Politica Fvg unitaria sul Consorzio Agrario: ci sono anche altre strade?

di Gi Elle

Ci sono anche altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario? E’ quanto si chiede la politica Fvg che si è ritrovata concorde sul suo futuro assetto. “Sulla fusione del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia si è rivelato certamente corretto l’iter di interessare da subito il Consiglio regionale chiedendo prima la convocazione della II Commissione e poi la discussione di una mozione in Aula per poter esprimere una posizione unitaria e trasversale da parte della politica”, ha detto infatti l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola.
“Tutta la nostra attenzione – ha sottolineato Zannier, come informa una nota Arc – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito”. “Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance”.
“Sostanzialmente la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi – ha precisato in conclusione l’assessore Zannier -, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio”.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, la sede del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia.

Dalla Regione in arrivo un milione di euro a sostegno del Vigneto Fvg

Messo a disposizione un milione di euro per il Vigneto Fvg. E’ stato infatti approvato dalla Giunta regionale il bando per l’accesso alla misura “investimenti” prevista dal Piano nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo relativo alla campagna vendemmiale 2020/2021, dotato appunto della consistente somma di denaro.

Stefano Zannier

“Il bando pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione – evidenzia l’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali Stefano Zannier, come informa una nota Arc – darà modo alle aziende interessate di fruire rapidamente della somma messa a loro disposizione. L’obiettivo è quello di di favorire l’innovazione nella vitivinicoltura e consentire al settore di riposizionarsi a pieno titolo sui mercati nazionali ed esteri, confermando il perseguimento di quella qualità che ha consentito al Vigneto Friuli Venezia Giulia di entrare tra le Regioni più vocate e apprezzate nel comparto vinicolo”.
“L’intento della Regione – prosegue l’esponente della Giunta Fedriga – è di fare in modo che i vitivinicoltori utilizzino in tempi rapidi queste risorse messe a loro disposizione, in modo tale da poter eventualmente “aggredire” altri fondi del bando nazionale non utilizzati da altre Regioni, mettendoli così a disposizione del Friuli Venezia Giulia. Il passo successivo sarà quello di individuare ulteriori misure di sostegno al settore, per essere sempre al fianco di uno dei comparti che, oltre a permettere redditività alle aziende, rappresenta uno dei simboli dell’immagine di una realtà dinamica e in grado di affrontare da sempre, e superare, le difficoltà del momento”.
Il Bando contempla le operazioni ammissibili ai finanziamenti, che dovranno essere di carattere biennale e concludersi entro il 2022. Queste prevedono il sostegno per l’acquisto di contenitori di legno per l’affinamento e l’invecchiamento dei vini, l’acquisto di attrezzature specifiche isobariche per l’elaborazione di vini spumanti e frizzanti fino alla fase di pre-imbottigliamento, che comprendono autoclavi, impianti di filtrazione, gruppi frigoriferi e altre attrezzature idonee e necessarie per la spumantizzazione.
Ammesso anche l’acquisto di macchine, attrezzature, impianti finalizzati alla eliminazione dei gas nei vini e al dosaggio di elementi quali per esempio SO2, O2 e altri; strumentazioni analitiche, contenitori e impianti connessi; attrezzature informatiche e relativi programmi finalizzati al controllo degli impianti tecnologici; investimenti per la lavorazione e la vinificazione delle uve, lo stoccaggio e l’affinamento dei prodotti vitivinicoli, con esclusione delle linee di imbottigliamento e confezionamento, e di gestione del magazzino.
“Per garantire maggiore efficacia all’esito di questa iniziativa – conclude l’assessore Zannier – il bando prevede che non sia ammesso al sostegno finanziario l’acquisto di materiali usati: l’obiettivo è infatti quello di poter garantire che gli investimenti siano finalizzati al miglioramento della produzione, all’adeguamento della domanda del mercato e a una maggiore competitività”.

Povoletto, salta il convegno di oggi

Niente riflessione post-vendemmia oggi a Povoletto, dove, alle 18, nell’auditorium comunale, si doveva tenere l’annunciato incontro per la presentazione di “2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Nel contempo, era previsto un convegno avente per tema proprio “Vendemmia 2020, quale futuro” coordinato da Claudio Fabbro, giornalista ed enologo. Erano in programma anche gli interventi di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino (associazione nazionale nella quale Povoletto è appena entrato).  “Causa Dpcm di stanotte – ha informato infatti l’assessore Lisa Rossi – l’evento fisico è annullato. Stiamo organizzando uno studio per la registrazione  degli interventi di Fabbro, Rizzi e Venturini che pubblicheremo on line”.

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In copertina e qui sopra belle immagini di vigneti sulle colline del Comune di Povoletto.

Caprini Fvg protagonisti a Caseus Veneti: premiate quattro aziende

«I riconoscimenti ricevuti dai produttori della nostra regione ad un concorso nazionale così importante sono il segno dell’ottima attività compiuta dai trasformatori ma anche dell’alta qualità del prodotto primario ovvero il latte. Questa è una filiera alla quale noi abbiamo sempre dato grande importanza, la cui valorizzazione viene premiata quotidianamente dai consumatori, i veri ‘giudici’ della qualità dei nostri formaggi». Lo ha detto l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, partecipando ieri a Piazzola sul Brenta alla cerimonia di premiazione dei formaggi partecipanti alla 16ma edizione del concorso Caseus Veneti. Nello splendido scenario di Villa Contarini, alla presenza del governatore del Veneto Luca Zaia, del sindaco Valter Milani e del presidente della manifestazione Terenzio Borga, la Regione Fvg ha presentato, sotto la cornice “Montasio una Dop per 2 Regioni”, il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia con un’enoteca e vari eventi di degustazione per il pubblico. La manifestazione si concluderà oggi.

Zannier ieri a Villa Contarini.

Nell’ambito della manifestazione, alla 2a edizione del “Concorso nazionale dei formaggi di fattoria” si sono confrontati – come informa Arc – 32 formaggi di qualità vaccini, caprini e pecorini provenienti dalle regioni Trentino Alto Adige, Toscana e, appunto, Friuli Venezia Giulia. Un gruppo di 12 esperti del settore lattiero-caseario ha valutato le caratteristiche visive, olfattive e gustative dei prodotti in gara. Il concorso era riservato a sei categorie di formaggi e in ben quattro di queste categorie – riservate ai caprini – le aziende Fvg si sono aggiudicate il primo premio. «Ciò dimostra – ha detto Zannier al termine della cerimonia di premiazione – come la nostra realtà zootecnica si stia rapidamente sviluppando negli ultimi anni, anche grazie alle iniziative di sostegno finanziario e di assistenza tecnica da parte della Regione. La partecipazione a manifestazioni nazionali quali il “Caseus Veneti” rappresenta un importante momento di confronto che permette di poter constatare l’elevato livello di preparazione tecnica degli operatori e delle produzioni agroalimentari del Friuli Venezia Giulia».
«Il merito di dei successi di quest’oggi – ha aggiunto Zannier – è sicuramente dei bravi trasformatori che sono riusciti a vincere la concorrenza dei prodotti in gara, ma anche e soprattutto dell’ottima materia prima di qualità, ovvero il latte proveniente dai nostri pascoli. Il vero giudice però sono i consumatori che, comprando i nostri formaggi, premiano le produzioni locali. Non dimentichiamo – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – che il consumo consapevole dei formaggi “Made in Fvg” consente anche di sostenere una filiera di grande importanza non solo per l’economia ma anche per l’ambiente della nostra regione».

Le aziende friulane risultate vincitrici sono la San Gregorio di Massimo Cipolat e Lucia Falconer con sede ad Aviano nella categoria formaggi aromatizzati, con un formaggio caprino a latte crudo aromatizzato al ginepro, azienda che ha ottenuto il massimo punteggio; Fabee di Luca Allaria (Sesto al Reghena) nella categoria formaggi di capra a coagulazione acida, con una crema spalmabile; azienda agricola Patrizia Pistor di Vanni Colussa (Faedis) nella categoria formaggi di capra a coagulazione presamica a pasta tenera, con un formaggio primo sale; L’Asan e la Mussa Ssa di Matteo Costa Pellicciari (Cividale), nella categoria formaggi di capra a coagulazione presamica pasta semidura/dura con una caciotta stagionata.

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In copertina, formaggi in mostra nella splendida cornice di Villa Contarini.

 

Le vicinie agrarie della Valcanale: intesa Fvg-Carinzia

(g.m.) Garantire una gestione duratura delle vicinie, comunità agrarie situate a ridosso del confine austriaco di proprietà della Regione Fvg, rinforzando l’integrazione tra le due comunità e salvaguardando tradizioni e culture montane, a prescindere dalla nazione di appartenenza. È l’obiettivo del progetto di intesa che l’Amministrazione regionale, su proposta dell’assessore al Patrimonio, Sebastiano Callari, ha raggiunto con il Land austriaco della Carinzia per la gestione di quei terreni, circa 157 ettari adibiti a pascolo, appartenuti all’Austria e diventati italiani alla fine della I Guerra mondiale, che fanno parte oggi nella Valcanale dei Comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio.
Si tratta di un accordo che, come sottolineato dall’esponente della Giunta Fedriga, superando le problematiche che per decenni hanno afflitto le vicinie italiane raggiungibili solo dal territorio austriaco, consolidano la collaborazione e la storica amicizia tra le due comunità, rafforzando il legame tra i rispettivi governi regionali.
L’intesa, illustrata dallo stesso assessore alle competenti Commissioni del Consiglio regionale, è infatti finalizzata a preservare questa proficua contaminazione culturale ed economica tra le popolazioni che vivono nell’area oggi italiana ricompresa nei Comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio e quella austriaca nei Comuni di Hohenthurn, Feistriz an der Gail e Hermagor-Pressegger See, sugellando una collaborazione che è diventata peculiare e costituisce esempio di civile convivenza capace di superare divisioni di nazionalità e territori.
In un’ottica di continuità le vicinie, senza modificare la proprietà italiana dei siti, continueranno a essere gestite dall’Austria che proseguirà nell’opera ultracentenaria di conservazione degli elementi tradizionali, di salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, assicurando uno sfruttamento ecocompatibile delle risorse naturali. Le parti si impegnano, inoltre, a promuovere la diffusione, lo studio e l’approfondimento della storia comune, a intensificare scambi di visite e di delegazioni commerciali, nonché favorire la partecipazione congiunta a fiere e manifestazioni.
Lo schema di protocollo sarà ora sottoposto al vaglio del dipartimento Affari esteri della presidenza del Consiglio dei Ministri, che avrà trenta giorni di tempo per produrre eventuali osservazioni.

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In copertina e qui sopra due tipici scorci della Valcanale.

Festa della trebbiatura a Palazzolo: orzo e malto sono sinonimo di qualità

“Una festa che esprime le potenzialità di un sistema di filiera che i produttori di orzo e malto hanno saputo creare nella pianura friulana, dalle colline moreniche alla riviera, per dare un significato nuovo alla cerealicoltura, non più esclusivamente massiva, ma orientata anche alle lavorazioni di qualità che possono essere destinate a realtà di trasformazione presenti sul territorio regionale”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo, nella campagna di Palazzolo dello Stella, all’annuale “Festa della trebbiatura dell’orzo da birra”, svoltasi in concomitanza con la raccolta delle ultime spighe del cereale.

“E’ stato un momento di valorizzazione – ha detto Zannier, come si legge in una nota Arc – di un percorso improntato su un modello di filiera completa auspicato e sostenuto dalla Regione, volto a consentire di riversare i benefici delle attività rurali, di qualsivoglia settore, sul territorio, favorendo strutture di trasformazione locali. Strutture – ha aggiunto – che come in questo caso esistono nell’area rivierasca, a San Giorgio di Nogaro, ma che potrebbero essere create anche a vantaggio di altri comparti dell’agricoltura e dell’agroalimentare”.
Unire obiettivi e sforzi del mondo rurale e di quello agroalimentare ed enogastronomico, che in questo periodo a causa degli effetti della pandemia stanno soffrendo economicamente più di altri, come ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga significa aiutare le aziende e le imprese, favorire nuovi investimenti, nonché rivitalizzare il teritorio sul quale le ricadute sarebbero evidenti. Ciò avviene anche per l’economia delle aziende coinvolte nel progetto dell’Associazione produttori di orzo e malto (Asprom), lanciata e presieduta da Alido Gigante, che – a seguito del cammino intrapreso – stanno rivivendo una nuova fase di ripresa.

“Un altro risultato importante – ha aggiunto L’assessore regionale – è quello che gli agricoltori, attraverso la produzione dell’orzo e del malto locali, riescono a spuntare una remunerazione migliore rispetto alle medie del mercato, potendo contare sulla qualità del prodotto”. Nel contempo – ha concluso il titolare dell’Agricoltura Fvgr -, “questa filiera consente ai consumatori di vedere certificata la materia prima con la quale, in questo caso, viene realizzata la birra, e di degustare un prodotto che proviene dal territorio: un valore aggiunto che ancor più in questo periodo ha un significato importante a vantaggio della economia locale, ma anche per chi sceglie di consumare prodotti del posto”.
Asprom – ha spiegato infine Gigante, dopo l’intervento del sindaco, Franco D’Altilia, presenti i consiglieri regionali Alberto Budai e Mauro Bordin – è una rete contratto nata nel 2013, che raggruppa produttori (180 aziende agricole con 920 ettari coltivati), trasformatori, commercializzatori di cereali da malto, destinati a realizzare birra, caffè, farine, e altri prodotti agroalimentari.

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In copertina, spighe di orzo e all’interno la Festa della trebbiatura con l’assessore regionale Zannier. (Foto Arc Morandini)

Fvg, già “in servizio” la Vespa samurai per combattere la cimice

di Gi Elle

Tutti la chiamano “Vespa samurai”, ma impropriamente perché non ha niente a che fare con il comune imenottero che tutti conosciamo, e temiamo, da sempre. Si tratta, invece, di un insetto minuscolo ma con una grande prerogativa: quella di diventare l’antagonista naturale alla dannosissima cimice, ormai presenza purtroppo costante nelle nostre campagne. E’ il “Trissolcus japonicus”, questo il nome scientifico, del parassitoide appartenente allo stesso ordine, ma con forme e caratteristiche completamente diverse e, appunto, con il compito – che ovviamente si spera sia di successo – di debellare la cimice asiatica marmorata che da alcuni anni devasta le produzioni soprattutto frutticole del Medio e Basso Friuli, in particolare nell’area rivierasca. E da ieri la “Vespa samurai” è entrata ufficialmente “in servizio” con un primo volo, al quale ne seguiranno altri cinquanta in tutte le aree del Fvg dove la presenza della cimice asiatica, in questi anni, è risultata invasiva per l’ambiente, anche urbano (fastidiosissima all’interno delle nostre case, anche per lo sgradevole odore che emana), e devastante per le colture, trattandosi di una specie a larghissima diffusione, considerato che due cimici, un maschio e una femmina, dopo tre anni sono in grado di generare un miliardo (!) di insetti.

Stefano Zannier

Soddisfatto per questo “lancio” ma anche per l’importante livello cui sono giunti gli studi finora condotti anche qui, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier che è intervenuto, a Pozzuolo, appunto al primo “volo”, ovvero alla liberazione, avvenuta in un uliveto campione di proprietà dell’Ersa, di un centinaio di esemplari di “Trissolcus japonicus”. “Una giornata importante per l’agricoltura e per l’ambiente del Friuli Venezia Giulia, perché oggi – ha detto, come si rileva da una nota Arc – si concretizza il risultato di un lungo lavoro di ricerca, ma anche di adeguamento normativo, che la Regione, tramite l’Ersa, ha svolto assieme al Crea, e ha portato finalmente alla individuazione di un insetto antagonista della cimice asiatica. Una specie, che in questi quattro anni ha arrecato danni ingenti alle colture e disagio alla popolazione. La ‘Vespa samurai’ è un insetto innocuo per l’uomo, dalle dimensioni inferiori a due millimetri e privo di pungiglione, che impedirà lo sviluppo delle uova della cimice, riducendone la presenza nell’ambiente e nelle campagne. La giornata odierna rappresenta dunque la finalizzazione degli ingenti sforzi di studio e di ricerca svolti da Ersa, in sinergia con tutte le realtà omologhe italiane”.
Come ha spiegato Pio Roversi, direttore del Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, organismo del ministero delle Politiche agricole, agroalimentari e forestali), che assieme ai tecnici dell’Ersa ha seguito la ricerca di un rimedio biologico alla presenza incontrollata della cimice asiatica, la “Vespa samurai” avrà il compito di ristabilire un riequilibrio nella natura che l’insetto invasivo, pure alieno rispetto al nostro habitat, aveva alterato.
Il volo delle “Vespe samurai” ha lo scopo di favorire l’insediamento del minuscolo insetto in un ambiente per esso nuovo, che è quello del nostro habitat. La sua presenza non nuocerà alle specie vegetali e animali. “Si tratta – ha specificato l’esponente della Giunta Fedriga – di un insetto alloctono, non autoctono, e quindi, nonostante il metodo individuato, e seguito, per la lotta alla cimice asiatica dal Crea assieme ai nostri tecnici dell’Ersa sia compreso nelle prassi della lotta biologica guidata, è stato necessario modificare la legge in vigore che non permetteva l’introduzione nell’ambiente di insetti non già presenti nell’habitat”. “Il progetto, che oggi ha compiuto una tappa importante – ha ricordato ancora l’assessore -, fa parte di un’iniziativa a livello nazionale nella quale anche il Friuli Venezia Giulia ha avuto parte attiva per sostenere e sollecitare la ricerca, con l’obiettivo di risolvere un problema affrontato finora dall’Amministrazione con la messa a disposizione di interventi pari a oltre 7 milioni di euro, mentre sono in corso le procedure per consentire agli agricoltori di accedere anche alle provvidenze dello Stato per il ristoro dei danni subiti dalle produzioni“.

La cimice asiatica.

La presenza della cimice asiatica nel Friuli Venezia Giulia era stata segnalata per la prima volta nel 2014, mentre i primi gravi danni alle colture si sono registrati nel 2016. “In questi anni – ha ricordato Zannier – si sono dapprima ricercate soluzioni fisiche rispetto a un fenomeno che poi ha assunto dimensioni tali da non essere più contenibile se non con azioni di contrasto. Azioni – ha aggiunto – che hanno richiesto i tempi necessari alla ricerca, comunque ristretti rispetto alle aspettative, per arrivare all’attuale risultato che già dalla prossima campagna agraria potrà dare i risultati attesi. Si è trattato di ricerche e studi complessi – ha concluso il titolare delle Politiche agricole Fvg – portati avanti con la costante interazione con i produttori, ma occorre considerare che si tratta di una specie particolarmente invasiva: si pensi che due individui di cimice asiatica, un maschio e una femmina, dopo tre anni sono in grado di generare un miliardo di esemplari“.

Coltivazione di soia in Friuli.

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In copertina, la “Vespa samurai” in una foto tratta da Wikipedia.

In Fvg “vespa samurai” contro la cimice: plaude Confagricoltura

di Gi Elle

Si chiama “vespa samurai” la speranza contro la temutissima cimice asiatica che falcidia le coltivazioni di ampi territori agricoli della nostra regione, oltre ad arrecare tanto fastidio nelle nostre case. “Dalla prossima settimana anche in Friuli Venezia Giulia verrà lanciata la vespa samurai ‘Trissolcus japonicus‘ per controllare la presenza della cimice asiatica nel nostro territorio”, afferma infatti l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, illustrando una iniziativa che si inserisce nell’ambito di una campagna organizzata di comune accordo tra le Regioni del Centro Nord Italia, tra cui appunto il Friuli Venezia Giulia.

La cimice asiatica.

A seguito dell’adozione del Decreto ministeriale che, su istanza delle Regioni, autorizza l’immissione in deroga della “vespa samurai” nel Centro Nord Italia, nel nostro territorio sarà l’Ersa ad occuparsi del lancio dell’insetto in 50 siti, distribuiti in modo tale da avere una copertura ottimale. Dal 16 giugno, quindi, la liberazione verrà compiuta esclusivamente in corridoi ecologici, siepi, aree verdi, vegetazione sugli argini di corsi d’acqua e in genere in prossimità di colture agrarie condotte con metodo integrato e biologico. Ad occuparsi dell’operazione saranno i tecnici del Servizio fitosanitario, utilizzando in più periodi e in tutti i siti individuati, le vespe samurai appositamente allevate dal Crea-Dc di Firenze.
Nel rispetto del Programma nazionale, l’attività prevede oltre al rilascio di questi specifici esemplari, anche l’effettuazione di valutazioni pre e post-intervento, allo scopo di verificare l’efficacia delle azioni intraprese. Per fare questo sarà coinvolta anche la cooperativa FriulFruct con il suo personale tecnico, sulla base di uno specifico progetto finanziato dall’amministrazione regionale.

Stefano Zannier


“Speriamo – spiega l’esponente della Giunta Fedriga – di essere giunti alla soluzione definitiva del problema relativo all’invasione della cimice marmorata asiatica. Il lungo percorso seguito con estrema attenzione dall’Amministrazione regionale assieme a tutte le altre Regioni coinvolte dalla stessa problematica, con il supporto del Mipaaf, ha finalmente consentito di procedere con l’immissione dell’antagonista della cimice”. “La grave situazione di crisi dei produttori danneggiati in questi anni – conclude l’assessore Zannier – aveva raggiunto limiti non più sostenibili, nonostante gli ingenti sforzi messi in campo dalla Regione. Gli indennizzi statali, per i quali in questi giorni si stanno perfezionando le domande di sostegno, potranno essere un valido aiuto per le aziende ormai stremate. A seguito dei risultati derivanti dalle immissioni dei prossimi giorni si valuteranno le eventuali strategie future“.

Philip Thurn Valsassina

«Con il via libera finale del Ministero dell’Ambiente al rilascio in campo aperto degli antagonisti naturali della dannosissima cimice asiatica in 4 Regioni italiane (Friuli Venezia Giulia compreso) – afferma il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – si completa l’ultimo di una serie di passaggi istituzionali molto impegnativi che ci hanno visti in prima linea. Tra le tante ipotesi di lotta in discussione, questa pare la più efficace e maggiormente sostenibile e siamo molto soddisfatti. Il momento stagionale per intervenire è quello corretto e confidiamo nel buon lavoro dei tecnici e nell’efficacia del metodo, avendo la consapevolezza che stiamo partecipando al più massiccio programma di lotta biologica mai tentato nel nostro Paese».

La sede di FriulFruct a Spilimbergo.

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In copertina, la “vespa samurai” in una fotografia pubblicata dalla Oregon State University.

Coronavirus, al via il programma anticrisi per l’agricoltura

“Garantire con la massima rapidità al sistema produttivo agricolo e agroalimentare regionale misure di sostegno e di aiuto erogate, vista la grave crisi che sta colpendo il comparto, con condizioni e limiti più favorevoli rispetto a quelli ordinariamente previsti dalle normative nazionali e comunitarie”. Lo ha dichiarato – come informa Arc – l’assessore del Friuli Venezia Giulia alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, spiegando i contenuti del programma di interventi straordinari “Anticrisi Covid-19” approvato dalla Giunta regionale, “studiato – ha aggiunto – per sostenere le prime esigenze di liquidità e supportare con tempestività le difficoltà economiche e finanziarie nelle quali si trovano le imprese del settore“.

La Regione darà subito avvio al programma anticrisi: “Opereremo – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – in via immediata sugli attuali importi disponibili nel Fondo. In questa prima fase, in attesa dell’autorizzazione da parte della Commissione europea legata al Quadro temporaneo comunitario, i finanziamenti saranno concessi con le condizioni vigenti legate al regime ‘de minimis’. Una volta ottenuta l’autorizzazione, saranno erogati nel rispetto delle condizioni e dei limiti del Quadro temporaneo comunitario”. Nell’ottica di garantire sostegno immediato al comparto, la delibera definisce condizioni e modalità di concessione degli aiuti di Stato e individua le tipologie e criteri di finanziamento agevolato legati al Fondo di rotazione in agricoltura.
Gli aiuti di Stato previsti dal programma interessano tutte le imprese dei settori agricolo, forestale e della pesca e acquacoltura del Friuli Venezia Giulia e sono erogati sotto forma di sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili, agevolazioni fiscali e di pagamento, garanzie, prestiti e partecipazioni. Sono previste concessioni fino a 800 mila euro per le imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, fino a 100 mila per le aziende della produzione primaria e fino a 120 mila euro per le realtà che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura.

I finanziamenti agevolati legati al Fondo di rotazione regionale prevedono quote da un minimo di 10 mila euro fino a un massimo di 500 mila per le imprese che producono prodotti agricoli o svolgono l’attività di acquacoltura. Per le aziende che trasformano e commercializzano prodotti agricoli o svolgono l’attività di utilizzazione boschiva e di erogazione di servizi di sistemazione e manutenzione idraulico-forestale, l’ammontare minimo dei finanziamenti agevolati è pari a 10 mila euro e quello massimo è di 800 mila, raggiungendo il tetto di un milione per le cooperative e i consorzi. Ulteriori agevolazioni sono previste per anticipare il valore commerciale dei prodotti agricoli con finanziamenti fino a 300 mila euro, per le imprese con fatturato inferiore a un milione di euro, fino a 500 mila euro, per le imprese con fatturato compreso tra un milione e 2,5 milioni di euro e fino a 800 mila, per le imprese con fatturato superiore a 2,5 milioni di euro. Il programma contempla inoltre forme di finanziamento per l’anticipazione delle spese di conduzione aziendale: in questo caso l’importo massimo è pari al 25% del fatturato annuo riferito all’ultimo esercizio contabile.

“Il settore primario deve mantenere la compattezza sin qui dimostrata per poter supportare la Regione anche in questa fase critica, nella quale stiamo valutando tutte le opportunità di intervento che sono concesse. Ma stiamo ancora attendendo, da parte dello Stato, certezze sulla quantificazione e sulle tipologie di aiuto che esso metterà a disposizione del mondo rurale. Alle quali non mancheremo di affiancare la nostra azione concreta”, ha sottolineato l’assessore Zannier ai rappresentanti dell’agricoltura, convocati da Udine in videoconferenza, per proseguire l’analisi e il confronto già avviato sulle problematiche da affrontare prioritariamente, nonché sulle aspettative e sulle proposte del comparto, in questi difficili momenti contraddistinti dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Anche da questo incontro, commenta Zannier, “è emerso che serve una effettiva presa di coscienza della situazione in atto, ma anche degli effetti che essa produrrà nel tempo. Le problematiche affiorate anche oggi – aggiunge – amplificano già la portata delle criticità da affrontare: per superarle, occorrerà ricorrere a scelte e decisioni prioritarie che la Regione non mancherà di adottare con la massima tempestività, non appena si saranno palesati in modo chiaro la strategia del Governo, gli ambiti e gli strumenti attraverso i quali lo Stato vorrà intervenire”.

Nel corso della videoconferenza, l’assessore si è più volte richiamato al costante raccordo con il Ministero competente per ribadire che, nonostante l’emergenza, la Direzione regionale ha continuato senza alcuna interruzione a espletare le procedure avviate, con l’obiettivo di consentire agli agricoltori di accedere in modo più facile e immediato alle provvidenze e nel contempo per cercare di quantificare anticipatamente, almeno in parte, le priorità. Un impegno, quello dimostrato dall’Amministrazione regionale, che gli esponenti del settore rurale hanno manifestato di apprezzare e che è stato svolto con professionalità e competenza a tutti i livelli, e spesso anche al di là delle aspettative degli stessi agricoltori.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agricole Stefano Zannier.

Dal Fondo di rotazione liquidità alle imprese dell’agroalimentare

“Attiviamo un’apposita sezione contabile del Fondo di rotazione in agricoltura, lo strumento finanziario regionale dedicato alle imprese della filiera agroalimentare, ‘mettendo in campo’ un programma di interventi anticrisi Covid-19 per istituire una nuova tipologia di finanziamento che anticipa alle imprese le spese di conduzione e per adattare al contesto di crisi i finanziamenti agevolati già attuati dal Fondo”. Lo ha sottolineato – come informa una nota Arc – l’assessore alle Risorse agricole, Stefano Zannier, in merito all’emendamento della Giunta regionale al ddl 85 “Ulteriori misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
“Le imprese del comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia – ha spiegato Zannier – accusano eccezionali difficoltà finanziarie, in primo luogo di liquidità. La norma consentirà al Fondo di rotazione di poter prontamente realizzare interventi di sostegno mirati, incisivi ed efficaci, così come è richiesto dal momento. Il sistema produttivo agricolo è a rischio di sopravvivenza e necessita di un intervento straordinario sia nelle dimensioni, dell’ordine di decine di milioni, che nella tempistica e questo intervento l’Amministrazione può provare a realizzarlo con il Fondo di rotazione agricolo in sinergia con il sistema bancario regionale.
L’emendamento – come ha ancora illustrato l’esponente della Giunta Fedriga – propone inoltre una moratoria delle rate dei finanziamenti in essere del Fondo, da realizzarsi a favore delle imprese con modalità diverse rispetto alle classiche sospensive, in modo da non privare il Fondo dei rientri indispensabili al prosieguo dell’attività. La norma, di fatto, demanda ad un tavolo negoziale tra la Regione ed il sistema creditizio la definizione di un meccanismo attraverso il quale le banche, pur concedendo alle imprese la sospensiva delle rate, verserebbero comunque al Fondo gli importi corrispondenti alle quote di ammortamento sospese, ricevendo per questo un compenso.
“In questo modo – ha concluso l’assessore Zannier – il Fondo potrebbe continuare a garantire, oltre agli interventi sulla liquidità, l’ordinario supporto ai progetti di investimento delle imprese, il ché per le sorti del tessuto produttivo, ha una valenza altrettanto imprescindibile”.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, prodotti della norcineria tradizionale carnica.

Agricoltura e pesca in difficoltà: è urgente intervenire

Proroghe dei termini di pagamento, anticipi finanziari su canali ordinari, costituzione di fondi specifici e in generale accesso a una maggiore liquidità: sono questi alcuni dei provvedimenti urgenti richiesti al Governo per il comparto agricolo e della pesca da parte dell‘assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Lo ha comunicato lo stesso assessore nel corso della riunione, tenutasi in videoconferenza, con tutti i rappresentanti regionali delle categorie di comparto. Un tavolo tecnico – riferisce una nota Arc – voluto da Zannier e riunito settimanalmente per raccogliere e condividere informazioni sulla crisi del settore agricolo e ittico determinata dalla pandemia per il Covid-19.

“Ho informato il tavolo di crisi di tutte le interlocuzioni avute con il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e con le altre Regioni per la condivisione dei provvedimenti e delle proposte da avanzare al Governo” ha informato Zannier, specificando che “in generale, raccogliendo le istanze provenienti dalle imprese, abbiamo avanzato una forte richiesta di liquidità che non trova adeguata copertura nei provvedimenti nazionali”. L’esponente della Giunta Fedriga si è anche fatto portatore di una richiesta specifica per il settore lattiero-caseario: “Ho sollecitato il ministro alla Salute a fornirci i dati del latte estero conferito in regione e lavorato da trasformatori del Friuli Venezia Giulia; avere un quadro dettagliato dei conferimenti dall’estero, pur utilizzando questi dati strettamente nell’ambito dell’attività interna alla regione, ci consentirebbe di attuare politiche per favorire, in questo particolare momento, l’utilizzo di latte di produzione regionale”.

È stata, inoltre, richiesta l’istituzione di un fondo specifico per la filiera florovivaista o quanto meno la previsione di protocolli di attività che consentano alle aziende di questo specifico settore di continuare a lavorare. Zannier ha infine confermato la disponibilità della Commissione europea ad avviare una rimodulazione dell’Organizzazione comune del mercato (Ocm), ovvero della regolamentazione unica dell’Unione europea che disciplina il comparto, definendo sia le norme di produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende. Un tavolo tecnico tra Regioni e Ministero è stato avviato per fare una sintesi delle proposte da portare in Commissione, con particolare riguardo all’Ocm vino.

Coltura di soia in Friuli.

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In copertina, ecco due pescatori al lavoro nel porto di Grado.