Tra colline e cantine dove a Nimis nasce l’Oro di Ramandolo

“Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, che si svolge per tradizione nel sabato più vicino alla Festa di San Martino (che ricorre l’11 novembre). Data in cui, come afferma un antico adagio, “ogni mosto è vino”.
Fa eccezione però il Ramandolo Docg, che si ricava dai grappoli di Verduzzo giallo asciugati dal sole o lasciati appassire sui graticci. La torchiatura avviene normalmente tra fine ottobre e metà novembre, ed è il momento di festeggiare la chiusura dell’annata. Con questo spirito i produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, da alcuni anni organizzano il loro evento “itinerante”: un tour enogastronomico che, sabato 9 novembre, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la mitica Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, altrettanti vignaioli e due dozzine di “artigiani del gusto”.

Qui e sotto immagini del 2018.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo (che al momento appaiono discrete): tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia e il Caffè Illy. Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa.

Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394.

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In copertina, il caratteristico grappolo di Verduzzo giallo che dà il prezioso Ramandolo Docg.

LA RICETTA – Tartara di filetto di Pezzata rossa friulana

di Gi Elle

Oggi, con la consueta “Ricetta del sabato”, vi portiamo al ristorante Costantini, a Collalto di Tarcento – il rinomato locale fa parte del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, presieduto da Walter Filiputti -, per farvi gustare un piatto che lo chef Marco Furlano ha elaborato con una famosa carne nostrana e che ben s’intona con la stagione autunnale. Eccola:

“Tartara di filetto di Pezzata rossa friulana”

Ingredienti:
600 g di filetto di Pezzata rossa friulana tritato, possibilmente battuto a coltello
4 tuorli d’uovo
mezzo limone
15 g di cetriolini tritati
10 g di cipolla tritata
15 g di capperi tritati
10 g di acciughe tritate
15 g di prezzemolo tritato
10 g di paprika dolce
15 g di senape
salsa Worcester a piacere
Tabasco a piacere
Cognac a piacere
pepe e sale q.b.
20 g di olio extravergine d’oliva di Sedilis

Preparazione:
Formare con la carne una polpetta piatta e macinarvi sopra il pepe lasciando riposare per cinque minuti. In una terrina di vetro o porcellana sciogliere il sale con il limone, aggiungere le uova, l’olio di oliva la senape e amalgamare. Incorporare nella salsa i rimanenti ingredienti esclusi il prezzemolo e il Cognac, amalgamare e aggiungere il filetto.
Con un cucchiaio e una forchetta mescolare fino a ottenere una massa omogenea e cremosa.
Creare delle polpettine di carne per ogni commensale, porle nel piatto, quindi cospargere di prezzemolo e aggiungere alcune gocce di Cognac. Servire con crostini di pane caldo e riccioli di burro.

Vino:
Un generoso Refosco di Faedis o del Peduncolo rosso della Doc Friuli Colli orientali.

COSTANTINI
via Pontebbana, 12
33017 COLLALTO DI TARCENTO
Tel. 0432792004/0432792372
info@albergocostantini.com
www.albergocostantini.com
Proprietari: Eligio e Pio Costantini
Chef: Marco Furlano

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In copertina, ecco la”Tartara di filetto di Pezzata rossa friulana”.

Refosco e Pignolo in due “verticali” a Ramandolo

di Gi Elle

Il Refosco? Che sia di Faedis o dal peduncolo rosso è un grande vino, di carattere, pieno di forze e potenzialità. Insomma, un vero protagonista a tavola, specialmente di quella autunnale e invernale, più grassa e saporita. E’, insomma, il re dei rossi friulani, come dire il nostro… Barolo! E proprio a questo splendido vino, che pare abbia i suoi antichi progenitori nell’Agro di Aquileia di oltre duemila anni fa, l’Osteria di Ramandolo dei coniugi Ilenia e Pietro Greco ha organizzato una interessante degustazione – “Seduzioni di Refosco, questo il simpatico ma anche significativo titolo – che si terrà domani, alle 20, con la partecipazione di sei piccoli produttori locali, proprio mentre in questo angolo più a nord dei Colli orientali del Friuli la vendemmia consente di portare in cantina bellissimi grappoli appunto di Refosco – a Nimis ha un forte incidenza anche il Refosco di Faedis o Refoscone – e di Verduzzo, uve quest’ultime candidate a dare il prezioso Ramandolo Docg.

Il Refosco di Faedis. 

Si tratta, dunque, di una “verticale” di annate di Refosco dal peduncolo rosso per scoprire le varie sfumature e interpretazioni di questo vitigno proprio nella parte più alta della prestigiosa zona Cof. Questi i vini che accompagneranno i vari piatti: Refosco dal peduncolo rosso 2018 – Venchiarezza (Cividale),“El Re” Refosco Peduncolo Rosso 2017 – Marco Sara (Savorgnano),“Ros di Ponche” 2016 – Sot La Mont (Racchiuso), Refosco dal peduncolo rosso 2015 – Jacuss (Montina di Torreano), Refosco dal peduncolo rosso 2015 – Marco Cecchini (Faedis), “Orgoglio” 2015 – Vini Belluzzo (Tarcento).

Il Pignolo.

Ma non è finita qui. L’Osteria di Ramandolo ha infatti organizzato per sabato 26 ottobre, alle 20. un’altra invitante serata per scoprire un antico vitigno autoctono del Friuli: il Pignolo. Saranno protagonisti sei vignaioli ancora dei Colli orientali del Friuli per una degustazione verticale dedicata al vitigno rosso, giustamente definito dai gestori della storica trattoria “più austero e longevo della nostra regione”.
Questi i vini in degustazione: Pignolo 2014 – Casasola, Pignolo “Romain” 2011 – Rodaro Paolo, Pignolo Riserva 2010 – La Viarte, Pignolo 2009 – Guerra Dario, Pignolo 2009 – Conte d’Attimis Maniago, Pignolo 2008 – Cantarutti. Anche in questo caso i vini saranno accompagnati da piatti studiati ad hoc.

Vigneti sulle pendici del Bernadia.

Per informazioni e prenotazioni chiamare all’Osteria di Ramandolo il numero 0432790009.

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In copertina, il Refosco dal peduncolo rosso domani in scena alla verticale.

Colli orientali, progetto a Savorgnano per valorizzare Friulano, Refosco e Passito

di Giuseppe Longo

Quella di Savorgnano del Torre, la frazione più a nord del vasto Comune di Povoletto, è una fra le più importanti aree vitivinicole dei Colli orientali del Friuli, dove si producono vini rinomati che beneficiano, su splendide colline baciate tutto il giorno dal sole, di favorevoli condizioni climatiche, ideali per la coltivazione della vite che qui avviene da tempi remoti.
Ora sulla scena dell’agricoltura locale si affaccia un interessante progetto che ha appunto quali protagonisti Savorgnano del Torre ed i suoi vignaioli. “Crediamo – dicono infatti i suoi promotori – sia venuto il momento di presentarci, ma soprattutto di parlare del territorio in cui affondano profonde le nostre radici, i nostri vini e la nostra passione”.
Savorgnano del Torre, le sue colline e le aziende vitivinicole che hanno deciso di partecipare a questo progetto, invitano pertanto a partecipare all’incontro che si terrà oggi 10 giugno, nella sede dell’azienda agricola “Perini”, in via dei Vigneti, alle ore 18.30. La serata sarà riservata soltanto agli esperti del settore vino e della ristorazione: offrirà l’occasione per degustare tre grandi vini della località, come il Friulano (cioè l’ex Tocai) , il Refosco e il Passito delle aziende Genio, Marco Sara, Perini, Pinat e Sara&Sara. Alla manifestazione interverrà anche Matteo Bellotto che presenterà il suo libro “Storie di Vino e di Friuli Venezia Giulia”.
Una bella e importante iniziativa, dunque, voluta da cinque produttori appassionati e volta alla conoscenza e alla valorizzazione di questo angolo dei Colli orientali, una delle zone più prestigiose del Vigneto Fvg, tant’è che tutte le zone Docg sono proprio al suo interno, a cominciare da quella vicinissima di Ramandolo che è stata la prima nella nostra regione ad essere premiata dalla denominazione di origine controllata e garantita. E anche Savorgnano avrebbe le caratteristiche per istituire un “cru” tutto suo appunto all’interno della più vasta zona Doc e puntare, quindi, a un ulteriore rilancio e valorizzazione dei suoi vini, a cominciare dal celebre Passito. L’esempio potrebbe essere fornito anche dalle felici esperienze compiute con il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto, vino cui è stata appena dedicata ad Albana una bellissima manifestazione.

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In copertina e qui sopra viti di Refosco nell’attuale fase vegetativa e con i grappoli già maturi.