A Sesto al Reghena le Città del vino Fvg aprono il ’22 nazionale di Duino Aurisina

(g.l.) E ora tutti pronti per dare il via a un anno speciale che vedrà protagonista a livello nazionale la carsica Duino Aurisina, ma anche tutto il Vigneto Fvg con le altre ventisette Città del Vino. Un anno che si prevede, fin d’ora, ricco di iniziative importanti, come il potenziamento degli eventi estivi – primo fra tutti quello agostano ormai consolidato di “Calici di Stelle” -, il coinvolgimento di produttori e consorzi Doc nel progetto della sostenibilità, la nuova cartellonistica nei Comuni aderenti. Inoltre, si lavorerà a un nuovo progetto di vendemmia turistica e alla candidatura di Gorizia – Città europea della cultura 2025 con Nova Gorica – affinché possa ospitare nel 2024, assieme a Gradisca d’Isonzo, il concorso enologico nazionale delle Città del Vino.

La bandiera alle Pro Loco.

Il segnale di partenza è stato dato ieri mattina a Sesto al Reghena, nel bellissimo auditorium Burovich, dove si è riunita l’annunciata assemblea regionale del Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino. La scelta del centro abbaziale per l’importante riunione è nata dopo l’adesione del Comune della Bassa Pordenonese all’Associazione, portando così il numero delle aderenti sul territorio regionale a quota 32 soggetti (28 Comuni e 4 Pro Loco, per un totale di quasi 150 mila abitanti dei centri interessati). Nuovo associato anche il Comune di Mariano del Friuli e tra le Pro Loco Buri di Buttrio, Mitreo di Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli di Bertiolo. E nelle prossime settimane aderirà il 29mo Comune regionale: Pocenia, nella zona Doc Friuli Latisana.
Più di un abitante su 10 del Friuli Venezia Giulia risiede in una Città del Vino e proprio da questo dato riparte l’attività dell’Associazione dopo un 2021 positivo, in cui sono stati realizzati diversi eventi enoturistici di richiamo nonostante la pandemia. Con un 2022 che, appunto, si prospetta ancora più ricco, tra nuovi appuntamenti e un’attenzione sia alla sostenibilità che all’educazione, coinvolgendo scuole, produttori vitivinicoli e consorzi Doc nei progetti. In più quest’anno il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina scelto come Città Italiana del Vino 2022, vera e propria “capitale” dell’enoturismo per quest’anno con una ricca serie di eventi che nei prossimi mesi interesseranno non solo il centro giuliano, ma anche il resto del territorio regionale.

Relatori e omaggio a Zambon.

Come rimarcato nel suo saluto a inizio lavori dal sindaco sestese, Marcello Del Zotto (presenti anche il vice Andrea Nonis e l’assessore al turismo Marco Luchin), con la cittadina dell’Abbazia si completa la rappresentanza di tutte le zone Doc regionali all’interno delle Città del Vino (in dote Sesto al Reghena porta quella finora mancante, la Lison Pramaggiore, che si aggiunge a quella delle Grave del Friuli). Il coordinatore regionale delle Città del Vino Tiziano Venturini (che è pure assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione) e il suo vice Maurizio D’Osualdo (prosindaco di Corno di Rosazzo e componente del consiglio nazionale delle Città del Vino) hanno tratto un bilancio del 2021 che nell’ordine ha visto la promozione del progetto Wine me (Erasmus per giovani nelle cantine), il corso per Agro tech specialist ovvero il viticoltore del futuro con il Mits del Malignani, i ricchi calendari delle rassegne estive Calici di Stelle – Un calice a teatro – Festival Vini e Gusti in musica che hanno coinvolto oltre 200 cantine e la firma della convenzione con l’Università di Udine per il progetto di sostenibilità ambientale, economica e sociale che punterà al rispetto degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Luca Sartori (Mariano) e Lorenzo Donda (Moraro) con Daniela Pallotta e Tiziano Venturini.

Come annunciato, ai lavori assembleari è intervenuto anche l’ex presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, che a novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica. Il presidente uscente (al quale sono stati donati vini della Cantina di Ramuscello e San Vito e di Duino Aurisina quale segno di riconoscenza per quanto fatto in maniera appassionata e competente alla guida dell’Associazione), che ha presieduto l’assemblea, ha rimarcato il valore che ha avuto il Friuli Venezia Giulia durante il suo mandato e il nuovo leader, Radica appunto, in collegamento telefonico, ha confermato che questa regione sarà uno degli elementi di punta del movimento italiano anche prossimamente.
C’è stato anche il primo intervento del neo Ambasciatore delle Città del Vino Francesco Marangon, professore all’Università di Udine, mentre Daniela Pallotta, sindaco del Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina scelto, come si diceva all’inizio, per essere la Città Italiana del Vino 2022, ha dato, assieme all’assessore Massimo Romita presente in sala, l’appuntamento alla primavera per l’avvio del programma tricolore. Il consigliere regionale Alfonso Singh, nel portare il saluto del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore Stefano Zannier, ha quindi rimarcato la vicinanza della Regione Fvg all’associazione e quindi all’intero settore vitivinicolo.

Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi.


È stata poi consegnata la bandiera delle Città del Vino non solo a Sesto al Reghena, ma anche delle citate Pro Loco, con l’intervento presidente regionale del Comitato Fvg, Valter Pezzarini, il quale ha auspicato l’adesione di anche altre associazioni nel breve periodo. A ricevere la bandiera i presidenti della Pro Loco di Duino Aurisina Elisabetta Mereu, di Bertiolo Marino Zanchetta e di Buttrio Emilio Bardus. Presente anche Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa della Delizia, la prima associazione di volontariato italiana ad aderire, già un decennio fa, alle Città del Vino.
Presenti in sala anche Josef Parente, gran maestro della Confraternita della Vite e del Vino del Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale, per la quale c’era anche il dottor Claudio Fabbro, e Gianluca Trevisan, presidente della cooperativa Cantina di Ramuscello, intervenuto assieme al direttore Rodolfo Rizzi, che è pure presidente di Assoenologi Fvg.

Infine un aspetto dell’auditorium.

Ecco i 28 Comuni Fvg aderenti alle Città del Vino: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, la consegna della bandiera delle Città del vino al Comune di Sesto al Reghena.

 (Foto Francescutti, Fabbro e Rizzi)

“Gusti Off”, i sapori della Mitteleuropa da oggi a domenica invitano a Gorizia

“Gusti Off. Tutti i sapori della Mitteleuropa” da oggi nel capoluogo isontino. La soddisfazione di vedere come Gorizia, attraverso “Gusti Off”, dimostri e confermi quella vitalità e quello spirito di ripresa messi in luce in occasione dell’aggiudicazione assieme a Nova Gorica del titolo di Capitale europea della Cultura 2025. Questo il concetto – come riferisce Arc – che aveva espresso l’assessore regionale alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, nel corso della presentazione della rassegna, evento enogastronomico che si terrà fino a domenica 26 settembre con 60 stand da Austria, Slovenia, Francia e Italia.
Come ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga, aver organizzato la manifestazione seguendo al massimo livello le misure di sicurezza da un punto di vista sanitario rappresenta un valore aggiunto affinché la partecipazione delle persone avvenga, a garanzia della salute di tutti, in maniera rispettosa delle regole previste per la prevenzione al contagio da Covid. Altro punto di forza di “Gusti Off”, secondo il rappresentante dell’Esecutivo regionale, è quello essere stati capaci di proporre, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, un’offerta di respiro internazionale ispirata alla cucina europea.
L’evento, come ha spiegato l’assessore, si inserisce in una fase di forte ripresa del settore turistico per il Friuli Venezia Giulia: numeri record che superano addirittura quelli pre-Covid del 2019. Un trend positivo che ha trovato impulso anche dagli oltre 100 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Fvg per il comparto: a partire dai fondi per l’ammodernamento degli impianti e delle strutture ricettive, in attesa della prossima fase di investimenti legata alla programmazione comunitaria e al Piano nazionale di ripresa e resilienza. In sostanza, una regione che sta correndo, grazie a un’iniezione strategica di risorse e allo snellimento delle procedure burocratiche, affinché i progetti si trasformino prima possibile in fatti.

Il Castello simbolo di Gorizia.

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In copertina, il logo della manifestazione enogastronomica.

Enogastronomia e cultura a Gorizia nel Salotto del Gusto

Il Salotto del Gusto celebra il connubio tra enogastronomia e cultura in una città come Gorizia dove palazzi aperti, monumenti e arte fanno da cornice a uno degli eventi top del Friuli Venezia Giulia, centrale per la promozione dell’intero territorio regionale”: così l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha definito ieri mattina questa “finestra” culturale che anticipa e affianca “Gusti di Frontiera” e che avrà la sua anteprima domani, al Castello di Gorizia con un workshop intitolato proprio “Il cibo è cultura”.
Uno spazio culturale che avrà il suo cuore in piazza Sant’Antonio, dove si avvicenderanno approfondimenti sull’imprenditorialità agroalimentare e vitivinicola locale con l’interpretazione del cibo da parte di chef blasonati, tra i quali il re delle farine e dei lieviti, il gastronomo Antonio Lamberto Marino e il maestro pasticcere Damiano Carrara, che saranno presenti all’inaugurazione della manifestazione giovedì 26 settembre. Uno spazio in cui si tenterà di ritrovare le identità locali attraverso i prodotti tipici, ma anche di sperimentare le contaminazioni che il concetto di frontiera, di cui Gorizia è emblema, ha insite in sé. Per questo Bini ha principalmente attribuito all’evento “la capacità di contaminare le ricchezze enogastronomiche con il contesto storico e culturale cittadino”, tanto da leggervi un “buon auspicio per la candidatura di Gorizia e Nova Gorica a capitale europea della Cultura”, il ruolo rivestito quest’anno dalla lucana Matera. “Gorizia si sta dimostrando una città vitale e in crescita – ha evidenziato ancora l’esponente della Giunta Fedriga – capace di anno in anno di innalzare la qualità dell’evento, facendone uno degli appuntamenti di punta regionali anche in considerazione della sua forte capacità attrattiva nei confronti dei visitatori provenienti dall’estero”.
Alla presentazione, oltre a Bini e, tra gli altri, il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha preso parte anche il direttore generale di PromoTurismoFvg, Lucio Gomiero, che ha evidenziato come i turisti sempre più cerchino l’identità di un territorio anche attraverso l’autenticità della sua offerta enogastronomica. C’erano anche, l’assessore comunale ai Grandi Eventi Arianna Bellan, il vicepresidente di Fondazione Carigo Georg Meyr, il vicepresidente del Consorzio Collio Giordano Figheli, il presidente Associazione Produttori Rosa di Gorizia Valentina Brumat, il presidente Associazione Produttori Ribolla di Oslavia Martin Fiegl e il delegato Onav Gorizia Marco de Savorgnani.

La conferenza stampa a Gorizia.

Ricchissima di proposte dunque anche quest’anno la prestigiosa “finestra” culturale di “Gusti di Frontiera”: il “Salotto del Gusto” rinnoverà il suo ruolo di spazio di approfondimento e incontro con la cucina, i suoi prodotti e le materie prime, tra chef blasonati, personaggi del mondo enogastronomico e culturale, artisti, dibattiti, live cooking e degustazioni gratuite. Immutata la location, quella di piazza Sant’Antonio, mentre il filo conduttore ruoterà intorno alla dimensione del cibo e del vino quali espressioni dell’identità culturale del territorio.
Come si diceva, a precedere il Salotto un’iniziativa calendarizzata domani 18 settembre, alle 9, nella sala del Conte del Castello di Gorizia sul tema dell’imprenditorialità eno-gastronomica. “Il cibo è cultura” – questo il titolo del workshop a ingresso libero a tutto il pubblico interessato – propone un focus sui protagonisti locali dell’agroalimentare e del vitivinicolo. Presenti imprenditori e produttori locali (tra cui Il Consorzio Collio, l’Associazione Rosa di Gorizia, Goriziana Caffé, Orto in Tasca, Panificio Jordan e Molino Tuzzi, PizzaMagic, Ciemme Liquori, Strada del Vino e dei Sapori, Sodexo, Ardiss, Apro, IAL, Ad Formandum) che presenteranno la loro case history per spiegare come cibo e vino rappresentino a tutti gli effetti un patrimonio culturale. Il confronto, moderato dal direttore del settimanale Il Friuli, Rossano Cattivello, prevede anche la presenza di giornalisti di settore, opinion maker, che insieme si confronteranno su una serie di linee tematiche, iniziative utili anche nella prospettiva della citata candidatura Nova Gorica/Gorizia 2025.

Damiano Carrara

Tra le iniziative che precederanno la kermesse, martedì 24 settembre è programmato poi nelle cucine dello studentato universitario di Gorizia per il Salotto Off un laboratorio sul cibo a km zero e la valorizzazione del territorio a cura delle associazioni Adis e Sodexo con lo chef Roberto Franzin. Al “Salotto del Gusto” si altereranno dibattiti e laboratori con momenti di “live cooking” e il racconto delle espressioni culturali e agroalimentari della regione. Focus della prima giornata, giovedì 26, la panificazione e le farine per raccontare l’identità di un territorio.
Dopo la cerimonia inaugurale, prevista alle 18 con il taglio del nastro da parte della giovane cantante goriziana Tish – tra le più amate protagoniste dell’ultima edizione del talent show “Amici”, che si esibirà in concerto nella stessa serata alle 21.30 (ingresso libero) – spazio ad una delle  presenze più attese al Salotto 2019, quella dello chef Antonio Lamberto Martino, universalmente riconosciuto come “Il Re dei lieviti”, che sarà protagonista di un laboratorio con le farine proposto nell’ambito degli attesi laboratori con celebrity chef. Gastronomo, panificatore, critico gastronomico e tecnico della degustazione Mediterranea, Antonio Martino è un profondo conoscitore della materia prima e del cibo inteso come collocazione territoriale. È salito alla ribalta televisiva con la partecipazione al contest “Bake Off Italia” ed è attualmente giudice alla “Prova del cuoco” su Rai1.
A precedere il laboratorio, con le preparazioni dal vivo di focaccia e base per pizza farcita, l’Area Talk ospiterà l’incontro con il Maestro Antonio Lamberto Martino (ore 19) “Il pane siamo noi” mentre a suggellare la sua presenza un collegamento video con Matera, Città Europea della cultura 2019: un momento intimamente legato al tema della giornata, vista la fama internazionale di cui godono il pane e i panificatori lucani ma anche di buon auspicio per la candidatura di Gorizia e Nova Gorica 2025.

Tish taglierà il nastro.

Tema della giornata di venerdì sarà la tradizione dolciaria locale e mitteleuropea. Dopo un focus sullo storico ”Tirime Su – Coppa Vetturinoeccellenza mondiale del nostro territorio, e il suo abbinamento con il vino (celebrato in un incontro con Antonio Paoletti Presidente della Cciaa Venezia Giulia, Davide Iannis, presidente Consorzio Culturale del Monfalconese – Ecomuseo Territori, Flavia Cosolo testimonial Tirime Su Coppa Vetturino, Marco Fragiacomo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario “Giovanni Brignoli” di Gradisca d’Isonzo, con la conduzione di Adriano del Fabro), ancora la presenza di uno chef blasonato, il pastry chef Damiano Carrara. Attuale giudice del talent show di pasticceria “Bake off Italia”, il lucchese Carrara ha trovato fama immediata negli Stati Uniti, e precisamente in California, dove ha aperto il Carrara Pastries. Carrara – che ha al suo attivo due libri di ricette Dolce Italia e A Taste of Italy – sarà intervistato pubblicamente da Marina Presello e condurrà un laboratorio di pasticceria. Spazio nella giornata di sabato anche al Premio Ettore Romoli (ore 20) e chiusura di giornata con lo show-cooking dello chef Uroš Fakuč e la degustazione di gubana con i vini del Consorzio Collio.

Numerosi altri show-cooking e incontri, anche con importanti produttori e chef del territorio, si succederanno nelle giornate di sabato e domenica. In particolare, focus della giornata di sabato saranno il latte e i suoi derivati, dove non poteva mancare uno spazio dedicato ad uno dei piatti “cult”, rivisitato per omaggiare la manifestazione Gusti di Frontiera: il Frico! A celebrare il piatto e le sue infinite declinazioni e contaminazioni lo chef stellato Emanuele Scarello che introdurrà un contest basato sulla rivisitazione del Frico: gli chef Riccardo Gaspari e Michela Fabbro omaggeranno con le loro creazioni i Paesi partecipanti a Gusti di Frontiera, ispirando a loro le loro elaborazioni del celebre piatto. A degustare stampa specializzata e pubblico.
Domenica all’insegna di alcuni dei più rappresentativi presidi Slow food del territorio quali la Rosa di Gorizia. Il Collio e i suoi vini saranno protagonisti con la presentazione del libro “Storie di vino e di Friuli” di Matteo Bellotto con degustazione a cura del Consorzio Tutela Vini Collio e un focus sulla Ribolla di Oslavia. Ad entrambe le degustazioni la presenza dello chef Giorgio Giambelli.

Emanuele Scarello

“Gusti di Frontiera”, la più grande e frequentata kermesse enogastronomica del Nordest, è promossa dal Comune di Gorizia con il contributo della Regione FVG, della Camera di Commercio della Venezia Giulia e della Fondazione Carigo.

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In copertina, lo chef Antonio Lamberto Martino a tutti noto come “Il Re dei lieviti”.