Basta sprechi, con il pane invenduto ora nasce una birra artigianale Made in Fvg

Nasce PanBirretta, la birra artigianale Made in Fvg, prodotta con il pane fresco di recupero conferito da panifici, gastronomie, ristoranti e hotel del territorio. Il progetto è stato presentato a Udine alla presenza dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e del direttore di Agrifood, Pierpaolo Rovere. Si tratta di un progetto che mette in rete il Birrificio Forum Iulii, i produttori di pane, gli operatori della ristorazione e la grande distribuzione in un circolo virtuoso per ridurre lo spreco alimentare, sostenuto dalla Regione Fvg attraverso Agrifood e il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. PanBirretta nasce da un’idea del Birrificio Forum Iulii che dal 2014 produce birra artigianale nello stabilimento di Cividale che da sempre fonda la propria attività sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione delle materie prime.


“Ogni giorno si parla di economia circolare, di riciclo e di riuso – ha commentato l’assessore Zannier -, ma spesso manca una reale sostenibilità economica di questi processi. PanBirretta invece è economia a 360 gradi: economia dei conferitori che non buttano via il prodotto, economia del produttore e anche del soggetto che distribuisce la birra attraverso la propria rete. Tutto ciò avviene senza la necessità di sostenerlo: c’è quindi sostenibilità sociale, ambientale ed economica”.
PanBirretta, infatti, applica i principi dell’economia circolare con l’obiettivo di dare nuova vita al prodotto invenduto, recuperando il pane fresco non utilizzato che altrimenti diventerebbe rifiuto e che va a sostituire circa il 25% del malto presente nella birra. Lo stabilimento del birrificio, ricavato da una vecchia falegnameria, autoproduce energia elettrica grazie ai pannelli fotovoltaici installati sulla copertura, mentre l’energia termica deriva dall’impianto a biomassa che sfrutta gli scarti della lavorazione del legno.
Il malto proviene da terreni di proprietà coltivati a orzo, mentre il luppolo da produttori prevalentemente locali: i malti esausti, al termine del processo di ammostamento, vengono conferiti ad aziende agricole e utilizzati come mangime per gli animali, mentre i luppoli sono trasformati in fertilizzante per la coltivazione del suolo. Si tratta quindi di un processo di produzione ad emissioni zero, in cui anche gli scarti di lavorazione vengono riutilizzati per altri usi, come è stato spiegato anche dai mastri birrai Angelo Tsimbirlis e Sebastiano Corato.
“L’anima del progetto sta proprio nell’idea di trasformare lo scarto alimentare in ricchezza e in catena di valore per il territorio e per i produttori. – spiega il responsabile di progetto, Umberto Marangoni –. Ci è voluto un anno di lavoro, di sperimentazione e di prove per arrivare alla ricetta perfetta per sostituire parte dei malti con il pane. Abbiamo sviluppato una tecnologia di cui è stata depositata richiesta di brevetto: si chiama Breadwashing e, con una quantità limitata di acqua, assicura il lavaggio naturale del pane per eliminarne il contenuto di sale e renderlo materia prima della nostra birra, sostituendo il malto d’orzo fino ad un massimo del 30%”.


Il residuo della lavorazione (le trebbie, ovvero la componente solida che viene eliminata dopo l’ammostamento) non viene più dato agli allevatori come mangime per il bestiame, ma viene essiccato e lavorato con la farina per realizzare prodotti di panificazione dolce e salata: è il pane che diventa birra per poi ritornare pane.
Anche il packaging ha seguito il percorso della sostenibilità: il confezionamento di Pan Birretta è in lattina di alluminio che consente sia il recupero dell’85% della materia prima riciclabile sia il risparmio su emissioni e costi di trasporto grazie a peso e volume di imballaggio inferiori rispetto alle bottiglie di vetro. Le lattine di PanBirretta riportano il marchio “Io sono FVG”, nato per dare valore alle aziende e ai prodotti agroalimentari del territorio, e sono a scaffale da oggi nei supermercati Interspar del Friuli Venezia Giulia.
“Despar e PanBirretta hanno molti punti in comune – ha sottolineato Fabrizio Cicero Santalena, direttore regionale Fvg Despar – a partire dalla sostenibilità che è un valore fondamentale per noi: i punti vendita lavorano contro lo spreco, donando i prodotti non più vendibili ma utilizzabili. Questo progetto unisce sostenibilità, autosufficienza energetica, riuso e, non da ultimo, qualità del prodotto finale. Crediamo moltissimo in ciò che fa il territorio e siamo orgogliosi di sostenere PanBirretta nella distribuzione: partiamo con gli Interspar per poi allargarci agli altri punti vendita del gruppo”.
PanBirretta sarà acquistabile anche nei punti vendita dei conferitori, panifici, gastronomie, ristoranti, trattorie e hotel che cederanno il pane invenduto al birrificio. “Crediamo sia un ulteriore valore aggiunto coinvolgere nella distribuzione chi ci dà la materia prima, un modo per suggellare la catena virtuosa del progetto. Panificatori e ristoratori potranno vendere e far assaggiare ai propri clienti la birra che nasce anche grazie al loro pane”. In Italia, circa l’8% del pane prodotto rimane invenduto e solo il 3% di quest’ultimo viene trasformato o riutilizzato. Questo significa che ogni anno il pane produce circa 300.000 tonnellate di rifiuti con i conseguenti costi economici e ambientali. PanBirretta è una birra chiara ad alta fermentazione (golden ale stile inglese) con una leggera luppolatura, dal corpo pulito e fresco e con note sapide e fragranti conferite dal pane di recupero che sostituisce parte dei malti.

Elenco conferitori coinvolti ad oggi in Fvg, la cui rete si allargherà nei prossimi mesi – Panificio Francovicchio (Udine), Pizzeria Alla Lampara (Udine), Ristorante Laite (Sappada), Fratelli Panza (Udine), Enoteca Da Michele (Udine), Trattoria Da Nando (Mortegliano), Hotel Ristorante Là di Moret (Udine), Fred (Udine), Macoritto Valentino (Tiezzo), Panificio Pasticceria Paoluzzi (Udine), Panificio pasticceria Cavallo Enzo (Udine), Da Luciano gastronomia (Udine), Trattoria Da Rochet (Reana del Rojale), Forno Rurale (Remanzacco), Osteria Pieri Mortadele (Udine).

Il birrificio Forum Iulii – Birrificio Forum Iulii nasce a Cividale da un progetto che si è concretizzato nel corso dell’anno 2018 con il completamento della ristrutturazione della sede di una storica falegnameria la cui costruzione risale al 1965. L’edificio è stato completamente ristrutturato dando vita a un laboratorio con un impianto di cottura da 10 hl, impianti di fermentazione, confezionamento e un’area di conservazione e stoccaggio. Ospita inoltre una Tap Room dove poter degustare tutte le birre di nostra produzione abbinate a proposte gastronomiche. La nostra filosofia di produzione è stata fin dal principio ispirata ai principi di sostenibilità̀ ambientale. Il fabbisogno energetico è coperto integralmente da fonti di energia rinnovabile che ci garantiscono l’indipendenza energetica.

Obiettivi del progetto su base annua
Pane: recupero di 400.000 fette di pane
Emissioni: risparmio di 12.000 Kg di CO2 (anidride carbonica)
Risparmio di suolo: 40.000 mq coltivati in meno
Acqua: 50.000 litri risparmiati
Malto: 7.000 Kg sostituiti dal pane di recupero
Confezioni: 80.000 Kg riciclabili

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In copertina e all’interno la presentazione della birra artigianale in Regione a Udine.

Su Agenda Friulana 2024 anche un’ampia “finestra” dedicata al Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

«”Oro di Ramandolo”. Non poteva essere definito in modo migliore il grande vino bianco, “dolce-non dolce”, tannico, passito, aromatico con una sinfonia di profumi che lo rende unico. E giallo, appunto, come l’oro antico. “Oro di Ramandolo” è il nome che un gruppo di produttori lungimiranti ha voluto dare a una manifestazione che celebrasse questo nettare, orgoglio e vanto dei viticoltori di Nimis che hanno voluto difenderlo tenacemente, ottenendo con fatica, ma alla fine con immensa soddisfazione, la prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Come dire che proprio in questi vigneti coltivati non senza sacrifici – c’è chi l’ha definita “viticoltura eroica”! – sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline più prossime si ottiene un vino che ha avuto il privilegio di essere contrassegnato con il marchio di qualità più prestigioso, cioè la denominazione di origine controllata e garantita».

Prima scheda sul Ramandolo Docg.

Così comincia la prima delle sei schede (che si sviluppano su ben dodici pagine) che ho dedicato al Ramandolo Docg su Agenda Friulana 2024 che Chiandetti Editore ha appena presentato nella sede della Regione Fvg a Udine, dove la sala più grande ricorda l’avvocato Antonio Comelli, illustre figlio di Nimis, assessore regionale all’agricoltura, prima. e presidente della ricostruzione, poi, oltreché uno dei protagonisti della tutela di questo prezioso e inimitabile vino. Un esordio che prende lo spunto dalla manifestazione che, nei giorni della ricorrenza di San Martino, ha richiamato un pubblico foltissimo di enoappassionati, anche dall’estero.
«Un riconoscimento ottenuto – si legge ancora in questa prima scheda dell’ampia “finestra” dedicata dalla storica (nata l’anno del terremoto) pubblicazione annuale della casa editrice di Reana – nell’ormai lontano 2001, dopo un iter legislativo molto complesso, che nel suo ventennale si desiderava festeggiare adeguatamente. Ma l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid o Coronavirus che dir si voglia – i nomi con cui sarà tristemente ricordato il tremendo morbo che ha sconvolto per tre anni le vite di noi tutti – ha impedito ogni iniziativa. Come pure non è stato possibile celebrare il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli – nel cui lembo più settentrionale si trova proprio il “cru” del Ramandolo vegliato dalla storica chiesetta-simbolo di San Giovanni Battista -, la seconda Doc nata nella nostra regione, era il 1970, dopo quella del Collio che aveva fatto da coraggioso apripista all’indomani dell’approvazione della legge istitutiva – la famosa 930 del 1963 – delle denominazioni di origine italiane. Ma al di là dei festeggiamenti mancati – e che, comunque, possono essere recuperati nel venticinquesimo della Docg, quindi fra due anni -, il dato che conta è quello di poter fruire di uno straordinario strumento di tutela che mette al riparo da frodi o sleali concorrenze, riconoscendo altresì i meriti di questi produttori che, pur rimanendo fedeli alla tradizione, hanno saputo soprattutto in questi due decenni crescere e innovarsi, dando vita a un vino fra i più prestigiosi del Vigneto Fvg e che proprio la definizione “Oro di Ramandolo” fotografa nel migliore dei modi. Veramente bravi quanti hanno avuto questa geniale intuizione!».
L’insieme della trattazione va sotto il titolo generale “Il primato del Ramandolo Docg” perché fa appunto riferimento al primo vino della nostra regione contrassegnato dal marchio della Docg, il più importante riconoscimento per il prodotto della vite, a Nimis storica Città del vino Fvg: più tardi sarebbero arrivati il Picolit e i colli di Rosazzo. Quindi ecco le sei schede contrassegnate ognuna da un sottotitolo: “Come l’oro antico”, “Tutto cominciò 40 anni fa”, “La battaglia legale”, “La piramide della qualità”, “La vigna-giardino”, “Un vino che piace a tutti”. E allora buona lettura: Agenda Friulana 2024 si trova in tutte le librerie ed edicole.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo dal quale si ottiene il Ramandolo Docg.

Confcooperative Fvg, coltivare il mare con la pesca sostenibile: gli scopi del progetto oggi in un convegno a Marano

Con il completamento della posa di 64 strutture artificiali sommerse, al largo di Lignano Sabbiadoro, si è conclusa la parte più impegnativa del progetto “Upi – Unità Produttiva Ittica” realizzato da Confcooperative Fvg su un’idea del consorzio Cogepa, con un sostegno europeo pari a 570mila euro, erogato dalla Regione Fvg tramite il fondo Feamp 2014-2020. Scopi e risultati attesi saranno illustrati dai protagonisti, oggi 5 dicembre, a Marano Lagunare (in Pescaria Vecia), a partire dalle ore 16.30.
Dopo l’introduzione del presidente regionale di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, il progetto sarà descritto da Giovanni Dean, di Confcooperative FedAgriPesca Fvg. Ai partner del progetto è stato affidato il compito degli approfondimenti durante una breve tavola rotonda alla quale parteciperanno: Riccardo Milocco, presidente del Consorzio di pescatori Cogepa, che avrà il compito di gestire le Upi; il progettista Guido Beltrami; Pietro Gentiloni del Cirspe e Claudio Franci di Bio-Res. Walter De Walderstein, responsabile scientifico del Consorzio Cogiumar, porterà una panoramica di altre strutture simile presenti in Friuli Venezia Giulia. Gli interventi conclusivi sono stati affidati all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, e al coordinatore del Settore pesca e acquacoltura di FedAgriPesca Fvg, Achille Ghenda.

Per sostenere il settore regionale della pesca e aumentare la biodiversità marina, a 9 e a 14 metri di profondità, rispettivamente a circa 2 e 3 km al largo di Lignano Sabbiadoro, sono stati immersi gli “scogli” artificiali realizzando due aree circolari che avranno lo scopo di offrire riparo e vita per pesci, molluschi e crostacei. La porzione di mare afferente al progetto, costantemente monitorato, investe una superficie di circa 800 ettari. Si tratta di un modello innovativo di gestione delle risorse marine e della pesca, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Non si deve dimenticare, infatti, lo stato di crisi del comparto regionale, sia a causa della riduzione del pescato che delle flotte dedicate. Una crisi che colpisce soprattutto la pesca artigianale in conseguenza della mancanza di risorse ittiche, della riduzione dei “nutrienti”, dei cambiamenti ambientali e dell’invasione di specie “aliene”.
«Favorire il ripopolamento delle nostre acque significa dare prospettive concrete alla diversificazione delle attività legate alla gestione della risorsa mare che, in futuro, saranno sempre più importanti come il pescaturismo e l’ittiturismo – sottolinea Milocco -. Per rispondere alle sfide che la pesca ha davanti e per favorire il rinnovamento generazionale rendendo la professione più attrattiva per i giovani, i pescatori hanno l’esigenza di integrare la tradizionale attività di pesca con nuove fonti di reddito. Progetti come questo, insomma, possono davvero far fare quel passo nel futuro a tutto il comparto, dando continuità alla filiera della pesca nella nostra Regione, nei prossimi anni».
Le piramidi sono “protette” dalla pesca a strascico da apposite strutture posizionate sui fondali. Come detto, l’intervento ha lo scopo di aumentare le superfici sottomarine solide con degli scogli “artificiali” ottenendo un effetto protettivo per il pesce di taglia piccola e di aggregazione per la fauna ittica in generale, aumentando così anche la presenza della specie ittiche pregiate: spigole, orate, ombrine, sogliole, triglie di scoglio, come già verificato dai risultati dei primi monitoraggi, a 90 giorni dalla posa.
In futuro, ci si aspetta di vedere aumentare la presenza e la biodiversità ittica con la presenza di altre specie come saraghi, corvine, scorfani e anche qualche astice, tipiche dei fondali rocciosi e con apprezzabile valore commerciale. Nell’area di mare considerata, l’attività di pesca artigianale verrà condotta direttamente dai pescatori (“coltivatori del mare”), grazie a un regolamento di gestione redatto dal Cogepa, verificando costantemente quantità e qualità dei prelievi. Durante l’incontro maranese, il progetto verrà presentato anche tramite la proiezione di un filmato illustrativo realizzato dalla cooperativa Varianti di Udine.

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In copertina, pesca tradizionale a Marano Lagunare e all’interno la posa di tecno reef a Lignano.

(Foto Cooperativa Varianti)

Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe i “magnifici tre” del vecchio Friuli protagonisti da oggi al Gran Premio Noè

(g.l.) Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, i “magnifici tre” della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente sono stati salvati dall’oblio, saranno i protagonisti della nuova edizione del Gran Premio Noè che comincia proprio oggi, primo dicembre, a Gradisca d’Isonzo, con punto focale la storica Enoteca Serenissima che riapre soltanto per la importante occasione: la prestigiosa rassegna nata quasi sessanta anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia.


Il Gran Premio Noè 2023 – organizzato dal Comune isontino con il supporto della Regione Fvg – si terrà infatti nei giorni 1, 2 e 3 dicembre e quest’anno sarà dedicato appunto alle tre varietà autoctone a bacca rossa citate che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. Una buona occasione, dunque, per capire ancora una volta quanto sia stata provvidenziale l’iniziativa per salvaguardare questo prezioso patrimonio ampelografico della nostra terra che consente di ottenere tre vini prestigiosi, seppur di nicchia, che qualificano ulteriormente la vitivinicoltura regionale.
Questa sera, alle 19.30, nell’enoteca si terrà l’annunciata degustazione verticale di Friulano – da uve di Tocai – del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i Friulani giovani e d’annata delle aziende gradiscane Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali, guidate da Tiziano Venturini, attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa (questa è la terza, dopo Corno di Rosazzo e Buttrio) è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.
Domani, invece, la giornata sarà dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia appunto, e il suo popolo.


Ultima giornata domenica. Alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino – l’orgoglio di Prepotto e di Cialla -, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, ma alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio del singolare autoctono.
L’Enoteca Serenissima, nello storico Palazzo dei Provveditori Veneti, sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – oggi fino alle 14 e dalle 17 alle 21.30, domani dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca. Un bel programma, insomma: c’è soltanto da sperare nella clemenza del tempo perché, secondo Osmer Fvg, ci sarà un miglioramento appena nella giornata di domenica.

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In copertina, grappoli di Tazzelenghe; all’interno, di Schioppettino e di Pignolo.

Violenza, no dalle Donne del vino Fvg nel convegno di domani mattina a Sagrado

Importante giornata di riflessione, domani, per le Donne del vino del Friuli Venezia Giulia. Come già annunciato, “Vino e solidarietà. L’agricoltura per il sociale e l’inclusione che fa la differenza” è il tema che sarà approfondito nella Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne:  l’incontro si terrà, con inizio alle ore 10, nella sede della Tenuta Castelvecchio, sul Carso di Sagrado, con il patrocinio della Regione Fvg e la collaborazione di Università di Udine, Assoenologi Friuli Venezia Giulia e Associazione Animaimpresa. Il sociale è, infatti, un tema che è parte integrante dell’agricoltura, vissuto nei diversi aspetti dell’inclusione, della solidarietà, dell’apertura e del confronto culturale, del rispetto dell’altro come valore primario, per cui quest’anno le Donne del Vino hanno deciso di definire queste azioni e comunicarle, affinché siano incentivo a proseguire su questa strada e perché siano esempi e momento di confronto anche per altri settori.

Elena Roppa


Il convegno si aprirà con i saluti di Mirella Della Valle, a nome di Castelvecchio, con l’introduzione di Elena Roppa, delegata regionale delle Donne del Vino, e con i saluti dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier. La parola poi passerà a Ornella Venica, che con l’azienda vitivinicola Venica & Venica porta avanti dal 2019 il bilancio di sostenibilità, tra i primi in Italia nel settore del vino, in cui un ampio capitolo è dedicato alla sostenibilità sociale e ai progetti di inclusione sociale in agricoltura. Stefania Troiano, Professoressa associata di Economia agraria ed Estimo dell’Università di Udine, dedicherà il suo intervento alle relazioni tra economia, agricoltura e sostenibilità sociale. Michele Bonelli, enologo e membro del consiglio di Assoenologi FVG, porterà l’esperienza della loro realtà con i progetti dedicati al sociale. Annalisa Zorzettig, della cantina Zorzettig Vini, racconterà come il vino si coniughi ad iniziative di sostegno della ricerca scientifica, dell’arte e della cultura e dello sport. Arianna Arizzi, referente dell’Associazione Animaimpresa e CSR Manager di Maddalena SpA, illustrerà una case history di responsabilità sociale d’impresa collegata al prodotto vino. Beatrice Dapelo, la più giovane Donna del Vino del Friuli Venezia Giulia, porterà uno studio sui temi dell’affinity e cause related marketing in cui emerge come i più giovani siano consumatori sempre più attenti alle cause e al sociale. Per chiudere Simona Migliore, sommelier, e Laura Pedrazzoli, event manager, racconteranno nello specifico i progetti dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino dedicati al tema del sociale.
Ricordiamo che le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia sono da anni coinvolte in prima persona in azioni e programmi specifici per l’empowerment femminile e giovanile e in progetti a sostegno delle categorie deboli. Progetto Future e progetto D-Vino sono due attività, a livello regionale e nazionale, dedicate ai giovani che desiderano lavorare nel mondo del vino e che, grazie ad interventi nelle scuole e possibilità di stage nelle aziende, possono avere un contatto diretto con le aziende vitivinicole e le professioniste associate. Grandissima è da sempre, per l’identità stessa dell’associazione Le Donne del Vino, l’attenzione e il sostegno a progetto di informazione ed azione per l’eliminazione della violenza sulle donne. Dalle aste di vini pregiati con il fine la raccolta di fondi al progetto Tappo Etico, che tramite la raccolta di tappi in sughero e loro riciclo grazie ad Amorim, favorisce il sostegno finanziario ad Onlus che si occupano di prevenzione della violenza di genere.

Per informazioni:
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale:
ledonnedelvino.com

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In copertina e qui sopra le Donne del vino Fvg che domani saranno protagoniste.

Cuochi anche da Liguria e Toscana protagonisti oggi e domani alla Festa della Pitina a Tramonti di Sopra

Pitina grande protagonista, oggi e domani, a Tramonti di Sopra. Come già annunciato, torna infatti la festa in onore della Pitina Igp, primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia, la polpetta affumicata e speziata (ovina, caprina o originariamente di camoscio e capriolo), nata per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone tradizionalmente povere.


Appuntamento, dunque, oggi e domani nel cuore della Val Tramontina che si trasformerà nel Mercato della Terra (coperto), una mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche, a partire proprio dalla pitina e dagli altri presìdi Slowfood regionali e nazionali, fino ad oltre 50 produttori presenti che arrivano dal Friuli Venezia Giulia, dall’Italia e anche da oltre confine.
Nella grande cucina della festa (sempre coperta e riscaldata), i cuochi dell’Alleanza di Slow Food prepareranno le loro creazioni a base di pitina e non solo: si tratta di chef del territorio e alcuni che arrivano dalla Liguria e dalla Toscana. Simone Vesuviano e Matteo Rebora, infatti, porteranno la Panissa fritta con pitina e prescinseua dalla Trattoria dell’acciughetta di Genova, mentre Cristian Borchi metterà in tavola il panino con il lampredotto e la pitina della Locanda Antica porta di levante di Vicchio (Firenze). Made in Fvg, invece, saranno i piatti di Federico Mariutti, Davide Larise, Dario Martina, Anna Pascoli, Luca Lot e quelli proposti dalla latteria di Aviano, da Roncadin e Amorebio gelato.
Inoltre, grazie alla collaborazione con il gruppo ristoratori Fipe-Confcommercio Pordenone, tredici locali “Amici della Festa della Pitina” proporranno fino al 19 novembre piatti dedicati proprio alla regina della festa: Ca’ Naonis, Al Grappolo, Osteria alle Nazioni, Oro Nero, La Torre nel castello de Spilimbergo, Pizzeria Antico Grano, Fable Table Ristorantino “Alla Torre”, Osteria Turlonia, Osteria da Afro, Gelindo dei Magredi, Prosciutteria f.lli Martin, La vecia Osteria del moro. Non può mancare, poi, un buon bicchiere di vino per accompagnare i piatti: basterà scegliere tra le decine etichette dell’Enoteca della Festa.
Questa sera, dunque, dalle 19 appuntamento con il Pitina Party nell’area picnic di Tramonti di Sopra: dj set con frico della Latteria di Aviano, salsicce di agnello alla griglia, polenta con i Polentars, vino, birra. Durante i due giorni di festa, ci saranno degustazioni, incontri e presentazioni: sul sito www.festadellapitina.com è possibile consultare il programma completo delle due giornate e prenotarsi agli eventi.
L’evento è organizzato dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food con Pro Loco e Comune di Tramonti di Sopra, Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo, Concentro, Cciaa di Pordenone, Ascom e Fipe di Pordenone, Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis Aps e con il Patrocinio della Fondazione Dolomiti Unesco e del Parco Naturale Dolomiti friulane.

www.festadellapitina.com

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In copertina, la splendida vallata di Tramonti di Sopra e all’interno due immagini della Pitina Igp.

Green Belt, Model Municipality Award premia Stregna per i prati di Tribil e per lo sviluppo “sostenibile” dell’Erbezzo

Il Comune di Stregna, nelle Valli del Natisone, ha ottenuto il Model Municipality Award, il riconoscimento assegnato dalla European Green Belt Association che premia i Comuni modello, ovvero quelli più virtuosi per il loro impegno duraturo verso la protezione dell’ambiente lungo la Green Belt, per la valorizzazione del territorio in chiave sostenibile e per la collaborazione transfrontaliera.

L’European Green Belt (cintura verde europea) è il nome dato alle ex zone di confine tracciate dalla Cortina di Ferro che, da Nord a Sud, per 12.500 chilometri, divideva l’Europa in due blocchi: abbandonate dopo l’utilizzo militare, oggi queste aree rappresentano un unicum a livello geografico, storico e naturalistico. Attualmente la European Green Belt-EGB collega 24 Paesi e rappresenta la spina dorsale di una rete ecologica pan-europea: in Friuli Venezia Giulia, la cintura corre a ridosso del confine con la Slovenia e ha saputo mantenere e preservare nicchie importanti di biodiversità.
Come si legge nelle motivazioni, Stregna si aggiudica il Premio grazie all’impegno nell’organizzazione di Ikarus – Green Belt Festival, l’evento multilingue e multiculturale ricco di eventi organizzato nel 2021 per diffondere la conoscenza dell’identità e delle tradizioni del territorio e condividere la cultura a ridosso della linea di confine italo-slovena. Non solo, il Comune valligiano si è impegnato nella designazione e nella gestione del biotopo “Prati di Tribil Inferiore – Dolenji Tarbji” e nella costituzione dell’Associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo che promuove un modello di sviluppo agricolo e di crescita “sostenibile” del territorio, contrastandone l’abbandono e valorizzando il paesaggio identitario delle Valli del Natisone.
Il Premio è stato assegnato su indicazione della Regione Fvg (Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile) e della Egb Italia e sarà consegnato al sindaco Luca Postregna, in Comune a Stregna, il prossimo 17 novembre.

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In copertina e qui sopra due immagini dei prati di Planino a Tribil Inferiore; all’interno, una panoramica di Stregna e della sua valle.

Schioppettino grande vino e fenomeno letterario: nel Castello di Albana domani la premiazione dei suoi “racconti”

(g.l.) Lo Schioppettino di Prepotto, ma anche delle vicine colline di Cialla, grande vino simbolo del territorio bagnato dal torrente Judrio, ma anche fenomeno letterario che, essendo giunto alla terza edizione, si sta affermando nel panorama culturale del Friuli Venezia Giulia. E ora il concorso “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” è arrivato alle battute finali. La giuria tecnica, come già annunciato, ha infatti individuato i tre vincitori tra i dodici finalisti scelti a fine agosto dalla giuria dei lettori. A contendersi il podio – che verrà svelato soltanto domani, 7 ottobre, durante la premiazione che si terrà alle 16.30 nel Castello di Albana – sono Laura Chiabudini di Pordenone, Giuliano Citti delle Valli del Natisone e Nicoletta Riato di Treviso.

Martina Del Piccolo


Organizzato dal Comune di Prepotto – con la supervisione del sindaco Mariaclara Forti e del consigliere delegato alla cultura, Barbara Pascoli, che ha anche ideato la bella manifestazione – e inserito in “Duino & Book #STORIEDIVINi” 2023 in collaborazione con il Gruppo Ermada vF e Associazione Nazionale Città del Vino, nonché supportato dalla Regione Fvg, il concorso ha registrato un graduale crescendo nel numero dei partecipanti che, in questa terza edizione, ha sfiorato le duecento unità.
Come per gli anni precedenti, il tema su cui i concorrenti si sono misurati prende le mosse da una delle caratteristiche del vino Schioppettino, come detto prodotto di punta del territorio di Prepotto. Dopo “Un solitario senza macchia” e “Terra di confine” è stata così la volta del “Fuorilegge”, come successe negli anni ’70 allo Schioppettino, quando il vitigno Ribolla nera fu messo al bando dalla Comunità Europea assieme a molte altre varietà autoctone friulane e italiane, ma che l’intraprendenza di coraggiosi produttori – primo fra tutti l’indimenticabile Paolo Rapuzzi – ha permesso di salvare, così da regalare alle nuove generazioni un vero e proprio patrimonio del Vigneto Friuli che meritava d’essere conservato.

Mariaclara Forti

Barbara Pascoli

La cerimonia di premiazione inizierà con la rassegna “Donne!” e la presentazione del libro “Una voce carpita e sommersa”, scritto da Martina Delpiccolo, giornalista e madrina del concorso 2023. Seguiranno la presentazione dell’antologia con i dodici racconti finalisti, la premiazione dei tre vincitori e la lettura di alcuni stralci.
Per quanto riguarda, invece, “Donne!”, si tratta di un viaggio nei mondi letterari di otto scrittrici friulane. Dopo il primo incontro avvenuto il 29 settembre a Remanzacco con Paola Zoffi, seguiranno gli altri sette, a partire, appunto, da quello con Martina Delpiccolo di domani pomeriggio. Quindi, i vari appuntamenti, uno al mese, con Stefania P. Nosman (24 novembre, Moimacco), Carmen Gasparotto (7 dicembre, Cividale), Silva Ganzitti (12 gennaio, Buttrio), Alessandra Zenarola (1 febbraio, San Giovanni al Natisone), Raffaella Cargnelutti (9 marzo, Orsaria di Premariacco) e Antonella Sbuelz (27 aprile, Pradamano). Ricordiamo che la rassegna letteraria è stata organizzata dalle delegate per le Pari opportunità dei Comuni di Buttrio, Cividale, Moimacco, Pradamano, Premariacco, Prepotto, Remanzacco e San Giovanni al Natisone.

Prenotazioni: barbara.pascoli@gmail.com o via whatsapp 340.6831928

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In copertina, grappoli di Schioppettino vanto dei vignaioli di Prepotto e di Cialla.

“Lattiero-caseario”, domani sera a Ipplis le opportunità Fvg offerte dall’agrisolare

“Naturalmente, da latte friulano” chiama a raccolta aziende agricole e agroalimentari del settore lattiero-caseario del Friuli Venezia Giulia per analizzare le opportunità derivanti dal fotovoltaico per la produzione e l’interscambio di energia. “Bandi per la concessione di contributi per l’installazione di impianti fotovoltaici ed analoghe opportunità” è il titolo dell’incontro che si terrà domani, 4 ottobre, alle 20 nello spaccio Cospalat di Ipplis, in via Casali Braide a Premariacco. La società consortile, che raggruppa 17 importanti realtà del settore della regione, vuole infatti interagire con questi presupposti di crescita e di sviluppo, promovendo sia una fase informativa e di sensibilizzazione su prospettive e opportunità sia l’avvio di un processo organizzativo che ottimizzi ulteriormente le possibili ricadute economiche per imprese e fruitori.
L’appuntamento sull’agrisolare prende le mosse dalla convinzione che le esigenze di promuovere l’autonomia dell’approvvigionamento energetico per le aziende del comparto agricolo e agroalimentare vadano associate alle opportunità derivanti dalle installazioni fotovoltaiche, meglio se convergenti in soluzioni organizzative ed economiche condivise attraverso una comunità energetica. Oltre ai vari interventi contributivi e di sostegno degli investimenti, è quindi utile conoscere le prospettive reddituali a integrazione dell’abbattimento del costo energetico.
Nell’incontro a Ipplis l’introduzione sarà affidata a Maurizio Urizio, direttore centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione Fvg. Seguirà la presentazione del Bando per la concessione di contributi a favore delle imprese attive nella produzione di prodotti agricoli per l’installazione di impianti fotovoltaici, con effetti dal 7 settembre scorso, a cura di funzionari della Direzione regionale. Di opportunità, prospettive e soluzioni ottimizzate per lo sviluppo e l’impiego di impianti agrisolari si occuperà infine Eros Miani, presidente di Green Team International e di Fototherm srl di Gonars. Nell’occasione, “Naturalmente, da latte friulano” presenterà una sintesi del proprio progetto di sviluppo della filiera lattiero casearia e dei primi programmi di collaborazione e supporto per gli allevatori friulani.

Per confermare la partecipazione, o saperne di più, contattare il 349. 6023812 o scrivere a info@naturalmentedalattefriulano.it

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In copertina, i pannelli che compongono un impianto agrisolare fotovoltaico.

Sul lago di Cornino la colonia di grifoni più grande d’Italia: la Regione Fvg amplierà il suo appoggio alla Riserva

In volo, di nuovo liberi: sei imponenti grifoni hanno ritrovato la libertà, nella giornata di ieri, nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, librandosi nei cieli della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dov’erano stati trattenuti per un periodo ai fini dell’inanellamento e dello svolgimento di analisi sanitarie per verificarne lo stato di salute, raccogliendo una serie di parametri biologici e valutando il tasso di piombo, uno dei principali fattori di mortalità degli avvoltoi.

Novità dell’edizione 2023 di “Vivi e liberi di volare”, che come nella miglior tradizione dell’evento ha richiamato in Riserva un pubblico foltissimo, è stato lo sdoppiamento delle liberazioni dei rapaci, voluta dalla Coop Pavees – che gestisce il sito protetto, sotto la guida del presidente Luca Sicuro – e dall’amministrazione comunale per offrire alla platea più ampia possibile l’opportunità di assaporare la magia di un momento che regala sempre forti emozioni: al mattino si sono librati Helen e Nathan, nel pomeriggio ulteriori quattro grifoni e una ventina di altri esemplari (tra cui due gheppi, un lodolaio, una poiana, un astore, un nibbio bruno, una civetta, tortore e colombacci), salvati e curati dai Centri recupero animali selvatici di Udine e Pordenone.


Il grifone più giovane fra quelli liberati è un nato 2023; due hanno circa 3 anni, gli altri – apertura alare 2,80 metri, peso fra gli 8 e i 9 chilogrammi – fra i 4 e i 5. Due erano già inanellati, dunque è stato possibile stabilirne la provenienza: uno è arrivato alla Riserva dalla Croazia, l’altro dalla Spagna. «Oltre 90, almeno 10 in più rispetto al 2022 – ha reso noto nel suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, le coppie censite quest’anno; una sessantina i giovani involati (erano 50 l’anno passato): e il numero è certamente per difetto. La Riserva di Cornino, così, è ormai fulcro della colonia di grifoni più grande d’Italia. L’areale di nidificazione si è ulteriormente ampliato, soprattutto in direzione della Carnia e delle Prealpi Carniche. Insieme all’Università di Udine – ha spiegato il direttore – negli ultimi mesi abbiamo catturato e marcato, in tre fasi, ben 67 grifoni, sottoposti ad analisi e controlli sanitari. Prosegue, intanto, la nostra proficua collaborazione con la Croazia: un paio di settimane fa a Cherso sono stati marcati e dotati di radio satellitare cinque soggetti, due dei quali già arrivati in Italia; in Riserva sono stati avvistati, di recente, anche esemplari provenienti dalla Spagna, dalla Francia, da Serbia, Grecia e perfino Israele».
Sono i frutti del Progetto Grifone, che ha conferito a Cornino una notorietà internazionale: «Continua a crescere e a produrre risultati eccellenti – commenta il sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro -, richiamando l’attenzione di prestigiosi partner nazionali e internazionali e di studiosi da tutta Europa. Grazie al costante appoggio della Regione e all’impegno della Coop Pavees, la Riserva rappresenta un traino delle politiche di sviluppo turistico del territorio. Determinante, quindi, continuare a investire su questa progettualità dalle enormi potenzialità».

E la continuità dell’appoggio della Regione Fvg è garantita, ha assicurato l’assessore alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, che ha concluso gli interventi istituzionali in apertura della giornata (presenti anche il sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, e il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni): «Il Progetto Grifone – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – sta procedendo nel migliore dei modi, all’insegna della capacità di innovazione. La Riserva rappresenta un modello di come si possono evolvere le aree protette. In considerazione degli ottimi risultati raggiunti la Regione intende ampliare ulteriormente la collaborazione in essere con il Comune e con i gestori della Riserva: ne definiremo le modalità non appena presa visione delle nuove progettualità».
La giornata è stata scandita da una ricca serie di contributi scientifici, affidati ai massimi esperti del settore: fra gli ospiti di quest’anno anche l’ornitologo e divulgatore scientifico Francesco Petretti, figura familiare al grande pubblico per le sue numerose partecipazioni al programma Rai Geo. Compiacimento per l’ottimo esito dell’evento viene espressa dal vicesindaco di Forgaria, con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «Ringraziamo la Regione – ha detto – per l’annunciata decisione di riservare al Progetto Grifone un finanziamento costante su scala pluriennale, in modo tale da consentire una pianificazione delle attività sul lungo periodo, sempre all’insegna dell’attenzione al rigore scientifico».

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In copertina, la liberazione del grifone Helen il primo a spiccare il volo; all’interno, un momento della giornata, l’assessore regionale Stefano Zannier e due altri esemplari di avvoltoi restituiti al loro volo in libertà su lago di Cornino.