Città del vino, la bandiera a Muggia brindando con la “Malvasia in porto”

«Qui non si producono i grandi numeri, ma prodotti di altissima qualità: il nostro compito è farli conoscere in un territorio così bello e variegato, che può far assaporare al turista, e allo stesso cittadino del Friuli Venezia Giulia che non conosce ancora determinate peculiarità, prodotti unici. Non solo dobbiamo andare orgogliosi delle piccole eccellenze del nostro territorio, ma farne il perno della nostra offerta turistica». Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, inaugurando a Muggia la quarta edizione di “Malvasia in porto”.

«L’enoturismo è in crescita – ha osservato Roberti nella piazzetta di Porto San Rocco -, ma anche il turismo cosiddetto di massa ormai cerca di scoprire l’entroterra delle grandi località balneari: visto che il piccolo produttore ha spesso difficoltà a farsi promozione, ecco che il lavoro di rete e di squadra diventa fondamentale. Quindi – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – grazie al Gal Carso e all’associazione Città del vino può diventare strumento di questa azione: la Regione, attraverso PromoTurismoFvg e la Direzione Risorse agroalimentari, è vicina per sostenere una promozione che, anche attraverso il marchio “Io sono Fvg”, dia un’immagine compatta ma rispettosa delle peculiarità della regione nel mondo».
Assieme a quattro artigiani panificatori, trentaquattro viticoltori giunti da Carso, Breg, Istria e da altri territori hanno presentato in degustazione una propria versione della Malvasia, vitigno autoctono del territorio attorno a Trieste che produce un vino secco, non aromatico a bacca bianca. “Malvasia in Porto” nasce per organizzazione del Gal Carso nel 2019 con l’obiettivo di promuovere il settore enogastronomico a lavorare con vini e prodotti locali, realizzati da piccole aziende, che ancora si basano sul lavoro manuale in vigna e, in cucina, trasformano materie prime rispettose dell’ambiente e dedicate a sfornare aromi che evocano convivialità e radici. Quest’anno “Malvasia in Porto” ha beneficiato anche del sostegno del Comune di Muggia, della Regione Fvg e dell’Associazione Viticoltori del Carso.
Durante l’inaugurazione, alla quale sono intervenuti il presidente del Gal David Pizziga e il vicesindaco Nicola Delconte, si è tenuta anche la consegna della bandiera Città del vino Fvg al Comune di Muggia: il coordinatore regionale dell’associazione che riunisce 35 Comuni del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, ha consegnato i simboli del sodalizio al sindaco Paolo Polidori. Si tratta della terza bandiera delle Città del Vino nel territorio di Trieste, dopo Duino Aurisina-Devin Nabrežina e San Dorligo della Valle-Dolina, assegnata dall’associazione che opera per sostenere e sviluppare le qualità delle produzioni e dei territori delle città tramite iniziative e servizi nel campo della tutela, del sostegno allo sviluppo, della promozione e dell’informazione.

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In copertina, Venturini appunta la spilla delle Città del vino al sindaco Polidori; all’interno, immagini della consegna della bandiera di Città del vino Fvg al Comune di Muggia presente l’assessore Roberti.

“Io sono Fvg”, le eccellenze marchiate ora voleranno sulle ali di Ita Airways

«Io Sono Friuli Venezia Giulia vola con Ita, così si può coniare questa un’iniziativa che veicolerà l’immagine e i prodotti della regione a livello internazionale e che si affida alla potenza di un chiaro ed efficace messaggio che da oggi diventa la speciale livrea di un aereo di linea di Ita Airways».  Lo ha detto ieri il presidente Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso della presentazione dell’Airbus A320 di Ita Airways “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, che per i prossimi 18 mesi volerà nei cieli d’Italia e d’Europa facendo conoscere il “marchio” delle nostre eccellenze, tra le quali un posto di primo piano è rappresentato dai prodotti agroalimentari e dall’offerta turistica. All’evento, tra gli altri, ha partecipato anche l’amministratore delegato di Ita Airways, Fabio Maria Lazzerini.
Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, questo è l’ennesimo obiettivo conseguito dal progetto messo in atto dall’inizio della legislatura, ovvero quello di uniformare la promozione della regione sotto un unico marchio, senza frammentazioni che alla fine risultavano poco producenti, oltre che dispersive dal punto di vista della spesa. «Abbiamo voluto fare sistema e ci siamo riusciti, strutturando – ha sottolineato il governatore Fvg – una sinergia tra tutti gli attori coinvolti: nella fattispecie tra l’Amministrazione regionale, PromoturismoFvg e Trieste Airport. Una politica, che, come dimostrano i numeri relativi ai flussi turistici in regione, sta dando ottimi risultati e che ha portato il Friuli Venezia Giulia a essere una delle regioni uscite meglio negli indicatori economici dall’emergenza pandemica».
Come ha rimarcato Fedriga, questa collaborazione con Ita comprende anche l’applicazione di un QR code sia all’esterno delle porte di ingresso dell’aereo sia a bordo (sulla parte posteriore dei sedili e a partire da gennaio), riprendendo il claim legato al viaggio e rimandando al sito “www.turismofvg.it/it/vola-in-friuli-venezia-giulia”, in cui si trova una panoramica illustrativa di esperienze, proposte di itinerari, cultura, outdoor ed enogastronomia, con una sezione interamente dedicata alla pianificazione di un tour alla scoperta del Friuli Venezia Giulia.
«Il messaggio “Io Sono Fvg” – ha concluso il governatore – risponde a una strategia di medio periodo, all’interno della quale possiamo già essere orgogliosi di veder crescere costantemente, anno dopo anno, i numeri non solo dei turisti, ma anche della vendita dei nostri prodotti enogastronomici e, elemento tutt’altro che trascurabile, di tutto il merchandising correlato».

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In copertina, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga con l’amministratore delegato di Ita Airways, Fabio Maria Lazzerini.

“Sapori Pro Loco”, un avvio super premia il lavoro di oltre 400 volontari Fvg

Molte migliaia di persone nei primi due giorni di “Sapori Pro Loco tipicità gusto tradizione” a Villa Manin di Passariano, dove si sono visti al lavoro oltre 400 volontari. La grande festa enogastronomica è stata inaugurata ufficialmente domenica mattina: si tratta della 19ma edizione, che permetterà anche nel prossimo fine settimana di degustare le specialità, piatti e vini, del Friuli Venezia Giulia. Dopo due edizioni perse a causa dell’emergenza sanitaria, Valter Pezzarini presidente del Comitato delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, ha dunque sancito la definitiva ripartenza del movimento che si fonda sull’amore e sulla passione per le proprie comunità di migliaia di volontari sparsi sul territorio regionale.

Antonino La Spina

Valter Pezzarini

Assieme a lui nel taglio del nastro il presidente nazionale delle Pro Loco d’Italia Antonino La Spina e Monica Viola, presidente Pro Loco Trentino, realtà che da anni collabora con quella del Friuli Venezia Giulia. Per la Regione Fvg è intervenuto Piero Mauro Zanin presidente del Consiglio regionale assieme al sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti, e al direttore del Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio dell’Erpac Fvg, Guido Comis, e a Claudio Filipuzzi, presidente Agrifood – “Io sono Fvg”. Presentazione della giornalista Alexis Sabot e allietamento musicale della Banca di Pozzuolo del Friuli.
Non meno di 20 mila persone sono dunque arrivate a Sapori Pro Loco nelle prime due giornate. Basti pensare che alcuni chioschi già nella sera di sabato avevano chiuso anzitempo per aver finito le pietanze a disposizione, vista la così elevata affluenza favorita anche dal bel tempo. In totale sono 22 le Pro Loco che hanno proposto – e lo faranno anche nel prossimo weekend – 55 piatti tipici più vini e birre da varie parti del territorio del Friuli Venezia Giulia. Come detto, oltre 400 i volontari all’opera che si rimetteranno al lavoro il 20, 21 e 22 maggio sempre all’insegna dei prodotti del territorio con marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” e all’attenzione all’ambiente, visto che Sapori Pro Loco ha il marchio di EcoFesta.

Una beneaugurante polenta…

«Un avvio molto positivo – ha affermato il presidente del Comitato regionale Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Valter Pezzarini – in cui voglio sottolineare il grande impegno dei 400 volontari coinvolti nella manifestazione e la grande tranquillità e pazienza delle persone che vengono a visitarci. L’avvio del primo giorno con oltre 10 mila persone ci fa ben sperare anche per il prossimo weekend. Grazie anche alle istituzioni e agli sponsor che ci sono vicini. Il segreto di Sapori Pro Loco? La qualità della proposta. Chi viene poi vuole tornare. Questo è il miglior biglietto da visita per le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, come mi ha confermato la foto di una famiglia austriaca in visita, attratta dalle belle parole che aveva letto sulla nostra manifestazione».
«Oggi da Villa Manin e da Sapori Pro Loco parte un messaggio a tutta Italia: le Pro Loco ci sono con passione e impegno nella fase della ripartenza. – ha aggiunto il presidente nazionale Pro Loco Unpli, Antonino La Spina, che ha anche lodato la sinergia tra Regione Fvg e Comitato regionale Pro Loco -. Dopo un periodo dì avversità in cui i nostri volontari, a partire da quelli del Friuli Venezia Giulia che sono da modello per la loro tenacia, hanno risposto ai bisogni delle loro comunità, eccoci pronti a ripartire con tanti eventi in cui faranno da traino le identità locali, i prodotti del territorio e il turismo emozionale».

… e una bella foto ricordo.

«Se dobbiamo definire un’Italia che funziona con una fotografia, senza tanta retorica, dobbiamo guardare alle attività delle Pro Loco – ha concluso il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin – e alla straordinaria generosità dei volontari che lavorano per il bene comune, chiedendo in cambio solo gratitudine . Insieme a loro un ruolo fondamentale è svolto anche dai sindaci che, seppur tra le difficoltà della burocrazia, non mollano e continuano, assieme ai loro volontari, ad assumersi la responsabilità di non far finire l’attività delle Pro Loco e con loro delle tradizioni e delle peculiarità del nostro territorio regionale. Nella sola giornata di ieri, sabato, a Villa Manin sono arrivate oltre 10 mila persone, risultato che va totalmente ascritto agli oltre 400 volontari che si sono messi a disposizione della comunità friulana e degli ospiti che vengono a visitare la nostra terra».
Ricordiamo che la giornata di domenica ha visto anche la premiazione del concorso letterario internazionale “Jacum dai Zeis” con l’editoriale Il Friuli, appuntamento conclusivo della “Setemane de Culture Furlane”, oltre alla degustazione guidata dei migliori spumanti regionali della Selezione Filari di Bolle con l’Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia e la Pro Casarsa della Delizia. Avvenuta anche la selezione regionale di Miss Italia con Miss Sapori Pro Loco nell’Area spettacoli, appuntamento, valido per l’ottantatreesima edizione del concorso nazionale di bellezza. E ora appuntamento da venerdì prossimo.

Ottimi i piatti serviti…

ORGANIZZATORI E PARTNER – Sapori Pro Loco è organizzata da Unpli FVG APS – Comitato Regionale Pro Loco e gode del patrocinio della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Città di Codroipo, Camera di Commercio Pordenone Udine. In collaborazione con Fondazione Friuli, PromoTurismoFVG, Erpac FVG, Società Filologica Friulana. Main sponsor Dolomia. Sponsor partner Palco Mobile FVG, Newocm, Di.Cart, Friuli antincendi, Art&Grafica, Autopiù, Auto Maranzana, Carrservice, Birra Castello, Eurobevande, Hausbrandt. Media partner Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Imagazine. Con la partecipazione degli Operatori Volontari del Servizio Civile Universale. La manifestazione ha il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia per l’uso di prodotti locali e quello di Ecofesta per l’attenzione ambientale.

… al foltissimo pubblico.

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In copertina, il taglio del nastro inaugurale di “Sapori Pro Loco” a Villa Manin.

 

 

Agriflash.FVG

“Asparagus” a San Michele del Carso Dopo le serate di Tavagnacco, Grado, Udine e Colloredo di Monte Albano, “Asparagus”, il tour enogastronomico organizzato da molti anni dal Ducato dei vini friulani si prepara alla quinta tappa che il 20 maggio prossimo si sposterà alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, mentre il 27 ridiscenderà Da Nando a Mortegliano e infine il 3 giugno si concluderà Da Toni a Gradiscutta di Varmo. La manifestazione è sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Intanto, a Tavagnacco continua la 84ma Festa degli asparagi, nel parco del campo sportivo, anche nel prossimo fine settimana, con tante invitanti proposte.

“Vignalonga” fra i ronchi del RamandoloUn grande ritorno domenica 22 maggio a Nimis. E’ in programma infatti la ormai famosa “Vignalonga” – suggestiva camminata fra i ronchi del Ramandolo Docg – che prenderà il via dalle 8 alle 10 dal Parco di Madonna delle Pianelle. I percorsi di 5, 12 e 16 chilometri si snoderanno infatti su terreno, asfalto, collinare, sterrato e, appunto, tra i vigneti. L’evento ludico-motorio, giunto alla settima edizione, è organizzato dalla società Asd Atletica Dolce Nord Est in attuazione degli scopi istituzionali della Fiasp. La partecipazione è aperta a tutti coloro che desiderano scoprire le bellezze naturali dei territori di Nimis e Tarcento. La camminata avrà luogo con qualsiasi condizione atmosferica. Tutti i partecipanti dovranno attenersi alle regole per il contrasto alla diffusione del Covid-19.

Le orchidee di OsoppoLa Festa delle Orchidee mette in vetrina Osoppo e i suoi tesori naturalistici e conferma che i nostri territori sono sempre più capaci di valorizzare l’incredibile ricchezza di peculiarità come, in questo caso, la crescita spontanea di numerosissime varietà di uno dei fiori più belli, per il quale prati e boschi dell’area osovana rappresentano un habitat speciale. È il pensiero che l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha portato alla manifestazione che ha raccolto nel fine settimana l’interesse di visitatori e appassionati. L’Amministrazione regionale plaude alla capacità degli organizzatori di abbinare la scoperta di una risorsa naturale come il fiorire di oltre trenta tipi di orchidee con il coinvolgimento sociale e culturale delle scuole, le visite guidate, gli approfondimenti di giardinaggio e mostre-marcato in cui trova spazio la solidarietà. Il territorio del Friuli Venezia Giulia si mostra così, questa la conclusione dell’assessore, in tutto il suo incredibile assortimento e al tempo stesso nella sua capacità di evitarne la dispersione, attitudine di cui il claim “Io sono Fvg” – sintesi di paesaggio, cultura ed enogastronomia – è il manifesto.

“Io sono Fvg” sul PiancavalloUno storico evento sportivo che ha il merito di valorizzare l’area delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese e che da quest’anno si è associato al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, garanzia di qualità dei prodotti regionali dell’agroalimentare. Questo il concetto espresso a Maniago dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e montagna del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, in occasione della cerimonia di partenza della XXXV edizione del Rally del Piancavallo. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, sono proprio le tradizioni, i valori e la qualità dei prodotti del territorio a venir promossi in questa manifestazione, la quale è capace di attirare un importante flusso turistico di appassionati anche dall’estero. Per questo motivo, come ha continuato l’assessore, l’Amministrazione ha voluto che “Io sono Fvg” e le iniziative promozionali incentrate soprattutto sull’enogastronomico ad esso legate, arricchiscano il Rally del Piancavallo a beneficio dello sviluppo economico della regione. L’auspicio, come ha concluso l’assessore, è che questa edizione sia il preludio di un ritorno a quel campionato italiano che manca in Friuli Venezia Giulia da tanti anni. La corsa targata 2022 ha registrato 142 iscrizioni, suddivise in 127 vetture moderne e 15 storiche.

Contributi per la pioppicolturaLa Giunta regionale, riunitasi a Trieste, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha approvato il bando per l’accesso agli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della reddittività delle foreste. In termini di risorse a disposizione per l’annualità 2022 sono assegnati 2.235.000 euro (di cui 963.732 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Come ha spiegato l’assessore, il bando è finalizzato al consolidamento della produzione del legno attraverso la pioppicoltura a basso impatto ambientale – realizzata sulla base di protocolli di certificazione forestale – e prevede la concessione di un aiuto in conto capitale per le operazioni di imboschimento con cloni di pioppo, con durata del ciclo vegetativo non inferiore a otto anni. L’intervento deve ricadere su superfici regionali agricole e non agricole, ad esclusione di quelle delle aree svantaggiate. I potenziali beneficiari della misura sono tutti i soggetti pubblici o privati, anche in forma associata, che siano proprietari o titolari di diritto reale di godimento del bene. Nel caso di terreni demaniali possono accedere al bando i soggetti privati o i Comuni gestori dei terreni. Il sostegno viene erogato in forma di conto capitale secondo l’aliquota dell’80 per cento. Le domande possono essere presentate, come negli anni precedenti, entro il 31 luglio prossimo.

Ais Veneto, i vincitori del Memorial Marchi Sono Andrea Guerra, di Pianoro (Cagliari), ed Edoardo Ditomaso, di Pesaro, entrambi studenti del Master in Cultura del Cibo e del Vino – Ca’ Foscari Challenge School, a salire sul gradino più alto del podio della prima edizione di Sulla Buona Strada – Memorial Dino Marchi, concorso dedicato al presidente di Ais Veneto scomparso nel 2014. Il loro racconto “Il basso gardesano”, dedicato al territorio che circonda la zona sud del lago di Garda, ha convinto la giuria di esperti, che gli ha assegnato il primo posto in classifica. Ad aggiudicarsi il secondo posto è stata Margherita Barison, studentessa di Jesolo del Master in Restaurant Business Management (2° anno) di Fondazione ITS Academy Turismo Veneto, che ha presentato l’opera “Cagia, from Caorle to Chioggia”, seguita da Luca Di Noto, di Bologna, e Riccardo Pasinato, di Altavilla Vicentina (Vicenza), studenti anch’essi del master di Ca’ Foscari e autori del racconto “Valpolicella terra di vino, tradizioni e natura”. Tutte e tre le opere, oltre a vincere un premio in denaro, verranno pubblicate nell’edizione annuale di Vinetia.it – Guida ai migliori vini del Veneto. “Lo scopo del premio dedicato alla memoria di Dino Marchi – spiega Marco Aldegheri, presidente di Ais Veneto – è promuovere l’enoturismo nella nostra splendida regione, straordinariamente ricca di cultura enoica e non solo, come dimostrano chiaramente i racconti presentati dagli studenti partecipanti alla nostra iniziativa. I vincitori del Memorial hanno saputo cogliere a pieno il significato culturale del vino, raccontando le mille sfumature di un territorio unico al mondo. Un luogo che Dino sapeva leggere e raccontare magnificamente attraverso un calice di vino. Lo ricordiamo per il suo intenso, inesauribile impegno per la promozione di giovani talenti e delle nuove generazioni”.

Il Chiaretto di Bardolino in CantinaRitorna anche quest’anno l’atteso appuntamento con Chiaretto di Bardolino in Cantina: un intero fine settimana dedicato al celebre vino rosa del lago di Garda Veronese, da trascorrere nelle cantine che lo producono. La manifestazione, organizzata dalla Strada del Vino Bardolino in collaborazione con il Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino e con il sostegno della Fondazione Bardolino Top, si svolgerà nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 maggio. Una ventina le aziende che hanno aderito all’iniziativa, con tante proposte diverse: dalla degustazione guidata alle passeggiate in vigneto, dalla visita in cantina alla musica live. La manifestazione si inserisce nel programma delle iniziative collaterali al Palio del Chiaretto, evento organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in programma il 27, 28 e 29 maggio a Bardolino. “Chiaretto di Bardolino in Cantina torna dopo il successo delle precedenti edizioni – spiega Giorgia Marchesini, presidente della Strada del Vino Bardolino – Siamo felici di aprire le porte delle nostre aziende e far scoprire ai visitatori come nasce il vino rosa veronese. Si tratta del primo di una serie di eventi, sviluppati in sinergia con il Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, che animeranno la stagione estiva sul lago di Garda”. “Chiaretto di Bardolino in Cantina – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino – rappresenta un momento d’incontro prezioso per raccontare il nostro territorio, dando ai visitatori l’opportunità di scoprire le ricchezze e le eccellenze del lago di Garda attraverso le parole dei produttori, veri custodi di questo luogo straordinario”. Le cantine che apriranno le loro porte al pubblico durante il penultimo fine settimana di maggio sono: Aldo Adami, Bergamini, Cà Bottura, Casetto, Costadoro, Garda Natura, Gorgo, Guerrieri Rizzardi, Il Pignetto, La Rocca, Le Ginestre, Marchesini Family, Monte del Frà, Monte Zovo, Righetti Dante, Roccolo del Lago, Valetti. Chi è interessato a partecipare all’iniziativa può contattare autonomamente le singole realtà per prenotare e pianificare la propria esperienza enogastronomica in rosa: sul sito del Consorzio del Chiaretto di Bardolino (consorziobardolino.it) vengono riportate tutte le indicazioni per la prenotazione delle varie proposte di visita e di degustazione messe a disposizione dalle varie cantine.

Spumanti, Asolo Prosecco a gonfie vele L’Asolo Prosecco ha chiuso il primo quadrimestre 2022 con un ulteriore balzo in avanti: al 30 aprile, le bottiglie già certificate erano 8,6 milioni, il 33,4% in più rispetto ai 6,4 milioni registrati alla fine di aprile del 2021. Se si fa il confronto con l’ultimo anno prima della pandemia, l’esplosione dell’Asolo Prosecco appare eclatante: il dato di fine aprile 2022 è superiore dell’85,8% rispetto ai volumi certificati ad aprile 2019, quando le bottiglie di bollicine asolane sfioravano i 4 milioni, poco più della metà di oggi. È proprio sulla base di queste consistenti dinamiche di sviluppo della denominazione che il Consiglio di Amministrazione dell’Asolo Prosecco ha deciso di portare all’attenzione dell’Assemblea dei Soci di mercoledì 11 maggio la proposta di svincolo della riserva vendemmiale 2021: una scelta espansiva, ipotizzata per consentire a tutti i produttori di Asolo Prosecco di assecondare la forte domanda proveniente dal mercato. “La denominazione sta vivendo una prolungata fase di grande salute – commenta il presidente del Consorzio, Ugo Zamperoni – sia per quel che riguarda il livello quantitativo che quello qualitativo. Le bollicine asolane vengono sempre più considerate e apprezzate a livello internazionale, ottenendo ottimi giudizi e punteggi elevati dalle riviste più prestigiose. L’Asolo Prosecco prosegue anche le campagne di sostegno alla ristorazione e di rilancio dell’enogastronomia: ad aprire la stagione turistica sarà la collaborazione con Taste Jesolo, un progetto del Consorzio JesoloVenice per promuovere il lato gourmet di una delle più celebri località balneari venete, attraverso azioni di comunicazione e un appuntamento dedicato agli amanti del gusto. Tra le azioni previste c’è una campagna di promozione digital su vasta scala attraverso contenuti video, immagini e racconti che affiancano le bollicine asolane agli chef e ai patron di undici ristoranti jesolani, tra cui Michelangelo, I Barbabolle, Da Guido, Jolà, Rossi Restaurant, Al Traghetto, Al Torcio, Da Omar, Flora, Amarmio e Terrazzamare. Da venerdì 27 a domenica 29 maggio andrà poi in scena la prima edizione di StreetWineJesolo, che porterà tra le strade e le piazze della località marittima i profumi e i sapori delle eccellenze enoiche del Nordest: ventiquattro cantine da Veneto e Friuli Venezia Giulia e uno stand firmato Asolo Prosecco, per un totale di circa 200 etichette in degustazione. Durante lo stesso weekend, sabato 28 e domenica 29 maggio, l’Asolo Prosecco sarà impegnato anche in provincia di Vicenza: nella prestigiosa Villa Stecchini a Romano d’Ezzelino andrà in scena SloWino.

“Olio Capitale”, con il marchio Io sono Fvg grande aiuto a difesa della qualità

Gli oli d’oliva, nella loro varietà, sono il compendio di eccellenze di prodotti che rappresentano tutta l’Italia; questa ricchezza va preservata a livello nazionale difendendone la qualità che nasce dalla diversità di territori chiamati però a fare squadra per presentarsi al mondo in maniera compatta, come ha fatto il Friuli Venezia Giulia, che ha raccolto tutta la sua offerta enogastronomica, turistica e culturale nel claim “Io sono Fvg”. È questo il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha portato all’inaugurazione, nel Convention center del Porto Vecchio di Trieste, di “Olio Capitale”, la rassegna degli oli d’oliva italiani – organizzata attraverso Aries dalla Camera di commercio Venezia Giulia – che raccoglie oltre 170 espositori e molti buyer internazionali.

Fedriga e Zannier “Io sono Fvg”.

(Archivio Montenero)

Il presidente della Regione Fvg ha salutato l’importanza di riproporre in presenza un evento fieristico della portata esemplare di “Olio Capitale” e si è soffermato sulla necessità di difendere l’eccellenza del prodotto olio, che non deve seguire il ribasso del prezzo e l’omologazione ma promuovere e far conoscere la sua alta qualità intrinseca, anche con prodotti di nicchia, seguendo una strategia già affermatasi in Friuli Venezia Giulia. In questo senso, la Conferenza delle Regioni è, secondo il suo leader e capo della Giunta regionale, il contesto ideale per rappresentare in maniera unitaria l’assortimento del Made in Italy, secondo una chiave già sperimentata all’Expo di Dubai. A fine settembre-ottobre, ha annunciato a tale proposito il governatore, si terrà il primo festival delle Regioni di cui ora verrà vagliata la candidatura per stabilire quella che ospiterà la prima edizione.
Il governatore, intervenuto all’inaugurazione insieme all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e, tra le altre autorità, al presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha visitato i padiglioni della rassegna che resterà aperta fino a domani con un ricco di programma di degustazioni, convegni e concorsi.

Fiori di Bianchera…

 

IL MERCATO

Il settore olio di oliva trova nel bacino del Mediterraneo l’area principale di coltivazione dell’ulivo, diviso fra Europa, Asia e Africa. La Spagna rappresenta il 45% della produzione mondiale seguita dall’Italia con il 15%. La produzione mondiale di olio da olive si attesta fra le 3.000 e le 3.500 migliaia di tonnellate, di cui 65-70% prodotto all’interno dell’Unione Europea fra i quattro principali produttori, in ordine decrescente, Spagna, Italia, Grecia e Portogallo. Al di fuori dell’Unione Europea i paesi maggiormente produttori sono la Tunisia e il Marocco in Africa, la Turchia e la Siria in Asia.
L’Italia, con 642.000 aziende, 1.133.000 ettari in coltivazione e 160 milioni di piante, è il secondo produttore mondiale, con una produzione nel 2021-2022 pari a 381.000 tonnellate di olio, dato in crescita del 15% rispetto alla precedente campagna olearia 2020-2021 quando la produzione si era attestata a 331.000 tonnellate. Il dato, seppur importante, risulta inferiore a quello della media della produzione di olio nel decennio 1989-1999 che è stata in Italia di oltre 540 mila tonnellate di olio d’oliva, ma nel decennio successivo è calata a 476 mila tonnellate (-12%); e nel periodo tra il 2013 e il 2017 è stata ancora più bassa: 376 mila tonnellate. Questi dati in un contesto in cui nel mondo, parallelamente, la produzione è salita del 38% (e il consumo del 42%).
Permangono problemi di tipo strutturale sull’olivicoltura italiana, sia a livello di fittezza di impianti che di produttività complessiva, legati a strutture di coltivazione obsolete e a sistemi da aggiornare, anche se l’olivicoltura collinare di alcune zone della penisola poco si prestano alla modernizzazione, possibile invece in circa il 37% della superficie italiana potenzialmente competitiva.  A livello nazionale le regioni maggiormente produttive sono la Puglia, la Calabria e la Sicilia, che assieme detengono oltre il 70% della produzione.
Nell’annata olearia 2021-2022 si è assistito ad un recupero delle produzioni meridionali rispetto all’annata precedente, ma ad una forte contrazione in quelle dell’Italia Centrale e Settentrionale. Al Centro il calo produttivo è stato del 25-50% in media, ma con punte anche del 70%. Al settentrione, in Veneto e Lombardia, causa problematiche climatiche, gelate e grandinate, la produzione ha subito cali anche del 90%; in Liguria mediamente del 50%.

… e loro frutti sul Carso.


La situazione del Friuli Venezia Giulia ha registrato un calo del 70%, con tenuta solamente della varietà Bianchera in alcuni comprensori.
A livello commerciale, l’Italia è il primo paese importatore di olio di oliva, da Spagna, Grecia, Tunisia e Portogallo: nel 2020 per 608.000 tonnellate ed un valore di 1.330 milioni di euro. Parallelamente è il secondo esportatore mondiale, con flussi che si dirigono principalmente verso gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone e la Francia, ma in generale in tutti quei paesi del centro nord Europa in cui le condizioni climatiche non consentono la coltivazione dell’olivo: sempre nell’annata 2020 l’export ha assunto valori di 410.000 tonnellate per un controvalore di 1.455 milioni di euro, con un incremento in volume del 22% rispetto all’anno precedente.
Nel contesto internazionale, gli Stati Uniti presentano ampi margini di miglioramento dei consumi poiché la produzione californiana, seppur in crescita, non riesce a soddisfare il mercato interno. Il Sud America è un’area in forte espansione, sia dal punto di vista del consumo che della produzione che si concentra soprattutto in Argentina e in Cile. L’Africa magrebina sta ampliando le sue produzioni e la Tunisia si attesta come principale fornitore dell’Unione Europea. Il mercato asiatico risulta anch’esso in forte espansione, non solamente in Giappone ma anche in Cina e India, nonostante le tradizioni alimentari completamente diverse. Cresce anche la produzione in Australia.
A livello della qualità del prodotto, il 40% degli oli riconosciuti di qualità in Unione Europea è italiano, con ben 42 Denominazioni di Origine Protetta (DOP) e 6 Indicazioni Geografiche Protette, mentre paesi come la Spagna e la Grecia ne contano 29 ciascuna. La produzione italiana di Dop/Igp è pari appena al 3% del totale, con ampi margini di miglioramento.  In crescita la superficie condotta in biologico che interessa ben il 22% dell’intera superficie olivicola italiana, distribuita per il 31% in Puglia, 28% in Calabria, 16% in Sicilia e 6% in Toscana.
Fra i punti di forza dell’olivicoltura italiana si segnalano la capacità di una elevata differenziazione del prodotto, grazie a oltre 500 varietà iscritte nel Registro Nazionale e un territorio con aree vocate dalle caratteristiche pedoclimatiche anche profondamente diverse. Anche il valore paesaggistico, storico e culturale degli oliveti giocano un ruolo importante a favore della produzione nazionale.
La debolezza dell’olivicoltura italiana è legata invece principalmente alla frammentazione della struttura produttiva e ad un contesto territoriale in cui l’olivo costituisce presidio del territorio in situazioni orografiche difficili.  Tuttavia, la crescente sensibilità dei consumatori verso le produzioni di qualità consente buone opportunità sul mercato internazionale, anche se la competizione sui costi di produzione e sulla qualità è crescente di anno in anno.

La vetrina di “Olio Capitale”.

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In copertina, l’olio extravergine di oliva grande protagonista anche oggi e domani.

Agriflash.FVG

Malvasia oggi protagonista a Trieste – Ristorante Montecarlo & Bever Forever Organizescion propongono, infatti, la quarta edizione di “Malvasia and Friends”. Si tratta di un incontro-degustazione di vini provenienti da Istria croata, Istria slovena, Aquileia, Carso, Brda, Vipavska, Collio, Isonzo e Colli orientali. Un banco d’assaggio di qualità dedicato alla Malvasia, vino principe di queste terre, accompagnata da altri bianchi autoctoni, come Vitovska, Friulano (ex Tocai), Moscato e Ribolla. I produttori serviranno e descriveranno i loro prodotti: diversità di terreni, esposizioni, clima e modalità di vinificazione renderanno unica e originale la degustazione. L’appuntamento è dunque fissato, dalle 16 alle 22, al ristorante Montecarlo, in via San Marco 10. Ingresso 20 euro – Prenotazione anticipata obbligatoria al ristorante stesso o telefonicamente allo 040.662545 oppure al 349.5435160. Durante l’evento saranno serviti assaggi di cucina tipica. Ingresso rispettando le normative anti-Covid.

“Naturalmente, da latte friulano” – Questo il nome della Società consortile a responsabilità limitata nata nei mesi scorsi che presenterà composizione, finalità e programmi in una conferenza stampa che si terrà domani, martedì, alle 10.45, nella Casa della Contadinanza, in Castello a Udine. Interverrà anche Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna. Tredici aziende della regione hanno infatti costituito “Naturalmente, da latte friulano” che si propone di avviare un percorso strategico di consolidamento e di sviluppo del sistema friulano della filiera del latte bovino. Le aziende consorziate utilizzano tutte latte ottenuto in Friuli, con forniture alimentate da circa il 30% delle stalle attualmente in attività. Si tratta di realtà operanti in tutti i settori: raccolta e distribuzione del latte, tradizionali latterie, caseifici specializzati nella stagionatura del formaggio, Dop Montasio in particolare.

“Asparagus” dà appuntamento a Udine – Dopo le serate di Tavagnacco e Grado, “Asparagus”, il tour enogastronomico organizzato da molti anni dal Ducato dei vini friulani si prepara alla terza tappa che il 6 maggio prossimo sarà al ristorante Là di Moret a Udine, mentre il 13 maggio l’appuntamento è fissato alla Taverna, a Colloredo di Monte Albano; quindi, il 20 alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 Da Nando a Mortegliano e infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. La manifestazione è sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine. Intanto, prosegue a Fossalon di Grado la Festa degli asparagi bianchi, che continuerà anche nel prossimo fine settimana per concludersi domenica 8 maggio. Intanto, si prepara ad aprire i battenti anche la rinomata Mostra regionale di Tavagnacco, giunta alla 84ma edizione, che ritorna dopo la sospensione causata dall’emergenza Covid. L’appuntamento è per tre fine settimana dal 7 al 22 maggio.

“Io sono Fvg” al Rally di Piancavallo – Il progetto “Io Sono Friuli Venezia Giulia” continua a crescere abbracciando un evento sportivo di respiro nazionale e internazionale come il Rally di Piancavallo. Una manifestazione che da 35 anni riesce a valorizzare il territorio, attraversando e facendo conoscere a migliaia di appassionati di questa disciplina i paesi e i borghi delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese. Un binomio, quello tra questa gloriosa competizione motoristica e il marchio che testimonia la sostenibilità delle imprese regionali e l’origine delle produzioni agroalimentari, che porterà grandi vantaggi a tutto il Friuli Venezia Giulia. Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel corso della presentazione dell’edizione 2022 del Rally di Piancavallo, in programma il 14 e 15 maggio. L’esponente della Giunta Fedriga ha ricordato che nell’ambito della manifestazione saranno organizzate numerose iniziative di promozione di alcune eccellenze agroalimentari del nostro territorio accumunate dal marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Con iniziative di questa portata riusciamo ad affermare in modo chiaro i principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica alla base di questo brand collettivo che mette tutti – turisti, sportivi e team impegnati nella competizione – nella condizione di riconoscere più facilmente l’origine dei prodotti delle diverse filiere agroalimentari della nostra regione. L’assessore ha sottolineato in conclusione che “Io Sono Friuli Venezia Giulia” è un progetto che esalta il significato profondo di comunità tipico di questo territorio. Una comunità fatta di persone, risorse, tradizioni, prodotti di qualità e saperi unici al mondo.

Lo Schioppettino e il concorso letterario – Dopo la bellissima serata tenutasi a Cividale, lo Schioppettino di Prepotto sarà protagonista di un incontro nell’ambito del concorso letterario, giunto alla seconda edizione, “Prepotto. I racconti dello Schioppettino” che sarà ospitato dalla Biblioteca di San Martino al Tagliamento il 14 maggio prossimo. Oltre a Cinzia Benussi, Carmen Gasparotto e Barbara Pascoli, organizzatrici del concorso, promosso e sostenuto dal Comune di Prepotto, ci saranno gli scrittori Antonio Bonacina ed Elena Vesnaver, che hanno preso parte alla passata edizione, e Daniela Gatto, componente della giuria dei lettori e autrice del romanzo “Intreccio imperfetto”. A ispirare i nuovi racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo allo Schioppettino. Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura. Ricordiamo che si concorre con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa del concorso entro il 19 giugno prossimo. Due le giurie incaricate di individuare i dodici finalisti e i tre vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre. Info: whatsapp 340 6831928 e barbara.pascoli@gmail.com

Tappi sughero, Labrenta acquisisce Anacorks – Gruppo Labrenta, azienda con base a Breganze (Vicenza) specializzata in soluzioni di chiusura per il settore wine&spirits, rileva il 100% dell’impresa portoghese Anacorks, specializzata nella produzione di tappi in sughero naturale per distillati. L’azienda fondata nel 1998 a Lobão, nel nord del Paese iberico, ha chiuso il 2021 con un fatturato di circa 3 milioni di euro. Anacorks conta oggi su due siti produttivi con 20 addetti ai quali si aggiungerà un terzo stabilimento entro l’estate, così da supportare la crescita nei mercati di Messico, Stati Uniti, Regno Unito, Sudafrica e Singapore. Per quanto riguarda la gestione dell’azienda, continuerà la collaborazione con Miguel, Sergio e Carlos Castro, nipoti dei fondatori Ana Pinto e Manuel Castro. L’acquisizione è uno dei tasselli fondamentali dell’importante piano di internazionalizzazione e verticalizzazione per il controllo della filiera intrapreso da Labrenta, che oggi presenta due siti produttivi nelle Americhe (Brasile e Messico) oltre al polo produttivo di Breganze. “Abbiamo iniziato a lavorare il sughero 51 anni fa ma, oggi più che mai, lo riteniamo un materiale estremamente attuale e sostenibile – afferma Gianni Tagliapietra, Ad di Labrenta –. Pensiamo che il trend attuale porterà il sughero naturale a essere sempre più apprezzato e utilizzato nel settore degli spirits per i prodotti premium, per questo quella di Anacorks è un’acquisizione strategica”. La verticalizzazione della produzione rientra nella strategia disegnata dal progetto Labrenta Green Deal 2030, attraverso il quale l’azienda si impegna a utilizzare materiali sempre più sostenibili e a scegliere siti produttivi più vicini ai propri clienti per ridurre il carbon footprint dei propri prodotti. Innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione sono i cardini di sviluppo del gruppo Labrenta, i cui volumi puntano a superare i 30 milioni di euro di fatturato entro la fine dell’anno con un piano di crescita 2023-2025 ambizioso. Il successo del gruppo è frutto del lavoro di squadra che a oggi conta su quasi 180 unità, con particolare merito al management team che ha saputo raccogliere la sfida e vedere oltre le difficoltà contingenti, scommettendo nell’acquisizione del know how fondamentale per continuare la crescita. Dopo l’exploit nei mercati americani ed europei del 2021, che aveva portato il gruppo vicentino a raddoppiare il fatturato rispetto all’anno precedente, nel primo trimestre 2022 si conferma un trend di ulteriore crescita, registrando un aumento di oltre il 60%. Nell’ultimo anno l’organico è stato potenziato di oltre 50 addetti tra Italia, Brasile e Messico e si prevede l’assunzione di altri 20 profili specializzati entro l’anno in corso per rafforzare tutte le business units. In quest’operazione il Gruppo Labrenta è stato affiancato dall’Advisor strategico Circle Brain, da Minyanabeltran Avvocati e Commercialisti sul piano fiscale e dall’M&A team del gruppo.

L’Anteprima Trasimeno 2022 – Domenica 29 e lunedì 30 maggio arriva a Castiglione del Lago l’Anteprima Trasimeno 2022, prima edizione dell’evento organizzato in collaborazione dal Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno e dalla Strada del Vino Colli del Trasimeno, che si inserisce nel programma di Umbria in Anteprima. L’Anteprima verrà inaugurata ai Ruderi della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo – Rocca del Leone a Castiglione del Lago domenica 29 maggio, alle 19.30, con un momento istituzionale durante il quale verranno ufficialmente presentati l’evento e le attività del Consorzio Tutela Vini Doc Colli del Trasimeno. Lunedì invece la vera e propria Anteprima, dalle 10 alle 18 a Palazzo della Corgna. L’evento, riservato alla stampa specializzata nazionale e internazionale e agli operatori del settore che potranno accreditarsi compilando il modulo sul sito del Consorzio, vedrà protagonisti il Trasimeno Gamay, il Grechetto e i vini rosati del territorio, principali espressioni enologiche delle aziende aderenti al Consorzio. Al centro dell’Anteprima 2022, grazie anche a una masterclass dedicata in programma lunedì 30 maggio, alle ore 10, il Trasimeno Gamay, vitigno a bacca rossa introdotto in questa zona già a partire dal XVI secolo, nel periodo di dominazione spagnola nell’Italia centro-meridionale conseguente alla pace di Chateau-Chambrésis del 1559, e punta di diamante della Doc Colli del Trasimeno. Il Trasimeno Gamay fa parte della famiglia della grenache (o garnacha, in spagnolo) ed è lo stesso vitigno conosciuto in Sardegna come Cannonau, in Liguria come Granaccia e come Tai rosso dei Colli Berici in Veneto. Fin dal suo arrivo nel territorio umbro questo vitigno è stato coltivato con la tecnica ad alberello, di origine francese, e non con la tecnica a “vite maritata”, molto più comune nell’area del Trasimeno e utilizzata già dall’epoca degli etruschi. Per questo motivo ha preso erroneamente il nome di Gamay, vitigno francese allevato ad alberello e utilizzato per la produzione del vino Beaujolais, proveniente dall’omonima regione. Il Trasimeno Gamay Doc è un vino sapido ed elegante. Nel calice si presenta di un colore rosso rubino luminoso, di media trasparenza e con sfumature che possono andare dal granato al violaceo fino al blu. Il profumo è intenso e fruttato, dominato da sentori di frutti a bacca rossa come lampone, amarena e mirtilli, in alcuni casi si riconoscono aromi di cacao.

“Cantine Aperte”, una storia di trent’anni rievocata a Villa Russiz culla enoturistica

di Giuseppe Longo

CAPRIVA – “Cantine Aperte” compie 30 anni, tondi tondi. E dove parlare di questa importante tappa della principale manifestazione enoturistica d’Italia, ma anche del Friuli Venezia Giulia, se non a Villa Russiz? Nel cuore del Collio, dove storia, solidarietà in favore di bambini e ragazzi, e vini di prim’ordine s’intrecciano. Nel portare i saluti della Fondazione Villa Russiz, di cui è vicepresidente (leader è infatti Antonio Paoletti), il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, ha ricordato come già a fine 1800 il conte La Tour accogliesse a Russiz comitive di escursionisti (1885), i partecipanti al IV Congresso Enologico austriaco di Gorizia (1891) e scolaresche da Conegliano (1893). Insomma, un enoturismo ante litteram, come l’ha definito anche Stefano Cosma che ha coordinato la presentazione della ormai storica festa enologica che dà appuntamento sabato 28 e domenica 29 maggio, protagoniste ben 76 cantine di tutto il Vineto Fvg, tra le quali appunto Villa Russiz da sempre presente in questa “due giorni” dedicati ai grandi vini Fvg. E per la quale si stanno già scaldando i motori per accogliere gli enoturisti provenienti sicuramente da tutta Italia e dall’estero – c’è tanta voglia di tornare sempre più a una vita normale, dopo i due anni drammatici segnati dall’emergenza pandemica -, per far scoprire l’impegno con cui i vignaioli si dedicano alla cura dei propri prodotti e alla tutela del territorio. Due giorni di iniziative per raccontare il variegato mondo vitivinicolo regionale: visite in cantina, degustazioni abbinate a prelibatezze enogastronomiche, laboratori sensoriali, picnic in vigna e note musicali si aggiungono alle note olfattive e gustative che accompagneranno il “wine lover”.

Elda Felluga e Stefano Cosma.

Elettrizzata dalla frenesia organizzativa, Elda Felluga, da ben vent’anni al timone del Movimento Turismo del Vino Fvg: «Cantine Aperte è un evento dedicato alla cultura vitivinicola e alla valorizzazione del territorio. Un percorso cominciato trent’anni fa e cresciuto nel tempo grazie ai vignaioli consapevoli dell’importanza culturale del vino e del rapporto fondamentale con gli appassionati di questo mondo. “Cantine Aperte” è stato il primo evento che ha conciliato queste esigenze, facendo diventare la cantina non solo puro spazio tecnico, ma fucina di esperienze e di emozioni. Dentro ad un calice di vino c’è un caleidoscopico mondo da raccontare iniziando dalla storia unica di ciascun vignaiolo. Il mio sentito ringraziamento alla Regione Fvg, a PromoTurismo e alle istituzioni che ci hanno aiutato nella nostra crescita, agli enoturisti che continuano a credere nel nostro lavoro e ai miei consiglieri e collaboratori che coltivano con passione e professionalità questo meraviglioso “Vigneto chiamato Movimento Turismo del Vino”».

L’assessore regionale Bini.

Un fenomeno, quello dell’enoturismo, in progressiva crescita, tanto da regalare importanti soddisfazioni al settore vitivinicolo, come hanno dimostrato alcuni dati riferiti dal direttore di Mtv Fvg, Massimo Del Mestre, il cui dire si è irrobustito anche con le osservazioni di Alberto d’Attimis Maniago, che ha fatto cenno alle importanti esperienze maturate nella prestigiosa azienda di Buttrio, e Claudio Filipuzzi, leader di Agrifood Fvg, che ha fatto riferimento anche al valore strategico del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” messo a punto dalla Regione Fvg, per la quale è intervento Sergio Emidio Bini, titolare delle Attività produttive e del Turismo: «Ritorna -ha detto – uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati nel mondo del vino, un’occasione per conoscere le produzioni enologiche del nostro ricchissimo territorio. Una formula, attraverso la visita alle cantine e a diretto contatto con i produttori, che raccoglie sempre molti appassionati, tra i più esperti e chi invece si vuole avvicinare a questo trend, divenuto per molti uno dei principali motivi nella scelta delle destinazioni da visitare, come confermano anche i dati emersi dalla Bit, la Borsa italiana del turismo di Milano, che ci ha visto proprio qualche settimana fa tra i protagonisti. La Regione Fvg crede e continuerà a sostenere eventi come questi, in grado di valorizzare il territorio e le sue peculiarità, in questo caso enologiche: lo scorso anno, nonostante la pandemia in corso, la manifestazione ha registrato ha registrato un tutto esaurito e sono sicuro che anche per il 2022 sarà un successo. Un grazie al Movimento Turismo del Vino Fvg per l’organizzazione, a tutte le realtà che parteciperanno e aderiranno a questo bellissimo weekend e benvenuti a tutti coloro che sceglieranno “Cantine Aperte” come momento per conoscere e scoprire il Friuli Venezia Giulia».

Del Mestre e Filipuzzi.

Alla presentazione sono intervenuti anche Adriano Gigante, presidente dei Consorzi Doc Fvg, e Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino, associazione con la quale Mtv Fvg coltiva da sempre un proficuo rapporto. Tanto che quest’anno “Cantine Aperte” avrà una importante “coda” al mare. Tra i grandi eventi del 2022 torna, infatti, Calici di Stelle a Grado, dando fin d’ora appuntamento venerdì 12 e sabato 13 agosto sul suggestivo lungomare Nazario Sauro. Ma, come sempre, numerose saranno le manifestazioni collaterali. Così, sabato 28 e domenica 29 maggio non sono da perdere la Cena e il Pranzo con il Vignaiolo, per degustare un’esperienza a tutto campo: dai menù esclusivi agli incontri coi produttori e con le loro storie. Domenica le degustazioni potranno essere arricchite dal Piatto Cantine Aperte, che le aziende aderenti proporranno ispirandosi alla cucina del territorio e abbinandolo ad un loro vino. Grazie al kit “Cantine Aperte” e al suo tradizionale calice di benvenuto, la sensibilità per la cultura locale si rinnova e si concretizza nel sostegno ad associazioni culturali territoriali.

La presidente Elda Felluga con Bini, Sergon, Del Mestre e Cosma al termine dei lavori.

Per festeggiare il traguardo delle 30 edizioni, il Movimento Turismo del Vino Fvg non si ferma però all’evento di fine maggio: questo sarà soltanto l’inizio di dodici mesi ricchi di iniziative che nascono dalla creatività delle aziende aderenti e che si completeranno a primavera 2023. Anche gli appuntamenti settimanali con gli ormai “collaudati” Vigneti Aperti rientrano nel nuovo format dell’associazione, nel quale vengono privilegiati incontri e momenti conviviali nei bellissimi vigneti della regione e di tutta Italia. Un’occasione per scoprire le peculiarità dell’ecosistema vigneto e della sua biodiversità.
Grande attenzione è rivolta poi alla tutela del territorio grazie alla collaborazione con “Io sono Fvg”, il marchio che garantisce l’origine e la sostenibilità del settore agroalimentare regionale. A “Cantine Aperte”, le aziende ospiteranno produttori e ristoratori “Io sono Fvg” per presentare il meglio della gastronomia nostrana. Aderendo al club Wine for You, gli amanti del vino e della buona tavola riceveranno promozioni esclusive per gli eventi che si snoderanno durante tutto il 2022. “Cantine Aperte” segna poi, tradizionalmente, anche l’apertura ufficiale del 23° Concorso Internazionale “Spirito di Vino” che seleziona e premia le più belle e graffianti vignette satiriche sul tema del vino, realizzate da vignettisti di tutto il mondo: migliaia quelle presentate in questi due decenni. I partecipanti potranno, quindi, inviare le loro opere dal 29 maggio al 21 ottobre prossimo.

La visita a cantina e vigneti.

La presentazione ufficiale di “Cantine Aperte”si è conclusa nel giardino del Castello di Villa Russiz brindando con un ottimo Friulano – il vecchio, grande, inimitabile Tocai -, che ha fatto ottima compagnia con prosciutto cotto tagliato a mano e formaggio Montasio. E al termine è seguita una visita alle storiche cantine e ai vigneti dove, preparatissimo cicerone, il direttore Giulio Gregoretti ha illustrato la storia della benemerita Istituzione che affonda le sue radici negli ultimi decenni dell’Impero austro-ungarico. Il legame tra terra e vino a Villa Russiz nasce, infatti, nel lontano 1868, quando il conte Thedor de La Tour, lungimirante agronomo, crea un’azienda vitivinicola all’avanguardia per i suoi tempi, i cui vini venivano fatti invecchiare in una cantina realizzata appena un anno dopo e che oggi è affiancata da una costruzione dotata di moderne tecnologie. Anche al recente Vinitaly di Verona, i vini della Fondazione Villa Russiz sono stati molto molto apprezzati, assieme ai nuovi spumanti: il metodo classico “Pas Dosè” 50 mesi a base Chardonnay e la Ribolla gialla Spumante Brut Metodo Charmat.

Consultando il sito www.cantineaperte.info si trovano le informazioni riguardanti le aziende aderenti, nonché le modalità di partecipazione e di prenotazione alle diverse iniziative. Tutti gli amici winelovers che vogliono essere sempre informati sulle news possono consultare il sito web oppure seguire le pagine Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.
Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia è organizzato dal Movimento Turismo del Vino Fvg con il supporto di PromoTurismo Fvg e il sostegno di Civibank. Si ringraziano per la collaborazione gli sponsor tecnici: Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Juliagraf, Car&Van, Il Maggese /Novalis, Latteria di Venzone, Latte Carso e la rivista mensile Q.B. QuantoBasta.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor, 7 – Udine – Tel +39 0432.289540 – 348.0503700
info@mtvfriulivg.it _ www.cantineaperte.info

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In copertina, la cantina storica di Villa Russiz e qui sopra quella moderna che pure apriranno le porte a fine maggio.

A Cordenons il “Salotto dell’asparago” eccellenza (750 quintali) dei Magredi

Fino a domani, 25 aprile, Cordenons ospita il “Salotto dell’asparago”, un evento realizzato assieme alla Pro Cordenons e alla Camera di commercio di Pordenone Udine – Azienda Speciale ConCentro giunto alla sua terza edizione. All’inaugurazione tra gli stand di piazza della Vittoria c’era anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, che ha indicato nell’asparago cordenonese uno dei prodotti d’eccellenza del territorio inserito in una filiera sostenibile che include la trasformazione, la promozione e la ristorazione.
Proprio la presenza di ristoratori di qualità è indicata dalla Regione Fvg come uno dei valori aggiunti essenziali per far conoscere e apprezzare i prodotti locali e inserirli nella variegata offerta turistica del territorio che in quest’area include la bellezza tipica dei Magredi. L’asparago di Cordenons si fregia di una denominazione comunale (Be.Co.), estesa anche alla trota iridea e alle nocciole, una produzione cresciuta molto negli ultimi anni. La produzione di asparago bianco cordenonese conta 15 ettari di coltivazioni per 750 quintali l’anno prodotti.
Per la Regione, che sta puntando sul marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, comunicare il valore del prodotto e dell’area in cui è realizzato è il primo passo per creare le condizioni di attrazione e riconoscibilità del marchio stesso. Condizioni che poggiano sulla sostenibilità sia dal punto di vista ambientale, sia economico e sociale; uno dei tasselli della filiera “Io Sono Fvg” si fonda infatti sulla rete di distributori locali e sulla garanzia di una giusta remunerazione ai produttori.
Il salotto dell’asparago è stato definito un’iniziativa esperenziale di promozione dei prodotti tipici perché offre la possibilità di assaporare l’asparago nelle tante declinazioni culinarie presenti tra gli stand espositivi. Sono previsti anche tour gratuiti per il pubblico nelle asparagiaie per raccogliere gli ortaggi, continuando poi con visite guidate ai Magredi e alle risorgive del fiume Noncello. Tutti i video promozionali dell’evento sono stati realizzati dagli studenti del Liceo artistico cittadino “Galvani” nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro con la Camera di commercio.

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In copertina, mazzi con gli asparagi bianchi di Cordenons. (Foto Arc Savi)

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Non piove, in Fvg rischio incendi – Anche se la nostra regione ha un deficit idrico meno grave rispetto ad altre zone dell’arco alpino, la scarsità di precipitazioni registrata negli ultimi mesi (le ultime piogge e nevicate di un certo rilievo risalgono al 15 e 16 febbraio) sta causando una progressiva disidratazione della vegetazione erbacea ed arbustiva, in particolare, nelle zone montane e nei versanti più soleggiati, che può facilmente alimentare, in caso di innesco, gli incendi boschivi. Ad evidenziare la situazione in cui versa il Friuli Venezia Giulia è l’assessore alla Montagna, Stefano Zannier. In via preventiva, e considerato l’avvio della stagione primaverile, periodo in cui per tradizione vengono svolte quelle operazioni colturali che prevedono anche l’accensione di fuochi, il Servizio foreste e Corpo forestale della Regione, sentita la Protezione civile Fvg, ha decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Oltre ai divieti in vigore per tutto l’anno è quindi inibita qualsiasi operazione che possa creare pericolo di incendio; inoltre, sono temporaneamente sospese tutte le autorizzazioni rilasciate per l’accensione di fuochi. Il Corpo forestale regionale, a cui compete oltre allo spegnimento degli incendi boschivi anche la vigilanza per il rispetto dei divieti previsti, intensificherà quindi la vigilanza al fine di prevenire la propagazione di eventuali incendi. L’assessore Zannier chiede quindi «la massima collaborazione per ridurre i rischi d’incendio in un periodo di particolare rischio come quello attuale. Invito, inoltre, i cittadini a prestare la massima attenzione e a segnalare alla Sala operativa della Protezione civile della Regione, al numero 800 500 300, o al Numero unico per le emergenze 112, la presenza di fiamme o colonne di fumo provenienti dalle aree boscose o dalle zone limitrofe».

Udine si prepara ad “Agriest 2023”– «Il dovere dell’Amministrazione regionale è di intervenire verso il settore primario con quella flessibilità e quel pragmatismo che la politica agricola richiedono in questa fase immediata di crisi per il tempo necessario a garantire la sostenibilità anche economica delle nostre aziende senza per questo stravolgere gli obiettivi di lungo periodo». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso dell’evento “Agriest Workshop: Farm to fork strategy 2023” organizzato nella sede di Telefriuli, a Tavagnacco, primo di tre appuntamenti di avvicinamento alla rassegna Agriest del 2023. «Dobbiamo continuare a garantire la reperibilità dei nostri prodotti agroalimentari – ha rilevato Zannier – sapendo che le nostre imprese non hanno paura di affrontare la sfida di standard qualitativi già molto alti, confidando naturalmente che questa terribile crisi internazionale aggiuntasi alla pandemia possa terminare prima possibile». Nell’ottica della sostenibilità ambientale, economica e sociale, Zannier ha osservato che «il marchio “Io sono Fvg” ha avuto un ruolo importante di aggregatore di tutti gli attori della filiera del Friuli Venezia Giulia in un percorso che parte dal piatto e arriva al campo e non viceversa, in cui si fa del consumatore il capofila e si creano le condizioni di un ritorno di reddito a tutte le imprese, dal primario, alla trasformazione alla distribuzione». Al workshop, moderato da Alessandra Salvatori, direttore responsabile di Telefriuli, hanno preso parte Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone Udine, e Lucio Gomiero, amministratore unico di Udine e Gorizia Fiere. Sono intervenuti il presidente di Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi, Andrea Segrè, docente a Bologna di Politica Agraria internazionale e comparata, Maria Cristina Nicoli, docente di Tecnologie Alimentari all’Università di Udine, Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo e il rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton.

Pordenone verso “Novel Farm” – «Aver deciso di dedicare uno spazio autonomo a valenza internazionale ad una esposizione fieristica nel campo delle nuove tecnologie dedicate all’agricoltura, dimostra ancora una volta la grande capacità dell’ente pordenonese di essere precursore dei tempi, sapendo guardare con ottimismo al futuro per cogliere le nuove sfide che giungono dal settore primario della nostra economia». Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando in remoto alla conferenza stampa di presentazione di “Novel Farm”, la mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione e vertical farm in programma il 23 e 24 marzo del 2023 negli spazi espositivi di Pordenone Fiere. L’iniziativa, ancora per quest’anno, si svolgerà come è avvenuto nel corso dell’ultimo triennio, all’interno di AquaFarm, la fiera dedicata all’acquacoltura e industria della pesca in calendario il 25 e 26 maggio prossimi, per poi diventare una manifestazione a se stante a partire dal prossimo anno. Alla presenza del presidente dell’ente fieristico Renato Pujatti, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha salutato con soddisfazione il fatto di essere riusciti a dare autonomia alla mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione in campo agricolo. Nel corso della presentazione dell’evento fieristico è stata data la notizia secondo cui a Pordenone è nata Anifus, l’Associazione Nazionale Imprese Fuori Suolo, la prima del suo genere che raggruppa le aziende di questo specifico settore, riconoscendo così anche a livello di rappresentanza un comparto che sta diventando sempre più strategico per il futuro dell’agricoltura. «Un ringraziamento – ha detto Zannier – va rivolto a Confindustria Alto Adriatico, anche in questo caso fortemente innovativa, che ha saputo cogliere un’esigenza nata dal territorio e che non tarderà ad avere riflessi a livello nazionale».

“Io sono Fvg” sul Piancavallo – «Il rally del Piancavallo sarà uno dei primi appuntamenti di grande richiamo e alta visibilità nello scenario nazionale e internazionale al quale la Regione abbinerà il marchio “Io sono Fvg”». A darne l’annuncio è l’assessore regionale alle politiche agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 35ma edizione, si svolgerà il 14 e 15 maggio e consentirà, attraverso le sue tradizionali prove speciali, di valorizzare paesi e borghi delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese. La prestigiosa gara motoristica diventa così anche una vetrina del meglio della produzione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, utilizzando il marchio regionale che ne garantisce l’origine e la sostenibilità. Nel corso degli anni il Rally Piancavallo, definito come “Un viaggio nel territorio, itinerario alla scoperta dei luoghi e della gente”, è diventato un brand sia sportivo sia turistico per il pordenonese, che accanto all’aspetto puramente motoristico abbina anche quello turistico ed enogastronomico. «Quest’anno, sotto il segno di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” – spiega Zannier – saranno diverse le iniziative di promozione dei prodotti tipici e del settore agroalimentare che faranno da corollario alla gara. Si verrà così a creare un connubio tra sport e territorio, una vetrina carica di suggestioni non solo per gli amanti della competizione automobilistica, ma per un più vasto pubblico attirato dalle eccellenze locali, con un indotto economico altamente significativo e stimolante per ulteriori partnership nel prossimo futuro».

Quel bosco tra ulivi e vigneti – A Coste di Maser, tra le colline asolane, cresce un bosco responsabile di tre ettari certificato FSC® – C121844 nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Sabato 19 marzo Cecchetto, azienda vitivinicola con sede a Tezze di Piave, ha messo a dimora gli ultimi alberi con l’aiuto dei ragazzi della Scuola media Paolo Veronese di Maser. Il bosco esistente da oltre tre secoli, un tempo abbandonato, oggi rinasce in un panorama attorniato da ulivi e vigneti, inserito all’interno del sito Rete Natura 2000. Dopo un primo processo di pulizia e riassetto dell’habitat avvenuto nel 2018, sono state organizzate attività didattiche e create nuove strade forestali, per proteggere questo ecosistema e per farlo conoscere a turisti, appassionati della natura e all’intera comunità locale. Passeggiandovi all’interno, infatti, si possono ammirare castagni secolari, ciliegi selvatici, frassini, bagolari e molte specie mellifere sotto le quali sono state posizionate alcune arnie. Cecchetto con questo progetto punta all’obiettivo di diventare climate positive entro il 2026, creando un ambiente salubre e virtuoso in cui la presenza delle api diventi un segno tangibile dell’utilizzo di processi eco-sostenibili che incentivino lo sviluppo armonico della biodiversità. Un piano di sostenibilità ideato e sviluppato assieme a Etifor, spin-off dell’Università di Padova, che offre consulenza a enti e aziende per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti attraverso la scienza, l’innovazione e la buona governance. In occasione della piantumazione di sabato 19 marzo, il team di Etifor ha presentato al pubblico il progetto di gestione del bosco, introducendo importanti tematiche legate al cambiamento climatico e alla tutela della biodiversità.

Cantina Toblino e l’innovazione – Cantina Toblino si aggiudica il Premio Eccellenza dell’Anno nella categoria Innovazione nel Settore vitivinicolo, assegnato alla dodicesima edizione di Le Fonti Awards®. Alla cerimonia tenutasi a Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa Valori di Milano, è intervenuto Carlo De Biasi, direttore generale della cooperativa trentina nata nella Valle dei Laghi. In una premiazione che ha coinvolto studi legali, imprese e professionisti leader nei rispettivi settori, Le Fonti Awards® ha riconosciuto a Cantina Toblino il merito di “essere un punto di riferimento per la viticoltura nella Valle dei Laghi” e di “garantire ai clienti l’eccellenza lungo l’intera filiera produttiva”. Risultati significativi ottenuti grazie alla ricerca e alla continua innovazione in campo viticlo ed enologico e al costante raggiungimento di nuovi standard qualitativi. «Ricevere un premio così importante – afferma Carlo de Biasi – assieme ad autorevoli protagonisti del mondo imprenditoriale e professionale dà a Cantina Toblino la giusta motivazione per continuare un percorso che punta all’eccellenza. Un’eccellenza all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze di viticoltori, vignaioli e consumatori». La cerimonia di premiazione non è stata solo un’occasione per celebrare i vincitori, ma si è rivelata un vero momento di approfondimento, condivisione e dibattito tra attori di rilievo, pronti ad affrontare temi di attualità legati a innovazione, tecnologia, leadership ed evoluzione normativa.

Gewürztraminer chiave del successo – Il bilancio 2021 di Cantina Tramin raggiunge per la prima volta quota 15 milioni di euro di vino imbottigliato. La crescita complessiva si attesta sul +30% rispetto al 2020 e sul +9% in rapporto al 2019. A trainare le vendite si conferma come prima varietà il Gewürztraminer, per un introito che rappresenta il 27% del fatturato totale, seguito dallo Chardonnay, cresciuto del 26% rispetto al 2019. «Siamo molto soddisfatti del traguardo raggiunto – sottolinea Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin –. In particolare, tengo a sottolineare la performance di Glarea, la nuova interpretazione di Chardonnay alpino presentata lo scorso ottobre. Nei primi tre mesi di messa in commercio, infatti, le vendite hanno superato il 63% della produzione, risultato che conferma la qualità del lavoro svolto intorno a questa varietà». La crescita sorprende ancora di più considerando il -10% registrato a livello regionale a causa della mancata stagione invernale del 2021, calo che ha toccato soprattutto i vini rossi autoctoni come il Lagrein. Il trend positivo ha riguardato anche il mercato estero, con le esportazioni cresciute del +35% rispetto al 2019. Le premesse per il 2022 sono altrettanto favorevoli in termini di qualità di prodotto, con una flessione tuttavia per quanto riguarda la quantità, dovuta alla scarsità vendemmiale dell’ultima annata. In conclusione, l’evento più atteso del 2022 sarà la presentazione di Epokale 2015. L’iconico Gewürztraminer vendemmia tardiva affina sette anni al buio della miniera di Ridanna Monteneve, a oltre 2.000 metri di altitudine. Al suo debutto con l’annata 2009, Epokale conquistò i 100/100 punti di Robert Parker’s Wine Advocate, passando alla storia come il primo vino bianco italiano a ottenere tale risultato.

“Sabi ’60 Dolomiti” a Cortinametraggio Partita la XVII edizione di Cortinametraggio a Cortina d’Ampezzo, con la Carpenè-Malvolti che rinnova anche per quest’anno la partnership già avviata tre anni fa. La storica Cantina di Conegliano fino al 27 marzo sarà infatti partner nonché fornitore ufficiale dell’evento dedicato al meglio della corto-cinematografia italiana e da sempre attento allo scouting dei giovani talenti. Un Festival che torna finalmente in presenza dopo due anni di dirette streaming a causa della pandemia. «La Carpenè-Malvolti si pregia per il terzo anno consecutivo di far parte dei selezionati partners della manifestazione Cortinametraggio – commenta il direttore generale, Domenico Scimone – ed anche in questa occasione si presenta all’appuntamento con una esclusiva Magnum della “Sabi ’60 Dolomiti” appartenente alla Sabi Collection per premiare il Miglior Attore e la Migliore Attrice del concorso. Una scelta dettata dal valore doppiamente simbolico che per noi rappresenta tale selezione. Il palcoscenico di Cortinametraggio ha rappresentato, infatti, il debutto internazionale assoluto dell’etichetta, ispirata all’immagine pubblicitaria realizzata dal celebre grafico Sandro Bidasio degli Imberti, in arte Sabi, negli anni Sessanta del secolo scorso. Ed altresì perché tale veste grafica richiama una eccezionale immagine delle Dolomiti, che insieme al Territorio del Prosecco, ovvero le colline di Conegliano e Valdobbiadene, interpreta virtuosamente due eccellenze paesaggistiche italiane divenute Patrimonio Unesco».

Viticultori Fvg di successo a Milano: ai giovani piacciono i vini autoctoni

Giovani e interessati a conoscere le caratteristiche dei vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia. È questo l’identikit dei numerosi visitatori che, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, hanno affollato lo stand del Friuli Venezia Giulia durante l’ultima edizione di “Artigiano in Fiera” – appena conclusasi a FieraMilano Rho – con il desiderio di scoprire le tipicità agroalimentari della nostra regione, ma soprattutto i vini proposti dal Gruppo Viticultori Fvg, presente con la produzione di 13 delle 30 cantine aderenti, ognuna delle quali ha portato tre tipi di vino del proprio territorio.

Lo stand a Rho e l’inaugurazione.

Soddisfatto il presidente Demis Ermacora, che con questa iniziativa ha voluto dare una spinta alla promozione delle aziende del Consorzio che ha sede a Corno di Rosazzo per favorire nuovi incontri e opportunità commerciali, di cui sono state gettate le basi grazie ai contatti avviati con ristoratori e distributori lombardi durante la rassegna. E soddisfatti sono anche Lisa Rossi e Lucio Vittor, della Visual Studio di Gradisca d’Isonzo, che hanno curato la partecipazione del Gruppo ad “Artigiano in Fiera”. Se Lucio Vittor riveste il ruolo di organizzatore, Lisa Rossi cura i rapporti con le istituzioni e i vari produttori anche all’interno del progetto di promozione del territorio e valorizzazione delle produzioni vinicole nazionali denominato “Città del Vino”, che in Friuli Venezia Giulia è coordinato da Tiziano Venturini. Al progetto aderiscono 26 Comuni friulani, nei cui territori hanno sede le aziende che hanno partecipato ad “Artigiano in Fiera”: Lisa Rossi e Demis Ermacora coordinano il progetto nei rispettivi Comuni di residenza, Povoletto e Premariacco, per le attività ad esso legate. Gli stessi sono oggi anche i referenti per il Friuli Venezia Giulia e il Veneto di Fiere Autonome Italiane Riunite, l’associazione italiana nata pochi mesi fa e che rappresenta il comparto degli organizzatori autonomi di eventi.

Ermacora, Lisa Rossi e Venturini.

Vittor e Lisa Rossi brindano con Collavini, Fabbro e Gambarotto.

«Lavoriamo nel comparto della programmazione di eventi e fiere da molti anni – spiega Lucio Vittor –, le negative ricadute provocate dalla pandemia hanno messo a dura prova l’intero settore e avere oggi la possibilità di aderire a un’organizzazione come Fair, con tutti i vantaggi che questo comporta in termini di supporto e formazione professionale, rappresenta senza dubbio una grande opportunità di rilancio, soprattutto in un momento ancora tanto delicato e comunque pieno di incognite. Anche per questo siamo convinti sia necessario pensare a nuove strategie come la transizione digitale sulla quale ci stiamo concentrando per garantire la continuità degli eventi in programma, a iniziare dall’importante progetto a cui sta lavorando il Friuli Venezia Giulia con un’iniziativa prevista per il 2022 che si fregerà del marchio “Io sono Fvg”, un nuovo claim ideato dalla Regione che verrà assegnato a quelle aziende che, soprattutto nel settore dell’agroalimentare, adottano disciplinari di produzione sostenibili e di qualità per produrre le eccellenze del territorio da promuovere fuori dai confini regionali e nazionali».
«Negli anni l’esperienza di Visual Studio si è specializzata in tre filoni principali – continua Vittor –: il Chocofest di Gradisca d’Isonzo, sospeso da un paio d’anni causa Covid, che ha sempre potuto contare sulla partecipazione dei più importanti maestri cioccolatieri internazionali registrando un’affluenza di pubblico enorme; ci siamo poi dedicati alla multietnicità, allo street food e alla promozione dei vini del Friuli Venezia Giulia, in particolare, alla varietà denominata Ribolla gialla, fino ad arrivare alla recente esperienza di “Artigiano in Fiera” che, vorrei ricordare, è stato l’evento in presenza che in questo periodo ha incassato la maggior affluenza di pubblico registrata nel nostro Paese a un evento fieristico: 600 mila persone».
Guardare avanti, nonostante i momenti difficili imposti dall’emergenza sanitaria, per Lisa Rossi è un imperativo. «Certamente – afferma – e lo deve essere proprio perché dobbiamo gettare le basi per il grande rilancio degli eventi e delle manifestazioni fieristiche che ci aspettiamo appena avremo superato questo periodo incerto e complicato. Un’attesa che assieme a Fair sapremo sfruttare al meglio per rispondere al bisogno che il nostro comparto ha di un punto di riferimento qualificato e proiettato a una visione innovativa del settore. I riscontri che abbiamo avuto ad “Artigiano in Fiera” dimostrano che siamo sulla strada giusta».

Il negozio del Gruppo a Corno.

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In copertina, ecco lo stand dei vini friulani ad “Artigiano  in Fiera”.