San Martino, successo per Cantine Aperte. E “Oro di Ramandolo” ha fatto il tutto esaurito

(g.l.) È appena calato, con successo, il sipario sulla “due giorni” di Cantine Aperte in versione autunnale. L’irresistibile richiamo delle visite nei luoghi di produzione dei vini, le golosità autoctone esaltate dalle raffinate etichette in abbinamento, gli appassionati vignaioli che accolgono gli ospiti per raccontare la loro storia e l’indissolubile legame con il territorio, sono gli elementi che infatti anche quest’anno hanno contraddistinto “Cantine Aperte a San Martino”, l’evento che ha aperto nel migliore dei modi la stagione delle degustazioni autunno-invernali. La manifestazione, organizzata come sempre dal Movimento Turismo del Vino Fvg, ha visto la partecipazione di 42 aziende vitivinicole che, tra ieri e oggi, hanno accolto gli enoturisti facendo loro conoscere le eccellenze e i vini delle migliori annate tra il profumo delle fermentazioni che si avviano alla loro conclusione.

Una storica cantina friulana.m

«L’evento – ha sottolineato la presidente di Mtv Fvg, Elda Felluga – ha confermato il trend positivo degli ultimi anni: la partecipazione è stata numerosa e calorosa, il pubblico si è dimostrato molto attento e curioso di vivere, attraverso l’incontro con appassionati vignaioli, l’enoturismo di qualità. A fare da cornice l’atmosfera autunnale dei vigneti che si tingono di giallo e arancio, trasformando il paesaggio in un suggestivo acquerello». Cantine Aperte a San Martino è stata anche l’occasione per celebrare il sempre apprezzato connubio tra vino e cibo declinato in diverse modalità. Con l’iniziativa “A Tavola con il Vignaiolo”, i numerosi appassionati hanno infatti apprezzato gli originali menù gourmet pensati per l’occasione, mentre con il Piatto Cantine Aperte a San Martino hanno assaporato delle pietanze create ad hoc per l’evento accompagnate sempre da un calice di vino.
Piccoli e grandi gruppi non hanno mancato l’appuntamento con le tradizionali visite alle cantine dove si è registrata una partecipazione entusiastica alle degustazioni guidate, a cui hanno preso parte anche molti giovani, animati dalla voglia di conoscere da vicino le particolarità dei vini friulani anche attraverso percorsi olfattivi e sensoriali. Il mondo del vino anche in quest’occasione si è sposato perfettamente con la storia e la cultura: molto apprezzate le iniziative di singoli produttori che hanno proposto visite a siti storici e frantoi, musica dal vivo, mostre d’arte… regalando autentiche emozioni a tutti i partecipanti.

Etichette di “Oro di Ramandolo”.

La manifestazione, come si era anticipato, si è incrociata con quella di “Oro di Ramandolo – Vini, cibi, incontri tra colline e cantine” che si è tenuta con successo a Nimis nella giornata di ieri, in vista della quale era stato raggiunto il “sold out”, cioè il tutto esaurito, nella quindicina di aziende aderenti e che operano nella zona della prestigiosa denominazione Ramandolo Docg, la prima concessa al Friuli Venezia Giulia. Un bel modo, insomma, per festeggiare il ritorno della festa dopo la sospensione dovuta alla emergenza pandemica. Indubbiamente soddisfatti, dunque, i produttori che aderiscono all’associazione Oro di Ramandolo e che hanno beneficiato della collaborazione anche della Pro Torlano.
Ricordiamo che per l‘edizione autunnale di Cantine Aperte è stata rinnovata la partnership con Io Sono Friuli Venezia Giulia, il marchio che garantisce l’origine e la sostenibilità del settore agroalimentare regionale. La manifestazione, come detto, è stata organizzata dal Movimento Turismo del Vino Fvg con il supporto di PromoTurismo Fvg e il sostegno di Civibank, del quale ha beneficiato anche la stessa “Oro di Ramandolo” unitamente a quello del Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali Ramandolo.

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In copertina, un gruppo di giovani enoturisti in una delle aziende del Vigneto Fvg.

Le 42 Cantine Aperte a San Martino s’incrociano con “Oro di Ramandolo”

(g.l.) Vendemmia conclusa ovunque da settimane e domani c’è la tradizionale ricorrenza di San Martino, quando l’antico detto assicura che “ogni mosto è vino”. Ecco, allora, che ritorna anche una graditissima manifestazione per gli enoturisti con degustazioni guidate dai produttori, abbinamenti cibo-vino, laboratori artigianali, Pranzi e Cene con il Vignaiolo, piatti speciali.

Elda Felluga

Tutte proposte che saranno protagoniste durante il grande evento “Cantine Aperte a San Martino”, organizzato per sabato 12 e domenica 13 novembre dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga. Una bellissima iniziativa che fa seguito al tradizionale e ormai storico appuntamento per gli enoturisti di fine maggio e che quest’anno s’incrocia con l’altrettanto bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo – Vini, cibi, incontri tra colline e cantine” in programma a Nimis nella stessa giornata di sabato prossimo, per la quale gli organizzatori hanno riferito, raggianti, che è stato già raggiunto il “sold out”, cioè il tutto esaurito, nella quindicina di aziende aderenti, confermando il successo delle edizioni pre-pandemiche nella zona della prestigiosa denominazione Ramandolo Docg, la prima concessa al Friuli Venezia Giulia.

Piatti di Cantine Aperte


“Cantine Aperte a San Martino” è l’evento che permette di riassaporare le emozioni di Cantine Aperte in occasione della cosiddetta “ultima estate” dell’anno – anche se in questi ultimi giorni il tempo si è guastato, ma l’Osmer Fvg rassicura sul fine settimana -, rivivendo l’esperienza unica di conversare con appassionati produttori e conoscere direttamente da loro l’andamento della vendemmia appena conclusa, ammirando i caldi colori della stagione.
Sabato 12 e domenica 13 novembre, dalle 10 alle 18, saranno 42 le aziende aderenti che si potranno visitare: l’occasione perfetta per entrare nello spirito autunnale delle cantine, scoprire i sapori del territorio e degustare il vino nuovo ma anche, tra gli altri, vini più strutturati e impegnativi, da meditazione. Grande importanza verrà data agli abbinamenti enogastronomici con due proposte gourmet: A Cena con il vignaiolo, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro coi vigneron, e il Piatto Cantine Aperte a San Martino, interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le degustazioni.
È possibile consultare il sito www.mtvfriulivg.it/index.php/it/eventi/cantine-aperte-a-san-martino-2022 per conoscere le aziende aderenti e le loro modalità di partecipazione, i menù A Cena con il Vignaiolo, l’elenco dei Piatti Cantine Aperte a San Martino, le esperienze proposte e tante altre informazioni per vivere al meglio Cantine Aperte a San Martino.
Inoltre, anche per l‘edizione autunnale di Cantine Aperte è stata rinnovata la partnership con Io Sono Friuli Venezia Giulia, il marchio che garantisce l’origine e la sostenibilità del settore agroalimentare regionale. Degustare prodotti riconosciuti dal marchio, vivere esperienze ideate per promuovere i valori del progetto, scoprire aziende che costantemente si impegnano per lavorare in maniera sostenibile… questo e molto altro vi aspetta a Cantine Aperte a San Martino / Io Sono Friuli Venezia Giulia.

Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia è organizzata dal Movimento Turismo del Vino FVG con il supporto di PromoTurismo FVG e il sostegno di Civibank. Si ringraziano per la collaborazione gli sponsor tecnici: Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Juliagraf, Car&Van, Il Maggese/Novalis, Latteria di Venzone e Latte Carso, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – cellulare 348.0503700
info@mtvfriulivg.it

A Nimis vendemmia di grande qualità. E a San Martino torna “Oro di Ramandolo”

di Giuseppe Longo

La lunga siccità estiva, ma che derivava da una grave carenza d’acqua che si protaeva dall’inizio dell’anno, aveva fatto preoccupare non poco i vignaioli del Friuli. E fra questi, ovviamente, anche quelli di Nimis, all’interno del cui territorio c’è il cru del Ramandolo (che per una parte sconfina anche in quello di Tarcento). Le piogge di fine estate hanno, però, fatto il “miracolo” e hanno riequilibrato, seppur non del tutto, i “bilanci idrici” dei vigneti, consentendo una regolare maturazione dell’uva. Il risultato? Una vendemmia eccezionale, di grande qualità, sicuramente tra le migliori che si ricordino.
E proprio nel clima di questa soddisfazione generale, a Nimis si sta completando in questi giorni la preparazione di quel grande evento promozionale che risponde al suggestivo nome di “Oro di Ramandolo”, richiamando appunto il vino marchiato Docg e il suo meraviglioso colore. La manifestazione si terrà il prossimo 12 novembre, nella ricorrenza di San Martino, secondo la quale, tradizionalmente, “ogni mosto è vino”. Anche se a Nimis non è proprio così, in quanto la vendemmia risulta leggermente posticipata rispetto ad altre aree vitivinicole dei Colli orientali del Friuli, oltre che per l’andamento meteorologico. Ma, come detto, la qualità dei vini che pian piano stanno maturando è davvero ottimale, sia per i bianchi – tra i quali eccelle proprio il Ramandolo – che per i rossi, dei quali il grande portabandiera è il Refosco (sia Nostrano o di Faedis sia del peduncolo rosso). Ricco e molto articolato il programma della manifestazione novembrina, ma ne riparleremo prossimamente.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo friulano (atti a dare il Ramandolo Docg) e qui sopra di Refosco dal peduncolo rosso:

Ritorna il Ramandolo Docg a Friuli Doc in attesa della grande festa di novembre

Dopo due anni di assenza causa la pandemia da Covid-19, ritorna a Friuli Doc, nel contesto di Piazza Duomo, lo stand dei Produttori di Ramandolo Docg. Una presenza che si può ben definire storica: risale infatti alla prima edizione della kermesse udinese, nel 1995. Il vino Ramandolo non aveva ancora conseguito la prestigiosa Docg (denominazione di origine controllata e garantita, che sarebbe arrivata – la prima in Friuli Venezia Giulia – soltanto nel 2001), ma i produttori già riuniti in Consorzio dal 1988 avevano colto al volo l’opportunità di essere presenti in forma collettiva, con le note di elegante dolcezza di quello che è probabilmente il vino passito più conosciuto del Vigneto Friuli, in quella che sarebbe ben presto divenuta una tra le più importanti vetrine dell’agroalimentare regionale.
Una presenza che è proseguita senza soluzione di continuità anche dopo la fusione (nel 2009) del Consorzio Ramandolo con quello dei Colli Orientali e che dal 2012 viene curata, in perfetta sintonia con il Consorzio (che nel frattempo ha assunto la denominazione “Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo) dall’Associazione costituita nel 2012 da un gruppo di produttori denominata “Oro di Ramandolo” con l’obiettivo di valorizzare assieme al vino anche il magico territorio alle pendici del Monte Bernadia. Una valorizzazione che sta dando risultati concreti e alla quale ha contribuito non poco la manifestazione anch’essa intitolata “Oro di Ramandolo”, che dopo due edizioni (nel 2018 e 2019) di grande successo e dopo i due anni di “stop pandemico” ritornerà il 12 novembre prossimo tra i vigneti e le cantine di Ramandolo per la gioia di enoturisti e winelovers.
Proprio da Friuli Doc partirà la promozione dell’iniziativa, con la distribuzione di “save the date” e del programma: sette tappe in altrettante location nelle quali saranno ad attendere ospiti una sessantina tra vignaioli, ristoratori e produttori dell’agroalimentare regionale. Otto sono invece le aziende che proporranno i loro vini – Ramandolo ma non solo – nello stand di piazza Duomo, tradizionalmente vicino a quello della Wolf Sauris (da provare l’abbinamento tra il Ramandolo Docg e il Prosciutto di Sauris Igp). I magnifici otto si chiamano Ca’ Felice, Comelli Andrea, Cussigh Maria, I Comelli, Micossi di Revelant Walter, Tenuta Vallombrosa, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio.
La partecipazione del Ramandolo Docg, così come l’edizione 2022 di Oro di Ramandolo, sono parte di un più vasto progetto di promozione di cui è capofila il Consorzio di Tutela, supportato supportato dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo Docg (in una foto d’archivio) nei vigneti coltivati sulle pendici della Bernadia.

 

“Oro di Ramandolo”, a Nimis un brindisi per i 20 anni della Docg la prima in Friuli

Era il 2001, per la precisione il 26 ottobre, quando la Gazzetta Ufficiale pubblicava il disciplinare di produzione del primo vino a Docg (denominazione di origine controllata e garantita) del Friuli Venezia Giulia: il Ramandolo. Il ventesimo compleanno, nelle intenzioni dei produttori, si sarebbe dovuto celebrare in maniera adeguata, in particolare con una edizione speciale della bellissima iniziativa “Oro di Ramandolo”, il “tour enogastronomico tra cantine e colline” che soprattutto nelle ultime edizioni – quelle del 2018 e 2019 – si è rivelata un importante strumento di promozione del territorio di produzione. Le restrizioni legate alla pandemia hanno, però, costretto a rinviare ogni evento a tempi migliori. Tuttavia, i produttori di Ramandolo hanno voluto ricordare il ventennale con un brindisi ospitato nella sala consiliare di Nimis che, non a caso, ha una intera parete ricoperta di gigantografie tratte dal ricco volume pubblicato in coincidenza con l’ottenimento della Docg.

Il brindisi dei 20 anni in Municipio.

Ha fatto gli onori di casa Paolo Comelli, presidente dell’Associazione “Oro di Ramandolo” nata nel 2012 dopo che, l’anno precedente, il Consorzio di tutela era confluito in quello dei Colli orientali del Friuli, che da qualche anno, come è noto, ha trasferito la sede da Cividale a Corno di Rosazzo. Comelli ha ripercorso brevemente la storia recente del Ramandolo, dal riconoscimento all’inizio degli anni Ottanta della sottozona dei Colli orientali – ritagliata tra Nimis e Tarcento -, alla nascita del Consorzio nel 1988 e al successivo ottenimento della Docg appunto nel 2001. «Quando ci rechiamo a qualche manifestazione, come alla Fiera di Cremona poche settimane fa – ha sottolineato –, constatiamo che il nostro vino riscuote sempre grande apprezzamento; e, nonostante la pandemia, negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una riscoperta del nostro territorio, già ben frequentato da ospiti stranieri, anche da parte di turisti italiani. Questo vuol dire che, superato il momento contingente, dobbiamo impegnarci tutti per crescere ulteriormente».
Comunicare il vino ed il territorio in cui nasce è stato il tema ribadito da Paolo Valle, presidente del Consorzio tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo, intervenuto con il tecnico Mariano Paladin e il responsabile delle pubbliche relazioni Matteo Bellotto, presente il rappresentante locale nel consiglio direttivo, Maurizio Zaccomer. «La pandemia – ha detto – ci ha costretti ad annullare anche i festeggiamenti per i nostri 50 anni, compiuti nel 2020; ma abbiamo investito sulla creazione della Tasting Academy, uno strumento che, grazie alla professionalità e all’impegno dello staff consortile si sta dimostrando strategico per innalzare in Italia e all’estero il livello di conoscenza dei nostri vini, delle nostre aziende e del nostro territorio». In mezzo secolo, ha ancora osservato Valle, la tecnica ha fatto passi da gigante consentendo di ottenere prodotti di grande pregio, ma non sempre la comunicazione si è rivelata adatta per farli adeguatamente conoscere ai consumatori, per cui bisogna puntare di più proprio sui mezzi per divulgare quanto offre il Vigneto Fvg .
Il saluto dell’amministrazione comunale di Nimis è stato portato dal sindaco, Gloria Bressani, che ha assicurato il pieno sostegno delle istituzioni alle iniziative di promozione, quando l’emergenza sanitaria permetterà di potere ricominciare ad operare, facendo altresì riferimento al progetto di ciclovia che attraverserà anche la zona del Ramandolo Docg, con una sicuramente interessante ricaduta turistica sul territorio. A brindare con i produttori – sono state stappate alcune rinomate etichette – anche Giuseppe Longo, assessore comunale all’agricoltura quando, appunto, nei primi anni Ottanta assieme alla Cooperativa agricola di Ramandolo, allora guidata da Dario Coos, si gettarono le basi per la tutela del prestigioso vino, ottenendo dapprima, con un iter molto complesso, il riconoscimento della ricordata sottozona all’interno dei Colli orientali del Friuli, più tardi promossa attraverso una lungimirante iniziativa nella ricordata denominazione di origine controllata e garantita, il massimo grado di tutela della qualità di un vino.

Vigneti nella zona di Ramandolo.

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In copertina, la vendemmia dei grappoli di Verduzzo che danno origine al Ramandolo Docg.

L’addio di Ramandolo ad Albino Coos storico vignaiolo con la penna nera

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gagliardetti schierati dinanzi alla Chiesetta di San Giovanni Battista, a Ramandolo, per l’ultimo saluto ad Albino Coos, 98 anni, alpino e da sempre viticoltore fra i più apprezzati nella frazione di Nimis, sui faticosi ronchi della Bernadia. Sul feretro era infatti posto quel cappello con la penna nera che l’anziano aveva portato con orgoglio tutta la vita, a ricordo della durissima esperienza, poco più che ventenne, sui monti della Slovenia durante l’ultima guerra.

Albino Coos aveva 98 anni.

Albino era il padre di Dario Coos – l’altro figlio, Renzo, purtroppo morì giovanissimo in un incidente oltre quarant’anni fa – la cui azione fu determinante, in qualità di allora presidente della Cooperativa agricola di Ramandolo, per l’avvio nei primi anni Ottanta della procedura, con il sostegno del Comune di Nimis e della Comunità montana Valli del Torre, per il riconoscimento della Doc Ramandolo nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, poi tramutata in Docg, massimo grado di tutela della qualità, cosa che avvenne esattamente vent’anni fa, tanto che proprio domani si terrà in Municipio, alle 17, un incontro dedicato all’importante anniversario, ma anche alla presentazione delle nuove iniziative dell’Associazione “Oro di Ramandolo” atte a valorizzare un vino fra i più pregiati del Vigneto Fvg.
Il rito d’addio ad Albino Coos è stato officiato da monsignor Rizieri De Tina, il quale ha sottolineato la laboriosità e la rettitudine dello scomparso. «Ho chiesto a Dario – ha confidato l’arciprete di Nimis – cosa ricorda di suo padre. E lui mi ha risposto che amava il lavoro, la famiglia e la caccia». Caratteri che nella gente friulana, tutta d’un pezzo, rappresentano molto spesso un tratto comune.
Al termine, la salma è stata accompagnata nel cimitero del capoluogo, dove è stata sepolta a pochi metri dalla tomba della moglie scomparsa poco meno di due anni fa. Prima della benedizione finale, Gianni Paganello ha letto la struggente “Preghiera dell’alpino”, esprimendo ai familiari e alla comunità il cordoglio del Gruppo Ana di Nimis. Mandi Albin “Paut”, storico vignaiolo di Ramandolo con la penna nera.

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In copertina, vigneti nella zona di Ramandolo, dove Albino Coos era nato nel lontano 1923.

 

San Martino, che giornata nelle Cantine Aperte! “Oro di Ramandolo” super

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ma che bella giornata, viene spontaneo dire stamattina ricordando il titolo di un divertente film di Checco Zalone di alcuni anni fa. Proprio l’ideale per vivere appieno la seconda giornata di Cantine Aperte a San Martino”, in questo scampolo d’estate che purtroppo durerà poco, essendo prevista abbondante pioggia già da martedì. Giusto il tempo per celebrare un po’ ovunque, nella ricorrenza della festa del Vescovo di Tours, le tradizionali Giornate del Ringraziamento, tra le quali emerge quella classica di domani mattina a Dolegna del Collio con la consegna dei famosi Premi di Coldiretti e Comune.
E bella, appena smesso di piovere, è stata anche la giornata di ieri e soprattutto il pomeriggio, proprio per consentire un positivo avvio della festa autunnale dedicata all’enoturismo, all’interno della quale ha vissuto una edizione tutta da incorniciare la bellissima manifestazione “Oro di Ramandolo” che aveva segnato il tutto esaurito – sold out si usa dire oggi, visto che siamo sempre più anglofoni – fin dalla serata di venerdì. Quindi, di successo in successo, anno dopo anno. Bene avevano fatto, anzi benissimo, gli organizzatori nel 2018 a reintrodurre la festa del Ramandolo Docg dopo una parentesi di oblìo. La giornata nelle cantine di Nimis è, infatti, così amata dagli enoappassionati che la premiano con presenze che aumentano a ogni edizione.

Le bottiglie di Ramandolo Docg.

Una festa curata in ogni dettaglio per offrire il meglio ai visitatori, sia in fatto di vini – ma anche di grappe, come la storica di Ramandolo” della distilleria Giacomo Ceschia, la più antica del Friuli, premiata nelle scorse settimane anche dalla famosa Guida Bibenda” della Fondazione italiana sommelier – che di eccellenze gastronomiche soprattutto del Friuli collinare e della Carnia, come formaggi e salumi ma anche dolci della tradizione. Il tutto coronato dal Caffè Illy e, mentre stava calando la sera, dalla festa finale, con tanto di Banda (di Fagagna), alla cantina I Comelli” di via Valle, punto logistico dell’intera manifestazione. E dove sono rientrati – accolti da beneauguranti Alberi di Natale fatti di grappoli appassiti di Verduzzo giallo, quelli che appunto danno l’Oro di Ramandolo – gli enoturisti che avevano partecipato ai vari tour organizzati in altre sei aziende del territorio: Andrea Comelli, Dario Coos, La Roncaia, Osteria di Ramandolo, country-house Ramandolo Club e ritrovo agrituristico Là di Cjapen. Diciotto i produttori protagonisti che ricordiamo, accanto a quelli già citati: Alessandro Coos, Anna Berra di Monai Ivan, Bressani Giuseppe, Claucigh Andrea, Cussigh Maria, Cussigh Pietro, Dri Giovanni – Il Roncat, Dri Mario, Filippon di Comelli Lorenzo, Micossi di Revelant Walter, Monai Gildo, Vigneti Pittaro, Vizzutti Sandro e Marco, Zaccomer Maurizio. Ai quali si sono aggiunti produttori, come in una sorta di “gemellaggio”, del Refosco di Faedis e dello Schioppettino di Prepotto, due prestigiose sottozone dei Colli orientali del Friuli che, quindi, hanno fatto festa con il Ramandolo, la cui denominazione di origine controllata e garantita (dimostrata con tanto di fascetta sul collo di ogni bottiglia) è la prima ad essere ottenuta nel Vigneto Fvg.

Tra grappe e formaggi. E non solo.

E mentre i vignaioli di Nimis – la fortunata manifestazione era stata organizzata dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank – tirano le somme della loro festa, in Friuli Venezia Giulia si vive, come dicevamo, la seconda e ultima giornata di Cantine Aperte a San Martino”, proposta ogni anno a metà autunno dal Movimento regionale turismo del vino. Come ricordavamo ieri su questo stesso sito che abbiamo dedicato alla vite e al vino della nostra regione, sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che anche oggi aprono le loro porte ai “wine lovers”. I quali potranno, dunque, approfittare proprio di questa bellissima giornata che ancora una volta ci regala la tradizionale “estate di San Martino”.

La Banda di Fagagna.

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In copertina, ecco il beneaugurante Albero di Natale fatto tutto con grappoli appassiti di Verduzzo giallo.

 

Al via Cantine Aperte a San Martino. Ed è sold out per “Oro di Ramandolo”

di Gi Elle

La mattinata si è presentata incerta e con piogge residue, ma le indicazioni meteo dell’Osmer sono incoraggianti per il pomeriggio, quando si prevede un diffuso miglioramento, e soprattutto per domani. Per cui dovrebbero essere buone anche le premesse per questa nuova edizione di “Cantine Aperte a San Martino”, la manifestazione enogastronomica d’autunno che s’incrocia con “Oro di Ramandolo” in programma soltanto nella giornata odierna a Nimis – ma è già sold out, vale a dire tutto esaurito –, mentre l’intera festa del Movimento turismo del vino si terrà ovviamente anche domani. Ma ecco alcuni dettagli.

CANTINE APERTE – Riecco, dunque, Cantine Aperte a San Martino”. Sono 37 le aziende del Friuli Venezia Giulia che apriranno le loro porte per un weekend tutto da gustare. Due giorni ricchi di iniziative che invitano a scoprire e apprezzare eccellenti vini e delizie gastronomiche. Le porte della cantine Fvg sono già aperte da stamane e lo rimarranno fino alle 18 (così anche domani) per visite e degustazioni, libere o su prenotazione. Alcune aziende organizzano anche cene e pranzi “A Tavola con il Vignaiolo”, in cui l’enogastronomia viene declinata in menù caratteristici da degustare direttamente nelle cantine, negli agriturismi e nei ristoranti della regione. In molte aziende gli ospiti troveranno il “Piatto Cantine Aperte a San Martino”, ovvero interessanti proposte di abbinamento cibo/vino per arricchire ulteriormente le degustazioni. Inoltre, ovunque ci saranno gli sfiziosi panificati Il Maggese/Novalis ingrado di coniugare gusto e salute.
Oltre alle interessanti proposte di degustazione vini in abbinamento a prodotti tipici del territorio e di stagione, nelle cantine potranno essere apprezzate anche altre interessanti esperienze artistiche come la pittura con la feccia del vino, incontri con artisti locali e mostre fotografiche, naturalistiche alla scoperta delle terre del Chiarò, storiche con visite ad Abbazie e bunker della Guerra Fredda, tradizionali come la torchiatura dell’uva passita con il torchio di legno. I vignaioli sono pronti ad accogliere gli enoturisti offrendo loro da 1 a 3 degustazioni gratuite mentre le successive, a discrezione di ogni singola azienda, potranno essere a pagamento.

Autunno nei vigneti di Rosazzo.

ORO DI RAMANDOLO – “Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, in programma appunto proprio oggi. Organizzato dai produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, si tratta di un tour enogastronomico che, fino al tramonto (ma anche dopo) , si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, diciotto vignaioli e numerosi artigiani del gusto. Moltissime le adesioni finora registrate, tanto che uno dei produttori protagonisti, Lorenzo Comelli (Filippon), ha annunciato raggiante,  già nella tarda serata di ieri, il “sold out”, appunto tutto esaurito.
Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco. Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo: tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati. L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto, special guest della manifestazione. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.

Etichette di Ramandolo Docg.

I VIGNAIOLI PROTAGONISTI

Alessandro Coos
Anna Berra di Monai Ivan
Bressani Giuseppe
Comelli Andrea
Claucigh Andrea
Cussigh Maria
Cussigh Pietro
Dario Coos
Dri Giovanni – Il Roncat
Dri Mario
Filippon di Comelli Lorenzo
I Comelli
La Roncaia
Micossi di Revelant Walter
Monai Gildo
Vigneti Pittaro
Vizzutti Sandro e Marco
Zaccomer Maurizio

Info sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394. I menù “A Tavola con il Vignaiolo”, l’elenco dei “Piatti Cantine Aperte a San Martino”, le esperienze proposte e tante altre informazioni per vivere al meglio l’evento sono disponibili su www.cantineaperte.info

Per altre informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel. 0432.289540 – cell. 348 0503700
info@mtvfriulivg.it

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In copertina, porte aperte nelle cantine Fvg per la tradizionale ricorrenza di San Martino.

A “Oro di Ramandolo” anche grandi vini da Faedis, Savorgnano e Prepotto

di Gi Elle

Ci saranno anche tre “special guest” – cioè ospiti speciali – nella grande giornata di “Oro di Ramandolo” in programma dopodomani, a Nimis. Faranno festa con il celebre Docg ottenuto sulle colline marnose ai piedi del monte Bernadia i vini bianchi di Savorgnano del Torre, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. A questi ultimi, due grandi rossi autoctoni che non temono confronti, sono state riservate specifiche sottozone, le quali nel tempo potrebbero preludere a due nuove denominazioni di origine controllata e garantita, che si aggiungerebbero, quindi a Ramandolo, ma anche a Picolit e a Rosazzo.
Un’ottima compagnia, quindi, per regalare agli enoappassionati che sceglieranno questa invitante meta nell’ambito della prima giornata di “Cantine Aperte a San Martino”, l’ormai affermata manifestazione autunnale organizzata dal Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia. Ma anche per fare festa con i produttori di Nimis che da alcuni anni organizzano la bella manifestazione, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di Civibank. Si tratta, come già annunciato, di un evento enogastronomico “itinerante” che, appunto sabato per tutta la giornata, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la famosa Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, più di altrettanti vignaioli e numerosi artigiani del gusto” che proporranno delle specialità con cui accompagnare le degustazioni.

Ecco il Refosco di Faedis…

… e lo Schioppettino di Prepotto.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede anche sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco, appunto di Faedis (noto anche come Refoscone) o dal Peduncolo rosso.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da alcuni pulmini messi a disposizione dall’organizzazione. Per cui le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”, prima del bivio per Ramandolo-Torlano) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo, in quanto tutte le degustazioni infatti, considerata anche la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati ai due famosi rossi “ospiti”: appunto, il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto (detto anche Ribolla nera). Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli, e il Caffè Illy.
Un programma più che invitante, dunque, per cui non resta che sperare in un miglioramento delle condizioni del tempo, che in questi giorni si è sbizzarrito con una vera e propria pioggia “a catinelle”. Come detto, se dovesse piovere, niente paura: tutto si terrà, opportunamente organizzato, al coperto. Ma ovviamente i  diciotto produttori del Ramandolo Docg impegnati nella manifestazione nutrono la fiducia che tutto andrà per il meglio.

Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa. Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 338 4656394.

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In copertina, grappoli di Verduzzo giallo fatti appassire per ottenere il prezioso Ramandolo Docg.

Tra colline e cantine dove a Nimis nasce l’Oro di Ramandolo

“Un vino di color oro, leggermente tannico, di corpo, amabile, con profumo di acacia, di frutta matura, molto equilibrato e piacevole”. Così sta scritto nel decreto ministeriale che dal 2001 ha consacrato il Ramandolo primo vino a Docg del Friuli Venezia Giulia. Nasce quindi proprio dal disciplinare di produzione il titolo – “Oro di Ramandolo” – di un evento promozionale di grande richiamo, che si svolge per tradizione nel sabato più vicino alla Festa di San Martino (che ricorre l’11 novembre). Data in cui, come afferma un antico adagio, “ogni mosto è vino”.
Fa eccezione però il Ramandolo Docg, che si ricava dai grappoli di Verduzzo giallo asciugati dal sole o lasciati appassire sui graticci. La torchiatura avviene normalmente tra fine ottobre e metà novembre, ed è il momento di festeggiare la chiusura dell’annata. Con questo spirito i produttori del Ramandolo Docg, coordinati dal Consorzio tutela vini Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con il Comitato festeggiamenti Ramandolo ed il sostegno di CiviBank, da alcuni anni organizzano il loro evento “itinerante”: un tour enogastronomico che, sabato 9 novembre, si snoderà tra colline e cantine ubicate a Nimis e nelle frazioni di Ramandolo e Cergneu. Quattro cantine (Andrea Comelli, I Comelli, Dario Coos e La Roncaia), la mitica Osteria di Ramandolo, una suggestiva country-house, il Ramandolo Club, ed il ritrovo agrituristico Là di Cjapen: in totale sono sette le tappe che ospiteranno sedici ristoratori, altrettanti vignaioli e due dozzine di “artigiani del gusto”.

Qui e sotto immagini del 2018.

Protagonisti, in abbinamento a gustosi assaggi (piatti di stagione e prodotti di territorio), il Ramandolo e gli altri pregiati vini bianchi e rossi prodotti in zona. In ogni location è prevista la colonna sonora con musica dal vivo. Per chi oltre ad assaggiare ha piacere di saperne di più, il programma prevede sei degustazioni guidate (a numero chiuso, su prenotazione) dedicate ai due vitigni “clou” del territorio: il Ramandolo Docg ed il Refosco.
Gli spostamenti di tappa in tappa verranno assicurati da una vera e propria “flotta” di pulmini messi a disposizione dall’organizzazione; le autovetture dovranno essere parcheggiate in via Valle a Nimis (cantina “I Comelli”) dove funzionerà la reception e dove, a partire dalle 11, si potrà ritirare “pass”, bicchiere e programma-menu. Il tour si svolgerà a prescindere dalle condizioni meteo (che al momento appaiono discrete): tutte le degustazioni infatti, considerata la stagione, si svolgono in ambienti chiusi e riparati.

L’aperitivo – bollicine del territorio e vini fermi di Nimis e di un gruppo di giovani produttori di Savorgnano del Torre – verrà abbinato alle eccellenze dell’agroalimentare friulano, a cominciare dai prosciutti di San Daniele e di Sauris. Non mancherà una selezione di formaggi abbinati a due rossi “ospiti”: il Refosco di Faedis e lo Schioppettino di Prepotto. Il gran finale sarà ospitato nella tappa di partenza (dai Comelli) con il buffet dei dolci, il “banco d’assaggio” con il Ramandolo Docg di tutti i produttori aderenti alla manifestazione, la celebre Grappa di Ramandolo della Distilleria Ceschia e il Caffè Illy. Gli organizzatori consigliano di prenotarsi per tempo presso tutti gli esercizi di ristorazione e i vignaioli che partecipano all’iniziativa.

Ulteriori informazioni sono disponibili in internet (www.orodiramandolo.it), sulla pagina Facebook Oro di Ramandolo oppure telefonando al numero 3384656394.

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In copertina, il caratteristico grappolo di Verduzzo giallo che dà il prezioso Ramandolo Docg.