Vino e ripresa, Cotarella a Verona: urgente un intervento deciso dell’Europa

(g.l.) «Il mondo del vino ha i giusti anticorpi per resistere anche alle crisi più profonde e l’ha saputo dimostrare proprio in questi anni così tribolati». Lo ha affermato il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, a margine del 75° Congresso nazionale degli enologi ed enotecnici italiani che si è aperto ieri alla Fiera di Verona. «I numeri del 2021 nonostante tre mesi di ristoranti, enoteche e locali chiusi per la pandemia – ha spiegato Cotarella – hanno detto chiaramente che il vino è l’asset dell’agroalimentare italiano più trainante nel mondo, e da quei numeri dobbiamo trarne linfa vitale per continuare nel nostro percorso di impresa. Un asset che però potrebbe essere messo a dura prova dal rincaro delle materie prime e dei costi di energia e carburanti. Bene l’azione di Governo messa in atto in questi giorni per contenere i prezzi di gasolio e benzina, ma serve un intervento deciso dell’Unione Europea, così da non cancellare del tutto la ripresa economica a cui stavamo assistendo grazie anche ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza».


«Il vino è cultura e passione. Il vino è una delle icone più rappresentative del Made in Italy nel mondo. E questo grazie soprattutto ai produttori e a noi enologi che abbiamo saputo dare una nuova impronta professionale, rendendo i prodotti sempre più alti sotto il profilo qualitativo. Rappresentare l’Associazione degli enologi ed enotecnici italiani, per me, è motivo di grande responsabilità, ma anche di immenso orgoglio», ha inoltre detto il presidente Cotarella, aprendo il primo Congresso a ritornare finalmente in presenza, nella cui cerimonia inaugurale sono intervenuti anche il ministro Renato Brunetta, il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio e il governatore del Veneto Luca Zaia, partecipando al primo dibattito coordinato da Bruno Vespa.
«Il vino italiano – ha aggiunto Cotarella – da circa 40 anni è il simbolo di un vero e proprio rinascimento del nostro Paese e da allora ha sempre recitato un ruolo di primo piano grazie anche a figure sempre più specializzate che hanno permesso di adottare principi viticoli ed enologici improntati alla cultura scientifica. Arriviamo a questo Congresso, in cui festeggiamo anche i nostri 130 anni di vita compiuti nel 2021, dopo due anni orribili segnati dalla pandemia da Covid 19. E, come se non bastasse, oggi siamo chiamati anche a vivere la tragedia della guerra che si sta combattendo in Ucraina. Momenti terribili per tutta l’umanità che ci procurano ansie e tensioni, ma non ci tolgono l’ottimismo e la speranza che presto usciremo da queste crisi. Il mio vedere il calice mezzo pieno non è un mero esercizio di estrema fiducia nel futuro, ma nasce dalla consapevolezza che il mondo del vino ha i giusti anticorpi per resistere anche alle crisi più profonde e l’ha saputo dimostrare proprio in questi anni così tribolati».
L’evento congressuale continua, come annunciato, anche oggi e domani. Stamane si è parlato di Tendenze del marketing e del mercato del vino, prima di lasciare lo spazio all’incontro con il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli sul tema “Il vino al centro della ripresa economica”. Quindi alle 14.30 spazio ai festeggiamenti per i 130 anni di Assoenologi e i 30 dalla emanazione della legge 129 sul titolo di enologo. Con il direttore generale Paolo Brogioni, prenderà infatti il via una tavola rotonda condotta da Federico Quaranta, con i protagonisti degli ultimi decenni: Narciso Zanchetta, Ezio Rivella, Mario Consorte, Giancarlo Prevarin, lo stesso Riccardo Cotarella, e il friulano Pietro Pittaro, che a fine anni Novanta fu anche presidente mondiale della categoria. Poi alle 16 si parlerà di Sostenibilità in vigneto e in cantina. Domani, alle 9, ci sarà infine un affascinante Viaggio nell’Italia enoica, con la degustazione guidata di 15 “perle” dei nostri territori più vocati. A rappresentare il Vigneto Fvg ci sarà ancora lo Schioppettino Riserva 2011 dell’azienda agricola Ronc Soreli di Novacuzzo di Prepotto.

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In copertina, il presidente Riccardo Cotarella durante il discorso d’apertura e all’interno due immagini della prima giornata congressuale, caratterizzata anche dal dibattito condotto da Bruno Vespa.

(Foto Assoenologi)

Quale sarà il futuro per il Vigneto Fvg? Ecco cosa ne pensa Assoenologi

di Giuseppe Longo

Auguri con riflessioni via web per Assoenologi Fvg. I tecnici della vite e del vino, nell’imminenza delle festività natalizie, hanno infatti dovuto nuovamente approfittare delle grandi opportunità offerte dalla “rete” per esprimere auspici in vista del nuovo anno e trarre alcune considerazioni su quello che sta per finire. A cominciare da quelle del presidente nazionale Riccardo Cotarella, il quale, dopo l’intervento introduttivo del leader regionale Rodolfo Rizzi – che ha portato anche il saluto dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, «sempre vicino al nostro settore» -, non ha indugiato nel criticare aspramente l’Unione Europea che «tratta il vino come un prodotto che provoca tumori, accomunandolo a carni e formaggi». «Ma non demorderemo – ha assicurato -, daremo battaglia con tutte le nostre forze per contrastare questi disegni che mettono in serio pericolo tutto il Made in Italy». Cotarella ha espresso anche un elogio alla sezione Fvg e al suo presidente, Rizzi appunto, che sono d’esempio a livello nazionale. «Le loro azioni – ha detto – sono volte a dare all’enologo ciò che è dell’enologo, veramente bravi!». Ma non poteva non fare riferimento all’annullato Congresso nazionale di Verona, «scelta doverosa ma opportuna. Speriamo – ha aggiunto – di poterlo indire nel primo weekend di marzo per celebrare degnamente i 130 anni della nostra associazione, nessuna così longeva in Italia». Concludendo il suo apprezzatissimo intervento, il capo degli enologi italiani – richiamandosi anche a quanto detto da Rizzi nelle premesse – ha sottolineato quanto sia importante il settore vitivinicolo nel Belpaese: «Vale la bellezza di 13 miliardi, una Finanziaria, senza considerare l’indotto. Il vino è la nostra bandiera nel mondo, per cui dobbiamo fare di tutto per difenderlo e valorizzarlo».

Cotarella e Rizzi a Trieste nel 2018.


Se il presidente nazionale ha, dunque, avuto l’onore di aprire i lavori, al direttore generale è spettacolo quello di chiuderli. Paolo Brogioni – che ebbe il “battesimo del fuoco” al riuscitissimo Congresso di tre anni fa a Trieste – ha tratto infatti le conclusioni dell’incontro telematico, facendo riferimento all’«anno particolare che si sta per chiudere», sotto il profilo tecnico-produttivo, ma anche sociale registrando una «accelerazione della digitalizzazione del nostro Paese». E questo è probabilmente l’unico dato positivo che ci lascerà l’emergenza pandemica. Per quanto riguarda l’attività futura, Brogioni ha anticipato l’intenzione di intensificare le azioni a favore degli enologi associati, incrociando gli ormai collaudati webinar con le analisi sensoriali “in presenza”. Attività che avrebbe – ha osservato concludendo la sua riflessione – sicuramente un impulso dal Congresso di Verona.
E tra gli interventi di Cotarella e Brogioni, ci sono state alcune apprezzate disamine, ben coordinate dallo stesso presidente Rizzi, il quale aprendo il collegamento web aveva fatto riferimento all’interessante momento che sta vivendo il settore vitivinicolo, nonostante il duro colpo inferto dal “ciclone Covid” che ha penalizzato soprattutto la ristorazione, quella che oggi va sotto l’acronimo di Horeca. Buone prospettive di rilancio, dunque, ma che possono avere esito ancora più soddisfacente se si registrerà maggior unione di intenti fra gli operatori. E’ l’auspicio di Adriano Gigante, confermato alla guida del Consorzio delle Doc Fvg, il quale ha sottolineato la necessità di investire maggiormente in progetti che possano dare un’immagine più appropriata della nostra regione e delle sue produzioni. In questo percorso non mancherà l’aiuto dell’Università di Udine – ha assicurato Emilio Celotti, responsabile del corso di laurea in viticoltura ed enologia -, tanto che fondamentale è stato il suo apporto, attraverso l’Istituto di genomica applicata, per dare vita ad alcuni “vitigni resistenti” che, come è noto, hanno appena avuto il via libera europeo per etichettare i loro vini anche come Doc e non soltanto come Igt o da tavola. L’Ateneo friulano – ha detto il professore – è il più a Nordest e richiama studenti di enologia da tutta Italia e pure dall’estero, sia per la laurea triennale che per quella magistrale. «E questo per noi è un vanto», ha aggiunto.
Alle nuove varietà di vite – in grado di contrastare le malattie più comuni, ma anche altre molto temibili come il “blackrot” – si è riferito pure Eugenio Sartori, direttore dei Vivai cooperativi di Rauscedo, il quale è intervenuto dopo il saluto di Chiara Peresani a nome dei giovani enologi. Sempre sul fronte dei “vitigni resistenti”, ha annunciato per il 2022 importanti novità per quanto riguarda Traminer e Glera, il vitigno base del Prosecco. «Fare una nuova varietà – ha chiosato – serve investire qualcosa come 500 mila euro», e a tale riguardo ha messo l’accento sui «costi raddoppiati per impiantare nuovi vigneti». Dal punto di vista “politico”, Sartori ha infine invitato a istituire una «cabina di regia» nazionale, poiché «ogni Regione continua ad andare per proprio conto».
Dopo le riflessioni sul clima che cambia repentinamente, non senza creare preoccupazione fra quanti operano in campagna, del meteorologo Marco Virgilio, e sul ruolo degli enologi anche nella cooperazione del presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan – che ha appena vissuto con grande soddisfazione il debutto del primo “vino vegano” del Friuli Venezia Giulia -, Bruno Augusto Pinat, leader dei vivaisti viticoli friulani, si è richiamato alle analisi di Sartori e Gigante, auspicando che finalmente «vengano avanti progetti comuni, quelli che il settore aspetta da 30 anni». Nel contempo, ha messo in guardia contro il pericolo ormai mondiale dell’omologazione viticola – «si vorrebbe ridurre tutto a sei o sette varietà» -, mentre in Italia c’è un patrimonio ampelografico prezioso (ben 450 vitigni diversi!) che attende d’essere valorizzato e non abbandonato. Infine, tra gli altri, un saluto anche da Alessandro Salvin, da quest’anno nuovo leader del Ducato dei vini friulani che si appresta a celebrare il mezzo secolo di vita, con «rinnovato impegno, restando a fianco di un settore strategico che, con coesione e unità d’intenti, è chiamato ad affrontare nuove sfide».

Una “varietà resistente”.

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In copertina, un brindisi beneaugurante: a fine anno lo fanno anche gli enologi Fvg auspicando nuove fortune fortune per il settore vitivinicolo.

Assoenologi, auguri e riflessioni domani online sul settore vitivinicolo Fvg

(g.l.) Lo scambio degli auguri per le imminenti festività e per un anno di maggiori certezze, ma anche una importante occasione per tracciare un bilancio del settore vitivinicolo e per formulare qualche riflessione sul breve-medio periodo, alla luce di un’emergenza sanitaria che purtroppo continua a perdurare, tanto che le previsioni a lunga scadenza risultano più difficili. Tutto questo, per Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, avverrà domani, nuovamente attraverso la rete web.
«Anche quest’anno – afferma, infatti, il presidente regionale Rodolfo Rizzi -, per i noti motivi legati al Covid-19, i tradizionali auguri di Natale, al posto di un accogliente ristorante, l’Assoenologi Fvg è costretta ad organizzarli online. L’appuntamento è stato fissato per martedì 21 dicembre alle ore 18.30 sulla piattaforma Gotomeeting». All’incontro presenzieranno, come l’anno scorso, anche il presidente nazionale Assoenologi, Riccardo Cotarella, il direttore Paolo Brogioni e i rappresentanti istituzionali del settore vitivinicolo regionale.
Proprio per i motivi purtroppo ancora legati alla recrudescenza pandemica, è infatti saltata la cena natalizia che era stata programmata nei giorni scorsi a Buttrio, per cui ad Assoenologi Fvg non è rimasto che optare nuovamente per le grosse opportunità offerte dalla rete. La quale già l’anno scorso aveva dato modo di realizzare attraverso gli schermi dei computer un vero e proprio convegno, consentendo anche a chi è lontano – come appunto il presidente nazionale e il direttore generale – di partecipare non solo per la formulazione degli auguri, ma anche per esprimere interessanti considerazioni sulla situazione del settore della vite e del vino. Opportunità che sarà, dunque, offerta anche quest’anno. E di motivi di approfondimento e riflessione ce ne sono sempre tanti.

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In copertina, Rodolfo Rizzi con il presidente Riccardo Cotarella.

 

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

Ma come sarà la vendemmia 2021 in Fvg? È in arrivo il check-up di Assoenologi

(g.l.) Non abbondante nè tantomeno precoce, però di qualità. Così si presenta, secondo le prime indicazioni, la vendemmia 2021 in Friuli Venezia Giulia. Ma la “fotografia” più attinente alla realtà è quella che uscirà il 25 agosto dall’annuale resoconto di Assoenologi Fvg che sarà presentato nel corso della riunione prevendemmiale che si terrà, alle 18, a Villa Nachini Cabassi, in piazza XXVII Maggio, a Corno di Rosazzo, dove ha sede anche il Consorzio tutela vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo. L’incontro, che richiama sempre una folta partecipazione, sarà moderato da Claudio Fabbro e dopo il saluto del presidente Rodolfo Rizzi, che farà anche brevemente il punto sull’attività della sezione regionale dei tecnici della vite e del vino, seguiranno le relazioni di tre esperti molto apprezzati: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteorologico primavera-estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il professor Emilio Celotti dell’Università di Udine (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità). Sono annunciati anche alcuni interventi molto qualificati: Stefano Zannier, assessore all’Agricoltura della Regione Fvg,; Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco; Albino Armani, presidente della Doc delle Venezie; Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, con il direttore Paolo Brogioni.

Riccardo Cotarella

Rodolfo Rizzi

Un vero summit, insomma, dal quale si attende la parola definitiva su quella che sarà la ormai vicina vendemmia, soprattutto per quanto riguarda tempi, qualità e quantità. Non senza un occhio rivolto alle prospettive di mercato di un settore che ha sofferto notevolmente gli effetti dell’emergenza sanitaria, soprattutto a causa del blocco pressoché totale e per diversi, lunghissimi mesi del canale Horeca, quello cioè della ristorazione. Un vero e proprio check-up sul Vigneto Fvg da questa Prevendemmiale 2021, anche se va detto che alcune considerazioni sull’annata vitivinicola sono già emerse nelle scorse settimane con il report confezionato a livello nazionale dalla stessa Assoenologi assieme all’Ismea e all’Unione italiana vini. Così, per quanto riguarda la nostra regione, si osserva che «un autunno secco e un inverno particolarmente piovoso, associato a straordinarie nevicate in montagna, ha sicuramente influito sul ritardo vegetativo della vite che quest’anno è iniziata verso metà aprile». Nello stesso mese ecco una gelata tardiva – fortunatamente non così grave come quella del 21 aprile di quattro anni fa – che ha causato «alcuni isolati danni nei fondivalle e nelle zone limitrofe ai corsi d’acqua. I problemi sono stati molto contenuti in quanto la vegetazione era appena sviluppata su varietà precoci come Glera e Chardonnay». L’analisi a “tre voci” prosegue rilevando poi che «ai primi di giugno è iniziata la fioritura e grazie a condizioni climatiche favorevoli si è svolta nel migliore dei modi. Nelle fasi di accrescimento dei grappoli si sono registrati limitati attacchi di peronospora soprattutto in vigneti poco aerati, nel complesso comunque lo stato sanitario non genera preoccupazioni». Successivamente il clima caldo e ventilato, accompagnato da fronti anticiclonici africani – esattamente il contrario di quanto era avvenuto in primavera, molto piovosa e fredda soprattutto in maggio -, ha causato qualche problema di siccità in collina e la necessita di intervenire, dove era possibile, con l’irrigazione di soccorso. Purtroppo, sono da ricordare importanti fenomeni temporaleschi, accompagnati anche da grandinate eccezionali che si sono abbattute su certe zone con particolare violenza.
Quest’anno, come già accaduto nel 2020 si dovrà tenere conto, anche durante questo incontro prevendemmiale, della ancora delicata situazione sanitaria legata al Covid-19. Proprio per questa ragione, ed in accordo con le più recenti disposizioni normative, oltre ad essere richiesta una prenotazione, sarà necessario esibire il Green Pass all’ingresso.

Per prenotazione inviare una mail a:
segreteria.assoenologifvg@outlook.com
assoenologi.fvg@gmail.com

Cantine Aperte, con Assoenologi Fvg il punto sul mercato stravolto dal Covid

(g.l.) Cantine Aperte, un grande ritorno nel Friuli Venezia Giulia, in questo momento in cui pare che finalmente la pandemia, che tanti danni ha causato anche al settore vitivinicolo, stia allentando la presa, tanto che da domani la nostra regione diventerà “zona bianca”. La tradizionale festa del Movimento turismo del vino Fvg- che avrà un bis anche a metà giugno – rappresenta un’occasione promozionale da sempre importante per far conoscere il prodotto della vite negli stessi luoghi in cui nasce (“Vedi e sai cosa bevi!”, recita il famoso slogan). E lo è ancora di più in quest’anno che ha dovuto nuovamente fare i conti con l’emergenza sanitaria, che ha “disegnato” – o sarebbe meglio dire “imposto” – un nuovo modello di mercato del vino che oggi risulta stravolto, privilegiando Gdo a scapito di Horeca, come è emerso chiaramente da un webinar che Assoenologi Fvg ha organizzato proprio in questi giorni in collaborazione con Enartis, azienda leader nazionale per i prodotti destinati all’enologia, suscitando grandissimo interesse, tanto che è stata grande la partecipazione di tecnici e produttori vitivinicoli. Tema del convegno era proprio “Il futuro mercato del vino”.

Rodolfo Rizzi e Riccardo Cotarella.

I saluti di Assoenologi Fvg sono stati portati dal presidente Rodolfo Rizzi, il quale si è soffermato sull’importanza che oggi riveste l’enologo non solo nella parte tecnica, ma anche in quella commerciale e di comunicazione. Gli ha fatto eco il presidente nazionale Riccardo Cotarella che ha tracciato un quadro dell’evoluzione professionale dell’enologo, cambiata appunto radicalmente in questi ultimi anni e che oggi, vista l’evoluzione dei mercati, dovrà dimostrare un’ancora maggiore flessibilità professionale. “Nessuno meglio dell’enologo – ha proseguito Cotarella – può raccontare e divulgare il vino, presentando un territorio variegato e ricco di storia com’è quello che ci circonda”.
Ma nel vivo dell’importante tematica si è entrati con Fabio Piccoli, giornalista esperto di marketing internazionale del vino e direttore del magazine online “Wine Meridian”. Il relatore, dall’alto della sua riconosciuta esperienza internazionale, ha analizzato il mercato del vino prima e dopo la pandemia.
Fino al 2019, ha spiegato Piccoli con dati alla mano, la maggioranza delle cantine prediligeva commercializzare i propri vini sul canale Horeca (Hotel-Ristorante-Catering) a dispetto della Grande distribuzione organizzata. Infatti, in questi ultimi anni la Gdo stava subendo un evidente calo di consensi, da parte di molte realtà vitivinicole, che dimostravano un certo distacco e disapprovazione per quella tipologia commerciale.
Prima dell’esplosione del Covid, anche l’e-commerce era visto con pochissimo interesse, da parte del vignaiolo e infatti, occupava un risicato 1 per cento sull’intera vendita di vino. Tutti questi orientamenti commerciali, che fino a marzo 2020 (mese in cui la pandemia è stata ufficialmente riconosciuta) erano dei “dogmi” per i vignaioli, sono improvvisamente crollati in quanto, era in atto una vera rivoluzione del mercato.

La festa dell’enoturismo.


La vendita di vino nel canale dell’Horeca, a causa delle moltissime restrizioni imposte dal Governo nazionale, si è praticamente azzerata, mentre la Gdo ha avuto un vero sussulto, aumentando le vendite a doppia cifra in percentuale. Grande risalto ha avuto poi la vendita dei vini fermi, mentre, soprattutto nel primo periodo, i vini spumanti hanno subito una flessione rispetto al periodo precedente alla pandemia.
La Gdo si è quindi dimostrata come la vera “ancora di salvezza” per tantissime aziende che hanno saputo diversificare, negli anni, i loro segmenti di mercato.
Inoltre, ampi scenari si sono spalancati anche per l’e-commerce che grazie, sia all’impossibilità del consumatore di spostarsi, per i noti motivi, sia all’evoluzione “digitale” del consumatore stesso, ha fatto registrare un fortissimo aumento percentuale. Anche il settore Bio sta registrando buoni interessi, da parte del mercato, segno tangibile di una costante rincorsa verso una “Sostenibilità ambientale” che viene intrapresa anche sotto altre forme di certificazione (Sqnpi, Equalitas…).
Fabio Piccoli, a conclusione del suo interessante e apprezzato intervento, ha voluto sottolineare come questo mercato, in forte cambiamento, farà sicuramente registrare una diminuzione dei locali distributivi, una diversa modalità di approvvigionamento e di consumo e per questo richiederà aziende sempre più strutturate e organizzate. Saranno quindi professionalità, competenza e organizzazione, i capisaldi per una nuova ripresa commerciale, sia in Italia che all’estero.

Successivamente è passato a Michele Manzo, dell’area manager di Enartis, il compito di presentare un nuovo prodotto enologico, a base di tannino naturale, denominato Hideki che, tradotto dal giapponese, significa “Splendida opportunità”. Questa miscela di tannini ha la straordinaria proprietà di salvaguardare il vino, sia con una funzione antiossidante che di protezione verso microorganismi indesiderati, quali i batteri acetici. Una nota tecnica, insomma, molto interessante che ha coronato la trattazione di una tematica strategia per il settore della vite e del vino. Il quale, evidentemente, non può prescindere dalla tecnica che, anzi, deve viaggiare sempre più in sintonia con gli altri aspetti legati appunto alla produzione, alla commercializzazione e alla promozione. Come quella che si sta facendo, appunto, anche oggi con Cantine Aperte, manifestazione leader del Vigneto Fvg.

Una bella immagine di vigneti.

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In copertina, Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia: l’appuntamento è anche oggi fino al tramonto.

 

Quali prospettive per il mercato del vino ai tempi di Covid e di regole Ue assurde?

(g.l.) Quali prospettive si delineano per la commercializzazione dei vini, a cominciare da subito, ma anche in una proiezione medio-lunga? Sono certamente fatte di luci e ombre, considerate le enormi difficoltà del momento causate dall’emergenza sanitaria e dal durissimo colpo inferto soprattutto al settore della ristorazione – quello che ormai è riconosciuto da tutti con la sigla Horeca – dalle norme anti-Covid per contrastarla, ma anche dai continui bastoni che vengono piazzati dai Palazzi d’Europa nelle ruote dell’enologia del Vecchio Continente, e quindi anche di casa nostra: l’ultima, come tutti sanno, è l’assurda proposta (e speriamo rimanga tale) di ridurre il grado alcolico mediante l’anacquamento! Ed è appena il caso di aggiungere quella, altrettanto clamorosa, di far scrivere sulle etichette “prodotto nocivo alla salute”, come avviene da tempo sui pacchetti delle sigarette.

Rodolfo Rizzi

Aspetti, dunque (ma ce ne sono, ovviamente, anche altri, come quello della mancanza per due anni di seguito del Vinitaly di Verona), che meritano d’essere chiariti e approfonditi, per cui giunge più che opportuno un convegno online organizzato da Assoenologi Fvg con la regia del presidente Rodolfo Rizzi. Proprio oggi, 19 maggio, con inizio alle ore 17.30, si terrà infatti un webinar durante il quale si affronterà un argomento più che mai di grande attualità, appunto “Il futuro mercato del vino”. «Di questo – annuncia Rizzi in un messaggio inviato ad associati e ospiti – ci parlerà uno dei massimi esperti del settore e nonché caro amico di Assoenologi, il giornalista Fabio Piccoli. Inoltre, Enartis, partner di Assoenologi, ci presenterà un’interessante novità del settore enologico. A questo importante appuntamento presenzierà il presidente nazionale di Assoenologi, il dottor Riccardo Cotarella».

E sempre oggi, ma a livello nazionale, si apre un ciclo di incontri, ancora in via telematica, ma di carattere agronomico. Infatti, dopo il ciclo sull’impianto del vigneto tenutosi tra febbraio e marzo, prosegue la collaborazione di Assoenologi con il Cuve – Coordinamento nazionale Corsi di studio universitari in viticoltura ed enologia sullo strategico tema della gestione del vigneto, nella consapevolezza che la qualità del futuro vino nasce già proprio sulla vite razionalmente coltivata. Per cui oggi si parlerà di “Gestione sostenibile del vigneto: tecniche agronomiche” e domani di “Gestione agronomica “di precisione” in viticoltura”. Può darsi, però, che non ci siano più posti disponibili, perché le iscrizioni dovevano avvenire entro lunedì scorso.
Sono invece ancora aperte, perché termineranno il 24 maggio, quelle per i due webinar della prossima settimana, quando si parlerà di “Irrigazione nella viticoltura da vino” (mercoledì) e di “Maturazione dell’uva: tecniche agronomiche per la gestione del processo” (giovedì), con orari dalle 17 alle 18.30. Come quelli dei mesi scorsi, i corsi sono a pagamento, ma con forti riduzioni a favore degli studenti universitari.

Vigneti delle Grave del Friuli.

Per l’iscrizione al webinar odierno, aperta a tutti, si deve utilizzare questo link : https://zoom.us/meeting/register/tJMsc-iprzIjGdWWXDnyCL8uW7aJjzz7nRm8

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In copertina, uno scorcio dell’enoteca Fvg all’ultima edizione del Vinitaly.

Anche gli enologi piangono Talotti grande campione nello sport e nella vita

(g.l.) L’intero Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, è sotto choc per la morte troppo prematura, a soli 40 anni, e quindi dolorosissima, di Alessandro Talotti, strappato ai suoi affetti da un male che da tempo lo affliggeva e che purtroppo si è rivelato senza speranze, lasciando la giovane moglie e il figlioletto tanto amato di appena pochi mesi, la mamma e il papà. L’indimenticabile saltatore olimpionico era figlio di Mario, tecnico della vite e del vino, molto conosciuto in Fvg. Per cui anche la grande famiglia degli enologi è addolorata. Di questo generale sentimento di cordoglio, si è reso interprete il presidente Rodolfo Rizzi ricordando, in un messaggio, che «l’Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, il Comitato di Sezione, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore Paolo Brogioni si stringono al collega Mario Talotti e alla sua famiglia per la gravissima perdita del figlio Alessandro». Un atleta «sempre vicino alla nostra Sezione, un grande campione nello sport e nella vita», prosegue Rizzi ricordando che i funerali saranno celebrati oggi, alle 16, nella Chiesa di Campoformido, dove la salma giungerà dal cimitero urbano di San Vito, a Udine. Ieri sera invece, nella stessa parrocchiale, è stato recitato il rosario in suo suffragio.
La grandezza di Talotti sportivo, la cui scomparsa ha commosso tutta l’Italia, è stata sottolineata dalla Fidal. La vetta tecnica è stata raggiunta con il suo 2,32 realizzato a Glasgow, in maglia azzurra, nel 2005, quando il giovane friulano stabilì il nuovo primato nazionale di salto in alto indoor nella gara del “pentagonale” fra le rappresentative di Italia, Gran Bretagna, Russia, Svezia e Francia. Per due volte Alessandro Talotti ha partecipato ai Giochi olimpici: ad Atene 2004, con il 12° posto finale, e a Pechino 2008. Invece, nel 2002 agli Europei di Monaco sfiorò il podio, classificandosi quarto. «Ma della sua carriera – aggiunge la Federazione italiana di atletica leggera – resta soprattutto, in chi l’ha conosciuto, la sensazione di leggerezza che sapeva dare sia con il volo oltre l’asticella, sia con il suo sorriso».
«A nome di tutta la comunità regionale rivolgo alla moglie, al piccolo Elio, ai genitori, alla sorella e ai parenti le condoglianze per la scomparsa di Alessandro, che ha dimostrato fino alla fine una grande forza d’animo nell’affrontare la malattia che l’ha strappato prematuramente alla vita», ha detto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. «Pur nel dolore e nelle difficoltà che il male ha causato – ha aggiunto Fedriga, interpretando il sentimento della comunità regionale -, Alessandro ha avuto il coraggio e la volontà di vivere donando amore e gioia fino alla fine: prima con la nasicita del figlio e poi sposando, solo pochi giorni fa, la sua Silvia, anche lei come lui campionessa nello sport e nella vita». All’enologo Mario Talotti e ai suoi cari  giungano le più sentite condoglianze  da questo sito dedicato al Vigneto Fvg.

L’atleta in una gara vittoriosa.

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In copertina, Alessandro Talotti in una dolcissima foto con la moglie Silvia tratta dal suo profilo Facebook: era il periodo in cui la coppia era in attesa del piccolo Elio.