Aria di Festa al via a San Daniele che è sempre più un punto di riferimento del turismo enogastronomico italiano

«Aria di Festa è un appuntamento ormai consolidato che mette in luce l’eccellenza culinaria del Friuli Venezia Giulia e la promuove con il pieno coinvolgimento delle attività produttive del territorio e dell’intera comunità: è bello vedere la piazza di San Daniele piena di pubblico, per una quattro giorni di festa con la possibilità di degustare prodotti autoctoni di altissima qualità». Sono le parole con cui l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, ha portato il saluto istituzionale a San Daniele sul palco di Aria di Festa, la rassegna enogastronomica organizzata e promossa dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele con il supporto di PromoTurismoFvg e inaugurata ieri sera alla presenza del direttore consortile Mario Cichetti, del sindaco di San Daniele, Pietro Valent, e di numerose altre autorità, tra le quali il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il presidente della Camera di Commercio di Udine-Pordenone Giovanni Da Pozzo. Aria di Festa – che si protrarrà fino a lunedì prossimo – si è aperta con il tradizionale taglio del prosciutto in piazza Vittorio Emanuele con la madrina scelta per il 2023, la giornalista e conduttrice sportiva Giorgia Rossi.

«Il brand del Prosciutto di San Daniele è importantissimo per il nostro territorio – ha aggiunto Bini – e rappresenta una terra ricca di storia, tradizioni, commercio e artigianato. Un plauso al Consorzio del Prosciutto di San Daniele che, grazie al suo impegno organizzativo, fa sì che questo evento richiami ogni anno migliaia di visitatori in una località che è punto di riferimento del turismo enogastronomico in Italia».
Presente alla serata inaugurale anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che si è soffermata sulla forte vocazione di Aria di Festa di «promuovere e rendere attrattivo il territorio partendo dalla valorizzazione di uno dei prodotti più caratterizzanti della regione. Il Prosciutto di San Daniele – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – ha una grande valenza identitaria per il Friuli Venezia Giulia, riconosciuta sia da chi vive sul territorio sia dai numerosi corregionali che contribuiscono a diffonderlo anche all’estero come eccellenza gastronomica».
Nel corso di queste tre giornate, il centro storico di San Daniele si popolerà di oltre dieci stand enogastronomici in cui, oltre al Prosciutto di San Daniele, sarà possibile degustare gli altri prodotti tipici con marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Sarà presente anche un punto informativo gestito da PromoTurismoFvg, al fine di accogliere al meglio i tanti visitatori e promuovere l’intero territorio regionale. Il programma della 37ma edizione prevede oltre 30 laboratori educativi per far conoscere il Prosciutto di San Daniele, 90 visite guidate negli otto prosciuttifici che apriranno le proprie porte ai visitatori e sei talk tematici con ospiti d’eccezione del mondo della cucina e dello spettacolo. Nei giorni antecedenti all’inizio della rassegna, le prenotazioni agli eventi proposti avevano superato quota 3.500, ovvero circa il 90 percento dei 4mila posti messi complessivamente a disposizione.
Previsti inoltre dei tour guidati alla scoperta delle attrazioni storico-artistiche (come la Biblioteca Guarneriana) e paesaggistiche del Friuli collinare. Quest’anno, infine, Aria di Festa si affiancherà alla 45ma edizione di Folkest, il festival dedicato agli artisti della world music nato proprio San Daniele, dove è in programma la tappa finale.

—^—

In copertina, la madrina di Aria di Festa Giorgia Rossi con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini; all’interno, altre due immagini della cerimonia inaugurale avvenuta ieri sera a San Daniele.

(Foto Regione Fvg)

Macché grilli o carne finta! “Asparagus” ci tiene legati alle eccellenze del Friuli

di Giuseppe Longo

UDINE – «In tempi in cui sentiamo quotidianamente parlare di cibi sintetici, è un onore sostenere una manifestazione come “Asparagus”, che fonda la sua storia nella tradizione, nella naturalità della produzione della nostra terra, e che la valorizza. Al Ducato dei vini va dunque il nostro plauso, per la qualità che ripropone di edizione in edizione, promuovendo una delle eccellenze del territorio elaborate con creatività dai migliori chef». Sono le parole con cui Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha suggellato, ieri mattina in sala Valduga, l’incontro per la presentazione della nuova edizione, la 23ma, di “Asparagus”, la fortunata manifestazione enogastronomica promossa e organizzata dallo stesso sodalizio della vite e del vino, appunto, con il sostegno dell’ente camerale, della Fondazione Friuli e del marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Quindi niente grilli o insetti vari, e tanto meno carne sintetica, finta o “coltivata” che dir si voglia – peraltro vietata in Italia -, ma grande desiderio di rimanere saldamente ancorati alle eccellenze della nostra tradizione agroalimentare. E una di queste è proprio l’asparago friulano – bianco o verde, a seconda delle preferenze – dalle tante virtù organolettiche e nutrizionali.

Alessandro Salvin e Giovanni Da Pozzo.


A Da Pozzo ha fatto eco il duca Alessandro I, il quale, richiamandosi brevemente alla storia della manifestazione (dapprima biennale), ha subito detto che nei nove ristoranti del circuito piatto comune per tutti «sarà il classico, ma sempre di grande fascino e incomparabile gusto, “asparagi e uova”. Lasciamo poi alla fantasia degli chef declinare gli altri piatti nei vari e ricchi menù, che avranno sempre come denominatore comune l’asparago, sia esso il celebre e imponente bianco o il verde, che i vari produttori friulani ormai sparsi nelle aree dell’intera regione non mancheranno di fornire». E i vini? Quelli in abbinamento saranno ovviamente i grandi bianchi del Vigneto Fvg «lasciando però anche spazio – ha precisato il leader del Ducato, al secolo Alessandro Salvin – a qualche rosso in cerca di avventure». E uno di questi potrebbe essere lo Schioppettino di Prepotto o di Cialla, ipotesi che ha subito affascinato Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio, presente all’incontro e sempre in prima linea per la valorizzazione dei prodotti della prestigiosa sottozona dei Colli orientali del Friuli.
Questa edizione di “Asparagus” avrà la novità di tre nuovi ristoranti inseriti nel tradizionale circuito per gourmet e sommelier: Hostaria alla Tavernetta di Udine, Eataly a Trieste e Il Pedrocchino di Sacile, che si vanno ad aggiungere agli storici ristoranti, appunto, Al Grop di Tavagnacco, Là di Moret a Udine, Lokanda Devetak a San Michele del Carso, Da Nando a Mortegliano, La Dinette a Grado e Da Toni a Gradiscutta di Varmo: un applauso affettuoso è andato a Elisabetta Morassutti che ha deciso di portare avanti la storica attività nel ricordo del padre Aldo, scomparso lo scorso anno. «Manca ancora – ha fatto osservare Salvin – la montagna, ma è una lacuna che cercheremo di colmare fin dalla prossima edizione».

Asparagi bianchi…

… e verdi.

“Asparagus 2023” prenderà, dunque, il via il 14 aprile prossimo al ristorante Al Grop di Tavagnacco. Fu proprio in questo rinomato locale, all’ombra del campanile, che tutto cominciò nel lontano 1981, mettendo a frutto una felice idea degli indimenticabili Elio Del Fabbro e Isi Benini, giornalista il secondo con la passione innata dell’enogastronomia e strenuo difensore delle peculiarità del Friuli (ricordate la bellissima rivista “Il Vino”?). Andrà in scena uno speciale evento a tavola come quelli che seguiranno nei venerdì consecutivi fino al 2 giugno in cui si svilupperà il sicuramente coinvolgente percorso gastronomico-culturale.
Questo, pertanto, il calendario dopo la serata inaugurale di Tavagnacco, la “capitale” storica dell’asparago bianco friulano: 21 aprile – Là di Moret Udine; 28 aprile – Lokanda Devetak San Michele del Carso; 5 maggio – Da Nando Mortegliano; 12 maggio – Eataly Trieste; 19 maggio – La Dinette Grado; 26 maggio – Da Toni Gradiscutta di Varmo; 2 giugno – Hostaria alla Tavernetta Udine, in contemporanea con Il Pedrocchino Sacile.
Ricordiamo, infine, le zone tipiche di produzione dell’asparago, sebbene oggi sia coltivato anche in altre aree della regione, fra cui quelle pordenonesi di Casarsa e Cordenons: Tavagnacco, Tricesimo, Latisana, Fiumicello, San Vito al Torre, nonché Fossalon, Cormons, Sant’Andrea, Moraro e Medea nel Goriziano. I suoi ottimi valori nutrizionali contribuiscono al benessere di chi lo assapora e il suo sapore delicato dona ai piatti un gusto raffinato ricco di sempre nuove emozioni. I bianchi turioni già da metà Settecento venivano coltivati sulle colline moreniche e ve n’è ampia traccia nei bollettini agricoli del tempo. Inoltre, si narra come questo ortaggio fosse molto amato dall’imperatrice d’Austria Maria Teresa, il cui nome è rimasto indissolubilmente legato allo sviluppo di Trieste. E gli asparagi recapitati a corte fecero conoscere il prodotto friulano anche in Oltralpe, favorendo in tal modo il suo commercio nell’area viennese. Ma questa è storia. Passando, invece, all’attualità non resta che aspettare il via di “Asparagus 2023”, incamminandoci poi nelle nove affascinanti e gustose tappe.

Sala Valduga in Cciaa a Udine.

 

Fvg terra anche di piccole, grandi birre artigianali che hanno fatto nascere a Udine il primo corso universitario d’Italia

di Giuseppe Longo

UDINE – A Capodanno solitamente si brinda con spumanti, ma anche una buona birra, meglio ancora se Made in Fvg, fa la sua bella figura sulla tavola di chi ne è appassionato. Non solo terra di grandi vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, la nostra regione si sta, infatti, facendo sempre più strada anche nella produzione della birra artigianale, dopo quella dei famosi marchi industriali – Moretti e Dormisch (proprio in queste settimane è terminata la demolizione dello stabilimento che, tanti anni fa, venne devastato da un incendio) -, che hanno segnato la storia di Udine, ma anche Dreher a Trieste. Tanto che questa a questa produzione è stata riservata un’attenzione tutta speciale dall’Ateneo friulano che, in Italia, è stato il primo ad istituire dei corsi di studio specifici. Le aziende erano 19 nel 2012 e quest’anno sono diventate 37, con un incremento del 95% in 10 anni e con l’impiego di 170 addetti. Piccoli numeri in valore assoluto, ma segno di un settore, quello delle imprese produttrici di birra, che anche in Friuli Venezia Giulia sta crescendo sensibilmente, secondo i dati elaborati dal Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Certamente si tratta di una produzione di “nicchia”, e tale è destinata a rimanere, ma contraddistinta da un’elevata qualità sulla quale concordano gli estimatori della spumeggiante bevanda contraddistinta dall’aroma del luppolo.

E ai birrifici artigianali di casa nostra  la Cciaa ha voluto dedicare il quarto libro della collana, cartacea e online, “Quaderni di Agricoltura”, edita da Vinibuoni Biblioteca e tradizionale strenna natalizia dell’ente camerale. Il volume conclude la quadrilogia che racconta, con la voce narrante del giornalista, scrittore e docente universitario Walter Filiputti, i diversi comparti del settore agricolo. «La birra è un modo felice di concludere questo viaggio librario, di cui l’autore ci parla con la sua penna sempre originale e con il suo spirito entusiastico, sia sulla carta sia tramite il sito web, con le interviste e le pagine interattive di www.quadernidiagricoltura.it, che rendono ancora più completa e viva l’opera», ha detto il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che alla presentazione ha aperto il lavori. Con lui in Sala Valduga c’erano anche il sindaco di Udine Pietro Fontanini, al cui saluto sono seguiti gli interventi dell’autore, dell’editore Francesco Busso e del presidente dell’Associazione Artigiani Birrai del Fvg Severino Garlatti Costa. Le conclusioni sono spettate all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier.


«Il mercato della birra artigianale si espande e trova una risposta di eccellenza nella produzione regionale, che ha saputo cogliere questa opportunità puntando soprattutto sulla qualità», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. «È un settore di nicchia che sta appassionando soprattutto i giovani, sia come consumatori che come produttori – ha detto ancora il titolare dell’Agricoltura Fvg -. La birra artigianale riesce così a diventare un prodotto distintivo capace di crearsi un mercato differenziato rispetto alla grande distribuzione».
Come si diceva all’inizio, l’Università di Udine è stata la prima ad istituire dei corsi sulla produzione di birra anche in considerazione della presenza di alcuni grandi birrifici industriali che hanno contribuito a favorire in Friuli la conoscenza di questo prodotto. «La cultura della birra è un ulteriore elemento di crescita del mercato, anche se le regole della produzione sono differenziate tra mondo agricolo, artigianale e industriale. Questo comporta anche una maggior capacità tecnica e una maggiore conoscenza tecnologica del settore, che è ciò che qualifica i nostri produttori, bravissimi anche nel narrare la storia e l’origine del proprio prodotto. Certo, se la birra fosse inclusa nelle produzioni agricole potrebbe godere di maggiori incentivi», ha concluso l’assessore. Va, infatti. rilevato che in Italia la birra continua a essere classificata come prodotto industriale, sebbene le materie prime siano agricole.


Se le edizioni precedenti dei “Quaderni” si sono soffermate sul mondo del vino, sul seminativo e l’allevamento, il lattiero-caseario, l’acquacoltura, la silvicoltura e la caccia, quindi l’orticoltura, la frutticoltura e le produzioni di nicchia, il quarto e conclusivo libro della collana si concentra dunque sul magico mondo della birra artigianale nostrana, una realtà che presenta moltissime eccellenze – dimostrate anche dalla degustazione che ha concluso l’incontro -, anche pluripremiate in Italia e a livello internazionale.  «Oggi la birra vive un rifiorire e un rinnovamento senza precedenti – ha evidenziato ancora Filiputti – e il nostro Quaderno 2022-2023 mette in luce il lavoro competente, le conoscenze degli imprenditori del settore (una ventina i birrifici artigianali protagonisti, ndr), la passione schietta di tanti giovani che si mettono in gioco e che sanno e vogliono proporre un prodotto d’eccellenza, originale, espressione di un territorio che rispettano in ogni aspetto».
Infine, alcuni dati sulle edizioni precedenti del “Quaderni”, ricordati dallo stesso ente di piazza Venerio: nel 2019, il volume dedicato al futuro della viticoltura e del mercato enologico ha avuto come protagoniste 70 storie aziendali. Nel 2020 sono state 50 le interviste, sul tema “il cibo del futuro, tra sostenibilità, coltivazioni e allevamento” e anche quelle del Quaderno 2021-2022 dedicato a ortofrutta, miele e produzioni di nicchia.
La collana “Quaderni di Agricoltura” fa seguito ad una prima collana camerale dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi, e la collana, in quattro volumi, dedicata agli “artigiani del fare”, con le storie di 228 imprenditori.

—^—

In copertina, alcune delle birre artigianali degustate al termine della presentazione in Camera di Commercio a Udine;  all’interno, immagini della serata, il libro e la collana di quattro volumi giunta a conclusione.

La Birra Made in Fvg oggi a Udine nel nuovo libro scritto da Walter Filiputti

Un prezioso volume, dedicato alla birra artigianale Made in Fvg, conclude la collana-quadrilogia “Quaderni di agricoltura”, promossa dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine per raccontare, con la voce narrante di un esperto come Walter Filiputti, i diversi comparti del settore agricolo. Sarà presentato ufficialmente oggi, 13 dicembre, nella Sala Valduga di piazza Venerio, con inizio alle 17, e con una piacevole conclusione: una piccola degustazione di una selezione delle birre narrate nel libro.

Walter Filiputti


Sì, perché, se le edizioni precedenti si sono soffermate sull’affascinante mondo del vino, sul seminativo e l’allevamento, il lattiero-caseario, l’acquacoltura, la silvicoltura e la caccia, quindi l’orticoltura, la frutticoltura e le produzioni di nicchia, il quarto e conclusivo libro della collana si concentra proprio sul magico mondo della birra artigianale nostrana, una realtà in crescita che nel territorio presenta moltissime eccellenze.
«La birra è un modo felice di concludere questo viaggio, di cui Filiputti ci parla con la sua penna sempre originale e con il suo spirito entusiastico, sia sulla carta di questo volume, sia online, con le interviste e le pagine interattive di www.quadernidiagricoltura.it, che rendono ancora più completa e viva l’opera libraria», anticipa il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che alla presentazione aprirà il lavori. Con lui in Sala Valduga ci saranno anche il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, al cui saluto seguiranno gli interventi dell’autore e del presidente dell’associazione Artigiani Birrai del Fvg, Severino Garlatti Costa. Le conclusioni spetteranno all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
«Oggi la birra vive un rifiorire e un rinnovamento senza precedenti – preannuncia Walter Filiputti – e il nostro Quaderno 2022-2023 mette in luce il lavoro competente, le conoscenze degli imprenditori del settore (una ventina i birrifici artigianali protagonisti, ndr), la passione schietta di tanti giovani che si mettono in gioco e che sanno e vogliono proporre un prodotto d’eccellenza, originale, espressione di un territorio che rispettano in ogni aspetto».
Alcuni dati sulle edizioni precedenti dei Quaderni: nel 2019, il volume dedicato al futuro della viticoltura e del mercato enologico ha avuto come protagoniste 70 storie aziendali. Nel 2020 sono state 50 le interviste, sul tema “il cibo del futuro, tra sostenibilità, coltivazioni e allevamento” e anche quelle del Quaderno 2021-2022 dedicato a ortofrutta, miele e produzioni di nicchia.
La collana “Quaderni di Agricoltura” fa seguito ad una prima collana dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi, e la collana, in quattro volumi, dedicata agli “artigiani del fare”, con le storie di 228 artigiani.

L’ente camerale a Udine.

—^—

In copertina, un particolare della copertina del libro che sarà presentato oggi a Udine.

 

Malvasia senza confini a Messina (Opus Loci), ma anche a Buie d’Istria e ad Aurisina sul Carso (Enoturismo)

Opus Loci vola a Messina. Il percorso progettuale ideato e promosso dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che mette in rete i cinque siti Unesco del suo territorio e un primo gruppo di eccellenze produttive delle cinque località con l’obiettivo di valorizzare il virtuoso binomio cultura-economia, dopo l’importante tappa di Genova, toccherà oggi, 11 novembre, la città siciliana, dove sarà presentato nell’ambito di una tavola rotonda che integra il progetto nazionale “Malvasia senza confini”. Per la Cciaa Pn-Ud interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo e il project manager di Opus Loci, Walter Filiputti.
Come è noto, Opus Loci riunisce una ventina di aziende produttrici di eccellenze friulane di tanti settori (cibo e bevande, ma anche abbigliamento, coltellerie, servizi turistici e ricettivi…) per ciascuno dei suoi cinque Siti Unesco Fvg: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti friulane e Palù di Livenza. Per ognuno di essi, sono stati realizzati speciali percorsi da fare in bici o camminando, che toccano non solo le bellezze storico-culturali tutelate come Patrimonio dell’Umanità ma anche le aziende coinvolte, per proporre al visitatore un tour completo del meglio che il nostro territorio offre. E in modo sostenibile. Opus Loci (www.opusloci.it) è nato in modalità esplicitamente sperimentale, nel solco – e come una sorta di specificazione – del percorso Mirabilia, network costituito da Unioncamere e 19 Camere di commercio italiane in rappresentanza di territori su cui insistono beni patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.
«In questa nuova presentazione – commenta il presidente Da Pozzo –, mettiamo insieme eccellenze comuni, tra Friuli Venezia Giulia e Sicilia, con l’obiettivo di far crescere territori lontani geograficamente, ma con molte affinità e potenzialità di scambio e collaborazione. Il progetto “Malvasia senza confini” è il felice percorso con cui approfondiamo la conoscenza di un vino fortemente rappresentativo e, attraverso di esso, mettiamo in rete idee ed esperienze, per favorire sempre più un turismo di qualità. Sotto questo cappello introduciamo il nostro Opus Loci». Gli fa eco Filiputti, per cui «parlare di vino, e di un vino dalle tante originali sfaccettature come il Malvasia, è il punto di partenza per creare legami che dall’enogastronomia sfociano naturalmente nella cultura, nella valorizzazione, nella condivisione. Occasioni come questa ci aiutano a confrontarci su terreni comuni, mettendo insieme i vari attori che possono creare sviluppo: imprese e istituzioni, realtà locali, nazionali e internazionali. Una preziosa opportunità di networking, basata sulla valorizzazione dei caratteri più iconici delle nostre terre».
Alla odierna tavola rotonda, con il presidente Da Pozzo e Filiputti, interverranno, per i saluti istituzionali, Ivo Blandina, presidente Camera di Commercio di Messina, il sindaco e l’assessore al turismo e alla cultura della città, Federico Basile, e Vincenzo Caruso. Porteranno i loro contributi anche Mauro Pollastri, presidente “Consorzio Malvasie delle Lipari”, Roberta Urso, delegata regionale Associazione “Le donne del vino”, Antonina Sidoti, della Fondazione Its Academy Albatros, Pietrangelo Pettenò, di Marco Polo Project, e Pina Costa, direttore Relazioni Esterne e Business Development di Assocamerestero. All’evento saranno presenti produttori e aziende vitivinicole, sommelier, ristoratori, esperti di comunicazione food&wine. Modererà l’incontro Flora Mondello, vicedelegata regionale Donne del Vino Sicilia e presidente del “Consorzio per la tutela del Mamertino Doc”.

***

Anche quest’anno, la Rete Europea delle Città del Vino Recevin, in collaborazione con le Associazioni nazionali, ha promosso la Giornata Mondiale dell’Enoturismo, in programma domenica 13 novembre. Ad impreziosirla, domani, si terrà a Buie d’Istria (Croazia), un’interessante tavola rotonda dal titolo “Malvasia, un vino che unisce tre stati – Idee e strategie a confronto per sfidare il futuro”. Interverranno: Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina – Devin Nabrežina; Fabrizio Vižintin, sindaco del Comune di Buje; Tiziano Venturini, presidente delle Città del Vino Fvg; Denis Goja, membro del consiglio di amministrazione di Las Istre. Modererà l’incontro Martina Vocci. L’evento si terrà alle ore 10, nella sala del consiglio comunale di Buie – www.buje.hr/it. Verrà predisposto un servizio di traduzione simultanea. A seguire è previsto un rinfresco e una degustazione di vini locali.
Domenica seguirà un’altra tavola rotonda dal titolo “Vini senza confini: il turismo transfrontaliero come leva di sviluppo sostenibile”. Interverranno: Francesco Marangon, Università di Udine; David Pizziga, Gal Carso Las Kras; Joško Sirk, Sirk della Subida. Modererà l’incontro Robi Jakomin. L’evento si terrà sempre alle 10, nella Casa della Pietra, Sp1, ad Aurisina. A seguire è previsto un rinfresco con una degustazione di vini locali in una cantina del Carso.
La celebrazione della Giornata Mondiale dell’Enoturismo si presenta come un grande appuntamento di eventi, attività e iniziative legate all’importante settore economico. L’iniziativa rientra nel programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino.
I due appuntamenti sono riservati a sindaci, amministratori locali, ambasciatori delle Città del Vino, agli addetti al settore e alla stampa. Confermare la propria presenza scrivendo a jakomin@galcarso.eu, telefono 351.5100786.

—^—

In copertina, grappoli di Malvasia grande varietà bianca friulana e istriana.

Opus Loci, oggi i cinque siti Unesco Fvg con eccellenze e bellezze su 7 quotidiani

Un piccolo inserto che racconta il Friuli Venezia Giulia attraverso i suoi cinque siti Unesco. E attraverso i percorsi che uniscono eccellenze produttive e bellezze storico-artistiche, ossia il cuore del progetto Opus Loci che la Camera di Commercio Pordenone-Udine sta promuovendo, mettendo in rete i siti di Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza con una ventina di aziende che offrono prodotti e servizi di qualità (dal cibo alle bevande, dai servizi turistici ai prodotti d’alto artigianato). S’intitolano proprio Opus Loci le quattro pagine, con tante immagini simboliche e coinvolgenti, che usciranno proprio oggi, 27 ottobre, sulle edizioni cittadine di una serie di quotidiani del Gruppo Gedi: l’edizione genovese del Secolo XIX, quella torinese de La Stampa, quella romana di Repubblica, nonché su Mattino di Padova, La Nuova Di Venezia e Mestre, la Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi. Ogni città è stata scelta in conseguenza della visita in Fvg, a fine settembre, di un gruppo di operatori turistici, che venivano proprio dalle regioni coinvolte nella diffusione dell’inserto. Un modo per dare continuità al percorso di valorizzazione del territorio che l’ente camerale si sta impegnando a promuovere, a complemento della più ampia azione regionale sul turismo, scegliendo il punto di vista dei siti Unesco quale primo catalizzatore di un’ospitalità qualificata, che poi facilmente può riversarsi alle tante altre bellezze Fvg.
Se, dunque, i punti fermi sono le cinque meraviglie Patrimonio dell’Umanità, i testi di accompagnamento alle immagini partono da essi per raccontare in modo più ampio il Friuli Venezia Giulia. E vengono evidenziati anche i commenti che gli operatori turistici venuti in visita in Fvg hanno rilasciato alla Camera di Commercio. Accoglienza, valorizzazione, famiglia, passione, inclusione sono le parole-chiave che i tour operator hanno usato per raccontare la loro esperienza in regione e che adesso “ritrasmetteranno” ai loro concittadini tramite queste pagine. Ma non solo. Perché la Camera ha realizzato anche dei micro-video con le loro testimonianze alternate a immagini dei siti Unesco, video che saranno promossi sui canali social Cciaa Pn-Ud nelle prossime settimane. Un modo per integrare i mezzi di comunicazione e continuare, dalla carta alla rete, questa azione di promozione, portata avanti sempre in stretta collaborazione con PromoTurismoFvg.
«Opus Loci – commenta il presidente della Camera di Commercio Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – non è più solo il nome di un progetto, ma diventa un claim evocativo di tutto il nostro bellissimo Friuli Venezia Giulia: unisce lo spirito di questi luoghi magnifici alla proverbiale e riconosciuta operosità di questa terra e dei suoi abitanti, costruttori di eccellenze e anche di prodotti di nicchia e di vere proprie sorprese originalissime, che sanno stupire in positivo chi viene in visita per la prima volta e i tantissimi che decidono di tornare».

—^—

In copertina, il tema della vite interpretato nei preziosi mosaici di Aquileia.

Finalmente riecco “Asparagus” vanto da 40 anni del Ducato dei vini friulani

(g.l.) Ma dove poteva nascere una manifestazione come “Asparagus” se non a Tavagnacco, la capitale friulana del celeberrimo asparago bianco? Proprio in questo paesotto alle porte di Udine vide infatti la luce, all’inizio degli anni Ottanta, la importante rassegna della buona tavola, promotori Elio Del Fabbro, titolare del ristorante Al Grop, il “tempio” della cucina dei gustosi turioni, e Isi Benini, giornalista e fondatore del Ducato dei vini friulani – sodalizio da mezzo secolo alfiere del Vigneto Fvg e dei suoi meravigliosi prodotti – che della promozione delle eccellenze dell’agricoltura Fvg e della loro valorizzazione in cucina fece una vera e propria missione professionale, tanto da dare vita anche a una rivista mensile, “Il Vino”, bellissima, in carta patinata, ricca di contenuti e di immagini efficaci, della quale ancora oggi si sente la mancanza.

Elio Del Fabbro e Isi Benini


E oggi, dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato ieri mattina da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione – un vero e proprio fiore all’occhiello della benemerita confraternita -, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che ha ospitato l’appuntamento con i giornalisti.

Giovanni Da Pozzo e Alessandro Salvin

(Foto Walter Menegaldo)

Il presidente camerale Giovanni Da Pozzo ha fatto gli onori di casa, in Sala dell’Economia, di rientro dalla cerimonia per i 170 anni della Polizia, in cui, ha riferito, «è stato espresso un concetto perfetto per darci speranza dopo questi due anni di pandemia: la forza della normalità. Nonostante ci troviamo con una situazione geopolitica internazionale preoccupante – ha evidenziato Da Pozzo –, stiamo lentamente vedendo la luce per quanto riguarda il Covid e finalmente si comincia a parlare di nuovo di eventi del territorio, una vera ricchezza per la vitalità delle nostre comunità e della nostra economia. “Asparagus” è ormai un grande classico tra gli eventi di qualità: ha il pregio di ruotare attorno a un prodotto tipico fortemente rappresentativo della nostra regione, abbinato ai vini del territorio e all’alta ristorazione, richiamo turistico di assoluta eccellenza. Come Cciaa – ha concluso il presidente – siamo stati, siamo e sicuramente saremo al fianco di “Asparagus” e come noi ci sono tanti altri enti che sostengono questo evento, bel simbolo di ripartenza, così come tanti altri eventi che via via confidiamo torneranno a vivacizzare le nostre giornate e la nostra produttività».
Il duca Alessandro I ne è convinto. «Per questa 21ma edizione – ha rimarcato – abbiamo grandi aspettative: c’è una squadra di sette tra i migliori ristoranti della regione pronta a mettersi all’opera per proporre l’asparago, rigorosamente friulano, declinato in svariate portate. I menù sono tutti diversi, ma abbiamo voluto mantenere un piatto comune, cioè il più semplice ma classico e goloso, “uova e asparagi”, che però sarà rivisitato dalla fantasia degli chef dei singoli ristoranti».

Spuntano gli asparagi bianchi.


Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco (dove “Asparagus” appunto è nato), il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.
“Asparagus”, come detto, è nata nel 1981 per volontà di Isi Benini, fondatore del Ducato dei vini friulani, e di Elio Del Fabbro, patron del ristorante Al Grop. L’appuntamento non solo valorizza un prodotto come l’Asparago bianco di Tavagnacco, ma anche l’asparago di Fossalon e di altre località della regione dove questo ortaggio viene tradizionalmente coltivato, con soddisfazione dei produttori per l’ottima qualità del raccolto, ma anche dei consumatori buongustai per i quali i bianchi turioni che spuntano dal terreno risvegliatosi dal gelo dell’inverno sono una vera e propria delizia, una festa per il palato.

La confezione dei mazzi.

—^—

In copertina, il logo che tradizionalmente annuncia il ritorno di “Asparagus”.

Quaderni di Agricoltura, protagonisti i giovani nel nuovo libro di Filiputti

Il settore primario e l’impresa agricola friulane viste attraverso la lente del futuro, della sostenibilità e dei giovani. Nuove sfide, opportunità e decisioni sono al centro del terzo volume della collana “Quaderni di Agricoltura”, iniziativa promossa e supportata dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine nell’ambito dell’animazione economica, libro interattivo, poiché composto di una parte cartacea e approfondimenti web su quadernidiagricoltura.it, che va a scandagliare di anno in anno un punto di vista diverso sul settore che rappresenta tanto una delle tradizioni più classiche quanto uno sviluppo nell’innovazione tra i più originali e significativi.
“Quaderni di agricoltura”, realizzato da Tundra Studio ed edito da Vinibuoni Biblioteca, ospita numerose interviste da cui questo sguardo sul futuro emerge in modo lampante. Si parla di produzioni tradizionali e di nicchia, dal tartufo di Muzzana alla brovada, dallo zafferano al “craut garp” agli ulivi, fino alle vere e proprie novità, di prodotto – come per esempio la spirulina – e di processi di coltivazione e commercializzazione, come un’azienda pordenonese che produce insalatina e basilico risparmiando il 98% di acqua e suolo, senza utilizzo di pesticidi, o ancora come idee nuove per andare sul mercato, come le esperienze di rete di “Alc di Bon” o ancora il network tra produttori locali e operatori della ristorazione creato da Soplaya.
Come precisa Filiputti, i giovani agricoltori hanno capito bene i cambiamenti, non solo climatici, in atto, hanno assimilato fin da piccoli l’innovazione e pensato tecnologie che lavorano di pari passo con la tutela ambientale, mettendo in atto una vera e propria rivoluzione in termini di approccio all’impresa, di vocazione e mentalità imprenditoriale.
«Walter Filiputti, con il racconto che si dipana in queste pagine, è sempre bravissimo – ha commentato il presidente Giovanni Da Pozzo durante la presentazione del volume che ha visto la presenza anche dell’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini –: sa accompagnarci per mano, attraverso la sua voce originale e coinvolgente, in storie davvero interessanti. E Walter Filiputti è uno che nei giovani crede, che nei giovani e nel loro talento investe e l’ha sempre fatto, con sensibilità, entusiasmo e curiosità. Le storie che ci racconta sono storie di vita e di vitalità del nostro sistema economico. Scorrete queste pagine, guardate (e ascoltate) le belle interviste che, sul web, corredano questa edizione cartacea, e scoprirete delle vere meraviglie del nostro Friuli produttivo, esperienze che ci scorteranno in questa transizione necessaria verso un nuovo modo di fare impresa, un nuovo modo di vivere l’economia e lo sviluppo, ormai imprescindibilmente legato alla tutela dell’ambiente: da loro abbiamo da imparare e siamo felici siano realtà come queste ad anticiparci gli sviluppi dei prossimi anni sul nostro territorio».

Il libro si può trovare nelle librerie di Udine e del Friuli Venezia Giulia.

—^—

In copertina, il nuovo volume che si aggiunge agli altri due della collana.

 

Negozi agroalimentari e famiglie in montagna: un aiuto dall’Identycard

(g.l.) Prodotti agroalimentari, cioè quelli necessari per il consumo quotidiano, ma non bevande e combustibili. Ecco di che cosa si occuperà l’Identycard, l’iniziativa di cui capofila è il Comune di Rigolato, dove sta partendo l’iniziativa, rivolta alla montagna friulana, oltre che a Treppo-Ligosullo. L’inedito progetto mette in campo un’azione mirata per permettere alle famiglie di questi territori di avere uno sconto immediato del 15 per cento sull’acquisto dei beni di prima necessità all’interno proprio Comune. Un aiuto, dunque, in questi momenti molto difficili, acuiti anche dall’emergenza sanitaria, alle popolazioni residenti, ma anche ai gestori delle attività commerciali che ogni giorno devono affrontare indubbi problemi per poter quadrare i conti.

L’incontro di ieri a Udine.


L’Indentycard è stata presentata ieri mattina nella sede della Camera di Commercio Pordenone-Udine, che sostiene l’importante progetto assieme ai Comuni interessati. Ospite del presidente Giovanni Da Pozzo è stato il sindaco di Rigolato, Fabio D’Andrea. L’iniziativa economica può rappresentare una sorta di progetto pilota da estendere anche ad altre aree, a partire da dove i negozi sono più in difficoltà. Questo, incentivando le famiglie a fare acquisti che valorizzino le attività all’interno del proprio Comune, iniziativa particolarmente importante in momenti complessi come l’attuale, in cui la pandemia, con tutte le misure di contenimento e chiusura, ha messo e sta mettendo in ginocchio imprese di moltissimi settori e tante famiglie che si trovano – spesso ormai da lunghi mesi – in crisi con il lavoro e comunque spesso impossibilitate a fare spostamenti.
Il test dell’iniziativa sarà dunque la montagna friulana, un’area in cui comunque la logistica è più complessa di per sé e che in questo momento sta soffrendo particolarmente, con la fondamentale economia del turismo e degli impianti totalmente azzerata dalle disposizioni anti-Covid. A Rigolato e a Treppo-Ligosullo il percorso è partito con un’informazione capillare, a tappeto tra famiglie e attività produttive, e con la distribuzione delle Indentycard e dei lettori agli esercenti, che saranno formati opportunamente per il corretto utilizzo della card. Il progetto, in questa prima fase, interesserà circa 600 famiglie sui territori interessati e coinvolgerà tutte le attività produttive. Secondo i dati rilevati dal Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, comprendendo entrambi i Comuni, le attività produttive sono poco meno di un centinaio, una quarantina delle quali in particolare dei comparti commercio, ospitalità e servizi.
Ricordiamo che la tessera può essere usata soltanto nei negozi convenzionati che attualmente sono: alimentari Alfarè, alimentari Brunasso, macelleria Bacchetta, panificio Riguladot. Può essere usata, nello stesso giorno, in più esercizi. Il sistema calcolerà automaticamente le cifre di spesa, assoggettandole ai limiti prefissati. Per l’anno 2021 l’iniziativa sarà sperimentale, mentre solo dal primo gennaio 2022 il sistema partirà a regime, con eventuali corretivi che verranno, del caso, tempestivamente comunicati. L’utilizzo della Identycard è, ovviamente, subordinato al finanziamento dell’iniziativa da parte dell’Amministrazione comunale in carica.

—^—

In copertina alcuni prodotti alimentari e qui sopra quelli ammessi al beneficio e quelli vietati.

Tanti giovani tornano a credere nell’agricoltura: li racconta Filiputti

Il mondo dell’agricoltura è un mondo complesso e diversificato, a cui da qualche anno tornano ad avvicinarsi molti giovani, con progetti interessanti, idee nuove, preparazione e attenzione al territorio e all’ambiente, oltre che con voglia di prendersi spazi e responsabilità, in una realtà che troppo spesso non sostiene abbastanza il loro impegno. A testimoniare il “ringiovanimento” del comparto primario sono sicuramente i numeri: negli ultimi quattro anni le imprese under 35 del settore, anche se non numerose in termini assoluti, sono le uniche a essere aumentate, di circa il 13,5 per cento, e rappresentano da sole il 12,4 di tutte le imprese under 35, secondo le rilevazioni del Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Ma a testimoniarlo con la propria voce, i propri racconti, il proprio lavoro, sono anche tanti protagonisti del secondo volume della collana “Quaderni di Agricoltura”, il libro appena pubblicato dall’ente camerale, curato dal giornalista e scrittore Walter Filiputti per l’edizione di Vinibuoni Biblioteca, presentato n un evento virtuale, trasmesso anche attraverso i social della Camera, con gli interventi del presidente Giovanni Da Pozzo, dello stesso autore e dell’editore Francesco Busso.

Il presidente Da Pozzo con Filiputti.


«Dopo una prima collana di libri che ha raccontato le eccellenze del gusto del territorio, raccolte per fasce geografiche, e una seconda dedicata all’artigianato friulano, siamo passati dal 2019 ad analizzare il futuro di un altro comparto assolutamente centrale nella nostra economia, con i nostri volumi “Quaderni di Agricoltura”, anche implementati sul web sul sito omonimo www.quadernidiagricoltura.it», ha commentato il presidente Da Pozzo, nell’introdurre la presentazione del libro, che nel 2020 – un anno complesso soprattutto per il distanziamento sociale – ha trovato nuova voce anche attraverso un format televisivo, trasmesso su Telefriuli in sei micro-puntate, cominciate l’8 dicembre e in continuazione, ogni martedì e giovedì alle 20.15 (e in replica il sabato alle 13), fino al 24, vigilia di Natale. Il format tv ha tinto di note verdi il rosso del tema del Future Forum concluso in ottobre, di cui è diventato una sorta di spin-off, una prima, sperimentale e felice declinazione.
Nelle trasmissioni, Filiputti ci ha accompagnato alla conoscenza di molte delle imprese presenti nella pubblicazione e ha affrontato il futuro dell’agricoltura in Fvg, offrendoci il punto di vista di chi il territorio lo vive appieno, di chi opera quotidianamente con tenacia e passione in un comparto amplissimo che va dal primario al turismo e alla tutela ambientale. E ci ha portato così a conoscere realtà anche di nicchia, ma che si stanno facendo valere sui mercati internazionali, con originalità, qualità e sguardo proiettato al futuro.
«Questa pubblicazione è un lavoro che guarda al futuro e che ci dà vera speranza – ha aggiunto proprio Walter Filiputti – perché i giovani, tanti, sono i protagonisti e soprattutto esprimono passione, voglia di fare, impegno, ricerca e tensione continua verso l’innovazione e la sostenibilità. Un messaggio molto importante che esce dalle pagine, del libro e del sito, e dalle interviste televisive. Un problema che emerge dal nostro territorio è la difficoltà a fare sistema, ma queste storie sono testimonianza che c’è chi opera per venirne fuori».

—^—

In copertina e qui sopra il nuovo volume pubblicato dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine.