Sissar Open Day 2025, l’agricoltura Fvg tra problemi e prospettive domani sarà grande protagonista alla Fiera di Udine

Nasce un nuovo spazio di incontro e collaborazione per l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia: il Sissar Open Day 2025, in programma domani, 17 aprile, alla Fiera di Udine e presentato ieri nella sede friulana della Regione Fvg alla presenza dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, e del presidente di Udine Esposizioni Spa. L’evento rappresenta un appuntamento inedito e strategico per il settore agricolo e agroalimentare, promosso dalla Regione Fvg per valorizzare il Sistema Integrato dei Servizi di Sviluppo Agricolo e Rurale (Sissar). E riunirà per la prima volta in un’unica sede diciotto enti tra i più rappresentativi del comparto.
Una giornata pensata per rafforzare la rete territoriale e condividere strumenti, conoscenze e buone pratiche, all’insegna dell’innovazione, sostenibilità e sviluppo rurale. Attraverso workshop, seminari e aree espositive, il Sissar Open Day sarà un’occasione concreta per confrontarsi sulle principali sfide dell’agricoltura contemporanea e valorizzare le eccellenze locali. L’obiettivo è favorire il dialogo e il coordinamento tra istituzioni, associazioni di categoria, cooperative e consorzi, ponendo le basi per una crescita rurale equilibrata, innovativa e condivisa. La scelta della Fiera di Udine, crocevia strategico per il territorio, sottolinea l’importanza dell’appuntamento e ne amplifica il potenziale in termini di visibilità e impatto.

La presentazione ieri a Udine.

“Nel contesto attuale – ha affermato l’assessore Stefano Zannier – l’agricoltura si trova costantemente a dover affrontare molteplici sfide. È strategico promuovere la crescita di conoscenza e innovazione armonizzando le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: redditività, sostenibilità ambientale e sociale”. L’esponente della Giunta Fedriga ha, inoltre, sottolineato il valore della legge regionale che ha istituito il sistema. “Con la Lr 5/2006 – ha evidenziato – il Friuli Venezia Giulia ha scelto di puntare su un modello integrato che finanzia la ricerca applicata, promuove tecniche rispettose dell’ambiente e garantisce consulenza specialistica alle aziende agricole”. Un impegno che continua con forza anche nel presente. “Per il 2025 abbiamo stanziato oltre 2,3 milioni di euro per sostenere il sistema Sissar – ha precisato l’assessore – consapevoli dell’importanza che riveste nel fornire assistenza tecnica gratuita, incontri formativi e strumenti pratici per affrontare con successo le sfide del settore. E in questo senso si inquadra l’iniziativa Sissar Open Day 2025 del 17 aprile alla Fiera di Udine: un’occasione di incontro. e formazione dedicate alle imprese agricole per il futuro”.
La giornata, come detto, è stata ideatapensata per rafforzare la rete territoriale e condividere strumenti, conoscenze e buone pratiche, all’insegna dell’innovazione, sostenibilità e sviluppo rurale. Attraverso workshop, tour e aree espositive, il Sissar Open Day sarà un’occasione concreta per confrontarsi sulle principali sfide dell’agricoltura contemporanea e valorizzare le eccellenze locali. Organizzato dalla Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione FVG, con la collaborazione di Ersa, il coordinamento di Udine Esposizioni Spa e il contributo del Programma di Sviluppo rurale Fvg, l’evento è cofinanziato dall’Unione Europea e vede Terra e Vita – Edagricole come media partner.
Il programma si articolerà dalle 9 alle 17 negli spazi del Padiglione 6 della Fiera di Udine (ingresso Ovest, Via della Vecchia Filatura, Torreano di Martignacco), con un format dinamico e interattivo. I visitatori potranno partecipare a tour guidati tra gli stand degli enti coinvolti per scoprire da vicino servizi, proposte e progettualità attive sul territorio. I momenti formativi si terranno nelle due sale convegni dedicate: in Sala 1 si discuterà di difesa fitosanitaria della vite, gestione sostenibile della risorsa idrica, contributi europei all’agricoltura, soluzioni colturali innovative per il clima e qualità nella frutticoltura. Sala 2 ospiterà interventi su multifunzionalità in zootecnia, nuove filiere emergenti, sicurezza e pianificazione aziendale, fino alle tecniche agronomiche per il futuro delle colture estensive.
Alle 9 è prevista l’inaugurazione ufficiale nello stand centrale della Regione, seguita da due sessioni di tour guidati (11.15-13.15 e 14.30-16.30) per favorire il contatto diretto tra operatori, tecnici e visitatori. I tour partiranno dallo stand della Regione Fvg – Direzione Risorse Agroalimentari e saranno condotti dai giornalisti di Edagricole che illustreranno, fermandosi ai loro stand, le attività dei diciotto enti erogatori di servizi presenti in Fiera. I workhop invece, saranno condotti da tecnici Ersa, da alcuni dei 18 enti erogatori e dai redattori della stessa casa editrice emiliana.
“Dopo Idrofuture dedicato, nel novembre scorso, all’irrigazione sostenibile, la Fiera di Udine è ancora una volta e con orgoglio al fianco della Regione Fvg come braccio operativo e come location strategica per un altro evento di rilievo che promuove innovazione, sostenibilità e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare regionale – ha, infine, affermato il presidente di Udine Esposizioni – per questa nuova opportunità di metterci in gioco e per la rinnovata fiducia nel Campus fieristico udinese, ringrazio l’assessore e la Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche. Ancora una volta la Fiera di Udine mette a disposizione delle istituzioni e del territorio la propria esperienza, diversifica l’attività e l’utilizzo delle strutture ribadendo la sua mission storica e sempre attuale come strumento di confronto, crescita e collaborazione”. Il Sissar Open Day 2025 si propone così come un punto di riferimento annuale per il settore primario regionale, un’occasione unica per fare rete, condividere progetti e costruire insieme il futuro dell’agricoltura friulana.

Previa iscrizione online, la partecipazione all’evento sarà gratuita e aperta a tutti: agricoltori, tecnici, studenti e cittadini interessati ad approfondire tematiche centrali come la transizione ecologica, la digitalizzazione delle pratiche agricole, la tutela della biodiversità e la promozione dei prodotti tipici regionali (iscrizione online su: https://bit.ly/41QTwcZ).
Parteciperanno come partner dell’iniziativa: Associazione Italiana Agricoltura Biologica Fvg, Agenzia per l’Energia del Friuli Venezia Giulia, Associazione dei Consorzi di Bonifica del Friuli-Venezia Giulia, Confederazione Produttori Agricoli Fvg, Cefap, Cia Agricoltori Italiani del Friuli Venezia Giulia, Coldiretti – Fvg, Confagricoltura Fvg, Confservizi Fvg Srl, Consorzio Tutela del Formaggio Montasio, Consorzio Olio Fvg, Cooperativa Agricola Fiumicello – S.C.A. Co.Pro.Pa. Scarl, Tergeste Dop, Friulana Nocciole S.C.A., Frutta Friuli S.Ca. , Kmečka zveza – Associazione agricoltori, Uni.Doc Fvg.

Sono aumentati gli attacchi dei lupi in montagna: per Confagricoltura Fvg è necessario un piano di abbattimento

La Commissione europea ha presentato una proposta per modificare la Direttiva Habitat, entrata in vigore il 7 marzo 2025, per il declassamento dello status di protezione del lupo da “strettamente protetto” a “protetto”, in linea con la Convenzione di Berna. L’obiettivo, dopo la sua adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, è quello di offrire maggiore flessibilità ai Paesi membri nella gestione delle popolazioni locali del grande carnivoro, consentendo misure adattate alle esigenze regionali. Tuttavia, il lupo rimarrà comunque una specie protetta e i singoli Stati potranno mantenere livelli di tutela più elevati se lo riterranno opportuno.
Del problema si è parlato ieri pomeriggio al Consorzio Agrario Fvg di Basiliano, su iniziativa di Confagricoltura Fvg, durante un incontro sul tema: “Lupo in regione: presenza e piano di abbattimento”. Dopo i saluti istituzionali di Confagricoltura Fvg, sono seguiti gli interventi di Umberto Fattori, di Sbio (Il lupo e lo sciacallo dorato in Fvg); Luca Cristofoli, di Scri (Prevenzione e indennizzo dei danni da grandi carnivori); Paola Aragno, Vincenzo Gervasi, Valentina La Morgia e Piero Genovesi, di Ispra (Gestione del lupo, normativa e potenziale declassamento dello stato di protezione).
Per Confagricoltura si tratta di un passo importante per frenare l’espansione incontrollata dei predatori, soprattutto in montagna. Gli attacchi dei lupi sono fortemente aumentati, anche a bassa quota, parallelamente alla crescita della loro popolazione, causando danni economici alle aziende agricole e pericolo per le comunità. Rimane, perciò, necessaria e urgente una presa di posizione efficace a tutela delle attività del settore primario e degli alpeggi, che sono a tutti gli effetti un’attività economica e di presidio del territorio. L’evento, organizzato in collaborazione con Agrisoluzioni Srl, rientrava nell’attività di consulenza specialistica Sissar 2025, finanziata dalla Regione Fvg.

Il Vigneto Fvg grande protagonista al Vinitaly tra incertezze per i dazi Usa e strategie per nuove affermazioni

La Regione Friuli Venezia Giulia, anche in questo momento di particolare incertezza per il comparto del vino dovuto ai nuovi dazi, investe e unisce tutte le forze per mettere insieme le grandi potenzialità e l’elevatissima qualità delle sue produzioni. Il nuovo stand nell’ambito di Vinitaly 2025, più grande e completamente rinnovato, rappresenta una piattaforma strategica fondamentale per il comparto vitivinicolo regionale rispetto ai mercati internazionali del mondo intero, ma rappresenta anche una grande opportunità di promozione dell’intero sistema agroalimentare e delle eccellenze di tutto il territorio. È quanto, in sintesi, sostenuto dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari e alle Attività produttive e turismo, presenti ieri all’inaugurazione dello stand della Regione Friuli Venezia Giulia alla 57ma edizione dell’evento internazionale legato al sistema del vino più importante del mondo, in corso fino al 9 aprile a Veronafiere.


Nel pomeriggio di ieri il “padiglione” del Friuli Venezia Giulia è stato visitato anche dai tre ministri dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, dei Rapporti con il Parlamento e della Cultura. Debutta così, nel padiglione 6 del quartiere fieristico veronese, il nuovo allestimento nello spazio “Io Sono Friuli Venezia Giulia: Connessioni d’eccellenza” che intreccia vino, cultura, territorio e laboriosità di una terra vocata all’eccellenza e che vede Ersa (l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) e PromoTurismoFvg insieme per la promozione del comparto agroalimentare e dell’intero territorio. Si metteranno così in evidenza ricchezza e varietà del patrimonio del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, dove ogni ambiente coltiva e produce un vino con proprietà e caratteristiche differenti, influenzate dagli elementi naturali.
Un’area di 1.500 metri quadrati: ottanta le aziende vitivinicole regionali selezionate in esposizione (per un totale di oltre 5.700 bottiglie in degustazione nei numerosi eventi organizzati nello stand nei quattro giorni di manifestazione), altri 58 produttori presenti con proprio stand e sei aziende in collettiva nel padiglione Bio. Circa 500 etichette in rappresentanza delle 11 zone Doc e delle due zone Igt del Friuli Venezia Giulia: 24 le diverse tipologie di vini bianchi e rossi.
I numeri sull’export del vino Fvg (dati Camera commercio Pordenone-Udine 2023) indicano un valore di circa 250 milioni di euro, in crescita dell’8,8 per cento. I principali mercati di destinazione sono gli Usa (23,6% del totale dell’export di vini e altre bevande), Germania (20,4%) e Regno Unito (5,5%), seguono Paesi Bassi e Spagna con percentuali inferiori. Gli Stati Uniti, da soli, costituiscono circa un quarto dell’export totale del vino del Friuli Venezia Giulia, pari a oltre 62 milioni di euro.
Facendo riferimento all’edizione Vinitaly 2025 – caratterizzata anche per l’introduzione dei dazi da parte dell’Amministrazione Usa, a Veronafiere hanno comunque confermato la loro presenza oltre tremila buyer provenienti dagli Stati Uniti -, l’assessore alle Risorse agroalimentari ha evidenziato come alla manifestazione siano presenti buyer dei mercati di tutto il mondo e che questo significa un’enorme opportunità, in una strategia di medio termine, per creare le condizioni e generare alternative su mercati anche nuovi che potranno ampliare la diversificazione ed eventualmente compensare possibili effetti dei dazi americani.
Per l’assessore alle Attività produttive e Turismo, attraverso la promozione integrata e forte che la Regione Fvg riesce a mettere in campo con la presenza del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly, non solo si consentirà alle imprese vitivinicole di essere accompagnate e supportate in modo che possano continuare ad esportare l’alta qualità e l’eccellenza in tutti i mercati del mondo ma si promuove anche il sistema dell’accoglienza regionale che continua a mostrare numeri molto positivi che ci fanno ben sperare anche per la prossima stagione estiva.

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In copertina e all’interno tre immagini del nuovissimo stand del Friuli Venezia Giulia che ieri ha debuttato al Vinitaly di Verona.

(Foto Regione Fvg)

Il Premio “Angelo Betti” a Stefano Trinco enologo che ha saputo portare la vitivinicoltura friulana a nuovi traguardi

«È un momento di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia. Con il conferimento del prestigioso Premio “Angelo Betti”, consegnato oggi pomeriggio a Vinitaly 2025, all’enologo friulano Stefano Trinco, un professionista che ha saputo interpretare al meglio l’eccellenza vitivinicola del territorio, viene riconosciuto un tributo al suo impegno e alla sua passione, che da anni contribuiscono a promuovere la regione nel panorama internazionale del vino». È questo, in sintesi, il messaggio della Regione Fvg, espresso attraverso l’assessore alle Risorse agroalimentari, durante la cerimonia di consegna del Premio “Angelo Betti” nell’ambito della 57ma edizione della manifestazione internazionali del mondo del vino in corso da ieri a mercoledì 9 aprile a Veronafiere.
Il Premio “Angelo Betti” – istituito molti anni fa come Gran Medaglia di Cangrande -, per il Friuli Venezia Giulia, è andato quest’anno allo stimato tecnico del vino Stefano Trinco. Enologo dal 1982, dopo il diploma alla Scuola enologica “Cerletti” di Conegliano, è stato – dal 1985 al 2024 – responsabile di produzione della “Vigneti Pietro Pittaro” di Codroipo, di cui oggi è consocio proseguendo l’attività anche come produttore. Questa la motivazione ufficiale del Premio che gli è stato consegnato sul palco presente l’esponente della Giunta Fvg. «Stefano Trinco è un enologo di altissimo profilo umano e professionale, un riferimento acclamato per colleghi e produttori. Può ben essere considerato tra i massimi esperti, non solo a livello regionale, nel complesso mondo del metodo Champenois ma, non solo. Oggi anche produttore, con i consoci, prosegue l’attività di uno dei più blasonati marchi regionali, ma nel contempo presiede con competenza e indiscussa capacità la Doc Friuli, la più estesa Doc del Friuli Venezia Giulia, garantendo un’elevata capacità di ascolto e di mediazione. La sua professionalità, competenza e disponibilità lo rendono autorevole e indiscusso interlocutore nel panorama vitivinicolo della regione Friuli Venezia Giulia nonché in quello nazionale».
Giunto alla sua 51ma edizione, con la Medaglia annuale l’importante riconoscimento nazionale intende valorizzare istituzioni o personalità delle diverse regioni italiane che hanno significativamente contribuito al progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione, così come alla crescita del settore vinicolo italiano attraverso la loro attività professionale o imprenditoriale. Si tratta, come evidenziato dai vertici di Veronafiere, di un’iniziativa volta a valorizzare non solo l’eccellenza, ma anche la tipicità dei territori e che, proprio per questo, richiede ogni anno la preziosa collaborazione degli assessorati regionali all’Agricoltura.
Come sottolineato dall’esponente della Giunta Fvg, con la sua competenza e dedizione in oltre quarant’anni di attività, Stefano Trinco ha saputo portare la tradizione vitivinicola friulana a nuovi traguardi, confermando il ruolo di eccellenza del Friuli Venezia Giulia nel mondo del vino. La sua capacità di coniugare innovazione e rispetto per il territorio rappresenta un esempio luminoso per le future generazioni di enologi e produttori.

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In  copertina, l’enologo friulano Stefano Trinco durante la  cerimonia a Veronafiere.

A Paularo “scoperto” l’abete bianco dei record: l’albero dei boschi carnici è alto ben 53 metri e ne ha 3 di circonferenza

L’albero più alto del Friuli Venezia Giulia è un abete bianco che si trova nel bosco situato a cavallo tra le proprietà del Comune di Paularo e del Consorzio Boschi carnici, dove è presente un nutrito gruppo di piante che superano i 45 metri. Il recente accertamento – certificato dalla misurazione eseguita da agronomi e tecnici della Direzione Infrastrutture e territorio della Regione Fvg – ha consentito di stabilire che lo stesso abete bianco è anche la pianta autoctona più alta d’Italia, nonché, in termini assoluti, il terzo esemplare (le prime due piante non sono autoctone) più grande di tutto il Paese. Con i suoi 53,34 metri di altezza (la circonferenza è di 3,32 metri, misurata a 1,30 metri da terra) è stato ribattezzato “La Dane”, nome della specie in friulano, ma anche il vezzeggiativo di Diana, Dea romana della natura selvaggia. Gli esperti stimano che abbia un’età superiore ai 200 anni.


I numeri eccezionali sono stati certificati dai funzionari della Direzione infrastrutture e territorio, competente in materia di alberi monumentali. Alla misurazione della pianta hanno partecipato anche i tecnici dell’Ispettorato forestale di Tolmezzo e le guardie del Corpo Forestale Regionale della Stazione di Paularo. I record nella dimensione e le caratteristiche detenute da “La Dane” hanno permesso alla pianta di entrare nel novero degli alberi monumentali, come intesi dalla legge nazionale 10 del 2013 sullo sviluppo degli spazi verdi urbani e dalla legge regionale 9 del 2007.
Soddisfazione per la nuova “scoperta” è stata espressa dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, il quale ha evidenziato come la Regione abbia sempre tenuto alta l’attenzione sul tema della tutela degli alberi monumentali. E’ stato ricordato che sia a livello legislativo, ma anche con l’elaborazione di apposite linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia degli alberi monumentali e notevoli della regione poi riprese a livello nazionale dal ministero competente, oltre che con linee di finanziamento ad hoc si sia sempre cercato di valorizzare il patrimonio arboreo del Friuli Venezia Giulia. La Regione ha censito e protegge sul suo territorio oltre 1.500 alberi monumentali, quasi un terzo di quelli tutelati a livello nazionale e, come prima Regione italiana, ha istituito anche l’elenco degli alberi “notevoli”, cioè i futuri monumentali. Ricordando poi che, al Senato, è in fase di approvazione la legge sui boschi monumentali, l’esponente della Giunta regionale ha annunciato la volontà dell’Amministrazione di inserire alcuni boschi monumentali regionali nei futuri “elenchi” nazionali. Tra questi, il bosco di Gorizia (con i suoi castagni ultrasecolari quasi in pieno centro), il bosco cittadino del Farneto di Trieste, quello di protezione di Timau (con i suoi faggi di protezione) e, infine, proprio quello di Paularo, dove è stata appena certificata la presenza dell’abete bianco dei record.

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In copertina, il bosco carnico dove si trova l’abete bianco più alto della regione che vediamo poi nell’immagine interna.

NanoValbruna, nel cuore delle Alpi Giulie torna il Forum internazionale dei giovani per affrontare le sfide del nostro tempo

«Questo evento richiama una piazza, un’agorà o un forum in cui si ragiona e con estro e fantasia si immaginano soluzioni per problemi antichi e nuovi: l’obiettivo finale, che coincide con quello di un buon amministratore pubblico, è contribuire a creare un luogo dove sia più bello vivere, un esercizio straordinario, a cui soprattutto le menti più giovani possono dare un contributo importante. Per questi meriti la Regione sostiene convintamente NanoValbruna e il contest Baite Award, il cui spirito creativo si deduce già dal nome scelto». Lo ha sottolineato il vicegovernatore della Regione Fvg con delega alla Cultura, Mario Anzil, alla presentazione delle linee guida della sesta edizione di “NanoValbruna”. Si rinnoverà, infatti, per il sesto anno consecutivo in estate, a Valbruna (Comune di Malborghetto), l’appuntamento con il Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione (quest’anno in programma tra il 17 e il 23 luglio): un festival, un premio, una comunità che da sei anni si ritrova e si confronta sui temi della rigenerazione e della transizione ecologica proprio in un periodo di rapide trasformazioni tecnologiche, sfide globali e una crescente interconnessione tra cultura e economia. Il Festival si attesta ormai come uno dei più attesi momenti di confronto e scambio tra scienziati, imprenditori, giornalisti, visionari di tutto il mondo e tantissimi giovani per affrontare insieme, nel cuore delle Alpi Giulie, le sfide del nostro tempo, creando opportunità di orientamento formativo, lavorativo e di crescita personale.

Spicca anche quest’anno all’interno della manifestazione il Contest di portata internazionale “Baite Award”, un concorso di idee rivolto a studenti, giovani ricercatori e aspiranti imprenditori chiamati a presentare progetti di start up innovative e sostenibili entro il 31 maggio prossimo. L’evento è stato presentato, ieri mattina, nella sede udinese della Regione Fvg: dopo l’introduzione della responsabile del progetto NanoValbruna e presidente di ReGeneration Hub Friuli, Annalisa Chirico, sono intervenuti il vicepresidente della Regione Fvg con delega alla Cultura Mario Anzil, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, l’assessore del Comune di Udine Ivano Marchiol, il presidente di Fondazione Friuli Giuseppe Morandini, il team di ReGeneration Hub Friuli, a capo del Contest Baite Award, con uno il contest founder, Lorenzo Pradella, il contest coordinator Stefano Cercelletta e Luca Calligaris per Università degli Studi di Udine ed Enactus.
Le macro-aree di intervento su cui si sviluppa il concorso (rappresentate nell’acronimo Baite) attraversano temi come edilizia sostenibile, bioagricoltura, healthcare, efficientamento industriale, micromobilità e sistemi di motorizzazione innovativi, energie rinnovabili e stoccaggio, turismo sostenibile. Solo lo scorso anno sono arrivati più di 40 progetti da tutto il mondo e anche quest’anno gli autori delle 10 migliori proposte progettuali saranno ospitati a Valbruna, durante le giornate del Festival, per un percorso formativo di una settimana con workshop studiati per consolidare o acquisire competenze pratiche e conoscenze trasversali, dove si alterneranno sessioni di lavoro, presentazioni, discussioni, collaborazioni e attività laboratoriali. Nel corso di NanoValbruna, i team verranno valutati da una Giuria di alto profilo – formata da scienziati, docenti, esperti e imprenditori, anche di area locale – per decretare i vincitori. Prende forma con questa edizione un “modello” che vuole rappresentare un’occasione del tutto peculiare per dare concretezza alla cultura della sostenibilità e della rigenerazione e per fare della nostra regione un territorio sempre più accessibile e facilitante per l’open innovation.

Anche quest’anno il contest Baite conta su una collaborazione d’eccezione, quella con Fondazione Enactus Italia Ets che opera per l’azione sociale e l’educazione all’imprenditorialità di studenti universitari e di Its ed è parte di un network internazionale la cui missione è quella di formare i leader del futuro. Grazie a questa sinergia, si apre anche quest’anno a tutta la community Enactus l’opportunità di partecipare al Forum NanoVabruna e al concorso; ReGeneration Hub Friuli sarà anche presente, con una sua delegazione, alla Enactus National Competition, prevista per il 14 e il 15 maggio a Milano dove verrà assegnato il “Premio ReGeneration Hub”, che consentirà ad una squadra Enactus di accedere di diritto al Contest Baite e di partecipare così al percorso formativo dedicato ai 10 team selezionati. Rghf sarà anche giudice durante la National Competition, contribuendo ad individuare il team campione nazionale che rappresenterà l’Italia alla Enactus World Cup, che si terrà a Bangkok, in Thailandia dal 26 al 28 settembre. Del Contest Baite si parlerà anche a Padova l’11 aprile a “Imprenditori #GenNext”.
Baite Award si è conquistato un ulteriore spazio di riconoscibilità grazie alla presenza, lo scorso anno, di una delegazione di ReGeneration Hub Friuli a Ginevra, al Palazzo dell’Onu, dove ha raccontato il case history di un progetto capace di coniugare imprenditoria, sostenibilità, rigenerazione, giovani e territorio. Alla startup vincitrice di Baite 2025 sarà destinato un premio in denaro di 1.000 euro da investire nella propria azienda o nel proprio progetto e la possibilità di affacciarsi al mondo imprenditoriale con strumenti competitivi ed un solido network professionale. Le iscrizioni al Contest Baite sono aperte sulla pagina “Contest” del sito www.nanovalbruna.com

NanoValbruna è ideato e curato dall’associazione ReGeneration Hub Friuli con il fondamentale contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, di Promoturismo, della Fondazione Friuli, della Fondazione Pietro Pittini con il sostegno di Enti e aziende come Banca 360, Confartigianato e Confindustria, Lod Srl del Gruppo Luci e la collaborazione del Comune di Udine, del Comune di Malborghetto, dell’Università di Udine, Fondazione Agrifood&BioeconomyFVG, Animaimpresa e GreenFor Accademy, nuovo progetto di Enaip FVG e Gesteco Spa.

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In copertina, una suggestiva immagine di Valbruna nelle Alpi Giulie; all’interno, la presentazione del Forum ieri a Udine e due immagini di Alice Durigatto riguardanti l’edizione 2024.

Il Vigneto Fvg al Vinitaly di Verona con uno stand tutto nuovo ed “elegante” come i vini che presenterà al mondo. Ma c’è preoccupazione per i maxi-dazi Usa

(g.l.) Conto alla rovescia per il Vinitaly di Verona che dà appuntamento a Verona Fiere alla fine della prossima settimana. Un appuntamento strategico anche per il Friuli Venezia Giulia e che quest’anno avviene in un clima di preoccupazione particolare creato dalla ormai più che nota possibilità che l’Amministrazione Trump introduca pesantissimi dazi (fino al 200 per cento!) sui vini europei e quindi anche italiani. E proprio anche per questo la presentazione del Vigneto Fvg deve avvenire nel modo migliore e incisivo. «Il nuovo stand della Regione ideato per Vinitaly 2025 promuove l’intero Friuli Venezia Giulia, in una connessione sinergica che, partendo dell’eccellenza dei nostri vini, abbraccia tutto il territorio, reso immediatamente riconoscibile nelle sue tipicità e unicità: non a caso, uniti in questo percorso, ci sono Ersa e PromoTurismoFvg. Una vetrina importante per l’enogastronomia ma anche per le nostre imprese e per i grandi eventi: un chiaro esempio di quello che intendiamo per promozione integrata del sistema regionale, uno strumento capace di far crescere ancora di più il Friuli Venezia Giulia e di renderlo sempre più attrattivo», hanno detto al riguardo gli assessori regionali al Turismo e alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ieri sono intervenuti alla presentazione del nuovo stand della Regione Friuli Venezia Giulia a Vinitaly (6-9 aprile), illustrazione che si è tenuta nella sede di Udine della Regione Fvg alla presenza del direttore di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni, e del nuovo direttore dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa Fvg), Mauro Giovanni Viti.

Sergio Emidio Bini


«Uno stand elegante, così come sono ovunque riconosciuti i nostri vini – ha detto Zannier -, ma anche comodo, funzionale e che nei colori richiama quelli della nostra terra: spazi ideali, studiati con chi lavora nel settore ogni giorno, che permetteranno alle aziende di operare al meglio, per rafforzare i mercati già consolidati e per stringere alleanze con nuovi buyer. Il sostegno che offriamo alle imprese tramite la Collettiva consente inoltre di mettere in mostra in fiera il meglio e il buono che offre tutto il variegato mondo vitivinicolo del Fvg».
«Gli interni dello stand sono stati realizzati col coinvolgimento di imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia, trasformato così in una vetrina dell’eccellenza del “saper fare” regionale – ha detto Bini, ricordando che “questa Amministrazione regionale ha alzato molto l’asticella della qualità e ha puntato sulla promozione del territorio a 360 grandi, con investimenti mirati e linee contributive dedicate. I risultati sono evidenti, sotto gli occhi di tutti, con incremento dei turisti e resilienza e crescita delle imprese nonostante il mondo storico».

Stefano Zannier


Da quest’anno il Vigneto Fvg si presenta, dunque, al Vinitaly con un nuovo stand, pensato per far conoscere il Friuli Venezia Giulia sotto una luce più ampia e completa, puntando da un lato a rafforzare il “sistema vino”, dall’altro a raccontare i valori che contraddistinguono la regione: enogastronomia, cultura e territorio. Si metteranno così in evidenza ricchezza e varietà del patrimonio del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, dove ogni ambiente coltiva e produce un vino con proprietà e caratteristiche differenti, influenzate dagli elementi naturali. Lo stand coprirà un’area di circa 1.500 mq che ospiterà quasi 140 produttori e comprenderà anche 80 postazioni individuali, l’enoteca regionale gestita da Sommelier dell’Associazione italiana sommelier (Ais), la sala degustazioni con il supporto di personale della Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) e servizio catering, due infopoint con personale dedicato che accoglierà i visitatori e fornirà informazioni rispettivamente sulle aziende vitivinicole presenti in Collettiva e sulla regione, distribuendo materiale promozionale, gadget e guide. PromoTurismoFvg gestirà la Collettiva regionale, l’Enoteca, la Sala degustazioni e la sala Lobby, compresi i servizi accessori e le iniziative promozionali. Sarà, insomma, un grande Vinitaly per il Friuli Venezia Giulia!

Cantieri agricoli e nuove norme per i trattori sulle strade: Confagricoltura Fvg domani invita a un incontro a Basiliano

Nel novembre 2021, il Codice della Strada ha introdotto importanti novità per quanto riguarda la circolazione delle macchine agricole, allineandosi con le norme dei principali Paesi europei. Ulteriori modifiche sono intervenute nel novembre 2024, contenute all’interno del nuovo Codice della Strada. Di tutto questo si parlerà domani 4 marzo, a partire dalle ore 10.00, a Basiliano, nella sede del Consorzio Agrario (via Magrini 2), durante l’incontro tecnico: “Mother regulation: regole per la circolazione stradale”, organizzato da Confagricoltura Fvg in collaborazione con Federunacoma, Unione nazionale Contoterzisti, Collegio dei periti agrari e Agrisoluzioni srl.
Ai saluti istituzionali di Aproniano Tassinari, di Uncai, e di Philup Thurn Valsassina, presidente regionale di Confagricoltura, farà seguito l’intervento di Lorenzo Iuliano e Domenico Papaleo, di Federunacoma, che interverranno su: “Cantieri agricoli: le norme per la circolazione stradale e le modifiche al Codice della Strada”. Seguirà una dimostrazione pratica con la partecipazione di operatori della Polizia Locale.
«Con le nuove normative, la sicurezza stradale resta una priorità – sottolinea Thurn Valsassina -. Le macchine agricole, pur avendo accesso alla viabilità pubblica, dovranno rispettare tutte le regolamentazioni previste per la circolazione su strada, come limiti di velocità e segnaletica, per minimizzare i rischi di incidenti».
La partecipazione all’incontro, finanziato dalla Regione Fvg nell’ambito dell’attività Sissar, avrà valore di formazione obbligatoria per i componenti delle forze di Polizia Locale e per gli iscritti all’Albo dei Periti Agrari. L’incontro è aperto a tutti, ma con prenotazione obbligatoria scrivendo a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

Cefap Fvg: positivo il bilancio 2024, operativo il nuovo Centro di Paluzza

Il consiglio generale del Cefap (Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente), ha approvato il bilancio d’esercizio del 2024. I numeri segnalano un miglioramento dei ricavi (quasi 2,8 milioni di euro); una crescita dell’utile (75mila euro) e del patrimonio netto che si attesta a 1,1 milioni di euro (+7,1% rispetto all’esercizio precedente).
Ma le cifre più significative, decisamente, sono quelle relative all’attività formativa ed educativa del Centro, ente accreditato dalla Regione Fvg (dal 2007) e punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, nato quasi cinquant’anni fa e che vede da oltre 20 anni la compagine sociale costituita dalle tre principali Organizzazioni agricole e dall’Enaip. Con i suoi 30 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, nell’anno formativo 2023/2024 il Cefap ha erogato oltre 20.800 ore di formazione, sviluppando 377 corsi ai quali hanno partecipato oltre 4.400 iscritti di tutto il territorio regionale.
«Dal 2024 – spiega il presidente, Sergio Vello – abbiamo attivato una serie di corsi presso il nostro nuovo Centro di Paluzza (in primis, quello di Addetto alle attività ambientali montane che conta già una trentina di iscritti) grazie alla disponibilità del Comune e alla collaborazione con il Servizio Foreste e il Cesfam dell’Amministrazione regionale. Siamo certi, così, di dare il nostro qualificato contributo alla formazione di nuove figure professionali di montagna, utili per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione nelle Terre Alte del nostro territorio, in aggiunta ai corsi già attivi a Codroipo ai quali, attualmente, sono iscritti 115 ragazzi».
L’attenzione formativa di tutto il gruppo dirigente e il corpo docente del Cefap si è sviluppata soprattutto a favore dei più giovani; delle persone in cerca di occupazione con l’obiettivo di un inserimento lavorativo; dei cittadini coinvolti in aree di disagio. In molta considerazione si sono tenuti pure i necessari aggiornamenti utili agli operatori delle aziende agricole e quelli legati all’ambito della sicurezza e igiene sul lavoro, funzionali al rispetto delle norme in vigore. La qualità formativa del Cefap, da oltre vent’anni, è certificata dall’adesione alla norma ISO 9001, alla quale, nel 2023, si è aggiunta la ISO 21001:2019.

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In copertina, il presidente del Cefap Sergio Vello: buono il bilancio 2024.

Ieri a Udine il punto su un anno disastroso per l’apicoltura regionale. Zannier assicura gli operatori Fvg: faremo tutto quanto sarà possibile

«Il dialogo costruttivo resta un elemento fondamentale per cercare soluzioni concrete in un momento in cui non è scontato che tutto si possa fare e che si possa fare per tutti. Se pur non mancheranno la disponibilità e il sostegno della Regione, dobbiamo tenere presente che il settore apistico ha le stesse regole di quello dell’agricoltura come attività economica. Gli spazi di manovra che abbiamo devono comunque confrontarsi con quelle regole e, quando si parla di api, a partire dal livello europeo rilevo una profonda ipocrisia perché da un lato l’Ue ne evidenzia le assolute qualità dal punto di vista ambientale ma dall’altro è stringente e, a volte, limitante per il sostegno del comparto, come ad esempio sui contributi pro alveare. Queste limitazioni nascono perché il punto di vista è prettamente produttivo, e l’incremento delle produzioni è legato ai regolamenti comunitari come quelli agricoli. E’ quindi importante ampliare il dialogo perché le regole slegate dalla parte economica che potrebbero aiutare in via continuativa il comparto apistico fanno riferimento ad altri referati e non a quello dell’agricoltura».

Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al XVI meeting organizzato dal Consorzio apicoltori della provincia di Udine, e moderato dal giornalista Rossano Cattivello, su “Un nuovo futuro per un’apicoltura sotto pressione. Clima, nuovi parassiti e mercato richiedono strategie inedite”: l’appuntamento ieri mattina nell’auditorium dell’istituto salesiano Bearzi a Udine dove gli allevatori di api del Friuli Venezia Giulia si sono ritrovati. L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza di alimentare il confronto e lavorare sull’unità per riuscire a dare risposte alle problematiche del comparto.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio, Marco Felettig, da poco eletto in occasione del rinnovo del direttivo a cui sono seguiti l’intervento di Zannier e il contributo di Cattivello sulla percezione nella pubblica opinione dei problemi dell’apicoltura. Per le relazioni tecniche sono invece intervenuti esperti di livello nazionale: Antonio Nanetti del Crea di Bologna che ha trattato l’impatto dei cambiamenti climatici, Franco Mutinelli dell’Izsve il cui contributo ha riguardato il contrasto alla presenza di un nuovo potenziale acaro che colpisce le api, mentre Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio nazionale miele, ha affrontato il tema del mercato con analisi e proposte. Il presidente nazionale dell’Unaapi, Giuseppe Cefalo, è intervenuto, invece, sull’importanza dell’associazionismo a supporto dei singoli apicoltori.

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Confagricoltura Fvg, webinar
oggi sulla legge di bilancio

Per oggi, alle 16.30, in collaborazione con Agrisoluzioni srl e la Regione Friuli Venezia Giulia, Confagricoltura Fvg ha organizzato un webinar online su Google Meet. L’incontro avrà come relatore Daniele Hoffer, responsabile fiscale di Confagricoltura Vicenza, e si concentrerà sulle novità per il settore agricolo contenute nel Decreto per la riforma fiscale delle imposte sui redditi e nella Legge di Bilancio per il 2025. La partecipazione è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria rivolgendosi a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it; telefono 0432.507013.

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Il settore, per Felettig, si trova davanti a sfide epocali da affrontare uniti, perché grandi e piccoli apicoltori svolgono un ruolo essenziale non solo per l’economia e la filiera alimentare, ma anche per l’impollinazione della produzione agricola e dell’intero ecosistema locale. Felettig ha tracciato una sintesi del 2024 definendolo come «un anno disastroso, l’ultimo di una serie di stagioni infelici per l’apicoltura». Gli apicoltori, però, non si sono lasciati scoraggiare e hanno cercato di far fronte alla situazione con tutti i mezzi, garantendo la sopravvivenza delle proprie colonie, mai come quest’anno vicine alla morte per fame. Ma, nonostante questi sforzi, il sistema produttivo apistico è entrato in crisi con aziende pronte a chiudere i battenti per mancanza di reddito e liquidità. Gli apicoltori, tuttavia, hanno saputo fare fronte comune e si sono rivolti alle istituzioni con un grido d’allarme che è stato ascoltato. Il neo presidente ha, infatti, ringraziato l’assessore Zannier che ha raccolto quel grido d’allarme con una misura concreta: un contributo straordinario elargito a favore delle aziende apistiche che traggono un reddito significativo dall’apicoltura, andando così a mettere in sicurezza più della metà degli alveari allevati in regione. Il Friuli Venezia Giulia, come ha riferito Felettig, è stata la prima regione, e fino a un mese fa l’unica, ad avere dedicato un occhio di riguardo al settore.


Durante l’incontro, il presidente Felettig ha manifestato l’esigenza del Consorzio di una nuova sede, perché gli uffici attuali non sono più funzionali all’attività che viene svolta; sul punto, Zannier ha mostrato disponibilità assicurando al sistema la vicinanza e la presenza della Regione Fvg: «Faremo tutto quello che si può fare, troverete sempre aperta la mia porta». Nel dettaglio, il settore, in regione, conta 1.800 apicoltori che gestiscono 38 mila alveari ed è minacciato dai cambiamenti climatici, da un nuovo parassita e anche dal mercato, in cui importazioni a basso costo e poco trasparenti stanno penalizzando le produzioni locali. Sotto il dato produttivo, per esempio, nella provincia di Udine (che rappresenta il 66% degli alveari) il raccolto complessivo del 2024 ha visto una contrazione del 68%, con punte negative per il miele di acacia che si è addirittura azzerato. Tornando all’aspetto dimensionale, gli apicoltori con meno di 50 alveari a testa rappresentano il 91% delle attività e il 42% delle arnie, mentre quelli che svolgono l’attività in maniera professionale e spesso anche esclusiva sono un centinaio con il 45% degli alveari.

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In copertina, un’ape bottinatrice al lavoro; all’interno, l’incontro al Bearzi presente l’assessore Stefano Zannier.

(Foto Regione Fvg)