Cenacoli del Caffè, a novembre si riparte. Barbara Hutter ospite al Museo di Trieste

(f.s.) Alla vigilia dell’avvio di una serie di nuove importanti iniziative organizzate dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste (a cominciare dalla imminente settima edizione dei “Cenacoli del Caffè” che si aprirà giovedì 2 novembre all’hotel Savoia Excelsior, per proseguire con un’inedita esposizione a tema che si realizzerà in una pubblica sede cittadina), è giunta a Trieste la giornalista austriaca Barbara Hutter, “specialista” del settore “viaggi-turismo” del quotidiano “Salzburger Nachrichten”, interessata ai temi caffeicoli e alle vicende culturali della città giuliana.
La giornalista d’Oltralpe (al centro nella foto) ha visitato la sede del “Magazin de Cafè” di via Aldo Manuzio (nel rione di San Vito-Campi Elisi) dove è stata accolta dal presidente Amdc, Gianni Pistrini, affiancato da dirigenti e simpatizzanti dell’associazione. L’ospite austriaca, vivamente attratta dai singolari reperti e curiosità ospitati nel “Magazin”, ha espresso la sua piena convinzione sulla grande capacità attrattiva che un vero e proprio e adeguatamente strutturato Museo del Caffè collocato a Trieste non mancherebbe di esercitare verso i turisti e gli appassionati di cultura e di storia austriaci e, più ampiamente, dell’intera area centro-europea.
Tornando all’incontro del 2 novembre, alle 17.30, l’ingegner Marino Petracco tratterà il tema “Sento odore di caffè. Non solo naso… la chiave per apprezzare la nera bevanda”.

Associazione Museo del Caffè
Ufficio stampa: Fulvio Sabo
(tel. cell. 340.4952793)

(per ulteriori informazioni: Gianni Pistrini tel. cell. 368.435343)

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In copertina, la giornalista austriaca Barbara Hutter con il presidente Gianni Pistrini; all’interno, un momento della visita al Museo del Caffè di Trieste.

Il Museo del Caffè di Trieste con Pistrini sarà protagonista a Buongiorno Regione

(f.s.) Domani 13 marzo, con inizio alle ore 7.15, il presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste, Gianni Pistrini, sarà ospite di Buongiorno Regione, la trasmissione televisiva mattutina della sede Rai del Friuli Venezia Giulia, intervistato dalla giornalista Livia Liberatore.
Tra gli argomenti trattati il progetto di un Museo del Caffè da realizzarsi, connesso al Museo Commerciale della Città, nel compendio comunale del Porto Vecchio, in tempi che sembrano finalmente abbreviarsi; quindi, l’illustrazione della piccola ma interessante “rete” del Museo diffuso del caffè, con i suoi reperti e curiosità; infine, l’azione della Amdc a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, della quale questo sito ha riferito ampiamente ieri.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina, il presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste Gianni Pistrini.

Il “rito del caffé” sia Patrimonio Unesco: Trieste compatta per la candidatura. Ancora un anno per cercare altri sostegni

(f.s.) Pienamente riuscito, con una notevole partecipazione di cittadini e operatori a vario livello interessati, e, soprattutto, con l’espressione di un forte appoggio politico-istituzionale e l’annuncio di importanti e sostanziali novità: in questi termini si possono sintetizzare il successo e la pregnanza di risultati del nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità. L’incontro, come annunciato, era stato organizzato dall’associazione Museo del Caffè di Trieste in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine e la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole giuliane, nella prestigiosa Sala Bazlen di Palazzo Gopcevic, messa a disposizione dal Comune di Trieste.

A illustrare le ragioni e le strategie della candidatura sono intervenuti per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il suo “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, pure coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine partecipanti allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale, il vicesindaco e assessore alle Politiche economiche Serena Tonel, l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco e il presidente del Consiglio comunale cittadino Francesco Di Paola Panteca, mentre il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ha inviato un circostanziato messaggio di adesione.
La notizia di più immediato impatto emersa nel corso dell’incontro e di massima importanza per le scelte “tattiche” e organizzative che dovranno essere intraprese è che l’Unesco ha recentemente deciso di “sdoppiare” i propri “riconoscimenti” alle realtà e attività di maggior rilevanza culturale a livello mondiale, suddividendole in “materiali” e “immateriali” e, conseguentemente, premiando ad anni alterni l’uno e l’altro di questi ambiti. Ciò comporterà, nella pratica, che la candidatura del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità – che ha appunto Trieste tra i principali fautori – potrà essere valutata e giudicata (prima a livello di Comitato Unesco nazionale poi, in caso positivo, al verdetto finale di Parigi) non alla fine di questo mese come si riteneva inizialmente, ma nella primavera del 2024. E’ evidente che questo “slittamento” anziché essere di nocumento potrà, al contrario, consentire una organizzazione della campagna a sostegno della candidatura ben più ampia, estesa e articolata di quanto si sia potuto fare finora, col breve lasso di tempo fin qui disponibile. Potendo così coinvolgere un numero ben maggiore di persone (con opportune raccolte di firme da inviare all’Unesco), enti e istituzioni pubbliche e private, realtà caffeicole e pubblici esercizi, non solo a Trieste ma anche in molte altre località italiane.

Gianni Pistrini

In definitiva, potremo avere parecchie più “chances” di riuscita e tutte le realtà presenti si sono comunemente espresse per cogliere questa inattesa occasione, aumentare gli sforzi e puntare con ancora maggior determinazione verso l’importante obiettivo. In tal senso, assicurando il massimo appoggio istituzionale, è intervenuta innanzitutto Serena Tonel, che ha portato il saluto del sindaco Dipiazza e ha rimarcato come il legame fra Trieste e le molteplici attività della filiera del caffè sia davvero fondamentale per il forte impatto economico e occupazionale che comportano, ma anche per gli aspetti di ricerca scientifica, turismo e cultura che il “prezioso chicco” comporta. Quindi, l’assessore comunale Michele Lobianco – da sempre vicino alle attività dell’Amdc – che ha auspicato il più ampio successo dell’iniziativa e il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca che ha annunciato di voler proporre all’assise municipale un’apposita mozione di sostegno alla candidatura. Analoga volontà di sostegno anche dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che – come detto – ha inviato un messaggio di adesione.
Quindi, per le categorie economiche, mentre la presidente provinciale Fipe Federica Suban ha assicurato un forte impegno specifico della Federazione dei Pubblici esercizi, i due principali rappresentanti “caffeicoli”, Fabrizio Polojaz, anche a nome dell’intera “comunità emblematica” delle realtà partecipanti all’”avventura” della candidatura, e Omar Zidarich per i torrefattori – che ha anche portato il saluto e l’adesione del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti -, hanno entrambi rimarcato la fondamentale importanza della sinergia fra privato e pubblico, e fra istituzioni, articolazioni della società civile e cittadini tutti, per la riuscita dell’impresa.


Ricordando come Trieste debba avere in ciò un ruolo trainante, forte dei suoi 300 anni di esperienza di commercializzazione e trasformazione del caffè, e di una forte e tutta peculiare tradizione di degustazione della bevanda. Basti ricordare che oggi sui 10 mila addetti operanti nel settore in tutta Italia ben 1.000, più altri 800 nell’indotto, lavorano a Trieste, nelle molteplici professionalità e “punti” della “filiera”. Ma, al di là e oltre la nostra indubbia qualificazione di autentica Capitale del Caffè, oggi – hanno detto – dobbiamo lavorare con le altre città e realtà italiane per un obiettivo comune. Concetto ripreso e ampliato nell’appassionato intervento della presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, la quale, indicando la necessità di “andare oltre ogni campanilismo per ottenere i risultati che tutti desideriamo”, ha fortemente sottolineato l’adesione e l’azione del sodalizio friulano in piena consonanza con l’associazione Museo del Caffè di Trieste, a partire da questo incontro, “ma ora mobilitandosi uniti per andare a interessare tutte le realtà civili della nostra regione, a cominciare dal mondo della scuola, mentre il nostro Club si impegnerà per coinvolgere ad ampio raggio gli altri Club per l’Unesco, per il miglior successo dell’iniziativa di candidatura”.
“Introdotto” dal vicepresidente Doriano Simonato, che per tutta la sua durata ha brillantemente condotto quella che di fatto è stata una vera e propria “tavola rotonda” fra “attori” diversi pubblici e privati e il pubblico, stimolando e “provocando” domande e interessanti interventi, è toccato infine al presidente dell’Amdc Gianni Pistrini chiudere l’incontro ricordando come l’associazione Museo del Caffè di Trieste abbia, conformemente ai suoi scopi sociali, aderito convintamente e fin dall’inizio a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè espresso italiano a livello internazionale, inteso in tutti i suoi aspetti e peculiarità territoriali. “E anche a tal fine e in tale direzione – ha concluso Pistrini, evidenziando pure le molteplici attività svolte recentemente dall’associazione e tra queste in particolare l’importante gemellaggio con il prestigioso Museu do Cafè di Santos -, la stessa attesa creazione, in accordo con le Istituzioni cittadine e prioritario fine istitutivo della Amdc, di un Museo del Caffè degno di questo nome, dedicato alle molteplici testimonianze, oggetti, reperti e vicende umane che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale, che potrà essere realizzato nell’area pubblica del Porto Vecchio e direttamente connesso al Museo Commerciale della Città, un forte attrattore di visitatori, turisti, studiosi e appassionati dell’argomento. E se – così ancora Pistrini – tale realizzazione, come auspicato dallo stesso assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, potrà concretizzarsi e venir anche completata nel corso dell’anno, essa potrà davvero rappresentare un ulteriore e potente “motore” pure ai fini del successo della candidatura italiana all’Unesco del ”Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità”.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina, una tazzina dell’immancabile “rito” quotidiano del caffè espresso al bar.

 

Cenacoli del Caffè, domani a Trieste “tuffo” nella Venezia del Settecento

Secondo appuntamento domani, 2 marzo, all’Hotel Savoia Excelsior, con i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste presieduta da Gianni Pistrini. L’incontro, che avrà inizio come di consueto alle ore 17.30, vedrà stavolta come relatore il “triestino-veneziano” Alberto Craievich, direttore, ormai da tredici anni, di Ca’ Rezzonico, il prestigioso Museo del Settecento veneziano, nonché responsabile del Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia. Craievich, che è uno storico dell’arte, ha rivolto i suoi studi in particolare all’arte veneziana del Sei e Settecento e in quanto tale ha pubblicato importanti contributi su riviste specializzate di livello internazionale e ha curato, a Venezia, Treviso e Villa Manin, una serie di rilevanti mostre di grande successo su Canaletto, Tiepolo e altri artisti veneti.

Alberto Craievich


Al “Cenacolo” dell’Amdc Craievich interverrà intrattenendo su “Scene di conversazione veneziana nel ‘700”, un tema che ci condurrà in un mondo ormai lontano ma sempre fascinoso e intrigante, come è ancor oggi costantemente dimostrato dalla grande capacità di attrazione che ha Venezia, specialmente durante il Carnevale, con le sue stupende maschere e la sua atmosfera settecentesca. Della quale fa parte integrante e inscindibile appunto il caffè, con i suoi riti e le sue bellissime artistiche stoviglie d’epoca. Ed è di tutto questo che Craievich ci parlerà, dall’alto della sua speciale competenza.
Il ciclo dei “Cenacoli”, dedicato quest’anno a “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura” nell’intento di approfondire l’influsso che la “nera bevanda” ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri, è coordinato da Nicoletta Casagrande, appassionata cultrice del mondo del caffè, nonché responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano di Capodistria, centro multimediale per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane.
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, proseguirà ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio, con qualificati relatori protagonisti della vita culturale e artistica cittadina e non solo. Il successivo appuntamento sarà con il 6 aprile con Paolo Possamai, già direttore de “Il Piccolo”, su “Trieste – caffè… e non solo”.
L’ingresso a tutti gli incontri sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno venir seguiti anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, l’ingresso del famoso  Florian, a Venezia, il più antico Caffè della storia.

Trieste, dal caffè candidato Unesco ai grandi vini del Piemonte in passerella

(g.l.) Due importanti eventi, dedicati alle eccellenze agroalimentari, questo pomeriggio a Trieste: riguardano, in particolare, la valorizzazione del caffè, tramite la sua candidatura Unesco, e la degustazione dei grandi vini del Piemonte. Ma ecco qualcosa di più in dettaglio.

Alfiere dell’Espresso – “Dieta mediterranea: dal 2010 nella Lista del Patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco, ora il Caffè Espresso?”: questo il tema che la presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, svilupperà durante l’annunciato incontro che si terrà con inizio alle 15.30 a palazzo Gopcevic (in via Rossini). Le farà eco Gianni Pistrini, presidente dell’Associazione Museo del caffè, cui si deve l’odierna iniziativa, che parlerà di “Trieste testa di ponte e alfiere del Caffè Espresso in Italia”. Un nuovo incontro pubblico, dunque, a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco. L’incontro sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate. Organizzato, appunto, da Amdc di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questo “iter” di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande. Interverranno anche per la Amdc il vicepresidente Doriano Simonato, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, il quale è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia) e Federica Suban presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco con il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca, oltre al presidente del Consiglio regionale Fvg Piero Mauro Zanin. Per maggiori informazioni tel. 368.435343, www.amdctrieste.it

Barolo re dei vini – Il Consorzio di promozione “I Vini del Piemonte” on Tour incontra questo pomeriggio gli operatori professionali e i wine lovers del Friuli Venezia Giulia all’Antico Caffè San Marco. Il Piemonte, “la regione dell’eccellenza nel paese della bellezza”, con il suo incredibile patrimonio fatto di piccoli vignaioli che producono vino con grande passione e la sua ricchezza e particolarità di denominazioni, per la prima volta fa tappa a Trieste in un appuntamento esclusivo ed immancabile per tutti gli operatori professionali (distributori, Ho.Re.Ca., buyers) e gli appassionati. Dalle 15 alle 20.30, il pubblico professionale e degli amanti del vino potrà conoscere e degustare etichette provenienti da un territorio dove nascono i vini più pregiati d’Italia e tra i più importanti al mondo. Alle 15.30 e alle 19 due masterclass condotte da Stefano Cosma appunto sui vini piemontesi. Saranno ospiti dell’evento anche alcune cantine selezionate provenienti dalla Valle del Vipacco in Slovenia (Vidus), dall’Istria (Veralda e Kabola) e dal territorio di Trieste (Skerk e Lenardon). Il Barolo, soprannominato “re dei vini” o “vino dei re” è uno dei protagonisti della odierna manifestazione. La Strada del Barolo sarà presente con un banco a degustazione libera con quattro cantine: La Biòca, Aurelio Settimo, Sordo, Le Strette. L’evento segue un più ampio percorso nelle terre delle Langhe e del Piemonte che potrete scoprire in questo magnifico viaggio con la presenza di sedici cantine piemontesi con i loro banchi assaggio, per oltre 120 etichette in degustazione. Apertura workshop alle 15. Come detto, accompagneranno l’evento due masterclass: ore 15.30 – “I Vini del Piemonte: tra grandi classici e denominazioni uniche”, rivolta al settore professionale del vino; ore 19 “I vini del Piemonte: un viaggio nell’identità del territorio”, rivolta ai wine lovers. Le Masterclass sono solo su prenotazione. Per info-adesioni: info@pilotagreen.it, telefono 0422.423411; tutto il programma: www.pilotagreen.it

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In copertina, il Canal Grande uno dei simboli di Trieste città che oggi focalizza la sua attenzione sul caffè candidato Unesco e sui vini piemontesi.

 

Il “rito” del caffè Patrimonio Unesco: Trieste in campo per la candidatura

(f.s.) Un nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco, avrà luogo martedì prossimo 28 febbraio, a Trieste, con inizio alle ore 15.30, alla Sala “Bazlen” di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4) e sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate.

Gianni Pistrini


L’incontro, organizzato in quest’occasione dall’associazione Museo del Caffè di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste!), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande.
Interverranno per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria d’Aronco, presidente del Club Unesco friulano, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz che è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato finora la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco, il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca e l’omologo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin.
La finalità dell’incontro, oltre a ribadire la nostra visione, triestina e italiana, secondo la quale il caffè non è solo una bevanda, pur pregiata, ma è prima di tutto un’arte, un modo di essere, un’occasione per stare assieme, un simbolo insomma dell’”italian way of life”, sarà quella di mantenere un’elevata attenzione sull’argomento e far formalizzare adeguatamente l’appoggio istituzionale pubblico alla candidatura del “Rito del Caffè Espresso Italiano” che, come detto, sarà innanzitutto valutata dalla Commissione nazionale, anche con la partecipazione dei Ministeri competenti, per poi, in caso positivo, venir presentata a Parigi per la scelta finale.
L’associazione Museo del Caffè – il cui prioritario fine sociale, lo ricordiamo, è la costituzione, in accordo con le Istituzioni cittadine, di un Museo degno di questo nome, dedicato alle testimonianze, oggetti, reperti e molteplici connessioni che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale – non poteva non essere in prima linea anche in questa azione coordinata con le più importanti realtà caffeicole, nell’intento di fare di Trieste, ancora una volta – e in questo caso nell’ambito della più ampia “candidatura nazionale” all’Unesco – un “centro” di primaria importanza per tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”.

Per maggiori informazioni tel. 368-435343, www.amdctrieste.it

Con Gianni Pistrini il caffè sarà protagonista su Radio Nuova Trieste

L’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, ha comunicato che domani, 20 gennaio, con inizio alle ore 20.05, sarà protagonista sulle frequenze di Radio Nuova Trieste (FM 93,3 e 104,1 MHz, web: www.radionuovatrieste.it), portando all’attenzione degli ascoltatori le principali tematiche, curiosità, segreti ed esperienze legate alla storia del “prezioso chicco”.
Nel corso della trasmissione intitolata “In dialogo… con chi ha una bella novella da comunicarci”, diretta dalla storica giornalista di Nuova Trieste, Rita Corsi, sarà intervistato il presidente Pistrini, raffinato degustatore ed esperto di caffè. La trasmissione andrà quindi in replica sabato prossimo, alle ore 23, e ancora il giorno successivo, domenica, alle 12.30.

E alla Fiera di Rimini
la Goppion si fa in tre

Caffè Goppion si fa in tre alla imminente Fiera di Rimini, dove l’azienda trevigiana sarà presente alla 42ma edizione di Sigep allo stand D3/030 del padiglione D. Ci saranno tre stazioni di assaggio: la prima dedicata a Espresso di Piantagione – caffè composto da qualità Arabica certificate CSC® di origine brasiliana, centro americana ed etiope e da Robusta indiano pregiato – e a Dolce, la miscela storica della torrefazione, con un 10% di caffè Robusta. La seconda postazione avrà come protagonisti i caffè 100% Arabica JaBlMo, fatto con i chicchi provenienti dalle montagne centro-americane e giamaicane, e Nativo, il caffè buono con l’uomo e con l’ambiente, bio ed equosolidale, certificato Fairtrade. La terza postazione sarà invece dedicata ai caffè Hermanos – composto per metà da Arabica brasiliano del Cerrado e per l’altra metà da Robusta indiana proveniente della regione del Karnataka – e allo Speciale Bar Espresso, miscela di caffè Arabica e selezionati caffè Robusta dal gusto pieno e rotondo.

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In copertina, l’esperto Gianni Pistrini presidente dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste.

A Trieste anche il Museo del Caffè tra il Commercio in vetrina al Porto Vecchio

Dopo la piena riuscita della cerimonia di gemellaggio fra l’associazione Museo del Caffè di Trieste e il grande Museu do Cafe di Santos (Brasile), avvenuta nella sede della Camera di Commercio della Venezia Giulia, alla vigilia della kermesse del Triestespresso Expo – con un’ampia partecipazione di pubblico, la presenza di rappresentanti diplomatici brasiliani di Roma e Milano e il significativo intervento del vicesindaco Serena Tonel che, assieme all’assessore Michele Lobianco, ha manifestato la vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione municipale alle iniziative del sodalizio -, un ulteriore motivo di soddisfazione per i vertici dell’associazione triestina è rappresentato dalle parole pronunciate, l’indomani, dall’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi.

Il gemellaggio Trieste-Brasile.


L’amministratore comunale infatti, proprio di fronte alla vasta e qualificata platea presente all’inaugurazione dell’Expo caffeicolo in Porto Vecchio, ha espressamente dichiarato l’intendimento del Comune di collocare, nell’area “culturale” dell’antico scalo in fase di progressivo recupero e riuso, accanto ad altre sedi museali, anche il Museo Commerciale della Città, riservando in tale ambito pure uno spazio specifico “dedicato” al Museo del Caffè che così non avrebbe sede più adatta, visto il ruolo che il Porto ha avuto storicamente nella importazione e commercializzazione del chicco ancora verde, da tostare e quindi mettere in vendita.
«Si apre in tal modo la via – ha osservato in proposito il presidente dell’Amdc, Gianni Pistrini, con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato – per la realizzazione, finalmente, del principale fine sociale della nostra associazione, ovvero la costituzione “fisica” di un luogo di esposizione di preziosi reperti e testimonianze della grande storia emporiale della nostra città, particolarmente e da secoli legata al caffè. Un luogo che possa essere anche sede di incontri e di scambi culturali, ancorché capace per il fascino dei suoi contenuti di diventare anche un “grande attrattore” di turisti e studiosi da ogni luogo. Auspichiamo – hanno concluso Pistrini e Simonato – che il Triestespresso Expo 2022 che va a concludersi possa essere in tal senso anche un ottimo “viatico” per l’atteso Museo dedicato al prezioso chicco e alle sue mille storie e motivi di interesse».

Il presidente Gianni Pistrini.

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In copertina, il cartello stradale che sottolinea il grande ruolo che storicamente Trieste ha nel commercio del caffè.

“Triestespresso Expo”, Gianni Pistrini (Amdc) in fiera con l’arcivescovo Crepaldi

Anche il vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ha visitato la fiera del “Triestespresso Expo” conclusasi sabato scorso. Il presule, che era affiancato da don Alessandro Amodeo, è stato accompagnato in un ampio “giro” fra i numerosi stand fieristici dal presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste, Gianni Pistrini, potendo apprezzare la ricchezza della filiera produttiva, dal chicco alla tazzina, notizie e dati sui Paesi produttori, sulle aziende di torrefazione, i costruttori di impianti di cottura del caffè e di macchine per l’espresso, i produttori di tazzine, la confezione, spedizione e traffico del prezioso chicco e altri aspetti ancora di questo affascinante mondo “aromatico”.
L’arcivescovo Crepaldi e Pistrini si sono quindi soffermati in particolare allo stand del Brasile dove hanno incontrato il personale diplomatico e i funzionari che già mercoledì avevano partecipato in Camera di Commercio alla cerimonia di gemellaggio fra l’Amdc di Trieste e il Museu do Cafe di Santos; tra questi Jean Paul Coly capo dell’ufficio Agrobusiness presso l’Ambasciata del Brasile a Roma, Ana Paula Torres funzionario della stessa Ambasciata e il console onorario del Brasile a Trieste Judith Moura de Oliveira.

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Nella foto, il presidente Pistrini, Coly, monsignor Crepaldi, de Oliveira e Torres durante la visita a“Triestespresso Expo”.

Tutto sul caffè oggi alla radio Rai Fvg con gli amici del Museo di Trieste

Si parlerà di caffè e di tutte le sue sfaccettature oggi alla radio. Con inizio alle ore 14.05, nell’ambito del programma “Pomeriggio Estate” di Radio Rai 1 del Friuli Venezia Giulia, saranno infatti presentati attività e progetti dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste. Interverranno a illustrarli il presidente dell’Amdc Gianni Pistrini e il vice Doriano Simonato. Nel corso della trasmissione sarà anche fatto riferimento al nuovo punto di incontro del “Magazin de cafè” inaugurato, come si era annunciato, nei giorni scorsi in via Aldo Manuzio 10 B, nel rione di San Vito. Un piccolo, curioso angolo di chicche caffeicole che sarà visitabile, in questa prima fase, su prenotazione telefonando al 368.435343.

Visitatori al Magazin de Cafè con Pistrini.


Ma cos’è l’Associazione Museo del Caffè di Trieste? Ce lo spiega lo stesso presidente Pistrini: “Siamo un gruppo di appassionati del caffè, residenti in diversi Paesi europei, impegnati in attività differenti in campo professionale, divulgativo, educativo, tecnico e imprenditoriale. Abbiamo dato forma e contenuto alla comune passione, costituendo giuridicamente l’Associazione Museo del Caffè di Trieste. Considerando la centralità di Trieste, quale luogo di importanti riferimenti mercantili, commerciali, portuali, tecnici e accademici, nonché insiti nel tessuto storico stesso della città, riteniamo che quest’ultima sia luogo privilegiato e deputato a dar sede ad un Museo del caffè che esprima il sentiment cittadino, ma allo stesso tempo internazionale di tutta la filiera del prodotto. Trieste è unica nel suo genere, poiché è la sola ad avere l’intera filiera del caffè, partendo dal chicco verde che arriva dai Paesi produttori, al prodotto pronto al consumo, supportato da una ricerca scientifica a livello universitario e una forte vocazione imprenditoriale e commerciale nel settore specifico. Nella città giuliana, dal marzo 2001 esiste una realtà espositiva tematica in ambito del caffè, attualmente collocata all’interno del Museo Commerciale presso il Palazzo Dreher in via San Nicolò, 7 al secondo piano”.

L’irrinunciabile tazzina al bar.

L’iniziatore del progetto museale è proprio Gianni Pistrini, esperto degustatore e approfondito conoscitore del mondo caffeicolo. Nel 2017, a questa iniziativa, si è voluto dare una veste associativa, a sostegno dell’interazione con istituzioni, associazioni e privati, al fine di operare attraverso una gestione collegiale, articolata e dinamica, che mantenga ben chiare e indirizzate le finalità costitutive. “L’idea – riprende Pistrini – è di dare spazio e fruibilità ad una forma museale strutturata, che interpreti ed accorpi storia, vivacità culturale e commerciale, dando lustro e definizione alla preziosità di materiali e storie. Un luogo dove, non sono semplicemente esposti oggetti o reperti storici e di letteratura tematica, ma che si configuri quale luogo intenzionalmente dedicato per la ricerca ed acculturazione pedagogica in senso generale. Un luogo, nelle nostre intenzioni, che sappia interagire con le realtà scolastiche dei diversi livelli formativi, che sia motivo e meta per un viaggiatore intenzionalmente indirizzato o per un curioso appassionato del tema caffè in ogni sua declinazione, affinché diventi un vero cenacolo culturale. Abbiamo pensato ad un sodalizio e ad un Museo dove ciascun operatore, amatore, ricercatore del settore si possa sentire stimolato e favorevolmente accolto nel dare nuovi suggerimenti ed impulsi, sulla base della propria esperienza evolutiva, scientifica, professionale, storica o più semplicemente quotidiana. Quindi una realtà non statica, ma dinamica di riferimento per chiunque. In tale ottica il sodalizio è annualmente impegnato in attività divulgative, attraverso Cenacoli tematici con relatori di pregio e valenza anche internazionale, sulle varie sfaccettature del tema caffè, aperti sia ai soci che a tutti gli interessati”.

Come abbiamo più volte riferito, i Cenacoli si svolgono mensilmente in luoghi di pregio in ambito cittadino. Il sodalizio è inoltre presente ed attivo sui social, dove mantenie una costante e ricca offerta di contenuti e interazioni. Esistono già partnership con analoghe istituzioni estere, che hanno voluto condividere la loro attività culturale e storico-mercantile sul territorio specifico di riferimento, riconoscendo e valorizzando la centralità di Trieste quale “Capitale universale del caffè“. “Auspichiamo – conclude il presidente Pistrini – di rappresentare, attraverso il nostro operato, il fulcro connettivo di un​ interesse trasversale nei diversi ambiti della società, che condividano con noi una medesima visione programmatica sull’iniziativa museale, partecipando nella forma ritenuta da ciascuno più opportuna ed arricchente”.

Ulteriori informazioni sul sito www.amdctrieste.it