A Nimis ecco la “Notte del Ramandolo” ma poi i vini saranno protagonisti anche all’antica sagra e al Castello di Cergneu

(g.l.) Ha tutti i numeri per essere una grande serata, la degna conclusione del ricchissimo tour offerto dal nuovo format estivo delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Conto alla rovescia, infatti, a Nimis per l’ultima Notte del vino che si terrà questa sera, a partire dalle 19.30, nel parco della Cantina I Comelli (all’uscita del paese verso Torlano), nel cuore della zona del Ramandolo Docg, il prezioso vino prodotto sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline circostanti, a cavallo dei territori comunali di Nimis e Tarcento, che per primo nella nostra regione – era l’ormai lontano 2001 – ha beneficiato della denominazione di origine controllata e garantita. Per cui, al pari di quanto era avvenuto poco più di due settimane fa a Prepotto con lo Schioppettino, questa potrebbe essere tranquillamente denominata “La Notte del Ramandolo”.
La manifestazione che già da qualche giorno ha registrato il sold out, vale a dire il tutto esaurito, proporrà il Ramandolo Docg – assieme ad altri prestigiosi vini della zona, a cominciare dal Refosco, storico leader dei rossi – prodotto da quattordici aziende: AD Coos, Cafelice, Dario Coos, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Micossi, Gori Agricola, Nimissutti, La Roncaia, Ronco dei Frassini, Tenuta Valleombrosa, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo e Cossettini. I vini faranno da abbinamento alle pietanze che verranno proposte durante una cena a buffet in piedi a cura degli agriturismi I Comelli e Borgo Cloz e dell’Osteria di Ramandolo. Ci saranno, inoltre, Testa e Molinaro con il prosciutto crudo di San Daniele e l’azienda agricola Zore di Taipana con i suoi tipici formaggi di capra. Prevista musica live.
Una finale, quindi, sicuramente coi fiocchi per le Notti del vino proposte durante tutto il mese di agosto da una trentina di Città, fra le quali appartiene da decenni anche Nimis. Un degno coronamento, insomma, allo sforzo organizzativo espresso dall’appassionato, tenace e competente team guidato da Tiziano Venturini. Notti che si sono avvicendate in tutte le zone Doc del Friuli Venezia Giulia e che poche sere fa hanno visto anche una esaltante puntata oltreconfine, nella croata Buie d’Istria.
Sceso quindi il sipario sulla odierna serata, ci saranno anche altre importanti occasioni per degustare i vini di Nimis. E lo si potrà fare nella curata enoteca che ogni anno viene allestita in occasione della plurisecolare “Sagre des Campanelis” che prenderà il via sabato 31 agosto sul prato delle Pianelle, dove continuerà fino a domenica 8 settembre quando il paese pedemontano festeggerà nel locale Santuario la Natività della Madonna. E per lunedì 2 settembre, quando per i generosi volontari della sagra si godranno un meritato riposo, a Cergneu si annuncia una bellissima iniziativa. “Cultura, tradizione e divertimento al Castello di Cergneu” è infatti il titolo della manifestazione indetta dal Comune di Nimis e dall’Associazione culturale Cernedum e che dalle 17 proporrà rievocazioni storiche medioevali e di antichi mestieri friulani, teatro, musica, racconti, falconieri, lavoratori e giochi per i più piccoli e, naturalmente, una invitante offerta enogastronomica. Ma per queste manifestazioni c’è ancora tempo, per cui ne parleremo più in dettaglio nei prossimi giorni.

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In copertina, alcune pregiate bottiglie in occasione di “Oro di Ramandolo 2023”.

Notti del vino al gran finale a Nimis nella terra del Ramandolo Docg: che successo per la serata di martedì, è già “sold out”!

(g.l.) Le Notti del vino sono, dunque, giunte alla fine del loro esaltante percorso e ora si preparano al gran finale di martedì prossimo. Come è noto, resta infatti soltanto la serata di Nimis per suggellare questa prima edizione del nuovo format promozionale estivo delle Città del vino Fvg, contrassegnata dal successo fin dalla prima serata, con grande soddisfazione del team organizzativo guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini. Nimis, terra del Ramandolo Docg, ha pertanto l’onore di chiudere la manifestazione che si è sviluppata in quasi una trentina di appuntamenti (tre soltanto nella giornata di ieri: a Codroipo, San Dorligo della Valle e Ronchi dei Legionari) in tutto il Friuli Venezia Giulia e con una puntata, venerdì, addirittura all’estero, a Buje d’Istria.
Sarà, quindi, la storica Città del Vino di Nimis a chiudere, il 27 agosto, il programma della prima edizione della rassegna estiva Le Notti del Vino: una proposta che subito ha calamitato un grande interesse, tanto che ieri sera è stato raggiunto il “sold out”, vale a dire il tutto esaurito, tanto che non è possibile accogliere altre adesioni. Appuntamento, pertanto, dalle 19.30 nel Parco della Cantina I Comelli. La serata consisterà in una cena a buffet in piedi, con l’offerta gastronomica che sarà a cura degli agriturismi I Comelli e Borgo Cloz e dell’Osteria di Ramandolo insieme con assaggio dei vini di quattordici aziende locali: AD Coos, Cafelice, Dario Coos, Dri Giovanni Il Roncat, I Comelli, Micossi, Gori Agricola, Nimissutti, La Roncaia, Ronco dei Frassini, Tenuta Valleombrosa, Zaccomer, Cooperativa Ramandolo e Cossettini. Per finire degustazione delle grappe della distilleria Ceschia, dei dolci e del gelato delle realtà tarcentine il Forno Rizzo e il Gelo Gelateria. Inoltre, Testa e Molinaro con il prosciutto crudo e l’azienda agricola Zore con i suoi formaggi di capra. Prevista musica live.

LE NOTTI – Queste le date: 25 luglio Monrupino – Repentabor Rocca del Tabor; 27 luglio Palazzolo dello Stella Porticciolo sullo Stella; 1 agosto Casarsa della Delizia Località Versutta – San Giovanni di Casarsa; 3 agosto Pocenia Villa Michieli Fantin; 3 agosto San Giovanni al Natisone Parco di Villa de Brandis; 5 agosto Premariacco Braida Copetti; 6 agosto Latisana Piazzetta dell’Imbarcadero Aprilia Marittima; 6 agosto Torreano Parco dello Scalpellino; 7 agosto Manzano Abbazia di Rosazzo; 8 agosto Buttrio Villa di Toppo-Florio; 8 agosto Latisana Piazza Indipendenza; 8 agosto San Vito al Tagliamento Piazza del Popolo; 9 agosto Aquileia Piazza Capitolo; 9 agosto Camino al Tagliamento Casa Liani; 9 agosto Duino Aurisina – Devin Nabrežina PromoTurismoFVG – Infopoint Sistiana; 9 agosto Sequals Villa Ciani – Lestans; 10 agosto Aquileia Piazza Capitolo; 10 agosto Bertiolo Cabert – Cantina di Bertiolo; 10 agosto Povoletto Villa Pitotti; 11 agosto Prepotto Ponte dello Schioppettino; 22 agosto Cormons Osteria La Preda – La Subida; 22 agosto Sesto al Reghena Piazzetta Burovich; 22 agosto Sgonico – Zgonik Uliveto nel borgo di Sgonico – Zgonik; 23 agosto Buje d’Istria (Croazia) Borgo San Mauro – Momiano; 24 agosto Codroipo Piazza Giuseppe Garibaldi; 24 agosto Ronchi dei Legionari Tenuta di Blasig; 24 agosto San Dorligo della Valle – Dolina Bagnoli della Rosandra – Boljunec; 27 agosto Nimis Parco cantina I Comelli.

LE CITTÀ DEL VINO – In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia sono 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

Le Notti del Vino sono un progetto innovativo che per primo in Italia vede un Coordinamento delle Città del Vino dare vita in maniera autonoma a un format di enoturismo d’avanguardia con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG e Banca 360 FVG, il patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e di UniDocFVG e il supporto delle Pro Loco dell’UNPLI FVG. Programma completo su www.cittadelvinofvg.it e sui social delle Città del Vino Fvg (pagina Facebook e profilo Instagram).

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo Docg: sarà un’ottima annata.

Nimis alla fine di agosto avrà l’onore di chiudere con il Ramandolo Docg la prima edizione delle “Notti del vino”

di Giuseppe Longo

Se la piccola Monrupino, sul Carso, aveva avuto il privilegio di inaugurare “Le Notti del vino”, Nimis con il suo Ramandolo Docg avrà l’onore di chiudere la prima edizione di questo nuovo format promozionale delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia. La serata si terrà, infatti, il 27 agosto prossimo, nel parco dell’azienda I Comelli che nelle scorse settimane aveva ospitato un nuovo weekend di solidarietà pro Africa all’insegna del motto “Diamo un taglio alla sete” e nello scorso autunno, nella ricorrenza di San Martino, aveva fatto da punto di riferimento per “Oro di Ramandolo”, manifestazioni che entrambe avevano ottenuto un enorme successo per cui è facile ipotizzare che pure questa nuova iniziativa venga favorevolmente accolta registrando l’ormai consueto “sold out”, quindi il tutto esaurito per dirla con le nostre parole.

Giuseppe Mareschi

Tiziano Venturini

La proposta presentata al Comune di Nimis dal coordinatore regionale delle Città del vino, Tiziano Venturini, è stata infatti subito apprezzata dal commissario Giuseppe Mareschi, che l’ha messa in calendario, d’intesa con i produttori interessati, appunto l’ultimo martedì del mese, a pochi giorni dall’avvio della plurisecolare sagra settembrina. Nimis, infatti, è una storica Città del vino della nostra regione, poiché il Comune aveva aderito molti anni addietro quando gli enti locali associati erano ancora pochi, ma pure la stessa associazione nazionale era ancora molto giovane. Per cui è molto importante che anche questo paese pedemontano, famoso proprio per il suo Ramandolo che aveva ottenuto già nel 2001 la prima denominazione di origine controllata e garantita dell’intero Friuli Venezia Giulia, sia presente a questo nuovo evento promozionale che le Città Fvg presentano come un progetto innovativo, unico in tutt’Italia.
Ora pertanto sono in atto le attività organizzative, per cui al momento opportuno torneremo sull’argomento per rendere noto il programma. Questo, intanto, continua a livello regionale. Partito, come si diceva, con successo nella località carsica sopra Trieste, il circuito enogastronomico, arricchito anche da altre proposte, ha già toccato importanti località vitivinicole, come Palazzolo dello Stella, Casarsa della Delizia e ieri sera Pocenia e San Giovanni al Natisone. Mentre i prossimi appuntamenti saranno domani a Premariacco, martedì a Torreano e Aprilia Marittima. E poi altri ancora, tutti molto invitanti.

LE NOTTI – Queste le date: 25 luglio Monrupino – Repentabor Rocca del Tabor; 27 luglio Palazzolo dello Stella Porticciolo sullo Stella; 1 agosto Casarsa della Delizia Località Versutta – San Giovanni di Casarsa; 3 agosto Pocenia Villa Michieli Fantin; 3 agosto San Giovanni al Natisone Parco di Villa de Brandis; 5 agosto Premariacco Braida Copetti; 6 agosto Latisana Piazzetta dell’Imbarcadero Aprilia Marittima; 6 agosto Torreano Parco dello Scalpellino; 7 agosto Manzano Abbazia di Rosazzo; 8 agosto Buttrio Villa di Toppo-Florio; 8 agosto Latisana Piazza Indipendenza; 8 agosto San Vito al Tagliamento Piazza del Popolo; 9 agosto Aquileia Piazza Capitolo; 9 agosto Camino al Tagliamento Casa Liani; 9 agosto Duino Aurisina – Devin Nabrežina PromoTurismoFVG – Infopoint Sistiana; 9 agosto Sequals Villa Ciani – Lestans; 10 agosto Aquileia Piazza Capitolo; 10 agosto Bertiolo Cabert – Cantina di Bertiolo; 10 agosto Povoletto Villa Pitotti; 11 agosto Prepotto Ponte dello Schioppettino; 22 agosto Cormòns Osteria La Preda – La Subida; 22 agosto Sesto al Reghena Piazzetta Burovich; 22 agosto Sgonico – Zgonik Uliveto nel borgo di Sgonico – Zgonik; 23 agosto Buje d’Istria (Croazia) Borgo San Mauro – Momiano; 24 agosto Codroipo Piazza Giuseppe Garibaldi; 24 agosto Ronchi dei Legionari Tenuta di Blasig; 24 agosto San Dorligo della Valle – Dolina Bagnoli della Rosandra – Boljunec; 27 agosto Nimis Parco cantina I Comelli.

LE CITTÀ DEL VINO – In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia sono 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

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In copertina, alcune pregiate bottiglie Docg durante l’ultima edizione di “Oro di Ramandolo”.

Grado, che bella serata in riva al mare con Fvg Via dei Sapori, i piatti per l’estate e i grandi vini friulgiuliani. Ma quella poiana pareva un po’ infastidita…

di Giuseppe Longo

GRADO – Pareva disorientata e forse anche un po’ infastidita, fra tanta gente che la guardava con curiosità, quella poiana americana appollaiata sul braccio del suo falconiere. Anch’essa ha infatti “partecipato” alla bellissima serata sulla spiaggia Imperiale, dove la brezzolina che saliva dal mare ha mitigato la bollente giornata che pure ieri questo finale di luglio ci ha generosamente dispensato. Davvero l’ideale per apprezzare le deliziose proposte dei ristoranti di Fvg Via dei Sapori abbinate a un’accurata scelta di vini del Friuli Venezia Giulia e a stuzzicanti manicaretti, salati e dolci, preparati da artigiani del gusto di primo livello. Tutti veramente bravi, all’altezza di questo nuovo appuntamento gradese con la regìa del prestigioso Consorzio enogastronomico guidato da sempre dall’inossidabile Walter Filiputti. Tant’è che anche questa serata sul bagnasciuga di fronte alle Terme marine aveva registrato da giorni il sold out – credo di non esagerare stimando una presenza vicina a un migliaio di cultori della buona tavola! -, proprio come era avvenuto a inizio mese nella suggestiva cornice del Castello di Spessa, tra i vigneti del Collio a Capriva.

E i commenti che si coglievano qua e là, anche tra coloro che erano pazientemente in fila davanti ai banchetti di ristoratori e vignaioli, erano generalmente positivi, se non addirittura entusiasti, sebbene la serata non fosse proprio alla portata di tutti. Insomma, un evento irrinunciabile nell’estate gradese anche perché, come si dice oggi, “fa tendenza” e a chi ha partecipato piace raccontare “c’ero anch’io”. Ma oltre a questo è comunque una preziosa occasione per valorizzare quanto di meglio offre la nostra meravigliosa terra friulgiuliana. Un impegno condotto in maniera convinta e appassionata da tanti anni ormai da questo benemerito sodalizio con il supporto, mai venuto meno, della Camera di commercio di Pordenone-Udine che dall’inizio ha creduto in questo progetto promozionale a favore del Made in Friuli del vulcanico Filiputti. E nel caso di Grado non è mancata mai la collaborazione della Git, la Gestione impianti turistici, che dopo tanti anni di pur felicissima esperienza sul Lungomare Nazario Sauro, nel centro cittadino, in questi due anni mette a disposizione una porzione della spiaggia principale dove le degustazioni avvengono in un’area suggestiva lambita dall’acqua.
Ben 23 i ristoranti i quali, ognuno a proprio modo, hanno interpretato con originalità la cucina dell’estate, proponendo piatti pensati appositamente per l’evento isolano nei quali si fondeva lo spirito di ricerca con la fedeltà alla tradizione. Con ognuno di essi un produttore delle varie zone Doc della regione dai Colli orientali con il Ramandolo Docg e lo Schioppettino di Prepotto al Carso e alla sua Vitovska, passando per il Collio sempre ricco di prestigiose etichette, accanto ad alcuni ottimi prodotti della Doc Friuli, ultima nata a tutela della qualità enologica regionale. Tutti assieme ai citati artigiani del gusto e distillatori, con il debutto della Farina Nonino ottenuta con le vinacce della preziosa grappa, presentata suscitando molto interesse al recentissimo NanoValbruna ai margini della Foresta di Tarvisio. E allora è doveroso ricordare tutti i protagonisti di questa riuscitissima serata che hanno esibito il meglio di quanto oggi viene proposto sotto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” che la Regione ha individuato per valorizzare e promuovere questo “piccolo compendio dell’universo”. Ippolito Nievo aveva proprio ragione!

Ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

Vignaioli e distillatori: Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Petrussa, Picech, Princic Gradis’ciutta, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; i prodotti del Pastificio Sapori Antichi di Villa Santina; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i dolci del Laboratorio di pasticceria di De Giorgio di Carpacco; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

Partner tecnici: Centro Porsche Udine; le stampe di qualità di Publicad di Udine; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; GP Eventi di Buia; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine. In collaborazione con: Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo Fvg.

Per informazioni:
www.friuliviadeisapori.it
info@friuliviadeisapori.it
Tel. 0432.530052

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In copertina, tanta curiosità per la poiana americana portata alla festa dagli Acrobati del sole di Cividale; all’interno, alcune immagini della riuscitissima serata enogastronomica in riva al mare di Grado.

 

“Cantine Aperte” da ricordare anche a Nimis con protagonista il Ramandolo. Docg adatta all’invecchiamento come dimostrato da una prestigiosa verticale

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Cantine Aperte 2024” in una meravigliosa e tanto auspicata domenica di sole che fa il paio con l’altrettanto bella giornata di ieri. Successo assicurato e da ricordare, dunque, per questa nuova edizione, la 31ma, della festa dei wine lovers che, alla fine, sicuramente saranno risultati molto numerosi anche a Nimis, storica Città del vino Fvg. Due sono, infatti, le aziende che, tra le 78 complessive, partecipano alla manifestazione del Movimento turismo del vino Fvg presieduto da Elda Felluga: Dario Coos e Giovanni Dri. Entrambe di Ramandolo e famose, da sempre, per la produzione del celebre vino, “dolce-non dolce”, contraddistinto dal nome della sua località e che è stato il primo in Friuli Venezia Giulia, nell’ormai lontano 2001, a beneficiare della Docg, il più prestigioso “ombrello” a difesa della qualità. Nelle due cantine, gli enoappassionati – oggi come ieri – hanno avuto la possibilità di degustare e conoscere meglio questo meraviglioso prodotto, vanto di un piccolo-grande “cru” ritagliato tra le colline di Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.


Un vino per il quale si commetterebbe un grave errore a definirlo – come si è, però, fatto sempre! – semplicemente come “vino da dessert”. Niente di più sbagliato secondo l’enologo Gabriele Tami, per il quale è un vino adatto a vari e riusciti abbinamenti anche con il salato – si pensi soltanto ai formaggi piccantini ed erborinati, tra i quali ce n’è uno molto buono e originale, prodotto facendolo maturare proprio nelle vinacce del Verduzzo dalle quali si è spremuto il Ramandolo Docg -, oltre che adatto a prolungati invecchiamenti. Ero a conoscenza di questa prerogativa, anche per modesta esperienza personale, che questo vino si prestasse a durare nel tempo, addirittura migliorando le proprie caratteristiche. Ma una conferma molto importante e significativa l’ho avuta partecipando a una riuscitissima verticale alla Roncaja, organizzata dalla famiglia Fantinel che da parecchi anni ormai porta avanti con successo questa bella realtà impiantata a Cergneu Inferiore sotto i ruderi del Castello medioevale. Tami, peraltro originario di Nimis, ha infatti messo insieme, con la collaborazione di Fvg Taste Track, una degustazione comparata che ha richiamato una trentina di esperti, i quali – accolti da Marco Fantinel, che ha sottolineato l’impegno aziendale nella produzione di questo inimitabile vino, e da Laura Vescul, brand manager della Cantina – hanno fatto conoscenza con i campioni in rappresentanza di quattro annate che a ritroso andavano dal 2018, al 2017, al 2015 e al 2010, per continuare poi con una – mantenuta segreta fino all’ultimo – ben più vetusta, risalente appunto agli albori del Ramandolo Docg, quando la direzione tecnica dell’azienda era affidata a Tibor Gal, il famoso enologo ungherese che ebbi modo di conoscere e apprezzare in una degustazione di Tokaji delle sue terre organizzata molti anni fa a Roma, dagli stessi Fantinel,  per dimostrare che il nostro tanto ingiustamente combattuto Tocai friulano non aveva proprio nulla in comune con quello magiaro (liquoroso!), a cominciare dalla grafia. Ma anche questa azione, purtroppo, non servì a nulla per salvare il nome del nostro prodotto, tanto che tutti sappiamo come è poi andata a finire…

Ma torniamo al nostro Ramandolo Docg e alle cinque annate presentate dalla Roncaja, illustrate, con dovizia di particolari molto interessanti e coinvolgenti, dallo stesso Gabriele Tami e da Raffaella Nardini, docente dell’Ais Fvg. Vini sgorgati dalla fermentazione di un mosto ottenuto pigiando uve sottoposte a un appassimento naturale, e quindi abbastanza concentrato, nel quale la presenza di zuccheri, polifenoli e soprattutto tannini è significativa. Ed è proprio quest’ultima componente che consente di definire questo vino “dolce non dolce”, come osservavo inizialmente, adatto quindi a varie formule di abbinamento, ma anche per essere bevuto da solo conversando con gli amici o leggendo un libro: insomma, un vino anche da “meditazione”. L’enologo, che peraltro è originario di Nimis, ha spiegato la sua dedizione a questo vino – «l’ho conosciuto già da bambino, quando lo produceva la mia famiglia» – e quindi le tecniche usate dai Fantinel, trasformando uve perfettamente mature, raccolte nei “ronchi” seguiti dall’azienda. Ha fatto cenno anche al fenomeno della “botritizzazione”, come dire all’attacco in certe annate dei grappoli da parte della “muffa nobile”, un po’ come avviene con i famosi vini del Reno e alsaziani, indicando altresì le caratteristiche che consentono al Ramandolo Docg di durare nel tempo, diventando addirittura longevo. Come ha appunto dimostrato la degustazione dei cinque vini, i quali, man mano che saliva la loro età, aumentavano l’intensità del colore ma senza alterare negativamente bouquet, aromi e profumi, rappresentati da un vero e proprio ventaglio di sfumature, sapientemente illustrate dalla dottoressa Nardini. Ed è proprio quanto sosteneva Tibor Gal all’epoca in cui, oltre vent’anni fa, curava le prime esperienze della cantina di Cergneu producendo anche quel Ramandolo tenuto segreto e che ha sorpreso, per la sua straordinaria vitalità, l’intero parterre di degustatori.
Veramente una bella iniziativa di cui va dato merito alla famiglia Fantinel, perché ha consentito di gettare nuova luce su questo piccolo-grande vino, che merita di essere ulteriormente conosciuto e valorizzato. E sono contento di averne riferito proprio oggi, in occasione di Cantine Aperte, quando altri prestigiosi Ramandoli, quelli appunto di Dario Coos e Giovanni Dri, sono stati protagonisti delle degustazioni nelle due uniche aziende che hanno partecipato, come ogni anno, alla fortunata manifestazione del Movimento turismo del vino. E, allora, in alto i calici con il Ramandolo Docg. Anche invecchiato!

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In copertina e all’interno immagini della interessantissima verticale di cinque storiche annate di Ramandolo Docg alla Roncaja presente Marco Fantinel con l’enologo Gabriele Tami e la esperta sommelier Raffaella Nardini.

A Nimis domani ritorna la “Vignalonga”: in marcia nei ronchi del Ramandolo Docg

(g.l.) Finalmente è tornato il sole e il bel tempo nel weekend dovrebbe reggere, anche se domani pomeriggio si potrebbe anche vedere il ritorno della pioggia. Speriamo bene, per cui a Nimis si alza il sipario su “Libero Sport Emozione e Natura”. Un grande ritorno con una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne, organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale. Il maltempo, comunque, ha consigliato il rinvio al 7 settembre – nell’ambito della plurisecolare “Sagre des Campanelis” – della RandoBike Bernadia Trail Area prevista per la giornata odierna, mentre per domani mattina è confermata la “Vignalonga”, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera.

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In copertina, una passata edizione della Vignalonga e qui sopra la zona del Ramandolo Docg ai piedi del monte Bernadia.

Primo maggio con il Ramandolo Docg in Borgo Clotz sui colli tra Nimis e Tarcento

(g.l.) Quando una manifestazione si ripete per dodici volte – pur in modo discontinuo, a causa soprattutto dell’emergenza sanitaria scoppiata quattro anni fa – non è più soltanto una bella consuetudine, ma può essere addirittura considerata una tradizione. È il caso del primo maggio in Borgo Clotz, ovvero una invitante giornata nel “cuore” del Ramandolo, primo vino a essere marchiato con la Docg in Friuli Venezia Giulia, che ha come sottotitolo “Camminando alla scoperta delle storiche frasche”, sulle colline di Nimis e Tarcento.
Cinque i ritrovi che apriranno le porte a partire dalle ore 10: Agriturismo Da Basan – Azienda agricola Pividori, Azienda agricola Micossi, Borgo Clotz, Bar Alla Vittoria – Azienda agricola Domenico Treppo e SaporiDivini. Dalle 11 alle 18, ci sarà un servizio navetta con partenza da piazza Duomo a Nimis e dal parcheggio Al Furlan di Tarcento. Comunque, gli organizzatori consigliano di raggiungere Borgo Clotz e i punti di ristoro soprattutto a piedi, al fine di assaporare meglio la bellezza del paesaggio collinare contornato dalle montagne che si stanno liberando delle ultime nevi.
Una bella proposta primaverile, dunque, con il grande vino – ma non solo – di questo “cru” ritagliato, appunto, sui Colli orientali del Friuli tra Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia. In autunno invece, come si ricorderà, c’era stata una nuova, riuscitissima edizione di Oro di Ramandolo che aveva dimostrato quanto sia amato questo prezioso bianco “dolce-.non dolce” grazie all’alto contenuto di tannini che puliscono la bocca e invitano ad assaporare un altro calice, accompagnandolo con un buon biscotto secco, ma anche con un formaggio stagionato o meglio ancora erborinato. Buonissimo, per esempio, quello ottenuto facendolo maturare tra le vinacce del Ramandolo.

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In copertina, il prezioso Ramandolo Docg nasce ai piedi della Bernadia.

Il “Club della minestra” a Nimis tra gustosi piatti della tradizione friulana e gubana con zabaione al Ramandolo

Anche se, come da previsioni meteo, c’è stato un vistoso ridimensionamento delle temperature, la primavera è “esplosa” ovunque in tutta la sua bellezza. E, proprio in vista del ritorno della bella stagione, il Club della minestra di Udine, rispettando una sentita tradizione, ha inaugurato il suo anno accademico con un pranzo intitolato “Spietant la fraie de viarte”, cioè aspettando la primavera. La cucina scelta per l’occasione dal sodalizio enogastronomico, presieduto dal giornalista Enzo Cattaruzzi, è stata quella dell’agriturismo “I Comelli” di borgo Valle, a Nimis, che ha presentato un invitante menù tutto intonato alla tradizione friulana, accompagnato dai vini di una delle zone più gettonate delle colline della nostra regione, con una Vellutata di patate e “formadi frant”, una crema di porro e speck e poi una minestra di brovada. Non è mancata, alla fine, la Gubana dei Comelli con lo zabaione di Ramandolo, il prestigioso Docg della zona, il primo vino del Friuli Venezia Giulia ad essere stato premiato – era il 2001 – con il più alto riconoscimento di tutela della qualità.
E dopo il riuscitissimo convivio nella pedemontana, che ha registrato una folta partecipazione di associati – c’era anche il maestro di cucina Germano Pontoni – tutti entusiasti dell’esito della giornata a Nimis, il prossimo appuntamento sarà al mare di Grado, nella seconda decade di giugno, così da avere sotto il profilo gastronomico una visione di quanto offre la nostra ottima cucina, facendo leva su prodotti tutti Made in Fvg.

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In copertina e all’interno la foltissima comitiva di buongustai a Nimis.

Su Agenda Friulana 2024 anche un’ampia “finestra” dedicata al Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

«”Oro di Ramandolo”. Non poteva essere definito in modo migliore il grande vino bianco, “dolce-non dolce”, tannico, passito, aromatico con una sinfonia di profumi che lo rende unico. E giallo, appunto, come l’oro antico. “Oro di Ramandolo” è il nome che un gruppo di produttori lungimiranti ha voluto dare a una manifestazione che celebrasse questo nettare, orgoglio e vanto dei viticoltori di Nimis che hanno voluto difenderlo tenacemente, ottenendo con fatica, ma alla fine con immensa soddisfazione, la prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Come dire che proprio in questi vigneti coltivati non senza sacrifici – c’è chi l’ha definita “viticoltura eroica”! – sulle pendici del monte Bernadia e sulle colline più prossime si ottiene un vino che ha avuto il privilegio di essere contrassegnato con il marchio di qualità più prestigioso, cioè la denominazione di origine controllata e garantita».

Prima scheda sul Ramandolo Docg.

Così comincia la prima delle sei schede (che si sviluppano su ben dodici pagine) che ho dedicato al Ramandolo Docg su Agenda Friulana 2024 che Chiandetti Editore ha appena presentato nella sede della Regione Fvg a Udine, dove la sala più grande ricorda l’avvocato Antonio Comelli, illustre figlio di Nimis, assessore regionale all’agricoltura, prima. e presidente della ricostruzione, poi, oltreché uno dei protagonisti della tutela di questo prezioso e inimitabile vino. Un esordio che prende lo spunto dalla manifestazione che, nei giorni della ricorrenza di San Martino, ha richiamato un pubblico foltissimo di enoappassionati, anche dall’estero.
«Un riconoscimento ottenuto – si legge ancora in questa prima scheda dell’ampia “finestra” dedicata dalla storica (nata l’anno del terremoto) pubblicazione annuale della casa editrice di Reana – nell’ormai lontano 2001, dopo un iter legislativo molto complesso, che nel suo ventennale si desiderava festeggiare adeguatamente. Ma l’emergenza sanitaria scatenata dal Covid o Coronavirus che dir si voglia – i nomi con cui sarà tristemente ricordato il tremendo morbo che ha sconvolto per tre anni le vite di noi tutti – ha impedito ogni iniziativa. Come pure non è stato possibile celebrare il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli – nel cui lembo più settentrionale si trova proprio il “cru” del Ramandolo vegliato dalla storica chiesetta-simbolo di San Giovanni Battista -, la seconda Doc nata nella nostra regione, era il 1970, dopo quella del Collio che aveva fatto da coraggioso apripista all’indomani dell’approvazione della legge istitutiva – la famosa 930 del 1963 – delle denominazioni di origine italiane. Ma al di là dei festeggiamenti mancati – e che, comunque, possono essere recuperati nel venticinquesimo della Docg, quindi fra due anni -, il dato che conta è quello di poter fruire di uno straordinario strumento di tutela che mette al riparo da frodi o sleali concorrenze, riconoscendo altresì i meriti di questi produttori che, pur rimanendo fedeli alla tradizione, hanno saputo soprattutto in questi due decenni crescere e innovarsi, dando vita a un vino fra i più prestigiosi del Vigneto Fvg e che proprio la definizione “Oro di Ramandolo” fotografa nel migliore dei modi. Veramente bravi quanti hanno avuto questa geniale intuizione!».
L’insieme della trattazione va sotto il titolo generale “Il primato del Ramandolo Docg” perché fa appunto riferimento al primo vino della nostra regione contrassegnato dal marchio della Docg, il più importante riconoscimento per il prodotto della vite, a Nimis storica Città del vino Fvg: più tardi sarebbero arrivati il Picolit e i colli di Rosazzo. Quindi ecco le sei schede contrassegnate ognuna da un sottotitolo: “Come l’oro antico”, “Tutto cominciò 40 anni fa”, “La battaglia legale”, “La piramide della qualità”, “La vigna-giardino”, “Un vino che piace a tutti”. E allora buona lettura: Agenda Friulana 2024 si trova in tutte le librerie ed edicole.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo dal quale si ottiene il Ramandolo Docg.

Nimis, addio ad Alessandro Comelli guida saggia di un’azienda vitivinicola esemplare nel “cru” del Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

C’erano una volta “I Comelli”, conosciutissima azienda vitivinicola e agrituristica di Nimis: tre figli esemplari con mamma e papà ancora quotidianamente presenti per dare loro un aiuto e un consiglio, sempre preziosi e graditi. Ma dall’altro giorno, purtroppo, non c’è più il “patriarca” di questa grande famiglia friulana. “I Comelli” di Paolo, Francesco ed Enrico ovviamente ci saranno ancora, perché hanno braccia forti e buone idee per andare avanti, ma non saranno più quelli di prima, quelli che beneficiavano della luce di quel “faro” che si chiamava Alessandro Comelli. Classe 1944, Sandro – così era chiamato da tutti – se ne è andato dopo un breve ricovero all’ospedale di Udine a causa di un peggioramento delle condizioni di salute, lasciando nello sconforto la moglie Livia, i figli, le sorelle, in particolare Germana che è stata anche sindaco di Nimis. E vastissima è l’eco di cordoglio che si è subito levata da tutta la regione all’annuncio della scomparsa che i figli hanno voluto condividere con tutti attraverso i social, comunicando la morte del loro amato padre. La comunità di Nimis, ma non solo, si raccoglierà questa sera, alle 20, nel Duomo di Santo Stefano per il tradizionale Rosario e domani, alle 15, nella stessa comparrocchiale per i funerali.

Sandro Comelli con la moglie i i tre figli.


Alessandro Comelli era ormai il “patriarca” della grande famiglia originaria di borgo Valle, impiantatasi prima dell’ultima guerra in Ariis a due passi dalla piazza di Nimis. Figlio di Paolo, “Paulin di Pauli”, custode e conduttore di un’azienda da sempre fra le più in vista del paese, e nipote del grande Antonio, indimenticabile presidente della ricostruzione post-sismica, si è sempre distinto per serietà, laboriosità, lungimiranza e intraprendenza, tanto che oggi “I Comelli” sono veramente il fiore all’occhiello del “cru” del Ramandolo Docg. E questo è stato possibile grazie al suo intuito e alla sua volontà di continuamente innovare e crescere, anche grazie a una famiglia unita ed appunto esemplare. Un’azienda prestigiosa che, dopo il terremoto e soprattutto da quando si sono potuti inserire attivamente i tre figli, si è sviluppata in ogni suo aspetto, dal rinnovo e ampliamento dei vigneti ai piedi del monte Bernadia alla realizzazione di un agriturismo di grande fama nella vecchia casa di famiglia, dopo il suo meraviglioso restauro, alla costruzione della nuova cantina “sot el ronc de Madalene”, al centro di tante brillanti e frequentatissime manifestazioni che hanno come motivo di richiamo i pregiati vini dei Colli orientali del Friuli, primo fra tutti il dolce Ramandolo.
Ma Alessandro Comelli, oltre che esemplare nella vita privata, è sempre stato attivo, generoso e puntuale anche in quella della comunità, offrendo la sua presenza in ogni settore che avesse bisogno di aiuto e consiglio. Oltre al suo passato politico-amministrativo nella vecchia Democrazia cristiana che un tempo esprimeva la guida del Comune, la vita sociale che l’ha maggiormente impegnato è stata quella fra gli alpini del Gruppo di Nimis, divenendo “motore” di tante iniziative, soprattutto dopo il sisma. L’ho incontrato in paese, per l’ultima volta, non molto tempo fa, come sempre sorridente con il suo tratto signorile e gioviale, pronto a uno scambio sincero e competente, saggio per dirla con una parola, di opinioni sul suo amato settore produttivo, quello vitivinicolo appunto, ma anche sulla sua altrettanto amata Nimis. Perché Sandro Comelli era tutto questo. Mandi Sandro!

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In copertina, Sandro Comelli era della classe 1944: domani i funerali a Nimis.