Confagricoltura Fvg, mais coltura da reddito: domani incontro a Basiliano

Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl, in collaborazione con il Collegio nazionale dei periti agrari hanno organizzato, per domani 26 marzo, alle ore 15, nei locali del Consorzio Agrario di Basiliano, un incontro tecnico dal titolo: “Mais, una coltura da reddito. Risultati e proposte per la nuova campagna di semina”. Nel 2024, in Friuli Venezia Giulia, sono stati destinati alla coltivazione del mais oltre 33.700 ettari per una produzione di granella pari a più di 192.200 tonnellate.
Con la moderazione di Alberto Vendrame, del Coordinamento Giovani Agricoltori di Confagricoltura Fvg, dopo i saluti istituzionali del presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina, terranno i loro interventi: Maurizio Martinuzzi (“Risultati delle prove mais 2024 in regione”) e Raffella Petris (“La biodiversità microbica e il suo ruolo nella sostenibilità in agricoltura- Progetto Cedric”), dell’Ersa; Massimo Andreotti di Cifo (“Cambiamento climatico: biostimolanti per piante in condizioni avverse”) e Andrea Cazzaniga di Netafim (“Le soluzioni innovative per un’irrigazione di precisione”).
Un focus, quindi, di sicuro interesse per gli imprenditori agricoli che saranno informati sui dati della campagna mais appena conclusa (confronto varietale, pratiche di diserbo, fertirrigazione, monitoraggio delle micotossine e dei fitofagi) potendo così orientarsi al meglio per quella nuova, ormai alle porte.

L’incontro rientra nell’ambito della programmazione Sissar 2025 ed è a partecipazione gratuita, ma con prenotazione obbligatoria, ai seguenti recapiti: telefono 0432.507013; email: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it; oppure google moduli: https://forms.gle/LgNeGoy8TyrCDiX47.

Dati produttivi, mais e materie prime in tre rapporti Ersa sull’agricoltura Fvg

Importante giornata per l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia. Come già annunciato, questo pomeriggio, alle 17.30, a Grions del Torre, in Comune di Povoletto, nella sede dell’Associazione “Giusto Caenazzo”, l’Ersa presenterà i risultati dei tre rapporti elaborati dall’Ufficio statistica: “Rapporto 2021 sulla congiuntura del settore agricolo in Friuli Venezia Giulia”, “Il settore maidicolo in Friuli Venezia Giulia: storico dati dal 2011 al 2021 e indagine sul 2021” e “Gli scambi commerciali e l’andamento dei prezzi delle materie prime agricole: la situazione in Italia e in Friuli Venezia Giulia in relazione al conflitto russo-ucraino”.
Il primo documento illustra i risultati conseguiti dall’agricoltura e della zootecnia in regione nel 2021. Il secondo è una monografia sul mais ed è articolato in due parti: la prima presenta una “desk research” attinente a superfici, produzioni e scambi commerciali a livello mondiale, europeo, nazionale e regionale; la seconda espone i risultati di un’indagine condotta sul territorio e gli esiti di un “focus group” organizzato con diversi soggetti operanti nel comparto maidicolo. Il terzo rapporto, infine, analizza la situazione del comparto agroalimentare italiano e regionale derivante dalle conseguenze verificatesi a seguito dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina.
All’incontro – organizzato sotto la supervisione dell’assessore comunale all’agricoltura, Lisa Rossi – interverrà il titolare regionale delle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e montagna, Stefano Zannier, che trarrà le conclusioni. I lavori saranno invece introdotti dal direttore generale dell’Ersa, Francesco Miniussi, mentre i tre rapporti saranno presentati a cura di Laura Zoratti e Daniele Rossi (Ufficio statistica Settore sviluppo rurale), con la moderazione del direttore Ssr, Daniele Damele. La giornata terminerà con una degustazione di prodotti tipici regionali. La partecipazione è aperta a tutti e gratuita.Seguirà una degustazione con prodotti tipici regionalirti presentati saranno successivamente scaricabili dal sito www.ersa.fvg.it

 

Grano, mais e soia: quotazioni in salita spinte dalle tensioni internazionali

In un clima di preoccupanti tensioni internazionali, acuite dalla grave crisi ucraina, prosegue la corsa verso l’alto dei futures relativi alle principali materie prime agricole. Nelle ultime ore si è registrato un aumento che sfiora il 10 per cento per il grano, mentre per mais e soia l’incremento è, rispettivamente, del 5 e del 4 per cento.

Philip Thurn Valsassina


«Sull’andamento delle quotazioni – sottolinea Confagricoltura nazionale in una sua nota che è stata immediatamente fatta propria dalla delegazione regionale del Friuli Venezia Giulia presieduta da Philip Thurn Valsassina – incide prima di tutto il blocco dell’attività nei porti dell’Ucraina. I mercati riflettono l’assoluta incertezza sui tempi e sulle modalità per la ripresa delle esportazioni di prodotti agricoli. Sale, inoltre, la tensione nei Paesi che sono i principali destinatari dei cereali prodotti in Ucraina e nella Federazione Russa. È il caso dell’Egitto e della Tunisia, dove le scorte disponibili sono in grado di coprire il fabbisogno interno fino a giugno. Inoltre, sono state riviste al ribasso le previsioni relative ai raccolti di cereali in Argentina e Brasile a causa di una stagione particolarmente secca. Alla cerimonia di apertura del Salone Internazionale dell’Agricoltura, in corso a Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato un piano di resilienza per l’agricoltura in ambito europeo e nazionale, per arginare l’impatto della crisi in atto. A nostro avviso, il piano dovrebbe puntare in due direzioni: sostenere i redditi degli agricoltori tagliati dalla crescita dei costi di produzione e salvaguardare il potenziale produttivo del sistema agroalimentare europeo. La riduzione della produzione avrebbe effetti particolarmente negativi sull’inflazione».
Confagricoltura Fvg rileva inoltre che, per quanto riguarda i cereali, stando agli ultimi dati della Commissione, la produzione negli Stati membri della Ue si è attestata a 291 milioni di tonnellate nella campagna di commercializzazione 2021-2022, con un aumento del 4 per cento sulla media quinquennale. Grazie a questi livelli di produzione, le esportazioni di grano verso i Paesi terzi hanno superato in valore i 7 miliardi di euro nel 2020.

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In copertina, un essiccatoio di mais in uso nel Friuli Venezia Giulia.

Soia ormai prima in Fvg. Il Consorzio agrario: occhio alle speculazioni prezzi

Superato il solstizio d’estate, è tempo di fare il punto anche per il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, prima azienda del settore primario regionale, con 25 centri di raccolta e tre essiccatoi di lavorazione capaci di stoccare 1,4 milioni di quintali di cereali.

Davide Bricchi


Archiviato un primo semestre positivo, in linea con l’anno scorso nonostante i mesi di aprile e maggio non siano stati dei più favorevoli e abbiano causato anzi la perdita di alcune semine, il direttore generale Davide Bricchi, assieme al responsabile del settore ammassi Daniele Diamante, guarda in prospettiva alle dinamiche internazionali che immancabilmente influenzeranno anche l’agricoltura regionale. «L’ultimo anno – spiega – è stato caratterizzato da forti tensioni sui mercati internazionali sia per i cereali che per la soia. Le ragioni? Da un lato l’andamento climatico avverso, dall’altro l’aumento dei consumi registrato soprattutto in Cina, causa quest’anno di un’ulteriore erosione del -7,7% delle scorte mondiali, il più basso dell’ultimo quadriennio, record negativo destinato a crescere considerata la previsione di un aumento dei consumi di cereali in questo 2021, stimata in 2,1 milioni di tonnellate, +1,3% rispetto alla campagna 2017-2018». Andamento climatico, aumento dei consumi e viceversa calo delle scorte sono sfociati in un’impennata dei prezzi che non sembra destinata a terminare. Favorevole (ma rischiosa) per gli agricoltori, deleteria per gli allevatori, che devono fare i conti con l’ennesimo aumento dei costi.
In Fvg, ricordiamolo, la superficie a seminativi è di 120mila ettari totali 50mila dei quali a soia, che si afferma per superfici la prima coltura, seguita da 48mila ettari a mais per finire con grano, orzo, sorgo, girasole e colza principalmente.
«Negli ultimi mesi – fa sapere ancora Bricchi – mais e soia hanno subito fortissime oscillazioni dei prezzi, con rialzi che hanno superato il 50% del loro valore nei momenti di picco per attestarsi intorno a una media del +40%». A incidere non sono stati solo il clima e l’andamento dei consumi. «Hanno pesato molto logiche speculative, legate alla grande liquidità presente sui mercati finanziari e al ristagno dell’economia causato dal Covid. In questo contesto, le materie prime sono diventate il bene rifugio per gli investitori, che hanno riparato sulle derrate agricole, ma anche sui metalli quali ferro e rame. «In questo contesto – sottolinea Diamante – il Consorzio ha svolto e sta svolgendo un ruolo strategico, cercando di accompagnare i suoi 2.200 soci con un mix di formule contrattuali e ai contratti di precampagna – +120% quelli stipulati per la soia -, nei quali il prezzo viene fissato ex ante, affianca contratti in fase di raccolta e anche post, così da spalmare il rischio». Logica opposta alle vendite spot sul mercato, dove il rischio invece diventa molto alto. «Agli agricoltori consigliamo di affidarsi a noi – conclude Diamante – perché giocare con le oscillazioni del mercato comporta un rischio altissimo». Il futuro? L’auspicio di Bricchi è che «la ripresa economica sposti l’interesse degli investitori e che insieme alle buone stime produttive porti a un riequilibrio delle quotazioni riducendo le forti oscillazioni degli ultimi mesi e confermando prezzi che diano la giusta remunerazione alle aziende con l’arrivo del nuovo raccolto».

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In copertina, la coltura della soia in Friuli Venezia Giulia è leader.

 

Il riconoscente addio del Rojale a una delle sue ultime maestre cartocciaie

di Giuseppe Longo

L’artrosi che l’affliggeva da tempo l’aveva costretta a lavorare meno e, alla fine, anche quelle mani abilissime hanno dovuto arrendersi. Ma quanto hanno prodotto e insegnato proprio quelle piccole mani! Così tanto che fino a qualche anno fa hanno collaborato anche con la Pro Loco di Reana per animare i corsi di “scus”, le foglie – scientificamente brattee – che ricoprono le pannocchie di granoturco e che Diana Facile sapevano trasformare in sporte e tanti oggetti utili e simpatici, belli per decorare la casa. Era una delle ultime e più brave maestre cartocciaie del Rojale. Se n’è andata improvvisamente, a 84 anni, essendo nata nel 1936 quasi alla vigilia dell’ultima guerra che ha insanguinato anche il nostro Friuli. Viveva a Remugnano e i funerali saranno celebrati domani, alle tre del pomeriggio, nella Chiesa parrocchiale di Rizzolo cui anche questa frazione fa riferimento. Diana si è spenta a pochi giorni dal Natale, la festa dei presepi, quelli realizzati proprio con quegli “scus” che anche lei, artigiana di prim’ordine, sapeva intrecciare e modellare creando Natività piene di poesia e suggestione. Partendo da una materia prima umile, praticamente uno scarto produttivo della coltivazione del mais che oggi, con la raccolta meccanica della granella, viene triturata già sul campo.
«Per garantirsi un’entrata in più, anche la famiglia di Diana – racconta Renata Barborini, segretaria della Pro Rojale – si dedicava alla produzione di sporte e manufatti in “scus” e lei, fin da piccola, aveva imparato a preparare la “corda” che veniva utilizzata la sera dalle donne che si riunivano nelle stalle per la lavorazione. La passione per il cartoccio l’ha poi condotta a Rizzolo dove, una volta acquisito ed affinato le tecniche, seguendo gli insegnamenti di un maestro molto creativo, ha proseguito il lavoro dedicandosi all’intreccio ed alla produzione di opere decorative, come le famose bamboline».
Ma questo era soltanto il primo passo per Diana Facile, la quale è poi entrata a far parte della Cooperativa dei cartocciai friulani, unica esperienza nel suo genere, creata da quel don Mario Fabrizio che il Rojale ricorda con affetto e gratitudine per essersi battuto per la tutela delle donne lavoratrici. «Vi è rimasta – riprende Renata Barborini – fino alla sua chiusura, producendo tanti manufatti di pregio. Il carattere forte, la determinazione e l’intraprendenza l’hanno sempre contraddistinta e guidata nelle sue scelte di vita. Dopo il terremoto, si è dedicata anche all’insegnamento delle tecniche dell’intreccio alle donne sfollate a Lignano ed in seguito, con il sostegno di diversi Comuni della Pedemontana, ha partecipato a all’istituzione di diversi corsi di formazione professionali».
Ma anche per la Cooperativa cartocciai, purtroppo, era giunta l’ora del tramonto. E alla sua chiusura, avvenuta nell’ormai lontano 1987, Diana Facile, divenuta artigiana, ha intrapreso un’attività sempre inerente alla lavorazione del cartoccio, continuando ad affinarne le tecniche. «Di quel periodo – ricorda ancora la segretaria della Pro Loco – sono copie di quadri famosi ed immagini sacre realizzate proprio con le foglie del mais, che abbiamo avuto il piacere di ammirare anche alla mostra “Maraveis di scus”, che assieme alle colleghe cartocciaie ha presentato nel 2015 alla Vetrina del Rojale. Negli anni successivi ha insegnato l’arte del cartoccio agli alunni dell’Istituto per disabili di Fraelacco, collezionando soddisfazioni per i tanti apprezzamenti ricevuti».
Ma ecco la sua collaborazione con la Pro Loco, soprattutto per trasmettere il suo sapere alle nuove generazioni al fine di assicurare una pur minima continuità a questo importante artigianato, che oggi è anche artistico, partendo proprio da un sottoprodotto del mais. «Diana le ha assicurato un prezioso apporto – conclude Renata Barborini – sin dalla sua creazione divenendone socia attiva, esponendo i suoi manufatti nella Vetrina del Rojale e seguendo, con le altre maestre cartocciaie, i corsi di intreccio istituiti ogni anno dall’associazione stessa, fino a quando le condizioni di salute gliel’hanno permesso. Curava, inoltre, personalmente il suo splendido giardino che è stato ammirato, assieme alle sue opere, durante la tappa di un’edizione recente del RojalTour, che avevamo organizzato proprio alla sua dimora per renderle omaggio. E oggi che lei non c’è più un pensiero di cordoglio e partecipazione va anche alla sua famiglia da parte della nostra Pro loco, ma pure di tutto il Rojale. Mandi Diana!».

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In copertina, Diana Facile accanto al telaio di una sporta in lavorazione.