loro legame con il territorio, per la loro capacità di emozionare e per ribadire il valore del rapporto tra le aziende e i Comuni. Essere Città del Vino è un valore aggiunto per le cantine di tutta Italia». «Edizione del Concorso che ha visto l’organizzazione logistica del Coordinamento regionale Friuli Venezia Giulia di Città del Vino – ha concluso il direttore Città del Vino, Paolo Corbini –, un grande impegno ed una bella visibilità, anche in vista della Capitale europea della cultura Nova Gorica-Gorizia del 2025».

L’evento goriziano è stato organizzato dall’Associazione nazionale Città del Vino tramite il suo Coordinamento del Friuli Venezia Giulia (che vanta in regione 39 Comuni membri e 6 Pro Loco) assieme a PromoTurismoFvg e Gect Go – Go!2025 Nova Gorica Gorizia. Il tutto in collaborazione con Unidoc Fvg, Assoenologi, Ais Fvg, Consorzio Tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, Consorzio Collio, Isis Pertini Monfalcone, Pro Loco Gorizia, Unpli Fvg e con il sostegno di Banca 360 Fvg.

In copertina e qui sopra due immagini del lavoro dei giudici a Gorizia; all’interno, il saluto del presidente nazionale Città del vino, presenti il consigliere regionale Diego Bernardis, il coordinatore regionale Tiziano Venturini e il direttore  nazionale Paolo Corbini; infine, un momento dell’asta benefica battuta da Stefano Cosma.

La Ribolla Collavini vola con Moschino nelle maggiori capitali della moda

Collavini, storica azienda vitivinicola friulana, rinnova la collaborazione con Moschino e vola nelle maggiori capitali della moda con le bollicine di Ribolla Gialla Spumante Dosaggio Zero 2018. Sabato a Milano, domenica a Roma e giovedì 18 aprile a Londra, la realtà di Corno di Rosazzo parteciperà agli eventi di presentazione della nuova collezione primavera-estate 2024, organizzati nelle boutique della maison di via della Spiga, via del Babuino e Conduit St.


«Vantare una partnership autorevole con un brand unico come Moschino – afferma Luigi Collavini, titolare dell’azienda assieme al fratello Giovanni e al padre Manlio – ci permette di creare la giusta commistione tra vino, moda e lifestyle. In un contesto esclusivo e selezionato ci inseriamo con la nostra Ribolla Gialla Dosaggio Zero, frutto di studio, attenzione ed espressione del Metodo Collavini, stile di vinificazione che da anni contraddistingue il nostro progetto enologico».
Lo spumante nasce da sole uve Ribolla gialla e, dopo una prima fermentazione in acciaio e in barrique, il vino base riposa in grandi autoclavi orizzontali a cui segue un lento affinamento sur lies – per un periodo mai inferiore ai 30 cicli lunari – che porta il residuo zuccherino sotto i 3 g/l. Seguono dodici mesi di bottiglia per ottenere un’ottima Ribolla Gialla Spumante Dosaggio Zero. Nel calice si distingue grazie al colore giallo paglierino e al perlage fine e persistente, al naso invece spicca un bouquet floreale, fresco e agrumato, che si sviluppa su note fragranti di lievito e cipria. Il sorso è pieno, sapido, estremamente verticale e straordinariamente armonico nel suo lungo finale fruttato. ​

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In copertina, Manlio Collavini con i figli Giovanni e Luigi a Corno di Rosazzo.

Sapori Pro Loco e Sagra dei osei: doppio premio oggi a Roma che esalta la qualità

Riconoscimento nazionale per Sapori Pro Loco, la grande manifestazione dell’enogastronomia tipica del Friuli Venezia Giulia, che sarà insignita della Menzione speciale alla Cerimonia di premiazione del marchio Sagra di Qualità, che l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia consegnerà in una doppia cerimonia a Roma oggi, 10 marzo, all’Ergife Palace Hotel e domani al Senato della Repubblica. Contestualmente sarà premiata anche un’altra eccellenza regionale, l’ultracentenaria Sagra dei Osei di Sacile, che riceverà il titolo di Evento di Qualità nazionale. A ricevere il riconoscimento il presidente del Comitato regionale Unpli del Friuli Venezia Giulia, Valter Pezzarini, e la presidente della Pro Sacile, Lorena Bin.

«Grazie al presidente nazionale Antonino La Spina e a tutta l’Unpli nazionale – ha commentato il presidente del Comitato regionale Unpli, Pezzarini – per questo riconoscimento così importante, che certifica l’eccellenza e la qualità della proposta di Sapori Pro Loco, che quest’anno si svolgerà a Villa Manin il 18-19 e 24-25-26 maggio. Di fatto, un plauso al lavoro di tutte le Pro Loco che in questi anni hanno preso parte alla manifestazione. La soddisfazione è doppia perché a Roma sarà premiata anche la storica Sagra dei Osei, che la Pro Loco di Sacile guidata dalla presidente Lorena Bin porta avanti con grande passione e impegno». L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha inviato un suo saluto nel quale, rinnovando i complimenti ai volontari delle due manifestazioni, ha ricordato come «il Friuli Venezia Giulia sia terra di Pro Loco e terra di associazionismo».
Sapori Pro Loco e Sagra dei Osei si vanno quindi a unire alle altre manifestazioni regionali che hanno ottenuto il prestigioso marchio di Sagra di Qualità: Fiera Regionale dei Vini di Buttrio, Sagra del Vino di Casarsa della Delizia, Festa degli Asparagi di Tavagnacco, Sagre di Vilegnove di Villanova di San Daniele e Festa delle castagne e del miele di castagno di Valle di Soffumbergo di Faedis. Il marchio distintivo “Sagra di qualità” è stato fortemente voluto dall’Unione Nazionale delle Pro Loco per contraddistinguere le sagre rappresentative della storia e tradizione, le manifestazioni che vantano un passato di legame con il territorio, che valorizzano un prodotto tipico e che abbiano come obiettivo la promozione e creazione di sinergie con le attività economiche locali.

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In copertina e all’interno immagini di Sapori Pro Loco a Villa Manin e della Sagra dei Osei a Sacile.

Quanti riconoscimenti per i vini Doc Collio di Alessio Komjanc!

Nella cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, è avvenuta la presentazione della guida Berebene 2024 edita da Gambero Rosso con la premiazione dei migliori vini per rapporto qualità/prezzo. Totalmente rinnovata, quest’anno la Guida è stata pensata come una carta dei vini ideale che include le migliori etichette a prezzi accessibili. Infatti, i vini sono stati selezionati tra le fasce più basse di prezzo per ciascuna categoria, ma restando sempre ad alti livelli in termini di bontà e piacevolezza. Hanno ricevuto il premio regionale per rapporto qualità/prezzo 21 vini. Per il Friuli Venezia Giulia, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio di Komjanc Alessio, Giasbana di San Floriano, che si è aggiudicato 93/100 punti. Un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento – sottolinea Roberto Komjanc – e accogliamo con grande soddisfazione le congratulazioni che sono arrivate dai curatori della Guida Lorenzo Ruggeri e William Pregentelli. Il nostro Pinot bianco è uno dei vini che ci dà maggiore soddisfazione, per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo infatti anche i Due Bicchieri Rossi nella guida Vini d’Italia 2024 del Gambero Rosso, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, nonché considerato vino top da Winesurf di Carlo Macchi. I nostri prodotti rappresentano l’espressione della cura e dell’impegno che quotidianamente dedichiamo alle vigne”.
A conferma della bontà e qualità dei vini dell’azienda Komjanc, che da poco ha completamente rinnovato le etichette delle sue bottiglie e il packaging, la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della guida Vinibuoni d’Italia 2024, dell’Award Oro di Wine Hunter, quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf.
Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle dalla guida Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla 2022 e Malvasia 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella guida Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali prodotti dall’azienda, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e il Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre il territorio del Collio.

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In copertina, un momento della premiazione del produttore del Collio Alessio Komjanc.

Oggi a Roma apre il Villaggio Coldiretti: per tre giorni Made in Italy protagonista

Apre a Roma il Villaggio Coldiretti più grande mai realizzato. L’appuntamento è al Circo Massimo che da oggi a domenica vedrà protagonisti migliaia di agricoltori da tutta Italia con stand di Campagna Amica, le tende dei cuochi contadini, gli spazi dedicati a giovani, donne e senior della Coldiretti. Il tutto con l’obiettivo di proporre al Paese il meglio dell’agricoltura italiana e sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di sostenere il settore agroalimentare, a partire dall’imminente Manovra di bilancio per arrivare alla difesa del Made in Italy dalla concorrenza sleale e dai rischi connessi ad alcune scelte della Ue.
Assieme al presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, e al segretario generale, Vincenzo Gesmundo, alla giornata inaugurale saranno presenti i vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini (ministro delle Infrastrutture) e Antonio Tajani (ministro degli Esteri). Ma nella tre giorni non mancheranno altri autorevoli esponenti del Governo e del mondo politico, come il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.
Spazio al più grande mercato a “chilometri zero” mai realizzato nel Paese dove gli agricoltori di Campagna Amica provenienti da tutta la penisola potranno vendere le loro specialità ma anche le eccellenze agroalimentari di Filiera Italia e i prodotti dalle aziende di agricoltura sociale impegnate nel reinserimento socio-lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici, nell’educazione ambientale e nei servizi alle comunità locali. Sarà anche possibile fare la Spesa sospesa, l’iniziativa di solidarietà lanciata da Campagna Amica per donare prodotti agroalimentari 100% italiani alle famiglie bisognose.
Grandi protagonisti saranno anche i giovani agricoltori, le imprese femminili e i seniuor Coldiretti con aree dedicate, incontri e iniziative. Ma ci sarà pure la scuola di olio extravergine italiano nell’Oleoteca e nell’Enoteca del Villaggio, dove degustare i migliori extravergine, vini e birra agricola. Al Villaggio si potranno anche scoprire le opportunità e i pacchetti vacanze offerti dagli agriturismi di Campagna Amica Terranostra. Le tende dei cuochi contadini prepareranno poi una serie di menu a base di prodotti agricoli provenienti da tutta Italia che saranno proposti ai cittadini al prezzo di 8 euro. La salute delle giovani generazioni rispetto ai disturbi alimentari sarà al centro dell’iniziativa “Il cibo amico” promossa da Campagna Amica con la Fondazione Bambino Gesù.

Lunedì 16 ottobre il via
agli anticipi della Pac

Parte il 16 ottobre (e fino al 30 dicembre) il pagamento degli anticipi della Pac che non possono superare il 70%. E’ stata pubblicata la circolare Agea con le modalità dell’intervento. Gli anticipi riguardano: sostegno di base al reddito per la sostenibilità; sostegno ridistributivo complementare al reddito per la sostenibilità; sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori; regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali, articolati negli ecoschemi relativi al pagamento per la riduzione dell’antimicrobico resistenza e per il benessere animale, per inerbimento delle colture arboree, per la salvaguardia olivi di valore paesaggistico, per sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento, per misure specifiche per gli impollinatori. Sono interessati inoltre il sostegno accoppiato al reddito, esclusivamente riferito ai seguenti settori relativi alle superfici: frumento duro, semi oleosi (colza e girasole, esclusa la coltivazione di semi di girasole da tavola), riso, barbabietola da zucchero, pomodoro destinato alla trasformazione, olio d’oliva, agrumi e colture proteiche comprese le leguminose. Erogabili anche gli anticipi relativi agli interventi di sviluppo rurale basati sulle superfici e sugli animali. Il 16 ottobre è anche la prima data per il prelievo obbligatorio pari al 3% sulle somme destinate agli agricoltori per i pagamenti diretti della Pac, ma per ciascun beneficiario il prelievo può intervenire in momenti diversi anche in esercizi finanziari successivi al pagamento degli aiuti Pac. L’Agea ha fornito le istruzioni relative al prelievo delle quote di partecipazione degli agricoltori e al finanziamento di AgriCat, il fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni alle produzioni provocati da alluvioni, gelo, brina e siccità. Gli interventi della domanda unica aiuti diretti sui quali viene eseguito il prelievo obbligatorio sono: sostegno di base al reddito per la sostenibilità, sostegno redistributivo al reddito per sostenibilità, sostegno complementare al reddito per i giovani agricoltori, regimi per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali e le misure di sostegno accoppiato al reddito a superfici e per gli animali. Il prelievo è eseguito dagli Organismi pagatori.

Manovra, ecco cosa chiede
l’agricoltura al Governo

La nuova Manovra economica del Governo deve sostenere la competitività delle imprese agricole e della pesca per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, promuovendo filiere produttive 100% Made in Italy e raffreddando l’inflazione che pesa sui bilanci delle famiglie. E’ quanto ha affermato il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo all’incontro con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sulla Legge di Bilancio. Occorre prevedere misure per il contenimento del carico fiscale delle imprese con strumenti di accesso al credito e garanzie ma anche norme per semplificare e sbloccare le risorse già stanziate, promuovendo un potenziamento delle strutture amministrative per tagliare la burocrazia che troppo spesso paralizza gli investimenti. E’ necessario intervenire sulle emergenze con sostegni adeguati ma servono anche scelte strutturali per far fronte agli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici attraverso un’azione a favore della transizione ecologica con investimenti che vanno dal verde urbano alle agroenergie ma anche un Piano invasi per garantire acqua a cittadini e imprese e lo sviluppo dell’agricoltura 4.0 per difendere il potenziale produttivo nazionale.

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In copertina, ecco uno scorcio del Villaggio Coldiretti allestito al Circo Massimo.

“Città del vino”, sei medaglie Fvg: premiate a Roma Sesto al Reghena, Latisana, Premariacco e San Vito

Sei medaglie, di cui cinque d’oro, per le cantine situate in Città del Vino del Friuli Venezia Giulia al 21mo Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023, la cui premiazione si è tenuta, alla presenza del ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e del sindaco Roberto Gualtieri, nell’aula Giulio Cesare a Roma in Campidoglio.

La cerimonia in Campidoglio.


«Un risultato eccezionale – ha commentato il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, presente con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo – che va a rendere merito ai nostri produttori, che oltre a dare vita a grandi vini sono i primi promotori dei propri territori e del Friuli Venezia Giulia».
Medaglia d’oro generale per Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito (Città del Vino di Sesto al Reghena), Azienda agricola Scluba Roberto (Città del Vino di Premariacco), Azienda agricola Bagnarol Franco (Città del Vino di San Vito al Tagliamento) e Azienda agricola Battista II di Lorenzonetto Mauro (Città del Vino di Latisana). Per quest’ultima anche una medaglia d’oro categoria forum e un argento forum. Presenti assieme ai produttori (tra cui il presidente di Ramuscello San Vito Gianluca Trevisan e Franco Bagnarol con i familiari) anche il sindaco di San Vito al Tagliamento Alberto Bernava e per Sesto al Reghena il sindaco Andrea Nonis e l’assessore Marco Luchin. Questa edizione ha visto la partecipazione di 1.300 vini, di cui 1.065 italiani e 222 stranieri (provenienti da 12 Paeesi) oltre a 80 grappe.
«L’atto conclusivo di un’edizione con grandi numeri, in crescita in Italia e all’estero – ha sottolineato il presidente nazionale Città del Vino, Angelo Radica – che fanno del concorso internazionale Città del Vino uno fra i più longevi e consolidati. Città del Vino cerca di far sentire meno soli i sindaci, riusciamo a fare rete, stando vicini nelle problematiche, nelle difficoltà quotidiane, non solo in fatto di promozione. Continuiamo a fare sistema e a stare vicino ai nostri territori, Comuni e cantine».
«Grande qualità a livello nazionale ed internazionale – ha affermato il ministro Lollobrigida -, naturalmente prevale quella italiana, anche in questa circostanza, e sono veramente contento che amministrazioni ed imprenditori, in una rete diffusa, promuovano un’eccellenza italiana che è il nostro sistema vitivinicolo. Naturalmente, ci sono anche delle grandi criticità che vanno affrontate: la protezione dall’Italian sounding, la protezione del nostro mercato, evitando che il nostro vino venga accusato di essere il problema, invece di una virtù che garantisce convivialità e benessere. A queste cose il sistema Italia deve saper rispondere nella maniera più attenta».

Il ministro Francesco Lollobrigida.

ANSA/ANGELO CARCONI

Infine, i saluti del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri: «Roma ritorna ad ospitare le Città del Vino e questa manifestazione così bella dalla partecipazione straordinaria. Roma è anche il più grande Comune agricolo d’Italia, una città in cui si fa vino, abbiamo anche una Doc, stiamo cercando di lavorare sulla nostra food policy, sulla valorizzazione di questa dimensione verde, agricola, produttiva e in particolare, sulla produzione di vino come grande tratto identitario e punto di forza di tutto il Paese. Avervi qui è una gioia grandissima, vogliamo proseguire questo cammino comune e Roma è a disposizione per dare forza e qualità a questa straordinaria unicità e caratteristica del nostro Paese e dei nostri territori, forza non solo economica ma anche identitaria nel rapporto con il territorio e nello sviluppo sostenibile».

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In copertina, i rappresentanti delle cantine che sono stati premiati nella Capitale.