A Trieste è rinvio per Enoturismo mondiale e Olio Capitale

di Gi Elle

Ancora cancellazioni illustri, e conseguenti rinvii, a causa di Coronavirus, nel settore vitivinicolo e agroalimentare in genere. Adesso è il turno dell’International Wine Tourism Conference, l’evento mondiale dedicato all’enoturismo che era in programma a Trieste a fine marzo e che sarà posticipato a settembre. Nel contempo, anche Olio Capitale, prestigiosa manifestazione inizialmente programmata in concomitanza con Iwinetc dal 20 al 22 marzo, subirà una modifica delle date ed è prevista per la seconda metà di maggio. E’ quanto rende noto la Regione tramite PromoTurismoFvg in considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale sul Coronavirus che sta generando difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, per cui anche l’importante evento – indetto per la prima volta in Friuli Venezia Giulia – subirà una sostanziosa variazione di data e slitterà a dopo l’estate, esattamente dal 22 al 24 settembre, sempre a Trieste, mantenendo il programma iniziale che prevede il coinvolgimento di tutta la regione, interessata a quel grande fenomeno che ormai è da tutti conosciuto appunto come enoturismo. E che trova la sua massima espressione nella ormai più che collaudata manifestazione di Cantine Aperte, in calendario ogni anno, qui come in tutt’Italia, l’ultimo weekend di maggio, a cura del Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia.

La decisione – che segue quella recentissima per il Vinitaly, manifestazione strategica cui guardano sempre con altissimo interesse anche gli operatori del Vigneto Fvg, e che è stato posticipato a giugno – è il risultato di un’attenta verifica compiuta alla luce dei dati disponibili riguardanti le conferme di presenza fornite dall’organizzazione di Wine Pleasures, oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, che hanno portato i due partner, PromoTurismoFvg e Wine Pleasures, appunto, alla scelta di soprassedere per ora al grande evento posticipandolo quindi di qualche mese.
Dopo l’edizione del 2018 a Budapest e quella del 2019 a Bilbao, il Friuli Venezia Giulia era stato stato scelto dal comitato di Iwinetc, a marzo dello scorso anno – tanto che l’annuncio era stato dato proprio in occasione del Vinitaly 2019 -, per l’ospitalità ricevuta, la conformità delle strutture ricettive e congressuali, la garanzia di ricevere da PromoTurismoFvg tutto il supporto logistico e organizzativo necessario e, non da ultimo, l’ascesa della destinazione come meta per il turismo enogastronomico.
Fondata in Spagna nel 2009, la conferenza mondiale si tiene ogni anno in località emergenti per il turismo enogastronomico (tra cui Porto, Tbilisi, lo Champagne, Barcellona e i Paesi Baschi, sede dell’ultima edizione); il fatto che l’organizzazione abbia scelto proprio il Friuli Venezia Giulia per l’evento del 2020, rappresenta per la nostra Regione un’ulteriore conferma che le strategie portate avanti in questi anni al fine di valorizzare l’offerta enogastronomica unita al turismo e, in questo caso, a quello congressuale – del quale Trieste è leader -, sta portando grandi risultati.

Anche Olio Capitale, dicevamo, manifestazione dedicata all’extravergine di qualità, inizialmente programmata in concomitanza con Iwinetc dal 20 al 22 marzo, subirà una modifica delle date, tanto da essere prevista per la seconda metà di maggio, quindi prima il caldo dell’estate.

—^—

In copertina, un’immagine di Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia.

Saltano Clima-vigna e Ribolla. Resta Know Wine e Vinitaly slitta a giugno

di Gi Elle

Erano state appena confermate le date del Vinitaly 2020 che ieri, causa ovvia il Coronavirus, è arrivato improvvisamente il contrordine, con un posticipo di due mesi. Nel Vigneto Fvg invece – che peraltro ripone da sempre un altissimo interesse nel Salone enologico veronese -, dopo il rinvio al 22 marzo della degustazione già in calendario per domenica scorsa al Castello Canussio di Cividale, l’emergenza sanitaria ha fatto altre due “vittime” illustri per questi giorni, ancora nel settore vitivinicolo, a Buttrio e a Rosazzo. Mentre a Manzano è stata confermata l’iniziativa organizzata da Slow Food Friuli.

BUTTRIO – Il talk show in programma domani a Buttrio è stato depennato e rinviato a data da destinarsi. Come già annunciato, l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia aveva organizzato, a Villa di Toppo Florio, la tavola rotonda “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”, in collaborazione con l’assessorato comunale all’Agricoltura. E questo perché le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il 2020 sarà l’anno consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni: Donne, Vino e Ambiente è infatti il leitmotiv scelto non solo per la Festa delle Donne del Vino, che si tiene fino al 14 marzo in tutt’Italia, ma è il filo conduttore dell’operatività di quest’anno.

ROSAZZOCancellato per ora anche il convegno “Ribolla gialla di Rosazzo tra qualità, territorio e futuro” in programma per sabato mattina nell’abbazia rosacense, per iniziativa del Comune di Manzano. Ce l’ha anticipato l’assessore Daniele Macorig, al quale sarebbe spettato il compito di coordinare i lavori che vedevano in scaletta diversi qualificati relatori, i cui interventi dovevano essere coronati dalle parole dell’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier. Il convegno non sarà annullato bensì rinviato, pure questo, a data da destinarsi. L’argomento, infatti, è molto interessante per cui merita d’essere approfondito quando l’emergenza si sarà finalmente esaurita.

MANZANO – Confermato, invece, Know Wine sabato prossimo a Manzano: un assaggio speciale, alla scoperta di vini diversi dalle “solite etichette” e di assoluta eccellenza. È di Slow Food Friuli l’idea di proporre Know Wine, l’annunciata iniziativa che si terrà, dalle 17 alle 21, al ristorante Elliot: le prenotazioni sono aperte. Know Wine va a braccetto – non solo nelle assonanze del nome – con Slow Wine, l’originale selezione vinicola, racchiusa nella nota Guida che Slow Food propone ogni anno a esperti, appassionati e curiosi. Di fatto, si sposa con Elliot Wine Culture «il nuovo pensiero di Elliot Restaurant – spiegano i titolari – che si propone di valorizzare il territorio vitivinicolo di Fvg e Slovenia, un modo per presentare e presentarsi, raccontando le storie dei propri vini e quelle dei loro produttori». Infatti, nella serata a Manzano, ci saranno i rappresentanti di 25 produttori Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. «I vini di queste aziende negli ultimi anni ci hanno piacevolmente sorpreso, spesso oltre le aspettative», affermano i curatori Elisa de Nardo, Savio del Bianco e Richard Baudains. Per accogliere al meglio i partecipanti, Slow food consiglia di prenotare la propria presenza (e la tasca porta-calice) scrivendo a eventi.slowfriuli@gmail.com, indirizzo a cui è possibile chiedere ulteriori informazioni sulla serata e sui costi.

VERONA“In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”. Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi ieri. “Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale, come informa un comunicato –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del Made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”. La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo.

—^—

In copertina, uno scorcio del megastand Fvg al Vinitaly 2019.

Vinitaly tiene, ma il virus fa slittare “Calici di Storia”

di Gi Elle

Il Vinitaly per ora tiene e si svolgerà, come da programma, dal 19 al 22 aprile alla Fiera di Verona, con la partecipazione di moltissimi produttori del Vigneto Fvg, nel megastand dell’Ersa o in forma individuale. A fare le spese del Coronavirus è stata invece la mostra-degustazione “Calici di Storia al Castello Canussio” che si doveva tenere proprio oggi a Cividale.
La bella iniziativa, in ossequio alle norme restrittive in vigore fino alla giornata odierna, è stata infatti rinviata a domenica 22 marzo, nella stessa sede, dove accoglierà gli enonauti dalle 17.30 alle 22. Ci saranno ben 100 vini in degustazione, presentati da trenta aziende vitivinicole, da accompagnare con una trentina di abbinamenti enogastronomici. Quindi, non tutto quello che, ovviamente, sarà presentato dal Friuli Venezia Giulia al sempre più vicino Vinitaly, ma certamente un “assaggio” appagante della nostra produzione di qualità. I biglietti si acquistano all’ingresso della mostra,  ma è consigliata la prenotazione. Info: Sandro 3335070403.
Intanto, nella settimana entrante, è annunciata nella vicina Manzano, una importante iniziativa di Slow Food Friuli. Sabato 7 marzo è in programma infatti “Know Wine”, iniziativa che si terrà dalle 17 alle 21 al ristorante Elliot. Ci saranno i rappresentanti di 25 aziende di Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. Le prenotazioni anche per questa mostra sono aperte. Scrivere a eventi.slowfriuli@gmail.com

—^—

In copertina, i grandi vini bianchi Fvg: di questi tempi più che opportuno un brindisi beneaugurante.

LA RICETTA – “Us e lidric” a Ramandolo è il piatto della primavera

di Gi Elle

A Ramandolo, nella ricorrenza di San Bastian – la borgata di Nimis è già in festa ma, secondo tradizione, vive il momento più sentito della simpatica sagra la seconda domenica di marzo -, c’è un piatto da sempre protagonista e che sa tanto di primavera. E oggi per la consueta “Ricetta del sabato”  ve lo proponiamo: “us durs e lidric cul poc”, come dire uova sode e radicchio col gambo.
E’ superfluo dare dosi perché la ricetta è così elementare che ognuno si regola come meglio crede riguardo alle quantità, in base al numero di coloro che siederanno a tavola. Importante è, però, condire il radicchio con un buon olio extravergine di oliva, magari scelto fra quelli prodotti in Friuli Venezia Giulia e pure sulle pendici del monte Bernadia, come appunto a Ramandolo o nella vicina Sedilis, a Torlano e a Nimis. Un ottimo condimento, come appunto l’olio – evo, si usa dire oggi, tanto per semplificare -, è infatti fondamentale per gustare la fragranza e la sapidità, con leggero sentore amorognolo, del radicchio di campo.
E il vino? Ma naturalmente un fresco Friulano – l’ex Tocai – dei Colli orientali, ai quali anche il territorio comunale di Nimis appartiene. Il suo abbinamento con le uova sode e il radicchio è perfetto. Buon appetito!

—^—

In copertina, “us e lidric” il tipico piatto di Ramandolo e della sua sagra marzolina.

 

“Ortogiardino” slitta a fine marzo alla Fiera di Pordenone

di Gi Elle

Anche “Ortogiardino“, la celebre rassegna primaverile della Fiera di Pordenone che si ripete ormai da ben 41 anni, ha subito i pesanti contraccolpi del Coronavirus, tanto che è stata posticipata di tre settimane, quando si presume che l’emergenza sanitaria abbia perso del tutto la sua aggressività. Il Salone della floricoltura, dell’orticoltura e del giardinaggio si terrà pertanto dal 28 marzo al 5 aprile nei padiglioni di viale Treviso. Per cui da anticipatrice della  stagione del risveglio vegetativo, in calendario sempre prima della sua data ufficiale, quest’anno l’Euroflora friulana muoverà i suoi primi passi quando la primavera sarà già cominciata da sette giorni. Ma che in questo 2020, come tutti possiamo vedere, parte effettivamente con un sensibile anticipo, vista la mitezza dell’inverno che ci ha accompagnato sin qui.
Nell’ambito della manifestazione espositiva è in programma anche la 9a edizione del Festival dei Giardini, l’evento più atteso all’interno della rassegna, essendo diventato il punto di riferimento dell’architettura del paesaggio in Italia come laboratorio di idee innovative e contemporanee.
Da nove anni Pordenone Fiere ha, infatti, avviato un processo di trasformazione di “Ortogiardino”: da manifestazione leader per gli appassionati di giardinaggio a salone di riferimento anche per operatori professionali e soprattutto architetti paesaggisti, vivaisti, agronomi e progettisti del verde pubblico. Artefice di questa mutazione è proprio il Festival dei Giardini, evento nell’evento, che grazie ad un format unico nel panorama fieristico italiano stimola il lavoro sinergico di architetti paesaggisti sul fronte progettuale e vivaisti in fase realizzativa.
L’evento, con la direzione artistica dell’architetto Giovanna Bellotto, mette a confronto le migliori idee riguardo alla progettazione di piccoli giardini su un tema che varia ad ogni edizione e che quest’anno sarà “Da: Viaggio A: Realtà”. L’espressione qualitativa nel realizzare il verde secondo il gusto e lo stile italiano; l’abilità tecnica e la conoscenza delle piante; la progettualità; la maturità e l’estro dei progettisti in relazione ai gusti e alle esigenze di relax e benessere degli appassionati del verde attrezzato sono pertanto le doti di progettisti e vivaisti che il Festival dei Giardini vuole mettere in luce e valorizzare. L’appuntamento è quindi alla Fiera di Pordenone dal 28 marzo al 5 aprile prossimi.

—^—

In copertina, magnolie in fiore: indicano che in Friuli Venezia Giulia la primavera è già arrivata.

Il clima è “impazzito”: cosa cambia nel vigneto e in cantina?

di Gi Elle

Ormai dire che il clima è “soltanto” cambiato è un eufemismo. No, è stravolto, letteralmente “impazzito”. E ne ha dato una chiara dimostrazione ieri, Mercoledì delle Ceneri, quando – cose mai viste! -, ci sono stati ben due grossi temporali al mattino e poi al pomeriggio, dopo una parentesi soleggiata. E naturalmente con fenomeni estremi per questa stagione – non dimentichiamo che siamo ancora in inverno – con una violenta e abbondante grandinata e raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari, tanto da causare anche parecchi danni. Un clima “nuovo”, insomma, che ha i suoi effetti anche nella vitienologia, tanto che è stata opportunamente intitolata “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina” la tavola rotonda, in programma la prossima settimana a Buttrio. L’ha organizzata per il 5 marzo, alle 18, l’Associazione nazionale Le Donne del Vino, delegazione del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura del Comune collinare. Cornice dell’incontro villa di Toppo Florio, ogni anno fulcro della Festa del vino più antica d’Italia, qualificata vetrina del Vigneto Fvg.

Villa di Toppo Florio a Buttrio.

Il convegno, aperto a tutti gli interessati, sarà animato da esperti del settore, enologi e ricercatori che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura sul nostro territorio. Per l’occasione sarà ospite il relatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che illustrerà alcuni passaggi fondamentali della ricerca “Visione 2019/2028” sugli aspetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per gli ecosistemi naturali. Gli aumenti della temperatura registrati in tutto l’emisfero settentrionale influiscono, infatti, sull’agricoltura e sulle attività umane connesse ad essa. Per cui gli effetti dei cambiamenti climatici a livello di ecosistema e di economia locale necessitano di risposte urgenti da parte di tutti gli attori coinvolti.

Le Donne del Vino hanno pertanto fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il 2020 sarà l’anno consacrato a questo importantissimo argomento in tutte le sue manifestazioni: Donne, Vino e Ambiente è infatti il leitmotiv scelto non solo per la Festa delle Donne del Vino, che si tiene dal 1° al 14 marzo in tutta Italia, ma è il filo conduttore dell’operatività appunto di quest’anno. L’Associazione del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vicedelegata Liliana Savioli, ha quindi coinvolto un parterre di personalità del nostro territorio per discutere di questo argomento: l’assessore alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche Stefano Zannier, la vicepresidente delle Donne del Vino Antonella Cantarutti, il presidente Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi, gli enologi Gianni Menotti, Chiara Peresani, Alessandro Dal Zovo e l’agronomo Carlo Petrussi, mentre Elena Roppa racconterà esperienze e prassi delle Donne del Vino Fvg.

Al termine della tavola rotonda, ci sarà un momento conviviale offerto dal catering ErbaVoglio di Barbara Martina e dall’Albergo Belvedere di Silvia delle Case con il servizio delle sommelier e i vini delle Donne del Vino Fvg, accanto agli assaggi delle colombe dell’Antica Pasticceria Muzzi.

Vigneti sui colli di Rosazzo.

—^—

In copertina, vini bianchi all’antica fiera regionale di Buttrio, allestita ogni anno a villa Florio.

I “Calici di Storia al Castello Canussio” invitano a Cividale

di Gi Elle

Chi non avrà la possibilità di partecipare all’ormai sempre più vicino Vinitaly, perché Verona non è proprio dietro l’angolo, potrà fruire di un’ottima occasione di degustare i vini del Vigneto Fvg  a due passi da casa.
Innanzitutto, nella bellissima Cividale, proprio all’ingresso arrivando da Udine a ridosso di piazza Picco, è infatti cominciato il conto alla rovescia della manifestazione “Calici di Storia al Castello Canussio”. L’appuntamento è fissato per domenica 1 marzo dalle 17.30 alle 22: ci saranno ben 100 vini in degustazione, presentati da trenta aziende vitivinicole, da accompagnare con una trentina di abbinamenti enogastronomici. Quindi, non tutto quello che, ovviamente, sarà presentato nel megastand Fvg della Fiera scaligera, ma certamente sì un “assaggio” appagante della nostra produzione di qualità. I biglietti si acquistano all’entrata della mostra, ma è consigliata la prenotazione. Info: Sandro 3335070403.
Calato il sipario su questo invitante appuntamento cividalese, un altro pure molto interessante si terrà nella vicina Manzano, il 7 marzo e quindi sempre prima del Vinitaly che invece dà appuntamento dal 19 al 22 aprile. Come già annunciato, Slow Food Friuli proporrà infatti “Know Wine”, iniziativa che si terrà dalle 17 alle 21 al ristorante Elliot. Ci saranno i rappresentanti di 25 produttori Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. Le prenotazioni anche per questa mostra sono aperte. Scrivere a eventi.slowfriuli@gmail.com

Ultimo giorno a Pordenone con “Cucinare”: in scena Sacile e Valli del Natisone

di Gi Elle

Ultimo giorno con “Cucinare”, il salone di riferimento per gli appassionati di cucina e i professionisti della ristorazione del Nord Est in Fiera a Pordenone. Tra le varie iniziative in programma, oggi è la volta della Pro Loco Nediške Doline-Valli del Natisone, di San Pietro, che alle alle 13.30 darà la seconda dimostrazione della mattinata di come si preparano gli “Žličnjaki” ovveri gli gnocchi di acqua e farina con formaggio delle Valli. Mentre alle 12 e alle 15 cucinerà lo “Štakanje”, il pestato di patate con verdure di stagione e “ocvjerki” (lardo). Alle 16.30 e alle 18 è la volta, invece, della vicina Pro Loco di Sacile che preparerà gli gnocchi della nonna Anna con patate di Ovoledo e sugo d’anatra, oltre alle crespelle della tradizione a base di zucca.

Dai Cjarsons carnici alla Pitina, dagli asparagi alla zucca, i gusti tipici del Friuli Venezia Giulia grazie proprio alle Pro Loco sono infatti approdati anche quest’anno a “Cucinare”. Le aderenti al Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia – guidato dal presidente Valter Pezzarini – sono ospiti dello stand di PromoTurismoFvg (padiglione 8), dove propongono al pubblico degli showcooking nei quali sono utilizzati come materie prime i migliori prodotti locali certificati del Friuli Venezia Giulia.
Ricordiamo che, asssieme agli chef delle Pro Loco, anche i visitatori hanno la possibilità di cucinare: come lo scorso anno, sono otto le postazioni a disposizione – per un totale di 16 posti – che permetteranno a pubblico e appassionati di partecipare attivamente alle lezioni preparando le ricette proposte dai cuochi in cattedra (per prendere parte all’iniziativa è necessario accreditarsi al punto informativo dello stand di PromoTurismoFvg, fino a esaurimento posti).

La Regione con orgoglio partecipa a “Cucinare”, evento di riferimento del Nord Est per professionisti e appassionati del mondo “food”, cluster importante per l’attrazione turistica del Friuli Venezia Giulia su cui l’Amministrazione regionale ha puntato fin dall’inizio della legislatura inserendo l’enogastronomia tra gli obiettivi di PromoTurismoFvg, aveva evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, all’inaugurazione dell’evento che, nelle sue tre giornate, attraverso ospiti, corsi, degustazioni, show cooking e le offerte di 130 espositori provenienti da tutta Italia, si occupa di cucina in tutte le sue declinazioni.
Nell’occasione, l’assessore Bini – riferisce una nota Arc – ha sottolineato come quello pordenonese sia un modello territoriale, economico, gestionale e di ricerca di eccellenza, che ha saputo selezionare una classe dirigente di grande capacità in grado di valorizzare le risorse del territorio. La Regione, attraverso PromoTurismoFvg, è main partner della manifestazione ed è presente in fiera con uno stand realizzato in collaborazione proprio con il Comitato Regionale Pro Loco FVG e la Strada dei Vini e Sapori Friuli Venezia Giulia. Anche quest’anno la proposta di “Cucinare” è stata strutturata in quattro percorsi tematici per permettere ai visitatori di seguire i filoni più vicini ai propri interessi, consentendo di personalizzare l’esperienza in fiera in base alle preferenze dando vita a percorsi tarati su temi quali Salute, Territorio, Cucina green e Tendenza&Ricerca.

—^—

In copertina e qui sopra ecco due immagini del salone “Cucinare”.

(Foto Arc Pozzetto e Fiera Pordenone)

A San Vito al Tagliamento una “casa del vino” per i Consorzi del Triveneto

di Gi Elle

Una vera e propria “casa del vino” istituzionale sta per nascere a San Vito al Tagliamento, nel cuore del Friuli Venezia Giulia. Questa collocazione baricentrica è stata infatti scelta per ospitare la sede di tutti i soggetti che si occupano di tutela, promozione e certificazione dei vini di qualità, a cominciare dall’ultimo arrivato, il Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia. E sarà Palazzo Altan, edificio signorile risalente all’inizio del XVII secolo e certamente grande patrimonio storico-culturale della cittadina in riva al grande fiume, la nuova sede operativa e amministrativa che unirà i grandi “attori” della viticoltura Fvg, ma anche del Triveneto. All’interno del nuovo polo istituzionale lavoreranno dunque, fianco a fianco, i Consorzi Doc Friuli Venezia Giulia – appunto l’ultimo nato -, Doc Friuli Grave, Doc delle Venezie e gli Organismi di Certificazione Ceviq – Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità, Valoritalia e Triveneta Certificazioni.
Il taglio del nastro è annunciato per venerdì 31 gennaio, alle 16, alla presenza degli assessori all’Agricoltura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, della Provincia Autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, e della Regione Veneto, Giuseppe Pan, dei Presidenti dei tre Consorzi di Tutela “padroni di casa” Giuseppe Crovato (Doc Friuli Venezia Giulia), Pietro Biscontin (Doc Friuli Grave) e Albino Armani (Doc delle Venezie), del presidente di Valoritalia e Triveneta Certificazioni Francesco Liantonio e, infine del Presidente di Ceviq Germano Zorzettig.

“Siamo molto felici di poter contare oggi anche su una sede friulana”, dichiara il presidente Albino Armani, che continua: “Da sempre sosteniamo l’importanza di coinvolgere più da vicino Istituzioni e territori che contribuiscono alla produzione del Pinot grigio Doc, facendo lavoro di squadra interregionale per il raggiungimento di un obiettivo comune: la valorizzazione e la promozione del nostro prodotto. Questa unità operativa in Friuli  Venezia Giulia rappresenta per noi un ulteriore passo verso una maggiore consapevolezza e senso di appartenenza alla Doc”.
Gli fa eco il presidente di Ceviq, Germano Zorzettig: “Condivido quanto affermato dal presidente della Doc Pinot grigio delle Venezie Albino Armani. Una sede, quella di Palazzo Altan a San Vito al Tagliamento, in cui trovano operatività non solo i Consorzi, ma anche gli Enti di certificazione che operano nel settore vitivinicolo, ambientale e biologico in questa regione e a livello nazionale, con professionalità, competenza e garantendo le esigenze che ogni azienda richiede per affrontare con razionalità e velocità le sfide del mercato”.
Pietro Biscontin, presidente del Consorzio Doc Friuli Grave, e Giuseppe Crovato, presidente del nuovo Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia, concordano nell’affermare che “si è finalmente giunti all’obiettivo comune della costituzione del Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia: un percorso iniziato già da tempo che ha visto il Consorzio Doc Friuli Grave impegnato a coinvolgere la propria base sociale, nonché l’intero comparto regionale, per giungere a questo importante traguardo che porterà sicuri benefici per tutta la viticoltura friulana. Il nuovo polo di Palazzo Altan, suddiviso tra Consorzi di tutela ed Enti di certificazione, si propone di essere il contenitore o meglio la casa comune in grado di associare l’intero sistema vitivinicolo regionale”.
Francesco Liantonio, presidente Triveneta Certificazioni e Valoritalia srl, esprime soddisfazione perché “con questa inaugurazione si ufficializza la costituzione di un polo vitivinicolo importante, in cui Triveneta certificazioni e Valoritalia, accanto agli altri organismi di controllo e consorzi presenti nella prestigiosa sede di Palazzo Altan, potranno assolvere pienamente al proprio ruolo nel sistema vitivinicolo del Triveneto. Con l’attività della doc Prosecco prima e con l’avvio della doc Delle Venezie, dal 2017, si evidenziano con sempre maggiore chiarezza le interazioni che ci sono tra le varie denominazioni. Per questo è importante la collaborazione tra i Consorzi e tra gli Odc, e Triveneta certificazioni ne è un esempio pratico, tangibile”.

Infine, Luca Sartori, consigliere di Triveneta e presidente di Siquria spa: “La nuova sede suggella in modo esemplare un progetto complesso e ambizioso che mira a valorizzare, in modo importante, la produzione della Doc Delle Venezie che si estende su tre Regioni. L’intesa raggiunta da una completa condivisione di intenti tra Siquria e gli altri organismi coinvolti, insieme alla necessità di una migliore presenza territoriale, vedono oggi l’inaugurazione di un sito che va ben oltre le esigenze operative ponendosi come punto di riferimento per il mondo vitivinicolo del Nord-Est”.

Ecco Palazzo Altan in una foto da sanvito.altagliamento.it

—^—

In copertina, calici alzati per brindare alla nuova sede istituzionale del vino triveneto a San Vito al Tagliamento.

LA RICETTA  – Coniglio al forno con “Pestàt”

di Gi Elle

Quest’anno la bella manifestazione agreste denominata “Sant Antoni Fieste dal Purcitar”, ospitata a Fagagna in quello splendido compendio della vita contadina friulana di un tempo che è “Cjase Cocel”, è stata accompagnata da un pregevole volumetto edito dall’Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalir” contenente numerose informazioni sulla festa che si ripropone ogni anno puntualmente la terza domenica di gennaio nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali allevati. E oltre a queste notizie è riportata anche una bella ricetta elaborata con quello speciale condimento da soffritto che si chiama “Pestàt” e di cui Fagagna va famosa, tanto che è diventato un Presidio Slow Food. La ricetta è della chef Margherita Missana dell’agriturismo Casale Cjanor:

“Coniglio al forno con Pestàt”

Ingredienti:
1 coniglio intero tagliato in pezzi
200 g di “Pestat” di Fagagna
olio extravergine di oliva
vino bianco
rosmarino
sale e pepe

Procedimento:
Scottare per qualche minuto i pezzi di coniglio in una padella senza condimento, per favorire l’eliminazione dell’acqua. Distribuire in una casseruola un letto di “Pestàt” e quindi disporvi sopra i pezzi di coniglio. Salare, pepare, aggiungere un rametto di rosmarino, poco olio e mettere in forno ben caldo.
Fare rosolare in forno prima da un lato e poi dall’altro, bagnare con il vino bianco e portare a cottura a 180° C per circa 90/120 minuti fino a quando la carne sarà ben tenera. Servire con polenta morbida o patate al forno.

Vino:
Con una carne delicata come quella del coniglio, consigliamo un Merlot della Doc Friuli Colli orientali.

Ecco il “Pestàt”

Ma cos’è esattamente il “Pestàt”? Ve lo raccontiamo prendendo a prestito le esaurienti parole riportate sul citato libretto della festa. “E’ un Presidio Slow Food di Fagagna e si produce nel periodo della macellazione del maiale, da novembre a marzo. La base del prodotto è un lardo di grande qualità: una volta macinato viene miscelato con un trito di carote, sedano, cipolla ed un miscuglio di salvia, rosmarino, porro, aglio e prezzemolo. Si aggiunge infine il sale, il pepe e un tocco di cannella e pimento. A questo punto, l’impasto viene insaccato in un budello naturale (alcuni lo conservano in barattoli di vetro dopo una stagionatura di 30 giorni) e messo a stagionare in cantine umide e fresche. L’utilizzo del “pestàt” è molto particolare; non viene infatti consumato come un insaccato, ma fatto soffriggere in modo che il grasso si sciolga, senza far bruciare le verdure, e usato come base per preparazioni della cucina locale”.

—^—

In copertina, ecco com’è il “Pestàt” di Fagagna prima di essere insaccato.