Vaia, cimici, siccità, guerra e pandemia: bilancio di cinque anni difficili in Fvg

«La legislatura che si sta per chiudere ha avuto il carattere dell’eccezionalità per la serie di calamità che si sono susseguite in Friuli Venezia Giulia e che si sono sommate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. La tempesta Vaia, l’invasione delle cimici, la siccità ci hanno imposto di intervenire in via straordinaria con quote ingenti di risorse per fronteggiare tutte le crisi che si sono manifestate, sfruttando come prima Regione in Europa i vari quadri temporanei a disposizione e ricevendo encomi da parte della Commissione europea». È questo il bilancio che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha voluto tracciare a margine della conferenza stampa di fine anno.
«Nonostante il quadro emergenziale – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – siamo riusciti a riallineare i programmi europei agli obiettivi di spesa, abbiamo definito misure strutturali a sostegno dell’imprenditoria dei giovani in montagna e delle filiere del settore lattiero-caseario; abbiamo, inoltre, impresso una forte spinta all’innovazione nel mondo dei Consorzi di bonifica e nell’uso intelligente delle risorse idriche».
Prendendo in considerazione interventi più diretti alle imprese agricole, l’assessore all’Agricoltura ha tenuto a evidenziare come la Regione Fvg abbia introdotto formule innovative di gestione dei finanziamenti che «consentono alle imprese di poter beneficiare con estrema celerità di risorse sia per l’acquisto di attrezzature sia per le esigenze aziendali. Sostenibilità e territorio rappresentano un binomio inscindibile anche sul piano della promozione, come testimoniato dalla creazione del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”«», ha ricordato ancora.
«La realizzazione di un sistema informativo del capitale naturale e dei servizi ecosistemici del settore agricolo e forestale rappresenta inoltre – secondo Zannier – uno strumento che sarà accessibile a tutti e che permetterà, a regime, di pianificare una programmazione coerente con le esigenze del territorio su alcuni ambiti quali l’erosione del suolo o i problemi relativi alle capacità del sistema irriguo». Tra le partite strategiche per il futuro, infine, l’esponente della Giunta Fedriga ha scelto di porre l’accento sull’attivazione del nuovo ente pagatore, che è in via di creazione ed entrerà in funzione dal 2024, e sugli interventi strutturali legati al settore dei seminativi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

“Gusti di Frontiera” fino a domenica, a Gorizia oltre 300 stand di quaranta Paesi

«Oggi possiamo rivivere Gusti di Frontiera in presenza in tutta la sua pienezza e un grande merito va agli organizzatori per aver tenuta viva la manifestazione anche durante la pandemia, capendo che bisognava in tutti i modi continuare. È una rassegna che ci accompagna nel modo migliore verso la prospettiva di Nova Gorica e Gorizia capitale della cultura 2025». È il pensiero espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione di “Gusti di Frontiera 2022”, la manifestazione enogastronomica che propone a Gorizia fino a domenica prossima espositori provenienti da 40 Paesi del mondo dislocati su 327 stand.
«Tutte le grandi iniziative proposte dal nostro territorio regionale, da “Friuli Doc” a “pordenonelegge”, da “Gusti di Frontiera” alla “Barcolana” – ha rilevato Fedriga -, poggiano su gambe solide e possono proiettarsi in un futuro dal richiamo turistico sempre più consistente. Sono eventi che fanno seguito a una grande estate con le performance migliori d’Italia e un recupero prodigioso dopo la pandemia anche guardando all’anno record del 2019. La peculiarità del Friuli Venezia Giulia si conferma unica: in un fazzoletto di terra si può andare dalla montagna al mare passando per le città, vedendo cose e vivendo esperienze che rimangono impresse».
Secondo l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini, «il Friuli Venezia Giulia, che è tornato in cima alle classifiche di gradimento dei turisti di tutto il mondo, ha dato grande dimostrazione di capacità. Gorizia in particolare è, dopo Trieste, la città che ha segnato la maggior crescita nel turismo dal 2019 a oggi, con un più 11 per cento». «E pensare che – ha osservato l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari – qualcuno anni fa aveva già suonato il “de profundis” di Gorizia considerandola in decadenza e nostalgica, mentre oggi Gusti di Frontiera la rappresenta nel mondo in attesa che nel 2025 diventi il simbolo di un’Europa votata ad opporsi a tutto ciò che di brutto sta succedendo in questi tempi difficili».
All’inaugurazione, ospitata dall’ingresso dell’hotel che si affaccia su piazza Sant’Antonio, sono intervenute numerose autorità civili e militari, a partire dal sindaco Rodolfo Ziberna che ha fatto gli onori di casa. Presenti, tra gli altri, anche il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi e Anna Maria Cisint, prima cittadina di Monfalcone.

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In copertina, piazza Vittoria il cuore del centro storico fulcro di “Gusti di Frontiera”.

Pasqua, pesa il caro-prezzi alimentare. Ma Cia Fvg: tutto ok per gli agriturismi

Doveva essere la prima vera Pasqua di ripresa, dopo due anni di pandemia, ma guerra, caro-energia e inflazione galoppante mettono un freno alle festività. Tagliate le spese extra, in primis quelle per i viaggi con due terzi degli italiani a casa, resta la voglia di stare a tavola con famiglia e amici. Anche se quest’anno lo scontrino sarà il 10 per cento più salato: la spesa prevista per il carrello alimentare, infatti, si attesterà a 1,2 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2021, per colpa dei forti rincari dei prezzi al consumo. Così Cia-Agricoltori Italiani, secondo la quale sui menù di Pasqua peseranno sia gli aumenti di frutta (+8 per cento) e verdura (+17) sia quelli di pasta (+12 per cento) e carne (+6).

Franco Clementin


«In ogni caso – commenta Franco Clementin, presidente di Cia Fvg – protagonisti delle tavole, anche in questo 2022, saranno i piatti tradizionali del territorio, scelti nell’80 per cento dei casi. Trionferanno i dolci “fai da te”, dalla pastiera alla torta pasqualina passando per la colomba e le focacce, che trascineranno gli acquisti di uova: fino alla fine della settimana di Pasqua, se ne compreranno oltre 300 milioni. Gli italiani, però, spenderanno il 4 per cento in più per portarle in dispensa. Ancora più alti i rialzi per la farina e il burro, altrettanto essenziali per le preparazioni culinarie, rispettivamente il +10 per cento e il +17 rispetto a un anno fa».
Complice la primavera e, soprattutto, la fine dello stato di emergenza – continua la nota di Cia Fvg – saranno comunque moltissimi gli italiani che approfitteranno di Pasqua e Pasquetta per una gita fuori porta in campagna, spingendo il turismo rurale e di prossimità. A beneficiare di questa voglia di natura e aria aperta, ma anche di cucina tipica e contadina, saranno i 24 mila agriturismi italiani (674 in Friuli Venezia Giulia), con almeno 300 mila presenze attese nel weekend di festa. Una prima boccata d’ossigeno dopo un 2021 disastroso, con perdite per oltre 1 miliardo di euro di fatturato tra pandemia, restrizioni e crollo dei turisti stranieri.

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In copertina, un allegro pic nic in Friuli: un’immagine tipica di Pasquetta.

Rapporto Agricoltura100, quando l’innovazione sfida la pandemia

L’agricoltura italiana conferma la sua capacità innovativa e, anche nei tempi duri della pandemia, non ha smesso di puntare al progresso. Negli ultimi due anni, infatti, quasi nove imprese su 10 (88,7 per cento) hanno sostenuto investimenti per innovare le loro attività e, il 70,4 per cento, ritiene che sarà fondamentale continuare a farlo anche in futuro per crescere in sostenibilità e competitività e quindi poter affrontare le nuove sfide. A metterlo per iscritto è il Focus Innovazione del secondo Rapporto AGRIcoltura100, promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia. Sono state 2.162 le imprese agricole intervistate (53 del Friuli Venezia Giulia) in tutto il Paese.
Gli investimenti delle imprese agricole italiane, nei due anni pandemici, hanno riguardato soprattutto la meccanizzazione dell’attività (56,6 per cento), per dotarsi di sistemi e attrezzature di ultima generazione. Il 52,7 per cento ha investito nel rinnovamento delle tecniche di coltivazione e il 48,2 per cento in quelle di allevamento. Le imprese investono anche nella multifunzionalità, per diversificare le attività e diventare più competitive (26,4 per cento), così come nell’aggiornamento delle dotazioni informatiche e digitali (27,1 per cento), nel rinnovamento delle modalità di commercializzazione e marketing (26,4 per cento) e nel potenziamento dei sistemi logistici (18,6 per cento).
Il rapporto, inoltre, evidenzia come più di una su tre (36,9 per cento) abbia oggi un livello di innovazione alto o medio-alto. Questo è direttamente correlato al livello di sostenibilità: le imprese più sostenibili sono anche le più attente a innovare processi e produzioni. E viceversa: la sostenibilità, valore guida fondamentale per il futuro, è pure il frutto di un impegno costante delle imprese verso l’innovazione. Il 31,7 per cento innova per migliorare la propria sostenibilità ambientale (ad esempio adottando sistemi avanzati di monitoraggio e mappatura delle coltivazioni tramite sensori, satelliti e droni); il 20 per cento si impegna nella sostituzione di fonti energetiche fossili con le rinnovabili e nell’uso di macchine agricole a basso impiego di combustibile; il 9 per cento sta pensando di inserire l’agricoltura biologica nei propri programmi aziendali.
Molti imprenditori sono impegnati anche nell’innovazione sociale, consci del ruolo del settore primario verso le comunità locali. Tra le iniziative più caratteristiche, la formazione dei lavoratori su temi quali l’impresa etica, la green economy e la gestione corretta delle risorse (17,7 per cento), e l’agricoltura sociale (12,5 per cento). Dal report emerge, dunque, la profonda consapevolezza delle imprese del mutamento che il settore agricolo sta vivendo e la necessità di modelli produttivi sempre più orientati alla sostenibilità e fortemente proiettati all’innovazione.

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In copertina, l’uso del drone in agricoltura in abbinamento con il trattore.

Cerealicola Vieris e Morenica Cereali insieme: nasce il “Granaio Friulano”

Importante novità nel mondo cooperativo friulano. Dopo due anni di stop and go causati dalla pandemia, è nata infatti l’impresa cooperativa “Granaio Friulano”. Un progetto di fusione pensato, portato avanti con convinzione e approvato dalle assemblee sociali della cooperativa cerealicola “Vieris” di Castions di Strada (fondata nel 1976 e presieduta da Daniele Castagnaviz) e dalla cooperativa “Morenica Cereali” di Fagagna (fondata nel 1974 e presieduta da Roberto Rosso), entrambe aderenti a Confcooperative Fvg.

Daniele Castagnaviz

Una struttura che movimenterà 1,2 milioni di quintali di cereali (mais, frumento, orzo, sorgo) e semi oleosi (soia, colza, girasole, pisello proteico) conferiti dai 900 soci agricoltori per un valore complessivo di oltre 24 milioni di euro. Il patrimonio netto aggregato è pari a 4,8 milioni di euro e comprende tre centri di essiccazione e 6 colonne essiccanti. Gli addetti complessivi sono 14.
«Riteniamo che questa collaborazione tra cooperative cerealicole rappresenti un momento importante per l’economia agricola regionale – sottolineano Castagnaviz e Rosso -. Pur nelle difficoltà del momento, abbiamo messo in piedi un’operazione virtuosa di aggregazione che ha un forte significato per tutto il territorio regionale. Ma non lo riteniamo un punto di arrivo, quanto un punto di partenza di un nuovo percorso che sta prendendo corpo all’interno del movimento cooperativo e, nel rispetto della mutualità, spinge le imprese verso la messa in rete per affrontare in condizioni migliori la modernità e le sfide che, anche nei prossimi mesi e anni, non mancheranno», concludono i due presidenti.
Una volta perfezionato l’iter della fusione, verrà eletto il nuovo consiglio di amministrazione e tutto sarà pronto, in “Granaio Friulano”, per avviare la nuova campagna di raccolta cerealicola.

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In copertina, un’immagine della cooperativa cerealicola “Vieris” di Castions di Strada; qui sopra, l’assemblea riunitasi all’interno dei suoi capannoni.

 

Il caso Prosek approda alla speciale edizione di Vinitaly aperta fino a domani

di Giuseppe Longo

In attesa che il prossimo anno Vinitaly possa tornare al suo normale periodo di svolgimento – il Salone è già stato programmato, infatti, per quattro giorni dal 10 al 13 aprile -, alla Fiera di Verona ha preso il via ieri una edizione speciale della storica rassegna, nella quale si è sempre vista una foltissima e qualificata rappresentanza del Friuli Venezia Giulia, che riunisce i principali player del settore e permette di scoprire in un’unica esperienza lo scenario del mercato vitivinicolo italiano, che si sta riprendendo dai durissimi colpi inferti dalle misure adottate per contrastare la pandemia che finalmente pare stia arretrando. La manifestazione enologica continua anche oggi e si concluderà domani: a Vinitaly Special Edition – informa la Fiera – “si trova il meglio della produzione italiana, nuovi prodotti e trend. È l’occasione per scoprire, degustare e valutare tutta l’offerta, rivolgendo domande dirette e dettagliate a produttori, incontrare distributori, stakeholder e istituzioni”. L’accesso è esclusivamente su invito e riservato ai membri del Buyers Club.

Il ministro Stefano Patuanelli.


La tutta speciale esposizione è stata inaugurata dal ministro delle Politiche agricole, il triestino Stefano Patuanelli, il quale ha fatto un riferimento anche alla tanto discussa questione del Prosecco “insidiato” dall’assonante vino croato, anche se con altre caratteristiche organolettiche. «Difenderemo – ha detto, infatti – il valore del vino anche in Europa. Vediamo in modo chiaro come i sistemi Igp e Dop funzionano, ma, come per il Prosek, c’è chi mette in discussione questo. Non lo permetteremo».
Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha sferrato un duro attacco al riguardo, come si legge su L’Arena di Verona: «Siamo arrabbiati per quello che sta succedendo con il Prosecco che stanno cercando di scimmiottare come stanno facendo i croati: produrremo una documentazione che dimostra come la denominazione “Prosek” non sia dei croati».
Come informa Ansa, sono più di 400 aziende e consorzi, tra i più prestigiosi dell’Italia, presenti a Vinitaly Special Edition. Tre padiglioni occupati, 200 top buyer esteri selezionati direttamente da Veronafiere e Ice Agenzia provenienti da 35 nazioni, oltre a quelli accreditati dalle aziende o a partecipazione diretta. La rassegna, apertasi in contemporanea con Enolitech, Sol&Agrifood, è caratterizzata anche da un programma di 50 degustazioni e 12 convegni. Inoltre, oggi e domani, nel PalaExpo di Veronafiere va in scena anche Wine2wine business, forum che presenta più di 100 relatori internazionali, 17 aree tematiche, più di 1.500 operatori e manager, 70 speed meeting sulle questioni più attuali del momento per le aziende e la community del vino.
Da registrare infine una curiosità: i grappoli d’uva di tutta Italia sono per la prima volta presenti in una grande esposizione dedicata all’origine del vino all’interno di Vinitaly Special Edition. Tutte le regioni sono presenti nel salone “Vigneto Italia”, creato da Coldiretti nel padiglione 4 stand D3 della Fiera di Verona per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino Made in Italy. Sul territorio nazionale – spiega al riguardo Coldiretti – ci sono 608 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi, a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia, terra che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Protagonisti anche i vitigni autoctoni del Vigneto Fvg, come “il Picolit dalle produzioni limitatissime – annota l’organizzazione agricola – già coltivato in epoca imperiale romana, che ebbe l’onore di deliziare i palati di papi e imperatori”.

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In copertina, grappoli di Picolit, celebre varietà autoctona friulana presente nella mostra allestita da Coldiretti nell’ambito di Vinitaly Special Edition.

Nuova stagione record sul Montasio: ora in malga c’è anche un totem digitale

Volge al termine la stagione dell’alpeggio in malga Montasio. Ennesima estate di successo dopo un 2020 da record che aveva visto arrivare in quota, nell’arco dei tre mesi di apertura, oltre 15mila persone. Numeri che quest’anno si vanno confermando – già oltre 14mila, per la chiusura della malga i primi di ottobre le presenze raggiungeranno e forse supereranno quelle dello scorso anno – e che dimostrano come la malga gestita dall’Associazione Allevatori Fvg sia meta sempre più gettonata, più che mai oggi, sull’onda della riscoperta degli spazi aperti indotta dalla pandemia.


Come ogni anno a fine stagione, in questi giorni si sta completando la discesa a valle delle 230 bovine che hanno alpeggiato in malga per tutta l’estate. Seguiranno la chiusura del caseificio e dell’agriturismo, non senza un’ultima sorpresa, inaugurata ieri mattina e a disposizione di tutti coloro che da qui in avanti raggiungeranno l’altopiano. Si tratta di un totem digitale, collocato appena fuori dall’agriturismo, che consentirà di accedere a tutta una serie di contenuti informativi e multimediali, acquistato dall’Associazione Allevatori Fvg con il sostegno della Fondazione Friuli e la collaborazione del Parco Naturale Prealpi Giulie. «Il progetto – spiega il presidente Renzo Livoni – è rivolto alle migliaia di visitatori che ogni anno raggiungono la malga e che, grazie alla tecnologia touch, consente di visitare virtualmente gli ambienti dell’agriturismo, del caseificio, dello spaccio per la vendita e una serie di itinerari e percorsi circostanti, situati sull’altopiano del Montasio».
L’utilizzo del totem è intuitivo e consente di scegliere tra molti contenuti, foto, schede tecniche, video e siti web che descrivono le caratteristiche del territorio e offrono riferimenti storici precisi, ad esempio sulla posizione delle trincee risalenti alla Grande Guerra, ancora visibili in prossimità della malga. «Si tratta – aggiunge dal canto suo il direttore dell’AaFvg, Andrea Lugo – di un utile strumento messo a disposizione di quanti vorranno andare alla scoperta della malga e dell’altipiano. In ragione degli spazi molto ristretti e delle stringenti normative non ci è possibile far entrare fisicamente le persone al caseificio, un ostacolo che abbiamo voluto superare con questo totem, che regala una panoramica completa e suggestiva di questo piccolo mondo antico».
Oltre ai vertici dell’associazione, all’inaugurazione del totem ieri mattina sono intervenuti, chiudendo simbolicamente la stagione in malga, anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, e il presidente e il direttore della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini e Luciano Nonis. Nell’occasione, il direttore Lugo ha tirato le somme di un’altra stagione di grandi soddisfazioni, che nell’arco di soli tre mesi ha portato alla produzione di 353 forme di Montasio Dop, 1.783 forme di formaggio di malga, 614 caciotte, 530 chili di burro e 4.560 litri di yogurt.

«La collaborazione e la sinergia aiutano a raggiungere traguardi che per il singolo ente pubblico sarebbero difficili da perseguire e la realizzazione  inaugurata sull’Altipiano del Montasio è un esempio concreto di questo tipo di percorso virtuoso», ha detto Zannier. Partendo da una visione d’insieme, ha aggiunto l’assessore, è possibile fare in modo che ogni soggetto coinvolto nel progetto faccia la sua parte in modo da accelerare processi spesso semplicemente frenati dalla burocrazia. Il sistema forestale, la filiera, l’intero sistema regionale sono composti da una molteplicità di soggetti che devono essere in grado di connettersi tra loro. Per esempio, il sistema degli allevatori, così come quello degli operatori forestali, rappresenta – ha osservato – già di per sé un tassello fondamentale per la promozione del territorio, perché consente di realizzare prodotti capaci di attrarre e fidelizzare gli utenti, in questo caso dell’intera montagna. Non solo, ma entrambi i soggetti citati, come gli altri presenti nell’area, sono in grado di fornire informazioni utili a chi frequenta il territorio montano, per farlo meglio conoscere e apprezzare.
«Compito della Regione – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – è anche quello di assecondare i progetti che agevolano i visitatori del territorio, perché essi fanno parte di un volano economico capace di rendere sostenibili anche le attività di montagna. Per questo, ben vengano i progetti che mirano a favorire la diffusione di informazioni attraverso gli operatori, ma anche, per esempio, tramite il punto di reperimento delle biciclette elettriche. L’obiettivo principale che ci dobbiamo porre – ha concluso l’assessore – deve piuttosto essere quello di fare in modo che in tutti i punti di riferimento dei turisti che compongono quel moderno modo di visitare con attenzione il territorio chiamato “turismo lento” ottengano le stesse, corrette, adeguate e immediate informazioni in qualsiasi punto della nostra montagna essi si trovino e si stiano muovendo. Informazioni che consentano di orientare rapidamente gli ospiti del nostro splendido territorio».

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In copertina, il totem inaugurato ieri; all’interno, il direttore di Fondazione Friuli, Luciano Nonis, il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg, Renzo Livoni, l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, e il direttore di AaFvg, Andrea Lugo.

 

“Friuli Doc” vetrina delle eccellenze Fvg all’insegna della sicurezza anti-Covid

(g.l.) Sipario alzato, da ieri sera, su “Friuli Doc”, 27ma edizione, a Udine, dove la vetrina delle eccellenze Fvg continuerà fino a domenica 12 settembre, quest’anno favorita da un tempo splendido, quasi estivo. Il tutto all’insegna della sicurezza anti-Covid.  E un ringraziamento ai cittadini della regione, ai lavoratori, agli imprenditori che davanti ad una pandemia hanno lasciato da parte la paura e hanno continuato a camminare è venuto dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il quale ha portato il saluto dell’Amministrazione regionale all’inaugurazione della rassegna che si è tenuta ieri pomeriggio in piazza Libertà a Udine, presenti anche il sindaco Pietro Fontanini e l’assessore ai Grandi eventi Maurizio Franz. Il governatore ha rimarcato come il Friuli Venezia Giulia abbia dimostrato di essere una comunità forte con poche lacrime e poche lamentele, esempio in tutto il mondo. Anche l’Amministrazione regionale in questo momento di crisi ha scelto di investire, avere il coraggio di non fermarsi e costruire il futuro.

Fedriga, come gli altri amministratori presenti, ha poi richiamato – informa una nota Arc – i cittadini all’opportunità di vaccinarsi per tutelare se stessi, per la comunità, per salvaguardare gli ospedali. Con il dovere di raccontare la verità e di non alimentare la lotta tra posizioni antitetiche, il governatore ha ringraziato Udine per aver deciso di aprire la città e svolgere in sicurezza Friuli dimostrando che il Green pass è la garanzia per ridare libertà e non per limitarla. Anche l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, ha elogiato l’evento richiamando il buon andamento delle affluenze turistiche, in crescita in particolare durante la stagione estiva. Il 2021 è stato definito un anno eccezionale per il Friuli Venezia Giulia che ha registrato afflussi turistici record rispetto agli ultimi dieci anni, tra cui il ritorno massiccio degli austriaci che proprio Udine ha accolto in gran numero. Nel comparto turistico la Regione Fvg, nel 2021, ha investito in infrastrutture, recupero immobili ed eventi risorse per oltre 100 milioni di euro. Quanto a Udine, la città viene vissuta come vetrina internazionale importante per la cultura, la produzione enogastronomica, le tipicità. Concetti ripresi anche dall’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che a margine della manifestazione ha espresso apprezzamento per la sua formula che unisce storia, tradizione, cultura, enogastronomia ed ogni genere di eccellenze. Friuli Doc è la conferma di come gli investimenti della Giunta anche con la manovra di assestamento abbiano contribuito al percorso di crescita della città. Tra queste i testimonial al taglio del nastro, i campioni olimpici Jonathan Milan e Mara Navarria, che il governatore ha voluto ringraziare non solo per i risultati sportivi, ma anche per l’umiltà con cui vivono le loro vittorie.

Come detto, Friuli Doc si terrà in un crescendo di proposte e iniziative fino a domenica prossima: un’edizione all’insegna della sicurezza garantita dall’accesso alle aree solo per chi possiede il Green Pass, secondo la norma nazionale e un piano di prevenzione stabilito in coordinamento con Prefettura e Questura. Forte il richiamo di tutte le istituzioni all’adesione alla campagna vaccinale che trova nell’evento un alleato: in collaborazione con la Direzione centrale salute della Regione è stato infatti allestito un punto vaccinale in Sala Ajace sotto la loggia del Lionello. La manifestazione amplia la propria geografia: tornano protagoniste via Vittorio Veneto, piazza Matteotti e la splendida Corte Morpurgo. Tornano anche gli stand della Stiria sempre molto attesi e le Pro Loco, nuovamente attive dopo un anno e mezzo difficile per la sospensione di gran parte delle sagre paesane.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale di Friuli Doc a Udine.

Consorzio agrario Fvg in crescita, dalle macchine ai cereali e al garden

Ottimo momento con numeri in crescita al Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, il cui cda ha approvato a Basiliano i conti della relazione semestrale con 56 milioni di fatturato (+2%) e un utile di 956mila euro (+1,4%). Segno più anche sul fronte del ritiro dei cereali: la raccolta di quelli autunno-vernini nei centri della grande cooperativa è cresciuta del 26%, oltre un quarto in più rispetto all’anno scorso, superando la quota di 200mila quintali ammassati.

 Il direttore Davide Bricchi.


Soddisfatto dei risultati il presidente Gino Vendrame: «Gli incrementi sono significativi – rileva in una nota -, specie perché vengono dopo diverse annate positive. Osservare quindi un aumento dei fatturati di tutti i settori conferma la bontà delle nostre scelte e la fiducia crescente nei confronti del Consorzio. Nonostante il periodo difficile legato in particolare alla pandemia – aggiunge Vendrame – non ci siamo mai fermati e i numeri ci stanno premiando». Anche in segmenti che stanno vivendo momenti di difficoltà, come sottolinea dal canto suo il direttore generale del Consorzio, Davide Bricchi: «Se cresciamo in mercati che al contrario mostrano già da tempo segnali di contrazione sia in Italia che nel mondo, come i fertilizzanti e gli agrofarmaci, in calo (secondo i dati di settore) tra il 2 ed il 5 per cento su base nazionale, è perché l’offerta che sappiamo dare agli agricoltori è adeguata alle loro aspettative. Come Consorzio vogliamo porci sempre più come partner affidabile ed autorevole in grado di dare le risposte di cui le aziende agrarie hanno bisogno ogni giorno. Non possiamo accontentarci di offrire solo i prodotti, ma sempre più dobbiamo essere in grado di accompagnare i nostri soci nelle loro scelte con consigli adeguati e soluzioni innovative a prezzi competitivi».
Tra i vari settori in crescita spiccano, come detto, in particolare il garden, che presenta un incremento del +16% dopo un’annata importante come quella trascorsa, e il settore macchine che, anche grazie alle agevolazioni messe a disposizione dalla legge quale stimolo all’innovazione, segna +22%. In tutto questo, anche le scelte legate alla riorganizzazione di alcune sedi logistiche sparse sul territorio devono andare in questa direzione anche se all’apparenza possono essere viste con preoccupazione come dimostra il caso di Aiello. «Siamo l’azienda del settore in assoluto con più sedi, ben 33, sul territorio regionale, ma questo a volte va paradossalmente a discapito dell’efficienza del servizio offerto – sottolinea il direttore Bricchi -, perché mantenere tante strutture disperde risorse e non porta i risultati sperati. Chiudere una struttura per potenziarne altre quindi non vuol dire allontanarci dal territorio, ma migliorarci nel servizio, cosa che faremo attraverso nuovi investimenti, sia in termini di strutture che di uomini, potenziando, tra l’altro, il servizio tecnico e gli agronomi che offriranno quotidianamente assistenza in campo».

La sede centrale di Basiliano.

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In copertina, il presidente del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Vino in ripresa, il segnale da Buttrio. Puntare però su autoctoni e biologico

(g.l.) Il mercato del vino, fortunatamente, è già in ripresa dai gravissimi danni inferti dall’emergenza sanitaria e dalle misure adottate per contrastarla, ma la ripartenza potrebbe avvenire ancora più efficacemente facendo leva maggiormente sui vini autoctoni e con l’obiettivo di un’Italia prima in Europa nel certificare bio tutte le proprie Doc o Dop: questo l’interessante spunto lanciato da Oscar Farinetti, fondatore di Eataly e Green Pea, ieri mattina a Buttrio nell’enotalkshow “Ce VINO di fâ? – Quale Futuro? – Pensieri e progetti del mondo del vino e dell’enoturismo nel dopo pandemia tra Friuli Venezia Giulia e Italia”, che ha aperto l’88ma Fiera Regionale dei Vini di Buttrio, certificata Sagra di Qualità dall’Unione nazionale Pro Loco d’Italia e inserita nella cittadina collinare facente parte dell’Associazione nazionale Città del vino. Manifestazione che si concluderà oggi con degustazioni e momenti d’intrattenimento.

Oscar Farinetti

Donatella Cinelli Colombini

Condotto magistralmente da Nicola Prudente, in arte Tinto, della nota trasmissione Decanter su RadioRai2, il talk show (trasmesso anche online) ha visto tra gli intervenuti pure quello di Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale Donne del vino, che ha ricordato come il turista debba essere preso per la gola e di come l’enoturismo possa essere il locomotore della ripartenza.
Mario Busso e Alessandro Scorsone, della guida Vinibuoni d’Italia, hanno delineato invece il quadro dei vini autoctoni selezionati nella loro opera, mentre Giuseppe Festa, curatore dell’Osservatorio del turismo del vino delle Cittá, ha indicato come i segnali della ripartenza siano solidi e promettenti.
Milena Pepe della Tenuta Cavalier Pepe (Campania) e Cecilia Zucca del Poggio Ridente (Piemonte) hanno, quindi, portato la propria esperienza di produttrici in altre zone d’Italia, mentre Matteo Bellotto, del Consorzio Colli orientali del Friuli e Ramandolo, ha illustrato il progetto Academy che permette di conoscere i vini dell’area Doc – cui appartiene pure Buttrio – anche a distanza.

Il pubblico.

Presente anche il direttore generale di PromoturismoFvg, Lucio Gomiero, che ha raccontato come adesso l’obiettivo sia quello di far stare i turisti sempre più in regione (e proprio l’offerta enogastronomica è la chiave per farlo) e due produttori della Strada del Vino e dei sapori della nostra regione, Andrej Skerlj della Bajta di Sgonico e Ippolito Di Martino di Modeano Vini, che hanno raccontato la loro realtà.
Saluto istituzionale, online, dell’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia al Turismo e alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, che ha indicato come i numeri per il turismo regionale in questo inizio estate 2021 siano positivi. “Anche il mercato enologico del Friuli Venezia Giulia è in piena ripartenza sul traino della ripresa dell’intero comparto italiano. I dati odierni dell’export nazionale su base mensile con riferimento ad aprile registrano una crescita del 26 per cento sul mercato degli Stati Uniti e addirittura del 98 per cento sul mercato cinese. La ripresa è veloce anche in campo turistico, dove la nostra regione sta registrando in diverse zone il sold out tra luglio e settembre”. “Il Friuli Venezia Giulia sta ripartendo sia dal punto di vista delle attività economiche che del turismo”, ha confermato Bini, aggiungendo che “i numeri sono al di sopra delle nostre aspettative. Possiamo essere ottimisti perché in questa regione abbiamo tutto ciò che dopo la pandemia i turisti cercano, ovvero un turismo slow ed esperienziale in un territorio che unisce mare e montagna in poco più di un’ora di auto”.
Le destinazioni del turismo del vino, grazie alla loro diffusione sul territorio nazionale, alla disponibilità di spazi aperti, sono sempre di più una valida alternativa alle tradizionali destinazioni di viaggio. I turisti enogastronomici sono in crescita, scoprono l’entroterra partendo dal mare e appaiono sempre più consapevoli, attivi, esigenti, innovativi e attenti ai temi della sicurezza e della sostenibilità. In Italia la crescita del fenomeno enogastronomico è costante: nel 2020 e nel 2021 – nonostante l’impatto della crisi innescata dal Covid – l’interesse verso una vacanza di tipo enogastronomico pesa il 55 per cento rispetto alle altre proposte (dal Rapporto sul turismo enogastronomico 2020). Se la pandemia ha frenato la possibilità di vivere esperienze, la globalità dei dati mostra una crescente attenzione al tema enogastronomico e anche un nuovo profilo del turista. “Ho conferma che il turista del 2021 in Friuli Venezia Giulia è prevalentemente italiano e tra gli stranieri si profila una clientela sempre più alto spendente, ovvero propensa ad una maggiore spesa durante la vacanza. È un elemento che ci qualifica notevolmente”, ha sottolineato ancora Bini, che ha infine voluto ringraziare la Pro Loco Buri per l’organizzazione dell’evento.
Il gruppo organizzatore della Fiera, capitanato dal presidente della Pro Loco Buri di Buttrio Emilio Bardus e dal sindaco Eliano Bassi, assieme all’assessore alla promozione turistica e Città del vino Tiziano Venturini, ha dato il benvenuto a tutti nella manifestazione simbolo della cittadina collinare, ospitata a Villa di Toppo-Florio: dopo aver saltato l’edizione 2020 a causa dell’epidemia, il loro pensiero, era fondamentale ripartire quest’anno.

I premiati col sindaco Bassi.

Al termine, consegna alla Cantina produttori Cormòns del premio Eticork di Amorim e Vinibuoni d’Italia: un riconoscimento ottenuto per il Vino della Solidarietà, realizzato dalla importante cooperativa cormonese in tutte le sue fasi assieme agli utenti del centro disabili Anffas di Gorizia. Presente il presidente di questa realtà Mario Brancati assieme al direttore generale della Cantina, Alessandro Dal Zovo, che hanno ricevuto il premio da Carlos Veloso dos Santos, direttore generale di Amorim Cork Italia, e da Mario Busso, di Vinibuoni d’Italia. Busso ha poi consegnato a 30 cantine del territorio gli attestati Ecofriendly che ne testimoniano l’impegno ambientale. Il Vino della Solidarietà è stato degustato al termine del lavori al Cafè bistrot Le Fucine di Buttrio.

Oggi, dunque, gran finale della Fiera regionale dei vini di Buttrio. Dalle 11 alle 15 apertura all’esterno di Villa di Toppo-Florio del banco degustazioni dei vini autoctoni regionali premiati con le Corone della Guida Vinibuoni d’Italia 2021 e i vini di Buttrio, accompagnati da sfiziosità proposte da Le Fucine con l’intrattenimento musicale con il Dj Andj.
Alle 11.30 al via la Degustazione guidata Re di Coppe con i vini bianchi autoctoni nazionali a cura di Vinibuoni d’Italia, con partecipanti sia in presenza che a distanza, previa prenotazione. Dalle 18 alle 24 apertura all’esterno di Villa di Toppo-Florio del banco degustazioni dei vini autoctoni regionali premiati con le Corone della Guida Vinibuoni d’Italia 2021 e i vini di Buttrio, accompagnati ancora da sfiziosità delle Fucine e intrattenimento con Dj Andj.
Dalle 18.30 proseguono le degustazioni guidate: questa volta toccherà a Regina di Cuori con i vini rossi autoctoni nazionali a cura di Vinibuoni d’Italia con partecipanti sia in presenza che a distanza, previa prenotazione.
Alle 21 gran finale grazie allo spettacolo con musiche e parole “Il sentimento della terra”. Parole: Carlotta Del Bianco e Maurizio Mattiuzza. Musiche: Jacopo Casadio e Davide Sciacchitano.

Infine, la foto ricordo.

La Fiera regionale dei vini di Buttrio è organizzata da Pro Loco Buri e Comune di Buttrio, assieme a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg Strada del Vino e dei Sapori, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia e associazione nazionale Città del Vino. Con il supporto di Fondazione Friuli, CiviBank, Vitis Rauscedo, Le Fucine e in collaborazione con Camera di Commercio di Pordenone Udine. La rassegna enologica gode del marchio sagra di Qualità dell’Unpli.

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In copertina, un momento dell’enotalkshow condotto da Tinto mentre è collegato online l’assessore regionale Sergio Emidio Bini.