“Lettera aperta” di Walter Filiputti ai giovani vignaioli

di Giuseppe Longo

UDINE – Durante l’impegnativo lavoro affrontato per realizzare il suo nuovo libro dedicato al futuro del Vigneto Fvg, Walter Filiputti ha avuto l’opportunità di dialogare anche con diversi giovani vignaioli. E agli stessi, nel concludere l’importante opera, l’esperto di vite e vino di casa nostra ha voluto rivolgersi con una “lettera aperta” al fine di spronarli a dare vita a una sorta di gruppo di riflessione e lavoro per i prossimi anni avente l’obiettivo di capire problemi e prospettive di un settore affascinante e strategico non solo per l’economia, ma anche per l’immagine complessiva della regione a Nordest, costituendo pure, assieme alle altre eccellenze agroalimentari, un irrinunciabile volano per la promozione turistica. «Se ai giovani dai, ricevi tanto di più; se trasmetti loro conoscenza, esperienza ed entusiasmo, loro ti ripagano con il rispetto, il coraggio, la voglia di mettersi in gioco e una nuova visione – dice Filiputti nelle prime pagine del volume –. Hanno determinazione e tanta voglia di fare, ma soprattutto sanno dialogare tra di loro e confrontarsi senza gelosie. Questa “lettera aperta” è dedicata a tutti i giovani vignaioli del Friuli Venezia Giulia, nessuno escluso».

La presentazione moderata da Cescon e l’intervento di Filiputti.

Emerge, dunque, in tutto il suo valore questo originale messaggio alle nuove leve del Vigneto Fvg – che tanta responsabilità hanno nel continuare e potenziare il lavoro avviato con lungimiranza e competenza dai loro genitori, accreditando la qualità dei nostri vini in tutto il mondo – nell’affollata presentazione del volume “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” avvenuta ieri pomeriggio nella sala che ricorda l’indimenticato presidente Adalberto Valduga, nella sede della Camera di commercio di Pordenone-Udine. Infatti, dopo le collane dedicate al mondo del gusto e a quello dell’artigianato, l’ente economico – guidato da tanti anni da Giovanni Da Pozzo – prosegue il suo viaggio alla scoperta dei comparti produttivi della sua terra, prendendo “appunti”, questa volta, sui “Quaderni di agricoltura. Questo è il titolo della nuova collana edita da Vinibuoni – Gustosì, il cui primo volume va ad approfondire proprio l’articolata ed esuberante realtà del vino, uno dei fiori all’occhiello del territorio, che, come dicevamo, permette di far conoscere il Friuli Venezia Giulia a livello planetario. Protagonisti proprio quei giovani vignaioli – come amava chiamarli il grande Luigi Veronelli – cui questa importante fatica editoriale si rivolge.

A raccontare questa realtà e ad anticiparne gli sviluppi, con sguardo preparatissimo, è appunto Walter Filiputti, un narratore d’eccezione,  giornalista e scrittore che conosce la viticoltura, si può dire, dalla nascita tanto da farne una delle specializzazioni della sua vita professionale. Durante la  quale ha dato alle stampe volumi e pubblicazioni di prestigio che hanno contribuito in maniera significativa a dare lustro al settore produttivo.
«Alle sue parole, ai suoi racconti sempre originali, alle sue chiacchierate con i vignaioli, alle sue analisi puntuali è stata affidata la trama di queste pagine – commenta il presidente Da Pozzo –. In esse, oltre a tante luci, emergono anche minacce e rischi a cui il comparto sta andando incontro. È però un volume di speranza, che guarda con enorme fiducia ai giovani produttori, ma anche di critica costruttiva a un sistema Vigneto Fvg, perché vuole dare un contributo scientifico serio al dibattito che ruota attorno al vino regionale, e soprattutto dare uno stimolo a superare ostacoli e imboccare strade nuove, per non rischiare di rovinare uno dei patrimoni di maggior ricchezza della nostra identità territoriale. Confidiamo dunque che i suggerimenti di Filiputti possano essere raccolti da imprese e istituzioni, perché la nostra viticoltura non perda occasioni preziose per difendere la sua qualità e sappia costruire con intelligenza e lungimiranza il suo futuro e il suo sviluppo».

L’intervento del presidente Da Pozzo e due settori della sala gremita.

Proprio al futuro guarda, dunque, la curata pubblicazione anche nella forma, com’è stato evidenziato anche nel corso della presentazione di fronte a un foltissimo e preparato “parterre” – ovviamente per larga parte viticoltori, tecnici, winelovers -, moderata dal giornalista del Messaggero Veneto Maurizio Cescon, il quale segue con attenzione e puntualità sulle pagine economiche anche il Vigneto Fvg, e che ha visto l’intervento, oltre a Da Pozzo e Filiputti, anche dell’editore Francesco Busso. Snello e pratico nel formato, il  volume è compendiato per la prima volta anche da un sito Internet, che va ad ampliare e completare l’edizione cartacea con informazioni aggiuntive, immagini e videointerviste, rendendo il progetto crossmediale, come questi tempi di comunicazione e innovazione tecnologica richiedono. Il libro, acquistabile nelle migliori librerie friulane fin dai prossimi giorni, tanto da rappresentare una ottima strenna da mettere sotto l’Albero di Natale, è accompagnato dal portale www.quadernidiagricoltura.it. Ricordiamo, al riguardo, che la collana “Quaderni di Agricoltura” segue una prima collana dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi,  e la collana, in quattro volumi, dedicata agli artigiani del fare, con le storie di 228 operatori.

Il ruolo dell’ente camerale
nel settore vitivinicolo

La pubblicazione del libro di Walter Filiputti “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” si inserisce nel solco dell’intensa attività dell’ente camerale a supporto delle sue imprese, in questo caso del mondo vitivinicolo, comparto in un cui la Camera di commercio si distingue particolarmente, grazie al suo operato e alla vivacità delle aziende che si relazionano a essa. Uno dei progetti di maggior notorietà e successo è quello che permette alle pmi di settore di concorrere ai bandi regionali per l’Ocm Vino. In attesa di approvazione definitiva del progetto 2020, fin dal 2010 la Cciaa è stata capofila negli anni di ben 10 associazioni temporanee di impresa (Ati) siglate con 444 partecipazioni aziendali, di cui 32 quelle accreditate per il 2020. I finanziamenti attratti dal progetto, che ha preso il nome di “Friuli Future Wines”, sono stati in tutte le annualità oltre 9 milioni 230 mila euro, di cui metà finanziati dalle imprese partecipanti e metà contributi comunitari erogati tramite il Ministero delle risorse agricole e la Regione. I fondi vengono espressamente riservati all’attività di promozione delle aziende vitivinicole sui principali mercati extraeuropei, definiti di anno in anno. «La forza del progetto sta nella flessibilità e potenza del lavoro di rete – conferma il presidente Da Pozzo –. Le aziende possono scegliere a quali iniziative promozionali partecipare, ciascuna in base alle proprie esigenze e aspirazioni, ma con il “peso specifico” di un raggruppamento riconoscibile e con il coordinamento e l’accompagnamento dell’ente camerale».
Il  59% dei fondi, in questi anni, è stato destinato alle principali iniziative promozionali sul mercato degli Stati Uniti, primo paese di destinazione dell’export dei vini friulani. Gli altri Paesi coinvolti nel corso degli anni sono stati Russia, Cina, Giappone, Canada e Area Sud Est Asiatica (dove figurano Singapore, Vietnam, Taiwan, Malesia, Thailandia) .
Oltre all’Ocm vino, la Camera offre opportunità internazionali per tutte le imprese: più servizi, più informazioni e un maggiore supporto per l’export. Dal 1° febbraio 2019 l’attività a supporto delle imprese impegnate verso l’estero viene svolta dalla sede di Udine di Promos Italia, la nuova struttura nazionale del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione. In generale le attività a favore del comparto vitivinicolo sono quelle riservate alle aziende potenziali e neo-esportatrici, quali seminari e business forum (22 quelli proposti nel 2019), incontri individuali con gli esperti Paese (check up) e servizi desk per i mercati strategici (20 gli eventi del 2019), formazione specifica, missioni con diversi modelli, tra visite studio, eventi promozionali abbinati a workshop, incontri B2B, partecipazione a fiere (58 gli eventi proposti nel 2019). Già a calendario per il 2020 la Borsa Vini a Londra il 23 gennaio, sempre nella capitale britannica “Real Food & Wine” a luglio, ma anche le borse vini in ottobre in Canada, Russia, Giappone, cui seguiranno le iniziative specifiche nel Sud Est Asiatico (Singapore e Taiwan, Vietnam).

Ecco il nuovo volume su vite e vino.

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In copertina, il presidente Da Pozzo con Walter Filiputti, autore del libro.

(Fotoservizio Diego Petrussi)

L’agriturismo Fvg cresce ancora: prevale la ristorazione

In Friuli Venezia Giulia, nel 2018, gli agriturismi attivi erano 670, con una crescita dell’1,4 per cento (superiore alla media nazionale: +0,9 per cento), sull’anno precedente. È uno dei numeri che emergono dalla elaborazione fatta da Confagricoltura Fvg sull’annuale rilevazione settoriale dell’Istat. Tali strutture, complessivamente, dispongono di 4.434 posti letto (erano 4.408 nel 2017) e 27.579 coperti (erano 25.504, con un aumento dell’8,1 per cento). Il Fvg, assieme alla Provincia autonoma di Bolzano, è il territorio con la maggiore prevalenza di aziende che propongono la sola ristorazione rispetto alla media nazionale. Inoltre, nell’arco dei dodici mesi, le chiusure di attività sono state 28 e le nuove aperture 37.

Philip Thurn Valsassina


«Pur di fronte alla costante diminuzione del numero di aziende agricole regionali, si assiste a un’ altrettanto costante crescita delle strutture agrituristiche – commenta il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina -. Ciò sta a significare che le nostre imprese rurali sono impegnate con convinzione nella diversificazione aziendale e nella multifunzionalità. Azioni imprenditoriali dalle quale si può trarre reddito: principale o integrativo, in anni economicamente abbastanza critici per tutto il comparto».
Durante il 2018, inoltre, nelle 670 strutture agrituristiche del Friuli Venezia Giulia, sono transitati oltre 70mila turisti (il 2 per cento di quelli che hanno utilizzato in Italia, complessivamente, le strutture agrituristiche per trascorrere, tutto o in parte, il loro periodo di vacanza). Di questi, ben 32.400 erano stranieri (circa il 46 per cento).

I vini sono fondamentali nell’offerta.

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In copertina, vigneti nella zona di Nimis: il Fvg continua a registrare crescite nel settore agrituristico.

 

E’ emergenza cinghiali ormai quadruplicati: l’appello degli agricoltori

di Gi Elle

Ormai è emergenza cinghiali a livello nazionale, anche a giudicare dalla manifestazione di protesta tenutasi ieri mattina a Roma, dinanzi al palazzo di Montecitorio. E il problema è vissuto intensamente pure in Friuli Venezia Giulia, tanto che Confagricoltura è tornata a far sentire la propria voce nel giro di pochi giorni per ribadire quanto sia necessario, anzi indispensabile, intervenire con urgenza.
Una crescita fuori controllo dei cinghiali per oltre il 400 per cento in trent’anni: è questo il risultato della non gestione delle popolazioni faunistiche. La sovrappopolazione degli ungulati continua a essere un problema enorme per gli agricoltori, per la zootecnia (con l’avanzare della peste suina africana), per la fauna minore, per il territorio, per l’ambiente, per la sicurezza anche dei cittadini”. Lo sottolinea, appunto, Confagricoltura Fvg che sollecita interventi risolutivi. Tanti i titoli di giornali quando ci sono gli incidenti mortali, quando gli agricoltori protestano per i danni subiti, quando la biodiversità, la salute e la sicurezza sono in pericolo – osserva Confagricoltura –, poi, nessuna azione concreta. “Una cosa è certa: il problema esiste e va affrontato e risolto. Chi dovrebbe agire, oltre a essere inerte, si nasconde colpevolmente”, accusa l’Organizzazione degli imprenditori agricoli.

«Ciò che interessa agli agricoltori – spiega il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina – è poter svolgere con normalità la propria attività economica. E il non intervenire su queste problematiche non fa altro che acuire il rischio di marginalizzazione delle imprese agricole e di abbandono dei territori. Per questo è necessario riconoscere che l’impostazione dell’attuale normativa non è più adatta e non consente di agire efficacemente; incentrata com’è – esclusivamente su una protezione della fauna selvatica – spesso non è più congeniale allo sviluppo del territorio, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello ambientale, della salute e della sicurezza stradale e, più in generale, dei cittadini. Perciò, va nella giusta direzione la Proposta di legge appena approvata dal Consiglio regionale».

Philip Thurn Valsassina

Confagricoltura, inoltre, esorta a uscire dalla sterile fase della contrapposizione tra mondo venatorio e mondo ambientalista, acquisendo tutti la consapevolezza che il problema della gestione della fauna va affrontato anche con misure che prevedano il riequilibrio delle presenze faunistiche sul territorio. L’Organizzazione degli agricoltori chiede il monitoraggio obbligatorio su scala regionale e nazionale delle popolazioni di ungulati e l’avvio di azioni straordinarie di prelievo, superando tutte quelle previsioni normative che limitano gli interventi. “Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che richiede la collaborazione di tutti gli attori, agricoltori, cacciatori, selettori, e se serve anche delle forze dell’ordine e dell’esercito per dare una risposta immediata. Occorre infine prevedere – conclude Confagricoltura – adeguati indennizzi per i danni diretti e indiretti che subiscono le aziende agricole e snellire le procedure per valutazione dei danni e del conseguente tempestivo ristoro”.

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In copertina, un cinghiale adulto: ormai è emergenza non solo in Fvg ma anche a livello nazionale.

Sipario sul Congresso Assoenologi: il vino avrà una Cabina di regia

di Gi Elle

Da Trieste a Matera, e quindi a Genova. Sarà un’altra città di mare, dopo l’entusiasmante esperienza dell’anno scorso nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, a ospitare nel 2020 il Congresso nazionale Assoenologi  – 75ma edizione – che si è appena concluso in Basilicata e al quale ha partecipato anche una folta delegazione regionale guidata dal presidente Rodolfo Rizzi, mentre la sezione giovani era capitanata dalla coordinatrice Chiara Peresani. C’era inoltre il consigliere nazionale Daniele Calzavara.

Rodolfo Rizzi con Chiara Peresani.

Molto intensi i quattro giorni di lavori, ospitati dalla Capitale europea della Cultura, sotto la regia del presidente nazionale Riccardo Cotarella e del direttore generale Paolo Brogioni. Accanto agli importanti adempimenti istituzionali dell’Associazione dei tecnici della vite e del vino, l’interesse maggiore è stato calamitato dall’incontro – nell’ultima serata, a Venosa, cittadina a una novantina di chilometri da Matera – con il nuovo ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che peraltro giocava “in casa” essendo brindisina e quindi della vicina Puglia, terra produttrice di grandi vini. L’esponente del Governo Conte, durante il talk show coordinato ancora da Bruno Vespa – infatti lo storico conduttore di “Porta a Porta” era stato chiamato nel luglio 2018 a incalzare gli oratori anche al Teatro Verdi -, ha fatto anche un importante annuncio, anticipando l’istituzione presso lo stesso Ministero di via Venti Settembre una Cabina di regia permanente per il vino. Un servizio, la cui nascita è assicurata già entro l’anno, accolto subito con favore in quanto si rivelerà sicuramente utile per affrontare problemi e prospettive di un settore fondamentale dell’economia italiana, ma che si trova a fare i conti tuttora – e forse sempre più – con un mercato fatto di luci e di ombre, come rilevavamo anche nelle scorse settimane fermando l’attenzione sulla vendemmia ’19 nel Vigneto Fvg.

Con l’anticipazione di questa iniziativa strategica – che si collega a una cospicua assegnazione di fondi ministeriali nell’ambito dell’Ocm vino al fine di assicurare il sostegno a tredici progetti promozionali – è calato dunque il sipario sul 74° Congresso nazionale Assoenologi che lasciata la terra lucana nel 2020 tornerà al Nord, appunto nell’antica città della Lanterna che, forte del suo luminoso passato di Repubblica Marinara, saprà dare rinnovato slancio anche a questa importante categoria dei tecnici vitivinicoli che tanto merito hanno per aver fatto crescere la qualità della Cantina Italia, ma anche di quella del Friuli Venezia Giulia, dalla quale escono in larga parte vini bianchi eccezionali che hanno conquistato il mondo.

La rappresentanza degli enologi Fvg.

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In copertina, il presidente Assoenologi Fvg, Rizzi, con il ministro Teresa Bellanova e il presidente Cotarella.

(Foto tratte dalla pagina Fb di Rodolfo Rizzi che ringraziamo)

Collio, un Laboratorio a cielo aperto: a Cormons il nuovo focus CariGo

di Gi Elle

Signore e signori, ecco il Collio. Con un clic… Una nuova modalità di fruizione del territorio altamente immersiva e di forte impatto emozionale caratterizza, infatti, l’esperienza che i visitatori potranno adesso vivere su queste meravigliose colline del Goriziano – protette dalla prima Doc istituita in Friuli Venezia Giulia oltre mezzo secolo fa – grazie a un intervento fondato sull’innovazione tecnologica, nel segno della sostenibilità ambientale.
Come avevamo già annunciato all’inizio dell’estate, “Collio: Laboratorio a cielo aperto dello Sviluppo Sostenibile” è il secondo focus messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che dallo scorso anno – sotto la guida della presidente Roberta Demartin – ha avviato il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo, che delinea le linee strategiche dell’azione della Fondazione per il triennio 2018-2020 per la valorizzazione del territorio isontino.

Dopo la prima fase, con il riallestimento in chiave multimediale del Museo del Monte San Michele, questo nuovo progetto – realizzato con la collaborazione dei Comuni coinvolti e di soggetti privati locali – racconta il Collio attraverso i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile di Agenda Onu 2030. Ancora ideato e realizzato dall’impresa di Staranzano Ikon digital farm, guidata da Enrico Degrassi e Manuela Tomadin, con il coordinamento paesaggistico dalla Land Italia di Andreas Kipar, il progetto ridefinisce la conoscenza del territorio del Collio in una chiave esperienziale ed emozionale basato sulla peculiarità dell’ascolto audio e dello “storytelling”.
Un viaggio narrativo altamente immersivo a cui ogni visitatore può accedere con il proprio smartphone grazie alla nuova App realizzata da Ikon, “COLLIO XR — Extended Reality”, basato sulla narrazione e sull’ascolto audio di 8 diversi racconti per 7 percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati, che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio.

Roberta Demartin 

«Consapevole della sua fondamentale funzione per la crescita della comunità isontina, la Fondazione ha avviato il programma triennale CariGO GREEN³ per valorizzare il proprio territorio attraverso interventi innovativi e sostenibili, a partire dalle risorse già esistenti, come nel caso dei percorsi “slow Collio” – spiega la presidente Demartin -. Come sul San Michele, si è voluto partire da quello che già pubblico e privato avevano avviato in termini di infrastrutture e di esperienze di sostenibilità per attivare una nuova e inedita modalità di fruizione dei luoghi con l’utilizzo, ancora una volta, dell’innovazione tecnologica come uno “strumento” di valorizzazione dell’identità più profonda e spesso insondata del territorio, per riportarne in luce memorie e racconti».
Scaricando l’App CollioXR il visitatore potrà adesso selezionare l’esperienza desiderata e avviare il percorso prescelto: a disposizione 8 racconti tra il fantasy e il reportage, la fantascienza e il genere storico o biografico fino al thriller e il racconto di guerra. Tutti gli itinerari – di diverse tipologie di chilometraggio e durata – potranno essere percorsi a piedi o in bicicletta, grazie ai percorsi ciclabili esistenti. I contenuti audio si attivano in corrispondenza dei luoghi previsti dalla narrazione mentre l’utilizzo di un visore cardboard permette di accedere ai contenuti di realtà virtuale e visionare sequenze immersive legate ai racconti. Lungo i percorsi, inoltre, alcuni pannelli informativi forniscono contenuti in Realtà Aumentata.

La presentazione del progetto, in programma domani 25 ottobre, alle 15 al Museo Civico del Territorio di Cormons, vuole essere un’occasione per riflettere sulla relazione tra paesaggio, innovazione e sostenibilità con rappresentanti di istituzioni, enti, fondazioni, progettisti che lavorano sul paesaggio e sulle nuove tecnologie al servizio dei territori. Dopo i saluti del sindaco Roberto Felcaro, la presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, introdurrà il progetto “Fondazione CariGO GREEN³: rendere visibile l’invisibile”, seguita dal paesaggista Ceo di Land Italia, Andreas Kipar, e dal Ceo di Ikon, Enrico Degrassi, che interverrà su “La tecnologia a sostegno dello sviluppo del territorio”. Spazio quindi all’open talk con Federico Delfino, presidente della Commissione di Ricerca Scientifica di Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud, che interverrà su uno dei focus del progetto: la sostenibilità sociale e l’educazione alla sostenibilità; ancora, l’intervento di Renzo Simonato, direttore Regionale di Intesa Sanpaolo per Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, Davide Ciferri, responsabile Valutazione d’Impatto Sostenibilità di Cassa Depositi e Prestiti, e Luciano Forlani,  segretariato Asvis – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Atteso in apertura l’intervento del direttore del quotidiano “Il Piccolo”, Enrico Grazioli.
La mattinata di sabato sarà, invece, dedicata all’illustrazione della nuova app “Collio XR – Extended Reality”, con un’escursione aperta a tutti gli interessati a partecipazione libera. Partenza alle 10 dal Parco di Russiz Inferiore di Capriva: dopo i saluti del sindaco Daniele Sergon e della stessa presidente Roberta Demartin, inizio della passeggiata inaugurale con le “istruzioni per l’uso” della app mobile Collio XR da parte di Enrico Degrassi di Ikon. Sosta al Castello di Spessa e rientro con un momento conviviale a base di prodotti del Collio.

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In copertina e all’interno immagini del progetto multimediale dedicato alla zona Doc del Collio Goriziano.

Le eccellenze Fvg nelle foto di Luigi Vitale da oggi in mostra a Trieste

di Gi Elle

“Una nuova espressione di bellezza che emerge dagli intrecci fra storia, natura, architettura, industria e le genti che fanno parte di questa terra straordinaria”. Ecco il Friuli Venezia Giulia, con le sue eccellenze anche enogastronomiche, visto e raccontato da Luigi Vitale, il foto-giornalista al centro della grande mostra in programma da oggi al 22 novembre nella prestigiosa sede del Consiglio regionale, in piazza Oberdan, a Trieste. E’ intitolata, infatti, “Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro” la rassegna multimediale che sarà inaugurata ufficialmente alle 13.30, alla presenza del presidente dell’Assemblea Fvg, Piero Mauro Zanin, e che poi per un mese esatto potrà essere visitata dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, e il venerdì dalle 9.30 alle 13.30. La cerimonia inaugurale sarà coronata da un brindisi offerto dal Movimento Turismo del Vino Fvg.

Giovani pastori a Sauris.

Ma vediamo in dettaglio di che cosa si tratta. “Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro” è un progetto culturale ideato da Luigi Vitale che ha intrapreso appunto un suggestivo viaggio attraverso le terre e le genti della nostra regione. Un importante lavoro di documentazione che si trasforma in un itinerario emozionale di immagini – ce ne sono ben quaranta! – e storie nelle pagine dei tre libri pubblicati da OP ART editore. Le opere editoriali, rispettivamente “viaggio nella terra dell’oro”, “artisti & artigiani nella terra dell’oro”, “uomini lavoro industria”, raccolgono complessivamente in oltre 1000 fotografie esempi di quelle eccellenze – ambientali, storiche, produttive, turistiche – che questo territorio è in grado di offrire. E il ricco corpo d’immagini trova la sua naturale evoluzione nella realizzazione proprio di questo progetto espositivo “Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro”, che è espressione e compendio dei tanti aspetti che caratterizzano la nostra piccola ma affascinante regione, piena di risorse di cui spesso ignoriamo l’esistenza e che invece meritano d’essere conosciute e valorizzate, assecondando quanto fatto con vera maestria proprio da Luigi Vitale.

L’evento espositivo di Trieste diventa così una preziosa occasione proprio per valorizzare e far conoscere le particolarità del nostro territorio e quindi per presentare il Friuli Venezia Giulia con un rinnovato profilo iconografico che ne delinea una immagine inedita tutta da scoprire. Gli emozionanti e coinvolgenti scatti fotografici di Luigi Vitale e le preziose testimonianze video degli artisti – Sergio Altieri, Toni Zuccheri, Serse, Enzo Valentinuz, Celiberti -, dialogano infatti con lo spettatore suggerendo – come osservavamo all’inizio – “una nuova espressione di bellezza che emerge dagli intrecci fra storia, natura, architettura, industria e le genti che fanno parte di questa terra straordinaria”.
Un grande evento culturale, dunque, che rende giusto merito a questo nostro Friuli Venezia Giulia, fatto di tantissime cose belle e pure buone – si pensi alle eccellenze enogastronomiche! –, e che dobbiamo essere spronati ad amare con forza e convinzione, valorizzandolo e difendendolo per consegnarlo il più possibile integro alle future generazioni. E l’invito ce lo dà proprio questa grande opera di Luigi Vitale.

Il Carso di Dario Zidaric.

“Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro”
40 opere fotografiche di Luigi Vitale
5 documentari: Sergio Altieri, Toni Zuccheri, Serse, Enzo Valentinuz, Celiberti
Catalogo Mostra
SEDE ESPOSITIVA Consiglio Regionale di Trieste
INAUGURAZIONE 23 ottobre 2019 ore 13.30­
Orari visita dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, e il venerdì dalle 9.30 alle 13.30

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In copertina, particolare di una immagine colta da Luigi Vitale sulle suggestive colline di Rosazzo.

“Ein Prosit” domani al via a Tarvisio. E poi Udine sarà protagonista

di Gi Elle

“Ein Prosit”, nuovo formato, pronta al debutto. Dopo un’esperienza lunga vent’anni in Valcanale, tra Tarvisio e Malborghetto, in questa 21ma edizione  la fortunata rassegna enogastronomica compie un altro importante salto di qualità avendo quale scenario il capoluogo friulano, quindi in posizione baricentrica all’interno del Friuli Venezia Giulia che sicuramente incentiverà la partecipazione ai numerosissimi eventi. Udine sarà quindi nel fine settimana il palcoscenico delle eccellenze della nostra regione, e non solo, mentre Tarvisio avrà l’onore di continuare a essere partecipe del grande progetto promozionale, ospitando domani una sorta di anteprima alla ormai consolidata rassegna.
“Ein Prosit è una manifestazione d’eccellenza internazionale e abbiamo deciso tutti assieme di mettere questo brand a servizio dell’intero sistema Friuli Venezia Giulia”, ha detto infatti  l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, presentando, nel palazzo municipale di Udine, la 21ma dell’evento organizzato, come sempre, dal Consorzio di Promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e del Passo Pramollo in collaborazione con la Regione e PromoTurismo Fvg.

Così domani, 23 ottobre, è prevista un’anteprima proprio a Tarvisio, località che ha tenuto a battesimo la rassegna facendola crescere fino a farne una delle manifestazioni enogastronomiche italiane che hanno raggiunto la maggiore eco internazionale: sono annunciate tre cene in altrettanti ristoranti famosi della cittadina. Il programma si snoderà poi nel cuore di Udine tra il 24 e il 28 ottobre con una mostra assaggio, degustazioni guidate, laboratori dei sapori, cene stellate e cene nei luoghi cittadini più suggestivi. Una composizione di appuntamenti che ospita 55 chef tra cui 42 stelle Michelin, con la presenza di molti degli chef più interessanti della 50 best.
“Udine è la location principale per questa manifestazione che negli anni ha dato risultati importanti e il palinsesto presentato oggi ne è una conferma”, ha evidenziato Bini. “Offriamo la possibilità di coniugare l’enogastronomia con i palazzi storici e i beni culturali di Udine – ha detto ancora l’assessore – che diventa così una vetrina proiettata in un contesto internazionale, confermando una formula che contribuisce a far conoscere di più le nostre città e le nostre bellezze”.

Il titolo dell’evento “Nemo propheta in patria” racconta l’essenza della rassegna, come ha evidenziato il presidente del Consorzio tarvisiano, Gabriele Massarutto, che supera i campanilismi per abbracciare la prospettiva del confronto, matrice di un territorio di confine di cui “Ein Prosit” è emblema. Lo dimostrano i 100 eventi in sei giorni, presentati da Claudio Tognoni, direttore del Consorzio stesso, con cui i visitatori potranno viaggiare tra i sapori del Friuli Venezia Giulia, delle varie regioni italiane, così come dell’Asia estrema, dell’Anatolia, della Borgogna e di altre regioni europee, del Sudamerica.
A fare da sfondo ai principali eventi ci saranno alcuni dei più suggestivi palazzi ed edifici storici del capoluogo friulano, da Casa Cavazzini alla ex Chiesa di San Francesco (che ospiteranno la mostra assaggio internazionale), al Castello di Udine (Salone Borgogna e Best Italian wines awards), a Palazzo D’Aronco e Palazzo Kechler (degustazioni), e Palazzo Valvason Morpurgo (laboratori), oltre al Teatro San Giorgio e alla Galleria Tina Modotti.
Alla presentazione di questo nuovo corso di “Ein Prosit” hanno preso parte, tra gli altri, anche il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, con l’assessore comunale a Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz, e l’assessore al Turismo del Comune di Tarvisio, Barbara Lagger.

L’intervento di Bini. (Foto Arc) 

Tutto il ricco programma è consultabile sul sito www.einprosit.org

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In copertina, immagine di “Ein Prosit” nelle scorse edizioni a Malborghetto. 

 

Da Calici di Stelle a “Vinum in Fundo”: debutto ad Aquileia

Dopo il successo di Calici di Stelle”, la grande manifestazione agostana svoltasi in contemporanea con il resto d’Italia, le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia replicano anche in autunno il fortunato format che permette ai visitatori, acquistando un braccialetto, di degustare quanti vini vogliono abbinandoli a specialità gastronomiche locali. L’occasione è in programma domenica 3 novembre grazie a “Vinum in Fundo”, evento inserito all’interno della manifestazione “Gaudeamus” (2-3 novembre) del Comune di Aquileia, anch’esso membro delle Città del Vino e la cui area archeologica è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

In piazza Capitolo, a due passi dalla Basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, dalle 11.30 alle 20, si potranno degustare i vini e i sapori di una decina di Città del Vino della nostra regione. Il costo del braccialetto, che dà il diritto a degustazioni illimitate, è di 15 euro. “Per noi – ha detto il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e assessore del Comune di Buttrio, Tiziano Venturini – é l’occasione di festeggiare, assieme a winelover ed enoturisti, la fine dell’annata culminata con la recente vendemmia. Con un brindisi nell’emozionante scenario della piazza principale di Aquileia celebreremo un anno che è stato ricco di progetti per tutte le nostre aderenti”.
Non solo: nell’occasione, si attendono le persone che hanno partecipato ad agosto a “Calici di Stelle”. Chi presenterà più braccialetti dei singoli eventi estivi, potrà partecipare – come annunciato a suo tempo – all’assegnazione di un soggiorno in una meta turistica regionale in collaborazione con PromoturismoFvg.
“Siamo lieti – commenta il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino – di ospitare questo evento all’interno di Gaudeamus, perché in qualità di Città del Vino e centro d’eccellenza della cultura friulana facciamo la significativa, degna chiosa all’intera manifestazione. Ad agosto Calici di stelle, con due appuntamenti, è stato un successo in piazza Capitolo, sede che ben si sposa a questo genere di kermesse enogastronomiche”.
A “Vinum in Fundo”, con i propri banchi allestiti con le bottiglie e le specialità gastronomiche della propria zona parteciperanno, come detto, una decina di Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

Piazza Capitolo con la Basilica.

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In copertina, il logo della nuova manifestazione enogastronomica in programma domenica 3 novembre.

Ma che buon caffè da un secolo! E ora con la V6 La San Marco ha il turbo

di Claudio Soranzo

Ottimi piatti, eccellenti vini, ma alla fine ci vuole sempre un buon caffè. E a farlo migliore di tutti in Friuli Venezia Giulia c’è sicuramente La San Marco, l’azienda fondata a Udine nel 1920 (auguri per il centenario il prossimo anno) , che ha contribuito a esportare con successo in tutto il mondo la grande tradizione dell’espresso italiano, e che oggi si posiziona ai vertici dei costruttori mondiali di macchine per caffè. L’azienda, con sede a Gradisca d’Isonzo, unendo tradizione e tecniche quasi centenarie alle più innovative tecnologie contemporanee, ha contribuito all’evoluzione dell’intero settore, proponendo soluzioni sempre più rivoluzionarie e tecnologicamente avanzate.
Ora, con la conquista dell’Adi Design Index si candida per il Compasso d’oro 2020. La “rivoluzionaria” V6 non smette infatti mai di stupire. La celebre macchina da caffè a leva e a doppia bancata, disegnata in collaborazione con Bonetto Design, è stata selezionata dall’Osservatorio Permanente del Design Adi per essere pubblicata all’interno dell’Adi Design Index 2019. Un’eccellenza del nostro territorio, quindi, che riceve un grande riconoscimento al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, dov’è raccolto il meglio del design italiano messo in produzione nell’ultimo anno nella pubblicazione del ciclo biennale dedicata ai progetti che avranno accesso al Premio Compasso d’Oro Adi 2020.
Sono 226 i prodotti finalisti dell’edizione 2019, selezionati tra oltre 900 candidature. Prodotti che si distinguono per originalità e innovazione, per i processi di produzione adottati, per i materiali impiegati, per la sintesi formale. Ma anche perché capaci di esprimere rispetto ambientale, valore pubblico e sociale, cura per l’usabilità, l’interazione e il Design for all.

“Siamo orgogliosi di questo traguardo – ha dichiarato Roberto Nocera, direttore generale de La San Marco -. Si tratta di un riconoscimento prestigioso che conferma le grandi qualità di V6 non solo in termini di tecnologia, design e sicurezza, ma anche dal punto di vista dell’esperienza di consumo. V6 riporta l’arte del fare il caffè al centro della scena e invita a riscoprire il bar come un luogo di socialità, incontro e scambio”.
Il sorprendente design, unico nel suo genere, è ispirato alle linee del mondo Motorsport anni 60/70 e porta la firma di Bonetto Design. “Il nostro lavoro si è concentrato nel coniugare i concetti di eleganza, purezza, precisione, tradizione meccanica e automotive – ha raccontato Marco Bonetto -. Le linee sono scolpite e importanti, ma mantengono al tempo stesso una certa leggerezza, grazie alle diverse finestre trasparenti, in un perfetto equilibrio dei pesi”. Scolpita e muscolosa, V6 trasmette tutta la potenza di un motore pulsante. La scocca in acciaio idroformato, con finitura verniciata e vetro temperato, mette in luce la grande abilità tecnica de La San Marco nella lavorazione dei materiali e richiama l’attenzione sulla ricchezza della componentistica e la meticolosa precisione delle lavorazioni interne.
In occasione di HostMilano, che si conclude domani, la favolosa V6 è esposta all’interno dell’area “Pull your own coffee” dello stand gradiscano (Pad. 24 Stand B60/C51). I visitatori che hanno accesso a quest’area potranno gustare un ottimo caffè erogato dal modello selezionato Adi Design Index e cimentarsi in prima persona nell’arte dell’estrazione.

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In copertina e all’interno la rivoluzionaria V6 prodotta da La San Marco di Gradisca d’Isonzo.

Vendemmia tutta ok a Casarsa: a Natale le nuove “bollicine”

A Natale si potrà già brindare con gli spumanti di Casarsa. Conclusa la vendemmia, per i Viticoltori Friulani La Delizia, cantina leader del Friuli Venezia Giulia e tra le prime nove in Italia per la produzione di  “bollicine”, ma nota anche per i vini tranquilli, è il momento opportuno per tirare le prime somme. Quest’annata 2019, con 310 mila quintali di uva raccolti, si presenta equilibrata, quindi tutta ok. Le prime bottiglie dei nuovi spumanti saranno pronte appunto a dicembre, portando a compimento così il grande lavoro iniziato nelle vigne dei suoi oltre 400 soci e proseguito nel reparto produttivo con una grande attenzione per la qualità del vino grazie a costanti ricerca e innovazione, anche per rispondere al clima che sta cambiando.

Il direttore Mirko Bellini.


“Ormai è innegabile – ha commentato Mirko Bellini, direttore commerciale de La Delizia -: primavere un po’ più lunghe e piovose ed estati con picchi di temperatura più elevati portano a dover essere tecnologicamente avanzati, dalla cura della vigna alla raccolta fino alla vinificazione, come lo siamo noi. Grazie a questo impegno costante, arriviamo ad avere un’uva sana ideale per i nostri prodotti di qualità”.
La quantità di uva raccolta quest’anno è quella giusta per le logiche produttive della cooperativa casarsese. “Dopo gli ultimi due anni altalenanti – ha aggiunto Bellini – abbiamo quest’anno dei quantitativi corretti per la nostra viticoltura. Ora abbiamo avviato la trasformazione, i profumi giusti ci sono e stiamo producendo quello che il mercato ci richiede di più, ovvero le bollicine, dal Prosecco alle Cuvée, senza dimenticare che l’altra “colonna” portante de La Delizia sono i vini fermi, a partire dal Pinot grigio. Le prime bottiglie saranno pronte a dicembre“.
La Delizia si conferma attenta all’innovazione anche nel marketing. “Sia in Italia che all’Estero i nostri marchi stanno andando molto bene – ha sottolineato il direttore commerciale – e sono sempre più conosciuti. Offriamo infatti una continuità nella qualità dei vini che è la richiesta principale da parte del consumatore moderno”.
Immagine che cresce pure grazie alla novità delle edizioni speciali legate alle stagioni. “La nostra Cuvée Jadér – ha concluso Mirko Bellini – quest’estate ha visto nascere la sua prima Summer Edition, dal packaging dedicato e che in un solo mese ha visto la vendita di 60 mila bottiglie, tutte in fascia alta di gamma. Un’iniziativa giovane, che punta al divertimento bevendo in maniera responsabile e che riproporremo, visto il gradimento, con la Winter Edition che presenteremo prossimamente”.

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In copertina e qui sopra la presentazione dello spumante Jadér della vendemmia 2019.