Ecco la nuova “piazza” digitale del sistema bosco-legno Fvg

Una piazza virtuale di contatto, una vetrina, un punto informativo sul comparto bosco-legno del Friuli Venezia Giulia. Sono solo alcune delle novità contenute nel nuovo portale di Legno Servizi (www.legnoservizi.it), completamente rinnovato e, ora, online. Tanti i punti di interesse per gli operatori del settore e molte nuove funzionalità per creare utili contatti. Come nel caso de “La Piazza del Legno Fvg”, uno spazio coerente con i tempi della pandemia che, purtroppo, ha limitato i rapporti diretti, creando un punto di incontro virtuale tra domanda e offerta relativi al legno Fvg, aperto sia alle aziende che ai privati, al fine di favorire il dialogo tra operatori alla ricerca di materiale della nostra regione e il mercato che offre tali prodotti.

Carlo Piemonte


«Creare contatti tra le imprese delle diverse filiere del legno Fvg e il mercato – conferma il presidente della cooperativa, Carlo Piemonte –: è uno dei primari obiettivi che ci siamo posti assieme a quello di valorizzare i nostri territori e gli operatori del comparto bosco-legno regionale. Il nuovo portale, perciò, è pensato per essere uno strumento di facile utilizzo in grado di dare visibilità alle diverse realtà che vi fanno parte, nonché all’identità e qualità del bosco e del legno “Made in Fvg”». Di particolare interesse è la “vetrina dei soci”, un punto di contatto digitale a disposizione degli aderenti alla cooperativa (imprese o Comuni) raggruppati per tipologia, in grado di presentare ai diversi mercati un punto di riferimento unitario del sistema bosco-legno Fvg, permettendo così di scoprire nuove realtà ed entrare in rapporto diretto con i principali operatori del settore che compongono le diverse filiere. Una iniziativa particolarmente apprezzata in particolare dalle microimprese per le quali Legno Servizi sta sviluppando materiale informativo appositamente dedicato al fine di sopperire all’eventuale assenza di un sito internet aziendale.
Ampiamente apprezzata dagli operatori è la sezione “Le ultime dal Bosco”, uno spazio news interamente dedicato al mondo del bosco-legno Fvg che vuole diventare il punto di riferimento per scoprire eventi, novità e iniziative volte a valorizzare il nostro bosco-legno e coprire, almeno in parte, un “buco informativo” spesso lamentato dalle imprese del settore e dagli appassionati del comparto. «Il sito è in costante aggiornamento da parte dei nostri uffici e speriamo di completarlo entro Natale – conclude Piemonte -. Invitiamo, pertanto, tutte le imprese e realtà territoriali a scriverci per arricchire ulteriormente i contenuti e valorizzare così, al meglio, la ricchezza e il valore che il sistema bosco–legno Fvg rappresenta per la regione».

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In copertina e qui sopra due immagini del nuovo portale di Legno Servizi.

Dai Viticoltori La Delizia uno spumante speciale per un’annata tutta da ricordare

Uno spumante speciale per Natale a chiusura di un’annata durissima, “storica”, da ricordare a lungo, ma che vuole esprimere anche un messaggio di speranza per guardare al futuro con serenità. E che è soprattutto dedicato a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta: l’hanno prodotto i Viticoltori Friulani La Delizia al termine di questo 2020 complicato, ma che ha messo in essere risposte alle difficoltà che saranno alla base per la Cantina di Casarsa di domani.
Dal direttore commerciale Mirko Bellini arriva l’analisi di 12 mesi intensi e l’esigenza immediata di attivare al più presto dei sistemi di sostegno al credito e alla liquidità delle aziende (tramite la legge 80 già esistente e in attesa del Recovery Fund) per sostenere tutta la filiera vitivinicola dai produttori fino ai ristoratori. Inoltre, da segnalare la partenza superiore alle attese sul mercato della grande distribuzione per il nuovo Prosecco Rosè che si affianca al citato spumante in edizione speciale marchiato La Delizia dedicato, appunto, a tutti coloro che hanno sofferto a causa del Covid-19.

MERCATI – “Commercialmente abbiamo vissuto una doppia annata. Nella grande distribuzione organizzata (Gdo) sia in Italia che all’Estero abbiamo avuto una forte crescita, fino al 30% delle bottiglie vendute in più rispetto al 2019. Di contro però il settore degli hotel, ristoranti, caffetterie e bar (HORECA) a parte i mesi estivi è risultato completamente bloccato, con flessione del 50% delle vendite e una perdita secca della marginalità. In pratica, ci sono stati solo 5 mesi di attività a singhiozzo e 7 di chiusura, tra lockdown e restrizioni varie. È chiaro che il settore Horeca non potrà ripartire pienamente fino alla prossima primavera, con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19 e dell’aumento delle temperature meteorologiche”.

SOSTEGNO – “Le aziende del comparto vitivinicolo e dell’agroalimentare in generale hanno bisogno di interventi di sostegno da parte della politica vitali per affrontare il 2021. In primis riducendo il costo del lavoro, il costo di produzione e soprattutto la riduzione dei costi di energia, in modo da aumentare la competitività delle aziende. In questi mesi, la filiera commerciale è stata tenuta in piedi dai sistemi territoriali e non dai sistemi centrali: le singole aziende hanno fatto la loro parte, in particolare sostenendo in prima persona le vendite nell’HORECA, fornendo la merce ai clienti a fronte di difficoltà negli incassi. Ecco quindi che l’intervento auspicabile è il sostegno alla liquidità del credito, visto che soprattutto nell’Horeca l’esposizione all’incasso è in queste settimane l’elemento di maggior allarme. Azioni da realizzare tramite gli strumenti finanziari che ci sono già: per esempio la legge 80, con il sostegno al credito delle aziende da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, relativo alle fatture di vendita regolarmente emesse e non incassate, fino ad arrivare al Recovery Fund. Sarebbe una boccata d’ossigeno non indifferente di cui beneficerebbe l’intero comparto e ci permetterebbe di affrontare i mercati e sostenere l’intera filiera come fatto finora”.

EVOLUZIONE – “Il 2020 nelle stime iniziali pre-Coronavirus sarebbe stato un’annata di ripartenza dei mercati. Ma in ogni caso questi mesi, a partire dal lockdown di primavera, sono stati utili per organizzare il nuovo futuro che ci attende: li stiamo mettendo a frutto, cambiando la nostra struttura e modificando la “macchina” produttiva e organizzativa in funzione delle criticità che il Covid-19 ha evidenziato, in modo da essere pronti alla ripartenza, speriamo definitiva, del 2021. Ora siamo sempre più orientati verso l’industria 4.0, la sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, l’efficienza, nuovi sistemi di lavoro e di gestione. Ringrazio i nostri dipendenti, soci e la forza vendita che ci hanno seguito su questa strada in una grande lavoro di squadra”.

PROSECCO ROSÉ – “Il Prosecco Rosè era molto atteso dai mercati, dopo l’adozione del disciplinare da parte del Consorzio del Prosecco Doc. Non solo sui mercati esteri, ma anche su quello italiano della Grande distribuzione, essendo l’Horeca attualmente fermo, stiamo avendo una partenza superiore alle previsioni, con il 15% sul totale delle vendite di Prosecco. È un vino che nasce dalla sapiente unione tra uve Glera e Pinot nero, che risulta elegante, raffinato, fragrante e sicuramente non banale. Uno spumante che completa la gamma del brand Prosecco riempiendo quella “casella” di prodotto alla moda e che ci permette di compiere lo stesso percorso fatto da altri brand come lo Champagne”.

EDIZIONE SPECIALE – “Abbiamo creato uno spumante Pinot Chardonnay con un metodo Charmat lungo 4 mesi di autoclave, specificatamente per il Natale 2020. Un’edizione limitata che vuole essere un messaggio di speranza per guardare al futuro con cui auspichiamo maggiore serenità. Per questo, al centro della grafica, risalta un cuore, dedicato sia a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta”.

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In copertina, il direttore Mirko Bellini brinda con il nuovissimo Prosecco Rosè dei Viticoltori La Delizia.

Agricoltura e ripresa del Covid: l’assessore Zannier convoca le categorie

“Un confronto immediato e sistematico con le categorie del mondo agricolo era la scelta di metodo più corretta ed efficace per affrontare le gravi incertezze prospettate dalla recrudescenza Covid e dai suoi inevitabili contraccolpi sul bilancio regionale”. E’ il concetto con il quale l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha convocato una videoconferenza con le associazioni di categoria e con il Cluster agroalimentare del Friuli Venezia Giulia per avviare un percorso di consultazione in vista della stesura della prossima legge regionale di stabilità per quanto concerne il settore primario. “Siamo di fronte a uno scenario finanziario reso incerto dalla pandemia, per effetto della quale – ha spiegato Zannier – dobbiamo osservare la linea di preservare le poste obbligatorie e i servizi essenziali di settore”.
Ricordando che in assestamento di bilancio regionale il settore agricolo ha ottenuto risorse fresche pari a 6 milioni di euro a valere sul Fondo di rotazione, l’assessore ha stimato, come si legge in una nota Arc, uno scostamento previsionale di partenza sul 2021 decisamente consistente. “E’ bene prepararsi al quadro peggiore – ha aggiunto l’assessore rivolto alle categorie – per costruire le previsioni sul profilo più realistico e beneficiare al meglio poi di tutte le eventuali risorse e situazioni migliorative, evitando premesse sbagliate in fase di avvio”. Zannier ha anche evidenziato “la totale incertezza delle prospettive del Programma di sviluppo rurale in chiusura nel 2020, di cui non si conosce né l’entità della proroga (uno o due anni) né il percorso di scrittura per la nuova programmazione, che – ha aggiunto l’assessore – vorrei delineare con le categorie prima possibile”.
Nel corso della videoconferenza l’assessore ha condiviso con i soggetti del mondo agricolo il principio guida di semplificare il più possibile i procedimenti finalizzati all’ottenimento delle risorse pubbliche, puntando su poche misure ma molto incisive. Tra gli altri spunti, i ristori nazionali per i danni della cimice asiatica, per i quali il Friuli Venezia Giulia, come ha riferito l’assessore, ha ottenuto dallo Stato il massimo riparto possibile, pari a 3,6 milioni di euro suddivisi su tre annualità. L’assessore, le categorie e il Cluster agricoltura hanno convenuto di proseguire il confronto con cadenza quindicinale.

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In copertina, l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier.

 

Il vino sposa la musica: domani a Cividale riparte “Enoarmonie”

di Gi Elle

Quando il vino sposa la musica! E’ quanto ci propone con successo da anni, in Friuli Venezia Giulia, il festival “Enoarmonie”. Bruscamente interrotto dal lockdown, con l’arrivo ufficiale dell’estate (finalmente, almeno si spera!), riparte domani, 21 giugno, l’originale, imitato format ideato e curato dall’Associazione musicale Sergio Gaggia di Cividale. Sontuoso il programma, che offrirà una nuova occasione di ascolto-degustazione agli amanti della grande musica e del buon vino: nel pieno rispetto delle disposizioni anti-contagio, dunque con una rigorosa attenzione al distanziamento fra gli spettatori, l’inedita location della cantina Rodaro, a Spessa di Cividale – nel cuore dei Colli orientali del Friuli -, accoglierà alle 19 un omaggio a tutte le vittime della pandemia – dall’Offerta Musicale bachiana – e a seguire l’esecuzione delle trascendentali trascrizioni di Godowsky, di rarissimo ascolto per l’estrema difficoltà strumentale.
A cimentarsi nella prova di assoluta bravura sarà uno dei pochissimi pianisti al mondo in grado di eseguire le trascrizioni, il milanese Emanuele Delucchi, che offrirà un saggio di questo repertorio estremo, con elaborazioni di pagine di Bach e Chopin. Ad abbinare l’ascolto alla degustazione di tre importanti vini dell’azienda agricola Rodaro sarà la nota voce radiofonica di Luca Damiani, conduttore, fra l’altro, della trasmissione “6 gradi”, da anni amico ed estimatore del percorso culturale della Gaggia. E’ consigliata la prenotazione, all’indirizzo silvia.assgaggia@gmail.com o al numero 335.5651008.
L’appuntamento successivo di “Enoarmonie” è in calendario per la domenica successiva, 28 giugno, a Cormons: protagonisti, nel chiostro del complesso comunale, saranno alcuni giovani fuoriclasse dell’Orchestra Accademia Arrigoni. A Marco Mauceri, una delle voci più amate di Radio 3 Rai e conduttore quotidiano del “Concerto del mattino”, il ruolo dell’enorelatore. I vini proposti in abbinamento saranno quelli suggeriti dall’enoteca locale. Per il mese di luglio, poi, si annunciano due ulteriori tappe del festival: a breve le date.

Emanuele Delucchi

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In copertina, ecco uno scorcio della bellissima cantina cividalese.

Con l’enoturismo un weekend alla scoperta del Vigneto Fvg

“Se pur provato dalla pandemia, il Friuli Venezia Giulia deve ripartire e saprà farlo rialzandosi come ha già dimostrato in passato”. Lo ha detto, alla vigilia di “Cantine Aperte Insieme”, l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, incontrando, nella sede della Regione a Udine, la presidente del Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, Elda Felluga, con il coordinatore della manifestazione, Massimo Del Mestre. “La nostra regione è un luogo sicuro dove poter trascorre le vacanze – ha sottolineato Bini –, non solo per come ha saputo gestire la fase acuta della pandemia, ma per la sua conformazione geografica e per gli investimenti fatti, penso ad esempio a quelli sul turismo lento. Il territorio permette di offrire una varietà di panorami ed esperienze da vivere in totale sicurezza con un ampio ventaglio di tipologie per venire incontro a tutte le esigenze. È un evento storico che ha dato al nostro territorio molte soddisfazioni e sono certo che proseguirà a darne anche nell’edizione del 2020. L’enoturismo diventa un importante mezzo per far conoscere ancora di più la nostra viticoltura aprendo a scenari dove la campagna, le colline e gli spazi all’aperto offrono nuove opportunità per vivere il turismo”.

L’assessore Bini con Elda Felluga.

Si preannuncia, dunque, memorabile la 28a edizione dell’evento più amato dagli appassionati del vino che quest’anno si chiamerà appunto “Cantine Aperte Insieme” con appuntamenti sabato 30 e domenica 31 maggio: una formula poliedrica che vedrà coinvolti produttori e i wine lovers di tutta Italia. E anche il Friuli Venezia Giulia, come già annunciato, ha colto l’invito dell’associazione nazionale per un brindisi dal Nord al Sud coinvolgendo le tante cantine associate.
La formula di quest’edizione è stata pensata per soddisfare diverse sensibilità: ci saranno aziende vitivinicole che apriranno le loro porte per le visite in cantina e nei vigneti, altre invece rimarranno in contatto con gli enoappassionati tramite dirette su Facebook e Instagram. Inoltre, non mancheranno nella serata di sabato le “Cene con il Vignaiolo”, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro coi vigneron.
La presidente Elda Felluga così racconta l’edizione di quest’anno. “Cantine Aperte quest’anno si presenta in una nuova veste, sicuramente più social, dedicata ai nostri appassionati lontani che non potendo vivere questa esperienza da vicino potranno comunque condividere momenti dedicati al vino e alle zone di eccellenza ad esso collegate. Una possibilità per far conoscere le nostre realtà e magari appena sarà possibile programmare dei bei weekend nella nostra regione partendo proprio dalle nostre cantine. Per gli amici locali comunque la possibilità di poter vivere il nostro territorio attraverso il racconto “ravvicinato” dei vignaioli nelle aziende agricole disponibili. Sempre seguendo con attenzione le regole di restrizione di questa delicata fase. Visto i numeri limitati, consiglio la prenotazione, uno strumento valido che da anni il Movimento Turismo del Vino promuove per un servizio di qualità. Quest’anno abbiamo privilegiato la campagna, i nostri bellissimi vigneti, gli spazi aperti, e vorremmo continuare a farlo in estate, attraverso l’edizione speciale di ‘Vigneti Aperti’. In autunno, dopo la vendemmia, altre novità che si chiuderanno con Cantine Aperte a San Martino. Desidero ricordare l’ormai tradizionale A Cena con il vignaiolo “Anche questo un significativo gioco di squadra…importante per ripartire insieme. Ultimo messaggio, in questo periodo approfittiamo per riscoprire la nostra terra e quando potremo le nostre bellissime regioni, valorizziamo al massimo il nostro “made in Italy”… dobbiamo ripartire da qui… dalla nostra bella Italia!”.

Quest’anno sarà ancora più importante consultare il sito www.cantineaperte.info per conoscere le aziende aderenti e le modalità da loro previste per #CantineAperteInsieme; Mtv Fvg ricorda che è fondamentale rispettare tutte le indicazioni che troverete nelle aziende per poter vivere serenamente questo weekend all’aria aperta.
Cantine Aperte è da sempre una gustosa occasione per conoscere le peculiarità enogastronomiche e territoriali della nostra regione; un simile impegno viene annualmente condiviso e supportato da PromoTurismo Fvg, l’ente regionale di promozione turistica, e Civibank, un istituto da sempre vicino al territorio.
“Cantine Aperte è una consolidata iniziativa enoturistica che quest’anno si svolge in un periodo particolarmente difficile ma che contribuirà senza dubbio a rilanciare il clima di fiducia e di serena convivenza ridimensionato dall’emergenza Covid 19. Civibank è lieta di far parte del Team promotore anche in questa 28^ edizione sperando in tal modo di fornire un ulteriore impulso alla ripresa economica generale del Friuli Venezia Giulia. Già nelle settimane scorse abbiamo messo in campo una serie di misure finanziarie a favore di tutte le categorie economiche, la più importante delle quali riguarda un primo plafond di 20 milioni di euro volto a fornire liquidità ai comparti produttivi messi a dura prova dal lookdown. È nel dna della nostra banca, autonoma e territoriale, intervenire nei momenti di difficoltà che investono le comunità in cui opera ormai da 133 anni. Lo abbiamo fatto anche in questa eccezionale circostanza di emergenza sanitaria sia a livello creditizio che a livello socio-assistenziale.”, dichiara la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Tutti gli amici che vogliono essere sempre informati sulle news della manifestazione possono seguire gli aggiornamenti pubblicati, in tempo reale, sulla pagina Facebook MtvFvg Instagram mtv_friulivg.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

 www.cantineaperte.info 

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In copertina e all’interno belle immagini dal Vigneto Fvg.

La Delizia, il virus rallenta le bollicine ma non i vini fermi

Secondo le indicazioni che si coglievano prima della pandemia, questo sarebbe stato un altro anno con previsioni di crescita a doppia cifra per i Viticoltori Friulani La Delizia, cantina tra le prime nove d’Italia nella produzione di spumanti e tra le più importanti del comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. Invece si è abbattuto il tornado del Coronavirus, con danni gravissimi all’economia italiana, mondiale e ovviamente friulana. Ma ogni situazione di emergenza può generare anche nuove opportunità, se si sanno cogliere, tanto che l’azienda di Casarsa continuerà, nonostante tutto, a crescere: infatti durante il lockdown ha proseguito a lavorare rispettando le disposizioni di sicurezza, vedendo aumentare la sua quota di mercato nella grande distribuzione (Gdo) del 15 per cento, comprensivo delle vendite sia a livello nazionale che internazionale. Il tutto mentre a causa del Covid-19 il settore HoReCa italiano – acronimo che sta per “Hotellerie, Restaurant, Catering” – era completamente fermo: ma anche qui, con l’avvio della fase 2, si sta tornando con questo mese di maggio a programmare il futuro.

Mirko Bellini

“Già nella prima settimana in cui ristoranti, bar e locali hanno riaperto – spiega il direttore commerciale Mirko Bellini – abbiamo registrato una prima ripartenza confortante, con un valore di circa il 15% di quanto fatturato lo scorso anno nell’analoga settimana, valore simbolico che dimostra la voglia di ripartire. L’italia si sta rimettendo in moto con velocità diverse: abbiamo notato una ripresa sulle aree periferiche rispetto alle grandi città che vivono prevalentemente di turismo, come Roma, Firenze e Milano. Siamo anche in attesa che il mercato della Campania si riattivi. L’effetto Covid-19 nel settore HoReCa è iniziato il 10 marzo e si è pesantemente rivelato ad aprile, causando un blocco quasi totale delle vendite: siamo vicini ai nostri clienti, sapendo che la ripresa sarà lenta, soprattutto considerando che se i locali dedicati alla movida inizieranno a lavorare rispettando le disposizioni di sicurezza, purtroppo verranno a mancare le vendite generate da quella parte di mercato legato invece alle cerimonie, a partire dai matrimoni. Va considerato, poi, che l’effetto Covid-19 ha avuto un risvolto negativo sui costi delle famiglie che sommato in alcuni casi alla cassa integrazione, a cui certe aziende sono dovute ricorrere o al calo del lavoro, ha determinato una riduzione del potere di acquisto del cliente finale, sancendo di fatto una nuova priorità negli acquisti del beni del settore agroalimentare”.
E se le bollicine patiscono la nuova situazione sociale ed economica, i vini fermi invece continuano a essere richiesti. “Proprio perché legati a situazioni di consumo più quotidiane – ha aggiunto Bellini – e perché sono un bene che il consumatore ama comprare anche nella grande distribuzione, dove le rilevazioni ci dicono che i vini fermi sono stati più richiesti degli spumanti, proprio per le sopracitate mancate occasioni di festa e aggregazione sociale. Questa pronta risposta all’aumento della richiesta di vini fermi è un elemento che ancora una volta conferma la forza della nostra azienda, la quale potendo contare su varie linee di prodotto a proprio marchio, generate da una filiera interna completa che va dalla vite all’imbottigliamento alla commercializzazione, può gestire al meglio le emergenze e i cambiamenti repentini del mercato”.
La situazione in Italia prevede una ripresa graduale del mercato. All’estero, nel frattempo, La Delizia continua a vendere. “I mercati esteri stanno reagendo bene – ha sottolineato Bellini – considerando i mercati primari di riferimento della nostra cantina, ovvero Usa, Regno Unito e Russia, ove la situazione sanitaria si è aggravata 20 giorni dopo l’Italia e ora stanno attraversando il periodo di lockdown preparandosi alla graduale apertura. Nel frattempo, le loro strutture, che per noi sono soprattutto nella grande distribuzione, hanno continuato a essere in linea con le annate precedenti, anche in alcuni casi registrando importanti segni positivi. Speriamo anche all’estero in una rapida ripresa del canale HoReCa”.

E ora si guarda alla nuova annata in vigna con uno sguardo già al prossimo anno. “Penso – ha concluso Bellini – che usciremo da questa emergenza solo ragionando in ottica di biennio 2020-2021 sia a livello economico che a livello produttivo specifico per il comparto vitivinicolo. La Delizia, inserita nel contesto produttivo-commerciale del territorio pordenonese che da sempre ha rappresentato un’area ‘locomotiva’ del sistema economico regionale, si prepara anche in questa fase ad affrontare questa nuova sfida. Da questa situazione si esce principalmente investendo, in idee, comunicazioni e strutture in grado di soddisfare le richieste e nel contempo addattarsi ad un mercato in rapida cambiamento, in cui le aziende riescono a rimanere competitive solo se aumentano le proprie performance produttive, con un calo dei costi e un aumento della competitività sui mercati, riuscendo sempre a farsi riconoscere la qualità dei propri prodotti”.

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In copertina, brindisi con bollicine, il prodotto ideale per le feste che ha subito di più i danni da Coronavirus.

Suinicoltura Fvg in crisi: appello ai produttori del prosciutto San Daniele

di Gi Elle

Anche la suinicoltura del Friuli Venezia Giulia deve fare i conti con i guai provocati dalla pandemia da Coronavirus. Per cui ora, per puntare a una ripresa del settore, è necessaria una nuova strategia, che punti alla valorizzazione della carne fresca “Made in Fvg”. E come? Ogni prosciuttificio della Dop San Daniele acquisti una maggiore quota di cosce friulane, auspica Confagricoltura che nel contempo, tra gli altri interventi immediati, sollecita anche un ridimensionamento del carico burocratico previsto per le aziende del settore. L’emergenza sanitaria ha generato, infatti, uno squilibrio tra la domanda e l’offerta dei suini macellati. I motivi vanno ricercati nella diminuzione dei volumi di capi trattati dai macelli e nella difficoltà, da parte dei macelli stessi, di collocare le cosce per la stagionatura nei vari circuiti Dop. Mercati che, a causa della chiusura del canale Horeca, di parte dell’export e di un certo cambio nei consumi alimentari, hanno registrato una netta flessione delle vendite del prosciutto e degli altri salumi. A oggi, dunque, esiste un riporto, in Italia, di 300 mila capi fermi negli allevamenti, in ritardo di macellazione.

Il prosciutto Dop San Daniele.


«Perciò, la nostra Organizzazione – spiega David Pontello, responsabile della Sezione suinicola di Confagricoltura Fvg – ha elaborato una serie di proposte con l’obiettivo di avviare un alleggerimento dei magazzini dello stagionato e, di conseguenza, ricreare le condizioni affinché la domanda ritorni alla normalità: aprire un bando per distribuire agli indigenti i salumi Dop; organizzare l’ammasso delle cosce fresche; togliere dal circuito Dop una parte delle cosce fresche per produrre prosciutto cotto (per questa lavorazione, entrano in Italia circa 3-4 milioni di cosce estere al mese), integrando al macello con un contributo la perdita di valore che si viene a creare tra destinazione cotto e destinazione Dop. Queste misure, se attuate a livello nazionale, in 3-4 mesi sarebbero in grado di normalizzare la situazione. La qualità del prodotto del Friuli Venezia Giulia, assieme alla certificazione sanitaria di “Aujesky free” (unica regione in Italia), sono motivi ancora sufficienti perché la nostra merce mantenga un certo appeal di mercato, ma è troppo poco. Sarebbe necessario – aggiunge Pontello – affiancare a questo delle politiche di identificazione e valorizzazione dei suini friulani (che attualmente occupano solo il 10 per cento della filiera) all’interno del circuito del San Daniele. Ricordo che l’attuale disciplinare prevede che le cosce dei suini friulani devono stagionare solo a San Daniele, mentre lo stesso può approvvigionarsi su un areale molto più vasto (10 regioni). È evidente che ciò potrebbe essere discriminatorio, commercialmente parlando. Per questo motivo auspico che, in futuro, ogni prosciuttificio acquisti una maggiore quota di cosce friulane: sarebbe un premio, oltre che valore aggiunto a questa regione di cui San Daniele fa parte e visto che la Regione stessa destina cospicui contributi pubblici al Consorzio per la promozione del prosciutto Dop. Ma, soprattutto – conclude Pontello – serve programmare una strategia di rilancio che parta da un drastico snellimento burocratico e prosegua con il sostegno agli investimenti legati alle innovazioni aziendali, di chi avrà ancora forza per credere in questo settore».

David Pontello

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In copertina, maiali in un allevamento friulano: servono misure anti-crisi.

Cantine Fvg in gravi difficoltà: l’ipotesi “vendemmia verde”

di Gi Elle

Le ripercussioni della pandemia da Coronavirus sul Vigneto Fvg sono così gravi che addirittura spaventa la prospettiva di una nuova produzione, magari abbondante, con le cantine ancora piene. Tanto che si affaccia l’ipotesi, a cui i nostri vignaioli non avevano mai fatto ricorso, della “vendemmia verde”, pratica disciplinata dalle norme europee e che prevede la totale eliminazione dei grappoli appena formati dopo la fioritura. E questo al fine di ridurre, sul nascere, praticamente a zero la capacità produttiva del terreno vitato.

Vasche inox in una moderna cantina.

«A oggi, la riduzione del fatturato delle cantine del Fvg si colloca tra il 70 e l’80 per cento. Le esportazioni vitivinicole che pesano per oltre 137 milioni di euro, hanno come mercati di riferimento gli Usa (26 per cento), la Germania (19 per cento) e la Gran Bretagna (9 per cento), Paesi fortemente colpiti dall’emergenza sanitaria e sociale i quali, duo nque, creano forti preoccupazioni per le future vendite», afferma infatti Michele Pace Perusini, presidente della Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura. «Le nostre cantine – spiega – si trovano così ad affrontare dei problemi molto immediati, come quelli del ridotto spazio di stoccaggio e vinificazione essendosi creato un accavallamento di annate. Su questo punto, servono forti apporti contributivi nelle Misure di investimento utili a sommare liquidità a basso costo con dei contributi in maniera tale da dare consentire, a esempio, non solo l’acquisto di nuovi serbatoi per il vino, ma anche di preservare i capitali e stimolare le imprese a investire nella ripartenza. Anche la “vendemmia verde” potrebbe essere un valido strumento per contenere la produzione – prosegue l’esponente di Confagricoltura -, ma la Misura andrebbe maggiormente sostenuta e resa più appetibile per il settore delle Denominazioni (che rappresentano l’89 per cento del vino regionale) con alcuni aggiustamenti al calendario delle operazioni e con una dotazione finanziaria almeno raddoppiata (10 milioni di euro). Risulta essenziale, inoltre, il sostegno alle imprese con iniezioni di liquidità specifiche e la semplificazione burocratica poiché le aziende hanno bisogno di supporti finanziari erogati con agilità e semplicità: gli ostacoli burocratici rallentano la ripresa delle imprese italiane rispetto ai colleghi concorrenti degli altri Paesi”.

Michele Pace Perusini

“Occorre anche assicurare la necessaria di liquidità – conclude Pace Perusini – alle cantine attraverso la rinegoziazione del debito, rimodulando le condizioni dei finanziamenti, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, in essere al 31 gennaio 2020, affinché tali operazioni risultino meno onerose e consentano di continuare l’attività. Infine, chiediamo la concessione di contributi in conto interessi, anche attraverso l’ausilio delle Regioni, per finanziare il fabbisogno di capitale circolante connesso all’impatto negativo derivate dalla situazione emergenziale riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Ue».

Vini in bottiglia pronti per la vendita.

Ma dicevamo della “vendemmia verde”. La malaugurata pratica – cui un viticoltore non dovrebbe mai aver bisogno di fare ricorso – è disciplinata dall’articolo 47 del regolamento europea numero 1308/2013 attraverso il quale si stabilisce la possibilità, per i produttori, di beneficiare di un sostegno economico che prevede un intervento forfettario per ettaro di vigneto. La distruzione dei grappoli in formazione dovrà avvenire entro il 30 giugno, quando gli acini hanno la dimensione dei pallettoni, quindi molto prima che si arriva alla fase dell’invaiatura, il cambio di colore che dà avvio alla maturazione.

Uva vicina all’invaiatura.

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In copertina, grappoli in formazione: l’epoca della “vendemmia verde”.

Agricoltura e pesca in difficoltà: è urgente intervenire

Proroghe dei termini di pagamento, anticipi finanziari su canali ordinari, costituzione di fondi specifici e in generale accesso a una maggiore liquidità: sono questi alcuni dei provvedimenti urgenti richiesti al Governo per il comparto agricolo e della pesca da parte dell‘assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Lo ha comunicato lo stesso assessore nel corso della riunione, tenutasi in videoconferenza, con tutti i rappresentanti regionali delle categorie di comparto. Un tavolo tecnico – riferisce una nota Arc – voluto da Zannier e riunito settimanalmente per raccogliere e condividere informazioni sulla crisi del settore agricolo e ittico determinata dalla pandemia per il Covid-19.

“Ho informato il tavolo di crisi di tutte le interlocuzioni avute con il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e con le altre Regioni per la condivisione dei provvedimenti e delle proposte da avanzare al Governo” ha informato Zannier, specificando che “in generale, raccogliendo le istanze provenienti dalle imprese, abbiamo avanzato una forte richiesta di liquidità che non trova adeguata copertura nei provvedimenti nazionali”. L’esponente della Giunta Fedriga si è anche fatto portatore di una richiesta specifica per il settore lattiero-caseario: “Ho sollecitato il ministro alla Salute a fornirci i dati del latte estero conferito in regione e lavorato da trasformatori del Friuli Venezia Giulia; avere un quadro dettagliato dei conferimenti dall’estero, pur utilizzando questi dati strettamente nell’ambito dell’attività interna alla regione, ci consentirebbe di attuare politiche per favorire, in questo particolare momento, l’utilizzo di latte di produzione regionale”.

È stata, inoltre, richiesta l’istituzione di un fondo specifico per la filiera florovivaista o quanto meno la previsione di protocolli di attività che consentano alle aziende di questo specifico settore di continuare a lavorare. Zannier ha infine confermato la disponibilità della Commissione europea ad avviare una rimodulazione dell’Organizzazione comune del mercato (Ocm), ovvero della regolamentazione unica dell’Unione europea che disciplina il comparto, definendo sia le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. Un tavolo tecnico tra Regioni e Ministero è stato avviato per fare una sintesi delle proposte da portare in Commissione, con particolare riguardo all’Ocm vino.

Coltura di soia in Friuli.

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In copertina, ecco due pescatori al lavoro nel porto di Grado.