Vigneto Fvg protagonista al Vinitaly che chiude. Guida Top in anteprima

(g.l.) Ultimo giorno, oggi, per il Vinitaly, dove il Vigneto Fvg è stato anche quest’anno uno dei protagonisti più gettonati e applauditi, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili vini bianchi. Proprio alle produzioni di pregio anche della nostra regione è dedicata una Guida realizzata da Federdoc e presentata in occasione di questa 55ma edizione del Salone enologico veronese. Vengono così prese in considerazione le quattro Docg, come Ramandolo – la prima ad essere istituita in Friuli Venezia Giulia già nel 2001 -, Colli orientali del Friuli Picolit, Rosazzo e Lison. Quindi le varie Doc: Carso, Collio, Friuli, Annia, Aquileia, Colli orientali, Grave, Isonzo, Latisana, Lison-Pramaggiore e Prosecco. Come è noto, oggi Docg e Doc vengono comprese sotto l’unica siglia di Dop, cioè denominazione di origine protetta.
E proprio in questa giornata conclusiva del Vinitaly, alle 12, sarà presentata in anteprima la terza edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022. L’appuntamento è al mega-stand Ersa della Regione Fvg che rappresenta un centinaio di aziende. Nell’occasione, sarà illustrata la Guida annunciando gli attestati di premiazione e i risultati delle degustazioni.
Le analisi sensoriali dei vini recensiti erano avvenute lo scorso gennaio a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. «La guida “Top vini Fvg” – aveva detto in quella occasione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti».
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg. La giuria era composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che hanno preso in esame più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo (Verduzzo friulano) la prima Docg nata in Friuli Venezia Giulia.

Tra i vigneti di Ramandolo e Torlano. Ancora castagne a Valle di Soffumbergo

Scoprire, insieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia: prosegue il progetto turistico I Sentieri della ProLoco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento domenica 16 ottobre escursione “Tra i vigneti di Torlano e Ramandolo” sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco di Torlano per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio nel Comune di Nimis. Passeggiare tra i vigneti ad inizio autunno è un tripudio di colori, le sfumature di luce quando il sole si fa più tenue nel periodo post-vendemmia. I partecipanti saranno portati alla scoperta di Torlano e Ramandolo, delle loro vigne, delle placide acque e dei panorami unici della zona. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida: Michele Germano
Difficoltà: Facile (7 km per 200 m di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in su.
Durata: 3h30′
Ritrovo: ore 8:30 a Torlano di Nimis presso la chiesa (https://goo.gl/maps/nkSnG2D4SQZyyyxV8); partenza ore 9.
Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati).
Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA al cellulare 347.4329733 e al cell 333.4564933 o torrenatisone@virgilio.it entro le 18 di domani.

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Dopo il primo positivo fine settimana, la Pro Loco di Valle di Soffumbergo, in Comune di Faedis, è pronta ad accogliere i visitatori al secondo weekend della sua “Festa delle castagne e del miele di castagno”, uno degli appuntamenti tradizionali dell’autunno in Friuli Venezia Giulia giunto alla 41ma edizione.
Ecco il programma. Un calendario fitto di eventi anche per il secondo week-end. Domani, 15 ottobre, alle ore 12, l’apertura dei chioschi enogastronomici (anche al coperto) e alle 14.30 la passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne. In caso di maltempo le attività nel bosco saranno annullate. Dalle 16.30 fino a sera Musica e allegria con il “Trio Matajur”. Domenica 16 i chioschi apriranno già alle 8.30 per accogliere i partecipanti all’escursione “Immersione nella foresta” che partirà alle 9. La camminata della durata di due ore e mezza, è adatta a tutti. Si potrà vivere un’esperienza immersiva sensoriale tra i suoni e i profumi del bosco accompagnati dal Paolo Pischiutti, medico, e da Gianpaolo Bragagnini, naturalista, per ritrovare l’antica connessione con la Natura e ottenere notevoli benefici psicofisici. Pre-iscrizione obbligatoria via mail o telefono entro il giorno prima ( info@prolocovalledisoffumbergo.it), costo 10 euro per gli adulti, gratis per minori di 14 anni. Dalle 13 ha inizio anche il pomeriggio di divertimento con i pony del Fabietto Fans Club. A seguire, dalle 14 fino a sera, musica e allegria con “René e la sua orchestra”. Alle 16, il laboratorio di pasticceria per bambini con “Mamma Laura” (partecipazione gratuita).
La Festa vede il patrocinio del Comune di Faedis e la collaborazione del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale Pro Loco e del Consorzio Pro Loco Torre Natisone. Gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli, di quello di Ecofesta e del marchio regionale Io sono Friuli Venezia Giulia – PromoturismoFVG. Sostegno da parte di Bcc Credifriuli e collaborazione della Julia Marmi con l’accesso al suo bosco per la raccolta delle castagne.

Festa a Valle di Soffumbergo.

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In copertina e all’interno vigneti con i colori autunnali a Ramandolo e a Torlano.

L’addio di Ramandolo ad Albino Coos storico vignaiolo con la penna nera

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gagliardetti schierati dinanzi alla Chiesetta di San Giovanni Battista, a Ramandolo, per l’ultimo saluto ad Albino Coos, 98 anni, alpino e da sempre viticoltore fra i più apprezzati nella frazione di Nimis, sui faticosi ronchi della Bernadia. Sul feretro era infatti posto quel cappello con la penna nera che l’anziano aveva portato con orgoglio tutta la vita, a ricordo della durissima esperienza, poco più che ventenne, sui monti della Slovenia durante l’ultima guerra.

Albino Coos aveva 98 anni.

Albino era il padre di Dario Coos – l’altro figlio, Renzo, purtroppo morì giovanissimo in un incidente oltre quarant’anni fa – la cui azione fu determinante, in qualità di allora presidente della Cooperativa agricola di Ramandolo, per l’avvio nei primi anni Ottanta della procedura, con il sostegno del Comune di Nimis e della Comunità montana Valli del Torre, per il riconoscimento della Doc Ramandolo nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, poi tramutata in Docg, massimo grado di tutela della qualità, cosa che avvenne esattamente vent’anni fa, tanto che proprio domani si terrà in Municipio, alle 17, un incontro dedicato all’importante anniversario, ma anche alla presentazione delle nuove iniziative dell’Associazione “Oro di Ramandolo” atte a valorizzare un vino fra i più pregiati del Vigneto Fvg.
Il rito d’addio ad Albino Coos è stato officiato da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato la laboriosità e la rettitudine dello scomparso. «Ho chiesto a Dario – ha confidato l’arciprete di Nimis – cosa ricorda di suo padre. E lui mi ha risposto che amava il lavoro, la famiglia e la caccia». Caratteri che nella gente friulana, tutta d’un pezzo, rappresentano molto spesso un tratto comune.
Al termine, la salma è stata accompagnata nel cimitero del capoluogo, dove è stata sepolta a pochi metri dalla tomba della moglie scomparsa poco meno di due anni fa. Prima della benedizione finale, Gianni Paganello ha letto la struggente “Preghiera dell’alpino”, esprimendo ai familiari e alla comunità il cordoglio del Gruppo Ana di Nimis. Mandi Albin “Paut”, storico vignaiolo di Ramandolo con la penna nera.

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In copertina, vigneti nella zona di Ramandolo, dove Albino Coos era nato nel lontano 1923.

 

A Buttrio si degustano gli oli del Friuli. E sul Collio “Ecco” il progetto di Coser

(g.l.) I Colli orientali del Friuli? Non sono vocati soltanto a produrre vini di alta qualità – e al riguardo va sottolineato che proprio all’interno di quest’area sono state ritagliate le uniche Docg della nostra regione, a cominciare da quella del Ramandolo, la prima in assoluto istituita vent’anni fa -, ma anche ottimi oli extravergini di oliva. Che oggi saranno protagonisti di una mostra-assaggio a Buttrio. Infatti, alle 16, a Villa Florio nell’ambito della manifestazione culturale TreeArt, sarà proposta anche una degustazione guidata dei migliori oli Evo dei Colli. Come già annunciato, l’esperto assaggiatore di Olea, Giovanni Degenhardt, introdurrà ad un assaggio guidato mediante la tecnica “olfatto e gusto”. Questo consentirà di scoprire che potenziale c’è in questi nostri sensi, che si possono educare e valorizzare come strumenti indispensabili e naturali nell’analisi sensoriale.

Enrico Coser


Colline friulane, dunque, adattissime anche per la coltivazione con successo dell’ulivo. Come l’hanno riscontrato con grande soddisfazione pure i “cugini” del Collio che sempre più accanto ai vigneti, famosi soprattutto per gli eccellenti vini bianchi, mettono a dimora pregiate varietà olivicole, tra le quali primeggia la Bianchera, star incontrastata anche del vicino Carso Goriziano e Triestino. E a tale riguardo va segnalato il nuovo progetto volto proprio ad abbinare l’olio al vino di Enrico Coser (proprietario con la famiglia di Ronco dei Tassi a Cormòns, storica cantina appunto del Collio), che ha messo a frutto i mesi di forzato rallentamento degli impegni imposti dalla pandemia per orientarsi verso una nuova iniziativa, sempre a contatto con la terra e sempre legata al Friuli Venezia Giulia. Ed ora produce “Ecco”, un elegante e delicato olio extravergine di oliva, il cui nome nasce dall’acronimo Enrico e Costanza Coser, la figlioletta di 5 anni, la quale ha disegnato il logo che spicca sul nero dell’etichetta. «L’idea di produrre olio – spiega Coser – mi è nata perché ritengo che il nostro sia un territorio straordinariamente vocato alla coltivazione dell’ulivo per il suo microclima e la sua posizione. Il Friuli Venezia Giulia si trova infatti al limite della latitudine per l’olivicoltura e tale caratteristica apporta all’olio delle caratteristiche uniche a livello organolettico e analitico, con un’acidità e una quantità di polifenoli ottimale anche per l’aspetto salutistico, oltre che a livello gustativo».

La degustazione dell’olio.


Sono 3,5 gli ettari di uliveto, suddivisi fra un vecchio impianto a Gagliano (frazione di Cividale) e le piante messe a dimora appunto a Cormòns accanto alle vigne di Ronco dei Tassi. Circa 1400 le piante, con un’età media di 15 anni, coltivate con grande attenzione all’ambiente, con concimazione organica e – per quanto riguarda la gestione fitosanitaria – con lotta guidata e integrata con prodotti a basso impatto ambientale. Le olive vengono raccolte manualmente, giungono in frantoio nella stessa giornata della raccolta e sono subito sottoposte a lavorazione. La frangitura è eseguita a temperatura controllata a freddo (inferiore cioè a 27 gradi). Successivamente l’olio viene immagazzinato in serbatoi d’acciaio e lasciato decantare ad una temperatura controllata (14-16 °C). Infine, “Ecco” viene messo in commercio in bottiglie da mezzo litro dall’elegante design, realizzate appositamente in colore verde antico, per proteggere al meglio dalla luce il prezioso contenuto.
«L’olio “Ecco” è caratterizzato – spiega infine Enrico Coser – da un fruttato medio e dalla fusione delle peculiarità delle singole cultivar. È un olio pulito, che apre su note di dolcezza lasciando spazio ad una moderata sensazione amaricante e una piacevole piccantezza, tipicamente riconducibile alla cultivar regionale Bianchera. È ideale su insalate di verdure, verdure alla griglia, antipasti di pesce, pesce al forno e alla griglia, primi piatti di pesce e verdure».

Gli uliveti a Cormons.

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In copertina, l’olio “Ecco” frutto del progetto di Enrico Coser.

Dal vino all’acqua, a Nimis continua Cana al contrario per aiutare l’Africa assetata

Giù il sipario con pieno successo, e un arrivederci al prossimo anno, per il vino della solidarietà a Nimis. Un migliaio e passa di ospiti, ben distribuiti tra la serata di sabato e l’intera giornata di domenica, hanno infatti apprezzato l’ottima organizzazione della tradizionale “Festa dell’imbottigliamento” ambientata, come è ormai tradizione, negli ampi spazi esterni della cantina “I Comelli”, all’uscita del paese prima del bivio per Ramandolo e Torlano. Per la quindicesima volta si è realizzato il “miracolo di Cana” al contrario, con il vino che si trasforma in acqua, quella che scaturisce dai pozzi realizzati in Africa (Kenya e Sud Sudan, in particolare) dal missionario friulano fratel Dario Laurencig, originario delle Valli del Natisone, destinatario dei fondi raccolti.

Fratel Dario e la “sua” acqua…

… per l’Africa bruciata dal sole.

Nel 2020 “Diamo un taglio alla sete Fvg” (la Onlus che in base alla riforma del terzo settore oggi è una Odv, Organizzazione di volontariato) aveva ugualmente imbottigliato e distribuito il “Vino della Solidarietà”, ma a causa della pandemia aveva dovuto rinunciare alla festa in presenza. Festa che è invece tornata quest’anno, adottando tutte le necessarie misure di distanziamento e prevenzione. Per far funzionare il tutto nel migliore dei modi, hanno prestato la loro opera, assicurando la buona riuscita della manifestazione, ben duecento volontari: addetti ai parcheggi, alla reception, alle cucine, ai banchi di distribuzione e… alla colonna sonora che ha visto impegnati sul palco, in una gioiosa maratona, i gruppi Officine ritmiche, Power flower, Splumats, i gruppi Sand of Gospel & Saint Lucy, Yerba project, Parsound, Galaxy, Coletto Free Mask Syndicate e la cantante Sabrina Grimaz.

Musica sotto il tendone.

Musica per i più grandi, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento per i più piccoli; per tutti, una ricca proposta gastronomica, che per la terza volta – dopo le edizioni 2018 e 2019 – è stata impreziosita il sabato sera dai piatti delle “Cucine del Mondo”, realizzati da volontari e amici di etnie diverse. Quest’anno erano rappresentati l’Afghanistan (kabuli palaw), l’Argentina (empanadas e alfajores), il Marocco (couscous), il Messico (fagioli alla messicana), il Perù (papas rellenas), il Portogallo (pastes de bacalau), il Pakistan (sambusa), lo Sri Lanka (vegetable rolls) e la Spagna (sangria). Per l’Italia, un “tris” di carboidrati (pizza, piadina e gnocco fritto) e il tiramisù. Nella giornata di domenica, protagonista è stato l’ormai celebre spiedone con costa e porchetta; tradizione rispettata anche con la presenza dei salumi Wolf Sauris, delle frittelle di mele (a cura della Pro Loco di Sutrio), del gelato di Giancarlo Timballo, dei frutti di bosco caldi degli amici di Avasinis.
Soddisfatto per la partecipazione e per lo svolgimento senza intoppi della due giorni il presidente di “Diamo un taglio alla sete”, Matteo Gerussi: «Nonostante la pandemia, nel 2020 abbiamo comunque fatto arrivare a fratel Dario il nostro sostegno. Nel 2021, raggiungeremo un traguardo che non ci sembra vero: sommando le donazioni di questi primi 15 anni, supereremo i 500 mila euro. Tradotti nella valuta del secolo scorso, un miliardo di lire; per la sete dell’Africa, almeno 50 pozzi. A noi sembrano molti, ma i quasi 500 che ha realizzato fratel Dario dal 1973 ad oggi sono uno stimolo a continuare e a fare se possibile ancora di più». E d’ora in poi chi volesse contribuire al progetto di solidarietà può trovare tutte le indicazioni sul sito Internet www.diamountaglioallasete.org o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete. Un bilancio, dunque, più che positivo e incoraggiante, per cui il cammino sulla strada della solidarietà fatta di vino che si trasforma in… acqua continua. Arrivederci, allora, con “Diamo un taglio alla sete” al 2022!

Ospiti ai tavoli e collaboratori.

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In copertina, un marchio di ceralacca sulle bottiglie della solidarietà.

Città del vino, domani nella diretta web Corno di Rosazzo e i Colli orientali

“In Viaggio per le Città del Vino”, serie di incontri online dell’Associazione nazionale Città del Vino, dedica la sua prossima puntata a Corno di Rosazzo e al nuovo progetto “Friuli Colli Orientali Academy”, realizzato in occasione dei 50 anni della Doc Friuli Colli Orientali e del suo Consorzio di tutela che, come è noto, ricorrevano nel 2020. Diretta sulla pagina Facebook Città del Vino domani 14 maggio, alle ore 11.

Maurizio D’Osualdo

(Foto Maila Persoglia)

«Il progetto – anticipa Maurizio D’Osualdo, vicesindaco del Comune di Corno di Rosazzo e vicecoordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – consiste in una Tasting Academy, per la formazione di alto livello dei professionisti e aperto tutti i giorni su prenotazione. Nell’Academy, rispettando le norme sanitarie, si può in autonomia degustare vini provenienti da tutta la Doc con focus dedicati periodicamente a ogni singola zona dei Colli Orientali e del Ramandolo. C’è anche una postazione multimediale per i collegamenti online. Un progetto innovativo dedicato a ristoratori, gestori di enoteche, sommelier, giornalisti e winelovers».
Parteciperanno all’incontro, oltre allo stesso D’Osualdo, Paolo Valle e Mariano Paladin, presidente e direttore del Consorzio Colli Orientali e Ramandolo (che ha sede proprio a Corno di Rosazzo, a villa Nachini Cabassi), Matteo Bellotto, progettista della Friuli Colli Orientali Academy; Giuseppe Festa, professore associato al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Salerno. Moderatrice Iole Piscolla, giornalista e responsabile Area Turismo dell’Associazione nazionale Città del Vino. Ricordiamo che i due precedenti incontri web avevano riguardato lo Schioppettino di Prepotto e Povoletto con il suo progetto vitivinicolo.

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In copertina e qui sopra due splendide immagini di Spessa e di Savorgnano colte dall’obiettivo di Fabrice Gallina.

 

A Nimis è partita la “corriera virtuale” per scoprire le cantine del Ramandolo

di Giuseppe Longo

Ventun marzo, primo giorno di primavera. Almeno quella ufficiale, astronomica, visto che quella atmosferica-meteorologica è fissata, da alcuni anni, il primo giorno del mese (come in ogni stagione successiva). E proprio in questa domenica, la più vicina alla ricorrenza soppressa (ormai una quarantina d’anni fa, esattamente nel 1977), si festeggiava San Giuseppe: il tradizionale appuntamento era a Vallemontana, la piccola frazione di Nimis dove si organizzava una semplice e invitante sagra campestre che seguiva pochi giorni dopo quella di “San Bastiàn” a Ramandolo. Ma con l’emergenza sanitaria, che ancora non si arrende, tutto è cambiato o rinviato in attesa di tempi migliori, quelli che tutti ci auguriamo avvengano quanto prima possibile.

L’assessore Fabrizio Mattiuzza.


Quest’anno, però, vista la necessità di fruire per ogni iniziativa delle enormi risorse della rete, l’Ufficio turistico di Nimis ha colto questa straordinaria opportunità dando vita a una importante e lodevole iniziativa – soprattutto perché calata in questi momenti molto difficili, nei quali il contraccolpo economico della crisi pandemica è pesantissimo – che ha preso il via proprio nell’immediata vicinanza della festa di San Giuseppe, organizzando una sorta di “corriera virtuale” per andare alla scoperta delle aziende agricole, e in particolare vitivinicole, del territorio al fine di conoscere i protagonisti dei luoghi di produzione delle eccellenze enogastronomiche di Nimis, tra le quali primeggia il Ramandolo Docg, che festeggia i vent’anni dall’importante riconoscimento che ha consentito quella valorizzazione che il prodotto meritava. E per la prima tappa è stata scelta un’azienda storica, che oggi si chiama “I Comelli”, ma che vanta radici lontane: da almeno 200 anni, infatti, la famiglia Comelli è legata alla terra e alla produzione proprio del Ramandolo Docg. Veicolo di questi messaggi sono la pagina Facebook dello stesso ufficio e i gruppi in cui si parla del paese pedemontano e delle iniziative che riguardano capoluogo e frazioni.
Una bella e importante iniziativa, dunque, che merita di essere continuata, o integrata, anche con ristoranti, trattorie, agriturismi ed enoteche, esercizi strettamente legati al lavoro delle aziende vitivinicole e che a Nimis godono da sempre di ottima fama. E che insieme soffrono la grave crisi causata appunto dal Coronavirus. Ed è proprio quello che avverrà, perché – come ha assicurato l’assessore comunale Fabrizio Mattiuzza, con delega alle attività produttive, al turismo, allo sport e alle società partecipate – “lo step successivo sarà proprio quello”. Un invito, insomma, da cogliere al volo salendo sulla “corriere virtuale” dell’Ufficio turistico di Nimis. Le soddisfazioni sicuramente non mancheranno.

Vigneti a Ramandolo.

E la distilleria Ceschia
il 28 marzo sarà a “WeFood”
le Fabbriche del Gusto

Un evento digitale riguarderà domenica prossima anche un’altra importante realtà di Nimis: la distilleria Ceschia, la più antica del Friuli. L’azienda sarà infatti protagonista il 28 marzo, a partire dalle 15, nell’ambito della rassegna “WeFood – Le Fabbriche del Gusto”. Ricordiamo che la distilleria – nota soprattutto per la famosissima Grappa di Ramandolo presentata nel fiaschietto impagliato – ha origine nel 1886, quando Giacomo Ceschia iniziò a girare di paese in paese con il suo carretto a raccogliere le vinacce e la frutta dagli agricoltori per distillarle nell’alambicco che lui stesso aveva costruito. Negli anni la storica distilleria si è evoluta, ma sono rimasti immutati passione, pazienza e tradizione, fatta di legami con il territorio e di sapienza e attenzione nel produrre, distillando le bionde vinacce di Verduzzo friulano coltivato nella zona tutelata del Ramandolo Docg che permette di produrre una grappa di grande pregio con la ricetta originale del lontano 1886. Per maggiori informazioni: https://wefood-festival.it/programma/

Gli alambicchi Ceschia.

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In copertina, ecco il caratteristico grappolo del Verduzzo friulano che dà origine al Ramandolo Docg.

Ecco i “Friuli Top Wines” nella Guida che ora ci invita a credere nella ripresa

di Giuseppe Longo

Era stata realizzata per il 2020 con l’obiettivo di presentarla allo scorso Vinitaly, ma poi le avverse condizioni di un anno tutto da dimenticare – anche se sappiamo che questo non sarà possibile – ne hanno consigliato l’uscita soltanto in dicembre. E oggi ne parliamo proprio agli albori di questo 2021 quale buon auspicio per i prossimi 362 giorni, affinché siano all’insegna della ripresa e del tanto atteso rilancio, perché alla fine del tunnel pandemico ci sarà sicuramente una luce che prima o poi potremo finalmente raggiungere. Il riferimento è alla “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020“, il nuovo vademecum realizzato nella nostra regione per valorizzare il patrimonio enologico del territorio. Un progetto promosso e coordinato, assieme ad alcuni colleghi appassionati di viticoltura, da Giovanni Cattaruzzi con la collaborazione dell’Editoriale Top presieduta da Nicolò Gambarotto. Il lavoro delle commissioni di degustazione (40 gli assaggiatori), guidate dall’enologo Paolo Valdesolo e supervisionata dal critico enologico internazionale Daniele Cernilli, è stato molto serrato con la degustazione e la valutazione di ben 212 vini provenienti da 50 aziende di tutte le Zone Doc della regione. Fra essi, sono 11 i vini che si sono distinti con le 3T – il massimo riconoscimento -, a cui i commissari hanno assegnato un punteggio compreso tra 90 e 100 punti e ai quali la direzione della Guida ha voluto attribuire un attestato di merito. Per la stragrande maggioranza si tratta di vini bianchi, che sottolineano la vocazione “bianchista” del Vigneto Fvg. Eccoli:

Tazzelenghe 2012 – Doc Friuli Colli Orientali – La Viarte (Prepotto)
Merlot 2011 Le Bastìe – Doc Friuli Grave – Tenute Tomasella (Brugnera)
Sauvignon 2015 Genesis – Doc Friuli Colli Orientali – Valentino Butussi (Corno di Rosazzo)
Friulano 2019 – Doc Friuli Colli Orientali – Gigante Adriano (Corno di Rosazzo)
Malvasia 2018 – Doc Friuli Colli Orientali – Guerra Albano (Torreano)
Bianco 2017 Molamatta – Doc Collio – Marco Felluga (Gradisca d’Isonzo)
Sauvignon 2017 Zitelle Barchetta – Doc Friuli Colli Orientali – Meroi (Buttrio)
Sauvignon 2019 – Doc Friuli Colli Orientali – Scubla Roberto (Premariacco)
Bianco 2019 Mirnik Doc Collio – Sgubin Ferruccio (Dolegna del Collio)
Sauvignon 2018 Ronco delle Mele – Doc Collio – Venica&Venica (Dolegna del Collio)
Malvasia 2018 Petris Doc Collio – Venica &Venica (Dolegna del Collio)

Ricordiamo che “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020” è una Guida realizzata in tre lingue – italiano, inglese e tedesco -, pensata per contribuire alla divulgazione dei saperi e della cultura enologica del nostro territorio, per gli appassionati che vogliono essere aggiornati sui produttori e sui vini di qualità con un occhio più ampio rivolto alle attività collegate, come enoturismo, enoteche, ospitalità agrituristica e alberghiera. E’ infatti ben più di una Guida, è un vero e proprio libro che apre lo sguardo a 360 gradi sulla vitivinicoltura della nostra regione che negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante registrando una crescita quali-quantitativa che negli anni Settanta, quando è appunto iniziato lo sviluppo sostenuto dalla famosa legge regionale 29 sulle colture pregiate, era ancora difficile prevedere. Un processo che la Regione Fvg è determinata a sostenere anche oggi, come attesta l’assessore all’Agricoltura, Stefano Zannier, nell’intervento pubblicato quale apertura dell’interessante compendio. “Il sostegno all’intera filiera vitivinicola regionale e la promozione dei vini del Friuli Venezia Giulia – scrive infatti l’esponente della Giunta Fedriga – rappresentano un obiettivo strategico delle politiche agroalimentari di questo assessorato che, grazie all’efficace gestione dei fondi comunitari del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, volti all’infrastrutturazione delle imprese e dell’Ocm Vino incentrato sulla ristrutturazione, riconversione dei vigneti e sulla promozione dei vini nei Paesi Terzi ha raggiunto una capacità di investimento ai vertici fra le Regioni italiane. Come è noto, nel mondo, i vini prodotti sul territorio del Friuli Venezia Giulia sono rinomati ed ambiti. Autoctoni o internazionali, soprattutto i bianchi, ma anche i rossi vengono costantemente premiati con i massimi punteggi di qualità nei concorsi più famosi a livello globale. Naturalmente la qualità e il valore di questi prodotti è la risultante di una competenza che qui ha trovato terreno fertile a partire dalla lunga tradizione vivaistica viticola, un pilastro della filiera che alimenta l’impianto di nuovi vigneti ovunque con milioni di barbatelle”. “In questo contesto – aggiunge – la pubblicazione della Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020” la considero un ottimo strumento volto ad irrobustire la promozione dei nostri vini con concretezza e sensibilità per l’innovazione grazie all’evidenziazione di nuovi elementi di valore ormai imprescindibili per il consumatore moderno come l’ecosostenibilità delle prassi produttive attraverso tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, il risparmio dell’acqua, la riduzione dell’emissione di anidride carbonica, l’autoproduzione di energie rinnovabili, dimostrando quanto sia dinamica l’evoluzione della viticoltura del Friuli Venezia Giulia”.

Dopo il saluto della Regione Fvg, la Guida si apre dunque con quello dell’editore, al quale fa seguito l’intervento a elogio dei “Friuli Top Wines” di Cernilli. Ampia è poi la trattazione del perito agrario Giovanni Cattaruzzi che ci accompagna nei meandri della storia della vitivinicoltura Made in Fvg, ponendo l’accento sul vivaismo viticolo che ci vede fra i leader mondiali nella produzione di barbatelle. Quindi ecco un’approfondita disamina dei vari strumenti a difesa della produzione, e quindi i marchi Docg, Dop – siglia comunitaria che sostituisce Doc che abbiamo sempre usato e che continuiamo a farlo – e Igp, insomma i marchi a tutela della qualità. Il promotore della Guida si sofferma poi sulla biodiversità del territorio regionale e sulla sostenibilità ambientale, fattore di cui è sempre più sentita l’esigenza, lasciando poi lo spazio al regolamento tecnico della guida e alle schede delle aziende selezionate.


In Friuli Venezia Giulia – scrive il giornalista Daniele Cernilli – è “favorita da un clima particolarmente vario, se consideriamo il fatto che il territorio coinvolto non è enorme. C’è però da considerare che anche da questo punto di vista il Friuli Venezia Giulia è un punto di contatto fra aree climatiche diverse fra loro. Il Golfo di Panzano, la Laguna di Marano, sono le zone più settentrionali del Mare Adriatico, ma anche dell’intero bacino del Mediterraneo, e sfiorano il 46° di latitudine nord, ben al di sopra di Bordeaux, per fare un esempio. Appena lasciato il mare si apre la pianura delle Grave del Friuli, fra il Tagliamento e l’Isonzo, con diverse denominazioni di origine comprese nella grande Doc Friuli, che si articola in Grave, Annia, Latisana, Aquileia, Isonzo e una piccola porzione di Lison-Pramaggiore, una Docg che è in condivisione con il Veneto. Ad est ci sono invece le aree collinari dei Colli Orientali e del Collio, con specifiche sottozone addirittura a Docg, come Ramandolo e Rosazzo, ma non solo. E infine il Carso triestino, una zona che si sta facendo conoscere meglio negli ultimi anni con produzioni piccole ma molto caratterizzate. Proprio in queste zone il clima cambia con una certa velocità, e i ricordi di ambienti mediterranei, seppure settentrionali, s’incontrano con quelli dell’Europa Centrale, più continentale, determinando differenze formidabili che poi si ripercuotono sulle caratteristiche dei vari vini”. E, allora, cin cin alle nuove fortune del Vigneto Fvg sfogliando proprio la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020”.

Tutte le altre informazioni sono reperibili sulla Guida in edicola e scaricabili dal sito www.top-tasteofpassion.it. La Guida è acquistabile anche online dal sito www.top-tasteofpassion.it

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In copertina, brindisi con i famosi bianchi Fvg; all’interno, viticoltura a Rosazzo sui Colli orientali, ad Aquileia e a Dolegna del Collio, oltre a un grande barbatellaio dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

 

 

L’addio dei Colli orientali del Friuli a due protagonisti della crescita vitivinicola

di Giuseppe Longo

Questo difficile anno che finalmente si avvia alla conclusione, e che ha segnato anche il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli, a Natale ha visto la perdita di due benemeriti rappresentanti della vite e del vino, la cui scomparsa è avvenuta a pochi giorni di distanza in altrettanti paesi del Cividalese vicinissimi tra loro: ieri è morto a 86 anni Arturo Gigante, di Noax alle porte di Corno di Rosazzo per chi arriva dalla città longobarda; poco prima della festa della Natività a Spessa si era spento invece Giuseppe Zorzettig, di 87.
Due produttori, Turo e Bepi, che non vedevo più da decenni, ma che avevo conosciuto già negli anni Settanta, quando ero alle dipendenze del Centro regionale vitivinicolo, presieduto e diretto dagli indimenticati Orfeo Salvador ed Ennio Nussi, e frequentavo Corno e Spessa per motivi di assistenza tecnico-burocratica in collaborazione con il Consorzio di tutela degli stessi Colli orientali, che aveva sede a Cividale nell’ex essiccatoio bozzoli vicino alla stazione dei treni. Entrambi hanno contrassegnato la storia di questa importante area del Vigneto Fvg, le cui aziende erano affermate già all’epoca della nascita della denominazione di origine controllata, avvenuta appunto nel 1970, e con la loro laboriosità e lungimiranza – accanto ad altri intraprendenti vignaioli della zona – hanno saputo contribuire alla crescita di tutto il settore vitivinicolo che ha rappresentato una vera e propria svolta per l’economia dell’area contrassegnata dallo Spadone del Patriarca Marquardo, quello con cui tra pochi giorni il diacono traccerà la benedizione epifanica nel Duomo cividalese.
Arturo, in particolare, era padre di Adriano Gigante che è stato presidente del citato Consorzio di tutela Colli orientali del Friuli e Ramandolo – da qualche anno ospitato proprio a Corno, nel magnifico compendio di Villa Nachini Cabassi – e attualmente è alla guida dell’associazione dei Consorzi Doc del Friuli Venezia Giulia. I colleghi viticoltori, ma non solo, gli daranno l’ultimo saluto domani, alle due del pomeriggio, nella Chiesa di Sant’Andrat del Judrio.

Arturo Gigante

Giuseppe Zorzettig

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In copertina, lo Spadone di Marquardo fra i tralci di vite simbolo dei Colli orientali del Friuli.

Una vendemmia particolare da tempi Covid: il punto con Assoenologi Fvg

di Gi Elle

Passato Ferragosto, si riparla anche di vendemmia. Seppure leggermente posticipata rispetto all’anno precedente, la raccolta dell’uva dovrebbe cominciare a metà della settimana entrante, soprattutto, come riferito ieri, nei vigneti delle Grave condotti dai soci delle numerose cantine cooperative del Friuli occidentale. Ma, verosimilmente, le operazioni scatteranno anche in altre zone, specialmente di pianura, dove la priorità viene ovviamente riservata ai grappoli destinati a dare spumanti e che richiedono una maturazione meno accentuata. Dalle prime indicazioni, la quantità dovrebbe essere leggermente più contenuta – e questo non è un male, viste le ancora cospicue giacenze dovute all’interruzione commerciale causata dal lungo blocco delle attività imposto dall’emergenza sanitaria – e la “salute” dei grappoli è ottimale, essendo stati ovunque ben arginati gli attacchi fungini.

Rodolfo Rizzi


Ma per saperne di più bisogna aspettare il tradizionale incontro organizzato dalla sezione Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, vero “termometro” della situazione, fotografata da tecnici che ogni giorno sono “a tu per tu” con la vite e con il vino. La Prevendemmiale 2020 è stata pertanto indetta per mercoledì 19 agosto, alle 18.30, a villa Nachini Cabassi in piazza XXIV Maggio a Corno di Rosazzo, che è pure sede del Consorzio Colli orientali del Friuli e Ramandolo. Storico moderatore dell’incontro Claudio Fabbro, mentre i lavori saranno aperti con i saluti e il messaggio introduttivo del presidente Rodolfo Rizzi. Quindi sarà la volta dei relatori, tutti ormai collaudate presenze nell’appuntamento agostano: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteoorologico Primavera-Estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il docente dell’Università di Udine Emilio Celotti (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità). L’incontro dovrà ovviamente rispettare le ormai consuete prescrizioni anti-Covid, ma doveva avvenire, perché – come ha sottolineato Rizzi – “siamo consapevoli di questo difficile momento, ma convinti che dobbiamo guardare avanti”. E quindi guardare a questa nuova vendemmia tutta particolare e che per certi versi può essere associata a quella successiva al terremoto del 1976 che peraltro – come molti ricorderanno – era stata caratterizzata da una situazione sanitaria dei grappoli pessima, dovuta all’imperversare del maltempo. Quest’anno le avversità atmosferiche, salvo alcuni pur gravi episodi, hanno risparmiato il Vigneto Fvg e si spera lo facciano anche nelle prossime settimane. Anche questo settore, strategico nell’economia agricola della nostra regione, ha infatti bisogno di credere nella ripresa e di guardare a un futuro di nuove soddisfazioni, quelle che i nostri bravi vignaioli meritano.

Vigneti sui Colli orientali.

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In copertina, ecco alcuni grappoli di Pinot grigio pressoché maturi.